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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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sabato 4 maggio 2019

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (53) – Messaggi a Marija del 25 aprile 2019 ed a Mirjana del 2 maggio 2019

Messaggio a Marija del 25 aprile 2019

Cari figli! Questo è tempo di grazia, tempo di misericordia per ciascuno di voi. Figlioli, non permettete che il vento dell’odio e dell’inquietudine regni in voi e attorno a voi. Voi, figlioli, siete invitati ad essere amore e preghiera. Il diavolo vuole l’inquietudine e il disordine ma voi, figlioli, siate la gioia di Gesù Risorto il quale è morto e risorto per ciascuno di voi. Lui ha vinto la morte per donarvi la vita, la vita eterna. Perciò, figlioli, testimoniate e siate fieri di essere risorti in Lui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Commento teologico

Il messaggio assume una colorazione molto vivace, attuale e incisiva. Parte da un dato di fatto, che costituisce una specie di introduzione, affermando che il tempo che viviamo è un tempo di grazia. Poi si dispiega in due parti centrali: l’una unisce tre caratteristiche del cristiano: essere – amore – preghiera; l’altra parte pone sotto la nostra attenzione la presenza operosa del diavolo. Infine, come conclusione, appare l’invito a testimoniare la risurrezione di Gesù.

Introduzione. Ancora una volta la Vergine richiama a considerare come il tempo che stiamo vivendo, a livello liturgico con la Pasqua di Gesù, si fa un evento di grande rilievo spirituale, perché offre a ciascuno di noi la possibilità, da non trascurare, di accogliere in abbondanza la divina misericordia: “Cari figli! Questo è tempo di grazia, tempo di misericordia per ciascuno di voi”. Queste parole evidenziano due aspetti: il primo riguarda l’azione di Dio, in quanto il Signore ci offre il dono incommensurabile della grazia per una rinascita e rinnovamento spirituale, in conformità all’opera redentrice di Cristo, che risorge vittorioso sulla morte, inaugurando una nuova epoca di pienezza di vita terrena e anche eterna. Il secondo aspetto riguarda l’azione dell’uomo, in quanto l’azione divina si rivolge singolarmente a ciascun soggetto umano; non si disperde anonimamente sulla massa ammucchiata di persone, intese come un gruppo generico e impersonale.

L’avvertimento della Vergine dunque si riferisce individualmente a ognuno dei suoi figli, presi nella loro concreta singolarità. Per questa ragione dobbiamo prestare tutta la nostra attenzione individuale e interiore, senza distrazioni o pensieri vani e dissipazioni. Occorre perciò silenzio, raccoglimento e tanta concentrazione. Da qui l’importanza di non lasciare cadere neanche una briciola di quanto Ella ci dice, anzi farlo calare dentro il nostro animo, in modo che diventi nutrimento spirituale e linfatico per la nostra esistenza quotidiana.

1. Essere – amore – preghiera. La Vergine entra nel sodo del suo messaggio. Da una parte ci invita, sempre con la sua dolcezza e forza materna, chiamandoci figlioli, a far sì che lo spirito nefasto dell’odio si allontani da noi. Con l’odio in effetti noi veniamo trascinati verso sentimenti e atteggiamenti di avversione e conflittualità nei confronti dei nostri simili, causando divisioni, incomprensioni, accuse e calunnie, invidia e gelosia: “Figlioli, non permettete che il vento dell’odio e dell’inquietudine regni in voi e attorno a voi”. Da notare che questo vento impetuoso va allontanato sia dal nostro intimo quale fuoco incendiario sia dall’ambiente in cui viviamo, come la casa, l’ufficio, l’associazione, in modo che non si espanda e provochi malessere e tensioni fra i nostri amici e familiari. Dobbiamo essere persone che sappiano superare ogni rivalità e diventare strumenti di comunione e di intesa fra tutti i membri che compongono i nostri contatti quotidiani.

Ella espone anche lo stato di angoscia e amarezza, che spesso alberga nel nostro cuore, come fossimo prigionieri dell’insoddisfazione e del disordine interno ed esterno. Tante volte restiamo chiusi nelle nostre depressioni o ansie, senza più ragionare né ascoltare le parole di verità e di vita di Gesù, che ci donano forza e luce, coraggio e nuova energia. Ci lasciamo travolgere dall’ondata di paura e di insicurezza, perdendo di vista l’amore di Dio e la sua grazia. Sbandiamo da soli come foglie al vento, senza una meta o un progetto preciso. Si tratta in fondo di uno spirito di negatività che alberga in noi, a discapito dell’affidamento filiale e fiducioso all’amore paterno di Dio e a quello materno di Maria, che ci riconducono al senso vero e benefico dell’esistenza e di tutto ciò che ci viene dato dalla divina provvidenza e benevolenza, anche in mezzo alle difficoltà e prove faticose di ogni giorno. Il bene, con l’aiuto della potenza divina, deve sempre vincere sul male, dal quale altrimenti rimaniamo schiacciati.

All’opposto la Vergine presenta la nostra vera configurazione per essere e chiamarci figli suoi: “Voi, figlioli, siete invitati ad essere amore e preghiera”. Sono tre parole chiave del nostro impegno cristiano: essere – amore – preghiera. Anzitutto Maria volge lo sguardo sul nostro modo di esistere e di comportarci quotidianamente quali persone che nella loro struttura e costituzione propria sono libere e coscienti, generose e impegnate su tutti i fronti, senza escludere alcune parti o elementi più scomodi e penosi. Il nostro essere, nella sua totalità, deve esprimere quanto di buono, di vero e di bello possiede, attraverso due finestre che si accoppiano inseparabilmente: una è l’amore e l’altra è la preghiera. L’amore rivela la nostra attitudine a donare e a donarci anzitutto alla divina Volontà e poi di riflesso ai nostri fratelli più bisognosi. L’amore è una soave forza interiore che sospinge ogni nostro pensiero e ogni nostro gesto al di fuori di noi per chinarsi e donarsi verso ogni persona con cui viviamo o che incontriamo sul cammino quotidiano. L’amore perciò non può rimanere chiuso in sé stesso in modo egoistico e avaro, ma aprirsi al di fuori verso gli altri con serenità e coraggio, con dedizione e pazienza. La persona che ama a questo livello profondo si manifesta nel suo splendore e diffonde attorno a sé la comunione fraterna e la reciproca accoglienza e compartecipazione ai successi e alle sofferenze di ciascuno.

Per vivere un tale generoso amore non è possibile senza l’aiuto della preghiera che ci immette alla fonte di ogni amore, cioè a Dio che per sua natura è pienezza di carità quale comunione eterna tra Padre e Figlio e Spirito Santo. Da qui la necessità della preghiera, che ci mantiene in costante collegamento o connessione con quella sorgente da cui scaturisce l’amore vero puro e duraturo. Senza l’aggancio al Divino Amore, non possiamo fare alcun gesto di vera carità e se lo facciamo, esso corrisponde ad una superficiale formalità, non ad una donazione del cuore. Purtroppo spesso quello, che chiamiamo gesto di amore, si riduce a un livello banale e freddo, distaccato e presuntuoso. Per tale ragione solo la preghiera rende l’amore umano simile all’Amore divino, costruendo un legame così intimo tra i due tanto che l’Amore dello Spirito Santo diventa l’anima della nostra anima, determinando il nostro modo di essere e di operare. In tal modo operiamo una nostra trasfigurazione, attraverso la quale Dio stesso si manifesta e agisce donando il suo Divino Amore a quanti incontriamo e ai quali trasmettiamo quel medesimo amore, lasciandolo travasare per nostro mezzo dalla fonte originaria alla creatura umana bisognosa. Dunque la Vergine, con le sue parole, giunge a una altezza incommensurabile del suo pensare e amare da Madre di Dio e Madre nostra, quale meravigliosa intermediaria tra cielo e terra.

2. Il diavolo e l’inquietudine. Davanti alla bellezza nella unione tra essere – amare – pregare, la Vergine non perde di vista l’elemento avverso che vuole dividere quell’armonico legame e dissolverlo nella banalità e bruttezza di un essere colmo di odio e di angoscia: “Il diavolo vuole l’inquietudine e il disordine ma voi, figlioli, siate la gioia di Gesù Risorto il quale è morto e risorto per ciascuno di voi”. Ella afferma senza tanti preamboli l’azione malvagia di Satana, sottolineando due effetti nefasti: uno è l’inquietudine dell’animo, che consiste nella perdita della serenità interiore, cadendo in agitazione e scontentezza, con atteggiamenti di nervosismo e di aggressività, fino a diventare una persona pessimista su ogni fronte e arrabbiata contro tutti e sempre critica di quanto succede nel mondo e nella Chiesa. L’altro effetto deleterio è il disordine, nel senso che il diavolo causa confusione, confondendo la verità con la menzogna, il male con il bene. Il suo scopo è rovesciare ogni cosa vedendola al suo contrario, cioè nell’aspetto negativo come fosse invece positivo. Il disordine comporta anche l’incomprensione tra le persone e i malintesi, le accuse. Nascono così le tensioni e le inimicizie, soprattutto nell’ambito familiare, ma anche sociale e religioso. Di fatto si creano delle situazioni insopportabili e caotiche, da capogiro e del tutto sconvolgenti. Da qui l’avvertimento di Maria di non cadere in tale trappola diabolica, ma conservare la pace dell’animo, la fiducia in Cristo nostro Salvatore, che con la sua crocifissione e risurrezione ha sconfitto la morte e Satana che della morte è il dominatore, per donarci la vita e la speranza che il bene vince sul male, l’amore sull’odio. Per avere e conservare tale stato di serenità e lucentezza, occorre rimanere avvinti a Cristo, aderendo al suo insegnamento con la nostra fede forte e totale. Da tali capisaldi non dobbiamo mai allontanarci. Se ci accorgiamo di abbassare l’attenzione e la vigilanza, è necessario ricuperare la comunione con Gesù e con i fratelli.

D’altronde Ella dice che se Gesù ha sconfitto la morte, da Lui non può venire altro che la vita in senso pieno sia terrena che eterna. Ciò significa che la certezza della risurrezione di Cristo costituisce un faro fondamentale che deve far luce su tutto l’orizzonte della nostra esistenza, in modo che con Lui, per Lui e in Lui, possiamo attraversare le vicissitudini di qualsiasi tipo senza essere coinvolti nella schiavitù della morte spirituale che è il peccato. Ascoltiamo le sue parole e fissiamole nel nostro cuore: “Lui ha vinto la morte per donarvi la vita, la vita eterna”.

Conclusione. Alla fine la Vergine ci sprona nuovamente e con tutta la sua amorevolezza materna a essere credibili testimoni, forti nella fede e coraggiosi nel proclamare la verità di Gesù agli altri, non solo a parole ma mostrando la nostra fierezza di essere partecipi della risurrezione di Gesù e vivere gioiosamente del suo amore: “Perciò, figlioli, testimoniate e siate fieri di essere risorti con Lui”.

O Vergine Madre, il nostro animo si scioglie in un cantico di gratitudine e di amore filiale verso di te, che ogni volta ci apri gli occhi per saper vedere la strada giusta da percorrere piuttosto che smarrirci nella nebulosità e oscurità del principe di questo mondo. Come sono preziose le tue parole, che scavano e toccano la verità del nostro intimo! Purtroppo spesso noi siamo distratti davanti ai tuoi suggerimenti e attratti verso la mondanità e le faccende terrene, perdendo il senso vero e cristiano delle vicende umane. Solo lasciandoci illuminare dalle tue sagge considerazioni noi, tuoi figli, possiamo vivere su questa terra con serenità e sicurezza di non essere travolti dal male, ma, sorretti dal tuo amore dolcissimo, raggiungerti in paradiso dove ci aspetti tutti a braccia aperte. Grazie, o Madre, del bene che vuoi a noi, tuoi deboli e ingrati figli, che ci chiami ad essere testimoni del tuo amore tra gli uomini. A te la nostra filiale adesione e devozione. Assieme a te la nostra esistenza quotidiana si fa più bella e fruttuosa. Resta con noi, Madre buona, soprattutto quando si fa sera! Amen! Alleluia.

Messaggio a Mirjana del 2 maggio 2019

Cari figli, con materno amore vi invito affinché con cuore puro ed aperto, con totale fiducia, rispondiate al grande amore di mio Figlio. Io conosco la grandezza del suo amore, io ho portato lui dentro di me, l’Ostia in cuore, la Luce e l’Amore del mondo. Figli miei, anche il mio rivolgermi a voi è un segno dell’amore e della tenerezza del Padre Celeste, un grande sorriso ricolmo dell’amore di mio Figlio, una chiamata alla vita eterna. Il Sangue di mio Figlio è stato versato per voi per amore. Quel Sangue prezioso è per la vostra salvezza, per la vita eterna. Il Padre Celeste ha creato l’uomo per la felicità eterna. Non è possibile che moriate, voi che conoscete l’amore di mio Figlio, voi che lo seguite. La vita ha vinto: mio Figlio è vivo! Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, la preghiera vi mostri la strada, il modo di diffondere l’amore di mio Figlio nella forma più eccelsa. Figli miei, anche quando cercate di vivere le parole di mio Figlio, voi pregate. Quando amate le persone che incontrate, diffondete l’amore di mio Figlio. L’amore è quello che apre le porte del Paradiso. Figli miei, sin dall’inizio ho pregato per la Chiesa. Perciò invito anche voi, apostoli del mio amore, a pregare per la Chiesa ed i suoi ministri, per coloro che mio Figlio ha chiamato. Vi ringrazio!”

Commento teologico

Come al solito, il messaggio inizia con un breve saluto, in cui la Vergine invita tutti noi a corrispondere all’amore di Gesù. Seguono tre argomenti: il primo descrive le ricchezze dell’amore del Figlio; il secondo sottolinea che con la risurrezione di Cristo la vita ha vinto sulla morte; il terzo espone la via o il mezzo per diffondere quello stesso amore. Infine, come conclusione, ci sollecita a pregare per la Chiesa. Analizziamo ogni punto.

Invito iniziale. Dalle brevi parole introduttive appare subito che il centro e il perno di questo messaggio sta precisamente nell’amore di Maria, di suo Figlio e nostro: “Cari figli, con materno amore vi invito affinché con cuore puro ed aperto, con totale fiducia, rispondiate al grande amore di mio Figlio”. Ella parte dal suo amore materno per sollecitarci ad avere un cuore aperto all’amore come il suo, per accogliere e corrispondere all’amore immenso di suo Figlio. Queste parole costituiscono un luminoso cantico all’amore che unisce mirabilmente il Cuore di Maria con il nostro cuore per essere colmi dell’amore che sgorga dal Cuore di Cristo. Tre cuori che, uniti insieme, rendono ragione dell’amore autenticamente cristiano, per indicare che non esiste altro amore che non abbia questa triplice configurazione: da Maria a noi e da noi a Gesù, per poi diffondersi tra di noi e verso l’umanità dolente, assetata di questo vitale e vibrante amore.

1. La ricchezza dell’amore del Figlio. L’amore, che nasce dal Cuore di Cristo squarciato sulla croce, forma la sorgente unica e vitale, a cui occorre attingere per avere e vivere un amore intenso, puro e generoso. A tale scopo la Vergine elenca le qualità sublimi dell’amore del Figlio, che Ella ha portato e nutrito dentro il suo grembo immacolato: “Io conosco la grandezza del suo amore; io ho portato Lui dentro di me, l’Ostia in cuore, la Luce e l’Amore del mondo”. Come si vede sono indicate tre caratteristiche di quell’amore infinito di Gesù: la prima è la sua grandezza, nel senso della sua immensità e infinitezza, un amore che non ha misura ma va al di là di ogni misura umanamente calcolabile, che non si esaurisce mai né si affievolisce, ma disseta ogni nostra esigenza di vero amore e poi se ne gusta il sapore e la freschezza, per averne ancora sete senza che quell’acqua oceanica si dissecchi. La seconda caratteristica fa vedere che quell’amore è intessuto di sacrificio, dolore e donazione totale fino all’immolazione sulla croce quale Ostia santa, immacolata e gradita al Padre. E non vi può essere un amore più grande e intenso di questo, che possiamo accogliere in noi e colmarci di esso in ogni celebrazione eucaristica, per tenerlo nel nostro intimo, come ha fatto Lei, sua Madre santissima. La terza caratteristica sta nella luminosità di questo amore, il quale effonde su tutta la faccia della terra la vitalità, l’energia, la salute per il bene delle creature umane, facendo risplendere ogni cosa quale dono concreto e meraviglioso dell’amore divino.

Con questa luce noi possiamo contemplare le persone, gli esseri svariati, gli avvenimenti, la storia personale e sociale, ogni realtà che fa parte del nostro cammino quotidiano in modo chiaro e benevolo, senza lasciarci ingannare o annebbiare, ma ponderando e discernendo tutto secondo il suo amore veritiero e non secondo le nostre meschine vedute o i giudizi molto superficiali. Che meraviglia! Veramente il mondo e l’umanità acquisterebbero una visione più bella e avvincente.

La cosa sorprendente sta nel fatto che Maria assicura che quanto dice corrisponde alla realtà, perché Lei ha portato suo Figlio dentro di sé quale sua genitrice e perciò ha sentito tutti i battiti del suo grande Cuore e li ha maternamente condivisi, non solo durante i novi mesi di gestazione ma fino alla consumazione della sua missione salvatrice. E anche ora, nella gloria del paradiso, Lei è sempre al suo fianco e si fa partecipe dei suoi sentimenti nei nostri confronti.

Aggiunge poi due parole, e qui sta la novità del messaggio, svelando un segreto del suo animo: “Figli miei, anche il mio rivolgermi a voi è un segno dell’amore e della tenerezza dell’amore del Padre Celeste, un grande sorriso ricolmo di amore di mio Figlio, una chiamata alla vita eterna”. Ella confessa candidamente e profondamente che la sua presenza in mezzo a noi e i suoi interventi sono il dono dell’amore tenerissimo dl Padre, che si riflette nel Figlio incarnato, come fosse un sorriso di gioia e di compassione per tutti noi, che deve condurci alla vita vera, quella eterna. Qui si nota la sostanza di tale amore, che non corrisponde a quello umano così debole, incostante, superficiale e frivolo, ma un amore che possiede un valore immortale e imperituro, che ci rende felici già su questa terra e che avrà la pienezza nella beatitudine in cielo.

2. La risurrezione di Cristo ha vinto la morte per sempre. Maria fa una bellissima catechesi sull’opera redentrice compiuta dal Figlio: “Il Sangue di mio Figlio è stato versato per voi per amore. Quel Sangue prezioso è per la vostra salvezza, per la vita eterna. Il Padre Celeste ha creato l’uomo per la felicità eterna”. Con queste parole Ella afferma due cose importantissime: anzitutto dichiara che l’amore del Figlio è costato l’effusione del suo Sangue, che, quale sacrificio di espiazione e purificazione dei nostri peccati, ci dona la salvezza eterna, a cui siamo chiamati dal Padre Celeste, il quale ci ha creati appositamente per farci godere la sua stessa felicità, rendendoci partecipi della natura divina. Nulla di più eclatante e affascinante! Per questa ragione la morte non ha più alcun potere su di noi, in quanto portiamo il seme dell’immortalità divina. Con ciò stesso la morte, e con essa ogni cattiveria e sofferenza, è stata distrutta. La vita, che Gesù ci ha donato, è più forte della morte in quanto è intrisa di amore: “Non è possibile che moriate, voi che conoscete l’amore di mio Figlio, voi che lo seguite. La vita ha vinto: mio Figlio è vivo!”.

Sono parole di altissimo valore umano e spirituale. Dobbiamo farle nostre e possederle come un tesoro prezioso che non possiamo perdere o privarci di esso con il peccato. Se ci lasciamo dominare dal nostro egoismo e dalla mondanità delle cose, come schiavi del male, allora la morte vince sulla vita e in questo caso estremo si tratta della seconda morte, quella eterna.

3. La strada o il mezzo per diffondere l’amore del Figlio. A questo punto la Vergine scende nel concreto per dirci come dobbiamo fare per essere apostoli del suo amore e di rimando a quello del Figlio, al fine di espanderlo nel mondo intero: “Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, la preghiera vi mostri la strada, il modo di diffondere l’amore di mio Figlio nella forma più eccelsa”. Per ottenere l’amore ed essere apostoli e testimoni vi è una via maestra che è la preghiera. Lo sappiamo già che la preghiera costituisce una finestra del nostro cuore aperta su Dio e nel suo mistero di amore, verità e vita. Solo se rimaniamo avvinti a Gesù con la preghiera costante e sentita, possiamo essere di conseguenza trasmettitori di quell’amore che abbiamo attinto da Lui e disseminarlo ovunque andiamo e operiamo, soprattutto là nell’ambiente dove viviamo. Questo è il segreto fondamentale che non dobbiamo mai trascurare o dimenticare. Se la preghiera perde quota e si arena, purtroppo perdiamo il contatto con la fonte perenne dell’amore e il nostro cuore si inaridisce, si indebolisce, si pietrifica, svuotandosi di ogni slancio interiore e di ogni buon sentimento. Diventiamo come cadaveri traballanti e disorientati, privi di ogni impulso vitale ed espansivo. Dunque la preghiera ci rigenera e ci rimette in forza per poter vivere di amore e operare con amore, soffrire nell’amore e donarsi amorevolmente.

Da qui l’esortazione pressante e convincente: “Figli miei, anche quando cercate di vivere le parole di mio Figlio, voi pregate. Quando amate le persone che incontrate, diffondete l’amore di mio Figlio. L’amore è quello che apre le porte del Paradiso”. Davanti a queste vibranti parole non possiamo fare altro che meditarle a fondo, farle nostre e viverle ogni momento. In tal modo l’amore di Gesù, attraverso l’amore materno di Maria, si fa anima della nostra anima, motore primario per muovere ogni nostro pensiero, atteggiamento, ogni emozione e passione sotto la potenza vivificante di quell’amore. Lasciamoci avvolgere, coinvolgere e travolgere da esso per essere anche noi piccole fonti che lo trasmettono ai cuori che ne sono assetati e così aprire ad essi le porte del Paradiso, dove si entra soltanto se si è immersi nell’amore divino e fraterno.

Conclusione. Alla fine, come fa spesso, la Vergine chiede di pregare per la Chiesa e in particolare per i pastori: “Figli miei, sin dall’inizio ho pregato per la Chiesa. Perciò invito anche voi, apostoli del mio amore, a pregare per la Chiesa e i suoi ministri, per coloro che mio Figlio ha chiamato”. In effetti tutti costatiamo la vasta crisi in cui versa la Chiesa santa di Dio e soprattutto nei riguardi dei ministri sacri. La crisi non si riferisce solo agli scandali morali ma anche a quella sottile e perfida apostasia che tocca gli aspetti dottrinali e santificanti, cioè ad una perdita di fede. Per essi si deve elevare una preghiera confidente e insistente al Cuore Immacolato di Maria e a quello di Gesù, dove i sacerdoti sono accolti, amati, purificati, benedetti e salvati.

Dopo aver ascoltato e meditato le tue profonde e luminose parole sul Divino Amore, che sono scese nel nostro animo, o Madre cara, siamo qui per chiederti umilmente che tu possa comunicarci un po’ del tuo slancio di amore che porti nel tuo Cuore Immacolato, affinché si riversi nel nostro piccolo cuore e lo renda puro, forte e ardente del medesimo fuoco di amore inestinguibile. Intercedi per noi per ottenerci un cuore nuovo, libero e generoso, non più ripiegato miseramente su sé stesso ed inquieto, ma pronto a donarsi e trasfondere attorno a sé la letizia e la fiducia che risanano le ferite più profonde del cuore umano. Tu, o Vergine clemente, prendici per mano e portaci sempre più vicini a tuo Figlio, per percepire con te i dolcissimi battiti del suo Cuore ed esserne innamorati, ora e sempre. Amen

  don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

mercoledì 3 aprile 2019

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (52) – Messaggi a Marija del 25 marzo 2019 ed a Mirjana del 2 aprile 2019

Messaggio a Marija del 25 marzo 2019

“Cari figli! Questo è tempo di grazia. Come la natura si rinnova a vita nuova anche voi siete invitati alla conversione. Decidetevi per Dio. Figlioli, voi siete vuoti e non avete gioia perché non avete Dio. Perciò pregate affinché la preghiera sia per voi vita. Nella natura cercate Dio che vi ha creati perché la natura parla e lotta per la vita e non per la morte. Le guerre regnano nei cuori e nei popoli perché non avete pace e non vedete, figlioli, nel vostro prossimo il fratello. Perciò ritornate a Dio ed alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico

Ciò che sorprende maggiormente in questo messaggio sono i richiami forti e pressanti che la Madre celeste rivolge ai suoi figli, rimproverandoli della loro noncuranza, della tristezza del cuore, della mancanza di decisione per una vita pienamente dedita al Signore, insomma di un comportamento non conforme a quanto Lei desidera e come esigono la fede e la morale cristiana. Per questa ragione il messaggio fa riflettere e soprattutto deve farci battere il petto, riconoscere le nostre infedeltà e cattiverie, non per rattristarci, anzi per rinnovare la nostra esistenza e renderla più viva e coerente, più impegnata e feconda di bene.

Anzitutto la Vergine ci ricorda che stiamo vivendo un “tempo di grazia”, in questa Quaresima e pertanto è un tempo da trascorrere per rimettere in sesto la nostra vita spirituale e che non va sprecato e trascurato nella materialità e nella indifferenza o nella mancanza di buoni esercizi di pietà e di carità. Si tratta di renderci conto del dono che Dio ci fa di tali momenti ricchi di grazia e di luce interiore, di penitenza e compunzione, di sacrificio ed espiazione dei peccati nostri e dei nostri fratelli. È evidente che Ella vede la nostra pigrizia e trascuratezza dei doveri cristiani, come anche la nostra superficialità di preoccuparci dei beni terreni e di accontentarci di soli gesti esteriori più che di una sincera e veritiera revisione di vita. Lo dice chiaramente: “Voi siete invitati alla conversione”. Sappiamo bene in che cosa consista la conversione: “Decidetevi per Dio”.

Mentre il nostro animo è preso da tante cose mondane, perdiamo di vista il valore fondamentale e centrale dell’orientamento di tutto il nostro essere verso Dio, che deve occupare il primo posto nella nostra mente, nel cuore, nelle azioni, nel lavoro, nella sofferenza e nelle gioie. In nessun momento la nostra vita deve trascorrere al di fuori della comunione con Dio nostro Padre amabilissimo e tenerissimo. La conversione perciò comporta il riferimento costante e filiale verso il Signore, il nostro affidamento a Lui, la nostra speranza in Lui, il nostro vivere con Lui e per Lui. La vita allora diventa un convivere assieme a Dio e condividere le nostre pene e i nostri desideri con il suo amore infinito. In tal modo avremo una marcia in più, perché ogni cosa e ogni evento viene vissuto in sua compagnia, appoggiati e sostenuti dalla sua onnipotenza divina e dalla sua generosità paterna che non ha limiti.

Fuori del raggio di azione di Dio noi siamo vuoti e smarriti, deboli e sfiduciati. Per questo la Vergine ci rimprovera e sottolinea la nostra situazione di essere fiacchi e privi della grazia, scontenti e inquieti, agitati o depressi. Occorre risvegliarci dal nostro torpore spirituale, riprendere la forza della fede ardente e vigorosa, ricuperando l’intima comunione con Dio nell’amore fiducioso e obbediente nei suoi confronti, per riversarlo poi verso i fratelli. Se non lo facciamo in questo tempo prezioso che è la quaresima, rimaniamo imprigionati e invecchiati nel mondo materialistico e perverso, che ci sovrasta e ci opprime, lasciandoci amareggiati e delusi: “Figlioli, voi siete vuoti e non avete gioia perché non avete Dio”.

Per ricuperare nuova energia Ella ci ricorda la strada e lo strumento idoneo: “Perciò pregate affinché la preghiera sia per voi vita”. In effetti la preghiera costituisce come l’irrigazione o la flebo di quell’acqua salutare che ci disintossica dal veleno malefico e dall’inquinamento mondano e rinvigorisce il nostro organismo fisico e spirituale. Quell’acqua sgorga incessantemente dalla sorgente divina e solo essa ci disseta, ci purifica, ci dona la vera gioia del cuore, la serenità dell’animo. Per attingere ad essa l’unico mezzo efficace è propriamente la preghiera che ci eleva fino ad essa e ci consente di poterci ricolmare della sua vigoria, in quanto la preghiera congiunge la terra al cielo, la nostra piccola persona alle divine Persone nella loro altezza infinita.

Ancora un rimprovero materno di non perderci dietro la vanità delle cose fatue, che ci assorbono e ci allontanano dalla visione pura e semplice della sapienza divina, come si manifesta nelle meraviglie della natura creata da Dio con stupenda armonia e bellezza: ”Nella natura cercate Dio che vi ha creati perché la natura parla e lotta per la vita e non per la morte”. Dobbiamo cercare Dio seguendo le leggi naturali, quali manifestazione della sua infinita sapienza, da dove si sprigiona la vita, la luce, la forza, il vigore, in una parola, la vita, mentre nella realtà che va contro la natura e l’amore si scatenano le guerre, gli omicidi, in una parola, avviene la morte qui su questa terra e nell’eternità: “Le guerre regnano nei cuori e nei popoli perché non avete pace e non vedete, figlioli, nel vostro prossimo il fratello”. Parole durissime ma vere! Troviamo tensioni, conflittualità, scontri, attentati, discordie, divisioni, aggressività a non finire, nelle situazioni là dove viviamo e ovunque, nelle famiglie, per la strada, nella società a tutti i livelli.

Davanti a tali espressioni assai forti e realistiche, non dobbiamo fare altro che rientrare in noi stessi, come il figlio prodigo; riconoscere le nostre mancanze, la pigrizia e trascuratezza e alle volte cattiveria e invidia, per rivolgere lo sguardo e il cuore verso la casa del Padre, dove regnano l’amore, la fiducia e la gioia comune. Dobbiamo farci coraggio e mettere in pratica le strigliate materne per giungere alla Pasqua totalmente rinnovati e trasfigurati, non più chiusi nel nostro egoismo, ma ricolmi della carità divina, accolta e vissuta, che ci dona un cuore ardente, un volto radioso, uno sguardo lucente, una speranza indomita, una pienezza di vitalità e di santità.

Il suo ultimo forte appello deve rimanere scolpito nell’animo: “RITORNATE A DIO E ALLA PREGHIERA”. Ascoltiamo questo grido di Maria nostra Madre e viviamolo ogni giorno e ogni momento; lasciamolo risuonare nel nostro intimo come una voce suadente e incoraggiante.

Sì, o Madre. Hai ragione e noi riconosciamo la nostra pochezza e miseria. Non ti stancare di ricondurci alla conversione totale e decisa, senza rimpianti o nostalgie o ripiegamenti in noi stessi o risucchiati dalle realtà passeggere della terra. Aiutaci ad aprire il nostro cuore al Signore Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, per assaporare la dolcezza, la bellezza e l’altezza del loro amore infinito, unica ancora di salvezza. Apri ancora le tue braccia per soccorrerci e non ci lasciare soli. Abbiamo estremo bisogno del tuo affetto materno, della tua vigile protezione, del tuo Cuore Immacolato, rifugio dei peccatori. Proprio ad esso noi ci affidiamo con confidenza filiale e in esso vogliamo dimorare per restare uniti a Te ed essere irrorati dalla tua presenza attenta e operosa. Grazie, o Vergine Maria! Tu sei la nostra stella, tu sei la nostra guida. A te la nostra devozione filiale e il nostro impegno concreto di eseguire quanto ci dici e ci prometti. Amen.

Messaggio a Mirjana del 2 aprile 2019

“Cari figli, come Madre che conosce i suoi figli, so che anelate a mio Figlio. So che anelate alla verità, alla pace, a ciò che è puro e non è falso. Per questo io, come Madre, mediante l’amore di Dio, mi rivolgo a voi e vi invito affinché, pregando con cuore puro ed aperto, conosciate da voi stessi mio Figlio, il suo amore, il suo Cuore misericordioso. Mio Figlio vedeva la bellezza in tutte le cose. Egli cerca il bene, perfino quello piccolo e nascosto, in tutte le anime, per perdonare il male. Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito ad adorarlo, a ringraziarlo continuamente e ad esserne degni. Perché lui vi ha detto parole divine, le parole di Dio, le parole che sono per tutti e per sempre. Perciò, figli miei, vivete la letizia, la serenità, l’unità e l’amore reciproco. Questo è quello che vi è necessario nel mondo di oggi: così sarete apostoli del mio amore, così testimonierete mio Figlio nel modo giusto. Vi ringrazio.”

Commento teologico

Il messaggio esprime tre aspetti essenziali: anzitutto vi è l’affermazione che Maria conosce il cuore dei figli; prosegue con l’invito ad adorare e ringraziare suo Figlio; infine spinge a vivere in serenità e nella comunione fraterna.

1. La Vergine espone semplicemente e affettuosamente che conosce i suoi figli, come una madre vigile, sensibile e attenta. Con le sue dolci parole, che penetrano beneficamente nel nostro animo, ci fa capire che siamo amati da Lei e che Ella ci accoglie tutti nel suo Cuore Immacolato: “Cari figli, come Madre che conosce i suoi figli, so che anelate a mio Figlio. So che anelate alla verità, alla pace, a ciò che è puro e non è falso”. Per noi queste parole sono un vero balsamo di conforto e di incoraggiamento. Contemporaneamente però ci indica il modo e la strada giusta da percorrere, quella di conoscere e amare Gesù suo Figlio e metterlo al centro del nostro cuore: “Per questo io, come Madre, mediante l’amore di Dio, mi rivolgo a voi e vi invito affinché, pregando con cuore puro ed aperto, conosciate da voi stessi mio Figlio, il suo amore, il suo Cuore misericordioso”.

Sono espressioni di alto tenore concettuale e spirituale, in quanto esse rivelano l’animo di suo Figlio, che possiede anche Lui una particolare sensibilità e amore nei nostri confronti, ma noi non sempre ce ne rendiamo conto e sappiamo apprezzarli. Per questa ragione Ella ci vuole condurre a Lui, quale nostro unico Salvatore e Redentore, affinché ne scopriamo tutta la bellezza e ricchezza umana e divina. Ciò avviene soprattutto con la preghiera viva e intensa verso di Lui, in modo da condividere i suoi sentimenti e atteggiamenti. La preghiera, come sappiamo, ci consente di mettere il nostro animo in sintonia con il suo. Allora potremo conoscere direttamente e in profondità la grandezza sconfinata del suo amore, la sua misericordia e giustizia. Si tratta, avverte Lei, di sintonizzarci con il Cuore sacratissimo di Gesù, di percepirne i battiti più reconditi e meravigliosi. Così saremo affascinati e trascinati dalla sua stupenda Persona per essere e restare avvinti a Lui, quale roccia e punto di riferimento preciso e sicuro.

2. Ella prosegue il discorso, spingendoci sempre più intimamente ad entrare in comunione con Gesù. Ci dona alcune pennellate splendenti sulla figura di suo Figlio, affinché anche noi lo amiamo come Lei lo ama con la medesima intensità coinvolgente e ne facciamo una raffigurazione stupenda, che rimane scolpita dentro il nostro animo e diventa la nostra unica sorgente di salvezza terrena ed eterna: “Mio Figlio vedeva la bellezza in tutte le cose. Egli cerca il bene, perfino quello piccolo e nascosto, in tutte le anime, per perdonare il male”. Sono descritti alcuni tratti di incomparabile fascino che ci attraggono e ci immergono nella figura di Gesù, ci lasciano stupefatti e radiosi dallo splendore che emana dalla sua persona, così delicata e attenta ad ogni particolare anche il più piccolo, ma che nella sua luce risplende e si fa prezioso. Accogliamo queste parole nel nostro cuore e meditiamole con attenzione e mettiamole in pratica, in modo che Gesù, con la sua presenza in noi, ci accompagni ogni giorno nella nostra esistenza per essere sostenuti, protetti, guariti, perdonati, vivificati dal suo amore dolcissimo.

Egli infatti sa ritrovare in ciascuno di noi, così miseri e peccatori, gli elementi più buoni e meritevoli, affinché tutto il negativo che è in noi sia allontanato e noi veniamo purificati, liberati e rinvigoriti. Gesù è un divino artista che sa trasformare il male in bene, la nostra piccolezza nella sua grandezza. Ciò ci sospinge a camminare ogni giorno assieme a Lui, nel suo nome santissimo, per raggiungerlo nel suo regno di gloria e di beatitudine eterna. Da qui sorge dal Cuore materno di Maria la sua raccomandazione: “Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito ad adorarlo, a ringraziarlo continuamente e ad esserne degni”. Ella indica tre atteggiamenti che devono albergare in noi: uno è quello di “adorarlo”, in quanto è nostro Dio e Signore; l’altro è quello di “ringraziarlo”, in quanto è nostro Redentore e Salvatore, che ha donato la sua vita per noi fino alla morte in croce; infine dobbiamo “esserne degni”, nel senso che ci impegniamo sempre più ad assimilarci a Lui fino a diventare un solo spirito di verità e di amore, noi in Lui e Lui in noi, come confessa candidamente San Paolo: “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.”

3. In ultimo, come luminosa conclusione, Ella spalanca lo sguardo sul Figlio e vede il valore immenso delle sue Parole, che vengono da Dio quale verità e amore assoluto, e sono portatrici di vita piena, di libertà e di infinito bene: “Perché Lui vi ha detto parole divine, le parole di Dio, le parole che sono per tutti e per sempre”. In effetti le parole di Gesù vanno accolte, capite e vissute, perché sono i fari di luce a cui dobbiamo conformare la nostra vita, i sentimenti e le azioni concrete. Nessun’altra parola può possedere la sua stessa verità e vitalità. Spesso invece noi ascoltiamo e andiamo dietro a tante parole inutili, fatue, menzognere, illusorie, con la stoltezza di crederle veritiere, mentre ci trascinano verso la nullità e meschinità del nostro essere e operare, a discapito dei nostri stessi interessi e vantaggi. Attenzione dunque a non lasciarci illudere e ammaliare dalle chiacchiere che si diffondono nel mondo e che portano angoscia, tenebrosità, confusione e disordine, fino a numerosi disastri a tutti i livelli sociali e personali. Occorre rimanere ancorati alle sue Parole di vita e verità, anche se alle volte resta faticoso e impegnativo.

Si tratta di andare contro corrente. Ma lì sta la nostra unica salvezza per camminare sulla giusta strada e diretta al bene infinito e alla beatitudine eterna. Maria ce lo fa intendere: “Perciò, figli miei, vivete la letizia, serenità, l’unità e l’amore reciproco. Questo è quello che vi è necessario nel mondo di oggi: così sarete apostoli del mio amore, così testimonierete mio Figlio nel modo giusto”. Solo seguendo i suoi consigli materni, noi potremo vivere bene, cioè sereni e fiduciosi, forti e coraggiosi, resistenti e vigorosi, pur passando in mezzo alle vicissitudini burrascose e tormentate. La nostra forza e la nostra luce è dunque Lui, il divino Maestro nostro Signore, Gesù Cristo. A Lui la nostra adesione totale e imperterrita, assieme con Lui staremo al sicuro.

O Vergine Maria, dalle tue parole sempre così vibranti e luminose, ho appreso che tu ci vuoi condurre al tuo Gesù profondamente e radicalmente. Per questo ardisco chiederti un aiuto, perché da solo vedo che non ci riesco, preso come sono da mille cose di questo mondo. Per il tuo Gesù rimane poco o nulla di spazio e di tempo. Aiutami, o Madre cara, a saper ordinare la mia vita quotidiana, in modo che sappia mettere al giusto posto i diversi impegni da portare avanti secondo la loro importanza. Ora la conoscenza e l’amore per Gesù devono stare al primo posto e non all’ultimo o penultimo. Dammi la forza di sapermi conformare a questo ordinamento e non lasciarmi deviare da altre impostazioni che sanno più di terra che di cielo. Liberami dalla mondanità e dallo spirito di vanità e di frivolezza. Intercedi presso lo Spirito Santo affinché mi doni un cuore nuovo e uno spirito nuovo, per essere veramente un cristiano, cioè seguace di tuo Figlio, per diventare autentico apostolo del suo e tuo amore nella Chiesa e nella società. Conto su di te, Madre amorevolissima. Grazie della tua instancabile disponibilità. Amen

  don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

mercoledì 6 marzo 2019

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (51) – Messaggi a Marija del 25 febbraio 2019 ed a Mirjana del 2 marzo 2019

Messaggio a Marija del 25 febbraio 2019

“Cari figli, oggi vi invito alla vita nuova. Non importa quanti anni abbiate, aprite il vostro cuore a Gesù che vi trasformerà in questo tempo di grazia e voi, come la natura, nascerete alla vita nuova nell'amore di Dio e aprirete il vostro cuore al Cielo e alle cose celesti. Io sono ancora con voi perché Dio me lo ha permesso per amore verso di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

Commento teologico

Il messaggio inizia con un invito deciso e lapidario: “Cari figli! Oggi vi invito alla vita nuova”. Ma cosa s’intende per “vita nuova”? Essa sta in opposizione a “vita vecchia”. Per capirne il significato bisogna confrontare i due aspetti. La vita vecchia consiste nel vivere sotto la schiavitù del peccato e della morte, cioè una vita carnale, dedita ai desideri e progetti terreni, intrisa di materialismo e di egoismo, dispersa nelle molte cose fatue del mondo, ristretta entro l’orizzonte puramente umano e legato all’esistenza passeggera di questa terra, con gli occhi bendati, senza alcuna aspirazione o apertura alla vita futura dopo la morte, che oltrepassa i confini terreni e offre la gioia di una felicità e beatitudine eterne. Invece la vita nuova sta nel passaggio ad un modo di pensare e agire in conformità alla Parola e allo Spirito di Dio, che viene dal cielo e che si è rivelato in Cristo, il Verbo incarnato, e che ci ha condotto alla libertà dei figli di Dio. Ciò significa che, liberati dal peccato e dalla morte, rinvigoriti dalla grazia divina, siamo stati rigenerati, cioè rinati non più dal sangue e dalla carne umani, ma dalla divina potenza che ci ha introdotti ad una vita intessuta di valori spirituali, che donano una vera rinascita, effettuata in noi dallo Spirito Santo al momento del battesimo, riconfermata e rafforzata nella cresima e continuamente irrorata e santificata dal sacramento della confessione e in particolare accresciuta dalla santa eucaristia quale nutrimento del corpo e del sangue di Gesù.

Con la vita nuova dunque non siamo più schiavi della carne ma liberi e fiduciosi della potenza dello Spirito di Dio, che ha iniettato in noi un germe d’immortalità. Il cristiano non può più ripiombare e lasciarsi incatenare dalla vecchia vita mondana, ma deve impostare la propria esistenza nel suo insieme sotto il flusso benefico della dimensione spirituale, che lo rende libero figlio del Padre celeste e configurato a Cristo, quale sua immagine e similitudine, mentre viene santificato dallo Spirito Santo. Ciò non comporta il distacco dagli impegni concreti della vita quotidiana e dai problemi e difficoltà connessi, ma semplicemente e felicemente causa la forza e la luce di affrontare ogni realtà non più con le nostre deboli possibilità ma con la grazia divina che ci sorregge, ci accompagna e ci fa superare gli ostacoli con serenità e fiducia.

La Vergine ci fa comprendere come sia meravigliosa e fruttuosa la vita nuova in Cristo sotto la mozione dello Spirito Santo. Dice che essa non è limitata nel tempo e nello spazio e pertanto può essere intesa come un cammino costante attraverso le diverse tappe e situazioni della nostra esistenza terrena: “Non importa quanti anni abbiate, aprite il vostro cuore a Gesù che vi trasformerà in questo tempo di grazia”. Come si vede non è questione di età giovanile o anziana, ma di apertura interiore all’amore di Gesù, che entra dentro di noi con la potenza e la dolcezza del suo Spirito, per renderci creature sempre più pulite, sagge, mature, illuminate, aperte all’amore verso Dio e versi i fratelli. La Vergine parla di una trasformazione, in quanto il nostro essere viene trasfigurato con la grazia divina e acquista una eccelsa nobiltà perché diviene partecipe della medesima dignità di Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo. Noi siamo diventati figli di Dio nel figlio Gesù. Quale mirabile trasformazione si attua in noi! L’importante è saperla accogliere, rendercene conto e corrispondere con la nostra disponibilità e apertura d’animo.

Per farci capire ancora meglio e in maniera più semplice, la Vergine porta l’esempio della natura, che a primavera rinasce e rifiorisce e nell’estate produce frutti copiosi: “Voi, come la natura, nascerete alla vita nuova nell’amore di Dio e aprirete il vostro cuore al Cielo e alle cose celesti”. La vita nuova è fatta di una continua metamorfosi, passando dalla sterilità e freddezza dell’inverno alla vitalità e fertilità della primavera ed estate. Non restiamo prigionieri delle tenebre e nella morte, ma lasciamoci colmare dalla luminosità e freschezza della vita nuova in Cristo. Non dobbiamo fare altro che renderci disponibili all’amore dolcissimo di Gesù e del Padre suo, che ci avvolge della sua grazia e potenza per superare ogni ostacolo e difficoltà nel cammino quotidiano, in cui siamo inseriti ed assorbiti ma non soggiogati. Egli soprattutto ci plasma soavemente ed efficacemente, come un divino scultore, attraverso l’opera dello Spirito Santo, affinché veniamo scolpiti in conformità alla sua bellezza e santità. In fondo a noi spetta di lasciar fare al divino Artefice per portare a termine la sua opera in ciascuno di noi, in modo da non ostacolarla o rallentarla o addirittura interromperla. Di fatto è facile essere riassorbiti dalla vecchia vita della carne e ritornare alla chiusura e durezza del cuore, mentre dobbiamo arricchirci costantemente del suo divino amore e di frutti abbondanti per il bene nostro e degli altri, per diffondere la fede e la gioia sulla faccia della terra così rattristata e dolente.

A modo ci conclusione, la Vergine Maria ribadisce l’utilità della sua presenza in mezzo a noi, suoi figli amati, in vista precisamente di risvegliarci e scuoterci dal nostro torpore spirituale per far entrare in noi la luce e il calore di suo Figlio, la sua Parola di verità e di vita: “Io sono ancora con voi perché Dio me lo ha permesso per amore verso di voi”. La cosa più interessante sta nel fatto che Ella continua a starci accanto per eseguire propriamente la volontà divina, cioè in obbedienza al Padre celeste. Dietro di Lei e con Lei e per mezzo di Lei è Dio stesso che intende ravvivare in noi il suo Spirito e vivere da veri, docili, amorevoli figli suoi. Colmi del suo amore, avvolti dal suo manto materno e sorretti dalle sue braccia, veniamo liberati e guariti dalla nostra cattiveria e sottratti alla schiavitù della vecchia vita mondana. Per questo non possiamo fare altro che ammirarla, ascoltarla, amarla ed essere obbedienti ai suoi materni e provvidi incoraggiamenti.

Grazie, Madre santa. Quello che ci sorprende è che tu non ti stanchi di venire in mezzo a noi e di ripeterci i tuoi suggerimenti molto preziosi. Ma noi che ne facciamo? Mi sembra di sentire le parole del tuo Figlio risorto ai discepoli di Emmaus. duri di cuore e tardi a credere. Noi siamo proprio come quei due discepoli. Aspettiamo i tuoi messaggi, li trascriviamo, li diffondiamo, ma poi che cosa ne facciamo di essi? Restano scritti là sul cellulare o sulla carta, ma non arrivano al nostro animo. Perdonaci, o Madre pietosa! Tu ci inviti a vivere oggi, cioè in questo preciso momento, la vita nuova. Ma noi rimandiamo, tardiamo, ci dissipiamo e restiamo prigionieri della vecchia misera vita di poveri errabondi afflitti e dolenti. Da oggi, cioè da questo momento, vogliamo riscuoterci e risanarci, liberarci dai nostri egoismi e lasciarci inondare dalla tua luce celeste, in cui ti mostri e ci attiri per essere fedeli discepoli e seguaci del tuo amatissimo Figlio Gesù. Ti promettiamo di farlo e tu donaci una mano per attuarlo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen

Messaggio a Mirjana del 2 marzo 2019

“Cari figli, vi chiamo apostoli del mio amore. Vi mostro mio Figlio, che è la vera pace ed il vero amore. Come Madre, mediante la grazia divina, desidero guidarvi a lui. Figli miei, per questo vi invito ad osservare voi stessi partendo da mio Figlio, a guardare a lui col cuore ed a vedere col cuore dove siete voi e dove sta andando la vostra vita. Figli miei, vi invito a comprendere che vivete grazie a mio Figlio, mediante il suo amore e il suo sacrificio. Voi chiedete a mio Figlio di essere clemente con voi, ma io invito voi alla misericordia. Gli chiedete di essere buono con voi e di perdonarvi, ma da quanto tempo io prego voi, miei figli, di perdonare ed amare tutti gli uomini che incontrate! Quando capirete col cuore le mie parole, comprenderete e conoscerete il vero amore, e potrete essere apostoli di quell’amore, miei apostoli, miei cari figli. Vi ringrazio!”.

Commento teologico

La tematica centrale è posta sull’azione materna di Maria: mostrare il Figlio suo, che costituisce il fulcro della fede e della vita cristiana: “Cari figli, vi chiamo apostoli del mio amore. Vi mostro mio Figlio, che è la vera pace ed il vero amore”. Ogni cristiano e seguace di Cristo, sua immagine e similitudine, suo discepolo e testimone, suo intimo amico, condividendo la medesima condizione di essere figlio di Dio, non per natura, ma per partecipazione e derivazione dalla filiazione divina di Gesù. Tra Gesù e il cristiano sussiste uno strettissimo rapporto di reciproca conoscenza e donazione, di un totale interscambio di idee, progetti, azioni, sentimenti, parole, atteggiamenti, gesti. In fondo si tratta di un vero raccordo interpersonale di amore risanante e rigenerante, portatore di ogni bene e fonte di impeto apostolico e zelo missionario. Il cristiano può essere considerato il prolungamento visibile di Cristo nel mondo, il suo strumento di diffusione del vangelo e di annuncio della vita nuova vissuta nella luce e nella grazia di Cristo. In altre parole il cristiano può essere detto “alter Christus”, cioè un altro Cristo, in forza propriamente del battesimo. Da qui lo stretto legame tra l’uno e l’altro, per cui il cristiano viene chiamato “apostolo” dell’amore verso di Cristo e, prima ancora, dell’amore di Cristo verso di noi; egli cioè non è altro che l’espressione concreta e tangibile della presenza di Gesù in mezzo alle creature umane.

Per questa ragione il compito di sua e nostra Madre è quello precisamente di stringere sempre più profondamente il legame tra noi, figli suoi, e il Figlio suo santissimo, per farcelo conoscere e soprattutto amare sopra ogni altra persona: “Come Madre, mediante la grazia divina, desidero guidarvi a Lui”. Da molto tempo Ella insiste, riproponendo questo itinerario per avvicinarci a Cristo, in modo da essere uniti a Lui, immersi nel suo amore e di riflesso essere suoi testimoni veraci e credibili, portatori della sua Parola di vita in un mondo in cui regna il disordine, la morte spirituale, il peccato, la cattiveria. Oggi esiste questa urgenza di portare Cristo tra gli uomini, altrimenti i tempi difficili e burrascosi ci portano verso l’abisso del male e della distruzione. Ovunque si diffonde ampiamente, in modo implicito o esplicito, più o meno velatamente, la tendenza anticristica, quale atteggiamento di opposizione e di bestemmia contro di Lui o anche di indifferenza totale o addirittura di aggressività violenta e sanguinaria. Non si tratta di esagerazioni o di pessimismo avvilente, quanto invece di vigilanza e attenzione per affrontare la situazione e saperla vedere e vivere nella luce radiosa di Gesù. Di fatto si vede bene come il mondo, sia a livello ideologico sia pratico, vuole estromettere e gettare fuori dalla società il Signore Gesù. Una situazione terrificante che non può essere sottaciuta o dimenticata e accantonata come irrilevante. Occorre usare le armi spirituali per trattenere l’assalto dell’anticristo e rifiutare decisamente e chiaramente la mentalità mondana e dissacrante. I richiami della Madre Celeste sono del tutto opportuni ed utili e non debbono essere sottovalutati.

A tale scopo Ella ci invita a renderci conto di quanto accade, avendo gli occhi aperti e l’animo forte e coraggioso per seguire le tracce salutari di Cristo. Fa notare con realismo che noi viviamo proprio per la grazia di suo Figlio e possiamo sopravvivere in forza del suo amore. Ci esorta a fare un serio esame di coscienza: “Figli miei, per questo vi invito ad osservare voi stessi partendo da mio Figlio, a guardare a Lui col cuore e a vedere col cuore dove siete voi e dove sta andando la vostra vita”. Le sue parole, pur intessute di amore materno, ci indicano chiaramente che non possiamo vivere e agire in modi e luoghi diversi da dove e da come insegna suo Figlio, creando una profonda dissociazione tra noi e Lui. Ciò sarebbe la nostra rovina totale, la perdita della vita e della salvezza. Dobbiamo riflettere su quanto Maria ci sprona in modo che non ci allontaniamo da Cristo e non ci disperdiamo dietro la menzogna e le tenebre del peccato e dell’errore.

Per combattere ed evitare tale pericolo la Vergine giustamente ci fa notare che soltanto con la grazia divina è possibile restare avvinti a Cristo, il quale ha dato la vita per ciascuno di noi nella morte in croce con il suo amore infinito: “Figli miei, vi invito a comprendere che vivete grazie a mio Figlio, mediante il suo amore e il suo sacrificio”. Senza Gesù non possiamo fare nulla; Lui ci offre forza, luce, amore, amore, amore … Perché ce ne dimentichiamo e lo perdiamo di vista e in particolare lo allontaniamo dal nostro cuore? Purtroppo siamo ingrati, smemorati, chiusi alla riconoscenza e alla gratitudine verso di Lui, nostro amorevolissimo salvatore e redentore. Riconosciamolo sinceramente e umilmente, per essere nuovamente abbracciati dal suo Cuore sacratissimo.

Segue un forte rimprovero che Maria rivolge ai suoi figli e apostoli: “Voi chiedete a mio Figlio di essere clemente con voi, ma io invito voi alla misericordia. Gli chiedete di essere buono con voi e di perdonarvi, ma da quanto tempo io prego voi, miei figli, di perdonare e amare tutti gli uomini che incontrate”. Queste parole ci feriscono il cuore, perché fanno vedere la nostra infedeltà e incoerenza, ponendoci in discordanza verso suo Figlio, che ci perdona ogni volta delle nostre debolezze, ma noi invece serbiamo rancore e vendetta ai nostri fratelli che ci fanno dei torti. Noi ci comportiamo esattamente al contrario di come Lui si comporta. Il brutto è che ciò succede molto spesso e facilmente da parte nostra. Pertanto dobbiamo fare maggiore attenzione e comportarci da figli devoti, obbedienti e docili nei confronti di una Madre così benevola e paziente. Quanta miseria portiamo dentro di noi! Veramente e concretamente occorre risvegliarci e renderci pronti ad amare con tutte le nostre forze il prossimo e ogni essere umano con cui abbiamo qualche rapporto familiare o sociale o interpersonale. Via da noi i contrasti, le invidie, i rancori, la durezza d’animo. Via da noi la legge del taglione, ma unicamente compassione, amore, quell’amore sincero, paziente e impegnativo, come ha fatto Cristo verso di noi. Altrimenti siamo degli incoscienti e diventiamo una contro testimonianza cristiana. Povero Gesù! Quanta ingratitudine e insensibilità da parte nostra.

Ne deriva una stimolante conclusione del messaggio, su cui bisogna riflettere e agire conseguentemente: “Quando capirete col cuore le mie parole, comprenderete e conoscerete il vero amore e potrete essere apostoli di quell’amore, miei apostoli, miei figli. Vi ringrazio”. La Vergine ci sospinge con tanta delicatezza e dolcezza, chiamandoci ripetutamente suoi figli e apostoli, a mettere in pratica seriamente le sue parole, in quanto se non le accogliamo e non le pratichiamo, noi siamo incapaci di trasmettere il suo amore e la sua generosità. L’apostolo convinto e laborioso è colui che, dopo aver ascoltato, meditato e assimilato i richiami insistenti e suadenti di Maria nostra Madre, può essere pronto e coraggioso per annunciare e testimoniare l’amore per Gesù suo Figlio e per noi tutti suoi figli in un abbraccio di sconfinata comunione.

O Maria dolcissima Madre, come sono toccanti e stimolanti le tue parole. Ma è anche vero che tu, da buona educatrice, ci fai capire la nostra inettitudine, ingratitudine e mancanza di compassione, non per scoraggiarci, ma per tenerci fuori dal fango e plasmarci quali tuoi apostoli sinceri e fedeli. L’impresa non è facile per la nostra durezza di cuore, eppure non ci abbandoni e con infinita pazienza ci vieni incontro amabilmente e fortemente. Riempici del tuo amore intenso e instancabile, con la fiducia che prima o poi ci lasciamo avvolgere dal tuo manto materno ed essere abbracciati come tuoi figli diletti. Fa’ che anche noi, nel nostro piccolo, a imitazione di Gesù tuo Figlio, possiamo crescere e maturare per una vita santa ed essere trasmettitori di verità e di amore nel mondo odierno così travagliato. Soprattutto accompagnaci nella vita di ogni giorno là dove viviamo, lavoriamo, soffriamo e gioiamo, nelle nostre case e famiglie, nelle parrocchie e associazioni, per gridare il vangelo a tutti gli uomini e portare loro la salvezza di Cristo, tuo dilettissimo Figlio e nostro amatissimo redentore, a cui sia gloria nei secoli. Amen

    don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

giovedì 7 febbraio 2019

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (50) – Messaggi a Marija del 25 gennaio 2019 ed a Mirjana del 2 febbraio 2019

Messaggio a Marija del 25 gennaio 2019

Cari figli! Oggi, come madre vi invito alla conversione. Questo tempo è per voi, figlioli, il tempo del silenzio e della preghiera. Perciò, nel calore del vostro cuore cresca il chicco della speranza e della fede e voi, figlioli, di giorno in giorno sentirete il bisogno di pregare di più. La vostra vita diventerà ordinata e responsabile. Comprenderete, figlioli, di essere passeggeri qui sulla terra e sentirete il bisogno di essere più vicini a Dio e con l’amore darete testimonianza della vostra esperienza dell’incontro con Dio, che condividerete con gli altri. Io sono con voi e prego per voi ma non posso senza il vostro Si. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico

Il messaggio è presentato in un riquadro con due cornici, una all’inizio e l’altra alla fine, dentro le quali prende significato il messaggio, che si può dividere in due parti: la prima riguarda il nostro tempo da dedicare al silenzio e alla preghiera; la seconda indica la testimonianza della nostra sincera e profonda unione con Dio da fare verso gli altri.

1. Cornice iniziale e finale. Si vede bene che la Vergine segue un discorso ben articolato. Ella inizia ricordando il suo atteggiamento materno e, senza tanti preamboli, indica subito lo scopo delle sue parole, che è la nostra conversione: “Cari figli, come madre vi invito alla conversione”. Ciò significa che le sta a cuore che noi, suoi figli e apostoli, dobbiamo costantemente impegnarci per attuare la nostra conversione, che non si fa una volta soltanto nella vita, ma va riproposta e rinnovata ogni giorno. Si sa che la conversione non è altro che cambiare rotta quotidianamente, perché siamo sospinti e tentati di ricadere nella situazione e nella mentalità materialista ed edonistica del mondo. In effetti è molto facile, alle volte senza rendercene conto, ad essere sopraffatti dagli affari e problemi terreni, che pur ci sono, ma a causa dei quali purtroppo ci lasciamo prendere da una così forte ansia e preoccupazione da perdere la serenità e la fiducia, allontanandoci dalla preghiera e dalla comunione con Dio, e sprofondando in agitazione e tensione, che poi produce nervosismo, conflittualità con noi stessi e con i nostri vicini. In certo modo veniamo meno al nostro equilibrio interiore e restiamo oppressi dal disorientamento e dalla confusione, nonché dalla rabbia o dalla depressione, alle volte fino alla disperazione.

