Drop Down MenusCSS Drop Down MenuPure CSS Dropdown Menu

Richiesta di preghiere

* * * * *

Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

* * * * *

sabato 23 novembre 2013

25 novembre 2013: Veglia di Preghiera in attesa del Messaggio Mensile da Medjugorje nella chiese del SS. Salvatore


02 Bologna, Chiesa di San Salvatore
  
Lunedì sera 25 novembre 2013, come ogni mese, in unione a tutti i gruppi di preghiera nello spirito di Medjugorje, di Bologna e tutta l'Italia in attesa del Messaggio da Medjugorje, veglia di preghiera aperta a tutti alle ore 20,45 nella Chiesa del SS. Salvatore largo Cesare Battisti Bologna, con Adorazione del Santissimo Sacramento e recita del Santo Rosario con la presenza e guida del sacerdote P. Roberto Viglino

Capture

Con l’occasione ricordo anche l’altro appuntamento mensile del Gruppo di Preghiera Regina della Pace:
  • Sabato 30 novembre 2013: consueto pellegrinaggio mensile al Santuario della Madonna di S. Luca con partenza dal Meloncello alle ore 08:10: preghiera delle prime tre parti del S. Rosario salendo a piedi al Santuario, S. Messa alle ore 09:30 e quindi discesa pregando l’ultima parte del S. Rosario
sanluca2


Il Gruppo di preghiera "Regina della Pace" si riunisce tutti i Giovedì sera nella Chiesina di Padre Marella in Via del Lavoro, 13 - Bologna alle ore 20:30:preghiamo il S. Rosario, facciamo la Consacrazione, celebriamo la S. Messa e facciamo l'Adorazione del SS. Sacramento.

P. Slavko è stato uno "strumento" di Maria …Un profeta del nostro tempo



Nel corso di un recente pellegrinaggio a Medjugorje ho avuto la fortuna di imbattermi in un personaggio singolare - per lo più ignorato dalla cronaca e dai reportage su Medjugorje - ma che ha invece svolto un ruolo importante, a fianco di P. Slavko. Si tratta di Rita Falsetto, (una giovane americana) che per ben 8 anni lavorò, silenziosamente, ma con totale dedizione, per l’instancabile francescano, aiutandolo nelle sue molteplici attività, sia per la parrocchia, sia con i pellegrini. La sua è una storia di particolare valore, che rispecchia pienamente quei connotati di unicità, caratteristici di tutti i ...chiamati dalla Madonna a svolgere a Medjugorje – a loro stessa insaputa – un ruolo di pietra miliare nel progetto di quella Civiltà dell’Amore e della Pace, che Maria in vent’anni è andata edificando.
Ho chiesto a Rita di permettermi di intervistarla per il nostro giornalino ed ecco il "dono" che lei ci ha fatto.
Rita Falsetto è americana di nazionalità, ha 40 anni ed è figlia di un calabrese emigrato negli Stati Uniti e di madre tedesca. Ha avuto una formazione di assistente sociale, e nel corso degli anni ha lavorato in vari paesi in aiuto a giovani alcolisti e drogati, bambini di strada, anziani malati e degenti in ospedali psichiatrici. Laureata in Organizzazione della Comunicazione ha fatto parte in Senegal (Africa), del Corpo di Pace fondato da J.F. Kennedy nel 1960, poi in Antigua (Guatemala) e in varie parti degli Stati Uniti; le è sempre piaciuto viaggiare per incontrare nuovi popoli e culture.

Rita, quando ha sentito parlare per la prima volta di Medjugorje?
Se ripenso agli eventi accaduti negli ultimi sette anni a Medjugorje… allora mi rendo conto che è stata Maria a guidarmi, senza che io lo sapessi! Per la prima volta ne udii parlare da una persona che c’era stata, nell’estate dell’87. A quel tempo io non ero interessata per me, ma sapevo che mia madre aveva sempre desiderato di poter prendere parte a qualche pellegrinaggio.
Aveva già sentito parlare anche lei di Medjugorje, ed io venni a conoscenza di un pellegrinaggio che stava per partire… così decisi di offrirle il biglietto per il viaggio. Mamma venne qui nell’ottobre dell’87 e al suo ritorno mi portò un Rosario… Lei mi raccontò tutto di Medjugorje ed anche delle esperienze vissute qui. Ripensando ora a tutto questo capisco che fu allora che ebbe inizio la mia conversione, ma senza che me ne rendessi conto. Incominciai a pregare con quel Rosario e poi decisi di fare anche la Consacrazione a Maria, secondo L. Grignon de Montfort. Ricordo che dissi "sì" a Maria, con tutto il mio cuore, desiderando davvero di fare tutto ciò che Lei avesse voluto da me, qualunque cosa avrebbe comportato, pur di fare la sua volontà!
Io credo che fu allora che Maria prese seriamente il mio "sì", e così iniziò il mio viaggio a Medjugorje senza che io lo capissi veramente o sapessi qualcosa in proposito.

Quando lei arrivò a Medjugorje e incontrò per la prima volta P. Slavko?
Avevo letto e sentito parlare della guerra iniziata nella ex Jugoslavia e fui subito interessata alla sorte delle persone che vivevano là. Venni in pellegrinaggio con un gruppo di americani, nel 1993, per una settimana, durante l’anniversario. Fu allora che incontrai P. Slavko per la prima volta. Ritornai da Medjugorje con la netta sensazione di desiderare di tornarci per aiutare le persone, in qualche modo. A quell’epoca io non pensavo all’aspetto spirituale di Medjugorje, ma unicamente ad aiutare la popolazione. Sapevo che Nostra Signora era presente là, ...ma la mia vita spirituale non aveva ancora una priorità! (avevo dimenticato il mio "sì" a Maria).

Che cosa la portò alla decisione di rimanere a lavorare a Medjugorje?
C’era un’organizzazione degli Stati Uniti che lavorava per le vittime della guerra e di altre catastrofi. Stavano pianificando d'invio dei gruppi di lavoro in aiuto alle vittime di violenze (soprattutto subite dalle donne) etc. Io venni scelta per far parte di uno di questi corpi di assistenza e stavo per partire già nell’ottobre del ’93. Purtroppo, per sopravvenuti ostacoli economici, il progetto venne accantonato. Io decisi allora di venirci comunque, con i miei mezzi. Così, a gennaio del ’94 tornai da sola a Medjugorje. Qui trovai un’organizzazione di aiuti umanitari chiamata "St. David’s relief" di provenienza dal Texas, che a Medjugorje lavorava per i rifugiati. Iniziai con loro come volontaria, lavorando in un orfanotrofio.
Guidavamo anche dei convogli umanitari verso varie località della Bosnia con
provviste di cibo, vestiario e medicinali.
Lavorai per sei mesi con questa organizzazione. Fu in questo periodo che incontrai di nuovo P. Slavko, durante varie manifestazioni, e gli chiesi di potergli parlare di questioni spirituali e di fede. Un giorno fu lui a chiedermi di incontrare Milona Von Hasburg, una giovane donna che aveva lavorato con P. Slavko, come traduttrice, per 10 anni. Ci incontrammo e parlammo di tante cose. Lei allora mi chiese se fossi disposta ad aiutare P. Slavko per una parte del suo lavoro e per un nuovo progetto che aveva in mente: "Il Villaggio della Madre". Io risposi subito: "Certamente, perché no!.." (Milona stava pensando di lasciare Medjugorje perché aveva intenzione di sposarsi).
Di nuovo se ripenso a questi anni e agli eventi passati io posso solo dire che sono stati Nostra Signora e P. Slavko a scegliermi per lavorare a Medjugorje. Davvero non è stata una mia scelta: io ho soltanto detto "sì"!
Così cominciai a lavorare per P. Slavko, inizialmente aiutandolo per la fondazione e l’organizzazione del Villaggio della Madre: un progetto che gli stava molto a cuore!
L’idea gli venne durante la guerra, quando tante famiglie erano state smembrate e i bambini rimanevano senza genitori. Lui pensava che il villaggio avrebbe potuto diventare un posto per accogliere sia i bambini orfani, sia queste famiglie ferite, o le madri vittime di violenze, che avevano rifiutato l’aborto. Il Villaggio ha poi accolto varie categorie di persone, bisognose di aiuto o incapaci di prendersi cura dei propri bambini, perché vittime di droga o alcoolismo. E P. Slavko era davvero un Padre per tutte quelle creature!
Tuttavia, col passare del tempo il mio lavoro comprendeva anche vari altri programmi: come l’organizzare i ritiri per i Sacerdoti, poi il festival dei Giovani, Seminari di digiuno e preghiera o d’altro genere… Il mio lavoro consisteva nel fare tutto ciò che P. Slavko aveva bisogno che venisse fatto: ero esclusivamente al suo servizio, qualunque compito questo comportasse! Fu durante questo periodo che anche la mia vita spirituale iniziò a crescere. Si potrebbe dire che ero come una... "spugna" che assorbiva tutto ciò che avesse a che fare con la Madonna, la mia fede, la preghiera ecc. Incominciai allora a trascorrere molto tempo, appena mi era possibile davanti al SS. Sacramento, senza rendermi conto né comprendere il perché: ma dovevo farlo.

Che cosa la colpiva maggiormente della personalità di P. Slavko?

Erano molti gli aspetti che colpivano in P. Slavko! La sua fede assoluta e la fiducia che aveva nella Madonna. Dal momento che lui le aveva detto il suo "si" Lei aveva coinvolto tutto il suo essere. Era instancabile senza mai pensare a sé, neppure un attimo. Era in "costante preghiera". Quando era in ufficio, a mezzogiorno, mi diceva così, semplicemente, guardando verso il Krizevac': "Oh, inizia l’Angelus!". Se eravamo in macchina mi diceva: "Hai già detto i tre Rosari oggi?… Allora preghiamo il Rosario ora, o.k.?". Io dicevo fra me e me: P. Slavko è "innamorato”; della Madonna. Egli l’amava davvero intensamente. A causa di quest’amore che nutriva per Lei egli viveva il digiuno e la preghiera. Egli viveva la conversione. Egli viveva la Sacra Scrittura, i Sacramenti, l’Adorazione! Egli era un vero Apostolo ed un esempio "vivente" di fede, speranza, carità, perdono, pace, gioia, pazienza e umiltà!
Varie volte mentre l’osservavo parlare con una persona sentivo che lui era quella madre, quel padre quel fratello, o l’amico di cui quella persona aveva maggior bisogno, in quel momento! Quando si era in presenza di P. Slavko si aveva la sensazione di essere la persona più importante e che contava di più per lui in quel momento. Lo spirito di P. Slavko accoglieva l’intero essere di una persona, e per questo - stando in sua presenza – si aveva la sensazione di essere "avvolti" dall’amore stesso di Dio. Quando lui guidava l’Adorazione in chiesa, sembrava che attraverso le parole di P. Slavko fosse Dio stesso che parlava direttamente al nostro cuore. Io ritengo che questo fosse un "dono speciale" che gli era stato dato dalla Madonna.
Egli era "costante”, non cambiava mai!
Nel corso dei giorni, settimane, mesi, anni, col sole, o con la pioggia, con la neve o la tempesta, sia se c’era il vento o se era malato, P. Slavko guidava il Rosario sul Podbrdo, la Via Crucis sul Krizevac', l’Adorazione in chiesa, parlava ai pellegrini. Lui era instancabile nel suo lavoro qui: era guidato dalla forza e dall’Amore della Madonna.. P. Slavko possedeva anche un notevole "sense of humour". Poteva – senza la minima esitazione – riportare il sorriso sul volto di qualcuno dicendo semplicemente quello che la persona aveva bisogno di sentirsi dire… con tanta saggezza e capacità di introspezione!
Secondo lei qual era il compito che P. Slavko sentiva come la sua vera"missione” nella vita?
Credo che il suo unico, vero impegno sia stato quello per la "salvezza delle anime"! Questo comprendeva naturalmente anche dar testimonianza, parlando di Nostra Signora, guidare il Rosario e l’Adorazione, pregare sulla montagna etc. Il suo obiettivo principale era di "infiammare” gli animi e motivare le persone perché iniziassero a pregare: perché quando le persone iniziano a pregare vuol dire che i loro cuori si sono aperti! E se i cuori sono aperti allora c’è spazio, magari ancora piccolo, per la Madonna e l’amore di Gesù e iniziare così un processo di conversione.
P. Slavko è stato uno "strumento” di Maria che Lei ha usato per iniziare il suo processo di salvezza nelle anime. Era la "guida spirituale" dei veggenti come pure una testimonianza d’amore per chiunque lo incontrasse. Lui diceva sempre: "Noi siamo alla scuola della Madonna!". Come chiunque può costatare
tutti i libri che lui ha scritto rappresentano una guida allo studio di questa scuola e rappresentano delle "pietre miliari" per arrivare poi a diplomarsi! I titoli di tutti i suoi libri includono la parola cuore, perché lui sapeva bene che è nel cuore che ha sede l’amore. Il primo passo lo fece pubblicando il libro "Pregate col cuore", il secondo fu "Dammi il tuo cuore ferito", seguito da "Alla scuola dell’amore", "Celebrate la S. Messa con il cuore", "Adorate mio figlio con il cuore", "Seguitemi con il cuore", "Siate simili al mio cuore" ed infine "Digiunate col cuore". Ne scrisse anche altri, e poi viaggiava per il mondo intero diffondendo il messaggio della Regina della Pace! Tutti i libri di P. Slavko si possono richiedere alla "Editrice Medjugorje", Contrada Osservanza s.n., 65028 Tocco da Casauria (Pe).

Come poteva reggere lo "stress" di una simile scaletta di impegni e al tempo stesso trovare il tempo necessario per la preghiera?
P. Slavko aveva un calendario di appuntamenti davvero intenso! Egli aveva fatto questa scelta per il grande amore che nutriva per Maria. Per lui non era importante quante ore riuscisse a dormire… la sola cosa che contava era il lavoro da svolgere per la Madonna e che fosse compiuto a dovere! Lui non si lamentava mai di niente, diceva sempre: "Noi facciamo quel che possiamo… continua a camminare… persevera!" Anche questa era una grazia speciale ricevuta da Maria: la sua vita era una preghiera continua. Ogni giorno scalava da solo il Podbrdo o il Krizevac e questo era il suo tempo speciale di meditazione e di comunione con Dio. P. Slavko bilanciava tutta la sua vita fra preghiera e digiuno.

Qual era l'atteggiamento di P. Slavko nei confronti della morte?
Era cosciente del pericolo per lui di una vita tanto stressante?
Padre Slavko era convinto che noi siamo "pellegrini” su questa terra. Nel suo ultimo libro – "Digiuna con il cuore" – scrive così: "L’intera vita dell’uomo e la sua attività può essere considerata nell’ottica di un pellegrinaggio. Una persona non ha residenza stabile su questa terra, ma è in cammino verso la patria celeste: regno di pienezza di pace, di gioia, di unità e di vita eterna! E continua dicendo: "Non dimenticherò mai la testimonianza che diede uno dei veggenti quando raccontò che la Madonna aveva mostrato loro il Paradiso e qualcuno domandò: "E cosa si fa in Paradiso?". La risposta fu: "In Cielo si rende Grazie a Dio e sarà necessaria tutta l’eternità per esprimere questa riconoscenza, quando comprenderemo tutto quello che Dio ha fatto per noi!".
P. Slavko probabilmente si rendeva ben conto di tutto lo stress al quale era sottoposto, ma per lui non contava, né era importante. Scopo principale per lui era compiere il suo lavoro per la Madonna, qualunque ne fosse stato il prezzo! L’intera sua vita è stata una preparazione alla sua morte perché lui sapeva che in quel momento si sarebbe trovato di fronte a Dio e alla Madonna: finalmente ora lui siede accanto alla donna che ha più amato nella sua vita, la sua Gospa, la Vergine Maria.

Che cosa ha significato la sua morte per lei personalmente Rita e cosa ricorda di quel giorno tragico a Medjugorje?
La sua morte è stata molto significativa per me! Io penso che lui sia morto nel solo modo che avrebbe desiderato accadesse, e Dio, tramite Maria, gliel’ha concesso. Non avrebbe potuto essere altrimenti. Come ho già detto egli scrisse ripetutamente come fosse importante fare tutto "con il cuore": pregare, digiunare, confessarsi, adorare Gesù, celebrare la S. Messa, e tutto sempre per amore! Lui è morto per un attacco fulminante al cuore, altrettanto significativo per come avvenne.
La sua morte per noi è un segno che anche noi possiamo raggiungere il cielo. Io credo che quando moriremo Dio non ci giudicherà in base a quante S. Messe
abbiamo assistito, o quante preghiere abbiamo detto, ma ci chiederà piuttosto: "Quanto hai amato?".
Madre Teresa disse un giorno: "Dio vede soltanto il nostro amore…". Io ero là quando P. Slavko morì. Lui morì fra le mie braccia. Io lo vidi lottare per respirare, lottare per non perdere la coscienza. Io mi sentivo impotente ad aiutarlo e iniziai a gridare al soccorso (è molto difficile spiegare ciò che si prova osservando lo spirito della vita che abbandona il corpo fisico). Il suo viso cambiò colore e da rosato divenne terreo. Io gli sussurravo: "Padre, resisti, lotta, non andartene!". In quel momento c’era lì un dottore che disse: "E’ morto!".
Mentre io gli tastavo il polso accadde qualcosa di molto strano: P. Slavko sollevò all’improvviso la testa, aprì gli occhi e con uno sforzo estremo... esalò il suo ultimo respiro!
Nel momento in cui lui morì, io sentii come se una freccia penetrasse nella parte più intima della mia anima con una sensazione di Pace talmente intensa... che a parole non si può esprimere, la Pace che provai!
Immediatamente fui certa che tutto andava bene e provai una grande consolazione sapendo che P. Slavko era nella Pace.
Dopo noi trasportammo il suo corpo giù dalla montagna, ma ci volle più di un'ora perché il terreno era molto viscido per la pioggia: alla quarta Stazione ci raggiunse Padre Svetozar Kraljevic che gli impartì gli estremi riti.

Che piani ha ora per il futuro Rita, pensa di rimanere a Medjugorje per continuare il lavoro iniziato da P. Slavko?
Dopo la morte di P. Slavko ho deciso di rimanere qui ancora un anno per aiutare la Parrocchia in questo periodo di cambiamento. Quest’anno, il 2001,sto lavorando al "Villaggio della Madre" (ora affidato alle cure del Provinciale dei Francescani, che dovrà anche decidere di nominare un direttore per il Villaggio, che è mantenuto unicamente dalle donazioni di persone di tutto il mondo).
Sto poi organizzando il ritiro per i Sacerdoti e il Festival dei Giovani, che si tiene ogni anno in Agosto. Tuttavia mi sto rendendo sempre più conto che il mio tempo qui a Medjugorje si è concluso.
Io so che Medjugorje continuerà perché è nostra Signora che la sta dirigendo e guidando e Lei sa cos’è il meglio per Medjugorje! Io non sono affatto preoccupata di questo.

Se dovesse riassumere in poche parole gli eventi di questi 8 anni, trascorsi a Medjugorje, cosa direbbe?
Sono arrivata a convincermi che, per me, Medjugorje non è un luogo fisico, ma un modo di essere, e di pensare. E’ un posto nel mio cuore che io posso raggiungere in qualsiasi momento! Un rifugio di pace, dove mi sento protetta, verso il quale correre sapendo che di tutti i miei problemi, angosce, paure, debolezze e ansietà si prenderà cura Maria, mia Madre. Lei li abbraccerà gentilmente col suo amore e li porterà per me a suo figlio Gesù. Dovunque io vada io non lascerò mai veramente Medjugorje, perché resta per sempre nel mio cuore questo luogo d’amore! E io so di dover condividere questo "luogo d’amore" con le persone che il Signore porrà sul mio cammino di vita.

Che cosa ha significato P. Slavko per la sua vita e la sua crescita spirituale?

Mi è molto difficile definire con parole mie ciò che P. Slavko ha significato per me e la mia vita spirituale. Vorrei piuttosto riprendere una citazione di un famoso filosofo americano cattolico Peter Kreeft, che in un suo libro ("The Intellectuals speak about God") descrisse ciò che io veramente penso sia stato P. Slavko: "un Saggio"! Così lui ne descrive le  caratteristiche: "Il saggio possiede un’insolita capacità di penetrazione dell’animo umano, del carattere, della natura umana come pure dei bisogni peculiari e delle aspirazioni di un individuo. Il saggio è un pioniere e le sue intuizioni – radicalmente nuove – diventano il motto delle future generazioni. L’umiltà che deriva da humus (= terra) è una delle sue virtù.
Un saggio è "terreno", si sente a suo agio con te. Egli pensa a te continuamente e non a sé stesso. Egli ha spazio dentro di sé per te perché possiede ampi spazi e case ospitali nel suo spirito. Egli è adatto per cambiare situazioni e bisogni umani. Nessuno sa mai quale risposta gli verrà data poiché lui vede i bisogni di chi lo interroga, ben sapendo che il vero interrogativo è la persona stessa e non la sua domanda! Il saggio possiede amore, compassione, altruismo, umiltà e perseveranza, non parteggia né a destra né a sinistra. Egli è capace di sfida, è spesso sorprendente e imprevedibile, sempre creativo per gli altri!". Ecco tutto questo era anche P. Slavko, che io ritengo veramente essere stato "un Profeta" per il nostro tempo.
Penso che un giorno forse arriverò a capire ciò che lui ha significato per la mia vita spirituale, ma solo dopo aver avuto del tempo per meditare su questi ultimi 8 anni. Ritengo mi ci vorrà una vita intera per comprenderlo del tutto! Una cosa sola so con certezza: che è stato un "dono speciale" che Maria, nostra Madre mi ha fatto; aver potuto conoscere, lavorare e stare con P. Slavko Barbaric' per tutti questi anni. Io ringrazio la Madonna ogni giorno per questa grande, meravigliosa grazia!

Traduzione e Redazione: Angela Bevacqua Schneider
(DA: Rivista "Medjugorje - Torino") – Fonte: IdM

mercoledì 20 novembre 2013

Madonna della Guardia (Bologna)

 

Il capoluogo emiliano ha avuto nel passato – e conserva ancora oggi – una forte tradizione mariana, espressa simbolicamente e architettonicamente nella lunga teoria di portici che la collega al Santuario della "Madonna di San Luca", sul Colle della Guardia. Giocando sulle parole: un Santuario "a guardia" della Città.
Fin dalle sue origini fu meta di pellegrinaggi per venerare la sacra icona della Vergine col Bambino detta "di San Luca".
La storia di questo Santuario è avvolta nella leggenda. Le prime notizie relative all’immagine della Madonna sono legate alla tradizione, che si presta a rivestire di meraviglie gli inizi di un avvenimento che poi avrà tanta risonanza nella storia della Città.
Secondo la tradizione, l’immagine della Madonna, che sarebbe stata dipinta dall’evangelista Luca, fu portata da Costantinopoli a Bologna dal pellegrino Teocle Kmnia che l’aveva ricevuta in consegna dai sacerdoti di "Santa Sofia" perché la recasse sul "monte della Guardia".
A Roma il pellegrino, avendo saputo che tale monte si trovava nei pressi di Bologna, qui la portò consegnandola agli Anziani della Città.
L’8 Maggio 1160 il Vescovo Gerardo Grassi consegnò la sacra tavola ad Azzolina e a Beatrice Guerzi, che conducevano vita eremitica nella penitenza e nella preghiera sul "Colle della Guardia". Le due pie donne collocarono l’effigie in una chiesetta dedicata a San Luca; e Angelica Bofantini – che succedette a loro nella custodia dell’Immagine – si adoperò per la costruzione di una prima vera chiesa, dal momento che il quadro della Madonna era ormai oggetto di venerazione popolare, interessando lo stesso Papa Celestino III.
La venerazione verso questa sacra Immagine continuò per due secoli, in mezzo alle burrascose vicende di guerre, discordie, lotte politiche, in cui si trovarono coinvolte le principali famiglie della città di Bologna.
Nel 1443 un avvenimento inaspettato inserì definitivamente la "Madonna di San Luca" nella storia della Città. Secondo le cronache dell’epoca, continue piogge, cadute in primavera, minacciarono di compromettere l’intero raccolto dei campi, con la prospettiva di una lunga carestia, già in parte avvertita a causa delle guerre precedenti. Fu così che un certo Graziolo Accarisi suggerì agli Anziani di trasferire in Città l’Immagine della Madonna, portandola dal Colle della Guardia in solenne processione.
Ciò fu fatto il 4 Luglio; e il miracolo del sole che comparve splendido tra le nubi cariche di pioggia fece stabilire dagli Anziani che ciò si ripetesse ogni anno, nella prima domenica di Luglio [data anticipata poi nella festa precedente l’Ascensione]. Il prodigio sortì anche l'effetto di accrescere la devozione dei bolognesi verso la Madonna e di interessarli circa le sorti del Santuario che, in tempi successivi, fu abbellito e completato dalla grandiosa armonia del lungo Porticato, con oltre 600 Archi e le 15 Cappelle del Santo Rosario che lo adornano.
Quando, ogni anno, la sacra Immagine della "Madonna di San Luca" [un’icona del tipo dell’odighítria] scende in Città, non si tratta di una delle solite processioni (anche delle più solenni), ma di un "fatto" cittadino, quasi un palio religioso che ogni bolognese vive come una eredità preziosa di tradizione, con il rinnovato impegno di devozione alla Vergine pubblicamente testimoniata.
Solenne e tutto da partecipare è il ‘rituale’ di tale Processione.
La Madonna ‘soggiorna’ in Città per una settimana; ed è questo il tempo più grande e più vero della città di Bologna e della sua Madonna.

 

IdM-Buona giornata!

lunedì 18 novembre 2013

Testimonianza di Marija Pavlovic su Padre Slavko

TESTIMONIANZA DI MARIJA PAVLOVIC SU PADRE SLAVKO
presso l’altare esterno a Medjugorje nell’estate 2012

“Lui si è innamorato della Madonna”

Mi Siano lodati Gesù e Maria.Cominciamo il nostro intervento con la preghiera.Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.Pater, Ave, Gloria. Salve Regina.Maria, Regina della Pace prega per noi.Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.Amen.

Non possiamo dire che non avete un benvenuto caloroso qua a Medjugorje, perché più caldo non si può. Vedo che vi siete rifugiati tutti sotto gli alberi. Quelli più coraggiosi sono rimasti qua davanti. Una volta ero qua al microfono e, per essere solidale con gli altri, sono scesa; adesso me lo hanno proibito. Mi hanno messo il microfono qua e non posso muovermi. Perché l’ultima volta ero come un’aragosta alla fine.In ogni modo… Tanti vanno al mare, ma voi avete scelto la cosa più bella: passare qualche giorno qua a Medjugorje. Voi avete deciso di tuffarvi nella grazia di Dio attraverso la Madonna.

E questa grazia, grazie al cielo, continua ancora.
La presenza della Madonna è quotidiana.
La Madonna appare ancora ogni giorno. Di noi 6 siamo ancora 3 che abbiamo l’apparizione quotidiana.La Madonna ci invita a vivere ancora di più quello che ci ripete dai primi giorni.

Quando è apparsa ha iniziato a dirci di abbracciare la via della santità e della conversione.Si è presentata con il nome di Regina della Pace. Attraverso i messaggi ci ha invitato a pregare per la pace che arriva soltanto da Dio attraverso la preghiera. Per questo la Madonna ci dice di avere ogni giorno un contatto continuo con Dio. Per questo Gesù ci ha mandato la Sua Madre attraverso La quale ci siamo innamorati.

Oggi La seguiamo e, attraverso Lei, seguiamo Gesù. Ha iniziato ad invitarci, ad istruirci, ad aiutarci ad essere sempre più vicino a Lei, al Suo Cuore Immacolato. Già dai primi giorni ci ha invitati ad essere sempre più Suoi e ad abbracciare in modo straordinario la scuola della preghiera.Era difficile all’inizio, perché non eravamo abituati a pregare. Come voi che siete arrivati per la prima volta a Medjugorje. E’ difficile mettersi inginocchiati, è difficile svegliarsi la mattina presto e andare a pregare. Non siamo abituati.Ma noi , innamorati della Madonna, abbiamo pensato nei primi giorni: “Se noi preghiamo di più la Madonna rimane più a lungo”. Abbiamo pensato: “La Sua presenza è così bella. Viviamo il Paradiso sulla terra con Lei”. Tante volte Le abbiamo detto di portarci con Lei. La Madonna sorrideva e pregava su di noi. Tante volte pensiamo che siamo in questa valle di lacrime, ma Lei ci dice che possiamo trasformare questa terra in un Paradiso. Per questo ci dice di vivere il Paradiso nel nostro cuore, nelle nostre famiglie, nella nostra società. Amandoci gli uni gli altri come Lui ha amato noi.La Madonna ci dice tante volte durante le apparizioni: “Ringraziamo il buon Dio, perché ha permesso che Io sia ancora con voi”. Anche oggi possiamo ringraziare Dio con tutto il cuore, perché ci sta chiamando ancora una volta alla conversione, alla santità.La Madonna non ci stanca di chiamarci. Noi siamo duri, difficili, complicati.

Una volta ci ha anche detto di leggere e vivere i Suoi messaggi. Ci ha anche detto: “Mettete la Santa Scrittura in un posto visibile nelle vostre case e leggetela ogni giorno”. In modo speciale la Madonna ci ha chiamati a vivere la santità personale, rinunciando al peccato, abbracciando la via della santità. Per questo ci ha detto di creare gruppi di preghiera, attraverso i quali possiamo aiutarci reciprocamente a crescere in questo cammino. Ma la Madonna ci dice che il primo gruppo di preghiera deve essere la nostra famiglia. Per questo desidera che la famiglia ritorni a Dio, alla preghiera. Già ai primi giorni ci ha detto di pregare in famiglia e poi in parrocchia. Dopo ha voluto sempre di più da noi. All’inizio una parte del rosario, poi la seconda, la terza e, con Giovanni Paolo II, anche la quarta parte. La Madonna non si è fermata. Ha chiesto a noi, che abbiamo abbracciato i Suoi messaggi, di dedicare ogni giorno tre ore alla preghiera. Jakov, che era più piccolo, aveva 10 anni, ha detto alla Madonna: “Ma non è un po' troppo?”

Le nostre case non erano più nostre. Erano diventate, come diceva la mia mamma, stazioni ferroviarie. La gente arrivava, passava, chiedeva, bussava. Oggi possiamo dire che Gesù è al centro della nostra vita.Come diceva una volta un Vescovo del Messico durante una catechesi sul rosario, durante il rosario si può lavare, stirare, cucinare. Ad un certo momento ho detto: “Ma cosa sta dicendo?” E lui ha raccontato il rosario di sua mamma. Sua madre aveva 12 figli. Lei era una donna di preghiera. Lei cucinava e pregava, stirava e pregava. Lui ha detto: “La mia mamma era una santa” Era una donna che con lo sguardo vedeva molto lontano. Era una donna che divideva quello che aveva. Si ricordava di quell’anziano mezzo cieco o sordo. Mandava sempre qualche bambino con una pentola e diceva: ‘Portala a quella persona che vive al confine del paese’”. Lui ha detto che di lei si poteva solo dire che era una santa. Questo vescovo raccontava con fierezza di sua madre.

Abbiamo conosciuto tutti Giovanni Paolo II. Quando è morto abbiamo sentito in piazza: “Santo subito”. Lo abbiamo gridato.Abbiamo avuto, grazie al cielo, anche padre Slavko, che era anche la mia guida spirituale. Con gioia lo ricordo. Era un uomo che era stato inviato per controllare le nostre reazioni prima e dopo l’apparizione. Lui si è innamorato della Madonna. Ad un certo momento Lei lo ha preso con sé. Per noi è stato uno shock, perché era ancora giovane.Era amico di noi veggenti. Veniva spesso a casa nostra e giocava sul tappeto con i bambini.Ma era un amico. Uno che ogni mattina andava sulla collina dell’apparizione o sulla collina della croce, prima della santa Messa alle 07.30, assieme ai suoi confratelli. Lui prima andava a pregare. Ma non soltanto a pregare; era anche un testimone della Madonna. Era innamorato della Madonna.Tante volte mi diceva prima dell’apparizione: “DiLLe che La amo”. O dopo l’apparizione mi chiedeva: “Come era?” Ormai dopo un giorno, un mese, un anno, ci siamo abituati al fatto che lui faceva questa domanda ogni volta. Abbiamo visto che all’inizio lo faceva per curiosità, ma pian piano lo faceva con grande amore. Più diventava anziano e più diventava tenero, innamorato. Con quella tenerezza ha permesso alla Madonna di cambiare il suo cuore. La Madonna lo ha preso qua a Medjugorje. Quando facendo la via crucis venerdì pomeriggio con i pellegrini sul monte della croce è morto, noi eravamo shockati. Non potevamo credere che era vero che padre Slavko fosse morto. Eravamo schockati. Durante l’apparizione abbiamo pianto e abbiamo chiesto alla Madonna: “Perché?”Il giorno dopo era il 25 e la Madonna ha dato il messaggio: “Vostro fratello Slavko è nato in cielo”. Dalla tristezza e dallo shock siamo passati ad una grande gioia. Abbiamo detto dentro di noi: “Ce l’ha fatta. Dobbiamo farcela anche noi. E’ andato in Paradiso”. Adesso tocca a noi. Tocca a voi.Abbiamo tanti esempi: Madre Teresa, Gianna Beretta Molla. Dove ho partorito i miei figli è morta Gianna Beretta Molla e i suoi figli sono ancora vivi.Non è una fantascienza; è una realtà. Possiamo diventare santi anche tutti noi.La Madonna vuole creare un mondo nuovo: Dio attraverso la Madonna.Mi ricordo che nei primi giorni, qui c’era il comunismo, nel telegiornale delle 07.30 dicevano: “In un piccolo villaggio è cominciata la rivoluzione. Sei bambini a Medjugorje dicono di aver visto la Madonna”. Loro pensavano che noi fossimo manipolati da qualcuno per iniziare una rivoluzione. Ma oggi possiamo dire che davvero è iniziata una rivoluzione. Ma non quella rivoluzione che pensavano i comunisti. E’ cominciata la rivoluzione dell’Amore di Dio attraverso la Madonna per ognuno di noi, per questa povera umanità che ha bisogno di Dio.

La Madonna dice: “Mettete Dio al primo posto della vostra vita”. Abbiamo dimenticato Dio; Lo abbiamo messo in disparte. Sembra che tutto sia più importante di Dio. Il materialismo e il consumismo ci hanno fatti schiavi. Anche il comunismo che era qua ci ha portato a fissare gli occhi solo sulla persona.Cosa dice la Sacra Scrittura? “Povero l’uomo che…” Sapete rispondere? No? Meno male che abbiamo qua Agostino che ci aiuta. “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo!” Noi ormai siamo maledetti, perché confidiamo nei nostri politici, nelle persone, nelle ricchezze…Don Tonino Bello, che era anche un mio amico personale, l’ho incontrato in varie occasioni, ha scritto un bellissimo racconto dove parlava con san Giuseppe. Racconta che san Giuseppe lavorava nella sua falegnameria, accarezzava un pezzo di legno mentre lo lavorava e diceva: “Ma dove andiamo?” Ormai oggi non abbiamo più un oggetto fatto dal nonno o dal bisnonno. Ormai è tutto usa e getta. Lui diceva che ormai neanche una bambola si ripara più, perché ne arrivano tante per Natale. Si scartano, si gioca, si rompono e si buttano via, perché il Natale dopo ne arriveranno delle altre. Purtroppo abbiamo una cultura usa e getta anche dell’amicizia: se ho bisogno sei mio amico, altrimenti ti dimentico.Stiamo mettendo le persone al posto di Dio. Quelle persone tante volte sono politici o ricchi che possiamo sfruttare.Ormai cominciamo a creare un mondo dove puntiamo sulle persone. Stiamo facendo come il gatto che si morde la coda. Non sappiamo più dove andare. Anche i nostri politici: non sanno vedere il futuro. Guardiamo l’economia. Ogni giorno aumentano sempre più le ore di lavoro.Tante volte diventiamo schiavi. Delle persone, del lavoro, e non sappiamo più dov’è Dio. La Madonna ci dice di avere equilibrio. Abbiamo dimenticato quel filo che ci lega col cielo.La Madonna ci dice che se una persona prega mentre lavora il suo lavoro diventa doppio. Diciamo: “In così poco tempo ho fatto così tante cose!”Una volta ho incontrato un uomo che veniva qua a portare aiuti umanitari nei momenti di guerra e ha raccontato la sua esperienza. Anch’io ne sono stata testimone. Quando è venuto qua la prima volta per portare aiuti ogni seconda parola era una bestemmia. Ad un certo momento l’ho guardato e gli ho detto: “Ma cosa stai facendo?” L’ho affrontato e gli ho detto: “Tu stai offendendo il mio Dio!” Era shockato che qualcuno si fosse avvicinato a lui. Non sapeva chi fossi. Era un uomo grande. Ho pensato: “Se cominciamo a discutere diventa un disastro, perché io sono piccola e lui è grande”.
(((La registrazione della testimonianza si è interrotta per problemi di audio)))
Fonte: Informazioni da Medjugorje

giovedì 14 novembre 2013

Testimonianza Ivanka


Pater, Ave, Gloria.
Regina della Pace, prega per noi.
All’inizio di quest’incontro volevo salutarvi con il saluto più bello: “Sia lodato Gesù Cristo”.
Sempre sia lodato!
Perché sono adesso davanti a voi? Chi sono io? Cosa posso dirvi?
Io sono una semplice persona mortale come ciascuno di voi.
In tutti questi anni continuamente mi chiedo: “Signore, perché hai scelto me? Perché mi hai dato questo grande, grande dono, ma allo stesso tempo grande responsabilità?” Qui sulla terra, ma anche un giorno quando arriverò davanti a Lui. Io ho accettato tutto questo. Questo grande dono e grande responsabilità. Prego solamente Dio di darmi la forza di continuare ad andare sulla strada che Lui vuole da me.
Io qui posso solo testimoniare che Dio è vivo; che Lui è in mezzo a noi; che non si è allontanato da noi. Siamo noi che ci siamo allontanati da Lui.
La Madonna è una Madre che ci ama. Lei non vuole lasciarci da soli. Ci fa vedere la via che ci porta a Suo Figlio. Questa è l’unica vera via su questa terra.
Posso dirvi anche che la mia preghiera è come la vostra preghiera. La mia vicinanza a Dio è la stessa vicinanza che voi avete a Lui.
Tutto dipende da me e da te: quanto ci affidiamo a Lei e quanto possiamo accettare i Suoi messaggi.
Vedere la Madonna con i propri occhi è una cosa bellissima. Invece vederla con gli occhi e non averLa nel cuore non conta nulla. Ciascuno di noi può sentirla nel proprio cuore se vuole e può aprire il proprio cuore.
Nel 1981 ero una ragazzina di 15 anni. Anche se provengo da una famiglia cristiana dove sempre abbiamo pregato fino a quel momento non sapevo che la Madonna potesse apparire e che fosse apparsa da qualche parte. Ancora di meno potevo immaginare che io L’avrei potuta vedere un giorno.
Nel 1981 la mia famiglia viveva a Mostar e quella di Mirjana a Sarajevo.
Finita la scuola, durante le vacanze, venivamo qui.
Da noi c’è l’abitudine di non lavorare la domenica e nei giorni festivi e se si può si và a Messa.
Quel giorno, 24 giugno, san Giovanni Battista, dopo la Messa noi ragazze ci siamo messe d’accordo di trovarci al pomeriggio a fare quattro passi. Quel pomeriggio io e Mirjana ci siamo trovate per prime. Aspettando che arrivassero le altre ragazze chiacchieravamo come fanno le ragazze a 15 anni. Ci siamo stancate di aspettarle e ci siamo incamminate verso le case.
Nemmeno oggi so perché durante il dialogo mi sono girata verso la collina, non so cosa mi ha attirata. Quando mi sono girata ho visto la Madre di Dio. Non so nemmeno da dove sono venute quelle parole quando ho detto a Mirjana: “Guarda: lassù c’è la Madonna!” Lei, senza guardare, mi ha detto: “Cosa stai dicendo? Cosa è successo con te?” Io sono stata zitta e abbiamo continuato a camminare. Siamo arrivati alla prima casa dove abbiamo incontrato Milka, sorella di Marija, che andava a riportare le pecore. Non so cosa ha visto sul mio volto e mi ha chiesto: “Ivanka, cosa è successo con te? Hai un aspetto strano”. Tornando in dietro le ho raccontato quello che ho visto. Quando siamo giunti al luogo in cui avevo avuto la visione anche loro hanno girato la testa e hanno visto quello che avevo visto io prima.
Posso solo dirvi che tutte le emozioni che avevo dentro di me si sono scombussolate. Così c’erano preghiera, canto, lacrime…
Nel frattempo è giunta anche Vicka e ha visto che stava succedendo qualcosa con tutti noi. Le abbiamo detto: “Corri, corri, perché noi qui vediamo la Madonna. Invece lei ha tolto i sandali ed è scappata verso casa. Lungo la strada ha incontrato due ragazzi che si chiamano Ivan e ha raccontato loro quello che noi abbiamo visto. Così in tre sono tornati da noi e hanno visto anche loro quello che vedevamo noi.
La Madonna era distante da noi 400 - 600 metri e col segno della mano ci indicava di avvicinarci.
Come ho detto si mescolavano dentro di me tutte le emozioni, ma quella che prevaleva era la paura. Anche se eravamo un bel gruppetto non osavamo andare verso di Lei.
Adesso non so quanto tempo ci siamo fermati lì.
Mi ricordo solo che alcuni di noi sono andati direttamente a casa, mentre altri sono andati a casa di un certo Giovanni che festeggiava l’onomastico. Pieni di lacrime e di paura siamo entrati in quella casa e abbiamo detto: “Noi abbiamo visto la Madonna”. Mi ricordo che sul tavolo c’erano delle mele e ce le tiravano addosso. Ci hanno detto: “Correte subito a casa vostra. Non raccontate queste cose. Con queste cose non si può giocare. Non ripetete a nessuno quello che ci avete detto!”
Quando siamo tornati a casa ho raccontato alla nonna, al fratello e alla sorella quello che avevo visto. Qualsiasi cosa io dicessi mio fratello e mia sorella mi deridevano. La nonna mi ha detto: “Figlia mia, questo è impossibile. Probabilmente hai visto qualcuno che stava pascolando le pecore”.
Nella mia vita non c’è mai stata una notte più lunga di quella. Continuamente mi chiedevo: “Cosa è successo a me? Veramente ho visto quello che ho visto? Sono fuori di testa. Cosa è successo con me?”
A qualsiasi adulto noi dicevamo cosa avevamo visto ci rispondeva che era impossibile.
Già quella sera e il giorno dopo si era diffuso quello che avevamo visto.
Quel pomeriggio abbiamo detto: “dai, torniamo allo stesso posto e vediamo se possiamo vedere nuovamente quello che abbiamo visto ieri”. Mi ricordo che la nonna mi ha tenuto per la mano e mi ha detto: “Tu non andare. Rimani qui con me!”
Quando abbiamo visto per tre volte una luce noi siamo corsi su così veloce che nessuno poteva raggiungerci. Ma quando siamo arrivati vicino a Lei…
Cari amici, non so come trasmettervi questo amore, questa bellezza, questi sentimenti divini che provavo.
Posso solo dirvi che fino al giorno d’oggi i miei occhi non hanno mai visto una cosa più bella. Una giovane ragazza di 19 - 21 anni, con un vestito grigio, velo bianco e la corona di stelle sulla testa. Ha degli occhi azzurri bellissimi e teneri. Ha i capelli neri e vola su una nuvola.
Quel sentimento interiore, quella bellezza, quella tenerezza e quell’Amore di una Madre non si possono descrivere con le parole. Bisogna provarlo e viverlo.
In quel momento sapevo: “Questa è la Madre di Dio”.
Due mesi prima di quell’evento era morta mia madre. Io ho chiesto: “Madonna mia, dov’è mia madre?” Lei sorridendo mi ha detto che è con lei. Poi ha guardato ciascuno di noi sei e ci ha detto di non avere paura, perché Lei sarà sempre con noi.
In tutti questi anni, se Lei non fosse stata con noi, noi persone semplici e umane non avremmo potuto sopportare tutto.
Lei si è presentata qui come Regina della Pace. Il Suo primo messaggio era: “Pace. Pace. Pace”. Alla pace possiamo arrivare solo con la preghiera, con il digiuno, con la penitenza e con la santissima Eucarestia.
Dal primo giorno fino ad oggi questi sono i messaggi più importanti qui a Medjugorje. Chi vive questi messaggi trova le domande e anche le risposte.
Dal 1981 al 1985 io la vedevo ogni giorno. Durante quegli anni Lei mi ha raccontato la Sua vita, il futuro del mondo, il futuro della Chiesa. Ho scritto tutto questo. Quando Lei mi dirà a chi consegnare questo scritto io lo farò.
Il 7 maggio 1985 ho avuto l’ultima apparizione quotidiana. La Madonna mi ha detto che non L’avrei vista più ogni giorno. Dal 1985 fino ad oggi io La vedo una volta l’anno il 25 giugno.
In quell’ultimo incontro quotidiano Dio e la Madonna mi hanno dato un grandissimo, grandissimo dono per me. Un grandissimo dono per me, ma anche per tutto il mondo. Se voi qui vi chiedete se esiste la vita dopo questa vita io sono qui come testimone davanti a voi. Posso dirvi che qui sulla terra stiamo facendo solamente una cortissima strada verso l’eternità. Io in quell’incontro ho visto mia madre come adesso vedo ciascuno di voi. Lei mi ha abbracciata e mi ha detto: “Figlia mia, sono fiera di te”.
Ecco, il cielo si apre e ci dice: “Cari figli, ritornate sulla via della pace, di conversione, digiuno e penitenza”. Ci è stata insegnata la strada e noi siamo liberi di scegliere la strada che vogliamo.
Ognuno di noi sei veggenti ha la propria missione. Alcuni pregano per i sacerdoti, altri per i malati, altri per i giovani, alcuni pregano per coloro che non hanno conosciuto l’Amore di Dio e la mia missione è quella di pregare per le famiglie.
La Madonna ci invita a rispettare il sacramento del matrimonio, perché le nostre famiglie devono essere sante. Ci invita a rinnovare la preghiera familiare, ad andare alla santa Messa la domenica, a confessarci mensilmente e la cosa più importante è che al centro della nostra famiglia ci sia la Bibbia.
Perciò, caro amico, se vuoi cambiare la tua vita, il primo gradino sarebbe di arrivare alla pace. Pace con se stessi. Questa non la puoi trovare da nessuna parte se non nel confessionale, perché tu ti riconcili con te stesso. Poi vai al centro della vita cristiana, dove Gesù è vivo. Apri il tuo cuore e Lui guarirà tutte le tue ferite e tu porterai più facilmente tutte le difficoltà che hai nella tua vita.
Risvegliate la vostra famiglia con la preghiera. Non permettetele di accogliere ciò che il mondo le propone. Perché noi oggi abbiamo bisogno di famiglie sante. Perché se il maligno distrugge la famiglia distruggerà tutto il mondo. Da una buona famiglia proviene tanto bene: bravi politici, bravi medici, bravi sacerdoti.
Non potete dire che non avete tempo per la preghiera, perché Dio ci ha dato il tempo e noi siamo quelli che lo dedicano alle varie cose.
Quando accade una catastrofe, una malattia o qualcosa di grave, lasciamo tutto per dare una mano a chi ha bisogno. Dio e la Madonna ci danno le medicine più forti contro ogni malattia di questo mondo. Questa è la preghiera con il cuore.
Già nei primi giorni Lei ci ha invitati a pregare il Credo e 7 Pater, Ave, Gloria. Poi ci ha invitati a pregare un rosario al giorno. In tutti questi anni ci invita a digiunare due volte alla settimana a pane e acqua e a pregare il santo rosario ogni giorno. La Madonna ci ha detto che con la preghiera e il digiuno possiamo fermare anche le guerre e le catastrofi.
Vi invito a non permettere che la domenica stiate sdraiati a riposare. Il vero riposo si ha nella santa Messa. Solo lì si può avere il vero riposo. Perché se noi permettiamo allo Spirito Santo di entrare nel nostro cuore sarà molto più facile portare tutti i problemi e le difficoltà che abbiamo nella nostra vita.
Non dovete essere cristiani solo sulla carta. Le chiese non sono solo le costruzioni: noi siamo la Chiesa viva. Siamo diversi dagli altri. Siamo pieni d’amore verso il nostro fratello. Siamo felici e siamo segno per i nostri fratelli e sorelle, perché Gesù vuole che siamo gli apostoli in questo momento sulla terra. Lui vuole anche ringraziarvi, perché avete voluto sentire il messaggio della Madonna. Vi ringrazia ancora di più se volete portare questo messaggio nei vostri cuori. Portarli nelle vostre famiglie, nelle vostre chiese, nei vostri stati. Non solo parlare con la lingua, ma testimoniare con la propria vita.
Ancora una volta voglio ringraziarvi sottolineando di ascoltare quello che ha detto la Madonna nei primi giorni a noi veggenti: “Non abbiate paura di nulla, perché Io sono con voi ogni giorno”. E’ la stessa identica cosa che dice a ciascuno di noi.
Io prego ogni giorno per tutte le famiglie di questo mondo, ma nello stesso momento chiedo a tutti voi di pregare per le nostre famiglie, così che possiamo unirci per essere una cosa sola in preghiera.
Adesso con la preghiera ringraziamo Dio per questo incontro.

Fonte: IdM (Andrea Bianco)

mercoledì 13 novembre 2013

Medjugorje e la lettera del nunzio Viganò

 

 

La Chiesa di San Giacomo a Medjugorje

LA CHIESA DI SAN GIACOMO A MEDJUGORJE

La Santa Sede avverte i vescovi Usa dopo aver appreso che il veggente Ivan Dragičević avrebbe guidato incontri nelle chiese previsti previsti nell’orario in cui solitamente egli afferma di avere le apparizioni

GUIDO VILLA
ZAGABRIA


Sulla lettera che il nunzio apostolico Carlo Maria Viganò, ha scritto il 21 ottobre scorso alla Conferenza episcopale degli Stati Uniti con riferimento a un ciclo di incontri previsti in quel Paese dal veggente di Medjugorje Ivan Dragičević, si è scritto e parlato molto in questi ultimi giorni. Il più delle volte, purtroppo, ciò è avvenuto manifestando pressapochismo e scarsa conoscenza delle norme e delle linee di condotta che guidano la Chiesa in tali circostanze, tanto da trasformare una lettera quasi di routine in un presunto segno di opposizione della Santa Sede sulle apparizioni di Medjugorje.
In realtà, dopo quasi trentatré anni di apparizioni, questa lettera non è la prima - e probabilmente non sarà neppure l'ultima - del suo tipo, anzi, nel tono e nei contenuti, è assai più blanda e misurata di certe missive inviate in passato dai due vescovi, Žanić e Perić, succedutisi alla guida delle diocesi di Mostar, in Bosnia-Erzegovina, cui appartiene la parrocchia di Medjugorje, dall'inizio delle apparizioni nel 1981.
Non è quindi difficile ricostruire il motivo che ha portato all'invio di questa lettera. Il veggente Ivan Dragičević - il quale tra l’altro non è bosniaco, come riportato da alcuni commentatori, ma croato - è stato invitato a una serie di incontri di preghiera, alcuni dei quali erano previsti nell’orario in cui solitamente egli afferma di avere le apparizioni e di vedere la Madonna, da tenersi anche in locali parrocchiali e in chiese. Ciò è stato notato da qualcuno che ha provveduto ad avvertire il vescovo locale, e da questi, attraverso i canali ufficiali consueti, la notizia è giunta alla Santa Sede, la quale, attraverso il nunzio negli Stati Uniti, ha avvertito i vescovi locali che chierici e i fedeli «non possono partecipare ad incontri, conferenze, o celebrazioni pubbliche in cui la credibilità di queste “apparizioni” venga data per certa».
Il “dare per certo” la veridicità delle apparizioni è rappresentato dal fatto che gli incontri vengano tenuti in chiese o edifici di proprietà della Chiesa, poiché significherebbe dare un avallo ufficiale agli avvenimenti stessi, cosa che, per quanto riguarda Medjugorje, al momento non è possibile.
Aiuta a comprendere meglio questa situazione un episodio avvenuto a Civitavecchia dopo l’inizio delle lacrimazioni della statuetta di gesso, proveniente da Medjugorje, nel giardino della famiglia Gregori nel 1995. A Fabio Gregori che desiderava che la statuina fosse portata in chiesa, il parroco, don Pablo Martin, oppose un netto rifiuto, poiché ciò avrebbe dato l’impressione che la Chiesa avallasse la soprannaturalità degli avvenimenti, cosa ancora tutta da accertare. Per lo stesso motivo l’allora vescovo di Civitavecchia, monsignor Girolamo Grillo, ordinò subito al parroco di non tenere la statuina neppure in casa sua e di disfarsene subito.
Il contenuto della lettera, quindi, non rappresenta un’anticipazione del giudizio negativo della Santa Sede su Medjugorje, bensì la riproposizione della linea di condotta che la Chiesa ha sempre tenuto su questo tipo di fatti.
La stessa dichiarazione di Zara del 1991 dell’allora Conferenza Episcopale Jugoslava, non rappresenta una bocciatura definitiva degli avvenimenti di Medjugorje. In questa dichiarazione si affermava che «sulla base delle ricerche che sono state condotte, non è possibile affermare che ci siano state apparizioni o rivelazioni». Ma non furono vietati i pellegrinaggi in sé, bensì solamente quelli ufficiali, né fu vietato a sacerdoti di andarci o di partecipare come assistenti spirituali in pellegrinaggi organizzati a titolo privato, fermo restando che, come dice la dichiarazione, essi promuovessero «una sana devozione verso la Beata Vergine Maria, in armonia con l'insegnamento della Chiesa».
Che la Dichiarazione di Zara, citata nella lettera del nunzio non rappresenti una bocciatura definitiva delle apparizioni di Medjugorje, lo attesta la nuova commissione incaricata da Benedetto XVI di studiare il fenomeno, guidata dal cardinale Ruini. E viene confermato anche dalla vita di tutti i giorni. L’emittente della parrocchia di Medjugorje Radio Mir Medjugorje è partner ufficiale dell’emittente radiofonica della Conferenza episcopale croata Hrvatski katolički Radio; il settimanale ufficioso dell’arcidiocesi di Zagabria Glas Koncila, venduto in tutte le chiese della Croazia e della Bosnia-Erzegovina, pubblica di tanto in tanto notizie di pellegrinaggi a Medjugorje, e in occasione del trentesimo anniversario delle apparizioni, vi ha dedicato le sue due pagine centrali. Ciò è segno che pur non approvando (ancora) le apparizioni, la Chiesa croata segue con interesse questi avvenimenti che la maggioranza dei fedeli cattolici croati ritiene essere stati decisivi per l’acquisto della libertà dal comunismo e per la salvezza della Croazia nel corso della Guerra per la Patria a difesa dell’aggressione serba, che fu profetizzata dalla Regina della Pace che ebbe il suo primo colloquio con i veggenti il 25 giugno 1981, dieci anni prima che, la stessa data, iniziasse la guerra nella ex-Jugoslavia.
In realtà quest’ansia di avere quanto prima una decisione definitiva sugli avvenimenti di Medjugorje è presente solamente nei tifosi (nel senso deleterio del termine) e negli avversari delle apparizioni. La Chiesa procede sempre con estrema prudenza nel valutare questi fatti, tant’è che non sono state ancora approvate le apparizioni del 1948 della Vergine della Rivelazione a Bruno Cornacchiola presso le Tre Fontane a Roma, viste con favore dalle più alte autorità ecclesiastiche, ivi incluso Papa Pio XII; dopo un lungo periodo di ostilità dei vescovi locali, e nell’attesa di un’approvazione definitiva, a Fontanelle, nei pressi di Montichiari (Brescia) e a Schio (Vicenza) è stato autorizzato, così come avviene ormai da anni alle Tre Fontane, l’esercizio del culto e l’accompagnamento pastorale ufficiale dei numerosissimi pellegrini che vi si recano.
Considerati questi precedenti, non è escluso che anche per Medjugorje non vi sarà a breve alcun riconoscimento né alcun disconoscimento ufficiale delle apparizioni, e che la Santa Sede avocherà a sé attraverso un delegato apostolico la gestione e il controllo della pastorale ai pellegrini che vi si recano. Ciò rappresenterebbe in verità una netta smentita dei desiderata del vescovo di Mostar, il quale vorrebbe che le apparizioni venissero bollate come non soprannaturali, e una limitazione dei suoi poteri, se non sulla parrocchia di Medjugorje, almeno sulla gestione della cura pastorale dei pellegrini.
Un criterio per esprimere un giudizio sulla soprannaturalità degli avvenimenti di Medjugorje è rappresentato certamente dai frutti spirituali. Pur non mancando, come sempre quando ci sono di mezzo esseri umani, situazioni negative - ad esempio l’eccessiva commercializzazione del luogo (che del resto non manca neppure a Lourdes e a Fatima) e la dolorosissima defezione di fra Tomislav Vlašić - i frutti sono da considerarsi estremamente positivi.
In questi decenni a Medjugorje, sono avvenute conversioni di sacerdoti che vivevano il proprio ministero attaccati al denaro, famiglie sull’orlo della rottura si sono riconciliate, giovani che vivevano nel peccato se ne sono distaccati giovani scapestrati hanno riconosciuto la vocazione religiosa e sacerdotale, atei incalliti e bestemmiatori professionisti si sono trasformati in persone che non cessano di pregare.

 

Fonte: Vatican Insider

martedì 12 novembre 2013

Omelia della Santa Messa serale di padre Ljubo Kurtovic Domenica 10 novembre 2013, Medjugorje


Fratelli e sorelle,

Gesù poteva aiutare soltanto coloro che lo avvicinavano col cuore aperto, col cuore raccolto. Chi lo avvicinava col cuore falso, come i Sadducei nel Vangelo, vediamo subito che entrano in conflitto, ci sono incomprensioni.
Davanti alla falsità Gesù è impotente. In un passo del Vangelo secondo Giovanni leggiamo: “Gesù, conosceva tutti e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro. Egli infatti sapeva ciò che c’è in ogni uomo. L’uomo ha una terribile capacità di essere falso, ipocrita. Il profeta Geremia lo descrive dicendo: “Più fallace di ogni cosa è il cuore e difficilmente guaribile. Chi lo può conoscere?” Gesù, come Dio, conosce le profondità del cuore umano. Davanti a Dio non possiamo e non dobbiamo nasconderci.

Nel Vangelo abbiamo incontrato i Sadducei che vengono da Gesù con una domanda pensata prima e con il caso di una donna che si era sposata per sette volte: ha sposato sette fratelli! Teoricamente questo è possibile, ma i Sadducei hanno inventato questo caso. Siccome loro non credono nella risurrezione dei morti, entrano in dialogo con Gesù per metterlo alla prova e per scoprire la sua posizione in ciò che lui insegna. Hanno chiesto dunque a Gesù: “La donna nella risurrezione di chi sarà moglie, poiché tutti e
sette l’hanno avuta in moglie? Siccome il loro cuore è chiuso, non credono nella risurrezione: per loro l’unica possibile eternità è nel generare i figli, di vivere nei figli, nella discendenza.

Gesù distrugge questo loro cerchio chiuso, allarga la vista e rivela come nella natura umana non è impressa una eternità limitata, biologica, ma un’eternità di Dio: Dio stesso! L’argomento di Gesù contro i Sadducei è la Sacra Scrittura, lo stesso Mosè, con il quale contesta i Sadducei che Dio è il Dio dei viventi e non dei morti: il Signore è il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei viventi! In questo sta l’ultimo motivo della Risurrezione, il segreto dell’Eternità: Dio appartiene a loro, Abramo, Isacco e Giacobbe. Lui è Dio dei vivi e i vivi appartengono a Lui. Può forse Dio dimenticare coloro attraverso i quali ha rivelato il suo Nome e il suo Amore? Può forse Dio dimenticare te, nel quale ha impresso la sua immagine? Questo collegamento è talmente forte che il Signore fa in modo che il loro nome, loro che Dio ama, diventano parte del suo nome, Dio che è più forte della morte. E’ talmente umile che considera i
suoi amici parte di se stesso. Dio, legando così la sua eternità con la nostra eternità dimostra che ciò che vince la morte non è la vita, ma l’Amore, l’Amore di Dio, capace di risuscitare i morti, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, Dio che è mio e tuo, che vive soltanto se Abramo, Isacco e Giacobbe vivono. Dio vive solo se io e tu viviamo.

Fratelli e sorelle, l’uomo è curioso. Nella nostra curiosità possiamo
domandarci come sarà il Cielo? Nessuno di noi è stato nell’aldilà per raccontarci com’è il Cielo. Né la Bibbia, né Gesù descrivono il Cielo, non rispondono alla nostra curiosità, ma ci invitano ad aver fiducia nelle sue promesse dell’Eternità. Non siamo invitati a inventare il Cielo, ma siamo invitati a credere al Cielo, credere nella promessa di Gesù: “Vado a prepararvi un posto. Vado dal Dio mio e dal Dio vostro, dal Padre mio e Padre vostro,”

In un Messaggio la Madonna dice: “Cari figli, soltanto nella preghiera sarete vicini a me e al mio Figlio e vedrete come è breve questa vita. Soltanto nella preghiera, nascerà nel vostro cuore il desiderio per il Cielo.” Con i piedi per terra, ma con il cuore rivolto verso il Cielo. La beatitudine eterna non è semplice continuazione delle gioie terrene. L’altra vita è veramente un’altra vita, una vita diversa, vita di una qualità diversa. E’ compimento di tutte le aspettative umane, desideri umani, che l’uomo ha sulla terra: è immensamente di più, su un altro livello. “Ciò che l’orecchio non ha sentito, l’occhio non ha visto, il cuore desiderato, Dio  ha preparato per coloro che gli credono.” Così dice la Sacra scrittura!
Gesù dice e risponde ai Sadducei: “Quelli che sono giudicati degni della vita futura , della risurrezione dai morti non prendono né moglie né marito.

Infatti non possono più morire perché sono uguali agli Angeli. Può sembrare che questa risposta di Gesù annulla la speranza di tanti coniugi che hanno sperimentato la morte del marito o della moglie. Il Sacramento del Matrimonio non termina con la morte, ma diventa trasformato, spirituale, dove non ci saranno più quelle difficoltà che accompagnano questa vita sulla terra. Come in Cielo non sono cancellati i rapporti tra i genitori e i figli, tra gli amici, perché con la morte la vita vien cambiata e non tolta, questo si può dire anche per il Sacramento del Matrimonio, che fa parte della vita umana. Che cosa dirà chi ha avuto un’esperienza forse negativa
qui sulla terra? Nel Matrimonio hanno vissuto incomprensioni, sofferenze, ferite nel Matrimonio, nel passaggio dal nostro tempo all’Eternità il bene rimane e il male sparisce. In Cielo spariscono tutte le sofferenze, i dolori, le ferite cha hanno fatto l’uno o altro. In Dio tutto sarà comprensibile, tutto sarà perdonato e scusato. Ciò che era una donazione autentica, un amore autentico non sparirà, ma rimarrà. Su in Cielo non ci sarà più competizione nell’amore, non ci sarà più gelosia, concorrenza, minacce gli uni agli altri, ma libertà, pace e amore,che soltanto il Signore può dare.

Preghiamo il Signore per avere la grazia, per poterci decidere per il Cielo già qui sulla terra, perché in Cielo si entra già qui e non dopo la morte.

Quando ci decidiamo per il bene, per ciò che è giusto, veritiero, ci siamo decisi per il Cielo e il Cielo, Dio stesso, può dimorare dentro di noi.

Amen.

Fonte: IdM (da Emanuela)

sabato 9 novembre 2013

Commento di Padre Livio al Messaggio del 2 novembre 2013 a Mirjana

"Cari figli, vi invito di nuovo maternamente ad  amare, a pregare senza sosta per il dono dell’amore, ad amare il Padre Celeste al di sopra di tutto. Quando amerete Lui, amerete voi stessi ed il vostro prossimo. Queste realtà non possono essere separate. Il Padre Celeste è in ogni uomo, ama ogni uomo e chiama ogni uomo col proprio nome. Perciò, figli miei, attraverso la preghiera ascoltate la volontà del Padre Celeste. Parlate con Lui. Abbiate un rapporto personale col Padre, che renderà ancora più profondo il rapporto tra voi, comunità dei miei figli, dei miei apostoli. Come Madre desidero che, attraverso l’amore verso il Padre Celeste, vi eleviate al di sopra della vanità di questa terra ed aiutiate gli altri a conoscere e ad avvicinarsi gradualmente al Padre Celeste. Figli miei, pregate, pregate, pregate per il dono dell’amore, perché l’amore è mio Figlio. Pregate per i vostri pastori, affinché abbiano sempre amore per voi, come l’ha avuto e l’ha mostrato mio Figlio dando la sua vita per la vostra salvezza. Vi ringrazio!"


Commento di Padre Livio al messaggio del 2 novembre 2013

Questo messaggio meraviglioso, come tanti messaggi della Regina della Pace, dati attraverso la veggente Mirjana, ci richiama alla figura del Padre Celeste che deve essere nel cuore della nostra preghiera, perché questa è la preghiera che ci ha insegnato Gesù, il Padre Nostro.

La prima parte del messaggio è in un certo senso il commento al Padre Nostro e la Madonna ci invita a rivolgerci al Padre Celeste chiedendo il dono dell’amore.

Gesù ci insegna a pregare e ci dona in parte la sua preghiera, è una preghiera che va ben aldilà della nostra preghiera di poveri peccatori, di creature. Gesù è il figlio eternamente generato dal Padre, fatto uomo, la sua è la preghiera filiale, del figlio di Dio e Lui vuole unirci alla sua preghiera e con Lui chiamare Dio con il nome di Padre. Questo riferimento che la Madonna fa al Padre Celeste non esclude, ma include la presenza di Gesù, perché attraverso Gesù noi possiamo rivolgerci a Dio con il nome di Padre, non possiamo rivolgerci al Padre senza la mediazione del Figlio.

Quando diciamo “venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà”, questo “venga il Tuo regno” è il dono dell’amore, il regno dell’amore, “sia fatta la Tua volontà”, come dice la Madonna, “attraverso la preghiera ascoltate la volontà del Padre Celeste”.

Questo è il punto centrale del messaggio: con Gesù chiedere al Padre il

dono dell’amore in modo tale da poter amare Dio sopra ogni cosa.

Quando noi amiamo Dio sopra ogni cosa, noi ameremo noi stessi, ma non in senso egoistico, ci amiamo come Dio ci ama, ci accettiamo, abbiamo una vera autostima che è quella di saperci amati, di essere figli di Dio e quindi come Dio ci perdona così perdoniamo noi stessi ed usciamo dai nostri sensi di colpa che non hanno ragione di essere quando ci siamo pentiti, quando ci siamo confessati.

Possiamo guardarci serenamente: la nostra piccolezza, ma anche la nostra grandezza, così come Dio ci guarda e come Dio ci ama.

Nello stesso tempo, quando si ama Dio è inevitabile amare noi stessi e il prossimo, perché Dio è presente in noi stessi, siamo Sua immagine, perché Dio è presente nel prossimo, è Sua immagine. Proprio perché Dio è presente in noi stessi ed è presente nel prossimo, l’amore per Dio, per noi stessi e per il prossimo non possono essere separati.

Papa Francesco quasi in ogni sua catechesi ripete che l’amore di Dio e del prossimo non possono essere separati e la Madonna tiene a ribadire questa realtà che è molto importante anche sotto il profilo sociale, perché l’amore del prossimo è quello che cambia la società.

La Madonna dà anche la spiegazione: “il Padre Celeste è in ogni uomo”, in noi e negli altri, “ama ogni uomo”, ama noi e ama gli altri, “chiama ogni uomo con il proprio nome”, poche volte la Madonna ha usato questa espressione.

D’altra parte chiama i veggenti con il loro nome. Quando si rivolge alle persone la Madonna ha sempre fatto riferimento al nome, ci conosce tutti per nome.

La Madonna ha fatto questa sottolineatura sabato due novembre; il Papa domenica ha detto esattamente quello che ha detto la Madonna il giorno prima, credo senza conoscere il messaggio della Regina della Pace, riferendosi a Gesù che chiama Zaccheo per nome, non lo conosceva prima, ha detto che Dio ci conosce tutti a uno a uno e che chiama ognuno con il proprio nome.

Nella seconda parte del messaggio, la Madonna ci invita attraverso la preghiera ad ascoltare la volontà del Padre Celeste, a parlare con Lui e ad avere un rapporto personale con Lui e fra noi.

Dice la Madonna: “Perciò, figli miei, attraverso la preghiera ascoltate la volontà del Padre Celeste. Parlate con Lui. Abbiate un rapporto personale col Padre, che renderà ancora più profondo il rapporto tra voi, comunità dei miei figli, dei miei apostoli”.

Qui la Madonna ci richiama alla preghiera a tu per tu con Dio così come ci richiama Papa Francesco. Ovviamente c’è sempre una consonanza, ma qui proprio le medesime espressioni. Papa Francesco ci invita ad avere un rapporto personale con Gesù e attraverso Gesù con il Padre, parlare a tu per tu con amicizia, esporre i nostri desideri a Dio, i nostri problemi a Dio, non aver paura di Dio, ma presentare tutto ciò che abbiamo nel cuore.

La Madonna ci dice che dobbiamo coltivare questo dialogo con il Padre Celeste e con Gesù dobbiamo rivolgerci al Padre e parlare con il Padre e chiedere il permesso di Gesù al Padre, Lui è mediatore. Una persona di Medjugorje che ci ha inviato il messaggio ha detto che è incredibile come la Madonna e Papa Francesco dicano le medesime cose.

“Perciò, figli miei, attraverso la preghiera ascoltate la volontà del Padre Celeste”, cioè nella preghiera Dio ci mostra la Sua volontà, ci dice giorno per giorno quello che dobbiamo fare. Ce lo dice attraverso la coscienza, attraverso la voce che parla al cuore, l’ispirazione dello Spirito Santo, le emozioni interiori. “Parlate con Lui”, la preghiera è proprio questo, ascoltare Dio perché ci dica qual è la Sua volontà, parlare con Dio, avere un rapporto personale con Dio di fiducia, di amicizia, di frequentazione, perché più si parla e si frequenta un persona e più si approfondisce il rapporto.

Dice la Madonna “se voi avete nella preghiera un rapporto personale con

il Padre, questo rapporto diventerà più profondo, più profonda la vostra amicizia”. Se tutti noi abbiamo un rapporto con Dio, fra noi si rafforza il vincolo dell’amore, fra noi che siamo suoi figli e apostoli di Maria.

Poi la Madonna esprime il Suo desiderio materno: “attraverso l’amore verso il Padre Celeste, vi eleviate al di sopra delle vanità di questa terra”. La Madonna ci esorta al movimento di conversione, non solo lasciare il peccato, ma lasciare la pesantezza della terra, il modo carnale di vedere e di vivere, l’attaccamento ai beni della terra, i calcoli e tutto ciò che in qualche modo tarpa le ali all’amore.

Attraverso l’amore la Madonna vuole che voliamo in alto, al di sopra delle vanità della terra, e nella misura in cui il Padre Celeste fiammeggia in noi con il Suo amore, traspare in noi la Sua luce, noi possiamo aiutare gli altri ad avvicinarsi gradualmente al Padre Celeste.

Attenzione, le conversioni non avvengono da un momento all’altro, con un colpo di bacchetta magica, ma attraverso la testimonianza continua, la luce e l’amore si effondono e piano piano i cuori si aprono.

Nell’ultima parte del messaggio la Madonna ci invita: “pregate, pregate, pregate per il dono dell’amore”. È nella preghiera che noi conosciamo l’amore di Dio, che accogliamo l’amore di Dio, nella preghiera noi vediamo quanto Dio ci ama e quanto Dio ama gli altri,

vediamo l’immagine di Dio in noi, vediamo l’immagine di Dio negli altri, vediamo quello che Lui ci chiede di fare ogni giorno, “perché l’amore è mio Figlio”, l’amore di Dio noi lo conosciamo attraverso Gesù. Quando diciamo che Dio è amore vuol dire che Dio è in comunione di amore, ma l’amore si predica diversamente per ognuna delle tre Persone Divine.

È amore il Padre, è amore il Figlio, è amore lo Spirito Santo, il Padre è l’amore che dona il Figlio, il Figlio è l’amore che sacrifica la sua vita per noi, lo Spirito Santo è l’amore che ci purifica e ci santifica e ci porta alla comunione di amore con Dio. Noi vediamo l’amore del Padre nel dono del Figlio, noi vediamo l’amore del Figlio attraverso la croce, noi vediamo l’amore dello Spirito Santo attraverso il perdono dei peccati e la grazia santificante che ci viene attraverso i Sacramenti.

L’amore del Padre e dello Spirito Santo li vediamo attraverso il Figlio, è per questo che la Madonna ci dice di “pregare per il dono dell’amore, perché l’amore è mio Figlio”, cioè l’amore che voi conoscete, l’amore che vi ha rivelato l’amore, l’amore che vi ha salvato è il Figlio.

La Madonna da due anni ci invita ad essere uniti ai pastori, a pregare per

i pastori ad avere fiducia nei pastori a sostenere i pastori, lo fa perché vede che satana vuole separare le pecore dai pastori, creare lacerazioni nella Chiesa, vuol seminare zizzania. La Madonna previene tutto questo con la preghiera, “pregate per i vostri pastori”; d’altra parte anche Gesù ha pregato per gli apostoli tutti, “affinché abbiano sempre amore per voi come l’ha avuto e lo ha mostrato mio Figlio dando la sua vita per la vostra salvezza”. La Madonna vede sempre una continuità fra Cristo e i pastori che Lui ci ha dato. Di loro Gesù ha detto “chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me”.

Perciò ci invita a pregare affinché i nostri pastori arrivino a quel grado di amore per le loro pecorelle che ha condotto Cristo, buon pastore, a dare la Sua vita per la salvezza delle pecorelle.

Font: “ Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it “

martedì 5 novembre 2013

Testimonianza di Marija Pavlovic a Medjugorje, 8 agosto 2013

 

TESTIMONIANZA MARIJA PAVLOVIC
Medjugorje, 08/08/13
[…]
Perché così lunga. Così grande? Gli stessi parrocchiani dicevano: “Parroco, perché così lunga?” Sembrava un aeroporto.
I giovani andavano nelle città, perché qui si viveva di tabacco e delle vigne. Era una vita difficile. Come lavoratori della terra. Per questo i giovani cercavano una vita migliore andando in città.
Ma se guardiamo la parrocchia di Medjugorje vediamo che era una parrocchia molto forte. La stessa chiesa è stata costruita con le donazioni dei parrocchiani. In passato ogni famiglia produceva più tabacco per fare donazioni per la chiesa nuova. Ogni giorno da ogni famiglia qualcuno andava a dare una mano per la costruzione della chiesa. Se era possibile andava un adulto, altrimenti un bambino che portava l’acqua per quelli che stavano lavorando.
La chiesa era unita. La parrocchia era unita e lavoravano tutti insieme. Per quello adesso possiamo vedere questa chiesa.
Così è successo anche nel 1933 per la croce sulla collina. Noi la chiamiamo infatti “Collina della croce”. Ogni parrocchiano ha portato sulle spalle sabbia e cemento per fare penitenza e ringraziamento a Dio. Come richiesta di protezione di tutta la valle con la croce.
Così la Provvidenza ha cominciato a costruire questa parrocchia e oggi possiamo goderne andando sulla collina, stando in parrocchia o davanti al Santissimo.
Ma la Madonna ha voluto essere qua con la Sua presenza. Dice: “Dio ha permesso di essere qua in mezzo a voi”.
Lei è apparsa il 24 giugno 1981. Alcuni di noi si sono spaventati. Vicka ha perso le ciabatte mentre scappava. Nessuno di noi poteva immaginare che la Madonna potesse apparire. Tutti abbiamo chiesto: “Perché io? Perché non qualcun altro? Io non sono migliore”. Ma la Madonna ha risposto: “Dio mi ha permesso di scegliere e Io ho scelto voi”. Abbiamo cominciato a rispondere al messaggio della Madonna, alla richiesta di preghiera.
Lei si è presentata qua con il nome di Regina della Pace e ci ha chiamato a vivere la pace attraverso la preghiera; dedicando ogni giorno tempo alla preghiera.
Pian piano la Madonna ha permesso che ci innamorassimo di Lei; della Sua bellezza e della Sua presenza.
Ma dopo poco tempo non era più tutto facile. La polizia comunista ha impedito di andare sulla collina. Aveva messo un poliziotto con un cane addestrato contro le sommosse. La cosa bella è che erano venuti per soffocare la rivolta, come dicevano loro, e c’erano 6 bambini che gridavano: “La Madonna è apparsa!” I nostri genitori e tutta la parrocchia, quando hanno visto questi militari senza mangiare e senza bere, hanno iniziato a dare loro cibo. Mia madre diceva: “Dobbiamo fare un pò di pane in più e portarlo a loro che sono affamati”. Loro aspettavano la rivoluzione, invece la gente dava loro da mangiare e da bere. Erano perplessi e dicevano: “Siamo venuti per soffocare la rivoluzione e vediamo queste persone che hanno la gioia e che pregano e ci danno da bere e da mangiare”. Così dopo tre giorni, col permesso del capo dei militari, si sono ritirati.
Ma il capo della polizia jugoslava ha deciso di chiudere la chiesa, dopo averci impedito di andare sulla collina delle apparizioni.
Noi abbiamo chiesto alla Madonna: “Cosa dobbiamo fare adesso che ci impediscono di andare sulla collina delle apparizioni?” Lei ci ha detto: “Andate in chiesa. Là sarete protetti”. E così siamo andati in chiesa. Padre Jozo era confuso e diceva: “La gente passa davanti alla chiesa e davanti al Santissimo e tutti Lo ignorano. Tutti vanno sulla collina in mezzo ai rovi e alle pietre, ma nessuno viene qua ad adorare Gesù”.
Ma la Madonna ha permesso che ci innamorassimo di Lei e attraverso questi militari ci ha portati in chiesa.
Padre Jozo pregava in chiesa e diceva: “Signore, cosa devo fare?” Lo avevano appena spostato, da due o tre mesi, e ha trovato questa situazione di disagio, dove sei bambini dicono di aver visto la Madonna. Sapevamo che padre Jozo era scettico e non voleva incontrarci. Quando la Madonna ci ha detto “andate in chiesa”, Le abbiamo chiesto tre volte se dovevamo andarci. Lei ha risposto: “Sì, andate in chiesa”.
E così ci siamo andati e c’era padre Jozo. Di solito quella chiesa al pomeriggio era vuota e chiusa, perché la santa Messa era alle 07.30 del mattino e poi rimaneva aperta fino a mezzogiorno.
Siamo entrati in chiesa e padre Jozo ci ha detto che stava leggendo la Sacra Scrittura e chiedeva: “Signore, fammi sapere cosa devo fare”. In quel momento ha sentito: “Sono i miei figli prediletti”.
Noi siamo andati da lui e gli abbiamo detto: “Noi non volevamo venire, ma la Madonna ci ha detto di venire qua”. Ci ha detto: “Cosa facciamo?” Noi abbiamo risposto: “La Madonna ci ha detto ‘pregate’”. Abbiamo pregato insieme. La Madonna è apparsa e ha chiesto a padre Jozo se poteva celebrare la santa Messa.
Questo programma del pomeriggio e della sera attuale è quello che la Madonna ha voluto.
Ha cominciato a chiedere e a guidarci per incontrare Dio attraverso la preghiera.
Attraverso i messaggi che ci dava ha cominciato a chiamarci e a guidare la parrocchia di Medjugorje. Ha chiesto di creare gruppi di preghiera nelle nostre famiglie, mettendo la sacra Scrittura in un posto visibile nelle nostre case, leggendola ogni giorno.
La Madonna ci ha chiesto di pregare e di credere nella preghiera. Lei ha detto: “Ogni preghiera che facciamo col cuore è gradita a Dio”.
Nel momento in cui preghiamo il nostro cuore si apre a Dio. Lei ha detto: “Come fiore al sole”. Per questo ci ha chiamati ed invitati ad essere sempre più aperti alla volontà di Dio nella nostra vita.
Ci ha invitato a pregare per la pace.
Lei è arrivata col nome di Regina della Pace. Pace nei nostri cuori. Pace nelle famiglie. Pace nel mondo. Sempre ripete: “Pace, pace, pace”. Per questo ci chiama continuamente alla preghiera. A pregare il rosario, la preghiera a Lei preferita.
Lei ci dice: “Pregate di più, affinché la vostra vita diventi preghiera”.
Così abbiamo imparato a lavare pregando, a stirare pregando.
La Madonna ha detto che così la nostra vita è ricamata con la preghiera. Se abbiamo la preghiera abbiamo Dio nella nostra vita. Il nostro cuore si avvicina a Dio ogni giorno di più.
La Madonna ha cominciato a guidare questa parrocchia facendo gruppi di preghiera dei giovani, degli anziani, degli adulti, dei nonni, dei bambini… La parrocchia ha iniziato ad essere viva spiritualmente.
Mi ricordo quando la Madonna ha chiesto il digiuno. Ha detto: “Con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono allontanare”.
Lei ha chiesto al parroco, attraverso di noi, di chiedere alla gente di fare digiuno per le Sue intenzioni. Mi ricordo quel giorno. Padre Jozo ha chiesto col microfono a tutte le persone presenti. Ha detto: “Domani sarà venerdì. Decidiamoci a digiunare secondo le intenzioni della Madonna. Voi siete pronti ad accogliere il messaggio della Madonna?” Tutta la chiesa ha risposto: “Sì, noi siamo pronti”.
Abbiamo fatto tante novene e digiuni. Abbiamo fatto anche 40 giorni di digiuno a pane e acqua per la Quaresima, pregando per le intenzioni della Madonna. Io mi ricordo che erano le esperienze più belle della mia vita, ma anche le prove più grandi.
Mi ricordo che mia mamma diceva: “Va bene che facciamo noi il digiuno che siamo cicciotti, ma voi che siete magri…”. Quando eravamo piccoli eravamo spaghettini. Ma la Madonna ce lo ha chiesto.
Con grande libertà. In realtà non ci obbligava, ma ci invitava. Questo invito bastava per noi per metterlo in pratica.
Noi abbiamo detto alla Madonna: “Vogliamo essere riflesso del Tuo Amore. Vogliamo essere la Tua gioia, la Tua pace”. Perché ci siamo innamorati di Lei.
Mi ricordo che alla Sua presenza raddrizzavamo anche la schiena, perché Lei ha un atteggiamento regale. Lei non parla tanto, ma prega tanto. Lei ci guida come bambini piccoli e ci dice di non avere paura. Ha detto: “Chi prega non ha paura”. Non ha paura del futuro, perché il nostro futuro è in Dio.
Per questo ci dice: “Ritornate a Dio” Mettete Dio al primo posto della vostra vita. Ritornate ai sacramenti”.
Una volta la Madonna è apparsa per la seconda volta in un giorno. Eravamo entusiasti. Abbiamo detto a tutti quelli che erano attorno a noi che la Madonna appariva ancora. Un’altra volta nello stesso giorno. Abbiamo pregato almeno tre o quattro rosari prima dell’apparizione.
Oggi, a confronto dei primi anni, si prega molto meno. Si gira tanto, ma si prega meno. In ogni angolo della parrocchia di Medjugorje si pregava. In mezzo ai campi… C’erano tante persone di buona volontà che volevano sentire e mettere in pratica i messaggi della Madonna.
Così anche quel giorno abbiamo pregato. Lei è apparsa e ha detto che tutti i presenti potevano toccarLa. Le abbiamo chiesto: “Come è possibile? Perché noi sei Ti vediamo, ma gli altri no”. La Madonna ha risposto: “Prendete le loro mani e avvicinatele a Me”. E così abbiamo fatto. Le persone che erano con noi si sono avvicinate e hanno toccato il vestito della Madonna. Tutti hanno sentito la Sua presenza. Hanno fatto esperienza della presenza di Dio. Alcuni hanno sentito caldo, altri freddo, altri una scossa elettrica, altri profumo di rose. Ma noi veggenti abbiamo visto che quando la gente si avvicinava alla Madonna e La toccava, sul Suo vestito rimanevano macchie di sporco. Abbiamo cominciato a piangere e Le abbiamo chiesto: “Perché il Tuo vestito è diventato così sporco?” Lei ha risposto che erano i nostri peccati. Abbiamo chiesto alla Madonna: “Cosa dobbiamo fare?” Ha detto che dobbiamo sceglierci un sacerdote come guida spirituale per ricominciare una vita nuova, confessandoci e facendo pace con Dio, abbracciando la santità. Così la Madonna ha voluto iniziare un cammino di cambiamento nei nostri cuori. Ci ha detto di fare adorazione. Ci ha detto: “Dove c’è Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare ci sono anch’io che adoro”. Ci ha invitati ad andare davanti al Santissimo.
Abbiamo cominciato noi giovani.
Abbiamo pensato ai giovani che vanno in discoteca e abbiamo detto: “Se loro possono ballare tutta la notte noi possiamo pregare tutta la notte”. Abbiamo fatto esperienze belle e forti. I nostri deboli corpi non erano abituati a stare svegli tutta la notte. Abbiamo iniziato con tanto entusiasmo a fare adorazione. Qualche volta qualcuno si addormentava. Mettendoci inginocchiati davanti a Gesù qualcuno metteva la testa in giù e qualche volta sentivamo anche russare. Qualche volta dicevamo fra noi: “E’ in meditazione profonda”. C’erano alcuni sposi che frequentavano il gruppo di preghiera. Alcuni ci hanno detto: “Abbiamo deciso come sposi di pregare il rosario ogni giorno”. Con il lavoro e la vita molte volte si arrivava a casa anche la sera tardi e quando ci si metteva a letto si pregavano le ultime parti del rosario. Abbiamo tanti bei racconti di giovani sposi che dicevano: “Abbiamo pregato il rosario a gomitate”. La sposa tante volte diceva: “Abbiamo deciso di farlo e dobbiamo farlo”. Il marito tante volte si addormentava, perché aveva sonno, dato che lavorava i campi o in fabbrica. La sposa pregava la prima parte dell’Ave Maria e poi dava una gomitata al marito e lui rispondeva “Santa Maria” dal profondo del sonno. Uno di questi sposi andava ogni giorno al lavoro in fabbrica a Mostar in autobus. Quando si addormentava in autobus e qualcuno lo toccava lui pensava che fosse la moglie e rispondeva di slancio: “Santa Maria, Madre di Dio…”. E tutti gli dicevano: “Tu sei di Medjugorje!” E lui rispondeva: “Sì, sono di Medjugorje”. Gli si avvicinavano le persone e dicevano: “Tu davvero credi che la Madonna appaia?” Lui rispondeva:”Sì, faccio parte del gruppo di preghiera. La Madonna ci sta guidando. Ci da il messaggio ogni giovedì. Attraverso questi messaggi la Madonna vuole cambiare la nostra parrocchia”.
Così ogni giorno arrivavano sempre più persone.
La Madonna, come sempre, dice: “Cari figli, Io sono vostra Madre e vi amo”.
Con tenerezza e grande amore ci sta guidando su un cammino di santità e ci chiede di rispondere con umiltà a questa Sua chiamata.
Ci dice: “Senza Dio non avrete né futuro né vita eterna. Ritornate a Dio. Ritornate ai sacramenti. Sfruttate questo tempo di grazia, finché Dio Mi permette di essere con voi”.
La Madonna non si stanca di noi, della nostra incredulità.
Lei ci sta stimolando con coraggio, ci sta aiutando e ci dice: “Senza Dio non avrete né futuro né vita eterna”.
Ci sta dicendo: “Ritornate a Dio. Concentratevi sul Paradiso. Se noi pensiamo al Paradiso questo passaggio terreno sarà stimolo per vivere ancora di più con Dio e per Dio. Non saremo più soggetti al consumismo, materialismo, egoismo e di quelle cose dei primi tempi come comunismo e marxismo. Oggi, in modo speciale, stanno facendo pubblicità che Dio non c’è.
Ma noi vediamo qua le anime che hanno fame di Dio. Attraverso il confessionale, attraverso l’incontro con Dio nella santa Messa desiderano avvicinarsi sempre di più a
Per questo vi invito: approfittate di questo tempo. Che sia tempo di grazia per voi. Tempo di preghiera. Tempo di incontro con Dio. Perché la Madonna dice: “Io desidero guidarvi a Mio Figlio”. E Lei lo sta facendo in questi anni e non si stanca. Ci chiama ad essere lievito per tante altre persone.
Lei dice: “Desidero che diventiate le Mie mani allungate per questo mondo”. E tante volte dice: “Ricordatevi: senza Dio non avrete né futuro né vita eterna”.
Noi preghiamo per tutte le persone che sono venute qua dalla Madonna a Medjugorje.
In modo speciale oggi, quando sarà il momento dell’apparizione, pregherò per tutti voi, per tutto quello che avete nel cuore, affinché il Signore vi converta e vi aiuti attraverso l’intercessione della Madonna. Per questo ci mettiamo a pregare.
Concludiamo il nostro incontro, perché potrei parlare dei giorni parlando della Madonna, perché stando con la Madonna ci siamo innamorati di Lei.

Fonte: IdM (di Andrea Bianco)

sabato 2 novembre 2013

Messaggio a Mirjana del 2 novembre 2013

"Cari figli, vi invito di nuovo maternamente ad amare, a pregare senza sosta per il dono dell’amore, ad amare il Padre Celeste al di sopra di tutto. Quando amerete Lui, amerete voi stessi ed il vostro prossimo. Queste realtà non possono essere separate. Il Padre Celeste è in ogni uomo, ama ogni uomo e chiama ogni uomo col proprio nome. Perciò, figli miei, attraverso la preghiera ascoltate la volontà del Padre Celeste. Parlate con Lui. Abbiate un rapporto personale col Padre, che renderà ancora più profondo il rapporto tra voi, comunità dei miei figli, dei miei apostoli. Come Madre desidero che, attraverso l’amore verso il Padre Celeste, vi eleviate al di sopra della vanità di questa terra ed aiutiate gli altri a conoscere e ad avvicinarsi gradualmente al Padre Celeste. Figli miei, pregate, pregate, pregate per il dono dell’amore, perché l’amore è mio Figlio. Pregate per i vostri pastori, affinché abbiano sempre amore per voi, come l’ha avuto e l’ha mostrato mio Figlio dando la sua vita per la vostra salvezza. Vi ringrazio.

 

Filmato dell’apparizione