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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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sabato 28 febbraio 2015

La Quaresima nei Messaggi della Regina della Pace

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Ho raccolto qui alcuni significativi messaggi della Madonna riguardo al periodo di Quaresima

Messaggio del 28 febbraio 1985 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Poiché siamo in quaresima e voi siete già introdotti nell’esame spirituale, è bene che esaminiate un po’ voi stessi e la vostra vita. Vi ho già detto che desidero che il sabato durante la quaresima preghiate i misteri dolorosi del rosario. Lo pregherete così come vi dirò io stasera. Pregate dapprima il Credo. Poi la giaculatoria “O Gesù mio, perdona le nostre colpe...”. Quindi annunziate il mistero e meditate in questo modo. Al primo mistero pregate per voi stessi, ciascuno per sè, e riflettete sulla vostra vita, cercando di cogliere ciò che deve essere cambiato in voi perché Gesù possa sudare meno a causa dei vostri peccati. Nel secondo mistero pregate per la persona a voi vicina con la quale pensate di vivere spiritualmente questo tempo quaresimale e meditate per trovare ciò che potete fare insieme perché Gesù venga meno flagellato a causa dei peccati che si commettono nel vostro ambiente. Al terzo mistero pregate per la vostra famiglia e riflettete su che cosa potete fare e cambiare nella vostra famiglia perché Gesù possa soffrire meno la dolorosa coronazione di spine causata dai peccati delle famiglie di oggi. Al quarto mistero pregate per la vostra parrocchia e meditate su ciò che potete fare come comunità parrocchiale per poter prendere un po’ delle sofferenze e della croce di Gesù e così partecipare con lui alla salvezza del mondo. Nel quinto mistero pregate per tutta l’umanità e meditate su ciò che potete fare affinché nel mondo vi siano meno peccati e il segno della croce, sulla quale è morto Gesù, sia innalzato e riconosciuto da tutti come segno di salvezza.


Messaggio del 8 febbraio 1989
(Messaggio straordinario)
Figli cari! Per questa quaresima che oggi comincia, vi chiedo di mettere in pratica quattro cose: di riprendere a vivere i miei messaggi, di leggere di più la Bibbia, di offrire più preghiere secondo le mie intenzioni e di fare più sacrifici programmandone anche alcuni particolari. Io sono con voi e vi accompagno con la mia benedizione.

Messaggio del 18 marzo 2006 (Messaggio straordinario dato a Mirjana)
Cari figli! In questo tempo quaresimale vi invito alla rinuncia interiore. Stella La strada che vi conduce a questa (rinuncia) passa attraverso l’amore, il digiuno, la preghiera e le opere buone. Solo con una totale rinuncia interiore riconoscerete l’amore di Dio e i segni del tempo in cui vivete. Sarete testimoni di questi segni e comincerete a parlare di essi. A questo desidero condurvi. Grazie per avermi risposto.”

Stella E’ singolare questo richiamo! Vorrei ricordare i tre precisi impegni che nel Vangelo del Mercoledì delle Ceneri Gesù ci chiede : elemosina, preghiera e digiuno (Mt 6,1-18).

 

venerdì 27 febbraio 2015

Commento al messaggio da Medjugorje del 25 febbraio 2015

 

La veggente Marija Pavlovic Lunetti a Radio Maria:

"Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito tutti: pregate di più e parlate di meno. Nella preghiera cercate la volontà di Dio e vivetela secondo i comandamenti ai quali Dio vi invita. Io sono con voi e prego con voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

P. Livio:  Sembra un messaggio per la Quaresima.

Marija: Anche per questo messaggio dico: questo è per me. Ci dice di essere più silenziosi, più nella preghiera che ci unisce a Dio, più attenti ai comandamenti e a viverli, ma soprattutto la Madonna dice: “Io sono con voi e prego con voi”.

P. Livio: Sembra che la Madonna non sia molto contenta di quanto preghiamo. Anche nel messaggio che ha dato a Ivan venerdì 20/2, la Madonna ha detto che per la pace dobbiamo pregare di più e pregare col cuore.

Marija: Io penso che il mondo con la sua mondanità ci sta inquinando. E’ per questo che la Madonna ci invita e ci ripete di continuo che dobbiamo pregare, che senza la preghiera non possiamo resistere al male, non possiamo essere suoi e vivere quello che Dio vuole da noi. Credo che la preghiera sia il mezzo attraverso il quale noi ci avviciniamo a Dio. Per questo la Madonna ci invita sempre a pregare.

P. Livio:  Lei chiama la Quaresima un tempo di grazia.

Marija: E’ vero, perché è un tempo che siamo più vicini a Dio, più vicini alla sua volontà, alla sua grazia, alla sua misericordia. Perché contempliamo di più la vita e la morte di Gesù, quanto Lui ha sofferto per amore di ognuno di noi. La Madonna dice che è un tempo speciale di grazia perché per noi, se lo vogliamo, è un tempo di rinuncia, di digiuno, di tanti piccoli sacrifici attraverso i quali noi ci rafforziamo. Anche intensificando la preghiera e l'adorazione, noi diventiamo più forti.

P. Livio:  Fino a qualche anno fa qui in Italia, ma forse anche da voi, la Quaresima si sentiva di più, era vissuta, invece adesso piano, piano la Quaresima è quasi scomparsa ed è un carnevale continuo.

Marija: E’ quello che vediamo in televisione, nel mondo, dove c’è il divertimento, ci sono solo io e non c'è posto per Dio. Invece la Madonna con la sua presenza ci dice di mettere Dio al primo posto nella nostra vita.

P. Livio:  Ti ricordi qualcosa dei primi tempi quando in Quaresima a Medjugorje facevate tanti digiuni, tante penitenze e c'era un grande fervore? Tu addirittura facevi tre giorni di digiuno alla settimana...

Marija: Certo, abbiamo digiunato a pane e acqua. Ricordo che una sera io e la sorella di Vicka, dopo aver pregato e aiutato le suore a pulire la chiesa e a mettere a posto i fiori, erano ormai le 23, ci siamo messe a preparare una tisana, anziché dell’acqua fredda. Ma Vicka ci ha sgridato e ha detto: “Questo non è pane e acqua, non è un sacrificio”. Era davvero un digiuno di rinunce, era tempo di grazia. Si saliva al Krizevac  e si stava lassù tutta la notte in preghiera, anche col freddo sotto zero, e pregavamo per le intenzioni della Madonna. A quei tempi eravamo molto più decisi per Gesù e per la preghiera. Invece oggi il mondo ci sta prendendo, ci sta cambiando. Diciamo che abbiamo già fatto tante rinunce, tanti digiuni, sopportando anche il prossimo. Invece la Madonna dice: pane e acqua, ci chiede il coraggio, almeno ogni venerdì di Quaresima, di fare il digiuno con pane e acqua… Per la verità anche oggi a Medjugorje ci sono persone che stanno facendo il digiuno a pane e acqua per tutta la Quaresima, persone che rinunciano alle sigarette, all’alcool. C'è ancora questa tradizione, grazie al cielo.

P. Livio:  Ricordo che nei primi tempi la Madonna ha detto che noi dell'Occidente avevamo dimenticato il digiuno. Poi l’ha precisato: pane e acqua. Sarebbe molto bello se tutti noi lo riprendessimo con forza, anche per chiedere il grande dono della pace, visto che la Madonna ha detto ad Ivan venerdì scorso che la pace è in pericolo.

Marija: E’ vero, la Madonna ha detto nei primi giorni: “Soltanto con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono allontanare”.E oggi lo vediamo in tanti posti del mondo dove c'è ancora la guerra. Non guardiamo solo all’Isis, ma guardiamo anche in altri Paesi, come in Nigeria, Ucraina, America latina come il Venezuela, Zaire… dove c’è guerriglia e anche dei bambini muoiono uccidendo gli altri perché imbottiti di esplosivi. Anche il Papa come la Madonna, dice: “Mai più le guerre!” Ammazzare tanti innocenti è una vergogna non soltanto per l'Occidente, ma per tutto il mondo. Siamo come le bestie! La Madonna ci chiede di ritornare a Dio per rispettare la vita dal concepimento fino alla morte naturale.

P. Livio:  Poi c'è anche la guerra nelle famiglie: separazioni, divorzi… Io credo che la preghiera e il digiuno possano aiutare molto anche le famiglie a riconciliarsi in questo cammino quaresimale.

Marija: E’ vero. Io credo profondamente che una famiglia che prega non ha difficoltà, mentre in una famiglia che non prega il diavolo trova il modo di entrare e distruggere. Per questo la Madonna chiede che il primo gruppo di preghiera sia la nostra famiglia.

P. Livio:  La Madonna e anche il Papa insistono molto sulla preparazione alla confessione pasquale.

Marija:  Tante volte sembra che il Papa e la Madonna abbiano lo stesso linguaggio di amore, di misericordia, di fermezza… Che ad esempio il digiuno sia vero digiuno… Poi ci invita al digiuno della lingua: “Pregate di più e parlate di meno…”.

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Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.

... e Padre Livio ha concluso con la benedizione.

Marija e P. Livio

Video Commento di P. Livio al Messaggio del 25 Febbraio 2015 da Medjugorje

 

 

grazie a Vittorio

mercoledì 25 febbraio 2015

Video Marija Pavlovic comunica a Radio Maria il Messaggio del 25 Febbraio 2015

 

grazie a Vittorio

Messaggio a Marija del 25 Febbraio 2015

"Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito tutti: pregate di più e parlate di meno. Nella preghiera cercate la volontà di Dio e vivetela secondo i comandamenti ai quali Dio vi invita. Io sono con voi e prego con voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

lunedì 23 febbraio 2015

Apparizione straordinaria a Ivan del 23 febbraio 2015, alla Croce Blu ore 22:00

Carissimi,

ecco la versione ufficiale delle parole di Ivan sull’apparizione da lui avuta stasera, lunedì 23 febbraio 2015, alla croce blu, alle ore 22:00:

«Anche stasera,come ogni giorno dopo l’incontro con la Madonna, desidero descrivere e avvicinare anche a voi l’incontro di stasera. Anche stasera la Madonna è venuta a noi molto gioiosa e felice e, come sempre, all’inizio ci ha salutati tutti col suo materno saluto:

“Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.

Poi la Madonna ha steso le mani e ha pregato per un periodo di tempo qui su tutti noi. Ha pregato in particolare su voi malati presenti. Poi la Madonna ha detto:

“Cari figli, figlioli miei, anche oggi desidero invitarvi, in questo

tempo di grazia che viene: pregate di più nelle vostre famiglie, rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie. In particolare pregate, cari figli, con i vostri figli. Pregate, cari figli, per le mie intenzioni, per i miei piani che desidero realizzare con la mia venuta qui. Pregate in particolare per i miei piani di pace. La Madre prega insieme a voi e vi è sempre vicina. Perciò decidetevi, decidetevi a pregare di più. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.

Poi la Madonna ci ha benedetti tutti con la sua benedizione materna e ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto. Come sempre, anche oggi io ho raccomandato tutti voi, tutti i vostri bisogni, le vostre intenzioni, le vostre famiglie e, in particolare, i malati. Poi la Madonna ha continuato a pregare qui su tutti voi con le mani distese e in questa preghiera se n’è andata, se n’è andata nel segno della luce e della croce, col saluto:

“Andate in pace, cari figli miei”.

Ecco questo è ciò che è più importante dell’incontro di stasera»

 

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Foto: da profilo FB di Radio Maria

Testo msg: da IdM

sabato 21 febbraio 2015

25 febbraio 2015 : Veglia di Preghiera in attesa del Messaggio Mensile da Medjugorje nella chiese del SS. Salvatore, con la violinista Melinda Dumitrescu


02 Bologna, Chiesa di San Salvatore

Mercoledì sera 25 febbraio 2015, come ogni mese, in unione a tutti i gruppi di preghiera nello spirito di Medjugorje, di Bologna e tutta l'Italia in attesa del Messaggio da Medjugorje, veglia di preghiera nella Chiesa del SS. Salvatore largo Cesare Battisti Bologna 16, con Adorazione del Santissimo Sacramento e recita del Santo Rosario con la presenza e guida del sacerdote P. Roberto Viglino. 

La veglia questa volta inizierà alle ore 20,30 (anzichè alle 21,00 come solito) e sarà eccezionalmente presente la violinista Melinda Dumitrescu che anima i canti a Medjugorje, con il suo gruppo di musicisti. 
Ci sarà anche la testimonianza di questi ragazzi, ma soprattutto il violino di Melinda accompagnerà la nostra bella adorazione. 
Mi permetto di invitarvi calorosamente a partecipare soprattutto per adorare il Santissimo Sacramento pregando una volta in più in questo nostro difficile e delicato tempo in cui la Madonna insiste per farci capire l'importanza e l'urgenza della nostra preghiera
La serata sarà molto suggestiva perchè ascoltare qui, dal vivo, i canti e le musiche che sentiamo a Medjugorje ci toccherà sicuramente il cuore e creerà un'atmosfera particolarmente adatta alla preghiera e alla meditazione. 
Lo abbiamo già sperimentato quando è venuto Roland Patzleiner in San Salvatore.

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Con l’occasione ricordo anche l’altro appuntamento mensile del Gruppo di Preghiera Regina della Pace:
  • Sabato mattina 28 febbraio 2015: consueto pellegrinaggio mensile al Santuario della Madonna di S. Luca con partenza dal Meloncello alle ore 8, preghiera delle prime tre parti del S. Rosario salendo a piedi al Santuario, S. Messa alle ore 09:30 e quindi discesa pregando l’ultima parte del S. Rosario
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Il Gruppo di preghiera "Regina della Pace" si riunisce tutti i Giovedì sera nella Chiesina di Padre Marella in Via del Lavoro, 13 - Bologna alle ore 20:30:preghiamo il S. Rosario, facciamo la Consacrazione, celebriamo la S. Messa e facciamo l'Adorazione del SS. Sacramento.

Apparizione straordinaria a Ivan presso la Croce Blu il 23 febbraio alle ore 22:00


Krizan ci ha comunicato che lunedì 23 febbraio 2015, Ivan avrà un’apparizione alla croce blu alle ore 22:00

Fonte IdM

PREPARAZIONE ALLA CONFESSIONE (3)

PREPARAZIONE ALLA CONFESSIONE

Medjugorje, 6 ottobre 2014

Padre Luigi Cappuccino

Quindi ci vuole il pentimento. Per il pentimento cosa necessita?

Prima bisogna chiedere a Dio. Non posso andare alla Confessione se non mi sono preparato. Ho bisogno di un momento di preghiera attraverso cui chiedere allo Spirito Santo, che è Colui che fa luce dentro di me, che mi faccia luce, che mi faccia comprendere quello che è avvenuto nella mia anima. Perché è lo Spirito che convince in quanto al peccato, dice Gesù. E’ un atto di Dio illuminarmi sul mio peccato. Ma devo chiederglieLo.

Alla luce dello Spirito Santo riconoscere che quella parola, quel fatto, quell’azione, quel pensiero, fatto o non fatto, è stato un dire “no” all’Amore di Dio, un ribellarmi a Lui; dispiacermi di questo.

La Chiesa dice che perché ci sia la cancellazione della pena e della colpa attraverso il sacramento della Riconciliazione - quindi ci viene cancellato di andare all’inferno e le conseguenze del peccato, quindi le pene - ci deve essere la contrizione. Cos’è la contrizione? E’ il dispiacere di aver offeso Dio.

Faccio un esempio per capire un attimino. Un giorno viene a casa mia una mia amica. Non la vedevo da 5 o 6 anni. Viene perché era rimasta incinta e non era sposata. Viene a parlare con me. Io le dico alla fine: “Ma qual è il dispiacere tuo più grande?” Il suo dispiacere più grande era quello di doverlo dire al papà. Ma non perché il papà avrebbe preso la seggiola e gliel’avrebbe rotta sulla schiena. Era il dispiacere di aver deluso suo padre. Il dispiacere di aver dato dispiacere a suo padre.

Trasferiamo questo verso Dio. La contrizione è il dolore di aver fatto dispiacere al Cuore di Dio che mi ama infinitamente, attraverso quell’azione, quel pensiero, quel fatto vissuto. Questa è la contrizione.

Però dice la Chiesa che per ricevere l’assoluzione della colpa, che ci permette di non andare all’inferno, basta l’attrizione. Un altro termine tecnico. Cioè il fatto che mi da fastidio quello che ho fatto. Come il figliol prodigo che dice: “Caspita, qui sono rimasto senza mangiare, scarpato da tutti quanti. Ma che schifo di condizione! Ora torno”.

Mi fa schifo quello che ho vissuto. Che non è ancora il pentimento perfetto, perché non è rivolto a Dio. Va bene quello.

Con l’assoluzione si riceve la cancellazione della colpa, quindi torniamo in grazia, ma ci rimane la pena. La pena è la conseguenza del mio peccato. Il peccato ha fatto come dei buchi nell’anima mia, che vanno tappati. Vanno purificati. Come si fa? E’ un cammino di conversione: l’accoglienza delle difficoltà, la penitenza… Permettono di sanare quei buchi.

Quando c’è la contrizione perfetta, cioè questo dispiacere profondo di aver dispiaciuto il Cuore di Dio, il Sangue di Gesù fa l’una e l’altra cosa.

Non so se sono stato chiaro. Basta il fatto che mi fa schifo ciò che ho vissuto, cioè il peccato. Almeno quello.

Quando c’è questo ci può essere la Misericordia di Dio. Perché? Siccome l’Amore di Dio è un Amore che lascia liberi non può scendere nella tua vita se tu non lo vuoi. “Ma come, se Dio è buono perché vanno all’inferno?” Proprio perché Dio è buono e ha un Amore infinito per te non può costringerti a stare con Lui. Se tu non vuoi la Sua Misericordia, non vuoi il Suo Amore, Lui non te lo da.

Dio non vuole la catena. Non ti vuole schiavo. Ti vuole figlio. “Se vuoi il Mio Amore Io te lo do; se non lo vuoi non te lo do. Anche se Mi fa dolore il fatto che tu viva in quella condizione bruttissima, che è eterna, che è l’inferno, Io ti amo talmente tanto che non posso costringerti a nulla”.

Sant’Agostino ha quella frase bellissima: “Dio che ti ha creato senza di te non può salvarti senza di te”. Ti ha creato senza il tuo permesso non può salvarti senza il tuo permesso.

Perché ci ha creati nella libertà.

Ecco perché è importante il fatto di chiedere perdono. Il pentimento è la parte più importante, perché è quello che riguarda noi. Dio, dall’altra parte, ha fatto tutto. Ci vuol dare questo Amore. Ci sta aspettando. Se sono andato a confessarmi è perché ho avuto la luce da Lui. Mi ha spinto lì dentro per essere riconciliato, ma non può riversare la Sua Misericordia se io non la voglio. E quello è il pentimento.

Questo è il sacramento della Riconciliazione.

Poi ci sono alcune cose importanti.

La prima è il perdono. Avete visto il figlio maggiore? Il figlio maggiore non entra nella gioia del padre, perché non è disposto a perdonare il fratello. Il perdono non dato è una di quelle cose che tiene lontano la grazia di Dio. Il perdono se non dato, quindi il rancore e l’odio, non permette a Dio di operare nella nostra vita. Ed è talmente importante che nel Padre Nostro, la preghiera dei figli, quella che Gesù ci ha insegnato… Padre Nostro… Papà. Tu sei mio Padre. Sei nostro Padre. Mi hai dato dei fratelli. Sia santificato il Tuo Nome. Fai Tu questa cosa: santifica il Tuo Nome. Venga il Tuo Regno. Compi la Tua Volontà come in cielo così in terra. Donaci il Tuo pane quotidiano. Perdonaci. Salvaci dalla tentazione. Liberaci dal maligno.

Noi chiediamo a Dio Padre di fare tutto questo. Gesù, però, ci ha messo una clausolina, che è la nostra. In quella preghiera ci ha messi in una condizione per cui l’unica cosa che ci chiede di fare è di perdonare.

“Perdona i nostri debiti come noi li perdoniamo ai nostri debitori”. Tradotto: “Senti Papà: se io non perdono Tu non perdonarmi”. Capite cosa diciamo nel Padre Nostro? Noi diciamo che ci deve perdonare nella stessa maniera che noi perdoniamo gli altri. Se il nostro perdono è così tale sarà il perdono di Dio. Se il nostro perdono è fino a farci bucare le mani tale sarà il perdono di Dio.

Ancora una volta Dio ci dice: “Come vuoi essere amato? Così Io faccio con te. Come vuoi che Io sia con te? Sarò come tu sarai con gli altri. Ti lascio libero. Non perdoni? Chiudi? Chiudo! Spalanchi? Spalanco!”

Vedete come è importante il perdono? Il perdono è essenziale, altrimenti non ci può essere il perdono di Dio. Purtroppo una volta non ho potuto dare l’assoluzione ad una persona, perché non era disposta a perdonare.

Perché Gesù dice alla fine del Padre Nostro: “Perché se non perdonerete di vero cuore a chi vi ha fatto del male, neanche il Padre vostro che è nei cieli vi perdonerà”. Il problema è che se non perdona il Padre che è nei cieli sono guai per me, per la vita eterna.

Se ci vogliamo bene, se ci amiamo davvero, scegliamo la strada del perdono. Perché è l’unica strada che permette a Dio di riversare in me la Sua Misericordia. Dopo che la voglio, perché ho capito il peccato, perché ho chiesto il perdono, devo essere disposto a perdonare. Perché se non perdono non entra la Misericordia di Dio nella mia vita. Non può.

Devi scegliere di perdonare. “Ma io non mi sento di perdonare…” Non è che si sente il perdono: lo si sceglie. Perché l’atto di amore è un atto che nasce dalla mia libertà. Perché dentro posso sentire il contrario. Se sono arrabbiato mi verrebbe da dare una mazzata in testa. Scelgo diversamente. Scelgo, come figlio di Dio, di amare.

L’amore è un atto della nostra libertà, della nostra volontà. L’amore non è un sentimento.

D: però fa parte di un cammino. Non lo si può fare a comando.

R: certo. Ti sto spiegando questa cosa.

Iniziamo con una preghiera. Questo vuol dire che scegli di farlo. Poi ti costerà un anno; ti costerà due anni. Dipende da come è radicato dentro di te. Però si parte di là.

Gesù, quando ci dice di perdonare, dice: “Ti fu detto ‘amerai il prossimo tuo e odierai il tuo nemico’, Io vi dico ‘amate i vostri nemici’”. Perché dice “amate i vostri nemici”? Siccome l’amore non è un sentimento, ma è un atto della nostra libertà dice: “Scegli di volere il bene del tuo nemico”. Perché se non scegli di volere il bene non iniziare neanche.

Quindi scegli di volere bene. A chi? Al tuo nemico.

Secondo passaggio.

Quando hai scelto che vuoi amare, che vuoi perdonare, il secondo passaggio è capire chi è il tuo nemico. Perché tante volte ci nascondiamo i nostri nemici. “Hai bisogno di perdonare qualcuno?” “Ma no. Io vado d’accordo con tutti”. E poi scavi, scavi… “No. Quello non si può avvicinare. Quell’altro…” Perché a volte noi facciamo fatica a riconoscere i nostri nemici. Non vogliamo dare loro un nome, perché se diamo un nome dobbiamo cominciare a lavorare.

Allora vedo anche me stesso: “Ma come? Davvero io ce l’ho con quello e con quell’altro?” Perché noi siamo bravi a nasconderci le cose.

Ho fatto una missione in Puglia, in un paese dove c’era una mortalità di giovani altissima: suicidi, malattie, morti per incidenti stradali. Sono entrato in alcune case. La frase che sentivo era: “Non vengo più in chiesa da quando è morto mio figlio, perché sono arrabbiato con la Chiesa”. Io dicevo: “Fammi capire una cosa. Ma tuo figlio l’ha ammazzato la Chiesa?” “No, ma sono arrabbiato con la Chiesa”. “Perché sei arrabbiato con la Chiesa?” “Perché mio figlio non doveva morire”. “Guarda che la Chiesa sono i battezzati: tu, io… Quindi sei arrabbiato anche con me”. “No, no”. “Allora facciamo un altro passaggio. Se ti dico così: ‘Sei arrabbiato con Dio, perché è successo questo a tuo figlio?’” “no. Con Dio no”. “Scavo un attimino nella tua anima. Cosa c’entra la Chiesa con il fatto che tuo figlio è morto? Giusto?” “E’ vero”. “Quindi sei arrabbiato con…?” “Sì, sono arrabbiato con Dio”.

Se non diamo un nome al nemico non posso neanche indirizzare la mia preghiera. Non posso fare quell’atto che mi porta a riconciliarmi.

Ecco che Gesù ci dice: “Prima scegli di amare, di dare la vita. Di dare la vita ad una categoria particolare che sono i tuoi nemici. Dagli un nome, un volto. Perché è di là che devi partire”. Quando gli ho dato un nome cosa faccio? Il secondo passaggio è “pregate per i vostri nemici, per quelli che vi fanno del male”.

Una volta che ho deciso che voglio camminare nell’amore verso quelli che mi hanno fatto del male, dandoli un volto e un nome, l’altro passaggio qual’è? Iniziare a pregare per loro. Che non è facile.

L’Amore in questo modo è di Dio. Chi me lo può dare se non Lui? Quando io scelgo di amare in quel modo e inizio a rivolgermi a Lui, Gli do il permesso di entrare nel mio cuore e sanare quella ferita. Perché chi sana è Lui. Chi può permettere la trasformazione di questa ferita dolorosa in una sorgente di Amore è Dio, è Gesù.

Ecco perché: “Pregate per chi vi ha fatto del male”. Questo è il secondo passaggio del perdono.

Io dico alle persone: “Quando dovete perdonare mettetevi davanti a Gesù 5 minuti al giorno e iniziate a perdonare, a benedire e poi a ringraziare quella persona che vi ha fatto male”. “Gesù, con Te voglio perdonarla per quella cosa che mi ha fatto. Con Te voglio benedirla, perché davvero riceva la vita Tua. Voglio anche ringraziarla per quello che mi ha fatto”. Dire “Grazie” vuol dire che riconosco che quella cosa dolorosa che ho vissuto con quella persona alla fine è stato anche un dono per me.

Come facciamo ad amare veramente se non c’è nessuno che ci chiede la vita? O no?

Se tutti vengono e vi allisciano… “Quanto sei bravo… Quanto sei bello… Quanto sei buono…” Va bene, perché siamo amati e questo ci serve anche, ma per amare sono io che devo dare la vita, sono io che devo uscire da me. Quello che mi ferisce mi permette di dare la vita. Capite?

San Francesco diceva ai suoi frati proprio questo: “Guardate, fratelli miei, che i nostri veri benefattori sono coloro che ci fanno del male, coloro che ci perseguitano. Perché soltanto loro ci danno la possibilità di amare come il Figlio di Dio”.

Questa è la sapienza di chi è in comunione con Gesù. I santi.

E non era facile per san Francesco. Pensate che Francesco dice questa cosa quando l’hanno messo fuori dall’Ordine. Non è più lui il generale dell’Ordine. Lo hanno relegato in un angolino e gli hanno detto: “Tu sei ignorante e stai al posto tuo”. Capite quando dice questa cosa? Non quando tutti gli fanno le carezze e gli dicono: “Quanto sei bravo, buono e bello”. No! Lo dice quando lo ha sperimentato.

Ecco perché posso dire “Grazie. Grazie anche per aver vissuto quella cosa. Perché ora che perdono cresco nell’amore come Te, Gesù”.

Perdonare non è dimenticare. Puoi tu dimenticare un pezzo della tua vita? Non è possibile. O ti viene l’Alzheimer oppure ti fanno la lobotomia al cervello. In tutti e due i casi non sai più né chi sei tu né chi è l’altro. No.

Ricordatevi che quando Gesù è risorto ed è stato in mezzo agli 11 nel Cenacolo dice il Vangelo che la prima cosa che ha fatto è stato far vedere i fori delle mani, dei piedi e del costato. Perché ha fatto questo? Per dire una cosa: “Non Mi sono dimenticato di chi sono. Sono quello di due giorni fa. Quello che ha vissuto tutto questo. Non sono un altro”. Quindi Gesù sa quello che ha vissuto. Lo ricorda vivamente.

L’altra cosa che ha detto: “Vedete come Io vi amo?” Far guardare quelle piaghe significava anche dire: “Guardate l’Amore che Io ho per voi. Vi voglio bene fino a fare questo per voi”.

Questo è perdonare. Quando perdono la ferita ricevuta viene trasformata, non si cancella. Gesù le piaghe non le ha cancellate, ma sono diventate da sangue a luce.

Quando non perdono quelle piaghe dicono all’altro: Tu mi hai fatto questo”.

Sono un atto di accusa.

Quando permetto a Gesù di trasformare la mia ferita diviene un atto di amore: “Guarda quanto ti voglio bene. Sono disposto a dare la mia vita per te. Tant’è che ti perdono”.

L’ultimo passaggio del perdono è quello: “Fate del bene a coloro che vi fanno del male”. Dico: “Fai questa preghiera, perdona, benedici e ringrazia ogni giorno, fino a quando nel tuo cuore non sentirai per quella persona o la pace o la gioia”. Quando arriviamo a questo punto vuol dire che Gesù ha trasformato quella ferita.

Poi c’è il passaggio successivo dove il perdono diventa pieno. Quando quella persona sarà in difficoltà tu aiutala. Tu dalle una mano.

D: E se tu vuoi aiutare una persona e quella non vuole che tu la saluti o la aiuti?

R: Lei non vuole? Pace. Però non puoi nasconderti dietro a questa cosa. Non puoi dire: “Siccome non vuole essere salutata io non la saluto”. Io la saluto: “Buongiorno”. Poi tu non mi saluti? Non fa niente. Domani ti saluto un’altra volta. Dopodomani ti saluto un altra volta.

Io non posso nascondermi dietro a quella cosa per non fare anch’io quell’atto.

Il perdono, però, non significa che siamo scemi. Mi spiego.

Il marito di una persona beveva e diventava violento. Fino a quando ad un certo punto ha tirato fuori un coltello. Ho detto a lei: “Chiama i carabinieri. Tuo marito fuori dalla porta di casa. Tu rimani con i tuoi figli e dì a tuo marito: ‘Se hai cuore di questa famiglia ti fai aiutare. Quando ti farai aiutare ti sarò accanto”. Dopo un po' il marito ha scelto di farsi aiutare. Con lei stava facendo intanto un cammino di perdono, perché dopo c’è il ricongiungimento, ma può avvenire dopo questo passaggio.

Perdonare, volere il bene dell’altro, significa anche che in questa condizione, dove siamo a rischio tu, io e i bambini, tu stai un passo fuori di casa, perché sei un rischio per tutti. Io non ti volto le spalle.

Però è anche vero che quella donna deve fare un percorso di perdono. Perché se non fai un percorso di perdono non puoi accogliere nuovamente tuo marito in casa e non puoi iniziare a costruire insieme in maniera diversa.

Ecco perché c’è bisogno del perdono.

Questo per fare un esempio. Qualcuno dice: “Eh, ma quello è violento…” Sì, ma si fanno i passaggi.

D: Tu, come sacerdote, dici parole giuste. Però io vorrei capire: se tu dovessi perdonare una persona che ti ha investito un familiare ed è scappato oppure un pedofilo che ti ha rovinato il figlio, come fai a perdonare? Non siamo santi. Santi ce ne sono pochi. Già sarebbe tanto, per me, che questa persona col tempo mi diventasse indifferente. E già ci dovrei lavorare su tanto. Ma addirittura perdonare…

R: Vedi… Il passaggio che tu non fai è questo: Cosa significa il tuo peccato? Perché ti dico questo? Non perché voglia in qualche modo aggravare te, ma per capire cos'è il perdono che ricevo da Dio.

Perché noi non riusciamo a fare questo passaggio. Noi non capiamo che il mio peccato è una cosa talmente brutta e tremenda che costa la vita del Figlio di Dio.

Questo Dio ti ama fino al punto da darti nuovamente il perdono.

E’ da questo amore che puoi attingere per dare il perdono all’altro. E’ Dio che in noi fa questo passaggio.

Devo darGli la disponibilità di fare ciò. Ecco perché la preghiera. Dio mette in me questo.

Ma se io non capisco la tragedia del mio peccato , di quanto è brutto il peccato che io vivo nei confronti di Dio…

D: Perdonare e poi ancora aiutare quella persona?

R: E Dio cosa fa con te?

D: Sì, ma Dio è Dio.

R: E tu sei Sua figlia! Non nasconderti dietro al “povero essere umano”. No. Tu non sei un povero essere umano: sei Sua figlia. Se vuoi, pur doloroso che sia, si può giungere a questo.

Ti faccio l’esempio di una donna normale come è la mamma di santa Maria Goretti.

Conoscete la storia di santa Maria Goretti? Una ragazza di 12 anni. Nella stessa casa colonica vivevano insieme due famiglie: quella di santa Maria Goretti e quella di Alessandro Serenelli. Lei 12 anni e lui 17. Lui si invaghisce di lei. Più di una volta ha tentato di avere un approccio con lei.

Un giorno erano tutti al lavoro. Lei dice: “No!” E’ bello vedere come lei dice: “no, perché così vai all’inferno”. Quindi lei si preoccupa di lui. Alessandro le da 17 o 18 coltellate.

Mentre l’accoltella lei continua a dire: “Non fare così Alessandro, perché vai all’inferno!” Sta morendo e si preoccupa di lui. Questo è l’amore di questa bambina di 12 anni.

Portata in ospedale arriva il parroco. Lei dice: “Io voglio perdonarlo. Voglio che sia con me in cielo”. Lei muore dopo qualche giorno.

Quando fanno il processo a lui c’è la mamma di santa Maria Goretti. Il giudice alla fine dice: “Lei cosa vuol dire ad Alessandro?” Lei risponde: “Se mia figlia lo ha perdonato anch’io lo perdono”.

La gente che era lì ha cominciato ad insultare la mamma, perché non doveva perdonare questo ragazzo. Perché doveva odiarlo.

Lei ha detto: “No. Se l’ha perdonato mia figlia chi sono io per non perdonarlo?”

Lui ha fatto trent’anni di carcere. E’ morto presso i Cappuccini nelle Marche, anche lui in concetto di santità.

Quando è uscito dalla prigione è andato a trovare la mamma. Ha bussato e ha detto: “Mi riconosci?” Lei ha risposto: “Sì, figlio mio”. E lo ha abbracciato.

Questa è una donna semplice. Una donna che lavorava i campi.

D: Quante persone si comporterebbero così?

R: Se non vivi una vita di fede non lo farai mai. Questa è una donna semplice che si trovava a pregare con la famiglia e camminava cristianamente. Arrivi a vivere questo, perché è ciò che Dio fa in te. E’ il lavoro che Dio fa dentro di te.

Vuoi farlo da solo? Non potrai mai farlo, perché è impossibile all’uomo. Con Dio si può fare.

Ti ho detto prima che noi dobbiamo darGli la disponibilità. Io voglio fare questo, anche se mi costa dolore in questo momento. Sì, Gesù: voglio fare questo passaggio.

Per questo la preghiera.

Perché poi sei Tu che operi dentro di me. Non è una cosa che faccio da solo, perché non la ritrovo dentro di me. Ma questo nasce dall’Amore che io scopro in Gesù.

Perché se io capissi veramente cos’è il peccato, la tragedia che succede dentro di me, quanto è brutto e quello che è costato a Gesù Cristo e capissi il perdono quanto è grande, forse direi: “Gesù, Tu hai perdonato me. Come faccio a non perdonare gli altri?”

Quando Gesù parla del peccato, nostro verso Dio e di quello che ci facciamo tra noi, parla di quella parabola che dice che c’è quel re che vuole fare i conti con i sottoposti. Chiama il servo che gli deve 100 talenti. Monetizziamo, 150 milioni di euro oggi. Questo si butta in ginocchio: “Ti prego. Aspetta un pochino e poi ti rifonderò”. Sapendo che non lo potrà fare gli condona il debito.

Quello lì perdonato, che non ha saputo cosa ha ricevuto, trova un altro che gli deve 100 denari, cioè mille euro. Oh… Gli sono stati condonati 150 milioni di euro… Perché l’offesa fatta a Dio non ha proporzione con quella che ci possiamo fare tra noi. A mio figlio, a mio padre, a tua sorella… Non ha proporzione. Vale quei mille euro.

Per quei mille euro quello lo fa mettere in prigione.

Altra cosa. Quella donna che piange sui piedi di Gesù, quella prostituta. Quando Gesù è nella casa del fariseo Simone e quella tutto il pranzo piange ai piedi di Gesù. Li lava con le lacrime; li asciuga con i capelli; li bacia; gli butta il balsamo sui piedi. Il fariseo dice: “Se fosse davvero un profeta saprebbe che razza di donna è quella lì”. Magari c’era andato pure lui con lei. Questo la conosceva bene.

E Gesù cosa dice? “Simone, Simone… Ho da dirti una cosa. Se uno perdona a uno 500 e ad un altro 50 chi è che lo amerà di più?” “Quello a cui ha condonato 500”.

Se non capisco il perdono di Dio per me, che è grandissimo, immenso, è qualcosa che non potrò mai restituire a Dio… Se non riesco a capire questo non capirò mai cosa significa dover perdonare l’altro. Questo nasce dal cammino che faccio con Gesù.

Se non inizio a camminare con Lui non scoprirò cos’è l’Amore Suo. Se non scopro l’Amore Suo non so neanche come donarLo agli altri.

Ma il perdono non è una cosa umana. Non lo fai da solo. Perché è impossibile.

Con Dio tutto è possibile. Gesù non ha detto di farlo da soli.

“Sii disponibile a farlo e poi con Me ci riuscirai”.

Fonte: IdM Trascritto e inviato da Andrea Bianco

Messaggio straordinario della Regina della Pace dato a Ivan il 20.2.2015

Messaggio della Regina della Pace del 20.2.2015 dato al veggente Ivan durante la consueta apparizione nella sua cappella privata a Medjugorje.

"Cari figli! Oggi io vi invito a pregare per la pace, la pace è in pericolo, pregate di più, pregate col cuore! La Madre prega con voi ed intercedo presso mio Figlio per tutti voi. Grazie, cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata."

mercoledì 18 febbraio 2015

18 Febbraio 2015 - Mercoledì delle Ceneri Inizio Quaresima

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«Convertitevi e credete al Vangelo!»

(Mc 1,15)

PREPARAZIONE ALLA CONFESSIONE (2)

PREPARAZIONE ALLA CONFESSIONE

Medjugorje, 6 ottobre 2014

Padre Luigi Cappuccino

Nelle altre due parabole Gesù farà vedere l’altro aspetto della riconciliazione.
E’ Dio stesso che ti viene a cercare. Se ti è venuto quel pensiero di ritornare da Lui è perché Lui è venuto a prenderti lì dove stavi.
Il pensare di tornare da Dio è già un dono. E’ una grazia che Lui stesso ti sta donando. Perché è Lui che viene a cercarti, come quel pastore che lascia le 99 pecore per cercare l’unica smarrita.
Chi è quel pastore che farebbe così? Nessuno! Tutti direbbero: “Beh, ne ho persa una. Chi se ne frega. Ne ho persa una. Bene ho male ho salvato le altre 99”.
Questo per dire l’importanza di ognuno di noi per Gesù. Lui stesso viene a cercarci.
Quel sacramento è opera di Dio per me. Manifesta l’Amore infinito che Dio ha per me.
Mi sta cercando. E mi abbraccia.
La Riconciliazione è il sacramento dove si esperimenta sempre l’Amore stabile e potente di Dio. Questo Amore stabile e fermo di Dio come Padre e si esprime come un amore tenero di una madre.
Se prendete il quadro di Rembrandt che raffigura questa scena della Bibbia vedete che il papà che abbraccia il figlio ha una mano maschile e una femminile. Per spiegare questo Amore materno e paterno di Dio per l’uomo.
In questo sacramento si esperimenta questo infinito Amore di Dio, che è stabile, che è forte come padre, ma che è tenero e incondizionato come una madre.
Chi è che ti accoglie sempre? La mamma. La mamma più che il papà, perché la mamma ti ha portato nove mesi in grembo.
Si esperimenta davvero l’Amore materno di Dio che ti abbraccia.
Che fa il figlio? Gli dice: “Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te. Non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. E il padre lo stoppa. Non gli permette di dire “trattami come uno dei salariati”. Nella Confessione il Signore vuole che noi esprimiamo il pentimento e manifestiamo il nostro peccato e il pentimento per quel peccato e che comprendiamo che, attraverso il peccato che abbiamo compiuto, abbiamo perso quella dignità che Lui ci ha dato con la creazione.: la dignità di figli. Perché è importante per capire il dono sovrabbondante che ci fa nel riconciliarci.
Il dono che riceviamo nella Riconciliazione è un dono esagerato. Più della creazione. Quindi vuole che ci rendiamo conto di questo. Che non siamo lì superficiali: “Va beh… Fa niente…” Non fa niente! No!
Alcune volte alcune persone che seguo vanno a confessarsi da un altro sacerdote e succede “Padre, chiedo perdono di questo”, “Và beh… Ma questo lo faccio anch’io”; “Padre, chiedo perdono di quest’altro”, “Và beh, ma non ti preoccupare…”.
No. No. Il peccato è costato il Sangue di Cristo. Fagli esprimere il peccato. Fagli esprimere il pentimento per quel peccato. Non ti preoccupare. Non aver paura di far dire all’altro: “Ho sbagliato. Io ho offeso Dio. Il mio peccato mi pesa”. Dopo fagli esperimentare l’Amore di Dio: “E’ vero è così, ma ora ricevi l’Amore più grande di Dio che è il Suo perdono”.
Il padre non gli risparmia quella cosa al figlio, perché il figlio si renda conto di cosa significa quell’abbraccio che gli ha dato. “Non ti preoccupare. Non fa niente”. No, no” Gli fa dire: “Io ho peccato contro il cielo e contro di te. Non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Però fermati là.
Quello che dice è vero. “Ma io ti accolgo; ti ridò la dignità”. I sandali ai piedi. L’anello al dito. Le vesti nuove. Gli ridà la libertà: come figlio non è più schiavo di nessuno. Gli ridà l’autorità con l’anello. Gli rimette i vestiti addosso.
Questo avviene nella Riconciliazione. Ci viene ridata la dignità di figli di Dio. Quella che noi abbiamo perso con il peccato.
Non facciamoci sconti quando andiamo a confessarci, né ce li devono fare i preti. Non devono essere lì col bastone e darcelo sulle gambe, ma devono farci esprimere il peccato e il pentimento che abbiamo vissuto. “Io voglio chiedere perdono a Dio per questo, per questo e per questo. Perché L’ho offeso”.
A fronte di questo Dio ti da il Suo Amore e ti perdona. Quindi: da una parte non facciamoci sconti: “Ma l’ho fatto perché… Ma lui poteva… Ma è colpa di quell’altro… Ma poi è così e colà…” No, non giustifichiamoci. Qui non c’è nessuna giustificazione. Il figlio non dice: “Papà, ma io credevo che…” No. L’ho fatto ed è così. Il padre non gli dice nulla. Gli fa esprimere quello. E’ così ed è vero. E poi lo abbraccia.
Non facciamoci sconti. Siate spietati con voi stessi. Perché, se siete così, ricordatevi che di Là il Padre, con Suo Figlio Gesù, vi darà quell’abbraccio e vi ridonerà la dignità di figli. Se iniziate a giustificarvi dirà: “Vuol dire che non hai bisogno del Mio perdono. Sai fare da solo. Basta. Non c’è bisogno che ti dia il Mio perdono. Non c’è bisogno che Mio Figlio sia morto per te. Ti sai giustificare da solo”.
Allora… No! Attenzione: non abbiate paura. “Ma il prete cosa può pensare? Ma se gli dico questo chissà dove mi manda!” Dove ti deve mandare? Da nessuna parte. Cosa deve pensare il prete? Che sei peccatore come lo è lui. Nè più nè meno. Questo pensa un prete quando è lì.
Non abbiate paura di esprimere il vostro peccato. Non nascondetevi il vostro peccato. Perché il peccato che confesso viene cancellato. “Tutto ciò che scioglierete sarà sciolto. Ciò che perdonerete sarà perdonato; ciò che non perdonerete resterà non perdonato”. Questo è il mandato che Gesù da.
Dite il vostro peccato. Quello che dite viene cancellato dal Sangue di Gesù. Questo è importante.
“Chiedo perdono, ma va beh…” “Che peccato hai fatto?” “Boh…” Dite il vostro peccato. Non abbiate paura. E se anche trovate un prete che si può arrabbiare non fa niente. Non dite: “Ora non vado più a confessarmi, perché chissà cosa mi dice”. Perché se non vi andate a confessare il peggio è per voi. Chi non riceve il perdono dei peccati siete voi.
La prossima volta andate di nuovo a confessarvi. Non abbiate paura! Perché c’è Gesù in quel sacramento.
“Ah, vado da quell’altro che è più dolce o meno dolce, più qua o più la…” L’importante è che c’è il sacerdote che vi assolve. Vi scioglie da quei peccati. Perché vi siete pentiti: avete compreso ciò che avete vissuto e volete il perdono di Dio. Poi, se trovate quello che vi liscia di più o quello che vi liscia di meno chi se ne frega. Non è questo l’importante. L’importante è che io viva quel sacramento.
Questa è la cosa più importante. Fate attenzione.
Non fatevi sconti. Andate lì pensando che lì c’è Gesù Cristo. Non vi preoccupate di cosa può pensare l’altro. Non abbiate paura.
Quando questo avviene, quando succede questo e viviamo questo mistero, dice Gesù, inizia la festa. Inizia la festa. Per Dio è una gioia poter perdonare. E’ una gioia grande poter dare il perdono ai Suoi Figli. Ha mandato Suo Figlio per questo. Ha mandato Suo Figlio, perché Si offrisse su quella croce, si schiantasse su quella croce, perché noi potessimo ricevere quel dono grande che è il perdono.
Dio Padre sta aspettando che noi possiamo usufruire di quel grande dono.
In questo sacramento si manifesta l’Amore più profondo e più grande di Dio.
Gli angeli stessi, in questo sacramento, imparano quanto è profondo e incondizionato l’Amore di Dio. Il sacramento che noi viviamo diventa per gli angeli una scuola, per comprendere e conoscere la profondità della Misericordia di Dio. 
Non dobbiamo avere paura di viverlo, sapendo che quando lo faccio permetto al cielo di gioire. Gioisce Dio Padre, gioisce Gesù, lo Spirito santo e con Loro tutti gli angeli e i santi. “C’è più gioia in cielo per un peccatore che torna che per 99 giusti che non hanno bisogno di conversione”. Questo lo dice Gesù. La festa che fa qui è la stessa. La donna che trova la moneta chiama tutti e fa festa. Quindi: ogni volta che Dio può manifestare la Sua Misericordia attraverso questo sacramento c’è un tripudio di gioia in cielo.
“Che faccio oggi? Beh Signore, oggi voglio darTi una gioia. Voglio far gioire tutto il cielo. Vengo a riconciliarmi. Vengo a chiedere perdono per i miei peccati”.
Viviamolo più spesso il sacramento.
La Madonna dice qui: “Se volete fare un cammino cristiano un pochino serio confessatevi almeno una volta al mese”.  Almeno. Non confessatevi una volta al mese… Ma almeno una volta al mese. Che significa? Anche più spesso. L’esperienza dei santi è quella. Padre Pio si confessava una volta in settimana. Gli ultimi periodi della sua vita anche quasi tutti i giorni.
Perché questo? “Padre Pio… Beh, allora io che devo fare…” Perché è normale. Più entri nel mistero dell’Amore di Dio e più ti lasci illuminare da Lui e dalla Sua luce e più vedi anche le più piccole miserie. Tu non vuoi che quelle miserie macchino il tuo vestito, perché vuoi sempre più essere ad immagine e somiglianza Sua. Allora gli dici: “Guarda: smacchiami. Lavami”. Perché solo Dio può fare questo.
Più viviamo nell’immondizia e meno ne sentiamo la puzza. Se non mi confesso da tanti anni non riesco più a vedere i miei peccati. Perché non li vedo? Perché sono abituato.
Quando sono andato in Brasile una volta siamo scesi a Rio de Janeiro e abbiamo preso il taxi per andare alla favela dove ci aspettavano le suore. Ad un certo punto, quando si arriva davanti alla prima favela, quella più grande, si sente una puzza. Ma una puzza di quelle che ti entrava nell’animo. Dal naso quasi ti arrivava all’anima. Io ho detto al sacerdote che era vicino a me, che veniva da tanti anni e che mi aveva invitato: “Don Dante, ma sta puzza?” “Eh, qui ci sono le fogne a cielo aperto”. Quindi è la puzza degli escrementi di 280 mila abitanti di queste favelas che ti entra nelle ossa.
Dopo un paio di giorni non ci fai più caso. Ti sei abituato.
Così è il peccato. Quando è da tanti anni che non mi faccio ripulire la sporcizia che ho addosso mi sembra familiare, anzi mi sembra il vestito adatto che devo utilizzare. Quello che è mio. Ma non è così. Non è così.
Perché confessarmi più spesso? Proprio per permettere alla luce di Dio di illuminarmi sempre di più, in modo da poter, insieme con Lui, pulire quelle parti che sono sporche. Mettere a posto quelle situazioni che sono messe male.
Nella stanza, se teniamo tutto chiuso, entriamo dopo un anno e ci sembra che sia quasi tutto normale. Ma se vado ad aprire la tapparella e faccio entrare il sole vedo lo schifo che si è formato in un anno. Giusto? Se la tengo aperta riesco a pulire bene tutto. Perché la Confessione cancella il peccato, ma oltre a cancellare il peccato la luce di Dio può penetrare in me. e quindi posso vedere meglio. Più mi avvicino a Lui, al Suo Amore, più mi lascio illuminare e più riesco a comprendere anche il più piccolo moto della mia anima che non ha aderito all’Amore di Dio. E di quello voglio chiedere perdono.
Capite perché si arriva poi a confessarsi più spesso? Ma se lascio che questa cosa rimanga a lungo in me per me va tutto bene.
Quando confesso Natale e Pasqua, quando vengono a confessarsi mi fanno: “Padre… Che devo dire? Mi sono arrabbiato un po' con mia moglie… Una mezza bugia e basta…” “Da quanto è che non ti confessi?” “Dall’anno scorso”. “Ah! Beato te… Sei proprio santo!” “Come padre?” “Solo questo?” “E che le devo dire?” Allora faccio io qualche domanda: “Ma qui come siamo??” “Eh, sì…” “Ma questo è grave. Lo sai che è grave?” “…E sì…” “E quest’altro?” E hanno certi bagagli dietro che non finiscono più. Certi pesi che ti affondano negli abissi.
Perché giustamente sei talmente abituato allo sporco che ormai non lo vedi più.
Ecco perché la Madonna ci consiglia di vivere questo sacramento. Perché ci purifica dal peccato, ma permette alla nostra anima di essere vigile, di ricevere la luce di Dio per camminare sempre più come Suoi figli. Come Suoi figli!
Cos’è la parte più importante di questo sacramento? Se da una parte c’è la Misericordia di Dio che è l’atto più grande - e Dio vuole perdonarci sempre, ogni qualvolta noi lo vogliamo - dall’altro lato cosa serve? Il pentimento. Il pentimento è vero quando è sincero. Serve il pentimento, perché il pentimento sono quelle mani tese: “Sì, Papà. Voglio il Tuo Amore, voglio il tuo perdono. Voglio la Tua Misericordia”. Questo è il pentimento.
E quando non siamo abituati a chiedere perdono… Guardate che non è facile chiedere perdono. Sapete cosa fa il peccato in noi? Aumenta l’orgoglio. Il peccato inorgoglisce. Perché il peccato ci mette alla pari di Dio e a volte anche sopra Dio. Perché se io Lo uccido - “per me Tu non sei più mio Padre” - mi sono già messo sopra di Lui. L’ho già messo sotto la fossa e io sono sopra.
Il peccato fa questo: dentro di noi aumenta l’orgoglio.
E come fai a chiedere perdono? “Sì, sì, ma poi basta che mi penta alla fine. Poi alla fine vediamo. Chiederò perdono”. Alla fine il perdono non lo chiedi, perché non sei abituato. Per prima cosa non vedi più il peccato; per seconda perché non sei più abituato a chiedere perdono. Perché l’orgoglio ti ha reso talmente cieco, talmente ottuso, che non lo fai.
C’è quella signora colombiana, Gloria Polo, che, quando è stata fulminata, ha fatto l’esperienza prima dell’Amore di Dio; la seconda volta, quando è ritornata nel corpo e durante l’operazione ha avuto l’arresto cardiaco, invece di vedere l’Amore di Dio ha visto tutti gli spiriti e i suoi peccati che la sprofondavano all’inferno.
La prima volta che ha sperimentato l’Amore di Dio dice: “Io sono arrivata all’ingresso e si entrava attraverso la spaccatura del Cuore di Gesù. Io non sono riuscita ad entrare e sono tornata nel corpo”. Dalla piazza dell’università di Bogotá alla sala operatoria del reparto di chirurgia dice: “C’era Gesù accanto a me che mi diceva: Gloria, chiediMi perdono. Gloria, chiediMi perdono”. E lei diceva: “Ma di cosa devo chiederTi perdono?” Perché era tanti anni che non si confessava più. Mi sembra che l’ultima volta che l’aveva fatto aveva 14 anni e adesso ne aveva 35.
“Di cosa devo chiederti perdono?” Perché si diventa ciechi. Non si è più capaci di farlo e l’orgoglio non ti permette di farlo. Ed è così.
Invece vivere più spesso questo sacramento ci abitua, in maniera buona, a rimanere piccoli. I piccoli hanno bisogno del papà e della mamma. Chiedono al papà e alla mamma: “Aiutami tu”. Quando il bambino si sporca che fa? Va dalla mamma: “Puliscimi”. Non ha paura di avvicinarsi e dire: “Sono sporco”.
Viverlo più spesso ci permette di essere piccoli.

Fonte: IdM Trascritto ed inviato da Andrea Bianco

PREPARAZIONE ALLA CONFESSIONE (1)

PREPARAZIONE ALLA CONFESSIONE

Medjugorje, 6 ottobre 2014

Padre Luigi Cappuccino

Lettura della parabola del Figliol Prodigo.
Partiamo da questa parabola che Gesù racconta per spiegare come mai la Sua sollecitudine per i peccatori. Abbiamo visto all’inizio che gli scribi e i farisei si meravigliavano del fatto che tanti pubblici peccatori andassero da Lui e Lo ascoltassero. E Gesù racconta, assieme a questa, altre due parabole: quella della moneta perduta e quella della pecora perduta.
Perché parto da qua? Per capire davvero cosa è la Riconciliazione. Il sacramento che vi invito caldamente a vivere in questi giorni è dove il Signore vi rida la dignità perduta. 
In qualche modo ci spiega veramente quello che avviene in questo sacramento.: la realtà che avviene quando noi viviamo questo sacramento.
Sapete chi è don Milani? Un sacerdote fiorentino che fu spostato in un paesino del Mugello dove c’erano 4 case, perché lavorava con i ragazzi e con i comunisti. Qualcuno dei suoi amici gli disse: “Perché non lasci la Chiesa? Vedi che ti stanno mettendo all’angolo”. Diceva: “Non lascio la Chiesa unicamente perché soltanto nella Chiesa Cattolica io posso nutrirmi del Corpo e del Sangue di Cristo e posso essere perdonato di tutti i miei peccati, attraverso il sacramento della Riconciliazione”.
I santi hanno davvero uno sguardo sulla realtà vera. Uno sguardo vero su com’è la realtà.
Il sacramento della Riconciliazione è un grandissimo dono che ci è stato fatto da Gesù. “Andate e rimettete i peccati”, ha detto agli apostoli. “A chi non li rimetterete resteranno non rimessi”.
Si passa da questo sacramento per avere il perdono dei peccati.
Ordinariamente il Signore ci chiede di vivere questo sacramento.
In punto di morte il Signore bypassa tutti i sacramenti, perchè ha importanza la nostra vita. Ma ordinariamente Gesù ci chiede di passare attraverso i doni che Lui ha fatto alla Sua Chiesa per l’umanità, che sono i sacramenti. I Suoi doni. Quello che Gesù ha fatto: la realtà della croce, la realtà del dono di Se sulla croce, la morte su quella croce per ciò che ci rendeva nemici di Dio Padre, cioè il peccato.
Questa vittoria di Gesù sul peccato viene a noi attraverso i sacramenti, in maniera particolare il sacramento della Riconciliazione è proprio per la purificazione dal peccato. Per essere lavati dal nostro peccato. Il nostro peccato: quello che noi abbiamo fatto.
E’ lì che noi veniamo purificati. Noi veniamo riconciliati. Riaccompagnati davanti a Dio per poter dire di nuovo: “Papà”.
Questo avviene nel sacramento della Riconciliazione.
Perché, che cosa fa il peccato? Il peccato fa quello che è successo a questo figlio. Avete visto… Due figli… Uno và dal padre e gli dice: “Senti papà: mi dai l’eredità?”
Voi avete figli, giusto? Se vengono da voi e vi chiedono l’eredità che vi spetta voi cosa pensate?
Il pensiero che vi viene è: “Ma guarda… Mi hai già considerato nella fossa !” La stessa cosa ha pensato questo papà.
La stessa cosa avviene quando noi viviamo il peccato. Il peccato è come dire a Dio, come questo figlio: “Tu per me sei morto. Sei talmente morto che io posso fare quello che voglio a prescindere da te”.
Il peccato è un atto di ribellione dell’uomo all’Amore totale di Dio Padre per noi. Questo è il peccato. Tutti i peccati.
Ogni peccato è dire a Dio: “Tu non sei mio Padre. Non dipendo da Te. Posso fare quello che voglio, perché Tu per me sei morto”. Ogni peccato. Quello fatto contro gli altri e quello che facciamo direttamente contro Dio.
Ogni peccato che noi viviamo è quell’atto di ribellione dell’essere umano alla Volontà di Dio che è una Volontà di Amore Per noi.
Quindi succede questo: vogliamo amministrare la nostra vita sganciati da Dio. E’ la realtà di quest’uomo che va via e si ritrova affamato. Si ritrova a pascolare i porci.
Sapete… Pascolare i porci era la cosa più vile che si potesse fare. Chi pascolava i porci aveva la dignità pari a meno dieci, non a zero. Sotto zero. Era qualcosa di indegno per un essere umano.
Si trova a pascolare i porci e non gli danno neanche da mangiare. Patisce la fame. Fino a quando, in quel patimento, un attimino il cervello si rinsavisce. Dice: “Caspita! A casa di mio padre anche quelli che sono a servizio stanno bene. Scemo io che ero figlio. Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò:’Ho sbagliato. Ho offeso il cielo. Ho offeso te. Non sono degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei servi”.
Piglia e torna dal padre.
Allora… Gesù ci aiuta a capire cosa fa il peccato. Il peccato fa questo dentro di noi: quando noi ci sganciamo da dio, fonte della vita, dell’Amore, di ogni gioia, di tutto ciò che realizza l’essere umano, noi arriviamo alla condizione di schiavitù.  
Se vi ricordate Gesù un giorno, parlando proprio con i farisei, dice: “Chi commette il peccato diventa schiavo del peccato”. “Ma noi siamo liberi! Non siamo figli di prostituzione. Siamo figli di Abramo!”
Gesù dice: “Abramo non mi ha voluto uccidere. Ma voi non siete figli di Abramo, bensì del peccato”.
Il peccato ci schiavizza.
Quando ci sganciamo da Dio che ci rende liberi e ci mettiamo sotto il peccato- la ribellione fa questo dentro di noi - diventiamo schiavi, tanto da perdere ogni dignità.
Se pensate alla nostra vita a volte davvero perdiamo la dignità. Davvero alcune volte ci capita di vivere situazioni degradanti. Ma guardate che quello che succede alcune volte esteriormente succede sempre interiormente, quando noi viviamo il peccato. Sempre ci degradiamo. Tanto da non avere più una dignità.
Torna al padre. Perché torna dal padre?
Ha fame. Si accorge che la vita che sta conducendo non è poi come pensava.
Torna dal padre, perché la condizione che sta vivendo non gli piace. Gli sta sullo stomaco quello che sta vivendo.
Perché dico questo? Perché dopo vedremo che nella confessione, nelle condizioni del pentimento, ci sono due modi di pentirsi. Questo del figliol prodigo è il minimo che ci vuole per ricevere il perdono di Dio.
Torna perché ha fame. Torna perché non gli piace la condizione che sta vivendo. E’ dolorosa e brutta e dice: “Ma quando stavo con mio padre si stava meglio. Vediamo di tornare indietro”.
E ritorna. Torna per rimettersi a servizio del padre. Quindi torna per stare di nuovo sotto la protezione del padre. Torna sotto il modo di vivere del padre e non il suo.
Le alternative se le era create, ma sono andate male.
Gesù ci vuole aiutare a capire. Sganciati da Dio il peccato ci porta alla schiavitù. Quando l’uomo ritorna, quando questo figlio ritorna, sa che si mette sotto Il modo di vivere del padre. Scopre che in quel modo veramente stava meglio.
Non possiamo tornare a Cristo, e quindi andare a confessarci, se non vogliamo vivere come Cristo ci chiede.
Quando fa ritorno il figlio sa che deve tornare a vivere come il padre ha impostato quella famiglia.
Lo stesso è per noi. Quando vogliamo vivere il mistero della Riconciliazione, ogni volta che andiamo a vivere la Riconciliazione, è perché dentro dobbiamo avere la chiarezza che tornare da Gesù significa voler vivere come Gesù vuole che si viva. Altrimenti non ha senso riconciliarsi. Non ha senso confessarsi.
Se voglio di nuovo vivere senza Gesù, senza Dio Padre, è inutile che vada a confessarmi. Non serve.
Se decido che la Misericordia di Dio è la cosa migliore per me significa allora tornare sotto la protezione di quel Padre; tornare a vivere come il Padre desidera.
Questo dobbiamo capirlo, perché l’atto che facciamo sia un atto responsabile, consapevole. Non superficiale. Dio non lo vuole questo. Non gli interessa. Non dobbiamo andarLo ad accontentare: “Andiamo a fare questa cosa così mi prende in simpatia”. Non Gliene frega nulla di questo. Non è andato a morire sulla croce per questa cosa Gesù.
Vuole che quando facciamo le cose noi siamo coscienti e responsabili di quello che facciamo, delle decisioni che prendiamo.
Ci ha dato la libertà. Nella libertà avviene il mistero della nostra salvezza o della nostra perdizione. Come la usiamo la nostra libertà?
Vuole che siamo veramente coscienti dell’atto che compiamo. Quando andiamo a confessarci dobbiamo comprendere questo mistero. La Misericordia di Gesù c’è sempre quando la vogliamo, però chiede a noi di vivere come Lui vuole.
Dobbiamo essere consapevoli di questa cosa. Quindi cercare di far così, poi nel cammino di crescita e di conversione personale ci sarà il momento in cui il cammino sarà più rallentato o più spedito. Ci possono essere anche delle ricadute. Ma se io non prendo la ferma decisione di tornare…
Quando lui sceglie di tornare dal padre sa che andando lì se viene accettato… Zitto e cammina. Perché lui crede di essere salariato. La sorpresa è un’altra.
Quando noi torniamo dobbiamo avere la disponibilità a vivere come il nostro Padre vuole. Altrimenti non avviciniamoci alla Confessione. Non serve. Rimaniamo nella condizione che abbiamo. Rimaniamo lì.
Perché il Signore ci ha dato una libertà e vuole che noi la utilizziamo fino in fondo. Come abbiamo scelto di allontanarci da Lui, così vuole che decidiamo di riavvicinarci. Però ritornare a Lui significa davvero essere consapevoli di vivere come Lui vuole. Con tutte le difficoltà; con tutti i passi, a volte più spediti e a volte meno spediti.
Cosa succede?
Quando torna il figlio cosa fa il padre? Lo guarda da lontano. Cosa significa questo? Che lo aspettava. Stava lì. Era in ansia per lui.
Se per il figlio il padre era morto, per il padre il figlio non era morto. Lo stava aspettando. Desiderava il suo ritorno.
Questo ci aiuta a capire come Dio ci guarda, qual è lo sguardo che Dio ha verso di noi, quali sono le attese del Cuore di Dio per noi.
Dio ci desidera. Ci vuole. Ci ama profondamente e ci aspetta. Aspetta che noi vinciamo tutte quelle resistenze e andiamo in quel confessionale a lasciarci riconciliare da Gesù Suo Figlio.
Questo è il desiderio più grande di Dio Padre.
Lo guarda da lontano; pieno di compassione; gli corre incontro. Capite le azioni che compie?
Lo aspetta. “Non sei morto per Me. Sono pieno di amore. Questo amore che condivide il tuo dolore”.
Perché Dio è accanto a noi quando noi siamo lontani da Lui. Lui rimane lì e soffre quello che noi stiamo vivendo. Perché noi ci siamo allontanati da Lui.
E ti corre incontro!

Fonte: IdM Trascritto ed inviato da Andrea Bianco

mercoledì 11 febbraio 2015

martedì 10 febbraio 2015

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori

Messaggio a Marija del 25 gennaio 2015

"Cari figli, anche oggi vi invito: vivete nella preghiera la vostra vocazione.Adesso, come mai prima, Satana desidera soffocare con il suo vento contagioso dell’odio e dell’inquietudine l’uomo e la sua anima. In tanti cuori non c’è gioia, perché non c’è Dio né la preghiera. L’odio e la guerra crescono di giorno in giorno. Vi invito, figlioli, iniziate di nuovo con entusiasmo il cammino della santità e dell’amore, perché io sono venuta in mezzo a voi per questo. Siamo insieme amore e perdono per tutti coloro che sanno e vogliono amare soltanto con l’amore umano e non con quell’immenso amore di Dio al quale Dio vi invita. Figlioli, la speranza in un domani migliore sia sempre nel vostro cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

 

Commento teologico di Don Renzo Lavatori

Il messaggio contiene alcuni aspetti fondamentali dell'essere cristiano: anzitutto vi è il fatto della "vocazione", che costituisce l'elemento originario in quanto essa segna la chiamata di Dio Padre ad essere suoi figli nel Figlio suo Gesù e ciò è avvenuto concretamente il giorno del nostro battesimo. Questo aspetto non dobbiamo mai perderlo di vista, per riscoprire ogni giorno che se siamo cristiani lo dobbiamo all'iniziativa gratuita e generosa di Dio che ci ha voluto inserire nella grande sua famiglia dei figli di Dio. Una cosa meravigliosa che dovrebbe riempire il nostro cuore di gioia e di commozione. Ma ciò è possibile se viene alimentato dalla "preghiera", che è il secondo aspetto essenziale. Se non ci esercitiamo quotidianamente nella preghiera, quale incontro filiale con Dio nostro Padre, noi perdiamo il senso della nostra vocazione cristiana e cadiamo di nuovo nella schiavitù del servo perdendo la bellezza e la ricchezza del figlio. Ciò causa una situazione di profonda sofferenza e "inquietudine interiore", causando a suo volta "l'odio e la guerra". E' quello che costatiamo "giorno dopo giorno". Come facciamo a superare un tale disastro sotto tutti i punti di vista? Ci sono due mezzi fondamentali: la consapevolezza che è all'opera il Principe di questo mondo," il diavolo", che vuole dominare su tutta la faccia della terra e allontanare le creature umane dal Creatore; occorre pertanto un atteggiamento di "lotta spirituale" che consiste nella vigilanza, nel digiuno e nella fedeltà alla Parola del Signore. Ciò si ottiene, oltre che con la preghiera assidua, con la frequenza ai sacramenti e e con l'esercizio delle virtù teologali della fede, "speranza e carità". Quest'ultima indica l'amore che scaturisce non dalle forze umane e dai soli sentimenti umani, ma dalla sorgente cristallina dell''Amore divino, cioè dallo Spirito Santo.In poche parole è racchiusa una meravigliosa sintesi dell'essere e del vivere da veri cristiani. Solo in questo modo potremo essere testimoni e diffusori "di amore e di perdono" tra i nostri fratelli nella fede e nei luoghi dove viviamo ogni giorno. Solo chi porta dentro di sé l'amore, la gioia e la speranza, che il Padre celeste riversa abbondantemente in noi, diventa un faro di luce e di fiducia sulla faccia della terra, contrastando così l'opera malvagia di Satana che fa esattamente il contrario

 

 

Messaggio a Mirjana del 2 febbraio 2015
"Cari figli, eccomi sono qui in mezzo a voi. Vi guardo, vi sorrido e vi amo come solo una madre può fare. Attraverso lo Spirito Santo che viene per mezzo della mia purezza, vedo i vostri cuori e li offro a mio Figlio. Già da tanto tempo vi chiedo di essere miei apostoli, di pregare per coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio. Chiedo la preghiera fatta con l’amore, la preghiera che fa opere e sacrifici. Non perdete tempo a capire se siete degni di essere miei apostoli. Il Padre Celeste giudicherà tutti, ma voi amateLo ed ascoltateLo. So che tutte queste cose vi confondono, anche la mia venuta in mezzo a voi, ma accettatela con gioia e pregate per comprendere che siete degni di operare per il Cielo. Il mio amore è su di voi. Pregate affinché il mio amore vinca in ogni cuore, perché questo amore che perdona si dona e non cessa mai. Vi ringrazio.

Commento teologico di Don Renzo Lavatori

Ci viene ricordato in modo meravigliosamente toccante l'amore materno di Maria. Si rimane interiormente meravigliati e gioiosi nel sentirci ripetere che Maria ci ama con la tenerezza e la cura di una grande Madre. Il suo scopo è quello di "portarci a suo Figlio", che è il vero Redentore e Salvatore. Ella si fa strumento per unire i due suoi figli, la creatura umana e Gesù, in un solo abbraccio di comunione. Interessante è il fatto che Ella ci ama non in senso generico e superficiale, ma conoscendo uno ad uno i suoi figli, "guardandoli con lo sguardo" attento e premuroso, in forza "dello Spirito Santo" che la illumina e muove il suo cuore. Come sappiamo, Maria è la sposa castissima dello Spirito Santo ed è da Lui amata e ammirata, In tale simbiosi i due agenti, Maria e lo Spirito Santo, si accordano per soccorrere ogni singolo figlio nella sua particolare realtà personale, familiare e sociale. Come non sentirsi protetti e avvolti da tanto squisito amore? Per questa ragione dobbiamo essere portatori di questo amore tra gli uomini del nostro tempo così bisognosi di essere amati, accolti, perdonati, abbracciati. In particolare vanno accostati coloro che "non hanno conosciuto tale amore puro e generoso" e che solo li può consolare e salvare. Il "Padre" giudicherà proprio sull'amore che avremo saputo diffondere. Si rimane abbagliati dalla luce trinitaria con cui è vista la figura materna di Maria. è la Madre amabile del Figlio Gesù, la Figlia docile del Padre celeste, la Sposa castissima dello Spirito Santo. E pertanto nostra dolcissima Madre!



NdR: Durante il mio pellegrinaggio a Medjugorje nel luglio 2014 ho avuto modo di proporre a don Renzo Lavatori* che guidava spiritualmente i pellegrini, di commentare sul mio Blog i messaggi che la Regina della Pace ci dona due volte al mese a Medjugorje. Da questo mese ho pertanto il piacere e l’onore di ospitare Don Renzo che commenterà “teologicamente” i messaggi come aveva fatto magistralmente durante il pellegrinaggio. Desidero esprimere a Don Renzo tutta la mia gratitudine per avermi ... averci donato queste due splendide riflessioni che sono sicuro ci arricchiranno e ci faranno meditare ed accogliere più profondamente nella nostra vita i messaggi della Regina della Pace.

 

 

don_renzo_lavatori *Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

Don Renzo Lavatori ha recentemente pubblicato un altro volume sull’angelologia: L' angelo, un fascio di luce sul mondo, La Fontana di Siloe, Torino, 2014

Notizie più dettagliate sul Sito Ufficiale di Don Renzo Lavatori (cliccare sul link)

L'angelo, un fascio di luce sul mondo (di don Renzo Lavatori)

Angelo

Sin dall’antichità l’angelo rappresenta la protezione celeste dei timorati di Dio. Sempre presente nella tradizione religiosa, questa figura inserita nell’umano e immersa nel divino guida lo sguardo dell’uomo verso orizzonti vasti e spirituali, nobilitando le aspirazioni più intime del suo animo e risanando le dolorose ferite che si producono nella sua esistenza effimera e vana.

All’oscurità delle tenebre che si addensano sulla terra, l’angelo oppone una luce di speranza e consolazione, induce a intraprendere la ricerca del bene, del bello e del vero. Rispecchiandosi in esso l’uomo riscopre così la propria identità più autentica e trova la sua giusta posizione nei confronti di Dio e dei suoi simili.

Frutto di una ricerca approfondita e ad ampio raggio, scritto con uno stile scorrevole e chiaro che lo farà apprezzare anche dai non addetti ai lavori, il libro di Renzo Lavatori chiarisce e approfondisce il significato di queste meravigliose entità, nella speranza che proprio attraverso l’azione accompagnatrice delle schiere angeliche possa nascere un’epoca migliore, nella quale la sfera terrena si ricongiunga a quella celeste in una completa sintonia di cooperazione, per un mondo più cristiano e più umano di quello che conosciamo.

Renzo Lavatori ha insegnato per anni teologia dogmatica alla Pontificia Università Urbaniana e presso altre Pontificie Università romane. Autore di numerose pubblicazioni di approfondimento teologico sulle verità della fede, tiene una trasmissione mensile su Radio Maria. Tra i suoi libri più recenti, ricordiamo Il prete. Identità e missione. Squarcio sul suo mistero (scritto con Ruggero Poliero); Lo Spirito Santo: persona e missione; Il patire e l’amare. L’ardore serafico di Veronica Giuliani.

www.mistagogia.net

Il libro può essere comodamente acquistato:

  • nelle librerie cattoliche e non
  • con richiesta di ordinazione online:   La Fontana di Siloe
  • con richiesta di ordinazione telefonica: 011.5175324
  • con richiesta di ordinazione per mail: ordini@lindau.it

 

lunedì 9 febbraio 2015

La Messa è la forma più alta di preghiera

Messaggio del 13 gennaio 1984 

“La Messa è la forma più alta di preghiera. 
Non riuscirete mai a capirne la grandezza. 
Perciò siate umili e rispettosi durante la celebrazione e preparatevi a essa con molta cura.
Vi raccomando di partecipare tutti i giorni alla Messa.”

Testimonianza Jakov e padre Marinko

Testimonianza Jakov e padre Marinko

Jakov:

Ringraziamo il Signore e la Madonna per questo nostro incontro. Io sono profondamente convinto che se oggi sono qui e voi pellegrini siete qui è per un semplice motivo. voi siete qui perchè la Madonna come Madre vi ha chiamati. Siete qui perchè Dio ha voluto così. Per questo vi consiglio: la prima parola che dovete dire quando venite a Medjugorje è “grazie”. Ringraziamo il Signore per tutte le grazie che Lui ci da qui a Medjugorje. Prima di tutto ringraziamo il Signore, perchè permette alla Madonna di passare tanto tempo con noi.
Spesso i pellegrini mi chiedono perchè la Madonna appare così a lungo. Perchè ci da tutti questi messaggi? Cosa ha da dirci ancora la Madonna? Non dobbiamo chiederci “perchè”. Dio sa perchè. Questo è il piano di Dio. Sono profondamente convinto che se seguiamo il consiglio della Madonna che dice “aprite i vostri cuori”, proprio nei nostri cuori possiamo capire perchè Lei viene. Prima di tutto ogni nostro cuore capirà che la Madonna è sua Madre. Ogni vera madre ha cura dei suoi figli. Come ogni madre Lei vuole portare i Suoi figli alla gioia, alla pace e alla salvezza. Questa pace, gioia e salvezza possiamo trovarli solo in Gesù Cristo. Questo è il motivo perchè la Madonna viene così a lungo a Medjugorje.
Quando sono iniziate le apparizioni a Medjugorje avevo dieci anni. Io sono il più giovane dei sei. La mia vita prima delle apparizioni era quella di un bambino normale. Così era anche la mia fede: molto semplice. La fede di un bambino. Quello che hanno sempre cercato di insegnarmi i miei genitori è che Dio e la Madonna esistono, a pregare, ad andare alla Santa Messa, a fare il bravo. Mi ricordo la preghiera in famiglia. Mai, durante questa preghiera, ho chiesto a Dio la grazia di vedere la Madonna. Sapevo che Dio e la Madonna esistono, ma non sapevo che la Madonna potesse apparire.
Tutto è cambiato il 25 giugno del 1981. Adesso posso dire che quello è il più bel giorno della mia vita. Giorno in cui Dio mi ha dato la grande grazia di vedere la Madonna.
Mi ricordo sempre con gioia di questo primo incontro con Lei. Quando siamo venuti sulla Collina delle Apparizioni. Quando, per la prima volta, ci siamo inginocchiati davanti alla Madonna. La cosa più bella in quel momento per me sono stati i Suoi Occhi. Quanto amore e bontà ho visto in quegli Occhi. Ma nello stesso tempo ho provato qualcosa nel mio cuore. Mi sono sentito tanto amato e protetto. Questo è stato il primo momento nella mia vita in cui ho provato la vera pace e vera gioia. Per la prima volta nella mia vita ho accolto e amato la Madonna come mia Madre.
Mi ricordo che quando è finita la prima apparizione siamo rimasti in preghiera. Ci siamo posti tante domande. Questo dono non lo abbiamo chiesto. Abbiamo capito che questa è una grazia, ma nello stesso momento è una grande responsabilità per cui noi non eravamo pronti. Ci siamo chiesti come andare avanti.
All’inizio delle apparizioni la Madonna ci ha dato un messaggio: “Cari figli, è sufficiente che voi apriate i vostri cuori. Il resto lo faccio Io”. In questo messaggio ho trovato la mia risposta. Ho capito nel mio cuore che non posso fare tanto, ma posso fare una cosa: dire il mio “sì” alla Madonna. Posso mettere il mio cuore nelle Sue Mani. Da quel momento per me è iniziata una nuova vita con Dio e la Madonna. Crescendo nella fede ho capito che ho ricevuto un grande dono da Dio, ma ho ricevuto un dono ancora più grande, cioè di conoscere Gesù Cristo attraverso la Madonna. E’ propio questo il motivo per cui la Madonna viene così a lungo qui a Medjugorje. Lei vuole portarci tutti a Gesù Cristo, vuole mostrarci questa via. Questa via è segnata dai Suoi messaggi, dalla preghiera, dalla pace, dal digiuno e dalla Santa Messa.
La Madonna spesso ci invita nei Suoi Messaggi: “Cari figli, pregate”. Ci sono dei messaggi in cui Lei ha ripetuto solo queste parole: “Cari figli, pregate, pregate, pregate”. La cosa più importante a cui ci invita è di aprire i nostri cuori e pregare. Lei vuole farci provare la gioia della preghiera e la pace.
La Madonna non ha mai detto a Medjugorje “dovete”. Ogni nostro cuore deve sentire il bisogno della preghiera. La preghiera sia il nostro cibo quotidiano. Quando cominciamo a pregare troviamo la risposta a tutte le nostre domande.
Voi pellegrini venite a Medjugorje con tante domande. Spesso venite da noi sei e cercate la risposta. Nessuno di noi può darvela. Noi possiamo testimoniare la nostra esperienza, ma l’unico che può dare le risposte è Dio. E come ottenere questa risposta? E’ molto semplice: aprendo i nostri cuori e pregando.
La Madonna spesso ci invita a pregare e mettere Dio nelle nostre famiglie. Lei ha detto che nulla può unire le nostre famiglie quanto la preghiera. Dobbiamo avere tempo. Dobbiamo essere esempio per i nostri figli. Dobbiamo pregare assieme ai nostri figli.
Io sono padre: ho tre figli. Ho accettato ogni mio figlio come un dono di Dio. Ma allo stesso tempo ho capito che è una responsabilità.
Mi ricordo ancora le parole di padre Slavko quando disse: “Voi genitori dovete formare le radici della fede dei vostri figli quando sono ancora piccoli”. Poi ha aggiunto: “Anche se un giorno si allontanassero da Dio, prima o poi ritorneranno, perchè quel poco che gli avete dato rimane nel loro cuore”. Il più bello in una famiglia è quando vedi che tuo figlio prega ed è felice; quando non devi spingere a pregare, ma quando è il bambino che viene da te a chiederti: “Quando preghiamo?” Ogni giorno, quando prego con la mia famiglia, sento un’immensa gioia, perchè in quei momenti si sente una grande unione. Quello che consiglio sempre ai miei figli è di essere esempio agli altri. Non come esempio di figli di un veggente, perchè prima di tutto per loro sono un padre, ma esempio di figli che provvengono da una famiglia dove Dio è messo al primo posto, dove si prega, dove c’è amore e
pace.
La Madonna ci invita al digiuno mercoledì e venerdì a pane e acqua. Tante persone chiedono perchè digiunare. Io rispondo: “Perchè lo vuole la Madonna”. Ma ricordiamoci anche quando in un messaggio ci ha detto: “Cari figli, con la preghiera e il digiuno potete ottenere tutto. Potete fermare anche le guerre”. Ecco perchè digiunare.
Tante volte mi sento triste quando vedo i pellegrini andare a destra e a sinistra e chiedere: “Che cosa devo fare?” Io credo che ognuno di noi sappia esattamente cosa deve fare, ma noi non lo facciamo. La Madonna ci dice chiaramente cosa dobbiamo fare.
Sta sera invito tutti voi ad aprirLe il cuoree. Invito ad avere il cuore puro, perchè solo così possiamo capire cosa ci vuol dire la Madonna ed accogliere l’invito.
Consiglio a tutti i pellegrini: quando è mercoledì o venerdì non pensiamo se riesco a resistere o come farò. Pensiamo alle parole della Madonna che dicono che con la preghiera ed il digiuno possiamo ottenere tutto.
Quando digiuniamo dobbiamo farlo, come dice la Madonna, con amore ed in silenzio. Se lo facciamo così credo che ognuno di noi può ringraziare Dio. Pensiamo solamente a quante persone al mondo al giorno d’oggi non hanno il pane quotidiano sulla tavola, quanti bambini muoiono di fame. Quanto ringraziamo Dio per quello che ci ha dato? Credo che spesso sbagliamo, perchè chiediamo sempre qualcosa a Dio: “Dammi questo; dammi quello…”. Non ringraziamo per tutto quello che ci ha dato.
Una volta la Madonna ha detto: “Cari figli, avete tante cose e fate tante cose, ma le fate senza benedizione divina”. Noi pensiamo di avere tutto, ma se Dio non è al primo posto e non abbiamo la Sua benedizione non abbiamo nulla. Siamo poveri.
Perchè venire qui a Medjugorje?
A tutti i pellegrini dico che a Medjugorje non si viene per i veggenti. Come vedete noi siamo uomini come tutti gli altri. Non siamo santi. Vogliamo essere santi, perchè anche noi, come tutti voi, siamo chiamati alla santità, ma allo stesso momento noi siamo come ogni altro uomo.
Non venire a Medjugorje per cercare segni; per vedere se gira il sole. Spesso la gente durante la santa Messa guarda il sole per cercare qualche segno. Il più grande segno sulla terra è la santa Messa. E’ il più grande segno che Gesù ci ha lasciato qui. Se Dio vuole darvi un segno ve lo darà anche senza cercarlo.
Non dimenticate che il più grande segno di Medjugorje è cambiare la nostra vita, iniziare una nuova vita con Dio e la Madonna. Ciò che è ancora più bello è portare questa nuova vita nelle vostre case e nelle vostre famiglie e testimoniare.
Ricordatevi quando la Madonna ha detto: “Cari figli, da questo momento voglio ciascuno di voi come Mio apostolo nel mondo per testimoniare”. Quando si parla di testimoniare non significa che dobbiamo andare in giro a parlare. A testimoniare con la lingua tutti siamo bravi. Dobbiamo testimoniare con la nostra vita, affinchè gli altri possano riconoscere Dio in noi e come Dio opera attraverso di noi. Questo è il più grande esempio che possiamo dare al mondo.
Tante volte sento chiedere dai pellegrini: “Ma cosa sta succedendo a questo mondo? Dove ci porta questo mondo?” Allora rispondo: “Chiediamoci cosa bbiamo fatto noi per questo mondo? Che esempio abbiamo dato? Quanto abbiamo pregato?” Perchè credo profondamente che con la preghiera e il digiuno possiamo fermare anche le guerre. Credo che possiamo cambiare anche questo mondo.
Spesso diciamo che siamo Cristiani Cattolici. Ma queste sono solo parole. Ciascuno di noi deve essere esempio di Cristiano. Tante volte vediamo persone nel bisogno, persone che non hanno nessuno, giovani negli orfanotrofi, persone anziane abbandonate negli ospizi… Spesso è sufficiente il nostro sorriso o una stretta di mano e non lo facciamo. E poi diciamo che siamo cattolici. Secondo me bisogna essere cattolici prima di tutto con le opere. Credo che abbiamo perso anche il sorriso dalle nostre labbra. Tutti quelli che hanno conosciuto Gesù e lo hanno nel proprio cuore devono essere felici e gioiosi. Dobbiamo trasmettere la nostra gioia agli altri.
I pellegrini mi chiedono: “Quanto è bella la Madonna?” Questa è una delle domande più belle. Se potessi almeno spiegarvi. Per tante cose non ci sono le parole giuste. Tante cose le senti nel cuore.
Vi posso dire che io vedo la Madonna come una persona normale, come vedo voi qui. Parlo con Lei e prego con Lei.
Ha l’abito grigio, il velo bianco, gli occhi azzurri, i capelli neri. La bellezza della Madonna è una cosa indescrivibile.
Quando eravamo bambini siamo rimasti sorpresi da questa bellezza. Le abbiamo chiesto: “Come mai sei così bella?” La Madonna sorrridendo ci ha detto: “Cari figli, sono bella perchè amo”. Per poter essere belli dovete amare. Credo che ognuno debba pregare per poter amare ogni uomo. E’ facile amare chi ci è simpatico, ma dobbiamo arrivare al punto di riconoscere in ogni uomo il nostro fratello.
Quello che interessa spesso i pellegrini sono i segreti. Chiedono: “Ma quando accadranno questi segreti? Cosa c’è con questi segreti?” Già la parola “segreto” fa pensare a cose negative o a catastrofi. Vi posso dire quello che dice la Madonna. “Non pensate troppo ai segreti, ma pregate”. Sono convinto che ogni uomo che ha messo Dio al primo posto nella sua vita non deve avere paura di nulla. Questo è il più grande segreto di ognuno di noi: che in ogni momento della nostra vita siamo pronti a venire davanti al Signore.
Vi invito: quando siete a Medjugorje approfittate di questo tempo per voi.
So che venite qui per alcuni giorni per andare in diversi posti. Ma io vi dico: “Fermatevi”. Approfittate di questi giorni per stare con Dio e la Madonna. Trovate il tempo per voi. Tsrovate il tempo per andare sulla Collina delle Apparizioni e parlare con la Madonna come con vostra madre. Alla Croce blu. sul Krizevac. In Chiesa. Aprite i vostri cuori alla Madonna.
Credo che la preghiera non sia solamente dire “Pater, Ave, Gloria”. Credo che la preghiera sia un dialogo con Dio e con nostra Madre Maria.
Questo è il tempo migliore per aprire il proprio cuore e donarlo nelle Sue Mani.
Pregherò per tutti voi, per le vostre intenzioni, per i malati. Nello stesso momento chiedo a voi di pregare per tutti noi a Medjugorje. Tutti abbiamo bisogno di preghiere. E’ bello rimanere sempre uniti nella preghiera.
Adesso preghiamo la Madonna per tutte le vostre intenzioni.
Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
Amen.
Ave Maria.
Regina della Pace,
Prega per noi.
Grazie mille.

Adesso c’è padre Marinko, il nostro parroco.
Fategli un applauso.

p. Marinko:

Questo è Jakov. Pieno di spirito. Pieno di gioia. Gli piace anche scherzare e ridere. E’ una gioia essere con lui.
Cari amici, vi dirò qualche parola dopo Jakov. Non ho tanto da aggiungere, perchè lui è testimone diretto. Lui vede la Madonna, ma c’è una cosa interessante: i veggenti dicono che anche noi possiamo vedere la Madonna come anche Gesù. Non conosciamo l’aspetto di Gesù e della Madonna, ma possiamo incontrare Gesù da dentro. Così anche Maria.
Un Vescovo racconta che appena ordinato ha cominciato a visitare la sua diocesi. E’ giunto in un convento e la madre superiore gli ha detto: “Io La conosco”. Il vescovo ha pensato: “Come fa a conoscermi? Non ricordo che ci siamo incontrati”. La superiora, vedendolo confuso, gli disse: “Quando si prega a lungo per qualcuno, allora lo si conosce molto bene”.
Possiamo conoscere Gesù nella preghiera. Conoscere Dio nella preghiera. Ma possiamo conoscere anche noi stessi e gli altri. Se preghi per gli altri e per l’amore verso gli altri allora conoscerai nel profondo le persone e anche te stesso.
Cos’è Medjugorje? E’ l’apertura degli occhi e del cuore.
La Madonna ci dice nell’ultimo messaggio: “Aprite i vostri cuori per capire la grazia che Dio vi da attraverso di Me”. Aprite i vostri cuori. Aprite i vostri occhi.
Ecco cari amici, noi vediamo questi fiori davanti a noi… Per me Medjugorje è l’apertura degli occhi per vedere la bellezza delle creature di Dio, per capire che io sono un essere di Dio, che tu sei mio fratello e mia sorella. Di questo spesso non siamo consapevoli.
Medjugorje è un risveglio. Un sacerdote racconta: “Sono sacerdote da trent’anni e non avevo mai parlato ai miei fedeli del digiuno. Non riesco a capire come mai leggendo la Bibbia non abbia visto questo invito, questa chiamata, al digiuno. Ne sono diventato consapevole a Medjugorje.
Tante persone che vengono qui provano proprio questo, perchè qui non c’è nulla di particolare. Ma proprio questo è ciò che conta: vedere qualcosa di particolare nel quotidiano. Quando tornate a casa vostra vedete in modo particolare il volto di vostra moglie, di vostro marito, dei vostri genitori, fratelli e sorelle. Dovete vedere la bellezza della vostra casa, di tutto quello che avete. Vedere ciò che c’è di giusto che c’è nella persona con cui vivi; scoprire il bene che c’è nel mondo. Scoprire la bellezza di questo fiore e delle creature di Dio.
Cari amici, questo è un mistero. Noi non siamo consapevoli di ciò; spesso non vediamo questa grazia che Dio ci da ogni giorno. Perchè? Perchè il nostro occhio e il nostro cuore è attratto da quello che non abbiamo. Ogni giorno ci vengono mostrate pubblicità che ci invitano a comprare ciò che ci manca e che ci dicono che saremo felici quando avremo tali oggetti.
Invece Maria ci dice: “Hai tutto. Non ti serve tanto per essere felice, perchè hai tutto. Apri gli occhi. Apri il tuo cuore”.
Medjugorje, cari amici, è il ritorno a Dio. Perchè noi ci allontaniamo; perdiamo i sentimenti; ci abituiamo gli uni agli altri; ci abituiamo alle cose che abbiamo. Cia abituiamo e non osserviamo più. Non preghiamo. Tutto ci diventa monotono. Diventiamo saturi e il cuore si indurisce.
Medjugorje è un risveglio, è un ritorno. Come il Figliol prodigo. E’ un ritorno, un nuovo inizio. Un ritorno nelle Braccia del Padre Misericordioso attraverso la confessione. Cari amici, la confessione è grazia. E’ abbracciare il Padre Misericordioso e sentire le parole: “Figlio, figlia, io ti amo. Tu sbagli, ti allontani da Me, ma Io non ti lascio”.
La Madonna una volta ha detto: “Io vi amo anche quando siete lontani da Me”.
Cari amici, nella confessione si scopre chi è Dio. Scopri chi sei e capisci: “Non sono stato rifiutato. Dio non mi ha rigettato. Dio mi ama”. E’ importante credere a questo.
Credi in questo momento che Dio ti ama, che tu sei il suo essere amato e prezioso, che Dio non ti ha cancellato, perchè se credi ciò tu sarai un uomo felice. Tu ripartirai. Tu gioirai. Esulterai di gioia.
Cari amici, qui la Madonna ci invita alla Sua scuola. Medjugorje è una scuola di preghiera. In modo particolare di preghiera col cuore. La Madonna dice: “Voglio insegnarvi a pregare col cuore”.
Tutti voi avete imparato a pregare. Magari vi siete anche fermati, così la preghiera non è più interessante. Magari non hai progresso nella preghiera. Non capisci il senso della preghiera. La Madonna qui ci insegna come pregare ed il senso della preghiera. Un senso, cari amici, è di imparare a vivere con Dio.
Durante il santo Rosario, la Santa Messa, l’Adorazione Eucaristica io guardo Gesù. Io guardo Maria. Io mi ispiro a Loro. Chiedo Loro Consiglio. Imparo da Loro. In modo che nel quotidiano possa vivere con Loro e vivere come loro.
Un’immagine di cos’è la preghiera e di cosa succede durante la preghiera sono quei due discepoli che da Gerusalemme vanno a Emmaus. Questa è una bellissima immagine che ci parla di loro e di noi stessi. Sono delusi. Tornano a casa e dicono: “Noi abbiamo sperato che Gesù fosse il Salvatore e liberasse Israele”. Questo non è avvenuto. Sono delusi, perchè avevano delle aspettative e immaginavano cosa Gesù avrebbe dovuto fare. Tutto questo è crollato e così sono tristi. Cari amici, spesso anche noi siamo così all’inizio della Messa o della preghiera. Ma cosa succede con i discepoli? Sulla strada verso Emmaus incontrano Gesù e avviene la trasformazione. Ascoltano Gesù. A Emmaus vedono come spezza il pane e si cambia il loro cuore. Cambia il loro modo di vedere e si aprono i loro occhi. Tornano a Gerusalemme diversi.
Ecco, cari amici. Questo è quello che dovrebbe avvenire anche in noi durante la preghiera. Cioè dobbiamo ascoltare Gesù; sentire cosa Lui dice e cosa Lui pensa; guardare come Lui guarda. Permetti a Gesù che Lui ti cambi e vedrai come il tuo cuore si apre e tu sarai diverso dopo la Messa. Devi tornare a casa diverso. Gioioso; con l’amore nel cuore; con la fede più forte; con la speranza.
Cari amici, questo è quello che la Madonna vuole, perchè Lei ci parla della Sua esperienza, di ciò che Lei ha provato. Lei ha vissuto con Dio. Lei non ha vissuto da sola. Noi spesso viviamo da soli, senza Dio. Allora penso da solo e baso tutto sulle mie opinioni, sul mio modo di vedere e di pensare. Maria ci insegna che dobbiamo vivere con Dio. Guardate il Suo esempio nel tempio: Lei ha perso Gesù; Lo cerca e Lo trova. Lo rimprovera: “Ma Figlio, perchè ci hai fatto questo?” Questo è il Suo modo di vedere, il Suo modo di pensare. Ciò che è importante è che Maria sempre esprime il Suo modo di vedere, la Sua opinione: “Come sarà questo? Io non ho marito”; “Figlio, perchè ci hai fatto questo?”; “Non hanno più vino”… Sempre pronuncia il Suo pensiero, ma quello che è importante è che non rimane mai chiusa nel Suo modo di pensare e di vedere. No. Lei si apre e chiede cosa Gesù pensa. Cerca come Gesù guarda ciò. Non conta solo come io guardo. Maria fa entrare le Parole di Gesù nel Suo Cuore e permette che La cambino e La modellino.
Cari amici, questa è l’immagine di almeno due cose: della preghiera col cuore e della nostra comunicazione. La Madonna ci insegna come comunicare con gli altri. Dobbiamo esprimere la nostra opinione. Ciascuno di noi ha la propria opinione; questo è normale. Il problema sorge quando io rimango indurito, se non mi apro, se non ascolto la tua opinione e il tuo modo di vedere. Se io non mi apro a Gesù e al Suo modo di vedere. Se non mi chiedo cosa Lui vede in te. Io in te vedo il negativo, ma cosa vede Gesù? Quando qualcuno ti fa del male tu vedi solo nero davanti a te. Allora devi venire davanti alla croce di Gesù. La Madonna dice: “Pregate davanti alla croce. Prendi la croce tra le mani e guarda le Ferite di Gesù, affinchè possano guarire le tue ferite”. Dobbiamo guardare Gesù e chiedere: “Gesù, Tu come vedi quell’uomo che io non amo?” Allora vedrai come cambia il tuo modo di vedere, come Gesù vede qualcosa di buono in quella persona che tu non hai visto prima.
Questo significa vivere con Gesù. Vivere con Dio e non da solo. Mai da solo.
Maria ci insegna la preghiera col cuore. Ci dice che dobbiamo sempre andare in profondità: dalla testa al cuore. Noi spesso ci fermiamo in superficie. Guardiamo il mare. Se ci fermiamo in superficie spesso troviamo delle onde. Anche noi in preghiera spesso siamo inquieti. Ci vengono diversi pensieri come onde. Invece dobbiamo imparare a scendere nel profondo. Come quando in mare vai nel profondo ed è sempre più calmo, così anche in te. In superficie ci sono onde e in profondità c’è pace. così anche noi dobbiamo scendere in profondità e imparare a pregare col cuore.
Un modo semplice… La Madonna dice: “Ripetete le giaculatorie con il cuore”. Ripeti queste parole: “Gesù grazie”. Ripetila 15, 20 volte. Ripetile piano, in silenzio. Ripetile a casa, nella natura, quando aspetti il pullman. Ripeti col cuore queste parole. Oppure: “Gesù, io ti amo”. Oppure anche semplicemente il nome “Gesù”. Metti questo Nome nel respiro. Impara a respirare con questo nome. Il tuo cuore impara a vivere con questo nome. Questo nome entra nel tuo essere e vedrai che in te cambia tutto.
Prega per l’amore, per la fede e la speranza. “Gesù, risveglia in me l’amore”. In modo particolare se hai qualcuno che non ami; qualcuno che è un peso per te; qualcuno che ti ha fatto del male… “Gesù risveglia l’amore in me per quella persona”. Così che l’amore comincia a guarire il tuo cuore, perchè i sentimenti negativi ti avvelenano, ti appesantiscono e oscurano il tuo sguardo. Prega per l’amore, perchè esso guarisce e purifica. E’ una medicina. Voi sposati dovete ogni giorno pregare l’uno per l’altra e chiedere: “Gesù dammi l’amore verso mia moglie, verso mio marito”.
“Risveglia in me l’amore verso di Te. Verso la preghiera, la santa Messa, la Tua Parola”. La Madonna dice: “Innamoratevi di Gesù. Innamoratevi del Santissimo Sacramento dell’Altare”. Quando ti innamori, quando in te si risveglia l’amore, tu preghi volentieri; tu vai a Messa con gioia. Lascerai certe cose e dirai: “basta!” Adesso è il momento per Gesù. Così sarai come Maria, sorella di Marta, nel giorno in cui dirai: “Stop!”
Solo Dio è importante. Null’altro. Voglio vivere con Lui. Ascoltare la Sua Parola. Come Maria ricevere la Sua Parola nel cuore. Come Maria ricevere consiglio da Gesù.
Un detto suona così: “Dimmi come impieghi il tuo tempo e io ti dirò cosa riempie il tuo cuore”. “Dimmi per cosa hai tempo e io ti dirò chi sei”. Ti dirò quali valori riempiono il tuo cuore.
Ecco, cari amici, preghiamo affinchè l’amore si risvegli in noi per poter essere come Maria, sorella di Marta, lasciando le varie attività. Le attività sono importanti, ma dobbiamo imparare a fermarci per aprirci a Dio e ascoltare. La preghiera è più ascolto che parlare. Aprire il cuore e abbandonarsi a Dio con fiducia. Per questo è importante ripetere le parole: “Gesù, confido in Te”. Dieci, quindici, venti volte. “Gesù, io confido in Te”. Apri il tuo cuore, affinchè impari a vivere con fiducia. Fiducia nel Signore che guida tutto, che qualsiasi cosa succeda sei nelle Sue Mani.
Un’altra cosa importante è imparare ad accettare. La Madonna ci insegna ad accettare la croce, la sofferenza. Attraverso il Krizevac e la Collina delle apparizioni ci invita ad uscire dalla nostra valle e a salire sui monti. Tante persone ci dicono che in loro sono avvenute trasformazioni.
Una donna poco fa ha detto che pioveva. Con il suo gruppo stava andando sul Krizevac e dentro di sè brontolava e mormorava: “Perchè devo salire con il gruppo sotto la pioggia”. Dentro di lei c’era rabbia. Quando è arrivata davanti alla croce ed è scesa nel profondo ha capito. Questa donna ha aggiunto: “Io faccio così sempre nella vita. Brontolo e chiedo sempre perchè. Lì ho imparato ad accettare la croce. Solo lì ho capito la seconda stazione della Via Crucis quando Gesù prende la croce e mi invita: ‘Prendi e accetta la tua croce’”.
Quando accetti la croce ti cambia. Cambia tutto. Tutto diventa diverso. Non è più difficile e amara.
San Francesco dice: “Quello che era amaro adesso è dolce”.
Questo ci insegna il Krizevac.
Dì anche tu “sì” alla croce, “sì” a quello che è difficile, “sì” alla malattia. “Sì” alla persona con cui vivi. Dille: “Io ti prendo oggi di nuovo per mio marito o per mia moglie. Mi assumo di nuovo tutti gli impegni che la vita mi da”.
Se il giorno è bello lo accetto. Se c’è pioggia dico “sì”. Accetto ciò che è bello, ciò che è difficile, ciò che è pesante.
L’importante, cari amici, è accettare, perchè allora avverrà il cambiamento in te. Allora tu vedrai che nulla è difficile.
Cari amici… Ecco. Ci fermiamo qui. Perchè non è giusto parlare troppo. La Madonna non ci invita qui a parlare, alla teoria, ma alla pratica. Lei dice: “Pregate”.
Ci dice: “Andate a Messa”. Ci invita ad un’esperienza. Bisogna avere esperienza, cioè imparerete a pregare attraverso la preghiera. Imparerete cos’è la Messa attraverso la Messa. Conoscerai Gesù attraverso la Messa e la preghiera. Perciò ci invita: “Adorate Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare”. “Pregate davanti alla croce”. “Digiunate col cuore”. “Andate a Messa col cuore”. Sempre più profondamente. “Confessatevi”. Incontriamo il Padre Misericordioso per sentire le parole: “Ti è stato perdonato”. “leggete la Parola di Dio”. San Francesco dice: “Quando leggo la Parola di Dio io chiedo ‘cosa mi consigli, cosa mi stai dicendo?’”
La Madonna dice: “Andate nella natura per scoprire Dio Creatore. In ogni fiore voi potete scoprire la Sua bellezza”.
Ecco, cari amici, in breve cosa ci dice qui la Madonna. Ci dice che attraverso la preghiera noi arriviamo a Gesù e alla pace.
Grazie per la vostra attenzione.

 

Fonte: IdM (Andrea Bianco)