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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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giovedì 16 giugno 2016

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 15 giugno 2016


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Parola del Signore.


Il Vangelo di Matteo ci riporta uno dei testi più belli del Nuovo Testamento: il discorso della montagna o delle Beatitudini. E’ una cosa eccezionale sia per i tempi di Gesù che per i nostri. Nessuno nella storia ha osato parlare come ha parlato Gesù. Nessuno ha mai detto “beato tu che sei povero, umiliato, che sei portatore di pace, quando sei perseguitato, se hai il cuore puro”.
Sopratutto oggi nella nostra società la purezza del cuore non è proprio apprezzata. Avere il cuore puro oggi significa essere strano, rigettato, rimanere da solo. Il mondo non ti accoglie perchè non riesce a farti rientrare in certi parametri.
Ma per fortuna c’è qualcuno che ha bisogno di te. Rendiamo grazie al Padre Celeste che ha mandato Suo Figlio per incoraggiarci, per farci vedere la via che bisogna percorrere per giungere a Colui che apprezza tutto ciò che viene rigettato da questo mondo.
Negli ultimi giorni abbiamo letto nel Vangelo secondo Matteo che Gesù parla di un rapporto giusto verso gli altri, verso il prossimo e anche verso i nemici. Gesù ci insegna che la giustizia dei farisei non è sufficiente, perchè è solo una cosa esteriore. Ci ammonisce di non seguirla, perchè essa significa adempiere la legge, ma non lo spirito della legge.
Il nostro rapporto con Dio deve essere sincero e non solo un adempimento delle regole.
Nel brano del Vangelo di oggi Gesù ci parla di due vie diverse, di due scelte che abbiamo davanti a noi. Riguardano il nostro rapporto con Dio.
Il primo modo è quello umano. Possiamo usare Dio solo per autoproclamazione. Dio può essere solo uno scalino che porta alla gloria di questo mondo. Un gradino su cui dobbiamo salire per andare avanti, ma che poi rimane dietro di noi, inutile, dimenticato. Invece il Signore deve essere riconosciuto dalla gente e essere grande ai suoi occhi.
L’altra scelta è quella di essere fedeli a Dio, vivere in pace, senza seguire le cose inutili. Questa pace deriva dalla certezza che Dio ti ama, che Lui osserva tutto ciò che stai facendo. Non devi avere alcuna preoccupazione, perchè Lui non ti lascerà mai. Sei consapevole che tutto quello che hai viene dal Padre Celeste e non dagli uomini.
Queste sono due posizioni completamente diverse.
Per capire questo dobbiamo avere gli occhi del cuore e le orecchie dell’anima aperti. Tutti noi facilmente ci lasciamo influenzare da quello che gli altri dicono di noi, perchè ci piace sentire cose positive su quello che siamo o cosa facciamo.
Spesso anche i cristiani sono disposti a fare di tutto e di più per attirare l’attenzione degli altri, per apparire nei mass media, perchè si scriva di loro.
Gesù nel Vangelo ci ammonisce: “State attenti!”
Fratelli e sorelle, queste sono parole molto serie. State attenti alla vostra giustizia. Non fate le opere per essere ammirati. Non siate ipocriti. Questo ci dice Gesù.
Lui ci ammonisce e quando Dio ci ammonisce si tratta sicuramente di una cosa importante.
Ricordiamoci la prima volta in cui non abbiamo ascoltato l’ammonimento di Dio. Siamo stati cacciati via dal Paradiso. Non perchè Lui volesse punirci, ma perchè noi abbiamo scelto questo.
Oggi nel Vangelo si parla della preghiera, dell’elemosina e del digiuno. Si parla del rapporto verso di esse e del modo in cui noi le guardiamo. Queste cose portano verso Dio o verso gli uomini? Noi facciamo elemosina, preghiera e digiuno per la vita eterna o per un pò di gloria terrena? E’ importante sottolineare che Gesù non dice di non fare l’elemosina, la preghiera e il digiuno solo perchè lo fanno gli ipocriti, anzi: Lui aspetta questo da noi. Ma è importante il modo e l’intenzione in cui lo facciamo. Se noi lo facciamo per farlo vedere agli altri e per essere apprezzati e per avere meriti davanti agli uomini allora abbiamo sbagliato. Sicuramente siamo usciti fuori strada.
L’ipocrisia è un atteggiamento del cuore, è un motivo sbagliato.
Gli ipocriti non fanno nulla di male, anzi, fanno cose positive e giuste, ma le fanno per motivi sbagliati.
Spesso sentiamo dalla nostra gente, dai cattolici che anche la nostra Chiesa è piena di ipocrisia. Questo magari lo dicono quelli che non vanno in chiesa.
Fratelli e sorelle, dobbiamo guardare ai motivi per cui veniamo alla santa Messa. Purtroppo non sono sempre ispirati da Dio e non sono sempre giusti.
Ipocrita è l’immagine di un attore: colui che si presenta come non è. Giusto per avere un applauso, l’attenzione, un privilegio.
Ciascuno di noi può e deve chiedersi se è così. Magari da fuori sono pulito, bianco come la pietra, invece dentro sono malvagio e sporco. Magari dentro chiedo applausi, che il mio ego sia apprezzato e innalzato.
Fratelli e sorelle, perchè la gente fa questo? Per essere visti dagli altri. Ma noi sappiamo che gli uomini non sono sempre favorevoli. Magari oggi piaci e domani no. Quando sei interessante sei ammirato dagli uomini e poi vieni sostituito e rigettato per qualcun altro, come se non avessero mai sentito nulla per te.
Un altro motivo per cui cerchiamo l’ipocrisia è perchè noi vogliamo giustificare le nostre debolezze. Così qualche volta digiuniamo giusto per calmare la nostra coscienza, mentre il nostro cuore è pieno di odio e malvagità.
Alcuni pensano di essere cristiani devoti perchè pregano tanto e volentieri, ma con la stessa lingua con cui pregano pronunciano parole che sono peccato.
Spesso apriamo il portafoglio per dare l’elemosina, perchè è più facile dare soldi che riconciliarsi con il vicino di casa, con un amico o con il prossimo.
Spesso paghiamo una Messa per i nostri defunti per calmare la nostra coscienza, per chiedere perdono per qualcosa che non abbiamo fatto per loro durante la loro vita.
Fratelli e sorelle, tutto questo è più o meno giustizia ipocrita che Gesù ci ha detto che non ci conduce in cielo. Usiamo gli altri per sentirci meglio noi.
Spesso le nostre preghiere seguono la grammatica: lettere maiuscole e minuscole. Tutto secondo le regole. Tutto esatto. Ma non c’è l’essenziale. Abbiamo paura della critica.
Fratelli e sorelle, Gesù vuole proteggerci da questo. Vuole che riceviamo per l’eternità la ricompensa dal Padre Celeste. Essa vale molto di più di qualsiasi altra ricompensa.
Gesù vuole che noi cambiamo la nostra immagine di Dio.
In realtà Dio non è un giudice o un datore di lavoro. Dio è nostro Padre, il nostro Papà.
Il datore di lavoro vuole i risultati. Ti guarda come un lavoratore più o meno bravo e vuole risultati a suo favore. Sei sempre sotto pressione per soddisfare i suoi bisogni e ti paga di più per motivarti maggiormente e per lavorare di più. Questo è sfruttamento. Questo ci stanca. Questo ci uccide.
Invece Gesù nel Vangelo di oggi vuole che vediamo Dio come nostro Padre. Tante volte nel Vangelo di oggi abbiamo sentito la parola “Padre”. Se Dio è tuo Padre allora tu sei Suo figlio. Se sei figlio verrai ricompensato, ma questa ricompensa non verrà dai tuoi meriti, ma verrà dall’Amore del Padre.
Non puoi dare nulla al Padre che Lui non te l’abbia data a te per primo.
Gesù ci vuole dire che possiamo affidarci a Lui.
Il Vangelo di oggi è quello del Padre e non delle nostre opere. Più le nostre opere sono viste e riconosciute dalla gente e più false sono. Se tu credi che Dio è Padre non cercherai di piacere alla gente, ma vivrai come figlio di Dio.
Fratelli e sorelle, Gesù vuole avvicinarci al Padre. Questo cambia tutto. Cambia completamente il nostro modo di guardare la vita e il lavoro che facciamo.
Dio è mio Padre. Dio è tuo Padre. E’ tuo Papà.
In ogni momento possiamo rivolgerci a Lui. In ogni momento possiamo pregare in silenzio con la fiducia di essere sentiti e accarezzati.
Nel messaggio di Gesù noi non siamo più schiavi o sotto un datore di lavoro che osserva tutto ciò che facciamo per punirci o per ricompensarci. No. Noi siamo figli e allora siamo eredi. Tutto è già stato dato a noi.
Fratelli e sorelle, cerchiamo di vivere come figli di Dio. A questo ci invita Maria qui a Medjugorje.
non cercate i beni di questo mondo, perchè sono solo di passaggio. Noi siamo figli amati da Dio.
Questo è il nostro unico valore. Per questo siamo grandi e importanti.
Amen.

