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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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sabato 5 novembre 2016

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (23) – Messaggi a Marija del 25 ottobre 2016 e a Mirjana del 2 novembre 2016


Messaggio a Marija del 25 ottobre 2016
"Cari figli! Oggi vi invito: pregate per la pace! Abbandonate l'egoismo e vivete i messaggi che vi do. Senza di essi non potete cambiare la vostra vita. Vivendo la preghiera avrete la pace. Vivendo nella pace sentirete il bisogno di testimoniare, perché scoprirete Dio che adesso sentite lontano. Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate e permettete a Dio di entrare nei vostri cuori. Ritornate al digiuno e alla confessione, affinché possiate vincere il male in voi e attorno a voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Commento teologico

Dobbiamo raccogliere i pensieri principali contenuti in questo messaggio e che ci vengono offerti come fiori belli e profumati:

1. Il primo pensiero mette in collegamento la preghiera con la pace: "pregate per la pace...vivendo la preghiera avrete la pace". Quale il senso di questo legame tra la preghiera e la pace? È molto semplice capirlo. Basta che ricordiamo cosa implica la preghiera quale atteggiamento di apertura del nostro essere all'Essere assoluto e infinito di Dio, in modo che Dio possa entrare in noi e donarci sé stesso. In tal senso si stabilisce un connubio, per mezzo del quale la nostra piccola persona si dilata spiritualmente per poter contenere l'immensa grandezza divina e condividere e farsi partecipe sia della sua vita sia del suo pensiero e volontà, del suo amore purissimo. Ne segue che noi possiamo vivere e pensare secondo la verità di Dio e la sua santa Parola, accogliendo in noi il dono del suo amore. Si sa che Dio è verità totale e bontà illimitata, comunione di vita tra le tre divine Persone nell'abbraccio tra Padre e Figlio e Spirito Santo. Insieme Dio si fa donazione verso le sue creature sia nel momento della loro creazione sia, dopo la sciagura del peccato, con l'incarnazione del Figlio e la sua opera di redenzione. Si vede così che Dio non è altro che supremo dono di pace e di luce. Se con la preghiera siamo in perfetta sintonia con Dio, ne deriva che assecondiamo il suo modo di esser e di vivere secondo il dettame dell'amore, della comunione e della pace profonda e duratura sia in noi stessi sia verso gli altri. Da qui si capisce come la preghiera sia il luogo o il mezzo più idoneo per favorire la pace e la quiete interiore, come anche la generosità e la comunicazione verso i fratelli. Dunque più si prega col cuore e più si vive la pace e si diffonde. La conclusione del messaggio ora si rende palese: "pregate, pregate, pregate e permettete a Dio di entrare nei vostri cuori" e così: "sentirete il bisogno di pregare". Per questo motivo la Vergine ci invita ad ascoltare e meditare e vivere i suoi messaggi, che sono offerti a noi con affetto materno quale provvidenziale occasione di convertirci e orientarci a Dio con tutto il nostro cuore e ritrovare ogni giorno la strada giusta e retta della nostra salvezza.

2. Il secondo fiore che la Vergine ci presenta è un invito a "ritornare al digiuno e alla confessione, affinché possiate vincere il male in voi e attorno a voi". Qui si tratta di un legame tra il digiuno, cioè la penitenza, il sacrificio, l'offerta della sofferenza, con la vittoria contro le forze del male. Un accostamento importantissimo. Spesse volte ci lamentiamo per quale ragione si scatenano contro di noi numerose situazioni di sofferenze, di malessere e di afflizione, senza che noi possiamo liberarcene e vivere in pace. La Vergine ci indica una strada maestra: quella del digiuno, cioè dell'impegno di saper cooperare con la potenza divina attraverso la nostra compartecipazione alla passione e morte che Gesù ha sofferto sulla croce. Qui dalla croce scaturisce la potenza vittoriosa contro le insidie del maligno e viene a noi la grazia redentrice che ci dona la salvezza, la liberazione e la guarigione, la salute del corpo e dell'anima. Proprio il sacramento della confessione è il luogo privilegiato della effusione su di noi del sangue preziosissimo di Gesù per la purificazione dai nostri peccati e la riconciliazione con Dio. Solo con questi salutari strumenti noi possiamo superare le avversità e addirittura trasformare il male in bene, per poi crescere nella santità e raggiungere il regno celeste, regno di pace, di amore e di gioia infinita. Cerchiamo di riflettere e poi di praticare questi insegnamenti materni di Maria proprio per vivere una vita più serena e fruttuosa su questa terra quale anticipo e caparra della gloria e beatitudine del paradiso. La Vergine ci vuole tutti con sé nel cielo.

