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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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giovedì 25 maggio 2017

Messaggio a Marija del 25 maggio 2017

"Cari figli! L’Altissimo mi ha permesso di invitarvi di nuovo alla conversione. Figlioli, aprite i vostri cuori alla grazia alla quale tutti siete chiamati. Siate testimoni della pace e dell’amore in questo mondo inquieto. La vostra vita qui sulla terra è passeggera. Pregate affinché attraverso la preghiera aneliate al cielo e alle cose celesti ed i vostri cuori vedranno tutto in modo diverso. Non siete soli, Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

martedì 23 maggio 2017

“DUE” Messaggi a caso della Regina della Pace


Oggi voglio porre all’attenzione di tutti non UNO, ma DUE “Messaggi a caso” in quanto sono intimamente legati.
Siamo nel 1986 e dal 29-2-1984 la Madonna da i suoi Messaggi alla Parrocchia di Medjugorje ogni Giovedì, messaggi che il buon padre Slavko Barbaric provvedeva brevemente a commentare con tanta umiltà e saggezza.

Ho voluto riproporre questi due messaggi perchè mi sono parsi molto importanti per tutti noi.
Dopodomani la Regina della Pace ci donerà il suo Messaggio Mensile e vogliamo farci trovare preparati ad accoglierlo, meditarlo e farlo nostro nella quotidianità della nostra vita.

Leggiamo ora con attenzione i due messaggi perchè – pur a distanza di tanti anni – essi sono quanto mai ATTUALI.

 

5 giugno 1986

Cari figli! Oggi vi invito a decidervi se desiderate vivere i messaggi che vi sto dando. Desidero che siate attivi nel vivere e nel comunicare i messaggi. In modo particolare, cari figli, desidero che tutti siate il riflesso di Gesù, il quale illuminerà questo mondo infedele, che cammina nel buio. Desidero che tutti siate luce a tutti e che testimoniate nella luce. Cari figli, non siete chiamati al buio, ma alla luce; per questo vivete la luce con la vostra vita. Vi ringrazio per aver risposto alla mia chiamata.


«Questo invito della Madonna a deciderci è lo stesso di quando ci ha invitati tutti a pregare ogni giorno il Credo o di quando ci ha invitati a meditare ogni giovedì il brano di Matteo cap. 6 versetti dal 24 fino alla fine del capitolo. Si tratta sempre della decisione per il Signore, ma qui la Madonna ci dice sì di decidere, ma anche di pensare un po’ se noi vogliamo proprio vivere i messaggi che ci sta dando. Sicuramente noi desideriamo avere la pace, avere la gioia più profonda, come dice nei messaggi, ma dobbiamo deciderci radicalmente. Ci pone davanti all’alternativa: se volete, se desiderate oppure no! Adesso continua e dice: “Desidero che siate attivi nel vivere e nel comunicare i messaggi”. Queste sono due cose: la prima è che noi siamo pieni di pace, di amore, di riconciliazione nella nostra vita personale; e dopo possiamo diventare attivi nel comunicare i messaggi della testimonianza. Poi mi sembra ci sia una parola nuova nei messaggi: “Desidero che siate tutti il riflesso di Gesù, il quale illuminerà il mondo…”. Saremo naturalmente il riflesso di Gesù se vivremo la pace, l’amore. E dice che “illuminerà questo mondo infedele che cammina nel buio”. Questo è un grande dovere per tutti noi. Come Gesù dice di sé stesso: “Io sono la luce e sono venuto per portarvi la luce”, così la Madonna vuole che noi siamo pronti a portare la luce a questo mondo senza fede, che si trova nelle tenebre. Ci invita di nuovo a testimoniare nella luce: “Che tutti siate luce a tutti e testimoniate nella luce!”. Sono due espressioni molto precise: una volta che noi siamo la luce, dopo, tutte le nostre opere e testimonianze saranno nella luce.
E infine ci fa coscienti che siamo chiamati,
- per dire anche creati -, per la luce, non per il buio. Poi un nuovo invito: “Per questo vivete la luce nella vostra vita”. Questo messaggio mi sembra molto importante perché ci troviamo abbastanza vicini al 5° anniversario: è sicuramente tempo per deciderci di nuovo, per pensare qual è il nostro dovere per la nostra vita e anche per gli altri».

12 giugno 1986

Cari figli! Oggi vi invito a cominciare a pregare il Rosario con fede viva così io potrò aiutarvi. Voi, cari figli, desiderate ricevere le grazie ma non pregate. Io non vi posso aiutare, dato che voi non desiderate muovervi. Cari figli, vi invito a pregare il Rosario affinché per voi il Rosario sia l’impegno che eseguirete con gioia; così comprenderete perché sono da così tanto tempo con voi: desidero insegnarvi a pregare.
Grazie perché avete risposto alla mia chiamata.


«Nel messaggio di giovedì scorso la Madonna ci aveva invitato a ripensare e deciderci se vogliamo vivere i messaggi e ci aveva invitato a vivere come il riflesso di Gesù e di essere luce per tutti. Adesso ci invita di nuovo alla prima preghiera, cioè a pregare il Rosario e in questo messaggio insiste proprio sul Rosario. All’inizio ci aveva invitato al Rosario e ne pregavamo solo una parte; il 14.8.1984 ci ha invitati tutti a pregare il Rosario intero e così da allora anche nella chiesa di Medjugorje si prega ogni sera il Rosario in tutte le tre parti. L’anno scorso per il 4° anniversario Marija Pavlovic aveva domandato se c’era qualche messaggio particolare e la Madonna aveva invitato tutti i sacerdoti ad invitare la gente alla preghiera del Rosario ed ora, prima del 5° anniversario, ci invita di nuovo a pregare il Rosario con questa precisazione: “con fede viva”. Io penso di poter dire che “con fede viva” voglia dire proprio meditare i misteri della Madonna e di Gesù così vivamente che possiamo ogni volta uscire rinnovati dalla preghiera. Questo Rosario “con fede viva” è condizione perché la Madonna possa aiutarci; infatti ha detto: “così io potrò aiutarvi”. Poi la Madonna ci dice: “Voi desiderate ricevere le grazie ma non pregate”. Se ci decidiamo a pregare e ci lasciamo muovere, Lei ci aiuterà, come una Madre. Poi ci dice: “Vi invito a pregare il Rosario con la gioia”. Prima “con fede viva” e dopo “con la gioia”. Altre volte ha parlato della gioia nella preghiera e sicuramente, se approfondiamo la preghiera, sarà anche una gioia, perché la preghiera significa incontro con il Padre, incontro con Gesù Cristo e con la Madonna e questo può essere sempre gioia. Ciò non significa che non possano venire i problemi o le difficoltà, ma la gioia sarà il tono generale. Ancora ci dice che il Rosario non è solo la condizione grazie alla quale Lei ci può aiutare, ma anche attraverso la quale noi possiamo comprendere Ella - dice -: “perché sono da così tanto tempo con voi”. Solo attraverso la preghiera lo possiamo capire. Forse è anche una risposta a tutti coloro che si domandano ancora: dopo cinque anni!... perché?... come mai?... e così via. Nell’ultima frase dice: “Desidero insegnarvi a pregare”. Ecco: cammina con noi e vuole che preghiamo. Non esiste altro metodo della preghiera che cominciare a pregare come si può. Si dice: l’appetito viene mangiando, così la preghiera viene pregando».

Video - Preghiera di guarigione del 21 maggio 2017, guidata da fra Perica Ostojić

 

Canto: Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore, sono qui davanti a Te e invoco la Tua presenza. Entra nella mia vita, Signore, perché soltanto Tu vedi che cosa è nascosto nel mio cuore. Soltanto Tu sai, soltanto Tu conosci ogni mia lotta contro le mie debolezze. Forse agli occhi degli uomini sembra diverso, ma soltanto Tu scruti il cuore e vedi le mie lotte interiori. Signore, aiutami ad aprire il mio cuore: aiutami ad aprire la porta del mio cuore che tengo tanto chiusa. Entra nel mio cuore. Dimora nel mio cuore, Signore, perché soltanto Tu sei presente nella mia vita. Nella mia vita ci sarà allora la vera soddisfazione e la vera felicità. Signore, vieni ed entra nella mai vita.


Canto: Hvala, Criste... Alleluia...


Signore, nel Vangelo d’oggi leggiamo le Tue parole che ci dicono che Tu ci manderai un “altro Paraclito”: lo Spirito Santo. Perciò, Signore, adesso desidero esaminare la mia fede: quanta fede ho veramente che il Tuo Spirito è presente in mezzo a noi? Quanto Gli permetto di entrare nel mio cuore? Cerco forse di risolvere i problemi soltanto con le mie forze, oppure cerco l’aiuto dello Spirito Santo? Signore, il Tuo Spirito è la nostra protezione, la nostra forza contro tutto ciò che ci allontana dalla via della salvezza. Perciò Ti prego: manda il Tuo Spirito perché ci protegga, perché ci custodisca, ci ammonisca e ci esorti.

Canto: Grazie, Gesù... Danke, Jesus... Alleluia...

Signore, Ti prego anche adesso di guarire la mia anima, il mio corpo e il mio cuore. Tu sai come qualche volta la vita è tanto difficile con la conseguenza del peso della croce. Spesso cado nel peccato. Signore, perciò Ti prego: entra nella mia vita, mostrami la via da percorrere donami la forza per poter portare la mia croce e fa’ che, nonostante la mia croce, io possa perdonare. Fa’ che io sappia riconoscere il Tuo perdono e la Tua misericordia nella mia vita, Signore, perché io possa perdonare gli altri. Signore, manda il Tuo Santo Spirito e aiutami, non solo per il mio bene ma per la Tua maggior gloria: fa’ che, pieno dello Spirito Santo, io possa andare nella mia famiglia, sul mio posto di lavoro, nel mio ambiente per testimoniare Te, il Tuo Amore e la Tua misericordia.

Canto: Merci, Jesu... Thankyou, Jesus... Alleluia...

Kyrie, eleison...


La benedizione di Dio Onnipotente si versi su tutti voi, sulle vostre famiglie e su tutti coloro sono nella vostra preghiera nel Nome del Padre + e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.

Fonte: (Trascrizione  INFO a cura di P. Armando Favero)

lunedì 22 maggio 2017

Giotto, Ascensione

 

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«Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava», raccontano gli Atti degli Apostoli a proposito dell’Ascensione. E poi ancora: «Mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi». Come fa un artista a rappresentare un avvenimento così misterioso, che sfugge anche dallo sguardo di chi ne fu testimone?

Molto spesso gli artisti si sono complicati la vita cercando qualche effetto speciale nel tentativo di ricostruire la dinamica di quel momento. Ma spesso chi si avventura oltre la lettera resta invischiato nella goffaggine o nell’inverosimile.

Tra gli artisti che sono stati chiamati a rappresentare l’Ascensione ce n’è uno che invece ha scelto la strada più semplice: quella di aderire al dettato del testo. Dato che la semplicità è una qualità dei grandi, si tratta chiaramente di un grande, cioè Giotto. La scena è alla Cappella Scrovegni.

Come capita per altri riquadri della Cappella, l’esecuzione finale era stata affidata in parte ad allievi ed è forse per questo che la scena viene riprodotta di rado nei libri dedicati a quel ciclo. In realtà la concezione e la costruzione della scena è assolutamente tutta frutto del genio di Giotto.

Cosa vediamo? Vediamo gli sguardi tesi degli apostoli (undici in quel momento, per rimanere fedeli alla lettera) e di Maria. Vediamo che alcuni degli apostoli, per meglio scrutare il cielo, si mettono la mano a protezione della troppa luce. Vediamo i due angeli, «in bianche vesti», scesi per istruire quei poveri uomini innamorati ma anche straniti.

Istruirli e dar loro anche una mossa: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?». Sopra, nel mezzo del cielo azzurro, c’è la nuvola che «lo sottrasse al loro sguardo», sempre secondo il racconto degli Atti. Ed è qui che Giotto mette a segno il colpo di genio originato proprio dalla semplicità. Gesù salendo ha le mani protese verso l’alto.

