giovedì 2 giugno 2016
Messaggio a Mirjana del 2 giugno 2016
martedì 31 maggio 2016
Apparizione straordinaria ad Ivan del 30 maggio 2016 sul Podbrdo alle ore 22:00
Carissimi, ecco quanto Ivan ha comunicato sull’apparizione da lui avuta stasera, lunedì 30 maggio 2016, sul Podbrdo alle ore 22:00:
«Dopo l’incontro con la Madonna, vorrei avvicinare e descrivere anche a voi l’incontro di stasera. Anche oggi la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice e, all’inizio, ci ha salutato tutti col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.
Poi ha pregato per un periodo di tempo prolungato qui su tutti noi con le mani distese. In seguito ha pregato in particolare sui malati presenti. Poi la Madonna ha pregato per un periodo di tempo in modo particolare per i sacerdoti e le vocazioni nella Chiesa. In seguito ha benedetto tutti noi con la sua benedizione materna e ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto.
Poi io ho raccomandato tutti voi, i vostri bisogni, le vostre intenzioni, le vostre famiglie ed in modo particolare i malati Poi la Madonna ha continuato a pregare per un periodo di tempo qui su tutti noi, e in questa preghiera se n’è andata, nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”.
Vorrei sottolineare che oggi la Madonna ha pregato in particolare per i sacerdoti e per le vocazioni nella Chiesa».
Sapere o non sapere amare
Ecco qui una seconda riflessione di fra Slavko Barbarić che risponde ad un’altra domanda che ci viene rivolta da molti che non conoscono Medjugorje. Eccola per la Vostra meditazione.
Sapere o non sapere amare
1. «Cari figli! No, voi non sapete amare e non sapete ascoltare con amore le parole che io vi do. Siate consapevoli, miei diletti, che io sono vostra Madre e che sono venuta sulla terra per insegnarvi ad ascoltare per amore e a pregare per amore, e non dalla costrizione perché portate la croce. Con la croce Dio viene glorificato attraverso ogni uomo.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!» (Messaggio del 29.11.84)
2. Molti si chiedono: perché in generale vi sono apparizioni e perché avvengono anche qui a Medjugorje? Perché tutti i giorni? Sono domande comprensibili. Non dirado la gente rifiuta le apparizioni perché si pone questi interrogativi. Interrogarsi con amore e cercare una risposta con amore è tutto quello che si può fare, perché con la violenza non si possono trovare delle risposte!
Per la Madre che ama un motivo è importante. Ella desidera che per noi tutto sia bello, che tra noi non vi siano costrizioni e che soprattutto non ve ne siano tra noi e Lei. Amore e violenza non vanno d’accordo; si escludono a vicenda come la luce ed il buio, la verità e la menzogna. La violenza sbarra la strada all’amore, chiude la bocca, le orecchie, il cuore, tutto l’essere. L’amore, tuttavia, parla, risponde, ascolta, si offre liberamente e, nella libertà attende una risposta. Liberarsi dalle costrizioni interiori ed esteriori significa essere liberi e capaci d’amare. Il pericolo maggiore per la libertà interiore è costituito dalle costrizioni interiori che si sviluppano a causa della dipendenza dalle cose materiali, della concezione errata di sé stessi e degli altri, del potere e del rapporto nei confronti del potere. Quando l’uomo si libera dalle costrizioni interiori e diviene realmente libero, allora queste diverranno soltanto un’occasione per dimostrare la propria libertà interiore e la propria risolutezza.
Il mondo è pieno di schiavitù e perciò degli animi e dei cuori prigionieri: imprigionati nell’egoismo, nell’orgoglio, nel desiderio, nella smania di denaro, nella droga e nell’alcol, di una vita dissipata ed in un rapporto immorale verso sé stessi e gli altri. Molti sono prigionieri anche della morsa delle opere sataniche che si manifestano col peccato. Particolarmente diffusa è la schiavitù derivante dal timore della sofferenza.
3. Una volta ho chiesto a Jelena Vasilj come riesce a distinguere la voce della Vergine da quella di Satana. Mi rispose: “Quando parla la Vergine, ho tempo di rispondere, sono libera, la mia anima spazia, posso decidere... Quando parla Satana, allora ti senti limitato, non hai tempo per rispondere, sei colto all’improvviso ed ingannato. Ti senti sospinto in un angolo
4. «Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto:
amerai il prossimo tuo come te stesso, ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri.»
(Gal 5, 13-15)
(Fonte: Alla scuola dell’Amore, di Fra Slavko Barbarić)
L’amore educa
Nel mio ultimo pellegrinaggio a Medjugorje ho trovato un bel libretto di Fra Slavko Barbarić. Sfogliando le prime pagine ho trovato una riflessione che da la risposta ad una domanda che un mio compagno di pellegrinaggio mi aveva fatto. Eccola per la Vostra meditazione.
L’amore educa
1. «Cari figli!
Grazie perché offrite al Signore tutta la vostra fatica, anche ora che egli vi prova nei frutti che raccogliete. Sappiate, cari figli, che egli vi ama, e per questo vi mette alla prova. Continuate ad offrire tutti i vostri sacrifici al Signore, e non vi preoccupate.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!». (Messaggio 11.10.84)
2. Il gruppo di preghiera che si raccoglie attorno al veggente Ivan si riunisce in preghiera prevalentemente all’aperto, sul monte delle apparizioni o al Križevac, soprattutto di sera dalle ore 21 in poi. C’erano anche incontri di preghiera dopo la mezzanotte. La Vergine li invita alla preghiera in qualsiasi momento e con qualsiasi tempo, d’estate e d’inverno, sotto la pioggia e al freddo. Durante l’incontro di preghiera Lei si manifesta ad Ivan e se ci sono altri veggenti anche a loro.
In una sera fredda e burrascosa chiesi al veggente come fosse possibile che la Vergine li richiamasse al Križevac per pregare con un tale freddo. Com’è possibile che quella che viene definita la Madre premurosa, desideri che si vada a tarda ora e col freddo, quando ci sono tutti i motivi per rimanere a casa. La mia domanda non ha turbato il veggente, ma egli si è stupito che io potessi chiedere una cosa del genere e mi ha risposto: “Chi ti vuole bene e si preoccupa per te deve anche avere 11 coraggio di chiederti qualcosa!”
Né il gruppo di preghiera, né i veggenti si pongono questa domanda, ma vanno e fanno quanto loro richiesto.
3. Dopo questa risposta rimasi senza parole. Dissi: “Se le cose stanno così, buona fortuna!” Ho tuttavia compreso quella verità che solo l’amore può capire ed accettare. Amare qualcuno non significa viziarlo e indebolirlo, perché l’amore reca in sé le reali dimensioni dell’educazione. Esso è esigente. L’amore si sacrifica per il prossimo, ma non per proteggerlo dal sacrificio o dalla prova, dalla croce o dalla malattia, ma per rendere l’individuo pronto alla vita. In tal modo si mettono alla prova, si purificano e si fanno maturare l’amore dell’amato e la sua risposta. Ricordiamo che la madre che ama il suo bambino, quando quest’ultimo è malato, è la prima a capire quando è giunto il momento di portarlo in ospedale, di farlo operare affinché il bimbo guarisca. Ella non teme la sofferenza, perché ricerca la guarigione. Chi ama il proprio giardino non lo lascia incolto, ma lo pota e lo pulisce affinché sia più produttivo. Le prove e le sofferenze acquistano così il loro significato.
4. «Proprio per questo nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà; pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono...»
(Eb 5, 7-9)
(Fonte: Alla scuola dell’Amore, di Fra Slavko Barbarić)
lunedì 30 maggio 2016
Commento di Padre Livio al Messaggio a Marija del 25 maggio 2016
"Cari figli, la mia presenza è un dono di Dio per tutti voi ed un'esortazione alla conversione. Satana è forte e desidera mettere nei vostri cuori e nei vostri pensieri disordine ed inquietudine. Perciò, voi figlioli pregate affinché lo Spirito Santo vi guidi sulla via retta della gioia e della pace. Io sono con voi ed intercedo presso mio Figlio per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
Commento di Padre Livio di Radio Maria al messaggio del 25 maggio
Ricordiamo che nel messaggio del 25 aprile la Madonna ci ha detto: “il mio Cuore Immacolato sanguina guardandovi nel peccato e nelle abitudini peccaminose” e ci ha rivolto un fortissimo appello a cambiare vita: “Vi invito ritornare a Dio e alla preghiera affinché siate felici sulla terra”.
Questo è ciò che la Madonna ci aveva esortato a fare.
Certamente qualche frutto c'è stato, però è chiaro che la Madonna è ancora in attesa di vedere i frutti di questo suo appello e oggi ribadisce quel richiamo in modo più dolce, come Madre che non si rassegna a vedere i figli perire nel peccato.
Avvicinandoci al prossimo messaggio del 25 Giugno, che sancirà i 35 anni di Apparizioni, la Madonna ci ricorda: “la mia presenza è un dono di Dio per tutti voi”. Questa presenza è una grande grazia che la Madonna ha ottenuto di prolungare nel tempo e in più di un'occasione ha detto: “Mio Figlio mi ha concesso di stare ancora con voi” e Lei stessa ha chiesto questa immensa grazia di accompagnarci “in questo tempo difficile in cui satana è sciolto dalle catene”.
Purtroppo quelli che hanno risposto alla chiamata non valorizzano fino in fondo questa presenza, perché si stancano, perché comunque la danno per scontata, entrano nell'abitudine, non sentono la grazia immensa di questa presenza; è come il sole, diamo per scontato che al mattino sorga, ma immaginate se un mattino non sorgesse!
La Madonna ci ha anche detto una volta: “quando non vi darò più i messaggi e non verrò più, rimpiangerete il tempo che avete perduto”.
L'importante dunque è comprendere che questa presenza è un dono di Dio, la nostra generazione ha avuto l'immensa grazia di avere Maria come Madre e come maestra.
Questa sua presenza ci dice tante cose, a me personalmente dice che il fatto che la Madonna appaia vuol dire che porta il Paradiso sulla terra, porta la speranza sulla terra e ci ricorda che il fine della nostra vita è l'Eternità. Ci apre la porta verso il Cielo, ci indica la meta a cui dobbiamo tendere. La Madonna è un’abitante del Paradiso, è Colei che è nel Cuore della Santissima Trinità e scende in mezzo a noi per indicarci qual è il golfo di luce verso il quale siamo in cammino, che è il Cuore stesso della Santissima Trinità.
Il solo fatto che è presente è un’esortazione alla conversione, cioè a lasciare la via della rovina, la via dell'effimero, la via del peccato, la via della morte, la via della sterilità spirituale, del “tralcio secco”, la via del vuoto della vita. La Madonna viene a chiamare i suoi figli sulla “retta via”, che è quella “della gioia e della pace”.
Non diamo per scontato che la Madonna venga sempre; arriverà il momento in cui rimpiangeremo di non aver messo a frutto la grazia immensa della sua presenza.
Siccome un numero enorme di persone non prende in considerazione Dio e neanche Gesù, Gesù ha provato ad inviare sua Madre, ma neanche Lei viene presa in considerazione!
La gente preferisce seguire il demonio e si lascia attrarre da lui, dall'illusione che l'uomo è il padrone del mondo, che è padrone della sua vita e ne fa quello che vuole!
Questa illusione attira e seduce gran parte dell'Occidente, ma dietro a questa illusione di fare a meno di Dio, di aver eliminato Dio, di indicare se stessi come Dio, c’è l’inganno del demonio! Per questo la Madonna dice: “satana è forte”, certo che è forte, e senza la Grazia di Dio noi diventiamo zimbelli, siamo come ranocchi che guardano gli occhi del serpente e si gettano nella sua bocca. Non è che lui ha bisogno di fare qualcosa, basta allontanarci da Dio e siamo suoi! La forza di satana è che noi siamo deboli, e noi siamo deboli perché non preghiamo, non ci attacchiamo a Dio, non ci lasciamo guidare dallo Spirito.
“Satana è forte e desidera mettere nei vostri cuori e nei vostri pensieri disordine ed inquietudine”. Quante volte la Madonna nei suoi messaggi ci ha detto che satana è forte e desidera mettere nei nostri cuori pensieri disordinati e sbagliati, risvegliare i vizi capitali e la fame di mondo di soddisfare se stessi, pensieri di prepotenza, di guerra, di denaro, miraggi ingannevoli, e quindi rabbia,inquietudine, desiderio di sopraffazione, sentimenti di annientamento e di morte e tutto quello che sperimentiamo quando siamo nel peccato e accecati dalle passioni.
E così, illudendoci di essere liberi, siamo schiavi del peccato, schiavi del principe di questo mondo e infelici.
Perciò la Madonna ci dice: “voi figlioli, proprio per non diventare schiavi del demonio, pregate”, come ha detto il Papa nella catechesi di ieri, “guai se non preghiamo”. La preghiera è sempre efficace,ovviamente non basta la preghiera, così come non basta nella macchina la benzina, ci deve essere, ma poi però dobbiamo metterci al volante, la preghiera, come la benzina, anima la nostra attività.
La Madonna ci richiama come sempre alla preghiera: “pregate” e, pregando, ci incontriamo con Dio, prendiamo la forza di Dio, la luce di Dio, la grazia di Dio, pregando, lo Spirito Santo entra nel nostro cuore e ci guida sulla retta via della gioia e della pace.
Vediamo quindi la contrapposizione ben precisa tra la via del male e della morte, la via del demonio che porta all’accecamento, all’inquietudine, alla non pace, al disordine delle passioni che fanno del nostro cuore un groviglio di vipere (questo lo vediamo a volte in chi ci sta vicino) e la via di Dio che è gioia e pace, la via che dobbiamo incominciare a intraprendere con il rinnovamento della preghiera.
“Io sono con voi”, la Madonna è con noi, cerchiamo di comprendere la grandezza di questo dono della sua presenza, “e intercedo presso mio Figlio per voi”, la Madonna prega per noi, per ognuno di noi.
A volte la Madonna ha detto: “intercedo presso mio Figlio per voi e con voi”, ci chiama anche ad unirci alla sua intercessione per chiamare quelli che sono lontani perché abbiano la grazia della salvezza.
Invece di puntare il dito su quelli che fanno parte dell’esercito del male, preghiamo per la loro conversione, che è ciò che la Madonna ci chiede.
“ Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it
Commento al Messaggio da Medjugorje del 25 maggio 2016
La veggente Marija Pavlovic Lunetti a Radio Maria:
"Cari figli! La mia presenza è un dono di Dio per tutti voi ed un'esortazione alla conversione. Satana è forte e desidera mettere nei vostri cuori e nei vostri pensieri disordine ed inquietudine. Perciò, voi figlioli pregate affinché lo Spirito Santo vi guidi sulla via retta della gioia e della pace. Io sono con voi ed intercedo presso mio Figlio per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
P. Livio: Il 25 giugno sarà il 35° anniversario della presenza quotidiana della Regina della Pace qui sulla terra e la Madonna dice che è un dono di Dio e un’esortazione alla conversione. Non ti sembra che noi ci siamo un po’ troppo abituati a questa presenza e non ci rendiamo conto che tutto questo tempo è una grazia che nessuna generazione ha mai avuto?
Marija: Non solo, io credo che la presenza della Madonna è una freschezza per l’umanità ed è anche un dono di Dio: attraverso la Madonna ci sta portando sulla via dei comandamenti e alla conversione. Lo riconosce la Madonna che più volte ha ripetuto che Dio Le permette di stare in mezzo a noi. Questa presenza della Madonna è davvero grande, incredibile.
P. Livio: In un messaggio a Mirjana la Madonna ha detto: "Molti hanno accolto la mia chiamata, ma un numero enorme di persone non mi ha preso neanche in considerazione“. Cioè non abbiamo capito la grazia immensa di questa presenza.
Marija: Io credo che ci sono tante persone che, dopo il pellegrinaggio a Medjugorje, hanno cambiato radicalmente la loro vita e nelle loro case, nelle loro parrocchie, hanno fondato gruppi di preghiera. Certo che dall’altra parte il paganesimo è forte... Internet, televisione, ... ormai nella società moderna Dio non esiste, non c’è spazio per Dio. Ma la Madonna sta lavorando, anche nelle nostre parrocchie... A differenza di una volta, oggi vedo tante realtà di adorazione. Recentemente sono andata in una città e alcuni amici mi hanno portato in una Cappella dove c’è l’Adorazione continua. Tutto è iniziato grazie ad un sacerdote venuto a Medjugorje. Questi sono quei piccoli frutti, quei piccoli doni che però sono immensi. Che dono per una città avere una cappella dell’adorazione! Ha ragione quel proverbio: fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Io sono sicura che c’è una foresta di buone persone, anche giovani, che stanno facendo tante cose belle. Non guardiamo solo le cose negative. Io credo che oggi dobbiamo essere più decisi, più liberi, più forti, cercando di pregare e anche di testimoniare... Ho incontrato una persona, venuta a Medjugorje per la prima volta, che mi ha detto: “Oggi mi sono confessato e ho pianto tanto. Io ho cercato anche il suicidio, perchè la mia vita non aveva più senso; ma ora voglio testimoniare che la mia vita è cambiata e vuole essere speranza per una vita nuova”.
P. Livio: Questa è proprio la grazia dello Spirito Santo, queste conversioni sono l’opera dello Spirito che tocca i cuori.
Marija: Noi possiamo fare quello che vogliamo perchè siamo liberi, possiamo andare nel peccato fino agli inferi, ma se viviamo la nostra vita secondo i Comandamenti di Dio e tendiamo a volerci convertire giorno per giorno, possiamo diventare santi come ci vuole la Madonna. Lei ci invita a leggere la vita dei Santi per imitarli. Possa la nostra vita diventare imitazione di Cristo, imitazione della Madonna, imitazione dei Santi! Io ricordo: i primi anni non sapevamo tante cose, ma abbiamo pregato con il cuore. E anche oggi preghiamo con il cuore e quello che faccio, lo faccio con amore, lo faccio con il cuore. Lo faccio per amore verso Gesù. Anche una parola buona, un piccolo dono, un sorriso, tante piccole cose che aiutano a cambiare la nostra vita, diventa una vita nuova, una vita di testimonianza. Ieri un sacerdote che è venuto a fare un ritiro qui a Medjugorje mi ha detto: “Una volta eri butta, oggi ti vedo bella, perchè il Signore ti ha plasmato e sta lavorando su di te”. Io ero come un riccio, ma oggi non ho più paura perchè mi sono lasciata plasmare dal Signore. Il Signore ci sta usando, ci sta trasformando e diventiamo belli, di una bellezza spirituale... Come Madre Teresa di Calcutta... Ognuno di noi può diventare così.
P. Livio: Quello che colpisce molto a Medjugorje è la conversione, abbiamo visto dei morti che sono risuscitati e delle persone che erano grandi peccatori che si sono incamminati sulla via della santità. Il Signore chiama anche i peccatori sulla via della santità.
Marija: Mi ricordo di un sacerdote americano con tanti impegni, tanti svaghi, ma poca preghiera, che stava lasciando il sacerdozio. Un suo amico medico l’ha convinto a venire a Medjugorje. Io l’ho conosciuto, ho visto che non celebrava la Messa e l’ho portato da Padre Jozo quando era a Tihaljina. Il Signore l’ha plasmato, l’ha trasformato; ha avuto come una rinascita. Ora è morto, ma è morto da santo sacerdote. Poi sono venuti altri sacerdoti della sua diocesi e quindi anche il loro Vescovo, venuto perchè ha visto la trasformazione e la radicale conversione dei suoi sacerdoti.
P. Livio: Il miracolo della conversione lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, le persone che cambiano vita. E’ una grande speranza ed è anche il frutto pù bello che abbiamo per la presenza della Madonna.
Marija: In realtà è il buon Dio che cambia i cuori, anche perchè la Madonna intercede presso suo Figlio. Quando il Signore prende il cuore e lo cambia, non c’è una spiegazione, lo fa in un modo meraviglioso. Io lo vedo in tante persone che si confessano, quando aprono il cuore è una cosa bellissima e incredibile. Capita che nelle proprie parrocchie non trovano il coraggio di aprire il cuore, il coraggio di confessare qualche peccato; invece qua è quasi una cosa normale, perchè siamo sotto il manto della Madonna, ci sentiamo sicuri, ci sentiamo disarmati. Non interessa più quello che pensa il mondo, quello che può dire il sacerdote. Qui trovano la volontà di cambiare radicalmente la vita e questa è una cosa meravigliosa.
P. Livio: La Madonna ci dice che satana è forte e se non preghiamo ci crea confusione mentale e ci toglie la pace...
Marija: Ci mette inquietudine nei nostri cuori, nei nostri pensieri. Io credo che è quello che il mondo vuole: mettere disordine, renderci schiavi del male. Invece Dio ci vuole esseri liberi, ci dà la libertà dei figli di Dio. Anche la Madonna non ci obbliga, ma ci invita. Noi possiamo convertirci o non convertirci. Ma io dico che ci conviene convertirci in questi pochi anni di vita che abbiamo, mentre ci aspetta l’eternità.
P. Livio: Questo messaggio è molto bello: la via di Dio è gioia e pace, la via di satana è disordine e inquietudine.
Marija: Io vedo, che quando siamo con Dio, viviamo i suoi comandamenti; quando siamo senza Dio, finiamo dai maghi, stregoni, reiki, meditazioni orientali, joga... perchè si cerca la pace. Ma la pace la troviamo solo in Dio, perchè è Lui che ci ha creati.
P. Livio: Ci prepariamo alla festa dell’Eucarestia e la Madonna lì a Medjugorje ha messo l’Eucarestia al centro di tutto.
Marija: E’ vero. Noi questa notte abbiamo, come ogni 25 del mese, la veglia di preghiera con l’Adorazione per tutta la notte...
