venerdì 24 ottobre 2014

25 ottobre 2014: Veglia di Preghiera in attesa del Messaggio Mensile da Medjugorje nella chiese del SS. Salvatore


02 Bologna, Chiesa di San Salvatore
    
Sabato sera 25 ottobre 2014, come ogni mese, in unione a tutti i gruppi di preghiera nello spirito di Medjugorje, di Bologna e tutta l'Italia in attesa del Messaggio da Medjugorje, veglia di preghiera aperta a tutti alle ore 21 nella Chiesa del SS. Salvatore largo Cesare Battisti Bologna, con Adorazione del Santissimo Sacramento e recita del Santo Rosario con la presenza e guida del sacerdote P. Roberto Viglino

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Con l’occasione ricordo anche l’altro appuntamento mensile del Gruppo di Preghiera Regina della Pace:
  • Sabato mattino 25 ottobre 2014: consueto pellegrinaggio mensile al Santuario della Madonna di S. Luca con partenza dal Meloncello alle ore 8: preghiera delle prime tre parti del S. Rosario salendo a piedi al Santuario, S. Messa alle ore 09:30 e quindi discesa pregando l’ultima parte del S. Rosario
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Il Gruppo di preghiera "Regina della Pace" si riunisce tutti i Giovedì sera nella Chiesina di Padre Marella in Via del Lavoro, 13 - Bologna alle ore 20:30:preghiamo il S. Rosario, facciamo la Consacrazione, celebriamo la S. Messa e facciamo l'Adorazione del SS. Sacramento.

mercoledì 22 ottobre 2014

P.JOZO: COL MATRIMONIO NON SI SCHERZA!

P.JOZO: COL MATRIMONIO NON SI SCHERZA!

Purtroppo noi preti non siamo sempre obbedienti ai nostro Maestro. E in modo particolare si vede quando qualche divorziato o non praticante, non convertito cerca il Sacramento. Come può un prete dire “tu, puoi annullare il tuo matrimonio, tu non puoi più vivere così!” Parlo di questa situazione perché è un problema che ritrovo molto frequente, ma non qui da noi. Sono sacerdote da 20 anni e solo una volta ho avuto questa situazione. Noi conosciamo solo pochi casi, solo nelle grandi città e solo in generazioni atee. Nella mia parrocchia non esiste divorzio.

QUEL GESTO DEGLI SPOSI SULLA CROCE!

Quando qualcuno si sposa nel nostro paese, gli sposi comprano una croce e, prima di iniziare il matrimonio, si benedice quella croce e durante la cerimonia gli sposi mettono la mano destra sopra la croce che è in mano del Sacerdote e fanno la loro promessa; poi baciano la croce e quando tornano a casa gli sposi sistemano la croce in una parete della casa e ogni giorno si inizia la giornata e ogni sera si chiude la giornata con la preghiera.
Qui, da noi, non ci sono campanelli alle porte e non troviamo porte chiuse a chiave: si può entrare ad ogni momento nelle case e molte volte ho trovato una mamma o un papà inginocchiati, in lacrime, con la croce in mano a pregare per le difficoltà della vita. Sanno che è possibile risolverle pregando davanti alla croce. E tutti sanno parlare e pregare con Gesù. Tutti hanno problemi come tutte le famiglie di questo mondo, ma sanno dove è possibile trovare un aiuto: pregare davanti a Gesù. Dio ha fatto la famiglia come suo sacramento, come segno della sua presenza nel mondo: come può la famiglia rimanere in piedi senza di Lui? E se la famiglia è rotta, distrutta, come può mostrare la presenza divina? E come può una famiglia distrutta dire: “Io sono famiglia cristiana, in me vive Gesù?” Non è possibile!

NON C’E’ PACE DOVE NON C’E’ DIO

Chi sta al primo posto nella tua famiglia? il Signore o un idolo? Tu devi vedere. Quante ore tu sei con la tua famiglia a fare un discorso preghiera, quante ore tu leggi insieme la Bibbia, quante ore tu sei davanti alla tv? Quante volte tu scappi dalla tua famiglia e dici: sto bene”? Non è normale capisci. Questa non è vita cristiana. Non può esistere una gioia, una pace quando sono rovinate. Nessuno abita in una casa che è stata rovinata dal terremoto: tu hai paura. Tante famiglie sono distrutte nel vostro paese.

VOI ITALIANI PIU’ DEGLI ALTRI...

Veramente voi più di altre nazioni avete distrutto la famiglia. Anche altre ma voi di più. Avete perso le abitudini cristiane. Natale e altre feste sono folclore... Molte vostre famiglie sono divorziate. Voi senza prezzo avete venduto la fede, il matrimonio, la famiglia, capite? Voi avete rubato molto dai pagani.
... Molti di voi non vanno in chiesa più. Non sentono il bisogno di sposarsi come cristiani, di pregare insieme, di leggere la Bibbia come parola del Signore. No. Questo per esempio non hanno fatto i cristiani di Germania, di Belgio, di Est Europa. No, no! Noi siamo sempre in guerra per la fede, sempre in lotta. P.es. due settimane fa il mio professore ha lasciato la scuola e non ha più lavoro. Gli hanno detto: “Tu non puoi andare in chiesa”. "No io devo, io voglio, io ho bisogno”. Ha lasciato il lavoro, capisci! Questo è martirio. Questa è una scelta: posso vendere la fede per pochi soldi, non posso educare così i miei figli”. Adesso deve nutrire questa famiglia -4 figli — e noi come cristiani siamo uniti.

Fonte: IdM

OMELIA DELLA SANTA MESSA ITALIANA Medjugorje 8 ottobre 2014

OMELIA DELLA SANTA MESSA ITALIANA
Medjugorje 8 ottobre 2014

Dal Vangelo secondo Luca
Gesù si trovava in un luogo a pregare.
Quando ebbe finito uno dei Suoi discepoli disse: “Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. Ed Egli disse loro: “Quando pregate dite: ‘Padre, sia santificato il Tuo Nome, venga il Tuo Regno, dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano e perdona a noi i nostri debiti, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore e non abbandonarci alla tentazione’.
Parola del Signore

Nel Vangelo ascoltiamo i discepoli che si rivolgono a Gesù e gli domandano: “Insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”.
Quante volte è successo anche a noi, specialmente quando ci troviamo in confessionale, di rivolgerci al sacerdote: “Padre, io non so pregare. Non so cosa dire al Signore”. E ci sentiamo preoccupati.
Tutte quelle preoccupazioni non dovrebbero esserci nel nostro cuore.
Ditemi un po': quando voi vi rivolgete a vostro padre o a vostra madre per caso siete preoccupati di che cosa dovete dire? Avete bisogno di qualcuno che vi suggerisca quello che dovete dire a papà o a mamma? Assolutamente no.
Il fatto è questo: molte volte, quando noi preghiamo, ci dimentichiamo che ci stiamo rivolgendo ad un Padre. A qualcuno che ci ama.
Quante volte, invece, noi, pensando a Dio, pensiamo ad un giudice che è lì che aspetta soltanto il momento giusto per castigarci.
Dio è un Padre che ci ama. E se anche noi Lo amiamo questo timore, questa paura di non saper pregare, deve svanire.
Quando due persone che si amano si incontrano - due fidanzati, due amici, due amiche - mai sono preoccupate: “Che cosa devo dire adesso alla mia ragazza, al mio fidanzato? Cosa devo dire al mio amico, alla mia amica?”
Soprattutto quando ci rivolgiamo a Gesù. Pensiamo a quelle parole che Gesù ha pronunciato durante l’Ultima Cena: “Non vi chiamo più servi. Vi chiamo amici. Tutto quello che dovevo dirvi ve l’ho detto. Non vi ho tenuto nulla nascosto”.
Così anche noi. Nella preghiera siamo semplici. Apriamo il nostro cuore al Signore. Proprio come il bambino che guarda papà e mamma e dice:” Mamma, ho bisogno di questo”. O se ha una paura apre il suo cuore e si sfoga con lei.
Se noi fossimo capaci di capire questo sicuramente non avremmo paura del Signore.
Ci troviamo qui a Medjugorje.
Può darsi che sia la prima volta. Per molti sarà la seconda, la quinta, la decima volta.
La Madonna è qui e insiste ad invitarci ad andare a Gesù. Non dice “Dovete andare a Gesù”. Non mette un obbligo. Mette un invito.
La stessa cosa all’Eucaristia. Il sacerdote, al momento di presentare l’Ostia consacrata, non dice: “Beati voi che siete stati obbligati a venire qui”. Ma: “Beati voi che siete stati invitati alla Cena del Signore”.
Quindi, se fossimo capaci di pensare questo, tutte le paure, i timori e gli scoramenti cadrebbero.
Domandiamo alla Vergine Maria che ci aiuti ad avere un cuore aperto verso il Signore. A non avere paura.
Lei ci conduce a Suo Figlio, ma Suo Figlio è là per condurci a Dio, nostro Padre.

Fonte: IdM (Andrea Bianco traduzione)

Cari figli, pregate insieme, pregate il Rosario ogni giorno

Cari figli, pregate insieme, pregate il Rosario ogni giorno 

Porta il dono a quelli che ami
Se vuoi trasmettere a quelli che ami, alla tua famiglia, una grazia che crescerà in loro trasmettigli il dono della preghiera. Al giorno d'oggi mancano maestri della preghiera, mancano scuole di preghiera e si ha la decadenza dell'amore. Mancano educatori, maestri del bene, mancano sacerdoti santi e mancano, nel mondo, la conoscenza di Dio, l'amore, i valori divini. Per questo, è importante rinnovare la preghiera all'interno della famiglia. Se vuoi diventare maestro della preghiera, tu devi iniziare a vivere la preghiera nella tua famiglia, trasmetterla con entusiasmo a quelli che ami e aiutare a sviluppare questo dono pregando con loro.
Il dono della preghiera trasforma la nostra vita.
Un gruppo di vescovi americani è rimasto a Medjugorje una settimana. Dopo che ho distribuito i Rosari benedetti, uno di loro ha esclamato pieno di stupore: "Padre, il mio Rosario ha cambiato colore!"
Sono molte le persone che in questi anni mi hanno detto la stessa cosa. Io ho sempre risposto: "Se il tuo Rosario ha cambiato colore non lo so, posso soltanto assicurarti che il Rosario cambia l'uomo che lo prega". 
La piccola chiesa familiare che non prega non può generare esseri vivi. 
La tua famiglia deve restare viva per dare alla luce esseri vivi alla Chiesa. 
Nel campo della pedagogia sono state fatte ricerche interessanti. Due anni fa, scienziati di paesi diversi hanno reso noto una ricerca fatta su dei bambini, seguendoli dalla nascita fino alla maturità. Hanno concluso che ogni persona riceve più di tremilacinquecento doni diversi. 
Hanno anche verificato che la maggior parte di questi doni si attivano e sviluppano all'interno della famiglia. 
Quando i genitori vivono normalmente una relazione d'amore, non si preoccupano quando e come si svilupperà la capacità di amare nel proprio figlio perché entrambi creano il clima adatto che genera l'amore nel cuore del figlio. 
Se il padre e la madre pregano in famiglia, non sanno quando si svilupperà nel loro figlio la capacità di pregare ma possono essere sicuri che il loro figlio ha ricevuto, attraverso di essi, questo dono. 
I doni sono come i semi, hanno una potenzialità intrinseca. Si seminano e si curano perché possano crescere e dare frutto. Sono tante le lingue che si parlano sulla terra e ad ognuna si dà il nome di "lingua madre". Ognuno di noi ha la sua lingua madre, quella che si apprende in famiglia. La lingua madre della Chiesa è la preghiera: la insegna la madre, la insegna il padre, la insegnano i fratelli. Cristo, nostro fratello maggiore, ci ha insegnato come dobbiamo pregare. La Madre del Signore, e nostra Madre, ci insegna come pregare. 
La piccola chiesa che è la famiglia, inaspettatamente, nella maggior parte dell'Europa, ha dimenticato la preghiera. 
La nostra generazione già non sa più pregare. E questo ha coinciso con l'entrata della televisione nella case. 
La famiglia non cerca più il suo Dio, i genitori non conversano più, ognuno, compresi i figli, rivolge tutta la sua attenzione ai programmi da seguire. 
Negli ultimi trenta anni, è cresciuta una generazione che non conosce cosa significa pregare, che non ha mai pregato insieme in famiglia. 
Ho conosciuto tantissime famiglie che, non pregando, sono arrivate alla disgregazione definitiva. 
La famiglia è importante, più della scuola. Se la famiglia non trasmette al figlio e non lo aiuta a sviluppare in sé i doni, nessuno lo potrà fare al suo posto. Nessuno! 
Bene, non esiste sulla terra un sacerdote o religioso che possa sostituire il padre. 
Non c'è maestra né religiosa che possa sostituire la madre. La persona ha bisogno della famiglia. 
L'amore non s’impara in una classe. La fede non si apprende dai libri. Capite? Se si perde la fede nella famiglia, il figlio non la riceve, dovrà cercarla e avrà bisogno di grandi segni per trovarla, come S. Paolo. E' normale che la famiglia sviluppi i doni, come è normale che la terra produca i suoi frutti ed i nuovi semi che alimenteranno altre generazioni. Niente può sostituire la famiglia. 
Come riparare le fondamenta di questa istituzione divina che è la famiglia cristiana? Ecco il contenuto dei Messaggi della Beata Vergine! Ecco ciò che insegna alla nostra generazione la Regina della Pace che ci fa visita a Medjugorje. 
La Madonna desidera rinnovare il mondo, salvare il mondo. 
Spesso, ha detto piangendo: "Cari figli, pregate insieme.. .pregate il Rosario ogni giorno"
Sono tantissimi i posti dove oggi si prega insieme il Rosario. 
Mentre ero in aereo, ho letto sul giornale un articolo sulla guerra. I musulmani, vedendo una giovane pregare il Rosario, le hanno tagliato una mano. Il Rosario è rimasto nella mano tagliata della ragazza, così come le è rimasta nel cuore la fede. All'ospedale, lei ha detto: Offro il mio dolore per la pace. 
Se desideriamo rinnovare le nostre famiglie, dobbiamo sviluppare nuovamente il dono della preghiera, iniziare a pregare. Per questo ci sono i gruppi di preghiera: per sviluppare il dono e poi introdurlo nella famiglia, portarlo a quelli che amiamo di più. Se una famiglia prega, diventa sempre più unita e può trasmettere il dono agli altri. 

Padre Jozo Zovko 

tratto da "Ecco tua Madre"

giovedì 16 ottobre 2014

OMELIA DELLA SANTA MESSA SERALE Medjugorje 7 ottobre 2014

OMELIA DELLA SANTA MESSA SERALE
Medjugorje 7 ottobre 2014
dal Vangelo secondo Luca.

In quel tempo, mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna di nome Marta Lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella di nome Maria, la quale sedutasi ai piedi di Gesù ascoltava la Sua Parola. Marta, invece, era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: “Signore, non Ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”.
Ma Gesù le rispose:” Marta, Marta. Tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta”.
Parola del Signore

La Parola del santo Vangelo cancelli i nostri peccati.


Cari fratelli e sorelle, Marta rappresenta l’uomo che si perde nel giorno di lavoro. Fa tante cose, ma nel suo lavoro lei non vede ciò che è importante in quel momento.
Solo quando ci fermiamo, fratelli e sorelle, noi siamo capaci di vedere quello che veramente è necessario. Durante quello che facciamo abbiamo la possibilità di fermarci e incontrare Dio e capire L’importanza di quello che stiamo facendo.
Gesù le dice: “Ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è quella che conta”.
Gesù è dai suoi amici a Betania. Due donne Lo accolgono: Marta e Maria. Mentre una era impegnata nei molti servizi, l’altra si era messa ai Suoi piedi ad ascoltarLo.

Nella tradizione della Chiesa spesso queste due donne sono prese come esempio di una vita attiva e di una vita contemplativa.
Il tempo in cui viviamo noi è frenetico. E’ sottoposto alla corsa dietro alle lancette, come se fossero ogni giorno più veloci e noi sempre più lenti. Bisogna fare tante cose e la contemplazione è come se fosse un lusso per poche persone.
Allora dove si può trovare la forza per un’opera benedetta in cui l’uomo si realizza come collaboratore dell’opera santifica del Signore? Il Vangelo di oggi ci da la risposta.
Nella frenesia della nostra vita quotidiana dobbiamo trovare un po' di tempo per fermarci davanti ai piedi del Signore. Trovare lì l’ispirazione per il lavoro e per il riposo. Proprio accanto a Lui: nella preghiera e nella Sua santa Parola che abbiamo appena sentito. Noi possiamo stare almeno per un attimo in contemplazione ai piedi di Gesù. Questo ci fa abitare nell’Eternità dove le lancette dell’orologio seguono i battiti del Suo Cuore.
Anche noi, fratelli e sorelle, spesso siamo come Marta, occupati dai servizi.
Siamo sicuri che la sua cura era l’espressione del suo amore nei confronti dell’Ospite della sua casa. Ma Gesù non è un ospite come gli altri. Lui non chiede che gli si prepari la tavola e gli si dia da mangiare.
Quando viene la nostra vita si trasforma nella sala di nozze, dove Lui stesso prepara la tavola e ci serve. Lui si dona come cibo.
Lui è l’ospite, ma è anche il cibo che ci viene donato. Proprio qui: nella Santissima Eucaristia.
La Parola che sentiamo questa sera ci invita a pensare alla scala dei nostri valori. Gesù non vuole che siamo solo uomini che lavorano, con una vita frenetica e senza tempo per ascoltare la Parola di Dio., per ascoltare il prossimo e per ascoltare noi stessi.
Il Signore entrerà anche oggi come ospite nel cuore nostro e in quello dei nostri familiari e amici. Sicuramente verrà, perché ogni giorno risponde alla chiamata che l’umanità gli esprime con le ultime parole della Bibbia: “Vieni, Signore Gesù”.
Fratelli e sorelle, non dobbiamo essere angosciati di cosa servirGli. Mettiamo noi stessi, il nostro giorno, la nostra stanchezza, la nostra gratitudine ai Suoi piedi e troveremo ristoro nella Sua Parola.
Come abbiamo visto, nella tradizione della Chiesa queste due donne, Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, erano esempio della vita attiva e contemplativa. Marta esempio di lavoro, servizio e diaconia, mentre Maria esempio di preghiera, di abbandono al Signore, di contemplazione.
Noi cristiani dobbiamo essere l’una e l’altra. Noi dobbiamo pregare e lavorare. Dobbiamo ricevere nel nostro cuore le parole di Gesù, meditarle e poi operare. E’ nota la frase: “La fede senza le opere è morta”.
L’esempio migliore di come possiamo ricevere Gesù è Sua Madre Maria. Gesù è stato donato a noi attraverso Sua Madre.
Maria è un bellissimo esempio di qualsiasi virtù e perfezione. Prima di tutto dobbiamo affidarci a Lei, affinché possiamo incamminarci e Lei possa portarci a Suo Figlio Gesù.
La Lettera ai Romani dice: “Coloro che sono guidati dallo Spirito di Dio sono figli del Signore”. Coloro che sono guidati dallo Spirito di Maria sono Suoi figli.
Lo Spirito di Maria è lo Spirito del Signore, perché Lei non ha mai permesso di essere guidata dal proprio Spirito.
Sant’Ambrogio dice: “Lo Spirito di Maria sia in ognuno per glorificare il Signore. Lo Spirito di Maria sia in ognuno di noi per rallegrarci nel Signore”.
Maria è Colei che collega Dio a noi e noi a Dio. Lei è uno spazio pieno di Dio; per questo la preghiamo “piena di grazia”.
Perciò noi cristiani dobbiamo meditare sulle virtù che Lei ha esercitato nella Sua vita. In particolare sulla Sua fede viva con cui ha creduto, senza vacillare, alla parola dell’angelo. Ha creduto con fermezza fino sul Calvario.
Meditiamo anche la Sua umiltà per la quale è rimasta nascosta e ha accettato di essere all’ultimo posto.
La Sua purezza. Tutte le virtù che non ci sono mai state prima sotto il cielo e che non ci saranno mai più. Maria è l’esempio in ogni occasione della nostra vita. Da essa impariamo come si vive la fede.

Anche oggi dobbiamo chiederci come si sarebbe comportata Lei al nostro posto. Non si tratta di ripetere le Sue decisioni, ma di raggiungere il Suo Spirito di fede, di umiltà e di apertura a Dio. Il modo migliore per fare ciò è la preghiera del santo Rosario, dove meditiamo i grandi misteri della nostra fede. Questa è la scuola del Vangelo: preghiera e contemplazione. Colui che prega il santo Rosario cambia in meglio. Non guarda solo a se stesso, ma comincia a guardare agli altri.

Il Rosario, cari fratelli è sorelle, è la nostra arma. Non arma come pensiamo noi. Non fa male a nessuno, anzi può solo aiutare.
Perciò care madri, cari padri, cari giovani, care famiglie, ricordiamoci di quando siamo stati nelle grandi difficoltà, di quando c’era la guerra. Allora con fede e abbandono al Signore abbiamo pregato il santo Rosario e sappiamo che abbiamo ricevuto.
Perciò non dimentichiamo le grazie ricevute.
Pregate ogni giorno il santo Rosario nelle vostre famiglie e nelle vostre chiese.
Perché, cari fratelli e sorelle, questa è la forza che il buon Dio ci da.
Quando preghiamo il santo Rosario i nostri pensieri si concentrano sul più grande evento della storia che è Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
Quando preghiamo il santo Rosario noi, assieme a Maria, contempliamo le grandi opere del Signore: incarnazione e nascita di Gesù; entriamo nel mistero della passione e morte di Gesù per la nostra salvezza; ci incontriamo con Gesù Risorto nella Sua gloria, nella quale segue anche Sua Madre Maria.
Così, coi nostri pensieri e sentimenti, assieme a Maria, camminiamo nella luce del Signore. In noi si risveglia il desiderio dei beni celesti.
Con questo amore affidiamo alla Misericordia divina e a Maria i nostri bisogni e le nostre preoccupazioni.
Logicamente il Rosario va pregato meditando ciò che ci dicono i misteri. Questo vuol dire leggere il Vangelo con la preghiera.
Nella preghiera ricevi, perciò potrai anche dare: il perdono, la speranza, la pace, l’amore.
La tua anima riceverà la forza e la chiarezza. Lo Spirito del Signore sarà lo spirito della tua vita e Gesù diventerà il tuo programma.
Allora non correrai dietro ai profeti di questo mondo o ai falsi idoli e alle vuote promesse.
Ma alzerai la testa, perché Dio è venuto ed è diventato la tua Luce e la tua Via.
Sia che siamo giovani, anziani, analfabeti, istruiti, malati o sani, umiliandoci in preghiera, Dio ci darà grazia, perché Egli da grazia agli umili.
Con questa preghiera affidiamo noi stessi, chi ci circonda, il nostro popolo, ogni uomo all’Amore divino affinché avvenga la conversione dei cuori e venga il Regno di Dio nelle anime e la pace tra gli uomini.
Con il Rosario noi ci affidiamo in anticipo, attraverso Maria, alla Misericordia divina per quel momento decisivo della nostra vita che è il congedo da questo mondo, per la vita che Dio ci ha preparato dall’inizio.
Cantiamo così alla nostra Madre Celeste in questo Suo mese di ottobre: “Regina del Santo Rosario, dell’Amore, della grande felicità, gli angeli ti servono. Hai fatto un grande miracolo quando hai creato il Santo Rosario. Il cielo e la terra cantano. Ti siano grati tutti.
Noi tutti portiamo le croci. Tutti siamo Tuoi servi che chiedono il tuo aiuto.
O Madre, chi ci aiuterà se non Tu dall’alto?
Regina di tutto l’universo, Tu regni nel Cuore del Tuo Figlio.
Quando verrà l’ultima oscurità, vieni o Madre e prega l’ultimo Rosario assieme a noi.
Amen”.

 

Fonte: IdM (Andrea Bianco)