Si perde il ben dell’intelletto e ci si lascia trascinare e travolgere da gesti e parole dissennate e aggressive. Da qui il richiamo della Vergine a cambiare rotta, vale a dire convertirci, cioè a ricuperare, alzando lo sguardo al Cielo, la comunione con Dio, con alcuni momenti di sosta e di raccoglimento, per ritrovare le linee maestre del nostro cammino cristiano. Pertanto la nostra Madre vigile e attenta fa tornare alla mente e nel cuore la necessità di risvegliarci e di ritrovare la luce che promana da Cristo e dalla sua santa Parola e dalla sua grazia. Senza di Lui non possiamo fare nulla, anzi le forze avverse ci sovrastano e ci schiacciano.

Alla fine, nelle ultime parole del messaggio, la Vergine conclude con accenti di incoraggiamento e di sostegno, dicendo che sta con noi e prega per noi: “Io sono con voi e prego per voi ma non posso senza il vostro sì”. Questa frase ci offre un grande conforto e riapre la speranza per rinnovare la nostra conversione, cioè la nostra adesione totale al suo materno volere. In effetti le sue parole cadono nel vuoto se non sono corrisposte dalla nostra corrispondenza piena con un sì: vogliamo renderci docili al tuo richiamo, nella disponibilità concreta ad essere fedeli e docili tuoi figli. Come sono importanti tali suggerimenti materni per noi, che spesso siamo in attesa dei suoi messaggi, li divulghiamo celermente su WhatsApp. Ma poi li lasciamo morire lì, sul cellulare, senza farli calare nel nostro intimo e soprattutto nella nostra vita. Che figli siamo?

2. Il tempo del silenzio e della preghiera. Nella parte centrale del messaggio, Maria spiega, in maniera didattica molto chiara e semplice, cosa dobbiamo fare per realizzare ogni volta la nostra conversione. Ci dice di trovare, pur in mezzo al lavoro e agli impegni, un tempo e un luogo di raccoglimento e di intimità col Signore: “Questo tempo è per voi, figlioli, il tempo del silenzio e della preghiera”. Come sono necessari e vitali questi due aspetti, che formano la condizione indispensabile per non lasciarci travolgere dal chiasso, dal trambusto e dalla mondanità della società odierna! Il silenzio comporta la forza di far tacere ogni rumore che ci assorbe e ci disturba così profondamente da lasciarci sempre nella distrazione e dissipazione, che fa male non solo allo spirito ma anche alla psiche e al fisico, distruggendo la salute e la quiete del cuore. Tuttavia il silenzio non deve rimanere vuoto e insignificante, tanto fa farci paura, ma va riempito con la preghiera, cioè con la unione interiore e forte con Gesù, che ci calma e ci acquieta, colmandoci del suo amore e della sua luce veritiera. In tal modo noi restiamo saldi e lucidi per affrontare ogni situazione, rimanendo avvinti alla sua grazia e forza. Non si dica, come spesso avviene, che non abbiamo il tempo di fermarci e raccoglierci, quando lo troviamo per ogni altra cosa più futile e anche dannosa. Perché siamo così ipocriti e dissennati?

Inoltre Ella elenca i frutti benefici e salutari prodotti dal raccoglimento e dalla unione con Dio: “Perciò nel calore del vostro cuore cresca il chicco della speranza e della fede e voi, figlioli, di giorno in giorno sentirete il bisogno di pregare di più”. I frutti sono molto preziosi: anzitutto il cuore riprende calore e vigore, entusiasmo e vitalità; poi cresce il seme della speranza, spalancando davanti alla nostra mente orizzonti luminosi e vasti, che ci rincuorano e ci donano la gioia di vivere e di andare avanti nel nome del Signore; accanto alla speranza fiorisce la fede, cioè l’affidamento filiale al Padre celeste e alla sua potenza e sapienza, per essere sorretti e rafforzati sia nel fisico sia nello spirito. Per questa ragione di giorno in giorno sentiamo sempre più il bisogno di silenzio e di preghiera. Un cristiano che non prega è destinato alla perdita di ogni spiraglio di entusiasmo e di incitamento per il futuro. Invece con la preghiera otterremo una vita armoniosa e gioiosa: “La vostra vita diventerà ordinata e responsabile”. In tal modo raggiungiamo una vera maturazione umana e spirituale, diventando persone stabili e vigorose, senza essere più sballottate dai venti marosi e turbolenti ma saldamente ancorate a Cristo.

3. La testimonianza agli altri dell’incontro con Dio. Nella seconda parte del messaggio, anch’essa molto significativa, sono considerate le conseguenze pratiche della nostra conversione quotidiana. Anzitutto la Vergine ci richiama a renderci conto che siamo pellegrini su questa terra e non possiamo restare prigionieri di questo mondo caduco. “Comprenderete, figlioli, di essere passeggeri qui sulla terra e sentirete il bisogno di essere più vicini a Dio“. Occorre un certo distacco dai beni materiali e fugaci per essere maggiormente avvinti ai valori celesti ed eterni, cioè a Dio stesso, nel suo mistero di amore e di verità. Ancorati a Lui non ci perdiamo nella confusione di pensieri, sentimenti e azioni malvagie e stolte, ma saremo irrorati dalla grazia divina. E ricolmi di tale pienezza di vita e di bontà, potremo diventare noi stessi trasmettitori e strumenti, affinché l’amore di Dio possa essere effuso nel cuore di tanti nostri fratelli e sorelle: “Con l’amore darete testimonianza della vostra esperienza dell’incontro con Dio, che condividerete con gli altri”.

Possiamo constatare con evidenza come la vita odierna, a tutti i livelli e a tutte le età e condizioni, sia intrisa di sofferenza, di solitudine e amarezza, sia nelle malattie fisiche sia nei disagi interiori. Non basta il denaro, il lusso, le comodità, i divertimenti…a soddisfare tutte le esigenze del nostro essere, anzi ci accorgiamo che proprio essi alla fine ci rendono insicuri, insoddisfatti e scontenti. Da qui la necessità che le creature umane trovino altre persone che sappiano comunicare la quiete del cuore, la pienezza dell’amore e la luce della verità, per offrire la certezza che anche le più atroci sofferenze, se vissute nella fede e nell’offerta a Gesù, diventano portatrici di bene per tutti e acquistano il valore incommensurabile di serenità, nella crescita e maturazione per una vita migliore sotto tutti i punti di vista e soprattutto una vita immortale e beata, non più soggetta alla morte e al male.

O Vergine, donaci la tua materna protezione e allontana da noi il disordine del peccato e di ogni male che possa allontanarci da Te, o Madre buona, a cui vogliamo donare tutto il nostro amore filiale e il nostro impegno di esserti fedeli. Ti siamo grati della instancabile pazienza e benevolenza con cui ci ammaestri e ci accompagni. Grazie per essere in mezzo a noi.

    

Messaggio a Mirjana del 2 febbraio 2019

Cari figli, l’amore e la bontà del Padre Celeste danno delle rivelazioni che fanno sì che la fede cresca, venga spiegata, porti pace, sicurezza e speranza. Così anch’io, figli miei, per l’amore misericordioso del Padre Celeste, vi mostro sempre di nuovo la via a mio Figlio, all’eterna salvezza; purtroppo, però, molti miei figli non vogliono ascoltarmi. Molti miei figli esitano. Ma io, io, nel tempo ed oltre il tempo, ho sempre magnificato il Signore per tutto quello che ha fatto in me e per mezzo di me. Mio Figlio si dà a voi, spezza il pane con voi, vi dice parole di vita eterna perché le portiate a tutti. E voi, figli miei, apostoli del mio amore, di cosa avete paura, se mio Figlio è con voi? Mostrategli le vostre anime, affinché egli possa essere in esse e possa rendervi strumenti di fede, strumenti d’amore. Figli miei, vivete il Vangelo, vivete l’amore misericordioso verso il prossimo; ma soprattutto vivete l’amore verso il Padre Celeste. Figli miei, non siete uniti per caso. Il Padre Celeste non unisce nessuno per caso. Mio Figlio parla alle vostre anime, io vi parlo al cuore. Come Madre vi dico: incamminatevi con me! Amatevi gli uni gli altri, testimoniate! Non dovete temere di difendere col vostro esempio la verità, la Parola di Dio, che è eterna e non cambia mai. Figli miei, chi opera nella luce dell’amore misericordioso e della verità, è sempre aiutato dal Cielo e non è solo. Apostoli del mio amore, vi riconoscano sempre fra tutti gli altri per il vostro nascondimento, l’amore e la serenità. Io sono con voi. Vi ringrazio.”

Commento teologico

Il messaggio contiene un tema centrale che può essere indicato con questi termini: Il cammino cristiano con Maria. Esso abbraccia quattro parti: 1. L’amore e la bontà del Padre celeste; 2. La missione materna di Maria; 3. Vivere il Vangelo con il cuore; 4. Difendere e testimoniare la verità.

1. L’amore e la bontà del Padre celeste. La Vergine inizia rivolgendo il suo sguardo e il suo pensiero a Dio Padre: “Cari figli, l’amore e la bontà del Padre celeste danno delle rivelazioni che fanno sì che la fede cresca, venga spiegata, porti pace, sicurezza e speranza”. Con queste parole Ella indica che la fonte di ogni vero bene, a qualsiasi livello, sta proprio nel cuore del Padre, che effonde il suo amore verso di noi suoi piccoli e deboli figli. Il suo grande e potente amore costituisce la sorgente che porta guarigione alle ferite del nostro cuore e ci apre l’animo verso una speranza viva e soprattutto dona un rafforzamento della fede. Sapere che un tale benevolo e provvidente Padre ci accoglie e ci ama teneramente come suoi figli, offre alla nostra debolezza un forte sostegno e una sicurezza psichica e spirituale che si estende poi ai nostri rapporti verso gli altri in una libera e benefica espansione sociale e fraterna.

La Vergine inoltre ricorda che lei segue gli stessi passi del Padre, mostrandosi a noi quale Madre premurosa e generosa: “Così anch’io, figli miei, per l’amore misericordioso del Padre celeste, vi mostro sempre di nuovo la via a mio Figlio, all’eterna salvezza”. L’aspetto di rilievo è dato dal fatto che Ella fa capire a noi suoi figli che la strada da percorrere è una sola: seguire fedelmente e docilmente il Figlio, la sua Parola vitale, fissando il nostro sguardo, particolarmente il nostro cuore, su di Lui che ci rivela precisamente la verità e l’amore dolcissimo di suo e nostro Padre. Per questa ragione non dobbiamo mai distaccarci da Gesù, ma essere sempre avvinti a Lui, come i tralci alla vite, i rami all’albero. Questo pensiero ritorna insistentemente nei messaggi mariani, come fosse l’assillo del suo Cuore materno. Ma noi ascoltiamo le sue pressanti parole? Le facciamo nostre? Le viviamo in modo che divengano anima della nostra anima? E Gesù è veramente la persona a cui mostriamo tutto il nostro affetto e nelle cui braccia ci abbandoniamo fiduciosamente? Purtroppo noi dobbiamo riconoscere sinceramente che non ce ne curiamo e andiamo dietro ai nostri progetti meschini, immersi come siamo nella mentalità mondana: “Purtroppo, però, molti miei figli non vogliono ascoltarmi. Molti miei figli esitano”. Parole amare e deludenti per la Madre nostra!

2. La missione materna di Maria. La Vergine, a questo punto, apre il suo animo e dichiara il suo stile di vita spirituale: “Ma io, io, nel tempo ed oltre il tempo, ho sempre magnificato il Signore per quello che ha fatto in me e per mezzo di me”. La sua caratteristica fondamentale sta precisamente nel volgere il suo sguardo filiale e umile verso il Padre celeste, glorificando la bontà di Dio nei suoi confronti. Veramente Lei è la creatura che, più di ogni altro, è stata avvolta e ricolmata dalla grazia divina in pienezza, per essere resa degna di diventare la Madre del Figlio di Dio incarnato. Ciò Ella lo dice per stimolare il nostro modo di procedere nel cammino cristiano: la prima cosa da mettere nei nostri impegni quotidiani sta nella lode e nel ringraziamento al Padre misericordioso, che riversa su di noi il suo amore immenso e sconfinato. Noi però siamo così distratti e figli ingrati che facciamo fatica ad esprimere con semplicità filiale il nostro grazie al Padre buono e pietoso. In fondo, anziché vivere la sua presenza paterna in noi, lo consideriamo un essere lontano e distaccato, riverso su sé stesso e dimentico dei suoi figli abbandonati nelle loro difficoltà. Come siamo insensibili e duri di cuore! Poi ci lamentiamo che Egli non ci ascolta e ci lascia da soli a tribolare, mentre siamo noi che ci dimentichiamo di Lui e viviamo non come figli amorevoli e affettuosi ma sbadati ed egoisti, irriconoscenti e irriverenti.

La Vergine continua a ricordare gli interventi divini per farci comprendere le azioni che suo Figlio compie a totale nostro vantaggio e per il nostro bene: “Mio Figlio si dà a voi, spezza il pane con voi, vi dice parole di vita eterna perché la portiate a tutti”. Lui ci nutre del suo corpo e del suo sangue versato sulla croce, ci conforta e ci illumina con la sua Parola di vita e di luce eterna, per renderci testimoni veraci del suo amore e della sua verità. Ma anche in questo caso restiamo ingrati e chiusi nel nostro egoismo, privi di affetto e docilità nei suoi confronti: “E voi, figli miei, apostoli del mio amore, di cosa avete paura, se mio Figlio è con voi? Mostrategli le vostre anime. Affinché Egli possa essere in esse e possa rendervi strumenti di fede, strumenti di amore”. Di nuovo la Madre ci richiama a svolgere i nostri compiti di cristiani, per essere ricolmi dell’amore verso il Figlio e di una estrema gratitudine verso di Lui. Noi invece abbiamo paura, nel senso che ci sentiamo soli, privi del suo aiuto e della sua grazia, mentre Lui è sempre con noi. Dove sta la nostra fede e fiducia in Gesù? La Vergine non ha torto a farci riflettere seriamente e serenamente sul nostro modo di essere e vivere da veri e convinti cristiani.

3. Vivere il Vangelo con il cuore. La Vergine si esprime in modo semplice ma profondo, con un linguaggio vivo e incisivo: “Figli miei, vivete il Vangelo vivete l’amore misericordioso verso il prossimo; ma soprattutto vivete l’amore verso il Padre celeste”. Cosa significa vivere il Vangelo? In senso generico vuol dire: mettere in pratica quello che è scritto nel Vangelo. Più specificamente occorre tener presenti due aspetti essenziali: anzitutto per praticare il Vangelo si richiede che esso sia ascoltato, accolto dentro di noi, meditato, compreso nel suo valore più vero e giusto. In altre parole, significa farlo proprio, assimilarlo in maniera integrale e non prendere solo alcuni elementi che mi fanno comodo e trascurare altri che sono più scomodi. Invece tutto il Vangelo diventa vita della mia vita, nutrimento del mio essere, della mia mente e della mia volontà. Da qui deriva il secondo aspetto che consiste nel travasare il Vangelo meditato nelle azioni quotidiane della nostra esistenza, sia per quello che facciamo per noi sia per quanto facciamo agli altri e anzitutto a Dio il Padre. In fondo il Vangelo non è altro che la Parola di Dio incarnata, cioè Cristo Signore in persona.

Ne segue che vivere il Vangelo comporta vivere Cristo, cioè in Cristo, con Cristo e per Cristo in ogni momento sia bello sia brutto, sia gioioso sia doloroso. Con ciò Gesù deve occupare tutto il nostro modo di comportarci, mettersi al nostro fianco e dentro di noi, cosicché Egli viva e operi in noi e attraverso di noi. Tra Lui e noi si stabilisce un rapporto così stretto e vitale, che Gesù e ciascuno di noi formiamo un solo Spirito di verità e di amore. Come Lui ha amato il Padre suo, così anche noi dobbiamo amare il Padre nostro; come Lui ha agito verso gli altri, così anche noi dobbiamo fare. Restiamo due persone distinte, io e Lui, ma uniti spiritualmente, in modo da condividere sentimenti, pensieri, atteggiamenti, intenzioni, progetti, scelte in perfetta sintonia. In questo consiste vivere il Vangelo, come la Madonna afferma: “Figli miei, non siete uniti per caso. Il Padre celeste non unisce per caso. Mio Figlio parla alle vostre anime, io vi parlo al cuore”.

Le ultime parole sono di una stupenda bellezza, facendo intendere che il nostro cuore viene irrorato e illuminato da Gesù e da Maria. Non siamo più da soli nel nostro esistere e operare, ma con noi ci sono sempre loro, il Figlio e sua Madre. Naturalmente si richiede una intensa comunione tra il mio piccolo e debole essere e il loro essere santo e luminoso. Una mirabile effusione tra il loro Cuore e il mio cuore. Che cosa di più affascinante e fruttuoso?

4. Diffondere e testimoniare la verità. Questo è l’ultimo aspetto del messaggio: “Come Madre vi dico: incamminatevi con me! Amatevi gli uni gli altri, testimoniate! Non dovete temere di difendere col vostro esempio la verità e la Parola di Dio, che è eterna e non cambia mai”. Ciò costituisce come il sigillo del suo discorso, la conclusione chiara e impegnativa, nel senso che stando assieme a Gesù e a Maria, noi ci incamminiamo sulle strade del mondo, sorretti e guidati da loro. Così soltanto possiamo essere testimoni efficaci, facendo presa nell’animo dei fratelli e sorelle che incontriamo ogni giorno e con i quali ci troviamo assieme. Per questa ragione non dobbiamo avere paura, ma essere coraggiosi e costanti nel porgere agli altri lo stesso amore e la stessa verità che è entrata in noi: “Figli miei, chi opera nella luce dell’amore misericordioso e della verità, è sempre aiutato dal Cielo r non è solo”.

Non siamo mai soli. Questa certezza ci dona un incentivo energetico per non cadere nella solitudine e mestizia, ma per essere fiduciosi e audaci nel relazionarci con il nostro prossimo. Con un tale equipaggiamento possiamo veramente non temere né restare confusi e inoperosi. In ultimo la Vergine si congeda con una delicata espressione di affetto nei nostri confronti: “Apostoli del mio amore, vi riconoscano sempre fra tutti gli altri per il vostro nascondimento, l’amore e la serenità. Io sono con voi”. Che vogliamo di più? A noi spetta il compito delicato e prezioso di trasfondere nell’umanità, così dolente e bisognosa di conforto e verità, quello stesso amore e quella stessa verità che il Vangelo ci ha donato e che la Vergine ci ricorda.

O Madre cara, quanto sei buona e provvida verso di noi, misere creature che tu chiami figli tuoi. Nelle tue parole hai ripetuto numerose volte questo appellativo dolcissimo “figli miei e miei apostoli”. Eppure ci hai fatto capire che noi siamo tardi a credere e duri di cuore. Perdonaci e abbi pietà di noi, o Madre clemente e pia! Spesse volte facciamo i sordi per non volerti ascoltare, e anche muti per non essere tuoi testimoni evangelizzatori. In forza delle tue parole giuste e sagge, per la tua presenza perseverante in mezzo a noi, noi restiamo sorpresi e meravigliati, insieme contenti e felici delle tue cure materne instancabili. Ci chiediamo per quale ragione Tu sia così premurosa e solerte nei nostri confronti. Non troviamo altra risposta che il tuo amore grandissimo per tuo Figlio Gesù e che tu vuoi inculcare al nostro cuore. Ebbene ti promettiamo con tutta la nostra forza di volerti ascoltare per essere anche noi colmi di amore verso di Lui assieme con te, Madre nostra, e con il tuo aiuto. A Cristo Gesù eleviamo con tutto il cuore la nostra gloria, onore e gratitudine, il nostro totale amore ora e sempre nei secoli. Amen

    don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.