 

Messaggio a Mirjana del 2 novembre 2016
“Cari figli, venire a voi e manifestarmi a voi è una grande gioia per il mio Cuore materno. È un dono di mio Figlio per voi e per altri che verranno. Come Madre vi invito: amate mio Figlio al di sopra di tutto! Per amarlo con tutto il cuore, dovete conoscerlo. Lo conoscerete con la preghiera. Pregate col cuore e i sentimenti. Pregare vuol dire pensare al suo amore e al suo sacrificio. Pregare significa amare, dare, patire ed offrire. Invito voi, figli miei, ad essere apostoli della preghiera e dell’amore. Figli miei, è tempo di veglia. In questa veglia vi invito alla preghiera, all’amore ed alla fiducia. Mentre mio Figlio guarderà nei vostri cuori, il mio Cuore materno desidera che egli in essi veda fiducia incondizionata e amore. L’amore unito dei miei apostoli vivrà, vincerà e svelerà il male. Figli miei, io sono stata il calice dell’Uomo – Dio, sono stata strumento di Dio. Perciò invito voi, miei apostoli, ad essere calice dell’amore sincero e puro di mio Figlio. Vi invito ad essere uno strumento attraverso il quale tutti coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio, che non hanno mai amato, comprenderanno, lo accetteranno e si salveranno. Vi ringrazio, figli miei!

Commento teologico

La Madonna ci offre un vaso pieno di quattro meravigliosi fiori. Cerchiamo di assaporarne il profumo e il profondo significato che essi contengono uno ad uno:

1.Il primo fiore che possiamo ammirare porta con sé il senso delle apparizioni mariane. Esse corrispondono alla missione materna di Maria che, come sappiamo, le è stata affidata sotto la croce: accogliere e assistere il discepolo di Gesù come suo vero figlio e, in lui, tutti i discepoli di tutti i tempi. Svolgere tale assistenza materna causa nel suo Cuore immacolato una grande gioia: “venire a voi e manifestarmi a voi è una grande gioia per il mio Cuore materno”. Sono parole che commuovono in quanto rivelano l’aspetto fondamentale dell’amore che alberga nell’animo di Maria: stare vicino ai suoi figli amati. Niente di più consolante e toccante. Spetta a noi capire tale tenerissima disponibilità di Maria e, a nostra volta, aprire il cuore per accogliere in pienezza tale amore che guarisce le ferite che portiamo dentro di noi, ferite di dolore e di carenza d’amore, di solitudine e di angoscia. Ella ci assicura di amarci e soccorrerci come suoi figli diletti. Grazie, o Vergine Maria, tu sei una meravigliosa creatura che Dio ha messo al nostro fianco e verso la quale sentiamo tutta la gratitudine filiale che ci spinge a gettarci nelle sue braccia.

Maria precisa che tale missione materna non è data da una sua iniziativa personale, ma scaturisce dal dono di suo Figlio. Quindi il suo amore materno nasce dal Cuore redentore di Cristo che lo ha comunicato al Cuore di sua Madre: “è un dono di mio Figlio per voi e per quelli che verranno”. Si tratta del passaggio della effusione di amore dal Figlio alla Madre e dalla Madre ai figli sia quelli più vicini sia quelli lontani. Tale effluvio di amore avvolge tutte e singolarmente le creature umane. Quale mirabile sorgente di acqua zampillante di vita e di dolcezza infinite. Dovremmo a questo punto sostare un attimo per assaporarne la vitalità e la consolazione in modo da esserne ricolmati e travolti così da diventare anche noi piccole fontane che fanno rimbalzare l’amore sulle strade inaridite del mondo verso le persone che ne hanno tanto bisogno.

2. Il secondo fiore contiene la bellezza e la bontà fatta carne, cioè Gesù Cristo. Maria ci conduce a Lui quale origine, centro, fondamento, sostegno della nostra vita cristiana e della nostra salvezza: “come Madre vi invito: amate mio Figlio al di sopra di tutto!”. La Vergine presenta ripetutamente tale verità, che è il cuore della fede e di cui non dobbiamo mai venir meno con il rischio di perdere l’essenza vitale del cristianesimo. Gesù costituisce il vero unico e perfetto Salvatore di tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi che si aprono nella fede alla sua grazia. Lui solo porta con sé la vita indistruttibile, l’amore incondizionato, la liberazione da ogni schiavitù, la sanazione dei malanni fisici, psichici e spirituali. Di questo dobbiamo convincerci e farne l’idea portante del nostro edificio personale. Per arrivare a questo traguardo la Vergine suggerisce tre modalità: amare Cristo – conoscerlo – pregarlo. Ella dice: “amate mio Figlio al di sopra di tutto!”. Ciò significa che l’amore per Gesù deve avere il primo posto nel nostro cuore e nella nostra mente. Deve essere il motore che muove e guida i nostri sentimenti, la nostra volontà e le nostre azioni, in modo che tutto si compia per Lui, in Lui e con Lui. Nulla deve sfuggire al suo influsso benefico, come fosse veramente il nostro tesoro, la persona di cui siamo innamorati e alla quale vogliamo mostrare tutto il nostro affetto e la nostra adesione. Tale amore per Cristo non si può ottenere se non lo conosciamo, cioè non abbiamo di Lui una piena e concreta visione, una intimità di amicizia per scoprire le sue qualità e i suoi pregi, la sua sensibilità e generosità, la sua anima tutta la sua persona come viene presentata dai vangeli. Chi ama un amico cerca di conoscerlo in tutti i suoi aspetti e apprezzarne le virtù, per ottenere una sintonia totale con lui ed essere costantemente in comunione con lui. Gesù va conosciuto come l’amico sincero, il Signore e Salvatore, il nostro migliore confidente, colui ci comprende e ci accetta, ci perdona e ci rafforza nel bene, stabilendo con ciascuno di noi uno stretto rapporto di empatia. Dall’amore dunque si passa alla conoscenza: “per amarlo con tutto il cuore, dovete conoscerlo”. Ma quale la via maestra per entrare in tale rapporto personale di amicizia con Gesù? Essa è indicata nella preghiera, come dichiara Maria: “Lo conoscerete con la preghiera. Pregate col cuore e i sentimenti, Pregare vuol dire pensare al suo amore e al suo sacrificio”. Con queste parole si spalanca un meraviglioso orizzonte in quanto la preghiera diventa la finestra attraverso la quale si vede, si ammira, si contempla la figura bellissima e dolcissima del Salvatore nell’ampiezza della sua personalità. Basta che fermiamo lo sguardo sulla sua passione e morte, quale espressione suprema del suo amore per noi. Il suo sacrificio sulla croce è la fonte di una luce che si diffonde su tutto l’universo e per mezzo della quale appaiono chiare le sue sofferenze e le sue umiliazioni, vissute unicamente per obbedienza al Padre e per redimere l’umanità dal peccato e dalla morte. Quale stupore! Si nota il legame tra l’amore – la conoscenza - la preghiera come tre momenti di un unico incontro di comunione tra ciascuno di noi e il nostro amabilissimo Redentore. Una volta percorsi questi tre sentieri noi siamo coinvolti per vivere in stretta unione con Gesù: “pregare significa amare, dare, patire ed offrire”, cioè compiere ogni nostra azione nella consapevolezza gioiosa di camminare con Lui e diventare suoi testimoni nel mondo: “invito voi, figli miei, ad essere apostoli della preghiera e dell’amore”. Si giunge così ad una esistenza totalmente avvolta in Cristo e pertanto pienamente e fruttuosamente cristiana.

3. Un terzo fiore che si scopre è quello di comprendere che il nostro tempo è un tempo di attesa vigilante e di preparazione al grande incontro con Cristo quando verrà nella sua gloria per giudicare i vivi e i morti: “figli miei, è tempo di veglia. In questa veglia vi invito alla preghiera, all’amore e alla fiducia”. La Vergine intende spronarci per non essere sonnolenti e imbambolati dalle cose terrene, ma alzare lo sguardo per attendere la venuta di Gesù, che si effettua ogni giorno nella concretezza della nostra vita, ma avrà luogo in maniera definitiva e palese sia con la nostra morte personale sia alla fine dei tempi pubblicamente. In questi momenti ultimi avverrà il giudizio, cioè lo sguardo di Gesù nel nostro intimo per verificare l’autenticità dell’amore e della fede con ci si è vissuti: “mentre mio Figlio guarderà nei vostri cuori, il mio Cuore materno desidera che Egli in essi veda fiducia incondizionata e amore”. La Madonna si preoccupa giustamente per la salvezza dei suoi figli, affinché giungano sani e salvi al porto della eternità in forza della loro fiducia indiscussa e del loro amore sincero. In effetti qui sta la sostanza di tutta la nostra esistenza terrena: essere fedeli in ogni momento al Signore Gesù fino all’ultimo respiro, per essere accolti nel suo regno di pace e giustizia. Tutto il resto perde di valore, se non viene ricolmato del suo amore e della sua grazia. A noi il compito di essere vigilanti e oranti per praticare ogni giorno la sua santa volontà e non assecondare i nostri capricci.

4. Il quarto fiore è il più bello e splendente. La Vergine dice che “l’amore unito dei miei apostoli vivrà, vincerà e svelerà il male”. Ella annuncia la vittoria finale contro ogni malvagità, se tutti noi, suoi figli zelanti, restiamo uniti nell’amore e nella verità di Cristo. L’amore vero vince ogni male. Esso possiede una potenza infinita, perché, come si è visto, scaturisce dal Cuore onnipotente di Gesù e si riversa su di noi che, a nostra volta, lo diffondiamo nel mondo. Questa certezza deve darci serenità, conforto e coraggio per perseverare e testimoniare la croce vittoriosa di Cristo. A questo punto la Vergine dona una stupenda simbologia, dicendo: “figli miei, io sono stata il calice dell’Uomo-Dio, sono stata strumento di Dio”. Una rivelazione della sua missione accanto al Figlio con l’immagine del calice, il quale contiene il sangue di Gesù, di cui Ella è la portatrice in quanto lo ha partorito e lo ha accompagnato fedelmente fino al Calvario, divenendo strumento umano per mezzo del quale il Figlio Uomo e Dio si è offerto in redenzione dell’umanità. Si intravede il compito materno di Maria quale cooperatrice del Redentore. Ma la cosa ancora più sorprendente sta nel fatto che Ella coinvolge tutti i suoi figli ad essere come lei il calice, cioè portatori dell’amore di Cristo agli uomini: “invito voi, miei apostoli, ad essere calice dell’amore sincero e puro di mio Figlio. Vi invito ad essere uno strumento attraverso il quale tutti coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio, comprenderanno, lo accetteranno e si salveranno”. Quali compiti e quale responsabilità per tutti noi cristiani, suoi figli testimoni e apostoli per la redenzione delle creature umane ancora immerse nel peccato e nella disperazione, nella tenebrosità del male.

O Madre santa, il mio cuore desidera ardentemente di essere coinvolto e travolto in questo salutare processo di redenzione e di grazia per tanti miei fratelli amareggiati e sfiduciati. Ma per eseguire tale progetto di donazione generosa è necessario che io per primo sia pronto, vigile e ricolmo dell’amore grande di Gesù tuo Figlio. Se non lo accolgo in me, se non lo conosco e non lo vivo io stesso, come posso trasfonderlo e comunicarlo agli altri? Occorre anzitutto che io sia innamorato di tuo Figlio e docile sotto la tua materna guida. Madre mia, ti chiedo supplichevole di aiutare l’animo mio, la mia mente, la mia volontà a lasciarmi avvolgere e ricolmare da questo Amore che scaturisce dal Crocifisso per riempire il calice del mio cuore assieme al tuo. Così anche io potrò cooperare alla salvezza di tante creature umane, per far gioire il tuo Cuore materno e dimostrarti così che ti voglio bene. Sostienimi nel portare la mia croce che in tua compagnia si fa più dolce e soave. Grazie, o Madre buona.


Don Renzo Lavatori

don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

mercoledì 2 novembre 2016

Commento della veggente Marija Pavlovic al Messaggio del 25 ottobre 2016

"Cari figli! Oggi vi invito: pregate per la pace! Abbandonate l'egoismo e vivete i messaggi che vi do. Senza di essi non potete cambiare la vostra vita. Vivendo la preghiera avrete la pace. Vivendo nella pace sentirete il bisogno di testimoniare, perché scoprirete Dio che adesso sentite lontano. Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate e permettete a Dio di entrare nei vostri cuori. Ritornate al digiuno e alla confessione, affinché possiate vincere il male in voi e attorno a voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

La veggente Marija Pavlovic Lunetti a Radio Maria:

P. Livio: La Madonna ci invita a pregare per la pace e penso inviti anche noi a essere in pace...

Marija: Si. Lei, che è la Regina della pace, ci ha invitato a pregare per la pace per questo mondo che ha bisogno tanto di pace. Già nei primi giorni ci ha detto che solo da Dio arriva la vera pace. Mille volte ha ripetuto: “Pregate per la pace”. Poi dice che siamo lontani da Dio e da tutto quello che Lei ci sta dicendo. E infatti ci invita a ritornare a vivere il digiuno e di tornare a vivere la confessione come incontro con Dio nella verità... Dai primi anni la Madonna ci ha detto che i suoi messaggi sono già contenuti nella Sacra Scrittura e sono un invito a ritornare a Dio, ai suoi Comandamenti perché non li viviamo.

P. Livio: C’è una frase molto forte: "Senza i messaggi non potete cambiare la vostra vita". Ci invita proprio a cambiare la vita, a non vivere più una vita egoistica, mondana, ma secondo il Vangelo.

Marija: Si. Ci dice: “Vivendo la preghiera avrete la pace. Vivendo nella pace sentirete il bisogno di testimoniare”.  Perché se siamo nella pace, siamo con Dio, perché Dio è la nostra pace. Se diventiamo strumenti di pace, avremo la pace.

P. Livio: Mi ha colpito: "Pregate e permettete a Dio di entrare nei vostri cuori". Il pericolo è che si preghi solo con le labbra...

Marija: Tante volte parliamo di Dio senza avere un rapporto con Lui. Invece la Madonna invita ad avere un rapporto intimo con Dio, di vivere in Lui, di lasciarci guidare da Lui.

P. Livio: Da qualche tempo la Madonna non ribadiva l’importanza del digiuno...

Marija: Già all’inizio la Madonna ha chiesto il digiuno a pane e acqua il mercoledì e venerdì. Ha detto anche che con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre.

P. Livio: Ti ricordi quando la Madonna ha invitato per la prima volta alla confessione?

Marija: Si, è stato quel giorno che ha permesso che la si poteva toccare. Ma il suo vestito rimaneva macchiato, macchie piccole e grandi. Quel giorno ci ha invitato per la prima volta di andare a confessarci perchè quelle macchie erano il frutto dei nostri peccati. Ci ha detto anche di prendere un sacerdote come guida spirituale, anche per capire bene cosa è peccato o no e ci ha invitato ad abbracciare il cammino della santità. La Madonna ha raccomandato la confessione frequente per un cammino nella fede. Lei ha detto "almeno una volta al mese", ma anche, se occorre, ogni settimana.

P. Livio: Anche Papa Francesco insiste molto sulla necessità della confessione e ha dato l’esempio mostrando che anche Lui si confessa e che confessa. C’è sintonia tra il Papa e la Madonna.

Marija: Si, tante volte ci ha sorpreso questa sintonia: il Santo Padre diceva qualcosa e sembrava poi che la Madonna confermasse, oppure un messaggio della Madonna veniva come ritpetuto dal Santo Padre. E questa sintonia è stata sempre una gioia per noi, perchè seguendo la Madonna sentiamo di essere le pietre vive della Chiesa...

P. Livio: Ho notato che, a differenza dei messaggi del 25 ottobre degli anni scorsi, questa volta la Madonna non fa riferimento al Cielo, la meta a cui dobbiamo tendere alla luce della solennità dei Santi e della commemorazione dei defunti...

Marija: Anch’io mi aspettavo questo. Invece l’invito principale è di pregare per la pace. Credo che sia perchè in questo momento c’è bisogno di pregare per la pace nel mondo, nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nella Chiesa, ovunque... Tra pochi giorni avremo la festa di tutti i Santi, ma i negozi sono addobbati per la festa di Halloween, invece noi dobbiamo festeggiare i Santi e cercare di prenderli come esempio. La Madonna ci ha invitato a leggere la vita dei Santi per imitarli. Avere un santo particolare come amico...

P. Livio: Però qualche riferimento c’è. Come la confessione. Nelle nostre parrocchie, oggi un po’ meno, per i i Santi e per i morti la gente si confessa anche per prendere l’indulgenza plenaria per i defunti. La Madonna dice: "Ritornate al digiuno e alla confessione affinchè possiate vincere il male in voi e attorno a voi". Ci invita in pratica alla santità...

Marija: Uno che prega, che si confessa e che digiuna, diventa una persona forte e retta, salda nella fede. Uno che sa dire di no al cibo, sa dire no anche al peccato. Da piccole cose nascono grandi cose. Noi eravamo poveri, ma mio papà aveva in casa una scatoletta dove mettevamo qualche soldo per le missioni. Quando arrivava un missionario, li dava a loro dicendo che erano i nostri risparmi, quello che non avevamo speso facendo digiuno. Anche pensare agli altri è digiuno. Oggi abbiamo troppe cose, ma c’è tanta povertà nello spirito. Poveri nella preghiera, poveri nella fede. Quando per la strada vedo tutta questa gente che gira senza senso, per la quale la cosa più importante è avere in mano il cellulare di ultima generazione... Ma li senti poveri, di una povertà spirituale e anche mentale... La Madonna ci chiama ad essere in questo mondo missionari di gioia, missionari di speranza, missionari dal cuore grande... Ma per questo occorre la preghiera quotidiana. La Madonna dice: "Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate e permettete a Dio di entrare nei vostri cuori"... Sono andata nei giorni scorsi in Libano dove nascerà la Città di Maria Immacolata, che diventerà centro di irradiazione della fede. Là non c’è solo la guerra. Ci sono siriani nei gruppi di preghiera "Regina della pace" che pregano, digiunano e dicono: "Questa maledetta guerra finirà e noi ritorneremo e ricostruiremo". Il Vescovo mi ha detto: "L’importante è che conserviamo la fede, poi ricostruiremo le nostre case". Dobbiamo avere la speranza. C’è il Paradiso che ci aspetta.

P. Livio: Il fatto che la Madonna viene tra noi, e voi ne siete i testimoni, vuol dire che il Cielo c’è, non è un’illusione, ma una realtà. E’ un grande incoraggiamento: se c’è la Madonna, c’è anche il Paradiso e il cristianesimo è tutto vero.

Marija: E’ una grazia che Dio ci dà ogni giorno attraverso la presenza della Madonna... Il premio che vuole darci Dio è il Paradiso. La Madonna ce l’ha mostrato e ci ha dato questo desiderio di Paradiso...

La Madonna dice: "Senza Dio non avete nè futuro, nè vita eterna"...

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Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.

... e Padre Livio ha concluso con la benedizione.

