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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post
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mercoledì 20 febbraio 2019

«Senza preghiera, cari figli, non potete sentire né Dio, né me, né la grazia che vi sto dando» (p. Slavko 9-luglio 1986)

Marija e jakov sono partiti per gli esercizi spirituali. Solo questo fatto che i veggenti devono fare gli esercizi spirituali, devono pregare, ci dice molto. È un messaggio per tutti noi. lo sono con i pellegrini da quasi cinque anni e so quanti hanno pensato che i veggenti sono già santi e che hanno già tutto se vedono la Madonna. lo vi dico che se i veggenti non pregano, non digiunano, non si confessano regolarmente, la loro fede, la loro pace non crescono solo per le apparizioni. Sarebbe troppo semplice.

Se un veggente non prega, non digiuna, può diventare proprio come il telefono: il Signore ci telefona che cosa dobbiamo fare attraverso un veggente, ed è finito: tutto può rimanere proprio secco dentro.

Perché? Perché il Signore ci lascia liberi; perché vuole che ci sviluppiamo, ognuno secondo i doni dati. Anche se siete tutto il giorno con un veggente, se non pregate, non ricevete le grazie.

Come piccola consolazione per tutti voi: se non avete ancora visto i veggenti, se trovate il vostro Rosario nella vostra tasca e cominciate a pregare, siete già a posto.

Vi leggo l'ultimo messaggio del giovedì: « Cari figli, oggi vi invito tutti alla preghiera. Senza preghiera, cari figli, non potete sentire né Dio, né me, né le grazie che vi sto dando. Perciò vi invito che l'inizio e il termine della vostra giornata sia sempre la preghiera. Cari figli, desidero guidarvi, di giorno in giorno il più possibile alla preghiera, ma non potete crescere perché non lo desiderate. Vi invito, cari figli, affinché per voi la preghiera sia al primo posto ». [ndr: messaggio del 3 luglio 1986]

Siamo sinceri: quale è stata la risposta nel vostro cuore quando avete sentito la parola della Madonna: « Perciò vi invito che l'inizio e il termine della giornata sia sempre la preghiera », cioè che cominciate il giorno con la preghiera e lo terminiate con la preghiera? Se la Madonna avesse detto: « Vi prego di lavarvi ogni giorno il viso, o di fare colazione ogni giorno, di bere un po' di caffè per non andare a stomaco vuoto a lavorare », sicuramente avreste detto: « Naturalmente, se non si fa così si muore o non si può lavorare ».

Ma se la Madonna dice: « Pregate », qual è la risposta? « Non posso, perché c'è sempre fretta al mattino, non ho tempo ».

Un'altra cosa: che cosa fanno i genitori se la Madonna dice « Pregate »? Svegliano i bambini per la preghiera al mattino? Di solito no, perché si guarda la televisione fino a tardi e l'indomani non è possibile entrare nella preghiera. Se il Signore, attraverso la Madonna, ci dice di comportarci così, ma durante il giorno noi non abbiamo la pace, e viviamo nei conflitti, vi dico che noi li abbiamo scelti.

Il Signore ci invita attraverso la Madonna alla preghiera al mattino e noi diciamo: « Scusa, non possiamo », che cosa può seguirne? Un vuoto nella nostra anima, un vuoto nel nostro cuore.

Prima del quinto anniversario ci ha invitato tutti alla preghiera continua: da cinque anni appare e spera che qualcuno di noi possa già camminare tutto il giorno, non solo fare qualche passo.

Ci invita alla preghiera continua: non ci invita a muovere solo le labbra. La Madonna pensa a un'altra cosa.

Sapendo gli altri messaggi lo spiego: la Madonna invitandoci alla preghiera continua, alla preghiera del cuore, ci invita a essere in contatto con Dio. lo oso dire che per poter pregare continuamente non basta solo amare Dio, ma si deve essere innamorati di Dio. Quando si è innamorati di qualcuno, questo è sempre presente nei pensieri, nel cuore, nei sentimenti, anche quando si lavora.

Ecco, solo così si può spiegare la preghiera continua. Non basta solo amare, bisogna essere innamorati.

Se qualcuno dice: come posso? Io domando a me stesso e anche a voi quando abbiamo pregato l'ultima volta per la grazia della preghiera col cuore, per la grazia della preghiera continua, per la grazia di poter accettare sempre l'amore di Dio e della Madonna?

Allora questo messaggio è molto chiaro: la Madonna domanda a noi l'ordine nella preghiera e vuole che la preghiera sia al primo posto. Senza preghiera non possiamo sentire né Dio, né la Madonna. Questa è anche una cosa normale: se non si è in contatto con il Signore, se non si prega, se non ci si apre, come si può sentire il Signore?

Ecco, una cosa molto importante, pratica. La Madonna dice: « Desidero guidarvi di giorno in giorno il più possibile alla preghiera, ma voi non potete crescere, perché non lo desiderate ». Noi possiamo desiderare: « Sì, io vorrei », come uno studente pigro dice: « lo vorrei terminare l'università », ma poi quando si dice « studia » risponde « non posso ». Ecco, un desiderio vano.

Non basta dire: vorrei pregare con il cuore, si deve provare.

La Madonna mostra qui una pedagogia materna, concreta. Leggete i messaggi. Non ha mai raccomandato un libro per imparare a pregare, ma tante volte ha detto di pregare, di meditare il Rosario, di confessarsi, di riconciliarsi...

Cioè, la Madonna è come la mamma che prende il suo bambino per mano e ogni giorno prova un nuovo passo, finché può camminare. Nessuna madre ha dato prima a suo figlio un libro, perché lui capisca quali muscoli si devono muovere per poter camminare: l'ha preso per la mano e ha cominciato concretamente.

Così anche qui la Madonna. lo vi dico: inginocchiamoci e preghiamo, individualmente, nelle famiglie, nelle comunità, nei gruppi di preghiera e tutto l'altro ci sarà dato. Se ancora osiamo trovare le scuse per non poter pregare, questo significa che la parola della Madonna non può ancora muoverci, ma un giorno ci muoverà.

È importante digiunare. Gesù ha detto: « Beati i poveri di cuore, a loro appartiene il Regno dei cieli ». Questo è vero, però noi non siamo poveri di cuore e nel nostro ateismo pratico diciamo: « Signore non ho bisogno di te ».

Questa parola: « poveri di cuore » si può tradurre così: beati tutti coloro che hanno bisogno della preghiera, che hanno bisogno di Dio. Digiunando, passo per passo si rompe il nostro ateismo e possiamo sentire di più la nostra verità e il bisogno del Signore.

Questo mi sembra il riassunto della scuola della Madonna e della sua pedagogia. Nella luce dei messaggi la Madonna ci lascia vedere il suo comportamento e prova ad entrare nella nostra vita, nella nostra famiglia, in tutta la Chiesa, in tutto il mondo. La grazia più grande quando si viene a Medjugorje è questa: il Signore dà una spinta per la preghiera. Questa è l'esperienza di moltissima gente: quando si viene qui si può pregare e, se si continua a pregare, può crescere la preghiera. Decidetevi per la preghiera, incontratevi ogni settimana, meditate il Rosario, leggete la Bibbia, e lasciate parlare un po' il Signore nel silenzio: ecco, il gruppo di preghiera. È molto semplice.

(P. Slavko Barbaric - 9 luglio 1986 – “Vi supplico, ascoltate i miei messaggi e viveteli)

giovedì 7 febbraio 2019

« Tu sei il mio Dio, il mio Tutto »

Tu sei il mio Dio, il mio Tutto
padre Jozo parla ai pellegrini

Ci troviamo in questo Santuario a Siroki Brijeg dedicato alla Madonna Assunta in Cielo, e questa chiesa ha solo cento anni. Alle tre del pomeriggio del 7 febbraio 1945, i partigiani comunisti hanno occupato la nostra terra pro­vocando immense sofferenze e distruzioni. Sono entrati nel monastero e hanno trovato trenta frati. Con arrogan­za hanno detto: "Dio non c'è! Togliete l'abito, nessuno ha bisogno della vostra vita religiosa". Essi non hanno obbedito!
Alcuni avevano soltanto 20 anni e avevano appena finito il noviziato, erano giovani, ragazzi. Allora, un soldato pieno di livore ha preso il Crocifisso e l'ha buttato sul pavimento dicendo: "Ecco, adesso potete scegliere: la morte o la vita".
Uno dopo l'altro, i frati hanno abbrac­ciato la Croce dicendo: Tu sei il mio Dio e il mio Tutto!
I soldati li hanno portati fuori dal convento e li hanno uccisi e poi bruciati. E non si sono fermati qui, hanno ucciso anche 874 parrocchiani, hanno dato alle fiamme il monastero, la scuola, il seminario; non potendo bruciare la chiesa, vi hanno messo dentro i cavalli.
lo mi ricordo questo, perché sono stato battezzato in questa chiesa. La prima comunione non l'ho avuta in chiesa, ma fuori, sotto questa grande quercia che dopo potete vedere. Perché tutto questo?
I comunisti hanno voluto fare il massimo per umiliare Dio e la nostra fede. Ogni giorno, quando siamo andati a scuola abbiamo dovuto sentir parlare contro Gesù; nei libri vi era scritto che Gesù non era mai esistito, non era mai nato. Ci dicevano che la Chiesa , il Papa, i vescovi e i sacerdoti erano cattivi, nemici dell'uomo e che manipo­lavano l'uomo attraverso la fede .. , e tante altre cose brut­te. E questo per cinquanta anni!
Noi qui non gli abbiamo creduto, perché abbiamo credu­to ai nostri genitori, alle nostre famiglie.
Quando siamo diventati adulti, in 103 abbiamo deciso di diventare sacerdoti e religiosi. Ecco, ora siamo in tutto il mondo, missionari in tutti i Continenti.
I comunisti hanno pensato che così facendo potevano distruggere la fede.
Gli stessi comunisti hanno reagito alla medesima manie­ra, quando il 24 giugno 1981 sei bambini hanno detto:
"Vediamo la Madonna "... Essi hanno detto: No! I ragazzi sono bugiardi, i genitori malati, i frati cattivi. E hanno deciso di fermare la Madonna.
La gente non ha creduto a loro, non poteva credergli! Esistono, purtroppo, molti fino ad oggi che non accetta­no le apparizioni, ma la Madonna va avanti perché ogni giorno, in tutte le parti del mondo, esistono nuovi testimoni, nuovi discepoli che accettano e vivono i messaggi della Madonna. E Lei può andare avanti.
Vedete, la Chiesa non si può distruggere. Il sangue dei martiri, dice Tertulliano, è seme dei nuovi Cristiani, della vita nuova, delle nuove vocazioni. La televisione, il benessere, non possono distruggere una famiglia; l'ateismo che circonda la famiglia non la può rovinare. Questo non può accadere se la famiglia vive profondamente e coerentemente la propria fede. La famiglia sarà distrutta quando lascia la preghiera, quando abbandona l'Eucaristia.
L'Eucaristia ci unisce a Cristo, e la vita di Cristo è offrir­si per gli altri. La nostra vita è rispondere a questa chia­mata e dire "Anch'io amo Cristo!", come hanno risposto i martiri. Essi hanno pensato: "Anche noi dobbiamo rispondere a questo grande amore, dando la nostra vita a Cristo ... , perché dando a Gesù, noi
diamo a tutti".
I martiri sono grandi testimoni e una benedizione per tutti noi.
Oggi, sulla tomba dei nostri martiri possiamo apprende­re un grande insegnamento: Che cosa sono pronto ad offrire al mio Cristo? Cosa posso dare a Gesù? Come rispondere al Suo amore?
Ricordiamo l'episodio del Vangelo quando Gesù vuole sfamare la moltitudine che lo seguiva. Egli dice a Filippo: "Dove possiamo comprare il pane per dar da mangiare a questa gente?". Signore, duecento denari non bastano nemmeno perché ognuno ne abbia un pezzo! Allora Andrea, fratello di Pietro, dice: Conosco un ragazzo, un piccolo pastore, la cui mamma gli ha messo nella borsa cinque panini e due pesciolini. Gesù dice di chiamarlo.
Quel ragazzino, innamorato di Cristo, pieno di gioia è venuto da Gesù: Prendi, Signore, è tutto quello che ho. Tutti hanno visto il bambino che mette nelle mani di Gesù i cinque piccoli pani e i due pesci. Cristo ha bene­detto e poi ha fatto distribuire a tutti quelli che erano pre­senti (cfr Gv 6,5-11).
Così, Gesù ha dato a tutti. Anche il bambino non è rima­sto senza il suo pranzo. Quando noi siamo disponibili a dare a Gesù, tutti possono avere. Hai capito? Se io do sol­tanto a te, solo tu puoi avere e non è mai sufficiente. No, dobbiamo pensare in maniera diversa!
Che cosa posso fare per la mia fede? Dov'è Cristo nella mia famiglia? Quale posto occupa Cristo nella mia casa? Se abbiamo messo Gesù all'ultimo posto, guai! Andiamo a riprenderLo, andiamo a cercare la grazia, torniamo al Padre come il figliol prodigo per chiedere perdono e riconciliarci con Dio.
Per questo, la Madonna chiama all' umiltà e chiede nel­l'umiltà di vivere i messaggi... Non discutere, ma vivere, credere, amare!
Questa è la scuola della Madonna. E' per questo, che la Chiesa a Medjugorje in tutti questi anni ha pregato, ha fatto digiuno, affinché milioni di pellegrini che vengono possano apri­re gli occhi, essere guariti, mettere in pratica i messaggi della Madre.
Quanti testimoni e quante conversioni a Medjugorje! Mentre tuo figlio dice: Non credo, e tanti come lui dicon­o lo stesso, pellegrini atei che mai hanno sentito nominar­e Gesù vengono dagli estremi confini del mondo e dicono: Vogliamo trovare Dio, incontrare Dio per mezzo della Vergine.