Non sappiamo verso chi o verso cosa, perché in realtà le mani non le vediamo: Giotto infatti taglia la scena in modo apparentemente strano, per cui Gesù con le braccia va oltre lo spazio disegnato. In realtà quel taglio fa capire che, come scrive Luca nel suo Vangelo, Gesù «fu portato» verso il cielo.

Banalizzando possiamo dire che Egli viene “tirato su”: o meglio “attirato su”. Ed è bello immaginare che sia stato proprio l’amore del Padre ad “attirare” presso di sé il Figlio. E che proprio verso le mani del Padre si protendano quelle di Gesù, che non vediamo. Tutto molto semplice e anche molto verosimile.

 

Fonte: Piccole Note - Cenni di informazione online

sabato 20 maggio 2017

Video - Međugorje, 18 maggio 2017, Giovedì della V settimana di Pasqua, omelia della Santa Messa vespertina.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
Parola del Signore.


“Come il Padre ha amato Me anch’Io ho amato voi. Rimanete nel Mio Amore”.
Cari pellegrini, cari parrocchiani della parrocchia di san Giacomo, cari fratelli e sorelle e voi tutti collegati via internet, quando un uomo va via da questo mondo, quando salutiamo i nostri cari, ricordiamo le ultime parole. L’uomo che se ne va cerca di dire le cose essenziali alle persone che rimangono in questo mondo, le cose che vorrebbe non fossero dimenticate. Vorrebbe che gli uomini che le ascoltano le trattenessero nel proprio cuore.
In questi giorni è come se ascoltassimo le ultime parole di Gesù. E’ come se ci dicesse le ultime frasi e ci desse gli ultimi consigli prima della Sua Ascensione al Cielo.
Qualche giorno fa abbiamo sentito le Sue Parole: “Vi lascio la pace. Vi do la Mia pace”.
E oggi: “Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi”. Questo vuol dire che la pace e l’amore non sono categorie umane, ma divine. Non sono cose che l’uomo può conquistare con le proprie forze. La pace si riceve da Dio. Dio dona la pace all’uomo. Dio dona all’uomo questa pace, perchè l’abbia e perchè possa diffonderla.
L’Amore è uno dei grandi temi del Vangelo secondo Giovanni.
Nel Vangelo di oggi abbiamo sentito per 9 volte la parola Amore o amare. Si potrebbe dire che viene ripetuto troppo, come fanno gli uomini moderni. Si parla sempre di più di amore e sembra, invece, che il vero Amore ci sia sempre di meno.
Quando ci prepariamo per la Confessione cerchiamo di verificare a che punto siamo sulla base dell’Amore che abbiamo verso Dio e verso l’uomo.
“Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi”. Queste parole che oggi Cristo pronuncia non sono una raccomandazione, ma un ordine.
Questo comandamento ha due parti. Una parte è l’Amore verso Dio e l’altra è l’Amore verso il prossimo. Perciò l’evangelista Giovanni, seguendo il suo Maestro, parla e scrive proprio dell’Amore.
Una storia racconta dell’evangelista Giovanni. Era anziano e molto debole. Lo portavano ad incontrare le persone. Non parlava tanto. Ad ogni incontro diceva le stesse parole; “Figli, amatevi gli uni gli altri”.
Un discepolo un giorno gli chiese: “Ma perchè ripeti sempre questa frase e mai null’altro?” Egli rispose: “Fate questo. Basta fare questo e avete compiuto tutto”.
Quanto vale la vita? Quanto siamo in grado di donarla.
Quanto vale l’Amore? Quanto siamo in grado di donarlo agli altri. Gesù parla solo dell’Amore. In esso ha messo tutti gli altri comandamenti e valori.
L’Amore al primo posto. Tutti i comandamenti, dogmi, precetti sono compresi nel comandamento dell’Amore.
L’Amore è il centro di Cristo. Dio è l’Amore che abbraccia tutto.
Un sacerdote ha raccontato una storia.
Durante l’estate stava camminando lungo la riva del mare. Lo accompagnava un francescano molto colto. Hanno parlato di teologia e della creazione del mondo. Hanno incontrato un gruppo di bambini che giocava. Appena arrivati hanno interrotto il loro gioco e uno di essi ha detto: ‘Stop!’ Gli hanno risposto: ‘Ci fermiamo. Siamo nelle vostre mani’. Il bambino ha risposto. ‘No, non vi siete fermati. Non vi siete abbandonati a noi’. Ad un certo momento ha preso il Rosario del francescano e ha detto: ‘E cos’è questo? ‘Queste sono le armi di Dio’. ‘Ma Dio non c’è!’ ‘Sì, c’è!’ E il bambino: ‘Ma io non ci credo’. E il frate rispose: ‘Io invece sì!’ Detto ciò i due sacerdoti hanno ripreso il loro cammino.
Il bambino li seguiva. Si sono avvicinati anche gli altri bambini e hanno detto: ‘Noi non crediamo in Dio!’ I due sacerdoti hanno risposto: Sì, noi crediamo!’ I bambini hanno proseguito: ‘Noi odiamo Dio!’ E i religiosi: ‘Dio vi ama anche se Lo odiate. Vi ama anche se Lo offendete’. ‘Anche se noi non crediamo in Lui?’ ‘Certo! Vi ama tanto’. Il ragazzino che aveva iniziato il discorso ha ripreso: ‘Voi veramente credete in Dio e che vi ama?’ ‘Certo e crediamo che ci ama! Ama noi e tutti voi’ E il ragazzino: ‘Ma noi non vogliamo credere!’
Una signora anziana che stava ascoltando il discorso intervenne: ‘Voi ragazzini non volete credere, perchè non avete la mamma. Se aveste la mamma credereste e amereste Dio e gli uomini, perchè una madre non sa fare null’altro che amare. Il ruolo di una madre è insegnare ai figli ad amare gli uomini e Dio’.
I bambini sono rimasti immobili. La parola ‘mamma’ è come se avesse gelato loro labbra e cuore. Una ragazzina ha corso verso quella donna e ha cominciato a piangere. Questa anziana era più intelligente di tutti. Questa donna ha risolto le questioni che neppure i sacerdoti sapevano risolvere. Sapeva che alle persone bisogna mostrare l’Amore di Dio per farle credere. Soltanto una madre sa come si ama, come ci si sacrifica e si sa mostrare l’Amore.
Cari fratelli e sorelle, noi siamo qui in questo luogo santo per imparare da Maria nostra Madre come si ama, come si perdona, come si serve Dio, come si crede in Lui.
L’amore è importante. Senza amore i matrimoni falliscono, le famiglie si distruggono e l’umanità si perde.
Senza amore c’è solo interesse. Il mondo va verso la propria fine.
Cristo sapeva quanto importante era l’Amore per i discepoli. Se non ci fosse stato l’Amore si sarebbero salutati e non si sarebbero più visti. Se non ci fosse stato Amore tra gli apostoli ci sarebbe stata solo la lite, mentre Cristo voleva la pace e l’Amore.
L’Amore si diffonde nel mondo e il loro compito era quello di offrire l’Amore a tutti.
Oggi, pensando alle parole di Cristo “amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi”, cerchiamo di essere grati per questo Amore che ci è stato donato.
Rimane da rispondere alle domande: Come siamo noi? Dove siamo? Abbiamo donato l’Amore ai nostri cari? Abbiamo cercato di diffondere l’Amore in questo mondo? Abbiamo cercato di vincere ciò che è negativo con l’Amore?
Le parole che Cristo ha detto oggi ai Suoi discepoli le dice anche a noi: “Amatevi gli uni gli altri perchè Io vi ho amati”. Un Cristianesimo senza Amore è solo precetti e regole, senza sentimenti.
Il Cristianesimo con l’Amore diventa quell’evento, quello stile di vita che attira a Dio. Tutti comprendono questo linguaggio.
Fratelli e sorelle, oggi Gesù desidera dirci: “Uomo, Dio ti ama. Chiunque tu sia. Per quanto i tuoi peccati possano essere grandi Dio ti ama”.
Ha donato la Sua Vita per te. Sei pronto a rispondere all’Amore di Dio?
La maggior parte delle persone ha sentito parlare di Gesù e sa cosa ha insegnato, ma pochi lo seguono, perchè non incontrano Cristiani autentici. Sentono troppe parole e vedono pochi esempi.
Da secoli risuonano nelle nostre chiese le parole: “Dove è Amore, dove è carità lì è Dio”.
Offriamo troppo poco amore e troppo poca amicizia agli altri.
Anche tra noi cristiani c’è odio e inimicizia.
Come scrive l’evangelista Giovanni Gesù non cerca servi, ma amici. I servi hanno il padrone in comune, ma gli amici hanno il Maestro e lo stesso spirito in comune.
Saremo amici di Cristo quando il Suo insegnamento farà parte di noi, quando il Suo Amore farà parte di noi, quando saremo mossi dalla Sua forza e quando vivremo l’Amore con il quale Lui ci ha amato.
Dio ci aiuti in questo.
Amen.
Sia lodato Gesù Cristo.

Fonte Registrazione di Flavio Deagostini – Trascrizione INFO a cura di A. Bianco

Video - Međugorje, giovedì 18 maggio 2017, adorazione eucaristica presieduta da fra Perica Ostojić

 


Padre, in Gesù ci hai rivelato il Tuo Amore.
Gesù, Tu sei la nostra Pace!
Mandaci il Tuo Spirito..


Canto: Gesù, t’adoriamo... Gloria, Alleluia...

 

O Dio, Padre della Misericordia, nel Tuo Figlio Gesù ci hai rivelato il Tuo Amore, presente adesso in questo Sacramento. Oggi Ti affido il dolore e la sofferenza di questo mondo. Chinati su di noi peccatori, guarisci le nostre debolezze e vinci ogni male.

Canto: Tu sei Pace... Alleluia...

 

O Signore, Tu sei la nostra Pace! Soltanto alla Tua presenza sento la pace nel mio cuore. Perciò Ti prego, Signore: entra nel mio cuore e riempilo con la Tua pace, affinché io abbia la forza e sia incoraggiato a camminare sulla via della fede e della Santità.

Canto: Ti dono il mio cuore, Gesù: trasformalo come vuoi Tu!
Attiralo a Te che sei la Pace: sei Via, Verità e Vita!

Signore Gesù, Tu ci hai promesso lo Spirito Santo. Perciò Ti prego: mandaci il Tuo Spirito, perché ci protegga e ci ammonisca, perché ci insegni e perché ci esorti, perché ogni mia opera sia suggerita dal Tuo Spirito, perché, tramite me, possa realizzarsi il progetto della salvezza in questo mondo. Vieni, Signore Gesù! Fa’ che i nostri cuori siano come il Tuo.

 

Canto: Spirito Santo, scendi su di noi!
Spirito Santo, riempici d’amor!

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison...

Benedizione eucaristica.

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

venerdì 19 maggio 2017

Apparizione straordinaria a Ivan del 19 maggio 2017 alle ore 22:00 alla Croce Blu

 

Carissimi, ecco quanto Ivan ha riferito circa l’apparizione da lui avuta stasera, venerdì 19 maggio 2017, alla Croce blu alle ore 22:00:

«Come ogni volta, dopo l’incontro con la Madonna, vorrei avvicinare e descrivere anche a voi l’incontro di stasera con lei.

Anche oggi la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice e, all’inizio, ci ha salutato tutti col suo materno saluto:

 “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.

Poi per un periodo di tempo ha pregato qui su tutti noi con le mani distese. Ha pregato in particolare su tutti voi malati presenti. Poi la Madonna ha detto:

“Cari figli, anche oggi desidero in particolare invitarvi a pregare in questo tempo per le famiglie. Pregate, cari figli, per le famiglie: per la comunione nelle famiglie, per la pace nelle famiglie. Intercedo per tutti voi presso mio Figlio e prego per tutti voi. Siate perseveranti nella preghiera! Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.

Poi la Madonna ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna, ed ha benedetto tutto ciò che avete portato perché venisse benedetto.

Poi ho raccomandato tutti voi: le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie e in particolare tutti i malati.

Poi la Madonna ha continuato a pregare per un periodo di tempo qui su tutti noi e in questa preghiera se n’è andata, se n’è andata nel segno della luce e della croce col saluto:

“Andate in pace, cari figli miei!».

