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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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martedì 28 dicembre 2010

Video Commento di Padre Livio al Messaggio del 25 dicembre 2010 a Marjia e Jacov


Commento al Messaggio del 25 Dicembre a Marija e a quello annuale a Jacov da parte di Padre Livio in diretta da Medjugorje

Parte 1a



Parte 2a




Commento Audio


Fonte: Radio Maria

sabato 25 dicembre 2010

Video ANNO 1983 - secondo video apparizione ai veggenti a Medjugorje


Secondo video di un Apparizione della Regina della Pace a Ivanka, Vicka, Jacov, Ivan e Marja a Medjugorje.



Messaggio annuale a Jacob del 25 dicembre 2010

Nell'ultima apparizione quotidiana del 12 Settembre 1998 la Madonna ha detto a Jakov Colo che avrebbe avuto l'apparizione una volta all'anno, il 25 Dicembre, a Natale. Così è avvenuto anche quest'anno. La Madonna e venuta con il Bambino Gesu tra le braccia. L'apparizione è iniziata alle 14 e 25 ed è durata 7 minuti.

Jakov ha detto: “ La Madonna mi ha parlato dei segreti e alla fine ha detto: pregate, pregate, pregate.”

Video Marija Pavlovic legge il Messaggio del 25 Dicembre 2010


Marija Pavlovic legge a Radio Maria il Messaggio del 25 Dicembre 2010 ricevuto dalla Regina della Pace.



Trascrizione del dialogo fra Padre Livio e Marjia dopo la lettura del messaggio.

Padre Livio a Marija: Mi ha molto interessato il fatto che oggi nell’apparizione a Jakov la Madonna gli abbia parlato dei segreti, come aveva fatto anche con Ivanka nell’apparizione del 25 giugno. Vuol dire che i segreti sono una cosa molto importante, visto che ne parla con questi due veggenti che hanno ricevuto i dieci segreti.

Marija: Sui segreti non possiamo dire niente. Vedo che l’interesse c’è e speriamo che attraverso questi segreti ci avviciniamo di più a Dio e frequentiamo di più i sacramenti.

Padre Livio: Tu hai ricevuto nove segreti…

Marija: E’ vero. Vicka, Ivan e io, che abbiamo ancora ogni giorno l’apparizione, abbiamo ricevuto nove segreti.

Padre Livio: Mi pare che tu e anche Vicka e gli altri avete detto che dei segreti conoscete la data di quando si realizzano.

Marija: Sì, alcuni di noi sanno anche la data, non tutti. Io non la so ancora.

Padre Livio: Ti chiedo di raccomandare alla Madonna tanti malati e tante famiglie.

Marija: Volentieri. Ogni 25 del mese, in occasione del messaggio, sono diventata tramite di trasmetterlo a Radio Maria per tutti gli italiani, a causa del Vescovo Peric che ha proibito ai frati di trasmetterlo. Per me è un’occasione e credo ogni giorno di più che il mio apostolato devo farlo qui in Italia dove vivo e con tutto il cuore anche prego per il grande popolo italiano, che ha risposto con gioia e serietà al messaggio della Madonna. Per ciò con gioia raccomanderò alla Madonna queste persone.

Padre Livio: Mi sembra che hai ricevuto dalla Madonna l’impegno di pregare per i sacerdoti.

Marija: E’ vero. La Madonna ha chiesto a me di pregare per le anime consacrate. Per questo io ho creduto per tanto tempo che sarei finita in un convento. Adesso vedo che anche come madre e come sposa posso fare tanto. A volte faccio da mamma a tanti sacerdoti che vengono, si confidano… Soprattutto quelli che hanno avuto la vocazione a Medjugorje, sono diventati la mia gioia, come sono ancor più la gioia della Madonna. Lei chiama i sacerdoti “figli prediletti”, ma così anche le suore…

Padre Livio: Secondo te l’Italia ha risposto generosamente alla chiamata?

Marija: Si, perché quest’estate sono stata per tre mesi a Medjugorje e ho fatto testimonianza agli italiani almeno due volte ogni settimana. Facevo alzare la mano e ho visto che tantissimi arrivavano per la prima volta. Vuol dire che la Madonna tocca ancora i cuori e li cambia, perché la Madonna è ancora presente e si sente questa sua presenza. Raccomando però ai pellegrini che vanno a Medjugorje di non scoraggiarsi, di non girare, ma di pregare, perché la Madonna è generosa con i suoi doni verso coloro che pregano.

Fonte: Radio Maria

Messaggio del 25 dicembre 2010

‎"Cari figli, oggi io e mio Figlio Gesù desideriamo darvi l’ abbondanza della gioia e della pace affinché ciascuno di voi sia gioioso portatore e testimone della pace e della gioia nei luoghi dove vivete. Figlioli siate benedizione e siate pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."



Commento al messaggio del 25 dicembre di Padre Livio di Radio Maria

Vorrei, cari amici, oggi come sempre leggere e commentare il messaggio della Regina della Pace, dato attraverso la veggente Maria Pavlovic’ Lunetti. Il messaggio di Natale non ha parole nuove, anzi riprende tante tematiche di messaggi precedenti; però il significato è ben preciso ed è un significato estremamente confortante, perché la Madonna dice che questo tempo di Natale è il tempo della pace e della gioia.

Non dimenticate che il Vangelo di Luca, raccontando la Natività, abbonda proprio di queste due espressioni: gioia (dei pastori, dei Magi) per la venuta del Salvatore e pace annunciata dagli Angeli in cielo. Quindi la gioia e la pace sono le due caratteristiche del Natale. Gioia e pace sono due nomi che possono avere tanti significati; qui il significato è totale, profondo, radicale perché sono gioia e pace che il mondo non può dare: cioè la gioia di essere amati da Dio, di essere perdonati, la gioia del valore, del significato della bellezza e della grandezza della vita.

È la gioia dell’amore che Dio riversa nei nostri cuori; è anche la gioia dell’amore fraterno tra gli uomini, quell’amore che vediamo rilucere nella Santa Famiglia di Nazareth. La pace: è forse l’esperienza più bella che l’uomo possa fare su questa terra, perché la gioia su questa terra è un po’ instabile, sta molto nel profondo, a livello della coscienza, della psicologia. Siamo molto tribolati.

La pace invece è qualcosa di sperimentabile, perché noi ce ne accorgiamo quando facciamo il bene. È allora che noi sentiamo la pace, perché la coscienza è molto vigile in noi e quando la coscienza è in pace, noi godiamo un anticipo del Paradiso; questa pace non è turbata da nulla, perché, anche se ci sono le incomprensioni, le persecuzioni, i problemi, le difficoltà, se dentro hai la pace, sei tranquillo, perché quello che ti colpisce dall’esterno non tocca quello che hai dentro. Questa gioia e questa pace sono quei doni del Natale di cui la Madonna e suo Figlio Gesù ci vogliono ricolmare in queste feste.

Questo è, a mio parere, il significato del messaggio che oggi, in questo Natale, in questo tempo così tribolato del mondo, della Chiesa, della nostra Italia e forse della nostra vita personale, questo è il messaggio bello e consolante che Gesù e Maria ci vogliono dare: l’abbondanza della gioia e della pace.

Ovviamente cari amici, il problema non è che Dio non dà, Dio dà. Il problema è prendere. Per prendere la gioia e la pace, cari amici, ci vuole il cuore aperto dalla fede, dalla speranza, dalla preghiera, dal pentimento dei peccati, dalla Confessione. E da dove attingiamo la gioia e la pace? In primo luogo dalla preghiera, dai Sacramenti, dalla Confessione e dalla Comunione. Quindi approfittiamo di tutto ciò! A parte il fatto che Dio è sempre disponibile e, come ha detto la Madonna, “il problema non sono le grazie che io vi vorrei dare, il problema è che voi non me le chiedete o comunque non avete la disposizione interiore per prenderle” (nota: Rue du Bac). Allora il primo passo da fare è proprio questo, dire: “Signore, riempi i nostri cuori della tua gioia e della tua pace! Insegnaci ad aprire il cuore per prenderle! Dicci cosa dobbiamo fare!” Noi sappiamo infatti quali sono le indicazioni generali (preghiera, Confessione, Comunione), ma poi ognuno ha quei passi personali che sono ispirati dallo Spirito Santo. Allora cosa devo scegliere, cosa devo decidere per prendere questa gioia e questa pace?

Poi, benché il messaggio sia molto breve, la Madonna, fateci caso, non tralascia mai l’aspetto missionario. Anche nel messaggio del secondo giorno dato alla parrocchia, disse: “Convertitevi voi della parrocchia, perché tutti quelli che vengono qui si convertano anche loro”. Cioè la Madonna vuole convertirci e fare di noi strumenti di conversione, ci dà la gioia e la pace, ma vuole che ognuno di noi sia gioioso portatore e testimone della pace e della gioia. Queste espressioni che abbiamo trovato tante volte da parte di Maria Santissima (portatori della pace, testimoni della gioia, apostoli dell’amore, mani gioiosamente tese) sono tutte le espressioni missionarie della Madonna.

Quindi Dio dà a noi la Sua pace e la Sua gioia per riempirci il cuore di queste, e noi dobbiamo emanare, diffondere, irradiare pace e gioia. Dove dobbiamo andare per irradiarle? La Madonna non ci dice: “Prendete l’aereo e andate chissà dove…” ma dice “nei luoghi dove vivete”. E dove viviamo? Innanzitutto nella famiglia, che è il luogo dove dobbiamo diffondere la pace e la gioia. Poi i luoghi di lavoro, i luoghi di studio. Alcuni dicono: “Io sono il solo che crede nella mia classe”, oppure dicono: “Il mio posto di lavoro è un groviglio di vipere e tutti sono d’accordo nel dare addosso al cattolico!” La Madonna ha la sua strategia, Lei mette il diserbante là dove ci sono le erbacce. Noi siamo quel diserbante che la Madonna colloca nei punti strategici. Così come il sale è un diserbante perché dove è messo non cresce niente. E noi dobbiamo essere il sale della terra. Quindi non lamentiamoci, cari amici, se nella famiglia siamo soltanto noi; noi siamo quel diserbante, quel sale, quel lievito, quella luce che dobbiamo fare su un mondo di tenebre, menzogne e morte come ha detto la Madonna, Nostra Signora mette proprio lì la luce, l’amore, la gioia, la pace, dove c’è il mondo nella sua spietatezza, nella sua mancanza di misericordia, nelle sue invidie, gelosie e tutte le peggiori cose.

E poi dappertutto anche nella strada, al bar, nei luoghi di divertimento portiamo la santità di Dio, la sua Luce, la sua Bontà e Misericordia, la buona parola in questo mondo di cattive parole dove ci si azzanna a vicenda!

La Madonna è qui per questo: per animare i portatori della gioia e della pace. Inoltre non solo dobbiamo portare gioia e pace, ma essere noi la benedizione e pace dove ci troviamo!

Questo è un bellissimo programma di vita, è la rivoluzione cristiana, questa è la trasformazione del mondo. Ci sono gli uomini così, il mondo va avanti perché ci sono tantissime persone ignote al mondo, magari disprezzate dal mondo, che sono, là dove si trovano, benedizione e pace e sono quei diserbanti che impediscono alle male erbe di prendere il sopravvento, sono quelle luci che impediscono alle tenebre di prendere possesso del mondo.

Come sapete, il veggente Jakov ha l’apparizione una volta l’anno, il giorno di Natale, dal 1998. E anche questo Natale la Madonna gli è apparsa e gli ha spiegato i 10 segreti e poi ha chiuso dicendo: “Pregate, pregate, pregate!” Vorrei ricordare che anche nelle apparizioni annuali ad Ivanka la Madonna ha rispiegato i 10 segreti. Evidentemente c’è una rivelazione progressiva per quanto riguarda questo argomento. Le mie osservazioni in proposito sono molto semplici e sono queste: che ad alcuni veggenti (Mirjana, Ivanka e Jakov) la Madonna spiega i dieci segreti progressivamente. Ad Ivanka per esempio ha spiegato dal 4° al 10° segreto e adesso ritorna daccapo. Alcuni dei veggenti conoscono poco dei segreti, per esempio Marja a cui ho fatto qualche domanda il giorno di Natale, ha detto che lei non ne conosce la data, mentre Vicka e Mirjana la conoscono.

La prima osservazione da fare perciò è che la rivelazione dei segreti è in atto; ci sono approfondimenti anche perché i veggenti hanno una comprensione progressiva in base a ciò che la Madonna rivela loro. Seconda osservazione: la rivelazione dei segreti riguarda tutti e sei i veggenti e le spiegazioni sono date a tutti e sei. Vicka mi ha detto più di una volta che tutti avranno un ruolo nel tempo dei segreti. Sarebbe riduttivo quindi indicare in Mirjana la figura unica, anche se lei certamente ha una missione rilevante che è quella di rivelarli mediante un sacerdote da lei scelto, Padre Petar Ljubcic’. Inoltre la tematica dei 10 segreti è iniziata fin dal primo anno e da allora è sempre stata una tematica viva e non si è sovrapposta più tardi. La Madonna non se ne è dimenticata e la tiene sempre viva dopo averla rivelata man mano; ai tre che ancora non ce l’hanno verrà dato il 10° segreto e a quelli che già ce l’hanno i segreti vengono approfonditi.

La tematica dei dieci segreti quindi non è marginale o esterna, ma portante delle apparizioni, perché è il punto di arrivo delle Apparizioni. Infatti Vicka due o tre anni fa mi ha detto: “Per quanto riguarda le apparizioni di Medjugorje siamo ancora agli inizi”. I motivi infatti per cui la Madonna è qui da così tanto tempo è che noi stiamo attraversando un tempo che Lei ha racchiuso appunto nei dieci segreti, tempo di grande prova per il mondo e per la Chiesa. Noi possiamo dire con le parole di Papa Giovanni Paolo II che “il mondo è a rischio di autodistruzione” e con Papa Benedetto XVI° (discorso alla Curia Romana) che “il mondo è in pericolo, è in una fase di disfacimento morale che preannuncia sconvolgimenti paragonabili al crollo dell’Impero Romano”. Questo perché sono venute meno le basi morali del Cristianesimo.

Il mondo è in pericolo e la Madonna è qui per questo passaggio, perché vuole costruire con noi “il mondo nuovo della pace, un tempo di primavera”.

Quindi i dieci segreti sono il punto di arrivo delle apparizioni di Medjugorje.

Io sono molto contento che ci sia una commissione internazionale presieduta dal Cardinale Ruini, che è una mente certamente nobile, con personalità di grandissimo rilievo, e sono convinto che nella commissione ci siano persone capaci di capire quello che noi diciamo da anni: che la Madonna è qui per così tanto tempo, perché è in ballo il futuro del mondo, per giocare la partita decisiva con satana, satana vuole distruggere il mondo, la Madonna è qui per salvarlo, e lo salverà.

Il Papa questo l’ha già capito, perché sa che c’è la possibilità che il mondo soccomba all’attacco del maligno e Lui ha questa consapevolezza. Questo è confortante; noi siamo dunque portatori della pace e della gioia in questo periodo di tenebra.

Coraggio, cari amici, facciamo con Maria questa santa battaglia prima di tutto con la nostra vita e a Medjugorje, oasi di pace, veramente ci si prepara per i grandi combattimenti quotidiani!

 
Fonte: “Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito:www.medjugorjeliguria.it

giovedì 23 dicembre 2010

venerdì 17 dicembre 2010

Articolo: Guy Murphy: “Venendo a Medjugorje riceviamo così tante grazie”

Guy Murphy, ingegnere chimico quarantanovenne di Chicago, USA che negli ultimi quindici anni si è dedicato a guidare pellegrini a Medjugorje ed in altri santuari, all’inizio del Novembre di quest’anno è stato di nuovo qui. Guy dice: “La maggior parte di miracoli e conversioni avviene qui rispetto a tutti gli altri santuari, cosa che è veramente una benedizione per tutti. Medjugorje è per tutti noi, provenienti da tutto il mondo, una casa. Non ho sempre sentito così Medjugorje, tuttavia oggi sono molto felice di poter essere qui, grato alla Madonna per le sue parole di incoraggiamento con cui ci invita”.

L’incontro con Medjugorje

La mia conversione è avvenuta nel 1989. Qualcuno mi parlò di Medjugorje ed avevo sentito parlare anche dei segni e di varie cose legate alla fede. Mi dissi che dovevo sincerarmene. Quando decisi di venire a Medjugorje, capii di dover leggere alquanto sulla mia fede cattolica romana. Quando cominciai a leggere rimasi sorpreso che, nonostante il fatto di aver frequentato per otto anni una scuola elementare cattolica, per quattro anni una scuola media cattolica e di aver addirittura frequentato per due anni una università cattolica prima di iniziare a studiare come ingegnere chimico, non ero in grado di dire neppure una parola coerente sulla mia fede. Compresi che dovevo ascoltare attentamente ciò che il sacerdote diceva in Chiesa, ma non ero ancora in grado di capire nulla. Ciò mi portò a capire che dovevo finalmente leggere la Bibbia ed il primo racconto della Bibbia mi lasciò una forte impressione: la Bibbia ci da indicazioni su come scoprire, cioè riconoscere l’albero della vita. Questo mi spronò a proseguire. La conclusione del Libro dell’Apocalisse parla di una grande lotta che avviene, vengono presentate delle persone che mangiano il frutto dell’albero della vita e nasce la pace. Ancora una indicazione di strada. Finii di leggere la Bibbia, ma non potevo dire nulla sulla mia fede cattolica.

Alcuni insegnanti ci avevano detto che la parte sinistra del cervello è per i matematici e gli scienziati, mentre la destra per le arti liberali, così pensai che probabilmente la fede fosse nella parte destra del cervello e che questo non avrei mai potuto comprenderlo. Allora dissi che mi ero approcciato a Medjugorje in modo sbagliato – non potevo avvicinarmi ad esso né da un punto di vista di fede, né da un punto di vista scientifico -. Desistetti da quei miei dubbi e decisi di venire a Medjugorje con un gruppo di pellegrini.

Sono diventato cieco

Sull’aereo alcune persone mi parlarono del miracolo del sole a Medjugorje e mi spiegarono che il sole in qualche modo danzava, ruotava. Dal momento che si trattava di brave persone, credetti loro. Pensavo: “Quelle persone del Terzo Mondo non hanno una tecnologia dei laser sviluppata e cose del genere, sicuramente dicono la verità”. Quando arrivai a Medjugorje, esaminai per quale via giungesse la corrente e pensai quale potesse essere un luogo da cui fosse possibile utilizzare il laser. Mentre i miei compagni di viaggio cercavano il miracolo del sole, io cercavo dove potevano essere stati collocati dei laser. Pensavo: “Ora vi ho colto in fallo, pensavate di ingannarmi!”. Ma né il primo né il secondo giorno avvenne il miracolo. Pensavo: “Che peccato, non vedrò il miracolo”. Allora salii sul Križevac e lì feci per la prima volta una preghiera, era rivolta alla Madre Celeste. Avevo la mia posizione. Pensavo: “Pregherò Dio, cosa è per me la Madonna?” e pensavo che il Rosario fosse una preghiera per vecchiette. Mi dissi: “Cosa succede a noi ingegneri, anche noi abbiamo bisogno della preghiera”. Poi sentii che i veggenti descrivevano la Madonna come una meravigliosa diciottenne dai lunghi capelli, dagli occhi azzurri, dalla voce meravigliosa. Mi provoca vergogna oggi anche dire come sono stato arrogante verso di Lei. La mia prima preghiera rivolta alla Madonna è stata: “Hei, Madonna, sono io, Guy da Chichago! Mettimi alla prova nel miglior modo possibile e poi io metterò alla prova te. Se vincerai tu, farò tutto quello che dici, ma se vincerò io vieterò Medjugorje”. Pensavo che i messaggi fossero veri, ma ero ancora confuso dagli interrogativi di fede. Sollevai il Rosario e pensai: “Cosa è tanto essenziale in quest’arma ridicola”. Ma, e questa fu la prima cosa interessante che avvenne, qualcosa non mi permetteva di dirlo a parole. Sentivo che la sfida era stata accettata.

Il giorno seguente, 8 Dicembre, andando in Chiesa alla Messa in inglese, abbiamo visto il miracolo del sole. Guardavo e mi dicevo che doveva esistere una spiegazione logica per questo; rovistavo a terra cercando i fili elettrici che provocavano la danza del sole, pensando che si trattasse solo di un gioco di laser. Mi avvicinai al mio gruppo e misi gli occhiali. Erano le 13:00 e non potevo guardare. Ciò per me era enigmatico, perché sapevo dalle leggi della fisica che non esiste nulla che possa arrestare i raggi del sole perché non ti brucino gli occhi se guardi al sole direttamente. Poi ho pensato di essere l’unico a guardare il sole, che di sicuro gli altri tenevano gli occhi chiusi. Andai davanti a loro e li guardai negli occhi. I loro occhi erano spalancati. Ho pensato ci fosse qualcosa che bloccava i raggi solari perché non giungessero ai loro occhi. Guardai verso il sole e mi abbagliò di nuovo. E ogni volta che riprovavo a guardare al sole, esso mi abbagliava. Ero confuso. Dopo la Messa andai verso il Križevac. Ripetevo continuamente il mio nome e indirizzo, perché ero così confuso. Conclusi che i miei compagni di viaggio sarebbero diventati ciechi perché avevano guardato a lungo il sole. Pensai che anche io avrei dovuto essere cieco tenendo conto di quanto avevo guardato il sole. Caddi in un avvallamento lungo la strada. Mi prese uno svenimento e, logicamente, pensai di essere diventato cieco. I miei parenti ed amici avevano cercato di distogliermi dal viaggio a Medjugorje, e ora – pensavo – quando tornerò a casa e mi chiederanno com’è andata, io dovrò dire loro di essere cieco. Ero arrabbiato perché pensavo che dovevo sapere che non si deve guardare al sole. Andai verso la Collina delle apparizioni, ma la vista ancora non ritornava. Cominciai ad aver paura e pregai Dio di ridarmi la vista ed io avrei fatto tutto ciò che mi avesse chiesto. Riflettevo su ciò che era accaduto davanti alla Chiesa e nel mio cuore cominciò ad accadere qualcosa di strano: sentivo che nel profondo del cuore la Madonna mi chiedeva se avessi bisogno di aiuto. Dissi: “Sì, certamente”. In quel momento ho sentito qualcosa come un bacio sul mio capo. Se guardate al sole, non solo i vostri occhi diverranno ciechi, ma sentirete anche un dolore sopra il naso. E quel dolore era così forte, sentivo un dolore come se qualcuno mi avesse colpito alla testa con una palla da baseball. Ma quando sentii quel bacio, ho avvertito un rilassamento. In un momento mi tornò la vista e, felicissimo, corsi giù dalla Collina delle apparizioni.

Tornando a casa, Guy ha sentito di dover condividere la sua esperienza con gli amici ingegneri ed ha scritto una lettera in cui ha parlato di tutto quello che ha vissuto.

A Medjugorje mi sono confessato dopo dieci anni

Capii che dovevo iniziare a vivere i messaggi della Madonna. Il problema stava nel fatto che assolutamente non dubitavo che Medjugorje fosse vera, ma ero ancora convinto che il Rosario fosse una preghiera per vecchiette. Mentre pregavo il Rosario mi disturbava la ripetizione delle preghiere. Quindi, quando dicevo le parole: “Ave Maria, piena di grazia…”, sentivo che ciò era un’offesa alla mia intelligenza. Pregando si ripeteva quella esperienza del sentimento di completa umiliazione provato quando i miei occhi erano stati accecati dal sole. Finalmente compresi: quello era stato fatto dal cielo. Al ritorno da Medjugorje ero cosciente, avevo capito che andando sul Križevac non dovevo disquisire con la Madonna ed, in secondo luogo, avevo compreso ciò che la veggente Vicka aveva condiviso con noi: anche se non la pensiamo così, Gesù e Maria sono molto vicini a ciascuno di noi. Quando tornai da Medjugorje questo era per me così evidente, ma non accettavo ancora il Rosario. Dopo tre mesi forse riuscii a dire una decina del Rosario come una vera preghiera, ma poi vissi ancora quell’esperienza di umiliazione e invocai la Madonna sperando che mi fosse vicina. Come se si fosse accesa una luce, mi ricordai che la veggente aveva definito il Rosario “arma”. E mentre tenevo in mano la Croce e il Rosario, dissi: “Ciò che mi hai fatto a Medjugorje è umiltà”. Dissi: “O Dio, mi hai colpito alla testa, come Davide ha colpito Golia”. Mentre guardavo il Rosario, l’ho visto come la fionda di Davide e mi sono reso conto che quei cinque sassi che Davide prese dal ruscello sono in realtà le cinque decine del Rosario della Madonna, il che significa che il Rosario è una vera arma. Allora ho pensato che sapevo tre cose della mia fede. Durante tutto il processo della mia conversione, prima di venire a Medjugorje, avevo pensato di essere una brava persona e che, se fossi morto, sarei andato in Paradiso. Ma la verità è che a Medjugorje, per la prima volta dopo dieci anni, sono andato a confessarmi, la mia anima era stata, quindi, per dieci anni in stato di peccato mortale. Durante la conversione ho capito che molte cose che facevo prima erano peccaminose, ero dalla parte sbagliata. Mi sono reso conto che la Madonna è buona e che opera con i suoi figli, Le sono grato per questo. Mi ci sono voluti alcuni anni per accettare che il Rosario è una vera arma.

Ciò che mi rallegra di più è l’amore che sperimentiamo e riceviamo da Gesù e Maria

Nel secondo pellegrinaggio a Medjugorje venne con me un altro ingegnere, mio amico. Entrambi sperimentammo il miracolo del sole. Sembrava come un offuscamento del sole, ma esso pareva come una ostia bianca. E perché ho una considerazione infinita per questo fatto? Mentre mi istruisco sulla fede, ascolto i messaggi che la Madonna dà attraverso i veggenti. La Madonna ha detto: “La Santa Messa è il momento più santo”, in quel momento Gesù vivo viene in mezzo a noi e noi Lo accogliamo nei nostri cuori. Anche se avevo frequentato scuole cattoliche, non avevo mai sentito questo prima. Pensavo: “E’ un simbolo, un qualche segno?”. Questo per me era un enigma e, in qualche modo, un’offesa perché gli ingegneri devono fare qualcosa, devono porre l’equilibrio tra massa e calore. Compresi che qualcosa di molto più forte entrava nella mia vita, Dio stesso, non ne avevo idea. Pensai come potevo essere stato così sciocco da non averlo capito prima. Iniziai a leggere riguardo alla Santa Eucaristia e solo allora capii che questo è ciò che insegna la Chiesa Cattolica, che nell’Ostia c’è Gesù vivo. Per questo ora, quando sono a Medjugorje e vedo l’Ostia, comprendo che Dio è nell’Ostia, che è molto più forte del sole stesso.

Il mio amico ed io tornammo nella nostra camera e lui cominciò a camminare su e giù. Diceva, deluso, che non avevamo visto un miracolo. Diceva: “Quando siamo a casa non guardiamo al sole, ma ciò che è avvenuto qui è accaduto perché i nostri occhi si sono abituati alla luce”. Erano le 18:40, ora dell’apparizione della Madonna, e lui diceva: “Il sole aveva già iniziato a tramontare e per questo sembrava un’ostia” e ripeteva che doveva vederlo durante il giorno. Diceva: “Diventerò prima cieco piuttosto che credere”. Il giorno seguente andammo in Chiesa, era l’ora dell’apparizione. Il mio amico mi disse: “Andiamo a vedere questo miracolo del sole”. Gli risposi che andasse lui, ma che io avrei pregato. Quando uscii dalla Chiesa, lo trovai chino accanto ad una panca con una mano sugli occhi. Alla domanda su come si sentisse, rispose che credeva e che tutti avevano visto quel miracolo. Il sole lo aveva abbagliato.

Quando tornammo a casa, ebbi un rinnovato stimolo a credere che attraverso la Madonna andiamo a Dio e che la Madonna è Colei che ci trasmette il messaggio di Dio ed è nostra Madre che viene ad aiutarci. Mi ponevo la domanda: “Madonna, che ne è dell’albero della vita?”. Nel profondo del cuore sentivo che la risposta per me era sempre: “Prega”. La risposta non mi piaceva, ma iniziai a pregare i Misteri Gaudiosi. Il primo Mistero Gaudioso andò bene, ma durante il secondo – la Madonna visita Elisabetta – cercai di meditare immaginando di essere con la Madonna durante quella visita e di pensare all’albero della vita. Pensavo a cosa mi sfuggiva, a quale fosse la particolarità di tutto questo, a quale fosse il frutto di cui si trattava. Era probabilmente un qualche frutto particolare. Ritornò il Mistero del Rosario ed Elisabetta che diceva: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” Madre di Dio, tu sei quell’albero della vita. Ed il frutto, che dobbiamo mangiare per vivere in eterno, è Gesù Cristo. Allora pensai a questo mistero di Dio – la mia conversione. E dopo 21 anni, la Madonna lavora ancora con difficoltà con me. Anche se cerco di essere un suo buon collaboratore, sento che ho ancora molte cadute. Venendo a Medjugorje riceviamo così tante grazie da Dio. Spero che la Madonna resterà ancora a lungo con noi, perché ci sono molte persone che hanno bisogno di aiuto, come me. Ciò che mi rallegra di più è l’amore che sperimentiamo e riceviamo da Gesù e dalla Madre Maria. Attraverso l’unità nella preghiera sentiamo l’amore e la pace che vengono da Gesù. La scuola semplice qui è: preghiera, digiuno, Confessione, lettura della Sacra Scrittura.

 

Fonte: © Information Centre Mir Medjugorje

domenica 5 dicembre 2010

Video Apparizione a Mirjana del 2 dicembre 2010


Video della Apparizione della Regina della Pace alla veggente Mirjana a Medjugorje (Croce Blu) il 2 Dicembre 2010.



Fonte: Radio Maria

venerdì 3 dicembre 2010

giovedì 2 dicembre 2010

Messaggio 2 dicembre 2010 a Mirjana

«Cari figli, oggi qui con voi prego affinché troviate la forza di aprire i vostri cuori e di conoscere così l’enorme amore del Dio sofferente. Per questo Suo amore, bontà e mitezza io sono con voi. Vi invito affinché questo tempo particolare di preparazione sia tempo di preghiera, penitenza e conversione. Figli miei, avete bisogno di Dio. Non potete andare avanti senza mio Figlio. Quando comprenderete e accetterete questo, si realizzerà ciò che vi è promesso. Per mezzo dello Spirito Santo nascerà nei vostri cuori il Regno dei Cieli. Io vi conduco a questo. Vi ringrazio».

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 dicembre 2010
Come sapete, la veggente Mirjana ha l’apparizione ogni 2 del mese dal 1987, non si sa per quanto tempo avrà ancora quest’apparizione e la Madonna in quest’apparizione viene a pregare soprattutto per chi è lontano, affinché chi non conosce l’Amore di Dio si apra. Naturalmente fra quelli che non conoscono l’Amore di Dio ci possiamo essere anche noi che siamo vicino col corpo, ma lontani col cuore. Però normalmente lo sguardo della Madonna è più rivolto ai lontani, ma oggi fa riferimento anche a noi. Come vedete all’inizio del messaggio quando dice: "oggi qui con voi prego affinché troviate”, quindi parla proprio a quelli che ascoltano o che leggono il messaggio, “la forza di aprire i vostri cuori e di conoscere così l’enorme amore del Dio sofferente”.
Dunque, intanto inquadriamo il messaggio, attraverso Mirjana nei messaggi di questi ultimi tempi, di quest’ultimo anno. Possiamo dire che sia quelli rivolti alla Parrocchia attraverso la veggente Marja, sia quelli rivolti al mondo attraverso la veggente Mirjana, fotografano la medesima situazione. Sono tutti messaggi in cui la Madonna ci dice: “siete lontani, vi siete persi”, c’è tutta una fila di espressioni che non finiscono più: “siete immersi nelle tenebre della morte, nelle tenebre della menzogna”. Addirittura una settimana fa nel messaggio del 25 novembre che ci ha stupito per la sua forza dice: “vi guardo e vedo in voi la morte senza speranza, l’inquietudine e la fame”.
Quindi questo è il quadro. D’altra parte ci sarà anche il tempo dei dieci segreti. Perché? Perché sarà il tempo dell’iniquità, cioè c’è una progressione dell’iniquità, e quindi un tempo in cui l’iniquità deborda sulla terra e satana cercherà di avere il sopravvento, ma la Madonna glielo impedirà! La Madonna è qui per arginare l’offensiva del male, è qui perché ci sia una forza di contrasto al male, è qui per formare l’esercito dei suoi apostoli, come ci ha chiamati nel messaggio del 2 ottobre a Mirjana quando ci ha detto: “Figli miei, apostoli miei, aiutatemi ad aprire le strade a Mio Figlio!”. Quindi la situazione che la Madonna descrive in quest’ultimo anno è di un male che monta, entra nei nostri cuori.
Ella ci esorta alla battaglia, ci esorta a difenderci dal male, ci esorta a svegliarci dal sonno delle nostre anime e ci esorta a uscire dalla menzogna, dalle tenebre. Ci esorta alla preghiera e alla conversione e la Madonna prende lo spunto del fatto che stiamo vivendo nel tempo di Avvento per segnarci una strada.
Però quello che colpisce di più in questo messaggio è il richiamo che la Madonna fa al grande amore che Dio ha per noi, che Gesù ha per noi, un amore immenso che noi vediamo dal fatto che invia Sua Madre ogni giorno. La Madonna dice che la Sua presenza qui in mezzo a noi per così tanto tempo come Madre, come Maestra, come Colei che ci asciuga le lacrime, ci consola, ci conforta, ci incoraggia, ci illumina, ci difende, tutto questo è espressione dell’amore di Gesù, della bontà di Gesù, della mitezza di Gesù! ”Per questo Suo amore, bontà e mitezza io sono con voi”. Meraviglioso cari amici! Ma nel medesimo tempo la Madonna ci dice che questo grande Amore è un Amore sofferente; non la sofferenza della Passione che ha patito duemila anni fa, ma di quella passione e agonia di cui parlava Pascal, quando diceva che Gesù è in agonia fino alla fine dei tempi, o che la Madonna ha evocato in uno dei primi messaggi che ha dato alla Parrocchia, quando ha detto: “contemplate la Croce, contemplate le piaghe e consolateLo per la piaghe che Gli sono state inferte da questa Parrocchia!”.
Quindi Gesù è sofferente, perché è sofferente? Gesù lo ha spiegato proprio nell’apparizione a Santa Margherita Maria Alacoque, quando ha presentato il suo Cuore fiammeggiante d’amore e circondato di spine e ha detto che queste spine sono la nostra indifferenza, la nostra ingratitudine, i nostri peccati. È sofferente forse anche per la mancanza di fiducia nella Sua Misericordia, come a detto Gesù a Santa Faustina, quando a detto appunto che “più ancora dei peccati, lo fa soffrire il fatto che manchiamo di fiducia in Lui e non accorriamo a chiedere il perdono”.
Allora questa era la prima parte del messaggio, e cioè: "Cari figli, oggi qui con voi prego affinché troviate la forza di aprire i vostri cuori e di conoscere così l’enorme amore del Dio sofferente”, la forza di prendere una decisione, ci vuole la Grazia, bisogna chiedere a Dio la Grazia di decidersi, ”Per questo Suo amore, bontà e mitezza io sono con voi”.
Adesso la Madonna entra nel tempo dell’Avvento, nel tempo che stiamo vivendo e dice: “Vi invito affinché questo tempo particolare di preparazione” di preparazione al Natale, naturalmente, ”sia tempo di preghiera, penitenza e conversione”. Qui ci sono raccolti i messaggi fondamentali della Madonna, l’itinerario che ci designa per arrivare al Natale e vivere la Grazia del Natale che è il Regno di Dio nei nostri cuori.
La preghiera, abbiamo detto che è importante che ogni giorno ci sia la preghiera, al mattino, alla sera. Abbiamo invitato anche le famiglie a recitare il Santo Rosario davanti al presepio.
La penitenza, le rinunce; quando il 25 del mese abbiamo chiesto alla veggente Marja: “cosa consigli per il Natale?” La prima cosa che ha detto: “delle rinunce”. Dobbiamo fare delle rinunce che possono essere di vario genere. Ovviamente tutte le rinunce debbono portare alla rinuncia che sta a cuore a Maria, cioè la rinuncia al peccato, però le rinunce vanno anche viste nella prospettiva della carità verso il prossimo, verso i più poveri, verso i bisognosi. Gli spazi della carità sono immensi, dovremo scegliere noi. La penitenza si esprime nelle rinunce ai tanti vizi, alla vanità, all’effimero, a ciò che è superfluo e la penitenza si esprime nella carità.
La conversione, la Madonna, a mio parere, vuole dare un’indicazione ben precisa, cioè l’itinerario di preghiera e di penitenza verso il Natale deve condurre a una bella Confessione prima di Natale. Una Confessione che ci restituisca la Grazia di Dio, la dignità di figli di Dio, ci faccia di nuovo tralci vivi, innestati nella vite, che danno frutti di Vita Eterna.
Poi la Madonna fa una considerazione, Lei ha detto “volete costruire un mondo senza Dio, perciò siete infelici!”, la Madonna ha anche detto: “Senza Dio non c’è né felicità, né futuro, né Vita Eterna!”, ce lo ha detto più volte. Oggi la Madonna ce lo dice in modo più positivo quando ci dice: ”Figli miei, avete bisogno di Dio. Non potete andare avanti senza mio Figlio. Quando comprenderete e accetterete questo, si realizzerà ciò che vi è promesso”.
La Madonna un Natale di qualche anno fa aveva detto: “Se accoglierete il Re della Pace, questo secolo sarà un secolo di prosperità e di pace”.
Perciò già in questo Natale possiamo vivere personalmente nel nostro cuore quello che la Madonna ha promesso: la pace, la pace del cuore, perché il Regno di Dio è un regno di Pace. C’è la Pace di Dio nel nostro cuore e quindi il Suo Amore, la Sua Luce, la Sua Bontà, la Sua Bellezza, tutto ciò che viene da Dio germoglia nel nostro cuore.
Qui la Madonna ci da quell’indicazione molto bella e cioè che la culla che dobbiamo preparare a Natale è la culla del nostro cuore perché è nel cuore che Lei deporrà il Bambino Gesù.
Il Bambino Gesù è il Regno di Dio. Lui è il Regno di Dio!
“Per mezzo dello Spirito Santo nascerà nei vostri cuori il Regno dei Cieli”. La Madonna, come vedete, fa riferimento a quest’opera della Spirito Santo che con la Sua Grazia opera in noi la compunzione dei peccati, la presa di coscienza del male, il ripudio del male, la decisione di cambiare vita, la confessione, il proposito, la vita nuova. Tutto questo crea quel cuore umile e pentito che è il dono di Natale che dobbiamo fare a Dio, prima di tutto, a Maria perché vi deponga il Bambino Gesù che è il Regno di Dio. Ma questo cuore natalizio pieno di bontà, di amore, di luce e di gioia è anche il dono che dobbiamo fare alle persone a noi care, alle persone che conosciamo. Questo è il vero dono che dobbiamo porre vicino al Presepe, sotto l’albero di Natale.
E la Madonna che ci guida in questo tempo d’Avvento ci dice: “Io vi conduco a questo”. Quindi vedete, quando la Madonna parla del Regno dei Cieli e del tempo della Pace, parla innanzitutto di questa pace interiore; i cuori diventino il Regno dei Cieli e poi naturalmente questa pace interiore si diffonda nella società per cui la società avrà un tempo di pace e di prosperità. Tutto questo passa attraverso la conversione, il nostro ritorno a Dio nell’accoglienza di Cristo nei nostri cuori.
Intensifichiamo, cari amici, nella preghiera, nella penitenza, nella conversione, la nostra preparazione al Natale. “Vi ringrazio".

Fonte: Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

lunedì 29 novembre 2010

Messaggio del 25 novembre 2010

"Cari figli, vi guardo e vedo nel vostro cuore la morte senza speranza, l'inquietudine e la fame. Non c'è preghiera nè fiducia in Dio perciò l'Altissimo mi permette di portarvi speranza e gioia. Apritevi. Aprite i vostri cuori alla misericordia di Dio e Lui vi darà tutto ciò di cui avete bisogno e riempirà i vostri cuori con la pace perché Lui è la pace e la vostra speranza.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Commento al messaggio del 25 novembre di Padre Livio di Radio Maria
 
Dunque, cari amici, questo messaggio è diviso in due parti.
Come vedete la prima parte è quella del medico che mette in luce la gravità della malattia, una gravità che potremmo dire da “encefalogramma piatto”, perché la Madre dice: “nel vostro cuore c'è la morte senza speranza” quindi c'è l'inferno. Cos'è l'inferno? È la morte senza speranza. È una situazione esistenziale dove manca la fede, la carità, la preghiera, la fiducia in Dio. Siamo una terra arida e abbiamo “cuori induriti, cuori di pietra”; conosciamo molto bene questa denuncia che è presente nella Bibbia: “dei cuori induriti, dei cuori di pietra”, dalla genia dei ribelli.
Cari figli, vi guardo e vedo nel vostro cuore la morte senza speranza”; la morte senza speranza viene quando abbiamo lasciato morire la fede, morire la preghiera, morire la fiducia in Dio, morire la carità e quindi morire il soprannaturale. Questa situazione è una situazione infernale, l'inferno è una separazione da Dio che noi già anticipiamo in questa vita.
La Madonna ci vede in questa situazione infernale, di morte eterna già anticipata, ma, nel medesimo tempo, per fortuna, vede anche l'inquietudine, perché, finché siamo su questa terra, nel profondo dell'uomo c'è la fame di Dio, finché siamo su questa terra c'è nell'uomo il rimorso della coscienza. C'è comunque il desiderio di uscir fuori da una situazione infernale, il desiderio di riscatto, di liberazione, c'è nostalgia della Santità, della Verità, della Bellezza, della Pace.
Allora la Madonna fortunatamente vede in noi questa desolazione, ma nel medesimo tempo anche l'inquietudine e la fame. Cos'è l'inquietudine? L'inquietudine è perché quando si è lontani da Dio non si è contenti. La Madonna una volta ha detto: ”volete costruire un mondo senza Dio, per questo siete infelici!”. Il male fa male, la vita lontana da Dio è una vita senza il sole, un gelo infernale, una vita in cui non siamo contenti di noi stessi, anzi odiamo noi stessi, disprezziamo noi stessi e odiamo e disprezziamo gli altri.
La Madonna vede quest'inquietudine e in fondo vede questa fame, la fame di Dio, la fame di felicità, la fame di eternità, la fame di immortalità, la fame di santità, la fame di pulizia interiore. La Madonna dice anche perché c'è questa morte senza speranza, perché: “in noi è morta  la preghiera e la fiducia in Dio”.  E quindi già in questo modo la Madonna ci dà un rimedio, cioè, se noi siamo arrivati ad una morte senza speranza è perché in noi è morta la preghiera, la preghiera che ci avvicina a Dio, la preghiera che è come l'acqua di cui parla spesso la Regina della Pace, che bagna quel fiore, il fiore della preghiera, il fiore della fede e impedisce che muoia.
Senza la preghiera il fiore della fede muore, è come l'acqua che va data un po’ ogni giorno, ma se noi lasciamo morire la preghiera, il fiore della fede muore, appassisce e muore! Non c'è fiducia in Dio, non c'è fiducia nella Sua Misericordia, non c'è lo slancio dell'abbandono, non c'è l'inginocchiarsi davanti alla Croce per chiedere perdono dei propri peccati.
Di fronte a questa situazione di schiavitù delle tenebre, perché questa è una situazione di schiavitù delle tenebre in cui siamo soggiogati dal maligno, di fronte a questa situazione esistenziale di morte, della seconda morte di cui parla l'Apocalisse, Dio ha deciso di farci Misericordia, Dio ci ha inviato Lei, Maria, per portarci la speranza e la gioia. La speranza perché Dio ci può riscattare, ci può liberare, spezzare le catene della schiavitù del male e ci può ridare la gioia, che è la gioia di far del bene, la gioia della vicinanza con Dio. Dio è gioia, è una gioia che tutti quelli che si convertono sperimentano.
Dopo la descrizione micidiale con sei affermazioni cioè: “morte, senza speranza, inquietudine, fame, non c'è preghiera, non c'è fiducia”, sei espressioni che descrivono la nostra condizione esistenziale di desolazione, subito la Madonna, di fronte a questa situazione, ci porta la luce, ci porta la speranza dicendo - siete così ridotti, siete come quel viandante che il ladrone ha spogliato di tutto - e il buon Samaritano, che è Cristo, invia la Madre in questo nostro mondo: perciò l'Altissimo mi permette”, è la Madonna che chiede e Dio permette: Dio mi permette di portarvi speranza e gioia”. Cos'è questa speranza e questa gioia? E' Lei stessa Maria, fonte di speranza, fonte di gioia, perché Lei ci porta Gesù, che è la pace, che è la speranza e la gioia.
Quindi è questa la descrizione che ci dà la Madonna in cui noi siamo, cioè - guardate in che stato vi trovate, siete morti!  Ma guardate che nonostante siate in questo stato di morte e cioè di chiusura totale a Dio, Dio vi fa Misericordia, Mi invia a voi perché vi faccia risollevare -.
Adesso inizia la seconda parte del messaggio, quella che tocca a noi.
Cosa dobbiamo fare di fronte alla nostra situazione di desolazione, di fronte all'Amore di Dio che invia la Madre per aiutarci? Che cosa dobbiamo fare? “Apritevi” - apritevi, non voltate le spalle, non fate i sordi, non fate i ciechi, non fate i cani arrabbiati che abbaiano contro i testimoni di Dio, contro i Profeti - “Aprite i vostri cuori alla misericordia di Dio”, cioè - Dio vuole perdonarvi, ma apritevi al perdono, è il medico che vi porta la medicina, accoglietelo! - “Apritevi”. Non è che ci chiede chissà cosa: ci chiede di accettare di venire guariti, ci chiede di accettare la medicina della Misericordia: “Apritevi!”, - aprite i vostri cuori alla Misericordia di Dio – “e Lui vi darà tutto ciò di cui avete bisogno”. Di cosa abbiamo bisogno? Abbiamo bisogno del perdono dei peccati, della Grazia che santifica, abbiamo bisogno della purificazione del cuore, abbiamo bisogno della pace, abbiamo bisogno della gioia, della forza, abbiamo bisogno della luce: “Lui vi darà tutto ciò di cui avete bisogno”, perché Lui è la forza, Lui è la pace, Lui è l'amore: “e riempirà  i vostri cuori con la pace, perché Lui è la pace e la vostra speranza”.
Di fronte alle sei espressioni negative: ”morte, senza speranza, inquietudine, fame, non c'è  preghiera, non c'è fiducia” ci sono quelle positive:”la speranza, la gioia, la misericordia e per ben due volte c'è la parola pace.
Vorrei leggere questo messaggio nella prospettiva dell'Avvento, anche perché la Madonna è sempre molto attenta ai tempi liturgici e allora, cari amici, perché la prospettiva dell'Avvento? Perché descrive la situazione esistenziale come quella di Giovanni Battista che deve aprire le Vie del Signore, deve spianare le strade e deve preparare questa via e chiamare alla conversione.
La Madonna è questo Giovanni Battista nel tempo di Avvento che vuole spianare la strada di Dio perché possa arrivare ai nostri cuori, perché ci porti quello che è il dono del Natale, la pace; Gesù è la nostra pace. Per ben due volte c'è la parola pace in questo messaggio, perché Lui è la nostra pace, la nostra speranza, ci sono proprio queste endiadi, due volte la parola pace e due volte la parola speranza, che sono le tematiche tipiche dell'Avvento.
Quindi la Madonna ci invita in questo tempo d'Avvento ad aprire i cuori al Re della Pace, a Colui che ci dà tutto quello di cui abbiamo bisogno, perché Lui è la Pace, Lui è la Gioia, Lui è la Speranza!
Questo, cari amici, è il grande programma dell'Avvento che comunque vedete che è racchiuso in due parole: “apritevi, aprite i vostri cuori alla Misericordia di Dio”. Non riusciamo ad aprirli? Chiediamo la Grazia di aprirli! La Grazia che Dio ce li faccia aprire, ma, già il chiedere la Grazia che ce li faccia aprire, vuol dire che già abbiamo cominciato ad aprirli!
Coraggio, cari amici, non c'è bisogno di spendere tante parole e su questo messaggio meraviglioso con programma straordinario nel cammino di Avvento, c'è solo da prendere una decisione.
Magari in questo periodo di Avvento, prendiamo la decisione di pregare di più, di pregare in famiglia, di confessarci se non siamo ancora in Grazia di Dio, e di fare un cammino di raccoglimento, di fiducia in Dio, di affido alla Sua Misericordia, e contemplare l'infinita Misericordia di Dio che si esprime in questo Bambino che viene così inerme, così piccolo, così disponibile per noi.
Insomma tutto è racchiuso nell'espressione: “Apriamo il cuore a Dio”, poi, se cominciamo a pregare e ad affidarci, piano piano capiremo la straordinaria ricchezza di questa espressione: “Apritevi. Aprite i vostri cuori alla Misericordia di Dio”.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata".
Siamo grati alla Madre per la Sua presenza, perché ci indica la malattia senza mai negarci la medicina, senza toglierci mai la speranza, perché ci indica la via della gioia e della pace!
                                                  
Fonte: Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

domenica 28 novembre 2010

Ultima catechesi di Padre Slavko

Ultima trasmissione registrata di fra Slavko Barbaric a Radio Mir Medjugorje
Venerdì 24 novembre 2000, ore 11:00

Al pomeriggio, 5 ore dopo,  è salito sul monte Krizevac dove è morto. 


1. Siano lodati Gesù e Maria! Saluto tutti voi sinceramente ascoltatori della voce della Regina della Pace dagli studi di Radio "Mir" Medjugorje e desidero che quest'ora alla scuola della Regina della Pace sia utile per tutti! Per tutto il mese abbiamo meditato sul messaggio che Maria ci ha dato il 25 Ottobre e oggi, stasera, attendiamo il nuovo messaggio e ci ricordiamo di ciò che ci ha detto nell'ultimo messaggio, ricordiamo che abbiamo insieme riflettuto sul rinnovamento della Chiesa, come Maria dice nel messaggio che la Chiesa si sta rinnovando nello spirito. Abbiamo detto che la Chiesa è ognuno di noi, se noi cominciamo a rinnovarci come individui, lì si rinnova la Chiesa. Abbiamo detto che il nuovo tempo può iniziare da oggi, senza aspettare l'inizio del nuovo anno e del nuovo millennio, ma il nuovo inizio, il nuovo tempo succede nell'uomo, quando l'uomo, con la forza dello Spirito Santo, si decide per un nuovo rapporto con se stesso, con la natura, con gli altri e con Dio. E qui sta la ragione di tutto l'annuncio dei profeti che promettono un nuovo tempo, ma in maniera nuova. Senza il rinnovamento interiore e spirituale dell'uomo non ci può essere il nuovo tempo, la nuova famiglia, la nuova Chiesa e dei nuovi rapporti. L'ultima volta abbiamo anche detto che Dio ha dato a ciascun uomo un dono e dei doni: l'uomo in se stesso, la sua vita è un dono, ma gli sono dati anche altri doni: questi doni vanno riconosciuti e, quando l'uomo li riconosce, allora l'amore, la pace, misericordia e bontà, ma anche i doni intellettuali, egli entra nel nuovo tempo e quando con questi doni inizia a servire gli altri, continua questo nuovo tempo. Il nuovo tempo è una nuova situazione tra gli uomini, per cui ciascuno di noi è responsabile: nessuno di noi può dire di non aver bisogno di questo nuovo tempo, dire che non può fare niente e non sa niente, perché è responsabile del rinnovamento e del tempo nuovo. Per questo Maria ci parla e ci indirizza allo Spirito Santo che rinnova ogni cosa. E questo è per noi uno stimolo a pregare davvero, come Maria ci dice, lo Spirito Santo. Tutti coloro che seguono il programma serale e pregano sanno bene che, dopo aver pregato il Rosario e cantato le litanie, noi preghiamo lo Spirito Santo perché Maria così ha desiderato, che prima di ogni programma serale si invochi lo Spirito Santo, perché, senza lo Spirito Santo, non possiamo capire né fare nulla e non possiamo crescere. Che questa nostra trasmissione sia per noi stimolo a deciderci continuamente per il rinnovamento, a rinnovarci continuamente con la forza dello Spirito Santo!
2. Maria, alla fine del messaggio, ci ha chiamato tre volte: "Pregate, pregate, pregate!" perché semplicemente la preghiera diventi gioia. Lei stessa ha cantato con gioia e ha ringraziato Dio per i doni che ci ha dato. Ci avviciniamo al termine di questo Anno Liturgico e domani celebreremo "Cristo Re", perciò è necessario che in questa trasmissione "La voce della regina della Pace" meditiamo sulle parole fondamentali che Maria ci ha detto nei messaggi a nome di Gesù Cristo. Diciamo per prima cosa ciò che va affermato, e che Maria ripete tante volte nei messaggi, e cioè ci chiede di dare a Dio il primo posto nella nostra vita perché davvero Dio regni nel nostro cuore, nei nostri pensieri e opere e oggi vogliamo divenire coscienti che Cristo ci si offre come via, verità e vita e certamente quando diciamo "Re", dobbiamo essere coscienti che il Regno di Cristo, con Cristo, non è come quelli che abbiamo sperimentato, non è il regno dei politici o dei potenti sulla terra. La differenza assoluta e fondamentale è qui: sappiamo che, durante il processo contro Gesù, uno dei sommi sacerdoti ha detto che era meglio che uno morisse per il popolo piuttosto che tutto il popolo. E proprio questa è l'essenza del rapporto di Cristo con ogni uomo, con tutti noi: Lui ha dato la sua vita, è morto per i nostri peccati perché noi potessimo vivere. Quindi, direi che Maria ha ragione di invitarci ad aprire completamente il nostro cuore al Padre attraverso lo Spirito Santo, perché quando, attraverso la preghiera, permettiamo a Gesù di entrare nel nostro cuore, avremo veramente ciò che cerchiamo: avremo la Pace perché Lui è il Re della Pace, avremo la luce perché Lui è Luce, avremo l'amore nel cuore perché Lui è amore, avremo la vita nel cuore perché Lui da la vita, Lui serve la vita. Da qui viene la domanda per noi: "Chi davvero è al primo posto nella nostra vita?". E' molto facile dare la risposta, diciamo che Maria ci invita tre volte alla preghiera e tutti coloro che hanno risposto e pregano come Maria chiede, essi possono dire che Dio è al primo posto. La preghiera, infatti, significa prendere tempo per ciò che per noi è importante, per Colui che amiamo. Se prendiamo il tempo e preghiamo, significa che per noi Cristo è importante, che desideriamo parlare con Lui, imparare da Lui, che vogliamo camminare con Lui. La preghiera ci dice cosa dobbiamo dire e fare ogni giorno. La preghiera è il tempo in cui ci rivolgiamo a Cristo, in cui ci riposiamo in Lui, in cui impariamo da Lui e parliamo con Lui, ascoltiamo la Sua Parola perché la nostra vita sarà più completa e perfetta, perché il nostro cammino su questa terra possa essere il vero cammino con Cristo verso la Patria Eterna. Il Regno di Cristo è regno di Pace, verità, e amore e ogni volta che abbiamo parlato del rinnovamento della Chiesa e ci impegniamo a rinnovare il nostro modo di vivere, siamo dalla parte di Cristo e Lui è dalla nostra parte. Che questa Solennità e il messaggio di Maria siano per noi un nuovo stimolo a purificare il nostro cuore da tutti gli idoli, da tutto ciò che non permette a Cristo di regnare pienamente nella nostra vita!

3. E mentre pensiamo a Cristo Re, è opportuno farci nuovamente la domanda: "Chi è davvero al primo posto nella nostra vita, chi la orienta?". Vedete, se ci ricordiamo della preghiera e del digiuno di Cristo, e delle tentazioni con cui satana l'ha provato, nella terza tentazione ha detto a Gesù: "Ti darò tutti i regni della terra, se prostrato mi adorerai". Gesù ha risposto: "Vattene satana! Adora solo il Signore e servi solo Lui!". Gesù si è deciso completamente per il Padre, Lui è l'Inviato dal Padre per salvarci. Gesù non dimentica il suo ruolo e il suo compito e dice: "Mio Padre è al primo posto!". Nella nostra vita può facilmente accadere che diciamo che siamo battezzati, che siamo di Cristo, ma nella nostra vita regna qualcun altro: può essere l'orgoglio, cioè può capitare che in realtà noi adoriamo noi stessi o che cerchiamo che gli altri ci adorino. Se accade che l'uomo mette se stesso al primo posto nella propria vita, Cristo non ha posto in quel cuore. Se ci guardiamo con umiltà possiamo capire chi per noi è al primo posto. E se vediamo che non riusciamo a perdonare qualcuno, diciamo a Gesù che ci comanda di perdonare settanta volte sette: "Signore, sai che per me è difficile perdonare, ma mi decido per questo: ti presento i miei dolori, ferite, la mia mancanza di pace, mi allontano da ogni sentimento cattivo e metto chiaramente te al primo posto!". Se invece capita che siamo nervosi nelle parole o nei comportamenti, allora siamo noi al primo posto. Vedete quante volte i nostri dolori vengono dal metterci al primo posto! Certamente l'uomo deve amarsi, rispettarsi, difendersi, ma l'uomo non può adorare se stesso. Tutti i Cristiani e ciascuno di noi deve mettere chiaramente dei limiti anche a tutto ciò che è bello per deciderci chiaramente per Gesù e non per noi stessi o per quello che noi crediamo bene. Noi Cristiani dobbiamo continuare la nostra lotta perché Cristo sia al primo posto come ci chiede Maria!

4. E mentre ci siamo posti e abbiamo risposto alla domanda su chi sia al primo posto nella nostra vita, ricordiamoci che anche gli altri uomini o i gruppi possono essere al primo posto nella nostra vita. Capiremo questo se diciamo che, come capiranno bene i genitori, nella vita dei giovani, ad esempio quando il figlio cresce e arriva alla pubertà, i genitori sentono il grosso problema che i figli prendono il metro di misura e imparano i comportamenti del loro gruppo e i genitori, i catechisti, la Chiesa non hanno valore, i figli non accolgono i comandamenti, ma l'unica regola che accolgono nella loro vita è quella del gruppo. Così si comportano anche i grandi politici ed economisti e le sette. Per questo possono esistere le dittature dove la massa prende un individuo come unica misura di tutto: ciò che è bene in questo caso lo è perché risponde ai suoi interessi e il male è tutto ciò che distrugge i suoi scopi e programmi. Così l'uomo molto facilmente diviene "roba" degli altri e sciupa la sua dignità morale. L'uomo ascoltando queste dittature politiche o sette può fare il male e pensare che sia un bene. In questi casi si deve dire che l'uomo è un individuo lontano da Dio, che Dio non ha nulla da dirgli perché l'uomo da ascolto ad altri. Certo, dobbiamo amare e rispettare gli altri, ma non dobbiamo adorare nessuno e perdere così la nostra dignità eterna di Cristiani. In questo siamo deboli e molte volte sbagliamo senza esserne coscienti. Per questo è importante ciò a cui Maria continuamente ci invita: alla preghiera, al digiuno, alla Confessione e alla Santa Messa, perché possiamo riparare ciò che abbiamo sbagliato e restare veri verso tutti e verso noi stessi e verso il mondo. L'uomo che è pronto a dimenticare le cose spirituali per quelle materiali, che non ha tempo per la preghiera, per la Messa perché deve lavorare, l'uomo che adora le cose materiali in modo da seguire solo ciò che lo aiuta a possedere di più, infrange i Comandamenti e per lui gli altri perdono il loro valore. In mezzo a noi ci sono molti falsi dei, molti idoli essi facilmente si impiantano tra noi e ricevono tanti diritti che Dio, che ci parla attraverso il Suo Figlio, non ha più per noi la Parola vera. Per questo noi siamo nella scuola di Maria, perché il nostro rapporto con Dio sia sincero e così potremo instaurare anche nuove relazioni con gli altri e così, lo ripetiamo, verrà il nuovo tempo!

5. Fratelli e sorelle, mentre abbiamo meditato sul nostro rapporto con Dio e ci siamo chiesti chi sia davvero al primo posto nella nostra vita, ora preghiamo tutti perché il Signore Dio sia davvero al primo posto nella nostra vita. Dopo una pausa che ci servirà per raccoglierci pregheremo:
Signore Dio Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, Creatore della nostra vita, nel Nome del Tuo Figlio Gesù Cristo Re, con Maria, Regina della Pace, ti preghiamo: libera il nostro cuore da tutto ciò che ti impedisce di essere al primo posto nella nostra vita! Rinunciamo ad ogni egoismo e ad ogni adorazione di noi stessi o degli idoli falsi o degli altri.
Rinunciamo a tutto ciò che ti impedisce o Padre di essere col tuo Figlio Gesù Cristo al primo posto nella nostra vita!
Ti presentiamo tutti coloro che si sono allontanati da Te, che si sono persi nel loro egoismo o si sono dati agli altri o alle cose materiali: liberali Signore, perché come tuoi figli liberi possano vivere e creare veri rapporti con se stessi e con gli altri!
Ti preghiamo per tutti i cristiani che si chiamano così di nome ma non vivono e non seguono la via che tu hai mostrato nel Tuo Figlio Gesù Cristo. Benedici tutti i rinnovamenti nella Chiesa e nel mondo, perché possiamo, ciascuno per la sua parte, vivere responsabilmente nella Luce di Cristo, nostro Re, che vive e regna nei secoli dei secoli! Amen!

6. Grazie, cari amici, per essere stati con noi nella trasmissione "La Voce della Regina della Pace" che è stata seguita dal punto di vista tecnico da Ivo Sego ed è stata preparata per voi da Fra Slavko Barbaric. Pace a voi!
(Trascrizione e traduzione fedele alla registrazione)
Fonte: Pellegrini della pace

La Regina della Pace a Medjugorje e la Medaglia Miracolosa

La Regina della Pace a Medjugorje ha parlato della Medaglia Miracolosa in un messaggio dato a Marija alla Croce Blu il 27 Novembre 1989.

Ecco il messaggio:
"Desidero che in questi giorni preghiate in modo particolare per la salvezza delle anime.
Oggi è il giorno della Medaglia Miracolosa e desidero che preghiate in particolare per la salvezza di tutti coloro che portano la Medaglia.
Desidero che la diffondiate e la portiate perché si salvi un gran numero di anime, ma in particolare desidero che preghiate."

venerdì 26 novembre 2010

Video Commento di P. Livio a Messaggio del 25 Novembre da Medjugorje


Commento di Padre Livio al messaggio del 25 Novembre 2010 dato dalla Regina della Pace alla veggente Marija Pavlovic Lunetti.



Fonte: Radio Maria

giovedì 25 novembre 2010

Video Marija Pavlovic legge il Messaggio del 25 Novembre a Radio Maria


25/11/2010 ore 21:10: Marja Pavlovic legge a Radio Maria il Messaggio del 25 Novembre 2010 che le ha dato la Regina della Pace.



Fonte: Radio Maria

Nota personale: in coda alla lettura del messaggio, una bella conversazione fra Padre Livio e Marija su diversi ricordi della sua vita a Medjugorje nei primi anni delle apparizioni. Ha terminato con un simpatico racconto che allego in pdf qui sotto

Video Adorazione Eucaristica - Kyrie Eleison - Padre Slavko Barbaric

mercoledì 24 novembre 2010

giovedì 18 novembre 2010

Les Enfants de Medjugorje 2010 - 12 novembre 2010

Cari figli di Medjugorje, lode a Gesù e Maria!

1-Il 2 novembre 2010, Mirjana ha ricevuto la sua apparizione mensile alla Croce Blu, circondata da una bella folla nonostante il brutto tempo. Dopo l’apparizione ci ha trasmesso il seguente messaggio:
"Cari figli, con perseveranza e amore materni vi porto la luce della vita, affinché distrugga in voi la tenebra della morte. Non rifiutatemi, figli miei. Fermatevi e guardate in voi stessi e vedete quanto siete peccatori. Riconoscete i vostri peccati e pregate per il perdono. Figli miei, non volete accettare di essere deboli e piccoli, ma potete anche essere forti e grandi compiendo la volontà di Dio. Datemi i vostri cuori purificati, perché possa illuminarli con la luce della vita, mio Figlio. Vi ringrazio".

2- Una necessità vitale: essere in stato di grazia.
Questo messaggio del 2 dovrebbe essere letto e riletto almeno 10 volte! La Gospa soffre, previene, ripete, vede che le sue parole scivolano via, allora ripete ancora, vede tutto il male che le tenebre del peccato ci fanno, ritorna a noi come una Madre senza stancarsi, ci benedice, e spera… Il richiamo di Maria oggi è VITALE! Molti ci chiedono: "Cosa pensate dell’avvenire? Cosa ci accadrà?" La risposta è chiara: ci accadrà quello che noi faremo accadere! Le violenze in Francia sono un piccolo assaggio di quello che succederà più tardi, o forse peggio? No! Non vogliamo questo! Vogliamo la vita, la vera pace! La vera pace arriverà, ma dopo quali prove? Sta a noi abbreviare il tempo della prova! E’ vero che "il tempo nuovo" di cui ci parla la Madonna arriverà. Si sta avvicinando, ma prima che arrivi, la durata della prova dipende da noi. Prima di tutto dobbiamo abbandonare il peccato ed assicurarci di essere in "stato di grazia". Non legarsi volontariamente ad una situazione che offende Dio. Per questo, prendere i 10 Comandamenti (Deut 5) e verificare di mettere bene in pratica ciascuno dei punti che Dio ci ha dato come indicazioni per avere la vita e non la morte dell’anima. Poi confessare sinceramente i propri peccati ad un sacerdote. Decidersi di mettere Dio al primo posto, perché solo Gesù è la nostra armatura contro il nemico. Proprio ieri un pellegrino mi diceva: "Lo so, io vivo nel peccato, ma Dio è buono, mi perdonerà!" (Viveva con una donna che non era sua moglie). Temo di averlo scosso, dicendogli che la misericordia di Dio è infinita, sempre offerta, ma presuppone che ci si penta del proprio peccato e ci si rinunci. Gesù ha perdonato alla donna adultera, ma ha aggiunto: "Va, e non peccare più!" Non rifiutiamo più la Madre di Dio, al contrario, accogliamola con gratitudine! Oggi più che mai, ci "porta la luce della vita per distruggere le tenebre della morte in noi".

3 – Due santi, due esempi, due amici!
- Padre Slavko .. già dieci anni!
Il 24 novembre 2000, verso le ore 15.00, Padre Slavko Barbaric ritornava alla casa del Padre, in cima al Krizevac dove aveva terminato di animare la via Crucis. Quest’anno, la parrocchia di Medjugorje e tutti i suoi amici celebreranno il decimo anniversario della sua "nascita al cielo", secondo l’espressione della Vergine. Infatti, dal 25 novembre 2000, Lei dichiarava nel suo messaggio: "Gioite con me, perché il vostro fratello Slavko è nato al cielo e intercede per voi!" Sono numerose le testimonianze di benedizioni ricevute attraverso la sua intercessione! La sua tomba continuamente visitata e coperta di fiori, fa parte dei luoghi dove i pellegrini non mancano di andare. Nell’occasione di questo anniversario, preghiamolo (magari con una novena), facciamolo lavorare per la conversione, la guarigione e per il cammino di santità di ciascuno di noi! E’ un lavoratore indefesso e non ha smesso di lavorare! Grazie, caro Slavko, per tutte le immense grazie che ci hai già ottenuto! Proteggi la parrocchia, benedici i tuoi fratelli francescani, intercedi per noi, peccatori; aiuta tutti noi a comprendere i messaggi della Gospa ed a viverli. Che ci siano molti santi a Medjugorje! E per favore, abbraccia la Regina della Pace per noi!
- Il Padre Tardif sugli altari ?
Il Padre Emiliano Tardif, nativo del Quebec e morto nel giugno 1999, aveva il dono di richiamare migliaia di persone, credenti e non credenti! Faceva del bene a tutti, annunciava ininterrottamente Gesù nell’Eucarestia, e compiva segni e miracoli, come Gesù ha detto che avrebbero compiuto "quelli che avrebbero creduto" (Marco 16,17). Padre Tardif è venuto per la prima volta a Medjugorje nel 1983. In quella occasione ha avuto la grazia di venire imprigionato a Citluk per 24 ore dalle autorità comuniste per aver proclamato Gesù. Senza cibo né acqua, e soprattutto senza sapere quando ne sarebbe uscito. Il suo peccato? Aveva pregato a lungo per i malati dopo la Messa della sera, erano avvenute delle guarigioni, ed in tre giorni il numero dei fedeli era talmente aumentato che la Milizia ebbe paura. Il Cardinal Nicolas Lopez Rodriguez, di Santo Domingo, ha annunciato di aver ricevuto dalla Congregazione per la Causa dei Santi, a Roma, l’autorizzazione di aprire l’inchiesta a livello diocesano in vista della causa di beatificazione del Servo di Dio, Emiliano Tardif. Ogni testimonianza circa il Padre Tardif sarà benvenuta ! 

4 – Un porta fortuna?
Dall’inizio delle apparizioni, la Vergine ha insistito con i veggenti, perché tutti portino addosso degli oggetti benedetti, medaglie, piccole croci ecc. La Madonna ha anche chiesto che mettiamo sui muri dei crocifissi, delle immagini sacre benedette da un sacerdote, in particolare le immagini del Sacro Cuore di Gesù e del Suo Cuore Immacolato, o altri oggetti di pietà. Questi oggetti ricordano a coloro che li tengono in casa o addosso, la presenza di Dio; questi oggetti disturbano gli spiriti cattivi che vengono disarmati dalla benedizione di Dio. Da quel momento ci attaccano meno e si evitano quindi vari problemi, incidenti o conflitti, malattie o depressioni, insonnie, pulsioni suicide ecc. (Ovviamente tutte queste cose non hanno sempre origine dal maligno). I croati hanno la tradizione di far benedire le case e le proprietà ogni anno da un sacerdote. Quando la Francia era cristiana, aveva anch’essa questa tradizione. I sacerdoti erano allora più numerosi, perché le famiglie erano fiere di contare fra i loro figli un sacerdote e domandavano questa grazia a Dio. Ma il nemico, il nostro avversario, scimmiotta molto sottilmente e subdolamente quello che fa Dio e la Sua Chiesa. E’ molto importante di segnalare queste realtà, perché siamo spesso allertati da persona vittime da questi "lupi travestiti da agnelli". Senza voler entrare in dettagli privati, vorrei semplicemente mettervi in guardia: Non prendetevi dei rischi inutili! Fuggite come la peste i "porta fortuna"! Oggigiorno si moltiplicano le offerte che promettono felicità o salute, ma che non introducono altro che il veleno del nemico. Questi oggetti sono spesso maledetti durante i culti segreti a satana, e destinati a nuocere coloro che li portano. Troppi cristiani portano al collo i segni dello Zodiaco, o dei piccoli serpenti, oppure cose ricevute da persone che si definiscono "abitate". Maria Santissima ha detto: "Cari figli, satana vuole ingannarvi in mille maniere" Abbiamo tutto da guadagnare a portare addosso solo oggetti benedetti. E’ sufficiente per questo presentare l’oggetto religioso ad un sacerdote dopo la Messa, e domandargli di benedirlo. Lasciamoci proteggere dalla benedizione di un sacerdote! E’ anche bene ricevere con fervore la benedizione finale della Messa, impartita dal celebrante. La Gospa ci ha detto spesso: "Cari figli, quando un prete vi benedice, è mio Figlio Gesù che vi benedice". Di questo siamo sicuri, di tutto il resto no!

5 – L’avvento si avvicina, che gioia!
E’ il magnifico tempo liturgico durante il quale possiamo immergerci nell’innocenza del piccolo Dio Bambino che si sta formando nel purissimo seno di Maria. L’innocenza di Gesù è come una piscina dove ci si immerge con delizia, dove il male viene dissipato e dalla quale si esce trasformati. Non dimentichiamo la chiave che ci ha donato la Gospa all’inizio di questo millennio per avere la pace e la prosperità: "Cari figli, con il vostro sì alla pace e con la vostra decisione per Dio, si apre per voi una nuova possibilità per la pace. E’ solamente così, cari figli, che il tempo di questo secolo sarà per voi un tempo di pace e di prosperità. Per questo, mettete il neonato Gesù al primo posto nella vostra vita, Egli vi condurrà sul cammino della salvezza" (25.12.99) Cara Gospa, Ti invitiamo più che mai nei nostri cuori inquieti e feriti! Vieni a deporvi il balsamo del tuo amore materno! Con te celebreremo di vita!

Suor Emmanuel +

Fonte: "Enfants de Medjugorje"  <www.enfantsdemedjugorje.com>

Claudia Koll in pellegrinaggio a Medjugorje

All’inizio di Novembre è stata a Medjugorje la famosa attrice e convertita italiana Claudia Koll.
Ha parlato in modo aperto della sua vita e della sua conversione per Radio “Mir” Medjugorje. E’ stato come ascoltare la storia non scritta di Maria Maddalena ai nostri giorni. Ha raccontato le difficoltà della sua crescita senza la madre – che è morta mentre lei nasceva. La vita con la nonna, la scuola, le crisi di identità e poi il perdersi nel mondo dei film.
Dopo alcune scene non discrete in alcuni film, Claudia nell’anno giubilare 2000 attraversa la Porta Santa della Basilica di San Pietro a Roma e da quel momento sente che l’opera che aveva compiuto fino a quel momento veniva distrutta. Poi, lei dice: “Un giorno si è verificata una situazione drammatica che richiedeva una soluzione, ma io non ero in grado di trovarla. Ricordo che ero disperata, non sapevo cosa fare. Camminavo su e giù per la stanza. Ad un certo punto mi sono rivolta a Dio. Ho cominciato a pregare il Padre nostro stringendo in mano la croce che un amico mi aveva regalato alcuni giorni prima. Quando tutto il mio essere era rivolto a Dio ero stretta alla croce, ho sentito una liberazione. Mi sono sentita immersa in una pace profonda. E mi sono riposata in quella pace. Non sentivo più né preoccupazione, né paura, c’era solo silenzio, era un silenzio profondo che prima non conoscevo. Quel silenzio mi parlava di Dio. Non ho visto il Signore, ma ho sentito la sua presenza. Gli ho chiesto: “Perché hai fatto questo, perché mi hai consolato, io non lo merito?!”. Allora ho detto: “Tu sei mio Padre, io ti ho pregato col Padre Nostro e ho detto: desidero conoscerti”. E questa è stata la mia preghiera! Il Signore non ha eliminato la mia sofferenza, ma ha camminato con me e mi ha aiutato a risolverla pian piano. Soprattutto devo dire che quella sofferenza è stata per me la via per giungere a Dio e pian piano ho sentito il bisogno di tornare in Chiesa, di dimorare nella Chiesa, perché lì ho riconosciuto il silenzio e la pace di Dio e cosi, piano piano, ho cominciato ad andare alla Santa Messa. Il Signore cominciò a guarirmi attraverso i Sacramenti”. Questa guarigione è continuata, secondo quanto lei testimonia, tuttavia durante essa si sono verificati inciampi e cadute, ma anche momenti in cui si è di nuovo rialzata. Ha capito di dover seguire Gesù su due nuove gambe: una è la verità e l’altra l’amore. Ha rifiutato tutti i ruoli che nei film non corrispondono allo spirito del Vangelo. Ha raccontato un dettaglio interessante di quel periodo: “Un giorno stavo firmando un contratto che mi offriva molti soldi. Il ruolo non era negativo, ma non era un film che dovevo accettare perché avrei dovuto incontrarmi nuovamente con persone che avevo promesso al Signore di non incontrare mai più. Appena firmai quel contratto, sentii che avevo sbagliato. Ma, a causa della mia debolezza, non sono riuscita a dire di no. Quando ho ricevuto i primi soldi per quel film, ho cominciato a distribuirli ai poveri in Chiesa. Sentivo che quei soldi non mi appartenevano, che erano soldi di un tradimento!”.
E’ seguito il suo lavoro per le missioni, il viaggio in Etiopia dove ha incontrato una grande miseria, la fame, bambini piccoli che quasi morivano di fame. Testimonia: “Mi ricordo di un ragazzino che aveva gli occhi chiusi non perché fosse malato, ma perché non aveva acqua. I suoi occhi erano sporchi. Aveva un occhio infiammato a causa della sporcizia e gli occhi gli si erano chiusi. Gli ho pulito gli occhi con un fazzolettino umido. E mentre io gli aprivo gli occhi, il Signore li ha aperti a me. Vivevo nel lusso, avevo tappeti di grande valore, un servizio d’argento per mangiare, ma tutto questo non ha salvato la mia vita. Ed ho cominciato a vedere tutto con altri occhi ed ho compreso che dovevo dare una parte della mia ricchezza a qualcuno che non ha niente”.
Al ritorno, si è recata nel Santuario della Divina Misericordia e lì ha scoperto il messaggio della Divina Misericordia: “Ho capito che il Signore mi diceva: `Claudia, se sei caduta è stato perché contavi troppo su te stessa, credi in Me!`. Per me `Gesù confido in Te!` significa questo. Comprendere che percorrerò il cammino di conversione con Gesù e che dovevo credere al Signore. Penso che è la fede vera, la fede di Abramo che sperava contro ogni speranza” – dice Claudia.
Claudia ha parlato anche della sua relazione e devozione verso la Beata Vergine Maria: “La Madonna è sempre stata presente nella mia vita, dal momento della mia nascita. Quando avevo otto o dieci anni, non mi ricordo bene, ho visto un film sulla Madonna di Fatima. Allora ho detto: La Madonna non è una statua, è una donna. E mi colpiva molto il fatto che la Madonna avesse dato un compito così importante ai veggenti. Attraverso quel film ho sentito che la Madonna mi parlava della bellezza, della pace, della serenità. Quando sono tornata a casa dopo aver visto quel film, ho fatto una preghiera – allora ero una ragazzina -, ho detto in quella preghiera: `Desidero vivere con te e venire da te, portami con te, come hai fatto con Giacinta`. Quindi ho chiesto di morire. Il Signore non ha ascoltato quella preghiera, ma penso che oggi mi chiami a testimoniare per Lui e tutta l’esperienza che ho vissuto mi ha aiutato a comprendere la grandezza della Divina Misericordia”. Claudia ha ricordato come tutto il cammino della sua conversione sia stato anche vicino alla Madonna. Sperimenta in modo particolarmente forte Medjugorje e le apparizioni della Madonna ai veggenti. Testimonia che in quei momenti sente una forte presenza della Madonna. Descrivendo una esperienza del genere ha detto: “Quello è un momento in cui tutto si interrompe. Vedevo che pioveva, ma non sentivo la pioggia sull’ombrello. E penso che è davvero una bella esperienza accogliere la Madonna col cuore. Non mi è assolutamente passato per la testa di cercare segni, di guardare il cielo. Penso che quello sia un incontro che avviene nell’interiorità. Nel momento dell’apparizione non mi interessa troppo guardare la veggente, ma pregare davvero”. Claudia ha sottolineato particolarmente l’amore che sente ora attraverso la Madonna. L’amore in un modo nuovo. Il cammino verso una tale conoscenza ha avuto molte tappe, eccone una: “Quando è iniziato il mio cammino di conversione, le prime persone che Dio ha messo sulla mia strada sono state i malati di AIDS. E proprio attraverso un giovane che era malato di AIDS, attraverso la sua sofferenza, ho riconosciuto Cristo. Ho cominciato a riflettere su Gesù che nel Getsemani aveva sudato sangue ed aveva paura della morte. Quel giovane era a letto e stava molto male, ma non poteva parlare perché la malattia aveva colpito il centro della parola. Ma aveva degli occhi che mi parlavano delle sue paure. E quando l’ho preso per mano ho sentito nel cuore un grande amore. Un amore che non avevo mai sentito, un amore forte e tenero. E quell’amore mi ha convertito. Quando guardo al mio passato, adesso rifletto su quante volte Gesù sarà entrato in posti del genere, ma i miei occhi erano ciechi e non potevo riconoscerlo. Ho conosciuto questo solo quando è iniziato il mio cammino di conversione.  In coloro che soffrono è presente Cristo”.
Claudia Koll oggi guida un’associazione che si chiama “Opera del Padre” ed è dedicata all’opera missionaria in Africa. Là sta anche costruendo una casa di accoglienza per persone che non si possono muovere da sole che si chiama “Piccola Lourdes”. Nel mondo dell’arte, è direttrice di un’Accademia fondata sui principi contenuti nella Lettera agli Artisti scritta da Giovanni Paolo II. Attraverso questa Accademia desidera aiutare i giovani ad entrare nel mondo dello spettacolo in un modo sano. Ed è interessante che in quell’Accademia si ascolta regolarmente la musica di Medjugorje.

Fonte: Sito ufficiale della Parrocchia di Medjugorje