Brano tratto da “Osservate i frutti” di padre Jozo Zovko
da "Informazioni da Medjugorje"
http://www.infodamedjugorje.altervista.org .

giovedì 24 gennaio 2019

Riflessione su vecchi messaggi della Madonna (8)

Messaggio del 25 agosto 1993
”Cari figli, io desidero che voi capiate che io sono vostra madre e che desidero aiutarvi ed invitarvi alla preghiera. Soltanto attraverso la preghiera potete capire, accettare i miei messaggi e metterli in pratica nella vostra vita. Leggete la Santa Scrittura, vivetela e pregate per poter capire i segni di questo tempo. Questo è un tempo particolare; per questo sono con voi, per avvicinarvi al mio cuore e al cuore del mio figlio Gesù. Cari figlioli, desidero che voi siate figli della luce e non delle tenebre. Per questo vivete ciò che vi dico. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”

Commento di Padre Slavko

«Maria desidera che noi capiamo che Lei è la nostra Madre. lo credo che questo sia molto importante: sentirsi e sapere che noi tutti siamo figli di Dio e che tutti noi abbiamo una Madre, può essere un fondamento forte e solido per l’amore, per la solidarietà tra di noi, per la solidarietà di tutto il mondo. Questo sarebbe veramente una grande, grande grazia se ognuno di noi che sentiamo questo messaggio, e tramite noi tutti gli altri, potessimo capire che abbiamo tutti una Madre, Madre che è sicuramente Madre dell’amore, della pace, Madre della misericordia, Madre che vuole aiutarci e che intercede per noi. Questo è importante per tutti noi e sarebbe importante per tutto il mondo, soprattutto per noi in questa situazione dove c’è tanto odio e tanta violenza, dove c’è la guerra. Bisognerebbe che tutti coloro che sono adesso in conflitto potessero rimanere anche solo un momento in silenzio e nel profondo del cuore sentirsi fratello di ogni persona, cioè figlio della stessa Madre. Per questo vi invito a pregare.
La Madonna vuole aiutarci tutti: occorre aprirci al suo aiuto. In che cosa vuole aiutarci? Vuole aiutarci nella nostra vita quotidiana, nelle nostre sofferenze, quando ci sentiamo soli, quando soffriamo, quando siamo malati, sia giovani che anziani. Vuole invitarci tutti alla preghiera. Non è la prima volta che ci invita alla preghiera e sicuramente neanche l’ultima, ma dall’inizio delle apparizioni - oggi sono 12 anni e 2 mesi - tantissime volte, continuamente e senza stancarsi, ci invita alla preghiera. Noi sappiamo che cosa vuole da noi: prima chiedeva il Credo e 7 Padre Nostro, dopo il rosario intero, dopo la Messa più spesso possibile, leggere la Bibbia, confessarsi ... fino ad invitarci a far sì che la nostra vita diventi preghiera.

In questo messaggio di nuovo la preghiera è la condizione per poter capire ed accettare i messaggi; allora studiarli come fa una Commissione o leggerli come si legge un libro o un giornale non è la condizione e la situazione per capirli: solo nella preghiera potremo capire ed accettare i messaggi e senza la preghiera non possiamo metterli in pratica nella nostra vita: allora occorre pregare per capirli, per poterli accettare e per poterli vivere. Ma nel profondo di’ tutto il messaggio dovrebbe scaturire la pace. Mettere in pratica nella nostra vita questi messaggi significa diventare una persona di buona volontà, una persona che perdona, misericordiosa una persona che può amare: questo significa mettere i messaggi nella pratica della nostra vita.

La Madonna ci invita in questo messaggio anche a leggere la Sacra Scrittura e a viverla. [Messaggio di Medjugorje, 18 ottobre 1984 : "Cari figli, oggi vi invito a leggere ogni giorno la Bibbia nelle vostre case: collocatela in un luogo ben visibile, in modo che sempre vi stimoli a leggerla e a pregare. Grazie per aver risposto alla mia chiamata! "]. Non è la prima volta che vi invita a leggerla; tutti ci ricordiamo quando ha chiesto anche di mettere la Sacra Bibbia all’entrata della nostra casa, o del nostro ufficio, dove viviamo, affinché ci ricordi che Dio parla e perché ci dia subito un impulso anche a leggerla. Allora con questo messaggio la Madonna ci invita - se lo abbiamo dimenticato - a leggere la Sacra Scrittura, a prenderla di nuovo in mano e a leggerla di giorno in giorno. Leggere e vivere la Sacra Scrittura significa naturalmente, in altre parole, vivere i suoi messaggi, perché anche i suoi messaggi sono sempre un invito alla conversione, a ritornare a Dio. Ritornare a Dio si può se si conosce la Scrittura. Uno dei Santi Padri ha detto che chi conosce la Scrittura, conosce Gesù. Di nuovo la preghiera diventa una condizione per capire questi tempi o i segni di questo tempo. Non si può senza la preghiera. Naturalmente uno che non crede, guardando la creazione, guardando le stelle, il sole, i fiori, la natura, che cosa capisce? Ma uno quando prega può capire molto di più che solo le leggi fisiche. Pregando noi possiamo capire che tutto il creato è per noi, è un dono dell’amore di Dio per ognuno di noi. E i segni di questo tempo quali sono? Da una parte ci sono tanti movimenti positivi, dall’altra parte ci sono anche cose terribili cominciando dall’aborto, dalla droga, dall’alcool, dalla violenza, dalle guerre che noi stiamo vivendo. “Segni dei tempi” sono sicuramente, possiamo dire, segni con i quali Dio vuole invitarci ad avvicinarci a Lui.

Come nel messaggio del 25 giugno la Madonna dice: “Questi tempi sono particolari”. Per questo la Madonna vuole avvicinarci a questi due cuori: al Suo cuore e al cuore di suo Figlio Gesù; significa avvicinarci alla vita, alla misericordia, all’amore senza condizioni.

La Madonna alla fine del messaggio ci invita proprio con le parole della Bibbia dicendo che desidera che noi diventiamo ‘figli della luce e non delle tenebre’ Maria ha certo vissuto nella luce di Dio, nella fede, nell’amore, nell’obbedienza alla volontà del Padre, era perciò la prima figlia della luce. Che cosa vuole di più da noi? In questo tempo, che è tempo da una parte veramente bello, con tante possibilità di fare il bene ma è anche il tempo delle tenebre: tenebre del peccato, tenebre dell’odio, della violenza, tenebre che hanno portato tante discordie, tante distruzioni delle famiglie, della vita. L’invito a diventare figli della luce, come dicevo, e un invito di Gesù già contenuto nel Vangelo e la Madonna solo lo ripete. Resistere contro le tenebre come simbolo del peccato e di tutte le sue conseguenze è un dovere per tutti noi. Diventare figlio della luce e combattere le tenebre è un invito alla conversione, perché conversione significa un cammino dalle tenebre alla luce, dall’odio all’amore, dall’ateismo, dalla perdita della fede alla fede. Tutti noi possiamo fare così, ma bisogna che ci decidiamo veramente per questa strada della luce combattendo le tenebre.

La Madonna ci invita alla fine a vivere quello che ci dice. Naturalmente la Madre quando parla vuole che accettiamo le Sue parole; così alla fine ci invita a dare la risposta, cioè ci ringrazia di aver dato risposta alla sua chiamata. E qui io desidero che anche questo messaggio diventi per noi un nuovo impulso a pregare, a cominciare a riconoscere i segni del tempo, a leggere la Scrittura, a viverla e ad avvicinarci così al Suo cuore e al cuore di Suo Figlio.»

mercoledì 21 novembre 2018

LA CONFESSIONE: PERCHÉ? COME? - ESPERIENZA PERSONALE

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Credo che ognuno di noi abbia avuto a che fare con una domanda che lo ha torturato e ancora lo tortura: "Perché esiste il peccato? Perché ci sono cose proibite e che si considerano peccato?".

Sono convinto che solo pochi di noi sono stati esentati dal dubbio: "Può darsi che il peccato sia solo un'invenzione creata solo per farci spavento, per tenerci legati, per imporci più facilmente degli ordini". Non abbiamo forse covato in qualche recesso della nostra anima il dubbio che il peccato lo hanno creato i vecchi, i genitori, i preti, la Chiesa o altri che si sono riferiti a Dio per esercitare con maggior facilità il proprio potere?

Può darsi che tutto appaia più chiaro se vi racconto dell'esperienza che porto dentro di me.

Fin dagli anni di seminario mi torturava un interrogativo che pure sembrava tanto semplice: "Perché qualcosa è peccato?". Non ho mai osato porre questa domanda agli altri perché pensavo che essa avrebbe potuto farmi diventare, se non stupido, sicuramente ateo. Eppure tale quesito, come un’ombra nera, mi ha perseguitato e tormentato durante tutti gli anni di studio.

Quando sono diventato sacerdote ho cercato di prendere seriamente la Santa Confessione. Ma il mio interrogativo si rendeva più complesso. Ascoltare le molte esperienze faceva sì che avvertissi nel mio intimo che parecchi non avessero compreso veramente in che cosa consiste il peccato. E quando si confessavano, passavano facilmente oltre, per cui non si aveva la certezza che fosse sincero pentimento.

Da giovane sacerdote, poi, ho avuto una profonda crisi Mi chiedevo: perché la Confessione? Dall'altare si annuncia la lieta novella. Si parla di peccato e si prega affinché si arresti l'abitudine al peccato. Eppure molto di rado sentivo qualcuno in confessione riferirsi alla Parola di Gesù o all'Omelia e dimostrarsi convinto dell'urgenza di smettere di peccare. Mi sono allora chiesto nel profondo della mia anima: "Che senso ha fare le prediche? Perché confessare? Tentavo di vedere almeno qualche differenza tra una confessione e l'altra. E poiché non riuscivo mai a distinguerne una, la domanda dentro di me diventava sempre più complessa ed intricata.

Ora mi rendo conto che qui ha inizio il dramma del ministero del sacerdote, cioè quando egli non riesce a dare un'identità, un significato alla sua missione. Allo stesso modo anche molti cristiani hanno difficoltà con la confessione, soprattutto i giovani! Incontrano gli stessi ostacoli! E si ripropone lo stesso dilemma: "Perché devo raccontare quello che mi succede al sacerdote?". Accade quindi che molti si limitano solo a cose superficiali, considerano l'apparenza e non l'importanza, così che nascondono e tacciono ciò che è realmente essenziale. È successo di sicuro a tutti i giovani. Particolarmente negli anni di maturazione e dello sviluppo in generale. E proprio in questo periodo infatti che parecchi hanno smesso di confessarsi. Ed ecco così l'amarezza e l'inquietudine del sacerdote: coloro che si devono confessare non si confessano e quelli che lo fanno prendono la cosa con faciloneria e leggerezza!

Mi ricordo bene di una credente che mi aveva chiesto di parlarle della Confessione, mettendo però bene in chiaro il fatto che non voleva confessarsi. La sua prima domanda fu: "Perché mi devo confessare da un sacerdote che è un uomo come me? Io lo faccio direttamente con Dio".

Mi sono fermato un momento. Sono rimasto stretto in una morsa. Questa era anche la mia domanda! . . . Non sapevo nemmeno io come rispondere. Allora le ho detto: “Anch'io ho lo stesso problema con la Confessione. Perché le persone si devono confessare da un sacerdote che è solo un uomo? Può darsi che sia solo perché i sacerdoti sono curiosi e vogliono scoprire quello che avete fatto! Penso che nessuno dica poi qualcosa di nuovo. Il sacerdote conosce tutti i peccati, tutti i fatti degli uomini. Questo è il mio problema anche dal mio punto di vista!".

Allora anche lei si è fermata e nello stesso momento ci siamo capiti: qui nel Sacramento c’è qualcosa di diverso.

Non si tratta semplicemente del perché confessarsi, ma anche di qualcosa di più profondo.

Si tratta di un incontro, il più straordinario che ci sia: l'incontro con Cristo che è nel più meraviglioso dei modi, l'incontro tra il ferito ed il medico, tra il peccatore ed il Santo tra l'offeso ed il Consolatore, tra uno che è degradato e Colui che risolleva i degradati, tra uno che ha fame e Colui che sazia ogni digiuno, tra uno che si è perso e Colui che lascia le novantanove pecorelle per cercare quella sola smarrita!

Insomma l'incontro tra uno ormai al buio e Colui che afferma di essere la Luce.

Tra uno che è senza strada e Colui che disse di essere la Via.

Tra uno che è morto e Colui che assicura di essere la Vita.

Tra il solitario e Colui che vuol essere l'amico più vero.

Parlammo molto e allo stesso tempo guarivamo insieme e riuscivamo a penetrare il senso della confessione.

Messaggio del 25 febbraio 1987

Cari figli, desidero avvolgervi con il mio manto e condurvi tutti verso la via della conversione. Cari figli, vi prego, date al Signore tutto il vostro passato, tutto il vostro male che si è accumulato nei vostri cuori. Desidero che ognuno di voi sia felice; ma con il peccato nessuno può esserlo. Perciò, cari figli, pregate e nella preghiera conoscerete la nuova vita della gioia. La gioia si manifesterà nei vostri cuori e così potrete essere testimoni gioiosi di ciò che Io e mio Figlio desideriamo da ognuno di voi. Vi benedico. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

     
p. Slavko - Dammi il tuo Cuore ferito, cap. 2

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sabato 22 settembre 2018

"VI SUPPLICO ASCOLTATE I MIEI MESSAGGI E VIVETELI" (P. Slavko Barbaric - 3 gennaio 1987)

« Cari figli... »
La Madonna, nel suo ultimo messaggio, il primo di quest'anno 1987, dice: « Cari figli, oggi desidero invitarvi tutti a vivere nell'anno nuovo tutti i messaggi che vi do. Cari figli, sapete che sono restata a lungo a causa vostra per potervi insegnare come fare i passi sulla strada della santità. Perciò, cari figli, pregate senza sosta e vivete tutti i messaggi che vi do perché questo lo faccio con grande amore verso Dio e verso di voi ».
La prima parola della Madonna è: « Cari figli », questo non è senza importanza. La Madonna ci invita, senza condizioni. Non ha detto: « Cari figli, voi che pregate. Cari figli, voi che digiunate ». Tutti sono cari figli. Anche se so che non ero buono, e ho fatto molte cose che non sono buone, la Madonna mi dice personalmente: « Caro figlio », « Cara figlia ». Proprio quando sono lontano, quando sono nel peccato ho bisogno di questa parola. Che cosa facciamo sapendo che siamo peccatori o soprattutto sapendo che gli altri sono peccatori? Li allontaniamo da noi, li giudichiamo? La Madonna non fa così.
Con questo « Cari figli » la Madonna sta creando una atmosfera materna nella quale si possono sentire senza paura, senza angoscia le sue parole.
E se qualcuno mi domandasse: quale è la più grande grazia di Medjugorje? La mia risposta è questa: la presenza della- Madonna, che è un invito per noi tutti a convertirci, ad aprirci al Signore. La presenza della Madonna che crea un'atmosfera di fiducia nella quale si apre il cuore e il cuore aperto sente le parole. E guardate, qui non ci sono nuove verità, una nuova rivelazione, ma c'è una nuova situazione per la quale venendo qua si diventa pronti a sentire. Allora, la sua parola: « Cari figli » vale per tutti.
Se la Madonna avesse detto solo questa parola, avremmo già un grandissimo, profondissimo messaggio, perché non siamo più soli. Ora nessuno può dire: « sono solo », « non ho nessuno », perché la Madonna si presenta qui come la Madre che mostra un grande interesse per noi tutti, per la nostra vita.
La sua presenza qui ha anche formulato i messaggi, cioè le cose che aspetta da noi tutti i giorni e anche nell'anno nuovo.
Ha detto: « Desidero invitarvi tutti a vivere nell'anno nuovo tutti i messaggi che vi do ».
Guardate, il 24 giugno '81 ha cominciato a parlare di pace, riconciliazione, preghiera, digiuno, fede, confessione.
Questi sono i suoi messaggi e nell'anno nuovo ci dice: « Viveteli ». Quando abbiamo capito che questi messaggi che dà la Madonna sono per noi, capiremo e troveremo la forza e anche il coraggio di viverli. Io lavorando qui, parlando con moltissima gente, vedo un problema che è un problema un po' generale nella fede. Qualche volta mi sembra che molta gente ha l'impressione che noi sacerdoti, la Chiesa, o qui la Madonna, vogliamo ad ogni costo vendere la propria merce. Come se si trattasse solo di vendere una merce a chiunque viene. Così molta gente fa resistenza, non vuole e dice: « Come mai? Perché? ». La Madonna ha detto chiaramente una volta: « Cominciate a fare quello che vi dico e non vi pentirete ». Cioè tutto quello che dico non lo dico per me, ma per voi. Quando chiede la preghiera non la chiede perché tu perda il tuo tempo, ma perché tu hai dimenticato che la tua anima, il tuo cuore, hanno bisogno di Dio. La Madonna ci invita come madre ad aprire il nostro cuore, perché un cuore chiuso è un cuore morto. Un cuore chiuso per gli altri, per Dio, è un cuore che sta morendo. Molte volte non capiamo questa situazione di essere invitati alla conversione. Qui dovremmo proprio gridare di gioia, perché essere chiamato alla conversione significa che Dio ti invita, ti dà di nuovo la chance.
Io vorrei che capissimo questo: quando la Madonna ci chiama alla conversione, non ci invita a prendere sulle spalle un nuovo peso, il peso della pratica religiosa, ma ci invita ad aprirci, perché Lei possa prendere il peso con noi.
Quanta gente si sta odiando, quanta gente sta nei conflitti, quanta gente cerca di prendere la droga. Queste sono tutte le conseguenze di un altro desiderio. Nessuno cerca la morte, nessuno vuole la distruzione, nessuno diventa felice se vive nell'odio, questi sono solo i sintomi negativi che abbiamo cercato un altro amore, un'altra pace e non li abbiamo trovati, perché abbiamo preso dei falsi mezzi.
In un messaggio la Madonna ha detto: « Io vi invito, vi supplico, che l'unico mezzo nelle vostre mani sia l'amore ». Se vogliamo essere un po' sinceri e aprire un po' la mano e leggerla: quanti mezzi negativi sono nelle nostre mani.
Per esempio, quando parlo male di qualcuno, quando bestemmio, quando mangio o bevo più di quello che ho bisogno, quando non voglio perdonare o sento che non posso perdonare: tutti questi sono i mezzi con i quali uccidiamo noi stessi e gli altri. Noi così speriamo di conservare di più la nostra vita, ma questo è un inganno, un grande inganno, un inganno che prepara il peccato. Allora essere invitati alla conversione significa una nuova chance per tutti.
Parlando con un pellegrino mi è venuta una immagine. Ha detto: « È difficile tutto questo che chiede la Madonna, quasi impossibile: pregare tanto, digiunare, convertirsi ». Sì, è difficile se capisci che la Madonna vuole darti un nuovo peso. Guarda, se tu hai una fidanzata con cui vieni in conflitto, e ti manda via, se tu ti allontani un chilometro e lei ti chiama di nuovo: « Vieni, ritorna, voglio cominciare con te di nuovo », quale sentimento avresti nel tuo cuore? Sicuramente non diresti: « Oh, un chilometro, come posso ritornare? ». Anche se sono cento chilometri tu verresti pieno di gioia per poter ricominciare con la persona dalla quale sei stato allontanato.
Questa è la conversione: uno che ti ama e ti dice: « Vieni, lascia la strada falsa, non sperare più che il peccato, l'odio o le altre cose ti portino la pace. Devi solo convertirti, venire, ritornare ». Allora, quando abbiamo capito questo, cercheremo di vivere questi messaggi senza essere più sollecitati dalla Madonna, perché l'alternativa è molto brutta: o vivere i messaggi o morire.
lo non penso alla morte fisica, nel mondo è più pericolosa la morte dell'amore. Quando muore l'amore, nascono tutti gli altri mali. Tutti i messaggi si riassumono nell'amore. Se amo posso ricominciare, posso perdonare, posso vincere il peccato. Non c'è un'altra via, non si può vincere il peccato - come qualche volta si spera - attraverso diverse tecniche, ma solo con la grazia di Dio e con l'amore che è la più grande grazia del Signore. Allora, la Madonna dice: « Cominciate e non vi pentirete ». Conosco molta gente che ha cominciato ed ha anche cambiato molte cose nella sua vita e dice: « Ho cominciato a vivere ». Nella frase seguente la Madonna dice: « Cari figli, sapete che sono restata a lungo a causa vostra e per potervi insegnare come fare i passi sulla strada della santità ». In questi messaggi ha specificato per quest'anno: « La strada della santità ».
Ho sentito che il Papa il 1° gennaio ha dichiarato l'Anno Mariano.
Allora, se la Madonna dice: « Io voglio insegnarvi la santità », avrà molto da fare con noi, perché siamo ancora molto duri e abbiamo paura davanti alla santità. Ma la Madonna ha detto così.
lo non mi meraviglio della Madonna e sono contento, perché è molto coraggiosa: ci propone questo progetto di diventare santi.
Che cosa significa? Che cosa vuole la Madonna da noi? Non vuole sicuramente prenderci per mano e guidarci nel deserto, isolarci dalla famiglia, dalla scuola, dal lavoro, non vuole insegnarci pratiche strane. Vuole la guarigione nell'anima, nel cuore, perché santità, in tutte le lingue, deriva la sua radice da « sano », e questo non a caso, perché la santità è sempre prima la sanità.
Allora, santità è sempre prima essere guarito nell'anima dal peccato, perché le conseguenze del peccato sono sempre: rompere, sconsacrare, dividere, annientare.
La santità è una parola di derivazione greca che significa uno che non appartiene solo alla terra, uno che conosce non solo la dimensione orizzontale ma anche quella verticale. Noi siamo tutti già specializzati per la dimensione orizzontale: avere di più, sempre di più.
Abbiamo dimenticato la dimensione verticale: cioè, sentire Dio, la sua parola, aprirsi e lasciarsi guidare. Questo significa santità. Due cose normalissime: lasciarsi guarire nel cuore, lasciare il peccato e cominciare a costruire nel proprio cuore la pace, cioè esse re aperti a Dio. Come si può essere cristiani senza queste due dimensioni? Noi siamo un po' abituati a vivere senza queste due dimensioni e pensiamo di essere dei buoni cristiani. E qui possiamo molto facilmente scoprire un po' il nostro ateismo pratico. Cioè, noi parliamo delle cose, sappiamo cosa dice la Madonna, cosa dice il Vangelo, ma nella vita pratica ci comportiamo così: « Non turbare i miei calcoli, io ho le mie ragioni, le tue non valgono ». Cominciare a vivere sano e santo significa aprire il cuore, perché Dio possa cominciare a parlare nella nostra vita. Mi viene in mente una pellegrina che doveva occuparsi di molti pellegrini ma aveva un po' paura, non osava. È andata a pregare e mi ha riferito che durante la preghiera ha sentito quasi una voce: « Perché hai paura? Sono tutti miei figli e sono gentili ». Ecco che cosa pensa la Madonna di noi.
Molti di noi forse sono pronti a mettersi sul cammino della santità se gli altri cominciano. Se diciamo così abbiamo già giudicato gli altri. La Madonna dice: « Tutti sono miei figli », cioè, posso cominciare dove mi trovo. Forse non per caso sei proprio in questa famiglia, o comunità, o Parrocchia, o lavoro, e questo è il compito che la Madonna aspetta da te. Nessuno lo può fare nel mondo, solamente tu, perché si tratta sempre di persone concrete. Se tu non consoli uno che è triste, chi lo consolerà?
Tutti abbiamo dei doveri concreti e questa è la via della santità: non aspettare che altri incomincino, ma incomincia con gli altri, perché la Madonna vuole incominciare con te.
La Madonna ci dice: « Cari figli, per questa ragione vi dico pregate senza sosta e vivete tutti i messaggi ». Pregare senza sosta cosa significa? Se qualcuno pensa che la Madonna ci invita a muovere sempre le labbra ha sbagliato, perché quelli che muovono sempre le labbra sono già all'ospedale psichiatrico. Naturalmente si deve pregare e avere il tempo per la preghiera e pregare senza sosta. In che senso è possibile? Se io prego, se prego regolarmente, pian piano il mio cuore entrerà in un contatto continuo con Dio e da questo contatto io comincerò ad avere un certo comportamento. Per esempio, se tu incontri qualcuno che sai che ha bisogno, e nasce dell'amore per lui, della compassione e il desiderio di aiutarlo, io dico che questo è un segno che preghi, che il tuo cuore è in contatto con il Signore, che nasce in te l'amore, che ti è dato l'amore. Se fossimo sempre in contatto con Dio non succederebbero le cose che succedono.
Madre Teresa una volta durante una visita ad una regina si è sentita dire: « Oh, madre, quello che tu fai io non lo farei per un milione di dollari ». Madre Teresa ha risposto: « Neanche io per due milioni ». La regina è rimasta colpita e ha chiesto: « Perché »? « Perché - ha detto - in ogni malato io vedo Gesù ».
Se io comincio a pregare regolarmente si svilupperà in me un altro sguardo, lo sguardo di Gesù, e Lo vedrò negli altri. Questa è la strada della santità, perché se prego senza sosta non avrò tempo di fare il peccato, cioè di distruggere con la mia opera, con la mia vita.
La Madonna dice ancora: « lo lo faccio con grande amore verso Dio e verso voi ». Anche qui si mostrano due dimensioni. Se la Madonna non amasse Dio come Lo ama, non potrebbe amare noi quali siamo. Anche per la Madonna la condizione per poterci amare è perché ama Dio. Noi, se vogliamo continuare con la Madonna, amando Dio possiamo amarci gli uni gli altri. E questa è proprio la differenza con la dimensione orizzontale, senza questa altra dimensione noi restiamo solo degli egoisti.
(P. Slavko Barbaric - 3 gennaio 1987)

