sabato 25 ottobre 2014

Messaggio a Marija del 25 ottobre 2014

“Cari figli! Pregate in questo tempo di grazia e chiedete l'intercessione di Tutti i Santi che sono già nella luce. Loro vi siano d' esempio e d' esortazione di   giorno in giorno, sul cammino della vostra conversione. Figlioli, siate coscienti che la vostra vita è breve e passeggera. Perciò anelate all'eternità e preparate i vostri cuori nella preghiera. Io sono con voi ed intercedo presso il mio Figlio per ciascuno di voi, soprattutto per coloro che si sono consacrati a Me ed a mio Figlio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

 

Telefonata di Marija per il messaggio della Regina della Pace
del 25 Ottobre 2014 - Medjugorje
 

 

Fonte: Radio Maria

Video Medjugorje in ottobre

 

venerdì 24 ottobre 2014

25 ottobre 2014: Veglia di Preghiera in attesa del Messaggio Mensile da Medjugorje nella chiese del SS. Salvatore


02 Bologna, Chiesa di San Salvatore
    
Sabato sera 25 ottobre 2014, come ogni mese, in unione a tutti i gruppi di preghiera nello spirito di Medjugorje, di Bologna e tutta l'Italia in attesa del Messaggio da Medjugorje, veglia di preghiera aperta a tutti alle ore 21 nella Chiesa del SS. Salvatore largo Cesare Battisti Bologna, con Adorazione del Santissimo Sacramento e recita del Santo Rosario con la presenza e guida del sacerdote P. Roberto Viglino

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Con l’occasione ricordo anche l’altro appuntamento mensile del Gruppo di Preghiera Regina della Pace:
  • Sabato mattino 25 ottobre 2014: consueto pellegrinaggio mensile al Santuario della Madonna di S. Luca con partenza dal Meloncello alle ore 8: preghiera delle prime tre parti del S. Rosario salendo a piedi al Santuario, S. Messa alle ore 09:30 e quindi discesa pregando l’ultima parte del S. Rosario
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Il Gruppo di preghiera "Regina della Pace" si riunisce tutti i Giovedì sera nella Chiesina di Padre Marella in Via del Lavoro, 13 - Bologna alle ore 20:30:preghiamo il S. Rosario, facciamo la Consacrazione, celebriamo la S. Messa e facciamo l'Adorazione del SS. Sacramento.

mercoledì 22 ottobre 2014

P.JOZO: COL MATRIMONIO NON SI SCHERZA!

P.JOZO: COL MATRIMONIO NON SI SCHERZA!

Purtroppo noi preti non siamo sempre obbedienti ai nostro Maestro. E in modo particolare si vede quando qualche divorziato o non praticante, non convertito cerca il Sacramento. Come può un prete dire “tu, puoi annullare il tuo matrimonio, tu non puoi più vivere così!” Parlo di questa situazione perché è un problema che ritrovo molto frequente, ma non qui da noi. Sono sacerdote da 20 anni e solo una volta ho avuto questa situazione. Noi conosciamo solo pochi casi, solo nelle grandi città e solo in generazioni atee. Nella mia parrocchia non esiste divorzio.

QUEL GESTO DEGLI SPOSI SULLA CROCE!

Quando qualcuno si sposa nel nostro paese, gli sposi comprano una croce e, prima di iniziare il matrimonio, si benedice quella croce e durante la cerimonia gli sposi mettono la mano destra sopra la croce che è in mano del Sacerdote e fanno la loro promessa; poi baciano la croce e quando tornano a casa gli sposi sistemano la croce in una parete della casa e ogni giorno si inizia la giornata e ogni sera si chiude la giornata con la preghiera.
Qui, da noi, non ci sono campanelli alle porte e non troviamo porte chiuse a chiave: si può entrare ad ogni momento nelle case e molte volte ho trovato una mamma o un papà inginocchiati, in lacrime, con la croce in mano a pregare per le difficoltà della vita. Sanno che è possibile risolverle pregando davanti alla croce. E tutti sanno parlare e pregare con Gesù. Tutti hanno problemi come tutte le famiglie di questo mondo, ma sanno dove è possibile trovare un aiuto: pregare davanti a Gesù. Dio ha fatto la famiglia come suo sacramento, come segno della sua presenza nel mondo: come può la famiglia rimanere in piedi senza di Lui? E se la famiglia è rotta, distrutta, come può mostrare la presenza divina? E come può una famiglia distrutta dire: “Io sono famiglia cristiana, in me vive Gesù?” Non è possibile!

NON C’E’ PACE DOVE NON C’E’ DIO

Chi sta al primo posto nella tua famiglia? il Signore o un idolo? Tu devi vedere. Quante ore tu sei con la tua famiglia a fare un discorso preghiera, quante ore tu leggi insieme la Bibbia, quante ore tu sei davanti alla tv? Quante volte tu scappi dalla tua famiglia e dici: sto bene”? Non è normale capisci. Questa non è vita cristiana. Non può esistere una gioia, una pace quando sono rovinate. Nessuno abita in una casa che è stata rovinata dal terremoto: tu hai paura. Tante famiglie sono distrutte nel vostro paese.

VOI ITALIANI PIU’ DEGLI ALTRI...

Veramente voi più di altre nazioni avete distrutto la famiglia. Anche altre ma voi di più. Avete perso le abitudini cristiane. Natale e altre feste sono folclore... Molte vostre famiglie sono divorziate. Voi senza prezzo avete venduto la fede, il matrimonio, la famiglia, capite? Voi avete rubato molto dai pagani.
... Molti di voi non vanno in chiesa più. Non sentono il bisogno di sposarsi come cristiani, di pregare insieme, di leggere la Bibbia come parola del Signore. No. Questo per esempio non hanno fatto i cristiani di Germania, di Belgio, di Est Europa. No, no! Noi siamo sempre in guerra per la fede, sempre in lotta. P.es. due settimane fa il mio professore ha lasciato la scuola e non ha più lavoro. Gli hanno detto: “Tu non puoi andare in chiesa”. "No io devo, io voglio, io ho bisogno”. Ha lasciato il lavoro, capisci! Questo è martirio. Questa è una scelta: posso vendere la fede per pochi soldi, non posso educare così i miei figli”. Adesso deve nutrire questa famiglia -4 figli — e noi come cristiani siamo uniti.

Fonte: IdM

OMELIA DELLA SANTA MESSA ITALIANA Medjugorje 8 ottobre 2014

OMELIA DELLA SANTA MESSA ITALIANA
Medjugorje 8 ottobre 2014

Dal Vangelo secondo Luca
Gesù si trovava in un luogo a pregare.
Quando ebbe finito uno dei Suoi discepoli disse: “Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. Ed Egli disse loro: “Quando pregate dite: ‘Padre, sia santificato il Tuo Nome, venga il Tuo Regno, dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano e perdona a noi i nostri debiti, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore e non abbandonarci alla tentazione’.
Parola del Signore

Nel Vangelo ascoltiamo i discepoli che si rivolgono a Gesù e gli domandano: “Insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”.
Quante volte è successo anche a noi, specialmente quando ci troviamo in confessionale, di rivolgerci al sacerdote: “Padre, io non so pregare. Non so cosa dire al Signore”. E ci sentiamo preoccupati.
Tutte quelle preoccupazioni non dovrebbero esserci nel nostro cuore.
Ditemi un po': quando voi vi rivolgete a vostro padre o a vostra madre per caso siete preoccupati di che cosa dovete dire? Avete bisogno di qualcuno che vi suggerisca quello che dovete dire a papà o a mamma? Assolutamente no.
Il fatto è questo: molte volte, quando noi preghiamo, ci dimentichiamo che ci stiamo rivolgendo ad un Padre. A qualcuno che ci ama.
Quante volte, invece, noi, pensando a Dio, pensiamo ad un giudice che è lì che aspetta soltanto il momento giusto per castigarci.
Dio è un Padre che ci ama. E se anche noi Lo amiamo questo timore, questa paura di non saper pregare, deve svanire.
Quando due persone che si amano si incontrano - due fidanzati, due amici, due amiche - mai sono preoccupate: “Che cosa devo dire adesso alla mia ragazza, al mio fidanzato? Cosa devo dire al mio amico, alla mia amica?”
Soprattutto quando ci rivolgiamo a Gesù. Pensiamo a quelle parole che Gesù ha pronunciato durante l’Ultima Cena: “Non vi chiamo più servi. Vi chiamo amici. Tutto quello che dovevo dirvi ve l’ho detto. Non vi ho tenuto nulla nascosto”.
Così anche noi. Nella preghiera siamo semplici. Apriamo il nostro cuore al Signore. Proprio come il bambino che guarda papà e mamma e dice:” Mamma, ho bisogno di questo”. O se ha una paura apre il suo cuore e si sfoga con lei.
Se noi fossimo capaci di capire questo sicuramente non avremmo paura del Signore.
Ci troviamo qui a Medjugorje.
Può darsi che sia la prima volta. Per molti sarà la seconda, la quinta, la decima volta.
La Madonna è qui e insiste ad invitarci ad andare a Gesù. Non dice “Dovete andare a Gesù”. Non mette un obbligo. Mette un invito.
La stessa cosa all’Eucaristia. Il sacerdote, al momento di presentare l’Ostia consacrata, non dice: “Beati voi che siete stati obbligati a venire qui”. Ma: “Beati voi che siete stati invitati alla Cena del Signore”.
Quindi, se fossimo capaci di pensare questo, tutte le paure, i timori e gli scoramenti cadrebbero.
Domandiamo alla Vergine Maria che ci aiuti ad avere un cuore aperto verso il Signore. A non avere paura.
Lei ci conduce a Suo Figlio, ma Suo Figlio è là per condurci a Dio, nostro Padre.

Fonte: IdM (Andrea Bianco traduzione)