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Richiesta di preghiere

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Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

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giovedì 9 giugno 2016

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 6 giugno 2016

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».
Parola del Signore.

“Gesù vedendo le folle salì sul monte e si mise ad insegnare loro”. Così ci dice il Vangelo di oggi.
I Vangeli parlano di Gesù come di Colui che hail potere e non come gli scribi. Poi sta scritto che ha un insegnamento forte: comanda addirittura agli spiriti impuri e loro Gli obbediscono.
Gesù di Nazaret veramente era forte nella Parola e nelle opere. La gente ha capito e ha visto. Perciò quotidianamente Lo cerca una grande folla. La Sua Parola è rivolta a coloro che Lo ascoltavano allora come a noi che Lo ascoltiamo nel nostro tempo. Perchè la Parola di Dio non è passeggera, non invecchia. E’ piena di vita.
Questo discorso di Gesù sulle Beatitudini viene considerato da molti il discorso più bello che un uomo abbia mai pronunciato.
Sappiamo che nella storia dell’umanità sono stati pronunciati molti discorsi belli. Per preparare alcuni di questi c’è voluto tanto tempo o ci si è ispirati ad altri. Discorsi pieni di ideali e promesse. Ma nessuno degli uomini che hanno fatto questi discorsi poteva testimoniarli con la vita.
Soltanto Gesù di Nazaret ha vissuto ciò che ha detto. Questo lo ha dimostrato alla fine della Sua Vita terrena con il Sacrificio dell’Amore. L’Amore vince e premia coloro che amano.
Nel discorso della montagna Gesù per otto volte descrive chi saranno i beati nel giorno del giudizio. Sono i poveri in spirito, cioè coloro che sono rimasti liberi dai beni di questo mondo e hanno fiducia soltanto in Dio.
Beati sono coloro che sono nel pianto. Beati i miti. Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia. Ricordiamo quanti oggi sono oppressi e condannati. Le misure non sono uguali per tutti, anche se fanno la stessa cosa.
Gesù poi dice: Beati i misericordiosi e beati i puri di cuore. Beati gli operatori di pace. Beati i perseguitati per la giustizia.
E alla fine di questo discorso Gesù di Nazaret dice: “Beati voi quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa Mia. Rallegratevi ed esultate perchè grande è la vostra ricompensa nei Cieli”.
Fratelli e sorelle, beati noi e beati coloro che sopportano tutto per amore verso Dio e verso gli altri. Per la salvezza nostra e degli altri. Con le parole del Vangelo Gesù ci esorta e ci ammonisce di cercare la nostra felicità in Dio. Ogni cristiano praticante sa benissimo che la felicità e la gioia non sono nelle cose materiali di questo mondo passeggero. Il problema sta nel fatto che un uomo che cerca di avere beni materiali non trova il tempo per Dio e per il proprio prossimo.
Con il discorso in cui dice “beati” e agli altri dice “guai” Gesù non dice nulla di nuovo, ma conferma la Parola di Dio che avevano predicato prima i Profeti. Lui dice queste cose a modo Suo e le conferma con i prodigi.
Parla col Cuore, con forza e la Sua Parola è accompagnata dai miracoli.
L’uomo non può dire nulla se non “questa è la Verità”. Questo è qualcosa di veramente nuovo, anche se Dio nella storia attraverso i Profeti ci ripete sempre cose simili. Ma Gesù le dice in un modo nuovo, meraviglioso.
Gesù parla con tutto il Suo Essere, parla con il Suo Cuore. I Profeti prima di Gesù si impegnavano a difesa degli oppressi, dei poveri e spesso ammonivano i ricchi usando il Nome di Dio. Vediamo cosa accade nel tempo in cui viviamo. I ricchi, con le loro ricchezze enormi, creano i poveri, aumentando la loro miseria. Perciò tutti i Profeti che si sono opposti ai potenti di questo mondo sono stati perseguitati e molti anche uccisi.
Gesù sapeva che anche a Lui spettava questo destino. Ecco perchè diceva ai Suoi discepoli: “Sarete uccisi; dovrete vivere le tribolazioni a causa Mia e a causa del Vangelo”. Ma diceva anche: “Non abbiate paura, perchè Io sono con voi”.
Fratelli e sorelle, Gesù pensa anche oggi a tutti gli uomini che sono miseri, a tutti coloro che soffrono, a tutti coloro che piangono sulla propria sorte. Lui sorprende tutti con le Sue Parole: “Beati voi”.
Il Vangelo di oggi specifica tutte le persone alle quali Gesù promette la vita eterna: coloro che sono nel pianto, gli affamati, i poveri, gli oppressi. Queste Parole di Gesù sono così attuali nel nostro tempo. Gesù conosce tanti poveri, tanti profughi, tanti che muoiono di fame nel nostro tempo moderno. Nel tempo del progresso tecnologico, tempo che molti non potevano nemmeno immaginare, molti muoiono di fame. Questo è umano?
Gesù vede tutti coloro che piangono e sono tristi, perchè sono rimasti soli e abbandonati. Coloro che piangono sono coloro che hanno perso i loro cari nelle guerre. Nonostante il progresso in cui viviamo ci sono coloro che piangono per la casa persa. Gesù pensa a queste persone e dice: “Beati loro”.
Gesù vede anche coloro che faticano nel far crescere i loro figli. Gesù vede coloro che lavorano senza prendere lo stipendio. Vede coloro che non possono riposare o sono senza ferie per poter incontrare la propria famiglia. Gesù vede anche i cristiani che devono lavorare la domenica. Nella nostra patria devono lavorare la domenica, perchè sono minacciati dai datori di lavoro.
Nel nostro tempo ci sono anche coloro che nel posto di lavoro devono stare in piedi. tutto il periodo. Otto ore. Come se fossero carcerati.
Oggi ci sono tante cose per cui Gesù direbbe: “Guai a voi!” E tanti ai quali direbbe: “Beati voi che portate la vostra croce”.
Noi cristiani vediamo tutte queste cose, ma spesso non abbiamo la forza di dire alle persone che soffrono “beati voi”.
Egli non desidera dare una consolazione superficiale, bensì lo pensa sul serio. Lo dimostra con la Sua Vita, con la Sua povertà. Anche Lui era perseguitato, profugo. Aveva fame e sete e spesso non aveva il posto dove posare il Capo. Perciò Gesù tutto ciò lo dice per propria esperienza e lo dice sul serio.
Le Sue Parole risuonano anche oggi nei nostri cuori come una sfida. Beati noi se non saremo legati alle cose materiali, come tanti datori di lavoro che sfruttano i loro operai senza ferie e riposo.
Beati noi se non abbiamo il cuore duro quando vediamo la miseria attorno a noi.
Beati noi se aiutiamo i poveri e la Chiesa di Cristo alla quale apparteniamo.
Beati noi se non mormoriamo contro Dio, ma sopportiamo con pazienza la nostra croce.
Gesù pregava tanto. Pregava tutte le notti e sopratutto ha pregato tanto prima della Sua Via Crucis. La persona che prega può sopportare tante cose.
Il Vangelo di oggi è un invito alla fede, alla fiducia in Dio, alla fiducia in Gesù. Ci ammonisce di non fidarci di qualcosa, ma di Qualcuno.
Nella nostra vita quotidiana, nelle nostre difficoltà sia sempre nel nostro cuore la Parola di Dio.
“Dio mio in Te confido; Dio mio amo solo Te”.
Amen.

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

domenica 5 giugno 2016

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (18) – Messaggi a Marija del 25 maggio 2016 e a Mirjana del 2 giugno 2016

Messaggio a Marija del 25 maggio 2016

"Cari figli, la mia presenza è un dono di Dio per tutti voi ed un'esortazione alla conversione. Satana è forte e desidera mettere nei vostri cuori e nei vostri pensieri disordine ed inquietudine. Perciò, voi figlioli pregate affinché lo Spirito Santo vi guidi sulla via retta della gioia e della pace. Io sono con voi ed intercedo presso mio Figlio per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Commento teologico

Il messaggio si può dividere in due momenti: nel primo si indica la lotta spirituale che sussiste tra la Vergine Maria e Satana il principe di questo mondo, che si accanisce contro i suoi figli, i discepoli del Figlio Gesù. Si riprende la visione apocalittica (Ap 12), in cui la Donna vestita di sole, con il capo coronato da dodici stelle, viene assalita dal drago rosso, il serpente antico, il diavolo che vuole divorare il bambino appena nato. Individualmente inteso il bambino è Cristo, il Verbo incarnato, figlio di Maria; nel senso comunitario ed ecclesiale, egli abbraccia tutti i credenti e seguaci di Cristo, cioè la Chiesa. Per cui la donna partoriente simboleggia contemporaneamente sia Maria sia la Chiesa, in quanto ambedue sono la Sposa e la Madre del bambino che deve governare tutte le nazioni. La donna è messa in salvo nel deserto, mentre il bambino è rapito in cielo. Tuttavia scoppia una guerra, dove Michele e i suoi angeli combattono contro il drago, il quale combatte con i suoi adepti ma non prevale ed è precipitato sulla terra per continuare la lotta contro i discepoli del Cristo. La Vergine sta a ricordare che tale lotta prosegue sulla terra lungo la storia fino alla fine dei tempi. Questo è un rilievo di una grande urgenza che non dovremmo mai dimenticare e farlo nostro per essere vigilanti e pronti a contrastare le insidie sataniche; Ella ci avverte che l’unica forza interiore sta nel convertirci a Dio continuamente vivendo nella sua comunione filiale e avvinti alla sua onnipotenza infinita. Per questo motivo Maria dice: ”la mia presenza è un dono di Dio per tutti voi e un’esortazione alla conversione”.

Nel secondo momento è messo in evidenza il cammino da percorrere: pregare lo Spirito Santo affinché “vi guidi sulla via retta della gioia e della pace”. Non ci è altro mezzo più efficace della potenza interiore dello Spirito Santo per difenderci dagli attacchi del drago infernale e liberarci dalle nostre schiavitù terrene ed egoistiche. Lo Spirito Santo propriamente è stato effuso da Cristo sugli apostoli per essere il loro Paraclito o Difensore davanti alle avversità e alle persecuzioni. Di questo nobile divino Ospite, che abita in noi come in un tempio, non dobbiamo dimenticarci mai: invocarlo, adorarlo, implorarlo sono gli atteggiamenti insostituibili per affrontare le difficili situazioni odierne. Ciò suppone logicamente una docile disponibilità alle sue luci intellettuali e alle sue movenze interiori, in obbedienza alla suprema sapiente volontà del Padre. Per aiutarci in tale cammino spirituale Maria rimane accanto a noi, come afferma: “sono con voi ed intercedo presso mio Figlio”. Interessante vedere il legame che intercorre tra Maria, la SS.ma Trinità e noi: Maria è inviata da Dio Padre vicino a noi, sotto la mozione dello Spirito, per condurci al Figlio suo con lo scopo materno di portarci in cielo nella beatitudine eterna. In questo legame tra cielo e terra vi è racchiuso il centro del mistero cristiano: la Trinità Santa, attraverso Maria, continua a riversare sulla terra il suo amore infinito, la sua luce e la sua salvezza. Necessariamente scaturisce l’urgenza di inserirci vitalmente e fervidamente dentro questo mirabile scambio di amore e di comunione tra cielo e terra, perché sulla terra sorga un’alba nuova di verità, giustizia e amore.

 

Messaggio a Mirjana del 2 giugno 2016

“Cari figli, come Madre della Chiesa, come vostra Madre, sorrido guardandovi venire a me, radunarvi attorno a me e cercarmi. Le mie venute tra voi sono una prova di quanto il Cielo vi ama. Esse vi indicano la via verso la vita eterna, verso la salvezza. Apostoli miei, voi che cercate di avere un cuore puro e mio Figlio in esso, voi siete sulla buona strada. Voi che cercate mio Figlio, state cercando la buona strada. Egli ha lasciato molti segni del suo amore. Ha lasciato la speranza. È facile trovarlo, se siete disposti al sacrificio e alla penitenza, se avrete pazienza, misericordia ed amore per il vostro prossimo. Molti miei figli non vedono e non sentono, perché non vogliono farlo. Le mie parole e le mie opere non le accolgono, ma mio Figlio, attraverso di me, invita tutti. Il suo Spirito illumina tutti i miei figli nella luce del Padre Celeste, nella comunione tra Cielo e terra, nell'amore vicendevole; perché amore chiama amore e fa sì che le opere siano più importanti delle parole. Perciò, apostoli miei, pregate per la vostra Chiesa, amatela e fate opere d’amore. Per quanto sia tradita e ferita, essa è qui perché proviene dal Padre Celeste. Pregate per i vostri pastori, per vedere in essi la grandezza dell’amore di mio Figlio. Vi ringrazio.”

Commento teologico
Anche questo messaggio si sviluppa su due fronti: da una parte Maria dona conforto e consolazione ai suoi figli docili e obbedienti; dall’altra si preoccupa dei figli indisposti e duri di cuore, verso i quali chiede la nostra collaborazione per diffondere l’amore verso tutti.

1. Quanto al primo fronte, si nota una particolare tenerezza della Vergine per i suoi figli, in quanto si presenta “come Madre della Chiesa, come Madre vostra”. Sono due attribuzioni che scaturiscono sia dalla Scrittura sia dal Concilio Vaticano II. Gesù stesso sulla croce ha affidato a Lei Giovanni, e in lui tutti i discepoli, quali figli suoi; il Concilio nella Lumen Gentium definisce Maria quale Madre della Chiesa. Va notato come la Vergine a più riprese torna su questo punto della divina rivelazione, in cui appare chiaramente che la volontà di suo Figlio morente è precisamente quella di costituirla Madre di tutti coloro che formano la santa Chiesa. Ciò fa intendere che per Lei quello è stato un momento di fondamentale importanza, quando è diventata Madre per la seconda volta, dopo la maternità divina del Figlio. Da lì, da quel dolore straziante della croce, Ella ha recepito il suo compito insostituibile della maternità ecclesiale e per questo si sente impegnata fortemente a poterlo svolgere nel modo migliore. Si tratta di una puntuale missione a cui l’ha chiamata suo Figlio ed Ella ha ripetuto totalmente il suo sì, la sua disponibilità senza riserve come aveva fatto con l’angelo Gabriele all’annunciazione. La stessa dedizione, lo stesso amore, la medesima generosità che ha dimostrato verso il Figlio fino alla condivisione dell’offerta sacrificale sulla croce, lo ripete ora verso i discepoli fino al dono totale di sé quale Madre provvida e solerte. Pertanto Ella si adegua a quanto è contenuto negli insegnamenti biblici e magisteriali, non dice cose diverse o esagerate, ma semplicemente dichiara di credere a quanto sta scritto su di Lei e lo fa suo con l‘adesione di tutta sé stessa. Stando accanto a noi, non fa altro che svolgere la sua missione materna di proteggere, educare, difendere i figli che Gesù crocifisso le ha donato. Proprio in forza di questa qualità di Madre, Maria “sorride” ai figli che devotamente la onorano, la pregano e la cercano, come fanno tutti i figli verso la propria mamma. In tal senso si esprime: “sorrido guardandovi venire a me, radunarvi attorno a me e cercarmi”. Non vi è alcun senso di egocentrismo o di auto-gratificazione, ma semplicemente la compiacenza materna per la corrispondenza amorevole dei figli, in coerenza e sull’esempio di quanto aveva fatto il discepolo Giovanni sotto la croce, quando la prese con sé, la portò nella sua casa e soprattutto nel suo cuore, considerandola sua vera Madre. Ella non fa altro che confermare le parole profetiche di Gesù. Come figli affettuosi noi accorriamo a Lei, obbedendo a nostra volta a quanto Gesù ha indicato Lei come nostra Madre: ecco la tua Madre, e Lei ne è umilmente contenta, non tanto per sé stessa, ma per il nostro bene e il bene della Chiesa. D’altronde tutta la Tradizione, i Santi e i Dottori, hanno sostenuto che accorrendo a Lei i cristiani si accostano al modello della santità e si formano alla scuola del vangelo, diventandone “apostoli”. Ella in fondo cerca unicamente il vero bene dei suoi figli nel senso pieno, che non riguarda soltanto il benessere terreno, ma particolarmente la felicità del cielo. Lo dice espressamente che le sue venute tra di noi sono un segno e una prova dell’amore divino verso di noi: “esse vi indicano la via verso la vita eterna, verso la salvezza”. Come sono preziose queste parole! Oggi si sente parlare poco o niente di vita eterna, immersi come siamo tra le cose del mondo fugace di quaggiù. Ella invece ci fa alzare gli occhi per guardare più avanti, allargare l’orizzonte verso la vita immortale, che costituisce lo scopo unico e assoluto della nostra esistenza terrena. Solo se abbiamo un cuore disponibile verso il Figlio suo, siamo sulla strada buona. Ancora una volta insiste nell’indicare il Figlio Gesù quale unica àncora sicura per approdare alla salvezza eterna e insieme l’unica strada che vi conduce. Risuonano in tal modo le parole stesse di Cristo: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”. Si vede bene che Maria conosce profondamente il vangelo e lo vive dentro di sé per farlo vibrare nel cuore dei suoi diletti figli. L’importante sta nel far calare nella nostra vita quotidiana e tenere ben saldo quell’unico insostituibile assoluto Signore nostro e Salvatore. Ella ci incoraggia: “è facile trovarlo”. Ma come? Maria indica due strade convergenti: una riguarda “il sacrificio e la penitenza”, che appare assai difficile e penosa, ma l’altra concerne “la pazienza, misericordia e amore”, che rende facile il sacrificio stesso, in quanto l’amore dona sapore e valore al dolore.

2. La seconda pista si dirige “verso molti miei figli (che) non vedono e non sentono, perché non vogliono farlo”. Sono sordi e ciechi, non per un male di natura, ma perché non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere o peggior sordo di chi non vuol sentire. La Madonna fa riferimento a questa categoria di individui che sembra più numerosa di quanto non si creda!! Anche noi potremmo essere annoverati tra costoro e penso che molti siano d’accordo. Ai tanti giusti e sani richiami facciamo finta di non sentire e ai tanti segni di bontà e di carità giriamo lo sguardo altrove per non volerli riconoscere! Nelle parole di Maria si percepisce una certa amara constatazione. Infatti molti sono lontani dal suo abbraccio e preferiscono rimanere in mezzo all’affanno e nei tormenti del mondo, ingannati stoltamente dal luccichio falso delle cose materiali. Tuttavia la Madre non dispera e non perde la fiducia di poterli ricuperare tutti, uno ad uno, per questo si muove arditamente alla riscossa per chiamare tutti al suo Cuore immacolato e assaporare il suo dolcissimo amore materno. Per raggiungere lo scopo, chiede anche il nostro aiuto con la potenza dello Spirito Santo: “mio Figlio, attraverso di me, invita tutti. Il suo Spirito illumina tutti i miei figli nella luce del Padre celeste”. Stupende e luminose parole di fede! Maria si pone di nuovo a servizio della Trinità Santa a nostro favore: muove il Figlio a mandare lo Spirito Santo per diffondere la luce folgorante di Dio Padre. Come possiamo non essere toccati e affascinati da questa sublime visione che ci affonda l’animo nell’oceano dell’amore trinitario, in modo che noi, suoi figli, possiamo entrare per grazia divina in tale circolo vitale che unisce in un solo abbraccio di amore il Padre e il Figlio nello Spirito Santo. Là, nel mistero insondabile della carità divina, noi povere piccole creature troviamo la sorgente inesauribile della pienezza beatificante della vita, che è l’Amore. Il fiume divino scende sulla terra e irrora l’intera Chiesa e, attraverso di essa, tutta l’umanità. Per la Chiesa dunque occorre pregare intensamente, soffrire, offrire e gioire, affinché “per quanto tradita e ferita, essa è qui perché proviene dal Padre” e al Padre deve condurre tutti i suoi figli per essere rigenerati, perdonati e abbracciati dall’amore di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. La Chiesa vive, soffre, prega, testimonia ed evangelizza unicamente attingendo al flusso d’amore che dal cielo scende sulla terra e dalla terra risale al cielo per un abbraccio tenerissimo di beatitudine infinita. Se si stacca da tale sorgente, ella si inaridisce e perde ogni sua vitale energia per ridursi ad una misera società per azione. Ma sarebbe la fine. Per questo la preghiera dev’essere incessante e fervente, nella certezza della promessa di Gesù che le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. La Madre della Chiesa e di ciascuno di noi si dà da fare perché la Chiesa sia costantemente immersa nell’Amore divino per poterlo comunicare all’umanità estremamente bisognosa di esso.


don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 1 giugno 2016

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei - i quali dicono che non c'è risurrezione - e lo interrogavano dicendo:«Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello.C'erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie».Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: "Io sono il Dio di Abramo, il Dio d'Isacco e il Dio di Giacobbe"? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Parola del Signore.

Fratelli e sorelle,
per capire il Vangelo che abbiamo appena letto dobbiamo avere davanti agli occhi la situazione retrostante all'evento narrato. Esso avviene a Gerusalemme durante gli ultimi giorni della vita di Gesù.Ci sono i sadducei, un partito conservatore appoggiato dai sacerdoti ebrei. Il loro nome proviene da Sadok, sommo sacerdoti al tempo del re Salomone. I sadducei erano nemici dei farisei,cioè i teologi tradizionali, che si basavano sulla tradizione e sull’Antico testamento. Il loro modo di vedere la vita dopo la morte è basato sulle pagine dell’Antico Testamento nelle quali non c’era la sicurezza della fede nella resurrezione. Essi non credono nella resurrezione, anzi la deridono.Per i sadducei l’unica possibile eternità è nella discendenza. Gesù distrugge questo cerchio magico, allarga la visuale e annuncia che nella natura umana non c’l'eternità biologica, ma l’eternità divina.I sadducei inventano un caso teologico: quello di sette fratelli e una donna. Probabilmente ciò non è avvenuto, ma loro hanno inventato questa situazione per prendere Gesù intrappola.Dietro a tutto ciò c’è l’invidia che loro avevano. Noi sappiamo che Gesù è conosciuto a Gerusalemme, viene seguito da tanta gente, tutti Lo ascoltano,tutti seguono la Sua Parola. Questo sicuramente provoca l'invidia dei sadducei.Già per il fatto che Gesù è conosciuto ed amato i sadducei vengono messi in disparte. La gente non li segue e non li applaude, perché il loro modo di vedere la vita eterna eterna è una copia di questa vita terrena.Essi presentano un esempio abbastanza strano: sette fratelli che,secondo un’antica legge, erano costretti a sposare la stessa donna. La legge del Levitico dice che se muore un fratello e lascia la moglie senza figli il fratello deve prendere la donna per moglie e dare una discendenza al fratello defunto.I sette fratelli dell’esempio sono morti tutti senza lasciare discendenza. Alla resurrezione quella donna di chi sarà la moglie?Gesù ha risposto in un modo breve, ma chiaro. Egli distrugge la trappola dei sadducei e và al centro della questione,facendo vedere la superficialità della loro religiosità e del modo di vedere la vita dopo la morte.Il destino dei giusti dopo la morte è l’unione con Dio. Gesù annuncia ciò e lo fa scoprire. La nostra ultima realtà è l’eternità. Essa non è solo una copia della vita attuale, ma è una sorprendente entrata nell’eternità divina.L’occhio non ha visto, l’orecchio non ha sentito e il cuore non ha desiderato ciò che Dio ha preparato per coloro che Lo amano.Dio è la Vita e colui che crede vive in Lui e con Lui in una perfetta sincronia.Questa è la beatitudine eterna e non è solo il proseguimento delle gioie terrene.L’altra vita è veramente una vita diversa. Così ci insegna Gesù. Si tratta di una vita di un’altra qualità. E’ l’adempimento di tutte le attese e di tutti i desideri umani; si tratta di ciò che l’uomo qui sulla terra non potrà mai vivere.Sulla terra nessun uomo, anche se avesse tutti i mezzi e i soldi possibili, non potrà mai avere una vita realizzata in pienezza.Coloro che sono stati degni dell’altra vita e della resurrezione dei morti non si sposano, dice Gesù. Non potranno nemmeno morire, perchè essi sono come angeli.Dio ha messo nel nostro cuore questo desiderio di eternità,della vita vera e solo Lui può adempirlo.Gesù vuole dirci che già qui sulla terra noi possiamo essere un legame tra noi e Dio nell’amore. Se questo legame è forte non si può interrompere o spezzare.Nemmeno dopo la morte. Dopo la morte avviene una perfezione:l’unione di vita e di grazia della vita terrena entra nella vita eterna. Si tratta di una vita di un’altra dimensione, perchè le nostre misure terrene passano.Anche noi dobbiamo nascere ad una vita nuova. Nasciamo oggigiorno quando ci decidiamo per il bene, per ciò che è divino ed eterno.Come un bambino deve uscire dal grembo di sua madre per venire sulla terra così l’uomo deve uscire dal grembo di questa terra per nascere ad un nuovo cielo e ad una nuova terra.Tutto ciò è nuovo e Dio vuole darlo a noi.La vita viene trasformata Tutto ciò che sulla terra abbiamo fatto di buono, puro e giusto non viene cancellato. Verrà cancellato tutto ciò che era peccato. Tutto ciò che era ferito verrà guarito.In cielo scomparirà ogni sofferenza, ogni ferita, dolore che magari il marito e la moglie si sono fatti a vicenda. In Dio si capirà tutto. Si perdonerà tutto.In cielo non ci saranno più rivalità, invidia e gelosia.In un suo romanzo Dostojeski scrive una cosa che potrebbe essere il commento del Vangelo di oggi: “La mia immortalità è inevitabile, perchè Dio non fa ingiustizia.Cercherà il fervore dell’amore che Lui ha acceso nel mio cuore. Io ho cominciato ad amarLo e gioisco per il Suo Amore che Lui ha messo in me come una scintilla divina. Come è possibile che Dio spenga la gioia in me e mi riporti nel nulla?Se Dio esiste anche io sono immortale, perchè Lui è Dio dei viventi, Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe. Attraverso di loro ha reso pubblico il Suo Nome e non li può cancellare.Così Dio quando ci ha creati ci ha tessuti nell’amoree predestinati prima della creazione del mondo. Non possiamo tornare nel nulla se Lui è Dio dei viventi”.Accresca in noi la fede per poterci decidere per ciò che è divino, eterno e giusto.Amen.

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

giovedì 2 giugno 2016

Salvare il seme

“Don Camillo, perché tanto pessimismo? Al­lora il mio sacrificio sarebbe stato inutile? La mia missione fra gli uomini sarebbe dunque fallita perché la malvagità degli uomini è più forte della bontà di Dio?”.

“No, Signore. Io intendevo soltanto dire che oggi la gente crede soltanto in ciò che vede e tocca. Ma esistono cose essenziali che non si vedono e non si toccano: amore, bontà, pietà, onestà, pu­dore, speranza. E fede. Cose senza le quali non si può vivere. Questa è l’autodistruzione di cui par­lavo. L’uomo, mi pare, sta distruggendo tutto il suo patrimonio spirituale. L’unica vera ricchezza che in migliaia di secoli aveva accumulato. Un giorno non lontano si troverà come il bruto delle caverne. Le caverne saranno alti grattacieli pieni di macchine meravigliose, ma lo spirito dell’uomo sarà quello del bruto delle caverne […] Signore, se è questo ciò che accadrà, cosa possiamo fare noi?”.

Il Cristo sorrise: “Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l’asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo sulla terra resa ancor più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza. Bisogna salvare il seme: la fede. Don Camillo, bisogna aiutare chi possiede ancora la fede e mantenerla in­tatta. Il deserto spirituale si estende ogni giorno di più, ogni giorno nuove anime inaridiscono perché abbandonate dalla fede. Ogni giorno di più uomi­ni di molte parole e di nessuna fede distruggono il patrimonio spirituale e la fede degli altri. Uomini di ogni razza, di ogni estrazione, d’ogni cultura”.

da Giovannino Guareschi, Don Camillo e don Chichì, in Tutto Don Camillo. Mondo piccolo, II, BUR, Milano, 2008, pp. 3114-3115

Fonte: Blog di Costanza Miriano

Messaggio a Mirjana del 2 giugno 2016

Cari figli, come Madre della Chiesa, come vostra Madre, sorrido guardandovi venire a me, radunarvi attorno a me e cercarmi. Le mie venute tra voi sono una prova di quanto il Cielo vi ama. Esse vi indicano la via verso la vita eterna, verso la salvezza. Apostoli miei, voi che cercate di avere un cuore puro e mio Figlio in esso, voi siete sulla buona strada. Voi che cercate mio Figlio, state cercando la buona strada. Egli ha lasciato molti segni delsuo amore. Ha lasciato la speranza. È facile trovarlo, se siete disposti al sacrificio e alla penitenza, se avrete pazienza, misericordia ed amore per il vostro prossimo. Molti miei figli non vedono e non sentono, perché non vogliono farlo. Le mie parole e le mie opere non le accolgono, ma mio Figlio, attraverso di me, invita tutti. Il suo Spirito illumina tutti i miei figli nella luce del Padre Celeste, nella comunione tra Cielo e terra, nell’amore vicendevole; perché amore chiama amore e fa sì che le opere siano più importanti delle parole. Perciò, apostoli miei, pregate per la vostra Chiesa, amatela e fate opere d’amore. Per quanto sia tradita e ferita, essa è qui perché proviene dal Padre Celeste. Pregate per i vostri pastori, per vedere in essi la grandezza dell’amore di mio Figlio. Vi ringrazio.

martedì 31 maggio 2016

Apparizione straordinaria ad Ivan del 30 maggio 2016 sul Podbrdo alle ore 22:00

Carissimi, ecco quanto Ivan ha comunicato sull’apparizione da lui avuta stasera, lunedì 30 maggio 2016, sul Podbrdo alle ore 22:00:

«Dopo l’incontro con la Madonna, vorrei avvicinare e descrivere anche a voi l’incontro di stasera. Anche oggi la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice e, all’inizio, ci ha salutato tutti col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.

Poi ha pregato per un periodo di tempo prolungato qui su tutti noi con le mani distese. In seguito ha pregato in particolare sui malati presenti. Poi la Madonna ha pregato per un periodo di tempo in modo particolare per i sacerdoti e le vocazioni nella Chiesa. In seguito ha benedetto tutti noi con la sua benedizione materna e ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto.

Poi io ho raccomandato tutti voi, i vostri bisogni, le vostre intenzioni, le vostre famiglie ed in modo particolare i malati Poi la Madonna ha continuato a pregare per un periodo di tempo qui su tutti noi, e in questa preghiera se n’è andata, nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”.

Vorrei sottolineare che oggi la Madonna ha pregato in particolare per i sacerdoti e per le vocazioni nella Chiesa».

Sapere o non sapere amare

Ecco qui una seconda riflessione di fra Slavko Barbarić che risponde ad un’altra domanda che ci viene rivolta da molti che non conoscono Medjugorje. Eccola per la Vostra meditazione.

Sapere o non sapere amare

1. «Cari figli! No, voi non sapete amare e non sapete ascoltare con amore le parole che io vi do. Siate consapevoli, miei diletti, che io sono vostra Madre e che sono venuta sulla terra per insegnarvi ad ascoltare per amore e a pregare per amore, e non dalla costrizione perché portate la croce. Con la croce Dio viene glorificato attraverso ogni uomo.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!»
(Messaggio del 29.11.84)

2. Molti si chiedono: perché in generale vi sono apparizioni e perché avvengono anche qui a Medjugorje? Perché tutti i giorni? Sono domande comprensibili. Non dirado la gente rifiuta le apparizioni perché si pone questi interrogativi. Interrogarsi con amore e cercare una risposta con amore è tutto quello che si può fare, perché con la violenza non si possono trovare delle risposte!
Per la Madre che ama un motivo è importante. Ella desidera che per noi tutto sia bello, che tra noi non vi siano costrizioni e che soprattutto non ve ne siano tra noi e Lei. Amore e violenza non vanno d’accordo; si escludono a vicenda come la luce ed il buio, la verità e la menzogna. La violenza sbarra la strada all’amore, chiude la bocca, le orecchie, il cuore, tutto l’essere. L’amore, tuttavia, parla, risponde, ascolta, si offre liberamente e, nella libertà attende una risposta. Liberarsi dalle costrizioni interiori ed esteriori significa essere liberi e capaci d’amare. Il pericolo maggiore per la libertà interiore è costituito dalle costrizioni interiori che si sviluppano a causa della dipendenza dalle cose materiali, della concezione errata di sé stessi e degli altri, del potere e del rapporto nei confronti del potere. Quando l’uomo si libera dalle costrizioni interiori e diviene realmente libero, allora queste diverranno soltanto un’occasione per dimostrare la propria libertà interiore e la propria risolutezza.
Il mondo è pieno di schiavitù e perciò degli animi e dei cuori prigionieri: imprigionati nell’egoismo, nell’orgoglio, nel desiderio, nella smania di denaro, nella droga e nell’alcol, di una vita dissipata ed in un rapporto immorale verso sé stessi e gli altri. Molti sono prigionieri anche della morsa delle opere sataniche che si manifestano col peccato. Particolarmente diffusa è la schiavitù derivante dal timore della sofferenza.
3. Una volta ho chiesto a Jelena Vasilj come riesce a distinguere la voce della Vergine da quella di Satana. Mi rispose: “Quando parla la Vergine, ho tempo di rispondere, sono libera, la mia anima spazia, posso decidere... Quando parla Satana, allora ti senti limitato, non hai tempo per rispondere, sei colto all’improvviso ed ingannato. Ti senti sospinto in un angolo
4. «Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto:
amerai il prossimo tuo come te stesso, ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri.»

(Gal 5, 13-15)

(Fonte: Alla scuola dell’Amore, di Fra Slavko Barbarić)

L’amore educa

Nel mio ultimo pellegrinaggio a Medjugorje ho trovato un bel libretto di Fra Slavko Barbarić. Sfogliando le prime pagine ho trovato una riflessione che da la risposta ad una domanda che un mio compagno di pellegrinaggio mi aveva fatto. Eccola per la Vostra meditazione.

L’amore educa

1. «Cari figli!
Grazie perché offrite al Signore tutta la vostra fatica, anche ora che egli vi prova nei frutti che raccogliete. Sappiate, cari figli, che egli vi ama, e per questo vi mette alla prova. Continuate ad offrire tutti i vostri sacrifici al Signore, e non vi preoccupate.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!». (Messaggio 11.10.84)

2. Il gruppo di preghiera che si raccoglie attorno al veggente Ivan si riunisce in preghiera prevalentemente all’aperto, sul monte delle apparizioni o al Križevac, soprattutto di sera dalle ore 21 in poi. C’erano anche incontri di preghiera dopo la mezzanotte. La Vergine li invita alla preghiera in qualsiasi momento e con qualsiasi tempo, d’estate e d’inverno, sotto la pioggia e al freddo. Durante l’incontro di preghiera Lei si manifesta ad Ivan e se ci sono altri veggenti anche a loro.
In una sera fredda e burrascosa chiesi al veggente come fosse possibile che la Vergine li richiamasse al Križevac per pregare con un tale freddo. Com’è possibile che quella che viene definita la Madre premurosa, desideri che si vada a tarda ora e col freddo, quando ci sono tutti i motivi per rimanere a casa. La mia domanda non ha turbato il veggente, ma egli si è stupito che io potessi chiedere una cosa del genere e mi ha risposto:
“Chi ti vuole bene e si preoccupa per te deve anche avere 11 coraggio di chiederti qualcosa!”
Né il gruppo di preghiera, né i veggenti si pongono questa domanda, ma vanno e fanno quanto loro richiesto.
3. Dopo questa risposta rimasi senza parole. Dissi: “Se le cose stanno così, buona fortuna!” Ho tuttavia compreso quella verità che solo l’amore può capire ed accettare. Amare qualcuno non significa viziarlo e indebolirlo, perché l’amore reca in sé le reali dimensioni dell’educazione. Esso è esigente. L’amore si sacrifica per il prossimo, ma non per proteggerlo dal sacrificio o dalla prova, dalla croce o dalla malattia, ma per rendere l’individuo pronto alla vita. In tal modo si mettono alla prova, si purificano e si fanno maturare l’amore dell’amato e la sua risposta. Ricordiamo che la madre che ama il suo bambino, quando quest’ultimo è malato, è la prima a capire quando è giunto il momento di portarlo in ospedale, di farlo operare affinché il bimbo guarisca. Ella non teme la sofferenza, perché ricerca la guarigione. Chi ama il proprio giardino non lo lascia incolto, ma lo pota e lo pulisce affinché sia più produttivo. Le prove e le sofferenze acquistano così il loro significato.
4. «Proprio per questo nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e
suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà; pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono...»
(Eb 5, 7-9)

(Fonte: Alla scuola dell’Amore, di Fra Slavko Barbarić)

lunedì 30 maggio 2016

Commento di Padre Livio al Messaggio a Marija del 25 maggio 2016

"Cari figli, la mia presenza è un dono di Dio per tutti voi ed un'esortazione alla conversione. Satana è forte e desidera mettere nei vostri cuori e nei vostri pensieri disordine ed inquietudine. Perciò, voi figlioli pregate affinché lo Spirito Santo vi guidi sulla via retta della gioia e della pace. Io sono con voi ed intercedo presso mio Figlio per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


Commento di Padre Livio di Radio Maria al messaggio del 25 maggio

Ricordiamo che nel messaggio del 25 aprile la Madonna ci ha detto: “il mio Cuore Immacolato sanguina guardandovi nel peccato e nelle abitudini peccaminose” e ci ha rivolto un fortissimo appello a cambiare vita: “Vi invito ritornare a Dio e alla preghiera affinché siate felici sulla terra”.

Questo è ciò che la Madonna ci aveva esortato a fare.

Certamente qualche frutto c'è stato, però è chiaro che la Madonna è ancora in attesa di vedere i frutti di questo suo appello e oggi ribadisce quel richiamo in modo più dolce, come Madre che non si rassegna a vedere i figli perire nel peccato.

Avvicinandoci al prossimo messaggio del 25 Giugno, che sancirà i 35 anni di Apparizioni, la Madonna ci ricorda: “la mia presenza è un dono di Dio per tutti voi”. Questa presenza è una grande grazia che la Madonna ha ottenuto di prolungare nel tempo e in più di un'occasione ha detto: “Mio Figlio mi ha concesso di stare ancora con voi” e Lei stessa ha chiesto questa immensa grazia di accompagnarci “in questo tempo difficile in cui satana è sciolto dalle catene”.

Purtroppo quelli che hanno risposto alla chiamata non valorizzano fino in fondo questa presenza, perché si stancano, perché comunque la danno per scontata, entrano nell'abitudine, non sentono la grazia immensa di questa presenza; è come il sole, diamo per scontato che al mattino sorga, ma immaginate se un mattino non sorgesse!

La Madonna ci ha anche detto una volta: “quando non vi darò più i messaggi e non verrò più, rimpiangerete il tempo che avete perduto”.

L'importante dunque è comprendere che questa presenza è un dono di Dio, la nostra generazione ha avuto l'immensa grazia di avere Maria come Madre e come maestra.

Questa sua presenza ci dice tante cose, a me personalmente dice che il fatto che la Madonna appaia vuol dire che porta il Paradiso sulla terra, porta la speranza sulla terra e ci ricorda che il fine della nostra vita è l'Eternità. Ci apre la porta verso il Cielo, ci indica la meta a cui dobbiamo tendere. La Madonna è un’abitante del Paradiso, è Colei che è nel Cuore della Santissima Trinità e scende in mezzo a noi per indicarci qual è il golfo di luce verso il quale siamo in cammino, che è il Cuore stesso della Santissima Trinità.

Il solo fatto che è presente è un’esortazione alla conversione, cioè a lasciare la via della rovina, la via dell'effimero, la via del peccato, la via della morte, la via della sterilità spirituale, del “tralcio secco”, la via del vuoto della vita. La Madonna viene a chiamare i suoi figli sulla “retta via”, che è quella “della gioia e della pace”.

Non diamo per scontato che la Madonna venga sempre; arriverà il momento in cui rimpiangeremo di non aver messo a frutto la grazia immensa della sua presenza.

Siccome un numero enorme di persone non prende in considerazione Dio e neanche Gesù, Gesù ha provato ad inviare sua Madre, ma neanche Lei viene presa in considerazione!

La gente preferisce seguire il demonio e si lascia attrarre da lui, dall'illusione che l'uomo è il padrone del mondo, che è padrone della sua vita e ne fa quello che vuole!

Questa illusione attira e seduce gran parte dell'Occidente, ma dietro a questa illusione di fare a meno di Dio, di aver eliminato Dio, di indicare se stessi come Dio, c’è l’inganno del demonio! Per questo la Madonna dice: “satana è forte”, certo che è forte, e senza la Grazia di Dio noi diventiamo zimbelli, siamo come ranocchi che guardano gli occhi del serpente e si gettano nella sua bocca. Non è che lui ha bisogno di fare qualcosa, basta allontanarci da Dio e siamo suoi! La forza di satana è che noi siamo deboli, e noi siamo deboli perché non preghiamo, non ci attacchiamo a Dio, non ci lasciamo guidare dallo Spirito.

Satana è forte e desidera mettere nei vostri cuori e nei vostri pensieri disordine ed inquietudine”. Quante volte la Madonna nei suoi messaggi ci ha detto che satana è forte e desidera mettere nei nostri cuori pensieri disordinati e sbagliati, risvegliare i vizi capitali e la fame di mondo di soddisfare se stessi, pensieri di prepotenza, di guerra, di denaro, miraggi ingannevoli, e quindi rabbia,inquietudine, desiderio di sopraffazione, sentimenti di annientamento e di morte e tutto quello che sperimentiamo quando siamo nel peccato e accecati dalle passioni.

E così, illudendoci di essere liberi, siamo schiavi del peccato, schiavi del principe di questo mondo e infelici.

Perciò la Madonna ci dice: “voi figlioli, proprio per non diventare schiavi del demonio, pregate”, come ha detto il Papa nella catechesi di ieri, “guai se non preghiamo”. La preghiera è sempre efficace,ovviamente non basta la preghiera, così come non basta nella macchina la benzina, ci deve essere, ma poi però dobbiamo metterci al volante, la preghiera, come la benzina, anima la nostra attività.

La Madonna ci richiama come sempre alla preghiera: “pregate” e, pregando, ci incontriamo con Dio, prendiamo la forza di Dio, la luce di Dio, la grazia di Dio, pregando, lo Spirito Santo entra nel nostro cuore e ci guida sulla retta via della gioia e della pace.

Vediamo quindi la contrapposizione ben precisa tra la via del male e della morte, la via del demonio che porta all’accecamento, all’inquietudine, alla non pace, al disordine delle passioni che fanno del nostro cuore un groviglio di vipere (questo lo vediamo a volte in chi ci sta vicino) e la via di Dio che è gioia e pace, la via che dobbiamo incominciare a intraprendere con il rinnovamento della preghiera.

Io sono con voi”, la Madonna è con noi, cerchiamo di comprendere la grandezza di questo dono della sua presenza, “e intercedo presso mio Figlio per voi”, la Madonna prega per noi, per ognuno di noi.

A volte la Madonna ha detto: “intercedo presso mio Figlio per voi e con voi”, ci chiama anche ad unirci alla sua intercessione per chiamare quelli che sono lontani perché abbiano la grazia della salvezza.

Invece di puntare il dito su quelli che fanno parte dell’esercito del male, preghiamo per la loro conversione, che è ciò che la Madonna ci chiede.

Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

Commento al Messaggio da Medjugorje del 25 maggio 2016

La veggente Marija Pavlovic Lunetti a Radio Maria:

"Cari figli! La mia presenza è un dono di Dio per tutti voi ed un'esortazione alla conversione. Satana è forte e desidera mettere nei vostri cuori e nei vostri pensieri disordine ed inquietudine. Perciò, voi figlioli pregate affinché lo Spirito Santo vi guidi sulla via retta della gioia e della pace. Io sono con voi ed intercedo presso mio Figlio per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

P. Livio: Il 25 giugno sarà il 35° anniversario della presenza quotidiana della Regina della Pace qui sulla terra e la Madonna dice che è un dono di Dio e un’esortazione alla conversione. Non ti sembra che noi ci siamo un po’ troppo abituati a questa  presenza e non ci rendiamo conto che tutto questo tempo è una grazia che nessuna generazione ha mai avuto?

Marija: Non solo, io credo che la presenza della Madonna è una freschezza per l’umanità ed è anche un dono di Dio: attraverso la Madonna ci sta portando sulla via dei comandamenti e alla conversione. Lo riconosce la Madonna che più volte ha ripetuto che Dio Le permette di stare in mezzo a noi. Questa presenza della Madonna è davvero grande, incredibile. 

P. Livio: In un messaggio a Mirjana la Madonna ha detto: "Molti hanno accolto la mia chiamata, ma un numero enorme di persone non mi ha preso neanche in considerazione“. Cioè non abbiamo capito la grazia immensa di questa presenza.

Marija: Io credo che ci sono tante persone che, dopo il pellegrinaggio a Medjugorje, hanno cambiato radicalmente la loro vita e nelle loro case, nelle loro parrocchie, hanno fondato gruppi di preghiera. Certo che dall’altra parte il paganesimo è forte... Internet, televisione, ... ormai nella società moderna Dio non esiste, non c’è spazio per Dio. Ma la Madonna sta lavorando, anche nelle nostre parrocchie... A differenza di una volta, oggi vedo tante realtà di adorazione. Recentemente sono andata in una città e alcuni amici mi hanno portato in una Cappella dove c’è l’Adorazione continua. Tutto è iniziato grazie ad un sacerdote venuto a Medjugorje. Questi sono quei piccoli frutti, quei piccoli doni che però sono immensi. Che dono per una città avere una cappella dell’adorazione! Ha ragione quel proverbio: fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Io sono sicura che c’è una foresta di buone persone, anche giovani, che stanno facendo tante cose belle. Non guardiamo solo le cose negative. Io credo che oggi dobbiamo essere più decisi, più liberi, più forti, cercando di pregare e anche di testimoniare... Ho incontrato una persona, venuta a Medjugorje per la prima volta, che mi ha detto: “Oggi mi sono confessato e ho pianto tanto. Io ho cercato anche il suicidio, perchè la mia vita non aveva più senso; ma ora voglio testimoniare che la mia vita è cambiata e vuole essere speranza per una vita nuova”.

P. Livio: Questa è proprio la grazia dello Spirito Santo, queste conversioni sono l’opera dello Spirito che tocca i cuori.

Marija: Noi possiamo fare quello che vogliamo perchè siamo liberi, possiamo andare nel peccato fino agli inferi, ma se viviamo la nostra vita secondo i Comandamenti di Dio e tendiamo a volerci convertire giorno per giorno, possiamo diventare santi come ci vuole la Madonna. Lei ci invita a leggere la vita dei Santi per imitarli. Possa la nostra vita diventare imitazione di Cristo, imitazione della Madonna, imitazione dei Santi! Io ricordo: i primi anni non sapevamo tante cose, ma abbiamo pregato con il cuore. E anche oggi preghiamo con il cuore e quello che faccio, lo faccio con amore, lo faccio con il cuore. Lo faccio per amore verso Gesù. Anche una parola buona, un piccolo dono, un sorriso, tante piccole cose che aiutano a cambiare la nostra vita, diventa una vita nuova, una vita di testimonianza. Ieri un sacerdote che è venuto a fare un ritiro qui a Medjugorje mi ha detto: “Una volta eri butta, oggi ti vedo bella, perchè il Signore ti ha plasmato e sta lavorando su di te”. Io ero come un riccio, ma oggi non ho più paura perchè mi sono lasciata plasmare dal Signore. Il Signore ci sta usando, ci sta trasformando e diventiamo belli, di una bellezza spirituale... Come Madre Teresa di Calcutta... Ognuno di noi può diventare così.

P. Livio: Quello che colpisce molto a Medjugorje è la conversione, abbiamo visto dei morti che sono risuscitati e delle persone che erano grandi peccatori che si sono incamminati sulla via della santità. Il Signore chiama anche i peccatori sulla via della santità.

Marija: Mi ricordo di un sacerdote americano con tanti impegni, tanti svaghi, ma poca preghiera, che stava lasciando il sacerdozio. Un suo amico medico l’ha convinto a venire a Medjugorje. Io l’ho conosciuto, ho visto che non celebrava la Messa e l’ho portato da Padre Jozo quando era a Tihaljina. Il Signore l’ha plasmato, l’ha trasformato; ha avuto come una rinascita. Ora è morto, ma è morto da santo sacerdote. Poi sono venuti altri sacerdoti della sua diocesi e quindi anche il loro Vescovo, venuto perchè ha visto la trasformazione e la radicale conversione dei suoi sacerdoti.

P. Livio: Il miracolo della conversione lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, le persone che cambiano vita. E’ una grande speranza ed è anche il frutto pù bello che abbiamo per la presenza della Madonna.

Marija: In realtà è il buon Dio che cambia i cuori, anche perchè la Madonna intercede presso suo Figlio. Quando il Signore prende il cuore e lo cambia, non c’è una spiegazione, lo fa in un modo meraviglioso. Io lo vedo in tante persone che si confessano, quando aprono il cuore è una cosa bellissima e incredibile. Capita che nelle proprie parrocchie non trovano il coraggio di aprire il cuore, il coraggio di confessare qualche peccato; invece qua è quasi una cosa normale, perchè siamo sotto il manto della Madonna, ci sentiamo sicuri, ci sentiamo disarmati. Non interessa più quello che pensa il mondo, quello che può dire il sacerdote. Qui trovano la volontà di cambiare radicalmente la vita e questa è una cosa meravigliosa.

P. Livio: La Madonna ci dice che satana è forte e se non preghiamo ci crea confusione mentale e ci toglie la pace...

Marija: Ci mette inquietudine nei nostri cuori, nei nostri pensieri. Io credo che è quello che il mondo vuole: mettere disordine, renderci schiavi del male. Invece Dio ci vuole esseri liberi, ci dà la libertà dei figli di Dio. Anche la Madonna non ci obbliga, ma ci invita. Noi possiamo convertirci o non convertirci. Ma io dico che ci conviene convertirci in questi pochi anni di vita che abbiamo, mentre ci aspetta l’eternità.

P. Livio: Questo messaggio è molto bello: la via di Dio è gioia e pace, la via di satana è disordine e inquietudine.

Marija: Io vedo, che quando siamo con Dio, viviamo i suoi comandamenti; quando siamo senza Dio, finiamo dai maghi, stregoni, reiki, meditazioni orientali, joga... perchè si cerca la pace. Ma la pace la troviamo solo in Dio, perchè è Lui che ci ha creati.

P. Livio: Ci prepariamo alla festa dell’Eucarestia e la Madonna lì a Medjugorje ha messo l’Eucarestia al centro di tutto.

Marija: E’ vero. Noi questa notte abbiamo, come ogni 25 del mese, la veglia di preghiera con l’Adorazione per tutta la notte...

Quanto c’è a Medjugorje era nel progetto di Dio. La chiesa, che allora sembrava enorme... la grande Croce sulla collina, ora diventata centro di preghiera con la via Crucis per tutti i pellegrini... poi nell’altra collina è apparsa la Madonna... E così si è formato questo triangolo prediletto da Dio. Anche la nostra vita è nel progetto di Dio.

P. Livio: Trentacinque anni non sono un po’ troppi?

Marija: No, sono pochissimi. Quei cinque o dieci minuti di incontro con la Madonna non sono trentacinque anni, ma sono il Paradiso; sono una sfida che Dio sta mettendo in noi tra il Paradiso e l’inferno. E la Madonna con la sua presenza è un invito per tutti noi:“Decidetevi per il Paradiso, per la vita eterna!” Ogni giorno alla fine dell’apparizione, quando Lei se ne va, dentro il mio cuore ho questo desiderio di Paradiso e mi viene da cantare con San Filippo Neri: “Preferisco il Paradiso!” E’ vero che sono qua, che combatto, faccio, disfo, pulisco, stiro, vivo, ma dentro il mio cuore c’è il Paradiso; e quando hai il Paradiso nel cuore, tutta la vita va come un soffio. In Paradiso diventiamo e restiamo tutti giovani. La Madonna, quando ha cominciato a venire, era più grande di noi; invece ora noi siamo molto più vecchi di Lei...

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Marija ha quindi pregato il “Magnificat” e il Gloria.

... e Padre Livio ha concluso con la benedizione.

Marija e P. Livio


Fonte: Medjugorje Oggi