giovedì 16 ottobre 2014

OMELIA DELLA SANTA MESSA SERALE Medjugorje 7 ottobre 2014

OMELIA DELLA SANTA MESSA SERALE
Medjugorje 7 ottobre 2014
dal Vangelo secondo Luca.

In quel tempo, mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna di nome Marta Lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella di nome Maria, la quale sedutasi ai piedi di Gesù ascoltava la Sua Parola. Marta, invece, era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: “Signore, non Ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”.
Ma Gesù le rispose:” Marta, Marta. Tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta”.
Parola del Signore

La Parola del santo Vangelo cancelli i nostri peccati.


Cari fratelli e sorelle, Marta rappresenta l’uomo che si perde nel giorno di lavoro. Fa tante cose, ma nel suo lavoro lei non vede ciò che è importante in quel momento.
Solo quando ci fermiamo, fratelli e sorelle, noi siamo capaci di vedere quello che veramente è necessario. Durante quello che facciamo abbiamo la possibilità di fermarci e incontrare Dio e capire L’importanza di quello che stiamo facendo.
Gesù le dice: “Ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è quella che conta”.
Gesù è dai suoi amici a Betania. Due donne Lo accolgono: Marta e Maria. Mentre una era impegnata nei molti servizi, l’altra si era messa ai Suoi piedi ad ascoltarLo.

Nella tradizione della Chiesa spesso queste due donne sono prese come esempio di una vita attiva e di una vita contemplativa.
Il tempo in cui viviamo noi è frenetico. E’ sottoposto alla corsa dietro alle lancette, come se fossero ogni giorno più veloci e noi sempre più lenti. Bisogna fare tante cose e la contemplazione è come se fosse un lusso per poche persone.
Allora dove si può trovare la forza per un’opera benedetta in cui l’uomo si realizza come collaboratore dell’opera santifica del Signore? Il Vangelo di oggi ci da la risposta.
Nella frenesia della nostra vita quotidiana dobbiamo trovare un po' di tempo per fermarci davanti ai piedi del Signore. Trovare lì l’ispirazione per il lavoro e per il riposo. Proprio accanto a Lui: nella preghiera e nella Sua santa Parola che abbiamo appena sentito. Noi possiamo stare almeno per un attimo in contemplazione ai piedi di Gesù. Questo ci fa abitare nell’Eternità dove le lancette dell’orologio seguono i battiti del Suo Cuore.
Anche noi, fratelli e sorelle, spesso siamo come Marta, occupati dai servizi.
Siamo sicuri che la sua cura era l’espressione del suo amore nei confronti dell’Ospite della sua casa. Ma Gesù non è un ospite come gli altri. Lui non chiede che gli si prepari la tavola e gli si dia da mangiare.
Quando viene la nostra vita si trasforma nella sala di nozze, dove Lui stesso prepara la tavola e ci serve. Lui si dona come cibo.
Lui è l’ospite, ma è anche il cibo che ci viene donato. Proprio qui: nella Santissima Eucaristia.
La Parola che sentiamo questa sera ci invita a pensare alla scala dei nostri valori. Gesù non vuole che siamo solo uomini che lavorano, con una vita frenetica e senza tempo per ascoltare la Parola di Dio., per ascoltare il prossimo e per ascoltare noi stessi.
Il Signore entrerà anche oggi come ospite nel cuore nostro e in quello dei nostri familiari e amici. Sicuramente verrà, perché ogni giorno risponde alla chiamata che l’umanità gli esprime con le ultime parole della Bibbia: “Vieni, Signore Gesù”.
Fratelli e sorelle, non dobbiamo essere angosciati di cosa servirGli. Mettiamo noi stessi, il nostro giorno, la nostra stanchezza, la nostra gratitudine ai Suoi piedi e troveremo ristoro nella Sua Parola.
Come abbiamo visto, nella tradizione della Chiesa queste due donne, Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, erano esempio della vita attiva e contemplativa. Marta esempio di lavoro, servizio e diaconia, mentre Maria esempio di preghiera, di abbandono al Signore, di contemplazione.
Noi cristiani dobbiamo essere l’una e l’altra. Noi dobbiamo pregare e lavorare. Dobbiamo ricevere nel nostro cuore le parole di Gesù, meditarle e poi operare. E’ nota la frase: “La fede senza le opere è morta”.
L’esempio migliore di come possiamo ricevere Gesù è Sua Madre Maria. Gesù è stato donato a noi attraverso Sua Madre.
Maria è un bellissimo esempio di qualsiasi virtù e perfezione. Prima di tutto dobbiamo affidarci a Lei, affinché possiamo incamminarci e Lei possa portarci a Suo Figlio Gesù.
La Lettera ai Romani dice: “Coloro che sono guidati dallo Spirito di Dio sono figli del Signore”. Coloro che sono guidati dallo Spirito di Maria sono Suoi figli.
Lo Spirito di Maria è lo Spirito del Signore, perché Lei non ha mai permesso di essere guidata dal proprio Spirito.
Sant’Ambrogio dice: “Lo Spirito di Maria sia in ognuno per glorificare il Signore. Lo Spirito di Maria sia in ognuno di noi per rallegrarci nel Signore”.
Maria è Colei che collega Dio a noi e noi a Dio. Lei è uno spazio pieno di Dio; per questo la preghiamo “piena di grazia”.
Perciò noi cristiani dobbiamo meditare sulle virtù che Lei ha esercitato nella Sua vita. In particolare sulla Sua fede viva con cui ha creduto, senza vacillare, alla parola dell’angelo. Ha creduto con fermezza fino sul Calvario.
Meditiamo anche la Sua umiltà per la quale è rimasta nascosta e ha accettato di essere all’ultimo posto.
La Sua purezza. Tutte le virtù che non ci sono mai state prima sotto il cielo e che non ci saranno mai più. Maria è l’esempio in ogni occasione della nostra vita. Da essa impariamo come si vive la fede.