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

mercoledì 15 giugno 2016

35° Anniversario dell'Apparizione della Regina della Pace (25 giugno 1981 - 25 giugno 2016)

Con l'avvicinarsi del 35° Anniversario dell'Apparizione della Regina della Pace (25 giugno 1981 - 25 giugno 2016), cerchiamo in questi giorni di viverlo a pieno. Cercando di essere testimoni vivi, reali e amorevoli della nostra Mamma Celeste. Anche quando ci troviamo in situazioni in cui ci sembra impossibile portare il suo amore, anche quando le azioni e le parole di altri ci possono scoraggiare, non demordiamo. Mettiamoci in preghiera e lasciamoci guidare dal suo amore, Lei ci farà da guida nelle nostre azioni, lei ci darò le parole giuste per essere testimoni come Lei chiede.
Per poter pregare agevolmente questa novena vi allego un documento che Vi permetterà di seguirla giorno per giorno. Ho aggiunto in coda solo due preghiere poco usuali ... le altre sono tutte di vostra conoscenza.
Perché una novena?
Sembra che l’origine del termine novena sia da ricercare nel Nuovo Testamento, quando Maria e gli Apostoli dopo l’Ascensione, perseverando in preghiera per nove giorni, hanno atteso e ricevuto lo Spirito Paraclito, che era stato loro promesso “mentre il giorno di Pentecoste stava per finire.” (At 2,1). Da allora la preghiera della novena è sempre più frequente nella tradizione della Chiesa. La stessa Madonna qui ci invita: “Cari figli, offrite novene, sacrificandovi laddove vi sentite più legati…” (25 VII 1993).
Come pregare la novena?
Ad ogni giorno è stata dedicata un’intenzione particolare che è inserita nella preghiera dei misteri gloriosi del rosario, i quali, a loro volta sono accompagnati da brevi meditazioni di testi scelti. I testi (il primo è tratto dal Vangelo, il secondo è un messaggio della Madonna dato in un precedente anniversario, il terzo è un brano del Catechismo della Chiesa cattolica) non si riferiscono ai singoli misteri, ma sono stati scelti in modo tale da arricchire l’intenzione data dell’apporto dal Vangelo, dai messaggi della Madonna e dall’insegnamento della Chiesa. Il loro contenuto vuole essere un aiuto per colui che, servendosi di essi, introduce la meditazione ai misteri. I brani del Catechismo riguardanti la preghiera ci mostrano in modo particolare tutta la ricchezza, la profondità e l’inesauribilità dell’esperienza della preghiera cristiana come, del resto, anche qui la Madonna ci ricorda. La preghiera finale raccoglie in se tutte le preghiere formulate secondo l’intenzione data.


La Novena inizia il 16 giugno e termina il 24 giugno.


Scarica il documento della Novena alla Regina della Pacehttps://drive.google.com/open?id=0BwBQc2eiIE07QkFnV3FXWXh5TGc

Commento di Padre Livio al messaggio a Mirjana del 2 giugno 2016

Messaggio a Mirjana del 2 giugno 2016

"Cari figli, come Madre della Chiesa, come vostra Madre, sorrido guardandovi venire a me, radunarvi attorno a me e cercarmi. Le mie venute tra voi sono una prova di quanto il Cielo vi ama. Esse vi indicano la via verso la Vita Eterna, verso la salvezza. Apostoli miei, voi che cercate di avere un cuore puro e mio Figlio in esso, voi siete sulla buona strada. Voi che cercate mio Figlio, state cercando la buona strada. Egli ha lasciato molti segni del suo amore.Ha lasciato la speranza. È facile trovarLo, se siete disposti al sacrificio e alla penitenza, se avrete pazienza, misericordia ed amore per il vostro prossimo. Molti miei figli non vedono e non sentono, perché non vogliono farlo. Le mie parole e le mie opere non le accolgono, ma mio Figlio, attraverso di me, invita tutti. Il suo Spirito illumina tutti i miei figli nella luce del Padre Celeste, nella comunione tra Cielo e terra, nell’amore vicendevole; perché amore chiama amore e fa sì che le opere siano più importanti delle parole. Perciò, apostoli miei, pregate per la vostra Chiesa, amatela e fate opere d’amore. Per quanto sia tradita e ferita, essa è qui, perché proviene dal Padre Celeste. Pregate per i vostri pastori, per vedere in essi la grandezza dell’amore di mio Figlio. Vi ringrazio!"

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 giugno 2016

Questo messaggio è un poema da meditare. Possiamo sottolineare due parole: la prima è nel messaggio del 25 Aprile in cui la Madonna aveva usato la parola “sanguina”: “il mio Cuore Immacolato sanguina guardandovi nel peccato e nelle abitudini peccaminose”, questa volta la Madonna sorride”.

Sorride, perché sa benissimo che abbiamo bisogno del rimprovero, quando siamo nel peccato, ma abbiamo bisogno dell'incoraggiamento, quando siamo sulla via buona, quando cerchiamo di uscire dal peccato, ci sforziamo e non ci riusciamo.

La Madonna ci guarda e vede che comunque stiamo andando verso di Lei, verso suo Figlio, verso la strada giusta, allora ci incoraggia con il suo sorriso: “sorrido guardandovi venire a me, radunarvi attorno a me e cercarmi”. Evidentemente c'era una grande folla di pellegrini ieri a Medjugorje. Forse anche questo è un segno della gente che cerca Maria e che cerca Gesù attraverso Maria! Belle queste parole: “sorrido guardandovi venire a me, mentre mi cercate.

Poi la Madonna ci invita ancora a non sottovalutare ogni sua venuta, ogni giorno in cui i Cieli si aprono e Lei viene, sono la prova di quanto siamo amati e di quanto, e questa è la finalità delle sue venute, il Cielo vuole che camminiamo verso quella meta, che è la salvezza, la Vita Eterna. È per questo che la Madonna è qui, perché vedendo che ci aggiriamo senza meta nel labirinto, noi ci incamminiamo sulla strada che porta alla vita eterna e dice: “Le mie venute tra voi sono una prova di quanto il Cielo vi ama. Esse vi indicano la via verso la Vita Eterna, verso la salvezza”.

Poi di nuovo parole di incoraggiamento a quelli che hanno risposto alla chiamata e si sforzano di perseverare sulla strada di cui parla Gesù: “chi vuole venire dietro a Me, portando le difficoltà di ogni giorno, le croci di ogni giorno, mi segua, è  l'incoraggiamento di chi è in cammino, perché non si stanchi e non si volti indietro: Apostoli miei, voi che cercate di avere un cuore puro,cioè di purificare il cuore dal peccato e dalle passioni, “e mio Figlio in esso, voi siete sulla buona strada. Voi che cercate mio Figlio, state cercando la buona strada”.

Come facciamo a sapere se siamo sulla buona strada? Se abbiamo intrapreso la conversione, lasciando il peccato, purificando il cuore e se abbiamo fatto del nostro cuore la dimora di Gesù.

Poi la Madonna dice: Egli”, mio Figlio, “ha lasciato molti segni del suo amore. Ha lasciato la speranza. È la speranza che viene dalla Resurrezione, Cristo Risorto, è la speranza della gloria, è la speranza dell'immortalità, è la meta alla quale siamo predestinati, che non è la tomba, ma la gloria della Resurrezione.

Come fare a trovare Gesù? La Madonna dice che non è difficile trovare Gesù. Se siamo disposti a lasciare il peccato riusciremo a trovarLo, ma se siamo schiavi del peccato, delle abitudini peccaminose, non riusciremo a trovarLo.

È facile trovarLo, se siete disposti al sacrificio e alla penitenza”. E la Madonna ci dice che, dopo che avremo purificato il cuore, dopo che avremo fatto del nostro cuore la dimora di Gesù, dovremo portarLo agli altri, allora sì che aiuteremo anche gli altri a trovarLo, se avrete pazienza, misericordia ed amore per il vostro prossimo”.

Si vede in questo la sintonia profonda fra Papa Francesco e la Regina della Pace: bisogna avere pazienza, misericordia ed amore per il nostro prossimo, a cominciare dalle nostre famiglie.

Poi la Madonna si rivolge a quelli che non sono sulla buona strada, non cercano Gesù e dice parole di dolore, perché non La vogliono accogliere; ma nel medesimo tempo dice parole di speranza perché è infaticabile nell'andare a cercarli: Molti miei figli non vedono e non sentono”, sono ciechi e sordi spiritualmente, perché non vogliono farlo, non vogliono cercare Gesù, sono suoi figli però! Non dice “quei disgraziati”, dice Miei figli”. Sono molti, molti! Questo “molti” è evangelico: “molti son quelli che vanno per la via della perdizione”, vi ricordate? Molti miei figli non vedono e non sentono, perché non vogliono farlo. Le mie parole e le mie opere non le accolgono”, ciò nonostante non li abbandona, perché “mio Figlio, attraverso di me, invita tutti, anche quelli che sono sulla via della perdizione!

E lo Spirito di Gesù illumina tutti, non solo i buoni, ma anche i cattivi.

È la Grazia che bussa al cuore dei lontani per chiamarli alla conversione, anche attraverso il rimorso della coscienza, attraverso l'inquietudine, attraverso l'amarezza di una vita senza Dio.

Questo soffio dello Spirito si estende anche a quelli che non vogliono cercare Gesù e dice: Il suo Spirito illumina tutti i miei figli nella luce del Padre Celeste, nella comunione tra Cielo e terra, nell’amore vicendevole”. Bella questa parola che ci fa capire che siamo qui, siamo sulla strada, siamo la Chiesa peregrinante unita alla Chiesa del Cielo, alla Chiesa dell'Eternità e anche a quella che si purifica nel Purgatorio: siamo una grande comunione di amore!

E qui una frase che è di una bellezza unica, la Madonna ci dice che anche verso quelli che non La vogliono accogliere, che magari ci contrastano, ci perseguitano, l’amore chiama amore, voi amate, perché l'amore apre i cuori, abbatte i muri, amore chiama amore, e fa sì che le opere siano più importanti delle parole”. Non potete parlare con le persone di Gesù? Prendeteli per mano, quando hanno bisogno, perché le opere sono più importanti delle parole, le opere di amore, le mani tese arrivano là dove le parole non arrivano.

Poi la Madonna, a mio parere, posa i suoi occhi su una situazione molto dolorosa; troppi nella Chiesa tradiscono, troppi nella Chiesa criticano e dice: voi, apostoli miei, cosa dovete fare per la Chiesa? Come dovete guardare la Chiesa e i suoi pastori? Dovete pregare per la vostra Chiesa, amatela e fate opere d’amore”.

Questi sono i veri cattolici! Questi sono i veri cristiani che per la Chiesa pregano, la amano, fanno opere d'amore, la sostengono, l'aiutano e si prodigano e lavorano nella vigna del Signore.

È già la seconda volta che la Madonna ci dice che la Chiesa è tradita.

Da chi è tradita? Da quelli che dentro la Chiesa la tradiscono. Ci sono tanti modi di tradire: con una vita di peccato, con la mondanità, con quello che ha fatto Giuda e con tutta la gamma di tradimenti: Per quanto sia tradita e ferita, essa è qui”, perché è indistruttibile,perché proviene dal Padre Celeste”, è Opera divina.

Non dimentichiamo mai che la Madonna ha detto che è con i pastori della Chiesa che trionferà.

Quindi dice la Madonna: Pregate per i vostri pastori, perché abbiate la Grazia per vedere in essi la grandezza dell’amore di mio Figlio”.

La nostra preghiera ha un duplice effetto: prima di tutto perché possiamo guardare ai pastori della Chiesa con gli occhi della fede e capire le parole che Gesù ha detto: “chi ascolta voi ascolta Me, chi disprezza voi disprezza Me”, ma nel medesimo tempo, ed ecco l'altro effetto della preghiera, che aiuti i pastori ad essere sempre più degni di suo Figlio.

Pregate per i vostri pastori”, in modo speciale in questi giorni in cui si celebra il Giubileo dei Sacerdoti, “in essi aveva detto la Madonna in altri messaggi, opera Mio Figlio, attraverso le loro mani consacrate riceviamo la Grazia. “Vi ringrazio”.

  “ Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

Commento di Padre Livio al Messaggio a Marija del 25 maggio 2016

"Cari figli, la mia presenza è un dono di Dio per tutti voi ed un'esortazione alla conversione.Satana è forte e desidera mettere nei vostri cuori e nei vostri pensieri disordine ed inquietudine.Perciò, voi figlioli pregate affinché lo Spirito Santo vi guidi sulla via retta della gioia e della pace.Io sono con voi ed intercedo presso mio Figlio per voi.Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Commento di Padre Livio di Radio Maria al messaggio del 25 maggio

Ricordiamo che nel messaggio del 25 aprile la Madonna ci ha detto: “il mio Cuore Immacolato sanguina guardandovi nel peccato e nelle abitudini peccaminose” e ci ha rivolto un fortissimo appello a cambiare vita: “Vi invito ritornare a Dio e alla preghiera affinché siate felici sulla terra”.

Questo è ciò che la Madonna ci aveva esortato a fare.

Certamente qualche frutto c'è stato, però è chiaro che la Madonna è ancora in attesa di vedere i frutti di questo suo appello e oggi ribadisce quel richiamo in modo più dolce, come Madre che non si rassegna a vedere i figli perire nel peccato.

Avvicinandoci al prossimo messaggio del 25 Giugno, che sancirà i 35 anni di Apparizioni, la Madonna ci ricorda: “la mia presenza è un dono di Dio per tutti voi”. Questa presenza è una grande grazia che la Madonna ha ottenuto di prolungare nel tempo e in più di un'occasione ha detto: “Mio Figlio mi ha concesso di stare ancora con voi” e Lei stessa ha chiesto questa immensa grazia di accompagnarci “in questo tempo difficile in cui satana è sciolto dalle catene”.

Purtroppo quelli che hanno risposto alla chiamata non valorizzano fino in fondo questa presenza, perché si stancano, perché comunque la danno per scontata, entrano nell'abitudine, non sentono la grazia immensa di questa presenza; è come il sole, diamo per scontato che al mattino sorga, ma immaginate se un mattino non sorgesse!

La Madonna ci ha anche detto una volta: “quando non vi darò più i messaggi e non verrò più, rimpiangerete il tempo che avete perduto”.

L'importante dunque è comprendere che questa presenza è un dono di Dio, la nostra generazione ha avuto l'immensa grazia di avere Maria come Madre e come maestra.

Questa sua presenza ci dice tante cose, a me personalmente dice che il fatto che la Madonna appaia vuol dire che porta il Paradiso sulla terra, porta la speranza sulla terra e ci ricorda che il fine della nostra vita è l'Eternità. Ci apre la porta verso il Cielo, ci indica la meta a cui dobbiamo tendere. La Madonna è un’abitante del Paradiso, è Colei che è nel Cuore della Santissima Trinità e scende in mezzo a noi per indicarci qual è il golfo di luce verso il quale siamo in cammino, che è il Cuore stesso della Santissima Trinità.

Il solo fatto che è presente è un’esortazione alla conversione, cioè a lasciare la via della rovina, la via dell'effimero, la via del peccato, la via della morte, la via della sterilità spirituale, del “tralcio secco”, la via del vuoto della vita. La Madonna viene a chiamare i suoi figli sulla “retta via”, che è quella “della gioia e della pace”.

Non diamo per scontato che la Madonna venga sempre; arriverà il momento in cui rimpiangeremo di non aver messo a frutto la grazia immensa della sua presenza.

Siccome un numero enorme di persone non prende in considerazione Dio e neanche Gesù, Gesù ha provato ad inviare sua Madre, ma neanche Lei viene presa in considerazione!

La gente preferisce seguire il demonio e si lascia attrarre da lui, dall'illusione che l'uomo è il padrone del mondo, che è padrone della sua vita e ne fa quello che vuole!

Questa illusione attira e seduce gran parte dell'Occidente, ma dietro a questa illusione di fare a meno di Dio, di aver eliminato Dio, di indicare se stessi come Dio, c’è l’inganno del demonio! Per questo la Madonna dice: “satana è forte”, certo che è forte, e senza la Grazia di Dio noi diventiamo zimbelli, siamo come ranocchi che guardano gli occhi del serpente e si gettano nella sua bocca. Non è che lui ha bisogno di fare qualcosa, basta allontanarci da Dio e siamo suoi! La forza di satana è che noi siamo deboli, e noi siamo deboli perché non preghiamo, non ci attacchiamo a Dio, non ci lasciamo guidare dallo Spirito.

Satana è forte e desidera mettere nei vostri cuori e nei vostri pensieri disordine ed inquietudine”. Quante volte la Madonna nei suoi messaggi ci ha detto che satana è forte e desidera mettere nei nostri cuori pensieri disordinati e sbagliati, risvegliare i vizi capitali e la fame di mondo di soddisfare se stessi, pensieri di prepotenza, di guerra, di denaro, miraggi ingannevoli, e quindi rabbia,inquietudine, desiderio di sopraffazione, sentimenti di annientamento e di morte e tutto quello che sperimentiamo quando siamo nel peccato e accecati dalle passioni.

E così, illudendoci di essere liberi, siamo schiavi del peccato, schiavi del principe di questo mondo e infelici.

Perciò la Madonna ci dice: “voi figlioli, proprio per non diventare schiavi del demonio, pregate”, come ha detto il Papa nella catechesi di ieri, “guai se non preghiamo”. La preghiera è sempre efficace,ovviamente non basta la preghiera, così come non basta nella macchina la benzina, ci deve essere, ma poi però dobbiamo metterci al volante, la preghiera, come la benzina, anima la nostra attività.

La Madonna ci richiama come sempre alla preghiera: “pregate” e, pregando, ci incontriamo con Dio, prendiamo la forza di Dio, la luce di Dio, la grazia di Dio, pregando, lo Spirito Santo entra nel nostro cuore e ci guida sulla retta via della gioia e della pace.

Vediamo quindi la contrapposizione ben precisa tra la via del male e della morte, la via del demonio che porta all’accecamento, all’inquietudine, alla non pace, al disordine delle passioni che fanno del nostro cuore un groviglio di vipere (questo lo vediamo a volte in chi ci sta vicino) e la via di Dio che è gioia e pace, la via che dobbiamo incominciare a intraprendere con il rinnovamento della preghiera.

Io sono con voi”, la Madonna è con noi, cerchiamo di comprendere la grandezza di questo dono della sua presenza, “e intercedo presso mio Figlio per voi”, la Madonna prega per noi, per ognuno di noi.

A volte la Madonna ha detto: “intercedo presso mio Figlio per voi e con voi”, ci chiama anche ad unirci alla sua intercessione per chiamare quelli che sono lontani perché abbiano la grazia della salvezza.

Invece di puntare il dito su quelli che fanno parte dell’esercito del male, preghiamo per la loro conversione, che è ciò che la Madonna ci chiede.

Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

Messaggio da Medjugorje del 25 maggio 2016 - La veggente Marija Pavlovic Lunetti a Radio Maria:

"Cari figli! La mia presenza è un dono di Dio per tutti voi ed un'esortazione alla conversione. Satana è forte e desidera mettere nei vostri cuori e nei vostri pensieri disordine ed inquietudine. Perciò, voi figlioli pregate affinché lo Spirito Santo vi guidi sulla via retta della gioia e della pace. Io sono con voi ed intercedo presso mio Figlio per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

P. Livio: Il 25 giugno sarà il 35° anniversario della presenza quotidiana della Regina della Pace qui sulla terra e la Madonna dice che è un dono di Dio e un’esortazione alla conversione. Non ti sembra che noi ci siamo un po’ troppo abituati a questa  presenza e non ci rendiamo conto che tutto questo tempo è una grazia che nessuna generazione ha mai avuto?

Marija: Non solo, io credo che la presenza della Madonna è una freschezza per l’umanità ed è anche un dono di Dio: attraverso la Madonna ci sta portando sulla via dei comandamenti e alla conversione. Lo riconosce la Madonna che più volte ha ripetuto che Dio Le permette di stare in mezzo a noi. Questa presenza della Madonna è davvero grande, incredibile. 

P. Livio: In un messaggio a Mirjana la Madonna ha detto: "Molti hanno accolto la mia chiamata, ma un numero enorme di persone non mi ha preso neanche in considerazione“. Cioè non abbiamo capito la grazia immensa di questa presenza.

Marija: Io credo che ci sono tante persone che, dopo il pellegrinaggio a Medjugorje, hanno cambiato radicalmente la loro vita e nelle loro case, nelle loro parrocchie, hanno fondato gruppi di preghiera. Certo che dall’altra parte il paganesimo è forte... Internet, televisione, ... ormai nella società moderna Dio non esiste, non c’è spazio per Dio. Ma la Madonna sta lavorando, anche nelle nostre parrocchie... A differenza di una volta, oggi vedo tante realtà di adorazione. Recentemente sono andata in una città e alcuni amici mi hanno portato in una Cappella dove c’è l’Adorazione continua. Tutto è iniziato grazie ad un sacerdote venuto a Medjugorje. Questi sono quei piccoli frutti, quei piccoli doni che però sono immensi. Che dono per una città avere una cappella dell’adorazione! Ha ragione quel proverbio: fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Io sono sicura che c’è una foresta di buone persone, anche giovani, che stanno facendo tante cose belle. Non guardiamo solo le cose negative. Io credo che oggi dobbiamo essere più decisi, più liberi, più forti, cercando di pregare e anche di testimoniare... Ho incontrato una persona, venuta a Medjugorje per la prima volta, che mi ha detto: “Oggi mi sono confessato e ho pianto tanto. Io ho cercato anche il suicidio, perchè la mia vita non aveva più senso; ma ora voglio testimoniare che la mia vita è cambiata e vuole essere speranza per una vita nuova”.

P. Livio: Questa è proprio la grazia dello Spirito Santo, queste conversioni sono l’opera dello Spirito che tocca i cuori.

Marija: Noi possiamo fare quello che vogliamo perchè siamo liberi, possiamo andare nel peccato fino agli inferi, ma se viviamo la nostra vita secondo i Comandamenti di Dio e tendiamo a volerci convertire giorno per giorno, possiamo diventare santi come ci vuole la Madonna. Lei ci invita a leggere la vita dei Santi per imitarli. Possa la nostra vita diventare imitazione di Cristo, imitazione della Madonna, imitazione dei Santi! Io ricordo: i primi anni non sapevamo tante cose, ma abbiamo pregato con il cuore. E anche oggi preghiamo con il cuore e quello che faccio, lo faccio con amore, lo faccio con il cuore. Lo faccio per amore verso Gesù. Anche una parola buona, un piccolo dono, un sorriso, tante piccole cose che aiutano a cambiare la nostra vita, diventa una vita nuova, una vita di testimonianza. Ieri un sacerdote che è venuto a fare un ritiro qui a Medjugorje mi ha detto: “Una volta eri butta, oggi ti vedo bella, perchè il Signore ti ha plasmato e sta lavorando su di te”. Io ero come un riccio, ma oggi non ho più paura perchè mi sono lasciata plasmare dal Signore. Il Signore ci sta usando, ci sta trasformando e diventiamo belli, di una bellezza spirituale... Come Madre Teresa di Calcutta... Ognuno di noi può diventare così.

P. Livio: Quello che colpisce molto a Medjugorje è la conversione, abbiamo visto dei morti che sono risuscitati e delle persone che erano grandi peccatori che si sono incamminati sulla via della santità. Il Signore chiama anche i peccatori sulla via della santità.

Marija: Mi ricordo di un sacerdote americano con tanti impegni, tanti svaghi, ma poca preghiera, che stava lasciando il sacerdozio. Un suo amico medico l’ha convinto a venire a Medjugorje. Io l’ho conosciuto, ho visto che non celebrava la Messa e l’ho portato da Padre Jozo quando era a Tihaljina. Il Signore l’ha plasmato, l’ha trasformato; ha avuto come una rinascita. Ora è morto, ma è morto da santo sacerdote. Poi sono venuti altri sacerdoti della sua diocesi e quindi anche il loro Vescovo, venuto perchè ha visto la trasformazione e la radicale conversione dei suoi sacerdoti.

P. Livio: Il miracolo della conversione lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, le persone che cambiano vita. E’ una grande speranza ed è anche il frutto pù bello che abbiamo per la presenza della Madonna.

Marija: In realtà è il buon Dio che cambia i cuori, anche perchè la Madonna intercede presso suo Figlio. Quando il Signore prende il cuore e lo cambia, non c’è una spiegazione, lo fa in un modo meraviglioso. Io lo vedo in tante persone che si confessano, quando aprono il cuore è una cosa bellissima e incredibile. Capita che nelle proprie parrocchie non trovano il coraggio di aprire il cuore, il coraggio di confessare qualche peccato; invece qua è quasi una cosa normale, perchè siamo sotto il manto della Madonna, ci sentiamo sicuri, ci sentiamo disarmati. Non interessa più quello che pensa il mondo, quello che può dire il sacerdote. Qui trovano la volontà di cambiare radicalmente la vita e questa è una cosa meravigliosa.

P. Livio: La Madonna ci dice che satana è forte e se non preghiamo ci crea confusione mentale e ci toglie la pace...

Marija: Ci mette inquietudine nei nostri cuori, nei nostri pensieri. Io credo che è quello che il mondo vuole: mettere disordine, renderci schiavi del male. Invece Dio ci vuole esseri liberi, ci dà la libertà dei figli di Dio. Anche la Madonna non ci obbliga, ma ci invita. Noi possiamo convertirci o non convertirci. Ma io dico che ci conviene convertirci in questi pochi anni di vita che abbiamo, mentre ci aspetta l’eternità.

P. Livio: Questo messaggio è molto bello: la via di Dio è gioia e pace, la via di satana è disordine e inquietudine.

Marija: Io vedo, che quando siamo con Dio, viviamo i suoi comandamenti; quando siamo senza Dio, finiamo dai maghi, stregoni, reiki, meditazioni orientali, joga... perchè si cerca la pace. Ma la pace la troviamo solo in Dio, perchè è Lui che ci ha creati.

P. Livio: Ci prepariamo alla festa dell’Eucarestia e la Madonna lì a Medjugorje ha messo l’Eucarestia al centro di tutto.

Marija: E’ vero. Noi questa notte abbiamo, come ogni 25 del mese, la veglia di preghiera con l’Adorazione per tutta la notte...

Quanto c’è a Medjugorje era nel progetto di Dio. La chiesa, che allora sembrava enorme... la grande Croce sulla collina, ora diventata centro di preghiera con la via Crucis per tutti i pellegrini... poi nell’altra collina è apparsa la Madonna... E così si è formato questo triangolo prediletto da Dio. Anche la nostra vita è nel progetto di Dio.

P. Livio: Trentacinque anni non sono un po’ troppi?

Marija: No, sono pochissimi. Quei cinque o dieci minuti di incontro con la Madonna non sono trentacinque anni, ma sono il Paradiso; sono una sfida che Dio sta mettendo in noi tra il Paradiso e l’inferno. E la Madonna con la sua presenza è un invito per tutti noi:“Decidetevi per il Paradiso, per la vita eterna!” Ogni giorno alla fine dell’apparizione, quando Lei se ne va, dentro il mio cuore ho questo desiderio di Paradiso e mi viene da cantare con San Filippo Neri: “Preferisco il Paradiso!” E’ vero che sono qua, che combatto, faccio, disfo, pulisco, stiro, vivo, ma dentro il mio cuore c’è il Paradiso; e quando hai il Paradiso nel cuore, tutta la vita va come un soffio. In Paradiso diventiamo e restiamo tutti giovani. La Madonna, quando ha cominciato a venire, era più grande di noi; invece ora noi siamo molto più vecchi di Lei...

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Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.

... e Padre Livio ha concluso con la benedizione.

Marija e P. Livio

Fonte: Medjugorje Oggi

Omelia della santa Messa italiana Medjugorje, 14 giugno 2016


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: "Amerai il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
Parola del Signore.


Spesso la storia umana, come anche sentiamo raccontare in questi giorni nella prima lettura nella vicenda del re Davide e di altri re, si riduce ad una catena di violenza fisica ma anche verbale, come anche nei nostri giorni. Una violenza che genera violenza e non può ristabilire la giustizia e la verità, perchè sappiamo che il male non porta mai al bene, non genera mai giustizia e pace. Sono necessarie persone nuove capaci di partire dal loro cuore e spezzare così il male con gesti di pace e d’amore.
L’abbiamo sentito in modo preciso nel Vangelo, in questo primo grande discorso della montagna come ci ha raccontato Matteo, che ci riporta proprio al centro e al cuore della giustizia e della pace.
L’Amore misericordioso del Padre che ci invita ad amare perfino i nemici.
Sapete che questa è la novità del Vangelo; in assoluto! Amare i nemici. Amare quelli che ci fanno del male. Amare quelli che ce l’hanno con noi. Qui siamo nel cuore dell’esperienza cristiana.
Il perdono. L’amore verso tutti. L’amore verso i nemici.
Solo questo amore, solo il perdono è capace di generare una nuova catena: la catena dell’Amore e della Misericordia.
“Siate perfetti”, ci ha detto il Vangelo. Non è tradotto benissimo, perchè non è un’esortazione. E’: “Sarete perfetti”. E’ una promessa che Gesù ci fa, dicendoci che questo sarà possibile anche per noi.
Non è un’illusione. L’Amore, la giustizia e la pace non sono un’illusione. Questo è possibile nella misura in cui anche noi saremo disponibili ad accogliere l’Amore ed il perdono del Padre.
In questo anno santo siamo accompagnati da questa espressione bellissima: “Misericordiosi come il Padre”. Diceva Papa Francesco nella Misericordia Vultus: “Nelle parabole dedicate alla Misericordia Gesù rivela la natura di Dio come quella di un Padre che non si da mai per vinto, fino a quando non ha dissolto il peccato e vinto il rifiuto con la compassione e la Misericordia”. Qui troviamo il nucleo del Vangelo e della nostra fede, perchè la Misericordia è presentata come forza che tutto vince, che riempie il cuore d’Amore e che consola con il perdono.
Così anche noi carissimi in quest’anno, contemplando il Volto misericordioso del Padre che ci è stato donato e trasmesso dal Suo Figlio Gesù, siamo chiamati ad essere misericordiosi come il Padre.
Però c’è un’unica condizione: se vogliamo essere misericordiosi come il Padre anche noi siamo invitati a fare l’esperienza della Misericordia di Dio. Sentirci amati da Dio. Non è facile.
Vi ricordate Pietro nel Cenacolo? Al gesto d’Amore e di Misericordia di Gesù Pietro dice “No, questo no! Non puoi lavarmi i piedi!” E Gesù gli dice: “Pietro, se non farai anche tu esperienza della Misericordia del Padre non potrai entrare nel Regno”.
Carissimi, tutti noi per essere misericordiosi, per testimoniare nella vita di ogni giorno l’Amore e la Misericordia di Dio prima di tutto dobbiamo fare esperienza della Misericordia di Dio.
Sappiamo come tantissime persone, accostandosi alla preghiera, accostandosi al Sacramento della Riconciliazione, fanno esperienza nella propria vita, sulla propria pelle, di un Dio capace di perdonare tutto, di un Dio che non tiene conto del male ricevuto.
Perchè solo così, quando noi ci sentiamo immersi, avvolti dalla Misericordia di Dio, saremo capaci di entrare nella logica dell’Amore di Dio che ama senza nessuno schema, al di là dei nostri schemi, fino a farci perdonare i nemici.
Raccogliamo oggi questo invito che la liturgia ci fa. Facciamo in questi giorni esperienza dell’Amore di Dio. Lasciamoci raggiungere dall’Amore di Dio. Un Dio che delicatamente è capace di entrare nei nostri cuori, è capace di consolazione, è capace di riscaldare anche la nostra vita e di farci sentire profondamente, nelle viscere, l’Amore Misericordioso del Padre, l’Amore dolcissimo di Sua Madre Maria e così, immersi nell’Amore e nella Misericordia di Dio, essere anche noi segni concreti per le persone che quotidianamente incontriamo a partire dalle nostre case.
Invochiamo dal Signore questo dono particolare. ChiediamoGli questa grazia per noi e per i nostri cari.
Sia lodato Gesù Cristo.

 

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 13 giugno 2016


Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura». Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano.
Parola del Signore


Fratelli e sorelle, nella vita quotidiana di queste zone, dopo la Beata Vergine Maria, nessun altro è presente quanto sant’Antonio di Padova. Oggi celebriamo la sua festa.
In questi giorni della novena in suo onore fiumi di suoi devoti sono venuti nelle chiese a lui dedicate qui in Erzegovina, in modo particolare a Humac.
A lui si rivolgono uomini, donne, anziani, giovani, ricchi e poveri. Tutti esprimono a lui i propri bisogni: dai bambini a coloro che sono nelle difficoltà più gravi. Per chiedere il suo aiuto coloro che ne sono devoti il martedì digiunano, pregano il Rosario, si confessano, fanno la Comunione, fanno pellegrinaggi ai santuari a lui dedicati e pregano davanti alle sue statue. Oltre a ciò i devoti danno le offerte per il Pane di sant’Antonio o aiutano direttamente i poveri.
A lui vengono non solo i cattolici, ma anche i musulmani. Questo non accade per nessun altro santo in questo modo.
Tanti attestano che hanno provato la sua intercessione. Ciò dimostra che la loro devozione ha le basi giuste.
Oltre ai bisogni terreni credo che non dobbiamo dimenticare la vita che viene dopo questa vita terrena, cioè la vita eterna. Questo è quello che è più necessario.
Gesù, nella Sua preghiera, ha detto: “Questa è la vita eterna: conoscere Te, Unico vero Dio, e Colui che hai mandato, Gesù Cristo”.
“Conoscere” nella Bibbia è molto più che un’invocazione spirituale. Conoscere Dio significa unirsi con Lui nell’Amore, avere un rapporto intenso con Lui, accettare la Sua Volontà con gioia e così glorificare Dio come Lo glorificava Gesù stesso.
Come può questo non essere un peso, ma una gioia, un grande desiderio? Come fare?
Sant’Antonio ce ne da la chiave.
E’ interessante che nelle rappresentazioni di sant’Antonio si possa trovare tanto simbolismo. Questi simboli ci aiutano a conoscere Dio come Lo ha conosciuto lui.
Sono venuto qui davanti per vedere questa statua e ho visto che ci sono due simboli: Gesù Bambino in braccio e un giglio nell’altra mano. Nelle altre statue potete vedere una Bibbia aperta o il pane.
Questi sono i 4 simboli: la Bibbia, il pane, Gesù Bambino e il giglio. Essi sono un grande messaggio per noi oggi.
Sant’Antonio ha studiato la Bibbia. La meditazione della Parola di Dio lo ha fatto diventare un predicatore noto.
I suoi frati dicevano: “Se si dovessero perdere tutte le Bibbie del mondo sant’Antonio saprebbe riscriverle parola per parola”.
La Bibbia non era solo nella sua testa, ma nel suo cuore. Lui ha tenuto tante omelie, ma purtroppo ne abbiamo solo 250. In queste 250 cita la Bibbia ben 6000 volte. Sant’Antonio diceva che come l’oro supera tutti gli altri metalli per valore così la Bibbia supera per conoscenza tutti gli altri scritti. Chi non conosce la Bibbia è un uomo analfabeta.
Cosa direbbe a noi oggi? Sant’Antonio dice: “Chi non conosce la Bibbia è un uomo analfabeta”.
Egli sapeva che l’uomo non vive solo di pane, ma di ogni Parola che esce dalla Bocca di Dio. Teneva conto anche dell’altra Parola di Gesù: “Consacrami nella Verità. La Tua Parola è Verità”. Questo lo custodiva in sè e desiderava trasmetterlo a tutti. Perciò anche a noi raccomanda la Parola di Dio.
Serbare la Parola di Dio dentro di noi e donarLa a questo mondo che cerca un senso spesso sulla strada sbagliata o nell’immensità di bugie che invade l’umanità è il nostro compito.
La Parola di Dio è la luce per i nostri passi.
C’è un detto tra noi che dice: “Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei”.
Essere in compagnia della Parola di Dio fa immergere sempre di più l’uomo nel Signore per conoscere sempre di più Dio, ma anche se stesso. La Parola di Dio lo aiuta a scoprire la Verità e la verità della propria vita.
L’altro simbolo che troviamo è Gesù Bambino.
Quando sant’Antonio si è trovato in una città per predicare
viene accolto come ospite da un cittadino. Gli viene data una camera per prepararsi e riposare. Questa persona era molto curiosa di sapere se Antonio si sarebbe messo a dormire o a pregare, così si è messa fuori dalla porta a guardare. Ad un certo momento ha visto sant’Antonio che accarezzava un Bambino bellissimo. Allora si è chiesto come mai ci potesse essere in stanza un bambino se sant’Antonio vi era entrato da solo. Il Bambino ha puntato un dito verso questa persona e ha detto: “Antonio, lui ci sta guardando”. Dopo è sparito.
Antonio ha raccomandato a quest’uomo di non raccontare nulla di ciò che aveva visto. Egli ha mantenuto la parola e ha raccontato tutto solo dopo la morte del santo tenendo la mano sulla Bibbia.
Proprio questo è un bellissimo messaggio per noi: abbracciare Gesù, giocare assieme a Gesù. Avere Gesù tra le braccia, ma anche nel cuore. Questo è ciò che Antonio ci vuole raccomandare come grande aiuto in questa vita per giungere alla vita eterna. Conosceremo Dio, e con Lui la vita eterna, se come sant’Antonio abbracciamo Gesù e Lo accogliamo con tutto il cuore.
Possiamo abbracciarLo ascoltando e vivendo le Sue Parole, accogliendoLo con grande devozione nella santa Comunione e nell’Adorazione Eucaristica.
Anche noi quando andiamo alla santa Messa non ci dobbiamo andare per dovere, ma con grande amore e con cuore aperto per ricevere l’Amore di Cristo, per abbracciarLo, per unirci a Lui e farci possedere da Lui.
Il terzo simbolo è il pane nella mano di sant’Antonio. Quando predicava spesso alzava la voce contro il maltrattamento e lo sfruttamento delle persone. Sempre lottava per i poveri. Nutriva le persone con il Pane di Dio, ma ispirava anche gli altri a distribuire il pane per la vita quotidiana. Per questo motivo nella storia si è sviluppata l’attività caritativa “Il pane di sant’Antonio”. Questa si è sviluppata in Francia nel 1895 quando una commerciante ha perso la chiave della cassaforte. Lei ha promesso a sant’Antonio che avrebbe acceso una candela davanti ad una sua immagine e avrebbe dato il pane ai poveri che sarebbero venuti a chiedere da mangiare. Lei ha subito trovato la chiave.
L’amica di questa commerciante aveva un familiare che era caratterialmente difficile e un grande bestemmiatore. Ha pregato sant’Antonio di guarirlo spiritualmente. Lei ha promesso di far costruire una cappella, di accendere un cero e di impegnarsi per i poveri. In un mese si è raccolto il denaro per comprare 1300 chili di pane da dare ai poveri.
Quest’attività caritativa si è divulgata in Europa e a Mostar è arrivata nel 1909. Quest’opera è molto viva e attiva nel nostro popolo cattolico. Tanti donano qualcosa per i poveri. Questo è la conseguenza di un cuore generoso. Il cuore non può essere aperto a Dio se nello stesso momento non è aperto al prossimo.
L’ultimo simbolo è il giglio tra le mani. E’ un simbolo di purezza.
“Beati i puri di cuore, perchè vedranno Dio”. Sant’Antonio aveva un cuore puro per Dio. Un cuore puro vede in ogni uomo l’Immagine di Dio, cosa che da ad ogni uomo dignità e grandezza. Perciò ogni uomo và visto con rispetto e non bisogna usarlo per certe concupiscenze o bisogni personali, perchè non è un oggetto di consumo.
L’uomo di cuore puro non può essere ipocrita e falso. L’uomo di cuore puro ciò che pensa lo dice e lo fa. Quando dice “sì” è “sì” e quando dice “no” è “no”. Solo il cuore puro è capace di unirsi al Cuore divino ed avere conseguenze grandi.
Sant’Antonio dice: “Abbi Dio ogni giorno nel tuo cuore”. Egli chiede a Gesù: “Cosa posso darTi per averTi nel mio cuore?” Gesù gli risponde: “Dammi il tuo cuore e Mi avrai nel tuo cuore. Non mi interessano le tue parole. Le tue opere non mi servono. Le conosco tutte. Dammi solo il tuo cuore e avrai Me”.
Queste parole di sant’Antonio ci interessano proprio nella vita di oggi, perchè più volte siamo stati ingannati, abbiamo perso la fiducia. Siamo diventati troppo prudenti anche verso Dio. Noi crediamo che esiste, ma il nostro cuore vaga un pò di qua e un pò di là, in base a come ci torna utile. Stiamo vagando.
Diamo il nostro cuore a Dio. Avremo Dio e troveremo noi stessi.
Dare il cuore a Dio significa credere all’Amore, essere legati a Lui. Quando l’uomo crede con cuore a Dio e quando prega con il cuore, l’uomo non può essere senza cuore verso la propria famiglia, non può essere duro con i propri figli, verso gli anziani, verso i soli, verso il coniuge.
Se credi con il cuore senti le Parole di Gesù che dicono: “Amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amati”. Quando l’uomo prega col cuore sente le Parole di Cristo: “Fai al tuo prossimo quello che vuoi che lui faccia a te”. Così non maltratterà il prossimo e non gli darà la paga ingiusta. Non accumulerà senza pensare alle persone che non riescono a vivere dall’oggi al domani.
Se amerà col cuore sentirà le parole: “Il tuo Dio ti ha dato una terra buona ricca di fiumi e acque. Ricca di farina, melograni, olive. Sarai sazio e benedirai il tuo Dio per questa terra”. Chi sente queste parole amerà la sua patria qualsiasi essa sia. Amerà ogni uomo e lotterà per lui e per il suo futuro.
Quando l’uomo prega e ama col cuore sentirà le parole di Cristo: “Vi do la Mia pace, vi do la Mia pace”. E le altre: “Beati i portatori di pace, perchè saranno chiamati figli di Dio”. Lui lotterà per la pace, la porterà e si sforzerà per riconciliarsi con chiunque.
Quando l’uomo crede e prega col cuore sentirà le Parole di Cristo: “Lasciate che i piccoli vengano a Me, perchè a loro appartiene il Regno di Dio”. Allora lotterà per i bambini prima e dopo la nascita e per la loro educazione cristiana.
Quando l’uomo prega e crede sentirà nel cuore le Parole di Dio: “Crescete e moltiplicatevi. Abitate la terra”. Le giovani coppie saranno pronte e responsabili per il futuro dell’umanità e del proprio popolo.
Quando un uomo prega e crede col cuore per lui sarà santo il Comandamento “non pronunciare il Nome di Dio invano”. Non solo non bestemmierà Dio, la Madonna e i santi, ma lotterà per il rispetto di essi.
Alla fine quando l’uomo crede e prega col cuore sentirà le Parole di Cristo: “Voi siete i Miei testimoni fino alla fine del mondo”. Non si vergognerà della propria fede da nessuna parte e davanti a nessuno. Con il proprio comportamento farà vedere agli altri dove trovare la pienezza di vita: nella Verità eterna, nella pietra solida su cui possiamo costruire.
Fratelli e sorelle, nelle difficoltà della vita per cui ci rivolgiamo a sant’Antonio non dimentichiamoci di pregare per la vita eterna.
Prendiamo nella nostra vita gli insegnamenti di sant’Antonio rappresentati nella simbologia citata: la Bibbia, Gesù Bambino, distribuire i pani ai bisognosi e cuore puro , perchè questo ci garantisce la vita eterna.
Amen.

 

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

lunedì 13 giugno 2016

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 11 giugno 2016


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.
Vedendo questo, il fariseo che l'aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di' pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace!».
In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.
Parola del Signore.

 

Fratelli e sorelle, credo che le Parole di Dio che abbiamo ascoltato in questa serata santa a Medjugorje risuonino profondamente in tutti noi.
Credo che ciascuno di voi potrebbe scegliere un pensiero da queste letture bibliche ed affermare che la Parola di Dio guarisce e risana la propria anima. Guarisce le proprie ferite.
Se io dovessi scegliere adesso direi che mi hanno toccato le parole di san Paolo che scrive ai Galati e a tutti noi: “Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”. Non è forse desiderio di ogni persona che Dio viva nel nostro cuore? Che Dio, di cui sogna ogni essere umano, entri nella propria vita, perchè ogni anima possa avere la pace? Questo è il senso dell’esistenza.
Queste parole sono in conformità con il Salmo 63 che dice: “Tu sei il mio Dio. Ti cerco. L’anima mia ha sete di Te come terra arida”.
Il sacerdote all’inizio della Messa non ha detto forse la stessa cosa quando ci ha salutati con il saluto “il Signore sia con voi” e noi abbiamo risposto “e con il tuo spirito”?
Desidero riflettere con voi su questo desiderio di vivere con Dio.
Quando due settimane fa ho ricevuto l’e-mail da un’organizzatrice del pellegrinaggio ho letto che stava scritto che il motto del pellegrinaggio è “Alla scuola di Maria”. Alla scuola non si và per alcuni giorni o alcuni mesi, ma per anni. Siamo invitati ad andare alla scuola di Maria per tutta la vita.
Quello che noi desideriamo Maria l’ha realizzato nella Sua Vita. Il cuore umano ha bisogno di Dio. Maria ha portato Dio incarnato su questo mondo. Lei ci ha regalato il Figlio di Dio.
Lei gioiva con Lui, piangeva, soffriva con Lui durante la Via Crucis. Con Lui ha vissuto la gioia della Resurrezione.
Noi vogliamo essere alla scuola di Maria.
A che livello siamo nel nostro sviluppo spirituale?
Vorrei raccontare una bella storia. Senz’altro l’avrete sentita tante volte, ma desidero ripeterla e condividerla con voi.
Ricordate quell’evento in cui un uomo parlando ha estratto una banconota da cento euro dalla tasca, come sto facendo io adesso, e l’ha mostrata? Ha detto: “Vedete la banconota da cento euro? Chi vorrebbe avere cento euro? Alzate la mano”. “Non vedo le mani!” Secondo la natura umana tutti abbiamo bisogno di questi cento euro per la nostra vita. A quel punto tutti hanno alzato la mano. Lui ha preso la banconota e l’ha calpestata e ha chiesto di nuovo: “Chi vuole avere adesso la banconota?” E tutti hanno alzato di nuovo la mano, perchè questa banconota ha il valore in se stessa.
Vorrei che voi qui a Medjugorje sperimentaste questo: chi siete? Vorrei che tornaste a casa coscienti della vostra identità. Vorrei che foste coscienti di chi siete quando siete sani e quando non lo siete. Anche quando la vita vi butta a terra avete un gran valore, sopratutto davanti agli Occhi di Dio. Nel Sacramento del Battesimo siete diventati figli di Dio. Lui vi ha scritti nel Palmo della sua Mano. Anche se vi abbandonano i vostri cari Dio ha bisogno di voi. Dio vi ama. Dio ama i più deboli.
In una nostra grande chiesa si sono raccolte le persone carismatiche del Rinnovamento nello Spirito. Ci sono alcune persone che non capiscono il movimento carismatico. Ci sono alcuni che dicono: “Sono venuti da quel sacerdote malato allora anche loro sono malati”. Gesù è venuto proprio per i malati e non per i giusti. Egli è venuto per i bisognosi.
Non puoi diventare un uomo nuovo se non ti penti, se non dici”Signore perdonami; tante volte Ti ho rinnegato; ho bisogno di Te; donami la Tua grazia e il Tuo Amore per poter essere con Te”. Non l’ha vissuto forse Davide nella prima lettura di oggi, quando il Profeta Natan l’ha ammonito perchè viveva con una donna che non era sua? Quando si è pentito ha potuto dire: “Signore, abbi pietà di me. Togli la mia colpa”.
Avete dimenticato cosa abbiamo letto nel Salmo? “Beato l’uomo a cui è tolta la colpa e cancellato il peccato”.
Oggi nelle letture bibliche vediamo il Volto di Dio Misericordioso che si mostra in Gesù Cristo. Esorta Simone il fariseo ad amare Dio. Se siamo peccatori deboli Dio ci perdona. Non desidera abbandonarci. Non abbiate mai paura di tornare alle sorgenti del Cristianesimo, di vivere nella libertà dei figli di Dio.
Permettete al Signore di entrare nelle vostre vite, perchè possiate rinascere vivendo ogni giorno una vita nuova. La fede ci salverà tutti. Quale fede? La fede della conversione.
Nella Bibbia sta scritto che tra coloro che credono esiste anche il diavolo, ma lui si è perso per tutta l’eternità, perchè la sua non è la fede che fa convertire. Anche il diavolo crede in Dio.
Se commetti adulterio e sei cosciente che non va bene e lo fai ugualmente, non hai la fede biblica. Questa fede deve essere nella tua mente e nel tuo cuore. Se rubi come politico o come direttore e sai che non è giusto, tu non ti sei convertito. Hai bisogno dello Spirito Santo per accendere la fiamma nella tua vita.
Fratelli e sorelle, tra di voi ci sono tanti che sono come angeli di Dio qui sulla terra. Sono tanto ammalati nel loro corpo, in un modo tale da non poter commettere il peccato. Non possono ferire nè se stessi nè i loro cari nè Dio.
Prego voi genitori, accompagnatori, cambiate la vostra vita. Cercate di essere collegati con Dio il più possibile per poter crescere con il Signore.
Non dimenticate che Gesù ha promesso a tutti: “Chi farà qualsiasi cosa, anche dare un bicchiere d’acqua, a coloro che sono nel bisogno troverà il suo posto nel Regno dei Cieli”.
Per tutto il tempo che voi trascorrete con gli ammalati Dio vi ricompensi nella vita eterna.
Nulla ci può staccare dall’Amore di Dio. San Paolo dice: “Nè la morte nè i cieli nè profondità nè altezze nè gli angeli - possiamo aggiungere anche nessuna malattia - ci può allontanare dall’Amore di Dio”. La malattia mi può soltanto avvicinare. Testimoniate la vostra fede con la vostra malattia.
Dio desidera avere gloria nella vostra vita attraverso la malattia.
San Barnaba esorta i Vescovi, i diaconi, i sacerdoti ad avere più fiducia nella Parola di Dio per portare la salute nel Nome di Gesù.
Noi dobbiamo credere per poter trasmettere il Suo Amore e la Sua forza.
Dopo la discesa dello Spirito Santo a Gerusalemme Pietro e Giovanni passavano vicino all’uomo che era ammalato da quarant’anni. Avevano paura. Quando lo Spirito Santo li ha toccati hanno detto all’ammalato: “Non abbiamo nè argento nè oro, ma quello che abbiamo te lo diamo. Nel Nome di Gesù Cristo alzati e cammina”.
Preghiamo di avere questa fede per poter dire così e per poter guarire nel corpo e nell’anima.
Amen.

 

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

sabato 11 giugno 2016

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 9 giugno 2016, presieduta da fra Marinko Šakota


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».
Parola del Signore


Carissimi fratelli e sorelle, “se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei non entrerete nel Regno dei Cieli”, dice Gesù ai Suoi discepoli e a coloro che Lo ascoltano.
Qual’è la giustizia degli scribi e dei farisei? Qual’è la giustizia più grande per entrare nel Regno dei Cieli? Queste sono le domande che ci poniamo e di cui cerchiamo la risposta per comprendere Gesù e ciò che Lui desidera dirci. Per poter vedere noi stessi e verificare la nostra giustizia.
Giustizia è un termine relativo. Quando diciamo “giustizia” pensiamo a qualcosa di assoluto, veritiero, pensiamo “questo è giusto o non è giusto” e non siamo coscienti che invece pensiamo alle cose che ci convengono o meno. Questo è giusto secondo i miei criteri, secondo i criteri umani.
Ma questa è veramente la giiustizia? E’ giustizia davanti agli Occhi di Dio?
Noi diciamo che quella persona e è giusta, perchè mi piace, perchè è cara, vicina. E’ ingiusto ciò che fa la persona che non ci piace o ciò per cui non abbiamo interesse.
Desideriamo veramente sapere cos’è la giustizia agli Occhi di Gesù?
Quali sono le caratteristiche della giustizia degli scribi e dei farisei?
Vediamo cosa ha detto Gesù: “Non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori. I sani non hanno bisogno del medico, ma gli ammalati. Non sono venuto per coloro che si ritengono giusti”.
Gesù ha messo davanti a noi quel fariseo nel Tempio che digiuna due volte in settimana, ma Egli dice che quell’atteggiamento non è giusto davanti agli Occhi di Dio. Quell’uomo si ritiene giusto, buono, senza peccato. Dal suo esempio vediamo che tipo di giustizia è quella degli scribi e dei farisei. Secondo la sua giustizia egli si considera buono e giusto e vede gli errori degli altri. Vede la pagliuzza nell’occhio dell’altro, vede il peccato e dice: “Signore ti ringrazio, perchè non sono come quei peccatori”. Questo significa: “Io sono buono e gli altri sono cattivi”. Quel giusto giudica gli altri. Ha un cuore stretto e non può ricevere nel cuore coloro che non gli vanno bene. Ha un modo di vedere le cose molto ristretto e vede solo gli errori.
Che cos’è molto importante capire, fratelli e sorelle? Una tale giustizia rimane alla superficie, rimane fissata sull’errore. Quell’argomento basta per giudicare l’uomo.
La giustizia di Dio è una giustizia più grande e diversa. Per noi spesso sarà un’ingiustizia. Qualche volta diciamo: “Non è giusto che Dio agisca così verso gli uomini”, pensando alla Misericordia di Dio. Invece si tratta della giustizia di Dio, perchè la Misericordia è la giustizia di Dio. La Misericordia di Dio serve alla sua giustizia.
Dio vede l’errore, ma la differenza tra la giustizia di Gesù e quella degli scribi e dei farisei sta nel fatto che Dio non si ferma alla superficie, ma guarda il cuore. Non si ferma all’errore dell’uomo, ma vede qualcos’altro.
Ricordiamo quando avevano portato quella donna per lapidarla. Loro si sono fermati al suo peccato e l’hanno condannata. Vedono solo questo: solo il suo peccato.
Gesù dimostra una giustizia diversa.
La giustizia di Dio supera la nostra logica umana; supera la colpa, la punizione, la pena. Mostra l’occasione di aiutare e salvare l’uomo.
Quel peccato è un’occasione per Dio per aiutare, mentre per gli altri è un’occasione per giudicare.
Questi giusti trovano almeno un argomento per giudicare e, invece, Gesù trova un argomento per salvare. Questa è la giustizia di Dio. Dio desidera la vita, desidera salvare. Dio è l’Amico della vita.
La Sua è la giustizia che vede l’ultima pecora e desidera salvarla.
La giustizia umana si ferma al peccato di Zaccheo e lo giudica. Non può comprendere Gesù che entra nella sua casa. I giusti dicono: “E’ entrato nella casa di un peccatore”.
Gesù và oltre. Non è che Lui non veda il peccato di Zaccheo, ma non si ferma e dice: “Anche lui è figlio di Abramo”.
Vedete in cosa sta la differenza?
Il sacerdote e il levita quando hanno visto l’uomo ferito hanno trovato almeno un argomento per andare oltre. Invece il samaritano trova almeno un argomento per fermarsi e per aiutare.
Ecco perchè Gesù nel Vangelo d’oggi dice: “Se tu dunque presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono”. Non và bene che io riceva Gesù nella Comunione e durante la Messa o dopo la Messa non accetti l’uomo nel mio cuore. Queste due cose non vanno insieme. Io ricevo Gesù e Lui rimane in superficie, perchè io non ho accettato la Sua logica, il Suo modo di pensare e di vedere. Non ho accettato la giustizia di Dio che vede di più.
Fratelli e sorelle, Gesù desidera che noi abbiamo la Sua giustizia. Ecco perchè veniamo a celebrare l’Eucaristia. Questo è il senso della preghiera. Possiamo scoprire questa giustizia maggiore.
Nell’Eucaristia, quando diciamo le Parole di Gesù “questo è il Mio Corpo, prendete e mangiateNe tutti”, quando Lo riceviamo nella santa Comunione, sentiamo questa Sua giustizia.
Essa è espressa nell’immagine che dice: “Il sole dona la luce ai giusti e agli ingiusti”. Dio ama ogni uomo. Non esclude nessuno. La giustizia degli scribi e dei farisei esclude l’altro che non mi piace, che ha un altro colore, che è di un’altra nazione, che è di un’altra religione.
Nell’Eucaristia sperimentiamo, cari fratelli e sorelle, questo Amore di Dio.
Non possiamo dire che gli scribi e i farisei non abbiano amore, ma il loro amore è umano. L’amore umano è condizionato, limitato: “Se tu mi aiuti… Se tu mi fai… Se tu non mi visiti io non ti visito. Se tu non fai questo a me io non faccio quello a te. Se tu non mi perdoni io non ti perdono”. E’ un amore condizionato.
L’amore umano non trova argomenti per perdonare, per andare oltre alle debolezze umane.
L’Amore divino è incondizionato. E’ quell’Amore che non si ferma davanti agli ostacoli. La mancanza d’amore per me, l’offesa o addirittura l’odio saranno l’occasione per dimostrare l’Amore.
L’offesa di qualcuno sarà l’occasione per il perdono.
Siamo forti e veloci nel parlare quando diciamo: “E’ ingiusto perdonare qualcuno!” Nello stesso tempo non siamo coscienti che siamo ingiusti verso noi stessi se non perdoniamo gli altri. Non siamo giusti verso di noi, perchè portiamo dentro di noi cose negative. Permettiamo al male di dimorare dentro di noi e di vincerci. Siamo ciechi e ingiusti, fratelli e sorelle.
Cari parrocchiani, come siete giusti in questi giorni. Avete aperto il vostro cuore a queste persone. Come eravamo ingiusti. Non erano persone e uomini. Anche nel vocabolario sono cambiati i termini. Adesso si dice che sono persone con diversi handicap.
Noi prima ci fermavamo alla superficie. Vedevamo il difetto degli invalidi senza vedere che noi stessi siamo invalidi su alcuni livelli.
Ecco, fratelli e sorelle, Qui ci siamo corretti. Grazie, cari parrocchiani, per il vostro cuore aperto che riceve l’uomo, che riceve Gesù in questo uomo.
Giovanni Paolo II ha detto: “Nessuno è tanto povero da non poter dare e nessuno è tanto ricco da non poter ricevere”.
Quest’Eucaristia sia occasione per noi per lasciarci ispirare da Gesù. La Sua giustizia, il Suo Amore. RiceviamoLo nel nostro cuore e non solo nel nostro corpo per poter avere la Sua giustizia. Per poter comprendere come Lui comprende la giustizia e l’Amore.
Se scopriamo la giustizia e l’Amore di Dio nulla ci potrà fermare. Non guarderemo solo il peccato dell’altro, ma faremo di tutto per poter aiutare l’uomo e non lo giudicheremo.
Maria, che è sempre vicino a noi anche se siamo peccatori, ci dice “cari figli” e avrebbe tanti motivi per non dircelo.
Ispirati dall’esempio di Gesù, cari fratelli e sorelle, apriamoci alla giustizia di Dio.
Amen.

