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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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mercoledì 17 ottobre 2018

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 13 ottobre 2018


Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: "Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre"».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
Parola del Signore.


Fratelli e sorelle, la domenica veniamo ad ascoltare la Parola del Signore, veniamo a nutrirci per raggiungere la perfezione a cui il Signore ci ha chiamati. La perfezione si raggiunge solamente attraverso la Sua Parola e se riusciamo a modellare la nostra vita sulla base di Essa.
Questa è la scuola. alla quale non si studia per ottenere un bel voto, ma per plasmare la nostra vita. Saremo bravi in questa scuola tanto quanto sapremo vivere la Parola di Gesù.
Oggi Gesù ci chiede come è il nostro rapporto con i beni terreni. E’ una domanda che ci si deve porre continuamente in un cammino cristiano.
Nel brano del Vangelo Gesù incontra un ricco che osservava i Comandamenti, ma non aveva trovato la realizzazione della propria vita. Cercava qualcosa di più e in effetti era chiamato a qualcosa di maggiore.
Gesù gli ha detto: “Una cosa sola ti manca. Va, vendi quello che hai. Dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo. Poi vieni e seguiMi”. Egli, però, non era disposto ad un passo così radicale. Non è stata la ricchezza ad impedirglielo, ma il suo legame con i beni. Non era libero. Non aveva il cuore libero. Osservava tutti i Comandamenti, ma non era realizzato, altrimenti non sarebbe venuto da Gesù a porGli questa domanda.
Analizziamo come è venuto da Gesù. Marco ci dice che è venuto di corsa e si è gettato in ginocchio. Evidentemente era turbato. Non ha posto questa domanda per curiosità, ma per lui aveva un grandissimo interesse. Evidentemente non aveva pace nonostante tutti i suoi averi.
La vita non realizzata spesso distrugge l’uomo. Una persona può sembrare felice esternamente, ma solo lei stessa e Dio sanno cosa succede nell’intimo. Dio conosce i misteri del cuore dell’uomo.
Proprio di questo ci parla la lettera agli Ebrei che abbiamo ascoltato. La Parola di Dio è viva ed è operante; scruta i pensieri del cuore e nessuno si può nascondere ad Essa.
L’uomo di questo Vangelo sicuramente è cosciente di ciò, perchè si inginocchia davanti a Gesù e Lo chiama “buono”. Gesù conosce il suo interiore. Egli è buono e non può non vedere le mancanze che questo uomo ha dentro di sé. Per questa ragione nella Sua bontà gli dice: “Una cosa sola ti manca”. Quest’uomo era chiamato a qualcosa di più grande, ma il cuore non lo ha permesso, perchè era imprigionato dalla grande ricchezza che aveva.
Cari fratelli e sorelle, non dobbiamo consolarci dicendo “io non sono ricco, non ho grandi cose; non ho questi problemi”. La ricchezza è solo un’immagine. Il legame si può avere con le cose, ma anche con le persone. Alcuni sono talmente legati ad altre persone che trovano in esse il senso della vita. Quando tali persone muoiono comincia per esse la crisi.
Nulla e nessuno può dare all’uomo il senso della vita se non Dio. Dio è il senso della vita. Chi è disposto a seguirLo vivrà una vita giusta.
Per questa ragione Gesù dice a Pietro che chi ha lasciato tutto per il Signore riceverà già sulla terra cento volte case, campi, e altri beni e la vita eterna nel tempo che verrà. Chi scopre il senso della vita in Dio può diventare veramente ricco.
Gesù mostra agli apostoli questo giovane, perchè se ne va triste indipendentemente dalle ricchezze possedute. Gli apostoli, invece, rimangono con quel Gesù che non ha dove posare la Testa. Essi, però, sono realizzati e contenti perchè hanno lasciato tutto per seguirLo. Se guardiamo la loro vita vediamo che tutti gli apostoli avevano un lavoro, famiglia. Hanno lasciato tutto perchè hanno visto che Gesù conosceva il loro intimo e che solo Lui poteva dare senso alla propria vita. Sicuramente erano coraggiosi, ma erano anche umili e nell’umiltà sta la saggezza.
Il libro della Sapienza dice: “pregai e mi fu elargita la prudenza. Implorai e ricevetti lo spirito della sapienza”. Un uomo superbo non può essere saggio e non può vivere una vita sensata. Solo colui che sa di aver bisogno dell’aiuto del Signore riceve la saggezza.
Lo scrittore del libro della Sapienza pone la Sapienza al di sopra di ogni cosa e virtù: sopra l’oro e l’argento e addirittura sopra la luce. Chi ha la sapienza ha tutto. Quindi possiamo anche dire: chi ha Cristo ha tutto. Questo indipendentemente dai problemi o dalle persecuzioni.
Gesù è il Verbo di Dio che conosce l’interiorità di ogni persona. Gesù ci invita ogni giorno a vivere seguendo la Sua Parola.
Se veniamo a Messa e sentiamo la Parola di Dio, ma non cerchiamo di metterLa in pratica nella nostra vita siamo come questo ricco che non poteva liberarsi dal legame che lo univa alle ricchezze possedute. Ciascuno di noi sa quanto vive ciò che viene predicato da Gesù. Quanto viviamo
la Sua Parola?
La Sua Parola opera e penetra fino al punto da dividere l’anima dallo spirito. L’uomo non avrà pace finché non metterà la propria vita al seguito della Parola di Dio.
Come vi ho detto tutti noi siamo alla scuola di Dio, giorno dopo giorno, domenica dopo domenica. Alla Sua scuola ascoltiamo la Sua Parola e Cristo buon Maestro. Un buon Maestro merita alunni buoni. Un buon alunno è un alunno umile, perchè sa che dal Maestro si può apprendere la Sapienza della vita.
Per questo motivo accettiamo l’umiltà e liberiamo il nostro cuore da ogni legame terreno per essere liberi per Cristo e seguire la Sua Vita, ascoltando la Sua Parola e regolandoci su di Essa.
La nostra vita avrà senso e potremo vivere la gioia vera.
Amen.
fra Zvonimir Pavičić

Registrazione: F. Deagostini  Trascrizione: A. Bianco

lunedì 15 ottobre 2018

Preghiere serali a Medjugorje dall’11 al 13 ottobre 2018

Adorazione Eucaristica dell 11 Ottobre 2018

presieduta da Fra Zvonimir Pavičić

Signore, si innalzi la mia preghiera, si innalzi fino al Tuo volto...

Noi cerchiamo la Tua Presenza e Tu Ti doni a noi.

Sii lodato, Signore, per il Tuo Amore immenso verso noi uomini...

Canto: Gesù, T’adoriamo... Gloria, Alleluia... 

- Signore, si innalzi la mia preghiera, si innalzi fino al Tuo volto, come questo incenso(?) si innalza fino a Te, Signore.

- In questi momenti di Adorazione tutto il mio essere si rivolga a Te, spirito anima e corpo, per osservarti con tutto il cuore, per osservarti come Pane, attraverso il quale Tu Ti dono a noi, nel quale sei presente, Signore.

- Signore, purificami da tutto quello che mi ostacola ad aprirmi completamente a Te, per vivere con Te in questa Adorazione.

- Io credo che Tu sei presente qui. Ti prego: accresci la mia fede! Fa’ che io possa amarti sempre di più.

- Ti adoro, Signore Gesù, nel Santissimo Sacramento dell’altare.

Canto: Grazie, Gesù... Alleluia...

- Signore, Tu hai detto: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.”

- Signore, Tu sai che l’uomo si perde facilmente per la strada, cosicché il mondo e le offerte di questo mondo lo distaccano facilmente da Te, che sei il senso della vita. Ma Tu ci ispiri di cercarti sempre e, cercando Te, noi Ti troviamo sempre e di nuovo.

- Ed ecco, Signore, adesso siamo davanti a Te. Questo è un modo di cercarti, nel quale noi cerchiamo Te, cerchiamo la Tua Presenza e Tu Ti doni a noi.

- Ti doni in modo semplice. Tu Ti doni in tutti i Sacramenti e Ti doni a noi nella Tua Parola.

- Signore, aiutaci a cercarti sempre al posto giusto, di saper sempre bussare alla porta della Tua Misericordia, affinché alla Tua Presenza, rafforzati e incoraggiati dalla Tua Parola, siamo sempre più forti, così che possiamo rispondere a tutte le tentazioni che il mondo mette davanti a noi., così che noi possiamo aderire sempre a Te, nostro Salvatore e nostro Redentore!

Canto: Io ti amo, Gesù, e mi dono a Te!

           Sei sorgente di vita, consolazione del mio cuore!

           Ti prego, Gesù: ascoltami!

- Sii lodato, Signore, per il Tuo Amore immenso verso noi uomini. Tu Ti sei umiliato al punto di diventare uno di noi.

- Hai amato così tanto che nemmeno dopo la Tua morte hai voluto lasciarci da soli, ma Tu rimani con noi fino alla fine del mondo.

- Tu Ti doni nei Sacramenti e così rimani vicino a noi in tutti i momenti della nostra vita.

- Signore, grazie per la Tua Presenza. Grazie per tutti gli incoraggiamenti. Sei sempre con noi!

- Guidaci, portaci verso l’Eternità, nella quale Tu dimori.

- Sii lodato, Signore nostro Gesù Cristo!

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..

Canto finale: Gospa Maika moi, Kralica mira...

Fonte: Dalla diretta.

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

Venerazione alla Santa Croce del 12 Ottobre 2018

guidata da fra Perica Ostojić



Signore Gesù, grazie per il Tuo Amore, grazie per le Tue Piaghe, grazie per...
Signore Gesù, contempliamo il Tuo Volto, contempliamo la forza del Tuo Amore..

Signore Gesù, desideriamo contemplarti con gli occhi di Maria e con il Suo Cuore..

Signore Gesù, la comunione con la Tua Croce è per noi forza e consolazione...

Canto: Issus...

- Signore Gesù, grazie per il Tuo Amore, grazie per le Tue Piaghe, grazie per il sangue versato per noi, grazie per il Tuo Perdono e grazie per il dono dello Spirito Santo. Madre Addolorata, prega per noi!

Canto: Veni Sancte Spiritus...

- Signore Gesù, contempliamo il Tuo Volto, contempliamo la forza del Tuo Amore. Grazie perché ci attiri a Te con la forza del Tuo Amore e del Tuo Perdono. Grazie, Signore, perché ci liberi dal male.

Canto: Sacro Cuore di Gesù, noi Ti amiamo!

           Sacro Cuore di Gesù, confidiamo solo in Te!

- Signore Gesù, desideriamo contemplarti con gli occhi di Maria e con il Suo Cuore. Donaci lo Spirito Santo perché possiamo conoscere e sentire il Tuo Amore per noi e la Tua Misericordia.

Canto: Misericvordias in aeternum cantabo...

- Signore Gesù, la comunione con la Tua Croce è per noi forza e consolazione. La Tua Croce per noi è libertà e pace. La Tua Croce à la testimonianza del Tuo Amore che salva. Grazie, Gesù!

Kyrie, eleison...

Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo. Amen.

Andate in pace.

Canto finale: Ave, Maria, Ave! Ave, Maria, Ave! (bis)

Fonte: Dalla diretta.

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)



Preghiera di guarigione del 13 Ottobre 2018

guidata da fra Perica Ostojić



Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore Gesù, sono di nuovo davanti a Te. Io credo in te e Ti amo sopra ogni cosa. Io credo  che Tu sei presente e proprio adesso ascolti la voce della mia supplica.

Tu vuoi abbracciarmi proprio così come sono. In questo momento Tu vuoi aiutarmi, perché Tu sei venuto in questo mondo per guarire i cuori affranti. Nelle Tue mani voglio mettere il mio cuore, Signore, mettere la mia vita, voglio donarti tutto quello che ho, tutti i miei pesi, le ferite che sono molto dolorose e tutti i dolori.

Volgi il Tuo sguardo su di me, consolami, guariscimi, correggimi.

Signore, quando Tu sei presente, sento che posso oppormi ai pensieri negativi, a tutto quello che mi allontana da Te.

Quando Tu sei presente, sento la forza, sento la pace nel mio cuore, perché Tu sei Dio Onnipotente. Solo con Te, posso superare tutti gli ostacoli nella mia vita.

Grazie, Gesù... Dzenki, Jesu... Alleluia...

Signore Gesù, adesso voglio pregarti per chiederti di aiutarmi a lasciare tutto quello che è inutile nella mia vita, tutto quello che mi imprigiona.

Entra adesso nel mio cuore e ivi dimora. Allora Ti prego: libera la nostra vita da ogni dipendenza: dalla droga e dall’alcool, da una vita disordinata.

Signore, non permettere che le concupiscenze siano il senso della nostra vita. Tu sei il mio Salvatore e Redentore. Signore, aiutami.

La Tua Presenza sia la più grande gioia della mia vita. La Tua Presenza mi riempia d’amore, di pace e di Santità. La Tua Presenza sia fonte di pace e di gioia nel mio cuore.

Signore, aiutami a sentire la Tua Misericordia nella mia vita. Se io chiedo il perdono e Tu davvero mi perdoni, fa’ che io non torni più coi miei pensieri su ciò che Tu hai già perdonato. Signore, aiutami a credere alla potenza della Tua Onnipotenza.

Quando Tu con la Tua Onnipotenza distruggi il mio peccato, io come piccola creatura non devo tornare su di esso. Perciò, Signore, avvolgi i miei pensieri, purificali, affinché libero da tutto quello che mi lega, possa servirti nella gioia e nella letizia.

Thankyou, Jesus... Danke, Jesus... Alleluia...

Signore Gesù, adesso Ti prego per le nostre croci.

Aiutami affinché io possa riconoscere nella Tua Croce la mia croce, che indipendentemente dal dolore e dalla sofferenza io non sono da solo, che anche in  quei momenti Dio non  mi lascia, ma è presente, mi ama e mi dà forza per portare questa croce, perché solo per mezzo di essa io posso raggiungere la salvezza, solo per mezzo di essa io posso vedere la vera luce.

Signore, aiutami affinché io possa mettere nelle Tue Sante Piaghe tutti i miei dolori e le mie ferite. Sii Tu la mia forza. Guidami sulla via della salvezza. Signore, in questo momento voglio presentare la mia vita passata, presente e futura. Ti do tutto quello che mi appartiene. Fa’ che io possa appartenere solo a Te e servire solo Te. Signore, tocca pure le mie debolezze.

Solo Tu sai quanto lottiamo contro le nostre debolezze, solo Tu sai quanti rimorsi di coscienza abbiamo quando pecchiamo: gli altri non possono vederli, gli altri spesso ci accusano. Perciò, Signore, Ti prego: fa’ che mia coscienza sia pura davanti a Te e che questa sia la mia forza. Quando so che Tu, come Dio Onnipotente, sei presente nella mia vita, nulla di tutto il  resto è importante. Tu sei fonte di gioia e di letizia.

Signore, adesso Ti prego: effondi il Tuo Spirito su di me, su tutti coloro per i quali prego stasera.

Portami sulla via che ritieni giusta per me, questa può essere anche la strada più difficile ma è la via che mi porta alla salvezza. Perciò Ti prego, Signore, per la forza e il coraggio perché possa seguirti: indipendentemente dalle debolezze e dagli ostacoli, fa’ che io Ti segua sempre, cercando di esserti sempre più vicino.

Signore, eccomi! Liberami da tutto, rafforzami nella mia fede. Signore, liberami e consacrami!

Kyrie eleison...

Tutti voi presenti qui, le vostre famiglie e tutti coloro per i quali stasera avete pregato, benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.  Amen.

Fonte: (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione e revisione a cura di P. Armando Favero)




Adorazione Eucaristica del 13 Ottobre 2018

presieduta da fra Francesco Rizzi



Grazie, Medico divino delle nostre anime. Tu ci doni la gioia e la libertà...

Signore Gesù, con Maria Ti chiediamo il trionfo del Suo Cuore Immacolato...

Grazie, Signore Gesù, per Medjugorje. Grazie per...

Canto: Kumbaya, my Lord, Kumbaya...  O Lord, Kumbaya.

           Vieni a noi, Signor, vieni a noi... Signore, vieni a noi.  

- Grazie, Medico divino delle nostre anime. Tu ci doni la gioia e la libertà per vivere da figli di Dio. Tu sei la vita e la luce dell’umanità. Signore, donaci la libertà del cuore. Grazie, Signore Gesù! Noi confidiamo in Te.

Canto: Spirito Santo, scendi su di noi!

           Spirito Santo, riempici d’amor! (bis)

- Signore Gesù, con Maria Ti chiediamo il trionfo del Suo Cuore Immacolato, perché Tu possa regnare nei cuori e nelle anime. Vinci in noi, con il Tuo Amore, ogni attaccamento al peccato. Donaci lo Spirito Santo.

Canto: Domine Jesu (X4), Jesu...

- Grazie, Signore Gesù, per Medjugorje. Grazie per questo luogo di grande Misericordia per tutta l’umanità. Grazie per tutti coloro che qui, attraverso il Tuo Perdono sono passati dalla morte alla vita. Noi confidiamo in Te!

Canto: Confitemini Domino, quoniam bonus!

           Confitemini Domino, alleluia!

Tantum ergo...Orazione.

Canto: O Christe Domine Jesu...

Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..

Canto finale: Zdravo, Kralice mira! Zdravo, Maiko ljubavi.

  Zdravo (X3), Marijo. (bis)

Fonte: (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

Approfondimenti della fede – Video – Omelia: « Fissò lo sguardo su di lui e lo amò»

Omelia di Don Renzo Lavatori del 14 ottobre 2018 nel Centro di Spiritualità S. Berretta Molla di Acilia  (Roma)


+ Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10, 17-30)

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

Parola del Signore

venerdì 12 ottobre 2018

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 9 ottobre 2018

  
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Parola del Signore.


Fratelli e sorelle, nel Vangelo di oggi si parla di alcune persone che hanno accolto il Signore in casa loro. Marta Lo ha invitato per averLo vicino, per offrirGli qualcosa, per farLo parte della sua casa e della sua famiglia.
Maria parla con Lui mentre Marta è indaffarata a servirli.
Ciò
che è accaduto con Marta accade anche oggi. Quando invitiamo qualcuno a casa nostra cerchiamo di rendere comoda la sua permanenza assieme a noi.
Per l’amore verso il Signore Marta fa tante cose. Cerca di assicurare tutto ciò che serve. Maria, invece, è in ascolto. Gli fa compagnia così che non è lasciato solo, perchè è stato invitato a casa loro.
Duranti i secoli questo episodio è stato spiegato come una contrapposizione tra due atteggiamenti: da una parte il lavoro e dall’altra la contemplazione.
Gesù ammonisce Marta e tutti coloro che ascoltano questo brano. Ci invita alla semplicità e dice: “Una cosa sola serve”.
L’Amore è semplice. La sincerità e la gratitudine sono semplici. Ma gli uomini spesso vogliono complicare la vita. Al posto della semplicità danno spazio a ciò che non è importante. Spesso si mettono in risalto bisogni inutili o la necessità di raggiungere i beni che altri hanno. Tutto ciò riduce la vita ad una corsa, ma spesso porta anche al peccato che ci ferisce.
Diventiamo iperattivi.
A causa di questa mancanza di saggezza noi corriamo e cerchiamo tante cose che sono inutili.
Anche oggi possiamo omettere quello che è importante: sedersi ai Piedi del Signore per apprendere il senso della vita.
Cari fratelli e sorelle, possiamo non cogliere la vicinanza del Signore nella nostra vita e così abbiamo sbagliato tutto.
Marta corre, ma Gesù sa che tra poco deve andare via. Per questa ragione dice: “Una cosa sola serve”.
Serve solo un po' di tempo.
Fratelli e sorelle, non possiamo vivere contemporaneamente in due case; non possiamo vestire tante cose tutte assieme. Ci serve una cosa sola alla volta. Dobbiamo essere semplici.
Il nostro essere cristiani parte dal fatto di stare ai Piedi del Signore.
Il cristiano è colui che ascolta e accoglie nel suo cuore le Parole del Signore, come Gesù ha narrato nella bellissima parabola del seminatore.
Noi possiamo imparare dall’atteggiamento di queste due sorelle, dalla vita di Gesù e dal comportamento di coloro che Lo incontrano.
Fratelli e sorelle, confrontiamo tutto questo con la nostra vita. Quanti di noi corrono, ma sono infelici. Corrono in maniera che non ha senso. Così la vita diventa sempre più vuota.
Quando Maria ha sentito che dal Figlio dell’Uomo usciva qualcosa di soprannaturale non aveva altra cosa che le interessava. Quando ha provato che dal Volto del Signore usciva la potenza dello Spirito Santo Maria ha tolto tutti i pesi e le barriere dalla sua anima.
Vuole rimanere ai Piedi del Signore, perchè capisce che questo non può durare a lungo e che presto dovrà andare via. Non conosce tante cose di Gesù, ma vede che alla Sua Presenza tutto cambia nel suo cuore e nella sua anima.
Il servizio cristiano fatto alla comunità con grande amore deriva dalla Presenza del Signore.
Anche oggi coloro che operano in campo cristiano aiutando i più piccoli e i più bisognosi, come ad esempio le suore di Madre Teresa, prima di tutto si dedicano alla preghiera. Queste suore hanno l’obbligo di adorare il Signore al mattino almeno un’ora. Sanno che il servizio nel mondo ci sfinisce e hanno bisogno di essere instancabili nell’Amore, in modo che lo spirito di questo mondo non possa avere il sopravvento.
Noi uomini condividiamo con gli altri ciò che abbiamo nel cuore e ciò a cui teniamo. La Presenza del Signore Gesù farà che le nostre opere, i nostri pensieri siano le Sue Opere e i Suoi Pensieri.
La Sua Presenza ci renderà instancabili. Nel mondo non siamo soli. Con noi c’è il Signore.
Fratelli e sorelle, il Signore è con ogni uomo che come Marta e Maria lo invita nella sua vita e nella sua casa, nella sua anima e nel suo cuore.
Dio è lì dove è accettato. Dio è lì dove è amato. Dio è dove Gli permettiamo di essere Dio.
Fratelli e sorelle, la Chiesa sta percorrendo il Suo cammino, ma siamo tutti consapevoli di quanto difficile sia. Alcuni dicono che non è mai stato così duro.
Tutto ciò per la mancanza di stare ai Piedi del Signore. Prima di tutto dobbiamo ricevere quello che dobbiamo dare agli altri. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno.
Adorando Dio scenderà su di noi la grazia. e lo Spirito Santo e ci verrà dato l’aiuto per vincere noi stessi.
Il Regno di Dio dimori e cresca in noi, affinchè ognuno possa trasformare il proprio servizio e donare il Signore al prossimo.
A tutti noi, come a Maria, serve una cosa sola: abbandonare tutto per ricevere l’unica cosa che serve, cioè la consolazione, il vero cibo.
Fratelli e sorelle, a ciascuno di noi serve stare alla Sua Presenza con la consapevolezza che siamo amati dal nostro Dio. La Sua Parola mi purifica e mi riempie di Spirito Santo.
La santa Messa e il Rosario per tanti sono noiosi, perchè non capiscono cosa significhi pregare e ringraziare con Amore. Non capiscono che i santi Sacramenti sono i canali della grazia del Signore e dello Spirito Santo di cui necessità ogni uomo per poter avere sul proprio volto la vera Immagine del Signore.
Maria ha cercato e quando ha trovato ha voluto ancora di più vivere la Presenza del Signore.
Riempiamo anche noi la nostra anima con la consolazione, la Presenza del Signore e del Suo Amore, così che i pesi e le ferite che abbiamo diventeranno sopportabili.
La Parola di Dio dice che Dio ha amato così tanto il mondo che ha dato Suo Figlio Unigenito. Essa aggiunge che a coloro che amano Dio tutto si cambia in bene.
L’esempio di queste due donne ci ispiri nella nostra vita. Possiamo abbracciare i Piedi del Signore e ricevere tutto ciò che il mondo non può darci. Possiamo comprendere che siamo esseri amati da Dio e che Lui ci vuole per Sé.

Registrazione: F. Deagostini    Trascrizione: A. Bianco

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 8 ottobre 2018


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
C: Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, gli uomini spesso pongono domande a persone sagge che dovrebbero essere in grado di rispondere. Tali domande alcune volte vengono poste per curiosità e altre per una vera fame di conoscenza. Si cerca qualche risposta da un sacerdote o da un politico per poter prendere delle decisioni per la propria vita.
A me come sacerdote spesso viene chiesto: “Padre, qual è la preghiera migliore?” Io sorrido e rispondo che la preghiera non è un materiale per l’edilizia che può essere migliore o peggiore. Ogni preghiera è buona. Ma la preghiera migliore è quella che esce dal nostro cuore e che riconosce Dio come tale.
“Signore, ho bisogno di Te. Io sono una Tua creatura, dipendo da Te e ho bisogno di Te. Aiutami nelle mie necessità”.
Una cosa simile succedeva spesso anche a Gesù
In questo brano del Vangelo è venuto un dottore della legge, cioè uno che conosceva tutte le regole. Non è venuto un semplice ebreo. Per mettere Gesù alla prova Gli chiede quale comandamento è il più grande nella legge. In realtà essi avevano tanti comandamenti. Avevano 228 divieti e 365 comandamenti che ogni credente ebreo doveva vivere. Ovviamente spesso erano invidiosi dei vicini pagani che non dovevano compiere nulla, perchè non erano costretti dalla legge.
Gesù gli chiede: “Cosa leggi?” Ed egli risponde: “Ama il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e tutta la tua anima e il tuo prossimo come te stesso”.
Questa è tutta la legge. Si tratta dell’apice della legge e delle regole.
Quest’uomo che magari viveva tutto ciò in maniera imperfetta cercava di giustificarsi chiedendo: “Ma chi è il mio prossimo?” Per rispondere a ciò Gesù racconta la parabola del buon samaritano, ma di questo parleremo dopo.
Cosa significa amare Dio sopra ogni cosa? Significa che nulla nella nostra vita deve essere più importante di Dio, cioè Colui che ci ha creati, plasmati e donato Suo Figlio per patire, morire e risorgere per noi e liberarci dal peccato.
Per noi cristiani non ci deve essere nessun ostacolo tra l’uomo e Dio. Questo significa amare Dio sopra ogni cosa.
Nel mondo attuale Dio è rifiutato e cacciato. L’uomo pensa di poter fare tutto da solo. Non gli serve Dio, anzi: Dio da fastidio con i Suoi comandamenti.
La fede, Dio e coloro che credono in Lui sono diventati temi tabù per il mondo moderno.
Se viene costruito un canile tutti ne parlano. E’ una cosa buona e giusta, perchè si può curare e nutrire i cani. Se, invece, una comunità religiosa cerca di costruire una struttura dove riunirsi e fare funzioni a Dio sorgono mille problemi. Si fa di tutto perchè ciò non accada.
Secondo l’uomo Dio non serve e così disprezza le virtù sulle quali ha costruito il benessere in cui oggi viviamo.
Per costruire la situazione attuale di benessere bisognava sacrificarsi, studiare, lavorare… L’uomo rifiuta e rinnega tutto ciò.
Ma la società attuale se non riconosce questi valori è un palazzo senza fondamenta. Prima o poi deve crollare.
Tra i valori fondamentali c’è anche “Ama Dio con tutto te stesso”. Se così non fosse la vita dei martiri passati e di quelli moderni sarebbe stata donata invano. Essi potevano dire assieme a san Paolo: “Io so a chi ho creduto”. Hanno creduto a Dio, l’unico che può salvarci.
Passiamo alla seconda parte.
Quando il dottore della legge ha chiesto a Gesù “chi è il mio prossimo?” Egli ha risposto con una parabola molto significativa.
Un uomo scendendo da Gerusalemme a Gerico si è imbattuto nei briganti che lo hanno picchiato e derubato. Per primo passa un sacerdote che però lo evita per non diventare impuro e non poter più servire nel Tempio. Poi passa un levita che ha gli stessi obblighi del sacerdote e anche lui và oltre.
Per ultimo passa un samaritano. Era uno straniero. Come tale non veniva considerato per nulla da parte degli ebrei e non veniva rivolta a lui neppure la parola, perchè ritenuto maledetto.
Il samaritano vede il ferito. Lo benda e lo porta in albergo.
Gesù chiede al dottore della legge chi, secondo lui, è il prossimo della persona ferita: il sacerdote, il levita o il samaritano? Egli risponde: “Colui che lo ha aiutato”.
Anche noi, fratelli e sorelle, ci domandiamo: “Chi è il nostro prossimo?” Il nostro prossimo è colui che ha bisogno di noi, del nostro aiuto, di una parola di consolazione.
Non dobbiamo separare i ricchi dai poveri. Tutti devono essere grati a Dio. Nessuno è privilegiato se ha di più.
Al nostro prossimo dobbiamo mostrare un cuore misericordioso per aiutarlo nel bisogno. Possiamo aiutare anche per ciò che concerne i beni materiali. Spesso, invece, non lo facciamo.
Chi assiste il prossimo è come il samaritano di cui racconta Gesù.
Quando andavo a scuola avevamo un insegnante che era un genio. Era un po' strano, perchè tutte le persone geniali hanno un modo di vivere che noi, persone semplici, non possiamo capire.
Durante la lezione di fisica ci ha detto di portare dei palloncini. Poi ci ha detto di gonfiarli e ci ha spiegato che soffiandoci dentro sarebbero diventati grandi. Tutti volevamo il palloncino più grande e per questo abbiamo soffiato con foga e a molti è scoppiato.
L’insegnante si è arrabbiato e ci ha detto che saremmo stati bocciati. Uno studente che era più coraggioso ha risposto: “Qui vicino c’è un negozio. Possiamo comperare altri palloncini e gonfiarli nuovamente”. “Certo”.
Siamo andati nel negozio e li abbiamo comperati. Costavano pochissimo. Ma io non avevo neppure quei due denari. Il negoziante mi ha chiesto: “Cosa vuoi?” “Il palloncino, ma non ho i soldi”.
Il negoziante mi ha consegnato un palloncino e mi ha detto: “Non mi devi dare nulla”. Sono andato via felice.
Quando sono diventato sacerdote ho chiesto chi fosse quel negoziante buono. Mi hanno detto che era talmente buono che viveva con una vecchietta che non aveva nulla e a cui nessuno badava. Lei non era neppure una conoscente, ma quando lui ha visto che era sola l’ha accolta a casa sua.
Lui stesso aveva un figlio con invalidità fisica e psichica.
Come sacerdote ho pensato spesso: “Questo è quel samaritano. Questo è l’uomo che aiuta colui che non ha mai visto”. Se aiuti tuo fratello, tua zia è quasi un dovere, perchè siete parenti. Gesù, invece, parla di qualcos’altro. L’uomo di cui si parla non è conosciuto e ha bisogno adesso. Ha bisogno adesso e non tra un mese o un anno.
Così aiuta Dio. Aiuta in questo momento.
Questo è il comandamento di base, ma anche che Dio sia sopra ogni cosa, ogni lavoro e ogni altra persona.
Dio che ci ama, che ci ha creati, che ci ha dato fratelli, la terra…
Ovviamente non possiamo essere tutti uguali, ma tutti siamo l’Immagine di Dio. Se non ho bisogno oggi di niente, magari ne ho bisogno domani. Così devo aiutare anche il mio prossimo. Questa è la collaborazione che ci chiede Dio.
Gesù che celebriamo in questa santa Messa e Sua Madre ci aiutino ogni giorno a realizzare tutto ciò nella nostra vita.
Amen.
Sia lodato Gesù Cristo.

Registrazione: F. Deagostini    Trascrizione: A. Bianco

Preghiere serali a Medjugorje dall’8 al 9 ottobre 2018

Preghiera di guarigione dell 8 Ottobre 2018

guidata da fra Dragan Ružić



Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore Gesù, lungo le strade della Palestina, tante volte Tu hai aiutato i malati. Tanti di loro si sono rivolti a Te per ricevere aiuto. Stasera anch’io Ti prego per il Tuo aiuto e per la Tua Presenza. Signore Gesù, ridonami la salute persa, illumina i medici a scoprire le cause della mia malattia, benedici le medicine e rendile efficaci.

Ma soprattutto sii con me per affrontare la malattia con pazienza e di sottomettermi alla Volontà del Signore, ripetendo le parole che Tu hai rivolto al Tuo Padre Celeste: “Padre, sia fatta la Tua Volontà e non la mia.”

Dona a tutti i malati il Tuo Amore e il Tuo aiuto, soprattutto a coloro che soffrono nel corpo e nell’anima. Signore, guarisci tutti noi e fa’ che i malati vivano con i loro cari per venire a ringraziare per la guarigione. Grazie, Signore!

Hvala, Criste... Grazie, Gesù... Alleluia...

Signore Gesù, Tu sei venuto a guarire i cuori malati. Signore, Ti prego: guarisci quei traumi che provocano inquietudine nel mio cuore. Ti prego in modo particolare: guarisci quello che causa il peccato.

Signore, entra nella mia vita, passa attraverso tutta la mia vita, e guariscimi da tutte le ferite che ho ricevuto ancora dalla mia infanzia.

Signore Gesù, Tu conosci tutti i miei problemi, le mie difficoltà. Stasera voglio mettere tutto questo nel mio cuore.

Mentre io metto tutto nelle Tue mani, Ti prego: per la potenza e per la forza, per la grandezza di quella ferita che Tu hai avuto al Tuo Cuore, guarisci le piccole ferite del mio cuore, guarisci le ferite dei miei ricordi, e fa’ che tutto quello che è successo non sia fonte di dolore, di angoscia e di preoccupazione.

Signore, Ti do il mio cuore perché Tu lo purifichi e perché Tu vi metti dentro tutto quello che Tu provi nel Tuo Cuore divino. Aiutami ad essere umile.

Signore, fammi un vero testimone della Tua Risurrezione e della Tua Presenza come Dio in mezzo a noi. Grazie, Signore!

Thankyou, Jesus... Danke, Jesus... Alleluia...

Signore Gesù, guariscimi!

Entra nel mio cuore come sei entrato nella casa dove c’erano gli Apostoli pieni di paura. Ti sei presentato davanti a loro e hai detto: “Pace a voi!” Signore, domani la Tua Pace! Riempimi di grazia, perché noi sappiamo che l’Amore cancella la paura.

Entra nella mia vita, guarisci il mio cuore.

Stasera Ti preghiamo insieme alla Beata Vergine Maria, che era in Cana di Galilea quando sono rimasti senza vino e Tu hai risposto al Suo desiderio trasformando l’acqua in vino.

Signore, ti prego: guarisci e cambia il mio cuore, perché sia pieno di bontà, fa’ che diventi un cuore nuovo, fa’ che in questo cuore ci siano i frutti del tuo Amore e della Tua Presenza. Donami i frutti del Tuo Spirito: Amore, Pace e Gioia.

Ti ringrazio, Signore, per quello che fai nella mia vita, Ti ringrazio con tutto il cuore perché Tu sei Colui che guarisce, che ci dà la libertà sciogliendo le nostre catene.

Signore, Ti ringrazio per la fede e per l’amore che Tu hai messo nel mio cuore.

Signore, Tu sei grande! Sii benedetto e lodato, Signore, mio Dio!

Merci, Jesu...

Kyrie, eleison...

Il Signore sia con voi..

Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo. Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)


Adorazione Eucaristica del 9 Ottobre 2018

presieduta da Fra Perica Ostojić



Signore Gesù, io so che Tu sei presente qui e adesso, vuoi far parte della mia vita.

Signore Gesù, Tu hai detto: “Io sono mite e umile di cuore.”....

Canto: Signor Gesù, noi T’adoriam... Alleluia...

- Signore Gesù, ti adoro nel Santissimo Sacramento dell’altare. Io credo profondamente e so che Tu sei presente qui e adesso, perché vuoi far parte della mia vita. Ti prego adesso: entra nei miei pensieri, riempi la mia anima con la Tua Misericordia, il mio cuore con il Tuo Amore. Eccomi, Signore, io metto tutto nelle tue mani.

Canto: Niente ti turbi, niente ti spaventi: chi ha Dio niente gli manca!

           Niente ti turbi, niente ti spaventi: solo Dio basta! (bis)

- Signore Gesù, Tu hai detto: “Io sono mite e umile di cuore.” In questo incontro, con la Tua Presenza trasfiguri i nostri cuori, affinché possano diventare una sorgente di amore per gli altri. manda il Tuo Spirito, Signore, colmaci, affinché possiamo crescere nella mitezza e nella misericordia.

Canto: Veni, Sancte Spiritus..

- Grazie, Gesù, per il Tuo Amore, per la Tua pazienza, per il Tuo desiderio permanente di attirarmi a Te. Grazie perché in ogni incontro con Te il mio cuore è ricolmato di pace. Ti prego: aiutami ad essere un testimone della Tua Pace in questo mondo.

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..

Canto finale: Zdravo, Kralice mira! Zdravo, Maiko ljubavi.

                     Zdravo (X3), Marijo. (bis)

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)



Preghiera di guarigione del 9 Ottobre 2018

guidata da Fra Marinko Šakota

Alleluia, alleluia, alleluia...

Apriamo le nostre mani e che possano aprirsi anche i nostri cuori.

O Gesù, grazie perché Tu ci hai annunciato l’Amore di Dio che ogni giorno ci rinnova. L’Amore di Dio è come il sole che illumina buoni e cattivi. Grazie, Signore, perché Tu ci ami e perché il Tuo Amore è così immenso. Grazie perché il Tuo Amore è più grande dei nostri peccati.

Risveglia in noi la fede, accresci in noi la fiducia in Te, affinché con tutto il cuore creda che Dio mi ama, affinché con tutto ilo cuore creda che Dio mi perdona, che è Padre Misericordioso. Signore, accresci in me la fede che a Dio nulla è impossibile.

Accresci in me la fiducia, Signore, per non preoccuparmi angosciosamente per il futuro.

Accresci in me la fede, affinché la fede in me sia più forte di qualsiasi paura.

Gesù, io credo! Gesù, confido in Te!

Hvala, Criste... Grazie, Gesù... Alleluia...

Gesù, a Te apro il mio cuore. Presento a Te tutto quello che è nel mio cuore.

Forse nel tuo cuore ci sono sentimenti negativi verso qualcuno e tu non l’osservi e non lo vedi. Non hai perdonato a qualcuno, a qualcuno che forse nel passato ti ha fatto del male.

Forse non hai perdonato a te stesso per qualche cosa che hai sbagliato.

Forse porti dei sentimenti negativi verso qualcuno o c’è qualche persona che non saluti e con la quale non parli, ne parli solo in modo negativo, vedi solo le cose negative.

Forse nel tuo  cuore c’è invidia e gelosia.

Presenta adesso tutto questo al Signore e pregalo.

Gesù, versa l’Amore nel mio cuore. Signore, donami Amore verso la persona che non sopporto, che è pesante, verso la persona che mi ha fatto del male.

E anch’io ho fatto del male a qualcuno. Fammi la grazia che io possa chiedere perdono.

Adesso, con il Tuo Amore, guarisci il mio cuore . Guarisci i cuori degli altri. Accresci in me e in ciascuno di noi l’Amore verso Te, Signore, così che Ti amiamo con tutto il cuore

Risveglia in  noi l’amore verso la preghiera, verso la Santa Messa, verso la Tua Parola.

Gesù, donami Amore! Signore, donaci Amore!

Thankyou, Jesus... Danke, Jesus... Alleluia...

Signore, Ti presento il mio cuore. Lo voglio vedere, lo voglio verificare, perché forse il mio cuore è imprigionato. Forse il mio cuore è imprigionato dalle cose, esiste il bisogno ma esiste anche l’avidità. Ci sono cose che mi avanzano, a che servono tutte queste cose per la vita? Forse ho cose che mi avanzano negli armadi ma anche in altre parti.

Signore, apri i miei occhi perché possa riconoscere che cosa mi imprigiona.

Forse guardo troppa televisione, Internet, il cellulare. Forse questo mi toglie troppo tempo e non trovo tempo per la preghiera e per Te, Gesù, per i membri della mia famiglia.

Signore, Ti preghiamo per tutte le persone che sono schiave della droga, dell’alcool, dei giochi d’azzardo. Signore, liberaci. Ci sono persone che sono schiave della pornografia. Ti preghiamo per tutte le persone che sono schiave della droga. Signore, liberaci!

Ci sono persone che sono schiave dello spirito di adulterio, o dallo spirito dell’odio. Signore, liberaci. Ti preghiamo per tutte le persone che sono l’influsso degli spiriti muti. Signore, liberaci! Signore, Gesù, liberami!

Merci, Jesu... Graçias, Jesus... Alleluia...

Gesù, Tu ci inviti a prendere la croce, ad accettare la croce. Dammi la grazia perché io possa accettare la mia croce, accettare me stesso così come sono, accettare l’handicap, la mancanza, la perdita, accettare le persone con le quali vivo, con le quali lavoro, accettarle cos’ come sono, per accettare anche quello che è difficile, quello che non è agevole. Gesù, grazie! Grazie per tutto! Grazie per tante grazie! Grazie per tutto quello che ci doni, per ogni fiore, per l’aria che non vediamo ma che respiriamo. Signore, grazie! Signore, grazie per ogni persone di questo mondo!

Signore, benedici tutti noi! Donaci la Tua Pace!

Kyrie, eleison...

Il Signore sia con voi...

Vi benedica Dio Onnipotente: Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

Andate in pace...

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero )

Preghiere serali del 5 e 6 ottobre 2018 a Medjugorje

Venerazione alla Santa Croce del 5 Ottobre 2018

presieduta da Fra Marinko Šakota



Gesù, eccoci in preghiera davanti alla Tua Croce...

Gesù, Tu hai accolto la Croce e hai donato un senso alla croce...

Gesù, anche il perdono è una grazia che Tu ci hai dato sulla Croce...

Canto: Gesù (X8)...

- Gesù Crocifisso, eccoci in preghiera davanti alla Tua Croce. Sveglia e apri i nostri cuori per le grazie che Tu vuoi darci attraverso la Tua Croce.

Canto: Bless the Lord, my soul, and bless His Holy Name.

           Bless the Lord, my soul: He rescues me from death!

(Benedici il Signore, anima mia, e benedici il suo Santo Nome!

            Benedici il Signore, anima mia: Lui mi libera dalla morte!) (cfr. Salmo 102).      

- Gesù, Tu hai accolto la Croce e hai donato un senso alla croce. Così hai trasfigurato la croce e la sofferenza e l’hai offerto per noi, per la nostra vita. Donaci la grazia di accettare la nostra croce, per poter sperimentare anche la trasfigurazione.

Canto: Signore, aiutaci ad amarti sempre più!

           Signore, aiutaci ad amarci sempre più!

- Gesù, anche il perdono è una grazia che Tu ci hai dato sulla Croce. Dacci l’amore per la persona che ci ha ferito, affinché il Tuo Amore guarisca le nostre relazioni e i nostri cuori.

Canto: Insegnaci, Signore, a perdonare, come anche Tu ci hai perdonato!

           Insegnaci, Signore, ad amare, come anche Tu ci hai amato!

           Signor Gesù (X3), pietà di me. (bis)

Kyrie, eleison...

Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.

Amen.

Andate in pace.

Canto finale: Ave, Maria, ave! Ave, Maria, ave! (bis)

                            Ave, Regina della Pace, Ave! Ave, madre nostra, Ave!

                     Ave, Maria, ave! Ave, Maria, ave! (bis)

Fonte: Dalla diretta...

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

Adorazione Eucaristica del 6 Ottobre 2018

presieduta da fra Francesco Rizzi



Signore Gesù,
questa sera siamo venuti qui per incontrarti e adorarti con Maria...

Ti preghiamo per le famiglie in difficoltà e per la sacralità del Matrimonio...

Donaci la Pace e la Gioia... Tu sei la Pace e la Gioia...

Canto: Kumbaya, my Lord, Kumbaya...  O Lord, Kumbaya.

           Vieni a noi, Signor, vieni a noi... Signore, vieni a noi.   

- Signore Gesù, questa sera siamo venuti qui per incontrarti e adorarti con Maria, nostra Madre. Signore della vita e della pace, donaci il Tuo Spirito perché ci guidi nella preghiera e ci aiuti a pregare con  il cuore.

Canto: Veni, Sancte Spiritus...

- Signore Gesù, il Tuo Cuore e il Cuore di Tua Madre siano per noi consolazione e pace. Donaci la Conversione del cuore. Ti preghiamo per le famiglie in difficoltà e per la sacralità del Matrimonio.

Canto: Guariscimi, o mio Signor! Guariscimi, o mio Signor! (bis)

           Con il Tuo Sangue guariscimi! Guariscimi, o mio Signor! Alleluia...

- Signore, la Tua Pace è la nostra pace. Dona ai nostri cuori la Tua Pace: Gesù, Tu sei la Pace! Donaci la gioia: Signore, Tu sei la Gioia! Grazie, Signore, per questo incontro con Te questa sera con Tua Madre e con i fratelli e le sorelle nella fede.

Canto: Tu sei Pace... Alleluia...

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mirà...

  Zdravo, Kralice mira! Zdravo, Maiko ljubavi.

  Zdravo (X3), Marijo. (bis)

Fonte: Dalla diretta

(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

Approfondimenti della fede – Video – Catechesi: «Satana e il suo esercito»

Con Don Renzo Lavatori, sacerdote e teologo esperto di angeli, si parla dell'esistenza degli angeli ribelli: il demonio e il suo esercito

martedì 9 ottobre 2018

“Cari figli! Oggi vi invito ad accettare e vivere i miei messaggi con serietà”

Messaggio del 25 gennaio1993

“Cari figli! Oggi vi invito ad accettare e vivere i miei messaggi con serietà. Questi giorni sono i giorni in cui dovete decidervi per Dio, per la pace e per il bene, che ogni odio e ogni gelosia escano dalla vostra vita e dai vostri pensieri e che vi si stabilisca soltanto l’amore verso Dio e ver­so Il prossimo. Così, solo così sarete capaci di discernere i segni di que­sto tempo. Io sono con voi e vi guido verso un nuovo tempo, tempo che Dio vi dà come una grazia per conoscerla ancora di più. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

«Se vi ricordate la Madonna, nel messaggio del Natale scorso[1] con il quale abbiamo iniziato l'anno nuovo 1993, ci ha invita to a collaborare nella pace per un mondo nuovo della pace, ci ha promesso la Sua protezione e ci ha benedetto promettendoci la benedizione del Suo piccolo Gesù.

Ecco, con questo messaggio siamo entrati nell'anno nuovo e spero che non lo abbiamo dimenticato, ma abbiamo collaborato con la Madonna sia nella nostra vita, nelle famiglie nella Chiesa, nelle comunità per questo mondo della pace.

La Madonna ripete proprio lo stesso pensiero invitandoci ad accettare e vivere con serietà i messaggi. Pace, conversione, preghiera, digiuno, confessione mensile, preghiera nei gruppi, preghiera nelle famiglie, lettura della Bibbia: ecco questi sono i messaggi che naturalmente insieme a molti altri dobbiamo di nuovo ripensare all'inizio di questo anno nuovo e continuare a viverli, ma con serietà. Serietà sicuramente non significa con la paura, ma proprio con serenità e serietà, coscienti che siamo molto responsabili per tutto quello che sta accadendo nel mondo.

La Madonna ci invita poi ancora a deciderci per “Dio, per la pace e per il bene". Oggi è proprio la festa della conversione li S. Paolo e nel suo esempio possiamo vedere che cosa significa decidersi per Dio, mettersi a disposizione e lavorare portando la pace e il bene a tutti. Che il suo esempio proprio oggi ci aiuti a capire che cosa significa decidersi per Dio La Madonna ci chiede all'inizio di questo anno questa purificazione dandoci due parole "odio” e “gelosia” come simboli del male in noi e intorno a noi e ci invita a farli uscire dalla nostra vita e dai nostri pensieri in modo che possa ritornare nella nostra vita “soltanto l'amore verso Dio e verso il prossimo”. Questo è ancora lo stesso comandamento che Gesù ha detto: "Amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come sé stesso; o il messaggio di novembre[2] quando la Madonna ha chiesto di amare Dio creatore della nostra vita per poter riconoscere Lui in ogni persona ed amare Lui in ogni persona come Lui ama noi.

Naturalmente Maria, come Madre dell'amore non può allontanarsi da questi comandamenti. Solo con l'amore possiamo poi "discernere i segni di questo tempo". I segni sono sicuramente molti; possiamo capire che cosa bisogna fare, ma tutto alla fine si può riassumere nell'invito a vivere la pace, a portare la pace. Questo tempo e ogni tempo è sempre una grazia che ci dà il Signore per conoscerLo ancora di più. Ecco, io con questi pensieri da questa lontana Australia, vi invito veramente ad accettare questo nuovo tempo che abbiamo a disposizione, che il Signore ci dà, come un dono e come un invito, come una grazia per poter fare tutto il possibile, per conoscere meglio Dio e, conoscendo meglio Dio ameremo naturalmente meglio noi stessi e il prossimo; così potremo capire anche i segni di questo tempo, perché ogni tempo è un invito alla pace, all'amore e alla crescita nell'amore per Dio e per gli altri.»

p. Slavko Barbaric – gennaio 1993


[1]Messaggio del 25 dicembre 1992

Cari figli, oggi desidero mettervi tutti sotto il mio manto e proteggervi da tutti gli attacchi satanici. Oggi è il giorno della pace, ma in tutto il mondo c'è molta mancanza di pace. Perciò vi invito tutti a costruire con me, attraverso la preghiera, il nuovo mondo della pace. Io non posso farlo senza di voi e perciò vi invito tutti con il mio amore materno e il resto lo farà Dio. Perciò apritevi ai piani di Dio e ai suoi progetti per poter collaborare con lui per la pace e il bene e non dimenticate che la vostra vita non è vostra ma un dono con il quale dovete dare gioia agli altri e guidarli verso la vita eterna. Cari figli, che la tenerezza del mio piccolo Gesù vi accompagni.

[2] Messaggio del 25 novembre 1992

Cari figli, oggi come mai vi invito a pregare. La vostra vita diventi in pienezza la preghiera. Senza amore non potete pregare. Perciò vi invito per prima cosa ad amare Dio, Creatore della vostra vita e dopo riconoscerete ed amerete Dio in tutti, come Lui ama voi. Cari figli, questo è grazia: che Io sono con voi. Perciò accettate e vivete i miei messaggi per il vostro bene. Io vi amo e perciò sono con voi per insegnarvi e condurvi verso una nuova vita di rinuncia e di conversione. Solo così scoprirete Dio e tutto quello che adesso vi è lontano. Perciò pregate, figlioli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

lunedì 8 ottobre 2018

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (46) – Messaggi a Marija del 25 settembre 2018 ed a Mirjana del 2 ottobre 2018

Messaggio a Marija del 25 settembre 2018

“Cari figli! Anche la natura vi offre i segni del suo amore attraverso i frutti che vi dona. Anche voi, con la mia venuta, avete ricevuto l’abbondanza dei doni e dei frutti. Figlioli, quanto avete risposto alla mia chiamata, Dio sa. Io vi invito: non è tardi, decidetevi per la santità e per la vita con Dio nella grazia e nella pace! Dio vi benedirà e vi darà il centuplo, se confidate in Lui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico

Il messaggio richiama due riflessioni interessanti: la prima riguarda l’abbondanza dei doni divini; la seconda è un incoraggiamento a decidersi per la santità.

1. L’abbondanza dei doni divini. Si tocca qui un argomento che ci riguarda da vicino: quello di saper riconoscere e discernere i segni amorevoli che Dio ci offre ogni giorno. Spesse volte noi siamo distratti e non curanti di essi, come se fossero cose scontate e insignificanti. Invece comportano un valore immenso, che sta non solo nella riconoscenza della generosità divina, ma anche e soprattutto nel muovere il cuore alla gioia e alla lode a Colui che dispone e dispensa con grande larghezza le sue grazie. Se noi non ci accorgiamo di tali segni concreti, restiamo chiusi nel nostro piccolo mondo, impediti di allargare lo sguardo e l’animo verso orizzonti più vasti ed elevati, che donano all’esistenza quotidiana una luce viva e rigenerante, un sapore piacevole e confortevole. La Vergine perciò ci invita ad avere tale sensibilità da poter scorgere quanto di bene Dio opera verso di noi sue creature e figli amati. Per sollecitarci Ella fa notare come la natura stessa, che ci circonda con la bellezza dei suoi colori e fiori, con la fecondità dei suoi prodotti che sostengono la nostra vita, con le forme più svariate dei movimenti delle stelle, dei venti, della pioggia, del sole e della luna, manifesta la cura e l’amore divino: “Cari figli! Anche la natura vi offre i segni del suo amore attraverso i frutti che vi dona”.

Dobbiamo riconoscere che noi siamo come ciechi e di conseguenza muti e sordi davanti a così numerosi spettacoli di bellezza e di provvidenza. La Madre celeste dunque non fa altro che farci aprire gli occhi e soprattutto l’anima per renderci conto di queste meraviglie. Allora saremo capaci di ringraziare, glorificare, inneggiare, benedire il nostro amabile Signore e Dio, Creatore e Redentore! La sua stessa missione materna di essere presente in mezzo a noi non è altro che l’espressione più preziosa e vitale per la nostra esistenza terrena, in quanto ci comporta di essere richiamati e risvegliati per crescere ogni giorno nella comunione con Dio e sentirne i benefici effetti: “Anche voi, con la mia venuta, avete ricevuto l’abbondanza dei doni e dei frutti”.

2. Decidersi per la santità. Il secondo argomento, che ci sta a cuore, è quello della nostra corrispondenza a così innumerevoli e meravigliosi doni divini. Ella lo dice con un tono di sottile tristezza proprio nel chiederci se rispondiamo generosamente ai suoi messaggi: “Figlioli, quanto avete risposto alla mia chiamata, Dio sa”. Chiude le sue parole con un’espressione che indica la sua amarezza: Dio solo conosce la nostra interiore disponibilità. Come volesse dire che Ella non ne ha vista molta da un punto di vista esteriore, tuttavia confida nella divina misericordia che vede al di sopra delle apparenze umane. Che Dio dunque ce la mandi buona! Tuttavia a noi resta l’impegno serio di corrispondere alle materne premure di Maria e alle sue insistenti esortazioni.

Ci invita ancora una volta, senza stancarsi né perdersi d’animo, a guardare verso la meta della santità, che vale per tutti i cristiani, i discepoli di suo Figlio e suoi figli e apostoli: “Io vi invito: non è tardi, decidetevi per la santità e per la vita con Dio nella grazia e nella pace”. Bella l’espressione che non è mai troppo tardi, per incoraggiarci a cominciare subito, adesso, se non lo abbiamo fatto in precedenza. Come per dirci che ogni momento è propizio a iniziare o riprendere il cammino di santificazione. Non dobbiamo perciò scoraggiarci, se siamo rimasti indietro o camminiamo a rilento. L’importante è decidersi una buona volta con determinazione chiara e forte, in modo che, nonostante la nostra debolezza e miseria, possiamo sempre realizzare il percorso della santità, sotto l’azione potente del Santo Spirito che soffia con forza e soavità nel nostro animo.

La santità dunque non è una meta destinata solo per alcuni prescelti, come i santi canonizzati dalla Chiesa, essa invece è vissuta serenamente e coraggiosamente da tante persone, le quali, nel nascondimento e nella semplicità del quotidiano, vivono nella grazia e nella pace di Dio. Noi apparteniamo a questo tipo di cristiani ed Ella ci stimola a saperci riconoscere quali invitati alle nozze dello Sposo Cristo con la sua Chiesa sposa nei secoli eterni. Questo è lo scopo per cui siamo nati, siamo stati battezzati e cresimati, facciamo parte della santa Chiesa e partecipiamo alla divina eucaristia. Non vi è altro fine che possa sostituire la nostra personale santificazione nell’umiltà e fedeltà al vangelo di Cristo in tutti i momenti della nostra terrena esistenza, aderendo con tutto il cuore e con tutti noi stessi al suo servizio e a quello dei fratelli.

La conclusione suona profondamente consolante e stimolante: “Dio vi benedirà e vi darà il centuplo, se confidate in Lui”. Che cosa possiamo desiderare di più felice e beatificante? Occorre soltanto un po’ di solida volontà di confidare in Cristo e lasciarsi avvolgere e sostenere dal suo amore infinito. Con Lui e in Lui troveremo la pienezza ovvero il centuplo di verità e bontà già su questa terra e poi nella beatitudine infinità dell’eternità.

       

Messaggio a Mirjana del 2 ottobre 2018

“Cari figli, vi invito ad essere coraggiosi e a non desistere, perché anche il più piccolo bene, il più piccolo segno d’amore vince il male sempre più visibile. Figli miei, ascoltatemi affinché il bene prenda il sopravvento, affinché possiate conoscere l’amore di mio Figlio. Quella è la felicità più grande: le braccia di mio Figlio che abbracciano. Lui che ama l’anima, Lui che si è dato per voi e sempre di nuovo si dà nell’Eucaristia, Lui che ha parole di vita eterna. Conoscere il suo amore, seguire le sue orme significa avere la ricchezza della spiritualità. Quella è una ricchezza che dà buoni sentimenti e vede amore e bontà ovunque. Apostoli del mio amore, figli miei, voi siate come raggi di sole che, col calore dell’amore di mio Figlio, riscaldano tutti attorno a loro. Figli miei, al mondo servono apostoli d’amore, al mondo servono molte preghiere: ma preghiere dette col cuore e con l’anima, e non solo pronunciate con le labbra. Figli miei, tendete alla santità, ma nell’umiltà. Nell’umiltà che permette a mio Figlio di fare attraverso di voi ciò che Lui desidera. Figli miei, le vostre preghiere, le vostre parole, pensieri ed opere, tutto questo vi apre o vi chiude le porte del Regno dei Cieli. Mio Figlio vi ha mostrato la via e vi ha dato la speranza, ed io vi consolo e vi incoraggio. Perché, figli miei, io ho conosciuto il dolore, ma ho avuto fede e speranza. Ora ho il premio della vita nel Regno di mio Figlio. Perciò ascoltatemi, abbiate coraggio, non desistete! Vi ringrazio!”

Commento teologico

Questo messaggio si presenta con una struttura ben compaginata e solida. Prende il via dalla verità essenziale che il bene vince sul male; poi sottolinea la vitalità salutare dell’amore di Cristo; in terzo luogo indica i suoi apostoli quali raggi che riflettono il Sole divino; infine invita i cristiani ad aprire e non chiudere la porta del Regno dei cieli. Vediamo ognuno di questi aspetti che toccano da vicino la nostra vita spirituale.

1. La vittoria del bene sul male. La Vergine, preoccupata della diffusione sempre più vasta del male nel mondo e di riflesso nella Chiesa, ci sollecita ad agire con coraggio e perseveranza per opporci alla malvagità e così far trionfare la bontà: “Cari figli, vi invito ad essere coraggiosi e a non desistere, perché anche il più piccolo bene, il più piccolo segno d’amore vince il male sempre più visibile”. Ella fa intendere che il male non può essere sottovalutato, perché possiede una forza pesante e devastante. I cristiani non possono rimanere inerti e indifesi, con il pericolo sempre incombente di essere intrappolati anch’essi dentro le insidie del maligno e le catene della schiavitù per coloro che si sottomettono al suo impero.

Per questa ragione si raccomanda: “Figli miei, ascoltatemi affinché il bene prenda il sopravvento, affinché possiate conoscere l’amore di mio Figlio”. Ella ci fa capire che esiste una forza più forte della cattiveria e tale forza si trova unicamente nell’amore che il Figlio suo ci dona con estrema generosità. Da qui la necessità di lasciarci avvolgere e coinvolgere e travolgere dall’amore di Cristo, che è la fonte da cui possiamo attingere vigore per combattere contro le avversità del male e non esserne sopraffatti. Questa raccomandazione dovrebbe risuonare costantemente in noi, in modo che non ci distacchiamo da suo Figlio ma ci teniamo strettamente avvinti a Lui, perché solo Lui, il Verbo incarnato e morto per noi, costituisce il potere assoluto per sconfiggere gli attacchi satanici. Ne deriva che, se restiamo sotto la sua protezione, sorretti dalla sua grazia, Lui stesso prende le nostre difese e ci porta in salvo. La Vergine usa un’espressione di intenso trasporto amoroso: “Quella è la felicità più grande: le braccia di mio Figlio che abbracciano”. Che meraviglia! Se siamo sballottati in mezzo alla tempesta dalle onde tumultuose, noi ne restiamo sereni e fiduciosi, in quanto il nocchiero divino, il Cristo, ci conduce sulle sue braccia al porto della piena felicità.

2. La ricchezza dell’amore divino. A questo punto le parole di Maria si soffermano a contemplare la ricchezza, la bellezza, la grandezza di suo Figlio: “Lui che ama l’anima, Lui che si è dato per voi e sempre di nuovo si dà nell’eucaristia, Lui che ha parole di vita eterna”. Ripete con incisività e intensità che soltanto Lui ama la nostra anima e desidera donarle la vera pace; soltanto Lui ha donato sé stesso sulla croce e non esiste amore più grande di questo; soltanto Lui continua incessantemente a sostenerci con il cibo disceso dal cielo, che è il suo corpo e il suo sangue presenti nella santa eucaristia. Pertanto solo Lui ci comunica le parole di vita che illuminano il nostro cammino su questa terra, affinché non ci allontaniamo dalla sorgente vitale e perenne così da perderci negli attacchi del nemico, che vuole infliggerci la morte e ogni sorta di malessere interiore e esteriore, diffondendo divisione, conflittualità, guerre feroci e fratricide. Lui, Lui, Lui solo, il Cristo, Figlio suo e nostro Signore e Salvatore, può assicurarci la totale salvezza, liberazione e guarigione da ogni tipo di male. A tale sublime opera d’amore e di redenzione deve corrispondere la nostra adesione di fede e di totale abbandono e sottomissione alla sua azione salvifica. Per questo motivo Ella dice: “Conoscere il suo amore, seguire le sue orme significa avere la ricchezza della spiritualità”.

Non resta altro che assecondare il suo invito e ne otterremo vantaggi enormi, una ricchezza insondabile di ogni bene per noi stessi, per le nostre famiglie, la nostra società, le nostre comunità: “Quella è una ricchezza che dà buoni sentimenti e vede amore e bontà ovunque”.

3. I suoi apostoli come raggi del Sole. Dopo aver evidenziato la centralità del Figlio suo, ora la Vergine si rivolge ai figli suoi e li chiama dolcemente per attirarli al suo Cuore Immacolato. Si percepisce la tenerezza del suo amore e insieme la sua cura vigilante affinché nessuno dei suoi figli si perda nelle grinfie del nemico, anzi li incoraggia ad essere come raggi luminosi che facciano risplendere la luce di Cristo e la sua presenza sull’umanità intera e sulla sua Chiesa: “Apostoli del mio amore, figli miei, voi siate come raggi di sole che, col calore dell’amore di mio Figlio, riscaldano tutti attorno a loro”. Si tratta di una consegna di grande importanza, che ciascuno di noi deve fare propria: essere testimoni credibili del Figlio Suo in mezzo al mondo così traviato e perverso, al fine di trasmettere quello stesso Amore che salva, guarisce e libera i cuori angosciati. Si sa che ciò è possibile se noi, suoi figli e apostoli, siamo colmi dell’amore di Gesù. Nessuno può donare quello che non possiede. Diventa impossibile dunque svolgere un apostolato e una testimonianza credibile ed efficace se l’apostolo e il testimone non abbiano dentro di sé il tesoro da cui scaturisce l’acqua della salvezza e della pace.

Ella lo ripete: “Figli miei, al mondo servono apostoli d’amore, al mondo servono molte preghiere: ma preghiere dette col cuore e con l’anima e non solo pronunciate con le labbra”. Mette insieme, come un binomio inscindibile, l’amore e la preghiera sincera e viva. In effetti la preghiera costituisce la porta spalancata verso il cielo, da cui scaturisce la sorgente dell’amore divino, che a sua volta viene riversato nel mondo. Si tratta di una cascata graduale necessaria per far scendere sulla terra la benevolenza divina che risana ogni ferita del cuore e del corpo. Il passaggio dall’amore del cielo alla terra si attua attraverso la preghiera fatta con il cuore. Non è possibile separare questi tre elementi: l’amore divino, che è la fonte, la preghiera, che è il mezzo attraverso il quale passa l’amore divino, l’effusione di tale amore che gli apostoli di Maria devono operare tra gli uomini. Di questo collegamento dobbiamo essere convinti: se la carità è priva della sorgente divina non porta alcun frutto di vita e di salvezza; ciò significa che se essa manca della preghiera si fa strumento inutile e sterile. D’altra parte se la preghiera resta chiusa nel proprio egocentrismo e non attinge alla fonte primaria, essa non trasmette l’amore vero, ma soltanto gesti esteriori e autoreferenziali. Pertanto la preghiera, aperta all’amore di Dio e disponibile ai fratelli, diventa la fontana secondaria che effonde sul mondo la salvezza di Cristo. In questo senso si fa vero apostolato e testimonianza efficace. Maria lo ribatte con insistenza.

4. Aprire o chiudere le porte del Regno dei cieli. Questo ultimo aspetto risuona con grande incidenza e consistenza: “Figli miei, tendete alla santità, ma nell’umiltà. Nell’umiltà che permette a mio Figlio di fare attraverso di voi ciò che Lui desidera”. Tutte le espressioni dell’umano vivere su questa terra devono sgorgare da Cristo ed essere umile strumento di diffusione del bene sull’umanità. La connessione resta sempre la medesima: da Cristo a noi e da noi alle creature umane. Soltanto in questo modo Gesù può continuare la sua azione di salvezza e irrorare del suo amore il mondo intero. I figli di Maria diventano così i portatori di Cristo verso i più bisognosi di amore e di fede; sono cioè “cristofori”, similmente a Maria che ha donato il Verbo incarnato per la redenzione degli uomini: “Figli miei, le vostre preghiere, le vostre parole, pensieri e opere, tutto questo vi apre o vi chiude le porte del Regno dei cieli”.

Queste parole ci fanno capire che non si tratta di una realtà di poco conto, ma di un evento essenziale per la nostra vita eterna: aprire o chiudere le porte del Regno dei cieli. Ciò significa che se noi comunichiamo ai nostri fratelli l’amore di Gesù, permettiamo ad essi di entrare nella comunione con Lui ed essere partecipi del suo Regno di felicità; se invece siamo soltanto dei cembali sonanti o degli strumenti privi di amore, allora trasmettiamo un bel nulla di valido, ma solo parole e gesti vuoti di vita e di salvezza. Rendiamoci conto di questa grave responsabilità! Tocca a noi ricolmarci dell’amore di Gesù per essere idonei a donarlo agli altri. Si tratta di una continua nostra conversione a Lui e un totale affidamento alla sua Parola di vita. Siamo noi che per primi dobbiamo nutrirci di Lui e soltanto così abbiamo la capacità di riversare nei fratelli il suo amore e la sua grazia salvifica. Per confermare tale insegnamento, la Vergine cita il suo esempio sulle tracce di suo Figlio: ”Mio Figlio vi ha mostrato la via e vi ha dato la speranza, ed io vi consolo e vi incoraggio. Perché, figli miei, io ho conosciuto il dolore, ma ho avuto fede e speranza, ora ho il premio della vita nel Regno di mio Figlio”. Niente di più convincente e stimolante. Dunque saremo suoi figli zelanti e apostoli se seguiremo il suo esempio di una donna che ha conosciuto il dolore, ma che lo ha vissuto con grande amore. A noi il compito di seguirla sulla medesima strada che conduce al Regno di suo Figlio.

Non esiste altra cosa più bella che accettare le sue parole, viverle con coraggio e perseveranza, senza cedere alle insidie del male: “Perciò ascoltatemi, abbiate coraggio, non desistete!”

O Vergine Maria, Madre nostra dolcissima e premurosa, come sono preziosi i tuoi suggerimenti! Ti ringrazio e ti prometto di conservarli nel mio cuore, come hai fatto tu con le parole di tuo Figlio. Allontana da me ogni insidia che mi spinga verso situazioni e atteggiamenti nocivi alla mia salvezza e a quella dei fratelli. Liberami dal male e sostienimi per perseverare e crescere nel bene. Fa’ che l’amore di Gesù, tuo Figlio amatissimo, alberghi sempre nel mio animo e mi inondi di luce e vigore in tutto il mio essere, affinché io viva e muoia tra le sue braccia e venga accolto da te nel suo Regno di pace e di giustizia, di felicità eterna. Ti prego, o Madre cara, che ogni volta che dovessi restare incerto o debole davanti alla tentazione di abbandonarti e di staccarmi da tuo Figlio, Tu mi sia vicina e mi tragga in salvo! O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria! Amen.

Don Renzo Lavatori

    don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.