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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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mercoledì 15 febbraio 2017

Senza il cuore aperto la grazia non può entrare

Dio da la grazia, ma vuole vedere i cuori aperti. Senza il cuore aperto la grazia non può entrare. Dio onnipotente può fare tutto, ma se non vede il cuore puro e aperto… Dio non è tirchio: da la grazia in abbondanza, ma per quelli che sono pronti. Come è possibile che alcuni sono sempre in Chiesa, alla santa Messa, con il Rosario in mano a destra o a sinistra, e poi non parlano con il proprio padre, il proprio vicino o peggio li odiano? E prendono sempre la Comunione, perché dicono: “Non sono colpevole”. Colpevole è il cugino. Colpevole è la moglie… Come Adamo ha detto: “Colpevole è Eva”. Eva dice: “Non sono colpevole. Colpevole è il serpente”. Anche il serpente dice: “Non sono colpevole. Colpevole è il pappagallo o il coccodrillo”. Sempre tutti noi siamo innocenti, buoni e bravi. Anche voi pensate così: che siete innocenti, buoni e bravi. Io sono d’accordo, ma dove sono quelli che sono cattivi? Loro verranno la settimana prossima in pellegrinaggio. (risata generale) Qui sono tutti angeli e alcuni arcangeli. Ma quando abbiamo problemi con alcune persone, specialmente con quelle vicine, noi siamo sempre colpevoli. Dobbiamo chiedere perdono a Dio e agli altri. Per spiegare meglio questa tesi ho ripetuto questa storia mille volte e la ripeterò adesso. E’ una storia conosciuta riguardante una famiglia giovane che si è trasferita da un villaggio in una città. Dopo alcuni giorni la moglie ha guardato fuori dalle finestre e ha visto che la vicina stendeva la biancheria che non era bianca. Era sporca e piena di macchie. Lei ha chiamato suo marito e gli ha detto: “Guarda quella poverina. Non sa neanche lavare la biancheria”. Questo è accaduto alcune volte al mese. Un giorno, mentre lei faceva i servizi in casa, ha guardato fuori dalla finestra ed è rimasta sorpresa, perché la roba della vicina era stesa e per la prima volta era bianca. Lei ha chiamato suo marito e gli ha detto: “Guarda. Quella poverina finalmente ha imparato come si lava”. Il marito è venuto, ha guardato e ha detto: “Io non so cosa ha imparato lei, ma questa mattina io ho lavato le finestre di casa nostra”. (risata generale) Sempre quando critichiamo e giudichiamo gli altri abbiamo da correggerci. Quanto dobbiamo perdonare ed amare.

(padre Danko Perutina uno dei frati della parrocchia di Medjugorje )

sabato 11 febbraio 2017

Nostra Signora di Lourdes

 

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Giornata internazionale del malato

 

Docili all'invito della tua voce materna, o Vergine Immacolata di Lourdes, accorriamo ai tuoi piedi presso la grotta, ove Ti degnasti di apparire per indicare ai peccatori il cammino della preghiera e della penitenza e per dispensare ai sofferenti le grazie e i prodigi della tua sovrana bontà.
O candida Visione di Paradiso, allontana dalle menti le tenebre dell'errore con la luce della fede, solleva le anime affrante con il celeste profumo della speranza, ravviva gli aridi cuori con l'onda divina della carità. Fa' che amiamo e serviamo il tuo dolce Gesù, così da meritare la felicità eterna.

Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio. Amen.

Visitiamo spiritualmente la grotta di Massabielle con l'ausilio della web cam
a questo link:

Grotta di Massabielle

Giovedì 11 febbraio 1858: L'incontro

Accompagnata da sua sorella e da una sua amica, Bernadette va a Massabielle, lungo il torrente Gave, per raccogliere della legna secca. Mentre si toglie le calze per attraversare il ruscello, sente un brusio simile ad un colpo di vento; alza lo sguardo verso la

Grotta: "HO VISTO UNA SIGNORA VESTITA DI BIANCO: AVEVA UN VESTITO BIANCO, UN VELO BIANCO, UNA CINTURA CELESTE E UNA ROSA GIALLA AI PIEDI". Bernadette fa il segno della croce e comincia a recitare il Rosario insieme alla Signora. Alla fine della preghiera, la Signora scompare all'improvviso.

Domenica 14 febbraio: L'acqua benedetta

Bernadette sente dentro di sè una forza che la spinge a ritornare alla Grotta, nonostante la proibizione dei genitori. Vista la sua insistenza la madre glielo permette. Dopo la prima decina di rosario vede apparire la stessa Signora. Bernadette getta verso questa figura dell'acqua benedetta. La Signora sorride e china il capo. Di nuovo, terminata la preghiera, la Signora scompare.

Giovedì 18 febbraio: La Signora parla

Per la prima volta la Signora parla. Bernadette le porge carta e penna chiedendole di scrivere il suo nome. La Signora allora le dice: "Non è necessario!" E aggiunge "Non ti prometto di renderti felice in questo mondo ma nell'altro. Vuoi farmi il favore di venire qui per quindici giorni?"

Venerdì 19 febbraio: Apparizione breve e silenziosa
Bernadette va alla grotta con una candela benedetta e accesa. Da questo gesto deriva la tradizione di accendere delle candele alla grotta.

Sabato 20 febbraio: Silenzio

La Signora le ha insegnato una preghiera personale. Alla fine della visione Bernadette prova una grande tristezza.

Domenica 21 febbraio: "Aquero"

La Signora appare a Bernadette di buon mattino, molto presto. Un centinaio di persone l'accompagnano; successivamente il commissario di polizia Jacomet la interroga per farsi raccontare ciò che ha visto; Bernardette non gli parla d’altro che di "Aquero" ("quella lì")

Martedì 23 febbraio: Il segreto

Circondata da circa cinquecento persone, Bernadette va alla Grotta. L'Apparizione le rivela un segreto "SOLO PER LEI"

Mercoledì 24 febbraio: Penitenza!

Messaggio della Signora: "Penitenza! Penitenza! Penitenza! Prega per la conversione dei peccatori! Bacia per terra per la conversione dei peccatori!"

Giovedì 25 febbraio: La sorgente

Sono presenti circa trecento persone. Bernadette racconta: "MI HA DETTO DI ANDARE A BERE ALLA SORGENTE (…) NON VEDEVO CHE UN PÒ D'ACQUA FANGOSA. ALLA QUARTA VOLTA SONO RIUSCITA A BERLA. MI HA FATTO ANCHE MANGIARE DELL'ERBA CHE ERA LÌ VICINO. POI LA VISIONE SCOMPARVE E IO ME NE ANDAI VIA". La folla le diceva: "Non sai che la gente ti crede pazza quando fai questi gesti?". Lei rispondeva: "È PER I PECCATORI!".
Sabato 27 febbraio: Silenzio

Vi sono quasi ottocento persone. L'Apparizione è silenziosa. Bernadette beve l'acqua della sorgente e compie gli stessi gesti di penitenza.

Domenica 28 febbraio: Penitenza!

Più di mille persone assistono all'estasi. Bernadette prega, bacia per terra, cammina sulle ginocchia in segno di penitenza. Sarà successivamente portata dal giudice Ribes che la minaccia di prigione.

Lunedì 1 marzo: Il primo miracolo

Tra le numerose persone presenti, più di millecinquecento, c'è per la prima volta un sacerdote. Di notte una donna di Lourdes, Caterina Latapie, va alla Grotta, immerge il suo braccio paralizzato nell'acqua della sorgente: il braccio e la mano ritrovano la loro scioltezza.

Martedì 2 marzo: Messaggio ai sacerdoti

La folla aumenta sempre più. La Signora chiede a Bernadette: "Va' a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione e che si costruisca una cappella". Bernadette ne parla a Don Peyramale, parroco di Lourdes, ma questi vuole sapere una sola cosa, il nome della Signora, ed esige inoltre un segno come prova: veder fiorire in pieno inverno le rose selvatiche della Grotta.

Mercoledì 3 marzo: Un sorriso

Verso le sette del mattino Bernadette va alla Grotta; ci sono già tremila persone ad attenderla, ma la visione non appare. Dopo la scuola Bernadette sente un invito interiore della Signora; scende alla Grotta e le chiede nuovamente il suo nome. La risposta è un sorriso. Il parroco Don Peyramale le ripete: "Se la Signora domanda veramente una cappella, dica prima il suo nome e faccia fiorire il roseto alla Grotta!".

Giovedì 4 marzo: Il giorno più atteso

La folla sempre più numerosa (circa ottomila persone) aspetta un miracolo alla fine di questi quindici giorni. La visione è silenziosa. Il parroco è fermo, irremovibile sulle sue posizioni. Per venti giorni Bernadette non scende alla Grotta, non ne sente più la spinta interiore.

Giovedì 25 marzo: Il nome che tutti aspettavano

La visione infine rivela il suo nome, ma il roseto, su cui posava i suoi piedi durante le apparizioni, non fiorisce. Bernadette racconta: "ALZO' GLI OCCHI AL CIELO. IN SEGNO DI PREGHIERA UNI' LE MANI CHE ERANO DISTESE E APERTE VERSO LA TERRA E MI DISSE: "QUE SOY ERA IMMACULADA COUNCEPCIOU.("io sono l'Immacolata Concezione")". La veggente parte veloce, corre ripetendo quelle parole che lei non comprende. Sono parole che sconvolgono il Parroco. Bernadette non conosce questa espressione teologica che indica la Santa Vergine. Quattro anni prima, il Papa Pio IX° aveva dichiarato l'Immacolata Concezione di Maria un dogma, cioè una verità della fede cattolica.

Mercoledì 7 aprile: Il miracolo del cero

Durante questa Apparizione, Bernadette teneva in mano un cero acceso. La fiamma ne lambì la mano per molto tempo senza lasciare alcun segno di bruciatura. Questo fatto fu immediatamente constatato da un medico, il dottor Douzous.

Giovedì 16 luglio: Ultima Apparizione

Bernadette sente un misterioso appello a scendere alla Grotta, ma l'accesso è vietato e sbarrato da una palizzata. Allora va dall'altra parte del fiume, di fronte alla Grotta. "MI SEMBRAVA DI ESSERE PROPRIO ALLA GROTTA, ALLA STESSA DISTANZA DELLE ALTRE VOLTE; VEDEVO SOLO LA MADONNA; MAI L'AVEVO VISTA COSÍ BELLA!".

 

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Fonte: IdM-Buona giornata!

venerdì 10 febbraio 2017

Questo frutto ci salva


Lasciamo il dolce rosario stringere l’intera giornata della nostra vita. Rosario che, attraverso il cuore di Maria, colloca la nostra storia nella vita di Cristo e la sua vita nel nostro quotidiano.

Il rosario è la preghiera degli ultimi, dei poveri, dei semplici : per questo è la preghiera di Maria. Lei ha un cuore grande come l’umanità perché lei è piccola e umile. Quando preghiamo la Vergine, ci rivolgiamo al suo cuore materno e umano che batte per il mondo intero.

Quando ripetiamo con fede le parole di Elisabetta : « Tu sei benedetta tra le donne e benedetto il frutto del tuo ventre, Gesù », noi rivediamo la Vergine incinta. Accogliamo dalle sue braccia questo frutto benedetto che ci dona oggi, per liberarci dalle nostre paure e da tutto ciò che non gradiamo ; questo frutto che ci nutre e ci salva.


Suor Elvira, la Suora dei drogati

Tratto dal suo libro L’abbraccio, Storia della Comunità del Cenacolo

mercoledì 8 febbraio 2017

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (26) – Messaggi a Marija del 25 gennaio 2017 e a Mirjana del 2 febbraio 2017


Messaggio a Marija del 25 gennaio 2017
"Cari figli! Oggi vi invito a pregare per la pace. Pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo. Satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio. Voi, figlioli, pregate e lottate contro il materialismo, il modernismo e l'egoismo che il mondo vi offre. Figlioli, decidetevi per la santità ed io, con mio Figlio Gesù, intercedo per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Commento teologico

Il messaggio si può dividere coerentemente in quattro aspetti che lo compongono:

1.Preghiera e pace: “oggi vi invito a pregare per la pace“. L’unica arma per sconfiggere ogni sorta di guerra è propriamente la preghiera. In effetti la preghiera indica l’apertura dell’animo a Dio, cioè spalancare il nostro essere verso l’infinita potenza e sapienza divine, affinché il Padre onnipotente faccia ciò che è in suo potere, cioè attuare e diffondere la pace nel mondo. Non esiste altra potenza più forte di quella divina. Le armi non spengono la guerra, anzi la fomentano e la infuocano. Similmente i colloqui o le mosse diplomatiche sono soltanto degli sforzi umani per alleggerire e acquietare alcune forme belliche. Ma l’insidia dell’odio e delle inimicizie e rivalità persiste a spargere sangue e tribolazioni. La pace, a sua volta, costituisce il frutto benefico della preghiera, l’effetto durevole di una comunione fraterna al di sopra di ogni divisione. Ma la preghiera deve nascere e svilupparsi in ogni angolo della terra: essa inizia e si annida nel cuore dell’uomo, affinché da lì, dove nascono, siano distrutte le cattiverie, i rancori, le avversioni, dettate dall’egoismo e dall’orgoglio, dal predominio e dalla sete di conquiste e di poteri.

Il messaggio elenca tre ambiti in cui deve originarsi e crescere la pace: “pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo”. Ciò significa che la pace è come una macchia di olio che si espande in tutte le direzioni, dal singolo alla famiglia e dalla famiglia al mondo. Siccome si è detto che la pace viene da Dio per mezzo della preghiera, ne deriva una logica imbattibile: se so coltivare la preghiera del cuore, qui c’è Dio e quindi vi è la fonte primaria della pace; se si stabilisce la preghiera nella famiglia, lì vi è Dio e dunque si rafforza la comunione familiare superando tensioni e malintesi; se si prega nella società, allora nel mondo torna ad abitare Dio il Padre con il Figlio e lo Spirito Santo, pertanto l’amore trionfa sull’odio. Quale profonda sapienza è presente in queste parole di Maria! Ascoltiamole e viviamole in noi stessi, nelle nostre famiglie e comunità, nell’intera umanità. Allora veramente la pace si potrà attuare ma sempre nella fedeltà e nell’amore al Signore nostro creatore e salvatore.

2. Lotta contro Satana, una lotta spirituale a tutto campo: “Satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio”. Come si vede, la Vergine non ha paura di rivelare l’acerrimo nemico dell’umanità, il diavolo, che come leone circuisce e ruggisce per divorare le creature umane, allontanandole da Dio e farle sue schiave, quali strumenti di odio e di ribellione. Non possiamo passare sotto silenzio tale aspetto, anzi ai nostri giorni si constata che Satana lavora spietatamente per sconvolgere la faccia della terra e disseminare ovunque divisioni e contrasti, cominciando dal singolo uomo e soprattutto dalle famiglie per poi insinuarsi in tutti gli angoli della terra. Noi non solo dobbiamo esserne consapevoli ma dobbiamo impugnare le armi spirituali per opporci tenacemente ai suoi attacchi malefici. L’arma spirituale per eccellenza è la preghiera e la fedeltà a Cristo, che tutti possediamo nel nostro piccolo, ma diventa una superpotenza divina che può sovrastare anche le zone in guerra più remotamente lontane o irraggiungibili. L’intento principale di Satana e quello di metterci contro Dio, in modo da allontanarlo dal nostro animo e dalla società religiosa e civile, per diventare lui il padrone del mondo... Ciò è esattamente il contrario della preghiera e della pace: queste si sa che uniscono il cuore umano al Cuore divino, mentre il Maligno intende dividere e contrapporre l’essere umano all’Essere divino. Si tratta di una vera drammatica lotta che può condurre o alla rovina totale se gli uomini, sedotti da Satana, si mettono contro Dio oppure se essi, irrorati dalla fede e dall’amore di Dio, restano saldamente uniti al Signore, diventano strumenti di riconciliazione e di ricostruzione di un mondo migliore. Su questo fatto non deve sussistere alcun dubbio, come ripete la Vergine: “Satana vuole riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio”. Questo è il suo intento principale e lo sta attuando nel mondo e nella comunità cristiana. Se si perde la comunione con Dio, si stabilisce l’unione con il diavolo. Non esiste via di mezzo né può valere alcun compromesso.

3.Tre situazioni pericolose, in cui si nasconde e opera Satana. La Vergine fa calare il discorso nella concretezza in cui vive l’umanità: “voi, figlioli, pregate e lottate contro il materialismo, il modernismo e l’egoismo che il mondo vi offre”. Cosa si intende con queste tre termini? Con il “materialismo” si indica il primato dei beni materiali, che assurgono a valori assoluti e primari, come fossero delle divinità. Si tratta dell’avidità e dell’attaccamento al denaro, della ricerca sfrenata del benessere fisico, del divertimento e del piacere a tutti i costi, del sessualismo disordinato e dell’immoralità fuori di ogni legge, degli interessi totalmente terreni e di bassa lega. Il “modernismo” è quella corrente di pensieri e di atteggiamenti che ricerca superbamente verità e regole nuove di vita in contrasto con la verità evangelica e la sana dottrina cristiana, contro la natura stabilita dal Creatore, contro la stessa legge divina, contro la tradizione stabile della Chiesa, seminando eresie e apostasie, che disorientano gli animi e conducono ad un interiore malessere e a un disordine generale e incontrollabile. Infine “l’egoismo” manifesta l’atteggiamento di colui che mette il proprio io al primo posto, ergendosi presuntuosamente contro Dio e contro tutti gli altri. L’io (ego) diventa l’unico punto di riferimento nelle piccole e grandi cose e nessuno può opporsi ad esso, in certo qual modo si identifica con Dio come fosse il padrone del mondo. Dona ampio spazio ai propri personali desideri e capricci, sfruttando gli altri e sottoponendoli al suo dominio. L’egoismo e l’egocentrismo costituiscono la radice da cui sorgono molteplici mali e cattiverie, corruzione e depravazione. Da qui il richiamo materno a combattere tali tendenze negative, che si possono insediare dentro di noi e renderci schiavi, al fine di ricuperare i valori della verità, dell’umiltà, dell’amore, della vita, dell’ordine e della giustizia, sapendo elevare lo spirito al di sopra dello squallido orizzonte edonistico e perverso.

4.Decidersi per una vita santa. Questa la conclusione meravigliosa del messaggio e forma la sintesi essenziale: “figlioli, decidetevi per la santità”. La santità non è una realtà riservata soltanto ad alcune persone prescelte da Dio e particolarmente dotate di doni e carismi, ma essa è una chiamata rivolta ad ogni cristiano, discepolo di Cristo e suo seguace, cioè a ciascuno di noi. Essa consiste precisamente nel lasciarsi configurare a Gesù fino ad essere un solo spirito con Lui. La Vergine ci invita a rivolgerci a suo Figlio, a farlo il punto centrale della nostra esistenza e della nostra persona, in modo da pensare, agire, amare, soffrire, faticare, gioire sempre con Lui e per Lui. Non pretendere di fare cose straordinarie e strepitose, ma vivere quotidianamente, nelle varie circostanze più o meno felici, il totale affidamento al Signore e aprire ogni volta il cuore e la mente alla sua volontà e al suo amore. Ci si chiede: ma come ciò è possibile alle nostre deboli forze? È vero che siamo molto miseri, ma è anche altrettanto vero che la grazia divina collabora fortemente con noi. L’importante è che noi ci impegniamo a cooperare con essa docilmente. D’altronde la Vergine ci incoraggia maternamente: “io, con mio Figlio Gesù, intercedo per voi”. Ella, nostra Madre per sempre, chiede a suo Figlio di donarci la pienezza del suo amore e della sua grazia. Perché temere e diffidare? Lasciamoci travolgere e coinvolgere su questo stupendo cammino di santificazione!

 

Messaggio a Mirjana del 2 febbraio 2017
“Cari figli voi che cercate di presentare a mio Figlio ogni giorno della vostra vita, voi che provate a vivere con Lui, voi che pregate e vi sacrificate, voi siete la speranza in questo mondo inquieto. Voi siete i raggi della luce di mio Figlio, un Vangelo vivente, e siete i miei cari apostoli dell’amore. Mio Figlio è con voi. Egli è con coloro che pensano a Lui, che pregano. Allo stesso modo, però, Egli aspetta pazientemente quelli che non lo conoscono. Perciò voi, apostoli del mio amore, pregate col cuore e mostrate con le opere l’amore di mio Figlio. Questa è l’unica speranza per voi, ed anche la sola via verso la vita eterna. Io, come Madre, io sono qui con voi. Le vostre preghiere rivolte a me sono per me le più belle rose d’amore. Non posso non essere là dove sento profumo di rose. C’è speranza! Vi ringrazio”.

Commento teologico

Il messaggio si presenta come un quadro bellissimo diviso in due immagini: la prima disegna la figura lucente dei suoi figli; la seconda delinea le caratteristiche dei suoi apostoli.

1.Pennellate di amore per i suoi figli. Come una cascata di acqua zampillante si presentano le parole della Vergine che dipingono la figura splendente dei suoi figli fedeli: “voi che cercate di presentare a mio Figlio ogni giorno della vostra vita, voi che provate a vivere con Lui”. Queste sono le prime due pennellate che mostrano l’attitudine di offrire ogni giornata a suo Figlio quale Signore e Redentore, fonte di vita e di amore. Ella vede tutti noi come coloro che amano suo Figlio sopra tutte le cose e intessono le circostanze di ogni giorno nella totale fedeltà a Gesù, quali figli legati vitalmente e costantemente al proprio Figlio. In ciascuno di noi Ella scopre i lineamenti stupendi di quell’unico bellissimo Figlio, il Cristo. Per questa ragione la nostra vita non è altro che una vita vissuta in sintonia e in comunione strettissima con suo Figlio. Ciò comporta la nostra disponibilità a comportarci da veri figli verso di Lei come ha fatto Gesù, di ascoltare i suoi insegnamenti, di imitare le sue virtù e di renderci dediti alla divina Volontà, come lei, ripetendo il nostro sì pieno ogni volta che dobbiamo affrontare situazioni difficili e drammatiche. Poi la Vergine aggiunge: “voi che pregate e vi sacrificate”, altre due pennellate piuttosto impegnative in quanto ci configurano come persone di preghiera e di sacrificio. Ma lo siamo realmente? Si ha l’impressione che questa volta Maria abbia un po’ esagerato evidenziando le buone qualità dei suoi figli, i quali invece spesso sfuggono alla preghiera e al sacrificio. Ma grande è il suo amore di Madre che ci vede più bravi e buoni di come siamo realmente. Quale grande tenerezza materna!!

Ancora insiste: “voi siete la speranza in questo mondo inquieto”. Una quinta pennellata, nella quale appare la nobiltà e grandezza del nostro essere figli suoi, in quanto siamo la speranza, cioè rappresentiamo uno squarcio di luce e di vita in questo mondo perverso e tenebroso, come fossimo un’àncora di approdo e di sicurezza per tante creature umane dolenti e sconvolte, angosciate e terrorizzate. Anche questo aspetto non è di poco conto e dovremmo tenerlo presente, per evitare di assuefarci alla mentalità mondana e terrena, ma per risplendere come vive fiaccole che offrono conforto, accoglienza e orientamento ai nostri fratelli più bisognosi e smarriti. In tale contesto continua la Vergine: “voi siete la luce di mio Figlio, un Vangelo vivente”. In effetti la vera Luce che illumina ogni uomo è Lui, il Cristo, il Verbo incarnato, la Parola di vita. Noi ne siamo illuminati e, a nostra volta, rifrangiamo tale luminosità sulla faccia della terra, affinché la luce di Cristo possa raggiungere tutti gli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi. Una visione strabiliante ma impegnativa! Questa luce della divina Parola deve incarnarsi nelle nostre persone per diventare “un vangelo vivente”. Non basta emettere ogni tanto qualche sprazzo di luce, ma tutta la nostra esistenza deve riflettere in ogni momento e in ogni luogo la sua Luce infinita di verità e di amore. Ma come possiamo svolgere un così arduo compito? La Madonna ci conforta: “mio Figlio è con voi. Egli è con coloro che pensano a Lui, che pregano”. Non siamo mai soli e abbandonati alle nostre deboli forze, ma Lui, il Figlio di Maria, ci sta accanto e ci sorregge, ci illumina e ci rafforza. Non dobbiamo aver paura di nulla. Occorre soltanto convincerci con estrema fiducia che Egli veramente e concretamente non solo sta con noi ma è in noi ed effonde con larghezza e generosità il suo Santo Spirito nei nostri cuori e nelle nostre menti, in tutto il nostro essere, anima e corpo. Restiamo avvinti a Lui e troveremo sempre le risorse per vivere in conformità alla sua Parola, in modo da non spegnere mai quella sua Luce che risplende in noi e attraverso di noi sul mondo.

2. Gli apostoli dell’amore. La seconda icona riguarda la missione a cui la Vergine chiama i suoi figli: “siete i miei cari apostoli dell’amore”. Non basta vivere da figli amorevoli e docili, occorre anche compiere una missione molto importante per i tempi che viviamo. In mezzo ad un mondo che non riconosce Gesù o non lo ama o lo rifiuta ostilmente, noi siamo scelti per far conoscere e diffondere l’amore di Cristo per la salvezza di tutte le creature umane. Infatti dice la Vergine: “Egli aspetta pazientemente quelli che non lo conoscono”. Da una parte Ella constata con amarezza che molti non sono ancora giunti a conoscere e ad amare suo Figlio, molti altri, pur conoscendolo in quanto cristiani, non hanno verso di Lui una fede profonda e sincera ma sono stati risucchiati dal paganesimo imperante, dall’altra parte incita appositamente i suoi figli ad essere apostoli, cioè ambasciatori e testimoni credibili di un tale infinito amore di suo Figlio per gli uomini. Certamente si tratta di una meritevole e nobile missione ma non troppo facile proprio in ragione che noi stessi non siamo sempre fiduciosi e innamorati di Gesù, l’unico perfetto Salvatore dell’umanità. Abbiamo sempre bisogno di rinnovare il nostro slancio, ravvivare la nostra fede, superare la nostra pigrizia e indifferenza. Maria ci indica la strada da percorrere non con tante chiacchiere o azioni vuote e insignificanti, ma con la preghiera del cuore e con le opere di misericordia. Si tratta della regola classica del monachesimo benedettino, valida ancor oggi per ogni cristiano: “ora et labora”, prega e agisci. Sono questi i due assi portanti per svolgere ogni funzione che voglia giungere efficacemente nell’animo dei fratelli: l’unione con Dio attraverso la preghiera fervente e le opere buone di benevolenza verso i più bisognosi, non solo a livello materiale per offrire il cibo o la bevanda o il vestito o l’alloggio o qualsiasi altro servizio di assistenza, ma soprattutto per donare loro e farglielo sentire l’afflato di amore e di compassione, di conforto e di fede, il sostegno vigoroso della grazia divina. Allora veramente la nostra testimonianza sarà feconda portando le persone a conoscere e ad amare Gesù salvatore.

Conclude con forza la Vergine Maria: “questa è l’unica speranza per voi, ed anche la sola via verso la vita eterna”. Non vi è altra certezza per giungere alla beatitudine eterna per noi e per coloro che abbiamo aiutato e servito. Lei, la Madre nostra, ci accompagna: “io, come Madre, sono qui con voi”. Ci assiste, ci guida, ci conduce sulle vie del mondo per portare ovunque suo Figlio e mostrarlo a tutti. Non resta altro che intensificare le preghiere ogni giorno, ogni momento, perché diventano “le più belle rose d’amore”. E proprio queste rose profumate e rigogliose attirano la grazia e la presenza vigile e attenta della Madre amorevole: “non posso non essere là dove sento profumo di rose”. Che dolcezza e soavità sapere che ogni preghiera rivolta a Maria si trasforma in un fiore bello come la rosa, simbolo di Maria stessa e fiore da Lei preferito.

Madonna della rosa, Madre amorosa, accoglici come i fiori più belli e graditi al tuo Immacolato Cuore. Non considerare le nostre debolezze, ma guarda l’ardente amore che ci unisce a te quali figli diletti a somiglianza del tuo Figlio, il Fiore purissimo sorto dal tuo grembo verginale con l’intervento dello Spirito Santo, il divino Amore, che ti ha adombrato e ha fatto di te la sua Sposa castissima, la sua Icona splendente, la Madonna del Divino Amore. A te consegniamo tutti noi stessi, per essere avvolti dal tuo manto materno e condotti alla beatitudine nell’infinito Amore del paradiso, dove regni Regina accanto al tuo Figlio, al Padre e allo Spirito Santo. Amen

Don Renzo Lavatori


don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

Commento di p. Livio al Messaggio a Marija del 25 gennaio 2017

"Cari figli! Oggi vi invito a pregare per la pace. Pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo. Satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio. Voi, figlioli, pregate e lottate contro il materialismo, il modernismo e l'egoismo che il mondo vi offre. Figlioli, decidetevi per la santità ed io, con mio Figlio Gesù, intercedo per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 

Commento di Padre Livio di Radio Maria al messaggio del 25 gennaio

Questo messaggio è uno di quei messaggi forti che hanno contrassegnato per quasi 36 anni la presenza della Regina della Pace a Medjugorje.

Durante questo periodo, in alcune fasi particolarmente critiche, la Madonna ha dato messaggi forti svelando l’opera di satana.

Nel gennaio 1991, l’anno in cui cadde il comunismo nel mondo, disse, invitando alla preghiera e al digiuno, che satana vuole distruggere il pianeta sul quale viviamo e il primo gennaio del nuovo millennio disse: “Ora che satana è sciolto dalle catene, vi invito a consacrarvi al mio Cuore e a quello di mio Figlio Gesù”.

Il messaggio di oggi, all’inizio di quest’anno che è il centenario di Fatima, è particolarmente drammatico perché la Madonna dice che satana vuole portare il mondo intero ad una ribellione contro Dio.

Questo messaggio ci deve far drizzare le orecchie, perché ognuno capisca, mediti e prenda le decisioni, come la Madonna ci invita a fare.

"Cari figli, oggi vi invito a pregare per la pace. Pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo. Satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio”. La prima parte del messaggio è di una potenza, di una forza, di una luce, che ci svela quello che avviene al di là delle cose che noi vediamo, percepiamo e capiamo.

La Madonna ci dice esattamente quello che avviene e cioè la ribellione dell'impero delle tenebre che dà l'assalto al Cielo.

Il messaggio inizia con l'invito alla pace e il fatto che “satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio“ è strettamente connesso al tema della pace, perché, come la Madonna ha detto fino dal 26 Giugno del 1981, “la pace è prima di tutto pace fra Dio e gli uomini”, e facendo la pace con Dio, gli uomini avranno la pace fra di loro.

Ritornando a Dio, accogliendo Dio nella propria vita, gli uomini avranno la “pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo”.

Satana è forte”, la Madonna ha detto in altri messaggi che quella di satana è la forza della menzogna ed è correlativa all'assenso che noi diamo a lui.

Se noi opponiamo il nostro rifiuto alla sua tentazione, satana non può fare niente, se noi siamo forti, la sua si mostra una falsa forza.

E cosa vuol fare satana? Questa è la prima volta che la Madonna usa questa espressione: “vuole farvi rivoltare tutti contro Dio”, satana è l'angelo ribelle, quello che cercò di far rivoltare tutti gli angeli contro Dio all'inizio della Creazione, ma fu sconfitto.

Ma qui sulla terra, il drago, come dice il capitolo 12 dell'Apocalisse, cerca di aizzare gli uomini contro Dio e distruggere ciò che Dio ha fatto facendosi uomo, fondando la Chiesa e vuole incitare tutti gli uomini alla ribellione. Anche se noi sappiamo che all'orizzonte c'è la vittoria di Dio, intanto la battaglia va fatta. È la prima volta che la Madonna usa la parola tutti”. A me è venuto in mente quella ribellione finale della storia dell'umanità, quando sussisterà un piccolo gregge e la battaglia si risolverà con la venuta di Cristo nella Gloria. Non sottovalutiamo questo tentativo di satana di rivolta totale contro Dio, la Madonna ha ripetuto per tre volte “tutti e tutto”, “vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio”, a indicare la globalità della rivolta contro Dio.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, dove si parla della venuta finale di Cristo, dice che alla fine dei Tempi la Chiesa sarà chiamata, in un quadro di apostasia e rivolta generale dell’umanità contro Dio, a fare la Via Crucis. Quando sembrerà che la Chiesa venga eliminata per sempre, come Cristo sulla Croce, allora arriverà Cristo nella Gloria. Stiamo attenti a non fare l’abitudine al dilagare del male, dove si diffonde quello che la Madonna chiama il materialismo, il modernismo e l’egoismo.

Satana vuole riportare tutto sull’umano, ci vuole distaccare da Dio e far sì che l’uomo prenda il posto di Dio, portandoci sulle cose dell’effimero, sulle cose che passano, e poi “distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio” è l’indifferenza verso Dio, la rabbia verso Dio, il disprezzo di Dio, l’odio contro Dio e le cose di Dio.

La Madonna vede tutto quello che satana fa.

Questo è sicuramente uno dei messaggi più allarmanti, non nel senso che ci lascia nell’angoscia, ma nel senso che ci chiama alla battaglia spirituale. “Voi, figlioli”, non angosciatevi, non sedetevi, non abbiate paura, non cedete, non scoraggiatevi, “pregate e lottate”, due imperativi, contro i tre nemici, “il materialismo, il modernismo e l'egoismo che il mondo vi offre”, questi sono gli strumenti con cui satana vuole farci suoi. Ogni parola ha un significato specifico:  il materialismo è volgersi alle cose materiali, ai beni materiali, ai piaceri materiali, fare dell’effimero l’obiettivo della vita, fare di questo mondo la nostra patria. Il denaro, il potere, il piacere e le cose materiali sono il fine della vita, il materialismo ha sotto una chiara ideologia: è la negazione dell’anima spirituale e immortale, la negazione della coscienza, della vita morale, la negazione di Dio e della sua esistenza, tutto è materia; il modernismo è lo svuotamento delle verità di fede che vengono ridotte a semplici opinioni umane, lo svuotamento dell’aspetto soprannaturale dell’insegnamento cristiano, quando per esempio si relativizzano i miracoli di Gesù e si asserisce che miracoli non esistono, quando gli esorcismi di Gesù scacciano i demoni e si asserisce che satana non esiste e che sono malattie psichiche, le verità di fede vengono ridotte a simbolismi di cose umane, la riduzione all’opinione umana delle verità di fede; e l'egoismo, la Madonna in un messaggio ha detto “mettete Dio al primo posto e non l’uomo”, l’egoismo è l’io al posto di Dio, l’uomo che adora se stesso e si sostituisce a Dio. Questo è quello che ci offre il mondo.

Allora noi cosa dobbiamo fare? In questo quadro d’attacco dell’impero delle tenebre dobbiamo pregare, lottare e deciderci per la santità.

Ecco i tre imperativi: “pregate e lottate e decidetevi per la santità ed io, con mio Figlio Gesù, intercedo per voi”.

La Madonna con suo Figlio intercede per noi presso il Padre.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

Io vi consiglio di leggere questo messaggio una volta al giorno fino al prossimo messaggio del 25 febbraio.

Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

La PACE nel messaggio del 25 gennaio 2017

"Cari figli! Oggi vi invito a pregare per la pace. Pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo. Satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio. Voi, figlioli, pregate e lottate contro il materialismo, il modernismo e l'egoismo che il mondo vi offre. Figlioli, decidetevi per la santità ed io, con mio Figlio Gesù, intercedo per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.



Nella lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae il beato Giovanni Paolo II scriveva quanto segue … meditiamolo:


La pace

40. Le difficoltà che l'orizzonte mondiale presenta in questo avvio di nuovo Millennio ci inducono a pensare che solo un intervento dall'Alto, capace di orientare i cuori di quanti vivono situazioni conflittuali e di quanti reggono le sorti delle Nazioni, può far sperare in un futuro meno oscuro.

Il Rosario è preghiera orientata per sua natura alla pace, per il fatto stesso che consiste nella contemplazione di Cristo, Principe della pace e « nostra pace » (Ef 2,14). Chi assimila il mistero di Cristo – e il Rosario proprio a questo mira –, apprende il segreto della pace e ne fa un progetto di vita. Inoltre, in forza del suo carattere meditativo, con il tranquillo succedersi delle Ave Maria, il Rosario esercita sull'orante un'azione pacificante che lo dispone a ricevere e sperimentare nella profondità del suo essere e a diffondere intorno a sé quella pace vera che è dono speciale del Risorto (cfr Gv 14, 27; 20, 21).

È poi preghiera di pace anche per i frutti di carità che produce. Se ben recitato come vera preghiera meditativa, il Rosario, favorendo l'incontro con Cristo nei suoi misteri, non può non additare anche il volto di Cristo nei fratelli, specie in quelli più sofferenti. Come si potrebbe fissare, nei misteri gaudiosi, il mistero del Bimbo nato a Betlemme senza provare il desiderio di accogliere, difendere e promuovere la vita, facendosi carico della sofferenza dei bambini in tutte le parti del mondo? Come si potrebbero seguire i passi del Cristo rivelatore, nei misteri della luce, senza proporsi di testimoniare le sue beatitudini nella vita di ogni giorno? E come contemplare il Cristo carico della croce e crocifisso, senza sentire il bisogno di farsi suoi « cirenei » in ogni fratello affranto dal dolore o schiacciato dalla disperazione? Come si potrebbe, infine, fissare gli occhi sulla gloria di Cristo risorto e su Maria incoronata Regina, senza provare il desiderio di rendere questo mondo più bello, più giusto, più vicino al disegno di Dio?

Insomma, mentre ci fa fissare gli occhi su Cristo, il Rosario ci rende anche costruttori della pace nel mondo. Per la sua caratteristica di petizione insistente e corale, in sintonia con l'invito di Cristo a pregare « sempre, senza stancarsi » (Lc 18,1), esso ci consente di sperare che, anche oggi, una 'battaglia' tanto difficile come quella della pace possa essere vinta. Lungi dall'essere una fuga dai problemi del mondo, il Rosario ci spinge così a guardarli con occhio responsabile e generoso, e ci ottiene la forza di tornare ad essi con la certezza dell'aiuto di Dio e con il proposito fermo di testimoniare in ogni circostanza « la carità, che è il vincolo di perfezione » (Col 3, 14).

martedì 7 febbraio 2017

I MARTIRI DI SIROKI BRIJEG

Il Santuario mariano di Siroki Brijeg, in Bosnia Erzegovina si trova a poca distanza da Medjugorje ed è dedicato alla Madonna Assunta.
Dal 1991 qui risiede fra Jozo Zovko, che fu il Parroco di Medjugorje all'inizio delle apparizioni della Gospa nel 1981. In questo Santuario fra Jozo spesso incontra i pellegrini e parla loro dei messaggi della Regina della Pace.
Egli racconta a volte ai pellegrini un avvenimento molto significativo avvenuto in quel luogo nel 1945.
Il 7 Febbraio di quell'anno i comunisti fecero irruzione nel Convento dei Frati francescani, buttarono a terra il Crocifisso e ingiunsero ai frati di svestire il loro abito religioso e di rinnegare la loro fede in Cristo sotto pena della vita. Uno a uno quei 30 frati presero il Crocifisso e, abbracciandolo come il loro unico tesoro, confessarono: "Gesù tu sei il mio Dio e il mio tutto!".
Furono condotti nel giardino e buttati nel fuoco. L'esempio di questi frati rafforzi la nostra fede, perchè anche noi possiamo dire e testimoniare con la vita che Dio è il nostro unico bene.
Oggi ricorre l'anniversario del loro martirio, uniamoci spiritualmente ringraziando il Signore perchè ci dona esempi così grandi di testimoni della fede!

 

Martiri-di-Siroki_Brijeg
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Tu sei il mio Dio, il mio Tutto

padre Jozo parla ai pellegrini

Ci troviamo in questo Santuario a Siroki Brijeg dedicato alla Madonna Assunta in Cielo, e questa chiesa ha solo cento anni. Alle tre del pomeriggio del 7 febbraio 1945, i partigiani comunisti hanno occupato la nostra terra pro­vocando immense sofferenze e distruzioni. Sono entrati nel monastero e hanno trovato trenta frati. Con arrogan­za hanno detto: "Dio non c'è! Togliete l'abito, nessuno ha bisogno della vostra vita religiosa". Essi non hanno obbedito!
Alcuni avevano soltanto 20 anni e avevano appena finito il noviziato, erano giovani, ragazzi. Allora, un soldato pieno di livore ha preso il Crocifisso e l'ha buttato sul pavimento dicendo: "Ecco, adesso potete scegliere: la morte o la vita".
Uno dopo l'altro, i frati hanno abbrac­ciato la Croce dicendo: Tu sei il mio Dio e il mio Tutto!
I soldati li hanno portati fuori dal convento e li hanno uccisi e poi bruciati. E non si sono fermati qui, hanno ucciso anche 874 parrocchiani, hanno dato alle fiamme il monastero, la scuola, il seminario; non potendo bruciare la chiesa, vi hanno messo dentro i cavalli.
lo mi ricordo questo, perché sono stato battezzato in questa chiesa. La prima comunione non l'ho avuta in chiesa, ma fuori, sotto questa grande quercia che dopo potete vedere. Perché tutto questo?
I comunisti hanno voluto fare il massimo per umiliare Dio e la nostra fede. Ogni giorno, quando siamo andati a scuola abbiamo dovuto sentir parlare contro Gesù; nei libri vi era scritto che Gesù non era mai esistito, non era mai nato. Ci dicevano che la Chiesa , il Papa, i vescovi e i sacerdoti erano cattivi, nemici dell'uomo e che manipo­lavano l'uomo attraverso la fede .. , e tante altre cose brut­te. E questo per cinquanta anni!
Noi qui non gli abbiamo creduto, perché abbiamo credu­to ai nostri genitori, alle nostre famiglie.
Quando siamo diventati adulti, in 103 abbiamo deciso di diventare sacerdoti e religiosi. Ecco, ora siamo in tutto il mondo, missionari in tutti i Continenti.
I comunisti hanno pensato che così facendo potevano distruggere la fede.
Gli stessi comunisti hanno reagito alla medesima manie­ra, quando il 24 giugno 1981 sei bambini hanno detto:
"Vediamo la Madonna ". Essi hanno detto: No! I ragazzi sono bugiardi, i genitori malati, i frati cattivi. E hanno deciso di fermare la Madonna.
La gente non ha creduto a loro, non poteva credergli! Esistono, purtroppo, molti fino ad oggi che non accetta­no le apparizioni, ma la Madonna va avanti perché ogni giorno, in tutte le parti del mondo, esistono nuovi testimoni, nuovi discepoli che accettano e vivono i messaggi della Madonna. E Lei può andare avanti.
Vedete, la Chiesa non si può distruggere. Il sangue dei martiri, dice Tertulliano, è seme dei nuovi Cristiani, della vita nuova, delle nuove vocazioni. La televisione, il benessere, non possono distruggere una famiglia; l'ateismo che circonda la famiglia non la può rovinare. Questo non può accadere se la famiglia vive profondamente e coerentemente la propria fede. La famiglia sarà distrutta quando lascia la preghiera, quando abbandona l'Eucaristia.
L'Eucaristia ci unisce a Cristo, e la vita di Cristo è offrir­si per gli altri. La nostra vita è rispondere a questa chia­mata e dire "Anch'io amo Cristo!", come hanno risposto i martiri. Essi hanno pensato: "Anche noi dobbiamo rispondere a questo grande amore, dando la nostra vita a Cristo ... , perché dando a Gesù, noi diamo a tutti".
I martiri sono grandi testimoni e una benedizione per tutti noi.
Oggi, sulla tomba dei nostri martiri possiamo apprende­re un grande insegnamento: Che cosa sono pronto ad offrire al mio Cristo? Cosa posso dare a Gesù? Come rispondere al Suo amore?
Ricordiamo l'episodio del Vangelo quando Gesù vuole sfamare la moltitudine che lo seguiva. Egli dice a Filippo: "Dove possiamo comprare il pane per dar da mangiare a questa gente?". Signore, duecento denari non bastano nemmeno perché ognuno ne abbia un pezzo! Allora Andrea, fratello di Pietro, dice: Conosco un ragazzo, un piccolo pastore, la cui mamma gli ha messo nella borsa cinque panini e due pesciolini. Gesù dice di chiamarlo.
Quel ragazzino, innamorato di Cristo, pieno di gioia è venuto da Gesù: Prendi, Signore, è tutto quello che ho. Tutti hanno visto il bambino che mette nelle mani di Gesù i cinque piccoli pani e i due pesci. Cristo ha bene­detto e poi ha fatto distribuire a tutti quelli che erano pre­senti (cfr Gv 6,5-11).
Così, Gesù ha dato a tutti. Anche il bambino non è rima­sto senza il suo pranzo. Quando noi siamo disponibili a dare a Gesù, tutti possono avere. Hai capito? Se io do sol­tanto a te, solo tu puoi avere e non è mai sufficiente. No, dobbiamo pensare in maniera diversa!
Che cosa posso fare per la mia fede? Dov'è Cristo nella mia famiglia? Quale posto occupa Cristo nella mia casa? Se abbiamo messo Gesù all'ultimo posto, guai! Andiamo a riprenderLo, andiamo a cercare la grazia, torniamo al Padre come il figliol prodigo per chiedere perdono e riconciliarci con Dio.
Per questo, la Madonna chiama all' umiltà e chiede nel­l'umiltà di vivere i messaggi. Non discutere, ma vivere, credere, amare!
Questa è la scuola della Madonna. E' per questo, che la Chiesa a Medjugorje in tutti questi anni ha pregato, ha fatto digiuno, affinché milioni di pellegrini che vengono possano apri­re gli occhi, essere guariti, mettere in pratica i messaggi della Madre.
Quanti testimoni e quante conversioni a Medjugorje! Mentre tuo figlio dice: Non credo, e tanti come lui dicon­o lo stesso, pellegrini atei che mai hanno sentito nominar­e Gesù vengono dagli estremi confini del mondo e dicono: Vogliamo trovare Dio, incontrare Dio per mezzo della Vergine.

Brano tratto da “Osservate i frutti” di padre Jozo Zovko

I FRATI MARTIRI: FRA BRUNO ADAMCIK , FRA MARKO BARBARIC , FRA JOZO BENCUN , FRA MARKO DRAGICEVIC , FRA MILJENKO IVANKOVIC , FRA ANDRIJA JELCIC , FRA RUDO JURIC , FRA FABIJAN KORDIC , FRA VIKTOR KOSIR , FRA TADIJA KOZUL , FRA KRSTO KRALJEVIC , FRA STANKO KRALIEVIC , FRA ZARKO LEVENTIC , FRA BONIFACIJE MAJIC , FRA STJEPAN MAJIC , FRA ARKADEO NUIC , FRA BORISLAV PANDZIC , FRA KRESIMIR PANDZIC , FRA FABIJAN PAPONJA , FRA NENAD VENANCIJE PEHAR , FRA MELHIOR PRLIC , FRA LUDOVIK RADOS , FRA LEONARD RUPCIC , FRA MARIOFIL SIVRIC , FRA IVO SLISKOVIC , FRA KORNELIJE SUSAC , FRA DOBROSLAV SIMOVIC , FRA RADOSLAV VUKSIC , FR. ROLAND ZLOPASIA , FR. LEOPOLD AUGUSTIN ZUBAC


tratto da "Informazioni da Medjugorje"

lunedì 6 febbraio 2017

Tutto a Gesù attraverso Maria

  • Il mio motto è : Tutto a Gesù attraverso Maria, Mediatrice di ogni grazia.
  • Cosa c’è di più essenziale ? Dio ci ha dato Gesù attraverso Maria, dunque bisogna andare da Maria per raggiungere Gesù. Piace a Gesù che si ami teneramente e fedelmente la sua tenera Madre.
  • Questa beneamata Madre mi è più di una stella, è un faro davanti ai miei passi.
  • L’anima unita a Maria avanza ogni giorno verso la cima della perfezione. Che esempio di vita interiore deve essere colta nella vita dell’anima di Maria ! Maria è l’onnipotente e misericordiosa Mediatrice che veglia con tenero amore sui suoi carissimi figli e sui poveri peccatori : perché ama anche il figlio dei suoi dolori.
  • È attraverso Maria e con Maria e in Maria che andrò da Gesù e sarò tutta sua. Se si sapesse di quale deliziosa e intima unione godono e gioiscono le anime che vivono nella compagnia della divina Madre di Gesù, nostra Madre.


Marthe Robin

(Parole tratte dalle sue meditazioni)

"PERCHE' IO CREDO IN COLUI CHE HA FATTO IL MONDO"

tratto dal libro:  "PERCHE' IO CREDO IN COLUI CHE HA FATTO IL MONDO"

E' opinione comune che le leggi dell'universo scoperte dalla scienza siano in conflitto con quelle imperscrutabili di Dio. La contrapposizione tra fede e scienza rappresenta uno dei dilemmi più laceranti del nostro tempo; un dramma che conobbe il suo primo controverso atto con Galileo Galilei.
Zichichi, smentisce e ribalta tale contrapposizione: "Non esiste alcuna scoperta scientifica che possa essere usata al fine di mettere in dubbio o di negare l'esistenza di Dio"
Proprio Galilei, scopritore del principio d'inerzia, della relatività e delle prime leggi che reggono il creato, era credente e considerava la scienza uno straordinario strumento per svelare i segreti di quella natura che porta le impronte di Colui che ha fatto il mondo. E credenti erano Maxwell e Planck, due padri della fisica contemporanea, uomini che hanno scoperto nuovi orizzonti sulle leggi dell'universo grazie allo studio di particelle infinitamente piccole; tanto piccole da non poter contenere traccia né di angeli né di santi, e da non poter quindi avallare, apparentemente, alcuna spiegazione razionale dell'esistenza del divino.
Le conquiste della scienza non oscurano le leggi divine, ma le rafforzano, contribuendo a risvegliare lo stupore e l'ammirazione per il meraviglioso spettacolo del cosmo, che va dal cuore di un protone ai confini dell'universo.
Nessuna scoperta scientifica ha messo in dubbio l'esistenza di Dio.
La scienza è fonte di valori che sono in comunione, non in antitesi con l'insegnamento delle Sacre Scritture, con i valori quindi della Verità Rivelata.
Né la Scienza né la Logica permettono di concludere che Dio non esiste.
Nessun ateo può quindi illudersi di essere più logico e scientifico di colui che crede. Chi sceglie l'Ateismo fa quindi un atto di Fede : nel nulla.
Credere in Dio è più logico e scientifico che credere nel nulla.
Si potrebbe obiettare: dal momento in cui risulta impossibile arrivare a Dio tramite scoperta di Logica Matematica o per via di una scoperta scientifica né Logica né scienza possono essere più invocate per arrivare all'atto di Fede. Tutto ciò è esatto. Infatti la fede è un dono di dio. Corroborata però dall'atto di Ragione nel Trascendente.
Si rifletta comunque un po’. La Logica Matematica e la Scienza sono attività intellettuali che operano nell'Immanente.
Se fosse possibile dimostrare l'esistenza di Dio per via di un rigoroso procedimento di Logica matematica, Dio sarebbe l'equivalente di un teorema matematico.
Se fosse possibile dimostrare l'esistenza di Dio per via di una serie di ricerche rigorosamente scientifiche, Dio sarebbe l'equivalente di una grande scoperta scientifica.
Se ciò fosse possibile, l'uomo sarebbe in grado di arrivare al teorema supremo: la dimostrazione matematica dell'esistenza di Dio.
Ovvero la più straordinaria di tutte le scoperte scientifiche: la scoperta di Dio.
Teorema e scoperta oltre le quali non potrebbe esserci nient'altro. Sia la ricerca matematica sia quella scientifica hanno invece una proprietà fondamentale in comune. Ogni scoperta apre nuovi orizzonti. Concetti mai prima immaginati, Colonne e Forze di cui nessuno era riuscito a fantasticare l'esistenza, si presentano agli occhi del ricercatore come tappe di un cammino apparentemente senza fine.
Colui che ha fatto il mondo queste cose le conosce. Solo un Suo pari potrebbe saperne altrettanto.
Noi siamo miseri mortali: fatti sì, a sua immagine e somiglianza. Privi però della Sua potenza intellettuale. Ecco perché io penso che noi non sapremo mai tutta la Matematica né tutta la Scienza. C'è un aspetto della realtà in cui viviamo che mi affascina in modo particolare: il cammino senza soste, l'ascesa continua, nello studio della Logica Matematica e della Scienza. Ciò è possibile grazie all'intelletto che ci ha voluto dare Colui che ha fatto il mondo.
E' un privilegio straordinario essere stati invitati al tavolo della ragione che opera l'Immanente e nel Trascendente. Attorno a quel tavolo noi siamo seduti, desiderosi di apprendere, non di cacciar via Colui che ci ha invitati. Il tavolo della ragione permette però all'uomo di riflettere sul Trascendente e sull'Immanente. Ed ecco dove l'atto di Fede, che è dono di Dio, si coniuga con l'atto di Ragione. Infatti la Ragione è dono di Dio.

(Antonio Zichichi)

Video – Adorazione Eucaristica a Medjugorje del 4 febbraio 2017

 


Adorazione Eucaristica del 4 Febbraio 2017,

presieduta da Fra Francesco Rizzi

Gesù, Tu sei la Luce del mondo ci ricordi che siamo chiamati a essere in te luce del mondo, che siamo chiamati a servirti nella Santa Chiesa.

Canto: Gesù, t’adoriamo!... Gloria, Alleluia... 

- Signore Gesù, Tu sei la Luce del mondo che illumina e vince le tenebre dell’errore e della violenza. Noi ti adoriamo. Illumina i nostri cuori e le nostre vite. Vinci la tenebra che è in noi. Noi confidiamo in Te!

Canto: Gesù, tu sei il mio Dio! Gesù tu sei il mio Dio!
Io credo in Te, io spero in Te (X2), Gesù! 

- Grazie, Gesù, perché ci ricordi che in Te siamo chiamati ad essere luce del mondo e sale della terra. Donaci la grazia di testimoniare la nostra fede con le opere buone, per rendere gloria al Padre Celeste e servire i fratelli.

Canto: Gesù, io credo in Te... Alleluia... 

- Signore Gesù, con tua Madre, desideriamo portare nelle nostre famiglie e al mondo il Vangelo, la Tua Luce e la Tua Pace. Grazie perché ci hai chiamati a servirti nella Santa Chiesa, Tuo Corpo, Tua Sposa e nostra Madre.

Canto: Spirito Santo, vien nel mio cuor!

Del tuo Amore infiammalo!... Alleluia...

Tantum ergo...Orazione. Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. 

Canto finale: Ave, Maria, gratia plena! Dominus tecum, Benedicta Tu!


(Trascrizione a cura di P. Armando Favero)

(Video a cura
Maria Pia Rameletti)