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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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giovedì 28 luglio 2011

Messaggio del 25 luglio 2011

"Cari figli, questo tempo sia per voi tempo di preghiera e di silenzio. Riposate il vostro corpo e il vostro spirito, che siano nell’amore di Dio. Permettetemi figlioli di guidarvi, aprite i vostri cuori allo Spirito Santo perché tutto il bene che è in voi fiorisca e fruttifichi il centuplo. Iniziate e terminate la giornata con la preghiera del cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


Ascolta la lettura del messaggio
Fonte: Regina Mundi

Commento al messaggio del 25 luglio di Padre Livio di Radio Maria

Come vedete, in questo messaggio del 25 luglio, messaggio d’estate, come già in altre occasioni, la Madonna ci invita a impostare il tempo di riposo, il tempo delle vacanze in un modo tale per cui ci sia veramente il rinnovamento dello spirito, il rinnovamento della mente, il rinnovamento del cuore e anche il riposo fisico.
Questo perché la Madonna sa benissimo che il vero riposo è il riposo della mente, perché il corpo, per quanto riguarda il riposo, ha bisogno di un riposo giornaliero, ha bisogno del sonno, ha bisogno del cibo, ha bisogno di un ritmo di vita normale e, se uno ha un ritmo di vita normale, si riprende abbastanza bene fisicamente.
Le vere stanchezze sono di carattere psicologico, mentale e spirituale e non le cancelli, non le elimini senza una terapia interiore, che è la terapia del silenzio interiore, dell’essere presenti a se stessi, è la terapia della preghiera, perché nella preghiera si incontra Dio. Nella preghiera si vede la propria vita nella luce di Dio, nella preghiera si afferra la bellezza e la grandezza della vita, nella preghiera si cresce anche nell’autostima, perché si vede quanto Dio ci ama, si vede la vita nella luce di una missione che Dio ci affida. Nella preghiera si vedono anche i problemi che vengono ridimensionati. Molte volte i problemi che a noi sembrano insormontabili, poi visti nella luce di Dio, diventano problemi che si possono affrontare, che si possono risolvere con l’aiuto della Sua Grazia.
Insomma la preghiera dà quello sguardo soprannaturale alla vita che riposa la mente, che pacifica il cuore, che lo rende più forte nei momenti di frustrazione, di scoraggiamento e anche di depressione.
Questo grande beneficio della mente, del cuore e dell’anima, ha grandi riflessi sul corpo, è un’annotazione psicologica che già facevano gli antichi che non erano cristiani, appunto secondo il detto: “mens sana in corpore sano”, cioè la vera salute consiste nell’avere una mente sana in un corpo sano.
Anche la medicina di oggi ha messo a fuoco la sanità della mente, cioè, la serenità della mente, la gioia del cuore hanno un riflesso straordinario su tutto il sistema nervoso, su tutte le nostre energie fisiche e su tutto quello che riguarda, diciamo così, questo “frate asino” che dobbiamo portarci appresso ogni giorno.
Allora come si conquista la serenità della mente e la gioia del cuore? A questo riguardo c’è un mercato, cari amici, che offre di tutto: yoga, tutte la variazioni dello yoga, dello zen, tutte le forme d’igiene mentale, ginnastiche mentali, ginnastiche fisiche, ma alla fin fine, alla fin fine non ti danno un gran ché!
È veramente straordinario come la Madonna una volta abbia detto: “la preghiera è la medicina che guarisce”, e un’altra volta ha detto: “proprio perché siete stanchi dovete pregare, perché la preghiera è il vostro riposo”.
Ecco dunque l’invito della Madonna in questo tempo di vacanze: cerchiamo Dio, cerchiamo Dio nella preghiera, cerchiamo Dio nel nostro cuore, cerchiamo la Sua Luce, la Sua Grazia, il Suo Amore, la Sua Pace! In Dio ripensiamo, ricontempliamo la nostra vita, il nostro passato, il nostro presente, il nostro futuro, nella Sua Luce reimpostiamo la nostra vita come il cammino verso l’Eternità, come il cammino che facciamo con Gesù, con Maria, non da soli! Rimettiamo a fuoco la nostra missione, i nostri compiti, i nostri doveri, i nostri impegni e come dice Santa Caterina da Siena: “speroniamo l’anima!”, cioè nel senso di reagire ai momenti di affaticamento, di scoraggiamento, quando ci viene voglia di gettare la spugna!
Allora se noi impostiamo le vacanze in questo modo, la Madonna ci dà un’indicazione molto semplice, molto concreta, perché sa benissimo che tutti possono, che molti non sono abituati a pregare, però almeno al mattino e alla sera, lo ha già detto in altre occasioni: “almeno al mattino e alla sera, racchiudete la giornata con la preghiera del cuore! La mattina e la sera racchiudetela nella Luce di Dio!” Cos’è la preghiera del cuore? È quella preghiera nella quale tu trovi Dio. Cioè al mattino tu nel tuo cuore trovi Dio, magari dicendo col cuore un Padre Nostro, sentire Dio come Padre, un’Ave Maria, sentendo la Madonna come Madre, dicendo anche la preghiera del buon cristiano: “ti adoro mio Dio, ti amo con tutto il cuore, ti ringrazio di avermi creato”, sentire col cuore ogni parola che pronunciamo, in modo tale che iniziamo la giornata con Dio e la Sua Luce si riflette per tutta la giornata e terminiamo la giornata con Dio, mettendoci nella Sua Luce, vedendo come abbiamo vissuto la giornata, come abbiamo valorizzato o dissipato il tempo che Dio ci ha dato, dove abbiamo fatto bene, dove abbiamo fatto male.
Riproponiamo, riprogettiamo la giornata per il domani in modo tale che ogni giorno sia una pietra preziosa del grande mosaico della vita che stiamo costruendo.
In questo modo, dice la Madonna, vivendo il tempo del riposo nella Luce di Dio, nell’Amore di Dio, noi arriveremo al termine della vacanza con un grande bottino, perché lo Spirito di Dio, lo Spirito Santo, in questo tempo, avrà fatto fiorire tutti i semi che erano depositati in noi, li avrà fatti fruttificare e ci ritroveremo pronti per affrontare il nuovo anno sociale, che fa parte della tappa del cammino della vita! La Madonna ci dice di permetterLe di guidarci, - vedete com’è rispettosa -, di prenderci per mano, ci invita ad aprire i cuori, perché il tempo delle vacanze sia il tempo dello Spirito, come dice la Sacra Scrittura: “porterò la mia sposa nel deserto, là parlerò al suo cuore”.

