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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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domenica 10 dicembre 2017

Commento di Padre Livio al messaggio a Mirjana del 2 dicembre 2017

"Cari figli, mi rivolgo a voi come vostra Madre, la Madre dei giusti, la Madre di coloro che amano e soffrono, la Madre dei santi. Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi. Santi sono coloro che amano immensamente il Padre Celeste, coloro che Lo amano al di sopra di tutto. Perciò, figli miei, cercate di essere sempre migliori. Se cercate di essere buoni, potete essere santi, anche se non pensate questo di voi. Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità.  In questo mondo inquieto, colmo di minacce, le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia. A me, figli miei, regalate il Rosario, le rose che tanto amo! Le mie rose sono le vostre preghiere dette col cuore, e non soltanto recitate con le labbra. Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore. Quando era piccolo, mio Figlio mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi e che mi avrebbero portato molte rose. Io non capivo, ora so che siete voi quei figli, che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto, quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri. Queste sono le mie rose! Questa è la fede, che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore; che non si conosca la superbia; che si perdoni sempre con prontezza, senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello. Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare, per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male, per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Figli miei, vi chiedo questo, perché ricordate: pregare significa amare e perdonare. Vi ringrazio!"


Commento di Padre Livio al messaggio del 2 dicembre 2017

È quasi impossibile spiegare questo meraviglioso messaggio della Madonna.

Però vi invito a meditarlo, a leggerlo una o anche più volte al giorno in questa preparazione al Natale, in modo tale che ogni giorno vi soffermiate su un pensiero particolare che nutre il cuore, che lo riscalda, che vi accende la fiamma della preghiera, della fede, della buona volontà.

Questo messaggio, è diviso in tre parti.

La prima parte è dedicata alla Santità.

La seconda parte è dedicata al Rosario, le rose che la Madonna tanto ama e che noi dobbiamo offrirLe. Il Rosario deriva da “rosa”.

La Madonna, quando parla di fiori, fa sempre riferimento alle rose, perché il Rosario è un “mazzo di rose”. Queste rose sono le preghiere e le nostre opere buone che offriamo alla Madonna.

La terza parte è lo sguardo della fede che fa sì che noi guardiamo gli altri con amore, col perdono e con la preghiera per i nemici.

La prima parte del messaggio è l’invito alla santità, la cui porta è la bontà, perché la santità delle persone si chiama bontà.

E la Madonna ci dice che tutti noi siamo chiamati ad essere santi: “Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi”, essere santi dipende prima di tutto dalla nostra buona volontà, animata dalla grazia dello Spirito Santo, ma significa prima di tutto essere buoni.

“Se cercate di essere buoni, potete essere santi”, una persona che cerca di essere buona, è una persona che è incamminata sulla via della santità, “anche se non pensate questo di voi”, e magari pensa di essere una persona piena di difetti, di essere una persona fragile, debole, piccola e questo è l'atteggiamento giusto.

“Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità”, ma se credete già di essere santi, allora la superbia vi allontana dalla santità. Questo è un grande incoraggiamento per noi, tutti possiamo essere santi se lo vogliamo: “dipende da voi”.

Incominciamo ad essere persone buone!

La bontà è quello splendore delle persone che hanno il cuore buono, che capiscono, che perdonano, che aiutano, che danno la mano.

Questo lo possono fare e lo fanno verso i fratelli, perché nel loro cuore c'è l'amore di Dio, “santi sono coloro che amano immensamente il Padre Celeste, coloro che Lo amano al di sopra di tutto”, e poi riversano la bontà di Dio, che hanno accolto nel loro cuore, sugli altri.

“In questo mondo inquieto, colmo di minacce, le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia”. La Madonna ci dice che nel mondo d’oggi, in questo mondo pieno di minacce, di cattiverie c'è tanto bisogno di persone buone e quindi sante, perché queste persone sono l'intercessione vivente, perché con la loro preghiera e la loro bontà fanno sì che il mondo possa andare avanti e il male non prevalga.

Ecco il compito che abbiamo tutti: questa santità vera, quotidiana, piena di bontà, semplice, alimentata dalla preghiera e dall'amore per Dio e per il prossimo, in questo mondo agitato da tante cattiverie, da tanto odio.

Nella seconda parte del messaggio la Madonna, in un certo senso, ci chiede il regalo di Natale; ci chiede il Rosario: “A me, figli miei, regalate il Rosario, le rose che tanto amo!” Niente di più bello del Rosario possiamo offrire alla Madonna. Magari poteva avere predilezione per i gigli, come Gesù che nel Vangelo cita i gigli del campo, invece la Madonna privilegia le rose, che sono bellissime, perché questo fiore ha dato il nome al Rosario, che è appunto una raccolta di 150 rose e con quattro parti del Rosario, sono 200 rose!

La Madonna ci spiega dei particolari della sua vita: “Quando era piccolo, mio Figlio mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi e che mi avrebbero portato molte rose”. Gesù, quando era ancora un ragazzo, istruiva la Madonna e Le diceva cosa sarebbe stato il suo futuro e in un altro messaggio, proprio nella casa di Nazareth, Le aveva rivelato che sarebbe diventata la Madre di tutti gli uomini.

“Io non capivo, ora so che siete voi quei figli, che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto, quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri. Queste sono le mie rose!”

La Madonna non capiva bene queste cose, perché Lei, come ci ha spiegato San Giovanni Paolo II, ha fatto una peregrinazione nella fede e cioè conservava le parole di Gesù nel suo Cuore e, man mano che andava avanti, cercava di capirle.

Insieme al Rosario, la Madonna ci ha detto tante volte che la preghiera deve essere corroborata dalle opere di carità; noi Le offriamo rose sia quando preghiamo col cuore sia quando aiutiamo i più poveri.

Quella parola “poveri”, va intesa in senso evangelico, i poveri sono tutti quelli che hanno bisogno sia di un aiuto materiale che di un aiuto spirituale. Ci possono essere persone ricche che sono povere, spesso le ricchezze ottenebrano la vista, induriscono il cuore e portano una povertà spirituale che è peggiore di quella materiale. Quindi sempre la povertà va intesa nel senso evangelico, riguarda la povertà della persona umana. Molte volte ci sono delle persone che non hanno i beni materiali, ma sono buone e ci sono delle persone che hanno tanti beni materiale, ma non hanno il senso della vita.

Madre Teresa di Calcutta ci ha insegnato che le persone più infelici sono quelle che non hanno Dio. Specialmente in Occidente abbiamo anche dei poveri, ma sono molto più numerosi quelli che vagano nel labirinto dell’effimero, senza sapere dove va la vita. Quando si tratta di aiutare i poveri dobbiamo fare una specie di ventaglio di tutte le Opere di Misericordia, sia quelle materiali sia quelle spirituali. Pregando ed essendo fratelli dei nostri fratelli, noi offriamo delle rose alla Madonna.

È come se la Madonna ci dicesse: “per Natale regalatemi tante rose: le preghiere dette col cuore, le opere di preghiera, di fede e di amore, queste sono le rose che mi aspetto da voi”.

La terza parte del messaggio è un invito alla fede: “questa è la fede, che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore”. La fede deve essere quella luce che illumina e che dà uno sguardo soprannaturale alla vita in modo tale che tutto ciò che facciamo durante la giornata, lo si faccia per amore, con umiltà. La fede alimenta l’amore. “Che non si conosca la superbia; che si perdoni sempre con prontezza, senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello”, perdonando sempre gli altri senza giudicare, cercando di capirli e di aiutarli.

Nell’atteggiamento di fede che dobbiamo avere nella vita, dobbiamo essere umili, perdonare con prontezza, non giudicare le persone, perché solamente Dio giudica le persone, noi al massimo possiamo giudicare i comportamenti, ma mai le persone. “Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare, per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male, per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio”. Preghiamo per tutti coloro che sono cattivi, che non sanno amare, che sono in balia del male, preghiamo per quelli che ci fanno del male, per coloro che non avendo conosciuto l’amore di Dio, ci sono ostili. In questo atteggiamento di fondo, la luce della fede ci fa vedere negli altri dei fratelli per i quali pregare, ai quali fare del bene, ai quali dobbiamo dare la grazia di poter perdonare.

In questo modo viene costruito un mondo diverso. Si fanno tanti piani pastorali, ma la verità è che la vita cambia, il mondo cambia, se cambiano i cuori. I cuori sono pieni di amore, di perdono, di pace, di umiltà, solo se si aprono alla sorgente dell’amore che è Dio.

Gli altri cambiamenti lasciano il tempo che trovano, perché, se anche abbiamo tanti beni materiali, ma la gente è cattiva, la vita diventa un inferno. Se noi siamo buoni e abbiamo il necessario, ma non di più, siamo felici, se non siamo buoni e abbiamo tante cose, non siamo felici, questa è la verità esistenziale che tutti noi possiamo sperimentare.

Questo messaggio è una lettura del Vangelo impareggiabile.

“ Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it “

Venerazione alla Santa Croce dell 8 dicembre 2017 guidata da Fra Francesco Rizzi


Gesù, grazie: dalla Croce ci hai lasciato la Madre Immacolata...
Grazie perché vieni nel mondo.. grazie per il Tuo Sì e per il Sì di Maria..
O Croce Santa tu sei la nostra speranza...
Maria Immacolata è il frutto più bello della Redenzione...

Canto: Santo è il Signor! Santo è il Signor!
Santo è il Signore Iddio! Santo è il Signor!

Ti adoriamo, Signore della Vita e Fonte della Pace. Ti adoriamo
perché ci hai amati fino alla fine e Ti benediciamo perché, morendo in
Croce, ci hai lasciato la Madre Tua Immacolata. Noi confidiamo in Te.

Canto: Domine Jesu (X4), Jesu...

Signore Gesù, grazie perché vieni nel mondo, grazie per il mistero
dell’Incarnazione, grazie per la Tua Morte in Croce, grazie per il Tuo Sì al
Padre e grazie per il Sì di Tua Madre. Noi confidiamo in Te.

Canto: Sacro Cuore di Gesù, noi Ti amiamo!
Sacro Cuore di Gesù, confidiamo solo in Te!


O Croce Santa, Albero della vita, Porta del Cielo e Vita del
mondo, Tu sei la nostra speranza. Grazie, Signore, per il Tuo Sangue
versato, grazie per il Tuo Corpo donato a noi come cibo, grazie per averci
donato una Madre Immacolata, il frutto più bello della Redenzione.

Canto: Grazie, Gesù...

Signore Gesù, rivelaci il Tuo Cuore pieno di Amore verso i
peccatori. Nella Tua pace è la nostra pace. Dona la Tua Pace al mondo
intero. Noi confidiamo in Te.

Kyrie, eleison...
Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

Canto finale: Ave, Maria, gratia plaena! Dominus tecum, Benedicta Tu!..

Fonte:(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

venerdì 8 dicembre 2017

Adorazione Eucaristica del 7 dicembre 2017 presieduta da Fra Zvonimir Pavičić


Sei Tu che ci dai questi momenti...Insegnaci a darti i nostri cuori...
Insegnaci, o Signore, ad ascoltare e a comprendere la Tua Parola...
Abbiamo bisogno di silenzio per riconoscere la Tua voce...
Donaci di portare la grazia di questo incontro dove viviamo...

Canto: Adoramus Te, Domine...

Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, nel Santissimo Sacramento dell’altare. Tu sei qui, vivo, presente. Sei Tu che ci dai questi momenti di silenzio e di raccoglimento nei quali possiamo incontrarti, Tu che sei Amore. E Tu vorresti che noi ci abbandonassimo a Te completamente e che potessimo amarti, senza trattenere nulla per noi. Sei Tu che ci ami e ascolti le nostre grida quando innalziamo a Te i nostri cuori. Signore, insegnaci a darti i nostri cuori, e, insieme al nostro cuore, tutta la nostra vita. Insegnaci, o Signore!

Canto: Tu sei Pace... Alleluia...

Insegnaci, o Signore, ad ascoltare, a comprendere la Tua Parola. Ogni giorno ci parli attraverso l’annuncio della Tua Parola. Spesso noi siamo sordi. Facciamo attenzione alla Tua Parola. Dacci di poterti riconoscere nelle Tue Parole, di poter riconoscere la Tua voce e di poterti seguire, seguire Te, che sei la Parola fatta carne per la nostra salvezza. Salvaci con la Tua Parola. Apri i nostri cuori, affinché la Tua Parola porti in noi frutti di vita eterna.

Canto: Confitemini Domino quoniam bonus!
Confitemini Domino, alleluia!..

Signore, siamo nel Tempo di Avvento, tempo di silenzio. Abbiamo bisogno di questo silenzio, far tacere le nostre voci, i nostri rumori, i nostri desideri. Ne abbiamo bisogno per poter riconoscere la Tua voce nel silenzio, la Tua Volontà. Ci raccomandi la Tua Parola. Ci preghi di non lasciarci sedurre dalle luci del mondo. Possa la Tua luce brillare nel nostro cuore, Luce che rischiara il Santissimo e che irradia dal Santissimo Sacramento, affinché possiamo comprendere Chi è importante, Chi è il Cammino, Chi è lo scopo e dove dobbiamo andare. Tu sei la Luce, Signore! Illumina le tenebre dei nostri cuori.

Canto: Emanuel, Emanuel! Il Suo Nome è Emanuel!

Grazie, Signore, per questi momenti che abbiamo potuto trascorrere insieme con Te. Che questo sia utile per la nostra crescita spirituale e la nostra vita. Donaci di portare la grazia di questo incontro nella nostra famiglia e nel nostro circondario, dove viviamo e lavoriamo: che tutti possano riconoscere in noi la speranza cristiana, la certezza della Tua venuta, la speranza che rallegra tutti i cuori degli uomini.

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Preghiera di guarigione del 6 dicembre 2017 guidata da Fra Perica Ostojić


Alleluia, alleluia, alleluia...


Gesù, Ti prego per tutte le nostre famiglie nelle quali c’è discordia, lite, violenza. Ti prego per tutti coloro che sono feriti nei loro rapporti famigliari. Dona la forza a tutti coloro che non vogliono o non possono perdonare i loro genitori. Signore, aiuta a perdonare i genitori che sono feriti per la mancanza di rispetto da parte dei loro figli. Signore, in modo particolare Ti prego e Ti offro i bambini che sono vittime di violenza famigliare. Guarisci ogni comportamento violento dei genitori e fa’ comprendere loro che i figli sono Tuo dono e che devono comportarsi così verso i loro figli.

Hvala, Criste... Merci, Jesu... Alleluia...

