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Richiesta di preghiere

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Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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mercoledì 12 dicembre 2018

Omelia della santa Messa Medjugorje, 10 dicembre 2018


Dal Vangelo secondo Luca
Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire "Ti sono perdonati i tuoi peccati", oppure dire "Àlzati e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te - disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».
Parola del Signore.


Fratelli e sorelle, tutto il Vangelo parla del Signore come di un Uomo straordinario, un Uomo di Dio, Profeta tra il popolo. Dio, attraverso di Lui, ha visitato il Suo popolo.
I Vangeli ci dicono tutto di Gesù: cosa ha insegnato, fatto e come si è comportato verso i peccatori.
Il brano di questa sera ci mostra Gesù liberatore e salvatore. Egli è il liberatore dal male, dal peccato, dalla morte, dalle malattie, dalle forze diaboliche.
Questa sera abbiamo sentito che la potenza del Signore operava guarigioni.
Il Cuore del Signore si rivolgeva verso le persone che percorrevano una via errata. Fino alla venuta di Gesù l’uomo, creato ad Immagine di Dio, era disorientato. Ma quando Dio si è incarnato e ha mostrato il Suo Amore tutto è cambiato.
Alla fine del brano si dice che la gente era stupita e gioiosa, perchè Dio era in mezzo al popolo.
Per esperimentare Dio vivente dobbiamo essere sinceri e ricchi di fede. Senza la fede è impossibile. La fede permette di abbandonarsi all’Amore incondizionato.
Chi crede in questo Vangelo? Non si dice che l’uomo paralizzato creda, ma è si comprende che credono fermamente coloro che hanno fatto di tutto per avvicinarlo a Gesù. Hanno cercato e trovato il modo per portarlo da Gesù, perchè l’amore trova sempre la via. L’amore sincero ha portato quest’uomo vicino a Dio.
Questo vale per ogni opera di Dio. Qualcuno deve credere: un singolo, un gruppo Qualcuno ha la speranza, la luce, l’amore e lo porta agli altri.
Colui a cui avviene il miracolo non ha bisogno di credere, ma qualcuno deve credere per lui, affinchè Dio possa operare. L’Amore e la grazia di Dio aspettano un intervento umano. Ci deve essere qualcuno che deve lottare nella preghiera, affinchè una persona possa avvicinarsi a Dio e riconoscerLo come liberatore.
Fratelli e sorelle, ciascuno di noi senza la Presenza del Signore è nulla. Senza Gesù Cristo l’uomo è schiavo del mondo. Schiavo nel corpo e nell’anima. Stare lontano da Gesù significa essere ammalato. Stare lontano dalla Verità del Vangelo significa essere sul lettuccio. Significa non poter camminare, usare i propri talenti, significa avere l’anima e la mente legate. Significa essere vivi, ma essere sul lettuccio della propria vita.
Molti oggi sono ammalati, perchè sono lontani da Cristo e dai valori.
Cosa ha liberato quest’uomo del Vangelo? E’ stato liberato dalla Parola del Signore: “Ti dico: alzati e cammina!” La Sua Parola è forte, perchè porta in Sè la forza divina, una potenza che non può essere compresa da questo mondo. E’ quella Parola che ci ha creati nel grembo di nostra madre. E’ quella Parola che ridona la vita ai morti. E’ quella Parola che trasforma le tenebre in luce. E’ quella potenza che distrugge ogni inganno.
Dio eterno si è rivestito di un corpo umano ed è diventato uno di noi per poterci guarire e rialzare. Lo fa anche oggi. Lui è l’unico e vero Dio. Lui è lo Spirito operante anche oggi nella Sua Parola. Questa Parola ha anche oggi lo stesso effetto: guarisce. Nel Sacramento della santa Confessione guariscono le vite spezzate, le persone ferite a morte dal peccato. Esse ricevono la forza dal Dio vivente.
Coloro che sono ammalati nell’anima quando si avvicinano a Dio con sincerità ricevono qualcosa di divino che il mondo non comprende.
Fratelli e sorelle, siamo nel tempo santo dell’Avvento in cui possiamo avvicinarci in modo particolare al mistero di Dio, alla Sua grandezza e alla Sua semplicità. Lo possiamo fare. Vogliamo sentire la Parola e vogliamo rialzarci.
La Parola ci ridonerà la vita come ha già fatto in tanti. Vivremo nuovamente la Presenza di Dio.
E’ inutile ascoltare la vita dei santi se noi stessi non ci incamminiamo sulla via di Cristo Re e se non sperimentiamo la consolazione e la Presenza di Dio.
Riconoscere che Dio è veramente Dio significa incamminarsi verso Gesù Cristo, abbracciare i Suoi Comandamenti e morire a se stessi. Rinunciare a questo mondo e a tutto ciò che si oppone a Cristo. Rinunciare al nostro modo di pensare per accogliere i doni del Signore.
Come dobbiamo venire davanti al nostro Dio? Così come siamo: ammalati, peccatori, angosciati, feriti. Se ci incamminiamo verso Cristo assieme agli altri fedeli sarà più facile. Questa è la Chiesa. E’ più facile camminare e lottare assieme. Sarà più facile togliere le tegole dal tetto.
Sarà più facile comprendere la nostra fede se saremo in comunione con coloro che credono. Le porte si apriranno più facilmente e Dio sempre più ci sarà vicino.
Se Gesù è nato a Betlemme e non è nato in te sarai un essere smarrito che cammina su vie errate. Quello che noi abbiamo è solamente il presente. Incamminiamoci oggi verso Gesù.
Come nel Vangelo la folla sta tra noi e Cristo. Tra noi e Lui ci sono tante cose. Dobbiamo imparare a lottare per il bene in noi e attorno a noi. Dobbiamo imparare ad impegnarci per ciò che ha un valore eterno senza stancarci mai. Sul nostro cammino incontreremo la nostra debolezza, la nostra miseria, tanti scandali nella Chiesa, fallimenti.
Fratello e sorella, incamminati lo stesso. Non guardare gli uomini. Guarda Gesù crocifisso e risorto. Anche oggi desidera rialzarti dal tuo lettuccio.
Il Signore desidera che viviamo la vita in pienezza con fede viva. Questa fede e questa convinzione vengono donate da Dio a coloro che lottano e riconoscono Dio come Tale.
In questo brano del Vangelo le persone che accompagnano il malato trovano tanti ostacoli, ma insistono, perchè sanno che Gesù è la loro meta. Avvicinati al Signore sarà tutto molto più facile.
La grazia di Dio si rinnovi in tutti noi anche questa sera. Possa rinnovarsi il desiderio dei santi Sacramenti, dell’Amore che viene dalla croce, di guardare il nostro Dio, Maestro di vita eterna. Egli non si è risparmiato, ma ha lottato in tutti i secoli, affinchè i Suoi figli amati potessero sentire la Parola: “Anche a te comando: alzati e cammina nella pienezza della vita!”
Amen.

Registrazione F. Deagostini   Trascrizioine A. Bianco

Omelia della santa Messa Medjugorje, 9 dicembre 2018


Dal Vangelo secondo Luca
Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».
Parola del Signore.

Cari fratelli e sorelle, in questa seconda domenica di Avvento, ascoltando la Parola del Signore, possiamo sentire espressioni che ci incoraggiano e danno speranza per il nostro cammino verso l’eternità.
“Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio”. Non solamente questa frase, ma anche la prima lettura è piena di incoraggiamenti.
Baruk incoraggia Gerusalemme e dice: “Deponi la veste del lutto e dell’afflizione”. Gerusalemme era triste, perchè i suoi figli erano dispersi in tutto il mondo e i nemici avevano la meglio. Ma il Signore è più forte di ogni nemico se Lo invochiamo e ritorniamo a Lui con tutto il cuore.
Gerusalemme tornerà ad essere felice. Il popolo di Dio tornerà gioioso. La sua bocca sarà colma di sorriso e la lingua di gioia.
Anche noi saremo felici quando ritorneremo al Signore e capiremo che, nonostante tutti i nostri peccati, apparteniamo al Padre Celeste che ci ama.
Dio ha incoraggiato e nutrito tutti coloro che erano erranti e sono tornati a Gerusalemme, al Tempio santo di Dio. Ha ridonato loro la gioia.
Il Signore donerà a noi ancora di più. Apriamoci a Lui, affinchè Egli possa donarSi a noi.
In questo tempo di grazia permettiamoGli di purificarci da tutte le nostre impurità. Avviciniamoci al Sacramento della Confessione e Lui ci libererà da tutto ciò che ci impedisce di camminare nel pellegrinaggio verso di Lui, verso l’eternità. Crediamo e speriamo che un giorno ci riconoscerà.
Nel Vangelo di oggi secondo Luca incontriamo Giovanni il Battista, figlio di Zaccaria. E’ l’ultimo profeta dell’Antico Testamento. Di lui parla il profeta Isaia che lo ha preannunciato dicendo che sarebbe venuto come una voce che grida nel deserto: “Preparate la via al Signore. Raddrizzate le vostre vie”.
Giovanni Battista è colui che ha indicato Gesù: “Ecco l’Agnello di Dio, Colui che toglie il peccato del mondo”. Lo ha fatto vedere ai suoi discepoli, ma Lo mostra anche oggi a noi.
Dobbiamo sapere che la Parola di Dio vale per tutti i tempi e per ogni persona.
Il profeta Baruk, Isaia e Giovanni Battista ci dicono la stessa cosa: Dio viene al Suo popolo prescelto e lo libera dalla schiavitù. Oggi viene a noi per liberarci dal potere del male e rafforzarci nell’Amore di Cristo.
San Paolo scrive: “Prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e pieno discernimento, perchè possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri ed irreprensibili per il giorno di Cristo”.
Giovanni il Battista dice: “Preparate la via del Signore. Raddrizzate i Suoi sentieri”. Raddrizzare i sentieri significa aprire la strada, affinchè il Signore possa entrare nella mia vita. Se qualcuno vive nel peccato ha chiuso la via a Dio. In tale situazione Dio viene rifiutato e questo è molto pericoloso.
Dobbiamo porre domande serie a noi stessi e mettere a posto la nostra vita nel Sacramento della Confessione.
La Confessione in periodo d’Avvento fa parte della preparazione al Natale.
Raddrizzare i sentieri significa risvegliare il desiderio di Colui che viene e la disponibilità di allontanare tutti gli ostacoli che Gli impediscono la Sua Venuta.
Ci sono tante cose che dovremmo fare. L’umiltà sia il fondamento del nostro rapporto verso Dio e verso il prossimo.
Dobbiamo essere generosi verso gli altri; avere la purezza del cuore; avere buone intenzioni; tenere a bada l’invidia; esseregioiosi per il bene altrui e soffrire se il nostro prossimo sta sbagliando. Dobbiamo fare di tutto per riportare gli erranti sulla via giusta. Dobbiamo essere modesti nel mangiare, bere, parlare. Usiamo bene il nostro tempo senza oziare.
Questi sono modi concreti per preparare la via al Signore.
Se a questi aggiungiamo la preghiera sincera e raccolta allora siamo sulla via giusta per preparare una bella dimora al nostro Signore che viene.
Tutto ciò non è possibile senza l’aiuto di Dio.
Nella seconda lettura san Paolo dice ai Filippesi: “Colui che ha iniziato quest’opera in voi la terminerà fino al giorno di Cristo”.
Non possiamo vivere senza di Lui, perchè Cristo è l’inizio e la fine, l’alfa e l’omega.
Un tale impegno sicuramente porterà frutti per la nostra conversione. Può anche darsi che il frutto sia piccolo. Ogni conversione è un atto comune di Dio e dell’uomo. La grandezza dei frutti dipende dalla nostra collaborazione alla grazia di Dio alla quale ci siamo aperti.
San Paolo chiede a tutti noi di essere integri ed irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di giustizia a gloria e lode di Dio.
Signore, fa che il nostro impegno nel mondo non ci ostacoli sul cammino verso Tuo Figlio. La Sapienza che viene dal cielo ci guidi alla comunione con Cristo.
Tutto questo non rimanga belle parole, ma si possa realizzare nella nostra vita.
La nostra Madre Celeste, la Regina della Pace, ci aiuti ad incontrare il Signore che viene.
A Lui gloria e lode nei secoli dei secoli.

Registrazione: F. Deagostini Trascrizione A. Bianco

Preghiere serali a Medjugorje dal 6 all’11 dicembre 2018


Adorazione Eucaristica del 6 Dicembre 2018

presieduta da fra Zvonimir Pavičić



Signore Gesù, Signore,..Tu sei davvero il nostro ristoro...

Signore, ...siamo in silenzio in attesa della Tua seconda venuta.

Vieni, Signore Gesù!...

Signore, grazie per questi momenti passati con Te...

Canto: Oh, oh, oh! Adoramus Te, Domine... 

- Signore Gesù, sei qui nel Santissimo Sacramento dell’altare. Noi siamo venuti davanti a Te e Ti adoriamo. Desideriamo ringraziarti perché Tu ci hai chiamato a Te e abbiamo seguito la Tua chiamata. Tu inviti tutti noi a venire da Te, sempre da Te e nella Tua Presenza troviamo ristoro. Tu hai detto: “Venite a me tutti voi stanchi e oppressi e io vi ristorerò.” Signore, Tu sei davvero il nostro ristoro nella corsa quotidiana... Signore, aiutaci a saper trovare il tempo per Te, per ringraziarti, per parlare con Te, per aprire a Te il nostro cuore, per semplicemente “stare con Te”. Signore, adesso siamo qui. Ci hai chiamati e noi siamo venuti. Rafforzaci nelle fede, toglici tutti i pesi, benedici tutti noi, Signore, mentre siamo qui in adorazione!

Canto: Fiducia sei per noi (X2), Pane Vivo dentro di noi!

           Fiducia sei per noi (X2), perché sei Vivo dentro di noi!

- Signore, siamo in adorazione davanti a Te. Questo è segno del nostro abbandono, segno che Ti vediamo come nostro creatore. Signore, fa’ che Tu sia per noi l’Unico Signore, senza essere schiavi delle cose, di altre persone o di certe potenze. Sii Tu nostro Dio. Aiutaci a credere come ha creduto la Beata Vergine Maria e tanti Santi. Dio sia al primo posto. Signore, donaci una fede forte, donaci quella fede che ci faccia essere in attesa in questo Tempo di Avvento, affinché noi possiamo invocarti perché Tu ritorni in mezzo al Tuo popolo. Signore, fa’ che non veniamo accecati dalle luci delle vie addobbate, fa’ che non veniamo assorditi ma che possiamo sentire la Tua chiamata, il tuo invito. Tu ci inviti a seguirti con le opere di misericordia. Siamo in silenzio in attesa della Tua seconda venuta.

Canto: Se vuoi la Pace (X2) guarda a Gesù (X4)...

- Vieni, Signore Gesù! Questa è la supplica che si sente dal tempo della Tua Ascensione in Cielo. La Chiesa ha riempiuto di questa supplica il mondo intero e invita tutta l’umanità ad esultare insieme con Lei: Vieni, Signore Gesù!  Signore, noi bramiamo Te, perché siamo come terra arida che ha sete di acqua  e così Ti chiamiamo in ogni Avvento, affinché come rugiada Tu rinfreschi la nostra terra, affinché possiamo portare i frutti della fede che ci può portare a Te e incontrare Te. Signore, donaci la forza, la purezza del cuore, per poter supplicare sempre insieme alla Chiesa, chiamarti sempre nella vita, invocarti sempre, cantarti, pregarti: “Vieni, Signore Gesù!”

Canto: Veni, Sancte Spiritus...

- Signore, grazie perché abbiamo potuto passare questi momenti con Te, perché abbiamo potuto adorarti in silenzio, in preghiera, nella meditazione, col canto. Signore, grazie per questi momenti che ci aiutano ad essere veri, che ci aiutano a restare in attesa della Tua venuta in questo Avvento e in tutta la vita finché non ritornerai nella Tua Gloria.

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...

Fonte: https://youtu.be/7gn9fEa4mpU (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)



Venerazione alla Santa Croce del 7 Dicembre 2018

presieduta da Fra Marinko Šakota

   
Gesù, nostro Salvatore Crocifisso,.. insegnaci il Mistero della sapienza della Croce.

Gesù, Ti prego: dona la forza a ciascuno di noi per accettare la croce per Tuo Amore

Gesù, Tu perdoni e Tu ci chiedi di perdonare...

Risveglia in noi la sensibilità e la disponibilità...

Canto: Santo è il Signor! Santo è il Signor!

           Santo è il Signore Iddio! Santo è il Signor!... 

- Gesù, nostro Salvatore Crocifisso, Tu ci dici: “Chi vuol essere mio discepolo prenda la sua croce e mi segua.” Siamo venuti a Te, Signore, davanti alla Tua Croce. Insegnaci il Mistero della Sapienza della Croce.

Canto: Veni, Sancte Spiritus...

- Gesù, Ti prego: dona la forza a ciascuno di noi per accettare la croce per Amore di Te. Ciascuno di noi possa accogliere se stesso, gli altri, tutto quello che è difficile e dispiacevole per amore di Te.

Canto: Sacro Cuore di Gesù, noi Ti amiamo!

           Sacro Cuore di Gesù, confidiamo solo in Te! (bis)

- Gesù, Tu perdoni e Tu ci chiedi di perdonare. Adesso portiamo davanti alla Tua Croce le persone alle quali non abbiamo perdonato, con le quali non siamo in buoni rapporti. Ti preghiamo: riempi i nostri cuori con il Tuo Amore, affinché il Tuo Amore possa guarire e trasfigurare i nostri cuori.

Canto: Insegnaci, Signore, a perdonare come anche Tu ci hai perdonato!

           Insegnaci, Signore, ad amare come anche Tu ci hai amato!

           Signor Gesù (X3), pietà di me. (bis)

- Gesù, risveglia dentro di noi la sensibilità delle persone che soffrono intorno a noi, risveglia la nostra disponibilità a sacrificarci per gli altri per amore di Te, o Gesù.

Kyrie, eleison...

Il Signore sia con voi...

Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.

Amen.

Inite u miru....Andate in pace...

Canto finale: Ave, Maria, gratia plena! Dominus tecum, Benedicta Tu! (bis)

Fonte: Dalla Diretta.

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)


Preghiera di guarigione dell 8 Dicembre 2018

guidata da fra Zvonomir Pavičić



Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore, per il parto della Vergine Maria, hai redento l’umanità. Per mezzo del corpo di questa Beata Vergine, per la Sua fede sei entrato nel mondo. Lei ha aperto la porta del Suo Cuore, perché Tu potessi portare la vittoria sulla morte, donandoci la Vita Eterna, invitandoci all’unione nel Regno dei Cieli.

Hvala, Criste... Thankyou, Jesus... Grazie Gesù...

Signore, veniamo davanti a Te con Tua Madre, la Beata Vergine Maria, e apriamo i nostri cuori, perché Tu possa dimorare in essi. Ti apriamo la vita per essere liberati da quello che ci impedisce di abbandonarci completamente a Te per donarti tutto il nostro cuore. Guardaci, Signore, mentre stiamo davanti a Te e Tu esaudisci le nostre preghiere.

Dzenki, Jesu... Danke, Jesus... Alleluia...

Signore, grazie perché sei sempre con noi, grazie perché non ci abbandoni mai. Tu non ci abbandoni nelle nostre malattie e difficoltà. Tu sai che noi abbiamo bisogno di Te. E adesso noi Ti invochiamo e Ti supplichiamo: donaci la salute del corpo e dell’anima, per poterti seguire in una maniera più perfetta e perché la nostra fede possa crescere sempre di più. Guariscici, o Gesù!

Kyrie eleison...   

Voi, le vostre famiglie e tutti coloro per i quali avete pregato stasera, benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.

Amen.

Fonte: https://youtu.be/V19rOgU6EK8 (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

Adorazione Eucaristica dell 8 Dicembre 2018

presieduta da fra Francesco Rizzi



Signore Gesù...
Tu sei il Dio con noi che si dona a noi....

Signore della vita e della storia, grazie per il dono di Tua Madre Immacolata...

Gesù, Buon Pastore Misericordioso, che perdoni e guarisci...

Maria, Madre di Dio, insegnaci a guardare, ad amare, ad adorare...

Canto: Signor Gesù, noi t’adoriam... Alleluia...

- Signore Gesù, Figlio di Dio e di Maria, Ti adoriamo qui presente nel Santissimo Sacramento dell’altare. Tu sei il Dio con noi che si dona a noi. Tu sei la Vita Eterna e la nostra salvezza, La Tua venuta nel mondo è per noi sorgente di speranza e di consolazione per i nostri cuori e per le nostre anime.

Canto: Emanuel, Emanuel! Il Suo Nome è Emanuel!... Alleluia!...

- Signore della vita e della storia, grazie per il dono di Tua Madre Immacolata, grazie per la Sua Presenza nel mondo e nella storia, grazie perché, attraverso il Suo Cuore, possiamo incontrarti e conoscerti. Gesù, noi crediamo in Te!

Canto: Gesù, io credo in Te... Alleluia... 

- Gesù, Buon Pastore Misericordioso, che perdoni le nostre colpe e sani le nostre infermità, in questo Tempo santo, fa’ che accogliamo il dono e la grazia della Conversione. Aiutaci a testimoniare, con le opere di misericordia, la nostra fede.

Canto: Veni, Sancte Spiritus...

- Maria, Madre di Dio, insegnaci a guardare, ad amare, ad adorare il Tuo Figlio, nostro Dio, il Re della Pace, la nostra Pace.

Tantum ergo..Orazione. Kyrie, eleison.. Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..

Canto finale: Viva Maria, Maria la Regina,

  Maria, nostra Madre, Regina della Pace| (bis)

Fonte: https://youtu.be/TlBV6CQ5kdo (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

Preghiera di guarigione del 9 Dicembre 2018

guidata da fra Perica Ostojić,



Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore Gesù, sono qui davanti a Te. Invoco la Tua Presenza. Entra nella mia vita. Solo Tu, Signore, vedi i pensieri e i sentimenti del mio cuore, e sai come lotto contro le mie debolezze. Spesso agli occhi degli uomini sembro diverso, ma solo Tu vedi le mie lotte interiori. Signore, aiutami ad aprire il mio cuore, affinché Tu lo possa toccare, affinché Tu possa riempirlo col Tuo Amore. Ma, Signore, il mio cuore è simile al Tuo. Signore, aiutami ad amare altre persone, aiutami a distruggere le mura che creo verso gli altri. Signore, donami la forza per togliere tutte le maschere che io metto per essere forte agli occhi degli altri. Signore, desidero accettare gli altri proprio così come sono, come Tu mi conosci, con tutte le debolezze e difetti che, con l’aiuto della Tua grazia, Signore, desidero crescere nella Santità e desidero crescere nel rapporto verso gli altri.

Hvala, Criste...Thankyou, Jesus... Alleluia...

Signore, adesso desidero verificare la mia fede, quanto io Ti creda veramente, quanta fiducia abbia in Te, quanto Ti permetto di entrare nel mio cuore. Ascolto la Tua voce o cerco sempre i miei progetti? Cerco di risolvere i miei problemi, le mie relazioni con le mie forze, o ricorro a Te cercando l’aiuto? Signore, quando le cose vanno bene non ho bisogno di Te e spesso così, quando arrivano i problemi, i Ti metto le mie condizioni per risolvere i miei problemi. Perciò adesso, Signore, Ti prego: guarisci la mia fede, fa’ che io possa credere in Te come in un Padre Misericordioso, Padre che mi ha creato, e desidera guidarmi, desidera salvarmi. Perciò adesso Ti prego, Signore: attirami tra le Tue braccia nello spazio della Tua Grazia e della Tua Misericordia. Aiutami ad essere perseverante sul cammino della Santità. Fa’ che la mia croce non sia motivo di disperazione, ma fa’ che la croce sia il motivo per avvicinarmi ancora di più a Te, alla Tua sofferenza, dalla quale viene la nostra salvezza. Grazie, Signore, perché hai sofferto per me, perché sei morto per me!

Grazie, Gesù... Danke, Jesus... Alleluia...

Signore, adesso Ti prego: entra nel mio cuore, nei miei pensieri, penetra in tutto il mio essere, entra nella mia vita, nei miei sentimenti. Fa’ che io non tenga in modo egoistico i miei amici per me, secondo la mia misura. Ora, tramite me, fa’ vedere il Tuo Amore, quell’Amore che libera, che fa tutto nuovo, quell’Amore pronto a soffrire anche le sofferenze più grandi. Signore, con questo Tuo Amore, trasformami, e, quando i sarò trasformato, trasforma anche i miei rapporti, anche altre persone che io incontro sul mio cammino di vita. Signore, fa’ che io sia capace su quel cammino. Guarisci tutte le mie ferite, soprattutto le ferite sorte nei rapporti familiari. Signore, desidero credere che Tu, con la Tua Presenza, adesso mi guarisci. Tu sei capace di guarire tutte quelle ferite. Da questo momento non voglio tornare più nella  mia storia, nei miei pensieri, non voglio ritornare ai momenti brutti, ma voglio far di tutto, affinché dentro di me viva la Tua Misericordia nella mia quotidianità.

Kyrie eleison...

Tutti voi presenti qui, le vostre famiglie e tutti coloro che sono nella vostra preghiera, benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.  Amen.

Fonte: https://youtu.be/oVtz2O40ep0 (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione e revisione a cura di P. Armando Favero)


Preghiera di guarigione del 10 Dicembre 2018

guidata da fra Dragan Ružić



Alleluia, alleluia, alleluia...

Padre Celeste, grazie per il Tuo Amore immenso, per il quale hai dato Tuo Figlio, l’hai fatto morire sulla Croce per me, per me peccatore. Gesù, mio Salvatore, grazie perché hai preso su di Te i miei peccati, le mie maledizioni e li hai portati sul Tuo corpo sulla Croce. Grazie perché mi doni lo Spirito Santo. Spirito Santo, grazie perché fai di me un figlio di Dio, fratello di Gesù Cristo.

Signore, mi dispiace per tutti i miei peccati, che ho commesso opponendomi alla Tua Potenza, alla Tua Opera. Perdonami, Signore. Accetto Te come l’unico Padrone della mia vita. Dio Spirito Santo, Tu che sei l’Amore tra il Padre e il Figlio, per appartenere a Te, consacro a Te il mio corpo, la mia anima, la mia mente e tutto ilo mio essere. Consacro i miei pensieri, le mie opere, tutte le tristezze, tutte le gioie, la mia vita e la mia morte. Sii Tu, Signore della mia vita. O Spirito dell’Amore, riempimi, consacrami. Rafforzami, guidami. Grazie!

Hvala, Criste... Thankyou, Jesus...

Signore Gesù, io credo che Tu mi ami, Ti adoro, Ti glorifico, come il mio unico Signore. Ti prego: in questo momento guariscimi da ogni mia malattia, liberami completamente, metti le Tue mani trafitte sul mio capo, affinché la Tua Potenza che guarisce possa scorrere nel mio corpo, affinché la parte ammalata del mio corpo senta la Tua forza, la forza del Tuo tocco che guarisce. Rafforzami, Signore, affinché io possa camminare sulle Tue vie e vi vere la mia vita in conformità con la Tua Santa Volontà. Signore, fa’ che in questo mondo pieno di dubbi, di disperazione, io sia testimone della Tua forza, della Tua Risurrezione, della Tua vittoria sul peccato, sulla morte e sulla paura. Signore, Ti ringrazio per tutto ciò che Tu hai fatto nella mia vita, per tutto ciò che stai facendo adesso e che farai. Grazie e lode a te, Signore!

Grazie, Gesù... K’senan Jesush... Alleluia...

Signore Gesù, Ti prego: entra nel mio cuore, tocca tutte le  mie esperienze di vita che hanno bisogno di essere guarite. Tu mi conosci meglio di me stesso. Versa il Tuo Amore in ogni angolo del mio cuore. Dove vedi il bambino ferito, toccalo. Gesù, Ti prego: illumina tutta la mia infanzia. Tocca tutti quei ricordi che mi impediscono di essere completamente libero. Se avevo più bisogno di amore materno, manda Tua Madre Maria, affinché possa riempire queste carenze, pregala affinché mi tenga, protegga e custodisca, affinché possa riempire tutti i vuoti che solo l’amore materno, con il suo calore, può donare. Signore, forse il bambino che era dentro di me ero privo dell’amore paterno. Liberami affinché io possa dire “Abbà Padre” con ogni cellula del mio essere. Se avevo bisogno di più amore paterno, di sicurezza, se avevo bisogno di essere consapevole di essere un figlio voluto e desiderato, Ti prego adesso abbracciami, permettimi di sentire la Tua sicurezza, la sicurezza tra le Tue braccia.

Rinnova la mia fiducia, il mio coraggio affinché io possa affrontare tutte le prove di questo mondo, sapendo che Tu potrai custodirmi da ogni caduta. Stasera Ti offro tutte le mie abitudini peccaminose, la mia natura peccaminosa, e Ti prego, Signore: purificami, lavami. Signore Gesù, Ti offro tutto me stesso, il mio corpo, il mio spirito e Ti ringrazio per tutto ciò che Tu rinnovi dentro di me. Grazie, Signore Gesù!

Kyrie, eleison...

Il Signore sia con voi..

Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo. Amen.

Fonte: https://youtu.be/BMWaYr2rOy8 (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero

Adorazione Eucaristica dell 11 Dicembre 2018

presieduta da fra Zvonimir Pavičić



Gesù, ...fa’ che siamo completamente presenti e coscienti della Tua Presenza.

..Tu vuoi che tutti gli uomini siano salvati... rivela il Tuo Amore al mondo intero..

Signore, ... Tu pronunci sempre parole piene di consolazione...Tu sei Dio con noi.

Canto: Oh, oh, oh! Adoramus Te, Domine... 

- Gesù, presente nel Santissimo Sacramento, Ti adoriamo! Apri i nostri cuori affinché ciascuno di noi possa riconoscerti nella Tua semplicità. Allontana tutti i pensieri che non guidano verso di Te. Fa’ che in questi momenti siamo completamente presenti e coscienti della Tua Presenza.

Canto: Dona la Pace (X2) ai nostri cuori, o Signore! (bis)

           Resta qui insieme e a noi (X2) e la Pace regnerà!

- Gesù, Tu non vuoi che nessuno dei piccoli sia perduto. Tu vuoi che tutti gli uomini siano salvati. Allora rivela il Tuo Amore al mondo intero, affinché tutti possano lodarti e riconoscere che Tu sei il Salvatore. Vieni, Signore Gesù! Vieni e rinnova questo mondo! Vieni e che ogni persona sappia che Tu lo ami!

Canto: Signore, aiutaci ad amarti sempre più!

           Signore, aiutaci ad amarci sempre più!

- Tu ci incoraggi, Signore, in ogni momento quando siamo alla Tua Presenza, Tu ci incoraggi con ogni parola. Tu pronunci sempre parole piene di consolazione: “Non abbiate paura! Io sono con voi.” Quando siamo con Te non abbiamo paura, Signore, perché sappiamo che Tu sei Emanuele, Dio con noi.

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..

Canto finale: Ave, Maria, ave! Ave, Maria, ave!...

Fonte: https://youtu.be/-pPyK3G3qDI (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

Approfondimenti della fede – Video – II Domenica Avvento - Omelia di don Renzo Lavatori

Approfondimenti della fede – Video – Catechesi: « L'effusione dello Spirito Santo nella casa di Elisabetta »

« L'effusione dello Spirito Santo nella casa di Elisabetta » : catechesi di don Renzo Lavatori per la II Domenica di Avvento

domenica 9 dicembre 2018

Approfondimenti della fede – Video – Omelia di don Renzo Lavatori al Santuario di San Luca: «Vegliate»

«Vegliate» : Omelia di don Renzo Lavatori al Santuario di San Luca il 1 dicembre 2018

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,34-36)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Parola del Signore

Approfondimenti della fede – Video – Catechesi: « La nascita di Gesù e il dono del suo Amore »

« La nascita di Gesù e il dono del suo Amore » Conferenza di don Renzo Lavatori a Bologna il 30 novembre 2018 presso il complesso CORPUS DOMINI "Santa Caterina da Bologna (La Santa)". Conferenza organizzata dal Gruppo di Preghiera « Regina della Pace » di Bologna.

Approfondimenti della fede – Video – Catechesi: « La maternità divina di Maria »

« La maternità divina di Maria » : catechesi di don Renzo Lavatori nella prima Domenica di Avvento a Santa Marcella in Roma.

Dal Vangelo secondo Luca (2, 26-38)

L'annunciazione

Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

sabato 8 dicembre 2018

Omelia della santa Messa Medjugorje, 6 dicembre 2018


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Parola del Signore.

Fratelli e sorelle, nel Vangelo Gesù ci dice che non entrerà nel Regno dei Cieli colui che dice sempre “Signore, Signore”, ma colui che fa la Volontà del Padre Celeste. Poi aggiunge: “Stolto è l’uomo che ascolta le Mie Parole e non le mette in pratica. Saggio è chi le ascolta e le mette in pratica”.
Qualcuno ha suddiviso gli uomini in tre gruppi rispetto alla fede: coloro che pregano, ma non fanno opere buone; coloro che non pregano e non fanno opere buone; coloro che pregano e fanno opere buone. Tutti siamo d’accordo che quest’ultimo caso è il migliore. Pregare e lavorare.
Ricordiamoci, però, che Gesù non dice “chi non fa opere buone”, ma “chi non fa la Volontà del Padre”.
Non mancano persone che pregano e compiono opere buone. Addirittura Gesù dice che sono malvage persone che scacciano spiriti immondi, fanno opere buone e compiono miracoli. Ma perchè Gesù è così severo? Chi prega non significa che è buono. Chi fa opere buone non significa che è buono. Chi legge la Bibbia non significa che è devoto.
Può succedere che tu preghi giorno e notte e che Dio non ti senta.
Nel Vangelo sta scritto: “Prima di tutto riconciliati con tuo fratello e poi prega e offri sacrifici”. Tutte le preghiere sono inutili se nel tuo cuore porti odio. Sono inutili tutte le preghiere se non dai il salario giusto al tuo operaio. Sono inutili tutte le preghiere se hai sparlato del tuo prossimo. Sono inutili tutte le preghiere se continuamente litighi a casa tua e offendi genitori, figli, marito o moglie. Sono inutili tutte le preghiere e le opere se sei sempre ubriaco o sperperi il denaro e la tua famiglia non ha i soldi per una vita normale.
Cosa significa mettere in pratica la Volontà del Padre Celeste? Significa vivere in modo da glorificare Dio e non l’io. Tutto quello che ho appartiene a Dio. Tutto mi è stato donato.
Chi può allungare la propria vita anche solo per un attimo? Chi non è morto? Chi ha portato nel sepolcro quello che ha accumulato?
Quando arriveremo davanti a Dio cosa porteremo? Porteremo solo quello che è stato fatto per la gloria del Signore. Quello che è stato fatto per la nostra gloria rimarrà sulla terra.
Gesù fa l’esempio di un uomo che fa la Volontà del Padre e di quello che non la fa. Parla della casa costruita sulla roccia e di quella costruita sulla sabbia. Entrambe saranno esposte alla pioggia e ai venti. Mentre la casa sulla roccia rimane salda quella costruita sulla sabbia verrà abbattuta. Gesù dice: “Sarà una grande rovina”.
La roccia è la fede in Dio, mentre la sabbia è la fede in se stessi e nelle cose terrene.
Indipendentemente da dove una persona viva sarà sempre esposta a sofferenze, croci e a difficoltà. L’uomo che confida solo nell’uomo prima o poi sarà tradito. L’uomo che confida nella propria bellezza, forza o intelligenza prima o poi rimarrà deluso, perchè queste cose passano. L’uomo che confida nei soldi e nel potere rimarrà deluso.
Solo chi confida in Dio onnipotente vive.
Voi che siete venuti alla santa Messa cercate di essere in pace con tutti. Sapete che prima o poi vi troverete davanti al Signore.
Qual è il problema della mia preghiera? Il rischio è che la mia preghiera può essere solamente un pronunciamento di parole senza che il mio cuore cambi. La mia preghiera rivolta a Dio dovrebbe essere l’espressione del mio essere. Dobbiamo essere sinceri verso Dio, perchè a Lui non possiamo nascondere nulla.
Tutti noi lavoriamo oppure andiamo a scuola. In aggiunta abbiamo qualche hobby. Abbiamo tanti impegni.
Anch’io come sacerdote confesso, celebro la Messa, lavoro con i giovani. Sono impegnato tutto il giorno.
Possiamo venire davanti al Signore e dirGli: “Signore, Tu vedi che sono tanto impegnato. Lavoro tanto, mi dedico alla famiglia, vado a Messa la domenica e prego la sera…” Non so se questo è un rapporto sincero con Dio. Forse il rapporto potrebbe essere così: “Signore, anche questa mattina sono stato alla santa Messa. Ci sono stato anche domenica. Sono stato raccolto consapevole che l’Eucaristia è fonte di vita e che Tu ti offri a me. Signore, ho pregato la sera e la mattina, ma dove erano i miei pensieri? Sì, Signore, ho fatto 8 ore di lavoro, ma potevo essere migliore nei rapporti con gli altri e comportarmi meglio. Tu mi hai dato il tempo. In settimana dormo più o meno 55 ore. Quanto tempo passo davanti alla televisione o al cellulare? Quanto tempo leggo la Bibbia? Quanto tempo dedico a Te, Signore?”
Fratelli e sorelle, l’uomo potrebbe essere sempre più sincero verso Dio. Dovrebbe essere più santo. La nostra preghiera dovrebbe migliorarci. Dovremmo crescere nella preghiera e nella nostra fede. Io posso e devo diventare migliore.
Se mi guardo allo specchio da lontano mi vedo bello. Se, però, mi avvicino vedo che ho rughe. Allora cerco di coprirle con creme o trucchi.
La stessa cosa dovrebbe accadere con Dio. Se mi avvicino a Lui vedo la mia debolezza e i miei peccati. Devo cambiare.
Davanti a noi sta il tempo di Avvento. Davanti a noi c’è Dio Misericordioso. DoniamoGli i nostri progetti e la nostra stoltezza.
Dare a Dio le nostre opere malvage, i nostri errori e tutto ciò che ci appesantisce è la vera conversione.
Possiamo sempre iniziare nuovamente. Dio non guarda quello che abbiamo fatto. Egli guarda quello che dobbiamo fare. Dio ci da sempre una nuova possibilità.
Non c’è cosa più bella che sentire la Sua Vicinanza. Dio ha preso le nostre stoltezze, ha purificato i nostri cuori.
La fede nell’Amore del Signore può e deve cambiarci.
Dio è buono e ci dona le cose perchè ci servono. Dio non ci dona il bene perchè abbiamo pregato, ma perchè ne abbiamo bisogno.
Questa sia sempre la nostra fede.
Amen.

Registrazione: F. Deagostini    Trascrizione: A. Bianco

venerdì 7 dicembre 2018

« Avvenga di me secondo la tua parola »

Risultati immagini per Sandro Botticelli

Il racconto dell’annunciazione, che abbiamo ancora una volta ascoltato, ci consente di renderci conto almeno un poco della bellezza interiore e del pregio trascendente dell’intera vita di questa creatura, che ha avuto un inizio tanto splendente ed eccezionale.

La Vergine è lodata dall’angelo come “piena di grazia” prima di tutto per la piena disponibilità ad aprirsi alla luce inattesa che l’investe dall’alto. Maria non conosce tutto e non comprende subito il piano di Dio: perciò non teme di chiedere con semplicità delle spiegazioni. Non possiede la “scienza infusa”: possiede la fede; e appunto la fede motiverà il primo elogio umano da lei ricevuto, quello di Elisabetta che le dice: “Beata sei tu che hai creduto” (cfr. Lc 1,45).

Anche nel seguito dei suoi anni non le era immediatamente chiaro ciò che le avveniva in conformità al misterioso disegno del Padre, proprio come càpita a noi; e - sempre mantenendosi in un atteggiamento di fede intemerata - come noi ha dovuto camminare in una penosa oscurità: Maria e Giuseppe “si stupivano” (Lc 2,33), nota una volta l’evangelista Luca; e più avanti: “Essi non compresero” (Lc 2,50). Ma quanto più era ardua, tanto più la sua fede era preziosa agli occhi di Dio.

Come si vede, la sua “pienezza di grazia” coesisteva con una condizione di normalità, di semplicità, di umile impegno quotidiano che l’avvicina a noi.

“Eccomi, sono la serva del Signore” (Lc 1,38). Maria pronuncia questa frase con tutto lo slancio del suo essere intatto e luminoso, con la candida passione di un cuore nemmeno sfiorato dall’egoismo. E sta qui la ragione della sua grandezza incomparabile e della sua soprannaturale bellezza.

“Eccomi”. Non dice, come direbbe una femminista: “Io sono mia”; dice, come una donna davvero capace di amare: “Io sono tua”; e con questa parola incanta il cuore del suo Creatore. E incanta anche noi, che abbiamo la fortuna e la gioia di averla per madre: ce l’ha donata il Figlio suo dall’alto della croce, appunto perché fosse la nostra madre più vera e più amata.

“Eccomi, io sono tua”, dice Maria: in questa donazione senza riserve c’è la fonte, oltre che della divina maternità, anche della sua universale fecondità nei confronti dell’intera famiglia umana; in questa offerta di tutta se stessa c’è al tempo stesso la premessa della gloria di questa “serva del Signore” che diviene così la regina dell’universo.

“Avvenga di me secondo la tua parola” (Lc 1,38). “Non le molte inutili parole umane, ma la tua parola, o Dio, sia la regola e l’ispirazione della mia vita”: così prega la Madonna nella sua coscienza immacolata; una preghiera che si è poi puntualmente inverata in ogni stagione della sua vita. E’ costantemente attenta alla parola del Signore e ai “segni” della divina volontà che a mano a mano le si rivelavano: “Serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”, annota di lei ripetutamente l’evangelista Luca (Lc 2,19.51).

Singolarmente attenta alla parola di Dio, per questo Maria non è prodiga di parole sue: è silenziosa sul Calvario, è silenziosa nell’immensa allegrezza della Pasqua, è silenziosa durante l’esperienza pentecostale dell’effusione dello Spirito. E se parla a Cana di Galilea, parla per far convergere l’attenzione non su di sé ma su Gesù, il solo da cui dobbiamo attendere ogni salvezza e ogni dono. Non dice: “Fate quello che io vi dirò”; dice con animo colmo di fiducia e di affetto per il suo Figlio e Signore: “Fate quello che lui vi dirà” (Gv 2,5).

Ci insegni allora la Vergine Immacolata ad amare sopra ogni altro amore Gesù, l’unico necessario Redentore di tutti; ci insegni a ricercare nella fede la volontà del Padre e l’adesione al suo disegno provvidente; ci insegni a preferire il silenzio orante alle parole superficiali, insipide, vane, e a difenderci dalle ossessive abitudini pubblicitarie del mondo di oggi.

8 dicembre 2003

Card. Giacomo Biffi

8 dicembre 2018–Festa dell’Immacolata Concezione

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16ª apparizione a Lourdes Giovedì 25 marzo 1858 dal racconto di S.Bernadette.

Il giorno 25 (festa dell'Annunciazione), quando la ragazza arrivò, richiamata irresistibilmente dalla bella Signora, nella valle c'erano 30.000 persone.
La veggente levò gli occhi in alto: la Signora era lì, e l'aspettava.

Per tre volte le chiese: "Signora, volete avere la bontà di dirmi chi siete?".

Dopo la terza volta Ella sorrise, e levando le mani e congiungendole al petto rispose:

"Io sono l'Immacolata Concezione"


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Tu hai preservato la Vergine Maria
da ogni macchia di peccato originale,
perché, piena di grazia,
diventasse degna Madre del tuo Figlio.
In lei hai segnato l’inizio della Chiesa,
sposa di Cristo senza macchia e senza ruga,
splendente di bellezza.
Da lei, vergine purissima,
doveva nascere il Figlio,
agnello innocente che toglie le nostre colpe;
e tu sopra ogni altra creatura
la predestinavi per il tuo popolo
avvocata di grazia e modello di santità.

(Prefazio Santa Messa dell’Immacolata Concezione)

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Omelia della santa Messa Medjugorje, 5 dicembre 2018


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d'Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.
Parola del Signore.


Fratelli e sorelle, abbiamo ascoltato la Parola di Dio.
Gesù và in Galilea. San Matteo racconta che Gesù è salito sul monte. Subito tanta gente è corsa da Lui con i malati.
La folla che guariva dalle proprie infermità lodava il Dio di Israele.
Questo Stesso Gesù Cristo è vivo anche oggi. E’ qui in mezzo a noi. Se la Presenza di Gesù fosse collegabile solamente alla Sua prima venuta sarebbe una cosa triste e noi non potremmo essere consolati.
Sappiamo che Gesù è con noi anche oggi. Anche oggi possiamo provare il Suo tocco per mezzo dei Sacramenti e della Chiesa.
Ultimamente ho fatto diversi viaggi al di fuori di questo Paese e spesso ho incontrato persone che hanno fatto qui a Medjugorje un’esperienza meravigliosa dell’incontro con Dio. Lo hanno incontrato grazie a certe malattie o debolezze e ora desiderano testimoniare e ringraziare.
Proprio qui a Medjugorje! Ho sentito testimonianze meravigliose.
Mi ricordo di una donna che aveva il tumore. Tanti anni fa aveva sentito parlare di Medjugorje e ha sentito il bisogno di venire. Arrivata con il marito alla frontiera di Bosnia Erzegovina le è stato chiesto il visto, ma non lo avevano e non potevano entrare. Sono dovuti tornare a casa. E’ stata una cosa frustrante.
Tornati a casa hanno fatto il visto e si sono rimessi in viaggio. Qui, attraverso gli incontri con Gesù Eucaristico e le salite ai monti, ha ottenuto la grazia della guarigione.
Da allora ogni anno torna a Medjugorje per ringraziare.
Sappiamo che Gesù è vivo. Non soltanto qui, bensì in ogni nostra chiesa, in ogni Paese e in ogni cuore. Gesù vuole incontrarSi con noi.
Penso che la maggior parte di noi che è presente qui in chiesa possa raccontare la propria esperienza con Gesù che lo ha toccato grazie alle nostre debolezze o malattie.
Se noi abbiamo fiducia in Lui possiamo sperimentare il Suo Amore e la Sua grazia ci tocca e cambia.
Vogliamo essere grati al Signore per questi incontri, perchè non si è allontanato da noi. E’ rimasto con noi.
Anche questa sera incontreremo Gesù nella santa Messa. Questo incontro è molto importante.
Noi viviamo di questa esperienza. Questo incontro ci aiuta a sopportare le difficoltà e a camminare verso l’eternità.
San Matteo ci dice che Gesù ha guardato la folla ed ha avuto compassione: “Mi spiace per questo popolo. Le persone sono già da tre giorni con me e non hanno da mangiare”.
Anche oggi ha la stessa compassione per noi. Abbiamo bisogno del cibo, ma ci accorgiamo che quello che mangiamo non sazia il nostro cuore. Ci accorgiamo che la nostra anima rimane vuota. Questo cibo non da la gioia che noi cerchiamo.
Gesù ha pensato a tutto ciò e ci ha lasciato Se Stesso nell’Eucaristia.
Questo cibo meraviglioso, di cui tanti santi si sono cibati, ci dona la forza. E’ molto importante per la nostra vita e per il cammino verso l’eternità.
L’Avvento è un’occasione per venire ogni giorno alla santa Messa. Qui possiamo incontrare Gesù per mezzo del Suo Corpo e della Sua Parola. Si tratta di momenti benedetti che ci donano gioia.
Questo è anche il tempo in cui possiamo e dobbiamo lavare l’anima per ricevere Gesù, in modo tale che il nostro incontro porti maggior frutto.
La Chiesa ci invita ad un bell’esame di coscienza per poter pulire bene la propria anima e poter ricevere la libertà che Gesù desidera darci per mezzo del Sacramento della Riconciliazione. Anche qui si possono sentire diverse testimonianze di persone cambiate dall’incontro con Gesù in questo Sacramento. Persone che non si confessavano da anni, che non pregavano. L’incontro con Dio che ama e perdona ha cambiato le loro vite. Da questo perdono è nato l’amore per l’Eucaristia, per la Sacra Scrittura, per i fedeli.
Fratelli e sorelle, anche oggi abbiamo bisogno di incontrare Gesù vivo. Lui è con noi e noi dobbiamo esserne grati. Nell’Eucaristia Gesù ci dona il Cibo per avere la forza e non scoraggiarci davanti alle difficoltà.
Se abbiamo il cuore pulito questo Cibo ci aiuterà nel cammino spirituale e ci darà la forza per testimoniare agli altri i nostri incontri con Gesù.
Questo incontro sia per noi una grazia e ci aiuti ad entrare sempre di più nel mistero della Sua Divinità.
Nella prima lettura il profeta Isaia parlava di Gesù tanti secoli prima della Sua venuta e dice: “Il Dio degli eserciti preparerà per tutti i popoli un banchetto di grasse vivande, di cibi eccellenti, di cibi succulenti e vini raffinati”. Questa è l’Eucaristia. Il miglior Cibo che Dio ha preparato per noi.
Assieme al Salmista possiamo esultare dicendo: “Il Signore è il mio pastore. Non manco di nulla”.
Quando abbiamo Dio abbiamo tutto. Se ci manca Dio non abbiamo nulla anche se abbiamo tante cose materiali. Le cose materiali ci possono soddisfare solo per poco tempo, ma non possono riempire la nostra anima.
In questo periodo di Avvento il Signore sia sempre più presente nella nostra vita, nei nostri cuori e nelle nostre anime.
Cerchiamo di purificare il nostro cuore così che dopo ogni santa Messa possiamo testimoniare quanto Dio è potente e che possiamo attraversare questa valle di lacrime senza paura.
Amen.

Registrazione: F. Deagostini   Trascrizione: A. Bianco

giovedì 6 dicembre 2018

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (48) – Messaggi a Marija del 25 novembre 2018 ed a Mirjana del 2 dicembre 2018

Messaggio a Marija del 25 novembre 2018

Cari figli! Questo tempo è tempo di grazia e di preghiera, tempo di attesa e di donazione. Dio si dona a voi perché lo amiate al di sopra di ogni cosa. Perciò, figlioli, aprite i vostri cuori e le vostre famiglie affinché quest'attesa diventi preghiera ed amore e soprattutto donazione. Io sono con voi, figlioli e vi esorto a non rinunciare al bene perché i frutti si vedono, si sentono, arrivano lontano. Perciò il nemico è arrabbiato e usa tutto per allontanarvi dalla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico

Questo messaggio esprime il suo più profondo significato con quattro parole iniziali, tra loro collegate:
grazia – preghiera – attesa – donazione:

Cari figli! Questo tempo è tempo di grazia e di preghiera, tempo di attesa e di donazione. Dio si dona a voi perché lo amiate al di sopra di ogni cosa”.

Si tratta di “grazia”, cioè di effusione di amore, di luce, di perdono, di forza, di vita, che viene da Dio e che, da parte nostra, deve corrispondere una “preghiera” viva e sentita, di intensa fede. D’altronde noi siamo “in attesa” della venuta di Gesù in questo tempo prezioso di Avvento e da parte di Dio vi è un’altrettanta “attesa” per la nostra disponibile risposta al suo disegno di salvezza. Inoltre, Egli attua una generosa “donazione” verso di noi, inviando il suo diletto Figlio in mezzo a noi, affinché anche noi “ci doniamo a Lui” in maniera totale, incondizionata e abbondante. Si stabilisce così una meravigliosa comunione tra Cielo e terra, tra Dio e noi sue povere creature. Questo è il senso più bello e fruttuoso del Natale: il Signore creatore e salvatore si abbassa fino al nostro misero livello, affinché noi ci innalziamo verso la sua santità infinita. Dio si è fatto carne, rimanendo perfetto Dio, perché noi potessimo divenire figli suoi a immagine del Figlio suo incarnato. Mirabile scambio di amore e di salvezza tra la sfera divina e la sfera umana, di cui la Vergine Maria ci invita a prendere coscienza in questo tempo di preparazione, per vivere un Natale autenticamente cristiano.

Subito dopo Ella ci suggerisce una piena apertura d’animo sia personale di ciascuno di noi sia delle nostre famiglie, in cui deve esserci l’attesa vigilante, orante e amante: “Perciò, figlioli, aprite i vostri cuori e le vostre famiglie affinché quest’attesa diventi preghiera ed amore e soprattutto donazione”. Davanti a queste parole stimolanti non possiamo restare indifferenti, in particolare in questo periodo di Avvento, nel quale aspettiamo a cuore spalancato la nascita del nostro Redentore. Si sa che oggi si celebra un Natale molto materialistico, pensando ai regali e mettendo al centro il vecchio e barbuto babbo natale, che copre ogni altro aspetto spirituale e benefico. Mentre il Festeggiato, il Protagonista, Gesù il Cristo, il Verbo incarnato, resta emarginato, nascosto, privato di accoglienza, di amore e adorazione. Lui, il divino Bambino, che ci porta la salvezza, la vera pace, la redenzione dai nostri peccati e sofferenze, non viene considerato né apprezzato, come dice il vangelo: “Venne tra i suoi ma i suoi non lo hanno accolto”. Tocca a noi, figli e apostoli di Maria, renderci disponibili a rimettere Gesù al posto che gli compete e dare a Lui l’onore che gli è dovuto, l’amore grato e sincero, come hanno fatto i pastori, i magi e gli angeli osannanti sulla capanna di Betlemme. Naturalmente sua Madre ne rimane rattristata e si rivolge a noi per ravvivare la nostra fede e la piena adesione al suo amato e benedetto Figlio!

La conclusione del messaggio ci riempie di conforto e di gioia, in quanto la Vergine, che sta accanto a noi e ci guida e protegge, fa capire che vi sono numerosi frutti buoni, i quali si espandono nel mondo e portano pace, amore e tanta speranza nei cuori: “Io sono con voi, figlioli, e vi esorto a non rinunciare al bene, perché i frutti si vedono, si sentono, arrivano lontano”. E dinanzi a così grande bene, il maligno si scatena e insidia le anime per condurle fuori della preghiera e della vita cristiana. Vi è una lotta impetuosa ma noi dobbiamo rimanere saldi e forti con la grazia divina e la materna intercessione di Maria, Madre di Dio e Madre nostra: “Perciò il nemico è arrabbiato e usa tutto per allontanarvi dalla preghiera”.

Grazie, o Maria, perché ci mostri così grande amore, protezione e conforto. Noi sappiamo che tu non ci abbandoni e per questo siamo sereni e fiduciosi figli tuoi. Amen.

    

Messaggio a Mirjana del 2 dicembre 2018

Cari figli, quando venite a me come Madre con cuore puro e aperto, sappiate che vi ascolto, vi incoraggio, vi consolo e soprattutto intercedo per voi presso mio Figlio. So che volete avere una fede forte ed esprimerla nel modo giusto. Quello che mio Figlio vi chiede è una fede sincera, forte e profonda. Allora ogni modo in cui la esprimete è valido. La fede è un meraviglioso mistero che si custodisce nel cuore. Essa sta tra il Padre Celeste e tutti i suoi figli. La si riconosce dai frutti e dall’amore che si ha verso tutte le creature di Dio. Apostoli del mio amore, figli miei, abbiate fiducia in mio Figlio! Aiutate a far sì che tutti i miei figli conoscano il suo amore. Voi siete la mia speranza, voi che cercate di amare sinceramente mio Figlio. In nome dell’amore, per la vostra salvezza, secondo la volontà del Padre Celeste e per mezzo di mio Figlio, sono qui in mezzo a voi. Apostoli del mio amore, con la preghiera ed il sacrificio i vostri cuori siano illuminati dall’amore e dalla luce di mio Figlio. Quella luce e quell’amore illumini tutti coloro che incontrate e li riporti a mio Figlio! Io sono con voi. In modo particolare sono con i vostri pastori: col mio amore materno li illumino e li incoraggio, affinché, con le mani benedette da mio Figlio, benedicano il mondo intero. Vi ringrazio!”

Commento teologico

Il messaggio, ben articolato, comprende un saluto iniziale incoraggiante da parte della Madonna; poi un primo aspetto che sottolinea il senso vero e profondo della fede; cui fa seguito un secondo aspetto che riguarda la missione specifica degli apostoli del suo amore con la preghiera e il sacrificio intessuti di amore; vi è alla fine un saluto e un interessamento materno per i pastori.

1. Saluto iniziale di incoraggiamento. La Vergine indica, ancora una volta con costante sollecitudine, il suo grande amore materno, che ci accoglie ogni volta che accorriamo a Lei con sinceri sentimenti di devozione filiale e disponibilità d’animo: “Cari figli, quando venite a me come Madre con cuore puro e aperto, sappiate che vi ascolto, vi incoraggio, vi consolo e soprattutto intercedo per voi presso mio Figlio”. Ella specifica ed enumera le azioni di soccorso nei nostri confronti: anzitutto si pone in atteggiamento di “ascolto”, cioè di attenzione a quanto noi le diciamo, le rivolgiamo le nostre confidenze e facciamo i nostri sfoghi interiori. E questo mi sembra un fatto di grande valore, perché oggi ci lamentiamo che nessuno ha tempo per ascoltarci, tutti vanno di fretta, alle volte anche i sacerdoti e i confessori. Poi accenna che Ella ci “incoraggia”, conoscendo le nostre debolezze e i nostri limiti psicologici, come capita quando perdiamo la pazienza oppure la speranza oppure lo slancio di camminare nella via del bene e del vero. All’incoraggiamento si accompagna “la consolazione”, nel senso che Ella ci dona sostegno e conforto, condividendo le nostre sofferenze e angosce, alle volte pesanti e opprimenti sia con la sua vicinanza spirituale sia con le sue luci e con la stessa guarigione, soprattutto con il sollievo fisico e psichico. Di questi suoi interventi tutti abbiamo estremo bisogno e ne dovremmo percepire i favorevoli vantaggi. Ella ci assicura che è sempre pronta a porgerci la mano forte e soave, a rivolgere la sua “intercessione presso il Figlio”, cioè le sue preghiere al Signore per ottenere a noi gli aiuti della divina grazia nelle situazioni più complesse e difficili.

Questo saluto veramente ci apre un luminoso e salutare squarcio del suo Cuore Immacolato, di cui non dobbiamo mai dimenticarci, ma renderci conto che Ella è lì, in attesa di incontrarci. Purtroppo, spesse volte noi ricorriamo ad altri appoggi umani, che non sono sufficienti a risanare le ferite dei nostri turbamenti. Lo dice con forza: “sappiate”, cioè siate certi che io vi aspetto sempre a braccia aperte e soprattutto con tanto amore.

2. Il senso vero e profondo della fede. Dopo il saluto iniziale, la Vergine si addentra in una riflessione di altissimo valore circa la fede forte e costante: “So che volete avere una fede forte ed esprimerla nel modo giusto. Quello che mio Figlio vi chiede è una fede sincera, forte e profonda. Allora ogni modo in cui la esprimete è valido”. Qui si tratta di capire cosa intenda Maria con le tre qualità della fede: sincera, forte e profonda. Anzitutto la fede ci richiama ad un affidamento totale e incondizionato, che deve possedere la prima caratteristica di “sincerità”, in quanto sgorga dall’interiorità del nostro essere e ci avvolge in tutte le situazioni, belle e brutte. Non basta aver fede in alcuni momenti o circostanze particolari, ma essa coinvolge tutta la nostra vita dal mattino alla sera e dalla sera al mattino, con il continuo riferimento a Lui, il nostro Dio e Salvatore. Alla sincerità segue la “forza”: una fede è forte, quando resta salda e stabile ovunque e sempre, come una casa costruita sulla roccia che non crolla davanti ai venti impetuosi o alle bufere sconvolgenti, perché è saldamente piantata in Cristo. Ciò significa che la fede stabile abbraccia con slancio e amore la croce di ogni giorno come anche le consolazioni, i rapporti sociali, le situazioni familiari, i dubbi spirituali, le sconfitte e le vittorie. Insieme non si lascia travolgere dalle cattive insinuazioni, dagli influssi della mondanità e dagli errori o apostasie sulla dottrina della Chiesa. In terzo luogo, la fede deve possedere la “profondità”, nel senso che non può rimanere in superficie su quanto pensa, ragiona e agisce. Non può svolazzare a destra e a sinistra come una farfalla volante da un fiore all’altro, cercando la vanità e l’autosoddisfazione. Piuttosto cerca di maturare nella crescita della fede e del comportamento morale, in maniera di non seguire tanto la moda passeggera ma la dottrina seria e sicura della Parola di Dio e della Chiesa. Da qui la necessità di approfondire le verità rivelate che danno consistenza e robustezza alle proprie convinzioni interiori, senza lasciarsi abbindolare da false suggestioni e ammaestramenti. Tutta la verità di Gesù deve radicarsi in noi e renderci intrepidi e coraggiosi in ogni circostanza. Solo se si possiede una tale fede, sincera, forte e profonda, è possibile e fruttuoso testimoniarla agli altri e infonderla in loro perché porti ai nostri familiari, amici e conoscenti la quiete dell’animo e la gioia di vivere.

Maria soggiunge, per chiarire ulteriormente che la fede è un tesoro da conservare e far maturare e fruttificare dentro di noi: “La fede è un meraviglioso tesoro che si custodisce nel cuore. Essa sta tra il Padre Celeste e tutti i suoi figli. La si riconosce dai frutti e dall’amore verso tutte le creature di Dio”. La fede costituisce il legame spirituale e reale tra noi e il Padre Celeste, come un essere e vivere da figli docili e generosi, abbandonati al suo amore infinito, protetti e sorretti dalle sue braccia potenti e benevole. Lasciamoci condurre e sostenere da Lui con immensa fiducia e confidenza che il Padre non può assolutamente trascurare i suoi figli diletti né tanto meno dimenticarsi di loro. Avvinti a Lui e sospinti dal suo Santo Spirito, possiamo portare frutti abbondanti di amore e di pace verso le sue creature umane che hanno bisogno del suo aiuto divino.

Infine, la Vergine si rivolge a noi, chiamandoci “apostoli e figli suoi”: “Apostoli del mio amore, figli miei, abbiate fiducia in mio Figlio! Aiutate a far sì che tutti i miei figli conoscano il suo amore”. Ella ci consegna un impegno meraviglioso e insieme faticoso, quello di essere condotti e condurre altri figli al Figlio suo Gesù, affinché sia conosciuto, amato, pregato, onorato, obbedito. Stupendo programma di ogni sincero e autentico cristiano, che è tale in forza propriamente di porsi alla sequela di Cristo Signore!

2. La preghiera e il sacrificio, imbevuti di amore. La Madre nostra ci chiama e convoca a sé come suoi apostoli dichiarando che siamo la sua speranza: “Voi siete la mia speranza, voi che cercate di amare sinceramente mio Figlio. In nome dell’amore, per la vostra salvezza, secondo la volontà del Padre Celeste e per mezzo di mio Figlio, sono qui in mezzo a voi”. Sono parole lusinghiere, ma oltremodo impegnative per noi, nel senso che possiamo essere la sua speranza, cioè Ella può contare su di noi, soltanto se siamo pieni di amore sincero per suo Figlio, che costituisce il tesoro, la perla preziosa, che Ella ci ha offerto con la nascita del Bambino a Betlemme e che tuttora ci invita ad accoglierlo e ad essere ricolmi del suo amore. Così noi diventiamo i suoi apostoli perché, come Lei, portiamo suo Figlio dentro di noi e nel mondo, affinché l’umanità possa accogliere il medesimo amore salvifico e diventare figli di Dio nella potenza dello Spirito Santo. In tal modo il circolo dell’amore si compie per mezzo di Maria: dal Padre l’amore è stato riversato nel Figlio incarnato e da questi a noi esseri umani attraverso lo Spirito Santo e da noi, resi figli, risale a Dio Padre per mezzo del Figlio redentore con la effusione dello Spirito Santo. Dal cielo alla terra e dalla terra al cielo tutto l’universo si colma dell’unico amore e dell’unica verità di salvezza e di beatitudine: “Apostoli del mio amore, con la preghiera e il sacrificio i vostri cuori siano illuminati dall’amore e dalla luce di mio Figlio. Quella luce e quell’amore illumini tutti coloro che incontrate e li riporti a mio Figlio”.

3. Il saluto finale per i pastori. La presenza di Maria assume un valore speciale per i pastori della Chiesa: “Io sono con voi. In modo particolare sono con i vostri pastori; col mio amore materno li illumino e li incoraggio, affinché, con le mani benedette da mio Figlio, benedicano il mondo intero”. Sante parole che ci infondono speranza e conforto. In effetti i sacerdoti e i vescovi hanno bisogno del suo appoggio materno, per essere guide illuminate e generose verso il popolo santo di Dio! E noi aggiungiamo la nostra preghiera, il nostro amore e disponibilità nei loro confronti, accogliendo in cambio la loro efficace benedizione nel nome e nella potenza di Cristo, sommo ed eterno Sacerdote.

O Vergine Maria, con le tue parole riempi il nostro animo di luce, calore e tanta speranza. Ne siamo bisognosi per i tempi difficili che viviamo. L’importante che le accogliamo e conserviamo nel nostro cuore per viverle ogni momento. Madre cara, ti ringraziamo per la tua sollecitudine materna e ci affidiamo tra le tue braccia e soprattutto ci rifugiamo nel tuo Cuore Immacolato, dove troviamo protezione, ristoro, guarigione e l’abbondanza del tuo amore. Vogliamo essere totalmente con il cuore aperto per lasciarci invadere da tale dolcissimo amore ed essere testimoni in mezzo ad una umanità lacerata e confusa, afflitta e dolente. Proprio questo tuo amore diventa la fiamma che porta luce e calore, diradando le tenebre e gli errori. A te, o Madre pia, tutta la nostra gratitudine e fiducia filiale. Amen

    don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

mercoledì 5 dicembre 2018

Omelia della santa Messa Medjugorje, 4 dicembre 2018


Dal Vangelo secondo Luca
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».
Parola del Signore.

Cari fratelli e sorelle, cari fedeli, Gesù dice: “Ti rendo lode o Padre, perchè hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli”. Sì, ma chi sono questi piccoli?
Questa parola in ebraico indica i semplici e i poveri, come erano i pastori, i profeti Anna e Simeone e tutte le persone che erano vicine a Gesù. Semplici, ma piene di fede.
Proprio questo Gesù vuole da noi, cioè che siamo in questo mondo persone povere e piccole in spirito.
Io penso che chi è piccolo non pecca, mentre i grandi uomini lo fanno, perchè sono presuntuosi. Un uomo piccolo ha paura del peccato.
San Domenico Savio era piccolo. E’ morto a soli 12 anni. Di cosa aveva paura? Del peccato. A quell’età ha detto: “Preferisco la morte che il peccato”. Aveva solo 12 anni.
Una vedova non ruba nulla. Un bambino che ha timore di Dio non bestemmia. Le persone povere non offendono gli altri.
Se nella nostra vita, fratelli e sorelle, ci comportiamo come i grandi per noi sarà più facile peccare. Se siamo piccoli vuol dire che siamo umili.
Guardate questa statua della Madonna alla mia sinistra. Dicono che Gesù è nato in una stalla. E’ sbagliato! Gesù è nato tra le Sue braccia. Non poteva essere accolto in luogo migliore.
Noi diciamo che era una stalla con una mucca ed un asino. Non vediamo e non capiamo che Gesù stava benissimo. E’ nato da una Madre bellissima.
In tutto questo tempo Maria a Medjugorje fa questo: crea un presepe tra le Sue braccia. Rinnova i Suoi figli per mezzo della Sua purezza.
Da questo evento , fratelli e sorelle, fate un cambiamento spirituale. Non siate credenti che si confessano solamente poco prima di Natale.
Se venite qui il giorno 24 vedrete che davanti ai confessionali c’è una fila di gente. Noi sacerdoti non ce la facciamo più, perchè siamo stanchi. Le persone aspettano. Allora le persone se ne vanno.
Dai, vieni un pò prima!
Questo è tempo di Avvento. E’ un tempo privilegiato. Confessati oggi o domani. Durante tutto l’Avvento digiuna il mercoledì e il venerdì, prega il santo Rosario,
Poco tempo fa c’era quella lettura in cui il centurione è andato da Gesù e ha detto: “Guarisci il mio servo. E’ a casa ed è malato”. E’ come se un datore di lavoro andasse a Zagabria dal miglior medico e dicesse: “Ho lasciato tutto per venire qui. Ti do quello che vuoi, ma guarisci il mio operaio”.
Non succede oggi. Sei malato? Và a casa e riposa. Qualcun altro ti sostituirà.
Invece il centurione ha addirittura detto a Gesù: “Non devi venire a casa mia. Basta che Tu dici una parola e il mio servo sarà guarito”.
Il centurione è l’immagine per il nostro Avvento. Egli presenta qualcuno e lo salva.
A casa tua c’è qualcuno che è malato? Non fisicamente, ma anche spiritualmente. Qualcuno non prega; mio marito non è andato a Messa le ultime 5 domeniche; i miei figli non vanno più a Messa; mia moglie non si confessa da un anno.
Chi non appartiene a Dio è infermo. Non appartenendo a Lui appartiene a qualcun altro.
In questo Avvento lasciate i vostri pesi.
Io sono un profugo e stavo a Citluc. Al primo piano stavo con mia madre e mio fratello, mentre al piano superiore c’era una borsa con quello che era necessario in caso di fuga: ricordi, soldi.
Improvvisamente arriva la notizia che bisogna fuggire. Bisogna decidere se andare al piano superiore a prendere la borsa perdendo tempo oppure fuggire subito. Siamo fuggiti subito e la borsa è rimasta lì con tutto il suo contenuto. Abbiamo salvato la nostra vita.
Lasci la borsa per avere la vita.
Questa è l’immagine dell’Avvento. Lascia la tua borsa!
Oggi anche gli uomini, non solo le donne, portano le borse. Dentro tengono le loro divinità: soldi, cellulare, carte di credito, sigarette. Proprio quella borsa devi lasciare se vuoi essere piccolo.
Poco tempo fa noi sacerdoti abbiamo avuto il ritiro spirituale. Ci è stato riferito un dato: il 41% di noi non prega. Quasi metà di noi non prega mai. Per questo la Chiesa sta affogando. Se i sacerdoti fanno così come possono essere i fedeli, le famiglie?
Quando hai pregato il Rosario l’ultima volta con la tua famiglia? Quando sei venuto l’ultima volta a Messa con tutta la tua famiglia? Quando hai consacrato te stesso l’ultima volta in ginocchio al Cuore Immacolato di Maria?
Oggi gli uomini non sono infelici per la povertà economica. Non conosco nessuno che in Europa sia morto di fame.
Quello che ci manca è la pace. Chi non ha la pace non ha nulla.
E come si ottiene la pace? Lasciando il peccato.
Perciò Medjugorje ti invita alla confessione. Dio ti chiede di lasciarGli i tuoi peccati e le tue debolezze.
Il ladrone che era in croce con Gesù si chiamava Disma. Nessuno di voi qui presenti è peggio di lui, perchè rubava, uccideva. Lui non ha detto a Gesù “perdonami, mi pento”, ma ha solamente detto “ricordaTi di me”. Gesù gli risponde: “Oggi sarai con Me in Paradiso”. In croato, invece, viene tradotto: “Adesso sei in Paradiso”.
Ha detto solamente: “RicordaTi di me, Gesù”.
Ecco, fratelli e sorelle, come sacerdote vi invito a sacrificare il vostro egoismo per i progetti della Madonna. La Madonna ha il Suo simbolo che è la croce.
Sicuramente non verrete ripagati sulla terra, ma nell’eternità avrete una ricompensa enorme. Ogni ora verrà pagata; anche le persone che lavorano solamente l’ultimo giorno.
Donne, consacratevi alla Madonna. E’ terribile vedere che siete nervose. Avete partorito. Avete dato la vita. Non posso credere che una donna che ha portato la vita possa essere infelice.
Tu sei madre. Chi ti ha tolto la gioia? Guarda la Madonna. Cosa guardi?
Anche voi padri: cosa state guardando?
Dal volto dell’uomo si può vedere a chi appartiene. Quando Mosè è sceso dal Sinai il suo volto splendeva. Egli ha risposto: “Ho visto Dio”.
Fratelli e sorelle, noi non illuminiamo. Non guardiamo Colui che da la luce.
Il mondo è diventato terribile. La Madonna ci dice in un messaggio: “Opponetevi a questo mondo”. Nessuno al mondo può essere felice.
Qualche volta vorrei farmi la casa qui per vivere in chiesa, così da non dover uscire più.
Tanti oggi vogliono entrare nei monasteri, perchè hanno capito che è più facile essere monaci che sacerdoti nel mondo.
Per questo la Madonna dice spesso: “Pregate per i sacerdoti”.
Gesù ha detto che satana è pronto a metterci alla prova. Il demonio avrebbe detto: “Dammi il 21. secolo. Tutti gli altri sono tuoi”.
Vengono abortiti 51 milioni di bambini ogni anno. Questo non viene fatto dai piccoli, ma ai piccoli. Uccidono i bambini.
Sei rimasta incinta? Vai a casa! Non puoi lavorare.
Hai tre bambini? Ti deridono. “Ma sei normale?” Le madri hanno tre figli e poi abortiscono. Mettono la spirale. Ma tu sai che con la spirale stai uccidendo?
E’ terribile!
Ma Gesù viene anche questo Natale. Ringraziamo Dio, perchè viene.
Siamo in Avvento, ma ricordati che anche Dio ti sta aspettando.
Quanto ci sta aspettando! Ogni anno accende le 4 candele nel tuo cuore. Lui bussa alla tua porta, ma spesso Gli dici, come quelle persone a Betlemme: “Nel mio cuore non c’è posto per Te”.
Fratelli e sorelle, se vogliamo essere piccoli il prezzo è alto. Dobbiamo morire a noi stessi, perchè Dio possa vivere in noi.
Consacratevi a Dio, perchè chi Gli appartiene può partorire Gesù.
La Madonna è la Scala con cui Gesù è sceso sulla terra.
Maria, Ti ringrazio perchè ci inviti nuovamente a Tuo Figlio.
Grazie a Te, Gesù, perchè vieni anche questo Natale.
Spero che ognuno di noi abbia il cuore pronto in attesa di Gesù.
Amen.
fra Goran Azinović

Registrazione: F. Deagostini  Trascrizione: A. Bianco