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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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martedì 25 settembre 2012

Messaggio del 25 settembre 2012

"Cari figli! Quando nella natura guardate la ricchezza dei colori che l’Altissimo vi dona, aprite il cuore e con gratitudine pregate per tutto il bene che avete e dite: sono creato per l’eternità e bramate le cose celesti perché Dio vi ama con immenso amore. Perciò vi ha dato anche me per dirvi: soltanto in Dio è la vostra pace e la vostra speranza, cari figli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

lunedì 24 settembre 2012

Messaggio dato ad Ivan Il 21.09.2012 a Porto Potenza Picena (MC)

 

“Cari figli, anche stasera in maniera particolare vi invito: preghiamo per tutti i miei figli che sono lontani dai propri genitori, per tutti i miei figli che si sono allontanati da mio figlio Gesù'.

Cari figli pregate anche voi perché' ritornino a mio figlio Gesù', si ritrovino nella loro famiglia e ritornino nella mia Chiesa.

Io prego per tutti voi e intercedo presso mio Figlio per ognuno di voi,

Grazie cari figli perché' anche oggi avete risposto alla mia chiamata.”

 

Fonte: Radio Maria Facebook

domenica 23 settembre 2012

Video Marija Pavlovic a S. Giuseppe di Cassola–22 settembre 2012

 

Incontro di preghiera il 22 settembre 2012 a San Giuseppe di Cassola

Martedì sera 25 settembre 2012 in S. Salvatore: Veglia di Preghiera per il messaggio mensile

 


02 Bologna, Chiesa di San Salvatore


Martedì sera 25 settembre 2012, come ogni mese, in unione a tutti i gruppi di preghiera nello spirito di Medjugorje, di Bologna e tutta l'Italia in attesa del Messaggio da Medjugorje, veglia di preghiera aperta a tutti, ogni 25 del mese alle ore 20,45 nella Chiesa del SS. Salvatore largo Cesare Battisti Bologna, con Adorazione del Santissimo Sacramento e recita del Santo Rosario con la presenza e guida del sacerdote P. Roberto Viglino

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Con l’occasione ricordo anche gli altri appuntamenti del Gruppo di Preghiera Regina della Pace:
  • Giovedì 27 settembre: consueta Veglia di Preghiera  settimanale alle ore 20:30  presso la Chiesina  di  Padre Marella in Via del Lavoro, 13 a Bologna
  • Sabato 29 settembre: consueto pellegrinaggio mensile al Santuario della Madonna di S. Luca con partenza dal Meloncello alle ore 08:10: preghiera delle prime tre parti del S. Rosario salendo a piedi al Santuario, S. Messa alle ore 09:30 nella cripta e quindi discesa pregando l’ultima parte del S. Rosario
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San Pio da Pietrelcina

Francesco Forgione (poi divenuto Padre Pio) nacque il 25 maggio 1887, alle cinque del pomeriggio, nel quartiere Castello di Pietrelcina, a pochi chilometri da Benevento. Era il quarto dei sette figli di Grazio Forgione e Giuseppa Di Nunzio, poveri contadini che vivevano in una casetta formata da tre stanze con soffitto di canne e curavano un piccolissimo possedimento di terreno a pochi passi da casa. Francesco fu così chiamato per la devozione della mamma Peppa al Santo di Assisi.

Francesco trascorse l'infanzia e l'adolescenza impegnandosi in piccoli lavori agricoli e portando al pascolo le pecore. Dietro sicure fonti si evince che fin dalla tenera età di 5 anni ebbe le prime estasi e desiderò di consacrarsi totalmente a Dio. Subì anche le prime vessazioni diaboliche e iniziò ad infliggersi le prime penitenze corporali.

Il giovane Francesco fece gli studi ginnasiali privatamente, con il danaro che il padre inviava dall'America dove fu costretto ad emigrare, a causa della povertà, come tanti suoi conterranei. All'età di 15 anni maturò la decisione di farsi frate nell'ordine dei minori cappuccini, confortato anche dal consiglio del suo parroco. Il 2 gennaio 1903, non ancora sedicenne, entrò nel convento dei Cappuccini a Morcone (Benevento) e il giorno 22 indossò il saio francescano col nome di fra' Pio. Nel 1904, dopo un anno di noviziato, pronunciò la sua consacrazione e all'inizio del 1907, nel convento di S.Elia a Pianisi (Campobasso), emise i voti di professione perpetua. Lo attendevano ora sei anni di studio per diventare sacerdote. Li trascorse in conventi diversi: S.Marco la Catola, Serracapriola, Montefusco e Benevento, dove ricevette gli ordini minori e il suddiaconato.

Penose furono le penitenze alle quali Fra' Pio si sottoponeva che, unite al forte impegno nello studio, furono la causa di una grave malattia diagnosticata come "broncoalveolite all'apice sinistro", che richiedeva vita all'aria aperta ed assoluto riposo. Per tale motivo nel maggio 1909 gli fu concesso di trascorrere un periodo di convalescenza in località Pietrelcina. Ma anche nel suo paese natale continuava a star male ed era tanto prostrato che gli fu accordato il permesso di essere ordinato sacerdote prima del compimento dei regolamentari 24 anni d'età. Così il 10 agosto 1910, nel Duomo di Benevento, ricevette la consacrazione sacerdotale e il giorno 14 celebrò la sua prima Messa a Pietrelcina.

Gli attacchi dei demoni, intanto, erano divenuti più massicci e continui, egli li chiamava "cosacci" e dovunque andava lo seguivano per tormentarlo. Lo seguirono nel convento di Venafro, dove era andato ad imparare Sacra Eloquenza. Qui Padre Pio venne assalito da febbri altissime e forti emicranie; per una ventina di giorni l'unica cosa che riuscì ad ingerire fu l'ostia consacrata.

Nel febbraio del 1916 venne comandato a recarsi nel convento di Sant'Anna a Foggia, dopo anni di spola tra Pietrelcina e una decina di conventi alla ricerca di un posto benefico per la sua salute. Ma anche a Foggia Padre Pio seguitò a star male: vomito, sudorazioni improvvise, capogiri, febbri consistenti. La notte, poi, dalla sua cella provenivano terrificanti rumori che si concludevano con un boato assordante, tale da scuotere i muri e terrorizzare i confratelli. A Padre Benedetto confidò successivamente che era il diavolo il quale, non potendo vincerlo, per la rabbia "scattiava". Per sfuggire all'afosa calura estiva di Foggia, Padre Pio nel luglio del 1916 giunse per un breve soggiorno nel convento di San Giovanni Rotondo, piccolo paese sul versante meridionale del Gargano. Il clima si rivelò salutare ed egli vi resterà fino alla data della sua morte.

La sera del 5 agosto 1918 subì la "trasverberazione" del cuore e nella mattina di venerdì 20 settembre, nel coretto della chiesa di Santa Maria delle Grazie, ricevette le stimmate che portò fino alla morte con sofferenza fisica e morale, in quanto quei segni esterni gli erano di "una confusione e di una umiliazione insostenibile" perché non si riteneva degno di tale similianza al Redentore. Altri doni carismatici ricevette da Dio per accreditare la sua missione di santificazione: la profezia, le bilocazioni, la scrutazione dei cuori, gli effluvi odorosi. Moltissime testimonianze di fedeli ne dichiararono la vericidità.

San Giovanni Rotondo divenne ben presto meta di pellegrinaggi di fedeli che accorrevano al convento per avere dal frate stigmatizzato aiuto, consiglio, guida spirituale. Per Padre Pio cominciò una frenetica attività: fino a sedici ore al giorno di confessioni, migliaia di lettere con richieste di grazie, visite continue di persone anche autorevoli.

Tra gli uomini di Chiesa si vennero a delineare due schieramenti: da una parte v'era chi guardava con simpatia ed ammirazione a Padre Pio; dall'altra parte, invece, si trovavano coloro che diffidavano del Cappuccino. Dal 1923 al 1933 Padre Pio fu sottoposto ad una serie di restrizioni personali e di inibizioni di attività. Dieci anni di sofferenze e privazioni provate non soltanto dal frate, ma anche da coloro che erano i suoi figli spirituali. Venne anche privato dei direttori spirituali, gli fu ordinato di non confessare e di non celebrare la Messa in pubblico, di non rispondere alle lettere dei suoi numerosissimi fedeli. Erano punizioni durissime che Padre Pio umilmente accettò, dichiarando:"Sono figlio dell'ubbidienza". Ed intanto pregava continuamente e per tutti.

Ma a San Giovanni Rotondo i fedeli continuavano ad affluire sempre più numerosi e grazie alle loro offerte e alla carità di molti, il 19 maggio 1947, alla vigilia del 60° compleanno di Padre Pio, fu posta la prima pietra per la costruzione della "Casa Sollievo della Sofferenza" che rappresenta tuttora uno dei più moderni ed efficienti ospedali europei. Il 1° luglio 1959 venne consacrato il nuovo Santuario di S. Maria delle Grazie, eretto a fianco dell'antica e ormai insufficiente Chiesa del Convento.

L´amore di Padre Pio per la Madre celeste era immenso e traboccante, lo stesso frate trascorse la vita stringendo fra le mani la corona del S. Rosario e raccomandando tale preghiera ai suoi figli spirituali quale arma infallibile contro il demonio. Si dice che riusciva addirittura a recitare dai 20 ai 30 Rosari al giorno!

Il 22 settembre 1968, giunto ormai all'età di 81 anni, al termine della celebrazione della S. Messa per la ricorrenza del cinquantenario del doloroso dono delle stimmate, venne colto da grave malore e nella notte, alle ore 2.30 del 23 settembre, cessò di vivere lasciando un enorme vuoto nei fedeli e negli uomini del suo tempo.

Il 20 marzo 1983 iniziò il processo diocesano per la sua canonizzazione. Il 21 gennaio 1990 Padre Pio venne proclamato venerabile, fu beatificato il 2 maggio 1999 e proclamato santo il 16 giugno 2002 in piazza San Pietro da papa Giovanni Paolo II come san Pio da Pietrelcina. La sua festa liturgica viene celebrata il 23 settembre.

Fonte: IdM

Video/Audio Testimonianza di Ivan 19/9/2012 Villa D'Adige

 

Prima parte della testimonianza del veggente di Medjugorje Ivan Dragicevic a Villa D'Adige ( Ro) il 19 Settembre 2012


 
 

Seconda parte della testimonianza del veggente di Medjugorje Ivan Dragicevic a Villa D'Adige ( Ro) il 19 Settembre 2012



Fonte: Radio Maria Facebook

sabato 22 settembre 2012

È sempre tempo di miracoli

 

Un fatto, incontestabile e meraviglioso, testimoniato da migliaia di persone, tutte in grado di confermarlo ancora oggi, fu l'apparizione della Vergine Santissima, il 19 settembre del 1946. Questa Madre amorosa apparve a due fanciulli, sotto le sembianze di una bella Signora (...) Ella apparve su una montagna delle Alpi (...) per il bene della Francia (...) e del mondo intero.
Il suo proposito era quello di avvertire il mondo che il suo Figlio Divino era molto triste con gli uomini, soprattutto a causa di tre peccati: la bestemmia, la profanazione della domenica e delle feste, e la trasgressione delle leggi che reggono l'astinenza.
Fattori straordinari confermano questa apparizione; fatti raccolti in molti documenti pubblici o attestati forniti da persone la cui sincerità e credibilità fanno escludere qualsiasi possibilità di dubbio. Questi fatti sono preziosi per consolidare la fede ai fedeli legati a Dio, fermi nella loro religione, e servono, inoltre, per ribattere gli argomenti di coloro che, forse per ignoranza, vogliono porre un limite al potere e alla misericordia di Dio, affermando che non è più il tempo dei miracoli.

 

San Giovanni Bosco (1815-1888)
Apparizione della Beata Vergine sulla monte di La Salette, Torino, 1875

Le apparizioni di Maria a La Salette

Il 19 settembre 1846, Melanie e Maximin stanno sorvegliando le loro greggi quando, improvvisamente :
"Ho visto una luce molto bella, più brillante del sole ed ho potuto mormorare, appena, queste parole: Maximin, hai visto lá, in basso? Oh, mio Dio! Allo stesso tempo ho lasciato cadere il bastone che avevo in mano (...) Ho fissato più fortemente quella luce che rimaneva immobile, e come se si fosse aperta, percepì un'altra luce, ancora più brillanmte e che si muoveva, e, in questa luce una dama bellissima seduta sul nostro Paradiso, con la etsta tra lemani."
La Signora invita i due ragazzi ad avvicinarsi senza timore, si alza, e trasmette loro questo emssaggio :
Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciare libero il braccio di mio Figlio. Esso è così forte e così pesante che non posso più sostenerlo. Da quanto tempo soffro per voi! Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni, mi è stato affidato il compito di pregarlo continuamente per voi; voi non ci fate caso. Per quanto pregherete e farete mai potrete compensare la pena che mi sono presa per voi. Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo e non me lo volete concedere. E' questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio! Coloro che guidano i carri non sanno imprecare senza usare il nome di mio Figlio. Queste sono le due cose che appesantiscono tanto il braccio di mio Figlio. Se il raccolto si guasta, la colpa è vostra. Ve l'ho mostrato l'anno passato con le patate: voi non ci avete fatto caso. Anzi, quando ne trovavate di guaste, bestemmiavate il nome di mio Figlio. Esse continueranno a marcire e quest'anno, a Natale, non ve ne saranno più ».

A questo punto la bella Signora passa a parlare dal francese al dialetto locale, il patois. Dopo aver ripetuto il passaggio precedente, continuò:
« Voi non capite, figli miei? Ve lo dirò diversamente. Se avete del grano, non seminatelo. Quello seminato sarà mangiato dagli insetti e quello che verrà cadrà in polvere, quando lo batterete. Sopraggiungerà una grande carestia. Prima di essa, i bambini al di sotto dei sette anni saranno colpiti da tremito e morranno tra le braccia di coloro che li terranno. Gli altri faranno penitenza con la carestia. Le noci si guasteranno e l'uva marcirà ».
A questo punto, la donna affida un segreto a Maximin e poi a Mélanie; quindi prosegue: « Se si convertono, le pietre e le rocce si tramuteranno in mucchi di grano e le patate nasceranno da sole nei campi. Fate la vostra preghiera, figli miei? ». « Non molto, Signora », rispondono entrambi. « Ah, figli miei, bisogna proprio farla, sera e mattino! Quando non potete far meglio, dite almeno un Pater e un 'Ave Maria; quando potete fare meglio, ditene di più. A messa, d'estate, vanno solo alcune donne anziane; gli altri lavorano di domenica, tutta l'estate. D'inverno, quando non sanno che fare, vanno a messa solo per burlarsi della religione. In Quaresima, vanno alla macelleria come i cani. Avete mai visto del grano guasto, figli miei? ». « No, Signora », rispondono. Allora la donna si rivolge a Maximin: «Ma tu, figlio mio, lo devi aver visto una volta con tuo padre, verso la terra di Coin. Il padrone del campo disse a tuo padre di andare a vedere il suo grano guasto. Vi andaste tutti e due, prendeste in mano due o tre spighe, le stropicciaste e tutto cadde in polvere. Al ritorno, quando eravate a mezz 'ora da Corps, tuo padre ti diede un pezzo di pane dicendoti: "Prendi, figlio mio, mangia ancora del pane quest'anno, perché non so chi ne mangerà l'anno prossimo, se il grano continua in questo modo"».
Oh, sì, Signora, ora ricordo: prima non me lo ricordavo! », risponde Maximin. La donna riprende a dire in francese: «Ebbene, figli miei, fatelo conoscere a tutto il mio popolo». Poi inizia a muoversi, attraversa il ruscello Sézia e, senza voltarsi, ripete: « Andiamo, figli miei, fatelo conoscere a tutto il mio popolo ».La « bella Signora » risale il sentiero sinuoso che porta al Collet e si eleva da terra; i pastorelli la raggiungono e si accorgono che guarda prima il cielo e poi la terra. A quel punto, la donna inizia a fondersi nella luce, e quest'ultima, a sua volta, scompare.
« Noi la seguivamo perché ci attraeva con il suo splendore ed anche per la sua grande bontà. I suoi piedi sfioravano l'erba senza piegarla. Mi guardava con grande bontà, aggiunse. Avrei voluto lanciarmi tra le sue braccia. A partire da quel giorno, la fontana secca non ha più cessato di far sgorgare l'acqua, mostrandosi miracolosa. »

La Santissima Vergine, continuò Melanie, piangeva per tutto il tempo mentre parlava. Le sue lacrime scorrevano, una ad una, lentamente, sino alle ginocchia. Poi, come scintille di luce, sparivano (...) Io voleva consolarla affinché smettesse di piangere, ma mi sembrava che avesse la necessità di mostrare le sue lacrime para esprimere meglio il suo amore, che gli esseri umani avevano scordato. Sentivo la voglia di gettarmi tra le sue braccia e dirLe: 'Mia buona Madre, non piangere! Desidero amarLa per conto di tutti gli uomini sulla terra!"
"Era tutta bella e fatta d'Amore. Sembrava che la parola amore uscisse dalle sue labbra purissime. Il suo sguardo era dolce, penetrante. Le vesti, di un azzurro argentato, non avevano nulla di materiale, essendo fatte di una luce incostante e scintillante. La corona di rose che le cingeva la fronte era tanto luminosa che era impossibile immaginare. Come raggi dorati, le rose sembravano riunite formando un grazioso diadema, più splendente del sole. Usava un grembiule giallo... Che dico, giallo? Per niente! Era più splendente di un mucchio di soli riuniti. Non si trattava di un tessuto terreno, ma di un composto di gloria... di una meravigliosa bellezza."
"La Vergine portava al collo due collane, una grande ed una minore. Quest'ultima aveva una croce scintillante. Il crocefisso, dal colore della carne naturale, brillava con grande splendore. Cristo aveva la testa bassa, il corpo prostrato - lo trattenevano solo i chiodi -come se stesse per cadere. Però, a volte, sembrava vivo, con il capo sollevato, gli occhi aperti, come se volesse parlare, dire agli uomini, che era venuto al mondo per noi, per attrarci, per chiamarci a Sé, con il Suo Amore infinito. Oh! Che pena essere così povera nelle mie espressioni per rivelare che cosa è l'Amore del nostro Salvatore per noi!"

venerdì 21 settembre 2012

Messaggio della Regina della Pace a Ivan Dragicevic il 19 settembre 2012 a Villa d'Adige (Rovigo)

Cari figli,
anche oggi in maniera particolare vi voglio invitare di pregare per tutti i governanti, che con il potere che Dio gli ha dato, promuovano la pace, che lavorino per il bene dell’uomo.
Desidero cari figli, che anche loro siano strumenti nelle mie mani. Cari figli, pregate particolarmente per la vita.
Grazie cari figli, perchè anche oggi avete risposto alla mia chiamata.

mercoledì 19 settembre 2012

18 Novembre 2012 Giornata di cielo con Maria

 

Interverranno:
Saverio Gaeta giornalista e scrittore

Mons. Slawomir Oder postulatore della beatificazione di Giovanni Paolo II

Fabio Salvatore scrittore

Gianna Jessen attivista statunitense pro-life

Nek cantante

Chiara M. scrittrice

Chiara Amirante fondatrice della comunità Nuovi Orizzonti

Marija Pavlovic

Padre Pierre Aguila fondatore della Fraternità MissionariaGiovanni Paolo II

Alessandra Cipollone e Mirko Buldrini Nuovi Orizzonti

Conducono l'incontro:
Silvia Piasentini
e Davide Banzato

Animazione:
Giullari dell'Amore Nuovi Orizzonti

Orario:
9,00 - 19,00


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L'APPARIZIONE ED IL MESSAGGIO DI LA SALETTE: LE LACRIME DELLA MAMMA CELESTE...

 

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Carissimi, oggi festeggiamo  l'apparizione approvata di La Salette (Francia), avvenuta il 19 settembre 1846.
Riflettiamo insieme sul messaggio ancora attuale che la Mamma Celeste ci ha voluto donare in quell'occasione.


Una bella Signora appare a Melania e Massimino, due ragazzini di 15 e 11 anni che pascolano le mucche su una montagna a 1800 metri d´altezza.

Si tratta di una donna seduta, con i gomiti sulle ginocchia ed il viso nascosto tra le mani: sta piangendo. La bella Signora porta sul suo petto una croce con sopra un Cristo splendente. Ai lati della traversa orizzontale della croce, sono posti gli strumenti della passione: a destra un paio di tenaglie e a sinistra un mar­tello.
La Signora piange a dirotto...e, mentre le lacrime scendono copiose, prende a parlare con quelle parole che sono giunte fino a noi:

"Venite avanti, bambini miei; non abbiate paura; io sono qui per annunziarvi una grande notizia.

Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciar cadere il braccio di mio Figlio; esso è così grave e così pe­sante che non posso più sostenerlo!

Da quanto tempo io soffro per voi! Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni, io devo pregarlo continuamente, e voi non ci fate caso.  Voi avrete un bel pregare, un bel fare; mai potrete com­pensarmi della pena che mi sono presa per voi!

Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo, e non me lo si vuole
concedere...
Coloro che conducono i carri non sanno smettere di bestemmiare il nome di Mio Figlio.
Queste sono le due cose che appe­santiscono tanto il braccio di mio Figlio!

Se il raccolto va a male, è soltanto per colpa vostra. Ve l'ho fat­to vedere l'anno scorso con le patate... voi non ci avete fatto caso. Anzi, quando ne trovavate guaste, voi bestemmiavate il nome di Mio Figlio! Esse continueranno a marcire, e quest'anno a Natale non ve ne saranno più!
Se avete del grano, non bisogna seminarlo, perché tutto quello che seminerete sarà mangiato dagli insetti, e quello che verrà cadrà in polvere quando lo batterete. Sopraggiungerà una grande carestia, ma prima che essa venga, i bimbi al di sotto dei sette anni saranno colti da un tremore e morran­no tra le braccia di coloro che li terranno. I grandi invece faranno peni­tenza per la fame. Le uve marciranno e le noci diventeranno cattive.
".

La conversazione tra la Signora e i veggenti prosegue con l´affidamento di un segreto. Quindi la Mamma Celeste continua con una promessa:

"Se invece si convertiranno, le pietre e le rocce si tramuteranno in mucchi di grano e le patate si troveranno seminate da loro stesse!."

Quindi confidenzialmente e maternamente la Vergine dice ai due piccoli:

"Dite bene le vostre preghiere, bambini miei?"

"non molto, Signora..." rispondono.

"Ah! Bambini miei, - riprende la Madonna - bisogna farle bene, sera e mattina. Quando non avrete tempo, dite almeno un Pater e un 'Ave Maria; e, quando lo potete, ditene di più.
A messa non vanno che alcune donne già anziane. Gli altri la­vorano di domenica tutta l'estate e, l'inverno, quando non sanno che fare, non vanno alla messa che per burlarsi della religione. In Quaresima vanno in macelleria come dei cani!
Non avete mai veduto del grano guasto, bambini miei?"

"no, Signora!" rispondono.

Ora la Signora si rivolge a Massimino:

"Ma tu, bimbo mio,  tu ne devi aver ben visto una volta, vicino a Coin, con tuo padre. Il padrone del podere disse a tuo padre: "Ve­nite a vedere il mio grano guasto". Voi ci siete andati tutti e due. Prendeste due o tre spighe di grano nelle vostre mani, le avete stro­finate, e tutto andò in polvere. In seguito voi siete ritornati. Quan­do non eravate più che una mezz' 'ora distanti da Corps, tuo padre ti diede un pezzo di pane, dicendoti: "Prendi, bambino mio, man­gia ancora del pane quest'anno; non so chi ne mangerà l'anno ven­turo, se il grano continua ancora a guastarsi in questo modo".."

"Oh sì, Signora, ora ricordo. Prima non me lo ricordavo più..."

Il colloquio con la Vergine ha termine con un accorato appello:

"Ebbene, bambini miei, voi lo farete sapere a tutto il mio po­polo..."

La Signora passa davanti ai pastorelli, attraversa il pic­colo ruscello, posando i piedi su una pietra che emerge a metà  e, giunta a due o tre metri dall'altro lato, ripete senza voltarsi né fermarsi:  "Su, bambini miei, fate dunque sapere ciò a tutto il mio popolo!"

Detto ciò si eleva da terra e, lentamente si solleva:  è raggiunta dagli sguardi attoniti di Massimino e Melania che vedono la Sua figura dileguarsi e confondersi con la luce di cui è avvolta, quindi scompare anche la luce.

Facciamo attenzione al "costume" con cui Maria si presenta, al luogo geografico da Lei scelto, alla condizione so­ciale dei veggenti, al momento storico dell' apparizione. Tutto ha la sua importanza per comprendere il vero signi­ficato del messaggio di Maria. A La Salette Maria è addolorata per i nostri peccati, fa vedere le sue lacrime e mostra i segni della passione di Gesù Cristo. Esorta a evitare i peccati di omissione e com­missione (santificare la domenica, seguire le norme della Quaresima e non bestemmiare), bene espressi dalle tenaglie e dal martello, strumenti materiali della crocifissione di Gesù. Fa vedere Gesù sulla cro­ce per strapparci il pentimento sincero dei nostri peccati, vera causa della morte di suo Figlio.

La Madre Celeste ci fa notare come il comportamento spirituale delle anime è strettamente legato ai flagelli della natura: carestie e malattie mortali sono le conseguenze dei nostri peccati, mentre la provvidenza di Dio ci aiuta se viviamo santamente:
"Se invece si convertiranno, le pietre e le rocce si tramuteranno in mucchi di grano e le patate si troveranno seminate da loro stesse!" "Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta" Mt 6,33.  Guardiamoci intorno e vedremo anche oggigiorno gli stessi avvertimenti. Come porre rimedio? La fede e la storia ci dicono che la Vergine Maria ci ha sem­pre avvisati e soccorsi, non ci ha abbandonati mai. Ha uno stile dav­vero materno, che le apparizioni degli ultimi secoli ci hanno ancora una volta dimostrato. Maria è sempre madre di Dio e madre nostra,  avvocata, aiuto dei cristiani e ri­fugio dei peccatori. Ascoltiamola e viviamo ciò che ci chiede: Rosario, Digiuno, Eucarestia, lettura della Bibbia, Confessione.

PREGHIERA:

Ricordati o Nostra Signora di La Salette, delle lacrime che hai versato per noi sul Calvario. Ricordati anche della continua sollecitudine che hai per noi, tuo popolo, affinché nel nome di Cristo Gesù ci lasciamo riconciliare con Dio.
Confortati dalla tua tenerezza, o Madre, noi Ti supplichiamo, malgrado le nostre infedeltà e ingratitudini.
Accogli le nostre preghiere, o Vergine Riconciliatrice, e converti i nostri cuori al tuo Figlio. Ottienici la grazia di amare Gesù sopra ogni cosa e di consolare anche Te con una vita dedicata alla gloria di Dio e all'amore dei nostri fratelli.   AMEN

 

Fonte: IdM