Gesù, adesso Ti prego: purifica tutti i nostri sentimenti cattivi, ogni comportamento pieno di superbia e di orgoglio. Signore, insegnaci a vivere nel Tuo spirito. Insegnaci a superare ogni rabbia, ira. Fa’ che non ci sentiamo superiori agli altri. Insegnaci a rispettarci a vicenda, a rispettarci gli uni gli altri. Liberaci da ogni umiliazione degli altri. Liberaci dal desiderio di governare gli altri, di offendere i sentimenti e la dignità degli altri. Fa’ che il nostro cuore sia pieno di compassione e di generosità, di amore. Fa’ che sappiamo guardare dentro le persone che incontriamo, che sappiamo guardare nelle profondità del loro cuore, senza trattenerci sulla superficie, ma di impegnarci a conoscerci gli uni gli altri e di incontrare Te negli altri.

Grazie, Gesù... Danke, Jesus... Alleluia...

Gesù, adesso Ti offriamo tutte le nostre malattie fisiche, tutto ciò che provoca dolori grandi, insopportabili. Signore, tocca con la Tua mano, con la Tua parola che guarisce ogni malattia. Tocca ogni malattia che provoca sofferenze al nostro corpo. Signore, sii Tu la nostra consolazione e il farmaco per le nostre malattie. Il Tuo farmaco sia per noi la Tua parola, che ci in segnerà a partecipare alla Tua Opera di Salvezza con le nostre sofferenze. Ti offriamo, Signore, tutti coloro che sono moribondi adesso. La Tua fedeltà al Padre Celeste sia la forza, sia la medicina alle loro angosce, depressioni e paure. Signore, Ti prego per tutti noi. Distruggi dentro di noi ogni legame col peccato. Signore, entra nella mia vita. Sii presente nella mia vita. Sii Tu colui che io seguirò e glorificherò.


Kyrie eleison...
Tutti voi presenti qui, le vostre famiglie e tutti coloro che sono nella vostra preghiera, benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.
Amen.


Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Preghiere serali del 5 dicembre 2017

Preghiera di guarigione del 5 dicembre 2017
guidata da Fra Perica Ostojić


Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore, per amore Tu hai creato il mondo intero, per amore hai creato l’uomo, per amore hai mandato il Tuo Figlio, perché ci salvasse dai nostri peccati. Per Amore desideri salvarci e perciò, Signore, Ti ringrazio. Grazie perché il Tuo Amore non ha limiti. Ai nostri occhi sembra che Tu Ti sia umiliato, ma a Te, Signore, questo non dà fastidio perché Tu ami. Hai creato l’uomo a Tua immagine e da qui troviamo la forza per la nostra dignità. Signore, Tu hai tanto amato il mondo da dare il Tuo Figlio Unigenito per l’uomo. Perciò, Signore, aiutami perché io sappia riconoscere il Tuo Amore nella mia vita, perché io sappia incontrare il Tuo Amore, Amore che ridona la vita e la forza, modella e trasforma anche la vita umana più semplice. Signore, Tu sai quanto io sia debole, Tu conosci ogni mio peccato, eppure sono prezioso ai Tuoi occhi, quando mi vedi che desidero camminare sui Tuoi sentieri. Perciò Ti prego, Signore: donami la forza,toccami con la Tua grazia, perché io sappia scegliere la Tua via nella mia vita.

Hvala, Criste... Grazie, Gesù... Alleluia...

Signore Gesù, Tu sei venuto per guarire i cuori angosciati e feriti, e nella Tua Croce hai dato un nuovo significato alla nostra sofferenza. Col Tuo dolore Tu hai toccato ogni dolore umano e la Croce non è più il luogo nel quale la sofferenza mostra la sua forza, ma il luogo nel quale inizia la grazia della redenzione. Signore Gesù, anche nella nostra vita ci sono tante croci e facciamo fatica a portarle. A volte evitiamo le nostre croci. Spesso non vogliamo accettare la croce della nostra vita, perché disturba i nostri progetti: desideriamo la vita senza problemi, vita senza dolore. E spesso questo ci guida verso il peccato della superbia. Perciò, Signore, aiutami, perché io sappia riconoscere la Tua Croce nella mia vita, perché io sappia riconoscere i Tuoi segni nella mia vita, cioè, che la croce non è la punizione ma è il mezzo come giungere alla salvezza e vedere la luce della risurrezione. Aiutami, Signore!

Thankyou, Jesus... danke, Jesus... Alleluia...

Signore Gesù, adesso Ti prego di guarirmi. Alla Tua Presenza tutto il resto perde la forza. Ci sono tante ferite che portiamo nella nostra vita. Ti prego: guarisci tutte quelle ferite dell’infanzia, guarisci tutte le ferite dell’adolescenza. Signore, donami la guarigione del dolore che mi opprime a causa della morte di persone care: tocca la mia depressione, la mezza depressione, perché io possa vedere sempre il lato positivo della vita, il vuoto per la loro morte, riempi Tu, Gesù, e fa’che questo sia lo spazio di una speranza nuova, cioè, di rincontrare i nostri cari. Guarisci, Signore, tutti i nostri rapporti umani, tutte le vite. Fa’ che sappiamo vivere la pace che tu semini nei nostri cuori anche verso gli altri. La Tua consolazione dona a tutti coloro che soffrono di malattie gravi. Sii Tu, Signore, il loro medico. La Tau grazia sia la forza della loro vita. E alla fine Ti prego, Signore, per tutti coloro che sono schiavi del peccato . Signore, distruggi il peccato nella loro vita e mostra loro la vera via. Attirali a Te perché la Tua Presenza sia la forza della loro vita, perché, liberati dal peccato, possano servirti e testimoniarti nella gioia e nell’allegria.

Kyrie eleison...
Tutti voi presenti qui, le vostre famiglie e tutti coloro che sono nella vostra preghiera, benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Adorazione Eucaristica del 5 dicembre 2017
presieduta da Fra Marinko Šakota


Gesù, i Tuoi amici di Betania Ti hanno accolto con il cuore...
Una donna è venuta da Gesù e ha versato sui suoi piedi un profumo prezioso..
Come è magnifico l’Amore di Dio! Dio si dona generosamente...
O Gesù, incantami col tuo esempio...

Canto: Signor Gesù, noi T’adoriam... Alleluia...

Gesù, Ti adoriamo! Tu sei entrato nella casa dei Tuoi amici, Marta, Maria e Lazzaro, ed essi Ti hanno accolto con il cuore. Noi siamo venuti a Te, nostro amico, Apri i nostri cuori affinché possiamo accoglierti come hanno fatto loro.

Canto: Se vuoi la pace (X2) guarda a Gesù (X4)...

Allora una donna è venuta da Gesù e ha versato sui suoi piedi un profumo prezioso. Giuda era contrario, perché non era utile. Ma Tu hai accettato questo gesto. Ci sono dei gesti senza utilità, ma pieni di significato, come l’amicizia, come l’adorazione, come adesso mentre veniamo da Te.

Canto: Ti dono il mio cuore, Gesù: trasformalo come vuoi Tu!
Attiralo a Te che sei la Pace: sei Via, Verità e Vita!

Come è magnifico l’Amore di Dio! Dio si dona generosamente, generosamente crea l’universo. Soprattutto in Te, Gesù, l’Amore di Dio si dona in abbondanza, totalmente, fino alla morte sulla Croce. O Gesù, sveglia dentro di noi l’ammirazione: fammi adorare l’Amore di Dio che è così magnifico.

Canto: Veni, Sancte Spiritus...

O Gesù, incantami col tuo esempio, per condividere l’Amore di Dio agli altri in una maniera abbondante.

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica.

Canto finale: Zdravo, Kralice mira! Zdravo, Maiko ljubavi...

Andate in pace..

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

giovedì 7 dicembre 2017

Omelia della Santa Messa serale Medjugorje, 4 dicembre 2017


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».
Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».
Parola del Signore
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Cari fratelli e sorelle, vi saluto cordialmente.
Ieri abbiamo iniziato il tempo dell’Avvento. Periodo dell’anno liturgico in cui ci prepariamo al Natale. E’ anche l’inizio del nuovo anno liturgico.
Nel Cristianesimo occidentale l’Avvento inizia 4 settimane prima del Natale.
La prima data possibile per l’inizio dell’Avvento è il 27 novembre e l’ultima in cui può iniziare è il 3 dicembre, come quest’anno.
Siamo vestiti di viola e leggiamo letture particolari.
L’Avvento è tempo di speranza, di desiderio, di attesa.
In modo particolare si sottolinea l’importanza di vigilare, cioè avere occhi e cuore aperti per poter penetrare più profondamente nella nostra interiorità, con un raccoglimento più forte, per riconoscere più facilmente Dio che viene.
La celebrazione dell’Avvento è iniziata nel quinto secolo e cominciava nella festa di san Martino l’11 novembre.
In quell’epoca l’Avvento era ricco di penitenza, sopratutto di digiuno. Si digiunava tre giorni in settimana fino al Natale.
Nel sesto secolo Gregorio Magno ha ridotto l’Avvento a 4 settimane e ha cancellato il carattere penitenziale.
L’Avvento nella liturgia romana non era periodo penitenziale, ma era il tempo della gioia. Col tempo è diventato un’unione della penitenza, dell’attesa e della gioia.
Oggi, in certe zone dove i cristiani sono più fervorosi, ci si trattiene dal fare celebrazioni o feste grandi.
La celebrazione dell’Avvento è rimasta uguale fino al Concilio Vaticano II che ha introdotto dei cambiamenti per determinare con più chiarezza lo spirito della Quaresima e dell’Avvento.
Secondo la fede cristiana la storia umana si è incamminata in una via tragica dal momento che i primi uomini hanno peccato e hanno perso l’amicizia con Dio.
Ad un uomo perso bisognava offrire la salvezza. Tale salvezza non poteva venire nè da un altro uomo nè dal mondo. Perciò Dio interviene e promette all’uomo perso di mandare il Salvatore.
I Profeti, nell’Antico Testamento, annunciano la Sua nascita.
Il profeta Natan annuncia al re Davide che il Salvatore sarebbe nato dalla sua discendenza.
Il profeta Isaia è ancora più diretto e dice: “La Vergine concepirà, partorirà un Figlio e Lo chiamerà Emmanuele, Dio con noi”.
Il profeta Michea annuncia che il Messia sarebbe nato a Betlemme e dice: “Anche tu Betlemme di Efrata, la città più piccola di tutta la Giudea, da te uscirà Colui che regnerà su Israele. La Sua radice è dall’eternità.
Nell’Avvento si leggono sopratutto le letture legate al profeta Isaia, a san Giovanni Battista e alla Beata Vergine Maria.
Isaia è il profeta della speranza Messianica.
Il Battista è il precursore della venuta di Gesù. Lui è il collegamento tra l’Antico e il Nuovo Testamento. Egli grida nel deserto: “Preparate le vie al Signore. Raddrizzate i sentieri”.
Esortava la gente a convertirsi e a prepararsi per il Regno dei Cieli che viene.
Maria è l’ultima nella fila di coloro che attendevano la venuta di Gesù. Per mezzo del Suo “Si”, quando ha accettato la Buona Novella che Dio Le ha annunciato attraverso l’Arcangelo Gabriele, tutto si è realizzato con la nascita meravigliosa di Gesù a Betlemme.
I segni esteriori dell’Avvento sono le Messe mattutine, i canti dell’Avvento e le decorazioni che hanno trovato posto in tante case.
Le Messe mattutine dell’Avvento sono molto attraenti. Hanno trovato inizio nel Medioevo. Si celebrano alle 6 di mattina, mentre è ancora buio fitto. Queste Messe si celebravano solamente nelle parti settentrionali del nostro Paese e ultimamente dappertutto.
Queste Messe mattutine simbolizzano una veglia continua dei cristiani e sono segno di penitenza.
Esigono molte rinunce. Bisogna alzarsi molto presto, quando fa molto freddo con vento e neve. Con macchina o a piedi bisogna giungere in chiesa. Coloro che lavorano devono poi andare in fretta per recarsi al posto di lavoro. Gli alunni devono fare veloce per giungere a scuola.
Sono tutti atti di penitenza che ci preparano alla gioia del Natale.
Le Messe mattutine nelle nostre zone hanno un’atmosfera bellissima. Molti fedeli vi partecipano.
Le Messe mattutine e le altre della giornata sono accompagnate da canti particolari che hanno molte caratteristiche mariane.
Uno dei simboli è la corona d’Avvento. Ogni chiesa cristiana ha questa corona con 4 candele. Ogni domenica se ne accende una.
L’idea della corona d’Avvento è nata nel 1833 in una casa di poveri ad Amburgo in Germania.
Un giovane sacerdote ha offerto una casa agli orfani raccolti nelle strade. La casa era molto vecchia, ma era meglio che stare in strada.
Per fare la vita più bella agli orfani questo sacerdote accendeva una candela durante le preghiere e la poneva su una corona grande di legno. Il giorno di Natale questa corona brillava come un grande lampadario con 24 candele: venti candele rosse per i giorni della settimana e 4 candele bianche per le domeniche. Ogni anno rinnovavano questa bella usanza.
Poi, al posto di avere la corona di legno, hanno iniziato a farla coi rami di pino.
Questa usanza si è diffusa nel mondo.
Questa corona è ricca di simboli dati dai contenuti e dai colori.
Ci sono due simboli fondamentali: il cerchio e le candele, cioè la luce.
Le 4 candele simbolizzano 4 periodi della storia umana: la creazione, l’incarnazione, la redenzione e la fine.
Accendere le candele una ogni settimana rappresenta l’avvicinarsi del Natale, quando arriverà la luce che è Gesù Cristo.
La Chiesa, la nostra vera Maestra della fede cristiana, desidera che iniziamo la preparazione per il Natale prendendo come modello del Vangelo d’oggi un centurione romano che si rivolge a Gesù chiedendo aiuto per il suo servo.
La Chiesa desidera dirci che Colui che viene non ci lascerà delusi nelle nostre aspettative. Il caso di questo centurione ci convince ancora di più di questa verità.
Colui che viene è il Salvatore. Questo significa il Suo Nome Gesù.
La salvezza di tutti gli uomini e di ogni singolo è il motivo della Sua venuta tra noi. Lui, Figlio di Dio eterno, si è incarnato e si è fatto uomo.
Il centurione romano di cui si parla oggi non ha chiesto espressamente la guarigione del suo servo: si è limitato ad un tentativo con la fede forte.
Gesù non rimane senza compassione e gli dice subito: “Verrò e lo guarirò”. Dopodiché il centurione dimostra tutto il suo rispetto per il Maestro e tutta la sua fede e dice: “Signore, io non sono degno che Tu entri sotto il mio tetto, ma di soltanto una Parola e il mio servo sarà guarito”. Grande rispetto di questo pagano verso Gesù. La sua fede è tanto forte che la Chiesa ripete le sue parole in ogni Santa Messa prima di accostarsi alla Santa Comunione.
Così dovrebbe essere la fede di ogni uomo, di ogni cristiano: forte e piena di fiducia nell’onnipotenza di Dio. Dio ci offre sempre il Suo Amore e porta la salute dell’anima e del corpo.
Maria,
Madre del Redentore, donaci una fede forte, salda. Donaci il vero Amore, perchè la nascita gioiosa del Tuo Figlio Gesù Cristo avvenga prima di tutto nei nostri cuori e nei cuori degli uomini con i quali viviamo.
Amen.

mercoledì 6 dicembre 2017

Preghiera di guarigione del 4 dicembre 2017 guidata da Fra Dragan Ružić


Alleluia, alleluia, alleluia...

Padre della Bontà, Padre dell’Amore, Ti benedico, Ti lodo e Ti ringrazio perché, per Amore, ci hai donato Gesù.Padre, grazie, perché, alla luce del Tuo Spirito, comprendiamo che Lui è la Luce, la Verità, il Buon Pastore, venuto perché noi avessimo la vita e la vita in pienezza.
Stasera, o Padre, vengo davanti a Te come un Tuo figlio. Tu mi conosci per nome. Rivolgi il Tuo sguardo verso la mia vita. Tu conosci il mio cuore e conosci le ferite della mia vita. Conosci anche i miei errori e i miei peccati.
Stasera, o Padre, Ti prego per Amore verso Tuo Figlio Gesù Cristo: versa su di me il Tuo Santo Spirito, perché il calore del Tuo Amore arrivi nelle parti più intime del mio cuore. Signore, guarisci la mia mente, la mia anima, i miei ricordi.
Signore Gesù, entra in me come sei entrato nella casa dove erano i Tuoi discepoli. Come Ti sei mostrato ai Tuoi discepoli mostrati anche a me stasera. Come hai detto a loro, di’ anche a me stasera: “Pace a Te!” Signore, entra nel mio cuore e donami la pace, riempimi d’Amore. Grazie, Signore!

Hvala, Criste... Grazie, Gesù... Alleluia...

Signore, per Amore verso di noi, hai preso su di Te tutti i nostri peccati, sei morto sulla Croce per salvare noi, per ridonare la vita a noi. Gesù Crocifisso, Tu sei sorgente di ogni benedizione.
Adesso rivolgiamo il nostro sguardo e la nostra preghiera verso di Te per la nostra guarigione e per la guarigione di tutti i nostri ammalati. Gesù, abbi pietà di noi.
Gesù, Tu hai sopportato la corona di spine, la flagellazione. A causa di queste Tue sofferenze, guarisci ogni malattia della testa e malattia della pelle.
Gesù, Tu hai sofferto nei Tuoi occhi pieni di sangue e hai chiuso gli occhi morendo per noi. A causa di questi dolori guariscici dalle malattie degli occhi e ridona la vista ai ciechi.
Gesù, con la voce moribonda hai pregato Tuo Padre di perdonare i Tuoi assassini. Appena sentita, hai accettato la preghiera del brigante appeso sulla croce a fianco a Te. A causa di questo Tuo Amore guariscici da tutte le malattie delle orecchie, naso, gola. Ridona l’udito ai sordi e la possibilità di parlare ai muti.
Gesù hanno inchiodato i Tuoi piedi e le Tue mani sulla Croce. Per questo dolore crudele guariscici da ogni malattia che colpisce le mani e i piedi- Fa’ che gli zoppi camminino. Gesù, abbi pietà di noi!

Thankyou, Jesus... Merci, Jesu... Alleluia...

Gesù, nei momenti dell’angoscia di morte, Tu hai sofferto la sete e poi sei morto. A causa di questi dolori atroci, guarisci i nostri polmoni, reni, bronchi. Guariscici da tutte le malattie cerebrali e da ogni altra malattia sconosciuta. Rafforza i moribondi.
Gesù, hanno trafitto il Tuo costato con la lancia, mentre il Tuo corpo pendeva sulla Croce, crocifisso. A causa del Tuo sangue versato dal Tuo Cuore trafitto guariscici dalle malattie del cuore e da tutte le malattie del petto, dell’intestino, della circolazione o di emorragia. Signore, guarisci ogni nostra ferita. Gesù, abbi pietà di noi!
Gesù, Ti preghiamo per tutti gli ammalati presenti qui e anche coloro che portiamo nelle nostre preghiere, i nostri parenti, amici, conoscenti. Ti preghiamo per la loro guarigione, per il loro bene, Guariscili, anche per bisogni delle loro famiglie. Li raccomandiamo tutti per intercessione di Maria, che era ai piedi della Tua Croce. Grazie, Signore!

Kyrie, eleison...
Il Signore sia con voi..
Vi benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo. Amen.


Fonte:  (Flavio Deagostini) (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero )

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (36) – Messaggi a Marija del 25 novembre 2017 ed a Mirjana del 2 dicembre 2017

Messaggio a Marija del 25 novembre 2017 

"Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito alla preghiera. Pregate e cercate la pace, figlioli. Lui che è venuto qui sulla terra per donarvi la Sua pace, senza far differenza di chi siete o che cosa siete - Lui, mio Figlio, vostro fratello - tramite me vi invita alla conversione, perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna. Perciò credete, pregate e vivete nella grazia e nell'attesa del vostro incontro personale con Lui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

Commento teologico

Il messaggio si inserisce concretamente nel tempo liturgico, appena iniziato e che stiamo vivendo: “Cari figli! In questo tempo di grazia”. È il tempo dell’Avvento, cioè dell’attesa della venuta di Gesù in mezzo a noi quale vero Figlio di Dio e vero Figlio di Maria. Con queste parole Ella ci vuol far capire quale grande festa sia il Natale, cioè la nascita umana di Cristo. Lei lo ha portato nel suo grembo verginale per nove mesi nella pienezza di gioia, di amore e fede. È la Madre che ci parla per invitarci a condividere con lei il tempo della gestazione di Gesù, della formazione in noi di suo Figlio, affinché anche noi, come Lei, lo attendiamo con intima gioia nella certezza che Lui è il nostro unico vero Salvatore ed è morto per liberarci dalla schiavitù del peccato, della morte e delle potenze maligne. Alla gioia aggiungiamo la fede, come Maria che ha creduto che quel Figlio è Dio, il suo Signore. Poi pensiamo all’amore con cui lo ha custodito nel suo grembo, nutrendolo, stringendolo a sé con la dolcezza e il trasporto di una madre santa come Lei. Anche noi dobbiamo attenderlo con quel medesimo amore per sentire verso quel divino Bambino tutto il nostro trasporto d’affetto e di tenerezza. Soprattutto lo stringiamo al nostro cuore per percepire i battiti del suo amore infinito ed essere infiammati da questo fuoco che deve ardere dentro di noi verso Gesù il Redentore.

La Vergine infatti ci parla di Lui con grande riverenza e rispetto: “Vi invito alla preghiera. Pregate e cercate la pace, figlioli. Lui che è venuto qui sulla terra per donarvi la pace, senza far differenza di chi siete e cosa siete”. La realtà più bella e utile è il dono della sua pace, che non è tanto la privazione di guerre, ma la serenità dell’animo, la quiete interiore, che costituisce il senso più vero e benefico del nostro vivere quotidiano. Oggi la società è travolta da mille faccende, in una corsa continua e stressante; non si trova un po’ di tempo per riposare e rilassarsi nella disponibilità ad ascoltare la Parola di Gesù, a percepire il suo amore, a lasciarci irrorare dal suo Santo Spirito. Il trambusto, esteriore e interiore, caratterizza le nostre giornate e trasmette tanto nervosismo, inquietudine, tensione, depressione, finché facciamo fatica ad essere sereni e fiduciosi. Siamo travolti, come foglie sbattute dal vento impetuoso e insistente. Solo Gesù ci offre il conforto, la fiducia, la luce, la distensione: venite a me voi tutti affaticati e io vi ristorerò. Questo amorevole invito noi non lo sentiamo né tanto meno la seguiamo. Restiamo muti e sordi, nella nostra solitudine e amarezza. Maria ci fa capire che il Natale di Gesù è un’occasione eccellente per riscoprire e rivivere la sua presenza in mezzo a noi, che ci ridona coraggio, forza e grazia. Il Natale in effetti porta questi frutti di pace e, se non li accogliamo, il Natale è come se non ci fosse e viene ridotto a una festa di chiasso e materialismo. La nostra anima perde l’occasione di salvezza che Gesù le porta. Viviamo un Natale autenticamente cristiano, come ci esorta nostra Madre santissima.

Con la pace Gesù porta con sé la spinta alla conversione: “Lui, mio Figlio, vostro fratello – tramite me – vi invita alla conversione perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna”. Per mezzo propriamente di sua Madre, Egli ci invita a cambiare la nostra misera esistenza rivolgendo gli occhi, la mente e il cuore a Lui, il Figlio di Dio e di Maria, nostro fratello, affinché ci distacchiamo dall’assillo verso le cose terrene, per saper guardare, al di sopra di quelle, la luce, il calore, la bontà che viene dal cielo. Il Natale costituisce dunque una circostanza di grande valore spirituale, per ricuperare quello slancio interiore che ci conduce al bene, all’amore, alla verità e ci rende strumenti di pace nel mondo.

Si tratta di valori connessi all’unico valore che conta: tendere a Dio, lasciarsi abbracciare da Lui nostro Padre misericordioso, a metterlo al primo posto come gli compete, affinché con la sua onnipotenza e bontà infinita ci preservi da ogni male e ci renda suoi figli amati, perdonati, rigenerati. Senza Dio la vita già su questa terra si fa un inferno di dolore e di disperazione, con la duplice nefasta conseguenza: non vi è futuro su questa terra e poi perderemo la vita eterna. Saremmo i più disgraziati fra gli uomini. Accogliamo dunque e viviamo le parole della Madre celeste e impegniamoci a fare un Natale pienamente inserito nella storia della salvezza, avvolto di fede, amore e pace. Ella lo dice: “Perciò credete, pregate e vivete nella grazia e nell’attesa del vostro personale incontro con Lui”. Meravigliosa conclusione per prepararci al Natale. Credere che Gesù è il vero nostro Salvatore, lodarlo, ringraziarlo, invocarlo quale Figlio di Dio, insieme nostro fratello, quale Figlio di Maria, sentire la gioia della sua venuta per poterlo incontrare personalmente, stringendo quel Bambino e rimanere uniti a lui per sempre fino al paradiso.



Messaggio a Mirjana del 2 dicembre 2017  

“Cari figli, mi rivolgo a voi come vostra Madre, la Madre dei giusti, la Madre di coloro che amano e soffrono, la Madre dei santi. Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi. Santi sono coloro che amano immensamente il Padre Celeste, coloro che lo amano al di sopra di tutto. Perciò, figli miei, cercate di essere sempre migliori. Se cercate di essere buoni, potete essere santi, anche se non pensate questo di voi. Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità. In questo mondo inquieto, colmo di minacce, le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia. A me, figli miei, regalate il Rosario, le rose che tanto amo! Le mie rose sono le vostre preghiere dette col cuore, e non soltanto recitate con le labbra. Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore. Quando era piccolo, mio Figlio mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi e che mi avrebbero portato molte rose. Io non capivo, ora so che siete voi quei figli, che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto, quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri. Queste sono le mie rose! Questa è la fede, che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore; che non si conosca la superbia; che si perdoni sempre con prontezza, senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello. Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare, per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male, per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Figli miei, vi chiedo questo, perché ricordate: pregare significa amare e perdonare. Vi ringrazio!”


Commento teologico

Con una breve ma significativa introduzione la Vergine si presenta nuovamente come Madre dei credenti, aggiungendo alcuni titoli gratificanti per i suoi devoti: “Cari figli, mi rivolgo a voi come vostra Madre, la Madre dei giusti, la Madre di coloro che amano e soffrono, la Madre dei santi”. Quello che viene maggiormente sottolineato è il titolo di santi dato ai suoi figli. Da qui segue il primo aspetto: cosa significa essere o divenire santi; sussegue poi il secondo punto, in cui si illustra il senso delle rose da offrire a Maria; il terzo punto infine si sofferma sul valore di vivere ogni momento, lieto o triste, per amore di Gesù e la salvezza del mondo.

1. I santi sono i suoi figli, apostoli di Maria. Tutti possiamo vivere da santi, nel senso che i santi non sono soltanto coloro che possiedono carismi speciali e fanno cose straordinarie, ma semplicemente i santi sono: “Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi. Santi sono coloro che amano immensamente il Padre celeste, coloro che lo amano al di sopra di tutto”. Occorre mettere Dio al primo posto in tutti i momenti della nostra esistenza, come ci ripete la Vergine. Questo è il segreto per ottenere la pace e la gioia del cuore, sentirci perdonati e rigenerati dal Padre e rivolgere a Lui tutta la nostra dedizione filiale. Tuttavia dobbiamo rimanere umili e semplici di cuore, allontanando ogni pensiero di orgoglio che si possa insinuare. Per questo la Vergine ci esorta: “Se cercate di essere buoni, potete essere santi, anche se non pensate questo di voi. Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità”.

Da una parte siamo chiamati a raggiungere la vetta della santità, dall’altra dobbiamo renderci conto di essere povere e misere creature. Se facciamo del bene e ci impegniamo, tutto viene sorretto, guidato e santificato dallo Spirito Santo e dalle mani materne di Maria. In tal modo siamo al sicuro e possiamo veramente essere santi nella semplicità del nostro vissuto quotidiano, immerso e vivificato dalla grazia divina.

2. Le rose di Maria. A questo punto il discorso mariano si fa totalmente personale e la Madre ci fa una richiesta legittima e profondamente toccante; ci chiede di donarle le rose che Ella ama tanto, raccolte nella corona appositamente chiamata rosario: “A me, figli miei, regalate il rosario, le rose che tanto amo!”. In una umanità disperata e ribelle, che rifiuta l’amore di Dio e della Vergine, i credenti sono gli apostoli del suo amore e manifestano, in mezzo a tanta malvagità, uno sprazzo di profumo soave balsamico, attraverso la preghiera sincera e le opere di misericordia: “In questo mondo inquieto, colmo di minacce, le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia”. Ella precisa come va fatta la preghiera, affinché non sia una ripetizione meccanica di parole, ma espressione piena e sincera del cuore devoto e fedele: “Le mie rose sono le vostre preghiere dette col cuore e non soltanto recitate con le labbra”. E conclude con una frase bellissima che ci tocca l’intimità e ci sprona a mettere in pratica quanto ella dice: “Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore”.

La Vergine poi fa una materna confidenza ai suoi figli, raccontando quello che Gesù le diceva profeticamente: “Quando era piccolo mio Figlio, mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi e che mi avrebbero portato molte rose”. Ma la rosa più bella che possiamo donare alla Madre celeste è l’amore verso suo Figlio, a cui segue l’altra rosa gradita che è l’aiuto rivolto ai bisognosi: “Io non capivo, ora so che siete voi quei figli che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto, quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri. Queste sono le mie rose”. Ella ci tiene a ripeterlo con fervore e compiacenza quali siano le rose a lei più gradite.

3. Tutto per amore nell’umiltà. Alla conclusione solenne e importantissima Ella indica la via regale del cristiano: fare tutto per amore verso Dio e verso i fratelli, sia nelle situazioni felici sia in quelle dolorose. Questa è la regola d’oro che dovremmo applicare ogni momento: “Questa è la fede che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore, che non si conosca la superbia; che si perdoni sempre con prontezza, senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello”. Nella frase sono raccolte delle rose meravigliose: fare tutto per amore significa non cadere mai in atteggiamenti di superbia, in cui anziché l’amore mettiamo il nostro egoismo ed egocentrismo, in una sorta di autoreferenzialità assoluta, diventando capricciosi, altezzosi, dispotici, prepotenti. L’amore vero è intessuto di umiltà e semplicità di cuore, di generosità e altruismo, fino a dimenticare noi stessi e ogni nostro personale interesse o vantaggio. Ne segue la disponibilità a perdonare senza indugio e tutte le volte che è necessario. Non è posto alcun limite al perdono verso i fratelli che hanno offeso il fratello. Il giudizio va bandito dalla nostra mente, quando invece siamo subito disposti a guardare il prossimo per fare emergere i suoi difetti ed emarginarlo senza pietà, mentre la cosa principale è comprendere, per vedere in lui non solo i limiti ma anche i pregi. Ogni persona umana, anche il più depravato, porta con sé l’immagine di Dio con cui è stato creato. Dunque possiede qualcosa di bello e buono che va scoperto, evidenziato e sostenuto. Ci può essere il caso che una persona sia totalmente invasa di cattiveria, perché si è lasciata dominare dal male; allora occorre usare la giusta misura in modo da non lasciarsi influenzare dalla malvagità e perciò va fuggita e allontanata, affidandola tuttavia alla divina misericordia senza portare odio o ostilità deplorevole. L’amore vince sempre e va sempre seguito, ma secondo la visuale del bene e non mai del male.

A questo punto la Vergine chiude il suo messaggio con alcune esortazioni di grande valore spirituale: anzitutto la preghiera per coloro che covano rancori e cattiverie, coloro che sono chiusi in sé stessi e non si aprono all’amore di Gesù: “Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare, per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male, per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Figli miei, vi chiedo questo, perché ricordiate: pregare significa amare e perdonare”.

O Vergine Maria, come sono belle e impegnative le tue materne raccomandazioni! Te ne siamo grati. Insieme sappiamo che noi siamo miseri e deboli, facilmente preda della rabbia e della sete di vendetta anziché di perdono. Donaci il tuo aiuto, o Madre cara, non ti stancare di noi, che siamo così fragili da cadere sugli stessi errori. Allunga la tua mano verso ciascuno di noi, quando siamo caduti a terra e non riusciamo ad alzarci. L’unica cosa che non dobbiamo mai tralasciare è quella di pregarti, di offrirti la rosa dell’Ave-Maria! Anche solo un Ave-Maria ci risparmia tanti dolori e ci dona la pace del cuore. Grazie, dolcissima e amabilissima nostra Madre e Signora.

Don Renzo Lavatori


don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

martedì 5 dicembre 2017

Commento di Padre Livio di Radio Maria al messaggio a Marija del 25 novembre 2017

"Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito alla preghiera. Pregate e cercate la pace, figlioli. Lui che è venuto qui sulla terra per donarvi la Sua pace, senza far differenza di chi siete o che cosa siete - Lui, mio Figlio, vostro fratello - tramite me vi invita alla conversione, perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna. Perciò credete, pregate e vivete nella grazia e nell'attesa del vostro incontro personale con Lui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

 

Commento di Padre Livio di Radio Maria al messaggio del 25 novembre

Il senso del messaggio è sicuramente darci un itinerario verso l'Avvento, perché a Natale sentiamo risuonare nel cielo il canto degli angeli che portano l'augurio di pace a tutti gli uomini di buona volontà.

Ha voluto l’augurio della pace Colui che è la pace, Gesù Cristo!

Il 25 dicembre 2012 il messaggio non è stato dato dalla Madonna, ma è stato dato da Gesù Bambino che ha detto: “Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti”.

Attraverso la conversione e la preghiera, noi disponiamo i cuori a ricevere Colui che è la pace.

Questa pace è soprattutto la pace della coscienza, cioè sentirsi perdonati da Dio, sentirsi amati da Dio e sentirsi approvati da Dio nel nostro sforzo sulla via del bene, sulla via della conversione.

Questa pace comporta un esame di coscienza, comporta anche una bella Confessione da preparare per il Natale, in modo tale che, con il cuore traboccante di gioia, ci disponiamo a celebrare il Natale, come festa, come gioia, come condivisione.

Ma tutto deve partire dalla pace del cuore.

“In questo tempo di grazia”, cioè tutta la storia umana dopo la Redenzione, dopo che Cristo è risorto e ci ha riconciliati col Padre e ci ha dato il dono dello Spirito Santo è tempo di grazia. Ma in particolare la Madonna fa riferimento a questo tempo di grazia che è il tempo della Sua presenza in mezzo a noi, che è una grazia immensa.

Anche il tempo dell'Avvento è tempo di grazia, perché è un tempo in cui ci viene donata la grazia per preparare il cuore alla venuta del Signore.

“Vi invito alla preghiera”, non prendiamo come fosse un fatto già acquisito l'invito alla preghiera.

La Madonna dice: “pregate e cercate la pace”, noi possiamo fare tante cose, ma se non preghiamo, siamo staccati da Dio.

Il primato della preghiera in tutta la vita cristiana, in tutta la giornata, è un primato che, per capirlo, bisogna sperimentarlo. Noi pregando, anche una sola Ave Maria, anche un solo Padre Nostro, pregati col cuore, noi vediamo come nella nostra vita pian piano entra la luce, entra la pace, entra la gioia, entra la forza. La preghiera ci trasforma.

Perché ci trasforma? Perché ci porta fuori dalle distrazioni, dai problemi, dalle angosce, dalle fatiche e dalle sofferenze che poi rimarranno, ma tutto viene illuminato dalla luce di Dio, dalla pace di Dio, dalla presenza di Dio, dalla gioia di Dio.

La preghiera bagna la terra arida del nostro cuore, che così è quando non prega, senza la preghiera non viviamo e non facciamo l'esperienza di Dio.

”Pregate e cercate la pace figlioli”. Quando siamo stanchi, agitati, quando abbiamo tanti problemi, quando ci sentiamo soli, quando siamo preoccupati, quando abbiamo paura del futuro, quando non riusciamo a portare le croci, quando abbiamo anche problemi di carattere umano o economico, pregare significa affrontare la situazione, vedere la situazione dall'alto, riprendere coraggio, fare discernimento, andando avanti, facendo progressi. Questo è il segreto della preghiera che dobbiamo coltivare quotidianamente. L'esperienza della preghiera ci aiuta a fare un cammino di conversione, ci aiuta a fare la Confessione, ci aiuta a vivere il Natale.

“Lui che è venuto qui sulla terra per donarvi la Sua pace, senza far differenza di chi siete o che cosa siete - Lui, mio Figlio, vostro fratello - tramite me vi invita alla conversione”. La Madonna è venuta qui per tutti, vuole includere tutti gli uomini, come anche Gesù è venuto per tutti gli uomini della terra.

La Madonna dà uno sguardo a questo mondo dove molti, anche molti di quelli che erano cristiani e hanno lasciato la strada della salvezza e hanno lasciato spegnere la lampada della fede, si sono lasciati invadere dall’effimero e dalle sue seduzioni, dalle sue apparenze, dai suoi inganni, e dà un ammonimento: “senza Dio non avete né futuro”, senza Dio la storia finirà in una bolgia satanica e “non avete neanche vita eterna”.

Perciò i tre verbi che dobbiamo tenere presente in questo tempo di Avvento, tre imperativi, sono: “credete, pregate e vivete, nella grazia e nell'attesa del vostro incontro personale con Lui.”

“Credete”, teniamo viva la fede, perché oggi è proprio la fede che viene a mancare, che si spegne come la lampada che non è alimentata dall’olio della preghiera, “pregate”, molti perdono la fede perché non pregano, perché non sono più in contatto con Dio, perciò prima di tutto teniamo viva la fede con la preghiera e “vivete”, viviamo quello in cui crediamo.

E così, in questo modo, noi saremo pace, saremo gioia, saremo luce.

Nel commento al messaggio Marja ha detto una frase bellissima: “la Madonna sta crescendo una foresta”, con tutte queste chiamate che ha fatto e con tutti quelli che hanno risposto alla chiamata, la Madonna sta accendendo una miriade di luci nelle tenebre del mondo. Queste luci molte volte sono di persone semplici, umili, malati, anziani, modeste, sta accendendo queste luci in tutto il mondo per impedire alle tenebre di averla vinta, per impedire al demonio di vincere la battaglia.

Chiama le persone una a una, le converte una a una, ha bisogno di tutti e la Madonna ha detto: “ognuno di voi è importante nel piano di Dio”, ognuno di noi è un apostolo del suo amore e sta moltiplicando in tutto il mondo questi apostoli del suo amore. La Madonna ha bisogno di tanto tempo, ha bisogno di chiamare le persone una a una, di chiamare i soldati uno a uno, di formarli uno a uno, così fa con i fedeli, fa con i sacerdoti, con i pastori, in modo tale che nello scatenamento del male che è in atto, il male trovi una forza soprannaturale che impedisca di dilagare e trasformare la terra in un inferno.

Dobbiamo essere queste luci accese, questi baluardi indistruttibili, il cristianesimo è indistruttibile, perché nessun potere al mondo potrà distruggere la presenza di Gesù nel cuore di quelli che credono.

Nel nostro programma spirituale cerchiamo di delineare il cammino dell’Avvento, cioè prepariamo il nostro cuore a ricevere Gesù.

Tutto il resto passa e non lascia traccia, ma ciò che accade nel nostro cuore ci arricchisce, ci fa crescere, ci fa sperimentare qualcosa che il mondo non possiede e non può dare.


“
Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito:
www.medjugorjeliguria.it

lunedì 4 dicembre 2017

Preghiere serali del 2 dicembre 2017

Preghiera di guarigione del 2 dicembre 2017
guidata da Fra Zvonimir Pavičić


Alleluia, alleluia, alleluia...

Signore, veniamo davanti a Te. Come al solito, noi veniamo con tutte le nostre debolezze, con le nostre malattie e con tutto quello che abbiamo nel nostro cuore, con tutto quello che crea inquietudine nel nostro cuore. Adesso vogliamo dare a Te tutto questo. Vogliamo donarti anche noi stessi. Signore, vogliamo metterci e donarci alla Tua Misericordia, e, pieni di fede, vogliamo pregare che Tu ci aiuti nella via della fede, così che la nostra fede sia forte. Perciò, accresci, Signore, la nostra fede!

Hvala, Criste... Djenchi, Jesu... Alleluia...

Signore Gesù, tu hai detto: “Chiedete e vi sarà dato, Cercate ve troverete, bussate e vi sarà aperto.” Veramente chi chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa viene aperto. Signore, eccoci qui. Noi adesso chiediamo la Tua Misericordia, noi cerchiamo la Tua Misericordia, noi bussiamo alla porta della Tua Misericordia. Ascoltaci, guardaci e apri il Tuo Cuore e donaci il Tuo Amore.

Mulktsum, Eskisus... Danke, Jesus... Alleluia...

Signore, grazie perché ci ascolti sempre, grazie perché sei sempre vicino a noi, grazie perché sei con noi nella gioia e nell’afflizione, nella salute e nella malattia, perché sei con noi adesso e nella ricerca. Grazie perché Tu non ci lasci mai. Fa’ che anche noi siamo sempre vicino a Te, per ringraziarti in tutte le situazioni della nostra vita. Donaci la salute del corpo e dell’anima e che questo sia motivo di maggior fiducia e misericordia in Te. Signore, guariscici.

Kyrie eleison...
Tutti voi presenti qui, le vostre famiglie e tutti coloro per i quali avete pregato stasera, benedica Dio Onnipotente: Padre + e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)

Adorazione Eucaristica del 2 dicembre 2017
presieduta da Fra Perica Ostojić


L’Amore del Padre nel dono del Figlio e presente nella mia vita...
Purifica il mio cuore perché Tu possa incarnarti...
Mandaci lo Spirito Santo, affinché...

Canto: Gesù, T’adoriamo... Gloria, Alleluia...

Signore, Padre mio, Tu ci hai creati per Amore e per Amore vuoi salvarci. Hai tanto amato l’uomo da mandare e sacrificare Tuo Figlio che ci ha promesso di rimanere con noi fino alla fine del mondo. Grazie, Signore, per il Tuo Amore, Amore che stasera vuole essere presente nella mia vita. Grazie, Signore.

Canto: Niente ti turbi, niente ti spaventi: chi ha Dio niente gli manca.
Niente ti turbi, niente ti spaventi: solo Dio basta!

Signore Gesù, all’inizio di questo tempo di Avvento vorrei affidarti tutto, vorrei rinunciare a tutto quello che mi tiene, per poter camminare libero verso di Te. Purifica il mio cuore, i miei pensieri, affinché la mia vita possa essere un luogo dove Tu puoi incarnarti, abitare e glorificarti.

Canto: Gesù, io credo in Te... Alleluia...

Signore, Ti prego adesso: mandaci lo Spirito, affinché ci riempia con la Sua Grazia, ci protegga, ci consoli e ci incoraggi. Manda lo Spirito Santo, riempi i nostri cuori, lo infiamma con il Tuo Amore, affinché possiamo viverlo e portarlo agli altri.

Canto: Veni, Sancte Spiritus...
Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto..
Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...

Fonte: (Trascrizione INFO a cura di P. Armando Favero)