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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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martedì 14 agosto 2012

Padre Massimiliano Kolbe

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Nel giorno della memoria, vogliamo ricordare il sacrificio San Massimiliano Kolbe.

AUSCHWITZ - ESTATE 1941

"Stavamo lavorando fuori dal campo con la ghiaia quando improvvisamente, verso le tre del pomeriggio, le sirene cominciarono ad ululare. Era un segno orribile. Significava che c'era stata una fuga. Immediatamente le sentinelle tedesche sollevarono i fucili, ci contarono, ed iniziarono un controllo rigorosissimo. Oltre a sorvegliare ogni nostro movimento, le guardie stavano all'erta per trovare il fuggitivo che, per quanto ne sapessero, poteva essersi nascosto in un campo, un albero, un pavimento, un veicolo, oppure in altri mille posti.
(...) Tuttavia, i nostri pensieri non erano rivolti a lui, ma a noi stessi, visto che per ogni evaso del nostro blocco, dieci o venti di noi sarebbero stati uccisi per rappresaglia. Quindi pregai, e sono certo che tutti gli altri fecero lo stesso,: "Per favore, fa' che lui non sia del mio blocco, fa che sia del blocco 3 o del blocco 8, ma non del blocco 14". Ma quando tornammo al campo, capimmo che ci attendeva il peggio... il prigioniero mancante apparteneva al blocco 14."
(Testimonianza di Francis Mleczko, ex deportato)
"Rimanemmo al sole sull'attenti - bollendo - dal mattino fino al tardo pomeriggio, con un unico intervallo a mezzogiorno, quando ci fu distribuita la nostra razione di zuppa. Molti si accasciarono, e vennero lasciati giacere ovunque cadessero.
Dopo il lavoro, l'intero campo rimase sulll'attenti finchè gli fu permesso di andare a dormire. Nessuno ebbe da mangiare. Ma il mattino seguente, dopo aver ricevuto soltanto caffè, affrontammo un altro duro giorno di lavoro - tranne il blocco 14, a cui apparteneva il prigioniero mancante. Loro furono di nuovo messi sull'attenti, in pieno sole, per tutto il giorno."
(Testimonianza di Ladislaus Swies, ex deportato)
"Questa selezione avvenne verso la fine di luglio o l'inizio di agosto del 1941. Penso che fosse domenica, ma noi non tenevamo conto delle date. Però ricordo che stava suonando l'orchestra. I musicisti erano autorizzati, anzi incoraggiati, a portare i loro strumenti nel campo ed esercitarsi. Di domenica c'erano i loro concerti, i tedeschi amavano la loro musica. Era l'unica cosa di valore che trovassero in noi."
(Testimonianza di Ted Wojtkowski, ex deportato)
"L' EVASO NON E' STATO TROVATO.
COME RAPPRESAGLIA PER LA FUGA DEL VOSTRO COMPAGNO,
DIECI DI VOI MORIRANNO DI FAME.
. . . LA PROSSIMA VOLTA, SARANNO VENTI "
"Mi trovavo all'incirca nella quinta o sesta fila di dietro ed ero il quinto o sesto uomo dall'estremità da cui cominciò Fritsch. Mentre si avvicinava sempre di più, il mio cuore pulsava velocemente. "Fa' che mi superi, fa' che mi superi, oh passa, passa...". Stavo pregando.
Ma no. Lui si fermò proprio davanti a me. I suoi occhi mi esaminarono dalla testa ai piedi, e poi di nuovo. Un secondo esame completo dall'alto verso il basso.
Vidi il segretario preparare la matita per scrivere il mio numero.
Poi Fritsch mi ordina in Polacco, "Apri la bocca." La apro. Lui guarda. Passa oltre. Io respiro di nuovo."

(Francis Mleczko)

"Mi sembrò che quell'occhiata non finisse mai e che fra un momento sarei stato chiamato...
Ma no.
Mi sorpassarono e scelsero qualcun altro.
Cominciai a tremare per il sollievo..."
(Mieczyslaus Koscielniak)
"Sto pensando di aver avuto fortuna. Poi improvvisamente lui indica me in fondo alla fila e chiama:"Tu !". Il terrore mi congela e non riesco a muovermi. Visto che non faccio un passo avanti, il mio vicino pensa che Fritsch stia chiamando lui. Insicuro, mette un piede leggermente in fuori... "Non tu, dummkopf (porco polacco)", ringhia Fritsch, ed indica me di nuovo. Poi improvvisamente, in una frazione di secondo, cambia idea e, mentre il mio vicino comincia a indietreggiare, gli ordina di venire avanti e prende lui invece di me... Rimango paralizzato..."
(Ted Wojtkowski)

"Dopo la scelta dei dieci prigionieri, padre Massimiliano uscì dalla fila e, togliendosi il berretto, si mise sull'attenti dinanzi al Comandante.
Egli, sorpreso, rivolgendosi a padre Massimiliano, disse: "Che vuole questo porco polacco?".
Padre Massimiliano, puntando il dito verso Francesco Gajowniczek, già prescelto per la morte, rispose: "Sono un sacerdote cattolico polacco; sono anziano (aveva 47 anni), voglio prendere il suo posto, perchè egli ha moglie e figli".
Pare incredibile che il Comandante Fritsch abbia tolto dal gruppo dei condannati il Gajowniczek ed abbia accettata l'offerta di padre Kolbe, e che non abbia piuttosto condannati tutti e due al bunker della fame.
Con un mostro come quello, ciò sarebbe stato possibile."
(Francis Wlodarski)
"Eravamo così stupiti da essere incapaci, almeno in quel momento, di reagire o di afferrare ciò che era successo... Tutto ciò che potevamo fare era rallegrarci dentro di noi per il fatto di non essere fra i condannati. Grazie a Dio non sono stato scelto io, ma qualcun altro! Per quanto sembri un atteggiamento insensibile, questa fu la nostra prima reazione umana."
(Mieczyslaus Koscielniak)
"CONOBBI PERSONALMENTE PADRE KOLBE SOLTANTO NELL'ESTATE DEL 1941, IL GIORNO CHE OFFRI' LA SUA VITA PER ME"
Il Lagerfuhrer Fritsch, comandante del campo, circondato dalle guardie, si avvicinò e cominciò a scegliere nelle file dieci prigionieri per mandarli a morte. Indicò col dito anche me. Uscii fuori dalla fila e mi sfuggì un grido: avrei desiderato rivedere ancora i miei figli ! Dopo un istante, uscì dalla fila un prigioniero, offrendo se stesso in mia vece.
Potei solo cercare di esprimere con gli occhi la mia gratitudine. Ero sbalordito ed afferravo a malapena quello che stava accadendo. L'immensità di tutto ciò: io, il condannato, avrei continuato a vivere e qualcun altro offriva volentieri e spontaneamente la sua vita per me... un estraneo. E' sogno o realtà?"
(Francis Gajowniczek )
"Sentii la sua influenza con assai maggior forza, dopo l'avvenimento che aveva scosso il campo, cioè quando egli offrì la propria vita per un altro prigioniero. La notizia dell'episodio si diffuse nel campo intero la notte stessa.
Sono profondamente convinto che il comandante del campo permise che il prigioniero da lui scelto venisse sostituito da padre Kolbe, soltanto perchè padre Kolbe era un sacerdote. Egli gli aveva chiesto chiaramente:"Chi sei?".
E, ottenuta la risposta, aveva ripetuto al suo compagno: "E' un Pfaffe (un pretonzolo)". E fu soltanto allora, che il comandante Fritsch disse: "Accetto".
Tale convinzione me la sono formata subito, nel campo, quando mi venne riferito lo svolgersi dell'accaduto.
Il sacrificio di padre Kolbe provocò una grande impressione nelle menti dei prigionieri, poichè nel campo non si riscontravano quasi mai manifestazioni di amore verso il prossimo. Un prigioniero si rifiutava di dare ad un altro un pezzo di pane... ed ora era successo che qualcuno aveva offerto la propria vita per un altro prigioniero a lui sconosciuto".
Tutti i superstiti di Auschwitz testimoniano all'unanimità che, da allora, il campo divenne un luogo un pò meno infernale."
(Joseph Stemler )


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IL BLOCCO 13: IL BUNKER DELLA FAME

