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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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lunedì 25 giugno 2018

25 giugno 1981 il primo incontro con la Regina della Pace

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Una rara fotografia dei veggenti sul Podbrdo con p. Slavko nei primi tempi

Il primo incontro con la Regina della Pace

Non posso dire che il mattino del 25 giugno 1981 mi fossi svegliata, perché non credo di essere riuscita a dormire la notte, visto lo stato d’animo in cui mi trovavo. Ciononostante, uscii presto insieme ai cugini per andare a raccogliere il tabacco, come facevo in qualsiasi altro giorno a Međugorje.

Vesna e Milena mi ricordarono che quella sera avevamo concordato di andare a casa di nostra zia e che sarebbe venuto anche Marko. Annuii, ma la sola cosa che volevo fare era ripensare alla donna che avevo visto sulla collina.

Mentre lavoravo nei campi non vidi gli altri – quelli che, come me, sarebbero stati chiamati “i veggenti”. Immersa nella monotonia della raccolta e della posatura del tabacco, ripercorsi mentalmente quanto era accaduto il pomeriggio precedente. Avevo davvero visto ciò che avevo visto?

Mentre si avvicinava l’ora in cui il giorno prima avevo avuto la visione, mi sentii pervasa da una strana sensazione. Qualcosa dentro di me mi spingeva a tornare sulla collina. Era un impulso troppo forte perché lo ignorassi.

“Zio Šimun”, dissi, “sento che devo tornare sulla collina. Posso?”

Lo zio mi guardò e ci pensò su un momento. “Okay”, disse alla fine, “ma io e tua zia veniamo con te. Vogliamo vedere quello che succede”.

Uscimmo subito di casa. Una volta arrivati ai piedi del Podbrdo, sembrava che metà del paese ci avesse preceduto. La notizia si era sparsa in fretta a Bijakovići. Quando rintracciai tra la folla Ivanka, Vicka e Ivan, tre lampi di luce bianca attirarono il nostro sguardo sulla collina. Fummo sbalorditi vedendo la stessa figura apparsa il giorno precedente. Stavolta si trovava un po’ più in alto sulla collina.

Altri due ragazzi che non erano con noi il giorno prima – Marija, di 16 anni e Jakov, di 10, un mio cugino – ci raggiunsero e corsero insieme a noi verso quella signora.

La gente, rimasta giù, era esterrefatta vedendoci salire a velocità incredibile sul ripido pendio; sembrava che avanzassimo per forza d’inerzia fra i massi e i cespugli di spine. Alcuni cercarono di correre dietro di noi, ma non riuscivano a tenere il passo. Io ero una ragazza di città, non particolarmente sportiva, ma andavo avanti senza sforzo. Era come se volassi – o se qualcosa mi trasportasse – verso il punto in cui si trovava la donna.

“Ci vogliono almeno 12 minuti per arrivare fin lì”, disse più tardi lo zio, “eppure i ragazzi ci sono arrivati in due minuti.

A vederli mi sono spaventato”.

Appena la fissai da vicino, mi resi conto che quella donna non era di questo mondo. Immediatamente – e senza volerlo – ci inginocchiammo. Non sicuri su cosa dire o fare, iniziammo a pregare il Padre Nostro, l’Ave Maria e il Gloria. Con nostro grande stupore, la donna iniziò a pregare insieme a noi, rimanendo in silenzio solo durante l’Ave Maria.

Una bellissima aura azzurra la circondava. La sua pelle irradiava una luce color olivo, e i suoi occhi mi ricordavano l’azzurro chiaro del mare Adriatico. Un velo bianco le nascondeva quasi tutti i neri capelli, ad eccezione di un ricciolo sulla fronte e delle ciocche che le scendevano sul velo.

Tutta la scena sembrava sovrannaturale, dal bagliore blu-grigio del suo lungo vestito all’intensità mozzafiato del suo sguardo. Già la sua presenza apportava un senso di pace e amore materno; io, comunque, ero molto spaventata perché non capivo cosa stesse succedendo.

“Djeco moja, ne bojte se”, disse in perfetto croato. Figli miei, non abbiate paura. La sua voce aveva un tono melodico che nessun essere umano riuscirebbe a imitare, sembrava musica.

Ivanka trovò il coraggio di chiederle una cosa, una cosa che ovviamente le bruciava dentro: “Come sta mia madre?”

La Madonna guardò Ivanka con tenerezza e rispose: “È con me”.

Uno degli altri ragazzi le chiese se sarebbe tornata l’indomani, e lei, dolcemente, annuì. Nel complesso, comunque, in quel primo incontro ci furono poche parole. Era come se ci fosse l’intento di far abituare tutti a un fatto che poi si sarebbe regolarmente ripetuto.

Ero sempre stata timida. Da bambina, quando qualcuno veniva a trovarci, correvo in un’altra stanza e chiudevo la porta. Se la mamma mi invitava ad uscire, rimanevo in silenzio in disparte finché gli ospiti non se ne fossero andati. E quel pomeriggio… mi sentii semplicemente stupefatta. L’unica cosa che desiderassi era fissare la bellezza di quella donna e godere di quell’amore intensissimo che mi trasmetteva guardandomi.

Dopo un po’, le persone del paese ci raggiunsero sulla collina. Nessuna di loro vide quello che avevamo visto noi, ma in seguito ci riferirono di essere rimasti scioccati notando l’espressione che avevamo sul viso durante l’apparizione e vedendo che muovevamo le labbra senza emettere suoni. Ci sentivano parlare solo quando pregavamo o a volte, quando rispondevamo ad alcune domande.

Più tardi rimasi sconvolta ascoltando altre persone descrivere l’apparizione; era come se degli estranei mi avessero osservato mentre dormivo. Ma la gente del posto si era convinta già da quello che aveva visto che stessimo vivendo qualcosa di incredibile: sei ragazzi, dei quali solo alcuni si conoscevano fra loro, erano inginocchiati su rovi e sassi acuminati, con i volti smaglianti e lo sguardo trasfigurato rivolto verso qualcosa di invisibile. Come venni a sapere in seguito, gli scienziati considerarono la nostra esperienza uno stato di estasi. Per me era stato come essere in Paradiso.

“Ci lascerai un segno, in modo che la gente possa crederci?”, disse Vicka.

La Madonna sorrise; poi Vicka mi chiese l’ora. Sul momento mi sembrava una strana richiesta, ed ero troppo confusa per guardare l’orologio. Speravo che quell’incontro non terminasse mai, ma alla fine doveva comunque concludersi.

“Andate in pace”, disse la Madonna. E d’un tratto iniziò ad ascendere, scomparendo lentamente nell’azzurro. Nello stesso istante, sentii di tornare in questo mondo, un momento accompagnato da molto dolore e tristezza. Desideravo ardentemente restare per sempre con la Madonna.

Da “Il mio cuore trionferà” di Mirjana Soldo

domenica 24 giugno 2018

24 giugno 1981 la prima Apparizione

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Rarissima foto del Pdbrdo (Collina delle Apparizioni) nei primi tempi

L’apparizione

Il 24 giugno 1981 mi svegliai con il sorriso. Era la festa di San Giovanni Battista, il profeta descritto nella Bibbia come “la voce che grida nel deserto per preparare le vie del Signore”. Ma la mia gioia non aveva tanto a che fare con San Giovanni Battista, quanto con il fatto che quel giorno non saremmo dovuti andare a raccogliere il tabacco. Durante le festività a Međugorje non si lavorava, il che significava avere molto tempo libero.

Era l’occasione perfetta per stare insieme a Ivanka. La sua famiglia abitava accanto alla casa di mio zio, così, quando andai a trovarla, decidemmo di fare una passeggiata per i dintorni di Bijakovići. Ci incamminammo per una strada stretta, per poi fermarci ad una casa lì vicino per vedere se Vicka, un’altra ragazza del posto, volesse venire con noi. In quel momento stava dormendo, ma la madre promise di dirle che eravamo passate.

All’epoca, la gente a Međugorje non chiudeva mai la porta a chiave ed era normale che tra vicini si entrasse nelle reciproche case senza avvisare. Il passatempo preferito nel paese era parlare con gli altri. Continuando la passeggiata, sentimmo dire da qualcuno, in una casa lì vicino: “Dove state andando?”. Poi però, passata l’ultima casa del paese, tornò il silenzio.

Mentre camminavamo su una strada sterrata ai piedi della collina del Podbrdo, parlammo di un fortissimo temporale che si era abbattuto di recente nella zona. Le linee telefoniche erano ancora danneggiate dopo che un fulmine aveva colpito la centralina telefonica principale. Parlammo poi del più e del meno: di quello che avevamo fatto a scuola, delle nuove amicizie, delle ultime mode e di altri discorsi tipici delle ragazze adolescenti.

Ma su quelle conversazioni serene incombeva un argomento che nessuna delle due voleva sollevare: la morte della mamma di Ivanka, passata a miglior vita meno di due mesi prima in seguito a una lunga malattia. Era una santa donna, che aveva accettato di soffrire fino all’ultimo senza lamentarsi. Com’era usanza in Erzegovina, Ivanka si era vestita a lutto il giorno del funerale della madre e avrebbe continuato per un anno a indossare abiti simili.

Mentre passeggiavo con lei, sentivo la tristezza nella sua voce e notavo una certa sofferenza nei suoi occhi. Speravo che l’aria fresca l’avrebbe tirata un po’ su di morale, seppur momentaneamente. E infatti, mentre parlavamo e ci raccontavamo le nostre esperienze, iniziò a sorridere.

Stanche del cammino, ci sedemmo su un punto all’ombra sotto la collina, verso le 5 o le 6 del pomeriggio. Nel bel mezzo della conversazione, Ivanka esclamò: “Penso che sulla collina ci sia la Madonna!”

Aveva lo sguardo fisso verso il Podbrdo, ma pensavo che stesse scherzando, così non guardai.

“Ah certo, è senz’altro la Madonna!”, replicai. “Sarà venuta a vedere cosa combiniamo noi due perché non aveva niente di meglio da fare”.

Mentre continuava a dirmi ciò che aveva visto, ero piuttosto seccata. I nostri genitori ci avevano insegnato a rispettare la fede e a non nominare mai il nome di Dio invano, quindi il pensiero che Ivanka stesse scherzando con la Madonna mi spaventava e mi faceva sentire a disagio.

“Io vado”, dissi, e mi diressi verso casa. Ma quando arrivai ai confini del paese, sentii una forte stretta al cuore. Qualcosa mi chiedeva di tornare indietro; era una sensazione così forte che mi obbligò a fermarmi e a voltarmi.

Trovai Ivanka nello stesso punto: saltava su e giù, con lo sguardo fisso sulla collina. Non l’avevo mai vista in quello stato di eccitazione e, quando si voltò verso di me, sentii i brividi lungo tutto il corpo. La sua carnagione, normalmente abbronzata, era diventata bianca come il latte e i suoi occhi erano raggianti.

“Adesso guarda, ti prego!”, supplicò.

Mi voltai lentamente e guardai in alto, verso la collina. Quando vidi una figura, il mio cuore fu pervaso dalla paura e dallo stupore, ma con la mente cercai di razionalizzare.

Nessuno saliva su quella collina, ma quello che vidi era inconfondibile: lì, tra i sassi e gli arbusti, c’era una giovane donna.

Sono viva o morta? Ecco che cosa mi chiesi quando fissai per la prima volta la bellissima donna che era sulla collina. Avevo il cuore in subbuglio, tanto da non riuscire a distinguere le varie emozioni che si susseguivano l’una dietro l’altra.

Datti un pizzicotto, pensai. Starai sognando!

In quei primi momenti frenetici non osai avvicinarmi alla donna. A circa cento metri di distanza era difficile distinguerne il volto, ma riuscii a individuare che indossava un vestito blu e grigio e che teneva in braccio un bambino.

Una madre non salirebbe mai su una collina con un bambino piccolo in braccio, pensai.

Ero troppo intenta a fissare quella donna per prestare attenzione a ogni altra cosa, ma ricordo vagamente che attorno a noi si radunarono altri ragazzi del posto, tra cui un ragazzino di nome Ivan, che portava delle mele. Non appena vide quello che vedemmo noi, le lasciò cadere tutte e scappò. Vicka, quando ci raggiunse, era così spaventata da togliersi le scarpe per correre via più in fretta.

Ivanka e io, dopo che Vicka era fuggita, ci guardammo l’un l’altra. Senza dire una parola, scendemmo rapidamente dalla collina.

Entrai di corsa a casa di mio zio gridando: “Credo di aver visto la Madonna!”.

Da “Il mio cuore trionferà” di Mirjana Soldo

Venerazione della Croce del 15 e 22 giugno 2018 a Medjugorje

Venerazione alla Santa Croce del 15 giugno 2018
guidata da fra Marinko Šakota




Gesù crocifisso, risveglia i nostri cuori... come quello del buon
ladrone...
Ti prego: dammi la grazia di poter accogliere... come Tu hai accolto...
Grazie, per tutte le persone con handicap che sono venute in questi
pellegrinaggi..

Canto: Santo è il Signor! Santo è il Signor!
Santo è il Signore Iddio! Santo è il Signor!...


- Gesù crocifisso, sospeso sulla Croce, Maria, nostra Madre ci
invita a pregare davanti alla Croce. Risveglia i nostri cuori, come hai
svegliato il cuore di colui che era sospeso accanto a Te e lui si è aperto
a Te.

Canto: Signor Gesù, ricordati di me, quando sarai nel Tuo Regno! (bis)

- O Gesù, mentre Ti contemplo sospeso sulla Croce, Ti prego: dammi
la grazia di poter accogliere me stesso, ad accogliere la mia croce, ad
accogliere gli altri, come Tu hai accolto la Tua Croce.

Canto: Domine Jesu (X4), Jesu...

- Gesù, grazie per tutte le persone con handicap che sono venute in
questi pellegrinaggi. Dona a tutti noi un cuore grande e aperto, largo,
affinché possiamo riconoscere Te nel dolore, affinché possiamo riconoscere
la grazia di riconoscere Te.

Kyrie, eleison...

Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

Andate in pace...

Canto finale: Ave, Maria, gratia plena! Dominus tecum, Benedicta Tu!

Fonte: (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)


Venerazione alla Santa Croce del 22 giugno 2018
guidata da fra Marinko Šakota



Gesù crocifisso, eccoci...vediamo così le nostre croci alla luce della
Tua Croce...
È un’altra cosa vedere la propria croce davanti a Te e alla Tua Croce...
Porta il mio cuore e il mio sguardo vicino al Tuo Cuore e al Tuo sguardo,
mentre...

Canto: Santo è il Signor! Santo è il Signor!
Santo è il Signore Iddio! Santo è il Signor!...


- Gesù crocifisso,eccoci davanti alla Croce. Maria, nostra Madre ci
invita a pregare davanti alla Croce, perché, così, vediamo le nostre croci
alla luce della Croce.

Canto: Gesù, Gesù! Eccomi io son davanti a Te!
Gesù, Gesù! Io mi dono a Te, o mio Signor! (X3)


- È una cosa quando guardo la mia croce da solo, davanti a me
stesso e un’altra cosa quando la vedo davanti a Te e davanti alla Tua
Croce. Dammi la grazia di accettare me stesso e la mia croce, e di
accettare gli altri, le difficoltà e tutto quello che non è come io ho
desiderato o voluto. Fammi accettarlo come Tu hai accettato la Tua Croce.

Canto: Domine Jesu (X4), Jesu...

- O Gesù, porta il mio cuore e il mio sguardo vicino al Tuo Cuore e
al Tuo sguardo, mentre stai pregando il Padre: “Padre, perdona loro: non
sanno quello che fanno.” Dammi la grazia di poter pregare così adesso.

Kyrie, eleison...

Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

Andate in pace...

Canto finale: Ave, Maria, Ave! Ave, Maria, Ave!

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

sabato 23 giugno 2018

Messaggio straordinario a Ivan del 22 giugno 2018 sul Podbrdo alle ore 22:00

Carissimi, ecco quanto Ivan ha comunicato circa l’apparizione da lui avuta stasera, venerdì 22 giugno 2018, sul Podbrdo alle ore 22:00:

«Come ogni volta, dopo l’incontro con la Madonna, vorrei avvicinarvi e descrivervi l’incontro di stasera.

Anche stasera la Madonna è venuta a noi molto gioiosa e felice e ci ha salutato tutti col suo materno saluto:
“Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Poi ha detto:

“Cari figli, anche oggi vi invito alla pace. Decidetevi per la pace, decidetevi per Gesù: Egli è la vostra pace! Incamminatevi insieme a Lui. Siate miei apostoli di pace! Perciò pregate e non stancatevi nella preghiera. Prego per tutti voi, e per tutti voi intercedo presso mio Figlio. Grazie, cari figli, per la perseveranza, perché fate il bene e perché insieme a voi realizzo i miei piani attraverso la mia venuta qui”.

Poi la Madonna ha pregato per un periodo di tempo su tutti noi, ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto

Ho raccomandato tutti voi: le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie ed in particolare i malati.

Poi la Madonna ha continuato a pregare qui su tutti noi, e in questa preghiera se n’è andata, nel segno della luce e della croce, col saluto:
“Andate in pace, cari figli miei!”».

Omelia della santa Messa Medjugorje, 21 giugno 2018



Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Parola del Signore.


Stimati pellegrini, fratelli e sorelle, il Vangelo che abbiamo appena sentito fa parte del discorso di Gesù sulla montagna.
Gesù si preoccupa di come prega la gente. Ogni cosa che attira su di sè l’attenzione è una preghiera falsa. Egli dice: “Così fanno gli ipocriti quando pregano nelle sinagoghe o nelle strade per essere ammirati dalla gente”.
La preghiera non significa pronunciare parole come fanno i pagani. Le labbra non sono sufficienti. Bisogna includere anche il cuore. Solamente dal cuore puro esce la vera preghiera al Padre Celeste.
Gesù ha voluto sottolineare che siamo figli di un unico Padre Celeste e che ci rivolgiamo a Lui non come ad un padrone, ma come ad un Padre.
Nel Padre Nostro ben 8 volte si ripetono le parole “noi” e “nostro” e mai “io” e “mio”.. Al Padre Celeste ci rivolgiamo assieme esprimendo i nostri bisogni e non escludiamo nessuno. Tutti dobbiamo pregare a vicenda e perdonarci reciprocamente.
“Dove due o tre sono radunati nel Mio Nome Io sono in mezzo a loro”.
Fratelli e sorelle, spesso chiedo alle persone se pregano come famiglia. Le risposte di chi non lo fa sono interessanti. “Non abbiamo tempo, perchè lavoriamo”. “Raramente ci troviamo assieme, perchè i figli vanno a scuola”. “Tutti siamo stanchi”. Non c’è grande desiderio.
Una signora, quando le è stato chiesto se prega assieme a suo marito, ha risposto: “A lui non interessa la preghiera. Si è innamorato della televisione. Nemmeno io gli interesso più. Guarda lo sport e le telenovela. Anch’io le guardavo anni fa. Non pregava neppure da giovane. Ma adesso che mi sono convertita questo mi da fastidio. Lui non parla quasi con me, salvo quando litighiamo”.
Purtroppo, fratelli e sorelle, le scuse per non pregare potrebbero andare avanti in tanti modi. Qualcuno và in chiesa quando c’è un funerale di un amico o di un parente oppure il giorno di Natale o di Pasqua.. Ma questo è per abitudine e non per il valore della Messa o della preghiera.
La signora di cui abbiamo parlato continua: “Mi sembra che mio marito non creda nemmeno. Lui è un pagano battezzato. E’ 40 anni che non si confessa. Mi dispiace per i figli. Ho rimorsi di coscienza. Non abbiamo dato loro grandi esempi. Adesso non posso consigliare nulla e mi sento colpevole per la loro tiepidezza verso Dio e verso la Chiesa. Cosa sarà dei loro figli? Quando ho conosciuto mio marito non mi interessava se era credente, se andava in chiesa e se pregava. Non mi dava fastidio nemmeno il fatto che bestemmiasse. Mi importava solamente il fatto che mi amasse. Ha accettato di sposarmi in chiesa solamente perchè i miei insistevano. Poi mi sono adeguata al suo modo di vivere. Abbiamo tre figli e, grazie a Dio, non ho abortito. Adesso, però, sono sicura che non ho vissuto una vita matrimoniale come insegna la Chiesa. I figli sono battezzati e cresimati. Dicevo: ‘Darò loro quello che danno gli altri, per non essere diversi’. Sono passati diversi anni. I figli sono cresciuti e si sono sposati. Lo hanno fatto in chiesa solo perchè io ho insistito. A loro la chiesa e la Messa non interessano. E’ come se avessero copiato il mio comportamento giovanile. Quando oggi parlo loro della domenica e della santa Messa la loro reazione è scarsa. Ho paura per il loro futuro. Anche i nipoti sono turbati dai loro litigi. Se potessero iniziare a pregare cambierebbe tutto nelle loro famiglie e nel loro matrimonio”.
Questa signora ha cominciato a parlare della preghiera e dei Sacramenti solo quando i figli sono andati via di casa. Ma non ha perso la speranza. Ha capito che la preghiera è importante nella sua vita. Non è sufficiente essere battezzata e cresimata e sposata in chiesa. La fede non è una cosa folcloristica, ma è la vita con Dio.
La signora prosegue: “Una vicina di casa che spesso veniva a Medjugorje mi ha ispirato a pregare il Rosario. Ho cominciato a pregarlo ogni giorno. Poi sono andata con lei ad un seminario e la mia immagine del Signore e della preghiera è cambiata. Ho capito che Dio non è tra le nuvole lontano dalla terra. Non è neppure qualcuno che incute paura. Dio si è rivelato in Gesù Cristo e oggi si dona nei santi Sacramenti. Ho capito che Gesù è vicino a noi come lo era agli apostoli e ai discepoli e che ogni Sua Parola che sentiamo è uguale a quella che sentivano i Suoi apostoli, non ha perso valore. Oggi, quando partecipo alla santa Messa, sento la Presenza di Gesù in quel pezzettino di pane: ‘Prendete e mangiate. Questo è il Mio Corpo’.
Anche la mia Confessione non è più formale. Mi ricordo della mia Confessione prima del matrimonio. Era un sacrilegio. Non potevo nemmeno immaginare che si trattasse dell’incontro con Gesù vivente. Per me la Confessione era un incontro con il sacerdote che era peccatore. Perciò non serviva dirgli tutto. Perciò certi peccati li ho nascosti. Oggi credo nella Confessione e so che Dio mi perdona tutti i peccati.
Credo nella Parola di Gesù: ‘A chi perdonerete sarà perdonato e a chi non perdonerete non sarà perdonato’. La parola ‘pentimento’ non è solo un termine, ma un vero dispiacere perchè ho rattristato il Signore.
Adesso sono convinta, quando prego il Padre Nostro, che perdonare il prossimo significa la guarigione sua e anche mia.
Nel Sacramento della Confessione Dio ci da la grazia per perseverare nel bene ed evitare il peccato mortale. Sono consapevole che la preghiera nel peccato e senza desiderio di pentimento non può portare frutto, perchè Dio entra solo nel cuore puro”.
Fratelli e sorelle, se perseveriamo nella preghiera nutriremo la nostra fede e Dio ci aiuterà a cambiare noi stessi e la gente che sta attorno a noi.
La Madonna spesso nei messaggi invita le persone singole e le famiglie alla preghiera del santo Rosario e alla Messa domenicale.
Così sia.
Amen.
fra Karlo Lovrić

Registrazione F. Deagostini Trascrizione A. Bianco

Adorazioni Eucaristiche del 14 e 16 giugno 2018 a Medjugorje

Adorazione Eucaristica del 14 giugno 2018
presieduta da Fra Perica Ostojić


Signore Gesù,adesso in ginocchio davanti a Te...
Tu sei presente qui adesso...

Canto: Laudate, omnes gentes, laudate Dominum!
Alleluia, alleluia! Cantate Domino!


- Non c’è stata la traduzione.

Canto: Signore, aiutaci ad amarti sempre più!
Signore, aiutaci ad amarci sempre più!


- Signore, Tu conosci tutto, Tu sai tutto. Adesso in ginocchio
davanti a Te desidero essere ciò che sono, con tutta la mia fragilità,
vulnerabilità, con tutte le mie debolezze. Nel silenzio desidero ascoltare
la Tua voce, Signore, desidero sentire la Tua Presenza, il tocco della Tua
Grazia. Grazie, Signore Gesù!

Canto: Guariscimi, o mio Signor! Guariscimi, o mio Signor!
Con il Tuo Sangue guariscimi! Guariscimi, o mio Signor!
Alleluia...

- Signore Gesù, Tu sei presente qui adesso. Tu sei Emanuele, Dio
con noi. Conosci ciascuno di noi per nome. Tu vedi e comprendi tutti i
problemi del mondo, e Tu Ti sei incarnato in un tale mondo. Incarnati,
Signore, anche nella mia vita. Salvami, liberami. Fa’ che io sia capace di
testimoniarti e annunciarti.

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio
sia benedetto..

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...

Fonte: (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)



Adorazione Eucaristica del 16 giugno 2018
presieduta da Fra Francesco Rizzi.


Signore Gesù, donaci l’umiltà e la fede, Signore, per ascoltare e vivere
la Tua Parola
Grazie per il dono della preghiera del cuore e il dono di Tua Madre...

Canto: Vive Jesus, el Senor...


- Signore Gesù, Ti adoriamo qui presente in mezzo a noi. Apriamo i
nostri cuori, accogliamo la Tua Parola perché porti frutto in noi e
attraverso di noi. Liberaci dal male che soffoca la Tua Parola. Donaci
l’umiltà e la fede, Signore, per ascoltare e vivere la Tua Parola.

Canto: Gesù, io credo in Te... Alleluia...

- Grazie, Signore, per il dono della preghiera del cuore. Grazie
per il dono di Tua Madre. Donaci l’Amore e l’umiltà per ascoltare e vivere
i Suoi insegnamenti. Donaci il Tuo Santo Spirito. Noi confidiamo in Te!

Canto: Veni, Sancte Spiritus...


- Signore, davanti a Te sono i nostri cuori feriti: liberali dal
male. Grazie, Signore, che ci liberi nel Sacramento della Confessione per
portare frutto e costruire il Tuo Regno di pace, di giustizia e di perdono.
Signore, Ti preghiamo con Maria per i nostri fratelli malati. Noi
confidiamo in Te!

Tantum ergo...Orazione.

Canto: Gesù... (X8)


Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...
Zdravo, Kralice mira! Zdravo, Maiko ljubavi.
Zdravo (X3), Marijo. (bis)

Fonte: (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

sabato 16 giugno 2018

Apparizione straordinaria a Ivan del 15 giugno 2018, alle ore 22:00 sul Podbrdo

Carissimi, ecco ciò che Ivan ha comunicato circa l’apparizione da lui avuta stasera, venerdì 15 giugno 2018, sul Podbrdo alle ore 22:00:

«La Madonna oggi è venuta a noi gioiosa e felice e ci ha salutato tutti col suo materno saluto:
“Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.

Poi ha steso la mani e ha pregato qui su tutti noi e sui malati per un tempo prolungato.

Ci ha donato la sua benedizione materna.

Poi la Madonna ha detto:

“Cari figli, anche oggi in modo particolare desidero invitarvi all’Eucaristia. La Messa sia il centro della vostra vita! In particolare, cari figli, l’Eucaristia sia nelle vostre famiglie: la famiglia deve andare alla Santa Messa e celebrare Gesù. Gesù deve essere il centro della vostra vita! Perciò rinnovate, cari figli, rinnovate la preghiera familiare e incamminatevi dietro a Gesù. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.

Ho raccomandato tutti voi, le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie e in particolare i malati. Poi la Madonna se n’è andata in preghiera, nel segno della luce e della croce, col saluto:
“Andate in pace, cari figli miei!”».

mercoledì 13 giugno 2018

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 10 giugno 2018

    
   
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
Parola del Signore.

Fratelli e sorelle, abbiamo sentito un Vangelo interessante in cui Gesù è “fuori di Sé” e sembra disinteressarsi della Sua famiglia. Tra queste due cose si inserisce il dialogo su satana e sul peccato contro lo Spirito Santo.
Non possiamo dire esattamente cosa voglia dire che Gesù era “fuori di Sé”. Diversi biblisti lo spiegano in vari modi, ma dalle frasi che precedono questo brano possiamo concludere che Gesù aveva tanto da fare.
Gesù era in casa e stava facendo una pausa dalla predicazione, ma arriva tanta gente e e Lui non ha riposo. Addirittura non ha tempo per mangiare..
Tanti arrivano da Lui non solo con curiosità come gli scribi, ma con difficoltà e pene. Vengono perchè hanno sentito che Gesù guarisce le persone.
Il popolo riconosce in Lui il Maestro e il profeta.
Non è proibito parlare della Sua stanchezza. Tutti si aspettavano qualcosa da Lui.
Gli scribi non arrivano con fede. Vengono per osservare e farsi un giudizio su Gesù. Secondo loro Lui scaccia i diavoli per mezzo di Beelzebul. Il loro giudizio è sconvolgente. Hanno sbagliato. Hanno errato completamente conclusione.
Anche se si diceva che fosse fuori di Sé Gesù era normale e attento.
Egli risponde agli scribi. Attraverso parabole da spiegazioni per spiegare i misteri che superano l’uomo e il suo mondo. Egli parla dell’assurdità dell’accusa che Gli viene mossa. Se scacciasse i demoni nel nome del principe dei demoni vorrebbe dire che il potere del diavolo sarebbe finito. Vediamo, però, che non è così, perchè ci sono altri posseduti.
Gesù opera con il potere dello Spirito Santo.
Egli dice che tutti i peccati verranno perdonati, ma non quello contro lo Spirito Santo.
Fratelli e sorelle, anche noi spesso ci troviamo nella situazione di giudicare certi eventi. Facilmente pronunciamo i nostri giudizi senza pensare troppo. Gesù stesso ci ammonisce: “Guai a coloro che peccano contro lo Spirito Santo”.
Nella preghiera iniziale abbiamo chiesto proprio il dono dello Spirito per pensare in modo giusto e metterlo in pratica.
Solo per mezzo dell’ispirazione dello Spirito Santo possiamo vedere le cose in maniera corretta. Perciò dobbiamo sempre, come cristiani, chiedere allo Spirito Santo di illuminare la nostra mente e il nostro cuore così da poter discernere il bene e il male.
Lo Spirito Santo ci dona uno sguardo puro per vedere il mondo visibile, ma anche quello invisibile, quello eterno.
San Paolo ci spiega nella lettera ai Galati che lo Spirito Santo porta amore, gioia, pace, generosità, servizio, bontà, fedeltà, mitezza.
Se riconosciamo queste virtù nella nostra vita allora possiamo dire che collaboriamo con lo Spirito Santo. Se, invece, non abbiamo questi frutti dobbiamo essere in crisi, perchè siamo distaccati da Dio.
Parlo come Paolo e dico “frutto” e non “frutti” dello Spirito, perchè è impossibile averne uno solo e non avere anche gli altri.
Cerchiamo di desiderare questi frutti e di chiederli.
Otterremo il frutto dello Spirito Santo e la vita eterna.
Chi non vorrebbe avere i doni dello Spirito Santo e portare il Suo frutto nella propria vita?
Purtroppo, fratelli e sorelle, questo frutto si perde facilmente con il peccato. Lo abbiamo sentito nella prima lettura tratta dalla Genesi.
Il peccato porta la divisione. L’uomo si nasconde da Dio, perchè non è più in rapporto con lui. E’ stato rovinato anche il rapporto con gli altri uomini e con tutto il creato. A questo punto iniziano le accuse: l’uomo accusa la donna e lei accusa il serpente.
L’uomo non è più in un rapporto perfetto verso Dio. Dio continua a guardarlo in maniera perfetta, ma l’uomo ha perso la chiarezza del proprio sguardo.
Dio non ha abbandonato l’uomo e non lo ha condannato.
La cacciata dall’Eden è la via verso la redenzione, la via verso Cristo che sconfiggerà il peccato e distruggerà la divisione tra l’uomo e Dio. Gesù porterà la pace tra l’uomo e Dio. Solamente, però, per colui che lo desidera.
Gesù manderà lo Spirito Santo e condurrà l’uomo alla Verità.
Fratelli e sorelle, la Verità è la Sua Parola. Quella Parola che sentiamo ogni giorno quando celebriamo l’Eucaristia. Dobbiamo regolarci secondo questa Parola. Essa deve essere la notizia più importante di ogni giorno.
L’uomo di oggi cerca notizie e ogni tanto controlla per vedere se ci sono novità.
Noi cristiani dobbiamo cercare sempre più la Sua Parola e regolare ogni giorno la nostra vita su di essa.
Il Vangelo di oggi finisce con un evento insolito. Mentre Gesù era “fuori di Sé” - come dicevano alcuni - è venuta Sua Madre con i Suoi fratelli per chiamarLo.
Gesù prende spunto per far capire un’altra cosa ai Suoi discepoli e a coloro che Lo ascoltano. Sua Madre, i Suoi fratelli e le Sue sorelle sono coloro che compiono la Volontà di Dio.
Gesù non ignora i Suoi, ma dobbiamo capire cosa intende dire. Il fatto di compiere la Volontà di Dio e sopra ogni legge, addirittura prima dei rapporti familiari.
Chi compie la Volontà di Dio collabora con Lui e aiuta a costruire il Suo Regno. Colui che collabora con Dio non può ignorare il suo prossimo.
Colui che collabora con Dio porta il frutto dello Spirito Santo e conduce se stesso e il prossimo verso il Regno dei Cieli, la Patria Celeste per tutti coloro che credono in Dio.
Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, serbava nel Suo Cuore tutti gli eventi che riguardavano Suo Figlio. Ascoltava le Sue Parole e metteva in pratica la Volontà di Dio.
PreghiamoLa di portarci sulla via giusta per compiere la Volontà del Padre, affinchè anche noi possiamo chiamarci “fratelli e sorelle di Gesù”.

fra Zvonimir Pavičić

Registrazione F. Deagostini – Trascrizione A. Bianco

Omelia della santa Messa Prefestiva serale Medjugorje, 9 giugno 2018




Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
Parola del Signore.

Fratelli e sorelle, tutti noi possiamo vedere che il mondo in cui viviamo è pieno di litigi e divisioni. Si tratta di un mondo di discordia.
Le letture di oggi ci confermano che questo è vero, ma ci rivelano che Dio ha desiderio di cambiare questa situazione e di riparare ciò che l’uomo ha rovinato.
Nel libro della Genesi sta scritto che Dio ha creato il mondo e l’uomo per vivere in pace. Dio ha creato un mondo perfetto. L’uomo è l’apice del creato. Regnava la concordia in tutto il creato, tra le creature e tra gli uomini stessi.
Non c’era la malvagità e la morte come conseguenza del peccato.. Questa pace è stata distrutta dal desiderio dell’uomo di essere come Dio. Per essere come Lui gli uomini hanno cominciato a correre verso la perdizione rovinando le regole lasciate dal Creatore.
Hanno voluto avere la conoscenza del bene e del male che era riservata solo a Dio. Gli uomini hanno provato a ridefinire il bene e il male. Tutto ciò che Dio ha proibito essi lo considerano giusto e desiderabile. Questo ha delle conseguenze su tutto il creato.
Se guardiamo attentamente vediamo che ogni nostro peccato dipende dal fatto che non osserviamo ciò che Dio ci comanda. Pensiamo di sapere tutto meglio di Lui e quindi anche quello che è giusto e buono. Qui avvengono i problemi, perchè le cose malvage per alcune persone diventano normali e quotidiane.
Le conseguenze sono tragiche: legalizzazione dell’aborto e di altre pratiche immorali.
Tutto questo porta ad interrompere i rapporti tra gli uomini e Dio.
La prima lettura di oggi parla di tre rapporti che sono stati distrutti. Il primo è quello tra l’uomo e Dio.
Adamo si nasconde da Dio, perchè ha paura avendo trasgredito il Suo comando. La paura è la consapevolezza del peccato.
Il secondo rapporto rovinato è quello tra l’uomo e la donna. Cominciano a rimproverarsi a vicenda. Non solo: cominciano anche a vergognarsi l’uno davanti all’altro. Si vestono e nascondono per non vedere la propria realtà. Anche il rapporto tra tutti gli uomini è rovinato.
L’ultimo rapporto danneggiato è quello tra gli uomini e tutto il creato.
Adesso l’uomo deve lottare per sopravvivere, sudare, lavorare, avere paura per la propria vita.
Dio aveva creato il mondo come luogo di pace e concordia. Purtroppo il Suo Paradiso è andato distrutto per colpa dell’uomo.
La bella notizia, però, è che Dio non ha abbandonato l’uomo. Egli continua a lavorare con l’uomo invitandolo sempre a rinnovare l’unione persa con Adamo ed Eva.
Nella lettera di san Paolo ai Corinzi abbiamo sentito parlare della potenza di Dio che per mezzo di Gesù ci libera dal peccato e dalla morte.
“Colui che ha resuscitato Gesù dai morti risorgerà pure noi”. Queste sono parole molto forti per credere a Dio.
A noi sembra che tutto sia rovinato e perso, ma Dio, per mezzo di Gesù, vuole riparare ciò che abbiamo danneggiato.
Nel Vangelo di oggi i parenti di Gesù non capiscono cosa stia facendo. Pensano che sia fuori di Sé. Cercano di scongiurarlo a non fare certe cose.
Gli scribi, le persone più colte di quell’epoca, dicono che Egli compie certe cose in nome del demonio.
Gesù, attraverso parabole, spiega che non è venuto da satana, bensì per legarlo e impedire che gli uomini lo seguano.
Dicendo così gli scribi bestemmiano e compiono un grave peccato che non si può perdonare. Non perchè Dio non possa perdonare, ma perchè le persone che aderiscono all’opera di satana rinnegano ogni possibilità di perdono e non lo chiederanno mai.
Senza pentimento non c’è assoluzione e perdono.
Gesù è venuto per riparare e riportare l’ordine. L’ha fatto con la Sua Vita, Morte, ma sopratutto con la Sua Resurrezione. Ha sconfitto la morte e ci ha dato la vita eterna.
Nella vita eterna avremo un rapporto diretto con Dio.
La concordia nella famiglia del Signore può essere rinnovata. Possiamo farlo con la nostra fede in Gesù e nella Sua Parola.
La famiglia di Gesù è composta da coloro che credono in Lui e mettono in pratica tutto ciò che Lui ordina.
In questo cammino, fratelli e sorelle, siamo aiutati oggi anche dalla Chiesa. Ogni giorno ci mostra Gesù, unica nostra Via e Verità.
Gesù dice: “Chi mette in pratica la Volontà del Padre è Mio fratello e sorella”.
Per noi uomini non è facile credere a Dio in tutto, perchè abbiamo la ragione e la libertà. Abbiamo la possibilità di stabilire da soli ciò che è giusto e ciò che non lo è, ma ogni volta che lo facciamo arriviamo al disordine nella nostra vita.
Questa domenica siamo invitati a meditare sulla Misericordia del Signore che rinnova ogni cosa. Essa ci aiuta a rinnovare la nostra vita. Dio ci porta all’unione con Lui senza giudicarci per i nostri errori, ma ci libera e ci dona la pace.
Gesù è Colui per mezzo del quale possiamo recuperare la grazia persa. Gesù è Colui su cui ci possiamo appoggiare nelle nostre difficoltà. Lui è la Via che ci porta a Dio.
Solo per mezzo di Lui tutto sarà rinnovato.
Il Vangelo di oggi è il Vangelo dell’umiltà, perchè Gesù vuole radunare attorno a Sé queste persone.
Per Lui non importa il ceto sociale, la vita delle persone o altre cose che per noi uomini contano. Per Gesù l’unica cosa importante è che mettiamo in pratica la Volontà del Padre.
Gesù vuole questo perchè ci ama e desidera che Lo riconosciamo nelle Sue opere. Tutto ciò che ha fatto Dio è giusto. Anche se abbiamo la ragione tante cose rimangono al di fuori della nostra capacità di comprendere.
Una di queste cose è il confine tra il bene e il male. Non abbiamo il diritto di spostarlo o modellarlo. Non possiamo chiamare Gesù collaboratore del diavolo.
Perciò, fratelli e sorelle, è necessario tornare sempre alle Scritture e a Gesù. Dobbiamo imparare da Lui, perchè è mite e umile di Cuore.
Oggi ci ricordiamo anche del Cuore Immacolato di Maria.
Ella si è sottomessa in tutto alla Volontà del Signore.
E’ impossibile immaginarLa fare qualcosa contraria al Signore.
Il Suo Cuore Immacolato, cioè senza peccato, è il riflesso del Cuore di Gesù.
Lei ci invita continuamente a seguire Gesù e a vivere secondo la Sua santa Volontà.
Qui a Medjugorje questo si realizza in modo particolare tramite il Sacramento della Confessione. E’ un atto per mezzo del quale noi ridiamo a Dio il posto nel nostro cuore che gli appartiene e dal quale era stato cacciato con i nostri peccati.
Fratelli e sorelle, il Cuore Immacolato di Maria ci illumini per andare sulla strada di Gesù Cristo.
La Sua intercessione ci accompagni.
Amen.


Registrazione F. Deagostini – Trascrizione A. Bianco