mercoledì 13 marzo 2013
sabato 9 marzo 2013
mercoledì 6 marzo 2013
“Maria chiede agli argentini di svegliarsi”
Il veggente Ivan Dragicevic ha avuto lunedì 4 marzo 2013 un’apparizione pubblica nel Malvinas Micro Stadium di Buenos Aires, in Argentina, con 5.500 persone. I partecipanti hanno osservato un silenzio assoluto quando è iniziata l’apparizione, come riporta il il sito web Pueblo de Maria.
Dopo l'apparizione, Ivan ha detto che la Vergine Maria aveva dato questo messaggio alla assemblea di Buenos Aires:
"Cari figli, oggi vi invito ad aprirvi alla preghiera. Figlioli, vivete in un tempo in cui Dio concede grazie, ma voi non sapete come trarne vantaggio. Vi preoccupate di tutto il resto, tranne la vostra anima e la vostra vita spirituale. Svegliatevi da questo mondo stanco, dal sonno stanco della vostra anima e dite sì a Dio con tutta la forza. Decidetevi per la santità e conversione. Cari figli, io sono con voi e vi invito alla perfezione e la santità della vostra anima e di tutto quello che fate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. "
Fonte:traduzione in italiano dell’articolo apparso oggi su Medjugorje TV: Mary asks Argenines to wake up By Jakob Marschner
Commento di Padre Livio al messaggio del 25 febbraio 2013
"Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera. Il peccato vi attira verso le cose terrene, ma io sono venuta per guidarvi verso la santità e verso le cose di Dio, ma voi lottate e sprecate le vostre energie nella lotta tra il bene e il male che sono dentro di voi. Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate affinché la preghiera diventi gioia per voi e la vostra vita diventerà un semplice cammino verso Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
Commento al messaggio del 25 febbraio di Padre Livio di Radio Maria
Come vedete, la Madonna non ha distolto lo sguardo da ciò che le sta più a cuore e cioè che questa Quaresima è un tempo di preghiera e di conversione.
Vuole che noi, in questa Quaresima, insieme a Gesù rimaniamo nella preghiera, nella lotta contro il male, quel male che per Gesù era fuori di Lui, il maligno, satana e che cercava appunto di attirarlo a sé con la seduzione, con le proposte che sappiamo nelle tentazioni, ma Gesù, il Figlio di Dio, ha detto appunto “vattene satana” e ha messo fine a qualsiasi possibilità del maligno di poter fare breccia.
Però con noi il maligno fa breccia, perché ci sono le radici del male, ci sono le conseguenze del peccato originale, quella che la Chiesa chiama concupiscenza, cioè quella tendenza che non è peccato, ma è una tendenza al peccato che si esprime nei vizi capitali: superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, accidia, che sono in noi e che sono le radici del male e che vanno sradicate.
Per sradicarle è necessaria una lotta di cui parla la Madonna. Questa lotta fra il bene e il male che è dentro di noi rischia, cari amici, di protrarsi per tutta la vita in termini di una sconfitta dietro l'altra e quindi di una nostra permanenza nel pantano del male. Perché? Perché non abbiamo la forza di dire “tagliamo!” Tagliamo le radici del male; diciamo il nostro “rinuncio” fino in fondo a ciò che satana ci offre e col quale ci vuole distruggere.
Quindi questa espressione che sembra sibillina, in realtà descrive quello che è descritto ampiamente nel capitolo 7° e nel capitolo 8° di San Paolo nella lettera ai Romani. Cioè uno rischia di passare tutta la sua vita considerando da una parte il bene che vuole, dall'altra facendo il male che non vuole, perché non ha il coraggio della decisione.
San Paolo ci dice che il coraggio della decisione si può avere se nella preghiera chiediamo la grazia e con l'aiuto della grazia dire un no radicale al maligno e quindi fare quello che la Madonna ci ha detto tante volte: ”decidetevi per Dio, decidetevi per la santità, decidetevi per la conversione”. Se non c'è questa decisione, tutta la nostra vita rischia di essere impantanata nella lotta contro le nostre passioni che non vogliamo sradicare.
Allora sia ben chiaro che la lotta continua fino al termine della nostra vita, ma se camminiamo sulla via della santità, sia pure con fatica, avendo ormai deciso per il bene, avendo impostato la nostra vita come cammino verso la santità, avendo ormai deciso di seguire Cristo e la Sua croce e di portare quella che ci dona, allora quando c'è questa decisione, la preghiera diventa gioia.
Il cammino di santità, per quanto aspro, “diventerà un semplice cammino verso Dio”. “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
Quindi, come vedete, il cuore del messaggio della Madonna è proprio questo, uscire dalla mediocrità, uscire dalla tiepidezza o se vogliamo mettere fine alla complicità che abbiamo con le nostre passioni, alla complicità che abbiamo col peccato, uscire dalla stagnazione della vita spirituale, uscire dal pantano.
Questa è la sollecitazione, l'invito, se vogliamo, l'ammonimento che ci fa la Madonna, diversamente se restiamo lì nel pantano, per cui non siamo capaci ad imprimere attraverso una scelta decisa, una precisa direzione alla nostra vita, esauriamo la nostra vita nelle continue cadute una dopo l'altra, poi ci confessiamo, poi ricadiamo, poi ci riconfessiamo, poi ricadiamo e segniamo il passo.
Ecco questo è ciò che la Madonna ci dice.
Questo messaggio è rivolto non a chi è prigioniero del male, nel senso che è ormai indurito nel male, ma a quelli che sono in una situazione grigia.
In una situazione dove non dicono né sì sì, né no no, ma dicono “so”, la situazione tipica della tiepidezza, la situazione di chi un po' è mondo, un po' acqua santa.
Da lì ovviamente la Madonna ci dice di uscir fuori, perché se non ne usciamo segniamo il passo, non andiamo avanti, non cresciamo nel cammino di santità dove Lei ci vuole guidare, come quando appunto diciamo che “sì un po' preghiamo, un po' crediamo in Dio”, però non è Dio al primo posto, non è il Suo amore al primo posto, non è il servizio a Dio al primo posto, non è la lotta per essere più santi al primo posto.
La Madonna ci dice di uscir fuori da questa mediocrità spirituale, che ci fa sprecare le energie e che ci tiene fermi nel cammino spirituale, come se satana appunto ci tenesse al guinzaglio e non ci lasciasse andare avanti.
Allora uno dice: “va be’, ma dove prendo la forza?”. Il problema è questo; molte volte la nostra volontà è talmente debole che non riusciamo a decidere, eppure finché non decidi non sei contento.
Santa Caterina da Siena diceva “se non decidi di rompere la spina, non ti godi la rosa”, e così anche noi finché non decidiamo di dire no al peccato, in parole povere, finché non decidiamo la conversione, la confessione, il no al peccato, finché non decidiamo questo, la spina ci punge. Dobbiamo spezzare la spina, cioè dire no al peccato, rinuncio al peccato, questa è la cosa da fare, allora c'è la rosa.
Come dice la Madonna, c'è la gioia della preghiera, la preghiera diventa gioia e il cammino di santità diventa più semplice, più spedito, diventa perfino leggero, pur portando la croce diventa veloce, gioioso.
Allora torniamo alla domanda, come riuscire a decidere?
La decisione si prende nella preghiera.
Bisogna considerare quanto il male ci fa male, bisogna considerare che Dio è il vero bene, che Lui è il vero amore e bisogna decidersi per Lui, per il vero bene, per l’amore, per la verità, per la bellezza, per la nostra gioia, per la grandezza della nostra vita e far maturare con la buona volontà, con la grazia questa decisione finché non diventi un colpo di mannaia a quella corda che ci tiene legati al maligno.
Decido, rinuncio a satana! Rinuncio, rinuncio, rinuncio!
Arrivare a dirlo col cuore. Questo la Madonna vuole in questa Quaresima per noi, questa è la cosa più importante per noi. Questa è la nostra vittoria, questa è la nostra resurrezione, questa è la nostra gioia, questa è la nostra conquista, questa è la nostra liberazione.
Coraggio, cari amici, perché la grazia di Dio ci sorregge in tutto questo.
Questo messaggio sembrava sibillino, ma in realtà tocca il cuore della vita, del combattimento spirituale.
“ Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it”
I racconti della Vergine Maria
La Vergine fuggiva davanti ai soldati di re Erode. Nel cammino incontrò una colomba che le domandò:
– Dove vai col tuo bambino ?
La Vergine allora le rispose :
– Scappo dai soldati di re Erode.
Ma, accorgendosi della polvere sollevata dai cavalieri, la colomba volò via.
La Vergine continuava a fuggire davanti ai soldati di re Erode..
Nel cammino incontrò una quaglia e la quaglia le domandò :
– Dove vai col tuo bambino ?
La Vergine allora le rispose :
– Scappo dai soldati di re Erode.
Ma sentendo il galoppo dei cavalli, anche la quaglia se ne volò.
La Vergine continuava sempre a fuggire davanti ai soldati di re Erode.
Nel cammino incontrò l’allodola, e l’allodola le domandò :
– Dove vai col tuo bambino ?
La Vergine allora le rispose :
– Scappo dai soldati di re Erode.
Ma sentendo già le imprecazioni dei soldati, l’allodola fece nascondere la Vergine dietro un ciuffo di salvia.
I soldati di Erode incontrarono la colomba e le chiesero :
– Colomba, hai visto passare una donna col suo bambino ?
La colomba rispose loro:
– Soldati, è passata di qui. E mostrò il cammino che la Vergine aveva preso.
I soldati di Erode incontrarono la quaglia, e chiesero alla quaglia :
– Quaglia, hai visto passare una donna col suo bambino ?
La quaglia rispose loro:
– Soldati, è passata di qui. E mostrò, a sua volta, il cammino che la Vergine aveva preso
I soldati di Erode incontrarono l’allodola, e hanno chiesto all’allodola :
– Allodola, hai visto passare una donna col suo bambino ?
L’allodola rispose loro :Soldati, è passata di qui. Ma li condusse molto lontano dalla salvia, dalla Vergine e dal bambino.
Ora sapete cosa avvenne dei tre uccelli ? Dio ha condannato la colomba a tubare un lamento senza fine e la quaglia a volare sfiorando la terra per renderla preda dei cacciatori. Quanto all’allodola, la sua ricompensa consiste nel portare, ogni mattina, il saluto della Vergine al sole.
Jérôme et Jean Tharaud,
Les contes de la Vierge,I racconti della Vergine Plon, 1940.
lunedì 4 marzo 2013
domenica 3 marzo 2013
Breve commento di Padre Livio al Messaggio a Mirijana del 2 marzo 2013
Cari amici,
la Regina della pace ci "invita maternamente" a non essere duri di cuore e a non chiudere gli occhi sugli "ammonimenti" del Padre celeste. Dio ci chiama, ma noi non lo ascoltiamo.
Ci offre il suo amore, ma noi lo rifiutiamo. Ci vuole donare la speranza e la pace, ma noi ci opponiamo.
Fino a quando durerà?
Ci esorta ancora una volta alla preghiera e al digiuno perché Gesù con la sua croce dissipi le tenebre che ci avvolgono e ci aiuti ad essere benedizione per quelli che "vagano nella tenebra del peccato".
Ci esorta a vegliare con Lei e a pregare perché i nostro Pastori siano portatori di luce e di speranza.
Cambiamo vita finché siamo in tempo.
Padre Livio
Il sorriso di Maria…
Maria è oggi nella gioia e nella gloria della Risurrezione. Le lacrime versate ai piedi della Croce si sono trasformate in un sorriso che nulla ormai spegnerà, pur rimanendo intatta la sua compassione materna verso di noi.
L’intervento soccorrevole della Vergine Maria nel corso della storia lo attesta e non cessa di suscitare verso di lei, nel Popolo di Dio, una confidenza incrollabile: la preghiera del Memorare (“Ricordati”) esprime molto bene questo sentimento. Maria ama ciascuno dei suoi figli, concentrando in particolare la sua attenzione su coloro che, come il Figlio suo nell’ora della Passione, sono in preda alla sofferenza; li ama semplicemente perché sono suoi figli, secondo la volontà di Cristo sulla Croce.
Il Salmista, intravedendo da lontano questo legame materno che unisce la Madre di Cristo e il popolo credente, profetizza a riguardo della Vergine Maria: “i più ricchi del popolo cercheranno il tuo sorriso” (Sal 44,13).
Qui a Lourdes, nel corso dell’apparizione del 3 marzo 1858, Bernadette contemplò in maniera del tutto speciale questo sorriso di Maria. Fu questa la prima risposta che la Bella Signora diede alla giovane veggente che voleva conoscere la sua identità. Prima di presentarsi a lei, qualche giorno dopo, come “l’Immacolata Concezione”, Maria le fece conoscere innanzitutto il suo sorriso, quasi fosse questa la porta d’accesso più appropriata alla rivelazione del suo mistero.
Benedetto XVI,
Omelia, Sagrato della Basilica Notre-Dame du Rosaire
Lourdes, lunedì 15 settembre 2008
sabato 2 marzo 2013
Messaggio del 2 marzo 2013 a Mirjana
Cari figli, vi invito di nuovo maternamente: non siate duri di cuore! Non chiudete gli occhi sugli ammonimenti che per amore il Padre Celeste vi manda. Voi lo amate al di sopra di tutto? Vi pentite che spesso dimenticate che il Padre Celeste per il suo grande amore ha mandato suo Figlio, affinché con la croce ci redimesse? Vi pentite che ancora non accogliete il messaggio? Figli miei, non opponetevi all'amore di mio Figlio. Non opponetevi alla speranza ed alla pace. Con la vostra preghiera ed il vostro digiuno, mio Figlio con la sua croce scaccerà la tenebra che desidera circondarvi e impadronirsi di voi. Egli vi darà la forza per una nuova vita. Vivendola secondo mio Figlio, sarete benedizione e speranza per tutti quei peccatori che vagano nella tenebra del peccato. Figli miei, vegliate! Io, come Madre, veglio con voi. Prego e veglio particolarmente su coloro che mio Figlio ha chiamato, affinché siano per voi portatori di luce e portatori di speranza: per i vostri pastori. Vi ringrazio.


