Drop Down MenusCSS Drop Down MenuPure CSS Dropdown Menu

Richiesta di preghiere

* * * * *

Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

* * * * *

giovedì 4 ottobre 2012

Come si recita il S. Rosario

 

 

Per introduzione si dice un Credo sul crocifisso, un Padre nostro sul primo grano, tre Ave Maria sui tre grani successivi per chiedere di crescere nella fede, nella speranza e nella carità, e un Gloria al Padre.

Oppure: «O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto» e un Gloria al Padre.

Poi si enuncia il primo mistero, per esempio, se si stanno recitando i misteri gaudiosi, si dice: «Nel primo mistero gaudioso si contempla l'Annunciazione», si possono leggere alcuni versetti della Bibbia seguiti da un momento di silenzio, si può dire una preghiera, si può leggere una meditazione.

Indi sul quinto grano si dice il Padre nostro e sui dieci grani successivi l'Ave Maria meditando il mistero, si conclude la decina con il Gloria (che nella recita pubblica può essere cantato).

Si può dire la preghiera di Fatima: «Quando pregate il Rosario, dite dopo ogni mistero: Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia», si può dire una preghiera volta ad ottenere i frutti del mistero.

Si ripete la stessa cosa per i misteri successivi.

In conclusione si dice la Salve Regina e si possono dire le Litanie Lauretane.

Misteri del Rosario

I misteri del Rosario sono venti:

  • cinque gaudiosi, che ricordano la vita di Gesù e di Maria fino all'inizio della vita pubblica: l'Annunciazione, la Visitazione, la Nascita di Gesù, la Presentazione di Gesù al Tempio, il Ritrovamento di Gesù nel Tempio;
  • cinque luminosi, che ricordano la vita pubblica di Gesù: il Battesimo di Gesù, le Nozze di Cana, l'Annuncio del Regno di Dio, la Trasfigurazione, l'Istituzione dell'Eucaristia;
  • cinque dolorosi, che ricordano la sua passione: l'Agonia di Gesù nel Getsemani, la Flagellazione, la Coronazione di Spine, la Salita di Gesù al Calvario con la Croce, la Crocifissione e Morte di Gesù;
  • cinque gloriosi, che ricordano la sua risurrezione e la gloria di Gesù e di Maria: la Risurrezione di Gesù, l'Ascensione di Gesù al Cielo, la Discesa dello Spirito Santo, l'Assunzione, l'Incoronazione di Maria Vergine.

Se si recita solo un Rosario di cinque decine al giorno, si usava recitare i misteri gaudiosi il lunedì, i dolorosi il martedì, i gloriosi il mercoledì, poi di nuovo i gaudiosi il giovedì, i dolorosi il venerdì, i gloriosi il sabato, la domenica si recitavano i misteri gloriosi. Con l'avvento dei misteri luminosi il giovedì si recitano questi ultimi e il sabato si recitano i misteri gaudiosi (1) (2) (3)

Per recitare bene il Rosario bisogna recitarlo digne, attente, devote.

Digne (degnamente) vuol dire dire in stato di grazia o almeno non con l'intenzione di rimanere nel peccato. «La prima e migliore disposizione per rendere efficaci le nostre preghiere è di essere in stato di grazia, o non essendovi, almeno desiderare di rimettersi in tale stato» (Catechismo maggiore di S. Pio X).

«L'orazione vocale è quella che si fa con le parole accompagnate dall'attenzione della mente e dalla devozione del cuore» (Catechismo maggiore di S. Pio X).

Attente (con attenzione) vuol dire prestando attenzione alla preghiera che si sta facendo. Si può leggere un brano biblico, meditare brevemente il mistero, poi dire bene il Padre nostro pensando a ciò che si sta dicendo, dire bene le dieci Ave Maria (Salutazione angelica) salutando la Madonna nel mistero che si contempla e dire bene il Gloria.

Devote (con devozione) vuol dire con devozione interna ed esterna. «Il Rosario si deve recitare con grande devozione perché si parla con la SS. Vergine» (S. Paolo della Croce). In particolare bisogna recitarlo senza fretta, dicendo bene le preghiere. «Per ottenere le grazie domandate nel Pater Noster bisogna recitarlo senza fretta, con attenzione e accompagnarlo col cuore» (Catechismo maggiore di S. Pio X). Poi bisogna recitarlo senza interruzioni, «dobbiamo durante la preghiera pensare che siamo alla presenza di Dio il quale ci vede e ci ascolta» (Ibidem) e con compostezza del corpo.

 

(1)
Questa distribuzione, se rigidamente osservata, può talvolta dar luogo a un contrasto tra il contenuto dei misteri e il contenuto liturgico del giorno: si pensi alla recitazione dei misteri dolorosi in un Natale che cada di venerdì. In questi casi si può ritenere che «la caratterizzazione liturgica di un determinato giorno prevalga sulla sua collocazione nella settimana; come pure che non sia estraneo alla natura del Rosario compiere, in particolari giorni dell'Anno liturgico, appropriate sostituzioni di misteri, che consentano di armonizzare ulteriormente il pio esercizio con il momento liturgico». Così, ad esempio, agiscono correttamente i fedeli che il 6 gennaio, solennità dell'Epifania, recitano i misteri gaudiosi e quale «quinto mistero» contemplano l'adorazione dei Magi anziché il ritrovamento di Gesù dodicenne nel tempio di Gerusalemme. Ovviamente queste sostituzioni vanno operate con ponderazione, con aderenza alla Sacra Scrittura e con proprietà liturgica. (Direttorio su pietà popolare e liturgia, 200)

(2)
Nella pratica corrente del Rosario, dopo la dossologia trinitaria segue una giaculatoria, che varia a seconda delle consuetudini. Senza nulla togliere al valore di tali invocazioni, sembra opportuno rilevare che la contemplazione dei misteri potrà meglio esprimere tutta la sua fecondità, se si avrà cura di far sì che ciascun mistero si concluda con una preghiera volta ad ottenere i frutti specifici della meditazione di quel mistero. In questo modo il Rosario potrà esprimere con maggiore efficacia il suo legame con la vita cristiana. Lo suggerisce una bella orazione liturgica, che ci invita a chiedere di poter giungere, meditando i misteri del Rosario, ad « imitare ciò che contengono e ad ottenere ciò che promettono ».

Tale preghiera finale potrà ispirarsi, come già succede, a una legittima varietà. Il Rosario acquista in tal modo anche una fisionomia più adeguata alle varie tradizioni spirituali e alle varie comunità cristiane. In questa prospettiva, è auspicabile che si diffondano, col debito discernimento pastorale, le proposte più significative, magari sperimentate in centri e santuari mariani particolarmente attenti alla pratica del Rosario, in modo che il Popolo di Dio possa avvalersi di ogni autentica ricchezza spirituale, traendone nutrimento per la propria contemplazione. (Rosarium Virginis Mariae, n. 35)

 

(3)
Sono vari, nella prassi corrente, i modi di introdurre il Rosario nei diversi contesti ecclesiali. In alcune regioni, si suole iniziare con l'invocazione del Salmo 69: « O Dio, vieni a salvarmi; Signore, vieni presto in mio aiuto », quasi ad alimentare nell'orante l'umile consapevolezza della propria indigenza; altrove, invece, l'avvio avviene con la recita del Credo, quasi a mettere la professione di fede a fondamento del cammino contemplativo che si intraprende. Questi e simili modi, nella misura in cui ben dispongono l'animo alla contemplazione, sono usi ugualmente legittimi. La recita è poi conclusa con la preghiera secondo le intenzioni del Papa, per allargare lo sguardo di chi prega sull'ampio orizzonte delle necessità ecclesiali. È proprio per incoraggiare questa proiezione ecclesiale del Rosario che la Chiesa ha voluto arricchirlo di sante indulgenze per chi lo recita con le debite disposizioni.

In effetti, se vissuto così, il Rosario diventa veramente un percorso spirituale, in cui Maria si fa madre, maestra, guida, e sostiene il fedele con la sua intercessione potente. Come stupirsi se l'animo sente il bisogno, alla fine di questa preghiera, in cui ha fatto intima esperienza della maternità di Maria, di sciogliersi nelle lodi per la Vergine Santa, sia nella splendida preghiera della Salve Regina, che in quella delle Litanie lauretane? È il coronamento di un cammino interiore, che ha portato il fedele a contatto vivo con il mistero di Cristo e della sua Madre Santissima. (Rosarium Virginis Mariae, n. 37)

 

Fonte: Il Santo Rosario

Nessun commento: