Drop Down MenusCSS Drop Down MenuPure CSS Dropdown Menu

Richiesta di preghiere

* * * * *

Per la Richiesta di Preghiere è possibile da oggi utilizzare il MODULO che si trova qui a sinistra.

Le intenzioni saranno oggetto della preghiera comunitaria durante l'incontro del
Gruppo di Preghiera Regina della Pace ogni Giovedì.

* * * * *

venerdì 28 ottobre 2016

Apparizione straordinaria a Ivan alla Croce Blu del 28 ottobre 2016 alle ore 21:00

Carissimi, ecco ciò che Ivan ha riferito circa l’apparizione da lui avuta stasera, venerdì 28 ottobre 2016, alla Croce blu alle ore 21:00:

«Anche oggi, dopo l’incontro con la Madonna, vorrei avvicinare e descrivere anche a voi l’incontro di stasera.

Anche oggi la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice e, all’inizio, ci ha salutato tutti col suo materno saluto:

“Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.

Poi ha pregato in particolare qui su tutti voi malati ed, in seguito, ha pregato con le mani distese su tutti noi.

Poi la Madonna ha detto:

“Cari figli, anche oggi in modo particolare desidero invitarvi ad aprire i vostri cuori. Aprite i vostri cuori ai messaggi che vi do, affinché possa darvi nuovi messaggi. Vivete i miei messaggi! In particolare, cari figli, durante questo tempo vi invito: pregate per la pace. Cari figli, che sia la pace! La Madre prega per tutti voi e intercede per tutti voi presso suo Figlio.  Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.

Poi la Madonna ha benedetto tutti noi con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto.

Io ho anche raccomandato tutti voi, le vostre necessità, le vostre intenzioni, le vostre famiglie e in modo particolare i malati.

Poi la Madonna ha continuato a pregare e in questa preghiera se n’è andata, se n’è andata nel segno della luce e della croce col saluto:

“Andate in pace cari figli miei!”».

martedì 25 ottobre 2016

Messaggio a Marija del 25 ottobre 2016

"Cari figli! Oggi vi invito: pregate per la pace! Abbandonate l'egoismo e vivete i messaggi che vi do. Senza di essi non potete cambiare la vostra vita. Vivendo la preghiera avrete la pace. Vivendo nella pace sentirete il bisogno di testimoniare, perché scoprirete Dio che adesso sentite lontano. Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate e permettete a Dio di entrare nei vostri cuori. Ritornate al digiuno e alla confessione, affinché possiate vincere il male in voi e attorno a voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.


Marija Pavlovic comunica a R. Maria il Messaggio del 25 Ottobre 2016 da Medjugorje

sabato 22 ottobre 2016

Apparizione straordinaria a Ivan del 21 ottobre 2016 alla Croce Blue, ore 21:00

Carissimi, ecco ciò che Ivan ha riferito circa l'apparizione da lui avuta stasera, venerdì 21 ottobre 2016, alla Croce blu, alle ore 21,00:

<<Anche oggi, come dopo ogni incontro con la Madonna,  vorrei avvicinarvi e descrivervi un po' l'incontro di stasera.
Anche oggi la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice e, all'inizio, ci ha salutato tutti con il suo materno saluto:
"Sia lodato  Gesù,  cari figli miei!".

Poi la Madonna ha pregato per un periodo di tempo qui su tutti noi con le mani distese, ha pregato in particolare su voi malati presenti. 

Poi ha detto:

"Cari figli, anche oggi desidero invitarvi alla perseveranza nella preghiera.  Pregate, cari figli, per la pace, per la pace! Che la pace regni nei cuori degli uomini, poiché da un cuore in pace nasce un mondo in pace. Grazie, cari figli,  per aver anche oggi risposto alla mia chiamata".


Poi la Madonna ci ha benedetti tutti con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato perchè venisse benedetto. 

Io ho raccomandato tutti voi,  le vostre necessità,  le vostre famiglie ed in particolare i malati.


Poi la Madonna ha continuato a pregare per un periodo di tempo qui su tutti noi e in questa preghiera se n'è andata, se n'è andata nel segno della luce e della croce, con il saluto:

"Andate in pace, cari figli miei! ">>

venerdì 21 ottobre 2016

25 Ottobre 2016 : Veglia di Preghiera in attesa del Messaggio Mensile da Medjugorje nella Chiesina di Padre Marella


 image

Martedì sera 25 ottobre 2016, come ogni mese, nello spirito di Medjugorie e in unione a tutti i gruppi di preghiera di Bologna e di tutta l'Italia, veglia di preghiera aperta a tutti in attesa del Messaggio da Medjugorie, alle ore 21,00 nella Chiesina di Padre Marella in Via del Lavoro n. 13,  Bologna : Adorazione del Santissimo Sacramento e preghiera del Santo Rosario, con la presenza e guida del sacerdote P. Roberto Viglino O.P.

Come per le altre veglie (escluso l'anniversario) NON sarà celebrata la S. Messa.

Capture

Con l’occasione ricordo anche gli altri appuntamenti del Gruppo di Preghiera Regina della Pace:
  • Giovedì 27 ottobre 2016si terrà la consueta Veglia di Preghiera  settimanale alle ore 20:30  presso la Chiesina  di  Padre Marella in Via del Lavoro, 13 a Bologna
  • Sabato 29 ottobre 2016: consueto pellegrinaggio mensile al Santuario della Madonna di S. Luca con partenza dal Meloncello alle ore 08:00 preghiera delle prime tre parti del S. Rosario salendo a piedi al Santuario, S. Messa alle ore 09:30 e quindi discesa pregando l’ultima parte del S. Rosario.
sanluca2

venerdì 14 ottobre 2016

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 12 ottobre 2016


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l'amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».
Parola del Signore.

Fratelli e sorelle, il Vangelo che abbiamo appena sentito fa parte di una sezione del Vangelo di san Luca che si chiama “Guai ai farisei e ai dottori della legge”. Questo è un pò cambiato negli altri Vangeli sinottici.
Nel Vangelo di san Luca di oggi viene riportato 4 volte questo “guai”: tre volte riguarda i farisei e una volta gli scribi.
Gesù, prima di accusare i dottori della legge, ha accusato i farisei a causa della loro ipocrisia. Da fuori sembrano belli, mentre dentro sono falsi. La religione per loro è come una maschera. Guardano certi dettagli e trascurano ciò che è importante, in questo caso la Giustizia divina e l’Amore divino.
Gli scribi sono coloro che spiegano la Legge. Hanno grande rispetto da parte del popolo. Sono le guide spirituali dei giudei. Uno di essi dice: “Dicendo così offendi anche noi”.
Pur essendo diversi scribi e farisei Gesù li mette tutti assieme. Anche ai dottori della Legge Gesù dice tre volte “guai”. Nel brano del Vangelo di oggi ne abbiamo sentito solo uno.
Gesù li rimprovera perchè sono troppo severi a spiegare la Legge agli altri, mentre per loro stessi trovano sempre delle scappatoie. Così peccano, perchè trascurano le cose importanti della Legge, soprattutto l’Amore e la Giustizia divina. Distorcono il Volto del Signore presentandoLo come un giudice, come un tiranno. Così la fede diventa difficile, insopportabile. Invece dovrebbe essere fonte di gioia, perchè Dio è Amore, Bontà, Misericordia, Mitezza, perdona i peccati per accogliere tutti tra le Sue braccia.
Questo brano di oggi, con i suoi “guai”, è uno dei discorsi più duri di Gesù contenuti nel Vangelo. Qui il Signore si presenta come Colui che difende coloro che non possono fare nulla da soli ed è contro quelli che sfruttano i poveri. Con queste parole severe mette in mostra la deviata devozione di queste persone. Gesù non è mai così severo come quando parla contro la falsa religione, la deviazione che noi oggi chiamiamo “fariseismo”.
Egli li accusa per la loro falsità: portano abiti lunghi e manto largo come riconoscimento della loro dignità. A loro piacciono i saluti nelle piazze. Cercano i primi posti nelle sinagoghe. Vogliono sempre essere al centro dell’attenzione. Tutto questo è una falsità che fino ad un certo punto si potrebbe anche sopportare, ma la loro avidità è quello che supera il limite, perchè divorano le case delle vedove. Lo fanno con la scusa delle lunghe preghiere. Queste preghiere non sono espressione della fede, ma di una devozione falsa che non ha nulla a che fare con la fede e con Dio. La loro devozione è solo un mezzo per assicurarsi una vita comoda.
Fratelli e sorelle, tutto quello che abbiamo detto riguarda gli altri. Nel caso concreto riguarda gli scribi e i farisei. Possiamo riconoscere anche delle persone tra di noi, ma sempre “gli altri”, perchè ci piace parlare degli altri. Ma noi? Domandiamoci, fratelli e sorelle, se queste parole riguardano anche noi.
In queste “virtù dei farisei” magari riconosciamo anche alcune nostre virtù. Magari in quei “guai” riconosciamo accuse rivolte anche a noi.
La scienza moderna ha cercato di cancellare Dio e magari vuole imporsi come una forma di religione con le proprie divinità.
Anche tra i cristiani c’è la falsità e la falsa moralità. Da fuori sembra tutto ottimo, invece dentro è tutto marcio. Si dichiarano cristiani e poi lottano per l’eutanasia, per l’aborto. Per loro la fede è una maschera.
Fratelli e sorelle, anche oggi ci sono dei cristiani che sono molto severi con gli altri nello spiegare la fede, mentre per sè troveranno sempre delle scappatoie per non dover adempiere i propri doveri.
Anche oggi, fratelli e sorelle, ci sono tra i cristiani coloro che sono pieni di avidità, amanti dei primi posti. Tra i cristiani ci sono alcuni che ritengono i riti cristiani come dei riti magici. Altri ritengono la Messa domenicale come un avvenimento culturale: si può andare in viaggio, al cinema o anche alla santa Messa.
Purtroppo, fratelli e sorelle, tra noi cristiani ci sono tante cose negative. Questo vuol dire che quei “guai” riguardano anche noi o alcuni di noi.
I misteri divini, come dice il Signore, rimangono nascosti agli intelligenti e ai sapienti.
Gesù si rivolge ai farisei e ai sapienti che ritengono di non aver più nulla da imparare e credono di aver raggiunto la santità e la giustizia con le proprie forze. A loro l’annuncio di salvezza non serve. A loro non serve nè salvezza nè Salvatore, perchè ritengono di aver raggiunto già la salvezza con le proprie forze. Ma questo riguarda anche tanti cristiani tiepidi.
Questo viene ripetuto da tanti saggi nella storia umana cominciando da Adamo che è caduto davanti alla tentazione, quando il demonio ha detto “Sarete come Dio”, fino all’uomo di oggi che non sente il bisogno di Dio e di seguirLo.
Se noi cristiani vogliamo veramente essere ciò che diciamo di essere dobbiamo tornare al messaggio autentico di Gesù. Dobbiamo tornare al Vangelo: messaggio semplice, ma allo stesso momento molto difficile. Nel Vangelo non ci sono compromessi. Parlo del Vangelo scritto nella Bibbia, non del Vangelo come spesso viene presentato. Nel vero Vangelo annunciato dalla Chiesa non ci sono compromessi. Nel vero Cristianesimo non ci può essere ipocrisia.
Fratelli e sorelle, non dobbiamo fermarci alle concupiscenze umane. Come veri cristiani viviamo la nostra dignità. Non è facile. Ma il Signore non ci ha promesso che sarà tutto facile, anzi.
Viviamo, testimoniamo la nostra fede nel nostro tempo e nel luogo in cui viviamo.
Viviamo la nostra fede, affinchè colui che non è cristiano vedendo noi, il nostro comportamento verso gli altri possa dire: “Questi sono cristiani!”
Spesso questo sarà difficile per noi. Saremo rimproverati, derisi o addirittura perseguitati, ma non dobbiamo avere paura, perchè questa è la via giusta. Il Cristianesimo senza sofferenza non è Cristianesimo. La vita cristiana senza la croce non è vita cristiana.
Solo vivendo il Vangelo in modo autentico, o cercando di viverLo, apriremo per noi e per gli altri la strada che ci porterà all’incontro con Dio che salva.
Lui è lo scopo per noi che siamo cristiani.
Amen.

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

lunedì 10 ottobre 2016

Video - Međugorje, giovedì 6 ottobre 2016, Adorazione Eucaristica presieduta da fra Vjeko Milcevic.