giovedì 12 luglio 2018

11 LUGLIO 1981: L’OMELIA DI PADRE JOZO

11 LUGLIO 1981: L’OMELIA DI PADRE JOZO
Questa omelia, di cui condivido alcuni stralci significativi, costò a Padre Jozo una condanna a 36 mesi di carcere duro: Padre Jozo venne arrestato il 17 agosto per essere poi liberato il 17 febbraio 1983 dopo 18 mesi.

“Vi prego di dirmi se il tono della mia voce sarà troppo alto, ed io lo abbasserò. Per cominciare, benvenuti! Dando un’occhiata alle targhe delle auto parcheggiate qua fuori, stasera c’è tanta gente venuta da un po' tutte le parti. Tanti di voi mi hanno chiesto che cosa sta succedendo qui a Medjugorje. Ieri ed oggi tanti giornali del paese mi hanno chiesto com’è possibile che la centrale telefonica del paese sia stata distrutta da un incendio una settimana prima che iniziassero le apparizioni. Com’è possibile che in un solo giorno non solo tutto il Paese, ma l’intera Europa, sia stata informata degli eventi di Medjugorje? Non riescono a capacitarsene!

(…) Quando il Signore si mette all’opera, non c’è bisogno di pubblicità. Silenziosamente, Dio si serve dei più umili, dei più piccoli. Egli, infatti, i “grandi” li spodesta, mettendo al loro posto gli “umili”.

(…) Il nostro essere qui stasera, in chiesa, non deve ridursi ad un incontro tra curiosi, ma dev’essere un incontro di chi, con tutta l’anima, cerca Dio. Nessuno di noi può dire: “Mi sono sbarazzato di Dio, non vado più in cerca del senso della vita, perché ciò contrasta con la stessa natura umana.

(…) Gesù è venuto tra i suoi figli disorientati ed ha detto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato per annunziare ai poveri la lieta novella, per proclamare ai prigionieri la liberazione e donare ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore”. Noi stasera comprendiamo il significato di quelle parole? Non è forse venuto per liberare me, prigioniero, te prigioniero, che hai scontato quarant’anni di prigionia affinché stasera o domani tu possa inginocchiarti al suo cospetto e dire “Apri queste catene, sciogli questi nodi, rompi questi ferri che ostacolano la mia vita, perché ero incatenato al peccato mortale! Soltanto tu puoi liberarmi”.

(…) Nessuno deve essere prigioniero; nessuno deve mettere piede sulla terra altrui, quella terra che è stata salvata da Gesù Cristo e che ci è stata affidata. Egli dice: “Riceverete cento volte tanto e avrete in eredità la vita eterna”. Perciò il presente ed il futuro appartengono a quelli che credono, che si cibano della verità del Vangelo. Il futuro e la verità appartengono a chi presta orecchio alla Parola di Dio e cambia la propria vita. Non a chi offende pesantemente il dono della parola bestemmiando. Non a chi impiega il proprio intelletto per mandare in rovina questo mondo. Così, come la luce annulla il buio, il cristiano deve essere la luce di questo mondo. Senza Gesù il mondo sarebbe peggio di uno zoo. Le Nazioni Unite non chiedono ai cristiani quel che c’è da fare, né agli scienziati interessa il nostro parere sull’armamento nucleare. In che modo i cristiani possono incidere sul futuro del mondo? La nostra forza risiede tutta nelle nostre ginocchia; la nostra forza è nelle mani giunte; la nostra forza ci proviene dal Signore Dio . Non ci sono altre forze, né altre saggezze, né altre vittorie sulla follia di questo mondo, al di fuori dell’umiltà, dell’amore e del sacrificio. Noi siamo il dolce che rende questo mondo meno amaro. Noi diamo gusto a questo mondo. Ecco perché è tragico quando i cristiani falliscono nei loro propositi… Rinunciamo al peccato ed iniziamo a vivere come testimoni di Dio su questa terra. Amen.

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martedì 24 aprile 2018

Padre Slavko: Desidero guidarvi verso la preghiera del cuore

Maria sa che anche questa è una cosa che dobbiamo imparare e vuole aiutarci a farlo. Queste due cose che Maria ci ha dettò di fare - dare spazio alla preghiera e la preghiera personale - sono le condizioni per la preghiera del cuore. Nessuno può pregare con il cuore se non si è deciso per la preghiera e solo allora comincia davvero la preghiera del cuore.

Quante volte a Medjugorje sentiamo chiedere cosa significa e come si fa a pregare con il cuore? Come si deve pregare affinché sia davvero una preghiera con il cuore?

Ognuno può cominciare subito a pregare con il cuore, perché pregare con il cuore significa pregare con amore. Pregare con amore non vuol dire però sapere pregare bene e aver memorizzato bene la maggior parte delle preghiere. Significa invece cominciare a pregare quando ce lo chiede Maria e nel modo che abbiamo fatto sin dall'inizio delle sue apparizioni.

Quindi, se qualcuno dice: "Non so pregare, ma se tu mi chiedi di farlo, comincerò come so fare", allora in quel momento è cominciata la preghiera con il cuore. Se invece pensassimo di cominciare a pregare solo quando sapremo davvero pregare con il cuore, allora non pregheremo mai.

La preghiera è una lingua e pensate a cosa accadrebbe se noi decidessimo di parlare una lingua solo quando l'avremmo imparata bene. In quel modo, non saremmo mai in grado di parlare quella determinata lingua, visto che chiunque cominci a parlare una lingua straniera inizia proprio col dire le cose più semplici, facendo pratica, ripetendo più volte e facendo degli errori e alla fine imparando davvero quella lingua. Bisogna essere coraggiosi e cominciare in qualsiasi modo si riesca a fare e poi, con la preghiera quotidiana, allora impareremo anche a pregare con il cuore.

Questa è la condizione di tutto il resto, di cui Maria ci parla nel resto del messaggio. Maria dice...

Solo così capirete che la vostra vita è vuota senza la preghiera

Spesso, quando abbiamo il vuoto nel cuore non ce ne accorgiamo e cerchiamo delle cose che colmino il nostro vuoto. Ed è spesso da quì che comincia il cammino delle persone. Quando il cuore è vuoto molti cominciano a ricorrere a ciò che è male. È il vuoto dell'anima che ci porta alla droga o all'alcol. E' il vuoto dell'anima che genera il comportamento violento, i sentimenti negativi e le cattive abitudini. Se il cuore invece riceve la testimonianza della conversione di un altro, allora si accorge che è stato il vuoto dell'anima a spingerlo verso il peccato. Per questo, è importante che ci decidiamo per la preghiera e che in essa scopriamo la pienezza della vita e questa pienezza ci trasmette la forza di liberarci del peccato, delle cattive abitudini e di cominciare una vita che valga la pena di essere vissuta. Poi Maria sottolinea...

Voi scoprirete il senso della vostra vita quando avrete scoperto Dio nella preghiera

Dio è fonte di Vita, di Amore, di Pace e di Gioia. Dio è luce ed è la nostra via. Se siamo vicini a Dio, la nostra vita avrà uno scopo e questo indipendentemente da come ci sentiamo in quel momento, se siamo sani o ammalati, ricchi o poveri, perché lo scopo della vita continua a sopravvivere e domina ogni situazione che incontriamo nella vita. Questo scopo, naturalmente, possiamo trovarlo unicamente in Dio e grazie a questo scopo che troviamo in Lui ogni cosa acquisterà valore. Anche se ci imbattiamo o commettiamo un peccato e anche se è un peccato grave, anche la grazia è grande. Se ci si allontana da Dio, invece, si vive nelle tenebre, e nelle tenebre ogni cosa perde colore, ogni cosa è uguale all'altra, spenta, ogni cosa diventa irriconoscibile e così non si trova più la via. Per questo è fondamentale che noi stiamo accanto a Dio. Poi, alla fine, Maria ci implora dicendo...

Perciò, figlioli, aprite la porta del vostro cuore e capirete che la preghiera è la gioia senza la quale non potete vivere

Ci viene spontaneo chiederci: come possiamo aprire il cuore a Dio e che cosa ce lo fa chiudere. E' bene che ci rendiamo conto che tutto ciò che ci succede, il bene come il male, è in grado di chiuderci o di aprirci a Dio. Quando le cose vanno bene, si rischia davvero di allontanarsi da Dio e dagli altri, cioè di chiudere il nostro cuore a Dio e agli altri.

La stessa cosa può accadere quando si soffre, perché allora ci si chiude e si incolpano Dio o gli altri delle nostre sofferenze e ci si ribella a Dio o agli altri, che sia per odio, per dolore o per depressione. Tutto questo può farci correre il pericolo di perdere il senso della vita Ma in genere, quando le cose vanno bene, si dimentica facilmente Dio e quando vanno male si ricomincia a cercarlo.

Quante persone hanno cominciato a pregare solo quando un dolore ha bussato alla porta del loro cuore? E allora dovremmo chiederci come mai aspettiamo che un dolore sfondi la porta del nostro cuore per deciderci ad aprirla a Dio? Ma è proprio questo il momento di dirci e di credere che alla fine ogni cosa volge al bene. Ed è per questo che non è giusto pensare che sia per volontà di Dio che soffriamo. Perché se poi lo diciamo anche a un altro, che cosa penserà questi del nostro Dio? Quale immagine si farà di Dio, se pensa che sia Lui a volere la nostra sofferenza?

Quando soffriamo, quando le cose vanno male, allora, non dovremmo dire che è la volontà di Dio, ma piuttosto che è volontà di Dio che noi, attraverso la nostra sofferenza, possiamo crescere nel suo amore, nella sua pace e nella sua fede. Per capirlo meglio, pensiamo a un bambino che soffre e che dice ai suoi amici che sono i suoi genitori a desiderare la sua sofferenza.

Che cosa penseranno gli amici di quei genitori? Naturalmente nulla di buono. Ed è quindi bene che anche noi nel silenzio del nostro cuore, ripensiamo al nostro comportamento e cerchiamo cosa ha chiuso le porte del nostro cuore a Dio, o che cosa invece ci ha aiutati ad aprirle La gioia di cui parla Maria è una gioia evangelica, la gioia di cui parla anche Gesù nei Vangeli.

È una gioia che non esclude il dolore, i problemi, le difficoltà, le persecuzioni, perché è una gioia che li trascende tutti e porta alla rivelazione della vita eterna assieme a Dio, nell'amore e nella gioia eterna. Qualcuno disse una volta: "La preghiera non cambia il mondo, ma cambia la persona, che poi a sua volta cambia il mondo". Cari amici, vi invito ora in nome di Maria, qui a Medjugorje, a decidervi per la preghiera, a decidervi ad avvicinarvi a Dio e a cercare in Lui lo scopo della vostra vita. Il nostro incontro con Dio cambierà la nostra vita e allora saremo in grado, gradualmente, di migliorare anche il rapporto nella nostra famiglia, nella Chiesa e in tutto il mondo. Con questo appello vi invito ancora a pregare...

Cari figli, anche oggi vi invito tutti alla preghiera. Sapete, cari figli, che Dio concede grazie speciali nella preghiera; perciò cercate e pregate, perché possiate comprendere tutto ciò che vi offro qui. Io vi invito, cari figli, alla preghiera col cuore; sapete che senza preghiera non potete comprendere tutto ciò che Dio programma attraverso ciascuno di voi: perciò pregate. Desidero che attraverso ognuno si realizzi il disegno di Dio, che cresca tutto ciò che Dio vi ha dato nel cuore. (Messaggio del 25 aprile 1987)

Dio, Padre nostro, Ti ringraziamo di essere nostro Padre, di chiamarci a Te e di desiderare di stare con noi. Ti ringraziamo perché con la preghiera possiamo incontrarTi. Liberaci da tutto ciò che soffoca il nostro cuore e il nostro desiderio di stare con Te. Liberaci dall'orgoglio e dall'egoismo, dalla superficialità e risveglia il nostro profondo desiderio di incontrarTi. Perdonaci se spesso ci allontaniamo da Te e se Ti incolpiamo della nostra sofferenza e della nostra solitudine. Ti ringraziamo perché desideri che preghiamo, in Tuo nome, per le nostre famiglie, per la Chiesa e per tutto il mondo. Ti imploriamo, concedici la grazia di aprirci all'invito alla preghiera. Benedici coloro che pregano, così che possano incontrarTi nella preghiera e attraverso di Te trovino uno scopo nella vita. Dona a tutti coloro che pregano anche la gioia che viene dalla preghiera. Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te, che si sono allontanati da Te perché ora stanno bene, ma Ti preghiamo anche per coloro che hanno chiuso il cuore a Te perché sono nella sofferenza. Apri il nostro cuore al Tuo amore così che in questo mondo, attraverso Tuo Figlio Gesù Cristo, possiamo essere testimoni del Tuo amore. Amen.

P. Slavko Barbaric

domenica 25 marzo 2018

La Messa sia per voi il regalo della giornata

La Madonna ci invita alla Santa Messa e dice "Non sia per voi un’abitudine, ma vita". Sulla Messa la Madonna ha parlato in diversi messaggi: ci ha invitato a celebrare la Messa con il cuore, ad andare alla Messa quanto più possibile e ha detto, anni fa, che la Messa sia la nostra vita.
E’ bene ricordarci che una volta ha detto ai veggenti: "Se doveste scegliere tra l’apparizione, vedere Me, e la Messa scegliete la Messa, perché nella Messa incontrate Mio Figlio". Quanto ci dice la Madonna, io credo valga soprattutto per noi che andiamo alla Messa, che partecipiamo alla Messa tutte le domeniche e forse anche più spesso; che non diventi abitudine, ma la nostra vita. L’abitudine è un pericolo; se diventa un’abitudine non potremo scoprire questo grande, immenso amore che incontriamo nella Messa: lo stesso Gesù, Dio. Se la nostra vita deve diventare come la Messa, dobbiamo ricordarne i momenti: all’inizio chiedere il perdono, la misericordia di Dio, poi ascoltare la Parola, poi Dio si offre a noi in Gesù; e alla fine diciamo: "Di una parola e la mia anima sarà guarita".
Allora se noi partecipiamo alla Messa, la nostra vita deve diventare la Messa per gli altri in senso un po’ largo. Per esempio, chi chiede perdono nella Messa al Signore, deve perdonare: "Perdonando nella famiglia o dove si trova continua la Messa". Dove uno da una testimonianza e parla di Dio agli altri, soprattutto nella famiglia, continua la Messa. Dove uno fa qualche cosa di bene o si offre per gli altri, continua la Messa. Dove uno dice una parola di consolazione, una parola ai tristi, ai disperati, ecco che dice una parola che guarisce. Partecipando alla Messa, o diventiamo gente eucaristica, gente che si offre per gli altri, o nella Messa siamo i più grandi egoisti: vogliamo che Dio ci perdoni, che sia misericordioso, che ci parli, che si offra per noi, che ci guarisca e dopo noi non vogliamo continuare questo nella nostra vita.
Bisogna capire questo: la Messa è una grande provocazione per noi tutti: celebrandola con il cuore, noi siamo invitati a comportarci con gli altri come Gesù si comporta con noi. E così, dice la Madonna: "Vivendo ogni giorno la santa Messa, sentirete il bisogno della santità e crescerete nella santità". "Crescere nella santità" significa essere guarito dalle conseguenze del peccato e capaci quindi di crescere nell’amore, nella pace, nella gioia, nella speranza, in tutti questi valori positivi, in tutte queste virtù. Allora la Messa deve diventare la nostra vita e nella Messa potremo deciderci a crescere nella santità.
Padre Slavko Barbaric

Fonte:
Maria a Medjugorje

sabato 17 marzo 2018

Padre Slavko: Perdonare per avere la pace - Dai commenti pratici di padre Slavko


Maria, da tempo ripete spesso queste parole, toccando la condizione fondamentale della pace. Se non si perdona la pace non è possibile.
1. Perdonare non è facile, questo lo sappiamo tutti sicuramente; specialmente quando le cose che non ti piacciono si ripetono, soprattutto nella famiglia. Gesù non ha detto per caso che bisogna perdonare "70 volte 7", cioè sempre. Ma noi ci troviamo molte volte in una contraddizione con noi stessi: vogliamo la pace e non vogliamo perdonare; vogliamo la pace ma non vogliamo chiedere perdono. Perché, per chiedere il perdono, bisogna avere anche un po' di umiltà; chiedere perdono significa vedere anche la parte della propria responsabilità. Qui troviamo un grande problema: vedere la propria colpa, riconoscerla e chiedere perdono.
Io mi ricordo di questa storia vera. Una persona è venuta e ha detto: "Io non ho più la pace; non posso dormire, né lavorare, non posso far niente". E io ho chiesto quello che anche voi avreste chiesto: "Da quando non hai la pace e perché?" Mi dice: "Una persona mi ha ferito profondamente e ho perso la pace". Io ho detto allora: "Tu devi perdonare e la pace ritornerà". Ha detto: "Eh, padre, non posso, perché mi ha ferito profondamente". Io ho detto: "Ma tu cerchi la pace?" "Sì, padre; non posso dormire, non posso mangiare, non posso lavorare". Allora io ho detto: "Tu devi perdonare!" "Ah, non posso perché non è la prima volta che mi ha ferito così!" "Ma tu vuoi la pace!" "Sì padre!" Potevamo continuare fino all'indomani e mancava poco che questa persona entrasse in conflitto anche con me. Noi sappiamo tutti che quando siamo feriti, è difficile perdonare o chiedere perdono, ma, volendo la pace, dobbiamo lavorare su questo punto del perdono e non dire che è impossibile perdonare. Dio non può chiederci le cose impossibili. Se noi pensiamo che è impossibile, probabilmente non preghiamo abbastanza. Infatti la Madonna ci insegna: "Pregate con il cuore per poter perdonare ed essere perdonati" (a Ivanka 25.06.97).
In un messaggio al gruppo di preghiera, la Madonna ha detto: "Se tu senti nel tuo cuore qualche cosa contro qualcuno, prega fino al momento in cui cominci a sentire sentimenti positivi verso questa persona". In un gruppo una persona ha reagito dicendo: "Ah, io dovrei pregare giorno e notte!" E allora prega giorno e notte fino a che riuscirai a perdonare, perché la pace è un profondo desiderio di tutti e vale la pena impegnarsi. Il problema del perdono è più grave di quanto noi pensiamo, soprattutto nelle famiglie. Guardate, quando parliamo degli altri ad un amico o ad un'amica, come parliamo? Molte volte in modo negativo; e sempre, quando siamo tentati di parlare così, si tratta del problema del perdono. Si dice: "La mia vita è difficile a causa di mio padre, di mia madre, marito, moglie, suocera, nuora..."
Sono sempre gli altri quelli che ci creano problemi! Quante volte abbiamo detto o sentito dire che la vita di mio padre o di mia madre, di mia moglie, o di mio marito è difficile a causa mia! E' molto raro vedere le difficoltà che hanno gli altri, per il fatto che vivono con noi, ma noi sempre sappiamo come è difficile la nostra vita a causa degli altri. E' sempre il problema del perdono. Soprattutto questa affermazione: "Io ho ragione!" Ecco una storiella: Dio permette a satana di dominare un giorno una città; e satana gli chiede solo una cosa: lasciare che i semafori della città segnino sempre verde. Risultato: in un minuto confusione completa! In ogni incidente ognuno aveva ragione: quello che veniva da una parte aveva il verde, ma anche quello che veniva dall'altra parte aveva pure lui il verde! Tutti avevano ragione. E chi può perdonare se ha ragione? E chi poteva chiedere perdono se aveva ragione? Ecco: quante volte dalla nostra parte c'è sempre verde e dopo tutti sono colpevoli intorno a noi; solo noi no, perché abbiamo la luce verde...
Sono sicuro che avete ascoltato le testimonianze dei giovani di suor Elvira.. Una volta uno ha detto: "Noi ci amiamo nella comunità non perché non ci conosciamo, ma ci amiamo perché ci conosciamo; noi non abbiamo paura di dire all'altro: ho sbagliato. Ci amiamo perché conosciamo anche le debolezze l'uno dell'altro". Molte volte, soprattutto nelle famiglie, noi nascondiamo queste cose. E dopo si incontrano le maschere! Le maschere, non le persone! E così si incontrano maschere tra marito e moglie, tra genitori e figli e hai un teatro, non una famiglia, non una vita.
2. Di solito diciamo che noi viviamo male a causa degli altri e non ci accorgiamo quando gli altri vivono male a causa nostra. Cioè vediamo la pagliuzza nell'occhio del fratello e non la trave che è nel nostro. Qui possiamo collaborare con Maria o con satana. Quando abbiamo esperienze negative con gli altri, quando ci hanno ferito o parlato male di noi, che cosa facciamo? Se continuiamo ad accusare, a farli responsabili per questo, a spargere in giro queste cose, noi collaboriamo con satana, perché satana fa così. Nella Bibbia si dice che satana si trova davanti al trono di Dio e ci accusa. Nei messaggi della Madonna troviamo invece questo: "Io prego per voi...". "Io intercedo per voi presso Dio...". La Madonna ci conosce, conosce le nostre cose buone e anche le cose cattive, ma non ci accusa, non ci condanna; bensì prega per noi. Allora, quando tu hai un'esperienza negativa con qualcuno e cominci a pregare per questa persona, tu sei in piena collaborazione con la Madonna.
Guardate che su questo punto siamo tutti troppo deboli: parliamo spesso male gli uni degli altri e siamo tentati di ingigantire le storie negative; e dall'altra parte siamo tentati a diminuire il bene degli altri. E' sempre la collaborazione con il negativo! E' anche una tentazione quando uno dice: "Quello che ti dico è proprio vero!" Anche se è vero, tu diffondi le cose negative e il negativo si allarga. C'è un buon consiglio per tutti voi, soprattutto per coloro che sono molto tentati a parlare male degli altri. Io dico a loro: continuate a parlare male, ma a una condizione. Prima di raccontare le cose negative, a questa persona alla quale vuoi parlare, devi dire: "Quando termino di dirti queste cose negative, promettimi che pregherai un Rosario con me per questa persona, oppure che farai un giorno di digiuno per la persona che ti ha fatto del male".
Sono sicuro che molti vi diranno che non hanno tempo di ascoltare le cose brutte e negative... Succede spesso che anche le persone che pregano molto, dicono il Rosario, vanno alla Messa, ecc., quando si incontrano con gli altri, tante volte parlano male, fanno delle chiacchiere. Bisogna decidersi: con chi vuoi collaborare? Con la Madonna o con satana? (16 agosto 1997).

Fonte: Eco di Medjugorje n.136

http://medjugorje.altervista.org/index.php/archivio/articolo/padre-slavko/202/Padre-Slavko-Barbaric-perdonare-per-avere-la-pace

sabato 3 febbraio 2018

Commento di Padre Livio di Radio Maria al messaggio a Marija del 25 gennaio 2018

"Cari figli, questo tempo sia per voi il tempo della preghiera affinché lo Spirito Santo, attraverso la preghiera, discenda su di voi e vi doni la conversione.  Aprite i vostri cuori e leggete la Sacra Scrittura affinché, attraverso le testimonianze, anche voi possiate essere più vicini a Dio.  Figlioli, cercate soprattutto Dio e le cose di Dio e lasciate alla terra quelle della terra, perché Satana vi attira alla polvere e al peccato. Voi siete invitati alla santità e siete creati per il Cielo. Cercate, perciò, il Cielo e le cose celesti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".


Commento di Padre Livio di Radio Maria al messaggio del 25 gennaio

Un bellissimo messaggio dove sono presenti tutte le tematiche care alla Madonna.

Il messaggio è diviso in quattro parti.

Prima parte: la Madonna ha presente che il 25 gennaio è la festa della conversione di San Paolo, il quale, da più grande persecutore della Chiesa del tempo, diventa il protagonista della diffusione del Cristianesimo percorrendo il mondo romano di allora ed evangelizzando con le Lettere, che sono parte del Nuovo Testamento.

La Madonna, esortandoci alla preghiera, perché nella preghiera noi abbiamo la grazia dello Spirito Santo, ci fa capire che la conversione è un dono di Dio. Senza la grazia di Dio, che bussa alla porta del nostro cuore, noi non potremmo convertirci, da qui vediamo come sia importante pregare per avanzare nel cammino di conversione.

Non solo la conversione è un dono, una chiamata, ma anche la risposta alla conversione è nel medesimo tempo una grazia, che necessita anche della nostra cooperazione.

Attraverso l'assidua preghiera riceviamo la grazia dello Spirito Santo, perché la conversione è il cammino di tutta la vita.

La conversione finisce nel momento in cui Dio ci chiama a entrare in Cielo, e, proprio perché la conversione è grazia, noi non possiamo illuderci di convertire gli altri con le nostre parole.

La grazia della conversione dei peccatori si ottiene con la preghiera, la penitenza, i sacrifici, come la Madonna ci ha detto in tutte le sue Apparizioni. Quindi, quando abbiamo a cuore la conversione dei nostri cari, non dimentichiamo che la prima cosa che dobbiamo fare è tenerli sotto la protezione della nostra preghiera e poi guardarli con lo sguardo della compassione e dell'amore, perché appunto nel loro cuore c'è quella battaglia tra il principe di questo mondo, che vuole possedere quei cuori, e Dio che invece vuol farne la Sua dimora.

Seconda parte: la Madonna ci invita a nutrirci della Parola di Dio.

Nei suoi messaggi la Madonna ha detto bellissime parole sull'Eucarestia e sulla Santa Messa. La Santa Messa è il cuore della vita della parrocchia di Medjugorje e la Madonna vuole che diventi il cuore della vita di tutte le parrocchie del mondo. La Santa Messa non è solo l'Eucarestia, ma anche la lettura della Parola di Dio.

La Madonna vuole che nelle case oltre la preghiera ci sia la lettura della Sacra Scrittura e ha invitato a mettere la Bibbia in un posto visibile, che si possa leggere in qualsiasi momento, anche aprendola a caso.

Si comincia a leggere, si va avanti col cuore aperto, finché non arriva quella parola che entra nel cuore e ci nutre, ci illumina e ci fortifica.

Come quegli spuntini che facciamo durante la giornata, così le giaculatorie da una parte e i versetti della Scrittura dall'altra, (da “luminare”, come dicevano i Padri della Chiesa), devono essere il nostro esercizio spirituale e la Madonna ci dice: “aprite ogni giorno la Scrittura, leggete un brano, col cuore aperto, nella luce dello Spirito Santo!” La Sacra Scrittura può essere letta e capita solo con la luce della fede e l'apertura del cuore e nella Scrittura ci imbattiamo continuamente nell'opera di Dio, nelle gesta di Dio, negli amici di Dio, nei testimoni di Dio.

La Scrittura è sempre attualissima, quello che accadde una volta, riaccade oggi, quel combattimento spirituale perpetuo, quella presenza e quell’azione di Dio, che è azione di salvezza, è perennemente presente anche nelle nostre vite e nelle nostre giornate. Attraverso la lettura e le testimonianze conosciamo i personaggi della Scrittura, una moltitudine di uomini di Dio, e così noi possiamo avvicinarci a Dio.

Terza parte: la Madonna nelle ultime due esortazioni ci richiama ancora una volta alla meta alla quale dobbiamo tendere, per la quale siamo stati creati, che è il Paradiso.

La Madonna, anche in altre occasioni, ha detto che molti credono che con la morte finisca tutto, sarà duro per loro poi comparire davanti al giudizio di Dio. Davanti a un mondo che imposta la vita come un cammino terreno e che interpreta la vita come un apparire sulla scena del mondo per caso, in un dissolversi nel nulla, la Madonna ricorda che abbiamo un'anima spirituale immortale e che al momento della morte verremo giudicati e inviati immediatamente in Paradiso, o al Purgatorio, o all’Inferno e che già fin d’ora noi dobbiamo impostare la vita come in cammino verso l'Eternità.

E qui chiediamoci: stiamo camminando sulla strada che porta al Cielo?

Per far questo dobbiamo mettere Dio al primo posto, il desiderio di Dio ci deve guidare, spronare, stimolare nelle fatiche della vita e perciò tendiamo innanzitutto alle cose di Dio, alla preghiera, al bene, alla santità, alla testimonianza, questo è il lavoro da fare durante la giornata.

E non facciamoci trascinare dalle cose della terra, dalle preoccupazioni delle cose materiali, perché, quando cerchiamo il Regno di Dio, tutto il resto ci sarà dato in sovrappiù. Stiamo attenti alle false luci con le quali il demonio cerca di attirarci, di sviarci, e ci fa precipitare nella polvere e nel peccato, sulla via della rovina.

Quarta parte: la Madonna ci ricorda che tutti siamo chiamati alla santità, a una vita santa, a una vita umile, semplice, pulita, come quella dei bambini, diceva in un messaggio a Mirjana.

E ricordatevi”, dice la Madonna, “Dio vi ha creati per andare in Paradiso, vi ha creati per il Cielo, quella è la vostra meta, è la meta a cui dovete tendere, non fatevi ingannare, tendete al Cielo e alle cose celesti”.

Mettiamo al primo posto la preghiera personale, la lettura della Sacra Scrittura, la S.Messa, la pratica delle virtù, il miglioramento spirituale e morale, l’apertura del cuore, la pulizia del cuore, la santità della vita.

In questo ambito di ricerca di Dio, noi gustiamo già su questa terra la felicità del Cielo, perché c’è la fatica della virtù, come diceva Santa Caterina da Siena, ma c’è anche la gioia della virtù, la gioia della grazia, la gioia della presenza di Dio, c’è la pace del cuore, c’è l’approvazione della coscienza, non c’è niente di più bello nella vita che questo.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. La Madonna ci ringrazia di aver risposto alla chiamata, però cerchiamo di rispondere, così avrà valore questo “grazie”.

 Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

sabato 27 gennaio 2018

Come accogliere il MESSAGGIO della Madonna (come faceva Padre Slavko)

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Come accogliere il MESSAGGIO della Madonna
(come faceva Padre Slavko)

1. RICEVETELO il giorno nel quale è stato donato

2. LEGGETELO una prima volta in spirito di preghiera

3. ACCOGLIETELO nel fondo del vostro cuore

4. CONSIDERATELO come un messaggio che la Vergine vi dà personalmente e siateLe riconoscenti !!

5. COPIATE il messaggio e mettetelo nel vostro messale, sul frigorifero, in ufficio, sullo specchio del bagno, sul parabrezza e dovunque, in modo da ricordarvelo sempre e che diventi il vostro compagno per tutto il mese. Con il permesso del vostro Parroco affiggetelo in parrocchia

6. CONDIVIDETE il messaggio con tutti quelli che incontrate: è un tesoro del Cielo! Fate in modo cheTutto il mondo ne parli, fatelo pubblicare

7. PREGATE il messaggio ogni giorno del mese; fate in modo che il messaggio dia il tono alla vostra vita spirituale. Vi farà crescere, vi aprirà al pentimento, alla guarigione ed alla speranza.

8. CERCATE nel Vangelo i passaggi nei quali Gesù dice cose analoghe a quelle suggerite dalla Madonna.

venerdì 29 dicembre 2017

Padre Slavko: Maria viene ad educarci come può fare una mamma.

Mi sono trovato in Germania ad ascoltare una relazione sui frutti di Medjugorje. Mi sono arrabbiato con tutti quelli che vogliono i frutti. Quali frutti? Quelli che vogliono loro. Ognuno, invece di convertirsi e di cambiare le proprie idee di fronte a quello che sta accadendo, vuole i frutti che piacciono a lui... Anche Gesù con tutta umiltà e amore ha dato tanti argomenti alla gente per credere, ha fatto miracoli e alla fine ha dato la sua vita! Eppure molti non hanno visto, non hanno voluto credere. Volevano da Lui cose diverse, dei frutti secondo la loro immaginazione; e non hanno creduto che fosse il Messia, perchè non hanno trovato quello che loro volevano. Io dico: per vedere i frutti bisogna cambiare occhiali, allora vedremo anche l'albero. Quando uno pone il problema del protrarsi delle apparizioni, delle ripetizioni dei messaggi, mi disturba, perchè non gli bastano conversioni, guarigioni... Se pone quei problemi come scuse per non accettare, non voglio convincerlo per forza. Ricordiamo che molti, volendo un Messia come loro desideravano, non hanno potuto riconoscere Gesù e salvarsi. Per questo Gesù piange su Gerusalemme dicendo: “Non hai riconosciuto il tempo della mia visita”. Allora io sono triste a causa di tutte queste nostre costruzioni e attese: quello che abbiamo costruito con tante regole e prescrizioni (anche con buona volontà e nell'ambito della Chiesa) sono impedimenti per riconoscere questa presenza di dieci anni. Mons. Franic', riferendosi alle conclusioni della commissione del 10 aprile sulla non—soprannaturalità, dice: ‘Cosa vogliono ancora di più? Io ripeto che sono le concezioni della nostra testa che ci impediscono di credere alla Madonna. Io non so chi ispira il Papa quando parla dell'avvento di questi tempi mariani, ma la Madonna intanto ci sta e viene tutii i giorni e ci parla perchè sono i suoi tempi'. C'è chi dice: bada prima a chi ti parla e poi ascolta ciò che ti dice; ma anche: sta' attento cosa ti dice e puoi vedere chi è. Possono essere veri tutti e due, ma spesso non possiamo riconoscere chi parla, se non vogliamo sentire cosa dice. Ecco, per conoscere una mamma bisogna veramente guardare a quello che ti dice, poi la riconosci. Se fai nell'altro modo ti blocchi. Ecco allora la semplicità, la ripetizione. Se accetti messaggi senza problemi, riconosci la madre. Ma non riconosco colei che parla quando non voglio accettare quello che si trova nei messaggi e che è già tutto riconosciuto dalla Chiesa. Nella semplicità questi messaggi si riconoscono: preghiera, amore, Bibbia, Sacramenti... Ma anche se non fosse così, si scopre in essi una profondità incredibile, una saggezza che è solo di una Madre... Ma non bisogna leggere i messaggi come qualsiasi altra lettura, per poi dire: io li conosco, ma leggerli nel ritmo come la Madonna li dà, p.es. uno alla settimana. Bisogna provare anche a viverli, allora li scopriamo... Io dopo qualche giorno mi vergogno delle spiegazioni improvvisate che do appena uscito il messaggio: vi trovo in seguito altre cose ben più profonde.

Fonte: Eco di Medjugorje n. 89 (anno 1991)

sabato 16 settembre 2017

Il gesto fondamentale della preghiera del cristiano è e resta il segno della croce

"Il gesto fondamentale della preghiera del cristiano è e resta il segno della croce. È una professione, espressa mediante il corpo, di fede in Cristo Crocifisso, secondo le parole programmatiche di san Paolo: «Noi annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani, ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio» (1Cor 1, 23ss). E ancora: «Io non volli sapere tra di voi se non Cristo, e questi crocifisso» (2,2).

Segnare se stessi con il segno della croce è un sì visibile e pubblico a Colui che ha sofferto per noi; a Colui che nel corpo ha reso visibile l'amore di Dio fino all’estremo; al Dio che non governa mediante la distruzione, ma attraverso l’umiltà della sofferenza e dell'amore, che è più forte di tutta la potenza del mondo e più saggia di tutta l’intelligenza e di tutti i calcoli dell’uomo.

Il segno della croce è una professione di fede: io credo in Colui che ha sofferto per me e che è risorto; in Colui che ha trasformato il segno dello scandalo in un segno di speranza e dell'amore presente di Dio per noi. La professione di fede è una professione di speranza: credo in Colui che nella sua debolezza è l’Onnipotente; in Colui che, proprio nella apparente assenza ed estrema debolezza, può salvarmi e mi salverà.

Nel momento in cui noi ci segniamo con la croce, ci poniamo sotto [173] la protezione della croce, la teniamo davanti a noi come uno scudo che ci protegge nelle tribolazioni del nostre giornate e ci dà il coraggio per andare avanti. La prendiamo come un segnale che ci indica la strade da seguire: «Chi vuol essere mio discepolo, rinneghi se stesso, prenda la sua croce su di sé e mi segua» (Mc 8,34). La croce ci mostra la strada della vita: la sequela di Cristo.​

Noi leghiamo il segno della croce con la professione di fede nel Dio Trinità – Padre, Figlio e Spirito Santo. Esso diventa così ricordo del battesimo, in maniera ancor più chiara quando lo accompagniamo con l’uso dell’acqua benedetta. La croce è un segno della passione, ma è allo stesso tempo anche segno della resurrezione; essa è, per così dire, il bastone della salvezza che Dio ci porge, il ponte su cui superiamo l’abisso della morte e tutte le minacce del male e possiamo giungere fino a Lui".

(Card. Joseph Ratzinger - da "Introduzione allo spirito della liturgia")

Padre Jozo: La croce

La Madonna non solo ha dato Messaggi sulla Preghiera e sull'Eucaristia, si è anche pronunciata sugli altri valori fondamentali della vita cristiana. Quei valori che sono stati importanti per gli apostoli, lo sono per noi e lo saranno sempre per tuffi fino all'ultimo cristiano esistente sulla terra.

La Madonna è apparsa molte volte sul Krizevac, la montagna dove s'innalza una grande Croce costruita nel 1933 in onore del mistero della Redenzione. Fin dall'inizio, la Madonna è apparsa tante volte accanto alla Croce, con la Croce, ai piedi della Croce. Sono molti i pellegrini che hanno visto improvvisamente una luce nel posto dove si trova la Croce. La Regina della Pace ha insegnato a pregare per la pace davanti alla Croce: "Quando pregate per la pace, andate davanti alla Croce, guardate la Croce". La Beata Vergine dice: "Pregate davanti all'Eucaristia, adorate l'Eucaristia" ed anche:

"Fate adorazione davanti alla Croce, pregate davanti alla Croce".
"Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno".
Guardare la croce di Cristo significa imparare ad amare i nemici.
Chi non riesce a perdonare non riesce a pregare.
(Fra Jozo Zovko, ofm)

Il segno della Croce.
La Croce è il segno più grande dell'amore, significa donare la propria vita per gli altri. Gesù stesso lo ha detto: "Non c'è amore più grande che dare la vita" (cfr.Gv 15,13). Ecco il più grande gesto d'amore... Non esiste niente di più grande. Regalare la vita, offrire la vita per i peccatori. Noi siamo tuffi peccatori. "Colui che vuole essere Mio discepolo deve prendere la sua croce ogni giorno e seguirMi", dice Gesù (cfr.Mc 8,34). La Croce è il segno, nella nostra vita cristiana, per mostrare ogni giorno se siamo di Cristo.

Il nostro Premio Nobel per la letteratura, ha scritto un libro che si intitola: "Segni sul cammino". Vi si racconta di un ragazzo che giunto davanti ad un bosco viene preso da una grande curiosità. Egli senti il desiderio di inoltrarsi in quel posto per scoprirne le bellezze, però, all'ultimo momento indietreggiò per paura e pensò: Come posso poi ritornare se mi perdo? Alla fine, ebbe un'idea: Lascerò un segno sugli alberi e seguendoli ritroverò la strada del ritorno. Così fece. Mano a mano che si inoltrava nel bosco incideva una croce sugli alberi più giovani. Quando gli alberi crebbero anche il segno della croce inciso sulla corteccia divenne più grande. Una volta soddisfatto il suo desiderio decise di tornare a casa. Allora si sentì sicuro: Conosco bene la strada, seguirò i miei segni. Ognuno di noi deve portare la propria croce ogni giorno, dobbiamo accettarla. Se così non è, corriamo il pericolo di perdere il cammino. Il nostro "segno" è Gesù sulla croce!
Ecco il nostro cammino: Gesù!
Ecco il nostro "segno": dare la vita per i fratelli!

Accettare la Croce.
Cari fratelli, ognuno di noi ha la sua croce ma sono molti quelli che non l'accettano.., troppi ancora! Sono tanti quelli che pregano per liberarsi della propria croce. Vanno davanti a Dio con la preghiera per spiegare la propria situazione, per farli capire che non è giusto né ragionevole ciò che succede a loro. Pretendono di persuadere Dio a cambiare il Suo progetto, oppongono la loro volontà a quella di Dio.

La Madonna non ha mai incitato Suo Figlio a scappare dalla croce. Lei non Gli ha detto: Andiamocene perché qui vogliono farTi del male, fuggi da qualche altra parte, guarda che Ti uccideranno.. .No! La Madonna non ha detto questo, perché Lei cercava la volontà di Dio e l'accettava assieme a Suo Figlio. Io sono sicuro che Lei Gli diceva: Coraggio, Figlio! Io sono con Te... devi sacrificarTi... Guarda, tutti aspettano il Tuo sacrificio... ,da Te verranno la grazia e la salvezza!

Un giorno, Gesù ha parlato ai discepoli di ciò che Gli sarebbe successo e che Lo aspettava una morte violenta. Allora, Pietro Lo ha preso in disparte e Gli ha detto: Signore, allontana da Te questi pensieri... ,non parlare così.. .Tu non devi morire.. .Non devono accadere queste cose!

Cosa ha risposto Cristo?

Cristo ha fatto un esorcismo: "Vattene, satana!". Ha scacciato con forza satana, ha scacciato quei pensieri dal cuore del Suo discepolo perché non erano coerenti con il progetto di Dio. Cristo ha fatto un esorcismo sul Suo discepolo, Suo Apostolo, nostro primo Papa (cfr.Mc 8,3133).

Sul Tabor, Pietro è nuovamente tentato e tenta Gesù. "Maestro, qui stiamo bene.. .costruiamoci tre tende e stabiliamoci definitivamente.. .questo è un luogo sicuro e tranquillo (cfr.Mt 17,4). Pietro non aveva compreso dove doveva condurlo la "visione" mostratagli dal Signore: avrebbe girato il mondo per portare la sua testimonianza fino al sacrificio della sua vita sulla croce. Invece, in quel momento egli desiderava soltanto fermarsi in un posto tranquillo e accogliente.

Pensate come anche noi, tante volte, siamo tentati ed accettiamo pensieri e ragionamenti per vivere senza la Croce. La vita cristiana è conoscenza della Croce, la nostra sapienza è amare la Croce. Perciò, il nostro S. Francesco piangeva: "l'Amore non è amato"... "sono triste perché non so amare perché il solo vero amore è quello che si sacrifica sulla Croce.

La Croce familiare.
Noi, in Croazia, siamo soliti praticare un rito particolare durante la celebrazione del sacramento del matrimonio. I fidanzati portano in chiesa il Crocifisso che hanno comperato e al quale hanno già preparato una sistemazione nella loro dimora. Sopra la Croce mettono le mani nel momento in cui si scambiano la promessa, la formula del sacramento ed anche il sacerdote tiene la Croce per una estremità. Poi, gli sposi la baciano. Quando tornano a casa, la pongono nel luogo preparato perché da quel giorno diventa il loro "segno" ed il loro "ideale". Davanti a quella Croce familiare, terminano quotidianamente la giornata con una preghiera. I figli, molto spesso, vedono la mamma pregare, piangere e baciare la Croce familiare. Nella mia parrocchia a Siroki Brijeg, costituita da 14.000 abitanti, non esiste una famiglia separata. Nessuna! Non ci può essere separazione quando si prega ogni giorno e si persevera davanti alla Croce. Chi può essere capace di dire alla propria sposa o al proprio sposo: "Non ne posso più, ti lascio", se sa che lascia Cristo? L'uomo che lascia la sua sposa o viceversa, lascia anche il Cristo familiare, resta solo e questo è terribile! Sì, dalla Croce esce la luce che illumina il nostro cammino ed i nostri passi. Trovarsi davanti alla Croce significa chiedere e ottenere la benedizione, la forza per accettare la propria sofferenza. La Madonna ha aiutato Gesù a portare la Sua Croce. Gli ha insegnato a portare la Croce e lo insegna anche a noi. Lei, la Madre, sta sempre ai piedi della Croce del Suo amato Figlio.

Croce e perdono.
Oh, con quale responsabilità dovremmo noi fare il segno della Croce sul nostro corpo! Dire: oggi, sono capace di perdonare come Lui ha perdonato sulla Croce! Gesù ha pregato: "Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno" (Lc 23,34).

Guardare la Croce di Cristo significa perdonare i nemici. Tutti noi abbiamo dei nemici ma non tuffi sappiamo perdonare. L'uomo che non è in grado di perdonare, non è in grado di pregare, di amare, di trovare la pace. Molte volte ho incontrato persone possedute dal male. Vengono a Medjugorje da tutto il mondo. Che cosa c'è alla base? L'odio! Si, l'odio è alla base della possessione.

Anche durante la preghiera di guarigione, l'uomo prova con frequenza una tentazione: perdono?.. non perdono?.. Il Signore gli sta dando la grazia per perdonare ma, se resiste allo Spirito, se si chiude in sé stesso, l'odio s'impadronisce di lui... Non riesce a dire: "io perdono", e resta sotto il dominio di satana. Non riesce nemmeno a riconoscere la propria colpa e dire: "mi dispiace, Signore perdonami" e persiste una situazione di falsità. La Madonna ha detto: "Guardate la Croce e fate adorazione davanti alla Croce, per la pace". Sì, quando volete pregare per la pace fatelo sempre davanti alla Croce. Perché? Perché attraverso la Croce fù ristabilita la pace e dalla Croce proviene la pace. Gesù ha perdonato dalla Croce. Dio ha perdonato, quando glieLo ha chiesto il Figlio dalla Croce. La Beata Vergine ci ha perdonati tuffi ai piedi della Croce. La Chiesa perdona tuffi con il segno della Croce. Il tentatore ci manipola con molta facilità. Per prima cosa, ci induce a considerare in modo negativo le altre persone...; ti vieni a trovare spesso in situazioni spiacevoli, in famiglia, al lavoro, a scuola... e pensi: quello è antipatico, parla male di me, agisce con malignità... Allora, tu senti una ribellione interiore e ti rifiuti di parlare con quella persona... E' nato l'odio! Tu sei una persona che ha incominciato ad odiare. Il processo inizia facilmente. Perciò, è importante rimanere davanti alla Croce ed imparare a pregare come Gesù... Signore, benedici tuffi quelli che ho incontrato in questo giorno... riempii loro cuori di pace, di gioia e di amore...

Dona una grande gioia e benedizione a tuffi quelli che parlano male di me, a tuffi quelli che a volte mi odiano..., a tuffi coloro che sono stati tentati o sono caduti nell'odio... a tuffi i miei nemici. Signore, Ti prego, benedicili tutti! Io li perdono... perdona anche me, Signore. La Madonna ha detto: "Guardate la Croce e fate adorazione davanti alla Croce, per la pace". Sì, quando volete pregare per la pace fatelo sempre davanti alla Croce. Perché? Perché attraverso la Croce fu ristabilita la pace e dalla Croce proviene la pace. Gesù ha perdonato dalla Croce. Dio ha perdonato, quando glieLo ha chiesto il Figlio dalla Croce. La Beata Vergine ci ha perdonati tuffi ai piedi della Croce. La Chiesa perdona tuffi con il segno della Croce. Croce e sacrificio.

La Croce e l'Eucaristia rappresentano la vita dedicata ai fratelli. La Madonna, nei Suoi Messaggi, ci invita a pregare davanti alla Croce e davanti all'Eucaristia. Perché? Per imparare a donare la vita!

Ognuno di noi, molto spesso, è tentato a vivere spinto dall'egoismo. Io mangio per me, dormo per me, studio per me, lavoro per me, formo la famiglia per me, ecc. Io, io, io... Siamo fortemente dominati da un egoismo che condiziona tuffi i nostri pensieri e le nostre azioni. Abbiamo bisogno di imparare la generosità e il sacrificio! Vedete, l'Eucaristia è: "Prendete e mangiate"... il Mio Corpo è per voi, il Mio Sangue è la vostra bevanda.. .Distribuite tra di voi il Mio Spirito, il Mio amore (cfr.Lc 22,1720). La Croce e 1' Eucaristia sono il sacramento del sacrificio dell'amore. Non si possono separare!

Dinanzi alla Croce di Cristo apprendo il vero senso della sofferenza e ricevo la forza per accettarla.

La tua croce ha valore, la tua sofferenza ha valore, hanno valore le tue lacrime... E acquistano un valore immenso quando si uniscono a quelle di Cristo..., quando la tua vita si unisce alla Sua nell'Eucaristia.

Allora, le tue lacrime e la tua croce sono capaci di intercedere e cambiare i tuoi fratelli, possono convertire il mondo.

La Madonna, all'inizio, ci ha detto: "Costruite una cappella per l'adorazione perpetua al Santissimo". Per anni, ciò è stato impossibile a causa di diverse difficoltà: la Chiesa non dava la sua autorizzazione... i comunisti non lo permettevano... E la Madonna insisteva: "Costruite una cappella per l'adorazione perpetua". Finalmente, è stato possibile realizzarla. Allora, uno scultore, che conosce bene i Messaggi, ha fatto una immagine della Madonna: nel punto che corrisponde al Cuore, non si vede il Cuore ma si vede un'Ostia bianca. La Madonna ci sta insegnando che il cuore della famiglia, dei gruppi, delle persone, è l'amore verso l'Eucaristia. Ecco quale è il Cuore della Madre della Chiesa: l'Eucaristia! Se tu vuoi mostrare il tuo amore a Gesù e alla Madonna, ama l'Eucaristia e la tua croce. Impara ad accettare Cristo, accettando la tua croce con amore.

Conosci la Croce della tua Chiesa.
Io vengo da un paese dove, in questo momento, c'è una croce particolare: la guerra!

Non sappiamo da dove derivi quest' idea, fare la guerra... Sappiamo soltanto che sono state distrutte le nostre chiese, che si uccide la gente, che si rovinano le città, le scuole, gli ospedali, i santuari...

A Siroki Brijeg, vicino al mio monastero, ho fondato un'Associazione a favore dei bambini che hanno perso i genitori a causa della guerra e sono rimasti soli. Finora, abbiamo più di tremila bambini orfani.

Persone brave, da diverse parti del mondo, si sono offerte per aiutarci, come madrine e padrini per adottare simbolicamente gli orfani. Esse sono capaci di suscitare, con il loro amore, nel cuore dei bambini un sentimento positivo. E questi, possono sperimentare che non tuffi odiano, che non tuffi uccidono, che esistono persone cristiane che amano i propri figli e che amano e vogliono aiutare anche loro.

Non è sempre facile parlare alle giovani madri, con uno, due o tre figli, che hanno perso il loro marito... Esse hanno una grande sofferenza, una grande croce e non hanno chi le aiuta. Inoltre, io so che il vero aiuto ci viene solo dal Signore e che solo Gesù consola profondamente, attraverso la preghiera. Per questo quando ci riuniamo per pregare insieme, amplifichiamo le nostre orazioni attraverso la radio. Quelli che ascoltano si raccolgono in preghiera con noi e si consolano gli uni con gli altri. E poi, ci chiamano al telefono, ci inviano lettere, per dirci che durante la preghiera hanno ricevuto tanto coraggio, tanta forza e tanto conforto. Tu devi conoscere la Croce della tua Chiesa! Tu, come novella Veronica, devi aiutare la tua Chiesa durante la sua sofferenza, asciugarle il volto con il fazzoletto del tuo amore. Tu devi aprirti ad una nuova dimensione dell'amore!

Pregare davanti alla Croce, pregare davanti all'Eucaristia significa:
sacrificare la vita, donare la vita per i fratelli.
(Fra Jozo Zovko, ofm)


Oh Gesù, grazie per la Tua Croce.
Benedicimi...
Benedici la mia croce con la Tua Croce...
Con le Tue Piaghe ungi la mia sofferenza...
Concedimi, Signore, di comportarmi bene oggi con la Tua Croce, di meditare il Tuo amore, di viverlo...
"Io, quando sarò elevato da terra, affirerò tuffi a Me" (Gv 12,32).
Oh Gesù, voglio elevarmi con il mio amore, con la mia devozione.
Attirami... AvvicinaTi a me... Oh Gesù, amami...
Benedici la mia vita con la Tua Croce...
Concedimi, Signore, di testimoniare il Tuo amore portando la mia croce con amore, con speranza, con dignità. Oh Gesù, apri il Tuo Cuore... stendi le Tue mani sopra di noi...
Donaci la Tua benedizione.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Fonte: Maria a Medjugorje