Apparizione a Mirjana - Medjugorje 18 marzo 2012
Affinchè tutti possano leggere i Messaggi della Madonna a Medjugorje.
Commento di Padre Livio al Messaggio di Medjugorje a Mirjana del 18 Marzo 2012
Cari amici, nel messaggio annuale (18 Marzo) a Mirjana la Regina della pace ci rinnova l'appello quaresimale alla preghiera e al digiuno e a consacrarci a Lei completamente, affinchè possa prenderci per mano nella lotta contro lo spirito impuro. Lei è la nostra Madre, la nostra Avvocata e la nostra Mediatrice, che ha il compito con condurci al Padre per mezzo di suo Figlio.
Siano lodati Gesù e Maria. Buona settimana.
Padre Livio
Fonte: Radio Maria
Breve estratto della diretta da Desio: Intervento di Marija del 17 marzo 2012
Intervento di Sr. Emmanuel a Desio del 18 marzo 2012
La veggente Mirjana Dragićević-Soldo ha avuto apparizioni giornaliere dal 24 giugno 1981 fino al 25 dicembre 1982. In occasione della sua ultima apparizione quotidiana, rivelandole il decimo segreto, la Vergine le rivelò che avrebbe avuto apparizioni annuali il 18 marzo e così è stato in tutti questi anni. Più di mille pellegrini si sono riuniti per la preghiera del rosario alla Croce Blu. L’apparizione è iniziata alle 14:00 ed è durata fino alle 14:05. Questo il messaggio:
“Cari figli! Vengo tra di voi perché desidero essere la vostra madre, la vostra interceditrice. Desidero essere il legame tra voi e il Padre celeste, la vostra mediatrice. Desidero prendervi per le mani e camminare con voi nella lotta contro lo spirito impuro. Figli miei consacratevi a Me completamente. Io prenderò le vostre vite nelle mie mani materne e vi insegnerò la pace e l’amore affidandole allora a mio Figlio. Vi chiedo di pregare e digiunare perché soltanto così saprete testimoniare il mio Figlio per mezzo del mio cuore materno in modo giusto. Pregate per i vostri pastori perché in mio Figlio possano sempre annunciare gioiosamente la Parola di Dio. Vi ringrazio.”
Fonte: Radio Maria
Ecco, Signore, due crocifissi, l’uno di fronte all’altro: il Crocifisso divino, e sei tu, che apri le braccia per abbracciarmi nella tua grande bontà, ed il Crocifisso piagato dalla sua miseria, e sono io, che apro le braccia per ricorrere alla tua misericordia, e riporre in te tutte le mi seri mie!
Io guardo a te, Gesù mio, e veggo che c’è una intimità fra noi due: I tuoi occhi mi fissano e i miei occhi ti guardano.
Si incrociano due sguardi, uno che supplica ed uno che perdona, uno che implora ed uno che giudica con misericordia!
Così ti guardò il ladro sulla croce, e così tu lo guardasti, o Gesù!
Sono di fronte quattro mani crocifisse: le tue sono fissate alla Croce per liberarmi dalla schiavitù, le mie sono immobilizzate dalla mia miseria e si tendono a te per essere disciolte.
Sono di fronte quattro piedi inchiodati: i tuoi, fermati dall’amore; i miei, dalla pigrizia e dall’inerzia.
Oh, è la mia miseria che è il punto di contatto tra me e te, o Gesù!
La mia miseria che confida in te, Gesù, crocifisso per amor mio!
Sac. DOLINDO RUOTOLO
Terziario Francescano
1882 - Napoli - 1970

Venerdì, il 16 Marzo 2012 si compie il 78° anno dal termine della costruzione della croce sul Križevac e dalla celebrazione della prima Santa Messa sotto quella croce. Dal giorno della decisione di costruire la croce, il 21 Gennaio 1934, in occasione dell’Anno Giubilare della nostra Salvezza, espressa ai parrocchiani dall’allora parroco fra Bernardin Smoljan, al termine della costruzione trascorsero solo 52 giorni. Il progetto per la croce votiva fu realizzato dall’ ing. Šimun Boras di Mostar, mentre la sua esecuzione è stata coordinata da Ante Dugandžić-Redžo di Medjugorje. Il parroco, nel suo rapporto, tra l’altro, scrisse: “Il 16 Marzo alle ore 9:00 è partita dalla Chiesa una imponente processione a cui hanno partecipato i terziari sotto la bandiera della fraternità del Nome di Gesù con lo stendardo, i bambini della scuola, i sacerdoti e un popolo numeroso. Accompagnata dal suono ininterrotto delle campane della Chiesa, dagli spari di mortaio, dalla preghiera del Santo Rosario e dal canto delle litanie e dei lamenti della Madonna, la processione si è mossa a lungo verso la collina la cui cima si era già annerita per la moltitudine di persone che contemplava l’affluire del popolo da ogni parte e la salita della processione sulla collina. ( ). Alle ore 10:00 sono iniziati i Sacri Riti, Ho tenuto al popolo un discorso per l’occasione, ho letto la lettera dell’Eccellentissimo Vescovo e gli altri saluti ed auguri pervenuti. Dopo questo ho impartito la benedizione solenne alla croce e, con il sonoro consenso del popolo, ho cambiato il nome del monte da Šipovac in Križevac. Dopo la benedizione ho officiato una Santa Messa solenne e l’omelia è stata tenuta dal parroco di Studenci fra Grgo Vasilj”.
Già l’anno seguente, il 12 Aprile, fu organizzata una processione penitenziale sul Križevac e, dopo di essa, venne celebrata la Santa Messa. Nel Settembre del 1935 sul Križevac fu anche organizzata la celebrazione dell’Esaltazione della Santa Croce, in conformità con la direttiva del Vescovo fra Alojzije Mišić. Negli ultimi tre decenni il Križevac è divenuto una sosta immancabile del pellegrinaggio dei molti ospiti che vengono in pellegrinaggio a Medjugorje ed ogni Venerdì pomeriggio i parrocchiani e i pellegrini vi svolgono la consueta devozione della Via Crucis.
Fonte: www.medgjugorje.hr
Cari figli di Medjugorje, lode a Gesù e Maria!
1 – Il 2 marzo 2012, Mirjana ha ricevuto la sua apparizione mensile alla Croce Blu. Dopo l’apparizione, ha trasmesso il seguente messaggio:
"Cari figli, per mezzo dell’immenso amore di Dio io vengo tra voi e vi invito con perseveranza tra le braccia di mio Figlio. Vi prego con Cuore materno ma vi ammonisco anche, figli miei, affinché la sollecitudine per coloro che non hanno conosciuto mio Figlio sia per voi al primo posto. Non fate sì che essi, guardando voi e la vostra vita, non desiderino conoscerlo. Pregate lo Spirito Santo affinché mio Figlio sia impresso in voi. Pregate affinché possiate essere apostoli della luce di Dio in questo tempo di tenebra e di disperazione. Questo è il tempo della vostra messa alla prova. Col Rosario in mano e l’amore nel cuore venite con me. Io vi conduco alla Pasqua in mio Figlio. Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, affinché possano sempre vivere secondo Lui ed in Lui. Vi ringrazio".
2 – E’ possibile essere apostoli della luce divina?
In questo tempo benedetto di Quaresima, ci abbandoniamo alla misericordia divina per lasciarci purificare. Giulia ci ha dato una bellissima testimonianza, molto incoraggiante. Giulia era una felice nonna italiana. Ma tra suo figlio Luigi e sua nuora Sonia (non praticante),i rapporti erano talmente peggiorati, che la loro separazione fu inevitabile.
Giulia racconta: "Il periodo peggiore della mia vita furono i cinque anni trascorsi tra la separazione di mio figlio e il divorzio. Più il tempo passava più i rapporti si avvelenavano. Il momento del divorzio fu una valanga di accuse da parte di Sonia; sorvolo sui dettagli, ma il peggio fu che Sonia coinvolse il loro figlio Manuele, mio nipote, in un turbinio infernale. Il bambino fu obbligato a ripetuti interrogatori da parte dell’assistente sociale e ad esami psicologici disumani, per un bambino di quell’età che ne soffriva molto. Si sentiva lacerato tra l’amore per suo padre e quello per sua madre, poiché era sollecitato a dichiarare cose che non voleva. Tutto ciò mi faceva soffrire atrocemente, al punto che mi trovai ad urlare di dolore ed a volte, a pronunciare maledizioni contro mia nuora.
Un giorno, durante una Messa, al momento del segno della pace, diedi il segno della pace ai miei vicini, poi chiusi gli occhi e con enorme sforzo di volontà malgrado le mie resistenze, chiesi a Gesù di aiutarmi. Mi presentai interiormente a mia nuora, le chiesi perdono per averla offesa e la perdonai di avermi tanto ferito il cuore, poi, sempre interiormente, l’abbracciai dicendo: "Ti dono la pace di Gesù, che la pace sia nella tua anima e nel tuo cuore". Da quel giorno ripetei questa preghiera ad ogni Messa al momento dello scambio della pace. Ho dovuto perseverare per diversi mesi, poi, poco a poco, il mio odio e la mia amarezza si sono sciolti fino a scomparire. La trasformazione era così incredibile, che mio figlio mi chiedeva: "Ma mamma, come fai a non provare rancore per Sonia?" e io gli rispondevo: "Luigi, prego!"
Ora, il divorzio è pronunciato, ma Sonia viene volentieri a casa, ci salutiamo gentilmente con un bacio e parliamo con calma del nostro piccolo Manuele.
Dio ha fatto ciò! E, se l’ha fatto per me …Lui può, Lui vuole farlo anche per te!"
3 – La Veggente Marija è tornata dal Libano! Il 10 e l’11 marzo, al Forum di Beyrouth a Karantina, Marija ha pregato e testimoniato davanti a più di 60.000 persone, di tutte le religioni presenti in Libano. Avvenimento questo veramente eccezionale in questa terra così spesso macchiata dal sangue delle divisioni tra cristiani e mussulmani. Durante la recita del rosario, Marija ha ricevuto pubblicamente, per due giorni, l’apparizione della Madonna. Durante tali apparizioni Marija ha presentato tutto il popolo libanese alla Gospa, chiedendoLe di benedirlo e di benedire anche tutte le persone che i presenti avevano nel cuore. Alla domenica, Marija Le ha chiesto se aveva una parola per loro e la Madonna ha dato questo messaggio ai Libanesi: "Non dimenticate che Io sono vostra Madre e che vi amo!" Bellissimo ritorno all’essenziale!
4 – Dal tuo concepimento alla tua nascita! Non posso impedirmi di raccomandare a tutti di guardare e di diffondere un meraviglioso video che dimostra più chiaramente che mai, l’inizio della vita umana nel seno materno, dopo il momento del concepimento fino alla nascita. Per realizzare questo incredibile ed affascinante documento, è stata utilizzata la tecnologia più avanzata, al punto che gli inventori hanno ricevuto il Premio Nobel della Pace. Quanti aborti sarebbero evitati se si facesse vedere questo documento a tutti gli adolescenti, privati oggi della verità sulla vita umana, invece di distribuire loro i preservativi e la pillola del giorno dopo! Da vedere: http://www.youtube.com/watch_popup?v=fKyljukBE70
5 – San Giuseppe cerca lavoro. Festeggeremo il 19 marzo questo grande santo, lo sposo della Madre di Dio. Ogni anno gli chiedo di poter testimoniare la sua grande tenerezza per i figli di Dio, promettendogli in compenso di farlo conoscere ed amare di più! E questo funziona!
Quest’anno, voglio raccontarvi un fatto di cui mi ha detto la mia amica Anna: "Nell’aereo che rientrava da Medjugorje, ero seduta vicino ad un uomo che tornava anche lui da Medjugorje con tutta la sua famiglia. John aveva molti figli e in Irlanda è difficile adesso trovare un lavoro. Mi ha raccontato che un giorno, una donna gli ha parlato di San Giuseppe e di una certa novena chiamata "il Manto di San Giuseppe", e gli aveva detto di pregare questa novena, assicurandogli che San Giuseppe lo avrebbe aiutato a trovare un lavoro. Il suo scopo era anche di provargli e di provare anche a se stessa, che San Giuseppe è veramente forte. John non era molto fervente, ma sua moglie invece pregava per tutta la famiglia. Disse a questa donna che avrebbe fatto la novena per rendersi conto "se queste preghiere funzionavano veramente". Finita la novena, trovò il lavoro, ma pensò che era stata una semplice coincidenza. Un po’ dopo, poiché il lavoro non gli piaceva più, e seppe di un altro impiego migliore, inviò il suo curriculum vitae. Fu convocato per il giovedì seguente. E decise di rifare la novena a San Giuseppe, "nel caso che"… e per vedere se avrebbe funzionato anche questa volta. Alla fine dell’intervista il datore di lavoro gli disse: "Abbiamo talmente tante richieste per questo lavoro, che non potrò darvi delle notizie prima di martedì prossimo". John rispose: "Non ci sono problemi", ma in cuor suo sognava di riuscire a strappare l’impiego. Rientrando a casa (si trovava a qualche ora di strada), disse a san Giuseppe: "Che cosa farai per me? Questo lavoro mi piacerebbe molto!" Mentre questi pensieri gli frullavano per la testa e per il cuore, il suo cellulare suonò. La persona che l’aveva intervistato gli disse: "John volevo dirle che il lavoro è suo, non aspetteremo la settimana prossima per valutare gli altri candidati, vogliamo avere proprio lei!". John fu talmente stupefatto che si fermò tremando sul lato della strada per respirare a fondo. Non poté impedirsi di pensare: " Ebbé, San Giuseppe, non rinvengo dalla sorpresa! Grazie!" Chiamò subito sua moglie per raccontarle questa storia. John non dubiterà mai più dell’aiuto potente di San Giuseppe e non si trattiene dal dirlo! Se all’inizio aveva attribuito le risposte positive a delle coincidenze, adesso è convinto che San Giuseppe gli aveva dato la prova che le sue preghiera erano state ascoltate e che non doveva dubitarne. Oggi, John è uno dei più grandi "fan" di San Giuseppe, parla di lui a tutti! Ha fatto talmente esperienza della sua protezione e delle sua intercessione presso Dio! San Giuseppe, prega per noi, prega soprattutto per tutti i padri di famiglia! Tu sai le loro preoccupazioni…
Cara Gospa, sì, continua ad invitarci! E’ nell’abbraccio di Tuo Figlio che vogliamo vivere questa Quaresima, per convertirci di più.
Non permettere che sfuggiamo da questo abbraccio!
Suor Emmanuel +
Tradotto dal francese
Fonte: © Enfants de Medjugorje 2012 - www.edm.eu.com;
e-mail contact@edm.eu.com
L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico,
non importa, amalo.
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici,
non importa, fa il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici,
non importa, realizzali.
Il Bene che fai domani verrà dimenticato,
non importa, fa il bene.
L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile,
non importa, sii franco ed onesto.
Quello che per anni hai costruito
può essere distrutto in un attimo,
non importa, costruisci.
Se aiuti la gente, se ne risentirà,
non importa, aiutala.
Dà al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci,
non importa, dà il meglio di te.
Madre Teresa di Calcutta
In unione a tutti i gruppi di preghiera nello spirito di Medjugorje, di Bologna e tutta l'Italia in attesa del Messaggio da Medjugorje, veglia di preghiera aperta a tutti, ogni 25 del mese alle ore 20,45 nella Chiesa del SS. Salvatore largo Cesare Battisti Bologna, con Adorazione del Santissimo Sacramento e recita del Santo Rosario con la presenza e guida del sacerdote.
“Cari figli, per mezzo dell’immenso amore di Dio io vengo tra voi e vi invito con perseveranza tra le braccia di mio Figlio. Vi prego con Cuore materno ma vi ammonisco anche, figli miei, affinché la sollecitudine per coloro che non hanno conosciuto mio Figlio sia per voi al primo posto. Non fate sì che essi, guardando voi e la vostra vita, non desiderino conoscerlo. Pregate lo Spirito Santo affinché mio Figlio sia impresso in voi. Pregate affinché possiate essere apostoli della luce di Dio in questo tempo di tenebra e di disperazione. Questo è il tempo della vostra messa alla prova. Col Rosario in mano e l’amore nel cuore venite con me. Io vi conduco alla Pasqua in mio Figlio. Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, affinché possano sempre vivere secondo Lui ed in Lui. Vi ringrazio”
Commento di Padre Livio al messaggio del 2 marzo 2012
Come vedete, cari amici, i messaggi della Madonna, sia quelli dati alla veggente Mirjana che hanno uno sguardo soprattutto sul mondo, su quelli che sono lontani, sia quelli dati alla veggente Marja che sono più rivolti alla Parrocchia, a questa grande Parrocchia ideale che è un polmone pulsante della Chiesa universale, diventano sempre più profondi, sempre più impegnativi, sempre più accorati. Come a testimoniare la progressione della grande battaglia escatologica fra il bene e il male, fra la Vergine Maria e il drago sciolto dalle catene. La Madonna apre il messaggio ricordandoci perché Lei è qua, cioè spinta, inviata dall’immenso Amore di Dio. Lei in altri messaggi ha detto che è qui per comando dell’Onnipotente e viene qui con un obiettivo ben preciso: per far sì che noi incontriamo Gesù e abbiamo il Suo abbraccio. È già la seconda volta che la Madonna negli ultimi messaggi dati alla veggente Mirijana parla del nostro incontro con Gesù come di un abbraccio. Lei oggi dice: “vi invito tra le braccia di mio Figlio”. Ha però detto in un messaggio di qualche mese fa che purtroppo noi stiamo rinunciando a Suo Figlio e di fronte a questa apostasia, (cioè noi che abbiamo avuto la grazia della fede, di incontrare Cristo, stiamo rinunciando per cercare salvezze umane improbabili, inattuabili, illusorie), Lei è qui per riportarci tra le braccia di Suo Figlio e lo fa ”con perseveranza”. Con questa parola la Madonna indica la pazienza con cui ci ha seguito per trent’anni. È stata infaticabile in questi ultimi trent’anni nel portarci da Lui! La Madonna non si stanca, il Suo Amore Materno fa sì che abbia ottenuto da Dio di star qui per tanto tempo per far sì che, come ha detto: “voglio che siate tutti con me in Paradiso, voglio salvare tutte le anime e presentarle a Dio”. La Madonna non si dà pace finché tutti non abbiano abbracciato e incontrato Gesù! Poi la Madonna dà uno sguardo al numero enorme di coloro che neanche La prendono in considerazione, che hanno eliminato Dio dalla loro vita, dall’orizzonte della loro vita e vivono senza Dio, senza Cristo, senza Luce, senza amore, senza pace, senza salvezza e sono nella tenebra e nella disperazione e ci dice: “di queste persone vi dovete preoccupare, la salvezza eterna di queste persone deve essere al primo posto nelle vostre preoccupazioni” e ci dice: “Vi prego”. Noi preghiamo la Madonna, ma anche la Madonna ci prega, ci prega! “Con Cuore materno”, rivolto ai figli lontani e “vi ammonisco”, perché ci sarà domandato conto di questa responsabilità! “affinché la sollecitudine per coloro che non hanno conosciuto mio Figlio sia per voi al primo posto”, cioè lo zelo per la salvezza delle anime dei fratelli deve essere una fiamma ardente nel nostro cuore e non deve darci pace! E dobbiamo operare per salvare le anime dei nostri fratelli con l’esempio prima di tutto! Avvicinare gli altri a Gesù con l’esempio. Infatti se gli altri vedono che noi che ci diciamo cristiani siamo cattivi, dicono: “ma se questo è il Cristianesimo, tanti saluti”, “Non fate sì che essi, guardando voi e la vostra vita, non desiderino conoscerLo”. E poi ci dice “io vi do i messaggi, ma voi non li capite”, “pregate lo Spirito Santo” per capirli! “Pregate lo Spirito Santo affinché mio Figlio sia impresso in voi”. E questo veramente è opera della Grazia, perché senza la Grazia non riusciamo a convertirci. Senza la Grazia la buona volontà arriva a poco, diventa, rimane nel campo delle velleità, invece con l’umiltà della preghiera, invocando la Grazia dello Spirito Santo e ovviamente applicandoci nel vivere cristianamente, pian piano lo Spirito Santo modella in noi l’immagine di Gesù. Questa è l’opera dello Spirito Santo e di Maria stessa, come dice Sant’Agostino: “tutti noi nasciamo nel grembo di Maria per opera dello Spirito Santo, perché Maria e lo Spirito Santo operano in noi l’immagine di Cristo” e cioè riflettono nella nostra mente, nella nostra anima, nel nostro cuore, nei nostri sentimenti, nei nostri comportamenti Gesù stesso. E poi dice: “Pregate affinché possiate essere apostoli della luce di Dio”, cioè la diffusione del Cristianesimo avviene con un’irradiazione di santità, di bellezza, di grazia, cioè la testimonianza cristiana è un’irradiazione di Cristo in noi, perciò, se non c’è in noi il Cristo, Lui che è la Luce, come facciamo a irradiare luce? Se non c’è in noi Cristo che è la Santità, come facciamo a irradiare santità? Se non c’è in noi Cristo che è l’Amore, come facciamo a irradiare Amore? E la Madonna ci dice: “Pregate affinché possiate essere apostoli della luce di Dio in questo tempo” e qui la Madonna ancora una volta dà una descrizione del mondo vista dal Cielo. Nel messaggio precedente, la Madonna descrivendo questo mondo visto dal Cielo, aveva detto: “questo mondo è sotto il segno della superbia”, cioè ci aveva detto: “figli miei, la superbia sta regnando”. In altri momenti la Madonna aveva descritto questo mondo come “immerso nella tenebra della morte, nella tenebra della menzogna”, oggi dice che è immerso nella:“tenebra della disperazione”. Sono delle descrizioni che ognuno di noi può verificare nella propria vita, cioè si vede che siamo nella tenebra, nel buio, nella superbia, nella tracotanza, nella malvagità, nella prepotenza. Nel mondo abbonda il peccato, domina il peccato, ha detto la Regina della Pace e Lei è qui per arginare, per salvare, per far sì che la Luce prevalga sulle tenebre, che il bene prevalga sul male, che la gioia prevalga sulla disperazione, che la vita prevalga sulla morte, che la verità prevalga sulla falsità e che la vita prevalga sulla morte, perché un mondo in mano al male va verso la morte: “Pregate affinché possiate essere apostoli della luce di Dio in questo tempo di tenebra e di disperazione”. Poi la Madonna ci ammonisce ancora: “Questo è il tempo della vostra messa alla prova”, cioè tutto il tempo della vita è una prova, ma questo è un tempo speciale di prova! Come quello degli Apostoli prima della Resurrezione, come quello degli Apostoli nel tempo della Passione, dobbiamo con Maria resistere saldi nella Fede! E ci dice, ecco le armi con cui uscire vittoriosi dalla prova: “Col Rosario in mano e l’amore nel cuore venite con me”, cioè la Madonna ci vuol far passare in questo tempo di passione del mondo e della Chiesa, in questo tempo di prova, vuole che noi lo attraversiamo con Lei, “Io vi conduco alla Pasqua in mio Figlio”. Attenzione, che qui non vuol dire soltanto vi conduco alla Pasqua, vuol dire che ci conduce in questo tempo che è una Quaresima, è un tempo di prova, è il tempo delle tentazioni di Gesù nel deserto, è il tempo dei dieci segreti, “vi conduco verso la Pasqua di mio Figlio”, attraverso la Passione, la persecuzione, la tentazione, la morte e la Resurrezione nella Pasqua. È il tempo di pace, è il tempo di primavera. Quindi non ha un significato soltanto per questo periodo dell’anno liturgico, ma per questo tempo in cui viviamo che è un tempo di prova. Lei vuole che con il Rosario in mano e l’amore nel cuore, andiamo verso la Pasqua, ma passando attraverso il Giovedì Santo, il Venerdì Santo ed il Sabato Santo ed è la Pasqua di tutta la Chiesa, il tempo di prova di tutta la Chiesa per cui ci dice:“Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto”, cioè il Papa, i Vescovi e i Sacerdoti “affinché possano sempre vivere secondo Lui ed in Lui”. Questa frase della Madonna sintetizza meravigliosamente questa settimana di esercizi spirituali che hanno fatto tutti quelli che lavorano presso la Santa Sede insieme al Santo Padre: “Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto affinché possano sempre vivere secondo Lui ed in Lui. Vi ringrazio”. Preghiamo per questo e anche per noi.
Questo è il messaggio. Come vedete, ogni messaggio della Regina della Pace è un Vangelo intero insomma, sintetizza il cuore del Vangelo, è una catechesi sublime, celestiale, Divina che viene dal cuore di Colei che è la Piena di Grazia, la Sede della Sapienza!
Fonte: “Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito:www.medjugorjeliguria.it “
Lola Falana è la popolare attrice, cantante, ballerina e soubrette che nella primavera del 1967 aveva lasciato Las Vegas per venire a cantare a a ballare nei più importanti spettacoli della televisione italiana divenendo ben presto l'idolo di numerosi italiani. Dopo questa prima fase della sua vita in cui riscosse successo, fama e ricchezza, subentrò una fase in cui si fece sempre più sentire il vuoto della sua vita che la avvicinò progressivamente a Dio e alla preghiera. Nel 1988 fu colpita da un male incurabile: la sclerosi multipla. Un giorno, dopo aver visto un documentario televisivo sulla venuta della Madonna a Medjugorje, decise di andarci.
Così ha raccontato in una intervista: «Mi resi conto subito che stavo guarendo perché un giorno, quando ero paralizzata, mi sembrò di sentire come la presenza di Dio accanto a me. Sentii succedere qualcosa alla base della testa, una calda sensazione spostarsi lungo tutto il braccio molto lentamente. Da quel momento in poi migliorai sempre di più ed oggi sono perfettamente guarita». Miss Falana non era nata cattolica, essendo stata educata nella confessione episcopaliana. Solo a Las Vegas iniziò ad abbracciare pienamente la confessione cattolica dopo che incontrò alcune suore carmelitane, che le fecero conoscere la Madonna, il rosario e iniziò a frequentare la Messa. In questo modo divenne cattolica Alla domanda sulla sua vita passata, così risponde: «Prima pensavo al mio futuro e alla mia vita come artista, ora penso alla mia vita come serva di Dio. Tutto ciò che faccio ha uno scopo perché vivo per servire il Signore, e di questo sono estremamente felice. Vorrei dire a tutti coloro che vanno in Chiesa e che cercano di credere nel Signore ma non sanno come ottenere la fede e sono dubbiosi e vorrebbero avere delle prove, ecco, io dico: guardate me, io sono una prova! Ero totalmente paralizzata nella parte sinistra e non potevo parlare, né vedere né udire. Oggi sono perfettamente guarita perché non ho mai dubitato di Dio. Se posso dire qualcosa a voi per tutti i vostri giorni vi dico: credete ad ogni parola che è contenuta nella Bibbia».
Fonte: Holy Queen
Il figlio prodigo di Rembrandt
“11 Disse ancora: "Un uomo aveva due figli. 12Il più giovane dei due disse al padre: "Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta". Ed egli divise tra loro le sue sostanze. 13Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. 14Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15 Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. 16Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. 17Allora ritornò in sé e disse: "Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; 19non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati". 20Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 21Il figlio gli disse: "Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". 22Ma il padre disse ai servi: "Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. 23Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". E cominciarono a far festa. 25Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 26chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. 27Quello gli rispose: "Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo". 28Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. 29Ma egli rispose a suo padre: "Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. 30Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso". 31Gli rispose il padre: "Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato"".
Il ritorno del figliol prodigo di Tissot
«Un uomo aveva due figli»
L'uomo - ogni uomo - è questo figlio prodigo: ammaliato dalla tentazione di separarsi dal Padre per vivere indipendentemente la propria esistenza; caduto nella tentazione; deluso dal nulla che, come miraggio, lo aveva affascinato; solo, disonorato, sfruttato allorché cerca di costruirsi un mondo tutto per sé; travagliato, anche nel fondo della propria miseria, dal desiderio di tornare alla comunione col Padre. Come il padre della parabola, Dio spia il ritorno del figlio, lo abbraccia al suo arrivo e imbandisce la tavola per il banchetto del nuovo incontro, col quale si festeggia la riconciliazione. ...
Ma la parabola mette in scena anche il fratello maggiore, che rifiuta il suo posto nel banchetto. Egli rinfaccia al fratello più giovane i suoi sbandamenti e al padre l'accoglienza che gli ha riservato, mentre a lui, temperante e laborioso, fedele al padre e alla casa, non è stato mai concesso - dice - di far festa con gli amici. Segno che egli non capisce la bontà del padre. Fintantoché questo fratello, troppo sicuro di se stesso e dei propri meriti, geloso e sprezzante, colmo di amarezza e di rabbia, non si converte e non si riconcilia col padre e col fratello, il banchetto non è ancora pienamente la festa dell'incontro e del ritrovamento. L'uomo - ogni uomo - è anche questo fratello maggiore. L'egoismo lo rende geloso, gli indurisce il cuore, lo acceca e lo chiude agli altri e a Dio. ...
La parabola del figlio prodigo è, anzitutto, l'ineffabile storia del grande amore di un Padre ... Ma essa, nell'evocare, con la figura del fratello maggiore, l'egoismo che divide fra di loro i fratelli, diventa anche la storia della famiglia umana ... Dipinge la situazione della famiglia umana divisa dagli egoismi, mette in luce la difficoltà di assecondare il desiderio e la nostalgia di una medesima famiglia riconciliata e unita; richiama, pertanto, la necessità di una profonda trasformazione dei cuori nella riscoperta della misericordia del Padre e nella vittoria sull'incomprensione e l'ostilità tra fratelli.
Beato Giovanni Paolo II (1920-2005), papa
Esortazione apostolica «Riconciliazione e penitenza», § 5-6 ( © Libreria Editrice Vaticana)
Il figliol prodigo di Murillo
INTRODUZIONE ALLA S.MESSA
«Cari fratelli e sorelle,
in questo Tempo Santo della Quaresima il Signore ci invita a seguirlo, ad essere suoi discepoli. Tramite questo Tempo Egli ci prepara a quello che deve avvenire attraverso la sua Passione, Morte e Risurrezione. Lui desidera prepararci a questo. Per questo stasera, attraverso la Parola di Dio, ci dice che una unica cosa è importante e necessaria, cioè il servizio. Quanto siamo disposti a questo? Quanto ci stanchiamo nel servizio, invece di criticarci spesso gli uni gli altri per questo dicendo: "Perché devo farlo io e non un altro?". Spesso siamo stanchi nel servire, ma Gesù ci invita proprio a servire e ce lo mostra col proprio esempio, affinché siamo instancabili nel farlo, affinché serviamo il Signore ed i fratelli. Questa è la strada giusta di una vera vita cristiana. Perciò ora, all'inizio di questa Santa Messa, pentiamoci delle nostre debolezze e peccati: per quando non siamo stati disposti a questo, per quando ci siamo aspettati che gli altri ci servissero e non abbiamo servito noi gli altri. Chiediamo perdono al Signore, per poter celebrare con cuore degno e puro questi Santi Misteri».
OMELIA
«Cari fratelli e sorelle e cari pellegrini!
In senso biblico bere con qualcuno dallo stesso calice significa partecipare con quella persona al doloroso cammino della vita, ciò significa aver parte alle sue sofferenze. Bere al calice di Gesù significa accettare la sua via che, attraverso l'amore ed il perseverante dono di sé, conduce necessariamente al Calvario, alla morte di croce. Si tratta di quel calice per cui Gesù nell'orto degli ulivi ha pregato che se era possibile passasse da lui, ma aggiungendo: "Non come voglio io, ma come vuoi tu!". Bere il calice significa essere disposto a dare la propria vita con Gesù, a darsi per gli altri, a non vivere per se stesso, a non cercare la propria gloria. Questo non è davvero facile. Per poter fare tutto questo, ci viene richiesta una sincera presa di posizione a favore di Gesù ed il camminare dietro a Lui. Dalla nostra esperienza ci risulta chiaro che probabilmente è più semplice stupirsi di Gesù, che andare dietro di Lui. Anche per noi oggi è più facile accontentarci del fatto di essere cristiani, piuttosto che vivere attivamente come discepoli di Gesù. Nella nostra vita cristiana esiste il pericolo di considerare il nostro cristianesimo come il far parte di una associazione e, al tempo stesso, di non fare molto per realizzare l'unione totale con Gesù e percorrere il cammino con Lui. Quel cammino era e sarà sempre difficile e doloroso. Sarà sempre difficile accettare la sfida di quel calice di Gesù e la sua scelta di vita: ma a questo tutti siamo chiamati! I due discepoli di Gesù volevano assicurarsi i posti migliori accanto a Gesù, a destra ed a sinistra. L'avevano pensata bella! Non abbiamo forse anche noi desiderato spesso, con devozione sincera, di avvertire la vicinanza di Gesù? Il nostro cuore non ha forse desiderato a volte sentire l'amore di Gesù come sei noi fossimo state le uniche persone al mondo? Quel desiderio dei discepoli di Gesù, dei figli di Zebedeo, era totalmente logico e rispondeva ai loro piani umani. Essi dicevano anche di essere disposti a bere dallo stesso calice ed a venir battezzati nello stesso Battesimo. In quel momento non erano neppure consci di cosa significasse e di che cosa caricavano su di sé! Ma il loro desiderio di imporsi agli altri, di essere i primi, di avere il posto più bello andava certamente corretto in base alle opzioni operate dal Regno di Gesù. Nei loro progetti, quel Regno era ancora sempre distante da quello di Gesù: il Regno che loro immaginavano era, cioè, un riflesso di quelli terreni. Essi avevano compreso il messianismo al modo dei loro contemporanei ed attendevano la salvezza a livello politico - materiale. Ma proprio quella è stata per Gesù l'occasione giusta per rivelare il piano di salvezza di Dio. Non si trattava di un qualche intervento miracoloso, grazie al quale assicurare all'uomo il benessere, la felicità, la vita, la salute con qualche intervento meccanico. Gesù non voleva né poteva agire così: anche quando compiva degli interventi miracolosi per i bisognosi, Egli chiedeva ai discepoli ed a coloro che aveva rigenerato di non parlare troppo di questo, proprio perché gli uomini non comprendessero la sua missione in modo sbagliato. Perché se non avessero compreso l'essenza della sua missione, allora sarebbero andati in una direzione sbagliata. Gesù è venuto a redimere l'uomo, a salvare il suo essere dall'interno, a nobilitare la sua vita, a renderlo migliore nella libertà e nella vita. Gesù è venuto a cambiare l'uomo nel suo cuore, a dargli un cuore ed uno spirito nuovo. Questa è una offerta che richiede a tutti uno sforzo indicibile ed una collaborazione in piena libertà ed in ogni decisione di vita a favore di Gesù e del suo cammino.
Cari fratelli e sorelle, il cammino di Gesù si opponeva a ciò che allora le persone volevano ed immaginavano. E' così anche oggi. Gesù ci invita ad una sola cosa, ad una cosa che nel Vangelo - come abbiamo sentito - è chiara e semplice: al servizio. Egli chiede all'uomo di opporsi al suo desiderio impulsivo di essere il primo e di essere servito. Egli invita ciascuno a servire senza sosta, a servire fino al limite ultimo del proprio cuore, del proprio amore e di tutte le proprie forze. Ci invita affinché questo servire sia fino alla fine ed a non stancarci di farlo. Si tratta di servire fino a realizzare le parole di Gesù sul fatto che in questo cammino dietro di Lui una persona può donare anche la propria vita per i fratelli e le sorelle. Lo vogliamo capire? Vogliamo permettere che ciò si realizzi nella nostra vita? Mi pare che, di questi tempi, siamo un po' tutti costretti a bere del calice che ha bevuto Gesù nella sua Via Crucis, come lo erano discepoli di Gesù. L'unica domanda è: lo facciamo col Suo Cuore, a modo suo, col suo abbandono o siamo obbligati e quel calice diviene un calice di amarezza? Quel soffrire in noi diviene un servizio nell'amore, o spesso mormoriamo in un modo o nell'altro per questo? Soffriamo con Gesù o pensiamo che forse anche Lui ci abbia abbandonato? Bere il calice della sofferenza e della passione senza Gesù è davvero un inferno. Bere lo stesso calice con Gesù diviene un servizio nell'amore e diviene lievito di un mondo nuovo. Gesù richiede che tale servizio sia totale al punto di giungere fino al dono della propria vita per i fratelli. Perciò, cari miei fratelli e sorelle, apriamo i nostri cuori all'incoraggiamento di Gesù per poter in ogni luogo ed in tutte le circostanze della vita tutti insieme essere continuamente disposti a dare il nostro tempo, il nostro amore ed anche la nostra vita per gli altri. Prendo spesso come esempio la Beata Madre Teresa. Lei, proprio a questo proposito, diceva così: "La fede che passa nelle opere diviene amore ed esso si trasforma in servizio". Il nostro stile di vita si riconosce dai frutti della fede. Una fede che viene vissuta si trasforma in prassi d'amore. Un amore autentico e vivo, per essere amore di Dio in azione, deve diventare servizio, Questo deve essere il nostro impegno e deve essere il nostro programma di vita per poter essere di Cristo e totalmente di Dio. Amen!».
Fonte: IdM - Introduzione e Omelia della Messa serale del 7.3.'12 a Medjugorje; ascolto di Radio "Mir" Medjugorje, traduzione dal croato personale (apostolo21)