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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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venerdì 24 giugno 2016

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 22 giugno 2016


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete.
Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».
Parola del Signore


Gesù nel Vangelo ci invita a guardarci dai falsi profeti in questo mondo. Sono lupi rapaci in veste di pecore. Possiamo domandarci: chi sono questi lupi travestiti da pecore? Se guardiamo la storia dell’umanità e la storia della Sacra Scrittura vediamo che ce ne sono sempre stati. Nell’Antico Testamento alcuni profeti come Geremia e Amos lottavano contro i falsi profeti, cioè che predicavano cose in Nome di Dio, ma che non provvenivano da Dio.
Gesù fa i conti con i falsi profeti. Sono tutte quelle persone che si oppongono al Suo messaggio, al Vangelo. Sono coloro che si oppongono all’immagine che Gesù ci dona di Dio: Dio Misericordioso. Anche oggi abbiamo profeti falsi. Ovunque. Promettono qualcosa, ma in verità guidano le persone verso la perdizione. Sono coloro che offrono la felicità a buon prezzo e riducono l’uomo soltanto ad un essere che ha bisogno del successo finanziario e materiale. Sono coloro che dimenticano la dignità umana e la felicità eterna.
Quando Gesù parla di quei lupi rapaci ci viene in mente la frase: “L’uomo è un lupo per l’uomo”.
Se vogliamo esortare qualcuno gli diciamo: “Cerca di essere un uomo”. Questo vuol dire mostrare misericordia, compassione, offrire la mano per aiuto.
In ciascuno di noi, fratelli e sorelle, è nascosto un falso profeta. L’uomo, grazie alla sua intelligenza, non soltanto può fingere, ma può ingannare anche l’altro uomo e condurlo sul cammino della perdizione.
Un buon consiglio è che ciascuno di noi smascheri il falso profeta che c’è dentro di sè. Noi spesso cerchiamo questo falso profeta al di fuori di noi; tra le persone responsabili della politica, dello stato, della nostra società, della Chiesa. Ma il profeta falso sono io se mi oppongo alla voce della mia coscienza, alla voce di Dio.
Una storia indiana dice che il capo della tribù insegnava al nipote i valori della vita. Gli porta un esempio di due lupi e gli dice: “All’interno di ogni uomo c’è una grande lotta. Due lupi dentro di noi lottano per il potere. Uno è brutto, cattivo, infelice, pieno di rabbia, invidia, cupidigia, egoismo. Per lui è importante chi è al potere e chi è sottomesso e diffonde l’odio e la divisione. L’altro, invece, è bello, buono, amichevole, gioioso, cordiale, compassionevole, sincero, coraggioso e esorta al bene”.
Il bambino si è fermato e ha riflettuto sulle parole del nonno.Poi gli ha domandato: “Nonno, quale lupo vincerà alla fine?” “Il lupo che tu nutri. Quello sicuramente vincerà”.
Cari fratelli e sorelle, siamo nella novena per la preparazione al trentacinquesimo anniversario delle apparizioni della Madonna.
Credo che sappiamo tutti cosa è successo 35 anni fa. I bambini hanno testimoniato di aver visto la Madonna e Lei ha detto: “Io sono la Regina della Pace”. La pace è al centro di Medjugorje e del suo messaggio.
Medjugorje è un’esortazione continua, perchè dentro di noi prevalga sempre il bene.
Nel mondo che lotta per conquistarci Medjugorje è un’esortazione perchè prevalga dentro di noi quel lupo buono della storia e perchè muoia ogni male, ogni peccato, ogni egoismo.
Quante persone qui hanno riconosciuto in questi 35 anni di essere deboli, peccatori, trascinati dai piaceri di questo mondo, ma hanno chiesto perdono nel Sacramento della Confessione per continuare la vita con il volto sereno. Solo Dio conosce i fiumi di grazia scaturiti qui, dove la Chiesa è viva.
La Chiesa è solamente dove si celebrano i santi Sacramenti. Noi siamo testimoni che oggi tante chiese, tante cattedrali sono diventate eredità culturale. Spazio di un valore enorme, ma la cosa più importante non si fa: lodare e glorificare Dio. A questo servono le chiese. Sono il Tempio di Dio; non sono soltanto uno spazio che noi osserviamo per fare le foto.
Perciò possiamo dire che qui succede un rinnovamento. Qui lodiamo Dio in tante lingue. Qui si celebrano i santi Sacramenti. Qui le persone si confessano, vengono in pellegrinaggio. Alcuni stanno qui delle ore, altri giorni per pregare e ringraziare.
Con la coscienza tranquilla possiamo dire che qui si vive quotidianamente il dono del Cuore del nostro Dio nella preghiera e nei Sacramenti, il dono della Misericordia di Dio che ricordiamo particolarmente in quest’anno consacrato alla Divina Misericordia. Tanti hanno sperimentato qui che Dio ha compassione per loro, che Dio ha a Cuore la loro vita e i loro problemi. Si sono sentiti abbracciati da Dio e non abbandonati nel loro dolore. Tanti si sono riconciliati con Lui e con gli uomini.
35 anni di grazia e non sono cambiate molte cose. Vediamo che oggi, come allora, alcune persone vogliono distruggere il messaggio della pace. Sono lupi rapaci. Vogliono portare inquietudine, paura, depressione. Anche oggi desiderano far tacere la voce della coscienza dell’uomo che parla così forte.
Si parla di diritti di dubbio valore. La verità viene relativizzata. Di questo ci parlava spesso Benedetto XVI.
Era difficile nel 1981 essere credente. Il comunismo promuoveva l’ateismo. I membri della società erano membri del partito. Gli altri erano esclusi. Il fedele non aveva nessuno stato sociale.
Sappiamo che i parrocchiani di Medjugorje in quel periodo vivevono di agricoltura o lavoravano all’estero facendo tanta fatica per un pezzo di pane. La terra di Erzegovina è piena di pietre. Il popolo di cuore grande e di grande fiducia in Dio ha iniziato con il Signore tutto questo e la grazia ha iniziato a scorrere. Già al quinto o sesto giorno dall’inizio delle apparizioni il popolo arriva sul monte. Il monte era pieno del popolo di Dio e la polizia comunista cercava di impedire quello che non si poteva impedire.
Gesù ci dice nel Vangelo: “Dai loro frutti li riconoscerete”.
Fratelli e sorelle, il tempo ci fa capire qual’è il frutto di un albero. Bisogna avere il tempo, perchè il frutto maturi. Il frutto all’inizio è inutile e non si può mangiare, ma il tempo lo fa maturare.
Il frutto di Medjugorje è una vita convertita. Tanti si sono nutriti qui e hanno trovato la forza per poter andare avanti.
Tutti noi dobbiamo continuamente ringraziare e rispondere alla chiamata della Madre. E’ la stessa chiamata del Vangelo: la chiamata alla conversione, al cambiamento della vita, al cambiamento del cuore. Senza di questo il mondo non si può cambiare.
Quando il frutto matura non lo si può nascondere. I frutti di grazia qui sono visibili, tangibili.
Il Vangelo ci invita, affinchè anche la nostra vita sia piena di frutti buoni. Dai nostri frutti si conoscerà quanto apparteniamo a Gesù. Essere fedele non significa essere iscritto nel libro dei battezzati o partecipare qualche volta al rito della Chiesa. Essere fedele significa portare frutti di bontà, pace, verità nel proprio ambiente, nella famiglia, nel posto di lavoro.
Fratelli e sorelle, o portiamo frutti o siamo senza frutti. Non c’è la terza opzione.
Il fedele è come un albero che porta frutti buoni e di questi frutti possono nutrirsi anche gli altri.
Porteremo frutti se siamo pieni della forza di Dio.
Qui ci troviamo alla sorgente dell’Amore di Dio che è la santa Eucaristia. Nell’Eucaristia si moltiplica la nostra fede. La nostra speranza diventa più forte, l’amore più grande.
Gesù è il Frutto che noi mangiamo. Ci nutriamo di Lui nella santa Messa. Egli si dona a noi nel Suo Sacrificio sulla croce. Gli siamo grati di tale grazia.
Anche questa santa Messa sia un invito a noi a vivere seguendo l’esempio di Gesù.
Amen.

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

Apparizione straordinaria a Ivan questa sera sul Podbrdo alle ore 22:00

Carissimi, Krizan ci ha appena comunicato che questa sera, venerdì 24 giugno 2016, Ivan avrà una apparizione sul Podbrdo alle ore 22:00

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 21 giugno 2016


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».
Parola del Signore


Carissimi fratelli e sorelle, cari pellegrini, Ciascuno di voi a casa ha delle perle e quando legge questo Vangelo si immagina nel ruolo di questo uomo che ha qualcosa di prezioso e deve stare attento dove lasciarlo.
La Madonna qui da 35 anni dona le Sue perle. Noi siamo i Suoi figli. Chi poteva fare questo se non la Madonna, Lei che è la Perla del mondo? Qui a Medjugorje è stata presa una conchiglia con la perla dentro e adesso avete la perla nel mondo. Perla che illumina e converte le persone.
Gesù dice nel Vangelo: “Quanto volete che gli uomini facciano a voi anche voi fatelo a loro”. Gesù ci invita ad amare il nostro prossimo.
Fratelli e sorelle, forse la storia più bella di questi 35 anni è quella di un film fatto poco tempo fa. Nel film si racconta che nelle ore pomeridiane sono seduti fuori padre e figlio. Il padre aveva 70 anni e il figlio 40. Arriva un passero e si pone su un ramo. Il papà chiede: “Coè quello?” Il figlio che sta leggendo il giornale si volta e dice: “Un passero”. Il padre ripete: “Figlio, cosè quello?” Il figlio risponde: “Papà, un passero”. E poi continua a leggere il giornale.
Il passero si sposta su un altro ramo. Il padre alza gli occhi e domanda di nuovo: “Figlio, cosè quello?” “passero, papà. Passerooo. E non domandarmelo più!”
Il padre rattristato entra in casa. Và a prendere un libro e lo porta al figlio: “Leggi a voce alta”. Il figlio legge così: “Quando eri bambino ti ho portato al parco. Eri il mio figlio minore. Un passero si è fermato su un ramo e tu mi hai chiesto: Papà, cos’è?’ ‘Un passero, figlio, figlio mio’ e ti ho abbracciato. Mi hai domandato ancora: ‘Papà, cos’è questo?’’Un passero, figlio mio’ e ti ho abbracciato. Per 21 volte me lo hai domandato e 21 volte ti ho abbracciato e ti ho detto ‘passero’”.
Questa storia dice cos’è Medjugorje. Lo sanno anche i passeri, ma forse noi uomini non lo sappiamo.
Da 35 anni la Madonna ci dice: “Amate, confessatevi, fate la pace”. E noi, come questo figlio, siamo arrabbiati, sordi, diciamo “sì, và bene”, ma non lo facciamo.
Ma tutto quello che la Madonna ha detto rimarrà scritto come in questo film. Lei è paziente e ci assiste da 35 anni.
Con Gesù è stata 33 anni, mentre è qui con noi da 35 anni. Dice le stesse parole, ripete la stessa preghiera. Qualcuno dice che non c’è nulla di meraviglioso nelle Sue parole.
Lei stessa portava nel Suo Grembo la Parola e ce la dona a tutti.
Ecco perchè Gesù dice: “Tutto ciò che volete che gli altri facciano a voi anche voi fatelo agli altri”.
Come ci comportiamo verso gli uomini? Cosa vogliamo da loro?
Qualcuno dice che noi ricordiamo bene la nostra bontà. Quando fai un’opera buona ne sei orgoglioso e quando incontri la persona che l’ha ricevuta ti aspetti che lei ti saluti, come se l’avessi comprata. “Vieni qui; io ti ho dato i soldi quando non ne avevi…” Come se avessimo comprato gli uomini.
Questa è la nostra bontà verso gli uomini.
Pensate se ci chiedessimo: “Chi ha creato questo?”.
Tutte le ditte vanno nel Dubai, perchè hanno i soldi per costruire alberghi nel deserto. Chi verrà in questo deserto per costruire? Io non vedo nessuno. Uno sarebbe pazzo se volesse investire qui.
La Madonna e Gesù hanno investito qui allora, quando nessuno sapeva cosa sarebbe successo, quando c’era solo pietra. La Madonna ha detto: “Io investo in questo luogo”.
Forse la cosa più bella su questo luogo l’ha detta poco fa un Vescovo straniero: “Non sono venuto qui come teologo per verificare ciò che succede, ma sono venuto per salvare la mia anima”. Qui si salva la propria anima.
Vedete quanti fiori intorno alla Madonna? Non ci sono tante orchidee al mondo quante ce ne sono attorno alla statua della Madonna nella nostra chiesa. Centinaia di orchidee. Vi sembra per caso? Dicono che l’orchidea sia la regina dei fiori. A chi la regalano? Alla Regina del mondo. Dicono che l’orchidea non sopporti una mancanza di luce. Il pellegrino desidera regalare un’orchidea, perchè è tornato alla luce; cerca la luce per convertirsi.
Fratelli e sorelle, vi riporterò un esempio che ho raccontato nella mia parrocchia il sabato santo. Credo che valga la pena ripeterlo.
Un uomo si è preso cura di sua moglie ammalata per trent’anni finchè è morta. Quell’uomo guardava la tv e veniva detto: “Prendete un pezzo di carta e disegnate la casa, i fiori e il sole. Se mettete la casa al centro vuol dire che non siete più bambini. Ogni bambino disegnerà un sole grande, un fiore grande e una casa piccola. Gli adulti disegneranno una casa grande”.
Questo marito ha disegnato una casa grande. e ha capito che non era più bambino. Ha girato da diverse persone e ha raccolto centinaia di disegni. Tutti avevano messo la casa al centro.
Arriva un piccolo bambino e disegna un grande sole, un grande fiore e una grande casa.
L’uomo si meraviglia perchè il bambino abbia disegnato la casa grande. In teoria avrebbe dovuto disegnarla piccola. Nel frattempo arriva la mamma e dice al bambino: “Bravo. Hai disegnato la casa come la mamma ti ha insegnato”.
Questo vuol dire che noi disegnamo nel libro della nostra vita quello che gli altri ci hanno insegnato.
La Madonna ci insegna cose semplici. Ci insegna a scrivere solo le cose essenziali.
Fratelli e sorelle, il messaggio di Medjugorje è molto semplice: sii un uomo semplice; salvati tramite la semplicità, tramite l’amore verso il prossimo.
Come è bello quando un uomo muore senza lasciare niente, perchè ha dato tutto. Questo è successo a me quando ero novizio. Quando è morto il mio maestro non ha lasciato niente.
Noi possiamo accumulare beni, ma guai a noi quando la morte entra nella nostra vita, perchè avrà tanto da prendere, perchè non abbiamo permesso che nulla morisse, ma abbiamo tenuto per noi.
Sta sera il Vangelo dice: “Tutto quanto volete che gli altri facciano a voi voi fatelo a loro”. Condividete con gli altri.
Ecco perchè le famiglie vengono distrutte. In quelle che volevano accumulare arriva la morte e ci domandiamo a chi appartiene questo e quello. Comincia la lite per le generazioni successive, perchè il padre non sapeva condividere. Il padre accumulava e i figli dopo dovranno maledirlo perchè non condivideva.
Condividi con coloro che non sono i tuoi familiari. Gesù dice: “Guai a te se ami solo coloro che ti amano”
Guai a noi se amiamo solo coloro che ci amano.
Quante volte avete sofferto quando avete dato ai vostri cari e non ne sono stati grati. Non che siano stati ciechi, ma è la legge di Gesù.
Vai oltre al tuo familiare. Vai verso il tuo nemico, verso colui che ti perseguita e ti odia.
Ecco perchè Gesù ti dice che se vuoi la benedizione nella tua famiglia devi condividere con gli altri.
Medjugorje è nata proprio per questo. La gente condivideva tutto con gli altri.
Quando abbiamo iniziato ad accumulare l’inquietudine è entrata dentro di noi. Gesù non ha detto di accumulare, ma di condividere. Quando Egli è morto sulla croce allargando le Sue braccia cosa aveva nelle Sue mani? Le Sue mani erano vuote.
Questa è la porta stretta.
Se volete baciare la stella di Betlemme dovete lasciare i vostri bagagli e inginocchiarvi. Liberati da ciò che è inutile.
Termino con un esempio che mi è molto simpatico. Quando torno a casa porto sempre una caramella o un pensierino a mio nipote e lui mi ringrazia. Un giorno per caso parliamo della morte. Lui mi chiede che cosa sia la morte. Gli ho risposto: “Quando io, tuo zio, non ci sarò più”. Mio nipote si è alzato; mi ha abbracciato con tutte e due le braccia e ha iniziato a piangere. Io ero orgoglioso e ho pensato: “Mio nipote piange pensando a quando morirò”. Il bambino mi ha detto: “Questo vuol dire che non mi porterai più le caramelle?”
Così succede anche qui. La Madre viene, ma ci sarà il momento in cui non verrà più. Cosa faremo? Come mio nipote? Piangeremo dicendo “Mamma, non ci sono più caramelle”? Oppure diremo “Mamma, non ci sei più”? C’è una grande differenza.
Al bambino si perdona, ma a noi sarà perdonato? Da 35 anni la Madonna è con noi.
C’ un motto che dice: “Cinque volte hai e cinque volte non hai più”.
Non permettere di avere prima e non avere poi la Madonna.
Non permettere, caro pellegrino, caro parrocchiano, di avere prima la Madre e poi non averLa più. La Madre è creata per averLa sempre.
Se verremo salvati lo farà Gesù per mezzo di Maria.
Io sono entrato in seminario per causa Sua. Lei mi ha insegnato cosa vuol dire stare vicino a Gesù. Io sono lontano da Gesù, ma senza di Lei non oserei mai fare il cammino sacerdotale.
Nemmeno voi.

Amen.

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

lunedì 20 giugno 2016

“NON TEMERE! IO SONO CON TE”–di Padre Jozo - Eco di Medjugorje nr.58

Da questo posto, dove la Madonna è apparsa in quest’ora sette anni, 4 mesi e 16 giorni fa, quando ha toccato questo posto dove stanno adesso i tuoi piedi, Lei come una pellegrina dal Signore mandata, desiderate prendere per la mano come figlio e dirti: non temere... Chiamato anche tu come sacerdote sotto la croce, desidera dirti qui: non temere, sono Io, Io sono con te, non aver paura a tornare nella tua parrocchia a vedere in ogni volto il mio Figlio. Non temere, tu che sei diventato lievito, ad entrare nella farina, tu che sei più forte e puoi farla diventare pane...
Ho bisogno di te, delle tue mani perché sono consacrate.., perché anche chi ti ha rifiutato pensa ho bisogno delle tue mani che possono rialzarmi; sono le uniche che possono sciogliere le mie catene, la mia schiavitù... Ho bisogno di te: voglio mandarti da qui come Jahvè ha mandato Davide davanti a Golia, davanti ai filistei. Non sapeva il numero, ma ha detto: “io posso nel nome di Jahvè” e, uscito fuori, ha vinto, ha liberato il popolo... Tu puoi, non nel tuo nome, ma nel nome di Gesù accendere, dalla tua vita, la luce nella vita di tutti gli altri che vogliono incontrarti, perché tu sei uno che porta la novella buona...
Io desidero che ciascuno di voi su questo monte faccia una grande alleanza... E come ha detto Jahvè a Davide: non temere, va’ nel mio nome, prendi nelle tue mani cinque sassi: voglio che tu li prenda questa sera qui sul monte benedetto... E scrivi cinque messaggi su questi sassi.
Sul primo scrivi: la preghiera quotidiana. Come sacerdote fai qui un voto: ogni giorno pregare con la parrocchia e a nome di tutti il Rosario.
Sul secondo scrivi: digiuno. Questa è arma non per i ricchi, ma per i poveri, che possono distruggere ogni male. Come sacerdote, la tua arma è digiuno, sacrificio, mortificazione: la tua castità, la tua povertà, la tua umiltà, il tuo ultimo posto.
Scrivi sul terzo: Eucarestia. La Madonna piangeva quando ha detto come non sapete vivere la Messa. Tu sacerdote puoi vivere solo della Messa, questo è il dono del cielo, questo il tuo cibo nel deserto. Non temere a distribuire il cibo della salvezza a tutti i bisognosi... Sei tu il pane, e devi dire: prendete e mangiate: dare la vita per tutti, il tuo cuore a tutti.
Sul quarto sasso scrivi: la confessione. Queste pietre sono state lavate mille e mille volte con le lacrime della penitenza, sono testimoni della conversione di tante anime. La Madonna chiama: confessatevi ogni mese. E confessate voi stessi, sacerdoti, non di nascosto, ma quando ti vede la tua parrocchia... Da questo sacramento tu puoi ricevere come Adamo, lo spirito della vita. O come dobbiamo avere lo spirito della pace, dell’amore, dell’umiltà, quando le nostre mani sono aperte e stese sul penitente! Tu sei segno della pace dell’amore, sacerdote, segno visibile della presenza di Dio. Non temere, tu puoi fare questo solo con il cuore.
Sui quinto sasso vogliamo scrivere: Bibbia. È la parola vivente che cerca il tuo cuore per incarnarsi in te come ha trovato il cuore della Madonna... Sempre così quando la parola può diventare corpo visibile, santità visibile, umiltà visibile, diventa sempre un nuovo mondo e spiega chi è nostro Dio.
Voglio invitarti qui come mio fratello e figlio della Madonna, che piangeva qui quando ha detto: dite ai miei cari figli, ai miei sacerdoti che devono credere forte... Oh, caro figlio e fratello di Gesti, grande e Sommo Sacerdote, che ti ha regalato il proprio spirito nell’unzione sacerdotale, rinnova questa consacrazione qui sulla montagna delle apparizioni... E con questi messaggi vai nel mondo, che tu devi illuminare e liberare. Non temere! con questi cinque sassi possiamo superare tutti i nemici, tutti i Golia che stanno davanti alle nostre chiese.
Come Giacobbe ha riposato sul sasso e ha detto: qui ho ricevuto la grazia, oh, umilmente ti prego nel nome della Madonna non dimenticare questo posto, rimani sempre collegato qui, come aereo sempre in alto ma in contatto con la torre di controllo. Tu, come profeta non puoi perdere la parola, come lampada non puoi perdere la luce. Oh, pieno di gioia, fa come Giacobbe un monumento con queste cinque pietre nella tua stanza sacerdotale e metti al centro questa immagine della Beata Vergine che ciascuno porterà a casa.
Non tornate soli, la Madonna torna con voi... Vieni con noi, Gesù, benedici questa immagine che portiamo a casa... Riempi la lampada della nostra fede per somigliare a Te, per trovare sempre ultimi e poveri come collaboratori... Metti nel nostro cuore la tua pace, il tuo amore con la parola molto forte: andate nel mondo, andate nel mio nome. Oh, grazie Gesù, rimani sempre con noi...
(Trascrizione di Diva e Renzo * Verona)

Fonte: Medjugorje Altervista

Credo, significa decidersi per Dio (P. Slavko Barbaric - 2 novembre 1985)

Benvenuti. Sono ormai cinquantaquattro mesi dall'inizio delle apparizioni, questa è una lunghissima storia, è un fenomeno mondiale. Abbiamo lasciato fare tutti gli esperimenti per assicurarci, per vedere che cosa succede e adesso si può dire che la medicina, la psicologia, la patologia, non hanno più niente da dire. Adesso è rimasta solo la teologia, la pastorale, la spiritualità, la mistica, per vedere, per continuare a ricercare tutto quello che succede qua. Che cosa vuole la Madonna in tanti mesi di apparizioni? La pace. La Madonna ha affidato la pace nelle nostre mani, ne siamo responsabili. Così mostra una grande confidenza in noi, pregandoci di aiutarla a portare la pace in questo mondo.

La Madonna come Madre ci invita ad aiutarla a portare la pace nel mondo: come si fa? Ha detto molto semplicemente: « Pregate e digiunate ».

Pregare ogni giorno il Credo significa deciderci per Dio: ti do la mia vita oggi, in ogni momento, in ogni difficoltà, nella sofferenza, nel lavoro, nello studio; so a chi appartengo. Questo è il Credo. La Madonna vuole che noi preghiamo ogni giorno, perché ogni giorno sia un impulso, un cammino verso il Signore.

La Madonna come Madre vuole essere con noi e può esserlo solo se noi Le dedichiamo tempo, meditando la sua vita e avvicinandoci con la nostra vita alla sua vita.

Ho parlato in questi giorni in Irlanda con un Vescovo. Mi ha detto: « Ho sentito parlare di Medjugorje, dei messaggi, ma una cosa mi disturba un po': queste apparizioni quotidiane. Perché? ».

Io ho risposto: « La Madonna sa l'ultima risposta del perché ogni giorno. Ma io posso dire la mia opinione. La Madonna è Madre e vuole essere ogni giorno in ogni famiglia come la madre, non solo alla domenica quando si va a Messa. Vuole essere ogni giorno e può esserlo solo se noi prendiamo il tempo per il Rosario ». Tutto questo deve essere per noi un mezzo per cambiare la vita, ogni giorno approfondendola di nuovo nella fede, nell'amore, nella pace, nella riconciliazione.

Io sono sicuro che ognuno di voi che ha cominciato a pregare ha delle difficoltà con la preghiera: è distratto e altre cose. Ma non fa niente. Non abbiate paura davanti a queste difficoltà, andate avanti. Per quanto riguarda il digiuno, ha detto: due giorni alla settimana a pane ed acqua, come ideale.

Il digiuno serve sicuramente alla preghiera. Si prega meglio quando si digiuna e si digiuna più facilmente quando si prega.

Il digiuno aiuta anche la fede: si sente meglio la parola del Signore. Digiunare significa uscire da noi stessi; dalla casa rotta del proprio cuore per sentire il Signore. Il digiuno ci purifica e la fede viene anche dall'ascoltare; così siamo più pronti ad ascoltare la Parola e la Parola, in un cuore libero dal materialismo, dall'egoismo, può più facilmente diventare attiva, cambiare la nostra vita.

Il digiuno aiuta anche l'amore, perché digiunando si diventa un po' più trasparenti, si sente più facilmente l'altro, il prossimo, si vede più facilmente che abbiamo abbastanza, dobbiamo proprio pensare di più agli altri. Quando digiunate, il primo criterio per sapere se digiunate bene o no, è se sentite che la preghiera si approfondisce, se pregate più facilmente, se sentite più facilmente il dolore quando avete fatto qualche cosa contro qualcuno. Questo significa che diventiamo più sensibili e solo così si può andare verso la pace.

I messaggi del giovedì ci aiutano ad approfondire i messaggi della pace, della conversione, della fede, della preghiera.

La Madonna ha chiesto di nuovo tre settimane fa di ringraziare, di imparare a ringraziare anche per le più piccole cose. Questa è l'altra parola per la pace. Quando io dico grazie? Quando dovrei dire grazie? Chi può dire grazie? Uno che vede l'altro, uno che riconosce l'altro, uno che è umile. Si legge nel Magnificat che la Madonna ringraziava.

Non dire grazie, non essere grato, non avere gratitudine nel cuore: questo è il più grande ateismo.

Pensate alla storia di Adamo ed Eva: hanno ricevuto tutto dal Signore, ma in un momento hanno dimenticato, sono diventati proprio ciechi per quello che il Signore aveva dato; avevano bisogno del peccato, dovevano fare il peccato sperando di ricevere ancora altre cose. Sono diventati ciechi. Questo è l'ateismo più profondo. Chi può dare tutto ad un egoista? Quando deve dire grazie un egoista? Se gli fosse dato tutto il mondo, non sarebbe abbastanza. Quando un superbo può dire grazie? Se si fa tutto per lui non sarà abbastanza. Chi è umile vede gli altri, vede le più piccole cose, comincia a ringraziare. Se si fa così viene la pace nelle famiglie, viene la pace nel mondo. Io vi dico che per poter ringraziare, come domanda la Madonna, si deve pregare, ci si deve confessare, si deve digiunare.

Allora: poter vedere per poter ringraziare.

Quando ricevete questi messaggi del giovedì, provate sempre ad approfondirli, a vedere il collegamento con gli altri messaggi, perché c'è sempre una ragione perché la Madonna dà i messaggi.

In questi giorni sapete che ha detto che vuole guidarci, che vuole che noi siamo pieni di pace, di gioia, di conversione: come un nuovo vestito.

Questa è ancora un'altra parola per la pace: avere un nuovo vestito di bontà, di amore.

Quando la Madonna dice: un vestito nuovo di amore, di pace, dobbiamo pensare ai vestiti che sono stati rotti per il peccato. È il peccato che rompe sempre una persona, una comunità, una Chiesa. Il peccato rompe sempre e il vestito nuovo è l'amore, è la pace. Nell'ultimo messaggio ci ha invitati tutti ad essere attivi nella Chiesa, a portare i propri fiori alla Chiesa, a Gesù, e ha detto che siano tutti contenti. Quando la Madonna dice che dobbiamo essere attivi, questo significa che possiamo essere attivi. La Madonna sa a chi parla, cioè non c'è nessuno, anche malato che può dire: « Che cosa posso fare? ».

Pensate al paragone di S. Paolo sul corpo e la Chiesa: l'occhio non può dire alla testa « non ho bisogno di te » o la testa non può dire alla gamba « non ho bisogno di te ». Tutti noi abbiamo tanti carismi, abbiamo ricevuto tante grazie e possiamo servire la Chiesa e Gesù.

E quando io mi vedo positivamente, quando riconosco che ho ricevuto molto, mi sento anche responsabile per andare avanti. Là Madonna vuole questo.

Tutta la logica di queste apparizioni si può ripetere in una parola che la Madonna ha detto forse due mesi fa a Marija.

Marija ha domandato durante un'apparizione: « Madonna hai qualche cosa di concreto per me? ». La risposta è stata: « Sì. Io ti do il mio amore perché tu lo dia agli altri ». Questa è la logica: « Io ti do il mio amore, la mia pace, la riconciliazione, tutto, tutte le grazie, perché tu le dia agli altri ». Se restiamo in questi giorni, in questo tempo senza pace, senza amore, senza riconciliazione, questo significa che non abbiamo aperto le nostre mani.

(P. Slavko Barbaric - 2 novembre 1985)

Fonte: Medjugorje Website

sabato 18 giugno 2016

La Santa Messa

Angeli e Santa Messa

Jelena ha raccontato che la Madonna le ha permesso di avere in visione quanto avviene durante la celebrazione eucaristica. Attorno all’altare ha visto una miriade di angeli in adorazione in ginocchio.
Dopo la S. Messa la Madonna ha spiegato che noi che abbiamo fatto la S. Comunione dovremmo rimanere qualche minuto in compagnia di Gesù che è cdn noi perché c’è il Paradiso nel nostro cuore. Se noi ci rendiamo consapevoli di questa ricchezza tutte le persone che incontriamo durante la giornata possono essere illuminate dai doni di pace, di gioia e d’amore che Gesù ci ha donato nella S. Comunione. Dobbiamo renderci consapevoli di questa ricchezza e più questa consapevolezza cresce più una luce si diffonde da noi verso le persone che ci incontrano e possono cambiare senza spendere nessuna parola. Inoltre la Madonna ha detto che chi vive la S. Messa può ricevere guarigioni spirituali, morali e anche fisiche attraverso la S. Comunione.

“Testimonianza di Jelena, domenica 17 luglio 2005
nell’incontro di preghiera a Lavezzola – Ravenna”

 

All'improvviso, cominciarono ad alzarsi in piedi delle persone che non avevo visto prima. Era come se dal fianco di ogni persona che si trovava nella Cattedrale, uscisse un'altra persona. La chiesa si riempì così di varie persone giovani e belle, vestite con tuniche bianchissime. Si diressero fino al corridoio centrale procedendo poi verso l'altare.

Disse nostra Madre: "Osserva, sono gli Angeli Custodi di ognuna delle persone che si trovano qui. E' il momento nel quale il vostro Angelo Custode porta le vostre offerte e preghiere all'Altare del Signore".

[...]

Alcuni di loro portavano un vassoio d'oro con qualcosa che risplendeva di una luce bianco-dorata. Disse la Vergine: "Sono gli angeli Custodi che stanno offrendo questa Santa Messa per molte varie intenzioni, di quelle persone che sono coscienti di ciò che significa questa celebrazione, di quelle che hanno qualcosa da offrire al Signore...

In questo momento..., offrite le vostre pene, i vostri dolori, le vostre speranze, le vostre gioie e tristezze, le vostre richieste. Ricordatevi che la Messa ha un valore infinito, quindi siate generosi nell'offrire e nel chiedere".

Dietro ai primi Angeli, ne venivano altri che non avevano niente nelle mani, le avevano vuote. Disse la Vergine: "Sono gli Angeli delle persone che pur essendo qui, non offrono mai niente, che non sono interessate a vivere ogni momento liturgico della Messa e non hanno offerte da portare all'altare del Signore".

Per ultimi, vi erano degli altri Angeli che erano piuttosto tristi, con le mani giunte in preghiera, ma con gli occhi bassi: "Sono gli Angeli Custodi delle persone che pur essendo qui, è come se non ci fossero, vale a dire delle persone che sono venute per forza, che sono venute perchè si sentono obbligate, ma senza nessun desiderio di partecipare alla Santa Messa, e così gli Angeli vanno tristemente perchè non hanno niente da portare all'Altare, salvo le proprie preghiere.

Non intristite il vostro Angelo Custode... Pregate molto, pregate per la conversione dei peccatori, pregate per la pace nel mondo, per i vostri famigliari, per il vostro prossimo e per quelli che si raccomandano alle vostre preghiere. Pregate, pregate molto, non solo per voi, ma anche per gli altri.

Ricordatevi che l'offerta più gradita al Signore la fate quando offrite voi stessi come olocausto, affinché Gesù, nello scendere, vi trasformi con i Suoi propri meriti. Cosa avete da offrire al Padre che sia solo vostro? Il nulla ed il peccato, ma se vi offrite in unione ai meriti di Gesù, quell’offerta è gradita al Padre".

[Catalina vede ora tante persone vestite con tuniche di vari colori; N.d.R.] Tutti questi si inginocchiavano al canto "Santo, Santo, Santo il Signore...". Nostra Signora disse: "Sono tutti i Santi e i Beati del Cielo e fra di essi vi sono anche le anime dei vostri famigliari che godono già della Presenza di Dio".

[…]

[subito dopo la fine della Messa, Gesù disse:] "Non andate via di corsa dopo terminata la Messa, rimanete un momento in Mia compagnia, traetene profitto e lasciate che anche Io possa trarre profitto dalla vostra compagnia...".

[... Catalina chiede a Gesù:] Signore quanto rimani davvero, dopo la comunione? Suppongo che il Signore abbia riso della mia ingenuità, perché disse: "Tutto il tempo che tu vorrai tenermi con te. Se mi parli durante tutto il giorno, dedicandomi qualche parola durante le tue faccende, Io ti ascolterò. Io sono sempre con voi, siete voi che vi allontanate da Me. Uscite dalla Messa, e per quel giorno è quanto basta; avete osservato il giorno del Signore, e tutto finisce lì, e non pensate che Mi piacerebbe condividere la vostra vita familiare con voi almeno in quel giorno.

Testimonianza di Catalina Rivas sulla Santa Messa”

 

giovedì 16 giugno 2016

Il Padre Nostro

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6, 7-15)

7Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
9Voi dunque pregate così:

Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
10venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
11Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
12e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
13e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.

14Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; 15ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

Dal 1983 al 1990 al Gruppo di preghiera di Jelena e Marjana la Madonna ha dato consigli e messaggi (mediante “locuzioni interiori”) a una quarantina di giovani che Lei ha guidato per otto anni nella profondità dell’unione con Dio tramite la preghiera.

Nel messaggio che segue ha rimproverato al Gruppo di preghiera la mancanzi di comprensione della preghiera stessa ed voluto proporre di iniziare a pregare “solamente” il Padre Nostro, un Padre Nostro pregato “radicalmente” ossia non superficialmente, frase per frase.

Messaggio del 14 marzo 1985 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Figli cari! Da oggi bisogna modificare il programma che avete seguito fino ad ora.

Non potrete più pregare il rosario, nè il martedì nè il giovedì, e neanche dialogare al sabato. Vi avevo chiesto di pregare al martedì il rosario di Gesù, al giovedì i misteri dolorosi, e al sabato di scambiarvi le esperienze. Ma non lo avete compreso completamente.

E allora, figli miei, è necessario che ritorniate indietro, ricominciando dalla prima classe della preghiera.

Voi infatti non sapete ciò che è fondamentale nella vita di preghiera: pregare il Padre Nostro, pregare la preghiera del mattino e della sera, affidarsi a me. Dovete imparare prima questo per poter poi pregare bene il rosario. Stasera allora proverete a pregare un Padre Nostro radicale, e non un Padre nostro pregato superficialmente. Cercate stasera di avvicinarvi a quel Padre per il quale pregate, al quale dovete anelare ogni giorno e del quale la vostra anima deve aver sete. Non lasciate che vada perso questo tempo in cui imparate ad entrare nella preghiera. E non dimenticate: La preghiera non è completamente preghiera finchè il vostro cuore non sarà felice.

Ora dunque meditiamo il Padre Nostro, frase per frase, e impariamo a pregarlo.

“Padre nostro che sei nei cieli”: Dio è proprio il Padre vostro! Perché avete paura di lui? Tendetegli le vostre mani perché egli si è concesso a voi come Padre e vi ha dato tutto. Se i vostri padri terreni fanno tanto per voi, pensate quanto più fa il vostro Padre celeste! I vostri padri terreni vi amano, ma il vostro Padre celeste vi ama ancora di più. I vostri padri terreni possono anche adirarsi con voi, Dio no. Dio vi offre solo e sempre amore, misericordia e tenerezza.

“Sia santificato il tuo nome”: se dunque il Padre celeste vi ha donato tutto, come potete non rispettarlo, come potete non amarlo? Lodate e benedite il suo santo nome! Testimoniate anche ai peccatori che egli è Padre, il Padre di tutti, e come tale va servito e glorificato.

“Venga il tuo regno”: siate consapevoli che senza di lui non potete far nulla. Siate coscienti che se il suo regno non è presente in voi, siete deboli. I vostri “regni” passano, il suo no. Ristabilite il suo regno nel vostro cuore.

“Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”: pregate Dio perché vi faccia comprendere che i regni che voi vi costruite sono destinati a finire. Fate sprofondare questi vostri regni perché la volontà di Dio possa essere per voi l’unico vero regno. Impegnatevi a fare subito, da questo momento, ora, la volontà di Dio. Pregate perché i vostri cuori si aprano al Signore e possiate rispettarlo e ubbidirgli come lo fanno gli angeli. E pregate perché qui sulla terra tutto possa diventare santo come in Cielo.

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”: chiedete al Padre celeste specialmente il pane per la vostra anima. Chiedetegli che questo pane non vi manchi mai affinchè possa diventare cibo che nutre la vostra vita spirituale e che vi santifichi per la vita eterna. Il pane quotidiano vi aiuta a capire ciò che si deve fare ma sappiate che questo nutrimento non vi può essere dato se non pregate.

“Rimetti a noi i nostri debiti”: voi pregate che vi siano rimessi i vostri peccati nella stessa misura in cui voi li rimettete ai vostri debitori, senza rendervi conto che se i vostri peccati fossero rimessi veramente così come voi li rimettete agli altri, sarebbe una ben misera cosa. Dio invece perdona sempre e subito quando voi glielo chiedete affinchè anche voi possiate perdonare a coloro ai quali finora non eravate capaci di farlo. Supplicatelo per questa grazia!

“E non ci indurre in tentazione”: supplicate Dio affinchè non permetta che siate tentati con grandi prove. Riconoscete la vostra debolezza. Pregatelo che possiate superare ogni prova per non cadere in peccato.

“Ma liberaci dal male”: pregate Dio che vi protegga da ogni forma di male. Supplicatelo perché vi faccia comprendere quanto di positivo c’è nelle prove che egli permette così che possiate trarne giovamento e compiere un ulteriore passo verso la vita eterna.

“Amen”: Così sia, Signore! Tutto sia fatto come vuoi tu'!

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 15 giugno 2016


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Parola del Signore.


Il Vangelo di Matteo ci riporta uno dei testi più belli del Nuovo Testamento: il discorso della montagna o delle Beatitudini. E’ una cosa eccezionale sia per i tempi di Gesù che per i nostri. Nessuno nella storia ha osato parlare come ha parlato Gesù. Nessuno ha mai detto “beato tu che sei povero, umiliato, che sei portatore di pace, quando sei perseguitato, se hai il cuore puro”.
Sopratutto oggi nella nostra società la purezza del cuore non è proprio apprezzata. Avere il cuore puro oggi significa essere strano, rigettato, rimanere da solo. Il mondo non ti accoglie perchè non riesce a farti rientrare in certi parametri.
Ma per fortuna c’è qualcuno che ha bisogno di te. Rendiamo grazie al Padre Celeste che ha mandato Suo Figlio per incoraggiarci, per farci vedere la via che bisogna percorrere per giungere a Colui che apprezza tutto ciò che viene rigettato da questo mondo.
Negli ultimi giorni abbiamo letto nel Vangelo secondo Matteo che Gesù parla di un rapporto giusto verso gli altri, verso il prossimo e anche verso i nemici. Gesù ci insegna che la giustizia dei farisei non è sufficiente, perchè è solo una cosa esteriore. Ci ammonisce di non seguirla, perchè essa significa adempiere la legge, ma non lo spirito della legge.
Il nostro rapporto con Dio deve essere sincero e non solo un adempimento delle regole.
Nel brano del Vangelo di oggi Gesù ci parla di due vie diverse, di due scelte che abbiamo davanti a noi. Riguardano il nostro rapporto con Dio.
Il primo modo è quello umano. Possiamo usare Dio solo per autoproclamazione. Dio può essere solo uno scalino che porta alla gloria di questo mondo. Un gradino su cui dobbiamo salire per andare avanti, ma che poi rimane dietro di noi, inutile, dimenticato. Invece il Signore deve essere riconosciuto dalla gente e essere grande ai suoi occhi.
L’altra scelta è quella di essere fedeli a Dio, vivere in pace, senza seguire le cose inutili. Questa pace deriva dalla certezza che Dio ti ama, che Lui osserva tutto ciò che stai facendo. Non devi avere alcuna preoccupazione, perchè Lui non ti lascerà mai. Sei consapevole che tutto quello che hai viene dal Padre Celeste e non dagli uomini.
Queste sono due posizioni completamente diverse.
Per capire questo dobbiamo avere gli occhi del cuore e le orecchie dell’anima aperti. Tutti noi facilmente ci lasciamo influenzare da quello che gli altri dicono di noi, perchè ci piace sentire cose positive su quello che siamo o cosa facciamo.
Spesso anche i cristiani sono disposti a fare di tutto e di più per attirare l’attenzione degli altri, per apparire nei mass media, perchè si scriva di loro.
Gesù nel Vangelo ci ammonisce: “State attenti!”
Fratelli e sorelle, queste sono parole molto serie. State attenti alla vostra giustizia. Non fate le opere per essere ammirati. Non siate ipocriti. Questo ci dice Gesù.
Lui ci ammonisce e quando Dio ci ammonisce si tratta sicuramente di una cosa importante.
Ricordiamoci la prima volta in cui non abbiamo ascoltato l’ammonimento di Dio. Siamo stati cacciati via dal Paradiso. Non perchè Lui volesse punirci, ma perchè noi abbiamo scelto questo.
Oggi nel Vangelo si parla della preghiera, dell’elemosina e del digiuno. Si parla del rapporto verso di esse e del modo in cui noi le guardiamo. Queste cose portano verso Dio o verso gli uomini? Noi facciamo elemosina, preghiera e digiuno per la vita eterna o per un pò di gloria terrena? E’ importante sottolineare che Gesù non dice di non fare l’elemosina, la preghiera e il digiuno solo perchè lo fanno gli ipocriti, anzi: Lui aspetta questo da noi. Ma è importante il modo e l’intenzione in cui lo facciamo. Se noi lo facciamo per farlo vedere agli altri e per essere apprezzati e per avere meriti davanti agli uomini allora abbiamo sbagliato. Sicuramente siamo usciti fuori strada.
L’ipocrisia è un atteggiamento del cuore, è un motivo sbagliato.
Gli ipocriti non fanno nulla di male, anzi, fanno cose positive e giuste, ma le fanno per motivi sbagliati.
Spesso sentiamo dalla nostra gente, dai cattolici che anche la nostra Chiesa è piena di ipocrisia. Questo magari lo dicono quelli che non vanno in chiesa.
Fratelli e sorelle, dobbiamo guardare ai motivi per cui veniamo alla santa Messa. Purtroppo non sono sempre ispirati da Dio e non sono sempre giusti.
Ipocrita è l’immagine di un attore: colui che si presenta come non è. Giusto per avere un applauso, l’attenzione, un privilegio.
Ciascuno di noi può e deve chiedersi se è così. Magari da fuori sono pulito, bianco come la pietra, invece dentro sono malvagio e sporco. Magari dentro chiedo applausi, che il mio ego sia apprezzato e innalzato.
Fratelli e sorelle, perchè la gente fa questo? Per essere visti dagli altri. Ma noi sappiamo che gli uomini non sono sempre favorevoli. Magari oggi piaci e domani no. Quando sei interessante sei ammirato dagli uomini e poi vieni sostituito e rigettato per qualcun altro, come se non avessero mai sentito nulla per te.
Un altro motivo per cui cerchiamo l’ipocrisia è perchè noi vogliamo giustificare le nostre debolezze. Così qualche volta digiuniamo giusto per calmare la nostra coscienza, mentre il nostro cuore è pieno di odio e malvagità.
Alcuni pensano di essere cristiani devoti perchè pregano tanto e volentieri, ma con la stessa lingua con cui pregano pronunciano parole che sono peccato.
Spesso apriamo il portafoglio per dare l’elemosina, perchè è più facile dare soldi che riconciliarsi con il vicino di casa, con un amico o con il prossimo.
Spesso paghiamo una Messa per i nostri defunti per calmare la nostra coscienza, per chiedere perdono per qualcosa che non abbiamo fatto per loro durante la loro vita.
Fratelli e sorelle, tutto questo è più o meno giustizia ipocrita che Gesù ci ha detto che non ci conduce in cielo. Usiamo gli altri per sentirci meglio noi.
Spesso le nostre preghiere seguono la grammatica: lettere maiuscole e minuscole. Tutto secondo le regole. Tutto esatto. Ma non c’è l’essenziale. Abbiamo paura della critica.
Fratelli e sorelle, Gesù vuole proteggerci da questo. Vuole che riceviamo per l’eternità la ricompensa dal Padre Celeste. Essa vale molto di più di qualsiasi altra ricompensa.
Gesù vuole che noi cambiamo la nostra immagine di Dio.
In realtà Dio non è un giudice o un datore di lavoro. Dio è nostro Padre, il nostro Papà.
Il datore di lavoro vuole i risultati. Ti guarda come un lavoratore più o meno bravo e vuole risultati a suo favore. Sei sempre sotto pressione per soddisfare i suoi bisogni e ti paga di più per motivarti maggiormente e per lavorare di più. Questo è sfruttamento. Questo ci stanca. Questo ci uccide.
Invece Gesù nel Vangelo di oggi vuole che vediamo Dio come nostro Padre. Tante volte nel Vangelo di oggi abbiamo sentito la parola “Padre”. Se Dio è tuo Padre allora tu sei Suo figlio. Se sei figlio verrai ricompensato, ma questa ricompensa non verrà dai tuoi meriti, ma verrà dall’Amore del Padre.
Non puoi dare nulla al Padre che Lui non te l’abbia data a te per primo.
Gesù ci vuole dire che possiamo affidarci a Lui.
Il Vangelo di oggi è quello del Padre e non delle nostre opere. Più le nostre opere sono viste e riconosciute dalla gente e più false sono. Se tu credi che Dio è Padre non cercherai di piacere alla gente, ma vivrai come figlio di Dio.
Fratelli e sorelle, Gesù vuole avvicinarci al Padre. Questo cambia tutto. Cambia completamente il nostro modo di guardare la vita e il lavoro che facciamo.
Dio è mio Padre. Dio è tuo Padre. E’ tuo Papà.
In ogni momento possiamo rivolgerci a Lui. In ogni momento possiamo pregare in silenzio con la fiducia di essere sentiti e accarezzati.
Nel messaggio di Gesù noi non siamo più schiavi o sotto un datore di lavoro che osserva tutto ciò che facciamo per punirci o per ricompensarci. No. Noi siamo figli e allora siamo eredi. Tutto è già stato dato a noi.
Fratelli e sorelle, cerchiamo di vivere come figli di Dio. A questo ci invita Maria qui a Medjugorje.
non cercate i beni di questo mondo, perchè sono solo di passaggio. Noi siamo figli amati da Dio.
Questo è il nostro unico valore. Per questo siamo grandi e importanti.
Amen.

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

mercoledì 15 giugno 2016

35° Anniversario dell'Apparizione della Regina della Pace (25 giugno 1981 - 25 giugno 2016)

Con l'avvicinarsi del 35° Anniversario dell'Apparizione della Regina della Pace (25 giugno 1981 - 25 giugno 2016), cerchiamo in questi giorni di viverlo a pieno. Cercando di essere testimoni vivi, reali e amorevoli della nostra Mamma Celeste. Anche quando ci troviamo in situazioni in cui ci sembra impossibile portare il suo amore, anche quando le azioni e le parole di altri ci possono scoraggiare, non demordiamo. Mettiamoci in preghiera e lasciamoci guidare dal suo amore, Lei ci farà da guida nelle nostre azioni, lei ci darò le parole giuste per essere testimoni come Lei chiede.
Per poter pregare agevolmente questa novena vi allego un documento che Vi permetterà di seguirla giorno per giorno. Ho aggiunto in coda solo due preghiere poco usuali ... le altre sono tutte di vostra conoscenza.
Perché una novena?
Sembra che l’origine del termine novena sia da ricercare nel Nuovo Testamento, quando Maria e gli Apostoli dopo l’Ascensione, perseverando in preghiera per nove giorni, hanno atteso e ricevuto lo Spirito Paraclito, che era stato loro promesso “mentre il giorno di Pentecoste stava per finire.” (At 2,1). Da allora la preghiera della novena è sempre più frequente nella tradizione della Chiesa. La stessa Madonna qui ci invita: “Cari figli, offrite novene, sacrificandovi laddove vi sentite più legati…” (25 VII 1993).
Come pregare la novena?
Ad ogni giorno è stata dedicata un’intenzione particolare che è inserita nella preghiera dei misteri gloriosi del rosario, i quali, a loro volta sono accompagnati da brevi meditazioni di testi scelti. I testi (il primo è tratto dal Vangelo, il secondo è un messaggio della Madonna dato in un precedente anniversario, il terzo è un brano del Catechismo della Chiesa cattolica) non si riferiscono ai singoli misteri, ma sono stati scelti in modo tale da arricchire l’intenzione data dell’apporto dal Vangelo, dai messaggi della Madonna e dall’insegnamento della Chiesa. Il loro contenuto vuole essere un aiuto per colui che, servendosi di essi, introduce la meditazione ai misteri. I brani del Catechismo riguardanti la preghiera ci mostrano in modo particolare tutta la ricchezza, la profondità e l’inesauribilità dell’esperienza della preghiera cristiana come, del resto, anche qui la Madonna ci ricorda. La preghiera finale raccoglie in se tutte le preghiere formulate secondo l’intenzione data.


La Novena inizia il 16 giugno e termina il 24 giugno.


Scarica il documento della Novena alla Regina della Pacehttps://drive.google.com/open?id=0BwBQc2eiIE07QkFnV3FXWXh5TGc

Commento di Padre Livio al messaggio a Mirjana del 2 giugno 2016

Messaggio a Mirjana del 2 giugno 2016

"Cari figli, come Madre della Chiesa, come vostra Madre, sorrido guardandovi venire a me, radunarvi attorno a me e cercarmi. Le mie venute tra voi sono una prova di quanto il Cielo vi ama. Esse vi indicano la via verso la Vita Eterna, verso la salvezza. Apostoli miei, voi che cercate di avere un cuore puro e mio Figlio in esso, voi siete sulla buona strada. Voi che cercate mio Figlio, state cercando la buona strada. Egli ha lasciato molti segni del suo amore.Ha lasciato la speranza. È facile trovarLo, se siete disposti al sacrificio e alla penitenza, se avrete pazienza, misericordia ed amore per il vostro prossimo. Molti miei figli non vedono e non sentono, perché non vogliono farlo. Le mie parole e le mie opere non le accolgono, ma mio Figlio, attraverso di me, invita tutti. Il suo Spirito illumina tutti i miei figli nella luce del Padre Celeste, nella comunione tra Cielo e terra, nell’amore vicendevole; perché amore chiama amore e fa sì che le opere siano più importanti delle parole. Perciò, apostoli miei, pregate per la vostra Chiesa, amatela e fate opere d’amore. Per quanto sia tradita e ferita, essa è qui, perché proviene dal Padre Celeste. Pregate per i vostri pastori, per vedere in essi la grandezza dell’amore di mio Figlio. Vi ringrazio!"

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 giugno 2016

Questo messaggio è un poema da meditare. Possiamo sottolineare due parole: la prima è nel messaggio del 25 Aprile in cui la Madonna aveva usato la parola “sanguina”: “il mio Cuore Immacolato sanguina guardandovi nel peccato e nelle abitudini peccaminose”, questa volta la Madonna sorride”.

Sorride, perché sa benissimo che abbiamo bisogno del rimprovero, quando siamo nel peccato, ma abbiamo bisogno dell'incoraggiamento, quando siamo sulla via buona, quando cerchiamo di uscire dal peccato, ci sforziamo e non ci riusciamo.

La Madonna ci guarda e vede che comunque stiamo andando verso di Lei, verso suo Figlio, verso la strada giusta, allora ci incoraggia con il suo sorriso: “sorrido guardandovi venire a me, radunarvi attorno a me e cercarmi”. Evidentemente c'era una grande folla di pellegrini ieri a Medjugorje. Forse anche questo è un segno della gente che cerca Maria e che cerca Gesù attraverso Maria! Belle queste parole: “sorrido guardandovi venire a me, mentre mi cercate.

Poi la Madonna ci invita ancora a non sottovalutare ogni sua venuta, ogni giorno in cui i Cieli si aprono e Lei viene, sono la prova di quanto siamo amati e di quanto, e questa è la finalità delle sue venute, il Cielo vuole che camminiamo verso quella meta, che è la salvezza, la Vita Eterna. È per questo che la Madonna è qui, perché vedendo che ci aggiriamo senza meta nel labirinto, noi ci incamminiamo sulla strada che porta alla vita eterna e dice: “Le mie venute tra voi sono una prova di quanto il Cielo vi ama. Esse vi indicano la via verso la Vita Eterna, verso la salvezza”.

Poi di nuovo parole di incoraggiamento a quelli che hanno risposto alla chiamata e si sforzano di perseverare sulla strada di cui parla Gesù: “chi vuole venire dietro a Me, portando le difficoltà di ogni giorno, le croci di ogni giorno, mi segua, è  l'incoraggiamento di chi è in cammino, perché non si stanchi e non si volti indietro: Apostoli miei, voi che cercate di avere un cuore puro,cioè di purificare il cuore dal peccato e dalle passioni, “e mio Figlio in esso, voi siete sulla buona strada. Voi che cercate mio Figlio, state cercando la buona strada”.

Come facciamo a sapere se siamo sulla buona strada? Se abbiamo intrapreso la conversione, lasciando il peccato, purificando il cuore e se abbiamo fatto del nostro cuore la dimora di Gesù.

Poi la Madonna dice: Egli”, mio Figlio, “ha lasciato molti segni del suo amore. Ha lasciato la speranza. È la speranza che viene dalla Resurrezione, Cristo Risorto, è la speranza della gloria, è la speranza dell'immortalità, è la meta alla quale siamo predestinati, che non è la tomba, ma la gloria della Resurrezione.

Come fare a trovare Gesù? La Madonna dice che non è difficile trovare Gesù. Se siamo disposti a lasciare il peccato riusciremo a trovarLo, ma se siamo schiavi del peccato, delle abitudini peccaminose, non riusciremo a trovarLo.

È facile trovarLo, se siete disposti al sacrificio e alla penitenza”. E la Madonna ci dice che, dopo che avremo purificato il cuore, dopo che avremo fatto del nostro cuore la dimora di Gesù, dovremo portarLo agli altri, allora sì che aiuteremo anche gli altri a trovarLo, se avrete pazienza, misericordia ed amore per il vostro prossimo”.

Si vede in questo la sintonia profonda fra Papa Francesco e la Regina della Pace: bisogna avere pazienza, misericordia ed amore per il nostro prossimo, a cominciare dalle nostre famiglie.

Poi la Madonna si rivolge a quelli che non sono sulla buona strada, non cercano Gesù e dice parole di dolore, perché non La vogliono accogliere; ma nel medesimo tempo dice parole di speranza perché è infaticabile nell'andare a cercarli: Molti miei figli non vedono e non sentono”, sono ciechi e sordi spiritualmente, perché non vogliono farlo, non vogliono cercare Gesù, sono suoi figli però! Non dice “quei disgraziati”, dice Miei figli”. Sono molti, molti! Questo “molti” è evangelico: “molti son quelli che vanno per la via della perdizione”, vi ricordate? Molti miei figli non vedono e non sentono, perché non vogliono farlo. Le mie parole e le mie opere non le accolgono”, ciò nonostante non li abbandona, perché “mio Figlio, attraverso di me, invita tutti, anche quelli che sono sulla via della perdizione!

E lo Spirito di Gesù illumina tutti, non solo i buoni, ma anche i cattivi.

È la Grazia che bussa al cuore dei lontani per chiamarli alla conversione, anche attraverso il rimorso della coscienza, attraverso l'inquietudine, attraverso l'amarezza di una vita senza Dio.

Questo soffio dello Spirito si estende anche a quelli che non vogliono cercare Gesù e dice: Il suo Spirito illumina tutti i miei figli nella luce del Padre Celeste, nella comunione tra Cielo e terra, nell’amore vicendevole”. Bella questa parola che ci fa capire che siamo qui, siamo sulla strada, siamo la Chiesa peregrinante unita alla Chiesa del Cielo, alla Chiesa dell'Eternità e anche a quella che si purifica nel Purgatorio: siamo una grande comunione di amore!

E qui una frase che è di una bellezza unica, la Madonna ci dice che anche verso quelli che non La vogliono accogliere, che magari ci contrastano, ci perseguitano, l’amore chiama amore, voi amate, perché l'amore apre i cuori, abbatte i muri, amore chiama amore, e fa sì che le opere siano più importanti delle parole”. Non potete parlare con le persone di Gesù? Prendeteli per mano, quando hanno bisogno, perché le opere sono più importanti delle parole, le opere di amore, le mani tese arrivano là dove le parole non arrivano.

Poi la Madonna, a mio parere, posa i suoi occhi su una situazione molto dolorosa; troppi nella Chiesa tradiscono, troppi nella Chiesa criticano e dice: voi, apostoli miei, cosa dovete fare per la Chiesa? Come dovete guardare la Chiesa e i suoi pastori? Dovete pregare per la vostra Chiesa, amatela e fate opere d’amore”.

Questi sono i veri cattolici! Questi sono i veri cristiani che per la Chiesa pregano, la amano, fanno opere d'amore, la sostengono, l'aiutano e si prodigano e lavorano nella vigna del Signore.

È già la seconda volta che la Madonna ci dice che la Chiesa è tradita.

Da chi è tradita? Da quelli che dentro la Chiesa la tradiscono. Ci sono tanti modi di tradire: con una vita di peccato, con la mondanità, con quello che ha fatto Giuda e con tutta la gamma di tradimenti: Per quanto sia tradita e ferita, essa è qui”, perché è indistruttibile,perché proviene dal Padre Celeste”, è Opera divina.

Non dimentichiamo mai che la Madonna ha detto che è con i pastori della Chiesa che trionferà.

Quindi dice la Madonna: Pregate per i vostri pastori, perché abbiate la Grazia per vedere in essi la grandezza dell’amore di mio Figlio”.

La nostra preghiera ha un duplice effetto: prima di tutto perché possiamo guardare ai pastori della Chiesa con gli occhi della fede e capire le parole che Gesù ha detto: “chi ascolta voi ascolta Me, chi disprezza voi disprezza Me”, ma nel medesimo tempo, ed ecco l'altro effetto della preghiera, che aiuti i pastori ad essere sempre più degni di suo Figlio.

Pregate per i vostri pastori”, in modo speciale in questi giorni in cui si celebra il Giubileo dei Sacerdoti, “in essi aveva detto la Madonna in altri messaggi, opera Mio Figlio, attraverso le loro mani consacrate riceviamo la Grazia. “Vi ringrazio”.

  “ Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it