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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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lunedì 29 novembre 2010

Messaggio del 25 novembre 2010

"Cari figli, vi guardo e vedo nel vostro cuore la morte senza speranza, l'inquietudine e la fame. Non c'è preghiera nè fiducia in Dio perciò l'Altissimo mi permette di portarvi speranza e gioia. Apritevi. Aprite i vostri cuori alla misericordia di Dio e Lui vi darà tutto ciò di cui avete bisogno e riempirà i vostri cuori con la pace perché Lui è la pace e la vostra speranza.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Commento al messaggio del 25 novembre di Padre Livio di Radio Maria
 
Dunque, cari amici, questo messaggio è diviso in due parti.
Come vedete la prima parte è quella del medico che mette in luce la gravità della malattia, una gravità che potremmo dire da “encefalogramma piatto”, perché la Madre dice: “nel vostro cuore c'è la morte senza speranza” quindi c'è l'inferno. Cos'è l'inferno? È la morte senza speranza. È una situazione esistenziale dove manca la fede, la carità, la preghiera, la fiducia in Dio. Siamo una terra arida e abbiamo “cuori induriti, cuori di pietra”; conosciamo molto bene questa denuncia che è presente nella Bibbia: “dei cuori induriti, dei cuori di pietra”, dalla genia dei ribelli.
Cari figli, vi guardo e vedo nel vostro cuore la morte senza speranza”; la morte senza speranza viene quando abbiamo lasciato morire la fede, morire la preghiera, morire la fiducia in Dio, morire la carità e quindi morire il soprannaturale. Questa situazione è una situazione infernale, l'inferno è una separazione da Dio che noi già anticipiamo in questa vita.
La Madonna ci vede in questa situazione infernale, di morte eterna già anticipata, ma, nel medesimo tempo, per fortuna, vede anche l'inquietudine, perché, finché siamo su questa terra, nel profondo dell'uomo c'è la fame di Dio, finché siamo su questa terra c'è nell'uomo il rimorso della coscienza. C'è comunque il desiderio di uscir fuori da una situazione infernale, il desiderio di riscatto, di liberazione, c'è nostalgia della Santità, della Verità, della Bellezza, della Pace.
Allora la Madonna fortunatamente vede in noi questa desolazione, ma nel medesimo tempo anche l'inquietudine e la fame. Cos'è l'inquietudine? L'inquietudine è perché quando si è lontani da Dio non si è contenti. La Madonna una volta ha detto: ”volete costruire un mondo senza Dio, per questo siete infelici!”. Il male fa male, la vita lontana da Dio è una vita senza il sole, un gelo infernale, una vita in cui non siamo contenti di noi stessi, anzi odiamo noi stessi, disprezziamo noi stessi e odiamo e disprezziamo gli altri.
La Madonna vede quest'inquietudine e in fondo vede questa fame, la fame di Dio, la fame di felicità, la fame di eternità, la fame di immortalità, la fame di santità, la fame di pulizia interiore. La Madonna dice anche perché c'è questa morte senza speranza, perché: “in noi è morta  la preghiera e la fiducia in Dio”.  E quindi già in questo modo la Madonna ci dà un rimedio, cioè, se noi siamo arrivati ad una morte senza speranza è perché in noi è morta la preghiera, la preghiera che ci avvicina a Dio, la preghiera che è come l'acqua di cui parla spesso la Regina della Pace, che bagna quel fiore, il fiore della preghiera, il fiore della fede e impedisce che muoia.
Senza la preghiera il fiore della fede muore, è come l'acqua che va data un po’ ogni giorno, ma se noi lasciamo morire la preghiera, il fiore della fede muore, appassisce e muore! Non c'è fiducia in Dio, non c'è fiducia nella Sua Misericordia, non c'è lo slancio dell'abbandono, non c'è l'inginocchiarsi davanti alla Croce per chiedere perdono dei propri peccati.
Di fronte a questa situazione di schiavitù delle tenebre, perché questa è una situazione di schiavitù delle tenebre in cui siamo soggiogati dal maligno, di fronte a questa situazione esistenziale di morte, della seconda morte di cui parla l'Apocalisse, Dio ha deciso di farci Misericordia, Dio ci ha inviato Lei, Maria, per portarci la speranza e la gioia. La speranza perché Dio ci può riscattare, ci può liberare, spezzare le catene della schiavitù del male e ci può ridare la gioia, che è la gioia di far del bene, la gioia della vicinanza con Dio. Dio è gioia, è una gioia che tutti quelli che si convertono sperimentano.
Dopo la descrizione micidiale con sei affermazioni cioè: “morte, senza speranza, inquietudine, fame, non c'è preghiera, non c'è fiducia”, sei espressioni che descrivono la nostra condizione esistenziale di desolazione, subito la Madonna, di fronte a questa situazione, ci porta la luce, ci porta la speranza dicendo - siete così ridotti, siete come quel viandante che il ladrone ha spogliato di tutto - e il buon Samaritano, che è Cristo, invia la Madre in questo nostro mondo: perciò l'Altissimo mi permette”, è la Madonna che chiede e Dio permette: Dio mi permette di portarvi speranza e gioia”. Cos'è questa speranza e questa gioia? E' Lei stessa Maria, fonte di speranza, fonte di gioia, perché Lei ci porta Gesù, che è la pace, che è la speranza e la gioia.
Quindi è questa la descrizione che ci dà la Madonna in cui noi siamo, cioè - guardate in che stato vi trovate, siete morti!  Ma guardate che nonostante siate in questo stato di morte e cioè di chiusura totale a Dio, Dio vi fa Misericordia, Mi invia a voi perché vi faccia risollevare -.
Adesso inizia la seconda parte del messaggio, quella che tocca a noi.
Cosa dobbiamo fare di fronte alla nostra situazione di desolazione, di fronte all'Amore di Dio che invia la Madre per aiutarci? Che cosa dobbiamo fare? “Apritevi” - apritevi, non voltate le spalle, non fate i sordi, non fate i ciechi, non fate i cani arrabbiati che abbaiano contro i testimoni di Dio, contro i Profeti - “Aprite i vostri cuori alla misericordia di Dio”, cioè - Dio vuole perdonarvi, ma apritevi al perdono, è il medico che vi porta la medicina, accoglietelo! - “Apritevi”. Non è che ci chiede chissà cosa: ci chiede di accettare di venire guariti, ci chiede di accettare la medicina della Misericordia: “Apritevi!”, - aprite i vostri cuori alla Misericordia di Dio – “e Lui vi darà tutto ciò di cui avete bisogno”. Di cosa abbiamo bisogno? Abbiamo bisogno del perdono dei peccati, della Grazia che santifica, abbiamo bisogno della purificazione del cuore, abbiamo bisogno della pace, abbiamo bisogno della gioia, della forza, abbiamo bisogno della luce: “Lui vi darà tutto ciò di cui avete bisogno”, perché Lui è la forza, Lui è la pace, Lui è l'amore: “e riempirà  i vostri cuori con la pace, perché Lui è la pace e la vostra speranza”.
Di fronte alle sei espressioni negative: ”morte, senza speranza, inquietudine, fame, non c'è  preghiera, non c'è fiducia” ci sono quelle positive:”la speranza, la gioia, la misericordia e per ben due volte c'è la parola pace.
Vorrei leggere questo messaggio nella prospettiva dell'Avvento, anche perché la Madonna è sempre molto attenta ai tempi liturgici e allora, cari amici, perché la prospettiva dell'Avvento? Perché descrive la situazione esistenziale come quella di Giovanni Battista che deve aprire le Vie del Signore, deve spianare le strade e deve preparare questa via e chiamare alla conversione.
La Madonna è questo Giovanni Battista nel tempo di Avvento che vuole spianare la strada di Dio perché possa arrivare ai nostri cuori, perché ci porti quello che è il dono del Natale, la pace; Gesù è la nostra pace. Per ben due volte c'è la parola pace in questo messaggio, perché Lui è la nostra pace, la nostra speranza, ci sono proprio queste endiadi, due volte la parola pace e due volte la parola speranza, che sono le tematiche tipiche dell'Avvento.
Quindi la Madonna ci invita in questo tempo d'Avvento ad aprire i cuori al Re della Pace, a Colui che ci dà tutto quello di cui abbiamo bisogno, perché Lui è la Pace, Lui è la Gioia, Lui è la Speranza!
Questo, cari amici, è il grande programma dell'Avvento che comunque vedete che è racchiuso in due parole: “apritevi, aprite i vostri cuori alla Misericordia di Dio”. Non riusciamo ad aprirli? Chiediamo la Grazia di aprirli! La Grazia che Dio ce li faccia aprire, ma, già il chiedere la Grazia che ce li faccia aprire, vuol dire che già abbiamo cominciato ad aprirli!
Coraggio, cari amici, non c'è bisogno di spendere tante parole e su questo messaggio meraviglioso con programma straordinario nel cammino di Avvento, c'è solo da prendere una decisione.
Magari in questo periodo di Avvento, prendiamo la decisione di pregare di più, di pregare in famiglia, di confessarci se non siamo ancora in Grazia di Dio, e di fare un cammino di raccoglimento, di fiducia in Dio, di affido alla Sua Misericordia, e contemplare l'infinita Misericordia di Dio che si esprime in questo Bambino che viene così inerme, così piccolo, così disponibile per noi.
Insomma tutto è racchiuso nell'espressione: “Apriamo il cuore a Dio”, poi, se cominciamo a pregare e ad affidarci, piano piano capiremo la straordinaria ricchezza di questa espressione: “Apritevi. Aprite i vostri cuori alla Misericordia di Dio”.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata".
Siamo grati alla Madre per la Sua presenza, perché ci indica la malattia senza mai negarci la medicina, senza toglierci mai la speranza, perché ci indica la via della gioia e della pace!
                                                  
Fonte: Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

domenica 28 novembre 2010

Ultima catechesi di Padre Slavko

Ultima trasmissione registrata di fra Slavko Barbaric a Radio Mir Medjugorje
Venerdì 24 novembre 2000, ore 11:00

Al pomeriggio, 5 ore dopo,  è salito sul monte Krizevac dove è morto. 


1. Siano lodati Gesù e Maria! Saluto tutti voi sinceramente ascoltatori della voce della Regina della Pace dagli studi di Radio "Mir" Medjugorje e desidero che quest'ora alla scuola della Regina della Pace sia utile per tutti! Per tutto il mese abbiamo meditato sul messaggio che Maria ci ha dato il 25 Ottobre e oggi, stasera, attendiamo il nuovo messaggio e ci ricordiamo di ciò che ci ha detto nell'ultimo messaggio, ricordiamo che abbiamo insieme riflettuto sul rinnovamento della Chiesa, come Maria dice nel messaggio che la Chiesa si sta rinnovando nello spirito. Abbiamo detto che la Chiesa è ognuno di noi, se noi cominciamo a rinnovarci come individui, lì si rinnova la Chiesa. Abbiamo detto che il nuovo tempo può iniziare da oggi, senza aspettare l'inizio del nuovo anno e del nuovo millennio, ma il nuovo inizio, il nuovo tempo succede nell'uomo, quando l'uomo, con la forza dello Spirito Santo, si decide per un nuovo rapporto con se stesso, con la natura, con gli altri e con Dio. E qui sta la ragione di tutto l'annuncio dei profeti che promettono un nuovo tempo, ma in maniera nuova. Senza il rinnovamento interiore e spirituale dell'uomo non ci può essere il nuovo tempo, la nuova famiglia, la nuova Chiesa e dei nuovi rapporti. L'ultima volta abbiamo anche detto che Dio ha dato a ciascun uomo un dono e dei doni: l'uomo in se stesso, la sua vita è un dono, ma gli sono dati anche altri doni: questi doni vanno riconosciuti e, quando l'uomo li riconosce, allora l'amore, la pace, misericordia e bontà, ma anche i doni intellettuali, egli entra nel nuovo tempo e quando con questi doni inizia a servire gli altri, continua questo nuovo tempo. Il nuovo tempo è una nuova situazione tra gli uomini, per cui ciascuno di noi è responsabile: nessuno di noi può dire di non aver bisogno di questo nuovo tempo, dire che non può fare niente e non sa niente, perché è responsabile del rinnovamento e del tempo nuovo. Per questo Maria ci parla e ci indirizza allo Spirito Santo che rinnova ogni cosa. E questo è per noi uno stimolo a pregare davvero, come Maria ci dice, lo Spirito Santo. Tutti coloro che seguono il programma serale e pregano sanno bene che, dopo aver pregato il Rosario e cantato le litanie, noi preghiamo lo Spirito Santo perché Maria così ha desiderato, che prima di ogni programma serale si invochi lo Spirito Santo, perché, senza lo Spirito Santo, non possiamo capire né fare nulla e non possiamo crescere. Che questa nostra trasmissione sia per noi stimolo a deciderci continuamente per il rinnovamento, a rinnovarci continuamente con la forza dello Spirito Santo!
2. Maria, alla fine del messaggio, ci ha chiamato tre volte: "Pregate, pregate, pregate!" perché semplicemente la preghiera diventi gioia. Lei stessa ha cantato con gioia e ha ringraziato Dio per i doni che ci ha dato. Ci avviciniamo al termine di questo Anno Liturgico e domani celebreremo "Cristo Re", perciò è necessario che in questa trasmissione "La voce della regina della Pace" meditiamo sulle parole fondamentali che Maria ci ha detto nei messaggi a nome di Gesù Cristo. Diciamo per prima cosa ciò che va affermato, e che Maria ripete tante volte nei messaggi, e cioè ci chiede di dare a Dio il primo posto nella nostra vita perché davvero Dio regni nel nostro cuore, nei nostri pensieri e opere e oggi vogliamo divenire coscienti che Cristo ci si offre come via, verità e vita e certamente quando diciamo "Re", dobbiamo essere coscienti che il Regno di Cristo, con Cristo, non è come quelli che abbiamo sperimentato, non è il regno dei politici o dei potenti sulla terra. La differenza assoluta e fondamentale è qui: sappiamo che, durante il processo contro Gesù, uno dei sommi sacerdoti ha detto che era meglio che uno morisse per il popolo piuttosto che tutto il popolo. E proprio questa è l'essenza del rapporto di Cristo con ogni uomo, con tutti noi: Lui ha dato la sua vita, è morto per i nostri peccati perché noi potessimo vivere. Quindi, direi che Maria ha ragione di invitarci ad aprire completamente il nostro cuore al Padre attraverso lo Spirito Santo, perché quando, attraverso la preghiera, permettiamo a Gesù di entrare nel nostro cuore, avremo veramente ciò che cerchiamo: avremo la Pace perché Lui è il Re della Pace, avremo la luce perché Lui è Luce, avremo l'amore nel cuore perché Lui è amore, avremo la vita nel cuore perché Lui da la vita, Lui serve la vita. Da qui viene la domanda per noi: "Chi davvero è al primo posto nella nostra vita?". E' molto facile dare la risposta, diciamo che Maria ci invita tre volte alla preghiera e tutti coloro che hanno risposto e pregano come Maria chiede, essi possono dire che Dio è al primo posto. La preghiera, infatti, significa prendere tempo per ciò che per noi è importante, per Colui che amiamo. Se prendiamo il tempo e preghiamo, significa che per noi Cristo è importante, che desideriamo parlare con Lui, imparare da Lui, che vogliamo camminare con Lui. La preghiera ci dice cosa dobbiamo dire e fare ogni giorno. La preghiera è il tempo in cui ci rivolgiamo a Cristo, in cui ci riposiamo in Lui, in cui impariamo da Lui e parliamo con Lui, ascoltiamo la Sua Parola perché la nostra vita sarà più completa e perfetta, perché il nostro cammino su questa terra possa essere il vero cammino con Cristo verso la Patria Eterna. Il Regno di Cristo è regno di Pace, verità, e amore e ogni volta che abbiamo parlato del rinnovamento della Chiesa e ci impegniamo a rinnovare il nostro modo di vivere, siamo dalla parte di Cristo e Lui è dalla nostra parte. Che questa Solennità e il messaggio di Maria siano per noi un nuovo stimolo a purificare il nostro cuore da tutti gli idoli, da tutto ciò che non permette a Cristo di regnare pienamente nella nostra vita!

3. E mentre pensiamo a Cristo Re, è opportuno farci nuovamente la domanda: "Chi è davvero al primo posto nella nostra vita, chi la orienta?". Vedete, se ci ricordiamo della preghiera e del digiuno di Cristo, e delle tentazioni con cui satana l'ha provato, nella terza tentazione ha detto a Gesù: "Ti darò tutti i regni della terra, se prostrato mi adorerai". Gesù ha risposto: "Vattene satana! Adora solo il Signore e servi solo Lui!". Gesù si è deciso completamente per il Padre, Lui è l'Inviato dal Padre per salvarci. Gesù non dimentica il suo ruolo e il suo compito e dice: "Mio Padre è al primo posto!". Nella nostra vita può facilmente accadere che diciamo che siamo battezzati, che siamo di Cristo, ma nella nostra vita regna qualcun altro: può essere l'orgoglio, cioè può capitare che in realtà noi adoriamo noi stessi o che cerchiamo che gli altri ci adorino. Se accade che l'uomo mette se stesso al primo posto nella propria vita, Cristo non ha posto in quel cuore. Se ci guardiamo con umiltà possiamo capire chi per noi è al primo posto. E se vediamo che non riusciamo a perdonare qualcuno, diciamo a Gesù che ci comanda di perdonare settanta volte sette: "Signore, sai che per me è difficile perdonare, ma mi decido per questo: ti presento i miei dolori, ferite, la mia mancanza di pace, mi allontano da ogni sentimento cattivo e metto chiaramente te al primo posto!". Se invece capita che siamo nervosi nelle parole o nei comportamenti, allora siamo noi al primo posto. Vedete quante volte i nostri dolori vengono dal metterci al primo posto! Certamente l'uomo deve amarsi, rispettarsi, difendersi, ma l'uomo non può adorare se stesso. Tutti i Cristiani e ciascuno di noi deve mettere chiaramente dei limiti anche a tutto ciò che è bello per deciderci chiaramente per Gesù e non per noi stessi o per quello che noi crediamo bene. Noi Cristiani dobbiamo continuare la nostra lotta perché Cristo sia al primo posto come ci chiede Maria!

4. E mentre ci siamo posti e abbiamo risposto alla domanda su chi sia al primo posto nella nostra vita, ricordiamoci che anche gli altri uomini o i gruppi possono essere al primo posto nella nostra vita. Capiremo questo se diciamo che, come capiranno bene i genitori, nella vita dei giovani, ad esempio quando il figlio cresce e arriva alla pubertà, i genitori sentono il grosso problema che i figli prendono il metro di misura e imparano i comportamenti del loro gruppo e i genitori, i catechisti, la Chiesa non hanno valore, i figli non accolgono i comandamenti, ma l'unica regola che accolgono nella loro vita è quella del gruppo. Così si comportano anche i grandi politici ed economisti e le sette. Per questo possono esistere le dittature dove la massa prende un individuo come unica misura di tutto: ciò che è bene in questo caso lo è perché risponde ai suoi interessi e il male è tutto ciò che distrugge i suoi scopi e programmi. Così l'uomo molto facilmente diviene "roba" degli altri e sciupa la sua dignità morale. L'uomo ascoltando queste dittature politiche o sette può fare il male e pensare che sia un bene. In questi casi si deve dire che l'uomo è un individuo lontano da Dio, che Dio non ha nulla da dirgli perché l'uomo da ascolto ad altri. Certo, dobbiamo amare e rispettare gli altri, ma non dobbiamo adorare nessuno e perdere così la nostra dignità eterna di Cristiani. In questo siamo deboli e molte volte sbagliamo senza esserne coscienti. Per questo è importante ciò a cui Maria continuamente ci invita: alla preghiera, al digiuno, alla Confessione e alla Santa Messa, perché possiamo riparare ciò che abbiamo sbagliato e restare veri verso tutti e verso noi stessi e verso il mondo. L'uomo che è pronto a dimenticare le cose spirituali per quelle materiali, che non ha tempo per la preghiera, per la Messa perché deve lavorare, l'uomo che adora le cose materiali in modo da seguire solo ciò che lo aiuta a possedere di più, infrange i Comandamenti e per lui gli altri perdono il loro valore. In mezzo a noi ci sono molti falsi dei, molti idoli essi facilmente si impiantano tra noi e ricevono tanti diritti che Dio, che ci parla attraverso il Suo Figlio, non ha più per noi la Parola vera. Per questo noi siamo nella scuola di Maria, perché il nostro rapporto con Dio sia sincero e così potremo instaurare anche nuove relazioni con gli altri e così, lo ripetiamo, verrà il nuovo tempo!

5. Fratelli e sorelle, mentre abbiamo meditato sul nostro rapporto con Dio e ci siamo chiesti chi sia davvero al primo posto nella nostra vita, ora preghiamo tutti perché il Signore Dio sia davvero al primo posto nella nostra vita. Dopo una pausa che ci servirà per raccoglierci pregheremo:
Signore Dio Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, Creatore della nostra vita, nel Nome del Tuo Figlio Gesù Cristo Re, con Maria, Regina della Pace, ti preghiamo: libera il nostro cuore da tutto ciò che ti impedisce di essere al primo posto nella nostra vita! Rinunciamo ad ogni egoismo e ad ogni adorazione di noi stessi o degli idoli falsi o degli altri.
Rinunciamo a tutto ciò che ti impedisce o Padre di essere col tuo Figlio Gesù Cristo al primo posto nella nostra vita!
Ti presentiamo tutti coloro che si sono allontanati da Te, che si sono persi nel loro egoismo o si sono dati agli altri o alle cose materiali: liberali Signore, perché come tuoi figli liberi possano vivere e creare veri rapporti con se stessi e con gli altri!
Ti preghiamo per tutti i cristiani che si chiamano così di nome ma non vivono e non seguono la via che tu hai mostrato nel Tuo Figlio Gesù Cristo. Benedici tutti i rinnovamenti nella Chiesa e nel mondo, perché possiamo, ciascuno per la sua parte, vivere responsabilmente nella Luce di Cristo, nostro Re, che vive e regna nei secoli dei secoli! Amen!

6. Grazie, cari amici, per essere stati con noi nella trasmissione "La Voce della Regina della Pace" che è stata seguita dal punto di vista tecnico da Ivo Sego ed è stata preparata per voi da Fra Slavko Barbaric. Pace a voi!
(Trascrizione e traduzione fedele alla registrazione)
Fonte: Pellegrini della pace

La Regina della Pace a Medjugorje e la Medaglia Miracolosa

La Regina della Pace a Medjugorje ha parlato della Medaglia Miracolosa in un messaggio dato a Marija alla Croce Blu il 27 Novembre 1989.

Ecco il messaggio:
"Desidero che in questi giorni preghiate in modo particolare per la salvezza delle anime.
Oggi è il giorno della Medaglia Miracolosa e desidero che preghiate in particolare per la salvezza di tutti coloro che portano la Medaglia.
Desidero che la diffondiate e la portiate perché si salvi un gran numero di anime, ma in particolare desidero che preghiate."

venerdì 26 novembre 2010

Video Commento di P. Livio a Messaggio del 25 Novembre da Medjugorje


Commento di Padre Livio al messaggio del 25 Novembre 2010 dato dalla Regina della Pace alla veggente Marija Pavlovic Lunetti.



Fonte: Radio Maria

giovedì 25 novembre 2010

Video Marija Pavlovic legge il Messaggio del 25 Novembre a Radio Maria


25/11/2010 ore 21:10: Marja Pavlovic legge a Radio Maria il Messaggio del 25 Novembre 2010 che le ha dato la Regina della Pace.



Fonte: Radio Maria

Nota personale: in coda alla lettura del messaggio, una bella conversazione fra Padre Livio e Marija su diversi ricordi della sua vita a Medjugorje nei primi anni delle apparizioni. Ha terminato con un simpatico racconto che allego in pdf qui sotto

Video Adorazione Eucaristica - Kyrie Eleison - Padre Slavko Barbaric

mercoledì 24 novembre 2010

giovedì 18 novembre 2010

Les Enfants de Medjugorje 2010 - 12 novembre 2010

Cari figli di Medjugorje, lode a Gesù e Maria!

1-Il 2 novembre 2010, Mirjana ha ricevuto la sua apparizione mensile alla Croce Blu, circondata da una bella folla nonostante il brutto tempo. Dopo l’apparizione ci ha trasmesso il seguente messaggio:
"Cari figli, con perseveranza e amore materni vi porto la luce della vita, affinché distrugga in voi la tenebra della morte. Non rifiutatemi, figli miei. Fermatevi e guardate in voi stessi e vedete quanto siete peccatori. Riconoscete i vostri peccati e pregate per il perdono. Figli miei, non volete accettare di essere deboli e piccoli, ma potete anche essere forti e grandi compiendo la volontà di Dio. Datemi i vostri cuori purificati, perché possa illuminarli con la luce della vita, mio Figlio. Vi ringrazio".

2- Una necessità vitale: essere in stato di grazia.
Questo messaggio del 2 dovrebbe essere letto e riletto almeno 10 volte! La Gospa soffre, previene, ripete, vede che le sue parole scivolano via, allora ripete ancora, vede tutto il male che le tenebre del peccato ci fanno, ritorna a noi come una Madre senza stancarsi, ci benedice, e spera… Il richiamo di Maria oggi è VITALE! Molti ci chiedono: "Cosa pensate dell’avvenire? Cosa ci accadrà?" La risposta è chiara: ci accadrà quello che noi faremo accadere! Le violenze in Francia sono un piccolo assaggio di quello che succederà più tardi, o forse peggio? No! Non vogliamo questo! Vogliamo la vita, la vera pace! La vera pace arriverà, ma dopo quali prove? Sta a noi abbreviare il tempo della prova! E’ vero che "il tempo nuovo" di cui ci parla la Madonna arriverà. Si sta avvicinando, ma prima che arrivi, la durata della prova dipende da noi. Prima di tutto dobbiamo abbandonare il peccato ed assicurarci di essere in "stato di grazia". Non legarsi volontariamente ad una situazione che offende Dio. Per questo, prendere i 10 Comandamenti (Deut 5) e verificare di mettere bene in pratica ciascuno dei punti che Dio ci ha dato come indicazioni per avere la vita e non la morte dell’anima. Poi confessare sinceramente i propri peccati ad un sacerdote. Decidersi di mettere Dio al primo posto, perché solo Gesù è la nostra armatura contro il nemico. Proprio ieri un pellegrino mi diceva: "Lo so, io vivo nel peccato, ma Dio è buono, mi perdonerà!" (Viveva con una donna che non era sua moglie). Temo di averlo scosso, dicendogli che la misericordia di Dio è infinita, sempre offerta, ma presuppone che ci si penta del proprio peccato e ci si rinunci. Gesù ha perdonato alla donna adultera, ma ha aggiunto: "Va, e non peccare più!" Non rifiutiamo più la Madre di Dio, al contrario, accogliamola con gratitudine! Oggi più che mai, ci "porta la luce della vita per distruggere le tenebre della morte in noi".

3 – Due santi, due esempi, due amici!
- Padre Slavko .. già dieci anni!
Il 24 novembre 2000, verso le ore 15.00, Padre Slavko Barbaric ritornava alla casa del Padre, in cima al Krizevac dove aveva terminato di animare la via Crucis. Quest’anno, la parrocchia di Medjugorje e tutti i suoi amici celebreranno il decimo anniversario della sua "nascita al cielo", secondo l’espressione della Vergine. Infatti, dal 25 novembre 2000, Lei dichiarava nel suo messaggio: "Gioite con me, perché il vostro fratello Slavko è nato al cielo e intercede per voi!" Sono numerose le testimonianze di benedizioni ricevute attraverso la sua intercessione! La sua tomba continuamente visitata e coperta di fiori, fa parte dei luoghi dove i pellegrini non mancano di andare. Nell’occasione di questo anniversario, preghiamolo (magari con una novena), facciamolo lavorare per la conversione, la guarigione e per il cammino di santità di ciascuno di noi! E’ un lavoratore indefesso e non ha smesso di lavorare! Grazie, caro Slavko, per tutte le immense grazie che ci hai già ottenuto! Proteggi la parrocchia, benedici i tuoi fratelli francescani, intercedi per noi, peccatori; aiuta tutti noi a comprendere i messaggi della Gospa ed a viverli. Che ci siano molti santi a Medjugorje! E per favore, abbraccia la Regina della Pace per noi!
- Il Padre Tardif sugli altari ?
Il Padre Emiliano Tardif, nativo del Quebec e morto nel giugno 1999, aveva il dono di richiamare migliaia di persone, credenti e non credenti! Faceva del bene a tutti, annunciava ininterrottamente Gesù nell’Eucarestia, e compiva segni e miracoli, come Gesù ha detto che avrebbero compiuto "quelli che avrebbero creduto" (Marco 16,17). Padre Tardif è venuto per la prima volta a Medjugorje nel 1983. In quella occasione ha avuto la grazia di venire imprigionato a Citluk per 24 ore dalle autorità comuniste per aver proclamato Gesù. Senza cibo né acqua, e soprattutto senza sapere quando ne sarebbe uscito. Il suo peccato? Aveva pregato a lungo per i malati dopo la Messa della sera, erano avvenute delle guarigioni, ed in tre giorni il numero dei fedeli era talmente aumentato che la Milizia ebbe paura. Il Cardinal Nicolas Lopez Rodriguez, di Santo Domingo, ha annunciato di aver ricevuto dalla Congregazione per la Causa dei Santi, a Roma, l’autorizzazione di aprire l’inchiesta a livello diocesano in vista della causa di beatificazione del Servo di Dio, Emiliano Tardif. Ogni testimonianza circa il Padre Tardif sarà benvenuta ! 

4 – Un porta fortuna?
Dall’inizio delle apparizioni, la Vergine ha insistito con i veggenti, perché tutti portino addosso degli oggetti benedetti, medaglie, piccole croci ecc. La Madonna ha anche chiesto che mettiamo sui muri dei crocifissi, delle immagini sacre benedette da un sacerdote, in particolare le immagini del Sacro Cuore di Gesù e del Suo Cuore Immacolato, o altri oggetti di pietà. Questi oggetti ricordano a coloro che li tengono in casa o addosso, la presenza di Dio; questi oggetti disturbano gli spiriti cattivi che vengono disarmati dalla benedizione di Dio. Da quel momento ci attaccano meno e si evitano quindi vari problemi, incidenti o conflitti, malattie o depressioni, insonnie, pulsioni suicide ecc. (Ovviamente tutte queste cose non hanno sempre origine dal maligno). I croati hanno la tradizione di far benedire le case e le proprietà ogni anno da un sacerdote. Quando la Francia era cristiana, aveva anch’essa questa tradizione. I sacerdoti erano allora più numerosi, perché le famiglie erano fiere di contare fra i loro figli un sacerdote e domandavano questa grazia a Dio. Ma il nemico, il nostro avversario, scimmiotta molto sottilmente e subdolamente quello che fa Dio e la Sua Chiesa. E’ molto importante di segnalare queste realtà, perché siamo spesso allertati da persona vittime da questi "lupi travestiti da agnelli". Senza voler entrare in dettagli privati, vorrei semplicemente mettervi in guardia: Non prendetevi dei rischi inutili! Fuggite come la peste i "porta fortuna"! Oggigiorno si moltiplicano le offerte che promettono felicità o salute, ma che non introducono altro che il veleno del nemico. Questi oggetti sono spesso maledetti durante i culti segreti a satana, e destinati a nuocere coloro che li portano. Troppi cristiani portano al collo i segni dello Zodiaco, o dei piccoli serpenti, oppure cose ricevute da persone che si definiscono "abitate". Maria Santissima ha detto: "Cari figli, satana vuole ingannarvi in mille maniere" Abbiamo tutto da guadagnare a portare addosso solo oggetti benedetti. E’ sufficiente per questo presentare l’oggetto religioso ad un sacerdote dopo la Messa, e domandargli di benedirlo. Lasciamoci proteggere dalla benedizione di un sacerdote! E’ anche bene ricevere con fervore la benedizione finale della Messa, impartita dal celebrante. La Gospa ci ha detto spesso: "Cari figli, quando un prete vi benedice, è mio Figlio Gesù che vi benedice". Di questo siamo sicuri, di tutto il resto no!

5 – L’avvento si avvicina, che gioia!
E’ il magnifico tempo liturgico durante il quale possiamo immergerci nell’innocenza del piccolo Dio Bambino che si sta formando nel purissimo seno di Maria. L’innocenza di Gesù è come una piscina dove ci si immerge con delizia, dove il male viene dissipato e dalla quale si esce trasformati. Non dimentichiamo la chiave che ci ha donato la Gospa all’inizio di questo millennio per avere la pace e la prosperità: "Cari figli, con il vostro sì alla pace e con la vostra decisione per Dio, si apre per voi una nuova possibilità per la pace. E’ solamente così, cari figli, che il tempo di questo secolo sarà per voi un tempo di pace e di prosperità. Per questo, mettete il neonato Gesù al primo posto nella vostra vita, Egli vi condurrà sul cammino della salvezza" (25.12.99) Cara Gospa, Ti invitiamo più che mai nei nostri cuori inquieti e feriti! Vieni a deporvi il balsamo del tuo amore materno! Con te celebreremo di vita!

Suor Emmanuel +

Fonte: "Enfants de Medjugorje"  <www.enfantsdemedjugorje.com>

Claudia Koll in pellegrinaggio a Medjugorje

All’inizio di Novembre è stata a Medjugorje la famosa attrice e convertita italiana Claudia Koll.
Ha parlato in modo aperto della sua vita e della sua conversione per Radio “Mir” Medjugorje. E’ stato come ascoltare la storia non scritta di Maria Maddalena ai nostri giorni. Ha raccontato le difficoltà della sua crescita senza la madre – che è morta mentre lei nasceva. La vita con la nonna, la scuola, le crisi di identità e poi il perdersi nel mondo dei film.
Dopo alcune scene non discrete in alcuni film, Claudia nell’anno giubilare 2000 attraversa la Porta Santa della Basilica di San Pietro a Roma e da quel momento sente che l’opera che aveva compiuto fino a quel momento veniva distrutta. Poi, lei dice: “Un giorno si è verificata una situazione drammatica che richiedeva una soluzione, ma io non ero in grado di trovarla. Ricordo che ero disperata, non sapevo cosa fare. Camminavo su e giù per la stanza. Ad un certo punto mi sono rivolta a Dio. Ho cominciato a pregare il Padre nostro stringendo in mano la croce che un amico mi aveva regalato alcuni giorni prima. Quando tutto il mio essere era rivolto a Dio ero stretta alla croce, ho sentito una liberazione. Mi sono sentita immersa in una pace profonda. E mi sono riposata in quella pace. Non sentivo più né preoccupazione, né paura, c’era solo silenzio, era un silenzio profondo che prima non conoscevo. Quel silenzio mi parlava di Dio. Non ho visto il Signore, ma ho sentito la sua presenza. Gli ho chiesto: “Perché hai fatto questo, perché mi hai consolato, io non lo merito?!”. Allora ho detto: “Tu sei mio Padre, io ti ho pregato col Padre Nostro e ho detto: desidero conoscerti”. E questa è stata la mia preghiera! Il Signore non ha eliminato la mia sofferenza, ma ha camminato con me e mi ha aiutato a risolverla pian piano. Soprattutto devo dire che quella sofferenza è stata per me la via per giungere a Dio e pian piano ho sentito il bisogno di tornare in Chiesa, di dimorare nella Chiesa, perché lì ho riconosciuto il silenzio e la pace di Dio e cosi, piano piano, ho cominciato ad andare alla Santa Messa. Il Signore cominciò a guarirmi attraverso i Sacramenti”. Questa guarigione è continuata, secondo quanto lei testimonia, tuttavia durante essa si sono verificati inciampi e cadute, ma anche momenti in cui si è di nuovo rialzata. Ha capito di dover seguire Gesù su due nuove gambe: una è la verità e l’altra l’amore. Ha rifiutato tutti i ruoli che nei film non corrispondono allo spirito del Vangelo. Ha raccontato un dettaglio interessante di quel periodo: “Un giorno stavo firmando un contratto che mi offriva molti soldi. Il ruolo non era negativo, ma non era un film che dovevo accettare perché avrei dovuto incontrarmi nuovamente con persone che avevo promesso al Signore di non incontrare mai più. Appena firmai quel contratto, sentii che avevo sbagliato. Ma, a causa della mia debolezza, non sono riuscita a dire di no. Quando ho ricevuto i primi soldi per quel film, ho cominciato a distribuirli ai poveri in Chiesa. Sentivo che quei soldi non mi appartenevano, che erano soldi di un tradimento!”.
E’ seguito il suo lavoro per le missioni, il viaggio in Etiopia dove ha incontrato una grande miseria, la fame, bambini piccoli che quasi morivano di fame. Testimonia: “Mi ricordo di un ragazzino che aveva gli occhi chiusi non perché fosse malato, ma perché non aveva acqua. I suoi occhi erano sporchi. Aveva un occhio infiammato a causa della sporcizia e gli occhi gli si erano chiusi. Gli ho pulito gli occhi con un fazzolettino umido. E mentre io gli aprivo gli occhi, il Signore li ha aperti a me. Vivevo nel lusso, avevo tappeti di grande valore, un servizio d’argento per mangiare, ma tutto questo non ha salvato la mia vita. Ed ho cominciato a vedere tutto con altri occhi ed ho compreso che dovevo dare una parte della mia ricchezza a qualcuno che non ha niente”.
Al ritorno, si è recata nel Santuario della Divina Misericordia e lì ha scoperto il messaggio della Divina Misericordia: “Ho capito che il Signore mi diceva: `Claudia, se sei caduta è stato perché contavi troppo su te stessa, credi in Me!`. Per me `Gesù confido in Te!` significa questo. Comprendere che percorrerò il cammino di conversione con Gesù e che dovevo credere al Signore. Penso che è la fede vera, la fede di Abramo che sperava contro ogni speranza” – dice Claudia.
Claudia ha parlato anche della sua relazione e devozione verso la Beata Vergine Maria: “La Madonna è sempre stata presente nella mia vita, dal momento della mia nascita. Quando avevo otto o dieci anni, non mi ricordo bene, ho visto un film sulla Madonna di Fatima. Allora ho detto: La Madonna non è una statua, è una donna. E mi colpiva molto il fatto che la Madonna avesse dato un compito così importante ai veggenti. Attraverso quel film ho sentito che la Madonna mi parlava della bellezza, della pace, della serenità. Quando sono tornata a casa dopo aver visto quel film, ho fatto una preghiera – allora ero una ragazzina -, ho detto in quella preghiera: `Desidero vivere con te e venire da te, portami con te, come hai fatto con Giacinta`. Quindi ho chiesto di morire. Il Signore non ha ascoltato quella preghiera, ma penso che oggi mi chiami a testimoniare per Lui e tutta l’esperienza che ho vissuto mi ha aiutato a comprendere la grandezza della Divina Misericordia”. Claudia ha ricordato come tutto il cammino della sua conversione sia stato anche vicino alla Madonna. Sperimenta in modo particolarmente forte Medjugorje e le apparizioni della Madonna ai veggenti. Testimonia che in quei momenti sente una forte presenza della Madonna. Descrivendo una esperienza del genere ha detto: “Quello è un momento in cui tutto si interrompe. Vedevo che pioveva, ma non sentivo la pioggia sull’ombrello. E penso che è davvero una bella esperienza accogliere la Madonna col cuore. Non mi è assolutamente passato per la testa di cercare segni, di guardare il cielo. Penso che quello sia un incontro che avviene nell’interiorità. Nel momento dell’apparizione non mi interessa troppo guardare la veggente, ma pregare davvero”. Claudia ha sottolineato particolarmente l’amore che sente ora attraverso la Madonna. L’amore in un modo nuovo. Il cammino verso una tale conoscenza ha avuto molte tappe, eccone una: “Quando è iniziato il mio cammino di conversione, le prime persone che Dio ha messo sulla mia strada sono state i malati di AIDS. E proprio attraverso un giovane che era malato di AIDS, attraverso la sua sofferenza, ho riconosciuto Cristo. Ho cominciato a riflettere su Gesù che nel Getsemani aveva sudato sangue ed aveva paura della morte. Quel giovane era a letto e stava molto male, ma non poteva parlare perché la malattia aveva colpito il centro della parola. Ma aveva degli occhi che mi parlavano delle sue paure. E quando l’ho preso per mano ho sentito nel cuore un grande amore. Un amore che non avevo mai sentito, un amore forte e tenero. E quell’amore mi ha convertito. Quando guardo al mio passato, adesso rifletto su quante volte Gesù sarà entrato in posti del genere, ma i miei occhi erano ciechi e non potevo riconoscerlo. Ho conosciuto questo solo quando è iniziato il mio cammino di conversione.  In coloro che soffrono è presente Cristo”.
Claudia Koll oggi guida un’associazione che si chiama “Opera del Padre” ed è dedicata all’opera missionaria in Africa. Là sta anche costruendo una casa di accoglienza per persone che non si possono muovere da sole che si chiama “Piccola Lourdes”. Nel mondo dell’arte, è direttrice di un’Accademia fondata sui principi contenuti nella Lettera agli Artisti scritta da Giovanni Paolo II. Attraverso questa Accademia desidera aiutare i giovani ad entrare nel mondo dello spettacolo in un modo sano. Ed è interessante che in quell’Accademia si ascolta regolarmente la musica di Medjugorje.

Fonte: Sito ufficiale della Parrocchia di Medjugorje

venerdì 12 novembre 2010

mercoledì 10 novembre 2010

giovedì 4 novembre 2010

Video Apparizione a Mirjana del 2 novembre 2010

Video della apparizione della Regina della Pace a Mirjana a Medjugorje alla "Croce Blu" il 2 Novembre 2010.

Momenti di attesa prima dell'apparizione





I momenti dell'apparizione




Momenti successivi all'apparizione





Fonte: Radio Maria

mercoledì 3 novembre 2010

Video Jacov e Mirjana - testimonianza Marzo 1999 a Medjugorje



Fonte: Radio Maria

Video Commento di P. Livio al Messaggio del 2 Novembre 2010 a Mirjana



Fonte: Radio Maria

La Madonna parla Maternamente (4)

Conclusione
I messaggi di Medjugorje, secondo questa ricerca, possono avere validità come frutto di una rivelazione privata, nel senso della teologia della ispirazione, del Concilio Vaticano Secondo.
Marija Pavlovié-Lunetti, una dei sei veggenti, dichiara che la ricezione dei messaggi avviene in un incontro personale ed in un colloquio personale con la Madonna.
Il linguaggio dei messaggi è un linguaggio semplice, che corrisponde al linguaggio del ricevente (il veggente). Esso è concreto e non abbisogna di particolari chiari menti e giustificazioni.
Temi biblici ed il linguaggio biblico caratterizzano il loro contenuto. Dal punto di vista teologico, non si riscontra nei messaggi nè una oscurità né un eventuale errore.
Essi non soltanto concordano con la Bibbia, ma anzi conducono alla Sacra Scrittura ed aiutano la persona a scoprire il riferimento della Parola di Dio per la sua vita d’ogni giorno.
Essi sono un invito alla conversione personale, e non esercitano in alcun modo costrizione su qualcuno. La libertà della persona viene in questi messaggi sempre di nuovo sottolineata e attraverso loro viene incoraggiata la responsabilità personale.
I messaggi di Medjugorje ed i loro frutti corrispondono pienamente al Magistero della Chiesa, ed alla sua visione del Cristianesimo in rapporto con il mondo di oggi.
lo mi permetto di dichiarare, insieme con molti teologi che hanno visitato Medjugorje o che hanno letto i messaggi, che l’attuazione dei messaggi di Medjugorje, sia da parte dei singoli sia da parte della comunità, conduce al cammino di quella vita cristiana, che corrisponde alla visione della Chiesa per il tempo post-conciliare.

Fonte: tratto dal volumetto “La Madonna parla maternamente” ( @ Ufficio Parrocchiale Medjugorje) di Marija Stelzer-Dugandžić (Nata aLjubuskj nel 1996, ha frequentato la Scuola Media a Medjugorje ed il Liceo a Citluk dove ha conseguito la maturità nel 1983. Ha lavorato a Medjugorje come guida per i pellegrini italiani dal 1985 al 1989. Dal 1990 al 1995 ha studiato Filosofia e Teologia nella Università Gregoriana di Roma. Dopo il semestre invernale 1995 ha continuato gli studi nella Università Teologica di Vienna e si è laureata il 20 ottobre 1997 in Teologia Pastorale)

La Madonna parla Maternamente (3)

Analisi del testo – Il vocabolario del messaggio

Quando ci occupiamo del vocabolario dei messaggi e della analisi linguistica, ci si pone la domanda se si tratti del vocabolario della Madonna, della veggente oppure di una terza persona. Ovvero: quale processo si trova di mezzo tra l’esperienza dell’estasi della veggente e la parola trascritta, che a noi viene presentata come messaggio?
Ci rivolgiamo anzitutto alla stessa veggente. Alla mia domanda sul modo in cui riceve il messaggio, lei mi ha risposto: “Ascolto, io vedo e io percepisco la Gospa. Questo non è come dettato, che si riceve da qualcuno, ma è un’esperienza, che vive con tutto l’essere. Le parole sono anche un’esperienza. Quando la Gospa dice: “lo sono vostra madre, io vi amo”, sento che Ella dice così fortemente, che io non sarò mai in grado esprimere completamente con le mie parole l’esperienza del amore. Alla fine dell’apparizione ho bisogno di rimanere qualche tempo in silenzio, per poter ricordare esattamente questa esperienza ed il messaggio.” Alla mia domanda, se la veggente è contenta in generale del testo dei messaggi, ella mi ha risposto: “Dipende. Posso solo che non ho potuto mai comunicare la mia esperienza con totale precisione.” La mia domanda seguente riguardava il ruolo sacerdoti, in concreto quello di padre Slavko Barbaric, un padre francescano, psicologo e psicoterapeuta, al quale in genere Marija comunica il messaggio per primo. Lei mi ha risposto: “Padre Slavko legge il messaggio e chiede spiegazioni, se c’è qualche cosa che gli sembra non chiaro, inoltre corregge anche eventuali errori grammaticali. A volte mi aiuta a trovare la parola giusta per qualcosa, ma non cambia mai nulla senza chiedermelo prima ogni volta.( INTERVISTA con Marija Pavlovic del 20 luglio 1996)
A questo punto ci interessa, in particolare, quello che la veggente sottolinea espressamente, cioè che lei udrebbe la parola. Dunque comunica a parole con la ‘Donna’ che vede. Anche ora, dopo che la veggente vive già da alcuni anni in Italia e conosce molto bene l’italiano, sente la Madonna parlarle in lingua croata, come lei stessa ha dichiarato. Il Concilio Vaticano Secondo descrive il processo dell’ispirazione della Bibbia con queste parole: “Per la composizione dei Libri Sacri, Dio scelse e si servì di uomini nel possesso delle loro facoltà e capacità, affinché, agendo Egli in essi e per loro mezzo, scrivessero, come veri autori, tutte e soltanto quelle cose che Egli voleva fossero scritte (DV 11). Nell’articolo successivo si precisa: “Per comprendere infatti nel loro giusto valore ciò che l’autore sacro vuole asserire nello scrivere, si deve far debita attenzione sia agli abituali e originari modi di intendere, di esprimersi e di raccontare, vigenti ai tempi dell ‘agiografo, sia a quelli che allora erano in uso nei rapporti umani” (DV 12).
“Quando Dio si rivolge agli uomini, essi riescono a percepire la Sua parola solo nella loro lingua umanamente limitata; di conseguenza essi possono trasmetterla anche agli altri solo nelle parole storicamente condizionate e passibili sempre di nuove traduzioni ... Perfino le parole di Gesù, il Figlio di Dio, sono come parole di Colui che si fece uomo, soggette’ alle regole ed ai limiti del linguaggio umano’.
“Se questo vale per l’ispirazione ‘profetica’ della Bibbia, varrà ancor più per le ‘Rivelazioni private’, e proprio di tali si tratta a Medjugorje. Pertanto, si può ‘a priori’ escludere che i ‘veggenti’ odano i ‘messaggi’ parola per parola come al telefono. In ogni parlare profetico la persona è coinvolta nella sua totalità.
Che cosa dice Padre Slavko in merito al suo ‘ruolo’ per la ‘trascrizione’ dei messaggi? “Il mio ruolo é quello di padre spirituale di un ‘veggente’, vale a dire di una persona, che ritiene di avere una particolare esperienza mistica. La funzione del Sacerdote consiste nel porre il messaggio nella luce biblica e della tradizione della Chiesa e nel correggere eventuali errori grammaticali. Per il resto, non v’è qui alcun ruolo speciale. A volte ho dovuto chiedere alla veggente che cosa significasse questo o quel termine oppure se un altro termine non andasse meglio. Ho sempre fatto una correzione del genere in stretto accordo con la veggente. Da quando Marija vive in Italia, io ricevo ogni 25 del mese il messaggio per telefono. Talora succede che debbo telefonarle alcune volte per chiederle se ho capito bene il messaggio e se posso divulgarlo. lo curo anche la traduzione del messaggio in diverse lingue.”
Che cosa dice Padre Slavko in merito al modo in cui i veggenti ricevono i messaggi: “Sono spesso in contatto con i veggenti e posso solo confermare ciò che loro asseriscono, ovvero che non si tratta di un dettato e neanche di una ‘telefonata’. Loro sentono per così dire nel cuore. Marija mi ha detto che dopo l’apparizione deve sempre rimanere alcuni istanti in silenzio, affinché possa ricordarsi del messaggio. Qualche volta i veggenti ci hanno detto che possono ricordarsi del messaggio una volta sola. Quando devono scrivere il messaggio per la seconda volta, devono riguardare il primo testo. Questo mi ha portato a supporre che probabilmente si tratti di un ‘impressus’, una impressione che si imprime profondamente in loro e sparisce non appena viene tradotta in parole. Con questo ritengo che la lingua croata, e in generale qualsiasi altra lingua, sia del tutto relativa come mezzo di comunicazione durante le Apparizioni. Con questa mia tesi volevo alludere all’imperfezione della lingua come mezzo di comunicazione ed esprimere che la Madonna non deve incondizionatamente adoperare una data lingua. A questo riguardo ho ricevuto da tutti i veggenti una reazione unanime:
essi sono sicuri che la Madonna parla in croato e che loro odono la sua voce. Per questo non ho voluto sviluppare ulteriormente la mia ipotesi. Ho avuto modo di sperimentare, qualche volta, quanta fatica prova Marija nel dare il messaggio, proprio perché non si tratta semplicemente di parole udite, ma di una profonda esperienza interiore. Posso anche affermare, in base alla mia esperienza, che i veggenti nel trasmettere lo stesso contenuto, per esempio una risposta alla stessa domanda, lo formulano diversamente, in conformità ad una teoria della ispirazione della Filosofia Scolastica, ciòè che ognuno percepisce a modo proprio, - ‘modo recipientis ‘ (INTERVISTA con Padre Slavko Barbarié del 28.7.1996)
Questo corrisponde alle dichiarazioni del Concilio Vaticano Secondo, nelle quali a proposito della riflessione su un testo ispirato si afferma che si devono tenere in considerazione anche le capacità del veggente e gli influssi del suo ambiente.
Dopo che la domanda se si trattasse di un dettato ha avuto una tale risposta, e che il ruolo del sacerdote sia stato esattamente limitato, si può concludere che il testo del messaggio in questione è un frutto dell’ispirazione, di una esperienza interiore, dell’umana collaborazione e della trascrizione della veggente. Si tratta pertanto di un vocabolario e di un’analisi del testo dei messaggi, e non già di un vocabolario della Madonna.
Nota personale
Un esempio di correzioni del testo si è visto recentemente nel caso del Messaggi a Marija del 25/9/2010.
Il testo che era stato pubblicato in un primo momento era questo:
Messaggio di Medjugorje, 25 settembre 2010
"Cari figli, oggi sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna di pace e vi esorto a vivere ancora di più la vostra vita religiosa perchè siete ancora deboli e non siete umili. Vi esorto figlioli, a parlare di meno e a lavorare di più sulla vostra conversione personale affinchè il vostro testimoniare sia fruttuoso. E la vostra vita sia una preghiera incessante. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. "
Il testo modificato e definitivo è stato poi questo:
Messaggio di Medjugorje, 25 settembre 2010
"Cari figli, oggi sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna di pace e vi esorto a vivere ancora di più la vostra vita di fede perchè siete ancora deboli e non siete umili. Vi esorto figlioli, a parlare di meno e a lavorare di più sulla vostra conversione personale affinchè il vostro testimoniare sia fruttuoso. E la vostra vita sia una preghiera incessante. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. "
Ho evidenziato il testo in carattere grassetto e rosso per meglio valutare la differenza prima e dopo la correzione. E’ evidente come il termine usato nella stesura finale sia più appropriato, anche se la sostanza ed il significato non cambia, viene solo espresso meglio.

La Madonna parla Maternamente (2)

QUALE FORMA HANNO QUESTI MESSAGGI?
Forma e struttura
Quando abbiamo davanti a noi il testo, possiamo già dedurre, in base alla lunghezza dei singoli messaggi, che qui non si tratta di alcun ‘lungo discorso’. La lunghezza del testo è molto varia. Normalmente si tratta di frasi brevi dal contenuto chiaro, inequivocabile, in un linguaggio facilmente comprensibile per tutti. Sembra che il messaggio punti diritto al cuore delle persone senza dilungarsi in tante spiegazioni. La lunghezza del testo, il linguaggio e il modo di esprimersi indicano che qui si tratta di un invito concreto e personale, una chiamata, che attende una concreta risposta.
Sulla base della forma possiamo qui asserire che lo scopo dei messaggi non è alcuna rivelazione di qualcosa di nuovo, ma un invito a mettere in pratica qualcosa che già si conosce. Così, accanto alle frasi che contengono un invito, in generale non si riscontra alcuna spiegazione, ma piuttosto una motivazione. Si avverte nel complesso una chiara sollecitazione ad una prassi di vita, che per un verso sia una risposta all’invito e per l’altro verso dovrebbe condurre alla crescita interiore della persona e della comunità.


Come sono strutturati i messaggi?
La struttura dei messaggi è varia, sebbene alcuni elementi compaiano in ogni messaggio. Con pochissime eccezioni ogni messaggio contiene due elementi:
1. Un saluto del tutto personale ai destinatari: ‘Cari figli! Normalmente questa è la primissima frase di ogni messaggio. Questa prima frase rivela anche l’identità di chi parla, e non soltanto quella di chi riceve il messaggio Con il saluto Cari figli’ si identifica da un lato l’Io della Madre, della Signora, e dall’altro lato si caratterizza la persona del ricevente e il suo rapporto in questa relazione Questo rivela il desiderio di una stretta relazione personale che si vuole sviluppare mediante la parola pronunciata.
Sin dall’ inizio i messaggi sono stati semplici e comprensibili per tutti. Neanche un grande intellettuale avrebbe qualcosa in contrario, se si sentisse chiamare “figlio” dalla Madonna, e nello stesso tempo questo lo comprende anche un bambino piccolo.
2. Quasi sempre l’ultima frase del messaggio è un ringraziamento: “Grazie per aver risposto alla mia chiamata “. Questo ringraziamento mette in luce l’atteggiamento interiore della persona che parla, nei riguardi della persona che riceve.
Già da questi due elementi dei messaggi, che possono valere come elementi fondamentali, comprendiamo l’intimo carattere dei, messaggi, quale offerta di una relazione e del suo costante sviluppo. Questa relazione offerta è improntata di amore e gratitudine.
Che altro hanno in comune questi due elementi? E’ evidente che essi non possono essere considerati come una sorta di ricompensa per un buon comportamento di ‘bravi figli’; essi, invece, si riscontrano incondizionatamente prima o dopo di una lode o un ringraziamento, od anche di una disapprovazione contenuta nel messaggio. Questo conferma ancora una volta il carattere incondizionato dell’ amore, che viene offerto ai destinatari di questi messaggi.
Che cosa troviamo all’interno della cornice del messaggio?
Io provo a suddividere il restante contenuto dei messaggi in cinque gruppi di modi di’ esprimersi, che però non si riscontrano tutti insieme in uno stesso messaggio:
1. Vi è in ogni messaggio una chiamata, un invito o in altri termini un desiderio o una richiesta di fare qualcosa di concreto, come, ad esempio: “ ... Chiedo specialmente a voi di questa parrocchia, di vivere i miei messaggi e di trasmetterli agli altri, a chiunque incontrerete.” (16 agosto 1984),” ... anche oggi vi invito alla preghiera ... “(2 ottobre 1986), oppure “ ... Vi . invito ad aiutare tutti con la vostra pace, perché la vedano e comincino a cercarla” (25 settembre 1986).
2. Questo invito è sovente accompagnato da una motivazione; ad esempio: “ ... Perciò vi invito ad aiutare con la vostra preghiera e con la vostra vita, ad annientare nella gente tutto ciò che è male e a scoprire l’inganno di cui si serve Satana” (25 settembre 1986), oppure” ... Soltanto attraverso la preghiera potete capire ed accettare i miei messaggi e metterli in pratica nella ,vostra vita ... “(25 agosto 1993).
3. Non di rado, oltre al generico ringraziamento, si riscontra al termine del messaggio anche un grazie del tutto concreto o un invito molto preciso per qualcosa; ad esempio: “ ... Desidero ringraziarvi per tutti i sacrifici e vi invito al più grande sacrificio: il sacrificio dell’amore ... “(27 marzo 1986), oppure una critica” Voi siete troppo presi dalle cose materiali e per esse incorrete nel pericolo di perdere tutto quello che Dio desidera darvi (17 aprile 1986); “...solo un numero molto esiguo ha accolto messaggi del giovedì; ... “(30 aprile 1984).
4. I messaggi recano anche l’espressione di gioia o di dolore della Madonna:. “... Sono piena di gioia per tutti voi che vi trovate sul cammino della santità. Vi prego di aiutare con la vostra testimonianza tutti quelli che non sanno vivere nella santità
“(24 luglio 1986); “ ... oggi sono molto felice di vedervi così numerosi che cercate di vivere i miei messaggi ... “(17 maggio 1984); “ ... Vi prego, non permettete che il mio cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato
(24 maggio 1984).
5. Spesso troviamo anche parole di incoraggiamento e la promessa della sua intercessione: “.. .lo sono con voi e intercedo per voi presso Dio. Però aspetto anche che i vostri cuori si aprano ai miei messaggi ... “(25 maggio 1994);”.. .io sono sempre con voi e non abbiate paura delle prove, poiché Dio veglia sempre su di noi!” (19 luglio 1984).

La Madonna parla Maternamente (1)

I Messaggi - Introduzione
Anche se la contemplazione della Madonna è un messaggio di per sé, vi sono altre dichiarazioni e giudizi formulati espressamente dalla Madonna ai veggenti. In essi Ella sottolinea con vigore la necessità della fede, della preghiera, della conversione del digiuno, come condizione per la salvezza del mondo. I messaggi sono destinati a tutta l’umanità e i veggenti sentono l’obbligo di trasmetterli. Altri messaggi riguardano singole persone, sia i veggenti, sia di volta in volta gruppi e persone, che richiedono dalla Madonna una risposta. Il loro contenuto è strettamente collegato al senso delle nostre domande poste alla Madonna. Queste risposte, espresse con molta delicatezza, irradiano soltanto dignità, serietà, saggezza celestiale e delicatezza, il che evidentemente oltrepassa le capacità dei ragazzi veggenti.
Dal 1 marzo 1984, la Madonna indirizza regolarmente ogni giovedì, con alcune rare eccezioni, tramite la veggente Marija Pavlovié, i messaggi per la parrocchia di Medjugorje. Questi messaggi hanno quasi sempre un significato generale e sono indubbiamente indirizzati a tutti coloro che sono disposti ad accettarli e a vivere in conformità di essi. Questo valore generale è chiaramente riconoscibile in alcuni messaggi, laddove viene detto: “Cari figli, pregate ... “e quando si restringe il cerchio dei destinatari: “In particolare voi della parrocchia.”
La cadenza settimanale dei messaggi è terminata 1’ 8 gennaio 1987. Quel giorno la Madonna annunciò che avrebbe dato regolarmente i messaggi solo una volta al mese, di volta in volta il 25.
Si può dire che questi messaggi ricordano enfaticamente la ‘Buona Novella’ della Sacra Scrittura, e che sono anche una guida pratica per tradurre il Vangelo nella vita quotidiana. Questo emerge molto anche nelle dichiarazioni dei ragazzi a riguardo di esperienze che appartengono alla sfera del soprannaturale. Dal punto di vista del contenuto, tutto il messaggio di Medjugorje può essere riassunto come una chiamata alla conversione, al ritorno a Dio, così come la si trova ripetutamente nel Vecchio e nel Nuovo Testamento e che, come è già successo nel corso della storia della Chiesa, viene sempre di nuovo riproposta. Aspetti completamente nuovi hanno, invece, le circostanze che accompagnano questa chiamata: una durata delle Apparizioni mai vista prima e i frutti evidenti di una vera conversione, che si possono riscontrare nella genie della parrocchia, come pure nei numerosi pellegrini, che sono venuti a Medjugorje.
In molti luoghi di vari Paesi in tutti i continenti si prega e si celebra l’Eucarestia durante la Messa vespertina come a Medjugorje. Molte persone in tutto il mondo cercano di seguire l’invito di Medjugorje alla profonda preghiera personale ed a] digiuno. La chiara spiegazione del ‘Programma di Medjugorje’ e lo sforzo di una indicazione per metterlo in pratica nella vita dei singoli, appaiono essere urgentemente necessari. Inoltre, si è reso chiaro che questo programma non propone in alcun modo una nuova regola di vita, ma è solo un valido aiuto nelle varie situazioni per realizzarsi come Cristiani.
Le mie ricerche riguardano i messaggi settimanali, ovvero mensili, che, secondo quanto afferma la veggente Marija Pavlovié Lunetti, vengono dati ancora oggi dalla ‘Madonna’ alla parrocchia di Medjugorje, e che si riflettono sulla vita pratica della Chiesa, attraverso tanti nuovi gruppi di preghiera, sorti in tutte le parti del mondo.

martedì 2 novembre 2010

Messaggio a Mirjana del 2 novembre 2010

“Cari figli, con perseveranza e amore materni vi porto la luce della vita, affinché distrugga in voi la tenebra della morte. Non rifiutatemi, figli miei. Fermatevi e guardate in voi stessi e vedete quanto siete peccatori. Riconoscete i vostri peccati e pregate per il perdono. Figli miei, non volete accettare di essere deboli e piccoli, ma potete anche essere forti e grandi compiendo la volontà di Dio. Datemi i vostri cuori purificati, perché possa illuminarli con la luce della vita, mio Figlio. Vi ringrazio”.

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 novembre 2010

 

Cari amici un messaggio densissimo e ricchissimo di temi e comunque centrato, come vedete, su una realtà molto semplice cioè sulla nostra condizione esistenziale di male, di peccato, di fragilità e di debolezza. Questa è la situazione in cui l’uomo si trova sulla terra, questa situazione di tenebra e di morte, la tenebra è soprattutto la tenebra del male, la tenebra che ci impedisce di vedere il cielo, di avere una visione soprannaturale della vita, una tenebra che ci impedisce di vedere anche il peccato che è in noi, quindi siamo in una situazione di tenebra e di morte, perché il peccato è morte, la conseguenza del peccato è la morte.

Questa è la condizione esistenziale di perdizione nella quale gli uomini si trovano.

La Madonna è inviata da Dio per portarci la luce della vita che è Gesù Cristo, per portarci quella luce che ci aiuti a capire che siamo fragili, che siamo deboli, che siamo peccatori, a prendere coscienza della nostra situazione esistenziale e quindi riconoscerci come peccatori, ad avere l’umiltà di farlo, e in questa umiltà accettare di essere deboli e piccoli.

Noi allora accettiamo anche la Grazia, la luce che ci illumina, la grazia che ci purifica, la grazia che è vita soprannaturale, che illumina le menti, che purifica i cuori, che ci ridà la speranza, la divina figliolanza, diritto alla vita eterna.

La Madonna dice: Vi supplico, datemi i vostri cuori.

Ecco qua il quadro, la nostra situazione esistenziale di male e di peccato, di tenebra e di morte, il pericolo di indurirci in questa situazione e di rifiutare l’aiuto di Dio, per cui la Madonna dice: Non rifiutatemi, figli miei . Ci supplica perché accettando appunto Lei, noi possiamo veramente purificarci, rinnovarci, rafforzarci, rimetterci in cammino, comprendere qual è la volontà di Dio e realizzarla; in questo modo diventare grandi e forti, perché la vera grandezza e la vera forza è quella che ci dà la Grazia dello Spirito Santo.

Questo è il quadro generale del messaggio, cari amici, messaggio di conversione.

La Madonna ci supplica perché non rifiutiamo questo aiuto che Dio ci sta dando, sembra quasi che abbiamo fatto alleanza col male, col maligno, sembra quasi che disprezziamo l’aiuto che Dio ci offre, per questo la Madonna ci dice: “Cari figli,con perseveranza e con amore materni vi porto la luce della vita”, con perseveranza, per 30 anni, spinta dall’amore materno, senza mai stancarsi.

Una volta la Madonna ha detto non sono stanca, senza mai stancarsi la Madonna porta la luce della vita che è suo Figlio a noi che siamo nelle tenebre della morte, perché le distrugga, quindi, bellissima questa espressione: Cari figli, con perseveranza e amore materni vi porto la luce della vita”; espressione evangelica che Gesù ha attribuito a se stesso: “Io sono la luce della vita”, la Madonna ci porta questa luce della vita che è Cristo, ci ha donato Cristo e ce lo dona continuamente, perché dissolva in noi la tenebra della morte. La tenebra della morte è, cari amici, la ragione umana offuscata, è la coscienza soffocata, è il male che ha preso possesso di noi, è la schiavitù del demonio, questa è la tenebra della morte, l’impero delle tenebre.

La Madonna dice che viene con perseveranza, senza stancarsi, spinta dall’amore e ci dice: “Non rifiutatemi”, “non rifiutatemi, figli miei”, lo dice ai tanti non credenti che rifiutano questa immensa grazia che Dio ci ha fatto di avere qui la Messaggera del perdono e della pace, Colei che ci porta suo Figlio e dalla quale, a parte una piccola minoranza che ha accolto la sua chiamata, ci siamo, come dire, infischiati. Lei usa una parola molto forte: “rifiutati”, cioè abbiamo detto - un no sul muso -, come quando uno non ama più e dice un no sul muso all’altro. È il rifiuto che fa sanguinare il Cuore di Gesù e sanguinare il Cuore di Maria.

La Madonna ci dice - fermatevi, fermatevi perché siete sulla via della perdizione -, lo dice Lei stessa, in precedenti messaggi: “siete sulla via della perdizione”. Il bello è che qualcuno dice che io, quando parlo dei 10 segreti e dove va il mondo, faccio paura, certo la Madonna usa parole più semplici però la sostanza è questa.

“Fermatevi”, perché? Perché andate verso la morte. A chi tu dici di fermarsi? Uno passa in macchina e dici fermati, fermati, perché?

“Fermatevi e guardate in voi stessi”, senza però autogiustificarsi, senza però fare il discorso del fariseo – Signore io non sono come tutti gli altri che sono adulteri, sono ladri, ecc. -, “guardate voi stessi”, la Madonna lo dice a tutti, compresi noi preti, tutti, non è escluso nessuno.

“Fermatevi e guardate in voi stessi quanto siete peccatori”, cari amici, per vedere quanto siamo peccatori occorre un atto di umiltà, perché la presunzione acceca, come dice Santa Caterina da Siena - la presunzione è una nuvola che offusca l’occhio dell’anima -.

“Non rifiutatemi, figli miei. Fermatevi e guardate in voi stessi quanto siete peccatori”, è qui il nucleo del messaggio, “riconoscete i vostri peccati e pregate per il perdono”.

E poi la Madonna ci dice, attenzione, non induritevi nel giustificare voi stessi, nell’assolvere voi stessi, riconoscete di essere peccatori, piegate la testa, mettevi in ginocchio, “Figli miei, non volete accettare di essere deboli e piccoli”, non volete accettare l’aiuto del Cielo, volete fare da soli, salvarvi da soli, “ma potete anche essere forti e grandi compiendo la volontà di Dio”,  la Madonna ci dice che se vogliamo diventare grandi, se vogliamo realizzare noi stessi dobbiamofare la volontà di Dio, perché Dio ha un grande progetto su ognuno di noi e chi fa la volontà di Dio è proprio l’umile che viene esaltato.

E infine l’ultimo imperativo, perché è pieno di imperativi questo messaggio: non rifiutatemi - fermatevi  guardate  riconoscete - e poi dice: “datemi i vostri cuori purificati”, purificati dal pentimento, “perché possa illuminarli con la luce della vita, mio Figlio” .

Cari amici è un messaggio che andrebbe meditato parola per parola, prendete una frase ogni giorno, meditatelo ogni giorno questo messaggio grandissimo, stupendo.

Io mi chiedo, cari amici, chi può scrivere messaggi di questo genere, non tanto per la bellezza, ma per la profondità spirituale. Si vede che la Madonna parla da Madonna, e poi dicono che la Madonna si ripete, magari, cari amici, magari si ripetesse sempre in questo modo, un messaggio del genere vale più di 100.000 prediche. Nella sua capacità di lettura della nostra situazione esistenziale, la Madonna legge la nostra situazione di peccato e di morte e noi siamo lì che non vogliamo mollare, non vogliamo aprirci a Dio, non vogliamo che il medico entri nel nostro cuore.

Raccogliamo uno di questi imperativi della Madonna – non rifiutatemi  fermatevi  guardate in voi stessi  riconoscete i vostri peccati  pregate per il perdono  datemi i vostri cuori – basterebbe che uno solo di questi imperativi della Madonna venisse fatto proprio, perché la nostra vita venga cambiata. 

Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it