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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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lunedì 20 agosto 2018

Omelia della santa Messa a Medjugorje, 19 agosto 2018



Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Parola del Signore.


Fratelli e sorelle, nella 20. domenica la Chiesa ci propone l’invito di Gesù rivolto prima ai giudei e poi a noi: “Mangiate la Mia Carne e bevete il Mio Sangue per avere la vita eterna”.
Nella prima lettura tratta dal libro dei proverbi si parla della Saggezza Divina. che si presenta a noi con Volto di Persona e presenta le Sue virtù. Ci invita ad incontrarLa e ad accettare i Suoi doni. La Sapienza parla della Sua nascita dall’eternità. Quando Dio ha creato i Cieli Lei era presente.
La tradizione vede in Essa il preannuncio della Seconda Persona della Santissima Trinità: Gesù Cristo.
La Sapienza invita alla mensa preparata e dice: “Venite. Mangiate il Mio pane e bevete il vino che Io ho preparato. Abbandonate il peccato e vivrete. Andate dritti per la via dell’intelligenza”.
Solo alla luce di Gesù e dell’Eucaristia questo testo assume la sua importanza.
Il brano del Vangelo di Giovanni di oggi comincia con l’ultima frase che abbiamo sentito domenica scorsa: “Io sono il Pane Vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo Pane vivrà in eterno. Il Pane che Io darò è la Mia Carne per la vita del mondo”.
Donando il Suo Corpo Lui dona Se Stesso. In questa frase l’evangelista riassume tutto ciò che Gesù ha fatto scoprire piano piano ai Suoi ascoltatori. Prima di tutto ha rivelato che Egli è il Pane disceso dal cielo e poi che è il Pane con cui ci assicura la vita, ma non quella terrena, bensì quella eterna. La terza rivelazione è che questo Pane è il Suo Corpo.
In questo brano Gesù spiega che darà il Suo Corpo da mangiare e il Suo Sangue da bere. Questo ha creato grande confusione nei Suoi ascoltatori. Per questo motivo le persone hanno cominciato a mormorare chiedendosi: “Come può Costui dare la Sua Carne in cibo?” Questa domanda è comprensibile. Anche noi l’avremmo posta se non avessimo conosciuto l’Ultima Cena dove Gesù ha adempiuto tutto ciò che aveva preannunciato.
Perciò questa domanda non ci sorprende. Diciamo che loro hanno preso letteralmente queste parole senza che Gesù le spiegasse.
Gesù ha ripetuto questa frase in maniera ancora più forte: “La Mia Carne è vero cibo e il Mio Sangue è vera bevanda. In Verità vi dico: se non mangiate la Carne del Figlio di Dio e non bevete il Suo Sangue non avrete la vita in voi”.
Il termine “in Verità” comprende una grandissima forza con la quale si vuole sottolineare qualcosa in cui non ci può essere alcun dubbio.
Non si tratta di un’immagine, ma della realtà. Mangiare è veramente mangiare e bere è veramente bere. Il Suo Corpo è veramente cibo e il Suo Sangue è veramente bevanda.
Questa cosa era veramente difficile da comprendere, perchè ai giudei era proibito mangiare il sangue di qualsiasi animale, perchè per essi nel sangue c’era il principio di ogni essere vivente.
Senza questo cibo non è possibile la vita spirituale come senza cibo terreno non è possibile la vita materiale.
Colui che mangia il cibo di Gesù ha la vita eterna. Già da questo momento ha la vita che Gesù ci darà al momento della resurrezione dei corpi.
Lo scopo di questo dono è l’unione con Lui e poi con il Padre. Nel ricevere l’Eucaristia Gesù si lega con il fedele e quest’unione diviene radice di vita eterna e possibilità di resurrezione eterna. Gesù rimane nel credente e questo in Gesù.
Il legame sacramentale porta ad un legame personale con Gesù. Gesù vive nel Padre. Per questo Egli è il ponte verso Dio.
Gesù ha sottolineato che bisogna mangiare il Suo Corpo e il Suo Sangue. Corpo e Sangue rappresentano l’Uomo intero. Queste espressioni parlano anche dell’Incarnazione e della Croce di Gesù. Il Figlio di Dio si è incarnato e sulla Croce, come Figlio dell’Uomo, è stato glorificato.
Chi Lo mangia nella Comunione si unisce a Lui in modo sacramentale e riceve la vita eterna. Riceve la vita di Gesù e, di conseguenza, si unisce a Dio.
Il mistero dell’Eucaristia è unire il fedele alla Santissima Trinità attraverso il dono del Pane Eucaristico e della croce di Gesù.
Nella seconda lettura san Paolo invita gli efesini e tutti noi ad essere saggi per capire la Volontà del Padre.
Coloro che ascoltano Gesù e Lo seguono faranno la Volontà del Padre e faranno esperienza della bontà del Signore.
Chi ascolta Gesù e Lo riceve nell’Eucaristia non vivrà in modo stolto in questo mondo, ma lavorerà e riposerà lodando il Signore e glorificandoLo.
La santa Messa di oggi ci unisce a Dio Trino e a tutti coloro che hanno raggiunto la salvezza.
Ringraziamo il Signore che è rimasto con noi nella Santissima Eucaristia fino alla fine del mondo.
Sua Madre, Regina della Pace, interceda per tutti noi.
Amen.

Fonte: Registrazione F. Deagostini Trascrizione A. Bianco

domenica 19 agosto 2018

Assunzione della B.V. Maria - Medjugorje 15 agosto 2018

Preghiere serali dal 16 al 18 agosto 2018 a Medjugorje

Adorazione Eucaristica del 16 Agosto 2018

presieduta da fra Zvonimir Pavičić


Signore Gesù,... adesso, sei in mezzo a noi... e noi Ti adoriamo...

Di Te sono state scritte le parole più belle,... ma sei sempre vicino a noi...

Tu incontri persone sofferenti, ma noi sappiamo che gli incontri con Te ci cambiano..

Canto: Adoramus Te, Domine...  

- Ti adoriamo, Signore Gesù, nel Santissimo Sacramento dell’altare. Ti adoriamo, Gesù Eucaristico, Tu, che Ti doni sempre a noi come nutrimento, come cibo che nutre ogni nostra fame, Tu, che riempi ogni nostro vuoto e doni il senso a tutto, Tu, che sei pienezza di tutto.

- Adesso, Tu, Signore, sei in mezzo a noi e noi Ti adoriamo. Fa’ che, con tutto il cuore e con tutta l’anima, sentiamo la Tua Presenza, la Tua Vicinanza, per poterci abbandonare completamente a Te, affinché Tu possa nutrirci con questo incontro, affinché possiamo uscire da questo incontro nutriti, incoraggiati, consolati e guariti.

- Ti adoriamo, Signore Gesù, e riconosciamo che solo Tu sei il nostro Dio.

Canto: Jubilate Deo, omnis terra, servite Domino in laetitia!

           Alleluia, alleluia! In laetitia!...

- Tu, Signore, sei Santo, Tu sei tanto sublime, onnipotente, immenso. Di Te sono state scritte le parole più belle, di Te sono state composte le melodie più belle, a Te hanno raggiunto i pensieri più sublimi della mente umana, eppure tutto questo sono le briciole piccole della Tua bellezza, della Tua Onnipotenza , della Tua Luce e della Tua Santità.

- Nella Tua generosità, Signore, sei venuto in mezzo a noi, sei diventato simile a noi, vicino, affinché anche noi potessimo ricevere dalla Tua bellezza, e sei rimasto con noi, presente nei Sacramenti. Non hai Tu hai promesso: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo.”?

- Signore, fa’ che anche noi possiamo stare con Te: fa’ che Tu sia sempre nella nostra vicinanza, fa’ che ci nutriamo della Tua Presenza, fa’ che impariamo dalla Tua Parola a essere i Tuoi discepoli santi.

- Guardaci, Signore, mentre siamo inginocchiati intorno a Te, e fa’ che possiamo riconoscerti nella Tua bellezza, amarti con tutto il nostro cuore, e fa’ che possiamo imitarti.

Canto: Tu sei Pace... Alleluia...

- Signore, questi incontri con Te non sono certo incontri isolati e perfetti, ma Tu in questi momenti incontri noi, entri nella nostra quotidianità, entri nella semplicità delle nostre vite, incontri delle persone che hanno forse un cuore ferito, sono tristi a causa di certe perdite, persone infelici o disperate.

- Signore, noi sappiamo che gli incontri con Te cambiano. Noi crediamo che Tu sei con noi, affinché noi possiamo star meglio. Noi crediamo che Tu ci accompagni tutti con il Tuo sguardo misericordioso. Crediamo che Tu ci proteggi con la Tua mano destra, con la Tua mano potente. Signore, ridona la gioia ai cuori tristi, ridona la speranza agli afflitti e moltiplica la fede a tutti, affinché nella vita possiamo portare Te e la Tua Buona Notizia, e affinché sempre, con la vita santa, possiamo camminare incontro a Te!

- Grazie, Signore, per questi momenti, momenti donati, attraverso i quali diventiamo persone migliori e cristiani più fedeli.

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison...  Benedizione eucaristica.

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...

Fonte: (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)



Venerazione alla Santa Croce del 17 Agosto 2018

guidata da fra Perica Ostojić




Signore Gesù, eccomi ai piedi della Tua Croce... aiutami  a morire a me stesso...

Adesso Ti prego per tutti coloro che soffrono...

Grazie perché, col Tuo Sacrificio, ci mostri che la Croce è il luogo dell’Amore...

Canto: Santo è il Signor! Santo è il Signor!

  Santo è il Signore Iddio! Santo è il Signor!...  

- Signore Gesù, eccomi ai piedi della Tua Croce con la Tua Madre e con il Tuo discepolo amato. Eccomi ai piedi della Tua Croce perché vorrei sentire la grandezza del Tuo Amore che si dona per me. Aiutami, Gesù, a morire a me stesso per servire gli altri.

Canto: Gesù, Gesù! Eccomi io son davanti a Te!

           Gesù, Gesù! Io mi dono a te, mio Signor! (X3).

-  Signore Gesù, adesso prego per coloro che soffrono, che cadono perché non riescono a portare la croce della loro vita, per coloro che si sentono abbandonati. Signore, con la Tua grazia, fortifica la loro fede, e, con il Tuo Amore, ridona loro la speranza.

Canto: Veni, Sancte Spiritus...

- Signore Gesù, grazie perché, con il Tuo sacrificio, Tu ci mostri che la Croce non è solamente un luogo di dolore e di sofferenza, ma è prima di tutto il luogo dell’Amore che si dona e che dà un nuovo significato al dolore, l’Amore che è vittorioso sulla morte e che dona una vita nuova.

Kyrie, eleison...

Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.

Amen.

Canto finale: Ave, Maria, gratia plena! Dominus tecum, Benedicta Tu!

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)



Preghiera di guarigione del 18 agosto 2018

guidata da fra Svonomir Pavičić



Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore Gesù, Tu hai preso un corpo e sei nato dalla Vergine Maria in una semplice famiglia di Nazareth. Tu che eri in tutto uguale a Dio, hai umiliato Te stesso prendendo il volto di servo dell’uomo, diventando simile a noi in tutto eccetto il peccato. Grazie per questo.

Hvala, Criste... Dzennky, Jesu... Merci, Jesu... 

Signore Gesù, Tu sei entrato nella nostra storia umana. Non hai avuto paura di diventare uno di noi, nascendo nel tempo. Tu stesso hai provato il peso della vita ed eri simile agli uomini. Hai gioito con chi gioiva, hai pianto con gli afflitti. Hai consolato gli afflitti, hai ridato la speranza agli scoraggiati, hai ridonato la pace, hai guarito i malati e liberato i posseduti. Con la Tua Presenza hai portato agli uomini la Tua Bontà e la Pace che riempie ogni cuore che si apre a Te nell’Amore.

Grazie, Gesù... Thaankyou, Jesus... Shuk’ran, Jajasu...

Diventando simile agli uomini, o Gesù, Tu hai conosciuto molto bene che cosa significhi la sofferenza, che cosa significhi l’afflizione e quanto dolga la separazione dalle persone care, ma soprattutto sei stato triste per coloro che non hanno accettato la salvezza offerta da Te. O Cristo, anche oggi sei vicino a noi nei Sacramenti. Ci tocchi col Tuo Amore e con la Tua Misericordia e adesso, col Tuo sguardo su di noi, doni la salute del corpo e dell’anima, perché possiamo seguirti ancora di più, per seguire Te, nostro Salvatore. Signore, guariscici!                                                                             

Kyrie eleison...

Voi, le vostre famiglie e tutti coloro per i quali abbiamo pregato stasera, benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.

Amen.

Fonte: (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

Adorazione Eucaristica del 18 agosto 2018

presieduta da Fra Marinko Šakota


Gesù, In ogni cuore umano c’è il desiderio di Dio...

Gesù, Tu sai che io ho bisogno del nutrimento per la mia anima...

Gesù,.. Tu vuoi che io diventi Tuo Corpo e cibo per gli altri...

O Gesù, lasciami vivere di Te, per gli altri.

Canto: Vive Jesus, el Senor...

- Gesù, noi Ti adoriamo! In ogni cuore umano c’è il desiderio di Dio. O Gesù, sveglia adesso dentro di noi questo desiderio.

Canto: Risveglia in me il desiderio di Te, o mio Signor!

           Con la Tua grazia rinnovami: sii la mia vita, Gesù Salvator!

- Gesù, Tu sai che io ho bisogno del nutrimento per la mia anima. Vorresti che io mangi la Tua Parola e il Tuo Corpo, perché Tu vuoi che viva di Te. Adesso, Gesù, io scelgo Te, scelgo la Tua Parola, scelgo il Tuo Corpo come mio cibo.

Canto: Domine Jesu (X4), Jesu...

- Gesù, Tu non vuoi solamente che io prenda il Tuo Corpo per cibo, ma che io diventi il Tuo Corpo e cibo per gli altri.

Canto: Signore, aiutaci ad amarti sempre più!

           Signore, aiutaci ad amarci sempre più!

- O Gesù, lasciami vivere di Te, per gli altri!

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison...

Canto: O Christe, Domine Jesu...

Kyrie, eleison...  Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto.

Canto finale: Magnificat (X3) anima mea Dominum.

                     Magnificat (X3) anima mea...

Fonte: (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

Omelia Messa - Međugorje - Giovedì 16 Agosto 2018

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano.
Parola del Signore.


Cari fedeli, parrocchiani, pellegrini, ascoltatori della radio, tante volte sentiamo il termine “perdono”, sopratutto in chiesa. “Perdona perchè ti sia perdonato”. Devi perdonare.
Il Cristianesimo è una religione in cui il perdono ha un ruolo importante. Chi non è pronto a perdonare gli altri non può aspettarsi che Dio lo perdoni.
Chi pensa che Dio non abbia nulla da perdonargli sta ingannando se stesso.
Queste sembrano espressioni di un predicatore. Nessuno si oppone ad esse. Ma sono parzialmente giuste.
Per prima cosa bisogna mettere il perdono nel posto giusto.
Credo che un uomo non dovrebbe dire ad un altro uomo “devi perdonare”. Noi uomini non abbiamo diritto di dire ciò. Lo può dire soltanto Dio con la Sua autorità.
L’espressione “devi perdonare” porta in sé il pericolo di ferire la vittima un’altra volta e colui che ha commesso l’ingiustizia viene, in un certo senso, liberato dalla critica. In questo caso colui che ha subito l’ingiustizia ha una duplice sofferenza: per l’ingiustizia e perchè si sente colpevole di non poter perdonare.
Il messaggio di Dio sul perdono non porta ad un’ulteriore schiavitù, ma alla liberazione. Questo messaggio non aiuta colui che ha commesso l’ingiustizia, bensì la vittima.
Perciò la frase “devi perdonare” è una frase con cui bisogna stare molto attenti. Colui che ha subito l’ingiustizia dovrebbe perdonare, anche se umanamente ha diritto di non farlo. Perchè dovrebbe perdonare? Principalmente per se stesso. Per non avvelenare il cuore con l’odio e con i pensieri di vendetta. Per essere libero e poter lavorare e vivere in modo normale.
Finché coltivo l’odio e il desiderio di vendetta nei confronti di qualcuno quel tale in un certo modo controlla la mia vita. E’ presente nei miei pensieri, nei miei progetti, nel mio cuore e non mi permette di essere veramente felice finchè non avrò realizzato la mia vendetta. Ma quando ci sarò riuscito non sarò neanche allora felice.
Spesso una persona che ci ha commesso un torto è presente nei nostri racconti per decenni a causa dell’amarezza e per riflessioni e rimproveri. Nessuno sulla terra, tranne i nostri cari, deve segnare la nostra vita in una maniera così profonda. Per questa ragione è giusto perdonare.
Davanti al giudizio di Dio l’uomo sarà completamente nudo, così com’è, senza avvocati, senza scuse. Sarà abbandonato soltanto alla Misericordia e alla Giustizia di Dio. Chi può sperare di ottenere misericordia se non coloro che sono misericordiosi? Nelle Beatitudini sentiamo “beati i misericordiosi perchè otterranno Misericordia; beati i portatori di pace perchè saranno chiamati figli di Dio; beati i perseguitati a causa dell’ingiustizia perchè a loro appartiene il Regno dei cieli”. Tutte queste categorie che le Beatitudini elencano si trovano tra le persone che perdonano. Il perdono cristiano proviene da questo modo di vedere. La chiamata al perdono è l’aiuto affinchè la vittima del sopruso possa liberarsi e vivere in libertà senza sottostare a ciò che può avvelenare l’anima e lo spirito.
Se capiamo tutto questo possiamo comprendere bene la parabola che è riportata nel Vangelo di oggi.
“Quante volte dovrò perdonare il mio fratello che commette colpe contro di me?” Pietro collega la risposta al numero 7. La tradizione ebraica diceva che bisogna perdonare 3 volte. Dopo le 3 volte il perdono non ha più senso. Pietro raddoppia il numero delle volte più una. Forse pensava di essere fin troppo generoso. Ma Gesù con la Sua parabola annienta la domanda di Pietro e fa entrare un nuovo elemento. Non è difficile riconoscere che quel padrone che condona un debito impossibile da restituire è Dio stesso. Gli uomini discutono tra di loro di cose molto piccole.
Nella domanda di Pietro e nel suo modo di pensare sono presenti due elementi: io e colui a cui devo perdonare. Questo, però, non è solamente un rapporto fra di noi. C’è anche Dio, al quale noi tutti dobbiamo tanto. Bisogna vedere quanto ne siamo coscienti.
Chi crede in Dio ha una misericordia e una giustizia diversa da colui che non crede. Se nella vita ci comportiamo come coloro che non hanno fede come possiamo dire di essere diversi? Come si può riconoscere che apparteniamo a Dio?
Sant’Agostino diceva: “Chi non è pronto a perdonare non deve pregare il Padre Nostro”. In quella preghiera è contenuta la frase “perdona a noi come noi perdoniamo i nostri debitori”.
Riflettiamo: se io non sono pronto a perdonare prego, infatti, che Dio non perdoni neanche me. Questo è molto più facile capirlo nella teoria che viverlo nella vita pratica.
Nei Paesi Bassi esisteva una signora di nome Kornelia. Quando nel maggio del 42 i tedeschi avevano invaso il suo paese una donna ebraica si era presentata alla porta della casa di Kornelia chiedendo aiuto. Probabilmente sarebbbe stata uccisa se fosse stata trovata dai nazisti. Lei e la sua famiglia sono stati accolti e aiutati a lasciare il paese. Quando gli altri ebrei hanno saputo la cosa si sono presentati a chiedere aiuto. Così i nazisti se ne sono accorti. Un giorno hanno fatto un controllo. Mentre i tedeschi erano al pian terreno gli ebrei si nascondevano dietro una parete e trovavano la via di fuga. Questo è capitato per quasi due anni. A nessun controllo sono state trovate le persone. Ma nel febbraio del 44 gli agenti hanno trovato un orologio che uno degli ebrei aveva dimenticato per la fretta. Kornelia, un fratello e due sorelle sono stati arrestati, mentre un fratello e una sorella sono stati lasciati. Kornelia e la sorella sono stati mandati nel campo di concentramento. Nel dicembre di quell’anno la sorella è morta lasciando scritto: “Non esiste burrone così grande da non essere raggiunto dall’Amore di Dio”. Due settimane dopo Kornelia è stata liberata.
Nel 45, al termine della guerra, ha aiutato le vittime dei soprusi a riprendersi. Nella sua autobiografia ha scritto: “Coloro che erano capaci di perdonare erano in grado di iniziare una vita nuova nonostante le ferite fisiche. Coloro che hanno perseverato nell’amarezza sono rimasti invalidi”.
Kornelia nel 47 ha fatto una catechesi sul perdono in una chiesa. Al termine della stessa, dopo che la chiesa si era svuotata, un uomo sorridente si è avvicinato a lei. In esso ha riconosciuto uno dei guardiani del campo di concentramento. Egli ha detto: “Sono felice, perchè Dio ha cancellato la mia colpa per ciò che ho fatto, ma vorrei sentire dalla tua bocca le parole del perdono”. Le ha dato la mano, ma lei che aveva aiutato tante persone a superare i loro traumi è rimasta bloccata. Davanti agli occhi le passavano le scene terribili del campo di concentramento e sua sorella morta. Non riusciva a muovere la mano. Ha pregato Gesù di poterle dare la forza per poterlo fare e ci è riuscita. In uno dei suoi testi ha scritto: “Allora ho sentito il calore passare dal braccio verso la mano e verso il guardiano del campo di concentramento”.
Davanti a noi rimane la domanda: è possibile perdonare? Bisogna perdonare?
Se colui che merita il castigo non chiede il perdono non importa. Il perdono non significa rinunciare ai propri diritti oppure giustificare l’ingiustizia. Questo lo vediamo nella parabola quando il padrone non rinuncia ai suoi diritti vedendo come si comportava il servo malvagio.
Gesù inserisce la terza Persona nel perdono: Dio. Purtroppo non contiamo su di Lui quando siamo in lite con qualcuno.
Il perdono è per la vittima. Colui che ci ha offeso non deve guidare la nostra vita. Non deve farlo neppure la sua disponibilità o meno di chiedere il perdono. Osservandoci attorno possiamo vedere che questo succede rare volte.
Gli uomini sono crudeli: fanno fatica a perdonare e fanno fatica a chiedere perdono, perchè ogni loro atto ha una giustificazione. La colpa è sempre di un altro: il collega di lavoro, i genitori, la moglie, il marito, i figli, gli amici, i confratelli.
Per le persone cattive l’universo intero è colpevole. Solo loro sono innocenti.
Il cristiano sincero non può entrare in questa dinamica se vuole custodire la propria anima. Perciò dobbiamo essere pronti a perdonare e a chiedere perdono.
Alla fine ci dobbiamo porre due domande. Quando è stata l’ultima volta che ho detto a Dio “perdonami; so che questo è sbagliato; lo farò in modo diverso”?
Seconda domanda. Quando è stata l’ultima volta che ho detto ad una persona sinceramente “perdonami, ho sbagliato”?
Un nostro cantante dice: “Potrebbe essere più facile morire che dire ‘perdonami’”.
Se non ci ricordiamo quando abbiamo chiesto perdono non significa che siamo senza peccato. E’ un gran pericolo. O non abbiamo la forza o non abbiamo la capacità di guardare come siamo veramente.
E’ molto pericoloso se veniamo a Messa e chiediamo a Dio di perdonare i nostri peccati e poi rimangono solo le parole mentre il nostro cuore non ha mai sentito il pentimento. E’ diventata solo una frase che pronunciamo spesso e invece non sappiamo girarci verso qualcuno e dire “perdonami”.
Il Signore ci doni la grazia di poter vedere i nostri errori e di saper essere misericordiosi affinchè anche Lui possa essere misericordioso con noi.
Amen.

Fonte: Registrazione F.Deagostini – Trascrizione A. Bianco

Omelia Messa - Međugorje - Mercoledì 15 Agosto 2018 - Assunzione B.V. Maria - Mons. Henryk Hoser

Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Parola del Signore.

Eccellenti Vescovi dal Gabon in Africa e dall’Italia, cari sacerdoti e consacrati, cari fratelli e sorelle, pellegrini e parrocchiani, l’odierna solennità dell’Assunzione chiude un ciclo escatologico, cioè il nostro sguardo verso il fine della vita umana.
Dopo la Resurrezione e l’Ascensione del Signore si realizza l’opera salvifica con la partecipazione della Madre di Dio. Ella diviene inseparabile da Suo Figlio, immagine del Dio Misericordioso.
Maria dice di Se Stessa: “D’ora in poi tutte le generazioni Mi chiameranno Beata. Grandi cose ha fatto per Me l’Onnipotente e santo è il Suo Nome. Di generazione in generazione la Sua Misericordia”.
Davvero l’Assunzione è un’effusione di Misericordia operata anche per mezzo della Madre di Misericordia, Rifugio dei peccatori, Avvocata nostra.
All’orizzonte della nostra vita terrena e alla soglia dell’eternità appare nel cielo il segno grandioso della Donna. Come si presenta? Cosa dice il Suo aspetto? La Donna vestita di sole. La luce viene dal sole. Chi è dunque questo Sole? Il Sole è Suo Figlio.
“Ci visiterà un Sole che sorge dall’alto” dice il cantico di Zaccaria che la Chiesa recita ogni mattina.
Maria ha rivestito il Figlio di Dio della natura umana e di un corpo umano. Invece Cristo ha rivestito Sua Madre di Sole. Maria splende della luce di Cristo.
Nelle apparizioni private la Madonna si presenta luminosa, bellissima, sulla strada della luce.
A Fatima veniva sempre da oriente e si allontanava verso oriente: la direzione del sole che sorge.
La vediamo con la luna sotto i Suoi piedi. La luna non è fonte di luce. La luna riflette la luce ricevuta dal sole. Tuttavia la luna brilla nelle tenebre ed orienta i viaggiatori.
Essere la luna, essere il riflesso della luce del sole è la nostra missione di credenti sempre illuminati dal Sole che sorge.
Sul capo una corona di 12 stelle. Un simbolo tanto cosmico quanto biblico. Maria, Regina del cielo e della terra, è ornata da una corona dal duplice significato. Creata come l’Opera più perfetta uscita dalle Mani del Creatore, la Stella chiarissima. Dall’altra parte Ella si iscrive nella storia umana, la storia della salvezza. Appartiene alle 12 tribù del popolo eletto dell’Antico Testamento come Regina dei patriarchi e dei profeti. Diviene allora la Regina degli apostoli, di quelli che sono i fondamenti della Chiesa.
“Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto”.
Dall’alto della croce Gesù ha riconosciuto Sua Madre come Madre universale, di tutti gli uomini, di tutti coloro che devono nascere dall’alto, dall’acqua e dallo Spirito come il Salvatore ha detto due volte a Nicodemo. Gesù ha risposto: “In Verità, in Verità Io ti dico: se uno non nasce dall’alto non può vedere il Regno di Cristo”.
Di nuovo Gesù ha ripetuto: “In Verità, in Verità Io ti dico: se uno non nasce da acqua e Spirito non può entrare nel Regno di Dio”.
Nel modo più eccellente della Sua Maternità Maria ci genera per il Regno di Dio. A volte un parto tanto difficile.
Prima di arrivare alla gloria dell’Assunzione Maria è implicata nella vita terrena come tutti i mortali. E’ nata dai genitori che la tradizione chiama Gioachino e Anna. E’ nata in una famiglia semplice e modesta, non in un palazzo reale. Ragazza di Nazareth a poco a poco scopriva del Suo essere incomparabile. Non aveva esperienza del peccato personale.
Durante l’Annunziazione l’angelo del Signore Le ha portato l’annuncio dicendo: “Rallegrati piena di grazia, il Signore è con Te”. Maria è libera dal peccato tanto primordiale che personale.
A Lourdes Maria conferma questa verità dicendo: “Io sono l’Immacolata Concezione”.
Con l’Annunziazione, dopo le parole di Maria che dice “Ecco la Serva del Signore; avvenga per Me secondo la Tua Parola”, comincia la Sua peregrinazione nella fede, nella quale la Beata Vergine avanzò serbando fedelmente la Sua unione con Cristo.
La peregrinazione è un legame che unisce la Madre di Dio a Cristo e alla Chiesa.
A noi Maria appare come Maris Stella, la Stella del mare. Per tutti coloro che compiono il cammino della fede.
Davvero la fede di Maria è eroica. Prima percorre tutti i misteri del Rosario: quelli gioiosi, luminosi e gloriosi, ma anche quelli dolorosi. Tutti conosciamo i sette dolori e la profezia di Simeone. Simeone ha detto: “Egli è qui per la rovina e la resurrezione di molti in Israele. Segno di contraddizione perchè siano svelati i pensieri di molti cuori e anche a Te una spada trafiggerà l’anima”.
San Giovanni Paolo II diceva: “La Beata Vergine Maria continua a precedere il popolo di Dio. La Sua eccezionale peregrinazione nella fede rappresenta un costante punto di riferimento per la Chiesa, per i singoli, per le comunità, per i popoli, per le nazioni e in un certo senso per l’umanità intera”.
Il santo Papa Giovanni Paolo II diceva ancora: “Maria non cessa di essere la Stella del mare, cioè la stella che indica la direzione. per tutti coloro che percorrono il cammino della fede”.
Se essi alzano gli occhi nei diversi luoghi dell’esistenza terrena lo fanno perchè Ella diede alla luce il Figlio che Dio ha posto come Primogenito tra molti fratelli e anche perchè alla rigenerazione e formazione di questi fratelli coopera con Amore di Madre.
Non è soltanto Stella Maris, ma anche Stella Mattutina. Cosa significa il secondo appellativo Stella del mattino? Come questa stella assieme all’aurora precede il sorgere del sole, così Maria, fin dalla Sua Immacolata Concezione, ha preceduto la venuta del Salvatore, il sorgere del Sole di giustizia nella storia del genere umano.
Allora carissimi, stiamo saldi andiamo per la Sua strada della fede che diventa la più sicura, la più corta e la più illuminata per arrivare a Dio Trino ed Uno, alla felicità eterna.
Amen.
Mons. Henryk Hoser

Fonte: Registrazione F. Deagostini – Trascrizione A. Bianco

sabato 18 agosto 2018

Approfondimenti della fede – Video – Omelia: "Omelia nella vigilia della Assunzione di Maria"

Omelia di don Renzo Lavatori nella vigilia della Assunzione di Maria alla Stacciola il 14 agosto 2018



Vangelo Lc 11,27-28
Beato il grembo che ti ha portato!
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre Gesù parlava alle folle, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

Approfondimenti della fede – Video – "Medjugorje - Santa Messa di Pentecoste 2018 - Omelia di don Renzo Lavatori”

lunedì 13 agosto 2018

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (44) – Messaggi a Marija del 25 luglio 2018 ed a Mirjana del 2 agosto 2018

Messaggio a Marija del 25 luglio 2018

"Cari figli! Dio mi ha chiamata per condurvi a Lui, perché Lui è la vostra forza. Perciò vi invito a pregarLo e a fidarvi di Lui, perché Lui è il vostro rifugio da ogni male che sta in agguato e porta le anime lontano dalla grazia e dalla gioia alla quale siete chiamati. Figlioli vivete il Paradiso qui sulla terra affinché stiate bene e i comandamenti di Dio siano la luce sul vostro cammino. Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Commento teologico

Il messaggio pone dinanzi alla nostra mente e al nostro cuore due aspetti, di cui il primo riguarda la fede in Dio quale unico valido riferimento per un’autentica vita cristiana; il secondo ci ricorda che il paradiso va vissuto già su questa terra. Vediamo l’uno e l’altro aspetto.

1. Dio unico valido riferimento. La Vergine sottolinea che la sua missione non è stata una sua iniziativa personale, ma più precisamente essa è una vera e propria vocazione da parte di Dio per essere inviata a ricuperare i suoi figli per condurli a l’unico vero ed efficace sostegno, che è lo stesso nostro Dio Signore e Padre: “Cari figli! Dio mi ha chiamata per condurvi a Lui, perché Lui è la vostra forza”. Queste parole indicano chiaramente che nel cammino che dobbiamo fare ogni giorno vi è un faro luminoso che ci indica il giusto sentiero e che non dobbiamo mai perdere di vista. Questa luce o fonte di energia vitale è propriamente Lui, il Signore nostro Dio e non vi è altro valore o persona più importante di Lui. Questa verità assoluta deve albergare costantemente nel nostro animo ed essa si fa la bussola di orientamento per poter vivere ogni giorno un’esistenza giusta, buona, fruttuosa, santa.

Questo primato del volto divino del Padre purtroppo non sta al suo posto e spesso, nelle nostre giornate, esso non solo viene messo in disparte, ma anche può essere perso di vista. Ne segue che noi, suoi figli, restiamo impigliati nelle tenebre, nell’angoscia, nell’inquietudine e insoddisfazione. Il richiamo della Vergine perciò assume un valore primario a cui non possiamo rinunciare. Se lo trascuriamo, tutto ricade su di noi come un peso insopportabile rendendoci eternamente scontenti, nervosi, stressati. Accogliamo dunque con grande apertura di animo il richiamo della Vergine. Altrimenti, Ella lo ripete, restiamo schiavi del malessere e dell’insoddisfazione e perdiamo la gioia di vivere e di amare.

Infatti: “perciò vi invito a pregarlo e a fidarvi di Lui, perché Lui è il vostro rifugio da ogni male”. Devono risuonare fortemente in noi queste sagge parole della Vergine. Credo che tutti noi sperimentiamo il disordine e la malvagità con cui il male si diffonde nel mondo e fa strage dei cuori e delle famiglie, causando ovunque malessere, tensioni, avversità di ogni genere. Perché siamo così stolti da lasciarci sedurre dal maligno e dalle sue seduzioni da cui siamo ingannati miseramente? Ciò viene detto: “il male sta in agguato e porta le anime lontano dalla grazia e dalla gioia alla quale siete chiamati”.

2. Vivere il paradiso sulla terra. Anche questo aspetto assume un valore fondamentale, perché noi ci dimentichiamo facilmente di essere sulla terra non in modo stabile e imperituro, ma soltanto di passaggio verso la nostra vera patria che è la felicità eterna del paradiso. Ciò non significa che dobbiamo trascurare le vicende e gli affari di questo mondo, piuttosto è un invito a saperli affrontare nella luce divina e secondo il suo santo volere, con la gioia del suo amore infinito: “Figlioli, vivete il paradiso qui sulla terra affinché stiate bene”. È certo che non si tratta di una impresa facile e di comodo, ma di un impegno serio e sereno di vivere sulla terra con gli occhi sempre rivolti al cielo, in modo che non ci lasciamo sopraffare e schiavizzare dalle realtà terrene. In tal modo ogni nostra azione, pensiero, desiderio, affetto non sono circoscritti al solo orizzonte di questo mondo, ma si aprono giustamente verso la meta del nostro pellegrinaggio che sta unicamente là, in paradiso, dove troveremo per sempre quella pace, quella comunione e quella ricchezza di beni che non si lasciano contaminare dalla tignola e dalla ruggine. La terra stessa diventa un trampolino per slanciarci alla conquista della beatitudine eterna, in cui consiste lo scopo del nostro vivere adesso quaggiù con la speranza di raggiungere lassù la vita senza fine.

Per fare tutto ciò il Signore ci ha lasciato dei segnali sulla strada, al fine di non smarrirci, ma seguire il giusto sentiero: “I comandamenti di Dio siano la luce sul vostro cammino”. Se seguiamo tali indicazioni, che sono espressione della divina volontà, noi veramente e felicemente potremmo godere per sempre la felicità, a cui aneliamo profondamente. Perciò non possiamo sbagliarci o essere abbagliati dalle seduzioni del male, se gli occhi restano puntati verso i fari sparsi sul sentiero di ogni giorno, che sono i divini comandamenti. Come si vede, siamo bene equipaggiati per non andare fuori strada. L’importante è che ci impegniamo a mettere al primo posto il Signore nostro Dio e seguire le sue sagge indicazioni. Questo è il segreto di una vita fruttuosa già su questa terra e una anticipazione di quello che sarà il mondo futuro.

In ultimo la Vergine aggiunge, come suo solito, parole di dolce tenerezza per sostenere i nostri intenti e lasciarci condurre da Lei, nostra madre e maestra: “Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno”. Che questi suggerimenti materni di Maria ci donino quella pace interiore, quella quiete rasserenante dello Spirito, che ci consentono di riscoprire ogni volta lo slancio di un cammino cristiano luminoso e portatore di vita sulla terra e nei cieli. Niente di più consolante e confortevole.



Messaggio a Mirjana del 2 agosto 2018

Cari figli con materno amore vi invito ad aprire i cuori alla pace, ad aprire i cuori a mio Figlio, affinché nei vostri cuori canti l’amore verso mio Figlio. Solo da quell’amore, infatti, nell’anima giunge la pace. Figli miei, so che avete la bontà, so che avete l’amore, un amore misericordioso. Molti miei figli, però, hanno ancora il cuore chiuso. Pensano di poter agire senza rivolgere i loro pensieri verso il Padre Celeste che illumina, verso mio Figlio, che è sempre nuovamente con voi nell’Eucaristia e desidera ascoltarvi. Figli miei, perché non gli parlate? La vita di ognuno di voi è importante e preziosa, perché è un dono del Padre Celeste per l’eternità. Perciò non dimenticate mai di ringraziarlo. Parlategli! So, figli miei, che vi è sconosciuto ciò che verrà dopo ma, quando verrà il vostro dopo, riceverete tutte le risposte. Il mio amore materno desidera che siate pronti. Figli miei, con la vostra vita mettete nel cuore delle persone che incontrate dei buoni sentimenti: sentimenti di pace, di bontà, d’amore e di perdono. Attraverso la preghiera, ascoltate quello che vi dice mio Figlio ed agite in quel modo. Vi invito nuovamente alla preghiera per i vostri pastori, per coloro che mio Figlio ha chiamato. Ricordate che hanno bisogno di preghiera e d’amore. Vi ringrazio”.

Commento teologico

Questo messaggio, con rinnovato vigore e approfondimento, ripropone la centralità di Gesù, Figlio di Dio e Figlio di Maria, nostro redentore e salvatore, nostro pastore e Signore, affinché ne facciamo il fulcro essenziale del nostro essere cristiani, cioè suoi discepoli chiamati alla sua sequela. L’argomento può essere diviso in tre momenti: il primo pone l’accento nei canti di amore per Gesù; il secondo sottolinea il colloquio con Gesù; il terzo indica l’attesa e l’ascolto di Gesù. Ci soffermiamo su ciascuno in silenziosa e intima meditazione.

1. Canti di amore per Gesù. La Vergine ci sprona ad aprire i cuori al Figlio suo, per essere irrorati, vivificati, rasserenati dal suo amore infinito. Per questo ci invita a cantare con tutto il trasporto il nostro amore verso di lui, quale risposta generosa e cordiale: “Cari figli, con materno amore vi invito ad aprire i cuori alla pace, ad aprire i cuori a mio Figlio, affinché nei vostri cuori canti l’amore verso mio Figlio”. Non si tratta solo di un atteggiamento di cortesia e di gratitudine, ma, più profondamente, viene indicato uno slancio di amore che si fa canto e giubilo e nasce da un cuore infiammato e innamorato. Si stabilisce così tra noi e Gesù un rapporto intimo di effusione e di amore, come fossimo due soggetti uniti in un unico abbraccio di reciproca donazione nell’amore. Sono espressioni che non possono considerarsi esagerazioni o fanatismi, quanto piuttosto indicazioni di autentica effusione tra lui, che ci ha redenti, e noi, piccole creature da lui salvate, rigenerate e trasfigurate a sua immagine. Come non sentire in noi un palpito di vera sintonia tra Lui e noi, noi e Lui, come due esseri, pur sempre distinti, che si comunicano la reciproca effusione. Da questo stato sorge il canto di amore come una sinfonia di due voci, che si sintonizzano e si effondono in un unico cantico di armonia e di gioia.

La Vergine aggiunge, come sigillo indelebile, che quell’effusione diventa la sorgente della vera pace del cuore, della sua beatitudine: “Solo da quell’amore, infatti, nell’animo giunge la pace”. Come sono vere queste parole! Come dovremmo farle nostre, se vogliamo vivere con la interiore serenità di un amore che ci rende fiduciosi, pur in mezzo alle tempeste della vita. Quest’amore è più forte di ogni dolore, che viene trasformato in un atto di rafforzamento e stabilità dello stesso unico amore che Cristo dona a noi e da noi ritorna a Cristo. Ella ci fa capire che per questa sorgente di amore noi possediamo la bontà e la misericordia non solo verso noi stessi, ma anche verso i nostri fratelli. Per cui quel flusso di amore si espande, come l’acqua zampillante che scroscia dall’alto verso il basso e si espande sulla faccia della terra, affinché dalla terra si innalzi questo canto dolcissimo e ineffabile di unione tra cielo e terra, in una unica sinfonia: “Figli miei, so che avete la bontà, so che avete l’amore, un amore misericordioso”.

2. Colloquio con Gesù. La concezione si illumina con ulteriori approfondimenti che accentuano il rapporto di unione fra noi e Gesù. La Vergine si lamenta, da buona madre, che non tutti i suoi figli sono avvolti da questo amore e purtroppo hanno ancora il cuore diviso e restano aridi e rattristati in sé stessi; sono incapaci di stabilire un colloquio con Gesù: “Molti miei figli, però, hanno ancora il cuore chiuso, pensano di poter agire senza rivolgere i loro pensieri verso il Padre celeste che illumina, verso mio Figlio che è sempre nuovamente con voi nell’Eucaristia e desidera ascoltarvi. Figli miei, perché non gli parlate?”. Queste parole ci dovrebbero far riflettere per vedere se noi stessi siamo tra questi figli, che pur si dicono cristiani, ma sono privi dell’amore di Cristo. In particolare nostra Madre rivela come questi figli si illudano di poter vivere e agire senza tale forza di amore. Ma ciò costituisce un inganno e una illusione. Di fatto essi restano prigionieri del proprio egoismo e si racchiudono come una lumaca nel proprio guscio, senza la possibilità di colloquiare con il Padre e con il Figlio. Essi così diventano orfani, cioè privi dell’amore paterno, isolati e separati dall’abbraccio fraterno. Tanto più che Gesù è presente nell’Eucaristia ed è lì che lo possiamo incontrare personalmente ed essere avvolti dalla sua grazia. Quando egli entra in noi come cibo di vita eterna, noi possiamo ospitarlo con vera gioia e lì, nel nostro intimo, possiamo intavolare con lui un sincero discorso, dove noi gli parliamo e insieme lo ascoltiamo in uno scambio di reciproca comprensione. È lì che Lui ci trasforma in Lui e noi veniamo avvolti dal suo amore per essere ogni volta sempre più simili a Lui e con Lui congiunti. Per questo Ella ci rimprovera: perché non gli parlate? È un richiamo ad essere discepoli di suo Figlio, per diventare anche noi come Lui, ricolmati dell’amore materno di Maria. Ella non desidera altro che ciascuno di noi divenga sempre più simile a Gesù, così che in noi possa vedere l’immagine del suo Figlio amatissimo. Per questo ci invita a parlargli in modo da condividere con Lui tutto il nostro modo di essere e di vivere.

3. Attesa e ascolto di Gesù. Questo è l’ultimo aspetto, anch’esso di grande importanza. Ella apre uno squarcio sul mondo futuro, dicendo che non possiamo conoscere le sue caratteristiche, ma che esso esiste ed è il luogo dove ci troveremo per sempre. Esso resta sconosciuto, tuttavia ci attrae, perché là vedremo le cose così come sono e potremo conoscere il mistero infinito dell’essere di Dio, il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo: “So, figli miei, che vi è sconosciuto ciò che verrà dopo, ma, quando verrà il vostro dopo, riceverete tutte le risposte”. Là devono dirigersi i nostri pensieri e intenti, le nostre più intime aspirazioni, in modo da essere pronti al momento della venuta ultima del Signore. Ella ci vuole tutti là, in paradiso; desidera che tutti i suoi figli giungano alla meta della beatitudine senza fine: “La vita di ognuno di voi è importante e preziosa, perché è un dono del Padre celeste per l’eternità. Perciò non dimenticate di ringraziarlo”.

Da qui nasce la preoccupazione di Maria, affinché noi siamo pronti nell’ultima ora della nostra esistenza che ci apre alla vita celeste: “Il mio amore materno desidera che siate pronti”. Ella ha ragione, perché quella è la realtà che supera tutte le altre; anzi le altre realtà diventano del tutto secondarie e motivo per cui possono aiutarci ad arrivare lassù dove ella ci attende.

Se così facciamo, diventiamo strumenti sulla terra affinché il suo amore si diffonda ovunque e ogni creatura umana possa trovare la via che conduce alla salvezza eterna: “Figli miei, con la vostra vita mettete nel cuore delle persone che incontrate dei buoni sentimenti: sentimenti di pace, di bontà, d’amore e di perdono”. A tale scopo intende inculcare e rafforzare l’animo dei suoi figli per Gesù, affinché questo amore possa risanare e guarire tante ferite dell’essere umano e condurlo alla pienezza della vita. Veramente, quale madre, Maria non si stanca di richiamare tutti i suoi figli ad essere avvolti dal suo manto materno e condotti, sotto la sua protezione alla patria eterna.

Cara Madre, grazie della tua squisita tenerezza e premura materne, che ci sollecitano ad alzare il nostro volto, immerso nelle cose terrene e materiali, verso le altezze del cielo, dove vivono in perfetto amore il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo. Come tu stessa ci avverti, noi siamo tardi a credere e ad essere pronti e vigilanti. Siamo discepoli di tuo Figlio, ma ciò che ci interessa sta piuttosto nelle faccende terrene e nei travagli del mondo. Abbi pietà di noi, che ti ringraziamo dei tuoi pensieri e richiami alla vita cristiana autentica e alle aspirazioni più salutari ed elevate verso Dio. O Vergine Madre, accoglici sotto il tuo manto e facci sentire la tua dolcissima presenza, che ci dona vigoria, tanta serenità e soprattutto ci apre il cuore all’amore pieno e beatificante, quello verso tuo Figlio Gesù. Amen.

Don Renzo Lavatori


don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

venerdì 10 agosto 2018

Adorazione Eucaristica del 7 agosto 2018 presieduta da fra Francesco Rizzi

Signore Gesù, Tu sei il cuore del mondo e la sua Speranza...
Figlio di Dio e della Vergine Maria, donaci la grazia della Conversione...
Signore Gesù, donaci l’Amore, donaci il Tuo Santo Spirito...

Canto: Kumbaya, my Lord, Kumbaya...  O Lord, Kumbaya.   
           Vieni a noi, Signor, vieni a noi... Signore, vieni a noi.   

-         Signore Gesù, Figlio di Dio, Tu sei il cuore del mondo, Tu sei la Porta del Cielo e la Vita Eterna, Tu sei la Speranza del mondo. Noi confidiamo in Te.

Canto: Io Ti ano, Gesù, e mi dono a Te!
           Sei sorgente di vita, consolazione del mio cuore!
           Ti prego, Gesù: ascoltami!

-         Signore della vita e della pace, Figlio di Dio e figlio della Vergine Maria, donaci la grazia della Conversione, aiutaci a vivere il Tuo Vangelo. Maria, Madre della Chiesa e Madre nostra, grazie per averci convocati qui questa sera, per adorare Tuo Figlio.

Canto: Adorate mio Figlio, adorate Gesù!
           Aprite il vostro cuore, portate la pace al mondo!

-         Signore Gesù, donaci l’Amore, donaci il Tuo Santo Spirito. Signore, noi confidiamo in Te!

Canto: Veni, Sancte Spiritus...

Tantum ergo...Orazione.

Canto: Gesù (X8)... Amen...

Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica.

Canto finale: Zdravo, Kralice mira! Zdravo, Maiko ljubavi.
  Zdravo (X3), Marijo. (bis)

Fonte: Dalla Diretta.
(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

mercoledì 8 agosto 2018

Venerazione alla Santa Croce del 2 Agosto 2018 seguita dalla Meditazione con le Candele, guidata da fra Ante Vučković

Signore Gesù, eccomi qui nella notte e nelle varie tenebre della vita:

possa la Luce della Tua Croce e del Tuo Amore risplendere nei cuori di tutti...

Canto: Gesù, io credo in Te... Alleluia...

- Cari giovani amici, abbiamo detto che non accenderemo adesso le candele.

Vi preghiamo di spegnere le vostre candele. Avvisatevi gi uni gli altri di spegnere anche la luce del cellulare. La luce sarà donata a te. E tu, quando riceverai la luce da una persona, la donerai agli altri. Adesso la luce è soltanto sulla Croce, su Gesù. Allora spegniamo tutti le candele che abbiamo acceso e anche le luci del cellulare.

- Signore Gesù, adoriamo Te, crocifisso sulla Croce. Siamo qui nella notte e vediamo la Tua Croce illuminata, questo strumento per far arrossire, questo strumento che abbiamo creato noi uomini per farti arrossire, per farti sentire la vergogna. Questo luogo di patimento sulla Croce, con il quale abbiamo voluto allontanarti dal mondo, ma in nessun momento hai Tu sentito la vergogna, in nessun momento il Tuo volto è arrossito, perché non c’era nessun motivo. E Tu hai usato questo strumento di vergogna in uno strumento di salvezza: tanto grande era il Tuo Amore! Tu hai voluto salvare ogni persona che voleva farti arrossire: tanto lontano andava il Tuo Amore! Se non ci fosse stata questa trasformazione con la Tua morte, noi saremmo rimasti nelle tenebre, senza vedere e conoscere una via di uscita dalle nostre colpe, dalle nostre catene, dai momenti nei quali abbiamo fatto arrossire gli altri e noi stessi.

- Quando rialziamo lo sguardo e guardiamo nella notte la Tua Croce, vediamo la differenza tra le nostre tenebre e la Tua Luce. La Tua Luce arriva dal momento più difficile della Tua vita, le Tue Piaghe si sono trasformate nella Luce. Il Tuo corpo esaurito si è trasformato nella Luce del Cielo, e la Tua Croce non ha smesso di dar luce su questa terra. Da quel Venerdì Santo, quando abbiamo voluto con la vergogna della Croce allontanare da questo mondo quanto è profondo il Tuo Amore. Nostro Salvatore, Ti adoriamo! Ti adoriamo e adoriamo il Tuo Amore immenso, che la vergogna della Croce non ha distrutto, ma ha mostrato ancora di più.

- Signore Gesù Crocifisso, mio Salvatore crocifisso, mentre nella notte siamo qui, sappiamo che in mezzo a noi ci sono le persone che soffrono per il peso della colpa e sono schiave della vergogna, e non sanno come perdonare a se stessi. Noi, in questo momento, ti preghiamo per ogni persona che ha questa sofferenza, per ogni persona singolare, per ogni persona che sente il peso della colpa, per qualsiasi cosa abbia fatto, e Ti preghiamo: fa’ che in questo momento possa rialzare il capo, aprire gli occhi e vedere la Tua Croce, per essere completamente sicuro che Tu togli ogni vergogna, ogni colpa.

- Se rialzi il Tuo sguardo verso il Crocifisso non vedrai la Sua condanna, non troverai lo sguardo che cerca la colpa in te, ma troverai la Luce che ti conosce e che ti ama immensamente, che desidera liberarti da ciò che ti lega e che ti fa schiavo. Non temere di alzare il tuo sguardo, il tuo capo. Non temere di guardare la Croce, trasformata nella liberazione. Non temere di incontrare lo sguardo di Gesù!

Canto: La Tua fedeltà è grande, incomparabile... (musica “di Gesù io credo in te”...)

  Nessuno è come Te, Signore Iddio: grande la Tua fedeltà.

- Tu sei il mio Signore Crocifisso!

- Signore mio, Ti prego per tutti coloro tra noi la cui mente è entrata nelle tenebre e non distinguono la menzogna dalla verità, o sono schiavi dei dubbi. Ti preghiamo per quelli che non sanno dove andare, non vedono il senso della loro vita. Ti preghiamo, affinché stasera dalla Tua Croce arrivi la Luce alle loro menti.

- Ti preghiamo in modo particolare per coloro che sono affaticati e oppressi per incredulità, per coloro che non hanno mai sentito il Tuo Amore e la Tua Luce: visitali stasera, affinché possa brillare nella loro mente la Tua Presenza e il Tuo Amore immenso.

- Ti preghiamo per tutti coloro che tra noi sono schiavi delle tenebre delle emozioni, affaticati per amarezza, offese, e soffrono perché sono feriti, amareggiati, non hanno la possibilità di aver fiducia, speranza. Ti preghiamo per coloro che sono affaticati dal male e non hanno nessuna colpa, affaticati per l’incapacità interiore di salutare il male che li ha legati, inchiodati. Noi Ti preghiamo affinché arrivi a loro stasera la Luce della Tua Croce e fa’ che possano sperimentare la liberazione nel proprio cuore, affinché possano sperimentare che Tu li liberi nel loro cuore. Ti preghiamo: fa’ che possano sentire la profondità della letizia di un cuore libero, di un cuore liberato, di un’anima liberata, affinché possano perdonare con tutto il cuore le ferite che li hanno inchiodati.

- Ti preghiamo per tutti coloro che tra noi sono affaticati dalle tenebre dei rapporti umani, offese reciproche, ferite, disorientamento e soffrono per disorientamento nei rapporti, sono confusi. Noi Ti preghiamo che, nel momento in cui arriverà loro la Luce della Tua Croce, possano scoprire che Tu hai donato loro la capacità di perdonare e di amare, e che non possono vivere una vita prigioniera, incarcerati. Dona loro la forza della fiducia affinché possano aprire a Te il loro cuore, perché Tu possa entrare nelle loro relazioni.

- Ti preghiamo anche per tutti coloro che tra noi sono schiavi delle tenebre di qualsiasi dipendenza: delle cose, dei pareri degli altri, del mondo virtuale, dei giochi di azzardo, di qualsiasi altra cosa, in qualsiasi tenebra vivano. Noi Ti preghiamo: fa’ che arrivi a loro la Luce della Tua Croce e che questa Luce possa liberarli dalle dipendenze e dai legami, affinché scoprano che sono stati creati per la libertà, per la vita, per la pienezza della vita. Fa’ che possano scoprire che in ogni momento hanno il diritto di rialzare il capo verso la Tua Croce e lasciarsi abbracciare dal Tuo Amore immenso che scende dalla Croce.

- Signore, ci sono tante tenebre attorno a noi, tra di noi e dentro di noi, ma nessuna di queste tenebre può resistere quando Tu, Signore, arrivi con la Tua Luce. Signore, donaci la forza di poterci aprire alla Tua Luce, per poterti lasciare entrare nella nostra vita.

A questo punto il Parroco Fra Marinko accende un cero con una candela.

Si accendono anche le candele tra i Sacerdoti e sull’altare...e attraverso i Volontari a tutto il popolo.

Canto: Shine our Light... (Risplenda la nostra luce)...  

Fra Ante prosegue così:

- Grazie, Gesù,  che sei rimasto con noi nella Luce della Croce. Grazie perché possiamo ricevere la Tua Luce e possiamo far sì che possiamo condividerla con gli altri, possiamo partecipare alla Tua Salvezza del mondo.

- Grazie, O Salvatore Crocifisso perché illumini le tenebre della nostra mente e allontani i nostri dubbi, ci rendi capaci di avere pensieri lucidi e chiari. Grazie perché Tu doni a noi la Tua Luce, affinché possiamo aiutarci gli uni gli altri per vivere tutti insieme nella Tua Luce.

- Grazie, mio Salvatore Crocifisso perché allontani le tenebre dei nostri cuori e delle nostre emozioni. Disperdi queste tenebre: Tu, che sei stato ferito ma non sei rimasto inchiodato dalle Tue ferite; Tu, che sei stato esposto all’umiliazione, ma non sei rimasto legato al nostro umiliarti; Tu, che sei stato inchiodato sull’albero della Croce per la nostra volontà umana, ma non sei rimasto ciò che noi abbiamo voluto fare di Te. Grazie perché, con la Luce della Tua Croce, ci mostri che anche le nostre croci possono essere la via verso la salvezza, la Via che porta alla Vita, la Via che porta alla pienezza della Vita.

- Grazie, perché, sulla Tua Croce possiamo sempre vedere come le nostre croci non sono per la vergogna, per la condanna, per il giudizio: non  hanno l’ultima parola, ma, con la Tua Forza, possono essere trasformate nella Vita, trasformate nella Liberazione.

- Oh, grazie, Salvatore mio Crocifisso per la Tua Luce della Croce!.. la Luce che proviene dalla Tua Croce.

- Signore mio, Crocifisso, grazie perché porti la Tua Luce nei nostri rapporti umani, nelle mancanze di comunione, nei nostri rapporti distrutti. Grazie perché, con l’ultimo soffio sulla Croce, Tu desideri unire gli uomini in una cosa sola, liberandoli dalle schiavitù in se stesse. Grazie perché, con la Luce della Tua Croce, risani i nostri rapporti spezzati e distrutti, e ci riporti di nuovo gli uni verso gli altri, donando la forza del Perdono.

- Grazie, Signore mio, Crocifisso, perché Tu alle tenebre della morte porti la Luce della Risurrezione. Se non ci fosse stata la Tua Risurrezione, noi avremmo continuato a vivere schiavi della morte, dei sepolcri, convinti che la morte aveva l’ultima parola. E Tu hai portato la Tua Luce anche nella morte. Ci hai così liberati dalla paura della morte eterna e ci ha i aperto la Luce di una Vita Nuova.

- Grazie, Signore mio, Crocifisso, perché Tu desideri che io porti la Tua Luce alla vita dei miei cari, al mondo, lì dove non c’è la Luce, dove non hanno conosciuto ancora il Tuo Amore sceso dalla Croce.

- Grazie perché Tu, con la Tua Croce, ci attiri a Te, crei una Comunità: la Tua Chiesa. Grazie perché la Chiesa è aperta a tutti, non condanna nessuno, neppure coloro che non hanno conosciuto ancora la Tua Luce. Grazie perché hai fatto della Tua Chiesa la Luce del mondo. Grazie perché a Tua Luce è rimasta in eterno nella Tua Chiesa.

- Grazie perché in ogni Luce vediamo la Forza che allontana le tenebre.

Rimaniamo per un breve tempo in silenzio affinché ciascuno possa dire la preghiera nel silenzio del proprio cuore al Cristo Presente, e affinché possiamo pregare per la liberazione delle nostre tenebre o per coloro che sono importanti per noi e che sono nel nostro cuore.

Canto: Issus (X8)... Gesù (X8)... Jesus...

Kyrie, eleison...

Il Signore sia con voi...

Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.

Amen.

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...

  Zdravo, Kralice Maria! Zdravo, Maiko ljubavi! (bis)

                     Zdravo (X3), Marijo! (bis)

Seguono altri Canti:

Resuscitò...

Fonte: Dal DVD del giorno.

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)