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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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domenica 19 febbraio 2017

Video – Medjugorje: Venerazione della Croce del 17 Febbraio 2017, guidata da Fra Marinko Šakota

 

Venerazione della Croce del 17 Febbraio 2017,
guidata da Fra Marinko Šakota

- Insegnaci a fare come hai fatto Tu...
Apri i nostri cuori
e facci conoscere il tuo Amore.

Canto: Santo è il Signor! Santo è il Signor!
Santo è il Signore Iddio! Santo è il Signor!

- O Gesù, Maria, tua Madre e nostra Madre, ci invita a pregare davanti alla Croce, perché dalla Croce vengono tante grazie. O Gesù, apri i nostri cuori, verso di Te, sospeso sulla Croce.

Canto: Domine Jesu (X4), Jesu...

- Gesù, una grazia speciale che viene dalla Croce è la grazia dell’accoglienza della croce. Ti prego, Gesù: aiutaci ad accogliere la croce, accogliere noi stessi, accogliere gli altri e le difficoltà della vita, dire Sì alla croce, come Tu, Gesù.

Canto: Bless the Lord, my soul, and bless His Holy Name.
Bless the Lord, my soul: He rescues me from death!
(Benedici il Signore, anima mia, e benedici il suo Santo Nome!
Benedici il Signore, anima mia: Lui mi libera dalla morte!) (cfr. Salmo 102).

- Gesù, ti preghiamo ancora per una grazia dalla Croce: la grazia del perdono. Tu ci in segni a perdonare nelle peggiori situazioni. Aiutaci, Signore, e donaci la forza di perdonare come Tu hai perdonato.

Canto: Insegnaci, Signore, a perdonare come anche tu ci hai perdonato!
Insegnaci, Signore, ad amare, come anche tu ci hai amato!
Signor Gesù (X3), pietà di me! (bis)

- Gesù, un’altra grazia che viene dalla tua Croce è il tuo Cuore aperto. Signore apri i nostri cuori, facci conoscere il Tuo Cuore e il tuo Amore.

Kyrie, eleison... Benedizione sacerdotale.

- Andate in pace!

Canto finale: Ave, Maria, Ave! Ave, Maria, Ave! (bis)

Fonte: IdM (Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

sabato 18 febbraio 2017

«Abbandonatevi totalmente a me »


... Solo il giovedì la Madonna dice i messaggi a noi e li trasmette tramite Marija. Le altre sere la Madonna viene, saluta, ci benedice, prega per la pace e va via.
Questa è la situazione con i veggenti.
Le apparizioni in questi giorni durano tre, quattro minuti. La lunghezza dipende dalla Madonna.
Il messaggio principale è la presenza della Madonna, anche se non ci dà un messaggio è qui, prega per noi.
Gli altri messaggi sono come le direttive per la strada: pace, conversione, fede, digiuno e preghiera.
Parlando della pace, preghiera, digiuno, conversione si può dire molto e si scrivono i libri su questo tema.
La Madonna non fa la teoria della preghiera e del digiuno, ma ci invita come quando una madre comincia a far fare i primi passi a suo figlio. Non parla sulla teoria dei passi, lo prende per mano, una volta, due volte, tre volte finché il figlio non è pronto a camminare da solo. Così anche qui tutte le spiegazioni della preghiera, del digiuno vengono a noi come servizi della Chiesa.
Allora, più che fare teoria sulla preghiera, bisogna cominciare a pregare se vogliamo seguire la Madonna e se vogliamo capire perché il digiuno. Concretamente la Madonna domanda cinque cose: ogni giorno il Credo, sette Padre Nostro, Ave e Gloria, il Rosario intero, leggere la Bibbia, due giorni alla settimana digiuno e confessione mensile. Questo è un invito, soprattutto, voglio dire, per quanto riguarda il digiuno. Ci invita. Se, per esempio, uno non può digiunare o se non vuol digiunare non deve confessarsi, perché non ha digiunato. è un invito della Madre e tutti quelli che hanno sentito, riconosciuto la voce della Madre celeste in questi avvenimenti, lo faranno come possono.
è bene digiunare, io vi dico. Ognuno di noi può digiunare e anche pregare.
Perché il Credo e i sette Padre Nostro? è una cosa semplice. Io credo che dobbiamo sempre capire dal punto di vista dell'educazione. La Madonna ha domandato il Credo come decisione: decidersi ogni giorno.
I sette Padre Nostro sono come una preghiera concreta, ma il sette è anche un simbolo: i sette giorni della creazione, i sette sacramenti, i sette dolori e le sette gioie della Madonna: è un numero che significa pienezza della gioia e del dolore.
E’ una preghiera concreta. Io posso dire che la Madonna ha trovato una piccola cosa, così che nessuno di noi possa trovare una scusa e dire: « Non posso cominciare ».
Se la Madonna avesse detto: « Meditate un'ora al giorno », tanti avrebbero detto: «lo non so meditare, non posso». Vedete che la Madonna non fa la teoria.
Poi domanda il Rosario intero. Forse qualcuno di voi si sente come uno che mi ha telefonato dall'Austria e mi ha chiesto: « Che cosa domanda la Madonna?». Io ho detto: «II Credo, sette Padre Nostro, il Rosario intero». Ha detto: «Quale parte del Rosario?». «II Rosario intero » ho detto. Di nuovo ha domandato: « Quale parte? » dico: « No, il Rosario intero ». Mi ha detto: « Chi lo può pregare? ».
Sembra molto, ma quando si incomincia non è molto.
Perché la Madonna domanda il Rosario intero? Il Rosario è la preghiera nella tradizione della Chiesa, molto radicata. Questa preghiera è preghiera biblica, meditativa, ed ha uno scopo speciale di avvicinarci a Gesù, meditando i misteri della sua vita e della vita della Madonna.
Qui si vede di nuovo l'educazione della Madonna: pregando i misteri del Rosario dovrebbe succedere che ci avviciniamo a Gesù. Se la Madonna dicesse: «Avvicinatevi a Gesù» tanta gente non saprebbe come fare, ma quando dice « il Rosario » è molto concreto, posso cominciare. Ha detto: «Si deve pregare col cuore», cioè meditando, facendo che la preghiera del Rosario proprio ci avvicini a Gesù e alla vita della Madonna.
E così, se vogliamo pregare bene il Rosario, dobbiamo anche leggere la Bibbia: ogni giorno, allora, la Bibbia e il Rosario. Voglio dire che se qualcuno dice il Rosario, non deve viverlo come un fariseo, come è descritto nel Vangelo: «Io ho pregato centocinquanta Ave Maria». Non si tratta di centocinquanta Ave Maria, si tratta di avvicinarsi a Gesù; ma i primi passi, io credo, si devono fare proprio così, pregando il Rosario, meditandolo.
E’ molto importante ricordare il messaggio nel quale la Madonna ha detto: «Io vi invito alla preghiera più attiva e alla partecipazione alla Messa». Ha detto: «Io voglio che la Messa diventi una esperienza viva di Dio » .
Ho parlato del Rosario come una preghiera di famiglia: è bene sapere cosa significa preghiera attiva. lo vi domando perciò: chi organizza la preghiera nella vostra famiglia? Chi è attivo? Chi dice: «Adesso preghiamo, ho preparato un brano della Bibbia, lo preghiamo? ».
Chi spegne la televisione? Chi è che stacca il telefono per pregare un'ora senza essere disturbato? Se non togliete queste cose non si può pregare nelle famiglie.
Qualcuno mi ha detto: « Quando prego sono distratto ». lo ho detto: Guarda: non cercare che ogni giorno il Signore faccia il miracolo sulla tua preghiera. Per me sarebbe un miracolo se tu pregassi raccolto, perché per pregare bene si deve avere un posto, un angolino nella casa dove c'è una Croce, una Bibbia, un'immagine, come una candela per far chiara la situazione. Voi tutti che avete studiato sapete che non si può studiare al buio. Per studiare si deve trovare un posto per essere tranquilli. Così anche per la preghiera. Allora queste attività esteriori sono necessarie per pregare.
Alcuni giorni fa un po' per ridere hanno domandato: « perché esistono le nonne nel mondo?». è stato risposto «per organizzare la preghiera».
Ma se è solo la nonna nella famiglia che organizza la preghiera tante volte non saprà cosa dire. Allora fate attenzione: io conosco delle famiglie dove il padre dice: tu martedì, venerdì o mercoledì, devi preparare la preghiera, come vuoi, con brani del Vangelo, con salmi, con canti. E quando si comincia a pregare così si vede che la preghiera è molto importante. Se volete diventare attivi in questo senso: organizzate la preghiera. Ma per l'attività interiore è molto importante un altro messaggio. La Madonna ha detto: «I vostri cuori sono ancora presi dalle cose terrene, siete preoccupati».
Allora se qualche cosa ci preoccupa molto, non possiamo raccoglierci, non possiamo pregare. E il digiuno ci aiuta.
Allora, approfondire la nostra preghiera è preparare il cuore alla preghiera.
Ho tantissime testimonianze dove si dice: quando digiuno prego più facilmente, mi raccolgo più facilmente. Allora è l'attività interiore lo scopo dell'attività esteriore.
L'attività interiore la Madonna l'ha domandata diverse volte, con altre parole, quando ha detto: «Pregate col cuore».
Anche dopo Pasqua ha detto una volta «Pregate col cuore».
Perché la Madonna domanda tante preghiere? La Madonna domanda la preghiera non per perdere tempo, ma per avere la gioia. Ha detto: «Pregate, pregate, pregate, nella preghiera avrete la gioia più profonda e troverete la soluzione per tutte le situazioni difficili». Guardate non esiste nessun uomo che non desideri la gioia, ma sono molti quelli che non vogliono pregare, che non vogliono prendere il mezzo per avere questa gioia più profonda. Voi conoscete la storia dei due discepoli di Emmaus, disperati dopo il Venerdì Santo. Tutta la loro vita si poteva compendiare in quello che loro hanno detto: « Noi abbiamo sperato: adesso niente ».
Pensate a quella frase. Uno straniero si accompagna e incomincia a parlare con loro e questo straniero parla sulla sofferenza, sul Messia e così dimenticano le loro preoccupazioni e verso sera dicono: «Resta con noi ».
E quando hanno spezzato il pane in questo straniero hanno riconosciuto Gesù.
Io dico che se questi due avessero detto allo straniero: «Lasciaci in pace, abbiamo le nostre preoccupazioni, siamo disperati » non avrebbero avuto questa gioia, questo incontro che dà nuova forza. Pregare allora significa andare con Gesù, lasciarlo fare, lasciarsi spiegare anche la sofferenza, le difficoltà, sedersi con lui a spezzare il pane. Se facciamo solo un ciao, un piccolo segno di Croce, non possiamo avere questa gioia di cui parla la Madonna.
Nel messaggio del 13 giugno ha detto: «Pregate e supererete ogni stanchezza. Io so che siete stanchi ma la ragione è perché non sapete abbandonarvi. Abbandonatevi in questi giorni totalmente a me»: questo vale per la stanchezza fisica e anche per la stanchezza dell'anima. Nella preghiera si può trovare il riposo fisico, ma interessa di più questa stanchezza dell'anima, del cuore. Guardate il divorzio nelle famiglie è un segno di stanchezza, di non perdonare gli uni agli altri. Per esempio la droga è anche segno di stanchezza. Tantissimi sono stanchi della vita, della sofferenza.
Questo è un grande segno della stanchezza del mondo. Sembra che non abbiamo forza nell'anima per perdonare, per riconciliare e la Madonna ci dice: «Pregate e supererete ogni stanchezza». Ora, nessuno di noi vuole essere stanco nell'anima, nel cuore. Qualche volta quelli che non vogliono pregare dicono: « La Madonna domanda molto tempo, io devo lavorare ». Allora deve esserci la gioia, per superare la stanchezza e avere la pace e così potersi riconciliare. Questo è lo scopo della nostra preghiera: per aprirci ai doni dello Spirito Santo. Se non ci apriamo restiamo senza questa realtà.
Gli ultimi due messaggi li potete anche leggere all'entrata della chiesa dovevano prepararci un po' all'anniversario. Nel penultimo ha detto: «Vi invito all'amore, prima per i vostri familiari. Incominciate dalla famiglia e dopo potrete accettare e amare tutti quelli che vengono».
Ha detto: «In questa Parrocchia verranno tutti i giorni da tutte le nazioni».
La Madonna non vuole che noi qui diventiamo farisei: amare i pellegrini e non amare nelle case, parlare ai pellegrini della pace nel lavoro, nella famiglia...: «Cominciate nelle famiglie».
Questo è un messaggio anche per voi, per poterci amare anche quando non abbiamo tempo per voi. Dovete cominciare dalle vostre famiglie.
Le altre cose le potete leggere: per i messaggi c'è un libro «Aprite i vostri cuori a Maria Regina della pace» dei gruppi di Milano e Lecco.
Qui volevo darvi soltanto uno stimolo per pregare, per digiunare. Vedrete che cosa vi succederà se avrete ascoltato e seguito la chiamata della Madonna.

da
ABBANDONATEVI TOTALMENTE A ME
Meditazioni di P. Slavko Barbaric dal gennaio al giugno 1985
Milano 1996

giovedì 16 febbraio 2017

Un Messaggio a caso: Messaggio a Marija del 25 maggio 2006

Messaggio a Marija del 25 maggio 2006
"Cari figli, anche oggi vi invito a mettere in pratica e a vivere i miei messaggi che vi do. Decidetevi per la santità, figlioli, e pensate al paradiso. Solo così avrete la pace nei vostri cuori che nessuno potrà distruggere. La pace è un dono che Dio vi dà nella preghiera. Figlioli, cercate e lavorate con tutte le forze, affinché la pace vinca nei vostri cuori e nel mondo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. "

La Beata Vergine Maria, nei suoi molteplici messaggi, ci ha ricordato l’importanza delle sue parole, rivolteci nel corso delle sue apparizioni. Ci ha detto: “Cari figli! Non siete coscienti di tutti i messaggi che vi do” (15.11.1984). “Vivete, accogliete ed ascoltate i miei messaggi” (21.3.1985). “Vi invito a vivere nell'umiltà tutti i messaggi che vi sto dando” (20.9.1985). «Rinnovate i messaggi che vi sto dando.» (26. 9. 1985.) “Se vivrete i messaggi, voi vivrete il seme della santità” (10.10.1985). “Il mio invito a vivere i messaggi che vi do, è quotidiano. In modo particolare, figlioli, vorrei avvicinarvi di più al Cuore di Gesù” (25.10.1988). “Leggete ogni giorno i messaggi che vi ho dato e trasformateli in vita” (25.12.1989). “Vivete i miei messaggi e mettete nella vita ogni parola che io vi do” (25.6.2002).

I messaggi della Madonna non sono nient’altro che il Vangelo espresso con parole più semplici, con il suo cuore materno. Si tratta di parole che tutti possono comprendere. Una cosa è certa: le intenzioni di Maria sono serie, non desidera certo prendersi gioco delle nostre vite.

La santità è l’obiettivo che Maria, nostra Madre, c’incita a raggiungere ed a vivere quotidianamente. Una mamma desidera sempre il migliore per i propri figli. Nel messaggio del 25.5.1987 ci dice: “Desidero che ognuno di voi sia felice qui sulla terra e che ognuno di voi sia con me in Cielo”. È certo che non è venuta tra noi per sottrarci qualcosa o per privarci delle felicità della vita. Lei sa bene che soltanto con Dio possiamo esser felici in questa nostra vita terrena. Lei è piena di grazia proprio perché è piena di Dio, che ci dona ed al quale ci guida.

San Paolo ci dice: “La nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo” (Fil 3, 20). Maria, la nostra Madre Celeste, in questo messaggio desidera orientare i nostri cuori, invitandoci a pensare al paradiso. Nel paradiso, nel cielo, si entra oggi, qui, sulla terra, dipende da quale parte scegliamo di stare. Qui decidiamo se credere in Dio ed affidargli tutti i nostri affanni, oppure se dibatterci nell'angoscia.

L’esperienza ci dice quante siano le cose che rubano la pace all’uomo. Tante sono le fonti dell’inquietudine. Preoccupazioni, frenesia, smoderatezza, il non voler accettare se stessi e le situazioni della vita, sono soltanto alcune delle cause dell’inquietudine. Maria conosce bene le nostre paure, le inquietudini e le ansie. Per questo ci si rivolge con questo messaggio, proprio come nostra madre.

“Manifesta al Signore la tua via, confida in lui: compirà la sua opera” (Sal 37, 5).

Questa è la strada per arrivare alla pace che solo Gesù può donarci. Egli ci dice: “E perché vi affannate, osservate gli uccelli del cielo ed i gigli del campo. Il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno (cfr. Mt 6). È sicuro che dobbiamo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità, per poi affidarci a Dio, pieni di fiducia. Maria ci ha tante volte parlato, così come l’intera tradizione cristiana, dei mezzi per raggiungere la pace. Si tratta della preghiera e del digiuno. Essi non servono per apparire migliori agli occhi della gente. Lo scopo della preghiera e del digiuno è trovare un luogo nel proprio cuore dove stare a tu per tu con Dio. In noi c’è un luogo di silenzio in cui Dio governa. È il Regno di Dio in noi. In questo spazio cessano gli affanni. Quando raggiungo la pace, Dio che è nel mio cuore, allora non devo più preoccuparmi d’essere all’altezza di soddisfare le aspettative degli altri. La gente, con le sue aspettative ed i suoi giudizi, non ha accesso nel luogo in cui Dio dimora in noi. Dio è davvero liberazione autentica dell’uomo dalle proprie preoccupazioni. Che le parole dei messaggi della Madonna ci conducano, anche oggi, a vivere l’esperienza della pace, a vivere l’esperienza dell’incontro con Dio.

P. Ljubo Kurtovic
Medugorje, 26 maggio 2006

mercoledì 15 febbraio 2017

Senza il cuore aperto la grazia non può entrare

Dio da la grazia, ma vuole vedere i cuori aperti. Senza il cuore aperto la grazia non può entrare. Dio onnipotente può fare tutto, ma se non vede il cuore puro e aperto… Dio non è tirchio: da la grazia in abbondanza, ma per quelli che sono pronti. Come è possibile che alcuni sono sempre in Chiesa, alla santa Messa, con il Rosario in mano a destra o a sinistra, e poi non parlano con il proprio padre, il proprio vicino o peggio li odiano? E prendono sempre la Comunione, perché dicono: “Non sono colpevole”. Colpevole è il cugino. Colpevole è la moglie… Come Adamo ha detto: “Colpevole è Eva”. Eva dice: “Non sono colpevole. Colpevole è il serpente”. Anche il serpente dice: “Non sono colpevole. Colpevole è il pappagallo o il coccodrillo”. Sempre tutti noi siamo innocenti, buoni e bravi. Anche voi pensate così: che siete innocenti, buoni e bravi. Io sono d’accordo, ma dove sono quelli che sono cattivi? Loro verranno la settimana prossima in pellegrinaggio. (risata generale) Qui sono tutti angeli e alcuni arcangeli. Ma quando abbiamo problemi con alcune persone, specialmente con quelle vicine, noi siamo sempre colpevoli. Dobbiamo chiedere perdono a Dio e agli altri. Per spiegare meglio questa tesi ho ripetuto questa storia mille volte e la ripeterò adesso. E’ una storia conosciuta riguardante una famiglia giovane che si è trasferita da un villaggio in una città. Dopo alcuni giorni la moglie ha guardato fuori dalle finestre e ha visto che la vicina stendeva la biancheria che non era bianca. Era sporca e piena di macchie. Lei ha chiamato suo marito e gli ha detto: “Guarda quella poverina. Non sa neanche lavare la biancheria”. Questo è accaduto alcune volte al mese. Un giorno, mentre lei faceva i servizi in casa, ha guardato fuori dalla finestra ed è rimasta sorpresa, perché la roba della vicina era stesa e per la prima volta era bianca. Lei ha chiamato suo marito e gli ha detto: “Guarda. Quella poverina finalmente ha imparato come si lava”. Il marito è venuto, ha guardato e ha detto: “Io non so cosa ha imparato lei, ma questa mattina io ho lavato le finestre di casa nostra”. (risata generale) Sempre quando critichiamo e giudichiamo gli altri abbiamo da correggerci. Quanto dobbiamo perdonare ed amare.

(padre Danko Perutina uno dei frati della parrocchia di Medjugorje )

sabato 11 febbraio 2017

Nostra Signora di Lourdes

 

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Giornata internazionale del malato

 

Docili all'invito della tua voce materna, o Vergine Immacolata di Lourdes, accorriamo ai tuoi piedi presso la grotta, ove Ti degnasti di apparire per indicare ai peccatori il cammino della preghiera e della penitenza e per dispensare ai sofferenti le grazie e i prodigi della tua sovrana bontà.
O candida Visione di Paradiso, allontana dalle menti le tenebre dell'errore con la luce della fede, solleva le anime affrante con il celeste profumo della speranza, ravviva gli aridi cuori con l'onda divina della carità. Fa' che amiamo e serviamo il tuo dolce Gesù, così da meritare la felicità eterna.

Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio. Amen.

Visitiamo spiritualmente la grotta di Massabielle con l'ausilio della web cam
a questo link:

Grotta di Massabielle

Giovedì 11 febbraio 1858: L'incontro

Accompagnata da sua sorella e da una sua amica, Bernadette va a Massabielle, lungo il torrente Gave, per raccogliere della legna secca. Mentre si toglie le calze per attraversare il ruscello, sente un brusio simile ad un colpo di vento; alza lo sguardo verso la

Grotta: "HO VISTO UNA SIGNORA VESTITA DI BIANCO: AVEVA UN VESTITO BIANCO, UN VELO BIANCO, UNA CINTURA CELESTE E UNA ROSA GIALLA AI PIEDI". Bernadette fa il segno della croce e comincia a recitare il Rosario insieme alla Signora. Alla fine della preghiera, la Signora scompare all'improvviso.

Domenica 14 febbraio: L'acqua benedetta

Bernadette sente dentro di sè una forza che la spinge a ritornare alla Grotta, nonostante la proibizione dei genitori. Vista la sua insistenza la madre glielo permette. Dopo la prima decina di rosario vede apparire la stessa Signora. Bernadette getta verso questa figura dell'acqua benedetta. La Signora sorride e china il capo. Di nuovo, terminata la preghiera, la Signora scompare.

Giovedì 18 febbraio: La Signora parla

Per la prima volta la Signora parla. Bernadette le porge carta e penna chiedendole di scrivere il suo nome. La Signora allora le dice: "Non è necessario!" E aggiunge "Non ti prometto di renderti felice in questo mondo ma nell'altro. Vuoi farmi il favore di venire qui per quindici giorni?"

Venerdì 19 febbraio: Apparizione breve e silenziosa
Bernadette va alla grotta con una candela benedetta e accesa. Da questo gesto deriva la tradizione di accendere delle candele alla grotta.

Sabato 20 febbraio: Silenzio

La Signora le ha insegnato una preghiera personale. Alla fine della visione Bernadette prova una grande tristezza.

Domenica 21 febbraio: "Aquero"

La Signora appare a Bernadette di buon mattino, molto presto. Un centinaio di persone l'accompagnano; successivamente il commissario di polizia Jacomet la interroga per farsi raccontare ciò che ha visto; Bernardette non gli parla d’altro che di "Aquero" ("quella lì")

Martedì 23 febbraio: Il segreto

Circondata da circa cinquecento persone, Bernadette va alla Grotta. L'Apparizione le rivela un segreto "SOLO PER LEI"

Mercoledì 24 febbraio: Penitenza!

Messaggio della Signora: "Penitenza! Penitenza! Penitenza! Prega per la conversione dei peccatori! Bacia per terra per la conversione dei peccatori!"

Giovedì 25 febbraio: La sorgente

Sono presenti circa trecento persone. Bernadette racconta: "MI HA DETTO DI ANDARE A BERE ALLA SORGENTE (…) NON VEDEVO CHE UN PÒ D'ACQUA FANGOSA. ALLA QUARTA VOLTA SONO RIUSCITA A BERLA. MI HA FATTO ANCHE MANGIARE DELL'ERBA CHE ERA LÌ VICINO. POI LA VISIONE SCOMPARVE E IO ME NE ANDAI VIA". La folla le diceva: "Non sai che la gente ti crede pazza quando fai questi gesti?". Lei rispondeva: "È PER I PECCATORI!".
Sabato 27 febbraio: Silenzio

Vi sono quasi ottocento persone. L'Apparizione è silenziosa. Bernadette beve l'acqua della sorgente e compie gli stessi gesti di penitenza.

Domenica 28 febbraio: Penitenza!

Più di mille persone assistono all'estasi. Bernadette prega, bacia per terra, cammina sulle ginocchia in segno di penitenza. Sarà successivamente portata dal giudice Ribes che la minaccia di prigione.

Lunedì 1 marzo: Il primo miracolo

Tra le numerose persone presenti, più di millecinquecento, c'è per la prima volta un sacerdote. Di notte una donna di Lourdes, Caterina Latapie, va alla Grotta, immerge il suo braccio paralizzato nell'acqua della sorgente: il braccio e la mano ritrovano la loro scioltezza.

Martedì 2 marzo: Messaggio ai sacerdoti

La folla aumenta sempre più. La Signora chiede a Bernadette: "Va' a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione e che si costruisca una cappella". Bernadette ne parla a Don Peyramale, parroco di Lourdes, ma questi vuole sapere una sola cosa, il nome della Signora, ed esige inoltre un segno come prova: veder fiorire in pieno inverno le rose selvatiche della Grotta.

Mercoledì 3 marzo: Un sorriso

Verso le sette del mattino Bernadette va alla Grotta; ci sono già tremila persone ad attenderla, ma la visione non appare. Dopo la scuola Bernadette sente un invito interiore della Signora; scende alla Grotta e le chiede nuovamente il suo nome. La risposta è un sorriso. Il parroco Don Peyramale le ripete: "Se la Signora domanda veramente una cappella, dica prima il suo nome e faccia fiorire il roseto alla Grotta!".

Giovedì 4 marzo: Il giorno più atteso

La folla sempre più numerosa (circa ottomila persone) aspetta un miracolo alla fine di questi quindici giorni. La visione è silenziosa. Il parroco è fermo, irremovibile sulle sue posizioni. Per venti giorni Bernadette non scende alla Grotta, non ne sente più la spinta interiore.

Giovedì 25 marzo: Il nome che tutti aspettavano

La visione infine rivela il suo nome, ma il roseto, su cui posava i suoi piedi durante le apparizioni, non fiorisce. Bernadette racconta: "ALZO' GLI OCCHI AL CIELO. IN SEGNO DI PREGHIERA UNI' LE MANI CHE ERANO DISTESE E APERTE VERSO LA TERRA E MI DISSE: "QUE SOY ERA IMMACULADA COUNCEPCIOU.("io sono l'Immacolata Concezione")". La veggente parte veloce, corre ripetendo quelle parole che lei non comprende. Sono parole che sconvolgono il Parroco. Bernadette non conosce questa espressione teologica che indica la Santa Vergine. Quattro anni prima, il Papa Pio IX° aveva dichiarato l'Immacolata Concezione di Maria un dogma, cioè una verità della fede cattolica.

Mercoledì 7 aprile: Il miracolo del cero

Durante questa Apparizione, Bernadette teneva in mano un cero acceso. La fiamma ne lambì la mano per molto tempo senza lasciare alcun segno di bruciatura. Questo fatto fu immediatamente constatato da un medico, il dottor Douzous.

Giovedì 16 luglio: Ultima Apparizione

Bernadette sente un misterioso appello a scendere alla Grotta, ma l'accesso è vietato e sbarrato da una palizzata. Allora va dall'altra parte del fiume, di fronte alla Grotta. "MI SEMBRAVA DI ESSERE PROPRIO ALLA GROTTA, ALLA STESSA DISTANZA DELLE ALTRE VOLTE; VEDEVO SOLO LA MADONNA; MAI L'AVEVO VISTA COSÍ BELLA!".

 

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Fonte: IdM-Buona giornata!

venerdì 10 febbraio 2017

Questo frutto ci salva


Lasciamo il dolce rosario stringere l’intera giornata della nostra vita. Rosario che, attraverso il cuore di Maria, colloca la nostra storia nella vita di Cristo e la sua vita nel nostro quotidiano.

Il rosario è la preghiera degli ultimi, dei poveri, dei semplici : per questo è la preghiera di Maria. Lei ha un cuore grande come l’umanità perché lei è piccola e umile. Quando preghiamo la Vergine, ci rivolgiamo al suo cuore materno e umano che batte per il mondo intero.

Quando ripetiamo con fede le parole di Elisabetta : « Tu sei benedetta tra le donne e benedetto il frutto del tuo ventre, Gesù », noi rivediamo la Vergine incinta. Accogliamo dalle sue braccia questo frutto benedetto che ci dona oggi, per liberarci dalle nostre paure e da tutto ciò che non gradiamo ; questo frutto che ci nutre e ci salva.


Suor Elvira, la Suora dei drogati

Tratto dal suo libro L’abbraccio, Storia della Comunità del Cenacolo

mercoledì 8 febbraio 2017

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (26) – Messaggi a Marija del 25 gennaio 2017 e a Mirjana del 2 febbraio 2017


Messaggio a Marija del 25 gennaio 2017
"Cari figli! Oggi vi invito a pregare per la pace. Pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo. Satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio. Voi, figlioli, pregate e lottate contro il materialismo, il modernismo e l'egoismo che il mondo vi offre. Figlioli, decidetevi per la santità ed io, con mio Figlio Gesù, intercedo per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Commento teologico

Il messaggio si può dividere coerentemente in quattro aspetti che lo compongono:

1.Preghiera e pace: “oggi vi invito a pregare per la pace“. L’unica arma per sconfiggere ogni sorta di guerra è propriamente la preghiera. In effetti la preghiera indica l’apertura dell’animo a Dio, cioè spalancare il nostro essere verso l’infinita potenza e sapienza divine, affinché il Padre onnipotente faccia ciò che è in suo potere, cioè attuare e diffondere la pace nel mondo. Non esiste altra potenza più forte di quella divina. Le armi non spengono la guerra, anzi la fomentano e la infuocano. Similmente i colloqui o le mosse diplomatiche sono soltanto degli sforzi umani per alleggerire e acquietare alcune forme belliche. Ma l’insidia dell’odio e delle inimicizie e rivalità persiste a spargere sangue e tribolazioni. La pace, a sua volta, costituisce il frutto benefico della preghiera, l’effetto durevole di una comunione fraterna al di sopra di ogni divisione. Ma la preghiera deve nascere e svilupparsi in ogni angolo della terra: essa inizia e si annida nel cuore dell’uomo, affinché da lì, dove nascono, siano distrutte le cattiverie, i rancori, le avversioni, dettate dall’egoismo e dall’orgoglio, dal predominio e dalla sete di conquiste e di poteri.

Il messaggio elenca tre ambiti in cui deve originarsi e crescere la pace: “pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo”. Ciò significa che la pace è come una macchia di olio che si espande in tutte le direzioni, dal singolo alla famiglia e dalla famiglia al mondo. Siccome si è detto che la pace viene da Dio per mezzo della preghiera, ne deriva una logica imbattibile: se so coltivare la preghiera del cuore, qui c’è Dio e quindi vi è la fonte primaria della pace; se si stabilisce la preghiera nella famiglia, lì vi è Dio e dunque si rafforza la comunione familiare superando tensioni e malintesi; se si prega nella società, allora nel mondo torna ad abitare Dio il Padre con il Figlio e lo Spirito Santo, pertanto l’amore trionfa sull’odio. Quale profonda sapienza è presente in queste parole di Maria! Ascoltiamole e viviamole in noi stessi, nelle nostre famiglie e comunità, nell’intera umanità. Allora veramente la pace si potrà attuare ma sempre nella fedeltà e nell’amore al Signore nostro creatore e salvatore.

2. Lotta contro Satana, una lotta spirituale a tutto campo: “Satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio”. Come si vede, la Vergine non ha paura di rivelare l’acerrimo nemico dell’umanità, il diavolo, che come leone circuisce e ruggisce per divorare le creature umane, allontanandole da Dio e farle sue schiave, quali strumenti di odio e di ribellione. Non possiamo passare sotto silenzio tale aspetto, anzi ai nostri giorni si constata che Satana lavora spietatamente per sconvolgere la faccia della terra e disseminare ovunque divisioni e contrasti, cominciando dal singolo uomo e soprattutto dalle famiglie per poi insinuarsi in tutti gli angoli della terra. Noi non solo dobbiamo esserne consapevoli ma dobbiamo impugnare le armi spirituali per opporci tenacemente ai suoi attacchi malefici. L’arma spirituale per eccellenza è la preghiera e la fedeltà a Cristo, che tutti possediamo nel nostro piccolo, ma diventa una superpotenza divina che può sovrastare anche le zone in guerra più remotamente lontane o irraggiungibili. L’intento principale di Satana e quello di metterci contro Dio, in modo da allontanarlo dal nostro animo e dalla società religiosa e civile, per diventare lui il padrone del mondo... Ciò è esattamente il contrario della preghiera e della pace: queste si sa che uniscono il cuore umano al Cuore divino, mentre il Maligno intende dividere e contrapporre l’essere umano all’Essere divino. Si tratta di una vera drammatica lotta che può condurre o alla rovina totale se gli uomini, sedotti da Satana, si mettono contro Dio oppure se essi, irrorati dalla fede e dall’amore di Dio, restano saldamente uniti al Signore, diventano strumenti di riconciliazione e di ricostruzione di un mondo migliore. Su questo fatto non deve sussistere alcun dubbio, come ripete la Vergine: “Satana vuole riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio”. Questo è il suo intento principale e lo sta attuando nel mondo e nella comunità cristiana. Se si perde la comunione con Dio, si stabilisce l’unione con il diavolo. Non esiste via di mezzo né può valere alcun compromesso.

3.Tre situazioni pericolose, in cui si nasconde e opera Satana. La Vergine fa calare il discorso nella concretezza in cui vive l’umanità: “voi, figlioli, pregate e lottate contro il materialismo, il modernismo e l’egoismo che il mondo vi offre”. Cosa si intende con queste tre termini? Con il “materialismo” si indica il primato dei beni materiali, che assurgono a valori assoluti e primari, come fossero delle divinità. Si tratta dell’avidità e dell’attaccamento al denaro, della ricerca sfrenata del benessere fisico, del divertimento e del piacere a tutti i costi, del sessualismo disordinato e dell’immoralità fuori di ogni legge, degli interessi totalmente terreni e di bassa lega. Il “modernismo” è quella corrente di pensieri e di atteggiamenti che ricerca superbamente verità e regole nuove di vita in contrasto con la verità evangelica e la sana dottrina cristiana, contro la natura stabilita dal Creatore, contro la stessa legge divina, contro la tradizione stabile della Chiesa, seminando eresie e apostasie, che disorientano gli animi e conducono ad un interiore malessere e a un disordine generale e incontrollabile. Infine “l’egoismo” manifesta l’atteggiamento di colui che mette il proprio io al primo posto, ergendosi presuntuosamente contro Dio e contro tutti gli altri. L’io (ego) diventa l’unico punto di riferimento nelle piccole e grandi cose e nessuno può opporsi ad esso, in certo qual modo si identifica con Dio come fosse il padrone del mondo. Dona ampio spazio ai propri personali desideri e capricci, sfruttando gli altri e sottoponendoli al suo dominio. L’egoismo e l’egocentrismo costituiscono la radice da cui sorgono molteplici mali e cattiverie, corruzione e depravazione. Da qui il richiamo materno a combattere tali tendenze negative, che si possono insediare dentro di noi e renderci schiavi, al fine di ricuperare i valori della verità, dell’umiltà, dell’amore, della vita, dell’ordine e della giustizia, sapendo elevare lo spirito al di sopra dello squallido orizzonte edonistico e perverso.

4.Decidersi per una vita santa. Questa la conclusione meravigliosa del messaggio e forma la sintesi essenziale: “figlioli, decidetevi per la santità”. La santità non è una realtà riservata soltanto ad alcune persone prescelte da Dio e particolarmente dotate di doni e carismi, ma essa è una chiamata rivolta ad ogni cristiano, discepolo di Cristo e suo seguace, cioè a ciascuno di noi. Essa consiste precisamente nel lasciarsi configurare a Gesù fino ad essere un solo spirito con Lui. La Vergine ci invita a rivolgerci a suo Figlio, a farlo il punto centrale della nostra esistenza e della nostra persona, in modo da pensare, agire, amare, soffrire, faticare, gioire sempre con Lui e per Lui. Non pretendere di fare cose straordinarie e strepitose, ma vivere quotidianamente, nelle varie circostanze più o meno felici, il totale affidamento al Signore e aprire ogni volta il cuore e la mente alla sua volontà e al suo amore. Ci si chiede: ma come ciò è possibile alle nostre deboli forze? È vero che siamo molto miseri, ma è anche altrettanto vero che la grazia divina collabora fortemente con noi. L’importante è che noi ci impegniamo a cooperare con essa docilmente. D’altronde la Vergine ci incoraggia maternamente: “io, con mio Figlio Gesù, intercedo per voi”. Ella, nostra Madre per sempre, chiede a suo Figlio di donarci la pienezza del suo amore e della sua grazia. Perché temere e diffidare? Lasciamoci travolgere e coinvolgere su questo stupendo cammino di santificazione!

 

Messaggio a Mirjana del 2 febbraio 2017
“Cari figli voi che cercate di presentare a mio Figlio ogni giorno della vostra vita, voi che provate a vivere con Lui, voi che pregate e vi sacrificate, voi siete la speranza in questo mondo inquieto. Voi siete i raggi della luce di mio Figlio, un Vangelo vivente, e siete i miei cari apostoli dell’amore. Mio Figlio è con voi. Egli è con coloro che pensano a Lui, che pregano. Allo stesso modo, però, Egli aspetta pazientemente quelli che non lo conoscono. Perciò voi, apostoli del mio amore, pregate col cuore e mostrate con le opere l’amore di mio Figlio. Questa è l’unica speranza per voi, ed anche la sola via verso la vita eterna. Io, come Madre, io sono qui con voi. Le vostre preghiere rivolte a me sono per me le più belle rose d’amore. Non posso non essere là dove sento profumo di rose. C’è speranza! Vi ringrazio”.

Commento teologico

Il messaggio si presenta come un quadro bellissimo diviso in due immagini: la prima disegna la figura lucente dei suoi figli; la seconda delinea le caratteristiche dei suoi apostoli.

1.Pennellate di amore per i suoi figli. Come una cascata di acqua zampillante si presentano le parole della Vergine che dipingono la figura splendente dei suoi figli fedeli: “voi che cercate di presentare a mio Figlio ogni giorno della vostra vita, voi che provate a vivere con Lui”. Queste sono le prime due pennellate che mostrano l’attitudine di offrire ogni giornata a suo Figlio quale Signore e Redentore, fonte di vita e di amore. Ella vede tutti noi come coloro che amano suo Figlio sopra tutte le cose e intessono le circostanze di ogni giorno nella totale fedeltà a Gesù, quali figli legati vitalmente e costantemente al proprio Figlio. In ciascuno di noi Ella scopre i lineamenti stupendi di quell’unico bellissimo Figlio, il Cristo. Per questa ragione la nostra vita non è altro che una vita vissuta in sintonia e in comunione strettissima con suo Figlio. Ciò comporta la nostra disponibilità a comportarci da veri figli verso di Lei come ha fatto Gesù, di ascoltare i suoi insegnamenti, di imitare le sue virtù e di renderci dediti alla divina Volontà, come lei, ripetendo il nostro sì pieno ogni volta che dobbiamo affrontare situazioni difficili e drammatiche. Poi la Vergine aggiunge: “voi che pregate e vi sacrificate”, altre due pennellate piuttosto impegnative in quanto ci configurano come persone di preghiera e di sacrificio. Ma lo siamo realmente? Si ha l’impressione che questa volta Maria abbia un po’ esagerato evidenziando le buone qualità dei suoi figli, i quali invece spesso sfuggono alla preghiera e al sacrificio. Ma grande è il suo amore di Madre che ci vede più bravi e buoni di come siamo realmente. Quale grande tenerezza materna!!

Ancora insiste: “voi siete la speranza in questo mondo inquieto”. Una quinta pennellata, nella quale appare la nobiltà e grandezza del nostro essere figli suoi, in quanto siamo la speranza, cioè rappresentiamo uno squarcio di luce e di vita in questo mondo perverso e tenebroso, come fossimo un’àncora di approdo e di sicurezza per tante creature umane dolenti e sconvolte, angosciate e terrorizzate. Anche questo aspetto non è di poco conto e dovremmo tenerlo presente, per evitare di assuefarci alla mentalità mondana e terrena, ma per risplendere come vive fiaccole che offrono conforto, accoglienza e orientamento ai nostri fratelli più bisognosi e smarriti. In tale contesto continua la Vergine: “voi siete la luce di mio Figlio, un Vangelo vivente”. In effetti la vera Luce che illumina ogni uomo è Lui, il Cristo, il Verbo incarnato, la Parola di vita. Noi ne siamo illuminati e, a nostra volta, rifrangiamo tale luminosità sulla faccia della terra, affinché la luce di Cristo possa raggiungere tutti gli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi. Una visione strabiliante ma impegnativa! Questa luce della divina Parola deve incarnarsi nelle nostre persone per diventare “un vangelo vivente”. Non basta emettere ogni tanto qualche sprazzo di luce, ma tutta la nostra esistenza deve riflettere in ogni momento e in ogni luogo la sua Luce infinita di verità e di amore. Ma come possiamo svolgere un così arduo compito? La Madonna ci conforta: “mio Figlio è con voi. Egli è con coloro che pensano a Lui, che pregano”. Non siamo mai soli e abbandonati alle nostre deboli forze, ma Lui, il Figlio di Maria, ci sta accanto e ci sorregge, ci illumina e ci rafforza. Non dobbiamo aver paura di nulla. Occorre soltanto convincerci con estrema fiducia che Egli veramente e concretamente non solo sta con noi ma è in noi ed effonde con larghezza e generosità il suo Santo Spirito nei nostri cuori e nelle nostre menti, in tutto il nostro essere, anima e corpo. Restiamo avvinti a Lui e troveremo sempre le risorse per vivere in conformità alla sua Parola, in modo da non spegnere mai quella sua Luce che risplende in noi e attraverso di noi sul mondo.

2. Gli apostoli dell’amore. La seconda icona riguarda la missione a cui la Vergine chiama i suoi figli: “siete i miei cari apostoli dell’amore”. Non basta vivere da figli amorevoli e docili, occorre anche compiere una missione molto importante per i tempi che viviamo. In mezzo ad un mondo che non riconosce Gesù o non lo ama o lo rifiuta ostilmente, noi siamo scelti per far conoscere e diffondere l’amore di Cristo per la salvezza di tutte le creature umane. Infatti dice la Vergine: “Egli aspetta pazientemente quelli che non lo conoscono”. Da una parte Ella constata con amarezza che molti non sono ancora giunti a conoscere e ad amare suo Figlio, molti altri, pur conoscendolo in quanto cristiani, non hanno verso di Lui una fede profonda e sincera ma sono stati risucchiati dal paganesimo imperante, dall’altra parte incita appositamente i suoi figli ad essere apostoli, cioè ambasciatori e testimoni credibili di un tale infinito amore di suo Figlio per gli uomini. Certamente si tratta di una meritevole e nobile missione ma non troppo facile proprio in ragione che noi stessi non siamo sempre fiduciosi e innamorati di Gesù, l’unico perfetto Salvatore dell’umanità. Abbiamo sempre bisogno di rinnovare il nostro slancio, ravvivare la nostra fede, superare la nostra pigrizia e indifferenza. Maria ci indica la strada da percorrere non con tante chiacchiere o azioni vuote e insignificanti, ma con la preghiera del cuore e con le opere di misericordia. Si tratta della regola classica del monachesimo benedettino, valida ancor oggi per ogni cristiano: “ora et labora”, prega e agisci. Sono questi i due assi portanti per svolgere ogni funzione che voglia giungere efficacemente nell’animo dei fratelli: l’unione con Dio attraverso la preghiera fervente e le opere buone di benevolenza verso i più bisognosi, non solo a livello materiale per offrire il cibo o la bevanda o il vestito o l’alloggio o qualsiasi altro servizio di assistenza, ma soprattutto per donare loro e farglielo sentire l’afflato di amore e di compassione, di conforto e di fede, il sostegno vigoroso della grazia divina. Allora veramente la nostra testimonianza sarà feconda portando le persone a conoscere e ad amare Gesù salvatore.

Conclude con forza la Vergine Maria: “questa è l’unica speranza per voi, ed anche la sola via verso la vita eterna”. Non vi è altra certezza per giungere alla beatitudine eterna per noi e per coloro che abbiamo aiutato e servito. Lei, la Madre nostra, ci accompagna: “io, come Madre, sono qui con voi”. Ci assiste, ci guida, ci conduce sulle vie del mondo per portare ovunque suo Figlio e mostrarlo a tutti. Non resta altro che intensificare le preghiere ogni giorno, ogni momento, perché diventano “le più belle rose d’amore”. E proprio queste rose profumate e rigogliose attirano la grazia e la presenza vigile e attenta della Madre amorevole: “non posso non essere là dove sento profumo di rose”. Che dolcezza e soavità sapere che ogni preghiera rivolta a Maria si trasforma in un fiore bello come la rosa, simbolo di Maria stessa e fiore da Lei preferito.

Madonna della rosa, Madre amorosa, accoglici come i fiori più belli e graditi al tuo Immacolato Cuore. Non considerare le nostre debolezze, ma guarda l’ardente amore che ci unisce a te quali figli diletti a somiglianza del tuo Figlio, il Fiore purissimo sorto dal tuo grembo verginale con l’intervento dello Spirito Santo, il divino Amore, che ti ha adombrato e ha fatto di te la sua Sposa castissima, la sua Icona splendente, la Madonna del Divino Amore. A te consegniamo tutti noi stessi, per essere avvolti dal tuo manto materno e condotti alla beatitudine nell’infinito Amore del paradiso, dove regni Regina accanto al tuo Figlio, al Padre e allo Spirito Santo. Amen

Don Renzo Lavatori


don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

Commento di p. Livio al Messaggio a Marija del 25 gennaio 2017

"Cari figli! Oggi vi invito a pregare per la pace. Pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo. Satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio. Voi, figlioli, pregate e lottate contro il materialismo, il modernismo e l'egoismo che il mondo vi offre. Figlioli, decidetevi per la santità ed io, con mio Figlio Gesù, intercedo per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 

Commento di Padre Livio di Radio Maria al messaggio del 25 gennaio

Questo messaggio è uno di quei messaggi forti che hanno contrassegnato per quasi 36 anni la presenza della Regina della Pace a Medjugorje.

Durante questo periodo, in alcune fasi particolarmente critiche, la Madonna ha dato messaggi forti svelando l’opera di satana.

Nel gennaio 1991, l’anno in cui cadde il comunismo nel mondo, disse, invitando alla preghiera e al digiuno, che satana vuole distruggere il pianeta sul quale viviamo e il primo gennaio del nuovo millennio disse: “Ora che satana è sciolto dalle catene, vi invito a consacrarvi al mio Cuore e a quello di mio Figlio Gesù”.

Il messaggio di oggi, all’inizio di quest’anno che è il centenario di Fatima, è particolarmente drammatico perché la Madonna dice che satana vuole portare il mondo intero ad una ribellione contro Dio.

Questo messaggio ci deve far drizzare le orecchie, perché ognuno capisca, mediti e prenda le decisioni, come la Madonna ci invita a fare.

"Cari figli, oggi vi invito a pregare per la pace. Pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo. Satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio”. La prima parte del messaggio è di una potenza, di una forza, di una luce, che ci svela quello che avviene al di là delle cose che noi vediamo, percepiamo e capiamo.

La Madonna ci dice esattamente quello che avviene e cioè la ribellione dell'impero delle tenebre che dà l'assalto al Cielo.

Il messaggio inizia con l'invito alla pace e il fatto che “satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio“ è strettamente connesso al tema della pace, perché, come la Madonna ha detto fino dal 26 Giugno del 1981, “la pace è prima di tutto pace fra Dio e gli uomini”, e facendo la pace con Dio, gli uomini avranno la pace fra di loro.

Ritornando a Dio, accogliendo Dio nella propria vita, gli uomini avranno la “pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo”.

Satana è forte”, la Madonna ha detto in altri messaggi che quella di satana è la forza della menzogna ed è correlativa all'assenso che noi diamo a lui.

Se noi opponiamo il nostro rifiuto alla sua tentazione, satana non può fare niente, se noi siamo forti, la sua si mostra una falsa forza.

E cosa vuol fare satana? Questa è la prima volta che la Madonna usa questa espressione: “vuole farvi rivoltare tutti contro Dio”, satana è l'angelo ribelle, quello che cercò di far rivoltare tutti gli angeli contro Dio all'inizio della Creazione, ma fu sconfitto.

Ma qui sulla terra, il drago, come dice il capitolo 12 dell'Apocalisse, cerca di aizzare gli uomini contro Dio e distruggere ciò che Dio ha fatto facendosi uomo, fondando la Chiesa e vuole incitare tutti gli uomini alla ribellione. Anche se noi sappiamo che all'orizzonte c'è la vittoria di Dio, intanto la battaglia va fatta. È la prima volta che la Madonna usa la parola tutti”. A me è venuto in mente quella ribellione finale della storia dell'umanità, quando sussisterà un piccolo gregge e la battaglia si risolverà con la venuta di Cristo nella Gloria. Non sottovalutiamo questo tentativo di satana di rivolta totale contro Dio, la Madonna ha ripetuto per tre volte “tutti e tutto”, “vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio”, a indicare la globalità della rivolta contro Dio.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, dove si parla della venuta finale di Cristo, dice che alla fine dei Tempi la Chiesa sarà chiamata, in un quadro di apostasia e rivolta generale dell’umanità contro Dio, a fare la Via Crucis. Quando sembrerà che la Chiesa venga eliminata per sempre, come Cristo sulla Croce, allora arriverà Cristo nella Gloria. Stiamo attenti a non fare l’abitudine al dilagare del male, dove si diffonde quello che la Madonna chiama il materialismo, il modernismo e l’egoismo.

Satana vuole riportare tutto sull’umano, ci vuole distaccare da Dio e far sì che l’uomo prenda il posto di Dio, portandoci sulle cose dell’effimero, sulle cose che passano, e poi “distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio” è l’indifferenza verso Dio, la rabbia verso Dio, il disprezzo di Dio, l’odio contro Dio e le cose di Dio.

La Madonna vede tutto quello che satana fa.

Questo è sicuramente uno dei messaggi più allarmanti, non nel senso che ci lascia nell’angoscia, ma nel senso che ci chiama alla battaglia spirituale. “Voi, figlioli”, non angosciatevi, non sedetevi, non abbiate paura, non cedete, non scoraggiatevi, “pregate e lottate”, due imperativi, contro i tre nemici, “il materialismo, il modernismo e l'egoismo che il mondo vi offre”, questi sono gli strumenti con cui satana vuole farci suoi. Ogni parola ha un significato specifico:  il materialismo è volgersi alle cose materiali, ai beni materiali, ai piaceri materiali, fare dell’effimero l’obiettivo della vita, fare di questo mondo la nostra patria. Il denaro, il potere, il piacere e le cose materiali sono il fine della vita, il materialismo ha sotto una chiara ideologia: è la negazione dell’anima spirituale e immortale, la negazione della coscienza, della vita morale, la negazione di Dio e della sua esistenza, tutto è materia; il modernismo è lo svuotamento delle verità di fede che vengono ridotte a semplici opinioni umane, lo svuotamento dell’aspetto soprannaturale dell’insegnamento cristiano, quando per esempio si relativizzano i miracoli di Gesù e si asserisce che miracoli non esistono, quando gli esorcismi di Gesù scacciano i demoni e si asserisce che satana non esiste e che sono malattie psichiche, le verità di fede vengono ridotte a simbolismi di cose umane, la riduzione all’opinione umana delle verità di fede; e l'egoismo, la Madonna in un messaggio ha detto “mettete Dio al primo posto e non l’uomo”, l’egoismo è l’io al posto di Dio, l’uomo che adora se stesso e si sostituisce a Dio. Questo è quello che ci offre il mondo.

Allora noi cosa dobbiamo fare? In questo quadro d’attacco dell’impero delle tenebre dobbiamo pregare, lottare e deciderci per la santità.

Ecco i tre imperativi: “pregate e lottate e decidetevi per la santità ed io, con mio Figlio Gesù, intercedo per voi”.

La Madonna con suo Figlio intercede per noi presso il Padre.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

Io vi consiglio di leggere questo messaggio una volta al giorno fino al prossimo messaggio del 25 febbraio.

Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

La PACE nel messaggio del 25 gennaio 2017

"Cari figli! Oggi vi invito a pregare per la pace. Pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo. Satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio. Voi, figlioli, pregate e lottate contro il materialismo, il modernismo e l'egoismo che il mondo vi offre. Figlioli, decidetevi per la santità ed io, con mio Figlio Gesù, intercedo per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.



Nella lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae il beato Giovanni Paolo II scriveva quanto segue … meditiamolo:


La pace

40. Le difficoltà che l'orizzonte mondiale presenta in questo avvio di nuovo Millennio ci inducono a pensare che solo un intervento dall'Alto, capace di orientare i cuori di quanti vivono situazioni conflittuali e di quanti reggono le sorti delle Nazioni, può far sperare in un futuro meno oscuro.

Il Rosario è preghiera orientata per sua natura alla pace, per il fatto stesso che consiste nella contemplazione di Cristo, Principe della pace e « nostra pace » (Ef 2,14). Chi assimila il mistero di Cristo – e il Rosario proprio a questo mira –, apprende il segreto della pace e ne fa un progetto di vita. Inoltre, in forza del suo carattere meditativo, con il tranquillo succedersi delle Ave Maria, il Rosario esercita sull'orante un'azione pacificante che lo dispone a ricevere e sperimentare nella profondità del suo essere e a diffondere intorno a sé quella pace vera che è dono speciale del Risorto (cfr Gv 14, 27; 20, 21).

È poi preghiera di pace anche per i frutti di carità che produce. Se ben recitato come vera preghiera meditativa, il Rosario, favorendo l'incontro con Cristo nei suoi misteri, non può non additare anche il volto di Cristo nei fratelli, specie in quelli più sofferenti. Come si potrebbe fissare, nei misteri gaudiosi, il mistero del Bimbo nato a Betlemme senza provare il desiderio di accogliere, difendere e promuovere la vita, facendosi carico della sofferenza dei bambini in tutte le parti del mondo? Come si potrebbero seguire i passi del Cristo rivelatore, nei misteri della luce, senza proporsi di testimoniare le sue beatitudini nella vita di ogni giorno? E come contemplare il Cristo carico della croce e crocifisso, senza sentire il bisogno di farsi suoi « cirenei » in ogni fratello affranto dal dolore o schiacciato dalla disperazione? Come si potrebbe, infine, fissare gli occhi sulla gloria di Cristo risorto e su Maria incoronata Regina, senza provare il desiderio di rendere questo mondo più bello, più giusto, più vicino al disegno di Dio?

Insomma, mentre ci fa fissare gli occhi su Cristo, il Rosario ci rende anche costruttori della pace nel mondo. Per la sua caratteristica di petizione insistente e corale, in sintonia con l'invito di Cristo a pregare « sempre, senza stancarsi » (Lc 18,1), esso ci consente di sperare che, anche oggi, una 'battaglia' tanto difficile come quella della pace possa essere vinta. Lungi dall'essere una fuga dai problemi del mondo, il Rosario ci spinge così a guardarli con occhio responsabile e generoso, e ci ottiene la forza di tornare ad essi con la certezza dell'aiuto di Dio e con il proposito fermo di testimoniare in ogni circostanza « la carità, che è il vincolo di perfezione » (Col 3, 14).

martedì 7 febbraio 2017

I MARTIRI DI SIROKI BRIJEG

Il Santuario mariano di Siroki Brijeg, in Bosnia Erzegovina si trova a poca distanza da Medjugorje ed è dedicato alla Madonna Assunta.
Dal 1991 qui risiede fra Jozo Zovko, che fu il Parroco di Medjugorje all'inizio delle apparizioni della Gospa nel 1981. In questo Santuario fra Jozo spesso incontra i pellegrini e parla loro dei messaggi della Regina della Pace.
Egli racconta a volte ai pellegrini un avvenimento molto significativo avvenuto in quel luogo nel 1945.
Il 7 Febbraio di quell'anno i comunisti fecero irruzione nel Convento dei Frati francescani, buttarono a terra il Crocifisso e ingiunsero ai frati di svestire il loro abito religioso e di rinnegare la loro fede in Cristo sotto pena della vita. Uno a uno quei 30 frati presero il Crocifisso e, abbracciandolo come il loro unico tesoro, confessarono: "Gesù tu sei il mio Dio e il mio tutto!".
Furono condotti nel giardino e buttati nel fuoco. L'esempio di questi frati rafforzi la nostra fede, perchè anche noi possiamo dire e testimoniare con la vita che Dio è il nostro unico bene.
Oggi ricorre l'anniversario del loro martirio, uniamoci spiritualmente ringraziando il Signore perchè ci dona esempi così grandi di testimoni della fede!

 

Martiri-di-Siroki_Brijeg
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Tu sei il mio Dio, il mio Tutto

padre Jozo parla ai pellegrini

Ci troviamo in questo Santuario a Siroki Brijeg dedicato alla Madonna Assunta in Cielo, e questa chiesa ha solo cento anni. Alle tre del pomeriggio del 7 febbraio 1945, i partigiani comunisti hanno occupato la nostra terra pro­vocando immense sofferenze e distruzioni. Sono entrati nel monastero e hanno trovato trenta frati. Con arrogan­za hanno detto: "Dio non c'è! Togliete l'abito, nessuno ha bisogno della vostra vita religiosa". Essi non hanno obbedito!
Alcuni avevano soltanto 20 anni e avevano appena finito il noviziato, erano giovani, ragazzi. Allora, un soldato pieno di livore ha preso il Crocifisso e l'ha buttato sul pavimento dicendo: "Ecco, adesso potete scegliere: la morte o la vita".
Uno dopo l'altro, i frati hanno abbrac­ciato la Croce dicendo: Tu sei il mio Dio e il mio Tutto!
I soldati li hanno portati fuori dal convento e li hanno uccisi e poi bruciati. E non si sono fermati qui, hanno ucciso anche 874 parrocchiani, hanno dato alle fiamme il monastero, la scuola, il seminario; non potendo bruciare la chiesa, vi hanno messo dentro i cavalli.
lo mi ricordo questo, perché sono stato battezzato in questa chiesa. La prima comunione non l'ho avuta in chiesa, ma fuori, sotto questa grande quercia che dopo potete vedere. Perché tutto questo?
I comunisti hanno voluto fare il massimo per umiliare Dio e la nostra fede. Ogni giorno, quando siamo andati a scuola abbiamo dovuto sentir parlare contro Gesù; nei libri vi era scritto che Gesù non era mai esistito, non era mai nato. Ci dicevano che la Chiesa , il Papa, i vescovi e i sacerdoti erano cattivi, nemici dell'uomo e che manipo­lavano l'uomo attraverso la fede .. , e tante altre cose brut­te. E questo per cinquanta anni!
Noi qui non gli abbiamo creduto, perché abbiamo credu­to ai nostri genitori, alle nostre famiglie.
Quando siamo diventati adulti, in 103 abbiamo deciso di diventare sacerdoti e religiosi. Ecco, ora siamo in tutto il mondo, missionari in tutti i Continenti.
I comunisti hanno pensato che così facendo potevano distruggere la fede.
Gli stessi comunisti hanno reagito alla medesima manie­ra, quando il 24 giugno 1981 sei bambini hanno detto:
"Vediamo la Madonna ". Essi hanno detto: No! I ragazzi sono bugiardi, i genitori malati, i frati cattivi. E hanno deciso di fermare la Madonna.
La gente non ha creduto a loro, non poteva credergli! Esistono, purtroppo, molti fino ad oggi che non accetta­no le apparizioni, ma la Madonna va avanti perché ogni giorno, in tutte le parti del mondo, esistono nuovi testimoni, nuovi discepoli che accettano e vivono i messaggi della Madonna. E Lei può andare avanti.
Vedete, la Chiesa non si può distruggere. Il sangue dei martiri, dice Tertulliano, è seme dei nuovi Cristiani, della vita nuova, delle nuove vocazioni. La televisione, il benessere, non possono distruggere una famiglia; l'ateismo che circonda la famiglia non la può rovinare. Questo non può accadere se la famiglia vive profondamente e coerentemente la propria fede. La famiglia sarà distrutta quando lascia la preghiera, quando abbandona l'Eucaristia.
L'Eucaristia ci unisce a Cristo, e la vita di Cristo è offrir­si per gli altri. La nostra vita è rispondere a questa chia­mata e dire "Anch'io amo Cristo!", come hanno risposto i martiri. Essi hanno pensato: "Anche noi dobbiamo rispondere a questo grande amore, dando la nostra vita a Cristo ... , perché dando a Gesù, noi diamo a tutti".
I martiri sono grandi testimoni e una benedizione per tutti noi.
Oggi, sulla tomba dei nostri martiri possiamo apprende­re un grande insegnamento: Che cosa sono pronto ad offrire al mio Cristo? Cosa posso dare a Gesù? Come rispondere al Suo amore?
Ricordiamo l'episodio del Vangelo quando Gesù vuole sfamare la moltitudine che lo seguiva. Egli dice a Filippo: "Dove possiamo comprare il pane per dar da mangiare a questa gente?". Signore, duecento denari non bastano nemmeno perché ognuno ne abbia un pezzo! Allora Andrea, fratello di Pietro, dice: Conosco un ragazzo, un piccolo pastore, la cui mamma gli ha messo nella borsa cinque panini e due pesciolini. Gesù dice di chiamarlo.
Quel ragazzino, innamorato di Cristo, pieno di gioia è venuto da Gesù: Prendi, Signore, è tutto quello che ho. Tutti hanno visto il bambino che mette nelle mani di Gesù i cinque piccoli pani e i due pesci. Cristo ha bene­detto e poi ha fatto distribuire a tutti quelli che erano pre­senti (cfr Gv 6,5-11).
Così, Gesù ha dato a tutti. Anche il bambino non è rima­sto senza il suo pranzo. Quando noi siamo disponibili a dare a Gesù, tutti possono avere. Hai capito? Se io do sol­tanto a te, solo tu puoi avere e non è mai sufficiente. No, dobbiamo pensare in maniera diversa!
Che cosa posso fare per la mia fede? Dov'è Cristo nella mia famiglia? Quale posto occupa Cristo nella mia casa? Se abbiamo messo Gesù all'ultimo posto, guai! Andiamo a riprenderLo, andiamo a cercare la grazia, torniamo al Padre come il figliol prodigo per chiedere perdono e riconciliarci con Dio.
Per questo, la Madonna chiama all' umiltà e chiede nel­l'umiltà di vivere i messaggi. Non discutere, ma vivere, credere, amare!
Questa è la scuola della Madonna. E' per questo, che la Chiesa a Medjugorje in tutti questi anni ha pregato, ha fatto digiuno, affinché milioni di pellegrini che vengono possano apri­re gli occhi, essere guariti, mettere in pratica i messaggi della Madre.
Quanti testimoni e quante conversioni a Medjugorje! Mentre tuo figlio dice: Non credo, e tanti come lui dicon­o lo stesso, pellegrini atei che mai hanno sentito nominar­e Gesù vengono dagli estremi confini del mondo e dicono: Vogliamo trovare Dio, incontrare Dio per mezzo della Vergine.

Brano tratto da “Osservate i frutti” di padre Jozo Zovko

I FRATI MARTIRI: FRA BRUNO ADAMCIK , FRA MARKO BARBARIC , FRA JOZO BENCUN , FRA MARKO DRAGICEVIC , FRA MILJENKO IVANKOVIC , FRA ANDRIJA JELCIC , FRA RUDO JURIC , FRA FABIJAN KORDIC , FRA VIKTOR KOSIR , FRA TADIJA KOZUL , FRA KRSTO KRALJEVIC , FRA STANKO KRALIEVIC , FRA ZARKO LEVENTIC , FRA BONIFACIJE MAJIC , FRA STJEPAN MAJIC , FRA ARKADEO NUIC , FRA BORISLAV PANDZIC , FRA KRESIMIR PANDZIC , FRA FABIJAN PAPONJA , FRA NENAD VENANCIJE PEHAR , FRA MELHIOR PRLIC , FRA LUDOVIK RADOS , FRA LEONARD RUPCIC , FRA MARIOFIL SIVRIC , FRA IVO SLISKOVIC , FRA KORNELIJE SUSAC , FRA DOBROSLAV SIMOVIC , FRA RADOSLAV VUKSIC , FR. ROLAND ZLOPASIA , FR. LEOPOLD AUGUSTIN ZUBAC


tratto da "Informazioni da Medjugorje"