Drop Down MenusCSS Drop Down MenuPure CSS Dropdown Menu

Richiesta di preghiere

* * * * *

Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

* * * * *

giovedì 19 novembre 2015

L’ Annunciazione

image

 

Veliča – Hvalospjev Marijin

 

Veliča * duša moja Gospodina
i klikće duh moj *
u Bogu mome Spasitelju,
što pogleda na neznatnost službenice svoje: *
odsad će me, evo, svi naraštaji zvati blaženom.
Jer velika mi djela učini Svesilni, *
sveto je ime njegovo.
Od koljena do koljena dobrota je njegova *
nad onima što se njega boje.

Iskaza snagu mišice svoje, *
rasprši oholice umišljene.
Silne zbaci s prijestolja, *
a uzvisi neznatne.
Gladne napuni dobrima, *
a bogate otpusti prazne.

Prihvati Izraela, slugu svoga, *
kako obeća ocima našim:
spomenuti se dobrote svoje *
prema Abrahamu i potomstvu njegovu dovijeka.

Slava Ocu i Sinu *
i Duhu Svetomu.
Kako bijaše na početku, tako i sada i vazda *
i u vijeke vjekova. Amen.

 

ZDRAVO MARIJO (Ave Maria):

Zdravo Marijo, milosti puna,
Gospodin s tobom,
blagoslovglena ti megiu zenama,
I blagoslovglen plod utrobe
tvoje Isus.
Sveta Marijo, Majco Bozja,
moli za nas grescnische
sada i na cias smrti nasce.
Amen

*

*  *

MAGNIFICAT

L'anima mia magnifica il Signore  *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.  *
D'ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente  *
e santo é il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia  *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,  *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,  *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,  *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo,  *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,  *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio  *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre  *
nei secoli dei secoli. Amen.

 

AVE MARIA

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.
Amen.

mercoledì 18 novembre 2015

Novena della Medaglia Miracolosa (Dal 18 al 26 novembre)

13436-2-grande-2-notredamemedaillemiraculeuse

mm2011

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra, con la più viva fiducia nella tua potente intercessione, umilmente ti supplichiamo di volerci ottenere le grazie che con questa Novena ti chiediamo. (Breve pausa per chiedere le grazie)
O Madonna della Medaglia Miracolosa, che sei apparsa a Santa Caterina Labouré, nell’atteggiamento di Mediatrice del mondo intero e di ogni anima in particolare, noi mettiamo nelle tue mani e affidiamo al nostro cuore le nostre suppliche.
Degnati di presentarle al tuo Divin Figlio ed esaudirle, se esse sono conformi, alla Divina Volontà e utili alle anime nostre. E, dopo aver innalzato verso Dio le tue mani supplichevoli, abbassale su di noi e avvolgici coi raggi delle tue grazie, illuminando le nostre menti, purificando i nostri cuori, affinché da Te guidati, raggiungiamo un giorno la beata eternità. Amen.


Preghiera finale: Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai sentito dire che alcuno abbia fatto ricorso al Tuo patrocinio, implorato il Tuo aiuto, chiesto la Tua protezione e sia stato abbandonato. Animato da questa fiducia, anch’io ricorro a Te o Madre, Vergine delle Vergini, a Te vengo e, pentito, mi prostro davanti a Te. Non respingere, o Madre del Verbo la mia supplica, ma ascolta benigna ed esaudiscimi.

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.

images

Coroncina della Medaglia Miracolosa

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta cura prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per allontanare da noi i castighi di Dio e ottenerci le sue grazie, soccorrici in questa presente nostra necessità e concedici le grazie che ti domandiamo.
Ave Maria.   O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (3 volte)

O Vergine Immacolata, che ci hai fatto dono della tua Medaglia, quale rimedio a tanti mali spirituali e corporali che ci affliggono, come difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera.
Ave Maria.   O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (3 volte)

O Vergine Immacolata, che hai promesso grandi grazie ai devoti della tua Medaglia, se ti avessero invocato con la giaculatoria da Te insegnata, noi, pieni di fiducia nella Tua parola, ricorriamo a Te e Ti domandiamo, per a Tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno.
Ave Maria.   O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (3 volte)

 

lunedì 9 novembre 2015

I DIECI COMANDAMENTI PER LA CASA DEL SIGNORE

notre-dame-paris


1. Molti vanno in Chiesa, ma non tutti sanno di entrare nella casa di Dio. Preparati nell’andare: spiritualmente, mentalmente e con il cuore.

2. Recati alla Santa Messa almeno cinque o dieci minuti prima del suo inizio, per prepararti nella preghiera e nel raccoglimento ad una migliore partecipazione al mistero della salvezza.

3. Entrando in Chiesa, davanti al Signore, inginocchiati, così lo adorerai pubblicamente. Chinare la testa, come oggi fanno molti, è solo un segno di venerazione e non di adorazione come si conviene a Dio. Nella lettera ai Filippesi si trova scritto: “nel nome di Gesù, ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, sulla terra e sotto terra”. Non volerti dunque macchiare di grave irriverenza verso il tuo Signore.

4. Osserva, nella casa di Dio, un rigoroso silenzio. Nel luogo sacro non possono essere giustificate le vane chiacchiere. Si può parlare solo per una vera, grave e urgente necessità, per il tempo strettamente indispensabile e sempre e solo sottovoce. Controlla sempre che il tuo telefonino sia spento.

5. Non entrare mai in Chiesa vestito in maniera indecorosa o, peggio, indecente. Mantieni sempre un atteggiamento edificante, non andando in giro qua e là con lo sguardo, non voltandoti a vedere chi entra e chi esce, ma occupandoti solo di parlare con Dio, pensando alle cose di Dio, occupandoti degli affari divini riguardanti il bene dell’anima tua e di quelli che porti nel cuore.

6. Nella Messa, almeno durante la consacrazione, procura di stare in ginocchio ed in assoluto silenzio adorante. Se anche sei fuori dei banchi, sappi che il Signore gradisce molto il sacrificio di stare in ginocchio sulla nuda terra. Sappi che se, senza grave necessità, rimani in piedi, pecchi gravemente di irriverenza verso Colui che si sta umiliando scendendo sull’altare e rinnovando l’offerta del Suo Sacrificio per le mani del sacerdote. Se sei un’anima generosa, prolunga il tempo della tua adorazione in ginocchio per tutta la preghiera eucaristica.

7. Se vuoi ricevere Gesù nella santa comunione eucaristica, ricorda che devi essere in stato di grazia ed a digiuno da almeno un’ora da cibi e bevande non alcoliche (tre ore dalle bevande alcoliche). Se sei consapevole di aver peccato mortalmente, non accostarti alla santa comunione senza aver prima ricevuto l’assoluzione nel sacramento della Penitenza: commetteresti sacrilegio. Se hai violato le norme sul digiuno, per comunicarti devi chiedere la dispensa al Parroco prima che cominci la santa Messa. Sappi che il digiuno è rotto anche da un cioccolatino, una caramella, un caffè o una gomma da masticare.

8. Prima di ricevere la santa Comunione, chiedi umilmente perdono per le tue debolezze e mancanze recitando l’atto di dolore. Accostati a Lui con molto rispetto e riverenza, consapevole che stai andando a ricevere il Signore del cielo e della terra. Ricorda che anche per ricevere la santa comunione, l’atteggiamento più indicato è quello di ricevere il tuo Signore stando umilmente in ginocchio.

9. Dopo aver ricevuto Gesù, adoralo, benedicilo e ringrazialo. Tornato al banco, non metterti seduto: hai Dio dentro di te! Non uscire di fretta dalla Chiesa, ma soffermati in silenziosa preghiera, perché Gesù rimane, nelle Sacre Specie, vivo dentro di te, per almeno un quarto d’ora da quando l’hai ricevuto. L’ideale, quindi, sarebbe che ti trattenessi in preghiera ed in ringraziamento almeno per questo tempo.

10. Quando Gesù è solennemente esposto nell’Adorazione eucaristica, non privarlo della tua presenza. Egli ti sta aspettando per amarti, benedirti, concederti grazie, donarti la sua pace, in cambio di un po’ del tuo amore e del tempo. Sii fiero di rimanere per un po’in ginocchio davanti alla sua divina presenza

adorazione

martedì 3 novembre 2015

Commento di padre Livio al Messaggio a Marija del 25 ottobre 2015


Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (11) – Messaggio a Marja del 25 ottobre 2015 e Messaggio a Mirjana del 2 novembre 2015

Messaggio a Marija del 25 ottobre 2015

"Cari figli! La mia preghiera anche oggi è per tutti voi, soprattutto per tutti coloro che sono diventati  duri di cuore alla mia chiamata. Vivete in giorni di grazia e non siete coscienti dei doni che Dio vi da attraverso la mia presenza. Figlioli, decidetevi anche oggi per la santità e prendete l'esempio dei santi di questi  tempi e vedrete che la santità è  realtà per tutti voi. Figlioli, gioite nell'amore perché agli occhi di Dio siete irripetibili e insostituibili perché siete la gioia di Dio in questo mondo. Testimoniate la pace, la preghiera e l'amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori

Il messaggio è motivo di profondo esame di coscienza per prendere consapevolezza del nostro autentico e meraviglioso essere e vivere da cristiani. Anzitutto la Vergine prega perché è preoccupata di “coloro che sono diventati duri di cuore alle mie chiamate”. Chi sono costoro?

Prima di guardarci attorno e puntare il dito sugli altri, cerchiamo di vedere dentro di noi l’atteggiamento del nostro cuore. Che cosa significa “la durezza del cuore”? Anzitutto il cuore costituisce il centro propulsore di tutti i nostri sentimenti, pulsioni affettive, passioni, interessi vari, orientamenti interiori, giudizi, pensieri, voleri, desideri. La durezza, a sua volta, comporta il blocco totale o l’incatenamento o l’immobilismo di tali atteggiamenti sotto due aspetti fondamentali: il primo consiste nel fatto che il cuore si è pietrificato, si è reso compatto e cocciuto senza alcuna possibilità di liberazione o di rottura. A quel punto resta difficile muoverlo e scioglierlo in modo che si possa intenerire e alleggerirsi di quel peso che lo attanaglia. Ciò significa che esso è irrigidito nel proprio egoismo, è chiuso nel suo mondo soggettivo e nei suoi schemi personali che si è costruito, chiuso come in una torre di ferro, dove si è rifugiato e da lì non si muove. Non vibra di alcuna emozione, non sente alcuna compassione, non si interessa di quanto accade attorno a sé e di come soffrono gli altri. Pensa solo a sé stesso. Quando sembra manifestare qualche scossone o preoccupazione, lo fa perché ha bisogno lui di qualcosa non perché gli interessino gli eventi al di fuori di sé. Anche quando vive una certa religiosità, è mosso e guidato dall’intento di salvare sé stesso e non prova alcun sentimento di gratitudine e tanto meno di amore verso il Signore.

Il secondo aspetto della durezza di cuore sta nella conseguenza che essa impedisce a lui di comunicare e di relazionarsi attivamente sia nei confronti di Dio che dei fratelli. Soprattutto non consente di confrontarsi e di ascoltare gli altri che possano avere una opinione diversa dalla sua e che potrebbero aiutarlo a uscire da quella capsula in cui si è rinchiuso. Il brutto che nessuno e nulla lo scuotono, neanche un terremoto o una catastrofe che non tocchi la sua persona. Lui non si rammarica mai, non si pente delle sue mancanze né le riconosce, non piange né si addolora e neanche gioisce pienamente né si commuove. È lì fermo e appesantito.

Tale modo di essere può anche avverarsi in noi e ce ne dobbiamo accorgercene per liberarci e trovare un nuovo modo di sentire e di agire, che si chiama apertura d’animo e vera conversione. Infatti la Vergine dice che noi siamo tardi e duri di cervice, come dei ciechi e dei sordi, perché “non siete coscienti dei doni che Dio vi dà attraverso la mia presenza”. Questo richiamo è molto forte, in quanto esprime una certa indifferenza verso la grazia divina che ci viene elargita con tanta ricchezza, rimanendo prigionieri di meschinità di vedute, andando più verso noi stessi che verso Dio e i fratelli. Siamo immersi in una abbondanza di favori divini e neanche ce ne rendiamo conto, anzi alle volte li trascuriamo e addirittura li disprezziamo. È necessario scuoterci e riprendere lena nello spirito per camminare gioiosamente e liberamente verso la santità: “decidetevi anche oggi per la santità”. La festa meravigliosa di tutti i Santi dovrebbe essere un’ottima occasione per un nuovo slancio di intraprendere seriamente la via del bene, dell’amore, della verità e onestà. Là, in paradiso, con gli angeli e i santi, dobbiamo tutti arrivarci: “la santità è la realtà per tutti voi”.

Ma come si fa a diventare santi?

Maria ce lo suggerisce. Non si tratta di fare cose straordinarie e faticose, anzi occorre semplicemente gioire: “gioite nell’amore”, perché siamo i prediletti di Dio, i suoi figli amati, perdonati, abbracciati. L’amore del Signore dovrebbe essere la causa di vera santificazione, per essere totalmente avvinti e coinvolti dall’Amore divino. Questo amore ci purifica, ci colma di grazia e ci conduce a Dio per essere con Lui e in Lui viventi e beati già su questa terra, ma poi per sempre nella felicità eterna. Perché ci attardiamo ancora a perdere tempo sulle stupidaggini di questo mondo, sulla nostra durezza di cuore, mentre potremmo vivere nella serenità e nella gioia intramontabile? Infatti “agli occhi di Dio siete irripetibili e insostituibili perché siete la gioia di Dio in questo mondo”. Che meraviglia! Accogliamo l’invito di Maria nostra Madre amabile.

Messaggio a Mirjana del 2 novembre 2015

“Cari figli, desidero parlarvi di nuovo dell’amore. Vi ho radunati intorno a me nel Nome di mio Figlio, secondo la sua volontà. Desidero che la vostra fede sia salda e provenga dall’amore, perché quei miei figli che capiscono l’amore di mio Figlio e lo seguono, vivono nell’amore e nella speranza. Hanno conosciuto l’amore di Dio. Perciò, figli miei, pregate, pregate per poter amare il più possibile e compiere opere d’amore. Perché la sola fede, senza amore e opere d’amore, non è quello che vi chiedo. Figli miei, quella è una parvenza di fede, è un lodare se stessi. Mio Figlio chiede fede e opere, amore e bontà. Io prego, ma chiedo anche a voi di pregare e vivere l’amore, perché desidero che mio Figlio, quando guarderà i cuori di tutti i miei figli, possa vedere in essi amore e bontà, non odio ed indifferenza. Figli miei, apostoli del mio amore, non perdete la speranza, non perdete la forza: voi lo potete fare! Io vi incoraggio e benedico, perché tutto ciò che è di questa terra — che purtroppo molti miei figli mettono al primo posto — scomparirà e resteranno solo l’amore e le opere d’amore, che vi apriranno le porte del Regno dei Cieli. Io vi attenderò presso quelle porte, presso quelle porte desidero attendere ed abbracciare tutti i miei figli. Vi ringrazio!”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori

Anche questo messaggio è incentrato sull’amore, offrendoci alcuni aspetti interessanti per riflettere e crescere nella nostra vita spirituale.

1. il primo aspetto ci riporta nel cenacolo, dove la Vergine, assieme agli apostoli, prega per ottenere l’effusione dello Spirito Santo nella potenza del Figlio suo asceso al cielo accanto al Padre. Ella lo fa intendere: “Vi ho radunati intorno a me nel Nome di mio Figlio, secondo la sua volontà”. Da una parte Ella sta in mezzo a noi, raccolti attorno alla Madre, in vista precisamente di essere ricolmati dall’amore divino verso suo Figlio; dall’altra l’ambiente del cenacolo, quale luogo di raccoglimento e di preghiera, indica bene che noi siamo radunati da Maria per essere i nuovi apostoli dell’amore di Gesù verso l’umanità. Dovremmo sempre ricordarci che nelle nostre assemblee o incontri comunitari, quando stiamo assieme per pregare e lodare il Signore, soprattutto nella santa Eucaristia, Ella sta in mezzo a noi e ci sorregge nella fede, ci stimola all’amore e ci unisce nella forza salvifica di suo Figlio amatissimo. Anche le singole famiglie dovrebbero essere un piccolo cenacolo di pace e di comunione dove veglia ed agisce la Vergine. Ciò costituisce un grande tesoro spirituale e umano per ritrovare ogni volta il senso cristiano di una presenza costante di Maria che ci difende dai mali e intercede per la nostra serenità personale e familiare. L’importante che ce ne rendiamo conto e viviamo in tale atteggiamento di fede. Certamente le cose andrebbero molto meglio su tutti i fronti e per noi sarebbe un grande vantaggio e benessere fisico e spirituale.

2. La Vergine sollecita al nostro impegno per congiungere assieme la fede con l’amore, la preghiera con le opere di bontà: “figli miei, pregate, pregate per poter amare il più possibile e compiere opere d’amore”. Molto importante tale connubio tra fede e amore, perché una fede, senza lo slancio interiore del cuore, resta priva di vita e di entusiasmo, si racchiude nella freddezza e nella indifferenza. Ha bisogno di essere sostenuta e accompagnata da profondi sentimenti di amore e di donazione sia verso Dio che verso i fratelli. La Madonna lo dice espressamente che “la fede, senza amore e opere d’amore, non è quello che vi chiedo. Figli miei, quella è una parvenza di fede, è un lodare se stessi”. Come fanno riflettere queste precise e pungenti parole sante! D’altra parte l’azione buona, se non viene animata da una fede viva, diventa un puro efficientismo, un gesto esteriore privo di valore spirituale, che non compie la vera opera di misericordia, di conforto e consolazione, incapace di condividere le sofferenze e le gioie delle persone più bisognose. L’azione materiale così perde la sua preziosità vitale e non serve al vero bene e all’edificazione del regno di Dio, a portare la salvezza redentrice di Cristo. Solo nell’unione tra fede e amore il cristiano compie il suo impegno apostolico e fa contento Gesù, come vuole la Vergine Maria: “mio Figlio, quando guarderà i cuori di tutti i miei figli, possa vedere in essi amore e bontà, non odio e indifferenza”. Quante volte noi siamo soltanto operatori distratti e scontenti, spesso portatori di chiacchiere e di pettegolezzi piuttosto che di sentita compassione e pace.

3. Alla fede e all’amore si aggiunge la speranza: “figli miei, apostoli del mio amore, non perdete la speranza, non perdete la forza: voi lo potete fare”. La Vergine ci dona un impegno ben preciso da cui non possiamo sottrarci se vogliamo restare suoi figli, come Lei ci chiama teneramente, amati e protetti dal suo amore materno. La speranza, unita alla fede e alla carità, costituisce un trittico composto dalle tre virtù teologali che sono l’anima di tutta la vita cristiana. La fede ci unisce a Dio in filiale abbandono; l’amore ci porta a donarci concretamente con gesti di benevolenza in ragione dell’amore divino che alberga nei nostri cuori; la speranza ci sospinge ad avere fiducia incrollabile in ogni momento, anche nelle prove più dure. Sperare in Dio contro ogni speranza umana è la forza potente del cristiano, perché si fonda sulla grazia e onnipotenza divine. Se coltiviamo queste tre virtù possiamo avere la certezza che il Signore sta accanto a noi e ci conduce verso la felicità eterna assieme ai santi. Se invece siamo immersi nelle cose materiali, come fossero il tesoro più prezioso, noi perdiamo di vista la vita vera, quella del cielo, e ci ritroveremo poveri e desolati, angosciati e irrequieti, perché “tutto ciò che è di questa terra – che purtroppo molti miei figli mettono al primo posto – scomparirà e resteranno solo l’amore e le opere d’amore, che vi apriranno le porte del Regno dei cieli”. Una visione meravigliosa è posta sotto i nostri occhi. A noi il compito di vivere pienamente e costantemente con la speranza incrollabile che là, in paradiso, si trova la nostra felicità.

4. Consolanti sono le ultime parole della Vergine: “Io vi attenderò presso quelle porte, presso quelle porte desidero attendere tutti i miei figli”. Chi di noi non si sente scosso e profondamente toccato da queste rassicuranti parole. O Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra, noi ti siamo infinitamente grati e la certezza che tu stai là, alla porta del paradiso, per attenderci con il tuo amore, ci dona forza e luce per ravvivare la fede, la speranza e la carità e così entrare in eterno accanto a te nella beatitudine senza fine. Grazie, o Maria!


don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

Don Renzo Lavatori ha recentemente pubblicato un altro volume sull’angelologia: L' angelo, un fascio di luce sul mondo, La Fontana di Siloe, Torino, 2014 (cliccare sul link per ordinarlo)

Notizie più dettagliate sul Sito Ufficiale di Don Renzo Lavatori (cliccare sul link)

lunedì 2 novembre 2015

Commento di Padre Livio al Messaggio a Mirjana del 2 novembre 2015

Messaggio a Mirjana del 2 novembre 2015

“Cari figli, desidero parlarvi di nuovo dell’amore. Vi ho radunati intorno a me nel Nome di mio Figlio, secondo la sua volontà. Desidero che la vostra fede sia salda e provenga dall’amore, perché quei miei figli che capiscono l’amore di mio Figlio e lo seguono, vivono nell’amore e nella speranza. Hanno conosciuto l’amore di Dio. Perciò, figli miei, pregate, pregate per poter amare il più possibile e compiere opere d’amore. Perché la sola fede, senza amore e opere d’amore, non è quello che vi chiedo. Figli miei, quella è una parvenza di fede, è un lodare se stessi. Mio Figlio chiede fede e opere, amore e bontà. Io prego, ma chiedo anche a voi di pregare e vivere l’amore, perché desidero che mio Figlio, quando guarderà i cuori di tutti i miei figli, possa vedere in essi amore e bontà, non odio ed indifferenza. Figli miei, apostoli del mio amore, non perdete la speranza, non perdete la forza: voi lo potete fare! Io vi incoraggio e benedico, perché tutto ciò che è di questa terra — che purtroppo molti miei figli mettono al primo posto — scomparirà e resteranno solo l’amore e le opere d’amore, che vi apriranno le porte del Regno dei Cieli. Io vi attenderò presso quelle porte, presso quelle porte desidero attendere ed abbracciare tutti i miei figli. Vi ringrazio!”

12115463_10206213593352318_1915389438560388158_n

20151102114014


mercoledì 28 ottobre 2015

Commento al messaggio a Marija del 25 ottobre 2015

La veggente Marija Pavlovic Lunetti a Radio Maria:

"Cari figli! La mia preghiera anche oggi è per tutti voi, soprattutto per tutti coloro che sono diventati duri di cuore alla mia chiamata. Vivete in giorni di grazia e non siete coscienti dei doni che Dio vi da attraverso la mia presenza. Figlioli, decidetevi anche oggi per la santità e prendete l'esempio dei santi di questi tempi e vedrete che la santità è realtà per tutti voi. Figlioli, gioite nell'amore perché agli occhi di Dio siete irripetibili e insostituibili perché siete la gioia di Dio in questo mondo. Testimoniate la pace, la preghiera e l'amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

P. Livio: Cosa ti ha colpito di più di questo messaggio?

Marija: Mi sembra questo invito della Madonna a vivere la santità in questi tempi; e ci chiede di seguire l'esempio dei santi che noi abbiamo conosciuto, come San Giovanni Paolo II, Madre Teresa che era una in mezzo a noi. Poi abbiamo conosciuto tanti santi che non sono ancora arrivati sull’altare, ma per i quali speriamo e che noi preghiamo. Tra questi anche la mia guida spirituale, Padre Slavko, per il quale la Madonna ha detto il giorno dopo la sua morte: “Vostro fratello Slavko è nato in Cielo”. Teologicamente non so spiegare, ma per me una persona così è irripetibile e insostituibile, come dice la Madonna. Il Signore ci mette a fianco nella nostra vita questi esempi, queste persone, perchè possiamo cercare di imitarli, mentre ringraziamo Dio per averli conosciuti.

P. Livio: Nella nostra vita non incontriamo solo i cattivi, ma anche i santi, che magari sono persone molto semplici. Forse la Madonna aveva uno sguardo su quella coppia di sposi che la Chiesa ha canonizzato: i genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino.

Marija: Oggi ero alla Messa qui al Carmelo di Monza, dove ci sono ancora le reliquie degli sposi Martin. Lei pensava di diventare suora e lui sacerdote; invece il Signore li ha portati al matrimonio e hanno avuto nove figli, di cui quattro sono morti in tenera età e le altre cinque sono diventate suore. Una è diventata santa Teresina, le altre, un po’ meno conosciute, ma ugualmente sante agli occhi di Dio. La Madonna dice: “Gioite nell’amore perché agli occhi di Dio siete irripetibili e insostituibili…”, come a dire che noi siamo unici per Dio, che siamo la cosa più bella che ha creato.

P. Livio: Allora anche tu come mamma speri di diventare santa?

Marija: Speriamo. Io spero nel martirio perché è più semplice... Tante volte pensiamo che diventare santi bisogna essere tristi, invece la Madonna anche con questo messaggio ci da' tanta gioia.

P. Livio: La Madonna ci dice: “Gioite perché voi siete la gioia di Dio”, come i figli che sono la gioia dei genitori.

Marija: Poi dice: “Testimoniate la pace, la preghiera e l’amore”, cioè vivete nella pace, vivete nell’amore.

P. Livio: Ho notato che quasi sempre quando la Madonna da' il messaggio il 25 ottobre, in un modo o nell’altro, fa riferimento alla festa liturgica di tutti i Santi. Forse è una festa che a Lei piace molto. Io credo che questo 25 ottobre Lei ha esortato alla santità pensando a questa festa e al fatto che tutti dobbiamo diventare santi...

Ti ricordi? Quando sono venuto per la prima volta a Medjugorje nel 1985, la Madonna aveva cominciato ad invitare alla santità. Prima ha cercato di risvegliare la fede, poi ha cominciato ad esortare alla santità proprio voi del villaggio.

Marija: E’ vero. La Madonna ha per noi un progetto molto chiaro. Ci dice che siamo duri di cuore. Lei vuole che il nostro cuore tenda al Paradiso. Quei cinque o dieci minuti di Paradiso che io vivo quando la Madonna appare, Lei vorrebbe che li vivessero ognuno di noi. Come? Vivendo l'amore, la preghiera e la pace. Tante volte noi complichiamo le cose, ma in realtà Dio vuole da noi che siamo semplici, trasparenti, forti e saldi nella fede. Quando hai la fede, la trasmetti. Dio è amore e quando abbiamo Dio nel nostro cuore, non abbiamo paura di parlare di Lui perché Lo amiamo sopra ogni cosa.

P. Livio: In qualche modo la Madonna ci insegna la piccola via alla santità come diceva S. Teresa di Gesù Bambino, cioè testimoniare la pace, la preghiera e l’amore; è la via semplice alla santità che tutti possono percorrere.

Marija: Sì, tante volte sembra che dobbiamo fare chissà che cosa e invece noi abbiamo scoperto con la Madonna che noi non salviamo il mondo, è Dio che lo salva. Ma noi dobbiamo mettere la nostra piccola parte, con i doni che Dio ci ha dato e che non possiamo nasconderli sotto terra, ma usarli e sfruttarli con un bel sorriso. Il sorriso non costa niente e quando una persona ci sorride, è una cosa importante, perché è il riflesso dell’anima.

P. Livio: C’è anche un po' di dispiacere da parte della Madonna vedendo che dopo 34 anni che è qui in mezzo a noi, ci siamo un po’ abituati e, anche noi che abbiamo risposto alla chiamata, siamo un po' caduti nell’abitudine e non apprezziamo questi grandi doni che Dio ci da' con questa lunga presenza di Maria.

Marija: Per dire la verità a questa abitudine non mi sono ancora “abituata”... Io sento sempre più il desiderio del Paradiso... Oggi che sono una donna adulta, posso testimoniare con tutto il mio cuore che il Signore lavora dentro di noi, ci sta plasmando. E quando noi diciamo il nostro “sì”, anche se stanco e a volte distratto, è tuttavia sempre un “sì” che il Signore usa anche attraverso la Madonna... Io credo a ciò profondamente nel mio cuore perchè vedo quante opere buone il Signore ha fatto attraverso un “sì”: il “sì” tuo, il “sì” mio, il “sì” di altri, nelle piccole e grandi cose. Noi ogni giorno possiamo solo dire grazie.

P. Livio: E' stato proprio così per Radio Maria... Se noi siamo fedeli, la Madonna fa crescere le cose in un modo miracoloso; come questa radio con la quale la Madonna porta la preghiera in tutto il mondo...

Giovedì avremo la grazia di essere ricevuti dal Papa. Se tu potessi parlare col Papa cosa gli diresti?

Marija: Gli vorrei solo dire che lo amiamo e che preghiamo per lui; e di tenere duro, perchè abbiamo il Paradiso che ci aspetta.

<<< >>>

Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.

... e Padre Livio ha concluso con la benedizione.

Marija e P. Livio

Fonte: Medjugorje Oggi

domenica 25 ottobre 2015

Messaggio a Marija del 25 ottobre 2015

"Cari figli! La mia preghiera anche oggi è per tutti voi, soprattutto per tutti coloro che sono diventati  duri di cuore alla mia chiamata. Vivete in giorni di grazia e non siete coscienti dei doni che Dio vi da attraverso la mia presenza. Figlioli, decidetevi anche oggi per la santità e prendete l'esempio dei santi di questi  tempi e vedrete che la santità è  realtà per tutti voi. Figlioli, gioite nell'amore perché agli occhi di Dio siete irripetibili e insostituibili perché siete la gioia di Dio in questo mondo. Testimoniate la pace, la preghiera e l'amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
 
 
 
 

Marija Pavlovic comunica a Radio Maria
il Messaggio del 25  ottobre 2015

 

grazie a Vittorio

martedì 20 ottobre 2015

Omelia della santa Messa italiana Medjugorje, 12/10/2015

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: “Questa generazione è una generazione malvagia. Essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno se non il segno di Giona. Poichè come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’Uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio la regina del sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perchè ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco: qui vi è Uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perchè essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco: qui vi è uno più grande di Giona”.
Parola del Signore

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo, vi confesso che quando ho letto queste pagine del Vangelo ho sorriso, perchè ho pensato: Io mi metto dalla parte di coloro che sono venuti qui per cercare un segno? Quale segno ci verrà dato? Quali segni vedremo?
I segni non sono quelli che si possono vedere con le foto, quando si vede una nuvola a forma di angelo o di Maria.
Sorridevo perchè la fantasia di Dio è veramente grande. Ci concede di comprendere in questo luogo il segno per eccellenza, quel segno di cui ognuno di noi ha bisogno. Quel segno che ci cambia la vita per sempre, non quella che ce la cambia solo per un pò. Quel segno che ognuno di noi desidera, ma che non abbiamo il coraggio di chiedere. Sì, il segno che noi riceviamo, che noi abbiamo, è lo stesso segno che hanno ricevuto coloro che attendevano un segno da Gesù, ma ai quali è stato detto che riceveranno solo il segno di Giona: “Il vostro segno sono Io”.
Ecco. Secondo voi, perchè questo continuo insistere di Maria? Tutto ciò noi già lo sappiamo. La preghiera, la Parola di Dio, i Sacramenti…
Ma vi siete mai chiesti perchè tutto questo? Per aprire i cuori, per essere più capaci di avvicinarsi al Signore, per crescere nella santità, per fare la Volontà di Dio, per comprenderla e viverla.
Ma solo questo? Fate attenzione ad una cosa. Se Gesù in carne ed ossa era il segno promesso da Dio attraverso i profeti al Suo popolo, lo stesso segno Gesù si fa presente ancora oggi per noi. E non è solamente l’Eucaristia. Pensateci bene. Il segno che la Madonna ci aiuta a comprendere a vivere e a vedere è il fatto che ognuno di noi porta in sè Gesù Cristo. San Paolo direbbe: “Non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me”.
Noi siamo il Suo Corpo, la Sua presenza. Ecco il segno. Il segno che io devo ricercare è questo. Quando vedrò in me Cristo. E quando i miei fratelli vedranno in me l’agire, la presenza, l’operare del Signore Gesù. Ecco perchè anche a noi è stato dato questo segno: Gesù Cristo.
Quand’è che la mia vita sarà trasformata? Quando Lo accoglierò e non dirò più “Signore, cosa fai Tu di me?” , ma dirò “Signore, cosa sei Tu per me?”. Quando Gli potrò dire: “L’importante per me è che Tu sia nella mia vita”.
Solo allora comprenderemo tutto questo tempo in cui Maria si è fatta nostra consolazione e ci chiede di accogliere Suo Figlio nella nostra vita. Perchè siamo noi questo segno, quando siamo trasformati in Gesù Cristo. Siamo noi.
Perchè facciamo tanta fatica a renderci conto del dono che noi siamo? Del tesoro che portiamo dentro di noi? Della presenza di dio che ci edifica, che ci santifica?
Renderci consapevoli di questo è un segno, perchè tutto cambia, tutto si trasforma. Un segno a cosa serve? Ci indica qualcosa, ci dice qualcosa. Ci mostra, ci rivela qualcosa.
Bene. Il segno che noi contempliamo qui, che noi attendiamo, che chiediamo è quello di saper vedere la realtà che noi siamo. Con la stessa luce, amore, gioia con cui Maria ci guarda e con cui noi guardiamo Lei e a Dio nella speranza e nella fede certa.
Ma chi ha il coraggio di guardarsi in faccia e di sorridersi? Di dirsi: “Mi amo, perchè quello che sono è oggetto dell’Amore di Dio, della Sua gioia”? “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”.
Allora quando sono conscio di tutto questo, accogliendo l’aiuto che Maria ci dona, io mi ritrovo il più grande segno che Dio ha lasciato per ognuno di noi: Suo Figlio. Perchè io sono figlio. E in me cosa vedo? Un povero figlio peccatore? No. Sì, ma non solo questo. In me devo imparare a vedere Gesù Cristo. E’ per questo che Gesù ci ricorda che qualsiasi cosa abbiamo fatto al più piccolo dei nostri fratelli lo abbiamo fatto a Lui. Perchè anche nel nostro prossimo possiamo imparare a vedere non un’opportunità di bene, ma il nostro stesso bene, la nostra stessa vita che è il Signore Gesù.
Allora chiediamo a Maria che ci insegni sempre più a riconoscere in noi non ciò di cui abbiamo bisogno, quello lo sappiamo bene, ma a riconoscere il segno che Dio ha voluto dare ad ognuno: Suo Figlio Gesù. Allora, secondo questo punto di vista, la nostra vita sarà sempre trasformata. La nostra vita sarà una conversione continua. La nostra vita non sarà vissuta per noi stessi, tanto per andare avanti, ma sarà vissuta esclusivamente per Dio. Come per dire: “Se io vivo non è per me stesso, ma per far piacere a Te, Signore”. Perchè? Perchè nonostante tutto, ed è bene ricordarselo, noi siamo la Sua gioia, la Sua felicità, il frutto del Suo Amore.
Se volete vedere l’onnipotenza di Dio e quanto grande è il Suo amore guardatevi allo specchio.