Fonte: “Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito:www.medjugorjeliguria.it

mercoledì 27 luglio 2011

Video Preghiera di Guarigione a Medjugorje stasera 27 Luglio 2011

 

Preghiera di Guarigione a Medjugorje stasera 27 Luglio 2011 con traduzione in ITALIANO.
 
 
Fonte: Radio Maria

martedì 26 luglio 2011

Video Commento di P. Livio al Messaggio del 25 Luglio 2011

 

Commento di Padre Livio al Messaggio del 25 Luglio 2011 da Medjugorje.

 

 
 
 
Fonte: Radio Maria

lunedì 25 luglio 2011

Video Marija Pavlovic legge il Messaggio del 25 luglio 2011

 

La veggente Marija Pavlovic legge su Radio Maria il Messaggio del 25 LUGLIO 2011 da Medjugorje.

 
 
Fonte: Radio Maria

venerdì 22 luglio 2011

Natura e scopo delle parabole

Ieri sera alle veglia di preghiere del Gruppo Regina della Pace, Padre R. Coggi ha commentato il Vangelo del giorno

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13, 10-17
In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?».
Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!».

riferendo il pensiero espresso sulle parabole di Papa Benedetto XVI, come da lui espresso nel suo libro “Gesù di Nazaret”.

Quel pensiero mi ha particolarmente colpito e ringrazio sempre Padre R. Coggi per le sue Omelie sempre belle e semplici, ma anche complete e profonde.

Ho voluto quindi riportare in questo post  le parole di Benedetto XVI sull’argomento, trascrivendo alcune pagine del “Gesù di Nazaret”.

 

NATURA E SCOPO DELLE PARABOLE
Le parabole costituiscono senza dubbio il cuore della predicazione di Gesù. Al di là del mutare delle civiltà, esse ci toccano ogni volta di nuovo per la loro freschezza e umanità. Joachim Jeremias, a cui siamo debitori di un libro fondamentale sulle parabole di Gesù, ha fatto giustamente notare che il confronto delle parabole di Gesù con il linguaggio figurato dell’apostolo Paolo o con le similitudini dei rabbini evidenzia una «marcata originalità personale, una singolare chiarezza e semplicità, una padronanza inaudita della forma» (p. 6). Nelle parabole — anche a partire dalla singolarità linguistica in cui traspare il testo aramaico — sentiamo immediatamente la vicinanza a Gesù, al modo in cui visse e insegnò. Ma, nello stesso tempo, succede anche a noi quello che succedeva ai contemporanei di Gesù e ai suoi stessi discepoli: dobbiamo sempre di nuovo chiedergli che cosa ci vuole dire con ognuna delle parabole (cfr. Mc 4,10). Lo sforzo per la corretta comprensione delle parabole attraversa tutta la storia della Chiesa

… omissis …

Se così ci è dato di interpretare tutte le parabole come inviti nascosti e multiformi a credere in Lui come al «regno di Dio in persona», si frappone sulla nostra strada una parola di Gesù a proposito delle parabole, che ci sconcerta. Tutti e tre i sinottici raccontano che Gesù, ai discepoli che lo interrogavano sul significato della parabola del seminatore, avrebbe dapprima dato una risposta generale sul senso dell’annuncio in parabole. Al centro di questa risposta di Gesù sta una parola di Isaia (cfr. 6,9s), che i sinottici riportano in diverse varianti. Il testo di Marco secondo la traduzione accuratamente ponderata di Jeremias dice: «A voi [cioè alla cerchia dei discepoli] Dio ha concesso il segreto del regno di Dio; a quelli che sono di fuori tutto è misterioso, affinché essi (come sta scritto) “guardino, ma non vedano; ascoltino, ma non intendano; a meno che si convertano e Dio perdoni loro”» (Mc4,12;Jeremias, p. 11). Che cosa significa tutto questo? Le parabole del Signore servono forse a rendere inaccessibile il suo messaggio e a riservarlo solo a una piccola cerchia di prescelti per i quali è Lui stesso a interpretarlo? Forse che le parabole non vogliono aprire, ma chiudere? Dio è forse di parte, così da non voler il tutto — tutti — ma solo un’élite?
Se vogliamo comprendere questa misteriosa parola del Signore, dobbiamo leggerla a partire dal testo di Isaia che Egli cita e dobbiamo leggerla nella prospettiva della sua via personale di cui Egli conosce l’esito. Con questa frase Gesù si colloca nella linea dei profeti - il suo destino è quello dei profeti. Il testo di Isaia nel suo insieme è ancora molto più severo e impressionante dell’estratto citato da Gesù. Nel Libro di Isaia si legge: «Rendi insensibile il cuore di questo popolo, fallo duro d’orecchio e acceca i suoi occhi e non veda con gli occhi né oda con gli orecchi né comprenda con il cuore né si converta in modo da esser guarito» (6,10). Il profeta fallisce: il suo messaggio contraddice troppo l’opinione comune, le abitudini correnti. Solo attraverso il fallimento la sua parola diventa efficace. Questo fallimento del profeta incombe come oscura domanda sull’intera storia di Israele e si ripete in certo qual modo di continuo nella storia dell’umanità. E soprattutto sempre di nuovo anche il destino di Gesù Cristo: Egli finisce sulla croce. Ma proprio dalla croce deriva la grande fecondità.
Ed ecco svelarsi qui, all’improvviso, anche il rapporto con la parabola del seminatore, che nei sinottici è il contesto in cui si trova tale parola di Gesù. Colpisce quale importanza assuma l’immagine del seme nell’insieme del messaggio di Gesù. Il tempo di Gesù, il tempo dei discepoli, è il tempo della semina e del seme. Il «regno di Dio» è presente come un seme. Il seme, visto dall’esterno, è una cosa piccola. Si può non vederlo. Il granello di senape — immagine del regno di Dio — è il più piccolo di tutti i semi eppure contiene in sé un albero intero. Il seme è presenza del futuro. Nascosto dentro il seme c’è già quello che verrà. E promessa già presente nell’oggi. Il Signore ha riassunto le molteplici parabole dei semi la domenica delle Palme e ne ha svelato il pieno significato: «In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24). Egli stesso è il granello. Il suo «fallimento» sulla croce è proprio la via per giungere dai pochi ai molti, a tutti: «Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32).
Il fallimento dei profeti, il suo fallimento, appare ora sotto un’altra luce. E proprio la via per ottenere «che si convertano e Dio perdoni loro». E appunto il modo in cui ora a tutti vengono aperti gli occhi e gli orecchi. Sulla croce le parabole vengono decifrate. Dice il Signore nei discorsi d’addio: «Queste cose vi ho dette in similitudini [in linguaggio velato]; ma verrà l’ora in cui non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi parlerò del Padre» (Gv 16,25). Così le parabole parlano in modo nascosto del mistero della croce; non solo ne parlano — ne sono esse stesse parte. Infatti, proprio perché lasciano trasparire il mistero divino di Gesù, suscitano contraddizione. Proprio laddove giungono all’estrema chiarezza, come nella parabola dei vignaioli omicidi (cfr. Mc 12,1-12), si trasformano in stazioni sulla via verso la croce. Nelle parabole, Gesù non è solo il seminatore che sparge il seme della parola di Dio, ma è seme che cade nella terra per morire e così dare frutto.
… omissis …
Così da ultimo le parabole sono espressione del nascondimento di Dio in questo mondo e del fatto che la conoscenza di Dio chiama sempre in causa l’uomo nella sua totalità — è una conoscenza che è tutt’uno con la vita stessa; una conoscenza che non può darsi senza «conversione». Perché nel mondo segnato dal peccato baricentro intorno a cui gravita la nostra vita è caratterizzato dall’attaccamento all’io e al «si» impersonale. Questo legame deve essere spezzato per schiudersi a un nuovo amore che ci trasferisca in un altro campo gravitazionale e ci faccia così vivere in modo nuovo. In questo senso la conoscenza di Dio non è possibile senza il dono del suo amore resosi visibile; ma anche il dono deve essere accettato. In questo senso nelle parabole si manifesta l’essenza stessa del messaggio di Gesù. In questo senso il mistero della croce è inscritto nell’intima natura delle parabole.

Fonte : Benedetto XVI – Gesù di Nazaret (estratto da pagg. 219-230)

giovedì 21 luglio 2011

L'Eucaristia è il cuore è l'anima della nostra fede


«Cari pellegrini e cari fratelli e sorelle! Cari parrocchiani di questa parrocchia! Stimati ascoltatori di Radio "Mir"!

Saluto tutti voi con grande gioia ed amore qui, in questo luogo santo! Stimolati dall'invito di Gesù e dal Vangelo di oggi - "Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi ed io vi rafforzerò e ristorerò" -, con questo tempo afoso e caldo, siamo venuti anche noi a celebrare questa Eucaristia, a celebrare ciò che è più grande e più santo nella nostra santa fede.
La Santa Messa, l'Eucaristia è il cuore è l'anima della nostra fede.
Gesù Risorto ci invita a questa Cena della Sua Parola e del Suo Sacramento per rafforzarci col Suo Spirito per la vita quotidiana. Che questo invito del nostro Divin Salvatore, come pure la nostra risposta, sia per tutti noi una benedizione in questa fonte di grazia, in questo luogo santo.
Gesù conosce bene, fratelli e sorelle, tutti i pesi della nostra anima, come la depressione - in croato diremmo più precisamente avvilimento –, la disperazione, la delusione. Egli conosce bene i nostri problemi e le nostre preoccupazioni, la nostra sofferenza e difficoltà, Egli sa bene in che stato siamo ora, in questo momento. Per questo ci dice e invita tutti, senza eccezione: "Venite a Me! Io ho Cuore per ciascuno di voi, io ho la medicina per voi, ho il riposo per voi. Io desidero donarvi la pace, la forza, l'alleviamento, la soluzione di tutti i vostri problemi e difficoltà. In Me troverete riposo".
Sì, fratelli e sorelle, ecco anche la nostra Madre Celeste ci raduna qui e desidera prenderci per mano e condurci proprio a Gesù, affinché Egli ci dia il riposo, affinché Egli ci alleggerisca, affinché Egli ci aiuti in ogni nostra difficoltà. Egli è infatti Vittima di espiazione per i nostri peccati e non solo per i nostri, ma per i peccati di tutto il mondo. Per questo da ogni parte di questa terra e di questo mondo i pellegrini vengono qui: vengono per sperimentare la vicinanza e l'Amore di Dio, l'amore di Gesù. Ecco, questo invito di Gesù proprio oggi è propizio per tutti noi e perciò queste sono parole consolanti, gioiose, a noi care!
Per vivere davvero questo incontro col nostro Dio, prendiamo coscienza di essere deboli, di essere peccatori, di essere bisognosi della pietà e della misericordia divina. Pentiamoci di tutti i nostri peccati, pentiamoci soprattutto del peccato di non essere stati sufficientemente aperti allo Spirito Santo, che desiderava guidarci, proteggerci e custodirci. Pentiamoci e proviamo dispiacere per tutto ciò che non è stato buono nella nostra vita».

 

Introduzione alla Messa serale del 14 Luglio 2011 a Medjugorje.
Fonte: ascolto di Radio Mir Medjugorje, traduzione dal croato personale (Informazioni da Medjugorje-apostolo21)

mercoledì 20 luglio 2011

giovedì 14 luglio 2011

Video Momenti dell ‘Adorazione a Medjugorje 14 Luglio 2011

 

Momenti dell’Adorazione a Medjugorje 14 Luglio 2011

1a parte

 
 
 
2a parte
 
 
3a parte

 

Fonte: Radio Maria

lunedì 11 luglio 2011

Video Ivan con i pellegrini a Medjugorje

 

Video di una recente testimonianza di Ivan ai pellegrini a Medjugorje

1a parte
 
 
2a parte
 
 
 
 
Fonte: Radio Maria