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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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mercoledì 28 novembre 2018

martedì 27 novembre 2018

Commento di Padre Livio al Messaggio a Marija del 25 novembre 2018

“Cari figli! Questo tempo è tempo di grazia e di preghiera, tempo di attesa e di donazione. Dio si dona a voi perché lo amiate al di sopra di ogni cosa. Perciò, figlioli, aprite i vostri cuori e le vostre famiglie affinché quest'attesa diventi preghiera ed amore e soprattutto donazione. Io sono con voi, figlioli e vi esorto a non rinunciare al bene perché i frutti si vedono, si sentono, arrivano lontano. Perciò il nemico è arrabbiato e usa tutto per allontanarvi dalla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
Commento di Padre Livio

Cari amici, leggiamo e commentiamo il messaggio della Regina della Pace del 25 Novembre 2018 attraverso la veggente Marija.

Il messaggio del 25 novembre è chiaramente intonato al tempo di Avvento che comincia la prossima domenica. La Madonna è particolarmente attenta ai tempi liturgici della chiesa in particolare alla Quaresima, alla Pasqua e all’Avvento perché ci preparano ai due misteri principali della fede. L’avvento è il mistero di Dio che si fa uomo nel grembo della Vergine Maria che viene donato al mondo il giorno di Natale e la Pasqua è il compimento della redenzione attraverso la morte di Gesù per i nostri peccati e la sua gloriosa resurrezione.

Il tempo di Avvento cari amici, è descritto dalla Madonna come tempo di grazia, come tempo di preghiera, tempo di attesa e tempo di donazione. Cerchiamo di capire brevemente queste espressioni.

Tempo di grazia. L’Avvento non è soltanto un ricordo del Natale, di un evento storico che è accaduto, ma è un tempo in cui la grazia del Natale viene riproposta.
E’ come se il dono di Gesù, la grazia del Natale - avvenuta a Betlemme e che ha avuto come protagonisti i pastori, i magi, come tutti coloro che lo hanno accolto - venisse riproposta nel corso della storia in tutto il tempo del Natale affinché quel mistero venga rivissuto personalmente nei nostri cuori. Quello che avvenne a Natale, quando Gesù è stato donato al mondo, deve avvenire oggi per ognuno di noi. Potremmo dire molto semplicemente che il nostro cuore deve essere quella culla dove la Vergine Maria depone il bambino Gesù.
Il tempo di Natale è questo tempo di grazia che si rinnova ed è un tempo in cui dobbiamo preparare il momento d’incontro con Gesù attraverso il raccoglimento in noi stessi, attraverso la preghiera che è esperienza di Dio, esperienza del trascendente, esperienza della grazia, esperienza dell’incontro con il Signore. In questo itinerario di preghiera dovremmo anche un po’ guardare nel nostro cuore perché è nella preghiera, cari amici,  che vediamo le cose sbagliate della nostra vita , ed è nella preghiera che riusciamo a capire perché siamo infelici, perché siamo inquieti. Capiremo perché esistono le tracce del male, le cattive tendenze, i cattivi comportamenti, tutto ciò che in qualche modo fa si che la nostra coscienza ci rimproveri e non ci lasci tranquilli.
La preghiera è anche tempo di ascolto della nostra coscienza per vedere in che cosa dobbiamo cambiare, per vedere dove dobbiamo operare, incidere perché il nostro cuore possa essere la culla del bambino Gesù.

Tempo di attesa, cari amici, che è un’attesa ovviamente del giorno di Natale ma anche attesa dell’incontro con Dio che avverrà sicuramente al termine dalla nostra vita perché Dio è venuto in Gesù Cristo, attraverso la Vergine Maria. Dio viene ogni Natale. Dio verrà alla fine dei tempi e per noi la fine dei tempi è il momento in cui lasceremo questo mondo. Al riguardo la Madonna ci ha detto che non c’è felicità più grande che l’abbraccio di mio Figlio. Quindi dobbiamo prepararci anche in questo senso affinché il nostro cuore sia sempre puro e pronto alla venuta del Signore.

Tempo di donazione che non va inteso nel senso “dell’elemosina”, la parola donazione implica il dono del nostro cuore a Gesù.

Il più bel regalo di Natale che possiamo fare a Gesù è un cuore natalizio, cioè un cuore pieno di pace, di amore, di perdono ed è il miglior regalo che possiamo fare anche ai nostri famigliari e a tutti quelli che conosciamo; un atteggiamento interiore di bontà, di perdono, di condivisione.
La Madonna dice “Dio si dona a voi perché voi lo amiate al di sopra ogni cosa”.  Prima di tutto il primato d’amore di Dio. Dio ci ama e noi contraccambiamo quest’amore donando il cuore, nel medesimo tempo diamo agli altri quell’amore che Dio dona a noi. Perché senza l’amore di Dio noi siamo egoisti, non siamo capaci di amare, amiamo più noi stessi degli altri. Solo aprendoci all’amore di Dio saremo poi capaci di amare rettamente gli altri donando loro l’amore di Dio.
Questo avviene attraverso l’apertura del nostro cuore all’amore di Dio ma anche delle famiglie, perché Natale, cari amici, è anche la festa della famiglia, la festa della Sacra Famiglia. Non solo i cuori singoli, ma le famiglie si aprono a Dio e questo itinerario al Natale sia un tempo di preghiera di amore e di donazione.

Come dicevo allora:
*Preghiera aprendo il cuore a Dio,
*Amore rispondendo all’amore di Dio,
*Donazione dando agli altri l’amore che Dio da a noi.

C’è poi un passaggio bellissimo sul quale la Madonna non aveva mai così insistito nel passato. Sono parole nuove quando la Madonna  dice “attenzione non scoraggiatevi nel fare il bene, perché difronte al male che dilaga molte volte noi ci scoraggiamo e diciamo cosa posso fare io, cosa vuole che sia il mio poco bene che faccio rispetto al male che inonda il mondo”, e ci scoraggiamo.
La Madonna già nel messaggio di Miriana, due mesi fa, ci aveva detto “anche il più piccolo gesto di bene che voi fate contribuisce a fermare l’onda del male nel mondo” e dice “non scoraggiatevi, non rinunciate a fare del bene, perché il bene è come un seme che si pianta poi diventa un grande albero”.

Non scoraggiamoci di fare il bene, come dice la Madonna “voi dovete essere come quella luce accesa, come la fiammella che impedisce a satana di rinchiudere l’umanità in una coltre di oscurità totale.” In un’oscurità totale, se accesa una piccola candela, voi potete fare le scale senza precipitare. Diversamente, se non ci fosse quella piccola candela , non riuscireste a stare in piedi.
Così la Madonna dice “attenzione! non rinunciate a fare il bene.” Ogni vostro pensiero, ogni vostro sentimento, ogni vostra azione, ogni vostra testimonianza si vede.
Dall’alto la vedono, si sentono i buoni effetti, si percepiscono, arrivano lontano. Voi pensate: quando in una famiglia  c’è una persona buona, come la  bontà contagia tutti gli altri. Se in una famiglia c’è una persona che perdona, questo perdono contagia tutti gli altri.  
“Bonum est diffusivum sui” dice un’affermazione teologica del medioevo -  “il bene diffonde sé stesso” -  è come il sole che illumina e che riscalda. Così noi, cari amici, facendo il bene produciamo frutti che si vedono, si sentono e arrivano lontano. Quando facciamo questo, cari amici, il diavolo è arrabbiato. Ma quando il diavolo è arrabbiato (e magari ci fa i dispetti, perché fa anche molti dispetti attraverso gli altri, attraverso le situazioni, e manifesta tutta la sua rabbia nei nostri confronti perché preghiamo , perché testimoniamo, perché siamo fedeli), noi dobbiamo essere contenti, vuol dire che siamo sulla buona strada.  Invece quando il diavolo ti lascia stare, non ti tocca è perché ormai ti ha al guinzaglio, (come il gatto che ormai ha sistemato i topi e quindi va a caccia di altri)… così fa il diavolo, quando ti ha sistemato, ti ha iniettato il suo veleno, per cui ormai sei paralizzato, va alla caccia di altri, di quelli che pregano, che testimoniano , che fanno il bene. Quindi quando tu vedi che il diavolo è arrabbiato devi fregarti la mani di gioia perché vuol dire che sei sulla buona strada. Perciò il nemico è arrabbiato e usa tutto per allontanarti dalla preghiera.

La Madonna sempre gentilmente ci ringrazia “per aver risposto alla chiamata” però domandiamoci se abbiamo risposto alla chiamata e se meritiamo quest’affermazione della Madonna che in qualche modo ci promuove.  Sappiamo che lei dice “molti mi hanno accolto ma un numero enorme neanche mi prende in considerazione”. Guai a noi se dovessimo essere computati  in questo numero enorme che dopo 37 anni e più, in cui la Regina della Pace è stata presente, noi non abbiamo approfittato.

Fonte: RadiMaria

La veggente Marija Pavlovic Lunetti in diretta con P. Livio a Radio Maria per il Messaggio del 25 novembre 2018

“Cari figli! Questo tempo è tempo di grazia e di preghiera, tempo di attesa e di donazione. Dio si dona a voi perché lo amiate al di sopra di ogni cosa. Perciò, figlioli, aprite i vostri cuori e le vostre famiglie affinché quest'attesa diventi preghiera ed amore e soprattutto donazione. Io sono con voi, figlioli e vi esorto a non rinunciare al bene perché i frutti si vedono, si sentono, arrivano lontano. Perciò il nemico è arrabbiato e usa tutto per allontanarvi dalla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

P. Livio: Mi sembra un messaggio intonato al tempo di Avvento che ci vuol preparare al Natale.

Marija: Sì, è un bellissimo messaggio adatto per questo tempo di Avvento, che è “tempo di grazia, tempo di preghiera, tempo di attesa e di donazione”, come dice la Madonna.

P. Livio: L’Avvento stesso è un tempo di grazia e poi anche un tempo di attesa, nel senso che il Natale non è soltanto un ricordo, ma è veramente un evento che deve avvenire nei nostri cuori.

Marija: E’ vero: nei nostri cuori, ma la Madonna dice anche nelle nostre famiglie...

P. Livio: Ci sono tante cose che aiutano a preparare il Natale. Certo al primo posto c’è la preghiera. Però, specialmente nelle famiglie, ci sono tante cose che aiutano a ricordare questo evento... e non fare un Natale consumistico. Che consigli daresti tu?

Marija: Qui da noi c’è una bellissima usanza nel tempo di Avvento, una Messa al mattino presto, durante la quale una volta si accendevano le candele e non la luce elettrica. E’ una Messa molto frequentata. Anch’io, se sono a Medjugorje in tempo di Avvento, la frequento... E’ una tradizione croata, non so esiste in Italia...

P. Livio: Il pericolo oggi, anche nelle famiglie cristiane, è che questo tempo di Avvento sia un tempo in cui si corre per il consumismo. Sono anche cose belle, ma guai a noi se mancasse la preghiera personale e la preghiera nelle famiglie. E’ bene fare cose belle come i presepi, in modo tale che si ricorda veramente chi è il festeggiato, che cioè il Natale è il giorno in cui è nato Gesù, il giorno del suo compleanno.

Marija: E’ vero, perchè sta diventando solo un fatto consumistico, mentre la Madonna ci sta dicendo che deve essere un tempo di attesa, un tempo di preghiera, di grazia e di donazione. Anche un tempo di amore, un tempo di Dio, in cui siamo chiamati a mettere Dio sopra ogni cosa.

P. Livio: Di donazione... Certo, Dio si dona a noi perchè lo amiamo, ma è anche la donazione che la Madonna si aspetta da noi, il dono del nostro cuore. Penso che sia il più bel dono che possiamo fare prima di tutto a Gesù nel giorno di Natale.

Marija: Ti ricordi quando nei primi anni a Natale la Madonna ha chiesto al nostro gruppo di preghiera di offrire a Gesù Bambino nel presepe un fiore come segno della donazione del nostro cuore? Io ricordo questo fatto con nostalgia e tanta gioia. Eravamo bambini e c’era tanto entusiasmo, che qui a Medjugorje si vive con uno spirito particolare, perchè qui la Madonna regna, questa è la sua terra e quando Lei parla, si ascolta in modo speciale. Sembra che tutto diventi un po’ “celeste”. Anche le cose quotidiane quelle non tanto importanti, qui a Medjugorje diventano bellissime, perchè tutto vediamo con gli occhi della Madonna, con occhi “celesti”. Per cui quando la Madonna chiedeva qualcosa, quella cosa dovevamo farla e questo ci dava una gioia immensa. Ricordo che per quel Natale cercavamo un fiore, ma qui a Medjugorje durante il comunismo non c’erano fiori. C’erano solo garofani rossi perchè era il fiore ufficiale del comunismo. Così siamo andati a cercarne fino a Mostar, a Ljubuski, lontano, per poterlo donare a Gesù...

P. Livio: A Medjugorje c’è anche la bellissima tradizione del presepe vivente...

Marija: Durante il comunismo questo era proibito. Ma adesso possiamo mettere un presepe anche davanti alla casa, sul balcone, sulle finestre. Cerchiamo di dare un segno; per noi il presepe è importante. Possiamo mettere anche una luce, una candela, uno scritto di “Buon Natale”. A volte in un negozio chiedo una cartolina per Natale e mi danno Babbo Natale, alberi o altro. No, per me il Natale è il presepe.

P. Livio: Tanti fanno festa a Natale senza sapere chi è il festeggiato.

Marija: Sì, oggi c’è tanta confusione. Noi dobbiamo testimoniare proprio questo. Non dico che non dobbiamo fare l’albero di Natale, ma soprattutto facciamo il presepe.

P. Livio: Poi in questo tempo di Avvento dobbiamo rinverdire il Rosario in famiglia, che è il modo migliore per prepararci al Natale.

Marija: E’ una bella sfida. Cominciamo a vivere questo tempo. Poi diventa vita, diventa normale. Così ha fatto la Madonna con noi all’inizio. Ha cominciato a chiederci di pregare sette Padre nostro, Ave Maria, Gloria più il Credo. Poi, pian piano, sempre di più, dicendo: “Finchè la vostra vita diventi preghiera”. Non dico che dobbiamo pregare 24 ore, ma il nostro cuore deve sì pregare 24 ore...

P. Livio: Mi ha molto colpito una cosa che c’è nel messaggio di oggi e c’era nel messaggio dato a Mirjana il 2 ottobre, dove la Madonna ha detto che "Anche il più piccolo bene, il più piccolo segno d’amore, vince il male sempre più visibile". Oggi dice la stessa cosa in modo ancora più forte: "Vi esorto a non rinunciare al bene perchè i frutti si vedono, si sentono e arrivano lontano". Forse noi non ci rendiamo conto che il bene, la verità, l’amore, le cose belle, hanno una importanza fondamentale perchè nel mondo il bene vince sul male... Non siamo consapevoli quanto sia importante durante la giornata dire una preghiera, dire una parola buona, dare una testimonianza, fare un’opera buona... Il bene è silenzioso ma inarrestabile e arriva lontano...

Marija: Io l’ho visto soprattutto nei primi anni quando i pellegrini poi tornavano portando altri pellegrini, perchè erano pieni di entusiasmo che trasmettevano... Oggi spesso siamo negativi, siamo pessimisti, chiusi dentro noi stessi. Per questo la Madonna ci chiama ad essere amore, ad essere preghiera, ad essere donazione per gli altri... Se viviamo così, la Madonna ci mette in guardia dicendo che il nemico è arrabbiato e fa di tutto per allontanarci dalla preghiera. Non dobbiamo però temere. La Madonna ha detto una volta che il diavolo è legato ad una catena... Una persona che prega, è una persona che crede, una persona positiva, ottimista, ha tante cose da dare, da condividere. Uno che non prega è persona negativa, non ha nulla da donare.

P. Livio: Nel tempo di Natale il segno più concreto della conversione è la confessione. Un tempo c’erano file enormi ai confessionali... Ora sta un po’ riprendendo, anche grazie alla Regina della Pace. Dobbiamo capire che non possiamo accogliere Gesù nel nostro cuore se siamo nel peccato mortale.

Marija: ... Soprattutto oggi a noi cristiani manca la gioia di essere cristiani. Ci sono persone che stanno morendo per Gesù in tante parti del mondo e noi, che siamo in questa Europa opulenta, siamo così insignificanti, indifferenti. Sto cercando con la mia vita di trasmettere questo: dobbiamo essere dei testimoni con entusiasmo... Ieri abbiamo ricordato il diciottesimo anniversario della morte di Padre Slavsko e il giorno dopo, come oggi, la Madonna ha detto nel messaggio: “Vostro fratello Slavko è nato al Cielo e intercede per voi”. Con quale entusiasmo Padre Slavko ha vissuto la sua vita! Quando l’hanno mandato a Medjugorje perchè ci seguisse essendo psicologo si è innamorato della Madonna e dei suoi messaggi: è diventata la sua vita. Con entusiasmo e una gioia immensa. Mi ricordo che veniva in casa nostra anche solo per dieci minuti, ma lasciava il segno e i bambini mi dicevano: “Che bello quando Padre Slavko arriva a casa nostra!”. Quando vedeva i malati psichici, diceva: “Devono rimanere a Medjugorje, perchè se noi qui, dove c’è la Madonna, non diamo loro la speranza, chi darà loro la speranza?”. Non siamo neanche coscienti di questa speranza che Dio ci sta dando attraverso la Madonna. Vediamo che il mondo va male, che a tantissimi non interessano i suoi messaggi... Io mi arrabbierei; invece Lei è sempre positiva, ha sempre speranza. La Madonna vuole portarci tutti in Paradiso.

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Marija e Padre Livio hanno quindi pregato il “Magnificat” ed il Gloria

... e Padre Livio ha concluso con la benedizione.

Marija e P. Livio

Fonte: Medjugorje Oggi

SUPPLICA Alla Beata Vergine Maria Immacolata Della Medaglia Miracolosa

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SUPPLICA Alla Beata Vergine Maria Immacolata Della Medaglia Miracolosa
(Da farsi verso le 17,30 del 27 Novembre festa della Medaglia e del 27 di ogni mese ed in ogni urgente necessità.)


O Vergine Immacolata, sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui Ti compiaci di spargere più abbondantemente le tue grazie. 

O Maria, eccoci qui prostrati davanti a Te, proprio quello stesso giorno ed ora benedetta, da Te prescelti per la manifestazione della Tua Medaglia. 

Veniamo a Te, colmi di immensa gratitudine e di illimitata fiducia, in quest’ora a te così cara, per ringraziarti del gran dono della tua Medaglia, segno del tuo amore e della tua protezione. 

Ti promettiamo che la santa Medaglia sarà la nostra compagna invisibile, sarà il segno della tua presenza; sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere quanto ci hai amato e ciò che dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo Figlio divino. 

Sì, il tuo Cuore trafitto rappresentato sulla Medaglia poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all’unisono con il tuo, l’accenderà d’amore per Gesù e lo fortificherà nel portare ogni giorno la propria croce dietro a Lui. 

Questa è l’ora tua, o Maria, l’ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l’ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. 

Fa’, o Madre, che quest’ora sia anche l’ora nostra: l’ora della nostra sincera conversione e l’ora del pieno esaurimento dei nostri voti. 

Tu che hai promesso proprio in quest’ora fortunata che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia, volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. 

Noi confessiamo di non meritare di ricevere grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a Te che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutti i suoi doni? 
Abbi dunque pietà di noi. 

Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l’amore che Ti spinse a donarci la tua preziosa Medaglia. 
O Consolatrice degli afflitti che già Ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. 

Fa’ che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i suoi raggi benefici: 
guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. 

La tua Medaglia porti conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest’ora solenne domandiamo al tuo Cuore Immacolato la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli che sono a noi più cari. 
Ricordati che anch’essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. 
Salvali, o Rifugio dei peccatori! 

E dopo averti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venire a ringraziarti e lodarti eternamente in Cielo. Amen. 

- Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a Te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi Tuoi misericordiosi. E mostraci dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del Tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. 

- O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te (3 volte)

Il 27 novembre 1830 – Apparizione della Beata Vergine Maria Immacolata Della Medaglia Miracolosa

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Il 27 Novembre 1830 alle 17, 30, durante la meditazione, Caterina vede nel posto dove ora è situata la statua della Santa Vergine del globo, come due quadri viventi che passano in dissolvenza incrociata. Nel primo, la Santa Vergine è in piedi su una semisfera (globo terrestre) e tiene tra le mani un piccolo globo dorato. I piedi di Maria schiacciano un serpente.
« Questi raggi sono il simbolo delle grazie che Maria ottiene per gli uomini.»
Nel secondo, dalle sue mani aperte escono raggi di uno splendore abbagliante. Nello stesso tempo Caterina ode una voce, che dice :
« Ces rayons sont le symbole des grâces que je répands sur les personnes qui me les demandent ». « Questi raggi sono il simbolo delle grazie che spando sulle persone che me le chiedono. ».
Poi un ovale si forma attorno all’apparizione e Caterina vede scriversi in un semicerchio questa invocazione, prima sconosciuta.
« O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te ».
scritta in lettere d’ oro.
Subito dopo la medaglia si gira e Caterina vede il rovescio: in alto una croce sormonta la M di Maria, in basso due cuori, l’uno incoronato di spine, l’altro trapassato da una spada. Caterina ode allora queste parole :
« Fai coniare una medaglia, secondo questo modello. Coloro che la porteranno con fede riceveranno grandi grazie ».
   

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lunedì 26 novembre 2018

Messaggio a Marija del 25 novembre 2018

“Cari figli! Questo tempo è tempo di grazia e di preghiera, tempo di attesa e di donazione. Dio si dona a voi perché lo amiate al di sopra di ogni cosa. Perciò, figlioli, aprite i vostri cuori e le vostre famiglie affinché quest'attesa diventi preghiera ed amore e soprattutto donazione. Io sono con voi, figlioli e vi esorto a non rinunciare al bene perché i frutti si vedono, si sentono, arrivano lontano. Perciò il nemico è arrabbiato e usa tutto per allontanarvi dalla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Marija Pavlovic comunica il Messaggio del 25 Novembre 2018 a Radio Maria

Sul Križevac a Medjugorje il 24 - 11 - 2018, anniversario della morte di Padre Slavko Barbarić

Padre Slavko ci manca già

Padre Slavko ci manca già.
(Di René Laurentin - Eco di Maria 155)

Slavko è deceduto subito dopo la Via Crucis del venerdì 24 novembre. E' morto sotto gli occhi dei presenti. Di colpo. Malgrado il suo stile di vita ascetico che sembrava promettergli una lunga vita. Ma probabilmente egli ha abusato delle proprie forze fino al corto circuito per il Signore. I veggenti, per i quali egli era la guida e il riferimento spirituale, ne sono profondamente afflitti perché, ognuno con la propria personalità, non sempre venivano influenzati dalla parrocchia, come si desiderava. Era Slavko ad essere lo stabile collegamento sacerdotale e spirituale.
Medj. perde il suo ambasciatore internazionale (poliglotta nei cinque continenti), e il principale interprete presso i pellegrini. Stavano per vietargli quei viaggi che prolungavano il suo flessibile raggio d'azione. Durante e dopo la guerra, aveva creato delle considerevoli opere umanitarie: un villaggio di bambini e di vedove nella stessa Medj., con attigua una scuola.
Organizzava mensilmente dei ritiri vissuti in profondità, nei quali si dava spazio al digiuno. Dopo aver ideato il Festival per i giovani (che aveva termine all'alba del 6 agosto, giorno della trasfigurazione, sul Monte Krizevac), p. Slavko aveva dato avvio ai seminari per i sacerdoti previsti per il mese di giugno.
Psicologo di formazione, era un uomo creativo, modesto e spirituale. Si rimprovera al messaggio di Medj. di essere povero e ripetitivo, ma ogni mese Slavko sapeva irradiarne il raggio essenziale: un'eco del vangelo; come sacerdote cercava di trasmettere la sua fiamma, arricchita nel corso della sua lunga vita. Coloro che pensavano che egli non serviva una buona causa oseranno gioire di questa morte, una morte che assesta un colpo di più alla sfera spirituale e ai quotidiani frutti del vangelo.
Ci sono pervenute delle precisazioni circa la morte di Slavko. Aveva modificato le sue abitudini. Terminava la sua via Crucis non in cima al Krizevac, come prima, ma vicino al pannello della Resurrezione, presso la XIV stazione: la deposizione nel sepolcro. In questa fine d'anno giubilare, un "24" del mese, giorno della prima apparizione, egli termina il suo intervento con queste parole profetiche: "Che la Gospa preghi per noi nell'ora della nostra morte". Benedice il gruppo. E' il suo ultimo gesto, ma appena cominciava a discendere dovette sedersi. Lo stesso 24 novembre, dopo la morte di Slavko, Marija ebbe la sua apparizione. Ci si aspettava che la "Gospa" ne parlasse, ma non fu così. Lei dava solo una consegna che continuava il messaggio abituale di Slavko: "Nastavite dalje!" (Andate avanti!).
La salma, esposta nella Cappella dell'Adorazione, con la bara aperta, secondo l'uso di questa regione, ha attirato la folla e la preghiera in un'atmosfera profonda e calma, dove si mescolavano le lacrime e il desiderio del Cielo. Il 25, giorno del suo messaggio, Marija era presente a Medj. e ha trasmesso queste parole della Madonna con un sorriso colmo di lacrime: Slavko u nebu! Slavko u nebu!" (Slavko in Cielo!). E' la prima volta che un messaggio riporta il nome di una persona. La Gospa si è dichiarata a suo favore come egli si era dichiarato per lei, conclude sr. Emmanuel, alla quale dobbiamo queste commoventi notizie.
E' stato sepolto il giorno dopo alla presenza di una grande massa di gente locale e straniera. Mons. Peric, che cercava già da un anno di farlo andar via da Medj., ha celebrato il funerale. E' stato un segno di pace e di comunione, a lungo sperate con pazienza ed ubbidienza da p. Slavko.
Fedele al digiuno e alla preghiera mattutina, (la sua ora di tranquillità), ha consumato le sue forze in un'attività su tutti i fronti: locale e internazionale, su scala dei cinque continenti. La sua successione sarà onerosa per l'attuale equipe parrocchiale, rinnovata con un nuovo parroco. Possa Slavko continuare dal cielo il raggio che fu suo sulla terra.

Preghiere serali a Medjugorje dal 22 al 25 novembre 2018

Adorazione Eucaristica del 22 Novembre 2018

presieduta da Fra Perica Ostojić

Signore Gesù, grazie per il Tuo Amore da cui proviene tanta Misericordia...

“Io sono la luce del mondo. Chi viene dietro a me non cammina nelle tenebre.”

Canto: Gesù, t’adoriamo... Gloria, Alleluia...  

- Signore Gesù, nella Sacra Scrittura leggiamo che Tu dai i Tuoi due Comandamenti dell’Amore: “Ama il tuo Signore sopra ogni cosa e ama il Tuo prossimo come te stesso.” All’inizio di questa Adorazione Eucaristica voglio ringraziarti per il Tuo Amore. Grazie perché da quello proviene tanta Misericordia. Aiutami, Signore, ad immergermi con tutto il mio essere nell’Amore del Padre per mezzo di Te.

Canto: Dona la Pace (X2) ai nostri cuori, o Signore! (bis)

           Resta qui insieme a noi (X2) e la Pace regnerà!

- Signore Gesù, Tu hai detto: “Io sono la luce del mondo. Chi viene dietro a me non cammina nelle tenebre.” Perciò Ti prego...Illumina il mio cuore con la Tua Presenza, Signore. Illumina la mia vita con la Tua Presenza. Signore, sii la lampada sulla mia via.

Canto: Se vuoi la Pace (X2), guarda a Gesù (X4)...

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

Venerazione alla Santa Croce del 23 Novembre 2018

presieduta da Fra Marinko Šakota



Gesù Salvatore Crocifisso, apri il mio cuore per Te, affinché sia aperto come...

Gesù, Tu hai amato, ma non sei stato compreso e accettato...

Canto: Santo è il Signor! Santo è il Signor!

           Santo è il Signore Iddio! Santo è il Signor!...   

- Gesù, mio Salvatore Crocifisso, eccomi davanti alla Tua Croce. Apri il mio cuore per Te, affinché sia aperto come il cuore del centurione romano e come il cuore del criminale sospeso accanto a Te.

Canto: Signor Gesù, ricordati di me quando sarai nel Tuo Regno... (bis)

- Gesù, Tu hai amato, ma non sei stato compreso e accettato. Giovanni scrive: “E’ venuto dai suoi, ma i suoi n on l’hanno accolto.” Anche noi siamo Tuoi. Ti abbiamo accolto noi? E in quale misura Ti abbiamo accolto? Gesù, io mi chiedo questo sinceramente davanti a Te, davanti all’Amore Crocifisso.

Canto: Domine Jesù (X4), Jesu... 

- O Gesù, il nostro amore umano è molto debole. Quando incontriamo un ostacolo ci fermiamo e non possiamo continuare. Insegnaci ad amare con il Tuo Amore, insegnaci ad accettare la croce, ad accettare noi stessi e gli altri, insegnaci a perdonare e a fare il bene anche a coloro che non lo fanno a noi.

Canto: Insegnaci, Signore, a perdonare come anche Tu ci hai perdonato!

           Insegnaci, Signore, ad amare come anche Tu ci hai amato!

           Signore Gesù (X3) pietà di me! (bis)

Kyrie, eleison...

Il Signore sia con voi...

Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.

Amen.

Inite u miru...Andate in pace...

Canto finale: Ave, Maria, gratia plena! Dominus tecum, Benedicta Tu! (bis)

Fonte: Dalla Diretta

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

Adorazione Eucaristica del 24 Novembre 2018

presieduta da Fra Zvonimir Pavičić



Ti adoriamo, Gesù, Re dell’Universo. Davanti a Te ogni ginocchio si piegherà...

Gesù, Tu non sei un re... che non capisce il suo popolo...

...Oggi in una maniera particolare Ti ringraziamo per il nostro Fratello Slavko...

Canto: Signor Gesù, noi T’adoriam... Alleluia... 

- Ti adoriamo, Gesù, Re dell’Universo. Davanti a Te ogni ginocchio si piegherà quando tornerai nella Tua Gloria, e ogni lingua proclamerà che Tu sei il Salvatore. Noi lo facciamo adesso. In ginocchio davanti a Te professiamo davanti a Te e davanti al mondo che Tu sei nostro Dio, nostro Salvatore.

Canto: Gesù, Tu sei il mio Dio! Gesù, Tu sei il mio Dio! (bis)

           Io credo in Te, io spero in  Te (X2), Gesù...

- Gesù, Tu non sei un re che si allontana dal suo popolo, che non capisce il suo popolo. Tu regni con il Tuo Sacro Cuore e, con il Tuo Cuore, ami tutti gli uomini. Nel Tuo Cuore noi tutti troviamo la pace, la Pace che solo Tu puoi dare, la Pace che regna nel Tuo Regno.

Canto: Tu sei Pace... Alleluia...

- Gesù, nostro Re, quanti Ti hanno servito e hanno annunciato il Tuo Regno in questo mondo! Oggi in una maniera particolare Ti ringraziamo per il nostro fratello Slavko, che non si stancava di attirare la gente a Te attraverso la nostra Madre, Regina della Pace. Noi crediamo che lui adesso vive nel Tuo Regno dove anche noi speriamo di adorarti per tutta l’Eternità.

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...

  Zdravo, Kralice mira! Zdravo, Maiko ljubavi! (bis)

                     Zdravo (X3), Marijo! (bis)

Fonte: (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

Adorazione Eucaristica del 25 Novembre 2018

presieduta da Fra Marinko Šakota

Apri i nostri cuori, Gesù, per la Verità...

Donaci dentro di noi lo Spirito Santo affinché svegli dentro di noi...

... Il mio Regno nasce nel cuore, nella libertà del cuore e agisce nell’Amore.

Canto: Oh, oh, oh! Adoramus Te, Domine...

- Gesù, noi Ti adoriamo in questa Festa di Cristo Re e Ti preghiamo: apri i nostri cuori. Il cuore di Pilato era chiuso e non poteva aprirsi completamente alla Verità. Apri i nostri cuori, Gesù, per la Verità.

Canto: Gesù, io credo in Te... Alleluia...

- Gesù, Tu hai detto a Pilato: “Chi vuole conoscere la Verità, ascolta la mia voce.” Ti preghiamo: donaci dentro di noi lo Spirito Santo affinché svegli dentro di noi il dono di capacità di ascoltare e l’amore per la Tua Parola, affinché ascoltiamo con il cuore.

Canto: Veni, Sancte Spiritus...

- Gesù, Tu hai detto a Pilato: “Il mio Regno non è di questo mondo, non  viene e non rimane con la forza delle armi, ma nasce nel cuore, nella libertà del cuore e agisce nell’Amore.

Canto: Col Tuo Poter, col Tuo Amor... (solo strumentale, con variazioni).

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison...  Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto.

Canto finale: Adoramus Te, Domine...

(L’adorazione silenziosa continua in Chiesa per tutta la notte, fino alle ore 7.00 di domani mattina).

Fonte:(Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

sabato 24 novembre 2018

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (47) – Messaggi a Marija del 25 ottobre 2018 ed a Mirjana del 2 novembre 2018

Messaggio a Marija del 25 ottobre 2018

Cari figli! Voi avete la grande grazia di essere chiamati ad una nuova vita attraverso i messaggi che io vi do. Figlioli, questo è tempo di grazia, il tempo e la chiamata alla conversione per voi e per le generazioni future. Perciò vi invito, figlioli, pregate di più e aprite il vostro cuore a mio Figlio Gesù. Io sono con voi, vi amo tutti e vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico

Il messaggio mette sotto i nostri occhi due verità fondamentali dell’essere cristiani: la prima consiste nella vita nuova e la seconda insiste sull’unione con Cristo per mezzo di Maria.

1. La vita nuova. Viene messo in evidenza il fatto meraviglioso che ci è stato donato, una vita nuova, al momento del nostro battesimo, quando siamo stati rigenerati quali figli di Dio a immagine del Figlio Gesù e diventati membri della Chiesa, chiamati alla beatitudine eterna. Cosa significa la vita nuova? Anzitutto bisogna dire che è questione di vita, cioè di energia vitale e salvifica, che supera ogni tentativo di morte e di dissoluzione del nostro vivere ed essere irrorati dall’amore e dalla grazia divine. Tale vita è chiamata nuova rispetto a quella naturale, che ci hanno dato i nostri genitori, quando, dopo il concepimento, siamo diventati creature umane a tutti gli effetti, inseriti nell’esistenza terrena. Ma questa vita è destinata alla morte, come accade al termine di essa. Si tratta della vita carnale, secondo la mentalità biblica, cioè di una vita pur bella e affascinante ma soggetta al disfacimento e alla schiavitù del peccato e del male. Invece la vita nuova, donataci dal Signore nel battesimo, comporta un valore più elevato e meraviglioso, in quanto ci inserisce nell’evento di un’esistenza segnata dall’immortalità e dalla beatitudine eterna. Essa ci libera dalla schiavitù del male, donandoci la forza spirituale di sconfiggere il peccato e la morte stessa, di superare ogni dolore nella forza della fede in Cristo Risorto, che ha sconfitto l’impero satanico e gli artigli della morte pestifera. Un grande evento che non dovremmo mai dimenticare per viverlo fino in fondo e per sempre con tutta la nostra disponibilità e generosità.

Ora i messaggi, che la Madre Celeste mensilmente ci offre, hanno proprio lo scopo di ricordarci il significato e l’importanza della vita nuova, per non essere risucchiati dalla vecchia vita e restare prigionieri della realtà terrena e meschina che conduce alla morte e alla condanna eterna sotto il dominio della cattiveria e del peccato. Da qui si capisce quale grande grazia la Vergine riversa su di noi, come Ella stessa dice: “Cari figli! Voi avete la grande grazia di essere chiamati ad una nuova vita attraverso i messaggi che io vi do”. Tale vita nuova costituisce un tempo di grazia, cioè di effusione celeste di amore, verità, gioia, speranza e serenità, di cui abbiamo bisogno proprio per rimanere saldamente ancorati alla vita nuova e crescere ogni giorno nella santità e libertà dei figli di Dio.

In particolare, la Vergine ci richiama ancora alla conversione, nel senso di passare dalla vecchia vita secondo la carne alla vita nuova secondo lo spirito. Se ogni giorno facciamo lo sforzo e viviamo l’impegno di fedeltà alla grazia divina e alla Parola di Gesù, certamente ciò costituisce un bene incalcolabile non solo per noi stessi ma anche per le nostre famiglie e la nostra società, un bene che supera il tempo e lo spazio, riversandosi anche nel futuro dell’umanità: “Figlioli, questo è tempo di grazia, il tempo e la chiamata alla conversione per voi e per le generazioni future”.

2. L’unione a Cristo per mezzo di Maria. Questo secondo aspetto ci coinvolge concretamente su due movimenti interiori che dobbiamo attuare e far vibrare in noi: uno consiste nella preghiera, che ha il compito di aprire e sciogliere il nostro animo e tutto il nostro essere verso Gesù Cristo, Signore nostro e unico Salvatore. L’altro è la conversione nel passaggio continuo dalla vecchia alla nuova vita. Veramente Gesù deve diventare il fondamento, il centro e lo scopo di tutta la nostra vita nuova, in modo che non siamo più soli ma viviamo sempre e totalmente in unione con Lui e immersi nel suo amore infinito. A questo punto la vita raggiunge il suo termine e già su questa terra ci fa pregustare la beatitudine eterna nel regno di Dio, regno di verità, di amore, giustizia e pace. Allora non possiamo perdere tempo e rimanere legati alla vita vecchia, che spesso ci sovrasta e ci appesantisce, ma correre ogni giorno incontro a Cristo e tenerlo gelosamente custodito nel nostro cuore: “Perciò vi invito, figlioli, pregate di più e aprite il vostro cuore a mio figlio Gesù”.

Per questa ragione Ella sta in mezzo a noi e ci aiuta, quale madre ricca di amore, ad essere fedeli suoi figli nel Figlio suo Gesù e ci accompagna con la sua santa e provvida benedizione: “Io sono con voi, vi amo tutti e vi benedico con la mia benedizione materna”. Non resta altro che lasciarsi condurre da Lei verso Cristo e da Cristo verso i fratelli in una serena e fruttuosa comunione di grazia e di pace.

    

Messaggio a Mirjana del 2 novembre 2018

Cari figli, il mio Cuore materno soffre mentre guardo i miei figli che non amano la verità, che la nascondono; mentre guardo i miei figli che non pregano con i sentimenti e le opere. Sono addolorata mentre dico a mio Figlio che molti miei figli non hanno più fede, che non conoscono lui, mio Figlio. Perciò invito voi, apostoli del mio amore: voi cercate di guardare fino in fondo nei cuori degli uomini, e là sicuramente troverete un piccolo tesoro nascosto. Guardare in questo modo è misericordia del Padre Celeste. Cercare il bene perfino là dove c'è il male più grande, cercare di comprendervi gli uni gli altri e di non giudicare: questo è ciò che mio Figlio vuole da voi. Ed io, come Madre, vi invito ad ascoltarlo. Figli miei, lo spirito è più potente della carne e, portato dall'amore e dalle opere, supera tutti gli ostacoli. Non dimenticate: mio Figlio vi ha amato e vi ama. Il suo amore è con voi ed in voi, quando siete una cosa sola con lui. Egli è la luce del mondo, e nessuno e nulla potrà fermarlo nella gloria finale. Perciò, apostoli del mio amore, non dovete temere di testimoniare la verità! Testimoniatela con entusiasmo, con le opere, con amore, con il vostro sacrificio, ma soprattutto con umiltà. Testimoniate la verità a tutti coloro che non hanno conosciuto mio Figlio. Io vi sarò accanto, io vi incoraggerò. Testimoniate l'amore che non finisce mai, perché viene dal Padre Celeste che è eterno ed offre l'eternità a tutti i miei figli. Lo Spirito di mio Figlio vi sarà accanto. Vi invito di nuovo, figli miei: pregate per i vostri pastori, pregate che l'amore di mio Figlio possa guidarli. Vi ringrazio!”

Commento teologico

Il messaggio, assai strutturato e bello, abbraccia quattro elementi: per primo appare la sofferenza del Cuore di Maria; in secondo luogo l’invito ad avere lo sguardo rivolto ai cuori umani; in terza battuta la verità sorprendente e confortevole che il bene vince il male; infine Maria incoraggia i suoi apostoli a testimoniare l’annuncio evangelico in ogni momento della nostra vita.

1. La sofferenza del Cuore di Maria. Le prime parole sono impressionanti e giungono dentro il nostro animo, movendolo alla meraviglia e allo sconvolgimento. La cosa che più sorprende è data dal fatto che la sofferenza di Maria è causata dalla nostra infedeltà e negligenza. Ella ci mostra tanta premura e amore, noi anziché rispondere generosamente, rimaniamo avvinti al nostro egoismo e al nostro comodo: “Il mio Cuore materno soffre mentre guardo i miei figli che non amano la verità, che la nascondono; mentre guardo i miei figli che non pregano con i sentimenti e le opere”.

Questo ci colpisce interiormente. Lo sguardo materno sui suoi figli, cioè su di noi, è rattristato e dolente quando vede il modo di comportarci e di vivere la nostra vita spirituale. Ella sottolinea che noi preghiamo, e questo è buono, ma siamo privi dell’adesione e della fede ardente. Ripetiamo le formule ma non muoviamo il cuore.

Ci si chiede in che senso la Vergine, ormai nella gloria beatificante del paradiso possa sentire sofferenza e amarezza. Ella dunque non sarebbe felice, come invece richiede il suo stato nella gloria celeste. Per chiarire tale questione, occorre precisare che il dolore può avere tre motivazioni: una deriva dal malessere fisico, e questo dolore Maria non può più averlo; un’altra causa proviene dall’angoscia interiore del peccato e della tristezza psichica e affettiva, ma anche questo dolore Ella non può averlo; una terza motivazione nasce dalla tristezza spirituale, nel senso che essa è provocata dalla considerazione della cattiveria e del peccato, dell’infedeltà e dell’egoismo di coloro che ci stanno attorno. Questa è la sofferenza che Maria prova, non per sé stessa, ma per la nostra indifferenza e freddezza d’animo, la nostra pigrizia e trascuratezza, la nostra miseria e chiusura di cuore. Ella è triste in riferimento a noi, che restiamo prigionieri del peccato e quindi perdiamo la vera vita, la vita nuova ed eterna.

In questo modo la sofferenza non nasce dalla sua situazione, ma è provocata dal di fuori, cioè dal modo di vivere e di pensare degli uomini, che si allontanano da suo Figlio e si perdono nel disordine e nel male. Come una madre che vede suo figlio distrutto dalla droga, ne resta avvilita e affranta, ma questa sofferenza non proviene dalla sua cattiveria e peccaminosità. Così è di Maria. Tuttavia, si tratta sempre di un dolore, visto e vissuto in riferimento al biasimevole comportamento dei suoi figli, che non diminuisce la santità, la purezza e la luminosità del suo spirito.

La Vergine addolorata dunque si rammarica per i suoi figli e li richiama alla generosità di buttarsi tra le braccia di suo Figlio, amandolo sopra ogni cosa. Davanti a tale dispiacere materno, non si può rimanere indifferenti. Il suo dolore colpisce profondamente la nostra miseria spirituale e il nostro peccato. Che la Vergine abbia pietà di noi! Noi dobbiamo risvegliarci per assecondare il suo Cuore materno. Il particolare, che viene sottolineato e che colpisce ancora di più, sta nel fatto che Ella si lamenta di ciò con suo Figlio: “Sono addolorata mentre dico a mio Figlio che molti miei figli non hanno più fede, che non conoscono lui, mio Figlio”. Mostra così la sua totale confidenza in Lui e il rammarico materno si riflette nel Cuore di Gesù, come un unico sentimento di compassione per noi creature umane deboli e miserevoli.

2. Lo sguardo attento verso i cuori umani. Per trovare un po’ di conforto la Vergine si rivolge ai suoi apostoli, affinché abbiano la bontà di vedere i fratelli più lontani e increduli con delicata sensibilità e pietà: “Perciò invito voi, apostoli del mio amore: voi cercate di guardare fino in fondo nei cuori degli uomini, e là sicuramente troverete un piccolo tesoro nascosto”. In effetti ogni creatura umana, anche la più perfida e malvagia, porta in sé stessa l’impronta dell’immagine divina, con cui è stata creata. Ogni essere umano ci richiama all’essere di Dio e di Gesù e con questo amore misericordioso dobbiamo guardarlo, accoglierlo, ascoltarlo, aiutarlo. Attraverso tale sguardo fraterno passa lo stesso sguardo amorevole del Padre celeste, il quale si rivolge a ogni suo figlio affinché trovi la via della salvezza: “Guardare in questo modo è misericordia del Padre celeste”.

In effetti qui si nasconde il vero tesoro dell’amore fraterno, nel senso che vedere i fratelli con il cuore di Dio ci muove a scoprire in essi elementi buoni e amabili, non soltanto aspetti negativi e perversi. Ognuno di noi porta con sé uno sprazzo della divina sapienza e bontà. A noi, apostoli di Maria, spetta il compito di saper scoprire e vedere tale tesoro nascosto, ma che pur c’è ed è prezioso agli occhi del Padre celeste e dunque anche ai nostri sguardi e al nostro cuore. In tale sguardo di amore si potrebbe costruire una comunità umana veramente più unita e fraterna!

3. Il bene vince il male. Questo principio forma la sostanza della nostra fede cristiana. Il discepolo di Cristo non deve essere sopraffatto dal male, dall’afflizione e dalla disperazione, ma deve superare e vincere il male con la sua fede forte, il suo grande amore e la sua invitta speranza. Questa è la realtà che Gesù ci ha comunicato sconfiggendo la morte e il peccato con la sua morte e risurrezione. La Vergine ce lo ricorda e noi accogliamo questo suo incitamento: “Non dimenticate: mio Figlio vi ha amato e vi ama. Il suo amore è con voi e in voi, quando siete una cosa sola con Lui”.

Spesso noi siamo portati a vedere il male più del bene sia in noi stessi che negli altri e nella società. Ci piangiamo addosso, sconsolati e depressi. Ma ciò contraddice alla fede cristiana, che si basa non sulle forze umane molto limitate, ma sull’infinita potenza divina che sa trasformare la morte in vita, l’odio in amore, la menzogna in verità, il dolore in grazia: “Figli miei, lo spirito è più potente della carne, portato dall’amore dalle opere, supera tutti gli ostacoli”. Perché restiamo intrappolati nel male? Molti si racchiudono nel proprio dolore e v restano dentro senza volerne uscire. Come se il loro stato di vita fosse totalmente negativo e opprimente. Via da noi tale pessimismo e tale chiusura di cuore, perdendo di vista la bontà di Gesù e la sua opera di redenzione e di salvezza. Poveri noi! Rendiamo vana l’opera di Cristo e preferiamo la negatività alla positività. Una situazione drammatica, ma frequente. Maria ce lo ripete vigorosamente.

4. Testimoniare la verità e l’amore. Questo ultimo aspetto rivela gli effetti conseguenti alla nostra conversione e al nostro impegno di vivere la vita nuova in Cristo: “Egli è la luce del mondo, e nessuno e nulla potrà fermarlo nella gloria finale. Perciò, apostoli del mio amore, non dovete temere di testimoniare la verità! Testimoniatela con entusiasmo, con le opere, con amore, con il vostro sacrificio, ma soprattutto con umiltà”. Queste parole mettono in collegamento quattro punti di vista: il primo si aggancia alla fonte originaria, che è il Figlio Gesù con il suo amore per noi; Lui è anche la luce di verità per il mondo che risplenderà in modo luminoso e folgorante alla fine dei tempi. A noi il compito di testimoniarlo con l’annuncio della sua Parola e con le opere di bene. Certamente il compito non resta facile, perché il mondo odia Cristo e lo vuole emarginare, quando disprezza, colpisce, perseguita i suoi discepoli in ogni tempo, ieri come oggi. Tuttavia, la Vergine ci dice di non temere, anzi di diffondere il messaggio evangelico con energia e entusiasmo, con intenso amore e generosità, anche con spirito di sacrificio e di donazione, con semplicità e umiltà. Un vasto e meraviglioso programma di vita quale testimonianza cristiana della nostra fede. Ma noi ce la sentiamo di eseguire tale incitamento materno? Siamo proti a compiere tale missione? Purtroppo, ci mostriamo deboli, timorosi, scoraggiati, avviliti. Ma Lei ci assicura che non siamo soli, non dobbiamo fidarci delle nostre deboli forze, ma confidare nella grazia di suo Figlio e nella sua vicinanza materna: “Testimoniate la verità a tutti coloro che non hanno conosciuto mio Figlio. Io vi sarò accanto, io vi incoraggerò”.

La nostra speranza ci apre il cuore, sapendo che la potenza divina è onnipotente e nulla è impossibile al suo amore. L’importante è che ci lasciamo ricolmare e condurre dalla sua grazia. L’apostolo Paolo afferma che quando siamo deboli, allora siamo forti, non per noi stessi, ma per la grazia divina che è stata riversata nei nostri cuori.

Le ultime parole ci incoraggiano in tal senso e perciò cerchiamo di accoglierle e di farle nostre: “Testimoniate l’amore che non finisce mai, perché viene dal Padre celeste che è eterno e offre l’eternità a tutti i miei figli”. Perché allora tentenniamo e ci nascondiamo, cercando di evitare un così nobile impegno di testimonianza? Ella aggiunge anche: “Lo Spirito di mio Figlio vi sarà accanto”.

O Vergine Madre, immensamente grande è il tuo Cuore Immacolato! Quale oceanico amore porti in esso e come desideri che sia effuso sul mondo intero! Ci chiami a condividere il tuo slancio di amore e di testimonianza, ma ci ritroviamo così miseri e timidi, quasi impossibilitati a eseguire il tuo invito. Eppure, tu ci assicuri che non ci abbandoni e che ci stai accanto, ci ricopri della tua benevolenza materna, allora riprendiamo fiato e su questa tua promessa e vigile presenza gettiamo le reti e ci impegniamo ad essere i tuoi apostoli. A te, Madre cara, l’onore e la gloria, che Tu riversi a tuo Figlio, al Padre celeste e allo Spirito Santo per tutti i secoli. Amen.

    don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

giovedì 22 novembre 2018

25 novembre 2018 ore 20,45 : Veglia di Preghiera - con la presenza di ROLAND - meditando il Messaggio Mensile da Medjugorje nella Chiesina di Padre Marella


Domenica sera 25 novembre 2018, come ogni mese, nello spirito di Medjugorje e in unione con tutti i gruppi di preghiera d'Italia, si terrà la veglia aperta a tutti in meditazione del Messaggio a tutto il mondo, nella Chiesina di Padre Marella in Via del Lavoro n. 13,Bologna: Adorazione del Santissimo Sacramento e preghiera del Santo Rosario, con la presenza e guida di padre Roberto Viglino OP.

L'orario sarà anticipato di un quarto d'ora e cioè si inizierà alle 20,45 .

Sarà eccezionalmente presente anche 
Roland

che tutti apprezziamo poiché compone e anima la musica e i canti di Medjugorje. Con lui ci lasceremo portare nell'atmosfera spirituale che si vive là. E' sua consuetudine fare anche una breve testimonianza e mettere a disposizione i suoi cd che spesso cerchiamo e non troviamo.

Siamo tutti invitati a partecipare, anche per rispondere agli appelli della Madonna che sempre ci raccomanda di pregare (di più).

Come per le altre veglie (escluso l'anniversario) NON sarà celebrata la S. Messa.


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Omelia della santa Messa Medjugorje, 17 novembre 2018

Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell'ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».
Parola del Signore.
Fratelli e sorelle, guardando attorno a noi chiunque può pensare che ogni cosa abbia il suo inizio e la sua fine.
Un tempo non esistevano certe cose che ora esistono, ma verrà anche un tempo in cui non ci saranno più le cose che ci sono adesso. Il mondo materiale è soggetto a cambiamenti.
Esistevano grandi civiltà che hanno costruito piramidi, hanno fatto le carte geografiche, che studiavano gli astri e oggi sono sparite. Ricordiamo grandi personaggi che abbiamo studiato: Hanno fatto grandi cose e oggi sono solo una lezione noiosa in più a scuola.
Non dobbiamo andare tanto lontano nella storia per comprendere che tutto è passeggero. Ricordiamo quante occasioni abbiamo avuto ieri, ma adesso queste situazioni non ci sono più.
Ricordiamo i nostri cari che adesso non vivono più e quando erano con noi pensavamo che ci sarebbe sempre stato il tempo per incontrarli. Ricordiamoci anche che oggi siamo più giovani di quanto saremo in futuro.
Tutto passa, ma solo Dio rimane.
Le letture di questa domenica che abbiamo sentito questa sera ci parlano del mondo che passa. Giungerà la fine di tutto: di questo tempo, di questo mondo. Gesù ci parla di questo.
Ci parla di due cose che dovremmo comprendere e portare via da questa Messa. La prima è che nessuno sa nè l’ora nè il giorno in cui ci sarà la fine del mondo. Non bisogna credere a certe profezie. Nessuno lo sa. Gesù dice: Nè gli angeli nel cielo, nè Lui Stesso. Nessuno eccetto il Padre.
Più volte, anche nella recente storia, la gente è diventata paranoica, perchè qualcuno ha previsto la fine del mondo. Molti hanno abbandonato le famiglie e sono corsi in posti sicuri. Alcuni si sono suicidati o hanno ucciso altri. Nessuno di loro ascoltava la Voce di Gesù, ma credevano a film apocalittici che non hanno nulla a che fare con l’insegnamento di Gesù.
Gesù, il Figlio di Dio, ci ha testimoniato che tale conoscenza è riservata solo al Padre. Questo forse per una ragione importante. Chissà cosa farebbero gli uomini se sapessero l’ora della fine. Forse non siamo neppure in grado di immaginare come si comporterebbero gli uomini sapendo quanto tempo è rimasto loro.
Lo ringrazio per questo dono, perchè qualche volta certe cose è meglio non saperle. Ma questa nostra mancanza di conoscenza non ci giustifica per vivere come non si deve, anzi Gesù ci invita a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.
Il padrone non lascerebbe la porta di casa aperta se sapesse l’ora dell’arrivo del ladro. Questo è l’invito alla vigilanza e ad avere sempre davanti agli occhi la nostra fine. Non dobbiamo vivere come se la morte non dovesse mai arrivare.
La vera stupidagine è sapere la verità e credere nella bugia.
Tutti moriremo, fratelli e sorelle, e tutti arriveremo davanti al Volto di Dio.
Le letture di oggi possono sembrare terribili. Parlano di cose che non abbiamo mai sperimentato e non conosciamo.
Nei film che parlano di apocalisse tutto è pieno di distruzioni, vittime innocenti, tempeste distruggono la terra, virus scappano dai laboratori e diffondono la morte. Tutto questo sono scenografie che abbiamo inventato noi uomini, scenari che noi definiamo apocalittici.
In questo modo perdiamo il senso dei testi biblici. Scopo di quei testi non è impaurire o far sapere alla gente che non può far nulla per salvarsi, ma proprio il contrario. I testi sulle ultime cose sono un’esortazione e un incoraggiamento.
Noi cristiani preghiamo il “Padre Nostro”: invochiamo il Regno di Dio. Nella Messa diciamo sempre che aspettiamo la Sua gloriosa venuta. Abbiamo una speranza beata nell’attesa della venuta di Cristo.
Gesù dice un’altra cosa. State attenti. Il Figlio dell’Uomo verrà. Le vostre aspettative saranno realizzate quando verranno gli ultimi giorni. Quando verranno le tenebre e le stelle cadranno dal cielo. Le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Voi non abbiate paura: il futuro appartiene a Dio e a coloro che credono in Cristo.
San Paolo scrive a Timoteo e dice: “Dio vuole che tutti gli uomini si salvino e che arrivino alla conoscenza della Verità”. E’ una frase molto forte.
Gesù non desidera spaventarci. Al contrario desidera incoraggiarci. E’ come se ci avesse detto: “Non abbiate paura. Voi siete Miei. Questa sarà la vostra vittoria, ma siate pronti”.
Crediamo a Ciò che dice. “I cieli e la terra passeranno, ma le Mie Parole non passeranno mai”. La Parola di Gesù è solida.
Gesù aggiunge: “Vi salverete con la vostra perseveranza”. La perseveranza è molto importante per la nostra salvezza, ma non è facile. Anzi: essere perseveranti è molto esigente. Richiede tanto impegno. Si tratta di una parola che all’uomo di oggi non piace.
Oggi si cambia tutto. Il termine “perseveranza” non è amato. Tutto ciò che non funziona si getta. Perchè cucire una maglietta se puoi comprarne una nuova?
Purtroppo questo riguarda anche gli uomini e i loro rapporti. Quando l’amore dei giovani sposi diventa tiepido divorziano. Quando i genitori diventano vecchi vengono mandati negli ospizi. Quando una persona ha problemi col lavoro ne cerca un altro.
Nulla di diverso troviamo nell’ambito della fede. Quando stiamo bene non abbiamo bisogno della fede. E’ come un peso che ci opprime.
Noi dobbiamo cercare la perseveranza nella fede e nel bene.
A volte è facile essere cristiano, testimone, pregare, ma non è facile perseverare. Dobbiamo impegnarci affinchè questa bontà faccia parte della nostra vita.
Il mondo farà di tutto per toglierci questa responsabilità. Farà di tutto per allontanarci da Dio. Il mondo ci perseguiterà per cercare di farci rinunciare alla fede.
Essere perseveranti è il biglietto d’ingresso per il cielo.
I problemi quotidiani ci suggeriscono di rinunciare a tutto, ma questa non è la soluzione. “Vi salverete con la vostra perseveranza. Chi persevererà fino alla fine sarà salvato”. Le Parole di Gesù sono un monito e una consolazione, ma non terrore.
Gesù desidera che siamo pronti per ciò che ci aspetta.
Il Vangelo non è una storiella della buonanotte o una barzelletta. Il Vangelo di oggi non è la scenografia di un film di terrore.
Il Vangelo è la realtà per donarci la vita, per incoraggiarci, per prepararci a ciò che ci aspetta dopo la vita terrena. Il Vangelo è la Parola di Dio.
Chi vive secondo questa Parola non ha nessun motivo per avere paura. Una tale persona è tranquilla e pronta ad incontrare il Signore in ogni momento.
Cari fratelli e sorelle, ricordiamoci di quando eravamo studenti e dovevamo fare un esame. Se non eravamo pronti avevamo paura, ma se avevamo studiato eravamo sereni.
Siccome non sappiamo quando verrà l’ultimo esame dobbiamo sempre essere pronti per affrontarlo. Dobbiamo purificare sempre la nostra anima e il nostro cuore; dobbiamo guadagnare il cielo. La fede ci aiuta in questo.
In questo mondo che dimentica Medjugorje è come un promemoria.
Come un monumento viene eretto per farci ricordare certi personaggi, così Medjugorje ci ricorda e invita alla conversione, alla perseveranza, alla disponibilità. Nessuno sa nè l’ora nè il giorno. Nemmeno la Madonna. Ma ciò che Lei desidera sono i desideri di Gesù, cioè che tutti gli uomini si salvino e arrivino alla conoscenza della Verità.
Quando arriverà la fine molti saranno persi. Saranno coloro che hanno creduto in se stessi. Ma coloro che persevereranno fino alla fine saranno salvati.

"Per avere nel cuore e donare la vera pace di Gesù". Riflessione di fra Slavko Barbarić del 4 agosto 1985.


Tutti siamo aperti, tutti vogliamo la pace e la riconciliazione. Ma è molto pericoloso se siamo impediti da qualche cosa, se abbiamo trovato una scusa per non incominciare con la preghiera, col digiuno.
Perché sono importanti la preghiera, il digiuno, come mezzi: sono la strada, la via per arrivare alla fonte.
La Madonna non domanda da noi la preghiera per farci perdere tempo, e non domanda il digiuno perché è piena di gioia se noi abbiamo fame. Non si tratta di questo, si tratta di due mezzi che noi dovremmo usare per avere la pace, per aprirci alla pace. E domanda ogni giorno il Credo, sette Padre Nostro, il Rosario intero, leggere la Bibbia.
Poi domanda di digiunare due volte alla settimana e la confessione ogni mese. Perché? Sono cose molto semplici, ma sono convintissimo che domanda questo per aiutarci, perché non troviamo di nuovo le scuse; tutti possiamo cominciare o, se abbiamo cominciato, continuare. E ogni giorno si sviluppa la vostra preghiera. Se vi succede come a S. Francesco di cominciare il Padre Nostro e pregare tutta la notte solo il Padre Nostro e sentite nella bocca dolcezza, nel cuore un po’ caldo, fate bene, fate più di quello che la Madonna domanda. Questa è per noi una scuola della fede. Ma si deve cominciare con le cose molto semplici.
Io dico di nuovo che la Madonna non domanda centocinquanta Ave Maria. Che cosa può succedere se qualcuno ha capito che la Madonna domanda centocinquanta Ave Maria? Prenderà il Rosario e in quindici minuti le avrà dette tutte e dirà: « Per oggi ho finito, grazie a Dio ». Non si tratta di questo, pregando il Rosario si tratta di un avvicinarsi a Gesù, di vivere con Gesù, con la Madonna in ogni situazione della giornata: quando lavoro, quando mangio, quando sono nella famiglia, sempre.
Questo non significa che si può sempre pregare, ma si può pregare più spesso di quanto noi pensiamo. Se uno fuma e fuma venti sigarette, se non trova una camera dove può stare solo a fumare, è pronto a fumare anche in fabbrica dove cento altri devono fumare con lui e fa l’aria impura. Fuma e non si vergogna.
Ma noi, quando si tratta di pregare, diciamo che non possiamo. Allora vedete come abbiamo perso il senso di essere vicino a Gesù, di essere vicino alla Madonna. Come ha detto la Madonna, se non puoi trovare il tempo per il Rosario intero nella tua casa, perché devi alzarti presto al mattino e torni tardi alla sera, puoi pregare guidando la macchina, puoi prendere venti minuti per il Rosario, come li prendi per il caffè o le sigarette. lo vedo che non si tratta del tempo, qualche volta manca soprattutto il senso del valore della preghiera. E la Madonna domanda la preghiera per invitarci ad essere vicini a Gesù.
E adesso la domanda: «È importante essere vicini a Gesù o no?». La Madonna ha detto: «Pregate e avrete la gioia più profonda, avrete la pace, supererete la vostra stanchezza, diventerete anche belli e belle. Avrete la forza anche per la riconciliazione».
Allora su questo punto possiamo proprio essere egoisti: se noi viviamo vicino a Gesù, vicini alla Madonna, in Dio, avremo la gioia anche quando saremo nella sofferenza, avremo la pace e potremo portare la pace, la riconciliazione dove gli altri fanno solo conflitti. Da chi si può sperare in questo mondo la pace dove gli altri fanno i conflitti se non dai cristiani? Ma guardate come siamo lontani da questa sapienza della Croce e di Gesù.
Ho detto che possiamo essere egoisti: se tu preghi, tu avrai la tua gioia, supererai la tua stanchezza, risolverai i tuoi problemi.
Che cosa significa quando la Madonna dice che supererai la tua stanchezza? Chi è stanco? È stanco chi dice: «non posso». Una famiglia divorziata è un segno di stanchezza nel mondo odierno. Una famiglia che non può risolvere i suoi problemi ed è nei conflitti è – una famiglia stanca. Un giovane che prende le pastiglie, o beve, o prende la droga è uno stanco. E ce ne sono molti in questo mondo. La Madonna dice: «Pregate e supererete la vostra stanchezza».
Quando dico che la preghiera è un mezzo per diventare belli, non lo dico per scherzo.
Jelena ha domandato una volta alla Madonna: «Perché sei così bella?», la risposta era: «Io sono bella perché amo. Se volete diventare belli, amate». Questo è un messaggio profondo teologicamente: noi tutti siamo creati ad immagine del Signore, belli e belle, pieni di pace.
Questa è l’immagine del Paradiso: essere riconciliati col Signore e con tutti gli altri. Quando è entrato il peccato nella vita dell’umanità, nella nostra vita, ha rovinato la nostra anima, il nostro cuore. Pregare, aprirsi, perché con il dono della grazia e dell’amore si diventa belli, creati ad immagine del Signore. Ma è bene dire che se abbiamo capito che la bellezza esteriore dipende anche un po’ dalla bellezza interiore, forse è più facile deciderci per questa bellezza interiore, per l’amore che il Signore ci offre.
Allora la risposta alla mia domanda: «E’ molto importante essere vicino a Gesù o no?» è: «Sì, possiamo ricevere tutto».

Padre Slavko: La Madonna ci fa responsabili per la pace in questo mondo

La Madonna a Mirjana parla molto sui non credenti e la invita sempre a pregare per loro.
Ogni giorno siamo più vicini alla fine delle apparizioni e agli avvenimenti predetti nei messaggi, ma noi non sappiamo quando e come tutto questo succederà.
La Madonna ci invita tutti alla riconciliazione e alla pace per tutto il mondo. In un messaggio ha detto che con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre. Io vi dico che la Madonna ci fa responsabili per la pace in questo mondo e noi siamo invitati a lasciarci fare responsabili. Nessuno di noi può dire allora: « Che cosa posso fare io? Non sono un diplomatico, non sono un politico... ». La Madonna ci fa responsabili e forse possiamo anche dire che se ci sono le guerre nel mondo o se le guerre ci minacciano, siamo già responsabili. Infatti, se esistono ancora le guerre e la Madonna dice: « Si possono allontanare con la preghiera e col digiuno », noi non abbiamo digiunato e non abbiamo pregato.
E guardate un parallelo molto importante anche nel senso della responsabilità per la pace: diciassette anni dopo l'inizio di questo secolo, la Madonna appare a Fatima, oggi, alla fine del secolo, a Medjugorje.
Anche questo parallelo ci dà un po' da pensare per non cercare scuse facili per non pregare, per non digiunare. E qui si deve discernere una cosa: molta gente, anche tra i sacerdoti e i Vescovi, non discernono il riconoscimento delle apparizioni da parte della Chiesa e il messaggio.
Se qualcuno aspetta il riconoscimento della Chiesa, lo aspetta con ce in questo mondo non credenti e la invita e apparizioni e agli avon sappiamo quando e ne e alla pace per tutto n la preghiera e il digiuno vi dico che la Maesto mondo e noi siamo no di noi può dire allo diplomatico, non sono iamo anche dire che se ci minacciano, siamo già le guerre e la Madonna eghiera e col digiuno », pregato. te anche nel senso della i dopo l'inizio di questo i, alla fine del secolo, a pensare per non cercare unare. E qui si deve dii sacerdoti e i Vescovi, pparizioni da parte della Chiesa, lo aspetta con noi: anch'io lo aspetto. Ma se qualcuno aspetta il riconoscimento della Chiesa sul messaggio, sulla preghiera per la pace, sul digiuno per la pace, sulla riconciliazione, non fa bene: il messaggio lo conosciamo, è già riconosciuto dalla Bibbia.
Allora in questo momento possiamo guardare al messaggio e vedere che abbiamo bisogno della pace. Chi dice che non ne abbiamo bisogno? Vediamo che ce n'è bisogno. Guardate, la Madonna non è apparsa per lottare per il suo riconoscimento nella Chiesa; è già riconosciuta. Quando ha detto il suo nome non ha detto: « Io sono la Madonna che cerca il suo riconoscimento ». Ha detto: « Io sono la Regina della Pace ». « Riconciliatevi ». E qui bisogna proprio mettere il punto e discernere le cose: ognuno di noi che ha incominciato a digiunare, a pregare, a riconciliarsi, fa bene, sicuramente fa bene, pur aspettando il riconoscimento della Chiesa.
Un'altra cosa è la fede.
Guardate la prima preghiera che ha chiesto è il Credo. Credo significa « cuor dare », abbandonarsi al Signore, credere. Posso dire che una delle mie più profonde esperienze è questa: la nostra fede è una fede superficiale, totalmente superficiale. Vedo da molta gente che quando dicono « credo » pensano « io so che esiste un Dio », ma se questo Dio ha una parola da dire, ha diritto di parlare nella mia. vita, allora non basta sapere che esiste un Dio, come non basta a un bambino che piange dire che esiste un padre, che esiste una madre. Il bambino sarà calmo quando si troverà nelle braccia del padre o della madre. Così anche la fede significa abbandonarsi, lasciarsi guidare dal Signore. Guardate, ogni preoccupazione angosciosa, ogni essere attaccato a questo mondo, ogni egoismo, ogni scusa se non abbiamo perdonato, è un segno per noi che la nostra fede è superficiale. Se la nostra fede è più profonda, se significa per noi un abbandono al Signore, non avremo difficoltà a perdonare, non avremo difficoltà a dividere, a pensare agli altri, ad amare. Naturalmente tutti coloro che accettano questi fatti hanno incominciato a pregare, a digiunare. Riguardo alla preghiera, la Madonna domanda il Credo e sette Padre Nostro, il Rosario intero ogni giorno.
Così noi preghiamo ogni sera nella chiesa.
La Madonna non domanda la formula del Credo apostolico, domanda una decisione per il Signore e io credo che per questa ragione ha domandato di meditare il brano del Vangelo, Matteo 6, 24/34 dove si dice che non si possono servire due padroni. Chiede decisione. Perché preoccupazioni angosciose? Il Padre sa tutto di voi e vi ama: « Cercate prima di tutto il Regno dei Cieli ». Questo brano evangelico noi lo meditiamo ogni giovedì durante l'adorazione.
Perché il Rosario? Il Rosario è una preghiera biblica meditativa, ripetitiva, molto semplice, adatta alla preghiera delle famiglie dove ci sono anche i bambini. Deve proprio diventare la preghiera del cuore.
Il senso del Rosario è essere insieme, vivere insieme alla Madonna e a Gesù, imparando da loro l'amore per il prossimo, a sopportare la sofferenza, a sopportare le croci.
Si potrebbe pregare nelle famiglie: se non potete le tre parti, pregate insieme una parte del Rosario e le altre due da soli. La Madonna ha domandato la preghiera attiva. Voi capirete cosa significa preghiera attiva se ascoltate bene questa domanda: « Chi è attivo nella vostra famiglia per quanto riguarda la preghiera? ». Mi spiego. Chi dice: « Adesso spegniamo la TV, la radio, il telefono, adesso dobbiamo pregare? ». Chi è nella vostra famiglia che dice: « Oggi ho avuto un conflitto, ci fa bene meditare questo brano del Vangelo »? o se abbiamo avuto una gioia trovare un altro brano del Vangelo che può aiutarci? Ora chi è che fa così? Io conosco un capofamiglia che dice ai suoi familiari: « Tu leggi la preghiera domani e tu dopodomani » e così ogni membro diventa attivo. Se la famiglia si riunisce nella preghiera capirà cosa significa pregare.
Un pellegrino mi ha raccontato la sua esperienza: « Io ho incominciato a pregare il Rosario in macchina e ho visto che sono distratto. Devo continuare a pregare o no? ». Io ho detto: « Naturalmente, meglio un Rosario distratto che bestemmiare o imprecare contro gli altri quando si guida la macchina ». Pregate in ogni modo!
La Madonna non domanda centocinquanta Ave Maria; se qualcuno pensa così non potrà pregare per molto tempo o se pregherà dirà: « Oggi ho finito, domani devo pregare di nuovo ».
La Madonna domanda la preghiera come un mezzo per avere la pace, la gioia, per poter superare anche la stanchezza dell'anima, la stanchezza spirituale, per poter anche superare le situazioni difficili.
Domanda anche il digiuno: perché e come? È molto semplice rispondere. L'ideale è a pane e acqua due giorni, il mercoledì e il venerdì; se qualcuno non può a pane e acqua, digiuni come può, in ogni modo il cibo deve essere ridotto al minimo.
La Madonna vuole che noi digiuniamo. Digiunare per liberarsi dal mondo materiale, proprio distaccarsi.
Se vi avvicinate al muro della vostra casa, proprio vicino, non vedete nessuno della vostra casa, anche se ci sono i migliori amici non li vedete. Non vedete niente. Se vi distaccate qualche passo vedete bene la casa e tutto quello che succede.
E molta gente nel mondo è diventata proprio così: sempre più soldi, avere sempre di più. Così siamo diventati ciechi, e le guerre vengono non perché dividiamo, ma perché vogliamo prendere agli altri.
Per questa ragione la Madonna dice: « Digiunate ». Non per farci morire, ma per mostrarci come si diventa liberi. Questa libertà interiore è per il Signore e per gli altri.
Questo digiuno ha anche una dimensione Eucaristica: se digiunando abbiamo scoperto il pane, scopriremo più facilmente anche il pane Eucaristico.

Fonte: P. Slavko Barbaric - 4 settembre 1985

Preghiera di guarigione del 14 Novembre 2018 guidata da fra Zvonomir Pavičić


Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore, veniamo da Te e, come al solito, veniamo con le nostre debolezze, con le nostre malattie e con tutto quello che ci opprime, con tutto quello che crea inquietudine nel nostro cuore.

Signore, adesso vogliamo Te, dare a Te tutto questo, dando a Te noi stessi. Vogliamo metterci nella Tua Misericordia immensa, pregandoti di mantenerci sulla via della Verità, che non fa mancare la nostra fede. Perciò, Signore, accresci la nostra fede.

Hvala, Criste... Grazie, Gesù... Alleluia...

Signore Gesù, Tu hai detto: “Chiedete e vi sarà dato. Cercate e troverete. Bussate e vi sarà aperto.” Veramente chi chiede riceve, chi cerca trova e a colui che bussa viene aperto.

Adesso c’è questo, Signore. Poi chiediamo la Tua Misericordia, cerchiamo la Tua Misericordia e bussiamo alla porta della Tua Misericordia. Ascoltaci, Signore, e aprici al Tuo Amore.

Thankyou, Jesus... Danke, Jesus... Alleluia...

Grazie, Signore, perché sempre ci ascolti, sei sempre vicino. Grazie, perché sei con noi nella gioia e nell’afflizione, nella salute e nella malattia, nelle nostre attese e nelle nostre ricerche. Grazie, perché non ci lasci mai.

Fa’ che anche noi restiamo sempre vicino a Te, per ringraziarti in tutte le situazioni della nostra vita.

Donaci la salute del corpo e dell’anima e questo sia motivo per una maggiore fiducia nella Tua Misericordia. Guariscici, Signore!

Kyrie eleison...

Voi, le vostre famiglie e tutti coloro per i quali stasera avete pregato, benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.

Amen.

Fonte: (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

Come Padre Slavko spiega il segno di Medjugorje...

In un incontro con i pellegrini italiani sotto una delle tende verdi, l’11 marzo è stato chiesto a P.Slavko se il pianto della statuetta di Civitavecchia fosse un segno. Egli ha risposto spaziando ben oltre sul fatto dei segni. Così ha detto in succinto: Una volta Gesù ha chiamato questa generazione perversa e adultera perché chiedeva un segno (cfr Mt 16,4). Eppure Lui stesso dava dei segni, quindi non è contro i segni. Egli sa che noi possiamo reagire positivamente ai segni del cielo. Quello che Lui condanna è che noi vogliamo i “nostri” segni, e non i suoi. Egli allora ha detto: Non vi sarà dato altro segno che quello di Giona, cioè della sua morte e risurrezione. Ma essi non lo accettavano perché non volevano convertirsi. Volevano dei segni a loro graditi. Così per Medjugorje. Uno non può accettarlo perché le apparizioni durano troppo a lungo. Un altro perché i messaggi sono così semplici e non dicono nulla di nuovo... E’ a causa del nostro orgoglio e della nostra mentalità che diciamo: Questo sì, questo no. Anche a Gesù hanno detto: Scendi dalla Croce e ti crederemo! Ma cosa avrebbero detto se fosse sceso dalla Croce? Forse che collaborava con il capo dei demoni, come quando ha guarito il cieco e muto (cfr Mt 12,24) Mancava l’umiltà e l’apertura per potere dire: E’ proprio Lui e lo riconosciamo. E perché noi accettiamo la presenza della Madonna? Perché non abbiamo detto prima: Voglio capire, voglio rendermi conto con la mia testa; ma, volendo accettare la volontà di Dio, abbiamo anche capito che si trattava di messaggi veri. Non si devono porre le proprie condizioni: Se Dio fa così, bene e accetto; ma se non fa come voglio io, non credo. L’umile disponibilità è quella che ci apre la mente e il cuore a comprendere e a entrare nella volontà di Dio, qualunque essa sia. E allora è la vera pace. La Madonna vuole evitarci la lotta contro la volontà di Dio. Spesso le nostre preghiere si riducono a lottare contro di essa, cercando quel che vogliamo. Se poi non lo otteniamo, siamo delusi. In un messaggio la Madonna ci dice: Cercate Dio perché vi ama, non per i vostri bisogni. Spesso andiamo a Dio per ricevere questo o quest’altro, non perché è Padre. E allora se riceviamo, bene; se non riceviamo, smettiamo di pregare. Così troviamo gente amara con Dio perché ha chiesto qualcosa per il proprio egoismo e non l’ha ottenuto. Dio non sta a questi giochi. Occorre talvolta sbattere la testa contro il muro per rinsavire. E’ facile dire a Dio: Abbi pietà di me! Se tu offendi una persona, può darsi che tu lo riconosca e le chieda perdono. Ma è più difficile riconciliarsi con il fratello che ha qualcosa contro di te, senza che tu l’abbia offeso. Se è l’altro che ti offende o ti fa dei torti, non lo perdoni se non viene lui a chiedere perdono, mentre tu stesso dovresti andare da lui per primo a fare la pace, come vuole Gesù prima di fare la tua offerta all’altare. E se il tuo nemico soffre, tu sei contento? Quanta sofferenza per una madre! Se noi non vogliamo lasciare le cose cattive che ci distruggono, come potremo lasciare le cose in sé non cattive, ma che ci impediscono di essere liberi? Tu dici: Maria mi chiede il rosario, il digiuno, la confessione... poi tutto finito! No, Lei vuole la tua crescita spirituale nella libertà del cuore. 
E’ vero e non è vero che la Madonna voglia quelle cose: vuole la crescita interiore, e queste cose in quanto sono necessarie per essa. Siamo già nel 14° anniversario delle apparizioni. Maria ci chiede di essere missionari, ma non solo per recapitare il messaggio come un postino, che magari lo lascia nella cassetta se non ti trova. Solo quelli che lo vivono diventano missionari che portano il messaggio. Una madre non fa mai paura! La Madonna piange lacrime di sangue? Allora annuncia tristi avvenimenti? Io sono la serva, ha detto, e sono vostra Madre! Si indaghi pure sul segno, ma quando una madre piange in casa non è per il futuro, per far paura, ma è per il presente dei figli. E’ oggi che devono cambiare per il loro bene. Se parliamo di avvenimenti drammatici del futuro, nasce un po’ di allarme, poi due giorni dopo si dimentica tutto. La Madonna vuole che tu cambi oggi. Se un figlio in casa non perdona alla sera, la madre non può star bene perché quel figlio ha una ferita e non potrà cominciare bene il nuovo giorno. Se invece perdona, tutto passerà e sarà in pace. Il futuro? Dipende da noi. Gesù dice di non pensare al domani e di portare ogni giorno il proprio peso. La mamma è lontana dal fare paura: piuttosto ammonisce, aiuta, non fa la profetessa di sventure. Piuttosto ti mette in guardia. Se la mamma dice al figlio che guida la macchina: Fa attenzione, non annuncia la catastrofe, ma lo aiuta ad evitarla. Le persone vivono già nella paura. La Madonna vuol liberarci dalla paura, anche se vede che saranno necessarie delle prove per purificarci. Non può un figlio accusare la madre di volergli male o di fargli paura se lo deve portare all’ospedale per un’operazione... “Ma, padre, è bene dire qualcosa alla gente che si comporta male per far loro paura” -ci sentiamo dire. Ma questo non aiuta. Parlando dei drogati, come si possono aiutare? Facendo loro paura per le conseguenze che verranno dalla droga? Questo conta ben poco, ma l’amore sì li convince: se uno offre la vita per loro, come Suor Elvira, per la quale “un drogato è una perla caduta nel fango”. Così la Madonna ci insegna ad amare in un modo materno. 
Il Papa nella lettera dell’8 dicembre si rivolge alle donne perché con il loro cuore materno diventino operatrici di pace. Ho visto ovunque diffusi in America Latina gruppi per la pace. E’ proprio quello che vuole la Regina della Pace e ci aiuta perché ci arriviamo. La Madonna va avanti con la sua armata... Il dopoguerra peggiore della guerra - Che cosa si può sperare quando i politici, che dovrebbero risolverla, trattano allo stesso modo aggressore e vittime? Che cosa aspettarci da un mondo dove gli interessi politici o di gruppi sono il primo valore? dove si uccide per guadagnare? dove il traffico di armi è il commercio più lucroso? Dove gli stessi negoziatori hanno interesse a continuare le pur inutili trattative perché guadagnano 20 milioni al giorno? Ma il dopoguerra è peggiore della guerra stessa. Ora non abbiamo distrutte solo le case, ma le strutture, il tessuto sociale, la morale etica. Non c’è più stato né autorità: ecco allora che prospera la mafia, il mercato nero, il mercato della droga che ora si è spostato qui. Ed è meglio avere un infermo in casa che un figlio drogato! Qui c’è via libera per tutti i criminali che collaborano con le nazioni che vogliono la guerra. E poi odi, suicidi, disperazione e pazzia distruggono individui e famiglie. Ma la guerra è veramente finita o non riprenderà ancora? La Madonna ci aveva prevenuto, ma non faceva quello che volevano certuni, e per questo non l’hanno accettata. Per stare qui, o tanto o poco, pretendevano che Lei avesse il loro permesso...