Marija e P. Livio

Messaggio a Mirjana del 2 novembre 2016

“Cari figli, venire a voi e manifestarmi a voi è una grande gioia per il mio Cuore materno. È un dono di mio Figlio per voi e per altri che verranno. Come Madre vi invito: amate mio Figlio al di sopra di tutto! Per amarlo con tutto il cuore, dovete conoscerlo. Lo conoscerete con la preghiera. Pregate col cuore e i sentimenti. Pregare vuol dire pensare al suo amore e al suo sacrificio. Pregare significa amare, dare, patire ed offrire. Invito voi, figli miei, ad essere apostoli della preghiera e dell’amore. Figli miei, è tempo di veglia. In questa veglia vi invito alla preghiera, all’amore ed alla fiducia. Mentre mio Figlio guarderà nei vostri cuori, il mio Cuore materno desidera che egli in essi veda fiducia incondizionata e amore. L’amore unito dei miei apostoli vivrà, vincerà e svelerà il male. Figli miei, io sono stata il calice dell’Uomo – Dio, sono stata strumento di Dio. Perciò invito voi, miei apostoli, ad essere calice dell’amore sincero e puro di mio Figlio. Vi invito ad essere uno strumento attraverso il quale tutti coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio, che non hanno mai amato, comprenderanno, lo accetteranno e si salveranno.
Vi ringrazio, figli miei!

(Mirjana ha detto che la Madonna ha benedetto tutti i presenti e tutti gli oggetti di devozione portati per essere benedetti ed ha aggiunto che, mentre la Madonna se ne andava, ha visto un calice)

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venerdì 28 ottobre 2016

Apparizione straordinaria a Ivan alla Croce Blu del 28 ottobre 2016 alle ore 21:00

Carissimi, ecco ciò che Ivan ha riferito circa l’apparizione da lui avuta stasera, venerdì 28 ottobre 2016, alla Croce blu alle ore 21:00:

«Anche oggi, dopo l’incontro con la Madonna, vorrei avvicinare e descrivere anche a voi l’incontro di stasera.

Anche oggi la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice e, all’inizio, ci ha salutato tutti col suo materno saluto:

“Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.

Poi ha pregato in particolare qui su tutti voi malati ed, in seguito, ha pregato con le mani distese su tutti noi.

Poi la Madonna ha detto:

“Cari figli, anche oggi in modo particolare desidero invitarvi ad aprire i vostri cuori. Aprite i vostri cuori ai messaggi che vi do, affinché possa darvi nuovi messaggi. Vivete i miei messaggi! In particolare, cari figli, durante questo tempo vi invito: pregate per la pace. Cari figli, che sia la pace! La Madre prega per tutti voi e intercede per tutti voi presso suo Figlio.  Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.

Poi la Madonna ha benedetto tutti noi con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto.

Io ho anche raccomandato tutti voi, le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie e in modo particolare i malati.

Poi la Madonna ha continuato a pregare e in questa preghiera se n’è andata, se n’è andata nel segno della luce e della croce col saluto:

“Andate in pace cari figli miei!”».

martedì 25 ottobre 2016

Messaggio a Marija del 25 ottobre 2016

"Cari figli! Oggi vi invito: pregate per la pace! Abbandonate l'egoismo e vivete i messaggi che vi do. Senza di essi non potete cambiare la vostra vita. Vivendo la preghiera avrete la pace. Vivendo nella pace sentirete il bisogno di testimoniare, perché scoprirete Dio che adesso sentite lontano. Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate e permettete a Dio di entrare nei vostri cuori. Ritornate al digiuno e alla confessione, affinché possiate vincere il male in voi e attorno a voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.


Marija Pavlovic comunica a R. Maria il Messaggio del 25 Ottobre 2016 da Medjugorje

sabato 22 ottobre 2016

Apparizione straordinaria a Ivan del 21 ottobre 2016 alla Croce Blue, ore 21:00

Carissimi, ecco ciò che Ivan ha riferito circa l'apparizione da lui avuta stasera, venerdì 21 ottobre 2016, alla Croce blu, alle ore 21,00:

<<Anche oggi, come dopo ogni incontro con la Madonna,  vorrei avvicinarvi e descrivervi un po' l'incontro di stasera.
Anche oggi la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice e, all'inizio, ci ha salutato tutti con il suo materno saluto:
"Sia lodato  Gesù,  cari figli miei!".

Poi la Madonna ha pregato per un periodo di tempo qui su tutti noi con le mani distese, ha pregato in particolare su voi malati presenti. 

Poi ha detto:

"Cari figli, anche oggi desidero invitarvi alla perseveranza nella preghiera.  Pregate, cari figli, per la pace, per la pace! Che la pace regni nei cuori degli uomini, poiché da un cuore in pace nasce un mondo in pace. Grazie, cari figli,  per aver anche oggi risposto alla mia chiamata".


Poi la Madonna ci ha benedetti tutti con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato perchè venisse benedetto. 

Io ho raccomandato tutti voi,  le vostre necessità,  le vostre famiglie ed in particolare i malati.


Poi la Madonna ha continuato a pregare per un periodo di tempo qui su tutti noi e in questa preghiera se n'è andata, se n'è andata nel segno della luce e della croce, con il saluto:

"Andate in pace, cari figli miei! ">>

venerdì 21 ottobre 2016

25 Ottobre 2016 : Veglia di Preghiera in attesa del Messaggio Mensile da Medjugorje nella Chiesina di Padre Marella


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Martedì sera 25 ottobre 2016, come ogni mese, nello spirito di Medjugorie e in unione a tutti i gruppi di preghiera di Bologna e di tutta l'Italia, veglia di preghiera aperta a tutti in attesa del Messaggio da Medjugorie, alle ore 21,00 nella Chiesina di Padre Marella in Via del Lavoro n. 13,  Bologna : Adorazione del Santissimo Sacramento e preghiera del Santo Rosario, con la presenza e guida del sacerdote P. Roberto Viglino O.P.

Come per le altre veglie (escluso l'anniversario) NON sarà celebrata la S. Messa.

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Con l’occasione ricordo anche gli altri appuntamenti del Gruppo di Preghiera Regina della Pace:
  • Giovedì 27 ottobre 2016si terrà la consueta Veglia di Preghiera  settimanale alle ore 20:30  presso la Chiesina  di  Padre Marella in Via del Lavoro, 13 a Bologna
  • Sabato 29 ottobre 2016: consueto pellegrinaggio mensile al Santuario della Madonna di S. Luca con partenza dal Meloncello alle ore 08:00 preghiera delle prime tre parti del S. Rosario salendo a piedi al Santuario, S. Messa alle ore 09:30 e quindi discesa pregando l’ultima parte del S. Rosario.
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venerdì 14 ottobre 2016

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 12 ottobre 2016


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l'amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».
Parola del Signore.

Fratelli e sorelle, il Vangelo che abbiamo appena sentito fa parte di una sezione del Vangelo di san Luca che si chiama “Guai ai farisei e ai dottori della legge”. Questo è un pò cambiato negli altri Vangeli sinottici.
Nel Vangelo di san Luca di oggi viene riportato 4 volte questo “guai”: tre volte riguarda i farisei e una volta gli scribi.
Gesù, prima di accusare i dottori della legge, ha accusato i farisei a causa della loro ipocrisia. Da fuori sembrano belli, mentre dentro sono falsi. La religione per loro è come una maschera. Guardano certi dettagli e trascurano ciò che è importante, in questo caso la Giustizia divina e l’Amore divino.
Gli scribi sono coloro che spiegano la Legge. Hanno grande rispetto da parte del popolo. Sono le guide spirituali dei giudei. Uno di essi dice: “Dicendo così offendi anche noi”.
Pur essendo diversi scribi e farisei Gesù li mette tutti assieme. Anche ai dottori della Legge Gesù dice tre volte “guai”. Nel brano del Vangelo di oggi ne abbiamo sentito solo uno.
Gesù li rimprovera perchè sono troppo severi a spiegare la Legge agli altri, mentre per loro stessi trovano sempre delle scappatoie. Così peccano, perchè trascurano le cose importanti della Legge, soprattutto l’Amore e la Giustizia divina. Distorcono il Volto del Signore presentandoLo come un giudice, come un tiranno. Così la fede diventa difficile, insopportabile. Invece dovrebbe essere fonte di gioia, perchè Dio è Amore, Bontà, Misericordia, Mitezza, perdona i peccati per accogliere tutti tra le Sue braccia.
Questo brano di oggi, con i suoi “guai”, è uno dei discorsi più duri di Gesù contenuti nel Vangelo. Qui il Signore si presenta come Colui che difende coloro che non possono fare nulla da soli ed è contro quelli che sfruttano i poveri. Con queste parole severe mette in mostra la deviata devozione di queste persone. Gesù non è mai così severo come quando parla contro la falsa religione, la deviazione che noi oggi chiamiamo “fariseismo”.
Egli li accusa per la loro falsità: portano abiti lunghi e manto largo come riconoscimento della loro dignità. A loro piacciono i saluti nelle piazze. Cercano i primi posti nelle sinagoghe. Vogliono sempre essere al centro dell’attenzione. Tutto questo è una falsità che fino ad un certo punto si potrebbe anche sopportare, ma la loro avidità è quello che supera il limite, perchè divorano le case delle vedove. Lo fanno con la scusa delle lunghe preghiere. Queste preghiere non sono espressione della fede, ma di una devozione falsa che non ha nulla a che fare con la fede e con Dio. La loro devozione è solo un mezzo per assicurarsi una vita comoda.
Fratelli e sorelle, tutto quello che abbiamo detto riguarda gli altri. Nel caso concreto riguarda gli scribi e i farisei. Possiamo riconoscere anche delle persone tra di noi, ma sempre “gli altri”, perchè ci piace parlare degli altri. Ma noi? Domandiamoci, fratelli e sorelle, se queste parole riguardano anche noi.
In queste “virtù dei farisei” magari riconosciamo anche alcune nostre virtù. Magari in quei “guai” riconosciamo accuse rivolte anche a noi.
La scienza moderna ha cercato di cancellare Dio e magari vuole imporsi come una forma di religione con le proprie divinità.
Anche tra i cristiani c’è la falsità e la falsa moralità. Da fuori sembra tutto ottimo, invece dentro è tutto marcio. Si dichiarano cristiani e poi lottano per l’eutanasia, per l’aborto. Per loro la fede è una maschera.
Fratelli e sorelle, anche oggi ci sono dei cristiani che sono molto severi con gli altri nello spiegare la fede, mentre per sè troveranno sempre delle scappatoie per non dover adempiere i propri doveri.
Anche oggi, fratelli e sorelle, ci sono tra i cristiani coloro che sono pieni di avidità, amanti dei primi posti. Tra i cristiani ci sono alcuni che ritengono i riti cristiani come dei riti magici. Altri ritengono la Messa domenicale come un avvenimento culturale: si può andare in viaggio, al cinema o anche alla santa Messa.
Purtroppo, fratelli e sorelle, tra noi cristiani ci sono tante cose negative. Questo vuol dire che quei “guai” riguardano anche noi o alcuni di noi.
I misteri divini, come dice il Signore, rimangono nascosti agli intelligenti e ai sapienti.
Gesù si rivolge ai farisei e ai sapienti che ritengono di non aver più nulla da imparare e credono di aver raggiunto la santità e la giustizia con le proprie forze. A loro l’annuncio di salvezza non serve. A loro non serve nè salvezza nè Salvatore, perchè ritengono di aver raggiunto già la salvezza con le proprie forze. Ma questo riguarda anche tanti cristiani tiepidi.
Questo viene ripetuto da tanti saggi nella storia umana cominciando da Adamo che è caduto davanti alla tentazione, quando il demonio ha detto “Sarete come Dio”, fino all’uomo di oggi che non sente il bisogno di Dio e di seguirLo.
Se noi cristiani vogliamo veramente essere ciò che diciamo di essere dobbiamo tornare al messaggio autentico di Gesù. Dobbiamo tornare al Vangelo: messaggio semplice, ma allo stesso momento molto difficile. Nel Vangelo non ci sono compromessi. Parlo del Vangelo scritto nella Bibbia, non del Vangelo come spesso viene presentato. Nel vero Vangelo annunciato dalla Chiesa non ci sono compromessi. Nel vero Cristianesimo non ci può essere ipocrisia.
Fratelli e sorelle, non dobbiamo fermarci alle concupiscenze umane. Come veri cristiani viviamo la nostra dignità. Non è facile. Ma il Signore non ci ha promesso che sarà tutto facile, anzi.
Viviamo, testimoniamo la nostra fede nel nostro tempo e nel luogo in cui viviamo.
Viviamo la nostra fede, affinchè colui che non è cristiano vedendo noi, il nostro comportamento verso gli altri possa dire: “Questi sono cristiani!”
Spesso questo sarà difficile per noi. Saremo rimproverati, derisi o addirittura perseguitati, ma non dobbiamo avere paura, perchè questa è la via giusta. Il Cristianesimo senza sofferenza non è Cristianesimo. La vita cristiana senza la croce non è vita cristiana.
Solo vivendo il Vangelo in modo autentico, o cercando di viverLo, apriremo per noi e per gli altri la strada che ci porterà all’incontro con Dio che salva.
Lui è lo scopo per noi che siamo cristiani.
Amen.

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

lunedì 10 ottobre 2016

Video - Međugorje, giovedì 6 ottobre 2016, Adorazione Eucaristica presieduta da fra Vjeko Milcevic.


Međugorje, giovedì 6 ottobre 2016, Adorazione Eucaristica presieduta da fra Vjeko Milcevic.

Canto: Laudate omnes gentes, laudate Dominum.
Alleluja, alleluja, cantate Domino…

Signore Maestro! Tu manifesti il Tuo Amore su di noi con la Tua misericordia.
Tu sei qui con noi vivo e risorto.
Con la forza del tuo Spirito, ci manifesti il Tuo Amore nel pane. Abbi pietà di noi!

Canto: Io Ti amo Gesù e mi dono a Te.

Sei sorgente di vita, consolazione del mio cuore.
Ti prego Gesù ascoltami!
Io credo che Tu sei nostro Signore e nostro Maestro! Tu ci insegni amandoci. Ci insegni a pregare e a chiedere. Sei la risposta a tutte le nostre richieste e a tutte le nostre ricerche.
Tu sei la risposta alla supplica di ogni vita umana.
Aiutaci a credere in Te e ad amarTi. Abbi pietà di noi!

Canto: Ti dono il mio cuore, Gesù: trasformalo come vuoi Tu!
Attiralo a Te che sei la Pace: sei Via, Verità e Vita
!

Signore! trasformaci con la potenza del Tuo Spirito, perché noi sappiamo diventare dono, perché sappiamo diventare Amore, perché viviamo del Tuo Amore.
Maria Madre del Signore, Maria Sposa dello Spirito Santo, sii con noi.


Canto: Dođi, Duše svetosti, duše ognja, zapali nas!
Spirito Santo, vieni nel mio cuor, del Tuo amore infiammalo! ….

Tantum ergo... Orazione. Kyrie, eleison...

Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto.

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira…