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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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giovedì 28 luglio 2011

Messaggio del 25 luglio 2011

"Cari figli, questo tempo sia per voi tempo di preghiera e di silenzio. Riposate il vostro corpo e il vostro spirito, che siano nell’amore di Dio. Permettetemi figlioli di guidarvi, aprite i vostri cuori allo Spirito Santo perché tutto il bene che è in voi fiorisca e fruttifichi il centuplo. Iniziate e terminate la giornata con la preghiera del cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


Ascolta la lettura del messaggio
Fonte: Regina Mundi

Commento al messaggio del 25 luglio di Padre Livio di Radio Maria

Come vedete, in questo messaggio del 25 luglio, messaggio d’estate, come già in altre occasioni, la Madonna ci invita a impostare il tempo di riposo, il tempo delle vacanze in un modo tale per cui ci sia veramente il rinnovamento dello spirito, il rinnovamento della mente, il rinnovamento del cuore e anche il riposo fisico.
Questo perché la Madonna sa benissimo che il vero riposo è il riposo della mente, perché il corpo, per quanto riguarda il riposo, ha bisogno di un riposo giornaliero, ha bisogno del sonno, ha bisogno del cibo, ha bisogno di un ritmo di vita normale e, se uno ha un ritmo di vita normale, si riprende abbastanza bene fisicamente.
Le vere stanchezze sono di carattere psicologico, mentale e spirituale e non le cancelli, non le elimini senza una terapia interiore, che è la terapia del silenzio interiore, dell’essere presenti a se stessi, è la terapia della preghiera, perché nella preghiera si incontra Dio. Nella preghiera si vede la propria vita nella luce di Dio, nella preghiera si afferra la bellezza e la grandezza della vita, nella preghiera si cresce anche nell’autostima, perché si vede quanto Dio ci ama, si vede la vita nella luce di una missione che Dio ci affida. Nella preghiera si vedono anche i problemi che vengono ridimensionati. Molte volte i problemi che a noi sembrano insormontabili, poi visti nella luce di Dio, diventano problemi che si possono affrontare, che si possono risolvere con l’aiuto della Sua Grazia.
Insomma la preghiera dà quello sguardo soprannaturale alla vita che riposa la mente, che pacifica il cuore, che lo rende più forte nei momenti di frustrazione, di scoraggiamento e anche di depressione.
Questo grande beneficio della mente, del cuore e dell’anima, ha grandi riflessi sul corpo, è un’annotazione psicologica che già facevano gli antichi che non erano cristiani, appunto secondo il detto: “mens sana in corpore sano”, cioè la vera salute consiste nell’avere una mente sana in un corpo sano.
Anche la medicina di oggi ha messo a fuoco la sanità della mente, cioè, la serenità della mente, la gioia del cuore hanno un riflesso straordinario su tutto il sistema nervoso, su tutte le nostre energie fisiche e su tutto quello che riguarda, diciamo così, questo “frate asino” che dobbiamo portarci appresso ogni giorno.
Allora come si conquista la serenità della mente e la gioia del cuore? A questo riguardo c’è un mercato, cari amici, che offre di tutto: yoga, tutte la variazioni dello yoga, dello zen, tutte le forme d’igiene mentale, ginnastiche mentali, ginnastiche fisiche, ma alla fin fine, alla fin fine non ti danno un gran ché!
È veramente straordinario come la Madonna una volta abbia detto: “la preghiera è la medicina che guarisce”, e un’altra volta ha detto: “proprio perché siete stanchi dovete pregare, perché la preghiera è il vostro riposo”.
Ecco dunque l’invito della Madonna in questo tempo di vacanze: cerchiamo Dio, cerchiamo Dio nella preghiera, cerchiamo Dio nel nostro cuore, cerchiamo la Sua Luce, la Sua Grazia, il Suo Amore, la Sua Pace! In Dio ripensiamo, ricontempliamo la nostra vita, il nostro passato, il nostro presente, il nostro futuro, nella Sua Luce reimpostiamo la nostra vita come il cammino verso l’Eternità, come il cammino che facciamo con Gesù, con Maria, non da soli! Rimettiamo a fuoco la nostra missione, i nostri compiti, i nostri doveri, i nostri impegni e come dice Santa Caterina da Siena: “speroniamo l’anima!”, cioè nel senso di reagire ai momenti di affaticamento, di scoraggiamento, quando ci viene voglia di gettare la spugna!
Allora se noi impostiamo le vacanze in questo modo, la Madonna ci dà un’indicazione molto semplice, molto concreta, perché sa benissimo che tutti possono, che molti non sono abituati a pregare, però almeno al mattino e alla sera, lo ha già detto in altre occasioni: “almeno al mattino e alla sera, racchiudete la giornata con la preghiera del cuore! La mattina e la sera racchiudetela nella Luce di Dio!” Cos’è la preghiera del cuore? È quella preghiera nella quale tu trovi Dio. Cioè al mattino tu nel tuo cuore trovi Dio, magari dicendo col cuore un Padre Nostro, sentire Dio come Padre, un’Ave Maria, sentendo la Madonna come Madre, dicendo anche la preghiera del buon cristiano: “ti adoro mio Dio, ti amo con tutto il cuore, ti ringrazio di avermi creato”, sentire col cuore ogni parola che pronunciamo, in modo tale che iniziamo la giornata con Dio e la Sua Luce si riflette per tutta la giornata e terminiamo la giornata con Dio, mettendoci nella Sua Luce, vedendo come abbiamo vissuto la giornata, come abbiamo valorizzato o dissipato il tempo che Dio ci ha dato, dove abbiamo fatto bene, dove abbiamo fatto male.
Riproponiamo, riprogettiamo la giornata per il domani in modo tale che ogni giorno sia una pietra preziosa del grande mosaico della vita che stiamo costruendo.
In questo modo, dice la Madonna, vivendo il tempo del riposo nella Luce di Dio, nell’Amore di Dio, noi arriveremo al termine della vacanza con un grande bottino, perché lo Spirito di Dio, lo Spirito Santo, in questo tempo, avrà fatto fiorire tutti i semi che erano depositati in noi, li avrà fatti fruttificare e ci ritroveremo pronti per affrontare il nuovo anno sociale, che fa parte della tappa del cammino della vita! La Madonna ci dice di permetterLe di guidarci, - vedete com’è rispettosa -, di prenderci per mano, ci invita ad aprire i cuori, perché il tempo delle vacanze sia il tempo dello Spirito, come dice la Sacra Scrittura: “porterò la mia sposa nel deserto, là parlerò al suo cuore”.

Fonte: “Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito:www.medjugorjeliguria.it

mercoledì 27 luglio 2011

martedì 26 luglio 2011

lunedì 25 luglio 2011

Video Marija Pavlovic legge il Messaggio del 25 luglio 2011

 

La veggente Marija Pavlovic legge su Radio Maria il Messaggio del 25 LUGLIO 2011 da Medjugorje.

 
 
Fonte: Radio Maria

venerdì 22 luglio 2011

Natura e scopo delle parabole

Ieri sera alle veglia di preghiere del Gruppo Regina della Pace, Padre R. Coggi ha commentato il Vangelo del giorno

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13, 10-17
In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?».
Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!».

riferendo il pensiero espresso sulle parabole di Papa Benedetto XVI, come da lui espresso nel suo libro “Gesù di Nazaret”.

Quel pensiero mi ha particolarmente colpito e ringrazio sempre Padre R. Coggi per le sue Omelie sempre belle e semplici, ma anche complete e profonde.

Ho voluto quindi riportare in questo post  le parole di Benedetto XVI sull’argomento, trascrivendo alcune pagine del “Gesù di Nazaret”.

 

NATURA E SCOPO DELLE PARABOLE
Le parabole costituiscono senza dubbio il cuore della predicazione di Gesù. Al di là del mutare delle civiltà, esse ci toccano ogni volta di nuovo per la loro freschezza e umanità. Joachim Jeremias, a cui siamo debitori di un libro fondamentale sulle parabole di Gesù, ha fatto giustamente notare che il confronto delle parabole di Gesù con il linguaggio figurato dell’apostolo Paolo o con le similitudini dei rabbini evidenzia una «marcata originalità personale, una singolare chiarezza e semplicità, una padronanza inaudita della forma» (p. 6). Nelle parabole — anche a partire dalla singolarità linguistica in cui traspare il testo aramaico — sentiamo immediatamente la vicinanza a Gesù, al modo in cui visse e insegnò. Ma, nello stesso tempo, succede anche a noi quello che succedeva ai contemporanei di Gesù e ai suoi stessi discepoli: dobbiamo sempre di nuovo chiedergli che cosa ci vuole dire con ognuna delle parabole (cfr. Mc 4,10). Lo sforzo per la corretta comprensione delle parabole attraversa tutta la storia della Chiesa

… omissis …

Se così ci è dato di interpretare tutte le parabole come inviti nascosti e multiformi a credere in Lui come al «regno di Dio in persona», si frappone sulla nostra strada una parola di Gesù a proposito delle parabole, che ci sconcerta. Tutti e tre i sinottici raccontano che Gesù, ai discepoli che lo interrogavano sul significato della parabola del seminatore, avrebbe dapprima dato una risposta generale sul senso dell’annuncio in parabole. Al centro di questa risposta di Gesù sta una parola di Isaia (cfr. 6,9s), che i sinottici riportano in diverse varianti. Il testo di Marco secondo la traduzione accuratamente ponderata di Jeremias dice: «A voi [cioè alla cerchia dei discepoli] Dio ha concesso il segreto del regno di Dio; a quelli che sono di fuori tutto è misterioso, affinché essi (come sta scritto) “guardino, ma non vedano; ascoltino, ma non intendano; a meno che si convertano e Dio perdoni loro”» (Mc4,12;Jeremias, p. 11). Che cosa significa tutto questo? Le parabole del Signore servono forse a rendere inaccessibile il suo messaggio e a riservarlo solo a una piccola cerchia di prescelti per i quali è Lui stesso a interpretarlo? Forse che le parabole non vogliono aprire, ma chiudere? Dio è forse di parte, così da non voler il tutto — tutti — ma solo un’élite?
Se vogliamo comprendere questa misteriosa parola del Signore, dobbiamo leggerla a partire dal testo di Isaia che Egli cita e dobbiamo leggerla nella prospettiva della sua via personale di cui Egli conosce l’esito. Con questa frase Gesù si colloca nella linea dei profeti - il suo destino è quello dei profeti. Il testo di Isaia nel suo insieme è ancora molto più severo e impressionante dell’estratto citato da Gesù. Nel Libro di Isaia si legge: «Rendi insensibile il cuore di questo popolo, fallo duro d’orecchio e acceca i suoi occhi e non veda con gli occhi né oda con gli orecchi né comprenda con il cuore né si converta in modo da esser guarito» (6,10). Il profeta fallisce: il suo messaggio contraddice troppo l’opinione comune, le abitudini correnti. Solo attraverso il fallimento la sua parola diventa efficace. Questo fallimento del profeta incombe come oscura domanda sull’intera storia di Israele e si ripete in certo qual modo di continuo nella storia dell’umanità. E soprattutto sempre di nuovo anche il destino di Gesù Cristo: Egli finisce sulla croce. Ma proprio dalla croce deriva la grande fecondità.
Ed ecco svelarsi qui, all’improvviso, anche il rapporto con la parabola del seminatore, che nei sinottici è il contesto in cui si trova tale parola di Gesù. Colpisce quale importanza assuma l’immagine del seme nell’insieme del messaggio di Gesù. Il tempo di Gesù, il tempo dei discepoli, è il tempo della semina e del seme. Il «regno di Dio» è presente come un seme. Il seme, visto dall’esterno, è una cosa piccola. Si può non vederlo. Il granello di senape — immagine del regno di Dio — è il più piccolo di tutti i semi eppure contiene in sé un albero intero. Il seme è presenza del futuro. Nascosto dentro il seme c’è già quello che verrà. E promessa già presente nell’oggi. Il Signore ha riassunto le molteplici parabole dei semi la domenica delle Palme e ne ha svelato il pieno significato: «In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24). Egli stesso è il granello. Il suo «fallimento» sulla croce è proprio la via per giungere dai pochi ai molti, a tutti: «Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32).
Il fallimento dei profeti, il suo fallimento, appare ora sotto un’altra luce. E proprio la via per ottenere «che si convertano e Dio perdoni loro». E appunto il modo in cui ora a tutti vengono aperti gli occhi e gli orecchi. Sulla croce le parabole vengono decifrate. Dice il Signore nei discorsi d’addio: «Queste cose vi ho dette in similitudini [in linguaggio velato]; ma verrà l’ora in cui non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi parlerò del Padre» (Gv 16,25). Così le parabole parlano in modo nascosto del mistero della croce; non solo ne parlano — ne sono esse stesse parte. Infatti, proprio perché lasciano trasparire il mistero divino di Gesù, suscitano contraddizione. Proprio laddove giungono all’estrema chiarezza, come nella parabola dei vignaioli omicidi (cfr. Mc 12,1-12), si trasformano in stazioni sulla via verso la croce. Nelle parabole, Gesù non è solo il seminatore che sparge il seme della parola di Dio, ma è seme che cade nella terra per morire e così dare frutto.
… omissis …
Così da ultimo le parabole sono espressione del nascondimento di Dio in questo mondo e del fatto che la conoscenza di Dio chiama sempre in causa l’uomo nella sua totalità — è una conoscenza che è tutt’uno con la vita stessa; una conoscenza che non può darsi senza «conversione». Perché nel mondo segnato dal peccato baricentro intorno a cui gravita la nostra vita è caratterizzato dall’attaccamento all’io e al «si» impersonale. Questo legame deve essere spezzato per schiudersi a un nuovo amore che ci trasferisca in un altro campo gravitazionale e ci faccia così vivere in modo nuovo. In questo senso la conoscenza di Dio non è possibile senza il dono del suo amore resosi visibile; ma anche il dono deve essere accettato. In questo senso nelle parabole si manifesta l’essenza stessa del messaggio di Gesù. In questo senso il mistero della croce è inscritto nell’intima natura delle parabole.

Fonte : Benedetto XVI – Gesù di Nazaret (estratto da pagg. 219-230)

giovedì 21 luglio 2011

L'Eucaristia è il cuore è l'anima della nostra fede


«Cari pellegrini e cari fratelli e sorelle! Cari parrocchiani di questa parrocchia! Stimati ascoltatori di Radio "Mir"!

Saluto tutti voi con grande gioia ed amore qui, in questo luogo santo! Stimolati dall'invito di Gesù e dal Vangelo di oggi - "Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi ed io vi rafforzerò e ristorerò" -, con questo tempo afoso e caldo, siamo venuti anche noi a celebrare questa Eucaristia, a celebrare ciò che è più grande e più santo nella nostra santa fede.
La Santa Messa, l'Eucaristia è il cuore è l'anima della nostra fede.
Gesù Risorto ci invita a questa Cena della Sua Parola e del Suo Sacramento per rafforzarci col Suo Spirito per la vita quotidiana. Che questo invito del nostro Divin Salvatore, come pure la nostra risposta, sia per tutti noi una benedizione in questa fonte di grazia, in questo luogo santo.
Gesù conosce bene, fratelli e sorelle, tutti i pesi della nostra anima, come la depressione - in croato diremmo più precisamente avvilimento –, la disperazione, la delusione. Egli conosce bene i nostri problemi e le nostre preoccupazioni, la nostra sofferenza e difficoltà, Egli sa bene in che stato siamo ora, in questo momento. Per questo ci dice e invita tutti, senza eccezione: "Venite a Me! Io ho Cuore per ciascuno di voi, io ho la medicina per voi, ho il riposo per voi. Io desidero donarvi la pace, la forza, l'alleviamento, la soluzione di tutti i vostri problemi e difficoltà. In Me troverete riposo".
Sì, fratelli e sorelle, ecco anche la nostra Madre Celeste ci raduna qui e desidera prenderci per mano e condurci proprio a Gesù, affinché Egli ci dia il riposo, affinché Egli ci alleggerisca, affinché Egli ci aiuti in ogni nostra difficoltà. Egli è infatti Vittima di espiazione per i nostri peccati e non solo per i nostri, ma per i peccati di tutto il mondo. Per questo da ogni parte di questa terra e di questo mondo i pellegrini vengono qui: vengono per sperimentare la vicinanza e l'Amore di Dio, l'amore di Gesù. Ecco, questo invito di Gesù proprio oggi è propizio per tutti noi e perciò queste sono parole consolanti, gioiose, a noi care!
Per vivere davvero questo incontro col nostro Dio, prendiamo coscienza di essere deboli, di essere peccatori, di essere bisognosi della pietà e della misericordia divina. Pentiamoci di tutti i nostri peccati, pentiamoci soprattutto del peccato di non essere stati sufficientemente aperti allo Spirito Santo, che desiderava guidarci, proteggerci e custodirci. Pentiamoci e proviamo dispiacere per tutto ciò che non è stato buono nella nostra vita».

 

Introduzione alla Messa serale del 14 Luglio 2011 a Medjugorje.
Fonte: ascolto di Radio Mir Medjugorje, traduzione dal croato personale (Informazioni da Medjugorje-apostolo21)

giovedì 14 luglio 2011

Video Momenti dell ‘Adorazione a Medjugorje 14 Luglio 2011

 

Momenti dell’Adorazione a Medjugorje 14 Luglio 2011

1a parte

 
 
 
2a parte
 
 
3a parte

 

Fonte: Radio Maria

lunedì 11 luglio 2011

Video Ivan con i pellegrini a Medjugorje

 

Video di una recente testimonianza di Ivan ai pellegrini a Medjugorje

1a parte
 
 
2a parte
 
 
 
 
Fonte: Radio Maria

sabato 9 luglio 2011

Video Ivanka con i pellegrini a Medjugorje

 

Video di una recente testimonianza di Ivanka con i pellegrini a Medjugorje

1a parte
 
 
2a parte
 
 
 
Fonte: Radio Maria

Video Vicka con i pellegrini a Medjugorje

 

Video di una recente testimonianza di Vicka con i pellegrini a Medjugorje

1a parte
 
2a parte
3a parte
 
 
Fonte: Radio Maria

Video Testimonianza della veggente Marija Pavlovic a Medjugorje.

 

Video di una recente testimonianza della veggente Marija Pavlovic a Medjugorje.

 

1a parte

2a parte
 
3a parte
 
4a parte
 
5a parte
Fonte: Radio Maria

Apparizione straordinaria a Ivan alla Croce Blu ieri sera 8 luglio 2011 alle ore 22:00


Ecco le parole di Ivan:
“Stasera la Madonna è venuta gioiosa e felice. Appena arrivata ci ha salutato tutti col suo materno saluto:
“Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.

Poi la Madonna ha pregato su tutti noi con le mani distese per un lungo periodo di tempo. Ha pregato in particolare sui Sacerdoti presenti e sui malati presenti. Ci ha benedetti tutti con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato perché fosse benedetto.
Poi la Madonna ha pregato in particolare per i Sacerdoti, i Vescovi, il Santo Padre e per le vocazioni nella Chiesa.

Poi la Madonna ha pregato un tempo lungo qui insieme a noi.

Ivan ha poi raccomandato tutti noi, i nostri bisogni, le nostre intenzioni, le nostre famiglie ed in particolare i malati.

Poi è seguita una breve conversazione tra la Madonna e lui e, dopo di essa, Lei se n’è andata nel segno della luce e della croce col saluto:
“Andate in pace, cari figli miei!”.

Ivan ha poi nuovamente sottolineato che la Madonna ha pregato un lungo periodo di tempo per le intenzioni dei Sacerdoti, dei Vescovi, del Santo Padre e per le vocazioni nella Chiesa.

RM1
Pellegrini in preghiera in attesa dell’Apparizione della Regina della Pace ieri sera alle 22:00 alla Croce Blu

venerdì 8 luglio 2011

Apparizione straordinaria alla Croce Blu

 

Krizan ci ha appena comunicato che stasera, Venerdì 8 Luglio 2011, Ivan avrà una apparizione alla Croce blu alle ore 22:00.

Chi ne ha la possibilità, si unisca in preghiera.

Fonte: Informazioni da Medjugorje

Riflessione su vecchi messaggi della Madonna (6)

 

Gli ultimi messaggi della Madonna ai veggenti sono in questi ultimi tempi densi di richiami e rimproveri anche a coloro che “cercano” o “dicono” di leggere e “mettere in pratica” nella loro vita i messaggi ricevuti.

Ieri sera, dopo la veglia di preghiera, ho ripreso in mano il libretto con i vecchi messaggi, e con ancora nel cuore il richiamo contenuto nel messaggio del 2 luglio a Mirjana:

“Cari figli, oggi, per la vostra unione con mio Figlio, vi invito ad un passo difficile e doloroso. Vi invito al riconoscimento completo ed alla confessione dei peccati, alla purificazione. Un cuore impuro non può essere in mio Figlio e con mio Figlio. Un cuore impuro non può dare un frutto d’amore e di unità. Un cuore impuro non può compiere cose rette e giuste, non è un esempio della bellezza dell’Amore di Dio per coloro che gli stanno attorno e che non l’hanno conosciuto. Voi, figli miei, vi riunite attorno a me pieni di entusiasmo, di desideri e di aspettative, ma io prego il Padre Buono di mettere, per mezzo dello Spirito Santo del mio Figlio, la fede nei vostri cuori purificati. Figli miei, ascoltatemi, incamminatevi con me”.


Ed ecco il messaggio che mi è capitato aprendo il libretto; leggetelo con attenzione, e troverete tanti richiami evangelici, ma soprattutto un collegamento con gli ultimi messaggi ricevuti; e questo mostra ancora una volta come siamo tutt’ora sordi ai suoi richiami materni.
Ho inserito alcune note nel testo per riportare i brani del Vangelo che quelle parole mi richiamavano.

 

Messaggio del 28 gennaio 1987
(messaggio dato a Mirjana in un’apparizione straordinaria)

Miei cari figli! Sono venuta da voi per condurvi alla purezza dell’anima e, quindi, verso Dio.
Ma come mi avete accolto?
All’inizio senza credere, con paura e sfiducia verso i ragazzi che ho scelto. Poi una maggioranza di voi mi ha accolto nel suo cuore e ha incominciato a mettere in pratica le mie richieste materne. Ma purtroppo questo non è durato a lungo.
In qualunque luogo io vada, e con me mio Figlio, là mi raggiunge anche Satana. Voi avete permesso, senza accorgervene, che prendesse il sopravvento in voi, che vi dominasse. Alcune volte capite che qualche vostro gesto non è permesso da Dio, ma rapidamente soffocate questo sentimento.
Non cedete, figli miei!
Asciugate dal mio volto le lacrime che verso osservando quello che fate.
Guardatevi intorno!
Trovate il tempo per accostarvi a Dio in chiesa.
Venite nella casa del Padre vostro.
Trovate il tempo per riunirvi in famiglia e supplicare grazia da Dio. Ricordatevi dei vostri morti, date loro gioia con la celebrazione della Messa.
Non guardate con disprezzo il povero che vi supplica per una crosta di pane. Non cacciatelo dalla vostra mensa piena. Aiutatelo, ed anche Dio aiuterà voi.
Forse la benedizione che il povero vi dà come ringraziamento, si realizza, forse Dio lo ascolta. Voi, figli miei, avete dimenticato tutto questo. E in ciò ha contribuito anche Satana.
Non cedete! Pregate con me!
Non ingannatevi pensando: “Io sono buono, ma il fratello che mi sta accanto non vale nulla”.(1) Non sareste nel giusto.
Io, come vostra madre, vi amo e perciò vi ammonisco.
Qui ci sono dei segreti, figli miei! Non si sa di che si tratta, ma quando lo si verrà a sapere, sarà tardi!
Ritornate alla preghiera! Nulla è più importante di essa.
Vorrei che il Signore mi permettesse di chiarirvi almeno in parte i segreti; ma sono già troppe le grazie che vi offre.
Pensate a quanto voi offrite a Lui. Quando avete rinunciato l’ultima volta a qualche cosa per il Signore?
Non voglio rimproverarvi ulteriormente.
Desidero invece invitarvi ancora una volta alla preghiera, al digiuno, alla penitenza.(2)
Se col digiuno desiderate ottenere una grazia da Dio, che nessuno sappia che digiunate. Se con un dono ad un povero, desiderate ottenere una grazia da Dio, che nessuno lo sappia all’infuori di voi e del Signore. (3)
Ascoltatemi, figli miei e riflettete in preghiera su questi miei richiami!

 

(1) Il fariseo e il pubblicano (Lc 18, 9-14)
 
Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: 10«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
 

(2) Gesù inaugura la sua predicazione  (Mt 1, 14-15)
 
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
 

(3) Pregare in segreto (Mt 6, 5-6)
 
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 
 
Digiunare in segreto (Mt 6, 16-18)
 
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

giovedì 7 luglio 2011

Intervista–“De Fiores: un fenomeno che chiede discernimento”


Un fenomeno «ecclesiale» davanti al quale «sia i teologi che i fedeli sono chiamati a non rimanere passivi» perché la decisione finale sull’autenticità delle presunte apparizioni sia il frutto di un «discernimento condiviso da tutti». Per padre Stefano De Fiores, mariologo della Pontificia facoltà teologica Marianum, ciò che da 30 anni accade a Medjugorje ha assunto un’importanza tale da non poter lasciare indifferenti. Testimonianza ne è il fatto che il Papa ha voluto «avocare a sé, con l’aiuto di una Commissione internazionale, la decisione ufficiale sulla veridicità delle "visioni" e dei messaggi».


Perché tutta questa importanza?
Medjugorje oggi è una meta di pellegrinaggi e anche un punto di riferimento per molti in tutto il mondo. Numerose persone lì hanno sperimentato qualcosa che ha toccato e cambiato la loro vita: davanti ai tanti che hanno vissuto un’esperienza positiva di conversione, di revisione di vita e di crescita nella fede tutti i ragionamenti vanno sospesi, perché non si può negare l’esperienza. Di tutto questo non si può che ringraziare il Signore.


Una Commissione è al lavoro sull’autenticità delle apparizioni mariane: quali i criteri che si usano in questo casi?
Nella verifica di casi come questo il primo punto riguarda la credibilità dei «veggenti». A Medjugorje i medici e gli esami scientifici hanno escluso che si tratti di persone allucinate o malate. Ma anche se la scienza non ci avesse detto niente riguardo a questo mi pare che il loro grado di credibilità si esprima bene nel modo in cui conducono la loro vita: sono persone normali, padri e madri di famiglia, che danno una testimonianza semplice di vita cristiana.

E gli altri criteri?
Il secondo riguarda il contenuto dei messaggi : in nessuno di essi si è trovato qualcosa che sia contro l’ortodossia della Chiesa. Anzi essi appaiono pienamente evangelici: invitano alla preghiera, al digiuno, alla pace, alla concordia, alla fraternità. E sono evangelici anche nello stile poiché lasciano sempre spazio alla responsabilità e alla libertà personale. Il terzo criterio, infine, sono i frutti. Chi si reca a Medjugorje rimane colpito dal clima di preghiera e di intima comunione con Dio. Certo esistono anche incomprensioni attorno al fenomeno, ma queste non possiamo addebitarle ai «veggenti» o alle «apparizioni», perché dipendono piuttosto dalla situazione storica, ambientale e pastorale del luogo.

Si delinea quindi un riconoscimento positivo ufficiale?
La decisione finale spetterà al Papa. La Chiesa nel 1991 con la dichiarazione di Zara si pronunciò in modo «attendista», sospendendo cioè il giudizio. Certo quel documento chiedeva ai vescovi di non organizzare pellegrinaggi per non dare l’impressione che la Chiesa fosse già giunta a una decisione. Molti vescovi, però, vi si recano in forma privata perché sentono l’esigenza di non rimanere passivi davanti al fenomeno: anche la loro esperienza contribuirà al discernimento che porterà alla valutazione ufficiale.

Che significato dare ai dieci messaggi che la Vergine avrebbe affidato ai presunti veggenti?
Innanzitutto va ricordato che la Rivelazione si è conclusa con Cristo e che quindi ogni messaggio successivo, anche quelli mariani, non fanno altro che riprendere quello che è già stato rivelato dal Figlio di Dio. Per dirla con san Tommaso, allora, questi messaggi sono forme della profezia della Chiesa, che è fondata sugli Apostoli e sui profeti. I messaggi segreti appartengono al genere «apocalittico» e con essi in realtà Maria vuole solo alimentare la speranza. L’autentico messaggio dell’Apocalisse, infatti, è che le forze del bene trionferanno su quelle del male. Ma il cammino del bene è continuamente osteggiato dal male e quindi il richiamo della Madonna è fondamentalmente a una continua vigilanza, perché la Chiesa non ceda ai compromessi, non si addormenti aspettando passivamente una vittoria ultima del bene.

È per questo che da Medjugorje l’invito più pressante è quello alla preghiera?
Certo, non basta l’obbedienza a Dio ma è necessario il dialogo con lui per vivere da figli. E la preghiera non deve essere un grido nelle necessità ma un sistema di vita che ci colloca nella relazione con il Padre.

 

 

Fonte: Articolo di Matteo Liut – Avvenire del 23 giugno 2011 (richiamato in Informazioni di Medjugorje(apostol21))

Video Mirjana con i pellegrini a Medjugorje

 

Una recente testimonianza della veggente Mirjana a Medjugorje.

Parte 1a

 

Parte 2a

 

Fonte: Radio Maria

A proposito delle Apparizioni a Medjugorje

 

Spesso si discute se a Medjugorje la Madonna appare veramente o no.

Personalmente ne sono convinto, ma questo non è l’oggetto di questo post.

Volevo solo riportare le parole della veggente Mirjana che trascrivo qui sotto e che sono tratte da “La Madonna prepara per il mondo un futuro di Pace” di L. Fanzaga – M. Dragiceviz a pag 67:

«Vi ho detto tutto quello che Dio vuole da noi attraverso la Madonna e voi potete dire: “Io credo” o “non credo” alle apparizioni di Medjugorje.
Però, quando andrai davanti al Signore, non potrai dire: “Non sapevo”, perché sai tutto.
Adesso dipende dalla tua volontà, perché sei libero di scegliere.
O accetti e fai quello che il Signore vuole da te, o ti chiudi e ti rifiuti di farlo»

martedì 5 luglio 2011

Video Apparizione a Mirjana del 2 luglio 2011 (2)

 

Altro video in HQ dell’Apparizione a Mirjana del 2 luglio 2011, compresi i momenti precedenti e successivi all’apparizione.

 

lunedì 4 luglio 2011

Video Apparizione a Mirjana 2 LUGLIO 2011


Video della Apparizione della Madonna alla veggente Mirjana a Medjugorje il 2 LUGLIO 2011 alla "Croce Blu".

Fonte: Radio Maria

Video Commento di P. Livio al Messaggio 2 LUGLIO a Mirjana

 

Commento di Padre Livio al Messaggio ricevuto dalla veggente Mirjana a Medjugorje dalla Regina della Pace il 2 Luglio 2011

 

Fonte: Radio Maria

domenica 3 luglio 2011

Medjugorje, parla la veggente Mirjana «La Madonna mi ha rivelato i suoi segreti»

 

È nel suo giardino, seduta su un muretto, poco dopo le 22, alla fine di una giornata durissima. «Ho cominciato all’alba con la testimonianza ai fedeli, ho appena finito di servire la cena a una trentina di pellegrini affamatissimi, le gambe non me le sento più. E domani vi assicuro che sarà peggio».

Mirjana Dragicevic, classe 1965, è una delle sei veggenti di Medjugorje e parla perfettamente l’italiano. È quella che lo scorso febbraio raccolse oltre 15mila persone al Palavesuvio di Ponticelli per la sua apparizione mensile. Sposata con il nipote di un sacerdote bosniaco ha due figli adolescenti e da trenta anni dichiara di vedere la Madonna, ma questo - dice - «non mi impedisce di condurre una vita normale».

Che poi tanto normale non è, soprattutto in questi giorni quando qui a Medjugorje si festeggiano i trent’anni dalla prima apparizione della Vergine Maria e lei, Mirjana, è sicuramente una protagonista.

Ieri mattina alle 7.30, all’ingresso della sua abitazione, c'erano centinaia di persone giunte da ogni parte del mondo per ascoltare le sue parole. Amore e fede lo slogan, lo stesso che ha caratterizzato l’intera giornata di ieri - l’ultima dedicata alle celebrazioni - che si è conclusa alle 17.45 in punto.

La Madonna sarebbe apparsa nuovamente ai veggenti e a loro avrebbe consegnato il tradizionale messaggio d’amore.

Una vita normale, dicevi... Possibile per una veggente così popolare?

«Certo, almeno ci provo. Mi occupo della casa, dei figli, di mio marito e adesso anche dei pellegrini che ospito».

E dove?

«A casa mia, anzi un po’ da me e un po’ da mio fratello altrimenti non ce la farei. Le richieste sono tantissime, le case piccole e a me piace offrire sempre una buona ospitalità, naturalmente semplice e rigorosa».

E le apparizioni? Tra figli, famiglia e pellegrini quando la vede la Madonna?

«La vedo eccome, anche se sono stata la prima fra i sei veggenti a non parlarle più tutti i giorni. Per me le apparizioni quotidiane sono terminate il 25 dicembre del 1982 quando la Madonna mi ha rivelato il decimo segreto. Da allora vedo la Vergine Maria ogni 18 marzo, il giorno del mio compleanno e, dall’agosto dell’87, ogni due del mese».

Dieci segreti, dunque, da rivelare quando?
«Questo lo deciderà la Madonna».

Sì, ma cosa nascondono?
«L’unica cosa che posso dirvi è che descrivono gli eventi che si verificheranno se l’umanità non riuscirà a ravvedersi. La Madonna mi ha chiesto di scegliere un sacerdote a cui riferire i nostri segreti 10 giorni prima che accadano, e sarà lui a rivelarli al mondo intero».

Insomma, con un po’ di anticipo?

«Sì, perché il sacerdote prima di svelarli dovrà digiunare sette giorni. Poi sarà autorizzato a parlare e tutto cambierà».

Un’ipotesi abbastanza inquietante.

«No: la Vergine Maria dice sempre, invano, di non parlare dei segreti, ma di pregare senza avere paura di nulla».

Un messaggio impegnativo.

«Già, parliamo sempre di che cosa accadrà o potrebbe accadere in futuro, ma chi può sapere se domani sarà ancora vivo? Nessuno. Dunque: smettete di stare in ansia per cose inutili e siate invece pronti ad affrontare il momento in cui andrete incontro al Signore. Ne va della vostra eternità».

Sempre più difficile...

«Basta solo pregare e aprire il cuore all’amore di Dio. E invece continuiamo a perdere tempo in mille modi. Ciò che conta è credere che tutto quel che succede, se succede, sarà la volontà di Dio, che non possiamo cambiare».

E che cosa possiamo fare, invece?

«Cambiare noi stessi. E credere nelle apparizioni».

È quello che proverà a spiegare alla commissione vaticana del cardinale Ruini che sta indagando il fenomeno Medjugorje? Quando toccherà a lei?
«Ben presto, credo. Hanno già ricevuto a colloquio Ivanka. L’hanno interrogata per circa 3 ore, io sarò la seconda, aspetto la loro convocazione da un momento all’altro. E anche a loro parlerò della Gospa, di quel che sento e vedo».

Ecco, che cosa vede durante l’apparizione?

«Una donna di una bellezza indescrivibile: viva, luminosa, perfetta. I capelli neri e ondulati sotto il velo bianco, gli occhi azzurrissimi colmi d’affetto. Si esprime in croato, la sua voce è musica. Se lei inizia a pregare, anche noi preghiamo, se fa delle raccomandazioni, noi le accogliamo, felici di assecondarla se ci chiede qualcosa».

Che cosa vi chiede?

«Preghiera e digiuno».

E se invece tu le chiedi una grazia, la esaudisce?
«No. Il progetto di Dio è diverso dal nostro».

 

Fonte: articolo di Maria Chiara Aulisio – 26/6/2011 su ilMattino.it

 

Nota personale: dall’intervista si evince come la Commissione presieduta dal Cardinal Ruini stia procedendo, come anticipato in un precedente post, alla convocazione a Rome dei veggenti: è già stata chiamata Ivanka ed ora toccherà a Mirjana.

Ancora sulla preghiera dei Sette Pater, Ave e Gloria

 

Vicka, la più grande del gruppo, nella serata precedente aveva ragionato in famiglia su cosa fosse opportuno fare per verificare l’identità di quella luminosa figura. La soluzione gliel’aveva suggerita la madre Zlata, dandole una bottiglia di acqua benedetta, che in Erzegovina, sin dai tempi delle persecuzioni islamiche, si prepara in casa: «Se non è cosa buona, l’acqua benedetta la caccerà via» aveva sottolineato donna. Così Vicka ha narrato questo rito domestico: «Mamma conserva sempre il sale che viene benedetto in parrocchia. Lo mette nell’acqua e la famiglia recita il Credo. L’atto di fede familiare suggella il rito, fondato sulla benedizione del sale da parte del sacerdote».
La bottiglia era stata presa in consegna da Marinko, che la restituì alla ragazza non appena ella si inginocchiò. Sul Podbrdo si replicò così una scena simile a quella che aveva visto protagonista Bernadette nel secondo giorno delle apparizioni a Lourdes, il 14 febbraio 1858. Vjcka asperse vigorosamente la «bella fanciulla», dicendole: «Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo, amen. Se sei la Gospa, resta con noi; se non lo sei, vattene!». La Madonna sorrise, sembrò contenta per il rito, ma non disse nulla. «Mi sono messa molto vicino e non ho economizzato l’acqua» fu il commento che Vicka fece in seguito.

Rasserenati da questo episodio, i veggenti cominciarono a recitare il Padre nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre per sette volte di seguito. Una preghiera tradizionale per il popolo croato, che viene recitata in particolare all’inizio e al termine della giornata. «Questa è una nostra antica preghiera, anche nella mia fa miglia si pregava così. E una preghiera normale, collegata inoltre al numero biblico sette, indice di pienezza e di perfezione» ha confermato padre Bubalo.
La Vergine mostrò di gradire molto tale iniziativa dei ragazzi e, il 3 luglio successivo, chiederà loro di aggiungervi all’inizio anche il Credo.

In seguito, il 27 gennaio 1984, darà indicazioni ancor più approfondite:
«Pregate ogni giorno l’Angelus, il Credo, cinque Pater, Ave e Gloria in onore della passione di Gesù, un sesto per il nostro Santo Padre, il Papa, e un settimo per l’effusione dello Spirito Santo su di voi».

 

Fonte: brano estratto dal Cap. 3 del volume  “L’ultima profezia” di S.Gaeta – Ed. Rizzoli 4/2011

Piccola riflessione di Padre Livio sul Messaggio del 2 luglio 2011 a Mirjana

 

Cari amici, nel messaggio a Mirjana la Madonna ci chiede ancora una volta, con accento accorato, di prendere una decisione difficile e dolorosa: riconoscere i nostri peccati, tagliare i legami col male e riconciliarci con Dio nella confessione, perchè non possiamo essere uniti a Gesù con un cuore impuro. Facciamolo oggi e sarà una felice domenica .

Padre Livio

Fonte: Radio Maria

Video Intervista a Marija Pavlovic 2 Luglio 2011

 

Intervista a Marija Pavlovic il 2 Luglio 2011 nel corso della trasmissione " Sulla Via di Damasco" condotta da Monsignor Giovanni D'Ercole.



Fonte: Radio Maria

Video RAIDUE Sulla Via di Damasco - Pellegrinaggio a Medjugorje

 

Tratto dal programma di RAIDUE "Sulla via di Damasco" condotto da Monsignor Giovanni D'Ercole

sabato 2 luglio 2011

MESSAGGIO 2 LUGLIO 2011 A MIRIJANA

“Cari figli, oggi, per la vostra unione con mio Figlio, vi invito ad un passo difficile e doloroso. Vi invito al riconoscimento completo ed alla confessione dei peccati, alla purificazione. Un cuore impuro non può essere in mio Figlio e con mio Figlio. Un cuore impuro non può dare un frutto d’amore e di unità. Un cuore impuro non può compiere cose rette e giuste, non è un esempio della bellezza dell’Amore di Dio per coloro che gli stanno attorno e che non l’hanno conosciuto. Voi, figli miei, vi riunite attorno a me pieni di entusiasmo, di desideri e di aspettative, ma io prego il Padre Buono di mettere, per mezzo dello Spirito Santo del mio Figlio, la fede nei vostri cuori purificati. Figli miei, ascoltatemi, incamminatevi con me”.

Mentre se ne andava, la Madonna ha mostrato sul lato sinistro la tenebra e sul destro una croce come in una luce dorata. Mirjana ritiene che la Madonna abbia voluto mostrare la differenza tra un cuore purificato ed uno non purificato.

GospaMedju

 

Ascolta la lettura del messaggio
 
 
 
 
Fonte: Regina Mundi
 
 

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 luglio 2011

Alla fine del messaggio, Mirjiana ha soggiunto: “mentre se ne andava la Madonna ha mostrato sul lato sinistro la tenebra e sul destro una croce come in una luce dorata”. Mirjiana ritiene che la Madonna abbia voluto mostrare la differenza fra un cuore purificato ed uno non purificato.

Come vedete, da ormai qualche mese, non solo nella preghiera e nell’incontro con Mirjiana, ma anche nel messaggio che ha dato a Marija, la Madonna vuole che proprio coloro che hanno risposto alla chiamata, proprio quelli che sono lì presenti si facciano un esame di coscienza e si chiedano se veramente l’Amore di Dio è nel loro cuore.

La Madonna, come sapete, già nel messaggio del 2 maggio a Mirjana aveva detto: “Io come Madre vi raduno attorno a me, perché con il mio materno amore desidero aiutarvi a liberarvi dalla sporcizia del passato, a ricominciare a vivere diversamente. Vi invito a risorgere con mio Figlio. Con la confessione dei peccati rinunciate a tutto ciò che vi ha allontanato da mio Figlio e ha reso la vostra vita vuota e infruttuosa”.

Poi, come sapete, nel messaggio dato a Marija la Madonna ha detto: “Siete qui a pregare per i non credenti ma guardate nel vostro cuore cosa c’è”, e nel medesimo tempo, dopo avere messo il dito sulla piaga, vi ricordo che già nei primi tempi la Madonna aveva adottato uno stratagemma particolare per rendere consapevole la gente che è presente all’apparizione, ma che è nel peccato, e lo ha fatto il 2 agosto del 1981. Come ci ha raccontato recentemente la veggente Marija, in un 25 del mese in cui ci dava il messaggio: il 2 agosto 1981, la Madonna, mentre dava il messaggio sulla collina delle apparizioni, aveva invitato i veggenti a condurre la gente vicino perché toccasse la Sua veste. Infatti molti dei presenti avevano toccato la veste della Madonna, non La vedevano, alcuni hanno sentito però il tocco, e alla fine i veggenti con orrore hanno visto che la veste della Madonna era tutta sporca e Le hanno chiesto per quale motivo e la Madonna ha risposto per i peccati che sono nel cuore degli uomini e ha invitato tutti alla confessione.

La Madonna, in questi ultimi mesi, ci invita con molta forza alla confessione dei peccati. Ci dice che è inutile venire qui a pregare i rosari, a pregare se poi si rimane nel peccato! La Madonna ha detto, specialmente in questo messaggio, che: “non siete uniti a Mio Figlio se siete nel peccato. Se volete essere uniti a Mio Figlio”, cioè essere dei tralci vivi, tralci uniti alla vite che producono frutti di Vita Eterna, e non legno secco, buono per essere bruciato, come insegna Gesù nella parabola della vigna: “se volete essere intimamente uniti a Mio Figlio” e quindi essere membra vive del Suo mistico Corpo, dovete fare “un passo difficile e doloroso”. Certo è difficile e doloroso.

Perché è difficile e doloroso? È difficile, perché bisogna fare un atto di umiltà e riconoscere che siamo nel peccato e quindi non indicarci come giusti, non autogiustificarci, quando magari commettiamo peccati mortali e disubbidiamo ai Comandamenti, e doloroso, perché bisogna tagliare i legami del male e tagliare i legami del male con la decisione. Decidere vuol dire tagliare, con la decisione dobbiamo tagliare i legami del male, un passaggio difficile e doloroso!

Vediamo in che cosa consiste questo passaggio: “Vi invito al riconoscimento completo ed alla confessione dei peccati”, questo è l’atto di umiltà, passo estremamente difficile, ma va fatto, riconoscere nel proprio cuore i peccati, in ginocchio davanti al Crocefisso e poi andare a confessarli in modo tale da avere la purificazione del cuore. Soltanto così noi possiamo essere uniti a Gesù Cristo.

E qui la Madonna dice e per tre volte fa allusione al cuore impuro, veramente è la Madre che è addolorata! dice: “Un cuore impuro non può dare un frutto d’amore e di unità”, cioè l’albero buono dà frutti buoni, ma un albero che non è buono non può dare frutti buoni. Se il cuore non è puro non può dare frutti d’amore e di unità. “Un cuore impuro”, cioè dove c’è il male, il peccato mortale, “non può compiere cose rette e giuste”. Per forza, perché c’è il veleno di satana nel cuore impuro!

Quindi un cuore impuro, come detto nella prima frase: “un cuore impuro, non può essere con Mio Figlio”, cioè un cuore impuro è un ramo secco, “non può essere in mio Figlio e con Mio Figlio”. “Un cuore impuro non può dare frutti d’amore e di unità, un cuore impuro non può compiere cose rette e giuste”.

Poi la Madonna dice che un cuore impuro non può essere un cuore missionario, cioè credi di convincere con le parole, ma non fai niente.

Infatti dice: “un cuore impuro non è un esempio della bellezza dell’Amore di Dio per coloro che gli stanno attorno e che non l’hanno conosciuto”. Cioè un cuore puro in cui è presente Gesù Cristo irradia Gesù Cristo, ma un cuore in cui sia presente il male non irradia Gesù Cristo, casomai irradia il male. Qui, cari amici, è applicata in un modo, direi perfetto, con parole diverse l’attualizzazione della parabola della vite e dei tralci, tralci che, se uniti alla vite, danno molto frutto e i tralci che sono staccati dalla vite sono rami secchi, buoni per essere bruciati!

E poi dice: “Voi, figli miei, vi riunite attorno a me pieni di entusiasmo, di desideri e di aspettative”, però siete in peccato mortale, allora “io prego il Padre Buono di mettere, per mezzo dello Spirito Santo del mio Figlio, la fede nei vostri cuori purificati”, e poi dice: “Figli miei, ascoltatemi, incamminatevi con me". Insomma, detto in parole povere, è già da qualche mese che la Madonna insiste moltissimo su questo punto. Che cos’è un cuore impuro? E’ un cuore dove c’è il male, c’è il peccato mortale e quindi c’è il veleno di satana, non è più il Tempio di Dio, non è più il Tempio della Santissima Trinità! Quando si muore in peccato mortale, impenitenti, si va all’inferno, queste sono verità della Fede! La Madonna ce le ricorda, meno male che ce le ricorda almeno Lei! E allora cosa dobbiamo fare? Dobbiamo deciderci, la Madonna dice: “figli miei ascoltatemi”, cioè veramente facciamo questo passo difficile e doloroso, dobbiamo fare questo passo difficile e doloroso cioè dobbiamo dire: nella mia vita c’è il peccato, c’è il male, lo voglio tagliare, lo voglio eliminare! Prendo una decisione, lo taglio, lo elimino, mi vado a confessare e d’ora in poi vivo diversamente! Questa è una decisione che ci dà tanta pace e tanta gioia. Siamo membra del Corpo mistico di Cristo, siamo tralci che danno molto frutto e, anche se il Signore ci pota, sappiamo che però ci induce alla vita e cresciamo ancora di più e quindi qui c’è un invito a decidersi per la conversione, un invito ben chiaro e un’esortazione: “figli miei ascoltatemi, incamminatevi con me” per fare questo passo difficile e doloroso del riconoscimento completo del male che è in noi e giungere alla confessione e alla purificazione, cioè alla decisione di una vita nuova. Facciamolo, facciamolo quanto prima! Attenzione che Dio è Dio dell’oggi, mentre satana è quello che dice: domani. Meditiamoci sopra!

Fonte: “Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

venerdì 1 luglio 2011