"Le dieci vittime passarono davanti a me e vidi che Padre Kolbe barcollava sotto il peso di uno degli altri, sorreggendolo, poichè costui non riusciva a camminare con le proprie forze." (Ladislaus Swies)
"Il blocco numero 13, era situato nella parte destra del campo, circondato da un muro alto sei metri. Nel sotterraneo (bunker) v'erano delle celle. Ad una di queste celle condussero i dieci prigionieri del blocco n°14.
Chiudendo, le guardie gridarono sghignazzando: «Vi seccherete come tulipani». Da quel giorno, gli infelici non ebbero alcun cibo. Ogni giorno le guardie, facendo le visite di controllo, ordinavano di portare via i cadaveri di coloro che erano morti nel corso della notte.
Nei momenti di assenza delle guardie, scendevo nel sotterraneo per conversare e consolare i compagni. Le calde preghiere e gli inni alla ss. Vergine si diffondevano per tutto il sotterraneo. Mi sembrava di essere in chiesa: padre Massimiliano Kolbe incominciava, e tutti gli altri rispondevano. Qualche volta erano così immersi nella preghiera, che non si accorgevano della venuta delle guardie per la solita visita. Finalmente, alle grida di queste, le voci si spegnevano.
Quale martirio abbiano dovuto sostenere i prigionieri condannati ad una morte così atroce, lo attesti il fatto che i secchi (latrine) erano sempre vuoti e asciutti, dal che conviene arguire che i disgraziati bevevano, per la sete, la propria orina.
Siccome i prigionieri erano già molto indeboliti, ormai le preghiere si recitavano solo sotto voce. Ad ogni ispezione, mentre già quasi tutti giacevano sul pavimento, si vedeva padre Kolbe in piedi o in ginocchio in mezzo a loro: con sguardo sereno fissava coloro che entravano."
Così trascorsero due settimane. I prigionieri erano morti l'uno dopo l'altro, e, dopo tre settimane, ne erano rimasti ancora solo 4, tra cui anche padre Kolbe.
Alle autorità sembrava che la cosa si protraesse troppo a lungo: la cella era necessaria per altre vittime.
Perciò, il 14 agosto 1941, condussero nel bunker il criminale tedesco Boch, dell'ospedale, che fece a tutti delle iniezioni endovenose di acido fenico nel braccio sinistro.
Vidi padre Kolbe, con la preghiera sulle labbra, porgere da sè il braccio al carnefice.
Non riuscii a sopportarlo.
Con il pretesto di dover lavorare in ufficio, andai fuori. Appena uscirono le SS ed il carnefice, ritornai nella cella.
Vi trovai Padre Massimiliano Kolbe seduto, appoggiato al muro, con gli occhi aperti e la testa china verso un lato.
Il suo viso, sereno e puro, era raggiante."
(Bruno Borgowiec)

 

Fonte: IdM

sabato 11 agosto 2012

Santa Chiara D'Assisi Vergine

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Chiara, nata nel 1194 dalla nobile e ricca famiglia degli Offreducci, ha appena dodici anni quando Francesco d'Assisi compie il gesto di spogliarsi di tutti i vestiti per restituirli al padre Bernardone.

Conquistata dall'esempio di Francesco, la giovane Chiara sette anni dopo (la sera delle Palme) fugge da casa per raggiungerlo alla Porziuncola. Il santo le taglia i capelli e le fa indossare il saio francescano, per poi condurla al monastero benedettino di S. Paolo, a Bastia Umbra, dove il padre tenta invano di persuaderla a ritornare a casa.

Si rifugia allora nella Chiesa di San Damiano, in cui fonda l'Ordine femminile delle «povere recluse» (chiamate in seguito Clarisse) di cui è nominata badessa, anche se sarà faticoso farle accettare l'incarico.

A San Damiano Chiara viene raggiunta dalla sorella Agnese; poi dall'altra, Beatrice, e da gruppi di ragazze e donne: saranno presto una cinquantina. Dopo alcuni anni andrà con lei anche sua madre, Ortolana. Chiara però non è fuggita per entrare in una comunità nota e stabilita. Affascinata dalla predicazione e dall'esempio di Francesco, la ragazza vuole dare vita a una famiglia di claustrali radicalmente povere, come singole e come monastero, viventi del loro lavoro e di qualche aiuto dei frati minori, immerse nella preghiera per sé e per gli altri, al servizio di tutti, preoccupate per tutti. Chiamate popolarmen-te "Damianite" e da Francesco "Povere Dame", saranno poi per sempre note come "Clarisse".

Sempre a San Damiano Francesco le detta una prima Regola fondata sulla povertà. Chiara scrive successivamente la Regola definitiva chiedendo ed ottenendo da Gregorio IX il «privilegio della povertà», poi confermato da Innocenzo IV con una solenne bolla del 1253, presentata a Chiara pochi giorni prima della morte.

Per aver contemplato, in una Notte di Natale, sulle pareti della sua cella il presepe e i riti delle funzioni solenni che si svolgevano a Santa Maria degli Angeli, è scelta da Pio XII quale protettrice della televisione.

Erede dello spirito francescano, si preoccupa di diffonderlo, distinguendosi per il culto verso il SS. Sacramento che salva il convento dai Saraceni nel 1243. 

 

PREGHIERA A SANTA CHIARA

O ammirabile Santa Chiara,
per quello spirito di penitenza che Vi indusse
a far Vostra particolare delizia
il digiuno più severo,
la povertà più rigorosa,
le mortificazioni più penose,
la privazione di tutti i beni,
la sofferenza di tutti i mali,
per consacrarVi intieramente
all'amore di Gesù Cristo
nell'Ordine da Voi Istituito,
dietro la direzione
del Vostro serafico Padre S. Francesco,

di cui vestiste così bene lo spirito
nell'abbracciarne l'abito e la regola,
impetrate a noi tutti
la grazia di preferire sempre
l'umiliazione alla gloria,
la povertà alle ricchezze,
la mortificazione ai piaceri,
al fine di essere non solo di nome,
ma anche di fatto,
fedeli discepoli di Gesù Cristo.

Per Cristo nostro Signore.
Amen.

 


Dio si è degnato di operare in noi, non solo dopo la nostra conversione, ma anche mentre eravamo

nella misera vanità del mondo.


(Dal testamento di S.Chiara d'Assisi)

 

Fonte: IdM

Messaggio da Medjugorje a Ivan 10 Agosto 2012 sul Podbrdo ore 22

 

Ivan ha detto:

«Vorrei evidenziare ciò che è più importante dell’incontro di stasera con la Madonna. Anche stasera la Madonna è venuta a noi molto gioiosa e felice ed all’inizio ci ha salutato tutti col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.

Poi la Madonna ha detto:

“Cari figli, sono venuta a voi e mi sono presentata come Regina della Pace perché mi manda mio Figlio. Desidero, cari figli, aiutarvi. Aiutarvi affinché venga la pace. Ma ho detto così tante volte ed ho ripetuto a tutti voi, miei figli: io ho bisogno di voi, cari figli! Io con voi posso realizzare la pace. Perciò anche oggi vi invito: pregate per la pace! Pregate per la pace nel mondo, pregate per la pace nelle famiglie. Riportate la preghiera nelle vostre famiglie e mettete Dio al primo posto nelle vostre famiglie. La Madre prega insieme con voi ed intercede per tutti voi presso suo Figlio. Pregate, pregate e perseverate nella preghiera. Grazie per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.


Poi la Madonna ha pregato un tempo particolarmente qui su tutti voi, ha pregato in modo particolare su di voi, malati presenti.

Poi ha benedetto tutti noi con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto. Ho anche raccomandato tutti voi, tutti i vostri bisogni, tutte le vostre intenzioni, tutte le vostre famiglie ed, in particolare, i malati e tutto quello che voi portate nei vostri cuori.

La Madonna conosce meglio di tutti i nostri cuori e ciò che desideriamo dirle.

Poi la Madonna ha continuato a pregare per un tempo su tutti noi ed in questa preghiera se n’è andata, se n’è andata nel segno della luce e della croce col saluto:
“Andate in pace, cari figli miei!”.

Questo è ciò che è più importante dell’incontro di stasera».

 

Fonte: Radio Maria Facebook

lunedì 6 agosto 2012

Breve commento di Padre Livio al Messaggio del 2 agosto 2012 a Mirjana

 

Cari amici,
nel messaggio a Mirjana la Regina della pace ribadisce la sua determinazione di aiutarci perchè possiamo sperimentare la gioia della pace qui in questa vita e così condurci alla salvezza eterna, mediante la conoscenza di suo Figlio Gesù.

Per questo è necessario un cuore puro, che supera le debolezze umane, che rinuncia al peccato, che porta la croce del rinnegamento di sé e che si sacrifica per quelli che non conoscono Dio.

Un cuore purificato dal male riceve nella preghiera la luce della vera fede ,che illumina tutti coloro che che incontra nel suo cammino.

E' con la purezza della propria vita e non con le critiche ai Pastori, scelti da Gesù, che si rinnova la Chiesa e si salvano le anime.

Siano lodati Gesù e Maria.

Buona giornata da Medjugorje

Padre Livio

Fonte: Radio Maria Facebook

sabato 4 agosto 2012

LA PROVVIDENZA (( tratto da: Le omelie del Santo Curato d'Ars)

 

Non temiamo mai che la santa Messa comporti ritardi nei nostri affari temporali; succede tutto il contrario: stiamo certi che tutto andrà meglio, e che anzi i nostri affari riusciranno meglio che se avessimo la disgrazia di non assistervi. Eccone un esempio ammirevole. Viene riferito di due artigiani, che esercitavano lo stesso mestiere e che dimoravano nel medesimo borgo, che uno di essi, carico di una grande quantità di bambini, non mancava mai di ascoltare ogni giorno la santa Messa e viveva assai agevolmente con il suo mestiere; mentre l'altro, che pure non aveva bambini, lavorava parte della notte e tutto il giorno, e spesso il santo giorno della domenica, e a mala pena riusciva a vivere. Costui, che vedeva gli affari dell'altro riuscirgli così bene, gli chiese, un giorno che lo incontrò, dove poteva prendere di che mantenere così bene una famiglia tanto grande come la sua, mentre lui, che non aveva che sé e sua moglie, e lavorava senza posa, era spesso sprovvisto di ogni cosa.
L'altro gli rispose che, se voleva, l'indomani gli avrebbe mostrato da dove gli proveniva tutto il suo guadagno. L'altro, molto contento di una così buona notizia, non vedeva l'ora di arrivare all'indomani che doveva insegnargli a fare la sua fortuna. Infatti, l'altro non mancò di andare a prenderlo. Eccolo che parte di buon animo e lo segue con molta fedeltà. L'altro lo condusse fino alla chiesa, dove ascoltarono la santa Messa. Dopo che furono tornati: " Amico, gli disse colui che stava bene a suo agio, torni pure al suo lavoro". Fece altrettanto L'indomani; ma, essendo andato a prenderlo una terza volta per la stessa cosa: «Come? - gli disse l'altro. Se voglio andare alla Messa, conosco la strada, senza che lei si prenda la pena di venirmi a prendere; non è questo che volevo sapere, bensì il luogo dove trova tutto questo bene che la fa vivere così agiatamente; volevo vedere se, facendo come lei, posso trovarvi il mio tornaconto». - «Amico, gli rispose l'altro, non conosco altro luogo oltre la chiesa, e nessun altro mezzo fuorché l'ascoltare ogni giorno la santa Messa; e quanto a me, le assicuro che non ho adoperato altri mezzi per avere tutto il bene che la stupisce. Ma lei non ha letto ciò che Gesù Cristo ci dice nel Vangelo, di cercare anzitutto il regno dei cieli, e che tutto il resto ci sarà dato in soprappiù?».
Forse vi stupisce, fratelli? Me, no. È ciò che vediamo ogni giorno nelle case dove c'è devozione: coloro che vengono spesso alla santa Messa fanno i loro affari molto meglio di quelli ai quali la loro poca fede fa pensare che non ne hanno mai il tempo. Ahimè!, se avessimo riposto tutta la nostra fiducia in Dio, e non contassimo affatto sul nostro lavoro, quanto saremmo più felici di quanto lo siamo!
- Ma, mi direte, se non abbiamo niente, non si dà niente.
- Cosa volete che vi dia il buon Dio, quando non contate che sul vostro lavoro e per niente su di lui? Visto che non vi concedete neanche il tempo per fare le vostre preghiere al mattino né alla sera, e vi accontentate di venire alla santa Messa una volta alla settimana.
Ahimè!, non conoscete le ricchezze della provvidenza del buon Dio per colui che si fida in Lui. Volete una prova evidente? Essa sta dinanzi ai vostri occhi; guardate il vostro pastore e considerate questo. dinanzi al buon Dio.
- Oh!, mi direte, è perché a lei viene dato.
- Ma chi mi dà se non la provvidenza del buon Dio? Ecco dove sono i miei tesori, e non altrove.
(Omelia per la II domenica dopo Pentecoste)

Fonte: Radio Maria Facebook

 

San Giovanni Maria Vianney e San Domenico

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La santa Vergine viene spesso paragonata ad una madre: in realtà ella supera di gran lunga la migliore delle madri. La migliore delle madri, infatti, di tanto in tanto punisce il figlio che le dà un dispiacere; crede di fare la cosa giusta. La santa Vergine, invece, non agisce in questo modo: è così buona che ci tratta sempre con amore.

Il suo Cuore di Madre è solo amore e misericordia, il suo unico desiderio quello di vederci felici. E’ sufficiente rivolgersi a lei per essere esauditi.

Il Figlio ha la sua giustizia, la Madre non ha che il suo amore. Dio ci ha amati fino a morire per noi; tuttavia, nel Cuore di Nostro Signore, regna la giustizia, che è un attributo di Dio, nel Cuore della Vergine santissima esiste solo la misericordia… Immaginate il Figlio, pronto a punire un peccatore: Maria si lancia in suo aiuto, ferma la spada, chiede grazia per il povero peccatore: “Madre mia, le dice Nostro Signore, non posso rifiutarti nulla. Se l’inferno potesse pentirsi, tu otterresti la grazia per lui”.

La santissima Vergine fa da mediatrice tra suo Figlio e noi. Malgrado il nostro essere peccatori, è piena di tenerezza e di compassione per noi. Il figlio che è costato più lacrime alla madre non è forse quello che le sta più a cuore? Una madre non si prende forse cura sempre del più debole e del più indifeso? Un medico, in un ospedale, non ha forse maggiore attenzione per i malati più gravi?

Quando parliamo delle cose terrene, del commercio, della politica… ci stanchiamo presto, ma quando parliamo della santa Vergine, è come se fosse sempre una novità. Tutti  i santi hanno avuto una grande devozione per la santa Vergine; nessuna grazia viene dal cielo senza prima passare per le sue mani. Non si entra in una casa senza prima parlare al portinaio: ebbene! La santa Vergine è la portinaia del cielo. Penso che alla fine dei tempi la santa Vergine potrà finalmente godere di un po’ di tranquillità, ma finchè il mondo dura, tutti la tirano da ogni parte… La Santa Vergine è come una madre che ha molti figli; è continuamente occupata ad andare da uno all’altro.

Quando si vuole offrire qualche cosa ad un personaggio importante, si fa presentare l’oggetto dalla persona che egli preferisce, di modo che l’omaggio gli sia più gradito. Allo stesso modo le nostre preghiere, presentate dalla santa Vergine, hanno tutt’altro valore, perché la santa Vergine è la sola creatura che non abbia mai offeso Dio.

Quando le nostre mani hanno sfiorato delle piante aromatiche, esse profumano tutto ciò che toccano; facciamo quindi passare le nostre preghiere per le mani della santa Vergine ed ella le renderà profumate.

www.curatodars.com

 

ATTO DI AMORE

di  S. Giovanni M. Vianney - Curato D'Ars

Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio

é di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.

Ti amo, o Dio infinitamente amabile,

e preferisco morire amandoti,

piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.

Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo

è di amarti eternamente.

Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo,

soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente.

Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo,

voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro.

Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me,

e mi tieni quaggiù crocifisso con te.

Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti

e sapendo che ti amo.

Fonte: IdM

 

 

Il Santo Rosario è la pratica eminente della devozione popolare, che è poi l’espressione piú semplice di elementi dai significati complessi e molteplici.
I centocinquanta Ave, che sono omologhi ai centocinquanta Salmi, tali che il S. Rosario è detto anche Salterio Angelico o Salterio della Beata Vergine Maria, esprimono la ripetizione continua del nome di Maria e del nome di Gesú, a conferma di una pratica antichissima nella Chiesa che con forme diverse realizza l’invocazione continua del Nome divino.

In occasione della vittoria di Lepanto contro i Turchi (7 ottobre 1571), S. Pio V intese rendere grazie alla Santa Vergine istituendo la festa della Beata Vergine Maria della Vittoria, e patrocinando la recita del S. Rosario, da tempo importante pratica di venerazione e di culto popolare. 
Con Gregorio XIII, nel 1573, la festa prese il nome della Beata Vergine Maria del Santo Rosario e venne celebrata alla prima domenica di ottobre, poiché la vittoria era stata conseguita di domenica, mentre l’intera Cristianità era intenta a recitare con fervore il S. Rosario per la buona riuscita della battaglia. 
Nel 1913, san Pio X la ricondusse alla data storica del 7 ottobre.

Codificata e predicata da san Domenico fin dal 1214, su suggerimento di Maria SS., la recita del S. Rosario si trova ripetutamente richiamata nelle diverse e piú recenti apparizioni della S. Vergine.

Tra le tante, ricordiamo le promesse fatte da Maria SS. a san Domenico e al beato Alano della Rupe:

«Il Rosario sarà un’arma potentissima contro l’inferno, distruggerà i vizi, dissiperà il
        peccato, abbatterà le eresie e salverà le anime purganti.
«Esso farà rifiorire le virtú e le opere sante, otterrà ai fedeli copiose misericordie da
        Dio e tirerà i cuori degli uomini dall’amor vano del mondo all’amor di Dio, e li
        solleverà al desiderio delle cose eterne.
«Chiunque reciterà devotamente il S. Rosario con la considerazione dei Misteri non
        verrà abbandonato dal Signore: non perirà di morte improvvisa, quando si
        trova in disgrazia di Dio; ma si convertirà se peccatore, e si conserverà in grazia
        se giusto, e sarà fatto degno della vita eterna.
«Voglio che coloro i quali reciteranno il mio Rosario abbiano in vita il lume e la
        pienezza delle grazie, e in morte siano ammessi a partecipare ai meriti dei Beati
        nel Paradiso.
«I veri figliuoli del mio Rosario godranno una gran gloria in cielo, e tutti coloro che
        lo propagano saranno da me soccorsi in ogni loro necessità.
«Chi recita il mio rosario ha un gran segnale di predestinazione e tutto quello che
        chiederà per esso lo otterrà».

Nonché le raccomandazioni che la S. Vergine ha ripetuto ultimamente a Fàtima:

«Sono la Madonna del Rosario.
«Voglio che si costruisca qui una cappella in mio onore.
«Si continui sempre a recitare il santo Rosario tutti i giorni.…
«Quando recitate il santo Rosario dopo ogni singola meditazione dite cosí:

“Gesú mio, perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell’Inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente le piú bisognose della vostra misericordia”

«Guarda, figlia mia, il mio cuore circondato di spine che gli uomini ingrati mi
       infliggono ad ogni istante con le loro bestemmie e la loro ingratitudine. Tu
       almeno cerca di consolarmi e dí che: tutti coloro che durante cinque mesi, il
       primo sabato del mese, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione,
       reciteranno una corona del santo Rosario e mi terranno compagnia durante
       quindici minuti, meditando sui quindici Misteri del Rosario, in spirito di
       riparazione, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie
       necessarie per la salvezza della loro anima.»

Con questa promessa la Beata Vergine Maria ha anche inteso ricordare di soffermarsi in silenzio a meditare su ogni Mistero (tenendole cosí compagnia) per almeno un minuto, rammentando che la recita del S. Rosario va fatta senza alcuna fretta.

La recita quotidiana del S. Rosario comporta la meditazione dell’Incarnazione, della Passione e Morte, della Resurrezione  e dell’Ascensione di nostro Signore Gesú Cristo; nonché della discesa dello Spirito Santo, dell'Assunzione in Cielo e dell'Incoronazione di Maria Santissima.

Fonte: UnaVox

giovedì 2 agosto 2012

Video Gospa Majka moja - MEDJUGORJE



 

Video Emmanuel - (Canto di Adorazione) - Medjugorje


Bellissimo canto di Adorazione cantato dai Figli del Divino Amore di MEDJUGORJE


Messaggio del 2 agosto 2012 a Mirjana

“Cari figli, sono con voi e non mi arrendo. Desidero farvi conoscere mio Figlio. Desidero i miei figli con me nella vita eterna. Desidero che proviate la gioia della pace e che abbiate la salvezza eterna. Prego affinché superiate le debolezze umane. Prego mio Figlio affinché vi doni cuori puri. Cari miei figli, solo cuori puri sanno come portare la croce e sanno come sacrificarsi per tutti quei peccatori che hanno offeso il Padre Celeste e che anche oggi lo offendono ma non l'hanno conosciuto. Prego affinché conosciate la luce della vera fede che viene solo dalla preghiera di cuori puri. Allora tutti coloro che vi sono vicini proveranno l'amore di mio Figlio. Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto perché vi guidino sulla via verso la salvezza. Che le vostre labbra siano chiuse ad ogni giudizio. Vi ringrazio.”