Quanto c’è a Medjugorje era nel progetto di Dio. La chiesa, che allora sembrava enorme... la grande Croce sulla collina, ora diventata centro di preghiera con la via Crucis per tutti i pellegrini... poi nell’altra collina è apparsa la Madonna... E così si è formato questo triangolo prediletto da Dio. Anche la nostra vita è nel progetto di Dio.
P. Livio: Trentacinque anni non sono un po’ troppi?
Marija: No, sono pochissimi. Quei cinque o dieci minuti di incontro con la Madonna non sono trentacinque anni, ma sono il Paradiso; sono una sfida che Dio sta mettendo in noi tra il Paradiso e l’inferno. E la Madonna con la sua presenza è un invito per tutti noi:“Decidetevi per il Paradiso, per la vita eterna!” Ogni giorno alla fine dell’apparizione, quando Lei se ne va, dentro il mio cuore ho questo desiderio di Paradiso e mi viene da cantare con San Filippo Neri: “Preferisco il Paradiso!” E’ vero che sono qua, che combatto, faccio, disfo, pulisco, stiro, vivo, ma dentro il mio cuore c’è il Paradiso; e quando hai il Paradiso nel cuore, tutta la vita va come un soffio. In Paradiso diventiamo e restiamo tutti giovani. La Madonna, quando ha cominciato a venire, era più grande di noi; invece ora noi siamo molto più vecchi di Lei...
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Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.
... e Padre Livio ha concluso con la benedizione.
Marija e P. Livio
Fonte: Medjugorje Oggi
sabato 28 maggio 2016
Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 27 maggio 2016
Dal Vangelo secondo Marco
[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all'albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l'udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
"La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni"? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l'albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l'albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: "Lèvati e gettati nel mare", senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».
Parola del Signore
Carissimi fratelli e sorelle, cari pellegrini, cari fedeli, ci sono luoghi che visitiamo e ci innamoriamo di essi e con gioia vi ritorniamo. Uno di tali luoghi è Medjugorje, dove sentiamo in modo particolare la pace e la gioia da condividere con diverse persone.
Vengo qui da anni a condividere con voi la gioia dell’Eucaristia e della preghiera alla nostra Madre. Sopratutto mi piace una preghiera nata tanti secoli fa. In Essaa, “Sotto la Tua protezione”, ci sono tutte le verità della fede. La verginità perenne di Maria: Lei è vergine, ma Madre di Dio. Madre di Dio è un titolo fondamentale con il quale i fedeli lodano Maria. Lei, essendo Madre di Dio, ci dona la possibilità di lodarLa con le litanie e le altre preghiere. Lei, essendo Madre di Dio, ha un posto particolare nella comunità dei fedeli. Come tale Maria è Madre del Corpo mistico che è la Chiesa. Madre della Chiesa, Vergine e Madre di tutti noi che siamo membra del Corpo mistico di Cristo.
Come figli ci raduniamo attorno alla Madre. Tra le Sue braccia sentiamo la sicurezza.
Quando eravamo bambini durante la notte volevamo avvicinarci alla nostra mamma per tenerla per mano.
Anche la luna ci aiutava ad allontanare le tenebre.
Come la luna riflette la luce del sole, così la Madonna riflette la luce di Cristo.
I tempi, fratelli e sorelle, sono pesanti e tenebrosi. I nostri passi sono pesanti e la paura ha intrapolato la nostra anima. Abbiamo paura per noi, per i figli, per la salute. Abbiamo paura a viaggiare, perchè non sappiamo chi è affianco a noi. Abbiamo paura del giorno e della notte, con chi camminare e in quale modo andare avanti.
Quando Maria ha offerto a Dio la Sua paura e le Sue idee, quando Maria ha detto il Suo “fiat”, sia fatto secondo la Tua Parola, ha sentito la dolcezza della libertà. Con il Suo “fiat” ci ha liberati da un Cristo astratto, ci ha offerto una via verso la salvezza.
“
Chi ha l’amore nel cuore ha sempre qualcosa da regalare” dice sant’Agostino. Se porto Cristo donerò Cristo. Se porto sofferenza porterò sofferenza. Se il mio cuore è infelice non posso fare felice il cuore degli altri. Se ho paura donerò paura a chi incontro.
Non è da meravigliarsi se oggi raccontiamo le storie degli altri e viviamo le vite degli altri. I vuoti e le paure degli altri sono diventati nostri vuoti e nostre paure.
“Tutto si trasforma in bene per coloro che amano Dio” dice san Paolo. La Chiesa non era in pericoli e persecuzioni grandi come adesso.
L’anno scorso sono stati uccisi 80000 cristiani. Ma la mia Chiesa starà bene se amerà il Signore. Il mio popolo starà bene se vivrà i Comandamenti di Dio. Se la preghiera sarà il luogo di unione, se i nostri figli saranno cresciuti col Vangelo sarà tutto buono.
Gesù ci domanda tutti i giorni: “Mi ami? Mi ami più di costoro?” Ogni giorno si aspetta da noi la conferma della nostra fedeltà. Ma Dio non domanda questo per Lui, ma per noi stessi. Senza di Lui sentiremmo la paura ancora più profonda.
Il segreto della vita è il segreto dell’amore e della sofferenza. Soltanto una scuola ha successo: quella della croce. Le mie vittorie e quelle di Cristo devono passare per la croce.
Un famoso filosofo è andato da sua madre e ha cominciato ad elencare tutti i peccati e gli errori che ha fatto nella vita. La madre diminuiva il peso dei suoi peccati, cercando di giustificarlo per tranquillizzare la sua coscienza. Allora il figlio ha concluso: “Se mia madre fa così molto di più fa la la Madonna per noi davanti a Dio”.
Perciò la nostra preghiera “Sotto la Tua protezione” è l’invocazione dell’umanità.
Quando eravamo bambini per giocare chiudevamo gli occhi e qualsiasi cosa toccavamo cadeva. Così capita anche nel peccato: ci toglie l’essenziale; qualsiasi cosa tocchiamo la distruggiamo.
Il peccato non significa non rispettare i precetti, ma è sempre rivolto contro Dio.
La Bibbia dice: “Scappa dal peccato come dal serpente. Appena ti avvicini ti morde. Se credi di non avere peccati non essere contento di te stesso, ma lavora sulla tua fede”.
Abbiamo sentito oggi il Vangelo che parlava di quel fico che non dava frutto. Gesù voleva nutrirsi con i fichi, ma non ha trovato frutti. Egli ha guardato da cima fino in fondo. Ha avuto compassione, ma si è anche arrabbiato: quando non dai frutto non hai diritto di vivere.
I discepoli avendo visto il fico seccato hanno pensato: “Ma che forza ha questa persona che può far seccare un albero?” Avevano dimenticato che è molto più facile far seccare un fico che far resuscitare un morto. E’ più facile maledire che guidare un peccatore sulla via retta.
Il miracolo del fico seccato ci dice che dove non ci sono più i frutti di vita arriva la morte. Si taglia tutto e si getta nel fuoco.
Il fico che non porta frutto assomiglia all’uomo che ha ricevuto tutto e non porta frutto.
Ricordiamoci di tutti i doni che abbiamo ricevuto. Abbiamo portato frutto o no?
Questa parabola porta un altro messaggio molto più importante dei frutti del fico. Il contadino prega il padrone di dare un’altra possibilità al fico di portare frutto. Il contadino è il buon Dio, paziente con noi che aspetta i nostri frutti.
Dio non è contento quando ci punisce, ma aspetta che l’uomo si converta.
In questo luogo, fratelli e sorelle, la Madonna ci ha invitato tante volte al cammino della conversione e a fare opere buone.
La conversione significa tornare a casa propria per un’altra via, come fecero i Magi dopo aver adorato Gesù.
Questo significa tornare a casa questa sera diversi. Tornare alla propria famiglia diversi.
Conversione non significa tornare alla vita precedente, ma creare un futuro nuovo. La conversione non diminuisce la tua dignità, ma ti rende vincitore.
Come dice Shakespeare “guai a colui che si pente tardi”.
E’ bene iniziare subito.
Con la conversione arriverà la pace che desideriamo tanto tutti. La pace non si trova nella natura. Questa è l’assenza dei rumori.
La vera pace è in Dio.
La pace passa vicino a tutti noi, ma noi dobbiamo prenderla.
Chi non porta in sè la pace di Dio non può riconciliarsi nè con se stesso nè con gli altri.
La pace è il frutto dello Spirito. Chi collabora con lo Spirito riceverà la pace.
Siamo tanti qui pieni di bisogni. Alcuni sono qui per fede, senza aspettarsi miracoli. Alcuni per la sofferenza, altri per curiosità per vedere cosa succede qui.
Gesù conferma tutto questo in un esempio. Il centurione di Cafarnao non era ebreo, ma è venuto a pregare Gesù, perchè Lui guarisca il suo servo. Pregava così: “Gesù, Tu fai le opere grandi e meravigliose, come sento dalla gente. Siccome voi Giudei non entrate nelle case dei pagani non venire nemmeno Tu. A me basta che Tu dica una parola sola e il mio servo sarà guarito”.
Gesù, vedendo la sua fede, lo ammirò e guarì il suo servo.
Qui preghiamo per la guarigione. Preghiamo per la conversione e per diventare diversi. Preghiamo per diventare un fico fruttuoso.
Sono sicuro che vi ricordate di un esempio della Sacra Scrittura quando quella donna buona e devota ha pensato dentro di sè: “Se potessi toccare soltanto il Suo mantello sarei guarita”. Mentre i discepoli erano attorno a Lui lei si avvicinò a Gesù e Lo toccò. Lui ha girato il Suo Sguardo e i loro sguardi si sono incontrati. Lei ha abbassato la testa e Gesù le ha detto: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Sii guarita. Vai e non peccare più”.
Fratelli e sorelle, siamo qui in un luogo santo con l’incarico di tornare nel mondo senza peccare più.
Abbiamo sentito nella prima lettura cosa san Pietro ci ha detto di fare: “Servite gli uni gli altri secondo i propri doni. Chi parla lo faccia con le Parole di Dio. Chi compie un ufficio lo faccia con l’energia ricevuta da Dio. Perchè in tutto sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli”.
Ecco, fratelli e sorelle, nella prima parte della lettura san Pietro dice: “Siate dunque sobri per dedicarvi alla preghiera. Sopratutto conservate tra voi una carità fervente, perchè la carità copre una moltitudine di peccati”.
Da 35 anni la Madonna ci dice “siate sobri per dedicarvi alla preghiera”.
Cerchiamo di essere sobri per la preghiera e per le opere buone.
Se ascoltiamo la Madre saremo una generazione felice.
Amen.
Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )
Pellegrinaggio Gruppo “Regina della Pace” dal 21 al 25 maggio 2016 – Video Adorazioni Eucaristiche serali
Međugorje, sabato 21 maggio 2016, adorazione eucaristica presieduta da fra Stanko Ćosić.
Medugorje, martedì 24 maggio 2016, adorazione eucaristica presieduta da fra Ivan Landeka.
giovedì 26 maggio 2016
Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 25 maggio 2016
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.
Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.
Cari fedeli, sempre e dappertutto gli uomini vogliono prendere i primi posti, sedersi nei primi posti, essere in primo piano, essere visti, apprezzati. I primi posti sono posti d’onore, privilegiati, perciò la corsa per accapparrarseli non è nulla di strano per noi uomini.
Gesù nel Vangelo di oggi descrive questa prassi come qualcosa di pericoloso. Cosa succede se qualcuno pensa che un altro ha preso il suo posto? Liti, ingiustizie, violenze e addirittura guerre.
Gesù desidera che nel Suo Regno la situazione sia completamente diversa: coloro che vogliono i primi posti devono essere servitori degli altri. I primi posti si meritano con la bontà e con l’amore e non con i falsi privilegi. Egli stesso ha percorso quella strada per darci l’esempio. Si è umiliato servendo e il Padre Lo ha rialzato e Lo ha fatto sedere alla Sua destra.
Questi due fratelli, Giovanni e Giacomo, hanno le loro ambizioni. Vogliono assicurarsi i posti migliori nel Regno di Gesù che loro immaginavano troppo in maniera terrena. Per loro questo Regno doveva essere pieno di poltrone per i ministri e loro volevano essere davanti agli altri apostoli. Parlano anche della loro disponibilità di bere lo stesso calice, di essere battezzati con lo stesso Battesimo, ma non comprendono che cosa significa. Nel senso biblico “bere lo stesso calice” significa partecipare ad un cammino faticoso della vita, essere partecipi alle preoccupazioni, ai progetti e sopratutto alle sofferenze. Bere al calice di Gesù significa accettare la Sua Via che, nella generosità e nell’amore, arriva al Calvario, alla morte sulla croce.
Gesù nel Vangelo d’oggi parla ai discepoli di ciò che Lo aspetta e loro si comportano come se non Lo avessero sentito: cercano i posti migliori.
Quello è il calice per il quale Gesù ha pregato il Padre nell’Orto degli Ulivi: “Padre, se è possibile che Io non beva questo calice”. Ma ha aggiunto: “Ma non sia fatta la Mia, ma la Tua Volontà, o Padre”.
Bere il calice significa essere pronti a dare la propria vita con Gesù, donarsi agli altri. Non vivere soltanto per se stessi. Non cercare la propria gloria. Questo veramente non è facile.
Per fare ciò ci vuole una vera decisione. Bisogna imitare Gesù. Ecco perchè Egli ha risposto così ai due discepoli, ma anche agli altri che si sono arrabbiati per una tale richiesta, molto probabilmente perchè la volevano anche loro e questi due li hanno preceduti.
Gesù cerca di aprire gli occhi ai Suoi discepoli per far loro comprendere con chiarezza la loro missione.
Anche noi, cari fedeli, lo dobbiamo fare. Spesso siamo in pericolo di comprendere il nostro Cristianesimo come se fossimo membri di una certa società che ci garantisce prestigio, ci garantisce i privilegi e contemporaneamente non facciamo tanto per realizzare l’unione con Gesù, cioè di camminare assieme a Lui sulla via che Egli ci mostra. Il cammino con Gesù sarà sempre difficile, pesante. Sarà sempre difficile accettare la sfida di Gesù, la sfida del calice, della croce, del Suo modo di pensare eppure, fratelli e sorelle, tutti quanti siamo invitati a vivere questo cammino. Dobbiamo tutti bere il calice della nostra vita, lottando per passare attraverso la porta stretta.
Allora l’Onnipotente ci darà il posto giusto. Ma veramente il posto che ci appartiene. Non saremo noi a sceglierlo, ma sarà Dio che ce lo donerà per le nostre opere.
Il Signore ci aiuti a raggiungere un giorno quel posto per condividere con Dio la gioia della vittoria.
Amen.
Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )
Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 24 maggio 2016
Dal Vangelo secondo Giovanni 10,22-30
Ricorreva in quei giorni a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno.
Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: “Fino a quando terrai l’animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente”.
Gesù rispose loro: “Ve l’ho detto e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza; ma voi non credete, perché non siete mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io dò loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola”.
Parola del Signore
Carissimi fratelli e sorelle, cari fedeli, oggi nella festa della dedicazione della basilica di san Francesco d’Assisi ci ricordiamo di quando le persone ammiravano il Tempio di Gerusalemme e Gesù diceva: “Distruggete questo Tempio e Io lo ricostruirò in tre giorni”. Chi ascoltava sapeva benissimo che ci volevano tanti anni per costruire il Tempio. Ci volevano anni e anni perchè il Tempio potesse essere veramente bello.
Non solo i Giudei, ma anche coloro che passavano, potevano ammirare questo edificio.
Molti hanno capito dopo che Gesù parlava del Tempio del Suo Corpo.
Cari fedeli, cari fratelli e sorelle, oggi celebriamo la festa della dedicazione della basilica di san Francesco d’Assisi, come spesso celebriamo la dedicazione delle nostre chiese e delle nostre parrocchie. Ma in questo giorno dobbiamo pensare di più a noi, al tempio che siamo noi. La Parola di Dio ci dice: “Non sapete forse che il vostro corpo è il Tempio dello Spirito Santo?”
Per mezzo del battesimo, fratelli e sorelle, abbiamo ricevuto non soltanto il Sigillo di Dio, dell’appartenenza a Dio, ma abbiamo ricevuto nella nostra vita il Dio Trinitario: Padre, Figlio e Spirito Santo. Siamo stati battezzati nel Nome della santissima Trinità. Non portiamo soltanto il Loro Segno, ma portiamo la Trinità in noi. Noi siamo il Tempio dello Spirito Santo, il Tempio del Dio vivente.
La Parola di Dio ci dice che dobbiamo essere pietre vive che devono far parte del Tempio. Noi siamo inseriti nel Corpo mistico di Cristo, la Chiesa. Noi come parte della Chiesa, come singoli, non possiamo uscire da questa unità. Sappiamo benissimo che se in una casa o nel Tempio venisse tolta una pietra rimarrebbe un buco e tutti vedrebbero che qualcosa manca. Anche noi tutti siamo importanti e siamo pietre vive che vengono inserite nel Tempio vivo.
Dobbiamo aver cura di quei Templi che sono le chiese, dobbiamo mantenerle, ma quanto più dobbiamo aver cura di quei templi vivi che siamo noi. Quanto più dobbiamo curare noi stessi per essere veramente pietre vive.
In questa festa odierna il Signore desidera dirci proprio di aver cura di noi stessi. Egli ci ha dato questa grande grazia di poter appartenere alla grande comunità della Chiesa Cattolica, il Corpo mistico di Cristo. Lui ne è il capo e noi le membra. Questa è una grande grazia e noi dobbiamo veramente pensarci sempre. Dobbiamo essere sempre consci di essere pietre vive e di dover aiutare a far crescere prima il Tempio che siamo noi e poi la Chiesa.
Come ci dice la Parola di Dio: “Se un membro è ammalato tutto il corpo soffre”.
Così anche noi, carissimi fratelli e sorelle, dobbiamo stare attenti a noi stessi. Il Signore ci ha dato i mezzi. Ci ha lasciato la Sua Parola, perchè attraverso di Essa possiamo conoscerLo. Perchè possiamo starGli più vicino per avere un rapporto più intimo, per diventare una cosa sola con Lui, per essere trasformati. Dio ci ha creati a Sua Immagine. Quindi portiamo l’Impronta del Suo Essere, l’Impronta del Dio vivente.
Per mezzo del peccato originale abbiamo perso questa grazia, ma siamo stati giustificati con la passione, morte e resurrezione di Gesù. Siamo stati giustificati con il Suo preziosissimo Sangue per poter essere ciò che Dio vuole: persone che hanno la grazia che ci permette di far parte del popolo di Dio che loda il Signore qui sulla terra e nei cieli per sempre.
Il Signore ci ha dato la Sua Parola per riconoscerLo. Lui è quel Buon Pastore che ci chiama, ammonisce, consiglia. Cerca la pecora smarrita, cura quella ferita.
Ci ha donato i santi Sacramenti. Sopratutto desidero sottolineare il Sacramento della Riconciliazione e il Sacramento dell’Eucaristia.
Qualche volta ci allontaniamo come quelle pecore cercando qualcosa di migliore. Ma dobbiamo riconoscere che il Signore sa cosa và bene per noi. Perciò dobbiamo abbandonare la nostra vita a Lui; lasciare a Lui tutte le nostre strade, perchè Lui possa guidarci.
Lasciamo la nostra vita al Signore. Doniamola a Lui, perchè Lui veramente sia il nostro Buon Pastore che ci guida. Il Signore ci ha dato una grande possibilità. Qualche volta siamo gente di poca fede, pecchiamo, ci allontaniamo. Lui ci ha lasciato il bellissimo Sacramento della Riconciliazione per riconciliarci con Dio e con gli uomini.
Ci ha lasciato anche la santa Eucaristia dicendoci: “Chi mangia la Mia Carne e beve il Mio Sangue ha la vita eterna”.
Nel Vangelo di oggi Gesù sottolinea proprio questo e dice: “Conosco le Mie pecore. Esse Mi seguono e Io do loro la vita eterna”.
Questa è la nostra meta: la vita eterna. Avere ciò che Dio ha sognato nella creazione. Vivere nella gloria di Dio. ContemplarLo Faccia a faccia.
Alla fine, cari fratelli e sorelle, non posso che dire qualcosa sul nostro padre serafico san Francesco. Lui veramente ha sentito questo Vangelo.
Una volta che non era riuscito a comprendere il Vangelo, si è avvicinato ad un sacerdote perchè glieLo spiegasse. Dopo che il sacerdote lo ha spiegato san Francesco ha esclamato: “E’ questo che cerco e desidero vivere!”
Vivendo il Vangelo sappiamo come egli ha terminato la vita: nella grazia di Dio; ricevendo le stigmate come segno dell’unione completa con il Signore, un segno bellissimo anche se doloroso.
Quando noi uomini contempliamo queste cose vediamo che è difficile seguire le orme del Signore. E’ difficile vivere come san Francesco. Ma anche se è difficile non è impossibile.
L’amore di san Francesco verso Dio, verso il prossimo, verso tutte le creature invita anche noi a far parte di quel popolo santo di Dio.
San Pietro dice che noi siamo il popolo santo di Dio, l’eredità di Cristo.
Preghiamo anche noi il Signore, perchè per intercessione di san Francesco e della Beata Vergine Maria che veneriamo particolarmente in questo mese, ci benedica, affinchè possiamo riflettere sempre più su noi stessi che siamo il Tempio della Trinità.
Ecco perchè dobbiamo domandarci come ci comportiamo verso noi stessi. Con ogni peccato verso di noi e verso il prossimo distruggiamo questo Tempio.
Preghiamo il Signore perchè ci benedica, perchè possiamo costruire questo Tempio amando Dio e il nostro prossimo come noi stessi.
Amen.
Sia lodato Gesù Cristo.
Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )


