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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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lunedì 26 settembre 2011

Due bellissime perle

 

Grazie ad Antonio e Concetta ed al Gruppo di Preghiera Medjugorje Bologna che ci hanno regalato questa sera queste due perle.

La prima questo messaggio da far proprio ogni giorno della nostra vita:

Messaggio del 19 dicembre 1985 (Messaggio al gruppo di preghiera)
Non vi chiedo niente di speciale: vi chiedo solo di pregare al mattino, a mezzogiorno e alla sera e di affidare a me tutti i vostri problemi. Nient’altro. “

La seconda, questo discorso unito così strettamente alla testimonianza richiesta nel messaggio del 25 settembre 2011

 

Messaggio del 25 settembre 2011
”Cari figli, vi invito affinché questo tempo sia per tutti voi il tempo per testimoniare. Voi che vivete nell’amore di Dio e avete sperimentato i Suoi doni, testimoniateli con le vostre parole e con la vostra vita perchè siano gioia ed esortazione alla fede per gli altri. Io sono con voi e intercedo incessantemente presso Dio per tutti voi perché la vostra fede sia sempre viva, gioiosa e nell’amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

VEGLIA DI PREGHIERA CON I GIOVANI

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Fiera di Freiburg im Breisgau
Sabato, 24 settembre 2011

Cari giovani amici!

Durante tutto il giorno ho pensato con gioia a questa serata in cui sarei potuto stare qui insieme con voi ed essere unito a voi nella preghiera. Alcuni forse saranno già stati presenti alla Giornata Mondiale della Gioventù, dove abbiamo potuto sperimentare la particolare atmosfera di tranquillità, di profonda comunione e di intima gioia che caratterizza una veglia serale di preghiera. Auguro che anche noi tutti possiamo fare tale esperienza in questo momento: che il Signore ci tocca e ci fa testimoni gioiosi, che pregano insieme e si fanno garanti gli uni per gli altri, non soltanto stasera, ma durante tutta la nostra vita.

In tutte le chiese, nelle cattedrali e nei conventi, dovunque si radunano i fedeli per la celebrazione della Veglia pasquale, la più santa di tutte le notti è inaugurata con l’accensione del cero pasquale, la cui luce viene poi trasmessa a tutti i presenti. Una minuscola fiamma irradia in tanti luci ed illumina la casa di Dio al buio. In tale meraviglioso rito liturgico, che abbiamo imitato in questa veglia di preghiera, si svela a noi, attraverso segni più eloquenti delle parole, il mistero della nostra fede cristiana. Lui, Cristo, che dice di se stesso: “Io sono la luce del mondo” (Gv 8,12), fa brillare la nostra vita, perché sia vero ciò che abbiamo appena ascoltato nel Vangelo: “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14). Non sono i nostri sforzi umani o il progresso tecnico del nostro tempo a portare luce in questo mondo. Sempre di nuovo facciamo l’esperienza che il nostro impegno per un ordine migliore e più giusto incontra i suoi limiti. La sofferenza degli innocenti e, infine, la morte di ogni uomo costituiscono un buio impenetrabile che può forse essere rischiarato per un momento da nuove esperienze, come da un fulmine nella notte. Alla fine, però, rimane un’oscurità angosciante.

Intorno a noi può esserci il buio e l’oscurità, e tuttavia vediamo una luce: una piccola fiamma, minuscola, che è più forte del buio apparentemente tanto potente ed insuperabile. Cristo, che è risorto dai morti, brilla in questo mondo, e lo fa nel modo più chiaro proprio là dove secondo il giudizio umano tutto sembra cupo e privo di speranza. Egli ha vinto la morte – Egli vive – e la fede in Lui penetra come una piccola luce tutto ciò che è buio e minaccioso. Chi crede in Gesù, certamente non vede sempre soltanto il sole nella vita, quasi che gli possano essere risparmiate sofferenze e difficoltà, ma c’è sempre una luce chiara che gli indica una via, la via che conduce alla vita in abbondanza (cfr Gv 10,10). Gli occhi di chi crede in Cristo scorgono anche nella notte più buia una luce e vedono già il chiarore di un nuovo giorno.

La luce non rimane sola. Tutt’intorno si accendono altre luci. Sotto i loro raggi si delineano i contorni dell’ambiente così che ci si può orientare. Non viviamo da soli nel mondo. Proprio nelle cose importanti della vita abbiamo bisogno di altre persone. Così, in modo particolare, nella fede non siamo soli, siamo anelli della grande catena dei credenti. Nessuno arriva a credere se non è sostenuto dalla fede degli altri e, d’altra parte, con la mia fede contribuisco a confermare gli altri nella loro fede. Ci aiutiamo a vicenda ad essere esempi gli uni per gli altri, condividiamo con gli altri ciò che è nostro, i nostri pensieri, le nostre azioni, il nostro affetto. E ci aiutiamo a vicenda ad orientarci, ad individuare il nostro posto nella società.

Cari amici, “Io sono la luce del mondo – Voi siete la luce del mondo”, dice il Signore. È una cosa misteriosa e grandiosa che Gesù dica di se stesso e di ciascuno di noi la medesima cosa, e cioè di “essere luce”. Se crediamo che Egli è il Figlio di Dio che ha guarito i malati e risuscitato i morti, anzi, che Egli stesso è risorto dal sepolcro e vive veramente, allora capiamo che Egli è la luce, la fonte di tutte le luci di questo mondo. Noi invece sperimentiamo sempre di nuovo il fallimento dei nostri sforzi e l’errore personale nonostante le nostre buone intenzioni. A quanto appare il mondo in cui viviamo, nonostante il progresso tecnico, in ultima analisi non diventa più buono. Esistono tuttora guerre, terrore, fame e malattia, povertà estrema e repressione senza pietà. E anche quelli che nella storia si sono ritenuti “portatori di luce”, senza però essere stati illuminati da Cristo, l’unica vera luce, non hanno creato alcun paradiso terrestre, bensì hanno instaurato dittature e sistemi totalitari, in cui anche la più piccola scintilla di umanesimo è stata soffocata.

A questo punto non dobbiamo tacere il fatto che il male esiste. Lo vediamo, in tanti luoghi di questo mondo; ma lo vediamo anche – e questo ci spaventa – nella nostra stessa vita. Sì, nel nostro stesso cuore esistono l’inclinazione al male, l’egoismo, l’invidia, l’aggressività. Con una certa autodisciplina ciò forse è, in qualche misura, controllabile. E’ più difficile, invece, con forme di male piuttosto nascosto, che possono avvolgerci come una nebbia indistinta, e sono la pigrizia, la lentezza nel volere e nel fare il bene. Ripetutamente nella storia, persone attente hanno fatto notare che il danno per la Chiesa non viene dai suoi avversari, ma dai cristiani tiepidi. Come può allora Cristo dire che i cristiani – e con ciò forse anche quei cristiani deboli – sono la luce del mondo? Forse capiremmo se Egli gridasse: Convertitevi! Siate la luce del mondo! Cambiate la vostra vita, rendetela chiara e splendente! Non dobbiamo forse restare stupiti che il Signore non ci rivolga un appello, ma dica che siamo la luce del mondo, che siamo luminosi, che splendiamo nel buio?

Cari amici, l’apostolo san Paolo, in molte delle sue lettere, non teme di chiamare “santi” i suoi contemporanei, i membri delle comunità locali. Qui si rende evidente che ogni battezzato – ancor prima di poter compiere opere buone – è santificato da Dio. Nel Battesimo, il Signore accende, per così dire, una luce nella nostra vita, una luce che il catechismo chiama la grazia santificante. Chi conserva tale luce, chi vive nella grazia è santo.

Cari amici, ripetutamente l’immagine dei santi è stata sottoposta a caricatura e presentata in modo distorto, come se essere santi significasse essere fuori dalla realtà, ingenui e senza gioia. Non di rado si pensa che un santo sia soltanto colui che compie azioni ascetiche e morali di altissimo livello e che perciò certamente si può venerare, ma mai imitare nella propria vita. Quanto è errata e scoraggiante questa opinione! Non esiste alcun santo, fuorché la beata Vergine Maria, che non abbia conosciuto anche il peccato e che non sia mai caduto. Cari amici, Cristo non si interessa tanto a quante volte nella vita vacilliamo e cadiamo, bensì a quante volte noi, con il suo aiuto, ci rialziamo. Non esige azioni straordinarie, ma vuole che la sua luce splenda in voi. Non vi chiama perché siete buoni e perfetti, ma perché Egli è buono e vuole rendervi suoi amici. Sì, voi siete la luce del mondo, perché Gesù è la vostra luce. Voi siete cristiani – non perché realizzate cose particolari e straordinarie – bensì perché Egli, Cristo, è la vostra, nostra vita. Voi siete santi, noi siamo santi, se lasciamo operare la sua Grazia in noi.

Cari amici, questa sera, in cui ci raduniamo in preghiera attorno all’unico Signore, intuiamo la verità della parola di Cristo secondo la quale non può restare nascosta una città collocata sopra un monte. Questa assemblea brilla nei vari significati della parola – nel chiarore di innumerevoli lumi, nello splendore di tanti giovani che credono in Cristo. Una candela può dar luce soltanto se si lascia consumare dalla fiamma. Essa resterebbe inutile se la sua cera non nutrisse il fuoco. Permettete che Cristo arda in voi, anche se questo può a volte significare sacrificio e rinuncia. Non temete di poter perdere qualcosa e restare, per così dire, alla fine a mani vuote. Abbiate il coraggio di impegnare i vostri talenti e le vostre doti per il Regno di Dio e di donare voi stessi – come la cera della candela – affinché per vostro mezzo il Signore illumini il buio. Sappiate osare di essere santi ardenti, nei cui occhi e cuori brilla l’amore di Cristo e che, in questo modo, portano luce al mondo. Io confido che voi e tanti altri giovani qui in Germania siate fiaccole di speranza, che non restano nascoste. “Voi siete la luce del mondo”. “Dove c’è Dio, là c’è futuro!” Amen.

Video Commento di P. Livio al Messaggio del 25 settembre 2011

Commento di Padre Livio al Messaggio da Medjugorje del 25 settembre 2011 dato dalla Madonna alla veggente Marija Pavlovic.


Fonte: Radio Maria

domenica 25 settembre 2011

Video Marija Pavlovic comunica il Messaggio del 25 settembre 2011

 

La veggente Marija Pavlovic Lunetti comunica a Radio Maria il messaggio che ha ricevuto oggi 25 settembre 2011 dalla Madonna.

 
Fonte: Radio Maria

Messaggio del 25 settembre 2011

“Cari figli, vi invito affinché questo tempo sia per tutti voi il tempo per testimoniare. Voi che vivete nell’amore di Dio e avete sperimentato i Suoi doni, testimoniateli con le vostre parole e con la vostra vita perchè siano gioia ed esortazione alla fede per gli altri. Io sono con voi e intercedo incessantemente presso Dio per tutti voi perché la vostra fede sia sempre viva, gioiosa e nell’amore di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. “

sabato 24 settembre 2011

Colui che desidera alleggerirti e darti riposo è qui!

 

Preghiera di guarigione del 21.9.'11 a Medjugorje

 

«Perché porti pesi dentro di te?
Colui che desidera alleggerirti e darti riposo è qui!»

Gesù, noi crediamo che tu sei con noi. Tu hai detto: "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". "Io sono con voi", tu sei con noi, Gesù! Ti preghiamo, Signore: guariscici sia fisicamente ed esternamente che interiormente, guarisci la nostra anima! Donaci la salute non solo del corpo, ma ancor più dell'anima, dell'interiorità! Proprio lei, l'anima, è spesso ferita, resa schiava, in lei c'è inquietudine. O Gesù, tu sei la sorgente della pace! La nostra e tua Madre ci invita a cercarti, perché tu sei il Re della pace. Gesù, tu sei la nostra pace! Perciò innanzitutto ti preghiamo, o Signore: rafforza la nostra fede in te! Tu chiedi la fede: "La tua fede ti ha salvato". "Perché temete, uomini di poca fede?". Tu chiedi la fede! Rafforza, Signore, la nostra fede affinché crediamo in te ed abbiamo una fiducia totale in te! Gesù, credo in te, Gesù credo in te! Gesù, confido pienamente in te!

Continua a pregare Gesù perché rafforzi la tua fede e ripeti: "Gesù, credo in te!".

Le ferite interiori, le ferite dell'anima, le ferite del tuo cuore che non sono guarite costituiscono le diverse cause di inquietudine. Per questo tu, o Gesù, ci inviti: "Perdona, cura quelle ferite! Non portate pesi in voi: venite a Me voi tutti affaticati ed oppressi ed io vi ristorerò! Perché porti pesi dentro di te? Perché? Colui che desidera alleggerirti e darti riposo è qui!".
Per questo, o Gesù, ora ti prego come tu hai pregato il Padre: "Padre, perdonali!". Per me è difficile farlo! Perciò ora ti prego, Gesù: perdona la persona che mi ha ferito, perdonala, Signore! Desidero ora guardare davanti a te la persona che mi ha ferito, guardarla con i tuoi occhi e non solo con i miei. Mi chiedo: "Come vedi tu la persona che mi ha offeso?". O Gesù, risveglia in me l'amore verso la persona che mi ha offeso, mi ha fatto un'ingiustizia, mi ha detto parole offensive, che ha detto cose non vere! O Gesù, risveglia e libera in me l'amore verso la persona che non mi piace, che è pesante, che è una croce per me e che io non sopporto! Risveglia in me l'amore verso quella persona, affinché veda le sue qualità positive. In spirito vado da quella persona e le dico: "Ti amo perché Gesù ti ama!". Le dico: "Ti voglio bene!".

Continua a pregare per avere amore verso la persona che ti ha offeso, continua ad osservarla con gli occhi di Gesù.

A volte, o Gesù, non riesco a perdonare me stesso e perciò in me c'è inquietudine: perché ho sbagliato! Io ho ferito gli altri e non posso perdonarmelo! Gesù, adesso desidero guardare a te, ai tuoi occhi e vedo ciò che ha visto Pietro quando ti ha guardato dopo averti rinnegato: guardo i tuoi occhi per vedere come tu mi ami! Non voglio guardare a me stesso da solo - come Giuda - voglio guardarmi come tu mi vedi, con i tuoi occhi! In essi vedo un amore vivo, il perdono! Grazie, o Gesù! Gesù, grazie perché mi ami anche quando sono debole, quando sbaglio come Pietro. Gesù, grazie perché sono amato, sono un essere amato!

Continua a ringraziare Gesù perché ti ama anche quando sbagli! Adesso amati, perdonati perché sei un salvato!

Cause di inquietudine possono essere le paure: quando hai paura del futuro, temi per te stesso, per la tua famiglia. O Signore, liberami dalla paura! Che le tue parole: "Non temere: io sono con te!" comincino ad operare con forza dentro di me! Che queste parole "Non temere!" o Gesù, siano forti in me! Per questo ora, o Gesù, ripeto queste parole in me: "Gesù, non temo perché tu sei con me!" Tu, o Gesù, dici: "Non preoccupatevi angosciosamente!". Perciò, o Gesù, ora ti dico: "Non mi preoccupo angosciosamente, perché tu sei con me!".
O Gesù, tocca tutte le mie schiavitù, tutto quello che mi rende schiavo dentro! Liberami dall'odio che mi rende schiavo, dall'invidia, dalla gelosia, dalla superbia! Tocca anche le mie ferite fisiche, tocca il mio corpo o Gesù! Guariscimi, ma sia fatta in me la tua volontà!

Per intercessione di Maria vi benedica, vi riempia di pace e di amore Dio Onnipotente: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.


Fonte: Livestreaming Medjugorje -
www.medjugorje.hr.
Traduzione dal croato personale (apostolo21)

Fonte: IdM

martedì 20 settembre 2011

O Gesù, dì soltanto una parola e la mia anima guarirà!

 

Preghiera di guarigione del 12.9.2011 a Medjugorje

O Gesù,  dì soltanto una parola e la mia anima guarirà!


Adesso preghiamo per la salute dell'anima e del corpo, per la pace nel cuore.

Gesù, dì soltanto una parola e la mia anima guarirà!

Gesù, a volte mi sento non accolto: gli altri non mi capiscono, non mi amano, non mi stimano, non mi ringraziano, non si rallegrano di me. Non riconoscono il mio valore, il mio lavoro. Dì, o Gesù, una parola e la mia anima guarirà!

Dimmi la parola: "Ti amo!".

O Gesù, tu mi dici queste parole: "Ti amo, tu sei un essere amato!".

Grazie o Gesù perché mi dici, mi trasmetti le parole del Padre: "Ti amo, tu sei il mio amato figlio, la mia amata figlia!". Grazie, o Gesù, perché mi riveli che io sono un essere amato da Dio! O come gioisco per questo: io sono un essere amato da Dio, Dio mi ama!

Continua a gioire per questo: tu sei un essere amato da Dio! Ripeti queste parole dentro di te, rallegrati di questo!

O Gesù, a volte in me si manifesta la paura: paura di fronte al futuro - cosa avverrà? Come avverrà? -, paura di incidenti, paura che accada qualcosa a me, ai miei figli, ai miei . . Paura di tutto: delle malattie . . Dì, o Gesù, una parola affinché la mia anima guarisca!
Tu dici, o Gesù: "Non temere! Non temere! Perché avete paura, uomini di poca fede? Non preoccupatevi angosciosamente: guardate gli uccelli, guardate i gigli".
O Gesù, che queste parole guariscano la mia anima!

Ripeto queste parole dentro di me: "Non temere!". Grazie, Gesù, perché le tue parole mi guariscano!

O Gesù, so come bisogna comportarsi quando ci sono ferite nel corpo: allora rifletto, faccio di tutto per fasciarle, per curarle affinché guariscano. A volte, però, non so come comportarmi nei confronti delle ferite dell'anima: non sono neppure cosciente di esse e le porto in me, porto in me dei pesi. Non perdono e questo causa una profonda mancanza di pace in me, nella mia famiglia. Istruiscimi, o Gesù su come curare le ferite interiori! Dì una parola, o Gesù, affinché la mia anima guarisca!

 

Tu, o Gesù, mi dici: "Perdona! Settanta volte sette, sempre! Il perdono è la medicina dell'interiorità, la liberazione dell'interiorità dalla schiavitù!".

Quando in me c'è odio io sono schiavo.
Tua Madre, o Gesù, ci insegna a seguire il tuo esempio e tu dici: "Amate i nemici!". Tua Madre dice: "Pregate per avere amore verso coloro che vi hanno offeso".

O Gesù, donami l'amore verso la persona che mi ha offeso, che mi ha detto qualche parola che mi ha offeso, che mi ha fatto qualche ingiustizia: o Gesù, donami amore verso quella persona! Donami l'amore, o Gesù!
Ora dico a quella persona: "Ti amo! Ora desidero guardarti non con i miei occhi, ma desidero vederti così come ti vede Gesù". Dì a quella persona: "Ti amo, ti voglio bene: anche tu sei un essere di Dio, Gesù non ha respinto neanche te e neppure io ti rifiuto. Rifiuto l'ingiustizia, rifiuto il peccato, ma non te!".


Continua a pregare per avere amore verso la persona che ti ha offeso.

A volte sono schiavo nell'interiorità, non ho pace, l'odio mi rende schiavo! In me regnano la gelosia, l'invidia, i pensieri negativi, i sentimenti negativi verso gli altri. Per questo vedo solo il negativo, ciò che è nero nell'altro: perché sono cieco! Per questo le mie parole e reazioni verso quella persona sono negative.

A volte sono schiavo delle cose materiali, in me c'è avidità. Non sono soddisfatto: penso di possedere poco, poco per me . e come potrei avere qualcosa per gli altri, se manca per me? Mi paragono agli altri, vedo solo ciò che io non ho.

O Gesù, dì una parola, guarisci la mia interiorità! Guarisci il mio cuore! Dì una parola che mi ricordi la caducità delle cose materiali. Apri i miei occhi perché veda ciò che ho, che ho qualcosa per tutti.


Ringrazia Gesù per tutto ciò che hai e vedrai che possiedi e che puoi dare agli altri!

 

O Gesù, esiste anche la malattia fisica. Ora ti dono le mie malattie fisiche. Se non ne ho di mie, penso ora agli altri che sono malati nel corpo.

O Gesù, se è tua volontà, guariscici! Guarisci, o Gesù, i nostri dolori corporali! Rialza, Signore, i malati nel corpo!

 

Dio Onnipotente benedica tutti voi, vi dia la salute dell'anima e del corpo, vi riempia della sua pace e del suo amore: nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.



Da IdM :  Fonte: Livestreaming Medjugorje - www.medjugorje.hr , traduzione dal croato personale (apostolo21) .

lunedì 19 settembre 2011

Video Pellegrinaggio a Medjugorje Agosto 2011


Pellegrinaggio a Medjugorje commentato dalla giornalista Donatella Cupertino

 

La preghiera è vita con Dio nell'amore


Una delle più belle definizioni della preghiera suona così: "La preghiera è vita con Dio nell'amore!" A noi cristiani ogni tanto rimproverano che le nostre invocazioni sono troppo rumorose, veloci, e che non dedichiamo loro il tempo necessario. Questo può anche essere vero.
Gesù ha severamente criticato la preghiera formale, quella delle labbra, incapace di cambiare la vita. Ha criticato anche la preghiera di richiesta, in quanto è solo la ricerca di ciò di cui abbiamo bisogno. Gesù ha paragonato questa preghiera con quella pagana, che non viene esaudita.
Infatti la nostra preghiera può essere veramen­te atea, cioè senza Dio.
Questo succede quando nella preghiera cerchiamo quello che ci serve, ma non
cerchiamo Dio e la Sua volontà. Gesù, infatti, premette che il Padre sa tutto quello di cui abbia­mo bisogno, che ci ama ed è pronto a donarci tutto; ci invita a cercare prima di tutto il Regno di Dio e la Sua giustizia e tutto il resto ci sarà dato in abbondanza.
Ciò non vuol dire che non possiamo pregare Gesù per le nostre necessità, dire a Lui quello che ci opprime, cercare il Suo aiuto nelle difficoltà.
Anzi, Egli stesso ci esorta:
"Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bus­sate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto!" (Mt 7,7-s).
Però se la nostra preghiera rimane ferma sulle richieste, allora essa è atea, perché non cerca Dio, ma solo i Suoi doni. Dio non vuole stare con noi solo quando abbiamo bisogno di Lui, ma vuole rimanere con noi sempre.
Molti cristiani vivono la crisi della preghiera. Sono convinti di non saper pregare e di non avere tempo per la preghiera. Ma la verità è un'altra. Essi cercano prima di risolvere in un altro modo i propri problemi, e se non ci riescono, allora pro­vano con Dio. Come se Dio fosse un "pronto soc­corso" Mentre se non hanno alcun bisogno, allora non hanno bisogno neanche di Dio e
non Lo cercano. Perciò si può dire che il vero problema della preghiera è il nostro rapporto con Dio, cioè la no­stra Fede.
Esistono diverse forme e modi di pregare. Da noi è più espressiva la preghiera orale, con molte paro­le, testi e canti. Questo è bene, ma non soddisfa più il cuore dell'uomo d'oggi. Il cuore si riempie quoti­dianamente di informazioni varie, di immagini: ha bisogno della tranquillità e della pace per incon­trarsi con Dio. Perciò il senso di tutte le parole, dei canti, delle invocazioni sta nel fatto che l'ani­ma ed il cuore entrino in un nuovo ritmo, quello divino, per poter rimanere con Dio, nella pace.
La preghiera più adatta a questo scopo, è cer­tamente quella di Adorazione.
Mentre ogni nostra preghiera, come abbiamo detto, può diventare atea, perché
in essa invece di cercare Dio cerchia­mo i Suoi doni, l'Adorazione è qualcosa di partico­lare. Se dedico del tempo a Gesù adorandoLo nel Santissimo Sa-cramento dell'Altare, allora io cerco Lui presente nel Sacramento, che è Emmanuele - Dio con noi. Non Lo cerco per i Suoi doni.
Se Lo adoro, vuol dire che cerco soprattutto Lui, Lo benedico e Lo ringrazio, Lo lodo e Lo esalto, perché Egli è il Signore. La fede e l'amore sono la condizione dell'Adorazione. Noi non riusciamo a trattenerci a lungo con la persona della quale non ci fidiamo, o non amiamo.
Questo vale anche per i nostri rapporti con Dio. La fiducia e l'amore crescono dimorando gli uni con gli altri. E quanto più cresce l'amore verso qualcuno, tanto meno abbiamo bisogno delle pa­role per capirci, e rimane sempre più spazio per il silenzio, che penetra nelle profondità del nostro cuore e della nostra anima e raggiunge la tranquil­lità "in Dio" e non nelle "cose" che Egli ha dato.
In questo tempo senza-Dio, caratterizzato dal materialismo e da varie idola-trie, che nella corsa frenetica distolgono il cuore umano dalla presenza divina, accade che molti cristiani si sentano vuoti dentro, soli, nella paura e nell'angoscia, senza la luce e senza una via d'uscita, nell'amarezza e nel­la sofferenza, senza vita interiore e senza un rap­porto con Dio. In questo vuoto assoluto, l'Adora­zione è di prima necessità.
Riconoscere Dio nel proprio cuore, riservargli il primo posto, ascoltar­Lo, dimorare in Lui, riposare in Lui, creare lo spa­zio per Lui, collaborare con Lui servendosi dei Suoi doni, stare in ascolto e riconoscersi in Lui: questa è la necessità assoluta del cristiano d'oggi. Riconoscere Dio nelle Sue creature, accoglierlo con amore e collaborare con Lui, lo può solo chi sa adorarlo.
Con l'Adorazione cresce e si approfondisce sempre di più il rapporto con Dio Creatore e con sé stesso, come essere creato e donato, ma an­che verso gli altri uomini e verso tutto il creato. Il fatto terribile che avvengono tanti conflitti parla da sé: l'uomo d'oggi si trova sulla via dell'autodistruzione. E tutto questo, perché si è al­lontanato da Dio, cioè dalla vita e dalla luce, dal­la verità e dall'amore.
Il cuore umano non può rimanere tranquillo. Perciò aumenta la violenza e la
distruzione.
Al mondo può capitare quello che succede al bambino che non ha sperimentato l'amore materno e paterno: ed allora lo cerca in tutti i modi, senza saper scegliere i mezzi, ma, anzi, distruggendo sé stesso e gli altri attorno a sé.

P. Slavko Barbaric
Tratto da “Adorate col cuore mio figlio”
di P. Slavko Barbaric OFM

 

Fonte: IdM

sabato 17 settembre 2011

Matrimonio Patrizia e Cristian

 

Quest’oggi, nella loro Chiesa Parrocchiale, la Chiesa dei Santi Francesco Saverio e Mamolo,  la nostra  carissima Patrizia del Gruppo Regina della Pace  ed il suo Cristian hanno celebrato il loro Matrimonio.

La cerimonia è stata bellissima e grande è stata la commozione, anche perchè il loro matrimonio è giunto dopo anni di convivenza e dopo che  Patrizia ha avuto a Medjugorje la conversione del cuore che l’ha fatta decidere per la santificazione della  sua unione con Cristian nel vincolo del Matrimonio religioso.

Testimoni degli sposi sono stati Antonio e Concetta del Gruppo di Preghiera Medjugorje Bologna, conosciuti proprio a Medjugorje.

Gli sposi hanno regalato al celebrante un anello con inciso il Padre Nostro e le fedi nuziali sono state acquistate a Medjugorje, mentre la cerimonia ha avuto come sottofondo musicale il violino di Melinda dei Figli del Divino Amore.

Sono certissimo che Maria era oggi in mezzo a noi e che piangeva di gioia dalla felicità.

Un carissimo Augurio agli sposi di un matrimonio, come detto dal celebrante, Felice, Fedele e Fecondo.

Auguri Patrizia e Cristian !!

Qui di seguito alcune foto; vorrei sottolineare quella in cui gli sposi, cosa rara  da vedersi,  sono andati a rendere grazie al Santissimo, prima di lasciare il presbiterio.

 

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giovedì 15 settembre 2011

BEATA VERGINE MARIA ADDOLORATA


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Inno

 


«Vergine madre, figlia del tuo Figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'eterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l'amore
per lo cui caldo ne l'eterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se' a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra i mortali,
se' di speranza fontana vivace.

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia ed a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz'ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate».

 

Sequenza

Addolorata, in pianto 
la Madre sta presso la Croce 
da cui pende il Figlio.

Immersa in angoscia mortale 
geme nell’intimo dei cuore 
trafitto da spada.

Quanto grande è il dolore 
della benedetta fra le donne, 
Madre dell'Unigenito!

Piange la Madre pietosa 
contemplando le piaghe 
del divino suo Figlio.

Chi può trattenersi dal pianto 
davanti alla Madre di Cristo 
in tanto tormento?

Chi può non provare dolore 
davanti alla Madre 
che porta la morte del Figlio?

Per i peccati del popolo suo 
ella vede Gesù nei tormenti 
del duro supplizio.

Per noi ella vede morire 
il dolce suo Figlio, 
solo, nell'ultima ora.

O Madre, sorgente di amore, 
fa' ch'io viva il tuo martirio, 
fa' ch’io pianga le tue lacrime.

Fa' che arda il mio cuore 
nell’amare il Cristo-Dio, 
per essergli gradito.

Ti prego, Madre santa:
siano impresse nel mio cuore 
le piaghe del tuo Figlio.

Uniscimi al tuo dolore 
per il Figlio tuo divino 
che per me ha voluto patire.

Con te lascia ch'io pianga 
il Cristo crocifisso 
finché avrò vita.

Restarti sempre vicino
piangendo sotto la croce:
questo desidero.

O Vergine santa tra le vergini, 
non respingere la mia preghiera, 
e accogli il mio pianto di figlio.

Fammi portare la morte di Cristo, 
partecipare ai suoi patimenti, 
adorare le sue piaghe sante.

Ferisci il mio cuore con le sue ferite, 
stringimi alla sua croce, 
inèbriami del suo sangue.

Nel suo ritorno glorioso 
rimani, o Madre, al mio fianco, 
salvami dall’eterno abbandono.

O Cristo, nell'ora del mio passaggio
fa' che, per mano a tua Madre, 
io giunga alla mèta gloriosa.

Quando la morte dissolve il mio corpo

aprimi, Signore, le porte del cielo, 
accoglimi nel tuo regno di gloria.

lunedì 12 settembre 2011

Video Testimonia​nza di Mirjana 1 settembre 2011 a Medjugorje

 


 

grazie a vittorio

In ogni circostanza pensa a Maria e invocala

 

O tu che, nelle fluttuazioni di questo mondo, ti accorgi di essere sbattuto dalle burrasche e dalle tempeste piuttosto che di camminare sulla terra ferma, non distogliere gli occhi dallo splendore di questa stella, se non vuoi essere sommerso dalle tempeste! Se si levano i venti delle tentazioni, se ti imbatti negli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria. Se sei sballottato dalle onde della superbia, dell’ambizione, della calunnia, della gelosia, guarda la stella, invoca Maria. Se l’ira o l’amore al denaro o i piaceri illeciti della carne scuotono la navicella del tuo cuore, guarda a Maria. Se, sconvolto dall’enormità dei tuoi peccati, turbato dalla sporcizia della tua coscienza, atterrito dalla paura del giudizio, cominci a precipitare nel baratro della tristezza, nell’abisso della disperazione, pensa a Maria.
Nei pericoli, nelle angosce, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria. Che ella non si allontani mai dalla tua bocca, non si allontani mai dal tuo cuore, e, per ottenere il soccorso della sua preghiera, segui l’esempio della sua vita. Seguendo lei non devierai, pregando lei non ti scoraggerai, pensando a lei non sbaglierai; se lei ti tiene per mano non cadi, se lei ti protegge non temi, se lei ti fa da guida non ti affatichi, se lei ti è favorevole arrivi al porto. Così in te stesso sperimenterai quanto è giusta questa parola: «E il nome della Vergine era Maria».

 

Dalle «Omelie in lode della Vergine Madre» di san Bernardo, abate.

domenica 11 settembre 2011

Medjugorje, i comunisti contro le apparizioni

 

A trent’anni di distanza dall’inizio del fenomeno Medjugorje, il paesino della Bosnia Erzegovina dove a partire dal giugno 1981 un gruppo di ragazzi affermò di vedere la Madonna, vengono alla luce i rapporti della polizia segreta comunista che dimostrano il pesante intervento del regime. Le autorità considerarono le apparizioni «uno strumento dell’azione nemica controrivoluzionaria, indirizzata contro la fraternità e unità dei popoli della Jugoslavia» e cercarono di soffocare quanto stava accadendo attraverso intercettazioni, ricatti, minacce e la fabbricazione di falsi dossier, in particolare contro il frate francescano Jozo Zovko, che seguiva i veggenti. Finendo per condizionare negativamente anche il giudizio di vari esponenti della Chiesa locale.

A rendere noti i documenti è il giornalista Žarko Ivković, autore di una sezione del libro «Il mistero di Medjugorje» pubblicato dal principale quotidiano croato, Vecernji List. Ivković ha lavorato negli archivi dell’Agenzia d’informazione della Bosnia-Erzegovina consultando le carte della polizia segreta jugoslava, il potente Servizio di sicurezza SDB (Služba državne bezbjednosti).

Per spaventare la gente e impedire raduni a Medjugorje, i comunisti di Čitluk, organizzarono innanzitutto dei convegni per le unità locali dell’Erzegovina, che venivano istruite presentando i francescani come nemici del comunismo e, in particolare, padre Jozo come il regista delle «apparizioni inventate» con cui seduceva «il popolo ed i bambini». I pellegrini, però, continuarono ad aumentare e così il governo dichiarò lo stato di emergenza: iniziarono le perquisizioni dei fedeli e dei preti; da Sarajevo arrivò la polizia speciale che proibì l’accesso al monte delle apparizioni. Infine furono coinvolti anche i servizi segreti. Dai documenti emerge che tra gli obiettivi principali c’era quello di «rendere passivi» i protagonisti degli avvenimenti. Gli agenti dell’SDB iniziarono a spiarli, a raccogliere informazioni sulla loro «attività nemica» per costruire dossier che li compromettessero.

In particolare colpisce un rapporto del novembre 1987, dedicato all’operazione «Crnica» (nome originario della collina delle apparizioni, oggi nota come Podbrdo). L’estensore del documento descrive al suo superiore i passi compiuti per compromettere alcuni frati considerati gli ideatori delle apparizioni. Lo strumento principale utilizzato appare essere lo stesso vescovo di Mostar, monsignor Pavao Žanić, il quale, dopo essersi mostrato inizialmente aperto verso la possibilità che si trattasse di un evento soprannaturale, ne era diventato il più deciso nemico. Si apprende ora che la sua avversione era stata alimentata da una serie di documenti costruiti dagli stessi uomini dell’SDB, che furono fatti circolare tra Mostar, il Vaticano e alcuni Paesi europei. In particolare si attribuivano avventure amorose a padre Jozo Zovko, tenuto sotto stretto controllo dalla polizia segreta ancora prima delle apparizioni di Medjugorje a motivo della presa che avevano le sue omelie sui giovani, e che sarà anche arrestato e malmenato.

La seconda parte del piano, sfruttando l’antico dissidio esistente in Erzegovina tra clero secolare e religiosi francescani, prevedeva di creare il caos nella Chiesa locale mettendo tutti contro tutti. Dal rapporto emerge come il vescovo Žanić fosse pronto a recepire qualsiasi documento contro i francescani e contro le apparizioni, anche se di dubbia provenienza. «Da questo documento – osserva Ivković – risulta che la polizia segreta era a conoscenza delle posizioni del vescovo e che ha direttamente influenzato le sue azioni».

Anche questi documenti saranno vagliati dalla commissione della Santa Sede chiamata a pronunciarsi su Medjugorje, che Benedetto XVI due anni fa ha affidato alla guida del cardinale Camillo Ruini.

«Già all’epoca non era certo difficile intuire che il regime comunista avesse cercato di interferire pesantemente sui fatti di Medjugorje. Questi documenti dovrebbero far riflettere la Chiesa sulle condizioni difficili e certamente non serene in cui si trovava ad agire il vescovo di Mostar», commenta Antonio Socci, giornalista e scrittore, autore di un libro dal titolo quasi uguale a quello pubblicato da Vecernji List («Mistero Medjugorje», edizioni Piemme). Le rivelazioni che emergono dagli archivi della polizia segreta non lo sorprendono.

«All’inizio – spiega Socci – i frati francescani di Medjugorje erano molto duri con i veggenti, temevano che si trattasse di una trappola, di un’invenzione del regime. Mentre il vescovo di Mostar, Pavao Žanić, era più comprensivo e aperto. Andò anche a celebrare messa a Medjugorje e difese i ragazzi. Poi dal gennaio 1982 cambiò completamente la sua posizione. La Chiesa dovrebbe riflettere sul fatto che certe posizioni non furono certo prese in un clima sereno, ma pesantemente condizionato».

«I ragazzi – aggiunge lo scrittore - vennero intimiditi, minacciati. Vennero minacciate le loro povere famiglie che rischiavano di perdere il lavoro. Mi raccontava la veggente Mirjana che la polizia veniva a prelevarla a scuola e che interrogava gli amici con i quali era uscita. A quel tempo nessuno pensava che il comunismo sarebbe caduto: la prospettiva per quei ragazzi era quella di una vita sempre sotto controllo e sotto pressione da parte del regime. Eppure non si sono smossi di un millimetro, continuando a raccontare ciò che avevano visto e continuavano a vedere».

Quale peso ebbe questo intervento del regime nel giudizio iniziale delle autorità ecclesiastiche locali? Socci risponde: «In Vaticano c’era un uomo che conosceva bene certi metodi per averli vissuti sulla sua pelle, e non c’è mai cascato. Si chiamava Papa Wojtyla. Ma il tentativo di demolire Medjugorje può aver fatto breccia su coloro che non conoscevano gli usi della polizia comunista, e così il fango gettato addosso dal regime a questi ragazzi e a chi li seguiva in parrocchia ha ottenuto qualche effetto».

Il vescovo di allora, Žanić, era contrario. Ma anche il suo successore, l’attuale pastore di Mostar Ratko Peric, è della stessa idea, e cioè contrarissimo alle apparizioni. «Rispetto la posizione di monsignor Peric – conclude Socci – ma mi chiedo come possa essere così decisamente contrario senza aver mai voluto incontrare né interrogare i veggenti. Il fatto che non sia stato chiamato a fare parte della commissione istituita dal Papa mi sembra eloquente».

 

Fonte: articolo di A. Tornielli su La Stampa del 9 settembre 2011

Commento dello stesso Tornielli sul suo Blog “Sacri Palazzi” in un post della stessa data:

La  polizia segreta contro Medjugorje

Cari amici, su La Stampa di ieri ho pubblicato un articolo dedicato a Medjugorje. Non per entrare nel merito dell’autenticità delle apparizioni (in un thread precedente vi ho raccontato l’esperienza che ho vissuto lo scorso marzo, quando per la prima volta mi sono recato nel famoso paesino dell’Erzegovina), quanto piuttosto per documentare le pressioni, le minacce e i tentativi di condizionare il giudizio della Chiesa avvenuti da parte del regime comunista jugoslavo.

A trent’anni di distanza dall’inizio del fenomeno Medjugorje, il paesino della Bosnia Erzegovina dove a partire dal giugno 1981 un gruppo di ragazzi affermò di vedere la Madonna, vengono alla luce i rapporti della polizia segreta comunista che dimostrano il pesante intervento del regime. Le autorità considerarono le apparizioni «uno strumento dell’azione nemica controrivoluzionaria, indirizzata contro la fraternità e unità dei popoli della Jugoslavia» e cercarono di soffocare quanto stava accadendo attraverso intercettazioni, ricatti, minacce e la fabbricazione di falsi dossier, in particolare contro il frate francescano Jozo Zovko, che seguiva i veggenti. Finendo per condizionare negativamente anche il giudizio di vari esponenti della Chiesa locale.

A rendere noti i documenti è il giornalista Žarko Ivković, autore di una sezione del libro «Il mistero di Medjugorje» pubblicato dal principale quotidiano croato, Vecernji List. Ivković ha lavorato negli archivi dell’Agenzia d’informazione della Bosnia-Erzegovina consultando le carte della polizia segreta jugoslava, il potente Servizio di sicurezza SDB (Služba državne bezbjednosti).

Per spaventare la gente e impedire raduni a Medjugorje, i comunisti di Čitluk, organizzarono innanzitutto dei convegni per le unità locali dell’Erzegovina, che venivano istruite presentando i francescani come nemici del comunismo e, in particolare, padre Jozo come il regista delle «apparizioni inventate» con cui seduceva «il popolo ed i bambini». I pellegrini, però, continuarono ad aumentare e così il governo dichiarò lo stato di emergenza: iniziarono le perquisizioni dei fedeli e dei preti; da Sarajevo arrivò la polizia speciale che proibì l’accesso al monte delle apparizioni. Infine furono coinvolti anche i servizi segreti. Dai documenti emerge che tra gli obiettivi principali c’era quello di «rendere passivi» i protagonisti degli avvenimenti. Gli agenti dell’SDB iniziarono a spiarli, a raccogliere informazioni sulla loro «attività nemica» per costruire dossier che li compromettessero.

In particolare colpisce un rapporto del novembre 1987, dedicato all’operazione «Crnica» (nome originario della collina delle apparizioni, oggi nota come Podbrdo). L’estensore del documento descrive al suo superiore i passi compiuti per compromettere alcuni frati considerati gli ideatori delle apparizioni. Lo strumento principale utilizzato appare essere lo stesso vescovo di Mostar, monsignor Pavao Žanić, il quale, dopo essersi mostrato inizialmente aperto verso la possibilità che si trattasse di un evento soprannaturale, ne era diventato il più deciso nemico. Si apprende ora che la sua avversione era stata alimentata da una serie di documenti costruiti dagli stessi uomini dell’SDB, che furono fatti circolare tra Mostar, il Vaticano e alcuni Paesi europei. In particolare si attribuivano avventure amorose a padre Jozo Zovko, tenuto sotto stretto controllo dalla polizia segreta ancora prima delle apparizioni di Medjugorje a motivo della presa che avevano le sue omelie sui giovani, e che sarà anche arrestato e malmenato.

La seconda parte del piano, sfruttando l’antico dissidio esistente in Erzegovina tra clero secolare e religiosi francescani, prevedeva di creare il caos nella Chiesa locale mettendo tutti contro tutti. Dal rapporto emerge come il vescovo Žanić fosse pronto a recepire qualsiasi documento contro i francescani e contro le apparizioni, anche se di dubbia provenienza. «Da questo documento – osserva Ivković – risulta che la polizia segreta era a conoscenza delle posizioni del vescovo e che ha direttamente influenzato le sue azioni».

Anche questi documenti saranno vagliati dalla commissione della Santa Sede chiamata a pronunciarsi su Medjugorje, che Benedetto XVI due anni fa ha affidato alla guida del cardinale Camillo Ruini.

Analisi dei messaggi di Medjugorje del 2011


Cari amici,

dopo il messaggio della nostra Mamma Celeste del 25 agosto abbiamo deciso di fare una breve analisi dei messaggi che Lei ci ha donato quest'anno.

Come ben sapete la Mamma Celeste ci chiede nell’ultimo messaggio di pregare e digiunare per le Sue intenzioni ma ciò che maggiormente ci colpisce è che alla fine del messaggio Lei si rivolge unicamente a coloro che hanno dato il loro “Sì” a Lei, chiedendo di essere forti e decisi. Se satana vuole rovinare i piani di Dio e riesce a sedurre molte anime, tanto più coloro che stanno seguendo la Madonna accogliendo i Suoi messaggi, dovrebbero essere forti a non cedere!

Ormai sono passati 30 anni di apparizione a Medjugorje e ancora un gran numero di persone non accolgono, o addirittura rifiutano, il Suo invito a intraprendere una vita di grazia in Dio, un cammino di fede e di santità.
E’ bene che anche noi ci facciamo un esame di coscienza e capire in quale parte ci troviamo: tra coloro che hanno detto “sì” alla Madonna e vivono i Suoi messaggi o tra coloro che non li vivono (non basta solo leggerli ogni mese).

Se ci sentiamo “innamorati di Maria” non possiamo non essere attivi nella vita di fede. Non possiamo non accogliere i Suoi inviti. Un cuore innamorato è fonte di amore e di dedizione e si gode nel vivere in unione con Lei e con il Signore.

Se qualche cosa ci impedisce di poterci dedicare alla vita di fede è bene trovare un rimedio. Il Signore stesso ci insegna che se qualche cosa di noi crea scandalo è meglio tagliare quella parte ed entrare in Paradiso piuttosto che tenerci quella parte e finire nell’Inferno. La nostra priorità deve essere sempre il nostro Signore.
Non possiamo vivere trascinati dalla corrente del mondo e vivere nell’indifferenza o nell’apatia, non dedicando tempo alla preghiera e alle opere.

Come si dice: Noi cristiani siamo nel mondo ma non siamo del mondo.

E’ importante renderci conto chi siamo.

C’è una parte dello scritto “Le Glorie di Maria”, di S. Alfonso Maria de Liguori, che ci fa comprendere quanto la nostra Mamma del Cielo ci ami e che sia sempre presente nella nostra vita nonostante fossimo anche in stato di peccato: “Un peccatore disse un giorno alla Santa Vergine : « Mostrami che sei mia Madre - E tu, rispose la Madonna, mostrami che sei mio figlio.» Ad un altro che la invocava chiamandola Madre di Misericordia, lei rispose: "Voi altri peccatori, quando volete il mio aiuto mi chiamate Madre di Misericordia, ma voi non cessate di peccare, facendo di me una Madre di miseria e di dolori".

Amici, non possiamo più vivere serviti dal Signore e dalla Mamma Celeste! Dobbiamo svegliarci dal torpore della fede e iniziare ad essere servitori umili, fedeli e soprattutto attivi, comportarci da autentici figli di Dio. Fino a quando la nostra Mamma Celeste continuerà a darci i Suoi messaggi? Non lo sappiamo. Sono passati 30 anni e ha vissuto in mezzo a noi gli stessi anni che ha vissuto con Gesù sulla terra prima della Sua vita pubblica. Ci rendiamo conto di questa straordinaria grazia?

Analizziamo i messaggi di quest’anno (gennaio-agosto)

La Mamma Celeste, in questi 8 messaggi, sottolinea più volte questi 3 punti:

- il “Sì” al Suo invito

- la conversione

- il Suo Cuore Immacolato

Approfondiamo:
- il “Sì” al Suo invito.

Dire “Sì” all’invito della Madonna è imitare il Suo atteggiamento di fede nei confronti del Signore: il Suo Fiat!

La Mamma Celeste è in mezzo a noi perché il Signore ha voluto mandarLa per aiutarci a salvarci. Dobbiamo così accogliere tutto ciò che Lei ci dona e seguire tutto ciò che Lei ci chiede di fare perché volontà di Dio su di noi e ne va della nostra salvezza.

Dire “Sì” alla Mamma Celeste è un atto di amore e di abbandono totale a Lei e al Signore. E’ un gesto di adesione e di volontà personale.

Così leggiamo diverse parti dei messaggi di quest’anno:

“La gioia regnerà nel mondo perché vi siete aperti alla mia chiamata e all’amore di Dio. Lo Spirito Santo cambia la moltitudine di coloro che hanno detto si.”

“Figli, desidero vedere il vostro “si” e che la vostra vita sia il vivere con gioia la volontà di Dio in ogni momento della vostra vita.”

“Gioioso è il mio cuore guardando l’amore e la gioia che avete nel vivere i miei messaggi. In molti avete risposto ma aspetto e cerco tutti i cuori addormentati affinché si sveglino dal sonno dell’incredulità.”
“Molti hanno risposto ma è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire ne accettare il mio invito. Perciò voi che avete pronunciato il SI, siate forti e decisi.”

Dare il nostro “Sì” all’invito della Madonna significa metterci sotto la Sua guida. Vuol dire che investiamo il nostro essere alla fede e ci impegniamo a migliorarci e a farci migliorare. Ecco che in questo modo permettiamo al Signore di operare nei nostri cuori perché ci rendiamo docili a Lui senza più anteporre la nostra volontà alla Sua.

Dire “Sì” a Dio significa porre fiducia in Lui, vivere secondo i Suoi insegnamenti, crescere imitando la Sua santità. Questo è vivere nella gioia totale, anche nelle sofferenze, perché viviamo la nostra vocazione di santità e rendiamo presente il paradiso sulla terra: il Regno di Dio in mezzo a noi.

Se manca il “Sì” a Dio da parte dell’uomo, l’uomo ostacolerà la volontà di Dio.

Ogni volta che recitiamo il Padre nostro noi rinnoviamo il nostro “Sì” a Dio: “Venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”. Ma non tutti sono coscienti di aderire a Dio attraverso la recita del Padre nostro. Spesso preghiamo solo con le labbra e non con l’attenzione della mente e del cuore. Forse è proprio questa nostra superficialità che ci ha reso poco spirituali e di fede viva.

La Mamma Celeste chiama tutti ad accogliere i Suoi messaggi, nessuno escluso, e ci ringrazia per aver risposto alla Sua chiamata. Lei ci ringrazia! Siamo noi che dobbiamo ringraziarLa, senza sosta...
- La conversione

La conversione implica un cambio di rotta, trasformare, attraverso l’adesione totale alla fede, la proprio persona, segnata dal Peccato Originale, a non tendere più verso il peccato che offende sé stesso, il prossimo e il Signore. E’ necessario comprendere quindi il Timor di Dio che è il timore di offendere il Signore con i propri peccati e di non peccare più.

Una persona convertita vive quotidianamente nella vita di fede per migliorare sé stesso secondo la volontà di Dio: è il cammino di conversione e di santità.

Per il cammino di conversione è necessario frequentare i Sacramenti e liberarsi di ogni forma di peccato che ci rende schiavi.

Il cammino di conversione si basa nel tenere presente quotidianamente le promesse battesimali: attraverso il Battesimo siamo stati rigenerati a uomini nuovi che hanno come vocazione la santità espressa nelle missioni, cioè testimoniare Cristo ovunque noi siamo.

La Mamma Celeste ci dice:

“Cari figli, la natura si risveglia e sugli alberi si vedono le prime gemme che porteranno un bellissimo fiore e frutto. Desidero che anche voi, figlioli, lavoriate sulla vostra conversione e che siate coloro che testimoniano con la propria vita, così che il vostro esempio sia il segno e l’esortazione alla conversione per gli altri. Io sono con voi e davanti a mio Figlio Gesù intercedo per la vostra conversione.”

“Cari figli, oggi in modo particolare desidero invitarvi alla conversione. Da oggi inizi una vita nuova nel vostro cuore.”

“Cari figli, la mia preghiera oggi è per tutti voi che cercate la grazia della conversione. Bussate alla porta del mio cuore ma senza speranza e senza preghiera, nel peccato e senza il sacramento della riconciliazione con Dio. Lasciate il peccato e decidetevi figlioli, per la santità. Soltanto così posso aiutarvi, esaudire le vostre preghiere e intercedere davanti all’Altissimo.”

La conversione rinnova il cuore dell’uomo e ci rende “belli” all’imitazione di Gesù! Come sappiamo, la fede è un dono di Dio e dobbiamo impegnarci per farla crescere, difendendola e alimentandola. In molti altri messaggi la Mamma Celeste ci ha esortato a lavorare sulla nostra conversione perché se manca la nostra volontà di aumentare la fede neppure il Signore può operare in noi. La Mamma Celeste ci dice di: iniziare una nuova vita, lavorare sulla conversione, testimoniare con la propria vita, lasciare il peccato e deciderci per la santità! Così finalmente permettiamo che il Signore lavori e operi in noi.

Nel Vangelo troviamo molte parabole che ci aiutano a capire il valore della conversione: trovando la fede ci mostriamo festosi alla gente, agli amici, ai vicini perché la fede è la salvezza eterna! Accogliendo la fede non possiamo essere passivi, senza fruttificarla, come se la sotterrassimo per conservarla. La fede ci rende operanti (“mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede". 19Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche i demoni lo credono e tremano! 20Insensato, vuoi capire che la fede senza le opere non ha valore?” Giacomo 2.18-20) e ci rende missionari («Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua Risurrezione, nell'attesa della tua venuta!»).

L’autenticità della conversione, e del cammino che si sta percorrendo, la comprenderemo dai frutti: frutti buoni o cattivi.

“Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. 5Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. 7Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. 8In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. (Gv 15,4-8)”

La Madonna ci insegna di aprire il cuore allo Spirito Santo perché tutto il bene che è in noi fiorisca e fruttifichi il centuplo. Questo è un atto di abbandono a Dio che ci rende Suoi figli e discepoli.

- il Suo Cuore Immacolato

Quando una persona mostra il suo cuore significa che mostra tutto il proprio essere attraverso l’amore e si offre, ed è un gesto molto intimo proprio perché investe il proprio essere nell’atto. La Mamma Celeste ci mostra il Suo Cuore Immacolato e ci invita ad essere uniti a Lei, al Suo Cuore. Un gesto di grande amore e ci fa capire che Lei si offre totalmente a ognuno di noi per salvarci!

Noi tutti che ci siamo consacrati al Cuore Immacolato, attraverso la pratica dei 5 primi sabati del mese, abbiamo aderito alle Sue richieste fatte a Fatima e ci siamo offerti amorevolmente a Lei. Proprio per questo dobbiamo essere sensibili alle Sue richieste ed essere in prima linea per cooperare per il Suo piano nel mondo.
La nostra Mamma Celeste, attraverso il Suo Cuore Immacolato, desidera portare tutta l’umanità all’amore di Dio che converte, guarisce, salva.

“Oggi in modo particolare Io vi benedico con la mia benedizione materna di pace, d’amore e d’unione nel mio cuore e nel cuore del mio figlio Gesù.”

“Cari figli, come la natura dà i colori più belli dell'anno, così anch'io vi invito a testimoniare con la vostra vita e ad aiutare gli altri ad avvicinarsi al mio Cuore Immacolato perché la fiamma dell'amore verso l'Altissimo germogli nei loro cuori. Io sono con voi e prego incessantemente per voi perché la vostra vita sia il riflesso del paradiso qui sulla terra.”

“Bussate alla porta del mio cuore ma senza speranza e senza preghiera, nel peccato e senza il sacramento della riconciliazione con Dio. Lasciate il peccato e decidetevi figlioli, per la santità. Soltanto così posso aiutarvi, esaudire le vostre preghiere e intercedere davanti all’Altissimo.”

“Avvicinatevi ancora di più, figlioli, al mio Cuore Immacolato perchè possa guidarvi tutti verso l’eternità.”
La Mamma Celeste ci rivela 2 aspetti del Suo Cuore. Il primo è che il Cuore Immacolato e il Sacro Cuore di Gesù sono uniti, sono una cosa sola: nel Cuore Immacolato c’è il Sacro Cuore e nel Sacro Cuore c’è il Cuore Immacolato. Lo sottolinea dicendo che ci benedice nel Suo Cuore e nel Cuore di Gesù. Il secondo è la fiamma del Suo Cuore che è la fiamma del Suo amore per il Signore. Lei desidera che nei cuori dei Suoi figli germogli la fiamma del Suo Cuore. Quale meraviglia! In questo modo la nostra vita diventa il riflesso del paradiso sulla terra!
La fiamma interiore è l’ardore per la fede.

Lei ci invita ad aiutare gli altri ad avvicinarsi al Suo Cuore Immacolato. E’ un compito per noi per divulgare l’amore per il Signore. Noi che viviamo quotidianamente nel Cuore Immacolato sappiamo quanto sia meraviglioso vivere così, pieni di amore e di speranza, guidati e protetti per poter fare la volontà di Dio.
“Avvicinatevi ancora di più, figlioli, al mio Cuore Immacolato”. Con quale dolcezza e delicatezza ci invita ad entrare nel paradiso!

“Permettetemi figlioli di guidarvi”. Con quale sensibilità e umiltà si presenta a noi peccatori!
Il Suo amore materno per i Suoi figli è espresso nella ormai famosissima frase “Se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia”... Ed è proprio così! Questo è il Cuore Immacolato, il Cuore della nostra Madre che ci desidera tutti salvi e opera e prega incessantemente per noi!

Conclusione

Abbiamo analizzato soltanto 8 messaggi che la Mamma Celeste ci ha donato quest’anno per comprendere bene il 2011 che stiamo vivendo. I 3 punti menzionati sopra hanno un nesso: Accogliendo i Suoi messaggi noi diciamo “Sì” alla Madonna e ai Suoi inviti, in questo modo intraprendiamo un cammino di conversione e viviamo uniti al Cuore Immacolato.

Accogliere i Suoi messaggi significa viverli ogni giorno, che questi messaggi diventino una guida per la nostra vita di fede. Questo ci rende consapevoli della bellezza e l’importanza della conversione attraverso la quale noi veniamo trasformati nel cuore attraverso lo Spirito Santo.

Ciò che possiamo comprendere è che la Madre del Signore è in mezzo a noi per insegnarci a salvarci e ci offre il Suo Cuore Immacolato come segno di amore e di aiuto materno. Come non pensare a ciò che Lei disse a Fatima: “Avete visto l'inferno dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione del mio Cuore immacolato. Se si farà ciò che vi dirò, molte anime si salveranno e si otterrà la pace. ” (La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell'incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento. E grazie alla nostra buona Madre del Cielo, che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione), altrimenti credo che saremmo morti di spavento e di terrore. (Lucia Dos Santos)).

Così, ancora dopo quasi 100 anni Lei continua a invitarci nel Suo Cuore:

“Cari figli! Anche oggi sono con voi e vi guardo, vi benedico e non perdo la speranza che questo mondo cambierà in bene e che la pace regnerà nei cuori degli uomini.”

“In molti avete risposto ma aspetto e cerco tutti i cuori addormentati affinché si sveglino dal sonno dell’incredulità. Avvicinatevi ancora di più, figlioli, al mio cuore Immacolato perchè possa guidarvi tutti verso l’eternità.”
Il cammino di conversione deve essere alimentato con le preghiere come la Mamma Celeste ha sempre ripetuto: “Pregate, pregate, pregate...”.

La preghiera è un dialogo intimo col Signore ed è un dialogo cuore a cuore. Più la vita spirituale avanza, più diventiamo uniti al Signore attraverso la pratica della preghiera:

“Cari figli, questo tempo sia per voi tempo di preghiera e di silenzio. Riposate il vostro corpo e il vostro spirito, che siano nell’amore di Dio. Permettetemi figlioli di guidarvi, aprite i vostri cuori allo Spirito Santo perchè tutto il bene che è in voi fiorisca e fruttifichi il centuplo. Iniziate e terminate la giornata con la preghiera del cuore.”

Così, come la conversione esige che ci liberiamo dai peccati anche l’avvicinarci al Cuore Immacolato esige che siamo in grazia di Dio: “Bussate alla porta del mio cuore ma senza speranza e senza preghiera, nel peccato e senza il sacramento della riconciliazione con Dio. Lasciate il peccato e decidetevi figlioli, per la santità. Soltanto così posso aiutarvi, esaudire le vostre preghiere e intercedere davanti all’Altissimo.”

Se noi non desideriamo cambiarci per migliorarci è inutile parlare della vita di fede. Se siamo legati ai peccati e non facciamo nulla per liberarcene, quei peccati ci trascineranno sempre più lontani dal Signore. Come nello scritto di S. Alfonso la Mamma Celeste ci chiede di mostrarLe che siamo figli suoi: abbandoniamo la vecchia vita disordinata per rinnovarci nel Suo amore e incamminiamoci sulla vera via della fede e di santità accogliendo ogni Suo aiuto. Solo così possiamo renderci utili per il Suo piano per il mondo e rispondere “Eccoci Mamma, guidaci!”.

“Cari figli, oggi vi invito a pregare e a digiunare per le mie intenzioni, perché satana vuole distruggere il mio piano. Ho iniziato qui con questa parrocchia e ho invitato il mondo intero. Molti hanno risposto ma è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire ne accettare il mio invito. Perciò voi che avete pronunciato il SI, siate forti e decisi".”

Solo attraverso i nostri impegni concreti possiamo dimostrarLe che siamo Suoi figli e far trionfare il Cuore Immacolato nei nostri cuori! Il piano della Mamma Celeste per il mondo è un’opera del Cuore Immacolato. Se noi siamo uniti al Cuore Immacolato e Lo imitiamo, aiuteremo il trionfo del Cuore Immacolato nel mondo. “Io sono con voi e prego incessantemente per voi perché la vostra vita sia il riflesso del paradiso qui sulla terra.”

Messaggi del 25 di Medjugorje dell’anno 2011

Messaggio del 25 gennaio 2011

Cari figli! Anche oggi sono con voi e vi guardo, vi benedico e non perdo la speranza che questo mondo cambierà in bene e che la pace regnerà nei cuori degli uomini. La gioia regnerà nel mondo perché vi siete aperti alla mia chiamata e all’amore di Dio. Lo Spirito Santo cambia la moltitudine di coloro che hanno detto si. Perciò desidero dirvi: grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 febbraio 2011

Cari figli, la natura si risveglia e sugli alberi si vedono le prime gemme che porteranno un bellissimo fiore e frutto. Desidero che anche voi, figlioli, lavoriate sulla vostra conversione e che siate coloro che testimoniano con la propria vita, così che il vostro esempio sia il segno e l’esortazione alla conversione per gli altri. Io sono con voi e davanti a mio Figlio Gesù intercedo per la vostra conversione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 marzo 2011

Cari figli, oggi in modo particolare desidero invitarvi alla conversione. Da oggi inizi una vita nuova nel vostro cuore. Figli, desidero vedere il vostro “si” e che la vostra vita sia il vivere con gioia la volontà di Dio in ogni momento della vostra vita. Oggi in modo particolare Io vi benedico con la mia benedizione materna di pace, d’amore e d’unione nel mio cuore e nel cuore del mio figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggio del 25 aprile 2011

Cari figli, come la natura dà i colori più belli dell'anno, così anch'io vi invito a testimoniare con la vostra vita e ad aiutare gli altri ad avvicinarsi al mio Cuore Immacolato perché la fiamma dell'amore verso l'Altissimo germogli nei loro cuori. Io sono con voi e prego incessantemente per voi perché la vostra vita sia il riflesso del paradiso qui sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 maggio 2011

Cari figli, la mia preghiera oggi è per tutti voi che cercate la grazia della conversione. Bussate alla porta del mio cuore ma senza speranza e senza preghiera, nel peccato e senza il sacramento della riconciliazione con Dio. Lasciate il peccato e decidetevi figlioli, per la santità. Soltanto così posso aiutarvi, esaudire le vostre preghiere e intercedere davanti all’Altissimo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 giugno 2011

Cari figli, ringraziate con me l’Altissimo per la mia presenza con voi. Gioioso è il mio cuore guardando l’amore e la gioia che avete nel vivere i miei messaggi. In molti avete risposto ma aspetto e cerco tutti i cuori addormentati affinché si sveglino dal sonno dell’incredulità. Avvicinatevi ancora di più, figlioli, al mio cuore Immacolato perchè possa guidarvi tutti verso l’eternità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Messaggio del 25 luglio 2011

Cari figli, questo tempo sia per voi tempo di preghiera e di silenzio. Riposate il vostro corpo e il vostro spirito, che siano nell’amore di Dio. Permettetemi figlioli di guidarvi, aprite i vostri cuori allo Spirito Santo perchè tutto il bene che è in voi fiorisca e fruttifichi il centuplo. Iniziate e terminate la giornata con la preghiera del cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 agosto 2011

Cari figli, oggi vi invito a pregare e a digiunare per le mie intenzioni, perché satana vuole distruggere il mio piano. Ho iniziato qui con questa parrocchia e ho invitato il mondo intero. Molti hanno risposto ma è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire ne accettare il mio invito. Perciò voi che avete pronunciato il SI, siate forti e decisi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Fonte: Innamorati di Maria © 1997 – 2011

mercoledì 7 settembre 2011

Catechesi di padre Marinko - Sabato 27/08/11


Mi ricordo quando da ragazzino andavo a scuola. C'era il comunismo. Dicevano: "Perché pregate, perché andate in chiesa. In chiesa non ti viene dato del pane né qualcosa per vivere". Si, và bene: nella Messa Dio non ci da questo, ma nella preghiera e nella Messa Dio ci da qualcosa che è più importante, qualcosa che è molto più importante. Possiamo andare davanti a Lui con le nostre opinioni, i nostri pensieri e le nostre difficoltà. Possiamo essere lì in ascolto, guardarLo. Com'è lo sguardo di Gesù? Come pensa Gesù? E poi confronto i miei pensieri con quelli di Gesù. Voglio avvicinarmi a Gesù ed al Suo pensiero. Una cosa sola col Suo pensiero.

Cari amici, credo che possiamo tutti confermare che non siamo una cosa sola con Gesù. Noi siamo come Pietro: contrari al Suo pensiero. Così Gesù dice a lui: "Va via da me Satana, perché tu pensi solo quello che è umano". Dobbiamo essere non come Pietro, ma come Maria. E com'era Maria? Maria aveva i Suoi pensieri sul Figlio. Aveva le Sue domande: "Come accadrà questo se non conosco marito?" "Caro Bambino, perché ci hai fatto questo? Ti abbiamo cercato. Eravamo tristi". Potete immaginare come stava male sotto la Croce? Ma Maria ascolta. E' in attesa di vedere come pensa Gesù, perché Lei ha serbato le Sue parole nel Suo cuore e poi le meditava. Lei permetteva che i pensieri di Gesù entrassero nel Suo cuore e che la cambiassero da dentro. Lei da dentro si avvicinava a Gesù.


Questo, cari amici, è il senso della preghiera. Il senso della preghiera non è solo pregare qualcosa. Adesso state attenti a quello che vi dirò. La nostra preghiera può essere senza Dio. Senza Dio! Noi preghiamo, preghiamo Dio, ma questa preghiera è senza Dio, perché non è Dio che mi interessa. Io non voglio conoscere Dio, per conoscere i Suoi pensieri, per conoscere il Suo sguardo, il Suo modo di vedere, come Gesù guarda la vita. Come Gesù guarda quella persona che è mio nemico. Come Gesù guarda le cose che mi appartengono. Io vado alla preghiera per dire qualcosa a Gesù. Questo spesso è solo un monologo: "Dio dammi questo, dammi quello!" Questa preghiera è senza Dio. No, invece la Madonna qui ci insegna a non pregare Dio secondo i nostri desideri, ma di cercare Dio con il Suo amore. Cercare Dio. Come vi ho detto prima nella preghiera io voglio conoscere Gesù e il Suo modo di guardare, perché se io guardo come guarda Gesù, allora quell'uomo che mi ha fatto del male e che per me è un nemico, dopo la preghiera non lo è più. E' una persona che ha le sue debolezze, ma questa persona è mio fratello, mia sorella. Il mio modo di vedere, la mia opinione cambia quando io guardo come guarda Gesù. Così quando io ho qualche problema, qualche difficoltà o qualche croce nella preghiera guardo Gesù, per esempio nei misteri dolorosi del rosario o nella Via Crucis, e imparo da Gesù. Come si comporta Gesù, come Lui decide: si decide per la Volontà del Padre. Come Lui prende la croce e come la porta con amore. La porta per il prossimo. Lui da il senso alla croce. La croce che gli è stata imposta. Lui dopo la abbraccia, la accetta. Non la porta con amarezza. Io così imparo da Gesù. Allora anche la mia croce assume un'altra dimensione. Perciò Gesù dice: "Prendi la croce". Non: "porta la croce", perché se io solamente porto la croce posso portarla in modo passivo, con amarezza. "Cosa posso fare: devo portare la croce. E' difficile. Sono amareggiato. Sono arrabbiato con Dio. Sono arrabbiato con tutti". La croce diventa più pesante di quello che è. Invece Gesù dice "No!" "Prendi, accetta la croce". "Abbracciala". Allora la croce perde il peso. Perde il suo peso e diventa sempre più facile. La persona porta lo stesso peso, ma non è difficile. Ci sono persone che portano lo stesso peso e stanno malissimo.

Io mi ricordo volentieri di Madre Teresa, lei che curava i malati e i lebbrosi. Arriva da lei un giornalista da New York e le dice, dopo aver visto cosa fa,: "Io non farei questo neanche per un milione di dollari". Madre Teresa risponde: "Nemmeno io lo avrei fatto per questo scopo". Per lei fare ciò non è difficile, invece per lui lo è. Per lei questo non è difficile, perché lei lo ha accettato, perché è cresciuta nell'amore.

Fratelli e sorelle, questa è la saggezza. La croce perde il peso quando l'accettiamo. Guardate come cambia tutto quando mi metto a pregare in questo modo; quando guardo Gesù e imparo da Lui. Quando guardo Maria e imparo da Lei, perché vengo ispirato da Lei.
Cosa ci insegna la Madonna qui? Non è nient'altro che una cosa molto semplice. Essere onesti con noi stessi. Siamo onesti con noi stessi? Sicuramente, ma in che cosa? Siamo onesti verso il corpo. Invece verso l'anima, verso il nostro cuore siamo onesti? Controlliamo questo. Noi nutriamo il corpo. Sicuramente non ce ne dimentichiamo. Laviamo il corpo. Anche di questo non ce ne dimentichiamo. E l'anima? Nutro l'anima? Purifico l'anima? Noi sicuramente stiamo molto attenti al cibo che prendiamo per il corpo. Invece quale cibo prendo per l'anima? Io lavo il corpo. Quando devo uscire e andare in mezzo alla gente mi guardo allo specchio e guardo se c'è qualcosa di sporco. Quando vedo qualcosa di sporco sono contento perché l'ho visto prima che lo vedano gli altri. Ma se vedo qualcosa di sporco dentro di me, nel mio cuore, vengo alla confessione? "No, io non ho nulla! Io sono una persona brava". Ma in questo caso sono onesto con me stesso? Se ho delle ferite fisiche, per esempio quando mi taglio con un coltello, io non penso nulla: subito metto un cerotto. Se è una ferita profonda vado il prima possibile dal medico. Se sto male vado dal medico per una visita; voglio fare una lastra. Così il medico vede e trova la causa. E le ferite dell'anima? "Ah, questo no!" Se qualcuno mi offende, mi fa del male, io porto queste ferite. Le porto per giorni, mesi, anni. Allora in questo caso sono onesto con me stesso se amo me stesso. Come posso amare te se non amo me stesso? Amare se stessi significa avere l'amore dentro di sé. Io non amo me stesso se porto l'odio dentro di me. Quando porto le ferite non amo me stesso. Invece la Madonna ci insegna ad essere onesti con noi stessi. Null'altro. Finalmente siate interi, perché tu non sei solo il corpo. Non curare solo il corpo. Occupati dell'anima. Abbi cura del tuo cuore, perché questo è importante. Perché l'interiore è più importante dell'esteriore. Perché Gesù dice: "Prima lava il bicchiere dal di dentro". Perché tutto, ma proprio tutto, dipende dal di dentro. I nostri rapporti umani dipendono dal nostro interiore. Il peso della croce dipende dal nostro interiore. Il peso della croce dipende dal fatto se l'accetto o no. Se io l'accetto il peso diminuisce. Io non posso darti la mano se non melo permette il cuore. Non posso neppure salutarti se non melo permette il cuore. Non posso neanche ascoltarti. Non posso perdonarti se non posso farlo col cuore. Non posso vivere con te se questo non lo vuole il mio cuore. Allora tutto dipende dall'interiore. Dov'è la chiave per la felicità? Nelle cose esteriori o nel nostro interiore? Perché qualcuno che non ha tante cose materiali è felice e qualcuno che ha tutto non lo è? Perché la felicità non dipende dalle cose esteriori, ma dipende dal cuore. Se io ho l'amore e la pace io sono felice, perché amo Dio e amo il prossimo. So perdonare. A cosa ti serve avere tutto? Gesù dice: "A cosa ti serve avere tutto e guadagnare il mondo intero se perdi l'anima?" A cosa ti serve avere tutto se non hai la pace del cuore? Non hai la pace nella tua famiglia, perché vi state mangiando a vicenda. Allora a cosa ti serve tutto?
La Madonna vuole che noi siamo vincitori e non quelli che sono stati sconfitti. La Madonna vuole che noi siamo capaci nella vita e non persone deboli. La Madonna vuole che noi siamo forti dal di dentro; forti nello spirito, perché lì è la chiave per la vita.
Ma la Madonna è stata risparmiata dalle croci? Dio l'ha risparmiata dal portare la croce? No, non l'ha fatto. Anche Lei aveva delle croci e delle croci pesanti. Ma Dio Le ha dato la capacità interiore. Le ha dato la fede forte, una forte fiducia in Dio, una speranza forte, un amore fortissimo. Lì è la chiave. Perciò la Madonna qui ci insegna ad esercitare lo spirito, perché la nostra fede cresca, così da crescere l'amore e la speranza. Allora noi siamo pronti per la vita. Siamo pronti per i nostri rapporti umani. Siamo capaci di perdonare, di sconfiggere il male. Siamo capaci di capire cosa è Volontà di Dio e di vivere nell'amore per gli altri. Di vivere in amicizia con gli altri.
La volontà del maligno, invece, è quella di separarci; di non vivere gli uni con gli altri; di non parlare in famiglia; di litigare continuamente. Perciò Gesù dice "perdonate". Perdonare significa vincere il male. Non permettere al male di sconfiggerti.


Ecco: tutto questo ci insegna la Madonna qui. Perciò Lei ci invita alla preghiera, al digiuno, a partecipare alla Messa, a confessarci, ma non solo a pregare, a digiunare, a confessarci e a partecipare alla Messa, ma come. Come fare ciò. Con il cuore. Pregate col cuore. Digiunate col cuore. Partecipate alla Messa col cuore. Che cosa significa? Significa farlo con amore. Perché quando preghi con amore non ti annoi, perché è la stessa cosa di quando sei col migliore amico. Quando fai qualcosa con amore sei rivolto verso il prossimo, cerchi Gesù, tu cominci a cambiare. Tu vedrai la differenza tra te e Gesù. L'amore ti porterà a cambiare per diventare più simile a Lui come ha fatto Maria. Pregare e digiunare con il cuore significa un'altra cosa: il cuore cambia. Questo è il senso della preghiera. Questo è il senso del digiuno. Questo è il senso della confessione. Che io cambio.
Guardate cosa può accadere. Posso pregare, digiunare, andare alla santa Messa senza che accada nulla. Come quel fariseo nel Tempio: "prego, digiuno due volte alla settimana. " Gesù dice: "No! Non sei giustificato!. Perché non è giustificato? Perché non fa le cose con il cuore. Lui non cambia il suo interno. Lui vede benissimo gli sbagli degli altri. Lui dice: "Grazie Dio, perché non sono come quel peccatore lì". Ma non vede se stesso.

 
Cosa può accadere a noi? Posso andare alla santa Messa, ascoltare la Parola di Gesù. Gesù dice a Pietro: "perdona 70 volte 7". Nella Comunione ricevo Gesù. State attenti: ricevo Gesù non solo una piccola ostia. Proprio Gesù: i Suoi pensieri, il Suo Cuore, le Sue Parole. Dopo la Messa io esco di chiesa, vedo una persona che non mi piace, una persona che mi ha offeso, che per me è pesante, e io giro la testa, perché non voglio vederla. Figurati salutarla e ancora di meno perdonarla. Invece prima ho ricevuto Gesù. E io ho ricevuto Gesù! Se io ho ricevuto veramente Gesù, perché le nostre Messe sono senza frutto? Perché noi non cambiamo. Io non cambio. Io non prego con il cuore. Non partecipo alla santa Messa con il cuore. Lo faccio solo di facciata. Come quel fariseo.


Ecco, cari amici, abbiamo fatto un'introduzione riguardo a quello che la Madonna vuole qui. La Madonna non ci dice nulla di particolare. Ci dice solo cose semplici. Le cose che noi dimentichiamo. Le cose che noi non vogliamo. Io spesso dimentico che non ho solo il corpo, ho anche l'anima. Nel nostro cuore nasce lo sguardo, non nei nostri occhi. Perché qualcuno vede solo le cose negative nel prossimo e qualcuno solo quelle positive? Qualcuno vede negativo, perché dentro di sé è negativo. Perché il mio sguardo nasce nel mio cuore: nell'amore, nell'odio, nell'invidia, nella gelosia. Dove nascono le mie parole? Nella bocca? No, nel cuore. Perché ti dico una parola buona o una parola cattiva? Perché le mie parole sono spinte da qualcosa. E cosa le spinge? L'amore, l'odio, l'invidia, sentimenti positivi o negativi. Questo è quello che noi dobbiamo controllare. Questo è importante. Da questo dipendono le nostre relazioni. Ma noi questo lo dimentichiamo. Perciò la Madonna dice: "Pregate". Nutrite la vostra anima con la preghiera, con gli incontri con Gesù, con le Sue Parole. Il digiuno rafforza la tua libertà interiore. Liberati. Sii più forte interiormente per poter resistere. Confessati. Purifica il tuo interno come pulisci il corpo. Perdona. Sconfiggi il male.


Cari amici, noi conosciamo tutte queste cose. Questo lo sappiamo anche senza Medjugorje. Noi sappiamo che Dio ci invita alla preghiera, al digiuno, a ricevere la Divina Misericordia, a partecipare alla santa Messa. Noi sappiamo tutto questo. Ma noi lo dimentichiamo.


Ancora un'altra cosa. La differenza tra sapere e fare. Io so tutto questo, ma devo mettere in pratica. Perché la conoscenza non è sufficiente. La conoscenza deve essere spinta da qualcosa. E questo è l'amore. Io conosco le Parole di Gesù quando dice: "Ama Dio". Ma se io veramente amo Dio, allora per me è facile decidermi per la preghiera. Per me Gesù è importante. Io conosco le Sue parole: "Ama il tuo prossimo". Ma io amo il prossimo, ho tempo per stare con la mia famiglia o tutto il resto è più importante? Io conosco le Parole di Gesù quando ha detto: "Perdona". Ma io perdono? La Madonna qui ci risveglia.

Ieri nel Vangelo abbiamo sentito di 5 vergini sagge e 5 vergini stolte. Le sagge hanno olio, quelle stolte non ne hanno. La Madonna ci insegna che dentro di noi dobbiamo avere dell'olio. Dentro di noi dobbiamo avere la forza che ci spinge. Dobbiamo essere forti da dentro.
Cari amici, questa è la chiave. Questa è la soluzione.
Non posso liberarmi dalle croci. Non posso assicurarmi le condizioni migliori. Non posso far sì che le persone che mi circondano siano perfette. Ma io posso essere diverso. Devo essere diverso da dentro. Avere una fede forte, la speranza forte e l'amore forte. Allora tutto è diverso. Allora io guardo tutto con occhi diversi. Con occhi diversi guardo te. Con occhi diversi guardo le cose materiali. Non mi servono tante cose per una vita felice.
Quando io imparo a digiunare, a vivere con il pane e l'acqua due volte alla settimana, io vivo in modo semplice e capisco che non mi servono tante cose per una vita felice.

La Madonna ci risveglia. Io Le permetto di risvegliarmi? A questa domanda devi rispondere tu personalmente.
Grazie mille per la vostra pazienza.

Fonte: IdM (intervento inviato da Andrea Bianco)

martedì 6 settembre 2011

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 settembre 2011

“Cari figli, io con tutto il cuore e con l’anima piena di fede e di amore verso il Padre Celeste vi ho donato e vi dò nuovamente mio Figlio. Mio Figlio ha fatto conoscere a voi, popolo di tutto il mondo, l’unico vero Dio ed il Suo Amore. Vi ha condotto sulla strada della verità e vi ha reso fratelli e sorelle. Perciò, figli miei, non vagate inutilmente, non chiudete il cuore di fronte a questa verità, speranza ed amore. Tutto attorno a voi è passeggero e tutto crolla, solo la gloria di Dio rimane. Perciò rinunciate a tutto ciò che vi allontana dal Signore. Adorate solo Lui perché Egli è l’unico vero Dio. Io sono con voi e rimarrò accanto a voi. Prego in modo particolare per i pastori affinché siano degni rappresentanti di mio Figlio ed affinché vi conducano con amore sulla strada della verità. Vi ringrazio!”


Commento di Padre Livio al messaggio del 2 settembre 2011

 

È un messaggio meraviglioso, la prima cosa che mi colpisce è come qui la Madonna parla veramente come Madre di Dio perché ripete più volte un’espressione che comunque è ricorrente in Lei, ma questa volta l’ha ripetuta più volte e cioè: “Mio Figlio”, “Mio Figlio”, “Mio Figlio”, suo Figlio è il Figlio di Dio, il Figlio di Maria è il Figlio di Dio.

Dunque vediamo i passaggi di questo messaggio che in un certo senso ha il dono del bilancio, come d’altra parte il messaggio che la Madonna ha dato il 25 agosto attraverso la veggente Marija, cioè il bilancio di quello che la Madonna ha fatto; il 25 Agosto la Madonna aveva detto: “Ho iniziato qui con questa parrocchia e ho invitato il mondo intero. Molti hanno risposto, ma è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire né accettare il mio invito. Perciò voi che avete pronunciato il Sì, siate forti e decisi”.

Anche qui la Madonna fa un bilancio e descrive l’opera che ha fatto: “Cari figli, io con tutto il cuore e con l’anima piena di fede e di amore verso il Padre Celeste vi ho donato e vi do nuovamente mio Figlio”.

Quindi cosa ha fatto la Madonna in tutti questi trent’anni?

Prima di tutto dice come lo ha fatto: “con tutto il cuore e con l’anima piena di fede”, qui fede significa fiducia, “e di amore verso il Padre Celeste”. Quindi il Padre Celeste ha inviato la Madonna e Lei ha accolto l’invito con tutto il cuore, con tutta l’ anima e piena di fiducia e di amore verso il Padre Celeste.

Qual è la sua missione? Quella di donarci nuovamente Suo Figlio.

Quindi l’obiettivo fondamentale per cui la Madonna è qui è per raccogliere tutto il mondo intorno all’unico Salvatore del mondo che è il Figlio di Dio fatto uomo che ci ha redenti dal male e dal peccato, ci ha liberati dalla schiavitù dell’Inferno, ci ha fatti figli di Dio, fratelli e sorelle fra noi e ci ha predestinati per la Vita Eterna.

Dopo aver descritto la Sua missione, la Madonna ci richiama a ciò che suo Figlio ha fatto, facendosi uomo: “Mio Figlio ha fatto conoscere a voi, popolo di tutto il mondo, l’unico vero Dio ed il Suo Amore”. Il Figlio ci ha rivelato l’unico vero Dio, non vi è altro Dio che non sia Colui che è il Padre di Nostro Signore Gesù Cristo. L’unico vero Dio è Dio Santissima Trinità, è il Padre che ha inviato il Figlio in questo mondo, il Figlio che ci ha redenti con il dono dello Spirito Santo.

C’è un solo Dio che è il Vero Dio, è quello che ci ha fatto conoscere Gesù Cristo. Come hanno bisogno molti cattolici di capire questa cosa, specialmente quel parroco che, alla fine del Ramadan, ha fatto distribuire ai fedeli i testi del Corano in chiesa (è una notizia di ieri).

Mio figlio ha fatto conoscere a voi, popolo di tutto il mondo, l’unico vero Dio ed il Suo Amore. Vi ha condotto sulla strada della Verità e vi ha reso fratelli e sorelle”, perché Lui è la Verità, Lui è la Via, ci ha condotti sulla via della Verità, Lui è la Verità, le sue parole sono Verità, i Suoi insegnamenti sono Verità. Le sue parole non passeranno: “cieli e terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”, e, raccogliendoci sulla via della verità, ci ha resi fratelli e sorelle fra noi, ha affratellato noi, popoli di tutto il mondo.

Di fronte a questa “epifania della Verità’” che ci ha mostrato il Figlio di Maria, noi, che abbiamo avuto la grazia della fede e siamo stati battezzati nella Verità, siamo stati nutriti dalla Verità, dalle parole di Verità, siamo illuminati dalla Verità che è il Cristo risorto, “perciò”, noi, “figli miei non vagate inutilmente”, (alla ricerca di che cosa?) avendo la Verità, andiamo alla ricerca delle opinioni umane, delle esperienze umane. Quanti nella Chiesa si sono annoiati della Verità e vanno alla ricerca di parole umane, opinioni umane che sono ombre subito dissipate. Mi viene in mente qui il discorso di Papa Benedetto XVI in apertura del Conclave, quando disse appunto che molti hanno abbandonato la “sana dottrina” e vanno alla ricerca, diciamo così, di ciò che poi sono false luci prodotte dagli uomini.

Perciò, figli miei, non vagate inutilmente”, ma pensate davanti a quanti falsi maestri noi pieghiamo la testa, a quanti falsi maestri noi pieghiamo le ginocchia, a quanti falsi maestri noi apriamo le orecchie, “non chiudete il cuore”, la Madonna è accorata, nel messaggio a Marjia ha detto la medesima cosa: “è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire né accettare il mio invito” e adesso dice: “Perciò, figli miei, non vagate inutilmente, non chiudete il cuore di fronte  a questa verità, speranza ed amore”.

Poi ci fa guardare intorno, a questo mondo convulso dove tutto cambia – “panta rei” - diceva Eraclito, “tutto muta”, tutto si trasforma, nulla rimane, “Cieli e terra passeranno”, “tutto attorno a voi è passeggero, e tutto crolla”. Quel “tutto crolla” ha il significato di una profezia: “tutto attorno a voi è passeggero, e tutto crolla” è una constatazione, ma è anche una profezia “solo la gloria di Dio rimane”. Mi viene in mente quello che ha detto Papa Ratzinger all’apertura del Conclave, disse allora da cardinale “che cosa rimane di quello che facciamo nella vita se non ciò che avremo scritto nelle anime immortali”.

E adesso la Madonna ci dice cosa dobbiamo fare: “Perciò rinunciate a tutto ciò che vi allontana dal Signore”. Che cosa ci allontana dal Signore? Gli idoli, gli idoli della vita, gli idoli del mondo, le cose che passano, dobbiamo tagliarle. È qui che si deve operare il digiuno: il digiuno abilita. La Madonna nel messaggio del 25 agosto aveva detto: “oggi vi invito a pregare e a digiunare per le mie intenzioni”, qui dice la stessa cosa con la parola rinuncia, “perciò rinunciate a tutto ciò che vi allontana dal Signore”, perché anche il digiuno a pane e acqua e tutte le rinunce devono portare alla rinuncia madre di tutte le rinunce che e’ la rinuncia al peccato.

Adorate solo Lui” qui “solo Lui” è suo Figlio, “perché Egli è l’unico vero Dio”.

Dopo aver ribadito, cari amici, il cuore stesso del Cristianesimo e aver fatto una sintesi di ciò che la Madonna ha fatto in questi trent’anni la Madonna ci assicura ancora la sua presenza, non solo nel presente ma anche nel futuro. E’ importante! Ha detto “Io sono con voi e rimarrò accanto a voi”, non ci lascerà da soli in questo passaggio dove Satana manifesta tutta la sua potenza di seduzione.

E poi, come ha fatto già in quasi tutti i messaggi dati alla veggente Mirjana, la Madonna ci invita a pregare per i Pastori, perché dai Pastori dipende in gran parte la salute spirituale della Chiesa.

Certo, la Madonna e lo Spirito Santo fanno quel che fanno suscitando cose straordinarie, però sempre sotto la guida dei Pastori, per cui la Madonna ci invita a pregare per loro e ci ha assicurato e ci ha detto, e questo contro tante tendenze ereticali che ci sono anche nel sottobosco della chiesa cattolica, che trionferà con i Pastori.

La Madonna si è affiancata al Papa, ai Pastori della Chiesa, non si è messa a fare una chiesa per conto proprio, ha scelto una parrocchia, quasi ad indicare che Lei è presente e viva nell’istituzione della Chiesa e ci invita a pregare per i Pastori, d’altra parte noi nella S.Messa preghiamo per il Papa, per i Vescovi, per i Sacerdoti, questa preghiera è incessante perché siano santi, siano sapienti, siano illuminati, siano fedeli, siano generosi, siano zelanti, siano infaticabili.

Questa preghiera deve salire dal cuore di ognuno di noi: “Prego in modo particolare per i pastori affinché siano degni rappresentanti di mio Figlio ed affinché vi conducano con amore sulla strada della verità. Vi ringrazio!"


Fonte: “Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito:www.medjugorjeliguria.it