martedì 15 ottobre 2013
Finché il Rosario sarà recitato, Dio non abbandonerà il mondo
Attraverso il Rosario si può ottenere tutto. Secondo un grazioso paragone, è una lunga catena che collega il Cielo e la terra: una delle estremità è nelle nostre mani e l'altra in quelle della Beata Vergine.
Finché il Rosario sarà recitato, Dio non abbandonerà il mondo, perché questa preghiera agisce potentemente sul suo cuore. È come il lievito che può rigenerare la terra. La dolce Regina del Cielo non può dimenticare i suoi figli che, incessantemente, cantano le sue lodi.
Non esiste nessuna preghiera che sia più gradita a Dio, del Rosario. Anche la Chiesa ci invita ad andare a recitarlo ogni sera nel mese di ottobre, davanti a Gesù veramente presente ed esposto sull'altare.
Santa Teresa del Bambino Gesù
lunedì 14 ottobre 2013
DUE PAPI E IL MONDO TRA I MISTERI DI FATIMA
Papa Francesco fa culminare l’ “Anno della fede” indetto dal suo predecessore con la veglia di preghiera mariana di ieri e, oggi, in piazza San Pietro, con una cerimonia molto significativa: rinnoverà la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria ai piedi della statua della Madonna di Fatima, fatta arrivare direttamente dal santuario portoghese.
Potrebbe sembrare una questione che interessa solo i “devoti”. Ma in realtà non è solo una preghiera (non è nemmeno una sorta di rito magico).
Casomai è un grande esorcismo sul mondo e sull’umanità del nostro tempo.
Per la sua natura e le sue conseguenze è un avvenimento assai significativo anche per i laici. Cercherò di spiegarne i motivi.
LE PROFEZIE
Anzitutto quelle di Fatima sono, fra le apparizioni, le più profetiche in riferimento alla storia umana. O le più “politiche”, per usare il gergo sciocco dei giornali.
Infatti furono fortemente avversate – fin dall’inizio – dal sistema mediatico e dalle forze marxiste perché ritenute “rozzamente anticomuniste”.
E’ vero che furono una grandiosa e veritiera profezia sul comunismo e sul XX secolo dei totalitarismi e dei genocidi, ma di rozzo non ci fu proprio nulla (se non la reazione dei “mangiapreti”).
Avvennero fra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917, durante la prima guerra mondiale.
La Madonna apparve il 13 di ogni mese: il 13 luglio fece vedere ai tre pastorelli l’inferno, lamentando che molti uomini finissero in quell’orrore (così mostrava qual era l’esito tragico di una modernità che aveva deciso di fare a meno di Dio).
Per scongiurare questa perdizione di massa chiese che l’umanità tornasse a Dio attraverso la devozione al suo Cuore Immacolato.
La Madonna volle dunque mostrare l’enorme potere della preghiera, superiore a quello di eserciti, governi e potenze mondane, chiedendo ai tre bambini di pregare e offrire i loro sacrifici per la fine della guerra (e la guerra finì di lì a poco, come aveva predetto).
Ma la Madre di Dio avvertì pure che stava per prepararsi qualcosa di peggio: l’avvento del comunismo in Russia, cosa che si verificò puntualmente tre mesi dopo, con la “Rivoluzione d’ottobre”.
Predisse quindi la diffusione nel mondo di quella peste atea e totalitaria, lo scatenarsi di persecuzioni, orrori e genocidi specie per l’esplosione di un secondo (e peggiore) conflitto mondiale.
Per ottenere “la conversione della Russia” e scongiurare tutto questo la Vergine chiese alcune cose che non le vennero concesse. Così quell’orrore si compì esattamente come lei aveva profetizzato.
IL TERZO SEGRETO
Durante la seconda guerra, suor Lucia, l’unica dei pastorelli rimasta in vita, su indicazione della Madonna, mise nero su bianco anche la terza parte di quel messaggio profetico del 13 luglio 1917 e lo consegnò al vescovo di Leiria-Fatima facendogli promettere – come voleva la Vergine – che sarebbe stato pubblicato nel 1960.
Era il famoso e misterioso “terzo segreto di Fatima”, che alimenterà suggestioni apocalittiche per decenni. Perché Pio XII e il cardinale Ottaviani lo fecero portare a Roma e, nel 1960, Angelo Roncalli, divenuto papa col nome di Giovanni XXIII, decise di non renderlo noto essendo incerto sulla sua origine soprannaturale.
In realtà si capì che non fu reso noto perché conteneva la profezia di cose spaventose o per la sorte dell’umanità (per esempio guerre atomiche) o per il futuro della Chiesa (una situazione di crisi e smarrimento apocalittici).
Paolo VI decise anch’egli di non renderlo noto. Mentre Giovanni Paolo II, che lo ritenne certamente proveniente dalla Madonna, lo fece pubblicare nell’anno santo del 2000.
E’ la celebre visione del “vescovo vestito di bianco” che, in una città devastata, si china su un mare di vittime e, infine, salendo un monte con una croce, va incontro a un feroce martirio, insieme a tanti altri ecclesiastici e semplici fedeli.
Fu suggerito che quel martirio potesse riferirsi all’attentato a papa Wojtyla, avvenuto proprio il 13 maggio 1981, ricorrenza della prima apparizione di Fatima (Giovanni Paolo II andò personalmente in pellegrinaggio al santuario per ringraziare la Madonna di averlo salvato).
Tuttavia se è vero che la salvezza del papa fu effettivamente inspiegabile e miracolosa, è anche vero che quella visione in cui un “vescovo vestito di bianco” e una quantità di altri cristiani morivano, non sembrava avere nulla a che fare con l’attentato dell’81.
L’ULTIMO MISTERO
Del resto era noto che, insieme alla descrizione della visione, doveva esserci il testo delle parole della Madonna che spiegavano quelle immagini.
Molte cose inducevano a pensare che in quell’anno 2000 fosse stata rivelata solo una parte del “terzo segreto”, ma non quella più “esplosiva”, che presumibilmente conteneva le parole di Maria e che aveva scioccato Giovanni XXIII (il quale decise di segretare tutto).
L’iter stesso che aveva portato alla pubblicazione del 2000, che aveva visto fra i protagonisti l’allora monsignor Bertone, appariva pieno di contraddizioni.
Lo stesso Bertone – divenuto nel frattempo cardinale e Segretario di Stato – si fece in quattro, con un libro e vari interventi, per proclamare che tutto era stato rivelato, che tutta la profezia contenuta in quel segreto si era avverata nel XX secolo e che questa era l’interpretazione ufficiale della Chiesa.
Ma era stato proprio il suo superiore, il cardinale Ratzinger, a precisare che non c’era nessuna interpretazione ufficiale della Chiesa e poi – da papa – fu sempre lui, Benedetto XVI, a smentirlo clamorosamente con un improvviso pellegrinaggio a Fatima nel maggio 2010, durante il quale – tra l’altro – dichiarò che si illudeva chi credeva che la profezia di Fatima si riferisse solo a cose del passato, perché essa ha invece attinenza con il presente e con il futuro.
RIGUARDA NOI
Quel pellegrinaggio e quelle sue parole erano anche il segno che papa Ratzinger, per qualche ignoto motivo, era tornato a meditare profondamente su quella profezia.
Ed è per questo che nel gennaio di quest’anno, alla vigilia delle sue dimissioni, ha deciso che l’ “Anno della fede” doveva essere coronato dalla consacrazione del mondo ai piedi della Madonna di Fatima.
Papa Francesco, eletto a marzo, ha confermato questa decisione del predecessore e, anzi, il 13 maggio scorso, ha chiesto che i vescovi portoghesi, riuniti nel Santuario, consacrassero il suo stesso pontificato alla Madonna di Fatima.
E’ sempre misterioso il legame esistente fra la preghiera e gli eventi che accadono. Ma un atto forte come la consacrazione del mondo fatta dal papa, in unione con tutta la Chiesa, ha una tale forza mistica che, con uno sguardo attento ed evangelico, è possibile coglierne le poderose conseguenze storiche.
E’ accaduto così sia per la consacrazione del mondo che fece Pio XII nel 1942, sia per quella di Giovanni Paolo II del 25 marzo 1984.
Non bisogna infatti dimenticare che Colei che ha chiesto tale consacrazione, essendo stata pubblicamente sfidata dalle autorità e dalla stampa laicista portoghese del tempo, fin dal 13 maggio 1917, a dare un segno visibile a tutti della sua presenza, promise che lo avrebbe dato e, nell’ultima apparizione, quella del 13 ottobre 1917 (di cui oggi ricorre l’anniversario), ben 70 mila persone accorse a Fatima poterono vedere quel segno, constatando il potere di quella Regina.
Erano presenti infatti giornalisti della stampa laica, intellettuali scettici, autorità, tutti convinti che sarebbero stati sbugiardati i tre pastorelli.
Invece assisterono a un evento che li riempì di terrore, perché – come riportarono le cronache dei giornali del 14 ottobre 1917 – il sole cominciò a vorticare paurosamente e si fece di mille colori mentre sembrava che dovesse precipitare sulla terra. Il fenomeno fu visto anche dalle zone vicine a Fatima ed è un evento certo e documentato.
Quel giorno i potenti di questo mondo si trovarono di fronte a un potere infinitamente più forte del loro. Il potere di chi “abbatte i potenti dai troni e innalza gli umili”.
Antonio Socci
Da “Libero”, 13 ottobre 2013
domenica 13 ottobre 2013
CATECHESI DI PADRE MARINKO Medjugorje 09/10/13 padiglione giallo
Buongiorno.
Ma piove?
Sapete come ha agito un pastore? Un uomo in viaggio ha avvicinato un pastore che custodiva il suo gregge e gli ha chiesto come erano le previsioni del tempo. Il pastore ha risposto: “Io mi aspetto il tempo che conviene a me”.
Ma come fa a sapere che sarà proprio il tempo che a lui sta bene? Il pastore rispose: “Caro amico, io ho imparato nella mia vita a non poter avere tutto quello che vorrei e di accettare ogni cosa. Proprio per questo sono sicuro che oggi farà il tempo che piace a me”.
Quando piove, piove. Quando fa il sole fa il sole.
Si tratta dunque di un atteggiamento interiore.
Le cose, quindi, non dipendono dal tempo, ma anche da me. Non dipende soltanto dalle circostanze, ma anche dal mio modo di pensare.
Carissimi amici, siamo qui per riflettere su Medjugorje.
Io sono nato qui nelle vicinanze di Medjugorje. A 5 chilometri da Medjugorje.
Quando la Madonna è apparsa io avevo 13 anni.
La prima apparizione era il 24 giugno del 1981 e noi il 26 giugno abbiamo saputo la notizia. Già il 27 giugno con i miei amici sono stato con i veggenti sulla collina delle apparizioni. Ero proprio vicinissimo ai veggenti durante l’apparizione, in modo da poterli vedere davanti a me. Senz’altro questo fatto ha lasciato una grande impressione dentro di me.
Io penso che l’essenziale a Medjugorje sia stato già detto il primo giorno, cioè il 24 giugno che è la festa di san Giovanni Battista. Sappiamo che il Battista mostrava la strada verso Gesù e invitava le persone alla conversione: a passare all’altra sponda del Giordano.
Credo che Medjugorje sia proprio questo: l’altra sponda del fiume Giordano, dove la Madonna ci invita alla conversione. La Madonna ci invita alla pace. La pace non c’è senza la conversione. Quindi la mia conversione è precondizione per la pace. Quindi la pace non esiste senza il cambiamento.
Spesso noi, invece, aspettiamo che cambino gli altri e pensiamo: “Quando cambieranno gli altri ci sarà la pace”. “Quando cambierà mio marito o mia moglie ci sarà la pace”. Quando cambieranno i vicini di casa o le circostanze esteriori…
Qui la Madonna, invece, ci insegna che io devo cambiare e non gli altri.
Una cosa è molto interessante: quando io comincio a cambiare anche gli altri cambiano. Questo è essenziale. Quando cambio il mio modo di pensare, quando cambiano i miei sentimenti, tutto comincia ad avere un altro aspetto. Sia le persone che le cose assumono un altro aspetto.
Gesù ci insegna: Non andare a togliere la pagliuzza nell’occhio dell’altro; prima verifica il tuo stato d’animo. Noi, invece, vogliamo sempre cambiare gli altri. E’ molto meglio. Come un uccello da mille metri di altezza vediamo la pagliuzza nell’occhio dell’altro. Invece i lati positivi facciamo fatica a vederli.
Gesù dice: “Verifica prima il tuo stato d’animo e cambia te stesso”. Liberati prima di tutto da ciò che è dentro di te.
Noi non vediamo in modo chiaro. Guardiamo attraverso i nostri filtri. Questo fa diventare la nostra vista distorta.
Pensiamo ad una persona a cui non vogliamo bene. Tu non sei capace di vedere questa persona. La tua vista non è più limpida. Tu forse vedi soltanto un lato. Vedi solo il negativo. Allora, prima di tutto, devi verificare se dentro di te c’è qualche trave, qualche filtro. La prima cosa che si deve fare è liberarsi da questo.
Ricordiamo le nostre sensazioni verso gli altri. Dentro di te c’è rabbia e reagisci in stato di nervosismo? Come sarà la tua reazione? Non potrà essere buona.
Prima di tutto dobbiamo essere coscienti di com’è il nostro stato d’animo. Quando abbiamo messo a posto le cose dentro di noi allora possiamo reagire.
Vi faccio l’esempio del vescovo san Francesco di Sales. Una volta un uomo lo ha insultato e ha bestemmiato. San Francesco taceva. Gli amici gli hanno chiesto: “Ma perché tacevi? Perché non hai risposto?” E lui rispose: “Io ho fatto un accordo tra la mia lingua e il mio cuore: la lingua può parlare appena il cuore si è calmato. In quel momento, invece, il mio cuore non era tranquillo”.
Mi ricordo molto bene quando facevo catechismo a scuola. Gli alunni qualche volta non sono proprio buoni. Mi sono trovato nella tentazione di dare la colpa a loro, ma poi ho capito che non riguardava loro. Ho domandato a me stesso: “In quale stato d’animo entro io nella classe? Sono fresco, riposato? Sono di buon umore?” Da questo dipende tutto il resto.
Con quale stato d’animo entro a casa mia? Come avvicino gli altri? Tutto dipende dalla mia interiorità. Ecco perché Gesù dice: “Prima di tutto devi pulire la coppa dall’interno”. L’esteriorità dipende dall’interiorità.
Che tipo di persona sei tu? Non dipende soltanto da te, ma anche da me. Da come io ti guardo. Che sentimento ho dentro: amore o odio?
La Madonna ci insegna di cambiare prima di tutto noi stessi. Questo cambiamento deve avvenire nella preghiera. Ovviamente anche dopo la preghiera, ma soprattutto nella preghiera. La preghiera, la santa Messa e l’adorazione devono essere momenti di cambiamento.
Ci domandiamo: ma di che cambiamento si tratta? Ricordiamo i due discepoli sulla strada da Emmaus verso Gerusalemme. Come erano loro quando hanno incontrato Gesù? Possiamo dire che erano ciechi. Non lo vedevano eppure Lui era lì. Delusi, depressi. Dicevano: “Noi speravamo e tutto è finito”. Loro non vedevano. Ricorda certe situazioni in cui cammini e sei pensieroso e così non vedi l’altra persona.
Ricordiamo qui una cosa molto importante. Dopo la resurrezione Gesù si mostra diverso. Dio è sempre diverso da quello che penso io. Nemmeno Maria Maddalena lo riconobbe, ma ha riconosciuto la Sua voce. Invece i due discepoli L’hanno riconosciuto nello spezzare il pane. L’apostolo Tommaso Lo ha riconosciuto quando ha toccato le Sue piaghe. Dio è sempre diverso.
La Madonna desidera che io cambi nella preghiera. Il cambiamento è un processo. Anche nei due discepoli sulla strada da Emmaus a Gerusalemme è avvenuto questo processo di cambiamento. Pian piano i loro occhi si sono aperti e il loro cuore ha cominciato a svegliarsi. Dopo diranno: “Ma non ardeva forse il nostro cuore mentre Lo ascoltavamo?” Il loro cuore si è svegliato e hanno compreso sempre di più. Tutto questo è successo durante un cammino. Quindi il nostro cambiamento è un cammino.
Essere cristiano significa essere in cammino con Gesù. Quando io vado a pregare io incontro Gesù come quei discepoli. Continuo a camminare con Lui. Rifletto con Lui. Con Lui verifico me stesso, perché il nostro modo di vedere non è sempre giusto. Il nostro modo di riflettere non è sempre giusto. Spesso siamo ciechi come quel fariseo che pregava nel Tempio. Era cieco.
Noi preghiamo, ma questo non vuol dire che il cambiamento è avvenuto dentro di noi. Spesso rimaniamo così come quando abbiamo iniziato a pregare e ritorniamo a casa uguali. Questo non và bene.
La Madonna desidera che noi cambiamo. Noi ci mettiamo molto volentieri davanti allo specchio. Sempre di nuovo ci specchiamo. Questo riguarda ovviamente l’esteriorità. Facciamo, però, molta più fatica a guardare la nostra interiorità. Ed è molto più importante dell’esteriorità. Vedere se stessi. Vedere e capire che cosa ci muove. Vedere e comprendere che cos’è decisivo per me. Cosa influisce le mie decisioni? Perché io penso così di una certa persona? Bisogna sempre verificare il nostro modo di vedere.
Io vedo una persona in un certo modo. Ma questa persona è veramente così come la vedo? E’ veramente così oppure io la vedo così? Sono due cose diverse. Quindi, assieme a Gesù, dobbiamo esaminare sempre noi stessi.
Leggere la Parola di Dio. AscoltarLa. Essere come Maria, sorella di marta. Quando ti raccogli nella preghiera devi essere come Maria. E’ uno degli elementi della preghiera col cuore.
La Madonna qui ci insegna a pregare col cuore. Pregare col cuore significa essere presenti. Noi spesso ci allontaniamo col pensiero. Non sono presente. Col corpo sì, ma non con lo spirito. Mi addormento come quei tre discepoli nell’Orto degli Ulivi. Ma Gesù li sveglia. Gesù desidera che anche noi ci svegliamo. Desidera che non siamo più come Marta, bensì come Maria.
Solo Tu Gesù. Nella Messa e nell’adorazione solo Tu Gesù sei importante. Ti contemplo e Ti ascolto. Sono completamente occhio e completamente orecchio.
Essere sveglio. “Pregate, pregate” dice Gesù. Questo ovviamente non è semplice, ma dobbiamo fare esercizio. La Madonna ci insegna che la preghiera col cuore è uno stato d’animo interiore, una disposizione. Nella preghiera abbiamo le parole e gli stati d’animo. Ricordiamoci della critica di Dio nell’Antico Testamento: “Questo popolo Mi venera con le labbra; il loro cuore è lontano da Me”.
Noi, quindi, pronunciamo le parole. Prendiamo il rosario, una bellissima preghiera, ma dobbiamo essere svegli. Dobbiamo svegliarci continuamente durante il rosario. Dentro di me ci deve essere una disposizione nel mio cuore.
Prendiamo per esempio questa parola: “Signore, Ti ringrazio”. Lo stato interiore è la gratitudine. Lo stato interiore è importante. Che io provi dentro di me la gratitudine. Che io dentro di me possa avere la fiducia nel Signore, l’abbandono al Signore. L’amore nel cuore.
Ai due discepoli è accaduto di svegliarsi. Questo stato interiore non deve essere presente all’inizio della preghiera, ma deve realizzarsi. Prega per questa intenzione. “Gesù sveglia l’amore dentro di me. Sveglia la fiducia in Te. Sveglia in me la gratitudine”.
Prega così e cerca di sentire nella preghiera almeno una volta ciò che ha sentito Elisabetta. Cosa ha sentito Elisabetta nell’incontro con Maria? “Il bambino sussultò nel mio grembo”. Così ha detto. Sussultò di gioia. Fai in modo che anche dentro di te possa sussultare il tuo cuore. Proprio perché sei con Gesù.
La Madonna dice: “Pregate con gioia”. Forse tu adesso non preghi con gioia. Và bene anche così, ma sappi che questo è possibile. Quando cominci a pregare con gioia cambia tutto.
Ricordiamo un esempio. Una ragazza leggeva un libro di poesie. Poesia che era noiosa. Ha letto un po’ e poi ha riposto il libro. Dopo qualche giorno ha incontrato un giovane e se ne è innamorata. Parlando lui le ha detto che scrive poesie. Quando lei è tornata a casa subito ha cercato quel libro e ha scoperto che il ragazzo era proprio l’autore di quel libro. Ha ricominciato a leggerlo e non ha smesso finché non lo ha terminato. Più volte rileggeva quel libro, perché non era più noioso. Ogni parola aveva il suo significato.
La Madonna dice a noi: “Innamoratevi di Gesù”. “Innamoratevi del Santissimo Sacramento dell’altare”. Quando avviene questo cambia tutto. Proprio per questo bisogna pregare per l’amore: “Gesù sveglia l’amore dentro di me”. L’amore è dentro di te, come lo era in quei due discepoli, ma a volte l’amore dorme dentro di te. Bisogna svegliarlo.
Un altro modo buono di pregare col cuore è ripetere le invocazioni. La Madonna dice: “Pregate preghiere brevi”. Per esempio: Ti ringrazio Gesù. Gesù ti amo. Gesù confido in Te. O semplicemente la parola “Gesù”. Fa penetrare il nome di Gesù nel tuo respiro. Ripeti questo nome. Ripetilo con gratitudine. “Gesù”. Con amore. Con fiducia. Oppure le parole di san Tommaso: “Mio Signore e mio Dio”. Oppure le parole di san Francesco: “Mio Dio, mio tutto”. Ripetilo dentro di te, perché il tuo cuore cominci a svegliarsi. Perché il tuo cuore inizi a pregare.
Ci sono alcune condizioni per la preghiera col cuore. Il perdono. Non puoi pregare col cuore se non perdoni. Se dentro di te ci sono sentimenti negativi è ovvio che non puoi pregare col cuore. Se non riesci ad accettare la tua croce è difficile pregare col cuore.
La Madonna dice: “Lavorate sui vostri cuori come lavorate nei campi”. Dobbiamo fare attenzione: posso pregare come quel fariseo nel Tempio, digiunare come lui due volte la settimana eppure può succedere che il cambiamento non avvenga. Bisogna fare una verifica interiore. Inizia il lavoro su se stessi.
Carissimi amici, questo sarebbe un riassunto breve, una breve introduzione alla scuola di preghiera di Maria.
Desidero dirvi un’altra cosa. Per poter pregare col cuore fa molto bene ringraziare. Ci sono tre dimensioni di ringraziamento. Aprire i nostri occhi, perché spesso siamo insoddisfatti perché non vediamo ciò che abbiamo: vedo solo i difetti. Quando ringrazio io scopro tantissime cose belle attorno a me.
Quindi: apri i miei occhi. Poi: sveglia il mio cuore. Perché quando scopro la bellezza del creato attorno a me il mio cuore inizia a gioire. E la gioia si sveglia dentro di me.
La terza dimensione è terapeutica. Quando ringrazio, per esempio per le croci – O Dio Ti ringrazio per le mie croci, per tutto ciò che è avvenuto nella mia vita, ti ringrazio per tutto – allora la gratitudine ti aiuta a riconciliarti con la croce, perché avvenga la pace dentro di te.
Cari amici, oggi forse avete uno, due o tre motivi per essere insoddisfatti. Tu hai questi motivi, ma ricordati bene: oggi hai mille motivi per essere felice.
Carissimi amici, questo era tutto.
Fonte: Info da Medju (inviato da Andrea Bianco)
PREGHIERA PER LA GIORNATA MARIANA IN OCCASIONE DELL' ANNO DELLA FEDE
PAROLE DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Piazza San Pietro
Sabato, 12 ottobre 2013
Cari fratelli e sorelle,
questo incontro dell'Anno della fede dedicato a Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, Madre nostra. La sua statua, venuta da Fatima, ci aiuta a sentire la sua presenza in mezzo a noi. C'è una realtà: Maria sempre ci porta a Gesù. E' una donna di fede, una vera credente. Possiamo domandarci: come è stata la fede di Maria?
1. Il primo elemento della sua fede è questo: la fede di Maria scioglie il nodo del peccato (cfr Con Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 56). Che cosa significa? I Padri conciliari hanno ripreso un'espressione di sant'Ireneo che dice: «Il nodo della disobbedienza di Eva ha avuto la sua soluzione con l'obbedienza di Maria; ciò che la vergine Eva aveva legato con la sua incredulità, la vergine Maria l'ha sciolto con la sua fede» (Adversus Haereses III, 22, 4).
Ecco il "nodo" della disobbedienza, il "nodo" dell'incredulità. Quando un bambino disobbedisce alla mamma o al papà, potremmo dire che si forma un piccolo "nodo". Questo succede se il bambino agisce rendendosi conto di ciò che fa, specialmente se c'è di mezzo una bugia; in quel momento non si fida della mamma e del papà. Voi sapete quante volte succede questo! Allora la relazione con i genitori ha bisogno di essere pulita da questa mancanza e, infatti, si chiede scusa, perché ci sia di nuovo armonia e fiducia. Qualcosa di simile avviene nel nostro rapporto con Dio. Quando noi non lo ascoltiamo, non seguiamo la sua volontà, compiamo delle azioni concrete in cui mostriamo mancanza di fiducia in Lui - e questo è il peccato -, si forma come un nodo nella nostra interiorità. E questi nodi ci tolgono la pace e la serenità. Sono pericolosi, perché da più nodi può venire un groviglio, che è sempre più doloroso e sempre più difficile da sciogliere.
Ma alla misericordia di Dio - lo sappiamo - nulla è impossibile! Anche i nodi più intricati si sciolgono con la sua grazia. E Maria, che con il suo "sì" ha aperto la porta a Dio per sciogliere il nodo dell'antica disobbedienza, è la madre che con pazienza e tenerezza ci porta a Dio perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia di Padre. Ognuno di noi ne ha alcuni, e possiamo chiederci dentro al nostro cuore: quali nodi ci sono nella mia vita? "Padre, i miei non si possono sciogliere!". Ma, questo è uno sbaglio! Tutti i nodi del cuore, tutti i nodi della coscienza possono essere sciolti. Chiedo a Maria che mi aiuti ad avere fiducia nella misericordia di Dio, per scioglierli, per cambiare? Lei, donna di fede, di sicuro ci dirà: "Vai avanti, vai dal Signore: Lui ti capisce". E lei ci porta per mano, Madre, Madre, all'abbraccio del Padre, del Padre della misericordia.
2. Secondo elemento: la fede di Maria dà carne umana a Gesù. Dice il Concilio: «Per la sua fede e la sua obbedienza Ella generò sulla terra lo stesso Figlio del Padre, senza conoscere uomo, ma sotto l'ombra dello Spirito Santo» (Cost. dog. Lumen gentium, 63). Questo è un punto su cui i Padri della Chiesa hanno molto insistito: Maria ha concepito Gesù nella fede e poi nella carne, quando ha detto "sì" all'annuncio che Dio le ha rivolto mediante l'Angelo. Che cosa vuol dire questo? Che Dio non ha voluto farsi uomo ignorando la nostra libertà, ha voluto passare attraverso il libero assenso di Maria, attraverso il suo "sì". Le ha chiesto: "Sei disposta a questo?". E lei ha detto: "Sì".
Ma quello che è avvenuto nella Vergine Madre in modo unico, accade a livello spirituale anche in noi quando accogliamo la Parola di Dio con cuore buono e sincero e la mettiamo in pratica. Succede come se Dio prendesse carne in noi, Egli viene ad abitare in noi, perché prende dimora in coloro che lo amano e osservano la sua Parola. Non è facile capire questo, ma, sì, è facile sentirlo nel cuore.
Pensiamo che l'incarnazione di Gesù sia un fatto solo del passato, che non ci coinvolge personalmente? Credere in Gesù significa offrirgli la nostra carne, con l'umiltà e il coraggio di Maria, perché Lui possa continuare ad abitare in mezzo agli uomini; significa offrirgli le nostre mani per accarezzare i piccoli e i poveri; i nostri piedi per camminare incontro ai fratelli; le nostre braccia per sostenere chi è debole e lavorare nella vigna del Signore; la nostra mente per pensare e fare progetti alla luce del Vangelo; e, soprattutto, offrire il nostro cuore per amare e prendere decisioni secondo la volontà di Dio. Tutto questo avviene grazie all'azione dello Spirito Santo. E così, siamo gli strumenti di Dio perché Gesù agisca nel mondo attraverso di noi.
3. E l'ultimo elemento è la fede di Maria come cammino: il Concilio afferma che Maria «ha camminato nel pellegrinaggio della fede» (ibid., 58). Per questo lei ci precede in questo pellegrinaggio, ci accompagna, ci sostiene.
In che senso la fede di Maria è stata un cammino? Nel senso che tutta la sua vita è stata seguire il suo Figlio: Lui – Lui, Gesù – è la via, Lui è il cammino! Progredire nella fede, avanzare in questo pellegrinaggio spirituale che è la fede, non è altro che seguire Gesù; ascoltarlo, lasciarsi guidare dalle sue parole; vedere come Lui si comporta e mettere i nostri piedi nelle sue orme, avere i suoi stessi sentimenti e atteggiamenti. E quali sono, i sentimenti e gli atteggiamenti di Gesù? Umiltà, misericordia, vicinanza, ma anche fermo rifiuto dell'ipocrisia, della doppiezza, dell'idolatria. La via di Gesù è quella dell'amore fedele fino alla fine, fino al sacrificio della vita, è la via della croce. Per questo il cammino della fede passa attraverso la croce e Maria l'ha capito fin dall'inizio, quando Erode voleva uccidere Gesù appena nato. Ma poi questa croce è diventata più profonda, quando Gesù è stato rifiutato: Maria sempre era con Gesù, seguiva Gesù in mezzo al popolo, e sentiva le chiacchiere, le odiosità di quelli che non volevano bene al Signore. E questa croce, Lei l'ha portata! Allora la fede di Maria ha affrontato l'incomprensione e il disprezzo. Quando è arrivata l'"ora" di Gesù, cioè l'ora della passione: allora la fede di Maria è stata la fiammella nella notte, quella fiammella in piena notte. Nella notte del sabato santo Maria ha vegliato. La sua fiammella, piccola ma chiara, è stata accesa fino all'alba della Risurrezione; e quando le è giunta la voce che il sepolcro era vuoto, nel suo cuore è dilagata la gioia della fede, la fede cristiana nella morte e risurrezione di Gesù Cristo. Perché sempre la fede ci porta alla gioia, e Lei è la Madre della gioia: che ci insegni ad andare per questa strada della gioia e vivere questa gioia! Questo è il punto culminante – questa gioia, questo incontro di Gesù e Maria, ma immaginiamo come è stato… Questo incontro è il punto culminante del cammino della fede di Maria e di tutta la Chiesa. Com'è la nostra fede? La teniamo accesa, come Maria, anche nei momenti difficili, i momenti di buio? Ho sentito la gioia della fede?
Questa sera, Madre, ti ringraziamo per la tua fede, di donna forte e umile; rinnoviamo il nostro affidamento a te, Madre della nostra fede. Amen.
Fonte: News.va
"Continuate a recitare il S. Rosario ogni giorno"
Io sono la Madonna del Rosario
13 ottobre 1917
"Continuate a recitare il S. Rosario ogni giorno"
"Cari figli,
oggi vi invito a cominciare a dire il Rosario con fede viva, così io potrò aiutarvi. Voi, cari figli, desiderate ricevere grazie, ma non pregate, io non vi posso aiutare dato che voi non desiderate muovervi. Cari figli, vi invito a pregare il Rosario; il Rosario sia per voi un impegno da eseguire con gioia, così comprenderete perché sono da così tanto tempo con voi: desidero insegnarvi a pregare. Grazie per aver risposto alla mia chiamata! "
Messaggio del 12 giugno 1986
Già il solo Rosario può fare miracoli nel mondo e nelle vostre vite. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché non tradirete la mia presenza qui e grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace.
25 gennaio 1991
Si giunge al 13 Ottobre 1917: l’attesa per il grande prodigio promesso dalla "Signora" è spasmodica.
Verso le 11 del mattino incomincia a piovere: la folla (che a quell’ora tocca le 70.000 persone) resta stoicamente sul posto, con i piedi nel fango, con gli abiti inzuppati, in attesa dell’arrivo dei tre pastorelli.
Giunta alla Cova da Iria, mossa da un impulso interiore, Lucia dice alle persone di chiudere gli ombrelli per recitare il Rosario.
Tutti obbediscono, e si recita il Rosario.
Subito dopo la Signora appare sul leccio.
“Che cosa vuole da me? “
"Voglio dirti che desidero che si eriga qui una Cappella in mio onore, perché io sono la Madonna del Rosario. Continuate a recitare il Rosario ogni giorno. La guerra finirà presto e i soldati ritorneranno alle loro case."
“Ho molte cose da chiederle: la guarigione di alcune persone ammalate, la conversione dei peccatori e altre cose... "
"Alcune le esaudirò, altre no... è necessario che si emendino, che chiedano perdono dei loro peccati".
Quindi con espressione triste dice: “
Non offendete più Dio, Nostro Signore, perché Egli è già troppo offeso!"
A questo punto la Madonna, aprendo le mani, le fa riflettere sul sole e, mentre sale, il riflesso della Sua persona è proiettato sul sole stesso.
Questa è la ragione per cui Lucia grida forte: “Guardate il sole!!“.
Quando la Vergine scompare nelle immense distanze del firmamento, oltre al sole i pastorelli vedono San Giuseppe con il Bambino Gesù e Nostra Signora vestita di bianco con un manto blu. San Giuseppe con il Bambino Gesù benedicono il mondo. Poco dopo, questa visione scompare e i pastorelli vedono Nostro Signore Gesù Cristo e la Vergine sotto le apparenze di Addolorata e infine ancora la Madonna, questa volta sotto le apparenze di Nostra Signora del Carmelo.
Ma cosa vedono le folle presenti in quell’ora alla Cova da Iria?
Al grido di Lucia: "Guardate il sole!" tutti alzano istintivamente lo sguardo verso il cielo. Ed ecco che le nubi si squarciano, la pioggia cessa e appare il sole: il suo colore è argenteo, ed è possibile fissarlo senza restarne abbagliati. Improvvisamente il sole prende a girare vorticosamente su se stesso, emettendo in ogni direzione luci azzurre, rosse, gialle, che colorano in modo fantastico il cielo e la folla attonita. Tre volte si ripete questo spettacolo, finchè tutti hanno la impressione che il sole precipiti su di loro. Dalla moltitudine erompe un grido di terrore! C’è chi invoca: "Dio mio,
misericordia!", chi grida: "Mio Dio io credo in Te!", e chi in ginocchio nel fango, recita l’atto di pentimento.
Il prodigio solare dura circa dieci minuti ed è visto contemporaneamente da settantanlila persone, da semplici contadini ed uomini colti, da credenti ed increduli, da gente venuta per vedere il prodigio annunciato dai pastorelli e gente venuta per beffarsi di loro.
Tutti testimonieranno gli stessi fatti avvenuti nello stesso momento. Al termine del fenomeno, nonostante la pioggia precendente ogni persona si ritrova completamenta asciutta.
ALLA BEATA VERGINE DI FATIMA
Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. Desideriamo la luce che s'irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la pace di cui Tu sei Regina. Ti affidiamo con fiducia le nostre necessità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi d'amore e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino. Ricorda, Madre di bontà, che alle tue preghiere Gesù nulla rifiuta. Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, purezza ai giovani, fede e concordia alle famiglie, pace all'umanità. Richiama gli erranti sul retto sentiero, donaci molte vocazioni e santi Sacerdoti, proteggi il Papa, i Vescovi e la santa Chiesa di Dio. Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi. Volgi a noi i tuoi occhi
misericordiosi. Dopo questo esilio mostra a noi Gesù, frutto benedetto del tuo grembo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.
SUPPLICA ALLA MADONNA DI FATIMA
per il 13 Maggio e il 13 Ottobre ore 12
O Vergine Immacolata, in questo giorno solennissimo, e in quest'ora memoranda, in cui apparendo per l'ultima volta nelle vicinanze di Fatima a tre innocenti pastorelli, vi dichiaraste per la Madonna del Rosario e diceste d'essere venuta appositamente dal cielo per esortare i cristiani a cambiar vita, a far penitenza dei peccati e a recitare ogni giorno il S. Rosario, noi animati dalla vostra bontà veniamo a rinnovarVi le nostre promesse, a protestarVi la nostra fedeltà e ad umiliarVi le nostre suppliche. Volgete, o Madre amatissima, su di noi il vostro sguardo materno ed esauditeci. Ave Maria
1 - O Madre nostra, nel vostro Messaggio ci avete prevenuti: «Una propaganda empia diffonderà nel mondo i suoi errori, suscitando guerre e persecuzione alla Chiesa. Molti buoni saranno martirizzati. Il S. Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno annientate». Tutto purtroppo si va tristamente verificando. La S. Chiesa, nonostante le immense effusioni di carità sulle miserie accumulate dalle guerre e dall'odio, viene combattuta, oltraggiata, coperta di scherno, impedita nella sua divina missione. I fedeli con parole mendaci, ingannati e travolti nell'errore dai senza Dio. O Madre tenerissima, pietà di tanti mali, date forza alla S. Sposa del vostro Divin Figliolo, che prega, combatte e spera. Confortate il S. Padre; sostenete i perseguitati per la giustizia, date coraggio ai tribolati, aiutate i Sacerdoti nel loro ministero, suscitate anime d'Apostoli; rendete fedeli e costanti tutti i battezzati; richiamate gli erranti; umiliate i nemici della Chiesa; conservate i fervorosi, rianimate i tiepidi, convertite gli infedeli. Salve Regina
2 - O Madre benigna, se l'umanità si è allontanata da Dio, se errori colpevoli e perversioni morali col disprezzo dei divini diritti e l'empia lotta contro il S. Nome, hanno provocato la Divina Giustizia, noi non siamo senza colpa. La nostra vita cristiana non è ordinata secondo gl'insegnamenti della Fede del Vangelo. Troppa vanità, troppa ricerca del piacere, troppa dimenticanza dei nostri eterni destini, troppo attaccamento a ciò che passa, troppi peccati, hanno giustamente fatto gravare su di noi il pesante flagello di Dio. Diradate, o Madre, le tenebre del nostro intelletto, corroborate le nostre fiacche volontà, illuminateci, convertiteci e salvateci.
E pietà vi prenda anche delle nostre miserie, dei nostri dolori e dei nostri disagi per la vita quotidiana. O Madre buona, non guardate i nostri demeriti, ma la materna vostra bontà e venite in nostro soccorso. Otteneteci il perdono dei nostri peccati e dateci il pane per noi e le nostre famiglie: pane e lavoro, pane e tranquillità per i nostri focolari, pane e pace imploriamo dal vostro Cuore materno. Salve Regina
3 - Si ripercuote nell'anima nostra il gemito del Vostro Cuore Materno: «Bisogna che si emendino, che domandino perdono dei peccati, che non offendano più Nostro Signore, che è già tanto offeso. Sì, è il peccato, causa di tante rovine. È il peccato che rende infelici i popoli e le famiglie, che semina di spine e di lacrime il sentiero della vita. O Madre buona, noi qui ai vostri piedi ne facciamo una promessa solenne e fervorosa. Ci pentiamo delle nostre colpe e siamo confusi nel terrore dei mali meritati in vita e nell'eternità. E invochiamo la grazia della S. Perseveranza nel buon proposito. Custoditeci nel vostro Cuore Immacolato per non cadere in tentazione. È questo il rimedio di salvezza che ci avete indicato. «Il Signore per salvare i peccatori, vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato».
Dunque al Vostro Cuore Immacolato Dio ha affidato la salvezza del nostro secolo. E noi in questo Cuore Immacolato ci rifugiamo; e vogliamo che tutti i nostri fratelli erranti e tutti gli uomini vi trovino asilo e salvezza. Sì, o Vergine Santa, trionfate nei nostri cuori e fateci degni di cooperare ai trionfi del vostro Cuore Immacolato nel mondo. Salve Regina
4 - Permetteteci, o Vergine Madre di Dio, che noi rinnoviamo in questo momento la nostra Consacrazione e quella delle nostre famiglie. Sebbene tanto deboli noi promettiamo che lavoreremo, con l'aiuto Vostro, affinché tutti si consacrino al vostro Cuore Immacolato, che specialmente... (Trani) nostra diventi tutta un trionfo con la Comunione riparatrice nei primi sabati, con la consacrazione delle famiglie dei cittadini, con il Santuario, che dovrà sempre ricordarci le materne tenerezze della vostra Apparizione a Fatima.
E rinnovate su di noi e su questi nostri desideri e voti, quella materna Benedizione che ascendendo verso il Cielo, donaste al mondo.
Benedite il S. Padre, la Chiesa, il nostro Arcivescovo, i sacerdoti tutti, le anime che soffrono. Benedite tutte le nazioni, le città, le famiglie e gli individui che si sono consacrati al Vostro Cuore Immacolato, perché in esso trovino asilo e salvezza. In modo particolare benedite tutti coloro che hanno cooperato all'erezione del Vostro Santuario in Trani, e tutti i suoi associati sparsi in Italia e nel mondo, benedite poi con materno amore tutti coloro che disinteressatamente lavorano per la diffusione del Vostro culto e il trionfo al Vostro Cuore Immacolato nel mondo. Amen. Ave Maria
Fonte: IdM
FATIMA IL MIRACOLO DEL SOLE
Siamo alla vigilia del 13 ottobre 1917, il giorno per il quale "la bella Signora" ha promesso ai tre pastorelli un grande miracolo. La stampa anticlericale scatena l'ultima offensiva: a lettere cubitali si annuncia che Fatima è la burla più colossale del secolo, che il 13 ottobre si seppellirà la Religione Cattolica sotto il ridicolo...
Intanto i pastorelli continuano a subire minacce da parte delle autorità. Si dice loro chiaramente che il 13 ottobre non torneranno facilmente vivi dalla Cova da Iria. Stiano in guardia.
Arriviamo a sabato 13 ottobre. Piove da alcune ore sulla Cova da Iria che non ha ripari, e dove una folla incredibile si accalca dalla sera del giorno prima.
Quando i tre pastorelli si affacciano alla Cova da Iria, ci sono almeno settantamila persone, ma alcuni sostengono addirittura che i presenti sono più di 100 mila.
Si recita il rosario. Quand'è terminato, un sacerdote che è accanto ai pastorelli estrae l'orologio e domanda a Lucia:
— A che ora verrà la Signora?
— A mezzogiorno.
— È già mezzogiorno — replica il sacerdote. — Ecco, mezzogiorno è passato. Tutto è finito.
Lucia risponde:
— Chi vuole andar via, vada. Io resto. La Signora mi ha detto che sarebbe venuta — Così dicendo si volge verso oriente, e subito grida a Giacinta: — Inginocchiati! Viene la Madonna! Ho visto il lampo!
La Madonna ora è lì, sull'elce per l'ultima volta. Attorno, la folla è in un silenzio impressionante. Tutti vedono una nube quasi d'incenso che avvolge i tre fanciulli e s'innalza di cinque o sei metri.
La Madonna parla per l'ultima volta:
"Io sono la Madonna del Rosario. Voglio che si costruisca qui una cappella in mio onore. Continuate a recitare il Rosario tutti i giorni... La guerra sta per finire, e i soldati torneranno presto alle loro case... È necessario che i peccatori si emendino, che chiedano perdono dei loro peccati..."
Poi la Madonna apre le braccia e s'innalza. Lucia tende le mani e grida: — Se ne va! Se ne va!
A questo punto la Madonna, aprendo le mani, le fa riflettere sul sole e, mentre sale, il riflesso della Sua persona è proiettato sul sole stesso.
Questa è la ragione per cui Lucia grida forte: “Guardate il sole!!“. "In quell'attimo, — raccontano i testimoni — la pioggia cessò, le nubi si squarciarono e il sole apparve agli occhi della folla. Assomigliava a una grande luna d'argento. Incominciò a girare vorticosamente come una ruota infuocata mandando raggi multicolori che tingevano di colori diversi il cielo, gli alberi, la montagna e la stessa moltitudine.
Poi, a un tratto, sembrò staccarsi dal firmamento come se, scendendo a zig-zag, stesse per precipitare sulla terra. Dalla folla si levò un grido".
"A un certo punto il sole cominciò a ballare e saltare. Si fermò e un'altra volta cominciò a ballare, fino al punto che sembrò staccarsi dal cielo e venire sopra di noi. Fu un momento terribile!".
"Non so che cosa sia successo. Il sole si è messo ad andare per conto suo e cominciava a scendere roteando. Assumeva colorazioni diverse: giallo, azzurro, bianco e tremava, tremava tanto che pareva una ruota di fuoco che venisse a cadere sul popolo. Tutti gridavano: " Gesù, qui moriamo. Gesù, qui moriamo tutti! ". Infine il sole si fermò".
Il fenomeno fu anche visto da lontano. Racconta padre Ignazio Lorenzo Pereira: "A quel tempo avevo nove anni. Ricordo come se fosse oggi. È mezzogiorno del 13 ottobre. Io abito in un villaggio a 10 chilometri da Fatima. Siamo allarmati, a mezzogiorno, dalle grida e dagli schiamazzi di uomini e donne che passano per la strada, impauriti. "Il sole! Il sole!". Fisso il sole e mi sembra pallido, senza il solito abbagliante fulgore. Pare un globo abbagliante di neve, roteante sopra se stesso, poi, ad un tratto, piomba giù a zig-zag, minacciando di cadere. Accanto a me un ateo è stupefatto. Alza le mani al cielo e, senza badare al fango della strada, si lascia cadere in ginocchio gridando: "Nostra Signora! Nostra Signora!". Nel frattempo la gente continua a piangere i propri peccati. Da tutte le parti si avviano verso le due cappelle del villaggio, che, in pochi istanti, si riempiono. Ci guardiamo, e a vicenda ci vediamo azzurro l'uno, giallo l'altro, rosso un terzo. Dopo dieci minuti il sole torna al suo posto, allo stesso modo come era disceso".
Il prodigio era durato dieci minuti. Al rialzarsi da terra tutti si accorsero d'avere gli abiti perfettamente asciutti, dopo tutta la pioggia presa alla Cova, dove nessun ombrello era aperto.
L'entusiasmo della moltitudine subito dopo il miracolo si scatenò sui pastorelli. Tutti volevano vederli, toccarli, parlare con loro. Francesco ebbe la disinvoltura d'infilarsi tra la folla, e di sgattaiolare via prima che qualcuno se n'accorgesse.
Giacinta invece, piangente e spaventata, fu presa in braccio da un uomo che, non senza difficoltà, riuscì a portarla fuori dalla ressa.
Il messaggio di Fatima cominciava quel giorno a diffondersi per il mondo. La Madonna non era apparsa per far giochi di prestigio o perché la gente impazzisse attorno a tre poveri pastorelli, ma perché tutti i cristiani fossero richiamati a vivere più santamente la loro vita di ogni giorno, perché il Rosario fosse ripreso in mano in tante famiglie che l'avevano dimenticato. Questo messaggio della Madonna da allora arriva a tante anime
| ALLA BEATA VERGINE DI FATIMA |
Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. Desideriamo la luce che s'irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la pace di cui Tu sei Regina. Ti affidiamo con fiducia le nostre necessità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi d'amore e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino. Ricorda, Madre di bontà, che alle tue preghiere Gesù nulla rifiuta. Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, purezza ai giovani, fede e concordia alle famiglie, pace all'umanità. Richiama gli erranti sul retto sentiero, donaci molte vocazioni e santi Sacerdoti, proteggi il Papa, i Vescovi, la santa Chiesa di Dio e la nostra nazione. Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi. Volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi. Dopo questo esilio mostra a noi Gesù, frutto benedetto del tuo grembo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.
Fonte: Idm
mercoledì 9 ottobre 2013
Cristian racconta "guarito a Medjugorje"
08/10/2013
Ha deciso di raccontare quel viaggio che gli ha stravolto la vita, Cristian Filice, 37 anni, malato di Sla guarito a Medjugorie. L'incontro con Vicka, una delle veggenti ed i "segnali" fino alla scalata della montagna delle apparizioni, il 26 settembre scorso, il giorno in cui ha ripreso a camminare
Ha voluto indossare le scarpe sporche di terra rossa, il colore della montagna delle apparizioni ,per la prima passeggiata “ufficiale”, Cristian Filice, il 37enne malato di Sla, guarito a Medjugorie. Pochi passi, fuori dalla sua abitazione a Piane Crati, in provincia di Cosenza. Ad accompagnarlo don Antonello De Luca, parroco del paese e testimone oculare di quanto accaduto il 26 settembre scorso. L’uomo, ha deciso di parlare e raccontare quanto ha vissuto in una settimana che gli ha stravolto la vita. Un viaggio programmato insieme alla moglie “nell’anno della fede”. Tra le mani le foto scattate con Vicka, una delle veggenti, è lei che Cristian ha incontrato per prima, ed è a lei che ha chiesto “preghiere per la moglie e per i figli”. La donna abbracciandolo gli ha detto: “ Voi state bene . Non vi preoccupate, so tutto” “ Ho sentito una cascata dentro di me, come una liberazione”. Il giorno dopo in programma una escursione naturalistica alle cascate Kravice. Cristian in carrozzella non ha potuto seguire il gruppo e si è fermato nel punto di sosta dove ha incrociato un vecchio. “Indossava una maglietta rossa e mi ha accarezzato il viso” “ un gesto di tenerezza” “ ho pensato che forse aveva un figlio nelle mie stesse condizioni. Invece scopro che fino a due anni prima anche lui era completamente paralizzato. Un miracolato” “ L’anziano mi si è avvicinato e mi ha detto: lo sai che la notte scorsa è stata la notte dei miracoli? Vedrai ci sarà il risveglio ed allora ti ricorderai di Giuseppe” “ Non l’ho più visto”. Cristian accompagnato dai sacerdoti e dalla famiglia è tornato in albergo. Il giorno successivo si è preparato per l’Adorazione Eucaristica. Sa che non potrà salire al monte delle apparizioni, nelle sue condizioni non è possibile. Sullo spiazzale della chiesa di San Giacomo durante la funzione religiosa piange copiosamente. “E’ in quel momento che ho compreso. Sentivo una voce dentro che mi spingeva a salire sul monte. Mi ha indicato come, dove e con chi ” “ Quella sera, al termine della celebrazione una stella, come una cometa ha attraversato il cielo, l’abbiamo vista tutti”. Le gambe fredde, non si muovevano. Francesca, la moglie, Don Antonello, un altro sacerdote e l’autista del bus, nel primo pomeriggio di giovedì 26 settembre hanno spinto la carrozzina di Cristian fino all’inizio della salita. Sono le 14 quando lui si alza e comincia a camminare “ sentivo la forza nelle gambe, andavano spedite. Sono arrivato fino al punto dove sorge la statua della Vergine, è lì che mi sono fermato. Poi sono tornato indietro”. Oggi Cristian gioca con i bambini. Nella stanza in cui dormiva attaccato al respiratore restano le sedie a rotelle “il mio parco macchine” le chiama. Sul comodino, il deumidificatore. Riposto in una scatola il respiratore. “ I medici parlano di notevole miglioramento. Impossibile nella Sla”. Gli esami clinici non sono terminati. “Voglio testimoniare che la preghiera è un’arma potente. “ “ Affidatevi a Dio, affidatevi alla Madonna, lo dico soprattutto per i malati, spesso disperati, che cercano risposte in chi non può dargliele, restando delusi” “ Io continuerò a lottare contro la Sla, come ho fatto in questi anni”. Il telefono continua a squillare, lui risponde. Bussano alla porta, è un via vai di gente. Abbracci e lacrime, per un uomo che ha vissuto almeno due vite.
Fonte: Gazzetta del Sud online
martedì 8 ottobre 2013
Commento di Padre Livio al Messaggio a Marija del 25 settembre 2013
"Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera. Il vostro rapporto con la preghiera sia quotidiano. La preghiera opera miracoli in voi e attraverso di voi perciò, figlioli, la preghiera sia gioia per voi. Allora il vostro rapporto con la vita sarà più profondo e più aperto e comprenderete che la vita è un dono per ciascuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
Commento di Padre Livio al Messaggio a Marija del 25 settembre 2013
Il messaggio è incentrato sull'invito alla preghiera e credo che vada visto anche nella prospettiva del mese mariano per eccellenza, Ottobre, mese del Santo Rosario. Il 13 ottobre è la festa dell'ultima Apparizione della Madonna a Fatima, dove è apparsa come Madonna del Rosario e ci ha insegnato a usare la grande arma del Rosario per la pace. Questo anno, nell'Anno della Fede, il 12 e 13 ottobre ci sarà un grande incontro a Roma dei gruppi mariani, dove Papa Francesco farà la Consacrazione alla Madonna di Fatima del suo Pontificato e di tutto il mondo.
Vogliamo dire chiaramente che siamo nel tempo della grande lotta fra la Donna vestita di Sole e il drago infernale che vuol sottrarre le anime a Dio, che vuol portare il mondo alla distruzione mediante l'incredulità, l'ingordigia, la violenza, l'odio, l'apostasia dalla fede.
La Madonna è qui in questo “tempo di grazia”, per riportarci a Dio, alla preghiera e formare gli apostoli, gli apostoli di Maria, cristiani che testimoniano la fede, la speranza, la carità, che siano le Sue mani tese, che siano gli apostoli della pace, dell'amore, mani gioiosamente tese.
La Madonna vuole che in questo mese facciamo rifiorire la preghiera, vuole che la preghiera sia l'anima della nostra giornata: “Il vostro rapporto con la preghiera sia quotidiano”.
Incominciamo la giornata con Dio, richiamiamo Dio che è presente nel nostro cuore durante il corso della giornata. La Madonna una volta ha detto “riempite la vostra giornata con piccole preghiere”, congiaculatorie, invocazioni. Cerchiamo anche per pochi minuti, nei momenti di sosta, nei momenti di silenzio di ricostruire la nostra unione con Dio che la fatica quotidiana, gli eventi della vita, il rapporto con il mondo ci distruggono! Poi alla sera riprendiamo in mano la situazione, presentando la giornata a Dio. Che la preghiera diventi la luce che illumina la giornata, la forza che ci fa operare il bene durante la giornata.
Mi piace citare una frase di Santa Caterina da Siena: “la buona volontà”, l'applicazione al bene durante la giornata, la tenacia, la pazienza con cui si portano avanti i nostri impegni “è una preghiera continua”.
Poi la Madonna ci ricorda che “La preghiera opera miracoli”. Il primo, il più grande dei miracoli forse è quello della conversione. Grazie alla preghiera noi cresciamo, ci convertiamo continuamente, ci santifichiamo sempre più; mediante la preghiera in noi entra la Grazia di Dio: la Sua luce la Sua forza ci conducono nel cammino di santità. La preghiera opera il miracolo della vita nuova di Dio in noi, trasforma le persone.
Difatti noi vediamo che gli uomini di preghiera sono delle persone in cui Dio è presente. Quindi la preghiera opera questo miracolo di trasformare le persone, di farle diventare buone, di far sì che riflettano la luce di Dio.
“La preghiera opera miracoli”, entra nei nostri cuori, ma poi la preghiera, grazie alla quale Dio prende dimora nei nostri cuori, irradia fuori di noi e quindi noi stessi diveniamo operatori di miracoli senza saperlo, perché irradiando la luce, testimoniando l'Amore di Dio, siamo strumenti di conversione, strumenti di miracoli.
La Madonna ha detto una volta, “la preghiera opera i miracoli anche nella storia del mondo”. I giornali riportavano venti di guerra, la guerra ormai era ritenuta una cosa necessaria; la grande preghiera che si è levata grazie a Papa Francesco, in tutta la Chiesa, accompagnata dal digiuno, ha operato un vero e proprio miracolo, dopo non si parlava più di attacchi, si parlava di rapporti diplomatici, di dialogo. Abbiamo sperimentato quello che la Madonna ha detto fin dai primi tempi delle sue Apparizioni: “con la preghiera e con il digiuno si possono fermare le guerre”.
Ricordiamoci che con la preghiera si può ottenere tutto, noi dobbiamo pregare con grande fiducia, con grande fede, subordinando le nostre richieste alla volontà di Dio; la volontà di Dio ha sempre progetti molto più grandi dei nostri e quindi dobbiamo fidarci di Dio.
La preghiera, proprio perché si sperimenta l'Amore di Dio, all'inizio è un po' faticosa, dobbiamo anche svegliare questo frate asino, come diceva San Paolo: “la carne non prega volentieri”. Diceva la Madonna in un messaggio: “se nei primi tempi la preghiera è un'applicazione, più andate avanti, più la preghiera diventa una gioia, una gioia a cui poi non vorreste mai rinunciare”. Perché? Perché tu ti raccogli in preghiera, ti lasci amare da Dio, ti lasci illuminare da Dio, ti lasci abbracciare da Dio!
Poi la Madonna mette in rapporto la preghiera con la vita, nel senso che quello che è uno degli interrogativi più profondi che salgono dal nostro cuore, cioè che senso ha la nostra vita? come impostare la nostra vita? come realizzare la nostra vita? come far sì che quest'occasione unica che Dio ci dona porti frutti duraturi? Tutto questo tu lo capisci nella preghiera. Nella preghiera tu ti rapporti a Dio, scopri la tua piccolezza, ma anche la tua grandezza, i tuoi peccati che Dio ti perdona, ma anche la vocazione a cui Dio ti chiama, scopri qual è la missione che Dio ti offre, i passi che ti chiede di fare e scopri il tuo posto nel grande progetto della creazione, della redenzione.
Scopri l'importanza, la grandezza, la bellezza della tua vita e stai ben attento a raddrizzarla in modo tale da non sciuparla, non buttarla, cioè la vita è un grande dono, è una manciata di talenti che dobbiamo far fruttificare e star attenti a non sperperare.
Questo lo dico soprattutto ai giovani che molte volte vogliono provare la via del male, ma attraverso la via del male il ladrone infernale ci ruba tutto, ci ruba non solo Dio, ci ruba anche la vita, ci ruba il futuro; “ci ruba la speranza”, come dice Papa Francesco e quindi stiamo bene attenti, è in Dio che scopriamo la grandezza della vita, senza Dio andiamo in una strada oscura, senza sbocchi, entriamo poi nella spirale della depressione e della disperazione, perché, quando uno si sente inutile, entra nella disperazione e nella depressione. Perciò dice la Madonna: “se pregherete con gioia, se troverete il rapporto con Gesù, allora il vostro rapporto con la vita sarà più profondo e più aperto e comprenderete che la vita è un dono per ciascuno di voi”.
Poi la Madonna ringrazia, però il ringraziamento è subordinato alla risposta che noi diamo: “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