Anche oggi dobbiamo chiederci come si sarebbe comportata Lei al nostro posto. Non si tratta di ripetere le Sue decisioni, ma di raggiungere il Suo Spirito di fede, di umiltà e di apertura a Dio. Il modo migliore per fare ciò è la preghiera del santo Rosario, dove meditiamo i grandi misteri della nostra fede. Questa è la scuola del Vangelo: preghiera e contemplazione. Colui che prega il santo Rosario cambia in meglio. Non guarda solo a se stesso, ma comincia a guardare agli altri.

Il Rosario, cari fratelli è sorelle, è la nostra arma. Non arma come pensiamo noi. Non fa male a nessuno, anzi può solo aiutare.
Perciò care madri, cari padri, cari giovani, care famiglie, ricordiamoci di quando siamo stati nelle grandi difficoltà, di quando c’era la guerra. Allora con fede e abbandono al Signore abbiamo pregato il santo Rosario e sappiamo che abbiamo ricevuto.
Perciò non dimentichiamo le grazie ricevute.
Pregate ogni giorno il santo Rosario nelle vostre famiglie e nelle vostre chiese.
Perché, cari fratelli e sorelle, questa è la forza che il buon Dio ci da.
Quando preghiamo il santo Rosario i nostri pensieri si concentrano sul più grande evento della storia che è Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
Quando preghiamo il santo Rosario noi, assieme a Maria, contempliamo le grandi opere del Signore: incarnazione e nascita di Gesù; entriamo nel mistero della passione e morte di Gesù per la nostra salvezza; ci incontriamo con Gesù Risorto nella Sua gloria, nella quale segue anche Sua Madre Maria.
Così, coi nostri pensieri e sentimenti, assieme a Maria, camminiamo nella luce del Signore. In noi si risveglia il desiderio dei beni celesti.
Con questo amore affidiamo alla Misericordia divina e a Maria i nostri bisogni e le nostre preoccupazioni.
Logicamente il Rosario va pregato meditando ciò che ci dicono i misteri. Questo vuol dire leggere il Vangelo con la preghiera.
Nella preghiera ricevi, perciò potrai anche dare: il perdono, la speranza, la pace, l’amore.
La tua anima riceverà la forza e la chiarezza. Lo Spirito del Signore sarà lo spirito della tua vita e Gesù diventerà il tuo programma.
Allora non correrai dietro ai profeti di questo mondo o ai falsi idoli e alle vuote promesse.
Ma alzerai la testa, perché Dio è venuto ed è diventato la tua Luce e la tua Via.
Sia che siamo giovani, anziani, analfabeti, istruiti, malati o sani, umiliandoci in preghiera, Dio ci darà grazia, perché Egli da grazia agli umili.
Con questa preghiera affidiamo noi stessi, chi ci circonda, il nostro popolo, ogni uomo all’Amore divino affinché avvenga la conversione dei cuori e venga il Regno di Dio nelle anime e la pace tra gli uomini.
Con il Rosario noi ci affidiamo in anticipo, attraverso Maria, alla Misericordia divina per quel momento decisivo della nostra vita che è il congedo da questo mondo, per la vita che Dio ci ha preparato dall’inizio.
Cantiamo così alla nostra Madre Celeste in questo Suo mese di ottobre: “Regina del Santo Rosario, dell’Amore, della grande felicità, gli angeli ti servono. Hai fatto un grande miracolo quando hai creato il Santo Rosario. Il cielo e la terra cantano. Ti siano grati tutti.
Noi tutti portiamo le croci. Tutti siamo Tuoi servi che chiedono il tuo aiuto.
O Madre, chi ci aiuterà se non Tu dall’alto?
Regina di tutto l’universo, Tu regni nel Cuore del Tuo Figlio.
Quando verrà l’ultima oscurità, vieni o Madre e prega l’ultimo Rosario assieme a noi.
Amen”.

 

Fonte: IdM (Andrea Bianco)

mercoledì 15 ottobre 2014

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 ottobre 2014

"Cari figli, con materno amore vi prego: amatevi gli uni gli altri! Che nei vostri cuori sia come mio Figlio ha voluto fin dall’inizio: al primo posto l’amore verso il Padre Celeste e verso il vostro prossimo, al di sopra di tutto ciò che è di questa terra.

Cari figli miei, non riconoscete i segni dei tempi? Non riconoscete che tutto quello che è intorno a voi, tutto quello che sta succedendo accade perché non c’è amore? Comprendete che la salvezza è nei veri valori. Accogliete la potenza del Padre Celeste, amateLo e rispettateLo. Camminate sulle orme di mio Figlio. Voi, figli miei, apostoli miei cari, voi vi radunate sempre di nuovo attorno a me, perché siete assetati, siete assetati di pace, di amore e di felicità. Dissetatevi dalle mie mani! Le mie mani vi offrono mio Figlio, che è Sorgente d’acqua pura. Egli rianimerà la vostra fede e purificherà i vostri cuori, perché mio Figlio ama con cuore puro ed i cuori puri amano mio Figlio. Solo i cuori puri sono umili e hanno una fede salda. Io vi chiedo cuori del genere, figli miei! Mio Figlio mi ha detto che io sono la Madre del mondo intero. Prego voi, che mi accogliete come tale, che con la vostra vita, la preghiera e il sacrificio mi aiutiate affinché tutti i miei figli mi accolgano come Madre, perché io possa condurli alla Sorgente d’acqua pura. Vi ringrazio! Cari figli miei, mentre i vostri pastori, con le loro mani benedette, vi offrono il Corpo di mio Figlio, ringraziate sempre nel cuore mio Figlio per il suo sacrificio e per i pastori che vi dà sempre di nuovo"

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 ottobre 2014

Come vedete, la struttura di questo messaggio è identica a quella di tutti gli altri messaggi. È una struttura profondamente cristologica, cioè la grazia viene da Cristo, viene attraverso le mani di Maria, questa grazia deve entrare nei nostri cuori per trasformarli, deve accendere la fede e l'amore in questi cuori e noi, con la fede e con l'amore che Dio ha acceso nei nostri cuori, dobbiamo portarla agli altri. Questa è la struttura di ogni messaggio della Madonna, ma oggi, a mio parere, dobbiamo porre l'attenzione su alcuni punti particolari. La Madonna ci ricorda il comandamento di Gesù, il primo e più grande comandamento è l'amore di Dio e quello del prossimo, sono due aspetti del medesimo comandamento: l'amore di Dio sopra ogni cosa e l'amore del prossimo come noi stessi, sono un unico comandamento, quest'amore deve essere quello che regna nel nostro cuore al di sopra di tutti gli attaccamenti della terra, diversamente rischieremmo di assolutizzare degli idoli. Detto questo, la Madonna ci fa vedere la distanza che c'è appunto fra quello del comandamento di Gesù e la realtà, e ci chiede: “Cari figli miei non riconoscete i segni dei tempi? Come già vi ho detto, io molte volte, quando la Madonna ci invitava a riconoscere i segni dei tempi, ho sempre pensato ai segni positivi ed effettivamente in alcuni messaggi la Madonna faceva riferimento a segni positivi, ma i segni dei tempi che noi leggiamo in controluce nel capitolo XII dell'Apocalisse sono due cioè: c'è il segno della Donna vestita di sole, quindi un segno positivo, ma c'è anche il segno del dragone infernale. Quindi in ambedue questi aspetti di fede, i tempi vanno colti. La Madonna aveva già detto all'inizio del nuovo millennio, che “satana è sciolto dalle catene (messaggio del 1/1/2001). Successivamente aveva detto in messaggi memorabili che “satana vuole mettere se stesso al posto di Dio”, cioè vuole distruggere la terra, vuole instaurare il suo regno in questo mondo, l'impero delle tenebre, ridiventare il principe di questo mondo, questo è il suo obiettivo!

La Madonna stessa ha commentato quello che ha detto all'inizio del millennio:ora che satana è sciolto dalle catene, unitevi ancora di più, consacratevi ancora di più al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio”. Allora, se noi guardiamo i segni dei tempi, vediamo “come nel mondo”, come la Madonna più volte ha detto nei suoi messaggi, “regna l'odio”. Questo è uno dei segni dei tempi, cioè il segno del dilagare dell'apostasia, cioè il distacco da Cristo che è la fonte dell'amore e quindi il regno, l'impero delle tenebre si diffonde attraverso la superbia, l'ingordigia, la prepotenza, la violenza, cioè l'odio! “Non riconoscete che tutto quello che è intorno a voi, tutto quello che sta succedendo, accade perché non c’è amore?” Quindi la Madonna ci dà quest'affresco, cioè il male del mondo è l'assenza dell'amore di Dio nei cuori. La medicina: la medicina è una sola, ritornare alla fonte dell'amore che è il Padre Celeste, che ci dona l'amore attraverso il Cuore di Gesù e quest'amore dal Cuore di Gesù arriva attraverso le mani di Maria, questa è l'altra parte del messaggio. La Madonna, dopo aver descritto, diciamo il deserto popolato da serpenti e da scorpioni, ci parla dell'acqua viva che lo inonda, che può farlo fiorire e ci dice: “Comprendete che la salvezza è nei veri valori. Accogliete la potenza del Padre Celeste, amateLo e rispettateLo. Camminate sulle orme di mio Figlio”.

Nel messaggio di Natale di due anni fa Gesù ha detto: “Io sono la vostra pace, vivete i Miei comandamenti”, ora la Madonna ci dice: “Camminate sulle orme di mio Figlio”.

Poi la Madonna si rivolge ai presenti, presenti fisicamente e presenti spiritualmente, cioè a noi che abbiamo accolto il Suo messaggio e la Madonna ci invita alla purificazione radicale dei nostri cuori.

Cioè la Madonna ci dice che, per operare attraverso di noi, ha bisogno che ci apriamo a suo Figlio, il quale rianimerà la nostra fede che è un lumicino fumicante, purificherà i nostri cuori che, se non sono in peccato mortale, comunque sono in peccati veniali, e dobbiamo, con la Grazia di Cristo, con la nostra buona volontà e con l'aiuto della Madonna, arrivare ad avere un cuore puro, cioè amare Gesù con un amore puro, cioè perfetto, cioè totale, cioè di generosa amicizia.

Diceva Santa Caterina da Siena: superare l'amore mercenario e l'amore che aspetta la ricompensa, arrivare all'amore puro, cioè amare Dio perché degno di essere amato”.

La Madonna dice che per i tempi d'oggi per vincere l'odio c'è bisogno di questi cuori puri, cioè nei cuori puri c'è l'amore di Gesù e l'amore del prossimo dove c'è questa fiamma ardente dell'amore, “solo i cuoi puri sono umili e hanno un fede salda”.

Quindi, cari amici, attenzione, non dire “io sono un cuore puro”, i cuori puri sono umili e sono saldi nella fede. La Madonna per avvicinare i lontani ha bisogno di cuori del genere “Io vi chiedo cuori del genere, figli miei”. Poi la Madonna dice: “Mio Figlio mi ha detto che io sono la Madre del mondo intero”. Quando gliel'ha detto? Ovviamente gliel'ha detto qui sulla terra, c'è una traccia precisa nel Vangelo, quando Gesù nella figura di Giovanni indica a Maria questa Sua maternità universale e comunque è già nell'ordine delle cose, perché Colei che è la “Madre del Capo” ovviamente nel progetto di Dio, è la Madre anche di tutto il corpo.

Quindi la Madonna sapeva già su questa terra di questa Sua vocazione alla maternità universale, alla maternità nei confronti della Chiesa, ma anche del mondo intero.

Già nelle litanie del Rosario si dice: ”prega per noi e per il mondo intero”, cioè è un po' una dimensione che entra nei cuori perché Dio vuole che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità. La Madonna ci dice: che con la vostra vita, la preghiera e il sacrificio mi aiutiate affinché tutti i miei figli, cioè tutti gli uomini, sono sette miliardi, “mi accolgano come Madre, perché io possa condurli alla Sorgente d’acqua pura. Vi ringrazio!

Questo è il compito che la Madonna ci dà: “con la testimonianza della vita, con la preghiera e il sacrificio, non è che dobbiamo metterci a far chi sa quali cose, vita, testimonianza nella vita, con la preghiera e il sacrificio lo possiamo far tutti, per far sì che Lei possa condurre tutti gli uomini alla Sorgente d'acqua pura” che è Suo Figlio! Siamo tutti impegnati con la Madonna, in questo grande sforzo per far conoscere la maternità di Maria a tutti gli uomini, perché tutti l'accolgano come Madre e possano in questo modo dissetarsi dalle Sue mani di Madre, dell'acqua pura che sgorga dal Cuore di suo Figlio, che è la Sorgente d'acqua pura.

Poi nell'ultima parte del messaggio, come sempre nei messaggi a Mirjana, la Madonna ci ricorda i pastori. Non c’è Chiesa senza i pastori. La Madonna ci ha detto più volte di smetterla di criticare i pastori: “le vostre labbra rimangano chiuse, solo Dio è giudice”, ci ha detto di aver fiducia nei pastori. Sono tutte esortazioni che la Madonna ha dato in questi ultimi tre anni.

La Madonna sa perché le ha date, perché sa che il diavolo riesce a sedurre e a metterci contro i pastori, come ha detto il Papa qualche giorno fa: “questi tentativi di divisione della Chiesa vengono dal diavolo” e ci dice:  “con le loro mani benedette, vi offrono il Corpo di mio Figlio, ringraziate sempre nel cuore mio Figlio per il suo sacrificio e per i pastori che vi dà sempre di nuovo”, la Sua grazia arriva a noi attraverso i Sacramenti.

“Ora che satana è sciolto dalle catene, io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito ad essermi vicini!”

(Medjugorje, messaggio del 1° gennaio 2001)

Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

Commento di Padre Livio di Radio Maria al messaggio del 25 settembre 2014

"Cari figli, anche oggi vi invito perché anche voi siate come le stelle che con il loro splendore danno la luce e la bellezza agli altri affinché gioiscano. Figlioli, siate anche voi splendore, bellezza, gioia e pace e soprattutto preghiera per tutti coloro che sono lontani dal mio amore e dall’amore di mio Figlio Gesù. Figlioli, testimoniate la vostra fede e preghiera nella gioia, nella gioia della fede che è nei vostri cuori e pregate per la pace che è dono prezioso di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Commento di Padre Livio di Radio Maria al messaggio del 25 settembre 2014

Un messaggio molto semplice che non ha bisogno di molte spiegazioni. Però, se noi analizziamo le parole che si trovano in questo messaggio, vediamo che la parola gioia oggi viene citata ben quattro volte, il che vuol dire dunque che il leitmotiv di questo messaggio è la gioia.

Poi subito dopo un'altra parola è presente due volte e comunque anch'essa fa parte del motivo dominante del messaggio, la fede.

Allora la Madonna ci invita a testimoniare la fede con la gioia.

Il messaggio è un messaggio che in qualche modo si pone nella prospettiva del mese di ottobre, che è un mese missionario e quindi questa missione ci coinvolge tutti, riguarda tutti e consiste nel testimoniare la propria fede a quelli che sono lontani, ha detto la Madonna: dal mio amore e dall'amore di mio Figlio Gesù”.

Molte volte queste persone sono proprio in casa nostra, sono proprio i vicini di casa, sono i nostri parenti, sono le persone che frequentiamo, è il mondo nel quale viviamo, dove molti sono lontani dall'amore della Madonna, dall'amore di Gesù! A queste persone la Madonna ci dice di testimoniare la fede.

Ma questa testimonianza della fede, dice la Madonna, va fatta con la gioia. Con la gioia, perché solo così gli altri aprono il cuore, accolgono la fede e gioiscono anche loro.

Però la Madonna intende e vuole mettere bene in chiaro che noi siamo in grado di testimoniare la gioia e la fede, se noi stessi prima di tutto viviamo la fede nella gioia.

D'altra parte, se non si vive la fede nella gioia, la nostra fede è superficiale; cioè la nostra fede è rimasta nella mente, non è entrata nel cuore, la nostra fede non ha posto radici nella nostra vita.

Perché la fede dà gioia? Dà gioia, perché scaturisce dall'incontro con Dio, dall'incontro con Gesù.

L'incontro con Gesù è una fonte enorme di gioia, perché si incontra Colui che è l'amore, Colui che è il perdono, Colui che è l'amico fidato.

Quindi, cari amici, innanzitutto dobbiamo cercare di vivere la nostra fede nella gioia.

Come si fa a vivere la nostra fede nella gioia? La Madonna ci dice: “con la preghiera”, con la preghiera vera, con la preghiera del cuore, con la preghiera nella quale noi incontriamo Dio.

La preghiera è l’incontro con Dio, la preghiera è l’esperienza di Dio, la preghiera vissuta è adesione dell'anima a Dio, è l'incontro col Signore; la preghiera rinnovata durante la giornata riempie il cuore di gioia e di pace.

Questo tutti noi lo sperimentiamo, quando preghiamo, magari siamo inquieti, siamo scontenti e abbiamo qualcosa da farci perdonare.

Ci mettiamo davanti a Gesù, gli diciamo le nostre cose, chiediamo perdono delle nostre mancanze, ci lasciamo accarezzare dalla Sua luce, dal Suo amore, dal Suo perdono, lasciamo che ci stringa al Suo Cuore. Allora, quando c'è questa esperienza, che poi è il cuore della vita cristiana, nel nostro cuore entra la pace e la gioia e noi questa pace e questa gioia dell'incontro con Gesù, la dobbiamo testimoniare agli altri perché anche loro gioiscano.

Quindi, come vedete, come ci ha insegnato Benedetto XVI, citato anche più volte da Papa Francesco: “la fede si diffonde per irradiazione”. Infatti la Madonna ci invita ad essere “come le stelle”.

Anche questa è un'immagine biblica che dice:” coloro che insegnano a molti la giustizia”, cioè la volontà di Dio, la retta via, “brilleranno come stelle nel cielo”. Così noi che testimoniamo la fede nella gioia siamo come stelle che brillano nel cielo, effondono il loro splendore, la loro luce, la loro bellezza e non hanno bisogno di pronunciare tante parole.

Le stelle brillano, quindi anche noi dobbiamo brillare con la luce che esce dal nostro cuore e che illumina i nostri occhi, che si esprime nel nostro sguardo, nel nostro sorriso, nelle nostre parole di pace, di perdono, nelle mani tese, nella bontà, nella comprensione, tutto questo, cari amici è essere delle stelle, delle stelle che emanano la fede per irradiazione.

Ecco perché Papa Francesco ha detto: “attenzione, la fede non è proselitismo, cioè non è lavaggio del cervello che si fa agli altri”, ma è irradiazione. La Madonna sposa assolutamente questa posizione, a tutti noi dice: “siate credenti gioiosi e la vostra luce, la vostra bellezza, la vostra pace, la vostra gioia si infondono negli altri”.

Questo è il modo di compiere la missione che è alla portata di tutti ed è anche il modo più efficace.

Poi la Madonna ci ha ricordato che “la pace è dono prezioso di Dio”.

Dobbiamo capire che la pace viene data a noi da Dio e noi dobbiamo pregare per questo “dono prezioso che satana ci vuole rubare”, come ha detto la Madonna nel messaggio del mese scorso.

La veggente Marjia, commentando il messaggio, ha detto delle cose bellissime; fra l'altro ha detto che proprio il mese di ottobre è il mese del Santo Rosario e che si preghi il Rosario nelle famiglie, perché le famiglie vivano nella pace e nella gioia.

La preghiera nella famiglia è fonte di pace e di gioia ed è anche il nostro contributo al sinodo di Vescovi: la famiglia che prega insieme il Santo Rosario per le famiglie.

Questo è un atteggiamento veramente costruttivo e rappresenta quindi anche il nostro contributo al rinnovamento della famiglia che è l'obiettivo del Sinodo dei Vescovi.

Fonte: “Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

domenica 12 ottobre 2014

La Messa sia per voi il regalo della giornata

 

La Madonna ci invita alla Santa Messa e dice "Non sia per voi un’abitudine, ma vita". Sulla Messa la Madonna ha parlato in diversi messaggi: ci ha invitato a celebrare la Messa con il cuore, ad andare alla Messa quanto più possibile e ha detto, anni fa, che la Messa sia la nostra vita.

E’ bene ricordarci che una volta ha detto ai veggenti: "Se doveste scegliere tra l’apparizione, vedere Me, e la Messa scegliete la Messa, perché nella Messa incontrate Mio Figlio". Quanto ci dice la Madonna, io credo valga soprattutto per noi che andiamo alla Messa, che partecipiamo alla Messa tutte le domeniche e forse anche più spesso; che non diventi abitudine, ma la nostra vita. L’abitudine è un pericolo; se diventa un’abitudine non potremo scoprire questo grande, immenso amore che incontriamo nella Messa: lo stesso Gesù, Dio. Se la nostra vita deve diventare come la Messa, dobbiamo ricordarne i momenti: all’inizio chiedere il perdono, la misericordia di Dio, poi ascoltare la Parola, poi Dio si offre a noi in Gesù; e alla fine diciamo: "Di una parola e la mia anima sarà guarita".

Allora se noi partecipiamo alla Messa, la nostra vita deve diventare la Messa per gli altri in senso un po’ largo. Per esempio, chi chiede perdono nella Messa al Signore, deve perdonare: "Perdonando nella famiglia o dove si trova continua la Messa". Dove uno da una testimonianza e parla di Dio agli altri, soprattutto nella famiglia, continua la Messa. Dove uno fa qualche cosa di bene o si offre per gli altri, continua la Messa. Dove uno dice una parola di consolazione, una parola ai tristi, ai disperati, ecco che dice una parola che guarisce. Partecipando alla Messa, o diventiamo gente eucaristica, gente che si offre per gli altri, o nella Messa siamo i più grandi egoisti: vogliamo che Dio ci perdoni, che sia misericordioso, che ci parli, che si offra per noi, che ci guarisca e dopo noi non vogliamo continuare questo nella nostra vita.

Bisogna capire questo: la Messa è una grande provocazione per noi tutti: celebrandola con il cuore, noi siamo invitati a comportarci con gli altri come Gesù si comporta con noi. E così, dice la Madonna: "Vivendo ogni giorno la santa Messa, sentirete il bisogno della santità e crescerete nella santità". "Crescere nella santità" significa essere guarito dalle conseguenze del peccato e capaci quindi di crescere nell’amore, nella pace, nella gioia, nella speranza, in tutti questi valori positivi, in tutte queste virtù. Allora la Messa deve diventare la nostra vita e nella Messa potremo deciderci a crescere nella santità.

Padre Slavko Barbaric

Da: http://www.medjugorje.org

sabato 11 ottobre 2014

Il Digiuno: una via verso la pace


11- 14 agosto 1984, la sera prima della festa dell’Assunzione della Vergine, il veggente Ivan ebbe un’ apparizione a casa. Mentre si preparava per recarsi in Chiesa per la preghiera della sera, improvvisamente gli apparve la Madonna e gli disse di trasmettere alla gente questo messaggio: "Vorrei che la gente in questi giorni pregasse con me. E che preghi il più possibile! Che inoltre digiuni il mercoledì e il venerdì; che reciti ogni giorno il Rosario: i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi..."
Quando lvan giunse in parrocchia e ci diede questo messaggio della Madonna, ci trovammo in grande difficoltà perché già prima di quel 14 agosto la gente diceva che a Medjugorje si stava esagerando con la preghiera e il digiuno. Ed ora - immaginatevi un po’ - la Madonna chiedeva un giorno di digiuno in più e tutte e tre le parti del rosario! Noi frati non sapevamo che fare, come dirlo alla gente, poiché ritenevamo, in partenza, che si sarebbe lamentata ancora di più. Ci preparammo e dicemmo: "Bene, se crediamo alle apparizioni della Madonna dobbiamo dare questo messaggio e chi lo segue, lo segue." Ammetto, però, che eravamo veramente scoraggiati. Ritengo che la Madonna sia stata molto coraggiosa a chiedere di digiunare due volte la settimana.
In conclusione, noi, dall’altare, lo abbiamo detto alla gente e da quel giorno valse questo ulteriore invito al digiuno. In molti, tuttavia, risultarono scoraggiati, non solo perché si doveva digiunare due giorni, bensì anche per il modo in cui Io si doveva fare. Infatti la Madonna aveva consigliato un modo concreto di digiunare: a pane e acqua.
Eppure non si tratta di giorni in cui si deve morire di fame, ma di un invito a vivere per due giorni di solo pane. Il pane è sempre un simbolo di vita. Anche l’acqua è un simbolo, quello della purificazione. Credo che la Madonna desideri che noi, adoperando entrambe queste cose, riscopriamo la vita, purificandola anche.
Digiunare a pane e acqua sarebbe la cosa ideale. Ma cosa deve fare chi pensa di non riuscirci, pur volendo seguire la Madonna? Credo che in questi due giorni di digiuno il pane debba essere l’alimento principale, ma che frutta, tè o anche caffè siano legittimi se non è possibile esaudire completamente il desiderio della Madonna. Molti chiedono se si debba digiunare anche quando si è malati e se anche i bambini e i giovani debbano digiunare in questo modo. La Madonna non ha detto nulla sul digiuno degli infermi, bambini e giovani. Ma chi vuole seguire la Madonna, anche se è malato o bambino, troverà il modo di esaudire i desideri di Maria.


IL DIGIUNO NELLA TRADIZIONE DELLA CHIESA
Nel Vecchio Testamento, si parla spesso di digiuno. I profeti esortavano il Popolo Eletto al digiuno. E possiamo rinvenire due situazioni particolari in cui veniva richiesto il digiuno. Innanzitutto lo si richiedeva nelle situazioni difficili; se incombeva una catastrofe per rimanerne illesi o per sfuggirle. E troviamo, a proposito, le parole dei profeti che dicevano: "Convertitevi, digiunate, solo allora non ci sarà questa sventura!" L’altra situazione era in caso di schiavitù, in cui dicevano: "Pregate, digiunate, e il Padre vi libererà dalla servitù".
Nel Nuovo Testamento, Gesù ha parlato del digiuno, lo ha richiesto, ed Egli stesso ha digiunato. Anche gli apostoli hanno digiunato, e sicuramente anche la Madonna. Ella, in quanto figlia del popolo di Israele ancora prima di diventare Madre di Gesù, digiunava due volte la settimana, il lunedì e i! giovedì. Infatti, questo digiuno degli Israeliti ricorre anche nella vicenda della preghiera del fariseo e del pubblicano nel tempio, quando il fariseo disse: "Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo." (Lc18,12).
In seguito nella Chiesa si continuò a digiunare sempre due volte la settimana, il mercoledì e il venerdì. Si può così supporre che anche la Madonna, quale buona cristiana, digiunasse in questi due giorni.
A tutti è chiaro il motivo per cui si deve digiunare di venerdì. In questo giorno della settimana i cristiani desiderano ricordare, in maniera particolare, la passione e la morte di Gesù. Ma perché digiuniamo il mercoledì? Secondo la tradizione ecclesiastica, il mercoledì della settimana santa, Giuda andò dai farisei per pattuire con loro quando e per quanti soldi avrebbe tradito Gesù. E così, per amore devoto verso Gesù, la Chiesa decise di introdurre anche questo mercoledì.
Ai nostri giorni: Attualmente la Chiesa ci fa obbligo di osservare un digiuno stretto due volte l’anno, il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo. La Madonna ci richiede quindi di più rispetto alla Chiesa ufficiale. Questo però non contraddice quanto deciso dalla Chiesa solo perché essa ha ridotto l’obbligo del digiuno a un minimo. La gente ha sfruttato questa libertà limitando il digiuno al minimo richiesto. Ma anche la Madonna sfrutta questa libertà della Chiesa: Ella sa che la Chiesa non ha vietato il digiuno, per cui ci invita a praticano. Si deve però rilevare che si tratta di un invito, e non di una norma come peri! mercoledì delle ceneri e il venerdì santo.

PERCHÉ DIGIUNARE?
Per il digiuno si possono trovare tre profonde motivazioni che rappresentano al tempo stesso la chiave per la pace. Tali motivazioni sono rispettivamente a livello fisico, psicologico e spirituale.
In primo luogo a livello fisico:
Prima di iniziare a parlare alla gente del digiuno, ho discusso della cosa con diversi medici. Tutti hanno detto che il digiuno fa bene. Non desidero dilungarmi in questa sede su tutte le reazioni che avvengono nel nostro corpo quando si digiuna. Dico solo questo: digiunare fa bene al nostro organismo. Quando, secondo Io standard occidentale, si mangia normalmente’; si assumono comunque alimenti in ragione di un terzo più del necessario. Questo terzo, di cui il corpo non ha bisogno, grava sul nostro organismo come un peso. Ogni organismo possiede il suo ritmo biologico datogli dal Creatore. Se esso viene affaticato da un’alimentazione eccessiva, anche il cuore può perdere il suo ritmo, e anche le difese del nostro corpo nei confronti delle malattie ne possono risultare indebolite, ecc. Un’alimentazione eccessiva danneggia il nostro organismo in molti modi. I medici hanno dichiarato che i giorni di digiuno sono contemporaneamente giorni di purificazione del nostro organismo.
Ho notato che molta gente ha paura del digiuno. AI contrario, si dovrebbe avere più paura del mangiare dato che questo rappresenta il pericolo maggiore per l’organismo. E chiaro che nessuno deve ora perdere la voglia di mangiare, ma dobbiamo stare attenti ai reali bisogni del nostro organismo. Questo sarà un aiuto per la nostra salute fisica. Il tutto è molto importante poiché, come dice il proverbio, "mens sana in corpore sano". Ora però chi è in eccesso di peso non deve pensar male di sé. Questo è solo un invito al digiuno, e comunque si resta sempre liberi di scegliere.
In secondo luogo a livello psicologico:
Nel mondo occidentale la gente non ha solo ciò di cui ha bisogno, ma addirittura di più. Con questo eccesso corriamo il pericolo di soffocare la nostra anima e la nostra vita psichica. Soffocando la nostra vita spirituale diventiamo ciechi e ingordi rispetto a ciò che abbiamo, per cui si ha la sensazione di aver bisogno di un numero sempre crescente di cose. Non vedendo ciò che abbiamo, e, volendo sempre di più, nella nostra anima sorgono dei conflitti: non vediamo più l’essenziale ma solo ciò che non abbiamo. Quando si vive in uno stato del genere si perde l’energia dello Spirito.
Cosa è questa energia dello Spirito? Per esempio il non disperare subito se ci si trova in situazioni difficili. Ci sono giovani che cadono in depressione o addirittura si suicidano per non aver superato un esame. Molti iniziano per esempio a prendere la droga perché non riescono a resistere, perché non hanno quindi la forza psichica di resistere alla tentazione della droga.
Oppure i divorzi: nessuno sposa qualcuno che non ama. Ma ci sono molti divorzi. Perché? Forse, in un determinato momento, non si riesce a sopportare il proprio partner. Non si ha la forza di stargli accanto e di perdonarlo: la famiglia viene così distrutta.
In altre parole: se abbiamo tutto,(o peggio anche in eccesso), non impariamo ciò che è invece molto importante per la nostra vita: ad aspettare, ad essere pazienti con gli altri e con le cose materiali. Questo è un grosso pericolo soprattutto per i giovani che sono abituati ad avere subito tutto ciò che vogliono. L’unica cosa che devono fare a casa è mettere in funzione un elettrodomestico per avere da mangiare e da bere, tutto. Rischiano così di non riuscire a vivere con le cose senza toccarle. In questo modo si diventa facilmente egocentrici: "Ho bisogno di tutto. Sono proprietario." Quando poi escono allo scoperto nella vita, nella famiglia, nel lavoro, ed incontrano delle difficoltà, non hanno più la forza di superarle.
Cosa ci vuole dunque insegnare il digiuno? A vivere due giorni con tutte le cose che abbiamo, senza toccarle. E, a dire il giovedì mattina: "Guarda, vivo." E a dire anche il sabato: "Ieri non ho mangiato nulla, né cioccolata né biscotti, eppure vivo ancora." Non è facile vivere con le cose e non toccarle. Ma coloro che cominciano a digiunare iniziano ad apprendere questo comportamento. Si sviluppa così una forza nuova per superare le difficoltà e convivere con i problemi. Questa è l’energia dello Spirito!
Vivere più semplicemente. Questo mondo tecnologico non ci insegna a convivere con i problemi. Quando trattiamo con gli altri siamo impazienti e perdiamo i nervi. Si possono così spiegare tutti i suicidi, tutti i divorzi, tutti i problemi di droga e di alcool. Chi impara a vivere con le cose riesce a vivere anche con gli uomini. Chi non si lascia abbagliare dalle cose materiali, acquista la vista e può accettare e accogliere gli altri uomini. Chi riesce a vivere con le cose materiali, conoscerà gli uomini nella loro situazione concreta. Avrà quindi la forza e anche la volontà di aiutarli.
Quanta gente è infelice solo perché non riesce a vivere con le cose e con gli uomini. Quanti giovani nel mondo occidentale sono infelici perché non possiedono ancora di più, invece di vedere ciò che già hanno. Se si considera invece la situazione di quei paesi in cui esiste la fame o in cui ci sono profughi - pensiamo solo a quelli del Vietnam o della Cambogia - si vede che questi sono stati costretti ad imparare che non si muore subito se non si ottiene immediatamente ciò che si vuole avere.
Certo, non dobbiamo tutti soffrire la fame, la Madonna non Io vorrebbe. Ma quanta gente ha perso la voglia e la gioia di vivere solo perché non possiede una determinata cosa materiale. Ma cosa è più importante, la vita in quanto dono di Dio o le cose materiali della vita? Riflettiamo un attimo sui tanti conflitti che sorgono in famiglia a causa della cose materiali!
Non pretendere di avere tutto. Una ragazza che aveva iniziato a digiunare mi ha raccontato: "Ogni volta che tornavo da Medjugorje mi vergognavo di me stessa quando aprivo il mio armadio, poiché vedevo molte cose di cui non avevo assolutamente bisogno. Era soprattutto un vestito che a casa aveva provocato una guerra con mio padre e mia madre. Io lo desideravo mentre essi dicevano di non avere abbastanza soldi per comprarlo. Ma non ci fu nulla da fare, io lo volevo e lo ebbi. Ed ora scoprivo di averlo indossato forse due o tre volte per poi metterlo da parte. Capivo di non averne più bisogno. Mi vergognai di ciò e chiesi scusa ai miei genitori."
Questa ragazza fece anche un’altra esperienza, che forse non piacerà a tutti, ma che io racconterò Io stesso. Scoprì di trascorrere molto tempo a farsi bella: tutte cose che le donne conoscono meglio di me. Un giorno si rese conto che anche il viso che Dio le aveva donato era bello. Dopo questa esperienza non fece più quelle cose, non so neanch’io come chiamarle. E mi disse: "Notai che mi rimanevano, così, molti soldi che ora potevo utilizzare per i poveri." Per i giovani il digiuno significa, quindi, soprattutto imparare a vivere con le cose che, grazie a Dio, ci sono davanti e che esistono in abbondanza.
E come la mettiamo con i bambini? Essi non possono certo vivere per due giorni di solo pane. Sappiamo però che molti bambini mangiano troppi dolci. Se i genitori iniziano a digiunare possono dire al loro figlio: "Guarda, il mercoledì e il venerdì non avrai queste cose superflue." Devono essere prima i genitori ad iniziare il digiuno, e poi seguiranno di certo anche i bambini."
Alleviare le difficoltà. Ancora una volta: a questo livello impariamo a condividere con gli altri. Anche con l’esempio di quella ragazza a cui ho accennato prima si scopriranno opportunità per aiutare gli altri. Vedete, ci sono molte persone al mondo che sarebbero felici di poter vivere soltanto così come noi digiuniamo. Noi possiamo scegliere il pane, ma queste persone muoiono se non hanno questo pezzettino di pane. Dunque se il nostro amore fosse più forte, avremmo così E tante opportunità per aiutare i poveri. Cosa potremmo fare, in questo momento, se sapessimo che nostro fratello o nostra sorella in Africa stanno ora morendo di fame? Non potremmo fare tutto, ma certamente molto. Si può così sviluppare la pace avendo occhi per gli altri, aiutandoli e imparando a condividere con loro.
In terzo luogo a livello spirituale:
è molto semplice: quando si digiuna si prega meglio. C’è un proverbio latino che dice: "Plenus venter non studet libenter." "Uno stomaco pieno non studia volentieri." Possiamo correggere questo proverbio, senza con ciò offendere i latinisti, dicendo: "Uno stomaco pieno non prega neanche volentieri." Quando si digiuna si penetra davvero più facilmente nel profondo del cuore, della preghiera. E in effetti si è meno distratti nei giorni di digiuno. Se vogliamo pregare meglio, dovremo cominciare a digiunare.
Se digiuniamo pregando, questo pregare aiuta il digiuno. E con il digiuno aumenta il nostro anelito verso Dio. Se viviamo di pane, scopriremo anche il Pane Eucaristico e crescerà il nostro amore per Gesù nel Sacramento . Si potrebbe parlare a lungo del livello spirituale del digiuno. Lo si comprende quando si inizia a digiunare. Digiunando anche Io spirito si apre al Signore perché vediamo che non si vive di solo pane, come dice anche Gesù, ma anche di quella parola che penetra nel cuore aperto ed è capace di amare.

PROBLEMI DEL DIGIUNO
La nostra dipendenza: La paura del digiuno, o le nostre difficoltà ad esso connesse, non dipendono da un insufficiente apporto di calorie per il nostro corpo in quel giorno particolare; bensì dalla nostra dipendenza nei confronti del cibo. Quante volte ci sono conflitti nelle famiglie solo perché alla data ora il pranzo o la cena non sono pronti! Posso dire che quando ho iniziato a digiunare mi ci preparavo sempre bene, facendo una buona cena il martedì sera, per il semplice motivo di sopravvivere dai mercoledì al giovedì; la stessa cosa succedeva il giovedì sera, per il giorno di digiuno dal venerdì al sabato mattina. La mattina del mercoledì e dei venerdì il primo pensiero era: "Oggi non c’è colazione." Ora dal punto di vista fisico il giovedì o il sabato mattina, quindi dopo il giorno di digiuno, avrei dovuto avere più fame che il mercoledì o il venerdì invece in questi giorni non sorgeva nessun problema. Le difficoltà erano quindi solo il segno della dipendenza da qualcosa.
Certo: può essere che la prima fase del digiuno sia solo una lotta, ossia di come si possa sopravvivere a questo giorno. Ma, dopo, si instaura un’altra situazione, e si comincia già a sentire di più la libertà in questo giorno, in cui si prega più facilmente, si lavora più facilmente e si incontrano gli altri più facilmente.
Il nervosismo: Alcune persone affermano di diventare molto nervose quando digiunano. Esse si appigliano alla seducente alternativa che è meglio mangiare ed essere buoni con gli altri, piuttosto che essere nervosi. Chi vuole accettare questa spiegazione è naturalmente libero di farlo, ma io personalmente non la condivido: queste persone dicono di essere tese, per cui sarebbe meglio non digiunare. Se ad essere nervosi fossero veramente solo coloro che digiunano, non ci sarebbero così tante persone nervose al mondo. Da dove vengono quelle che non digiunano?
Iniziare con coraggio: Desidero ora consolare chi dovesse essersi rattristato per non aver finora saputo tutto questo, o per non essere finora riuscito, concretamente a digiunare. In ogni settimana della nostra vita ci saranno un mercoledì e un venerdì. Non li cancellate come giorni di digiuno, ma sottolineateli! Se però un mercoledì o un venerdì coincidono con una festa, digiunate un giorno prima, così gioirete anche del martedì o del giovedì perché saranno giorni di digiuno. Vedrete che questo fa bene. Grazie al digiuno riusciamo meglio a sopportare o evitare i conflitti. Nei conflitti spesso si perde; è meglio non averne. Grazie al digiuno riusciamo meglio ad aprirci per la pace e a portarla agli altri.

P.Slavko Barbaric

Fonte; http://medjugorje.altervista.org/doc/pslavko/07-digiuno.php