 

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

venerdì 10 giugno 2016

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 8 giugno 2016


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Parola del Signore.


Carissimi fratelli e sorelle, cari pellegrini, le letture di oggi ci invitano a riesaminare la nostra fede e la legge d’Amore che siamo invitati a vivere nella nostra quotidianità. Il Profeta Elia è un santo. La sua vita sembra essere composta da due realtà opposte. Da una parte vive la contemplazione profonda, è tutto abbandonato a Dio, e dall’altra parte si impegna attivamente contro la religione pagana.
Il re del tempo di Elia cercava di eliminare i credenti.
Quel tempo è tanto vicino al nostro. Elia ci può essere modello nel modo di lottare per proteggere i veri valori e la nostra fede, sapendo che il Signore mostra la Sua potenza quando vuole e come vuole.
Per paura anche il popolo, guidato dal re e dalla regina, ha voltato le spalle al Signore. Ha dimenticato che il Signore lo ha liberato dalla schiavitù in Egitto. Ha dimenticato che aveva giurato di servire solo Lui e come gli antenati ha cominciato ad adorare Baal e gli altri dei.
Elia, con il suo modo di vivere la fede, nonostante la persecuzione del re rimane fedele e con tutte le sue forze si impegna a dare gloria a Dio.
Dio, attraverso Elia, rivolge la Sua chiamata anche a noi questa sera.
Domandiamoci: quanto lottiamo per Dio e per le Sue cose nella nostra quotidianità? Vogliamo avere successo ad ogni costo? Piacere agli altri anche adorando i Baal moderni?
Perciò Elia viene davanti al re e lo rimprovera apertamente dicendogli che lui e la sua famiglia stanno distruggendo Israele, perchè hanno abbandonato la loro fede e gli propone di dargli sul monte Carmelo la possibilità di opporsi da solo ai sacerdoti di Baal per dimostrare al re e a tutto il popolo che il Signore è Dio. Propone che i sacerdoti di Baal prendano un giovenco come olocausto senza accendere il fuoco e che invochino Baal che lo inviasse lui per bruciarlo. Elia avrebbe fatto lo stesso invocando il suo Dio. L’olocausto che prenderà fuoco indicherà quale Dio è autentico. Il re ha accettato la proposta.
I sacerdoti di Baal hanno invocato tutto il giorno il loro Dio, ma non è successo nulla. Elia ha riparato l’altare del Signore che era distrutto. Vi ha messo sopra il giovenco. Ha scavato attorno un canale e ha ordinato che l’animale fosse bagnato con l’acqua finchè il canaletto non fosse pieno. Poi ha invocato il Signore ed è venuto dal cielo il fuoco che ha consumato l’olocausto, la legna, le pietre e ha prosciugato l’acqua del canaletto. I profeti di Baal sono stati tutti uccisi.
In quel momento il popolo ha capito chi è il Signore e ha riconosciuto il proprio errore.
Domandiamoci questa sera, cari fratelli e sorelle, in chi ci riconosciamo noi? Nella fede di Elia oppure siamo affaticati nella nostra vita a seguire altre religioni false?
Dio, tramite Elia, ci invita questa sera a riaprire i nostri occhi.
Nel Vangelo, invece, Gesù Cristo ci invita a vivere i precetti di Dio nella nostra quotidianità seguendo la Parola di Dio. Se vivremo la Parola di Dio saremo grandi nel Regno dei Cieli.
La Bibbia dice “l’occhio non ha visto, l’orecchio non ha sentito, il cuore non ha desiderato ciò che il Signore ha preparato per coloro che Lo amano”.
Forse questo non è strano per l’occhio e l’orecchio rivolti a questo mondo, ma sorprende quando lo si dice per il cuore che può aspirare alla bontà, alla bellezza di una vita migliore. Eppure nemmeno in lui è entrato ciò che ci aspetta un giorno se amiamo Dio.
Ecco perchè l’Amore è il comandamento più grande. L’uomo nella sua vita và incontro a Dio, ma non perde la propria umanità. Così è anche per la legge. Essa và sempre verso l’Amore e non perde nulla della sua integrità, perchè - come dice Gesù - non passerà un solo trattino della legge. Perchè l’Amore non distrugge nulla. Anzi: riunisce tutto. Non passa mai e supera tutto arrivando a Dio e in Dio non ci sono più limiti.
Gesù dice: “Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto sarà considerato minimo nel Regno dei Cieli. Al contrario, chi li osserverà e insegnerà sarà considerato grande nel Regno dei Cieli”. Perchè è possibile vivere i precetti e insegnarli alla luce del precetto più importante che è quello dell’Amore. Siamo grandi quando facciamo le cose per Amore, perchè l’Amore è grande.
Per quanto le cose siano piccole se le facciamo per Amore ci guidano a ciò che Dio ci ha preparato. Solitamente non ne siamo coscienti.
Avendo la fede di Elia nella nostra quotidianità, nella famiglia, nel posto di lavoro, tra gli amici, ovunque vivremo la nostra vita con la speranza che ci farà vedere tutto in modo positivo. Così siamo in Dio che è Amore e speranza.
Il Signore ci aiuti. Trasformi i nostri cuori in questa Eucaristia questa sera. Ci trasformi in Nome dell’Amore e della speranza, perchè crediamo nella Sua onnipotenza e nella Sua bontà.

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )