grazie a Vittorio
Affinchè tutti possano leggere i Messaggi della Madonna a Medjugorje.
Carissimi, ecco ciò che Ivan ha comunicato circa l’apparizione da lui avuta stasera, venerdì 17 maggio 2019, alla Croce blu alle ore 22:00. ...
In conformità ai decreti di Urbano VIII e alle direttive del Concilio Vaticano II, l’autore non intende in alcun modo prevenire il giudizio sull’autenticità soprannaturale dei fatti e dei messaggi di cui si fa cenno. Tale giudizio compete alla Chiesa, a cui l’autore si sottomette pienamente. Le parole « apparizioni, miracoli, messaggi » e simili, hanno qui semplice valore di testimonianza humana.

Non si sa con certezza se la Vergine Maria morì a Efeso oppure a Nazareth, comunque sul monte Salnisso, c'è una piccola cappella che da oltre un millennio, è conosciuta come Meryem Ana, ovvero la“Casa della Madre Maria”. In questo luogo c'è la casa ove visse i suoi ultimi anni terreni Maria. Per gli archeologi l'edificio - almeno nelle sue fondamenta - risale al I ...secolo d. C ed è meta di un continuo pellegrinaggio di contadini, fedeli, studiosi e persino Papi.
Meryem Ana per lo Stato è un museo, per musulmani e cattolici è un piccolo santuario ecumenico, dove pregano insieme e portano ex voto di ringraziamento. Per i mussulmani Maria è “solo” la Madre di Gesù, che per loro fu solo un profeta e non il figlio di Dio. Maria (Maryam) è citata nel Corano ed è anche l’unica donna chiamata con il suo nome. Questo fatto spiega perché anche i musulmani vengano qua per invocare il suo aiuto, per superare le difficoltà della vita.
Oggi davanti alla casa della Madonna, c'è un cartello che spiega che le mura perimetrali col focolare centrale, furono ritrovate grazie alle visioni della monaca Anna Caterina Emmerich vissuta tra il 1774 e il 1824, che trascorse la sua esistenza bloccata in un letto con lancinanti dolori. La monaca, che non era mai stata in Terra Santa, descrisse con precisione le sue visioni che però erano considerate “vagheggiamenti” mistici e poetici. Nel 1891 le pressioni della Superiora delle Figlie della Carità di Smirne, convinsero i Lazzaristi padre Henry Ioung e padre Eugène Poulin a cercare la casa. Dopo attenti studi i due religiosi trovarono su un fianco del monte Salnisso i resti dell'edificio, che nonostante le trasformazioni subite nel tempo, era come aveva indicato la Emmerich.

Sulla strada che da Smirne porta verso il sud-est della Turchia, in direzione di Pamukkale, un cartello segnala Ephès, ma la imboccano solo i pullman dei turisti, perché Ephès è tutta ed esclusivamente per loro: la gente vive a Selçuk, una cittadina che ne ha raccolto la popolazione, ma non l'importanza e lo splendore. Ephès è una città dissepolta e si stenta a cred...ere che tra le rovine abbiano sfilato bibliche processioni dietro la statua della dea Artemide, o quella più modesta che nel 431 accompagnò con le fiaccole sulla Via dei Cureti i vescovi che avevano proclamato, nella chiesa ancora in piedi, che la Madonna è veramente Madre di Dio. Come si stenta a credere che della numerosa comunità cristiana d'un tempo non vi sia rimasto nessuno: Selçuk è interamente musulmana.
Gli Atti degli Apostoli parlano a lungo della Chiesa di Efeso, nata dalla predicazione di Paolo e di Giovanni, il quale, nella lettera inviata al suo angelo, ne loda la bontà e la tenacia nell'opporsi all'eresia nascente. Tuttavia, se di essa non rimangono le anime, rimangono almeno i luoghi. Luoghi vivi, perché colmi ancora della presenza dei tre protagonisti della nascente comunità cristiana: la Madonna, san Giovanni e san Paolo.
La Madonna è presente nella Basilica del Concilio, dove i cattolici di Smirne ricordano ogni anno con una particolare liturgia la proclamazione della sua divina maternità; san Giovanni sopravvive nel sepolcro custodito nella Basilica fatta costruire dall'imperatore Giustiniano, e nella quale la diocesi di Smirne organizza il venerdì santo una solenne Via Crucis;
Paolo è presente nella scuola di Tiranno in cui insegnò per due anni «a tutti quelli, giudei e greci, che abitavano in Asia» nelle ore più calde del giorno. Non è molto, d'accordo, ma è la fiamma che non si spegne, tenuta accesa anche da migliaia di pellegrini che ripercorrono le vie di Paolo, contro il quale insorsero gli argentieri della città che trasformarono il teatro (c'è ancora anche quello) in un'arena.
Il luogo più vivo, comunque, è il piccolo santuario di Meryem Ana, la Madre Maria, posto in cima al Bülbül Dag (collina dell'usignolo) e nel quale, secondo una tradizione che risale al II secolo, si conserva la casa in cui visse la Madonna.
Quando se ne era persa completamente la memoria, fu ritrovato grazie alle pressioni che la Superiora delle Figlie della Carità di Smirne fece ai lazzaristi padre Henry Ioung e padre Eugène Poulin. Avendo letto nella Vita della Madonna scritta secondo le rivelazioni della beata Anna Caterina Emmerick, che la Vergine era vissuta sulla collina sovrastante Efeso, la suora pregò i due sacerdoti di controllare l'esattezza delle informazioni. Era il 1891. Le insistenze di madre Marie Mandat de Grancey costrinsero un bel giorno i due renitenti lazzaristi a tentare l'avventura, che si concluse con il ritrovamento della casa nel luogo esatto segnalato dalla Emmerick. Padre Poulin era un vecchio soldato dell'armée napoleonica e padre Ioung scienziato di unghia dura, per cui non si arresero facilmente e fecero un'indagine meticolosa prima tra i resti della casa e poi tra gli abitanti della vicina Sirinçé, scoprendo che essi, pur essendo ortodossi e quindi in teoria necessariamente propensi alla tradizione favorevole alla dormitio della Madonna a Gerusalemme, erano invece convinti che essa fosse avvenuta sul Bülbül Dag, dove ogni 15 agosto si recavano in pellegrinaggio.
Da allora Meryem Ana è diventato un piccolo santuario ecumenico perché musulmani e cattolici vi pregano abitualmente insieme e insieme portano ex voto di ringraziamento. Per lo Stato è un museo (si paga un biglietto di ingresso), per la gente è l'evi cioè «la casa» di Meryem.
Per questo la Conferenza episcopale turca l'ha proclamato santuario mariano nazionale. È il santuario che Benedetto XVI visiterà oggi, seguendo l'esempio di Paolo VI, che vi si recò nel 1967, e quello di Giovanni Paolo II che si inginocchiò davanti all'immagine della Madonna senza mani (le perse quando fu gettata in un dirupo durante la prima guerra mondiale) nel 1979. Indagini fatte da vari archeologi, tra cui il professor Adriano Prandi nel 1965-67, hanno rivelato elementi che fanno risalire il nucleo originario ai primi secoli della nostra era. Nell'attesa che altri riprendano le indagini tra i platani sopravvissuti all'incendio dell'estate scorsa che ha distrutto tutto il bosco che circonda il santuario, risparmiando solo la cappella e le abitazioni dei religiosi e delle religiose che lo custodiscono, la buona gente pensa al presente e si preoccupa del futuro che, messi sotto la protezione di Meryem Ana, saranno affrontati con serena fiducia. Anche questo è un modo di restituite a Efeso l'importanza di un tempo, giacché anche oggi il luogo, più che dei monumenti che la abbelliscono, è dei pellegrini che vi arrivano da tutto il mondo non per vedere le malefatte degli uomini, ma per ammirare le opere di Dio.
Che sono ancora molte, anche se in pochi altri luoghi, come a Efeso, si ha la conferma particolarmente espressiva di Eraclito, che vi nacque. La dottrina del suo perpetuo divenire si legge in tre mondi: quello pagano nell'Artemisio, di cui rimane in piedi una sola colonna; quello musulmano, vigilato dal minareto della moschea di Isa Bey, sottostante la basilica di San Giovanni; quello cristiano, vivo nella Chiesa del Concilio e in quella di San Giovanni, ma soprattutto nel santuario di Meryem Ana, visitato da quasi due milioni di pellegrini l'anno. Dei tre rimane ha quindi limitato i danni del divenire solo il mondo cristiano, cosa che Eraclito non aveva previsto.
Casa della Madonna ad Efeso
Fonte: Radio Maria Facebook
Carissimi, ecco le parole di Ivan sull’apparizione da lui avuta ieri sera, 5 Agosto 2013, sul Podbrdo alle ore 23:00:
«Anche stasera, come ogni giorno dopo l’incontro con la Madonna,vorrei avvicinare anche a voi l’incontro di stasera, descrivervelo, anche se è molto difficile descrivere l’’incontro con Lei: è difficile trovare le parole giuste e descrivere la bellezza della Madonna, descrivere l’incontro con Lei, quel sentimento, quell’esperienza. Ciò che è sempre la cosa più difficile è descrivere in particolare l’amore della Madre, quanto la Madre ci ama, quanto desidera aiutarci, la sua perseveranza nel guidare tutti noi verso Suo Figlio. Perciò, con queste parole che io ho, desidero dirvi ciò che è più importante dell’incontro di stasera.
Anche stasera la Madonna è venuta a noi molto molto gioiosa e felice, ha salutato tutti noi col suo materno saluto:
“Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.
Poi ha steso le mani qui su tutti noi ed ha pregato per un tempo prolungato nella sua lingua aramaica. Ha pregato particolarmente qui su voi malati presenti e su voi sacerdoti. Poi la Madonna ha detto: 
"Cari figli, anche oggi, in questa mia grande gioia, guardando tutti voi con cuore aperto e con cuore gioioso, vi invito tutti a pregare responsabilmente per la pace. Pregate, cari figli, affinché la pace regni nel mondo, affinché la pace regni nel cuore degli uomini, nel cuore dei miei figli. Perciò siate i miei portatori di pace in questo mondo inquieto; siate il mio segno vivo, un segno di pace là dove vi incontrate con gli uomini, nella vostra parrocchia. Siate il mio segno, siate la mia luce, il mio specchio per gli altri. Sappiate, cari figli, che sono sempre con voi, che prego per tutti voi e che intercedo per tutti voi presso Gesù, presso mio Figlio. Perciò perseverate nella preghiera. Grazie per aver detto sì anche oggi alla mia chiamata".
Poi la Madonna ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna ed ha benedetto anche tutto quello che avete portato perché fosse benedetto. Ho anche raccomandato tutti voi, tutti i vostri bisogni, le vostre intenzioni, le vostre famiglie. In particolare tutti gli ammalati e tutti coloro che si sono raccomandati in modo particolare nella preghiera. La Madre intercede per tutti noi dinanzi a suo Figlio. Poi la Madonna ha continuato a pregare su tutti noi in questa sua grande gioia ed in questa preghiera se n’è andata, se n’è andata nel segno della luce e della croce col saluto:
“Andate in pace, cari figli miei!”.
Ecco questo è ciò che è più importante di questo incontro di stasera, di un incontro pieno di gioia. Grazie!».
Grazie a Vittorio del msg e a Laura della foto
Cari amici, il 1° Agosto del 1984 la Regina della pace ha rivelato il giorno esatto della sua nascita, celebrata liturgicamente dalla Chiesa l'8 Settembre:
" Il 5 Agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita. Per quel giorno Dio mi permette di donarvi grazie particolari e di dare al mondo una speciale benedizione. Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni da dedicare esclusivamente a me. In quei giorni non lavorate. Prendete la vostra corona del rosario e pregate, digiunate a pane e acqua. Nel corso di tutti questi secoli mi sono dedicata completamente a voi: è troppo se adesso vi chiedo di dedicare almeno tre giorni a me?"
Cari amici, quale regalo migliore potremmo fare alla Madre del dono del nostro cuore purificato dal male? Quale gioia più grande potremmo darLe di quella di essere i suoi apostoli per il trionfo del suo Cuore Immacolato?
Siano lodati Gesù e Maria.
Buon Compleanno alla Madonna!
Padre Livio
Domani sera, lunedì 5 agosto 2013, alle ore 23:00 sul Podbrdo, apparizione straordinaria a Ivan.
La santa Vergine viene spesso paragonata ad una madre: in realtà ella supera di gran lunga la migliore delle madri. La migliore delle madri, infatti, di tanto in tanto punisce il figlio che le dà un dispiacere; crede di fare la cosa giusta. La santa Vergine, invece, non agisce in questo modo: è così buona che ci tratta sempre con amore.
Il suo Cuore di Madre è solo amore e misericordia, il suo unico desiderio quello di vederci felici. E’ sufficiente rivolgersi a lei per essere esauditi.
Il Figlio ha la sua giustizia, la Madre non ha che il suo amore. Dio ci ha amati fino a morire per noi; tuttavia, nel Cuore di Nostro Signore, regna la giustizia, che è un attributo di Dio, nel Cuore della Vergine santissima esiste solo la misericordia… Immaginate il Figlio, pronto a punire un peccatore: Maria si lancia in suo aiuto, ferma la spada, chiede grazia per il povero peccatore: “Madre mia, le dice Nostro Signore, non posso rifiutarti nulla. Se l’inferno potesse pentirsi, tu otterresti la grazia per lui”.
La santissima Vergine fa da mediatrice tra suo Figlio e noi. Malgrado il nostro essere peccatori, è piena di tenerezza e di compassione per noi. Il figlio che è costato più lacrime alla madre non è forse quello che le sta più a cuore? Una madre non si prende forse cura sempre del più debole e del più indifeso? Un medico, in un ospedale, non ha forse maggiore attenzione per i malati più gravi?
Quando parliamo delle cose terrene, del commercio, della politica… ci stanchiamo presto, ma quando parliamo della santa Vergine, è come se fosse sempre una novità. Tutti i santi hanno avuto una grande devozione per la santa Vergine; nessuna grazia viene dal cielo senza prima passare per le sue mani. Non si entra in una casa senza prima parlare al portinaio: ebbene! La santa Vergine è la portinaia del cielo. Penso che alla fine dei tempi la santa Vergine potrà finalmente godere di un po’ di tranquillità, ma finchè il mondo dura, tutti la tirano da ogni parte… La Santa Vergine è come una madre che ha molti figli; è continuamente occupata ad andare da uno all’altro.
Quando si vuole offrire qualche cosa ad un personaggio importante, si fa presentare l’oggetto dalla persona che egli preferisce, di modo che l’omaggio gli sia più gradito. Allo stesso modo le nostre preghiere, presentate dalla santa Vergine, hanno tutt’altro valore, perché la santa Vergine è la sola creatura che non abbia mai offeso Dio.
Quando le nostre mani hanno sfiorato delle piante aromatiche, esse profumano tutto ciò che toccano; facciamo quindi passare le nostre preghiere per le mani della santa Vergine ed ella le renderà profumate.
di S. Giovanni M. Vianney - Curato D'Ars
Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio
é di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.
Ti amo, o Dio infinitamente amabile,
e preferisco morire amandoti,
piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.
Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo
è di amarti eternamente.
Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo,
soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente.
Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo,
voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro.
Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me,
e mi tieni quaggiù crocifisso con te.
Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti
e sapendo che ti amo.
Fonte: IdM
"Il cinque agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita. Per quel giorno Dio mi permette di donarvi grazie particolari e di dare al mondo una speciale benedizione. Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni da dedicare esclusivamente a me. In quei giorni non lavorate. Prendete la vostra corona del rosario e pregate. Digiunate a pane e acqua. Nel corso di tutti questi secoli mi sono dedicata completamente a voi: è troppo se adesso vi chiedo di dedicare almeno tre giorni a me?" (Messaggio del 1° agosto 1984)
Pensate, nel 1984, tre giorni prima della celebrazione del 2000° compleanno della Mamma Celeste, a Medjugorje ci furono tre giorni di digiuno e preghiere continue! Le confessioni furono ascoltate ininterrottamente da ben settanta sacerdoti, e un gran numero di persone si convertì.
I veggenti dissero che la Mamma Celeste appariva piena di gioia, ripetendo: "Sono molto felice! Continuate, continuate. Continuate a pregare e a digiunare. Continuate a farmi felice ogni giorno". "I sacerdoti che ascolteranno le confessioni, avranno una grande gioia quel giorno." E infatti in seguito molti sacerdoti confideranno con entusiasmo che mai nella loro vita avevano provato così tanta gioia nel cuore!
Anche noi, possiamo fare un regalo alla Regina della Pace per quest'anno. Più volte ci ha indicato come prepararci alle festività: con la confessione, anche se ci si è confessati recentemente (inoltre oggi e domani è possibile ottenere il Perdono di Assisi), con la Messa quotidiana, con la preghiera ed il digiuno. Allora almeno in questi tre giorni ognuno di noi ne approfitti per rinnovare la propria risposta, in modo che il 5 agosto Lei possa davvero dirci "grazie per aver risposto alla mia chiamata" e affinché in quel giorno possiamo offrire noi stessi come un regalo di compleanno. Se non ci è possibile digiunare offriamo delle rinunce: alcol, sigarette, caffè, dolciumi.. sicuramente le occasioni per offrire qualcosa non ci mancheranno, no?
Fonte: IdM