"Nessun dolore, nessuna reazione: a Medjugorje capimmo scientificamente che non era una truffa"

 

 

“I risultati delle indagini medico-scientifiche che operammo sui veggenti di Medjugorje ci hanno portato ad escludere la patologia o la simulazione e dunque un’eventuale truffa. Se si tratti di manifestazioni del divino non spetta a noi, ma noi possiamo certificare che non si trattò di allucinazioni né di simulazioni”. Il professor Luigi Frigerio arrivò per la prima volta a Medjugorje nel 1982 per accompagnare una paziente guarita da un tumore all’osso sacro. Le apparizioni erano iniziate da un anno appena, ma la fama di quel posto così sperduto dove si diceva che apparisse la Gospa, si era già iniziata a diffondere in Italia. Frigerio conobbe la realtà del paesino della Bosnia e venne incaricato dal vescovo di Spalato di avviare un’indagine medico scientifica sui sei ragazzini che asserivano di vedere e parlare con la Madonna.

Oggi, 36 anni dopo, nel pieno della diatriba su Medjugorje sì o no, che sta animando il dibattitto cattolico dopo le esternazioni di Papa Francesco, torna a riparlare di quell’attività di indagine che venne consegnata immediatamente alla Congregazione per la Dottrina della Fede direttamente nelle mani del cardinal Ratzinger. Per confermare che non ci fu truffa e che le analisi vennero fatte nel 1985, dunque già in quella che, secondo la commissione Ruini, sarebbe la seconda fase delle apparizioni, quella più “problematica”. Ma soprattutto per ricordare che quegli studi non sono mai stati confutati da nessuno. Dopo anni di silenzio, Frigerio ha deciso di raccontare alla Nuova BQ come andò l’indagine sui veggenti.

Professore, da chi era composta l’equipe?

Eravamo un gruppo di medici italiani: io, che all’epoca ero alla Mangiagalli, Giacomo Mattalia, chirurgo alle Molinette a Torino, il prof. Giuseppe Bigi, fisiopatologo dell’Università di Milano, il dottor Giorgio Gagliardi, cardiologo e psicologo, Paolo Maestri, otorinolaringoiatra, Marco Margnelli, neurofisiologo, Raffaele Pugliese, Medico Chirurgo, il prof Maurizio Santini, neuropsicofarmacologo dell’Università di Milano.

Quali strumenti avete utilizzato?

Avevamo apparecchiature sofisticate già all’epoca: un algometro per studiare la sensibilità al dolore, due estesiometri corneali per toccare la cornea, un poligrafo multicanale, la cosiddetta macchina della verità per lo studio contemporaneo della frequenza respiratoria, della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e della resistenza dermocutanea e la portata vascolare periferica. Inoltre avevamo un apparecchio che si chiama Ampleid mk 10 per l’analisi delle vie uditive e oculari, un impedenzometro ampleid 709 dell’Amplfon per i riflessi uditi del nervo acustico, della coclea e del muscolo facciale. Infine alcune telecamere per lo studio della pupilla.

Chi vi incaricò di effettuare l’indagine?

L’equipe si forma nel 1984 dopo l’incontro con il vescovo di Spalato Frane Franic, sotto la cui metropolia dipende Medjugorje. Ci chiese uno studio, era sinceramente interessato a capire se quei fenomeni arrivassero da Dio. Tenga presente che era ancora vivo il maresciallo Tito, quindi per loro era indispensabile avere un’equipe di medici esterni.

Il vostro fu il primo gruppo medico a intervenire?

Contemporaneamente al nostro studio si stava svolgendo l’indagine di un gruppo francese coordinata dall’Università di Montpellier del professore Joyeux. Quel gruppo era nato su interessamento del celebre mariologo Laurentin. Si dedicarono principalmente agli studi elettroencefalografici. Questi esclusero forme di sonno o di epilessia, avevano dimostrato che il fondo dell’occhio e il sistema oculare era anatomicamente normale.

Quando avvennero le indagini?

Facemmo due viaggi: uno tra l’8 e il 10 marzo 1985, il secondo tra il 7 e il 10 settembre 1985. Nella prima fase studiammo il riflesso dell’ammiccamento spontaneo e il battito delle ciglia e la conseguente lubrificazione dell’occhio mediante la palpebra. Nel toccare la cornea capimmo che si poteva escludere scientificamente una qualche forma di simulazione, magari attraverso l’utilizzo di farmaci, perché subito dopo il fenomeno, la sensibilità dell’occhio ritornava sui valori normalissimi.

Ci colpì il fatto che cessavano gli ammiccamenti naturali dell’occhio prima di fissarsi su un’immagine. I sei veggenti avevano una discrepanza di un quinto di secondo, in posizioni diverse, nel fissare il medesimo punto dell’immagine con differenze impercettibili tra di loro, quindi in simultanea.

E nel secondo test di settembre?

Ci concentrammo sullo studio del dolore. Utilizzando l’algometro, che è una piastra d’argento di un centimetro quadrato che si surriscalda fino a 50 gradi, toccavamo la pelle prima del fenomeno, durante e dopo. Ebbene: prima e dopo i veggenti allontanavano le dita in una frazione di secondo, secondo i parametri, mentre durante il fenomeno, diventavano insensibili al dolore. Abbiamo provato a prolungare l’esposizione oltre i 5 secondi, ma fermammo per evitare loro delle ustioni. La reazione era sempre la medesima: insensibilità, nessun processo di fuga dalla piastra incandescente.

L’insensibilità si manifestava anche in altre parti del corpo sollecitate?

Toccando la cornea con una pesata minima di 4 milligrammi in fase normale, i veggenti chiudevano l’occhio immediatamente; in fase di fenomeno gli occhi rimanevano aperti nonostante sollecitazioni anche oltre i 190 milligrammi di pesata.

Significa cioè che il corpo resisteva a sollecitazioni anche invasive?

Sì. L’attività elettrodermica di questi ragazzi durante le manifestazioni era caratterizzata da una modifica progressiva e da un aumento della resistenza cutanea, l’ipertonia del sistema ortosimpatico si attenuava subito dopo l’evento, dai tracciati elettrodermici si notava un’assenza totale di resistenza elettriche cutanee. Ma questo si verificava anche quando utilizzavamo un pennino per ulteriori stimoli algici improvvisi o quando utilizzavamo un flash fotografico: l’elettrodermia si modificava, ma erano completamente insensibili alla circostanza. Appena terminata l’esposizione al fenomeno, i valori e le reazioni ai test erano perfettamente normali.

Fu per voi una prova?

Fu la prova che se esiste una definizione di estasi, cioè di essere distaccati da quella che è la circostanza, loro erano assolutamente e fisicamente assenti. E’ la stessa dinamica notata dal medico di Lourdes su Bernadette quando fece la prova della candela. Noi applicammo lo stesso principio con macchinari ovviamente più sofisticati.

Una volta redatte le conclusioni che cosa faceste?

Consegnai io personalmente al cardinal Ratzinger lo studio che fu molto dettagliato e corredato da fotografie. Andai in Congregazione per la Dottrina della fede dove ad attendermi c’era il segretario di Ratzinger, il futuro cardinal Bertone. Ratzinger stava ricevendo una delegazione di spagnoli, ma li fece attendere oltre un’ora per parlare con me. Gli illustrai sinteticamente il nostro lavoro poi gli chiesi che cosa ne pensasse.

E lui?

Mi disse: “E’ possibile che il divino si riveli all’umano attraverso l’esperienza dei ragazzi”. Mi accomiatò e sulla soglia gli chiesi: “Ma il papa come la pensa?”. Rispose: “Il Papa la pensa come me”. Tornato a Milano pubblicai un libro con quei dati.

Che cosa ne è del vostro studio ora?

Non lo so, però so che servì alla Congregazione e quindi alla Santa Sede per non vietare i pellegrinaggi. Il Papa voleva capire in via preliminare questo, per decidere eventualmente se bloccare i pellegrinaggi. Letto il nostro studio, decisero di non ostacolarli e di permetterli.

Crede che il vostro studio sia stato acquisito dalla commissione Ruini?

Credo di sì, ma non ho informazioni in merito.

Perché crede di sì?

Perché verificammo che i ragazzi erano attendibili e soprattutto nel corso degli anni nessuno studio successivo confutò le nostre risultanze.

Sta dicendo che nessuno scienziato è intervenuto per contraddire il vostro studio?

Esatto. La questione fondamentale era stabilire se in queste presunte visioni e apparizioni i veggenti credevano in ciò che vedevano o vedevano ciò che credevano. Nel primo caso la fisiologia del fenomeno è rispettata, nel secondo caso ci saremmo trovati di fronte a una proiezione allucinatoria di carattere patologico. Sul piano medico-scientifico fummo in grado di stabilire che questi ragazzi credevano in ciò che vedevano e questo fu un elemento da parte della Santa Sede per non chiudere lì questa esperienza e non proibire visite di fedeli.

Oggi si è tornati a parlare di Medjugorje dopo le parole del Papa. Se fosse vero che non si tratta di apparizioni significherebbe che saremmo di fronte ad una truffa colossale da 36 anni.

Sono in grado di escludere la truffa: non fummo autorizzati a fare il test del naloxone per vedere se si fossero drogati, ma c’erano evidenze elementari anche perché dopo un secondo tornavano ad avere dolore come gli altri.

Lei ha parlato di Lourdes. Vi siete attenuti alle metodologie di indagine del bureau medical?

Esattamente. Le procedure adottate furono le stesse. Di fatto eravamo un bureau medical in trasferta. Nella nostra equipe c’era il dottor Mario Botta, che faceva parte proprio della commissione medico-scientifica di Lourdes.

Che cosa pensa delle apparizioni?

Quello che posso dire è che certamente non c’è frode, non c’è simulazione. E che questo fenomeno non trova tutt’ora una spiegazione medico-scientifica valida. Il compito della medicina è escludere una patologia, che qui è stata esclusa. L’attribuzione di questi fenomeni a un evento soprannaturale non è compito mio, noi abbiamo solo il compito di escludere la simulazione o la patologia.

di Andrea Zambrano

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana

giovedì 18 maggio 2017

Apparizione straordinaria a Ivan domani 19 maggio 2017 alle ore 22:00 alla Croce Blu

 

Carissimi,

Križan ci ha appena comunicato che domani, Venerdì 19 maggio 2017, Ivan avrà una apparizione alla Croce blu alle ore 22:00.

mercoledì 17 maggio 2017

MEDJUGORJE/ "Quel viaggio nell'81 e quei ragazzini in estasi che non dimenticherò mai"

 

Era l'estate del 1981, vacanze in Sardegna coi compagni di università: otto in un'appartamento di Isola Rossa preso in affitto. Ogni giorno qualcuno comprava il Corriere e ce lo si passava fino alla sera, scambiandoci a pranzo le notizie che avevamo captato. Un giorno esce quella sulle apparizioni della Madonna a Medjugorje. E la si commenta. Poi succede che una volta tornato a casa, era settembre, sul sagrato della chiesa al quartiere Feltre (Milano), uno tira fuori ancora la storia delle apparizioni. Avevamo poco più di vent'anni, l'università era ancora chiusa, la curiosità innata, tant'è che, per l'appunto, avrei fatto il cronista (questo m'era chiaro fin da bambino, anche se mai avrei pensato di occuparmi di cibi e di vini. Ma tant'è).

"Dai domani partiamo!" disse Antonio: Giancarlo mette l'auto, Silvana e Marina vengono anche loro.

E via verso quella che per noi era soltanto e semplicemente la Jugo (la Jugoslavia). Partimmo verso il tardo pomeriggio e viaggiammo di notte. L'albergo lo trovammo a Mostar dove fui sorpreso nel vedere che già vendemmiavano le uve rosse, come da noi. A Medjugorje, davanti alla chiesa del paese, arrivammo nel pomeriggio: non c'era quasi nessuno e subito cercammo la sacrestia dove i ragazzini avevano appuntamento con la Madonna. Ma prima di girare sulla destra, provai ad aprire la porta della chiesa per vedere com'era. E scoprii, con sorpresa, che era affollata di gente, quasi fosse la notte di Natale dalle nostre parti.

Erano contadini, donne e uomini che stavano in piedi e pregavano. E già quello mi parve un miracolo. E pensai: "E' come se, al mio paese, Masio, che sta nel Monferrato, d'un tratto tutti andassero in Chiesa: comunisti, cattolici, atei. Tutti. Tutti e tutti i giorni, perché quello era un giorno feriale. Chiusi la porta e andai nella sagrestia con gli altri quattro. C'erano poche altre persone, altre tre o quattro, e a terra sostava un cesto di vimini dove la gente metteva un foglietto piegato con un pensiero, un'invocazione destinata alla Madonna. Anche noi facemmo la stessa cosa.

Ad un tratto arrivarono dei ragazzini, maschi e femmine, non ricordo se fossero quattro o cinque. Uno di loro lo avevo notato, sbirciando fuori, mentre giocava al pallone prima di entrare in sacrestia. Parlavano fra loro, ridevano, scherzavano. E noi eravamo lì, senza neppure poter parlare la loro lingua. Li guardavamo fra il divertito e lo stupito (ma davvero sono qui per incontrare la Madonna?).

Era passato un quarto d'ora, quando di colpo, tutti, si sono inginocchiati davanti a una presenza che vedevano solo loro. E gli sguardi tutti diretti verso un punto in alto, con le mani giunte. Una di loro rispose, credo, un sì alla Presenza che doveva averla interrogata. Poi di colpo, dopo neanche dieci minuti, si sono alzati di scatto e uno di loro ha cercato un bigliettino nel cestino di vimini. Ha toccato anche il mio… e m'è venuto un brivido alla schiena. Poi, una volta trovato quello giusto, due di loro si sono diretti a cercare, immagino, la persona alla quale la Presenza voleva far sapere qualcosa.

Quando siamo usciti sul sagrato, prima che finisse la messa e la gente uscisse, un signore italiano, curioso anche lui come lo eravamo stati noi, si mostrò scettico di ciò che aveva visto. Non gli tornavano i conti, non gli sembrava possibile. Eppure era lì con noi, e anche lui aveva visto quello scatto in ginocchio e quell'estasi, evidente. Ma se n'è andato a cena, come noi, in un'osteria sulla strada vicino all'albergo, pensando che era pur libero di non credere.

E noi? Noi siamo tornati a casa, col pensiero di quella chiesa piena di gente comune, con la mani ruvide, che ogni giorno andava alla messa, perché qualcosa di eccezionale dovevano pur avere avvertito. E poi quei ragazzini, uguali a tutti i ragazzini del mondo, ma richiamati a mettersi in ginocchio. E questo non censurava la voglia di giocare al pallone, di scherzare, di vivere la loro età. Non censurava nulla, anzi… in più c'era quell'attrattiva, quella Presenza che dava loro l'appuntamento.

Nella vita di ognuno, poi, sono convinto che i miracoli accadano. In modo diverso nella forma… ma la sostanza non cambia. È sempre la stessa amicale presenza che continua ad entrare nella vita normale di ciascuno. C'è chi se ne accorge, chi invece è un po' come quell'italiano di mezza età, che s'è portato a casa il suo pre-giudizio, pensando in cuor suo che valeva anche il viaggio. E poi chissà.

17 MAGGIO 2017 PAOLO MASSOBRIO

Fonte: Il Sussidiario.net

martedì 16 maggio 2017

Per me Medjugorje

 

di Costanza Miriano

Non è la prima volta che sento su Medjugorje un’opinione simile a quella espressa dal Papa in aereo. Per la precisione, è la seconda. La prima volta l’avevo sentita da una persona che stimo moltissimo, e che è piuttosto esperta di manifestazioni del preternaturale. Lui sostiene, se ho capito bene, che ci sono state delle apparizioni, all’inizio, e che poi questo fatto ha messo in moto nei veggenti una modalità di comunicazione con il divino che poi i giovani non sono riusciti a chiudere, essendo stata per loro un’esperienza troppo dolce e bella. Non cito la fonte solo perché non certa di avere riferito esattamente, ma credo proprio che il senso complessivo fosse questo. Questo fatto, che il Papa e una persona che stimo dicano più o meno la stessa cosa sulla veridicità delle apparizioni, mi lascia molto ben disposta verso questa lettura dei fatti. Cioè: se verrà provato che le cose stanno così, non ne sarei turbata.

Detto questo, io personalmente non la penso così. Non ho nessuna competenza, come il mio caro sacerdote, né alcuna autorità, come il Papa. Però così, a pelle, io non la penso così, anche se, ripeto, non avrei problemi se venisse provato che ho torto. Mi sembra moltissimo invece che venga riconosciuto che un intervento di Dio c’è stato davvero, a Medjugorje.

La mia esperienza è stata questa. Nella mia parrocchia di Santa Lucia a Perugia venne alla fine degli anni ’80 Vicka, una delle veggenti, che era stata per il mio parroco ispirazione per una conversione nella conversione (cioè, era già un bravo sacerdote, ma le apparizioni mariane per lui hanno segnato l’inizio di una rinascita spirituale). Insieme a lei venne Suor Elvira di Saluzzo, che ha salvato dalla droga con la comunità Cenacolo non so quante decine di migliaia di ragazzi di tutto il mondo. Queste due donne mi convinsero del tutto. Una, Vicka, mi sembrava sana di mente, equilibrata, semplice, normale, umile. L’ho vista, a pochi metri da me, piegare le ginocchia, batterle a terra senza mostrare nessun dolore, e cominciare a parlare con la Madonna (o con il nulla, per chi non ci crede, nel qual caso però avrebbe diritto al premio Oscar, o a un ricovero). L’altra, suor Elvira, mi ha convinta con l’esempio della sua vita feconda, per nulla mistica, e per le parole che ha detto, a noi ragazze della parrocchia. Sono state le parole che hanno cambiato la vita di molte di noi negli anni a seguire, sulla vocazione della donna e sulla maternità biologica o spirituale. Suor Elvira è molto legata a Medjugorje, eppure è una donna concretissima, con i piedi per terra, e con un forte senso di appartenenza alla Chiesa. E con un sensus fidei fortissimo. Una volta andai a trovarla in una delle sue tante comunità, ad Acilia, in provincia di Roma (vivevo ancora a Perugia, quindi presi il treno apposta, ero una ragazzina; un’altra volta arrivai fino a Cuneo solo per ascoltarla parlare, tanto mi aveva colpita), e in quei giorni la Madonna era passata dal chiedere un giorno a settimana di digiuno a pane e acqua, a chiederne due. Suor Elvira non disse, come pensai io, “come riuscirei mai a farcela?”, ma esclamò: “chissà quali grazie ci vuole dare Dio con questa cosa che ci offre!”. Perché è evidente che non è Dio ma noi ad avere bisogno dei nostri digiuni, che sono invece lo spazio del nostro incontro con lui.

Ecco, io da Medjugorje ho ricevuto solo questo: inviti continui alla preghiera, al digiuno, all’approfondimento della Parola di Dio (la grande novità del Concilio), alla messa più frequente di quella solo festiva, alla confessione mensile. I cinque sassi contro il nemico. Cioè le armi della vita spirituale che la Chiesa ci consegna da sempre. O meglio, che dovrebbe consegnarci, e che forse in alcuni casi ha smesso di fare, o che non fa più con tanta energia. Medjugorje è il dito che indica Dio, perché Maria fa sempre così, ci porta a Dio, non certo a se stessa. Non è certo lei ad alimentare la mariolatria. Né tanto meno la curiosità morbosa sui segreti – i veggenti si rifiutano sempre di parlarne, dicono che non bisogna pensarci, ma dedicarsi solo alla propria conversione, alla trasformazione del cuore che poi potrà, dovrà diventare carità concreta (una volta una veggente ammonì dolcemente i pellegrini perché facevano a gara a sedersi, invece che a cedersi i posti a vicenda). Non è certo, infine, la Madonna ad alimentare le divisioni nella Chiesa, perché ripete che non bisogna parlare male dei sacerdoti (tanto meno del Papa!) ma pregare per loro.

Ecco, io a Medjugorje ho ricevuto solo cose buone. Una catechesi sulla vita spirituale seria, il contrario della curiosità morbosa e della emotività a buon mercato. Certo, anche io ho visto gente fuori di testa che continuava a vedere o sperare di vedere segni – la generazione stolta e perversa di cui parla il Vangelo – ho visto gente pazza che cercava di tagliare pezzi dei vestiti dei veggenti, e provo tenerezza per questo infantilismo spirituale, che comunque esprime un bisogno e una fragilità che a volte riconosco anche in me, e che non mi fa rabbia, ma che certo va corretto da chi ha il compito di farlo, come il Papa.

Per questo una volta sono tornata a Medjugorje in autostop – all’età di mio figlio, e se ci penso mi sento morire per i pericoli corsi, sono salita sul pulmino di un signore sconosciuto, a diciassette anni! – dopo esserci andata la prima volta grazie al benefattore che offrì un viaggio gratis a me e a tutti i ragazzi del gruppo di preghiera. Per questo ci sono tornata in seguito, e anche una volta con marito e figli (piuttosto scettici e riluttanti, sia all’andata che al ritorno, a onor del vero).

Io da Medjugorje ho ricevuto quello che in molti altri luoghi non ho sentito ricordarmi con tanta insistenza: la possibilità di pregare sempre, la possibilità di un cammino di fede seria, la custodia della Parola… Non tutti i miei amici sono arrivati a questa consapevolezza da quella strada. Diversi sono indifferenti alle apparizioni in terra croata. Alcuni scettici. Non importa. Altri invece sono più legati a Lourdes, a Fatima, a La Salette. Comunque le apparizioni non sono dogma di fede. Devo dire però che non ci sono in giro, nelle chiese, nelle parrocchie, nei movimenti, tantissimi cuori ardenti di amore, infiammati dalla preghiera, appassionati di eterno. E se delle apparizioni – come anche i movimenti e altri cammini – aiutano ad alleviare l’enorme, epocale crisi di fede, ben vengano. Se invece non erano veritiere, bene, ci terremo attaccati ai frutti che hanno dato, senza vacillare.

Però a me non sembra affatto strano che una mamma ripeta da anni le stesse cose. Sono diciotto anni, da quando sono mamma, che lo faccio anche io. Mi annoio da sola, ad ascoltarmi. Eppure le ripeto perché i figli continuano a fare gli stessi errori, incuranti di quello che dico. Quante volte ho chiesto che raccogliessero calzini? Decine di migliaia. Quante altre volte lo chiederò? Finché non lo faranno. Ma se ci sono figli più bravi, che non hanno bisogno che la mamma ripeta così tante volte le stesse raccomandazioni, bene, sono contenta per loro (e un po’ invidiosa delle loro mamme). C’è chi non ha bisogno di sentire le raccomandazioni della Gospa!

Aspetto quindi con serenità il pronunciamento ufficiale, pronta a rispettarlo, ma decisa a rimanere fedele alla grande ricchezza che quella esperienza – quale che sarà il giudizio su di essa – mi ha regalato, perché la ricchezza di Medjugorje è intravedere il cammino che ci porta a una relazione vera, viva, con Dio, e non fare i guardoni alla ricerca di emozioni, sorprese, segreti, rivelazioni.

Fonte: Il blog di Costanza Miriano

sabato 13 maggio 2017

Video - Medjugorje, 11 maggio 2017 Omelia della santa Messa serale

 


Dal Vangelo secondo Giovanni
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:
«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: "Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno". Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.

“Il servo non è più grande del suo padrone. Se sapete questo sarete beati se farete così”.
Puoi saperlo, ma devi accettarlo.
Cari fratelli e sorelle, il Vangelo di oggi ci invita alla serietà della vita, alla responsabilità, ad accettare ciò a cui abbiamo deciso di credere.
Gesù non correva dietro a nessuno per convertirlo. Gesù ha offerto ad ogni uomo la Sua Buona Novella di salvezza. Perciò Lui dice: “Puoi fare, ma non sei costretto a farlo”.
Quando Cristo mi invita a credere non invita il vicino di casa, non invita la mia famiglia, non invita il mio prossimo, ma invita me.
Fratelli e sorelle, la fede non è un’informazione che ho sentito, ma che nella vita quotidiana non mi serve. La fede è una cosa viva. Ci invita ad avvicinarci al nostro Dio, a prendere la forza da Lui.
Nel Vangelo di oggi Gesù ci invita a vivere ciò in cui crediamo. Egli ci dice: “Credi e vivi quello in cui credi”.
La santità e il martirio sono esempi di vita. I santi e i martiri danno la vita per testimoniare ciò in cui credono.
Loro sono un esempio. Vengono posti davanti a noi per farci vedere come dovrebbe essere la nostra vita sulla terra.
Gesù dice anche un’altra parola: “Colui che ha preso il mio pane alza il suo piede contro di me”. Tutti noi sappiamo per quale ragione muoviamo il nostro piede o la nostra mano.
Ogni giorno lo facciamo contro Dio con i nostri peccati. Ogni giorno calpestiamo le promesse fatte a Dio, i Suoi doni, il Suo Amore e la Sua amicizia.
Crediamo in Dio, ma difficilmente viviamo secondo la fede. Prendiamo il Suo Pane ogni domenica, ma siamo disposti a calpestare la fede pensando di non dover vivere come il Pane di Vita ci impone.
Cari fratelli e sorelle, sappiamo cosa vogliamo mangiare e bere, sappiamo la musica che vogliamo ascoltare, sappiamo cosa vogliamo comprare e dove farlo, sappiamo quale lavoro vogliamo, sappiamo qual’è il nostro hobby, sappiamo come dovrebbero essere marito, moglie e figli, sappiamo come dovrebbero essere i nostri amici.
Tutto dovrebbe adeguarsi alle nostre esigenze. Siamo severi verso gli altri, sopratutto verso coloro che non fanno ciò che vogliamo noi. Litighiamo con gli altri, non parliamo più con loro.
Noi facciamo il possibile perchè si realizzino le attese che abbiamo sugli altri.
Siamo severi verso gli altri, ma non siamo mai severi verso noi stessi. Nascondiamo i nostri peccati e i nostri tradimenti. Vogliamo giustificare a noi stessi i nostri peccati pensando che non abbiamo fatto nulla di male, che non ci sono conseguenze se con il nostro comportamento tradiamo il nostro Dio.
Non preghiamo. Non andiamo alla santa Messa. Non facciamo nessun sacrificio nè opere buone. Non digiuniamo. Non realizziamo le nostre promesse e pensiamo che Dio se le sia dimenticate. Pensiamo che il nostro Dio non veda che Lo inganniamo.
Mentiamo, tradiamo, rubiamo, sfruttiamo gli altri, offendiamo gli altri. Pensiamo che Dio non veda tutto ciò.
Cosa ci vuole dire Dio oggi? Dio ci dice le stesse cose che noi diciamo al nostro prossimo quando ci volta le spalle.
Ci chiede: “Come sei come marito? Come sei come moglie? Perchè cerchi di tradire o ingannare? Come sei come bambino? Che bambino sei, dato che Mi offendi e umili ogni giorno? Che operaio sei se sei così pigro? Che amico sei se mi volti le spalle quando ho bisogno di te?”
Per fortuna Dio non ci dice: “Adesso ti punisco!” Non ci dice: “Ti tolgo quello che è più prezioso nella tua vita”. Non ci minaccia di non volere avere più a che fare con noi. Non ci dice che si separa da noi a causa del nostro peccato.
Non ci dice tutto questo, perchè il nostro Dio ci ama e siamo importanti per Lui. Sa che senza di Lui siamo nelle tenebre.
Noi pensiamo che Dio non veda tutto ciò, perchè non ci ha puniti.
Quando iniziamo un nuovo lavoro non riceviamo subito la paga. Tuttavia lavoriamo credendo che alla fine del mese riceveremo una paga degna di ciò che abbiamo fatto. Crediamo che la paga sarà giusta. Crediamo che il datore di lavoro ricompenserà il nostro sforzo. Crediamo che se lavoriamo bene potremo avere anche un aumento.
Lavoriamo anche se non abbiamo una paga, perchè crediamo che questo salario un giorno arriverà.
Cari fratelli e sorelle, crediamo in Dio. Crediamo in questa paga che ci promette alla fine della vita. Crediamo al Paradiso, al Purgatorio e all’inferno, a quella ricompensa o punizione che ci spetta dopo la nostra morte.
Se siamo credenti allora Dio è il nostro datore di lavoro. Dio è il nostro Signore e noi siamo servi che lavoriamo per Lui.
Crediamo oggi se noi viviamo e lavoriamo convinti della paga che Dio ci ha promesso.
Sono severo verso di me da non permettere di essere pigro? Ci sforziamo ogni giorno per guadagnare la paga in cielo?
Se Dio è il nostro padrone non è allora più perfetto di noi uomini? La Sua paga non è più giusta della nostra? Non vedrà quanto abbiamo meritato? Non vedrà ciò che mi da fastidio sul posto di lavoro? Non vedrà quanto poco ho guadagnato? Non vedrà quanto male stavo sotto la croce che Lui mi ha dato?
Cari fratelli e sorelle, tutti siamo venuti qui perchè abbiamo bisogno del Signore. Lo cerchiamo e desideriamo arrivare a Lui.
Non siamo venuti per caso. Non andiamo da un medico se non abbiamo un male.
Siamo venuti da Dio per cercare una Sua Parola.
Oggi la Sua Parola è un incoraggiamento ad accettare i comandamenti che ci ha messo davanti e di vivere secondo le Sue aspettative.
Preghiamo perchè il Signore ci dia ogni giorno la forza per essere veri testimoni della Sua Parola che porta a noi il Regno di Dio.
Amen.

Fonte: Trascrizione INFO di A. Bianco - Registrazione di Flavio Deagostini

Video - Venerazione alla Santa Croce del 12 Maggio 2017, guidata da fra Marinko Šakota

 


Eccoci, Gesù, davanti alla Tua Croce.
“Imparate da me, che sono mite e umile di cuore”!
Gesù, rendi il mio cuore simile al Tuo!

Canto: Gesù, Gesù! Eccomi io son davanti a Te!
Gesù, Gesù! Io mi dono a Te, o mio Signor! (X3).

Gesù, eccoci davanti alla Tua Croce. Tu ci inviti: “Venite e a me voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi darò la pace.” Gesù, noi siamo venuti a Te. Abbiamo portato tutte le nostre stanchezze e tutto quello che ci opprime.

 

Canto: Domine Jesu (X4), Jesu...

Gesù, tu ci inviti: “Imparate da me perché io sono dolce e umile di cuore.” Gesù, sveglia in me l’amore per Te, perché, guardando alla Tua Croce, sia ispirato da Te e impari da Te.


Canto: Sacro Cuore di Gesù, noi Ti amiamo!
Sacro Cuore di Gesù, confidiamo solo in Te!

Mentre guardiamo Gesù Crocifisso, preghiamo con il cuore: “Gesù, mite e umile di cuore, rendi il mio cuore simile al Tuo.”


Canto: Misericordias Domini in Aeternum cantabo...

Kyrie, eleison...

Il Signore sia con voi...
Benedizione sacerdotale.
Andate in pace.

Canto finale: Magnificat, magnificat, magnificat anima mea Dominum.
Magnificat, magnificat, magnificat anima mea. (bis)


Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Video - Adorazione Eucaristica dell’11 maggio 2017, presieduta da Fra Vjeko Milcevic

 


Come è meraviglioso il Tuo Amore!
Aiutaci a imparare del Tuo Amore.
Maria, insegnarci a cercare il Suo volto.

Canto: Laudate, omens gentes, laudate Dominjum...
Alleluia, alleluia! Cantate Domino!


Signore e Maestro, come è meraviglioso il Tuo Amore. Come parla la bellezza del Tuo volto, il silenzio e la semplicità del Pane, creato dalle nostre mani, quello che è il Tuo Corpo, il Tuo Amore, il Tuo volto. Come è meraviglioso il Tuo Amore, Signore!

Canto: Dona la pace (X2) ai nostri cuori, o Signore! (bis)
Resta qui insieme a noi (X2) e la Pace regnerà.


Sii con noi, Signore! Aiutaci affinché impariamo a vivere sempre dal Tuo Amore, dal Tuo abbandono, dalla Tua vita. Vediamo come è fragile il nostro amore. Tu Ti sei spezzato per la vita del mondo. In Te che sei stato ucciso, sei Vivo e Risorto abbiamo la nostra speranza e il senso della nostra vita. Signore, benedici tutti noi. Abbi pietà di noi!

Canto: Io Ti amo, Gesù e mi dono a Te!
Sei sorgente di vita, consolazione del mio cuore.
Ti prego, Gesù: ascoltami!


O Maria, Madre del Signore, Madre nostra, Tu adori insieme a noi, adori Lui, l’Amore. Nel rumore di questo mondo, insegnaci a cercare e ad amare sempre nel silenzio del mattino della Risurrezione, a cercare il suo volto.

Canto: Veni, Sancte Spiritus...

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto.

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

venerdì 12 maggio 2017

Apparizione straordinaria a Ivan del 12 maggio 2017 alle ore 22:00 sul Podbrdo


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Carissimi, ecco quanto Ivan ha riferito circa l’apparizione da lui avuta stasera, venerdì 12 maggio 2017, sul Podbrdo alle ore 22:00:

«Anche stasera la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice e, all’inizio, ci ha salutato tutti col suo materno saluto:

“Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.

Poi ha pregato qui su tutti noi con le mani distese per un tempo prolungato. Ha pregato in particolare su tutti voi malati presenti. Poi la Madonna ha detto:

“Cari figli, anche oggi, in questo tempo di grazia, desidero invitarvi ad aprirvi, ad aprire i vostri cuori. Vi invito in particolare a pregare di più nelle vostre famiglie, a rinnovare le vostre famiglie. Apritevi, cari figli, allo Spirito Santo: sia lui a guidarvi, sia lui a guidare le vostre famiglie! Voi avete bisogno di aprirvi allo Spirito Santo, perciò pregate e apritevi. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.


Poi la Madonna ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna, ed ha benedetto tutto ciò che avete portato perché venisse benedetto.

Ho anche raccomandato tutti voi: le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie e in particolare i malati. Poi la Madonna ha continuato a pregare su tutti noi e in questa preghiera se n’è andata nel segno della luce e della croce, col saluto:

“Andate in pace, cari figli miei!».

giovedì 11 maggio 2017

Apparizione straordinaria a Ivan domani 12maggio 2017 alle ore 22:00 sul Podbrdo


Carissimi, Križan ci ha appena comunicato che domani sera, venerdì 12 maggio 2017, Ivan avrà una apparizione sul Podbrdo alle ore 22:00.

mercoledì 10 maggio 2017

Video - Međugorje, 8 maggio 2017, Lunedì della IV settimana di Pasqua (A), e memoria della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei, omelia della Santa Messa vespertina.

 

 

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».
Parola del Signore.

Cari fratelli, un cordiale saluto a tutti voi. In modo particolare saluto tutti coloro che sono negli ospedali e negli ospizi. Gli infermi uniscano le loro sofferenze a quelle di Cristo, affinchè possano celebrare assieme ai presenti i misteri della nostra fede.
Nei giorni dopo la Pasqua la Chiesa ci propone nella prima lettura gli scritti degli Atti degli Apostoli. Un libro scritto da san Luca. In esso si descrive la vita dei primi discepoli di Gesù. La vita della Sua comunità, la Chiesa, dopo la Sua Resurrezione e Assunzione in cielo e dopo la discesa dello Spirito Santo promesso.
San Luca ha descritto diversi eventi con tanti dettagli. Lo ha fatto con un’arte che hanno coloro che sanno scrivere bene.
Descrive l’insicurezza e la confusione degli apostoli e degli altri discepoli nei primi giorni in cui Gesù non era più in mezzo a loro fisicamente. Descrive le minacce e le persecuzioni che hanno dovuto subire. Descrive anche la forza e il coraggio con cui hanno testimoniato in Nome di Gesù. I segni e i miracoli che accompagnavano i loro racconti e la gioia per il numero sempre maggiore di persone che accoglievano il messaggio di Gesù.
In particolare Luca sottolinea la vicenda dei primi martiri: santo Stefano e san Giacomo.
Poi racconta la conversione di uno dei più grandi nemici di Gesù: san Paolo apostolo. Da grande nemico e persecutore è diventato un vaso scelto. Grazie alla sua predicazione anche i pagani hanno aperto la porta alla Chiesa.
I brani del Vangelo che la Chiesa ci offre nel tempo di Pasqua parlano di tre grandi temi: di Gesù, Pane disceso dal Cielo, diventato nostro Cibo per la vita eterna. Del Buon Pastore che ha cura di ciascuna Sua pecora e da la Vita per essa. E alla fine della Sua unione col Padre Celeste.
Gesù dice di Sé: “Io sono il Buon Pastore che da la Vita per le proprie pecore”.
L’immagine del Pastore utilizzata da Gesù ha una lunga storia.
Nel vecchio Oriente il re veniva descritto come pastore tra i Sumeri, i Babilonesi e gli Assiri. Era un pastore posto da Dio tra la gente per pascolare il popolo. La cura dei deboli e degli infermi appartiene a quel capo del popolo. Questo si può dire anche per Cristo, Buon Pastore.
L’immagine che ci offre il Vangelo di oggi è presente anche nell’Antico Testamento. Dio stesso si definisce Pastore d’Israele. Questa è un’immagine che induce alla fiducia in Dio, sopratutto nei momenti difficili.
Questo viene sottolineato nel Salmo 23, dove si presenta una profonda fiducia in Dio quando si dice: “Anche se dovessi attraversare una valle di lacrime non avrei paura, perchè Tu sei con me”.
Viene presentato ancora meglio dal profeta Ezechiele. Egli incontra pastori egoisti e li accusa per la mancanza di cura per il loro gregge. Sottolinea che Dio Stesso cercherà le Sue pecore e si prenderà cura di loro e dirà: “Li prenderò dai popoli e li porterò nella loro terra. Io Stesso porterò le pecore al pascolo e darò loro riposo. Cercherò la pecora perduta e riporterò quella smarrita. Darò ristoro alla stanca e veglierò sulla sazia e forte”.
Quando gli Scribi e i Farisei hanno mormorato perchè Gesù mangiava con i peccatori il Signore ha raccontato la parabola delle 99 pecore rimaste nell’ovile e di una pecora smarrita. Il pastore la và a cercare e felice la mette sulle spalle e la riporta a casa.
Con questa parabola Gesù dice chiaramente ai Suoi nemici: “Ma non avete letto il profeta Ezechiele nella Parola di Dio? Io faccio solo quello che ha annunciato Dio. Voglio cercare ciò che è perduto e raccogliere ciò che è disperso”.
E’ sorprendente il fatto che Gesù cominci il Suo discorso del Buon Pastore non con l’affermazione che Lui è tale, ma con un’altra immagine. Egli dice: “In verità, in verità vi dico: Io sono la porta del recinto”. Ha anche detto: “Chi non entra dalla porta, ma da un’altra parte, è un ladro o un brigante”.
Si può capire che Gesù presenta il comportamento che devono tenere i Suoi pastori dopo la Sua ascesa al cielo. Si può vedere se uno è un pastore se entra dalla porta che è Gesù. In tale modo Gesù alla fin fine rimane il Pastore. Solo a Lui appartiene il gregge.
Dopo questa introduzione Gesù dice: “Io sono il Buon Pastore”. Egli assume il ruolo di cui si parla nell’Antico Testamento. Si può distinguere chiaramente colui che viene per rubare e uccidere, un ladro o un brigante.
Il pastore guarda alle pecore come ad una sua proprietà.
Il Buon Pastore non prende la vita, bensì Lui da la vita.
Gesù dice: “Io sono venuto perchè abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. Questa è una grande promessa di Gesù: dare la vita in abbondanza.
Sì, fratelli e sorelle. Ogni uomo desidera la vita in abbondanza. In che cosa consiste? Dove la Troviamo?
La troviamo sperperando tutto come ha fatto il figliol prodigo? Oppure la troviamo quando il nostro cuore è pieno di egoismo e avidità e vuole prendere tutto? Oppure quando accumuliamo sfruttando gli altri e lasciandoli senza diritti? Oppure quando ci vogliamo liberare da ogni vincolo per essere liberi e godere di tutte le concupiscenze offerte dal mondo? Tali dipendenze trasformano la vita in un inferno sia per le persone che per le famiglie.
Purtroppo tanti fanno questa amara esperienza.
Per molti avere la vita in abbondanza significa che la notte diventa il momento dell’alcol e delle concupiscenze e il giorno si trasforma nella notte, perchè incapaci di qualsiasi lavoro o studio.
La vita in abbondanza è dove si uccide? E’ dove ci sono le guerre che portano morte, povertà, fame, disperazione? E’ dove alcuni accumulano ricchezza sulla pelle degli altri?
No, fratelli e sorelle. Non è questo. Non è la vita in abbondanza che Gesù ci offre. Questa è una via sicura per la perdizione.
Gesù, invece, dice che alle Sue pecore farà vedere il pascolo. Lui promette che le porterà alle sorgenti della vita.
Cosa significa ciò?
Noi sappiamo di cosa vivono le pecore, ma di cosa vive l’uomo?
L’uomo vive della verità e del fatto di essere amato. L’uomo ha bisogno di Dio. Ha bisogno di un Dio vicino a lui che gli spieghi il senso della vita.
L’uomo ha bisogno del cibo per il corpo e dei vestiti, ma prima di tutto ha bisogno dell’amore che è Dio stesso.
I primi cristiani hanno riconosciuto in Cristo il Buon Pastore che ha passato la valle della morte e porta alla vita. Lui è Colui che non ci abbandona nemmeno all’ultima solitudine di questa valle di lacrime, ma ci porta ai pascoli della vita, dove c’è pace e luce.
Gesù, attraverso la Sua Incarnazione e Passione, riporta a casa la pecora perduta. Lui porta me, porta te, porta ciascuno di noi. Portati sulle Sue spalle, fratelli e sorelle, noi torniamo a casa. Torniamo al Padre.
Anche il mondo perso di oggi si può ritrovare radunandosi attorno al Pastore Gesù Cristo.
La Santissima Madre Celeste preghi il Suo Figlio, affinché i buoni pastori continuino a vegliare sul gregge affidato a loro.
Amen.


Fonte: Trascrizione INFO a cura di A. Bianco-Registrazione di Flavio Deagostini

martedì 9 maggio 2017

Video - Preghiera di guarigione del 7 maggio 2017, guidata da Fra Perica Ostojić

 


Canto: Alleluia, alleluia, alleluia...

Gesù, Tu sei venuto in questo mondo per mostrarci la grandezza dell’Amore di Dio. Sei venuto perché hai voluto salvare l’uomo piccolo, l’uomo peccatore. Adesso proprio per questo mi rivolgo a Te e desidero pregarti di guarire il mio corpo e la mia anima. Tu sai che succede nella mia vita e tutte le mie preoccupazioni, Tu conosci tutti i miei problemi. Tu conosci anche tutti i miei peccati. Ma davanti a Te non esiste nessun peccato, nessuna malattia che Tu, con la Tua Onnipotenza, non possa guarire, non esiste nessuna ferita che Tu non possa guarire. E perciò Ti prego, Signore: entra nella mia vita, guariscimi, rafforzami, aiutami a conoscerti sempre di più, e, conoscendoti di più, aiutami ad amarti di più, Te e gli uomini attorno a me.

Hvala, Criste... Grazie, Gesù... Alleluia...

Gesù, adesso desidero rinunciare a tutti i peccati, rinuncio a satana, rinuncio a tutti i suoi inganni e a tutte le sue seduzioni, a tutte le sue bugie e promesse. Signore, rinuncio anche a ogni mancanza di perdono, perché desidero imparare a perdonare. Rinuncio a tutti quei desideri che hanno fatto sì che io dimentichi la Volontà del Padre nella mia vita. Signore, aiutami ad amare gli altri. Sentendo il Tuo Amore nella mia vita, non lo trattengo per me, ma fa’ che io possa vivere questo Amore con gli altri. Rinuncio a ogni malattia spirituale, a ogni tiepidezza spirituale, perché Tu, Gesù, possa entrare completamente nel mio essere. Aiutami, Signore, perché io possa rinunciare sempre di più al peccato e permettere a Te di dimorare nel mio cuore.

Thankyou, Jesus... Alleluia...

Gesù, adesso Ti prego: purifica anche il mio subconscio. Con la Tua luce entra dentro di me perché dentro di me non ci sia mai più una tenebra. Con la forza della Tua grazia tocca quelle parti della mia anima che sono legate alle cose materiali, a causa delle quali sono angosciato anche per il futuro. Purificami perché anche il mio spirito sia puro davanti a Te, Gesù, sii il padrone della mia vita. Guarisci tutti coloro che portano le ferite dentro di loro, che non riescono a portarne più, soprattutto coloro che non trovano più la luce, non trovano la via d’uscita nella loro vita. Entra, Signore, nella vita delle anime, glorificati e, con la Tua Onnipotenza, allontana tutte le incertezze e tutte le angosce. Vieni, Signore Gesù!

Kyrie, eleison...

Tutti voi presenti qui, tutti coloro che sono nella vostra preghiera benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Video - Preghiera di guarigione dell’8 maggio 2017, guidata da fra Perica Ostojić

 


Canto: Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore, sono qui davanti a Te. Io voglio entrare nella mia interiorità. Signore, illuminami con la Tua luce, affinché io possa vedere che cosa si nasconde dentro di me, Guarisci la mia anima e distruggi ogni peccato. Spesso sono nervoso, spesso sono impaziente, ma nel mio cuore esistono tante abitudini negative e sono rimaste diverse ferite che non mi permettono di amare gli altri. Signore, entra nel mio cuore: guariscimi e consacrami.

Canto: Hvala, Criste... Alleluia...

Gesù, adesso Ti prego di guarire il mio corpo. Tu conosci i problemi fisici nei quali mi trovo. Guariscimi dalla malattia, dalle malattie che sono adesso dentro di me, proteggimi da qualsiasi malattia. Se è la Tua volontà che io porti la croce della malattia, allora accetto questa croce. E ti prego di darmi la grazia di portarla con amore. Signore, guariscimi, donami forza per poter portare la croce della mia vita.

Canto: Thankyou, Jesus... Alleluia...

Signore, Padre Celeste, grazie perché mi hai creato. Grazie perché, per mezzo di Gesù Cristo Tuo Figlio, mi hai redento. Grazie perché, attraverso di Lui, guarisci adesso la mia anima e il mio corpo. E che la benedizione di pace e di amore, di riconciliazione e di fiducia scenda su di me, sulla mia famiglia, sulla Chiesa e sul mondo intero. Signore, versa la Tua benedizione su di me, guariscimi, liberami, affinché, libero da tutto quello che mi allontana da Te, io possa servirti nella gioia.

Canto: Merci, Jesu... Alleluia...

Kyrie, eleison...

Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Video - Međugorje, 7 maggio 2017, omelia della Santa Messa vespertina della IV Domenica di Pasqua, presieduta da fra Marinko Šakota

 


Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».
Parola del Signore.

Carissimi fratelli e sorelle, Gesù pone davanti a noi un’immagine molto vicina alle persone della Sua epoca: il pastore e le pecore. Desidera mostrarci quest’immagine per considerare il Suo rapporto verso di noi e il nostro verso di Lui.
Il Suo rapporto nei nostri confronti assomiglia a quello del pastore verso le pecore. Ma Gesù non dimentica che esistono anche pastori falsi. Questi si presentano come pastori e non lo sono. Di fatto sono dei ladri.
Fratelli e sorelle, adesso desideriamo analizzare un pò queste immagini di Gesù e vedere la nostra situazione, la nostra vita, per poter distinguere il pastore dal ladro, per poter capire Gesù come nostro pastore.
Cerchiamo di prendere coscienza che esistono i ladri. Non solo quelli che rubano i soldi, ma anche quelli che rubano la pace, la gioia, i rapporti buoni tra le persone, la felicità.
Una storia racconta che due ragazzi giocavano sotto un noce e hanno trovato una noce. Hanno cominciato a litigare. Uno diceva “io l’ho vista per primo” e l’altro “io l’ho presa per primo”. Poi è giunto un terzo ragazzo che era più grande e ha giudicato la questione. Ha aperto la noce e ha stabilito: “Una parte spetta a chi l’ha vista per primo, l’altra a chi l’ha presa per primo. Un’altra parte la prenderò io”.
Fratelli e sorelle, a volte succede così anche con noi. Ci rimangono solo le bucce e il nucleo ci viene tolto. Ci viene rubata la pace e la gioia. Questa è opera dei ladri.
Gesù dice che i ladri non passano per la porta. Di questi dobbiamo esserne coscienti. Entrano da qualche altra parte senza farsi vedere. Il pastore passa per la porta. Lui bussa alla porta. Lui ti rispetta. Rispetta te e la tua libertà. Bussa e aspetta.
Ricordiamo l’immagine in cui Gesù bussa alla porta e la maniglia per aprire è soltanto all’interno della porta.
Una pecora ha trovato un varco nel recinto ed è uscita. Il lupo le è corso dietro per sbranarla, ma il pastore è uscito, l’ha salvata e l’ha riportata nel recinto. Ma la storia dice che non ha chiuso il buco nel recinto.
Dio ci da la libertà. Egli è l’Amico e il Pastore. Ti lascia la libertà di andartene via da lui. Colui che ti costringe a fare qualcosa non è tuo amico.
Torniamo all’immagine del ladro. Egli non entra dalla porta, ma da unaltra parte. Da un passaggio invisibile e ti toglie ciò che ha più valore in te: la libertà.
Ricordiamo tanti giovani da cui sono andati amici e falsi pastori, come spacciatori di droga. Offrivano loro qualcosa di materiale e rubavano il loro interiore. La stessa cosa è con l’alcol. L’alcol toglie la libertà all’uomo e diventa vuoto, diventa schiavo. Tutto questo è opera dei ladri.
La tv è una cosa buona. Una innovazione utile, ma può succedere che possa trasformarsi in un ladro, perchè ti toglie troppo tempo rubandolo alla famiglia, agli amici. Non hai più tempo per scherzare, stare assieme, parlare. La tv può trasformarsi in un ladro. Così può essere anche internet.
Fratelli e sorelle, anche i nostri beni possono trasformarsi in un ladro che ci toglie i rapporti umani, rapporti tra i fratelli, ruba l’amicizia, la gioia. Ti toglie l’amore fraterno e dopo non hai più nulla.
Fratelli e sorelle, ci sono tanti di questi ladri ed è bene che Gesù ci ammonisca, perchè dobbiamo esserne coscienti. E’ bene che li riconosciamo.
Poniamo davanti a noi un’altra immagine in questo momento. Si tratta della porta. Gesù dice: “Io sono la porta”.
Per comprendere cosa dice Gesù dobbiamo avere davanti a noi un’altra immagine: il muro. Qualche volta si sente dire: “Ci siamo trovati davanti ad un muro. Non possiamo andare avanti”. Si tratta di una via senza uscita. Non c’è soluzione. Ti giri e vedi una porta. Questo ci salva. Come è bello questo. La porta che si apre.
Quando ti trovi davanti ad un muro nella tua vita e pensi che non ci sia più una soluzione ricordati: “Io sono la Porta; Io sono la Via; Io sono la soluzione”.
Quanti qui a Medjugorje, fratelli e sorelle, hanno sperimentato questo. Hanno trovato questa porta nella Confessione, nell’Adorazione, sulle colline, nell’Eucaristia. Hanno capito: “Esiste una porta. Gesù è la Porta. Mi dice: ‘Entra, amico”. Non hanno incontrato una porta chiusa. Quanto è doloroso quando sentiamo una persona davanti ad una porta chiusa.
Gesù apre la Sua Porta e ti dice: Amico, entra. Io ti accetto. Ti apro il Mio Cuore”.
Fratelli e sorelle, questa è l’immagine del Cuore di Dio. Un Cuore sempre aperto che ci dona la gioia. Questa è la Buona Novella.
Qualche volta non siamo coscienti di ciò. Se sei in situazione di peccato grave e rimproveri te stesso, ti maledici, non ti puoi perdonare… Allora vieni in Confessionale. Qui e nell’Eucaristia sperimenterai questa frase: “Io sono la Porta. La Mia Porta è aperta. Vieni, amico!”
Che gioia. Che pace. Che felicità. La vita nuova. L’uomo rinasce.
Posso nuovamente essere un uomo. Dio mi ama. Non mi rifiuta.
Questo è grande, fratelli e sorelle.
Qui la storia non finisce.
Adesso lo sguardo passa da Gesù come Porta a me, perchè io possa verificare il mio stato d’animo. Come è il mio cuore? Anche nel mio cuore esiste la porta o no? Se esiste questa porta è aperta? Per chi la porta del mio cuore è chiusa? Esistono persone per le quali la porta del mio cuore è chiusa?
Gesù dice: “Io sono la Porta aperta ad ogni uomo”.
L’Amore di Dio è come il sole che dona la luce ai buoni e ai cattivi.
Com’è il mio cuore?
Veniamo qui, fratelli e sorelle, alla santa Messa per sentire le Parole di Gesù: “Io sono la Porta”. Siamo qui per credere a ciò e per poter entrare per arrivare all’Amico, al Pastore.
Preghiamo il Signore di aprire la porta del nostro cuore nel caso fosse ancora chiusa per qualcuno. Preghiamo affinché il nostro cuore si ammorbidisca e la porta possa aprirsi.
Amen.

Font: Trascrizione INFO di A: Bianco - Registrazione di Flavio Deagostini

domenica 7 maggio 2017

Video–Liturgia a Medjugorje del 6 maggio 2017

 

Međugorje, sabato 6 maggio 2017, adorazione eucaristica presieduta da fra Marinko Šakota.

 

Međugorje, sabato 6 maggio 2017, omelia della Santa Messa prefestiva della IV Domenica di Pasqua.

 

 

Međugorje, sabato 6 maggio 2017, preghiera di guarigione guidata dal diacono fra Zvonimir Pavičić.

 

Video–Liturgia a Medjugorje del 5 maggio 2017

 

Međugorje, 5 maggio 2017, Venerdì della III settimana di Pasqua, omelia della Santa Messa vespertina.

 

 

Međugorje, venerdì 5 maggio 2017, venerazione alla Santa Croce guidata da fra Marinko Šakota.

 

Video - Međugorje, mercoledì 3 maggio 2017, festa dei santi apostoli Filippo e Giacomo, omelia della Santa Messa vespertina.

 


Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».
Parola del Signore.

Cari fratelli e sorelle, oggi la Chiesa ricorda i santi apostoli Filippo e Giacomo.
Non abbiamo una biografia di questi apostoli. I Vangeli non descrivono la loro vita. Abbiamo notizie loro sul cammino di Gesù e troviamo qualche espressione loro di fede o di incredulità.
Ciò che possiamo sicuramente dire è che un giorno hanno incontrato Gesù e che Lui li ha chiamati con semplici parole, come è solito fare: “Vieni e seguiMi”. Gli apostoli, avendo udito queste parole, hanno lasciato tutto e hanno iniziato a seguire Gesù.
Già nella loro risposta vediamo una grande fede.
Seguire qualcuno che non conosci nemmeno non è una cosa semplice che si fà tutti i giorni. Sulla base di questo possiamo dire che gli apostoli, e tra loro Filippo e Giacomo, hanno visto qualcosa di particolare nello sguardo di Gesù, nel Suo comportamento, nella sua Parola, nella Sua Voce. Hanno sentito la sicurezza, l’Amore, la Pace. Qualcosa che prima non avevano mai vissuto. Questo non potevano spiegarselo. Nel loro cuore hanno semplicemente sentito che bisognava seguire quell’Uomo. Era una chiamata alla quale non si poteva resistere.
I discepoli hanno sentito subito che Gesù non è una persona che inganna, che racconta storie. Non è superbo, presuntuoso, non è un attore, un filosofo o un artista che si può incontrare sulle vie del mondo.
Gli apostoli hanno veramente sentito che Gesù è la Via da percorrere, la Verità che ogni cuore desidera, che Lui è la Vita. La vita è la cosa più sacra e che ha più valore in questo mondo. Lui è la Vita più importante della nostra vita. E’ la vita scritta con la V maiuscola. Essi hanno messo nelle Sue mani la loro vita personale senza alcuna paura.
Ma non basta soltanto iniziare a seguire Gesù. Bisogna camminare sempre con perseveranza. La Via è dura e richiede tempo. In un giorno o in un mese non possiamo conoscere bene un amico. Abbiamo bisogno di tanto tempo.
Anche gli apostoli hanno avuto bisogno di tempo per comprendere certe cose ed entrare nella logica del Vangelo. Ogni tanto riaffiorava l’egoismo, la debolezza, la presunzione, la paura, il timore, ma Gesù indirizzava loro con pazienza sulla Via giusta.
Ancora dopo aver trascorso tre anni con Gesù i Vangeli ci dicono che spesso sbagliavano nelle loro idee. Ecco perchè Gesù dice a Filippo: “Da tanto tempo sono con voi e tu non Mi hai conosciuto, Filippo?”
Non è facile conoscere Gesù. Non Lo conosceremo mai fino in fondo. Dio supera la nostra mente umana, i nostri pensieri. La logica di Dio è diversa dalla logica umana.
Abbiamo bisogno di tempo, preghiera, riflessione. Non c’è fretta nel cammino verso Dio. Quando noi corriamo Dio ci rallenta. Quando noi perdiamo il desiderio di raggiungerLo allora Lui si rivela a noi. Dio non desidera soddisfare la nostra curiosità, ma svegliare la nostra fede. Purtroppo succede che molte persone presto rinunciano a cercare Dio. Sembra che Dio si sia nascosto o abbia già detto tutto quello che doveva dire, ma Dio in questo modo cerca di attirare l’uomo a Sé. Nel Suo gioco d’Amore Dio cerca di risvegliare in noi il vero desiderio, di cercare il senso di tutto, la pace, il bene.
In questo abbiamo bisogno degli apostoli come modelli e come coloro che intercedono per noi, come coloro che hanno già percorso la Via che noi dobbiamo ancora percorrere.
Ci sono tante persone e tante vie. Ma tutte hanno qualcosa in comune.
Dal Vangelo possiamo vedere che ogni discepolo di Gesù deve passare esperienze di dubbio, di delusione, di prova, di conoscenza della propria miseria e del proprio peccato.
Ciascuno di noi deve passare per il deserto come il popolo eletto. Oggi questo deserto è la crisi, il fallimento, la miseria, la mancanza di lavoro, lo stress, la paura.
Questo deserto assume oggi vari aspetti. Uno di essi è che hai tutto e non sei contento. Hai tutto e non hai nulla. Hai tutto e sei vuoto. Hai ottenuto ciò che hai cercato eppure non sei felice. Senti un grande vuoto nella tua vita.
Nessuno di noi, fratelli e sorelle, è perfetto. Abbiamo bisogno di Gesù. Abbiamo bisogno di camminare dietro a Lui. Passo dopo passo. Non desidera che diventiamo uomini perfetti, ma uomini di fede. Uomini che sono pronti a superare i limiti della propria mente, dei costumi, delle abitudini, delle tradizioni.
Bisogna lasciare tutto questo.
Qualcuno disse: “Quando il pensiero va oltre il limite seguilo!”
Quando Gesù va oltre il limite seguiLo.
Non era semplice ascoltare le parole di Gesù neanche per gli apostoli. Per esempio quando diceva “ama i tuoi nemici”. Ma col tempo hanno capito che questo ha veramente senso e null’altro.
Oppure quando Gesù dice “chi non rinuncia a se stesso non può essere Mio discepolo”. Nell’ascoltare queste parole senz’altro gli apostoli avevano mille domande, ma poi hanno capito che senza questa rinuncia l’uomo ruota attorno al proprio ego. Non può procedere neppure di un millimetro. Non può arrivare alla libertà spirituale se non rinuncia a se stesso.
Gesù ci dice di lasciare ciò che è vecchio e ci invita ad andare avanti.
Egli cerca uomini aperti. Non può fare nulla con persone che credono di essere forti, coraggiose, intelligenti. Non può fare nulla con coloro che non hanno bisogno dell’aiuto di nessuno.
Ecco perchè Gesù dice “vino nuovo in otri nuovi”. Messaggio nuovo in uomini nuovi. La Buona Novella richiede una mente nuova per comprendere la vita e il mondo in un modo nuovo.
Fratelli e sorelle, come Gesù ha fatto con gli apostoli così desidera fare con noi. Vuole guidarci alla libertà spirituale. La libertà è la meta, tutto il resto sono i mezzi.
Quando l’uomo diventa libero da tutto può pregare per tutto e qualsiasi cosa chiederà sarà esaudito.
Con tale fede possiamo compiere le opere che Gesù ha fatto. Gesù ha detto “potrete fare opere ancora più grandi di quelle che ho fatto Io”. Gesù ha saziato 5000 persone. Esistono persone che hanno dato da mangiare a 10000 fratelli.
Gesù è passato per la Samaria e la Galilea; l’apostolo Paolo ha visitato metà del mondo conosciuto all’epoca.
Già così si realizzano le parole di Gesù. Coloro che le hanno prese sul serio possono compiere cose grandi, ancora più grandi di quelle che Lui ha fatto.
Come ho detto all’inizio desidero dire: preghiamo affinché il tempo trascorso con Lui sia il tempo in cui possiamo aprire i nostri occhi, il tempo in cui potremo conoscere meglio Gesù Cristo. Non possiamo essere fedeli a lungo senza conoscere bene il nostro Maestro.
In questo cammino della conoscenza di Gesù per diventare Suoi discepoli ci aiuti la Beata Vergine Maria.
Amen.
Sia lodato Gesù Cristo.

Fonte: Trascrizione di A. Bianco - Registrazione di Flavio Deagostini

Adorazione Eucaristica del 4 maggio 2017, presieduta da Fra Vjeko Milcevic

 


Gesù, Tu sei presente qui!
Insegnaci a vivere in Te, per Te, come Te, Pane spezzato.

Canto: Signor Gesù, noi t’adoriam... Alleluia...

O Signore nostro, Tu sei presente. Come è meraviglioso il Tuo Amore, perché Tu, Vivo e Risorto, Tu che sei la nostra pace, Tu che sei l’Amore del Padre, Tu sei qui, nel Pane vivo, nel Pane della vita. Crediamo, Ti adoriamo. Abbi pietà di noi!

Canto: Dona la pace (X2) ai nostri cuori, o Signore! (bis)
Resta qui insieme a noi (X2), e la Pace regnerà!

Signore, insegnaci a vivere, insegnaci a vivere in Te, per mezzo di te. Senza la Tua forza, non lo possiamo. Per noi uomini è tanto difficile la logica dell’Amore e del Pane, essere come Te ed essere Tuo: significa spezzarsi e donarsi fino alla fine. Tu sei il pane, la forza, il nutrimento. Benedici noi, uomini distrutti. Abbi pietà di noi!

Canto: Gesù, io credo in Te... Alleluia...

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto.

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Commento di Padre Livio al messaggio a Mirjana del 2 maggio 2017

"Cari figli, vi invito a pregare non chiedendo, ma offrendo un sacrificio: sacrificando voi stessi.  Vi invito all’annuncio della verità e dell’amore misericordioso.  Io prego mio Figlio per voi, per la vostra fede, che sta sempre più diminuendo nei vostri cuori.  Lo prego di aiutarvi con lo Spirito Divino, come anch’io desidero aiutarvi con spirito materno.  Figli miei, dovete essere migliori!  Solo coloro che sono puri, umili e ricolmi d’amore sostengono il mondo, salvano loro stessi ed il mondo. Figli miei, mio Figlio è il cuore del mondo: bisogna amarLo e pregarLo, e non tradirLo sempre di nuovo. Perciò voi, apostoli del mio amore, fate crescere la fede nel cuore degli uomini col vostro esempio, con la vostra preghiera e con l’amore misericordioso. Io vi sono accanto, io vi aiuterò. Pregate affinché i vostri pastori abbiano quanta più luce possibile, per poter  illuminare tutti coloro che vivono nelle tenebre. Vi ringrazio!” Vi ringrazio!"

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 maggio 2017

Questo messaggio è diverso da quelli precedenti dati alla veggente Mirjana, in quanto quasi tutte le affermazioni che fa la Madonna sono degli ammonimenti. Ammonimenti sicuramente materni, pieni di bontà, ma che esprimono da parte della Madonna una certa preoccupazione.

Siamo fragili, siamo stanchi! Una volta la Madonna ha parlato del “sonno stanco delle vostre anime”, per cui alla Madonna manca quella schiera di apostoli senza i quali il mondo non può essere salvato.

Leggiamo questo messaggio facendo un esame della nostra vita, per uscire dalla situazione di tiepidezza, di mondanità, nella quale purtroppo cadiamo facilmente, perché il demonio ci tenta nella carne e nel mondo.

Vediamo le esortazioni e gli ammonimenti che la Vergine ci rivolge.

Lei ci guarda e accompagna il nostro cammino di santità con grande apprensione, intercede per noi, ci prende per mano, ma vede anche quanto siamo deboli, quanto siamo poco disponibili a sacrificarci per il Signore.

Cari figli, vi invito a pregare non chiedendo, ma offrendo un sacrificio: sacrificando voi stessi”. Non facciamo consistere la preghiera solo nel domandare le grazie di cui abbiamo bisogno. La preghiera non è solo lode, adorazione, domanda, ma anche offerta di se stessi, dei propri sacrifici. La preghiera per eccellenza è il sacrificio di Cristo al quale noi dobbiamo offrirci sacrificando tutto ciò che in noi c'è di mondanità e facendo della nostra vita un sacrificio d'amore. La Madonna, in questo mese di Maggio, chiede sacrifici d'amore, una volta venivano chiamati “fioretti”, tante piccole rinunce, l'offerta delle proprie fatiche, delle sofferenze, di tutte quelle spine che trafiggono la carne e il cuore. Facciamo sì che anche la preghiera sia un dono che facciamo a Dio, dando a Dio qualcosa del nostro cuore, qualche rinuncia per amor Suo, dando amore a Dio. Noi dobbiamo metterci a disposizione della Divina Volontà per realizzare i Suoi disegni di salvezza delle anime.

Vi invito all’annuncio della verità e dell’amore misericordioso”.

La Madonna ci esorta a essere testimoni, a non chiuderci in noi stessi, badando soltanto a noi stessi, ma a farci carico delle anime da salvare, testimoniando agli altri la verità, - e cos'è la verità? la verità è Gesù Cristo, il Vangelo, “la verità della fede”, - testimoniando “l'amore misericordioso. Quando la Madonna ci dice di testimoniare, e nel messaggio del 25 aprile ci ha detto di testimoniare la Sua presenza, intende dire che la testimonianza riguarda la verità, riguarda la luce, riguarda la rivelazione, riguarda gli insegnamenti della fede, la verità e l'amore sono le due componenti della testimonianza.

Io prego mio Figlio per voi, per la vostra fede, che sta sempre più diminuendo nei vostri cuori”. Questa frase ci deve far riflettere.

La Madonna prega suo Figlio perché riaccenda la fede nei nostri cuori. Se la nostra fede diventa un lucignolo fumigante è perché non preghiamo, non l'alimentiamo con la Parola di Dio. Se il mondo perde la fede, se il mondo si allontana da Dio e noi, quelli che hanno risposto alla chiamata, lasciamo che la fede si spenga, con che cosa sarà illuminato il mondo?

Lo prego di aiutarvi con lo Spirito Divino, come anch’io desidero aiutarvi con spirito materno”. La Madonna prega suo Figlio, prega lo Spirito Santo, perché ci aiuti a tener viva la fiaccola della fede.

Sintetizzando, la Madonna dice: “figli miei, dovete essere migliori”. Dovete migliorare in tutto; dovete nella preghiera offrire qualche sacrificio, ma soprattutto il sacrificio di voi stessi, dovete nella preghiera prendere la forza di testimoniare la verità e l'amore e migliorare in tutta la vostra vita, fare dei passi avanti!

Poi ci dice dove dobbiamo fare i passi avanti: “Solo coloro che sono puri, umili e ricolmi d’amore sostengono il mondo, salvano loro stessi ed il mondo”, dobbiamo essere più puri, la purezza riguarda la lontananza dal peccato, più umili e ricolmi di amore. La Madonna dice che quelli che sono puri, umili e ricolmi di amore, tengono in piedi il mondo, salvando loro stessi, salvano anche il mondo. Non è la prima volta che la Madonna usa queste espressioni così importanti, in un precedente messaggio ha detto: “chi prega salva se stesso e il mondo”.

Figli miei, mio Figlio è il cuore del mondo”, noi dobbiamo essere con Lui e come Lui, puri, umili e ricolmi di amore, “bisogna amarLo e pregarLo, e non tradirLo sempre di nuovo”, e come si tradisce sempre di nuovo? col peccato, con la mancanza di fede, con la mancanza di amore, seguendo il mondo, seguendo la carne, seguendo il demonio, noi tradiamo suo Figlio.

Perciò voi, apostoli del mio amore, fate crescere la fede nel cuore degli uomini col vostro esempio, con la vostra preghiera e con l’amore misericordioso”: questo è l’apostolato. Noi accendiamo la fede nel cuore degli altri e aiutiamo gli altri ad aprirsi all’amore di Dio.

Con la preghiera, con l’esempio e con l’amore misericordioso noi facciamo crescere la fede in quelli che non hanno la fede e sono nelle tenebre della menzogna e della morte e facciamo conoscere l’amore di Dio a quelli che non lo conoscono. “Io vi sono accanto, io vi aiuterò”. La Madonna ci promette, ci assicura che Lei è accanto a noi in questo nostro sforzo di essere migliori e ci promette di aiutarci. “Pregate affinché i vostri pastori abbiano quanta più luce possibile, per poter illuminare tutti coloro che vivono nelle tenebre”. La Madonna ci invita, come sta facendo da tanto tempo, a pregare per i nostri pastori.

È attraverso di essi che viene la grazia dei Sacramenti, la grazia della S. Messa, la grazia del perdono dei peccati con la Confessione.

La Madonna ci chiede, ci supplica, ci esorta a pregare per i nostri pastori, perché abbiano quanta più luce possibile, la luce della verità, la luce della fede, la luce della testimonianza, ma anche la luce dell’amore, perché la verità e l’amore sono due attributi divini, sono espressioni del mistero di Dio, e dobbiamo pregare perché nei pastori brillino la luce e l’amore in modo tale da poter illuminare tutti coloro che vivono nelle tenere.

Questa è la realtà di questo mondo: vivere nelle tenebre della menzogna e della morte, e chi le illumina se non quelle piccole luci che la Madonna sta accendendo, sta alimentando, sta istruendo, solo che noi siamo dei lucignoli fumiganti, dobbiamo essere migliori, avere una vita pura, umile, ricolma di amore e protesa nella testimonianza.

Vi ringrazio!

Le parole della Madonna ci accompagnino giorno per giorno nel cammino della vita, nel cammino verso il Cielo, nel cammino della santità, nel cammino della perfezione. La Madonna vuol salvare tutte le anime, ma lo può fare attraverso la Chiesa, attraverso di noi. Aiutiamo la Madonna ad aiutarci a salvare le anime, lo possiamo fare con la preghiera, coi sacrifici, con la testimonianza della verità e dell’amore.

In questo mese di maggio, mese speciale in questo anno del centenario delle Apparizioni di Fatima, riprendiamo in mano la Corona del Rosario, riaccendiamo il Rosario in famiglia, non facciamoci prendere dalla mondanità, non entriamo nella falsa luce di un mondo che è falso, che è lontano da Dio, scuotiamoci dal sonno stanco delle nostre anime, ravviviamo il fervore, cerchiamo la preghiera del cuore, cerchiamo Dio col cuore, cerchiamo Gesù col cuore, apriamoci alla grazia dello Spirito Santo, in questo tempo di grazia che ci prepara alla Pentecoste. Siamo nel tempo della grazia, cerchiamo di approfittarne, la Madonna ha detto: “ricordate che non siete i padroni del tempo”, facciamone buon uso, non rimandiamo la conversione, adesso è il momento di rispondere alla chiamata, è il momento di rispondere alla grazia.

La presenza della Madonna diventa sempre più luminosa, il suo piano si delinea con molta chiarezza, la nostra risposta alla chiamata non è quella che la Madonna si aspetta e allora ci invita ad essere migliori.

Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it