Međugorje, giovedì 6 ottobre 2016, Adorazione Eucaristica presieduta da fra Vjeko Milcevic.

Canto: Laudate omnes gentes, laudate Dominum.
Alleluja, alleluja, cantate Domino…

Signore Maestro! Tu manifesti il Tuo Amore su di noi con la Tua misericordia.
Tu sei qui con noi vivo e risorto.
Con la forza del tuo Spirito, ci manifesti il Tuo Amore nel pane. Abbi pietà di noi!

Canto: Io Ti amo Gesù e mi dono a Te.

Sei sorgente di vita, consolazione del mio cuore.
Ti prego Gesù ascoltami!
Io credo che Tu sei nostro Signore e nostro Maestro! Tu ci insegni amandoci. Ci insegni a pregare e a chiedere. Sei la risposta a tutte le nostre richieste e a tutte le nostre ricerche.
Tu sei la risposta alla supplica di ogni vita umana.
Aiutaci a credere in Te e ad amarTi. Abbi pietà di noi!

Canto: Ti dono il mio cuore, Gesù: trasformalo come vuoi Tu!
Attiralo a Te che sei la Pace: sei Via, Verità e Vita
!

Signore! trasformaci con la potenza del Tuo Spirito, perché noi sappiamo diventare dono, perché sappiamo diventare Amore, perché viviamo del Tuo Amore.
Maria Madre del Signore, Maria Sposa dello Spirito Santo, sii con noi.


Canto: Dođi, Duše svetosti, duše ognja, zapali nas!
Spirito Santo, vieni nel mio cuor, del Tuo amore infiammalo! ….

Tantum ergo... Orazione. Kyrie, eleison...

Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto.

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira…

venerdì 7 ottobre 2016

Medjugorje, agosto 2016 - Testimonianza della veggente Mirjana

b45353d6-d72b-4b82-83c7-f058cb53a3a7
Vi voglio salutare di tutto cuore: benvenuti.

Ci siamo radunati qua per parlare di tutto quello che vuole la nostra Madre Celeste.
Non so se tra voi ci sono persone che sono per la prima volta a Medjugorje. Per sapere se devo iniziare dall’inizio o possiamo subito passare ai messaggi.
C’è qualcuno che è qui per la prima volta?
Sì.

Allora ritorno all’inizio. Voi che avete già sentito tutto questo abbiate un pò di pazienza. Mettetevi al posto mio: in questi 35 anni quante volte ho ripetuto tutto questo.
Torniamo indietro di 35 anni a quel 24 giugno 1981. Il 24 giugno è la festa di San Giovanni e qui a Medjugorje è ricordato e non si lavorava per niente.
Ivanka ed io, come due ragazzine di 15 e 14 anni, abbiamo voluto stare un poco da sole per dirci tutte le novità e parlare come le ragazze di quell’età. Siamo uscite dal paese e abbiamo passeggiato sotto la collina che oggi chiamiamo “Collina delle apparizioni”. Nel periodo di cui vi sto parlando non c’erano le case, era tutto deserto. Noi due abbiamo parlato di cose umane, non di Dio o di fede. Quando ci siamo stancate ci siamo sedute proprio sotto la collina.
Ad un certo momento Ivanka mi ha detto: “Penso che la Madonna sia sulla collina”. Non ho guardato, perchè per me questo era impossibile.
Noi siamo cresciuti in Jugoslavia sotto il comunismo. Era molto diverso che in Italia. Da noi non c’era libertà di fede. Siamo potuti andare alla Messa la domenica, una volta in settimana per un’ora e non di più.
Il resto della vita religiosa era solo dentro le nostre case. I genitori ci hanno insegnato a pregare. Si pregava il Rosario la sera tutti insieme. Non ci hanno parlato tanto di fede per paura che noi bambini potessimo parlarne a scuola e poi loro potessero avere problemi e potessero perdere casa o lavoro. Perchè sotto il comunismo niente è tuo.
Nella situazione in cui sono cresciuta non avevo mai sentito parlare di Lourdes e di Fatima. Non sapevo che la Madonna potesse venire sulla terra. Ho pensato che la Madonna è in cielo e noi possiamo solo pregarla.
Quando Ivanka mi ha detto che pensava che la Madonna fosse sulla collina ho risposto in un modo un po' duro. Le ho detto: “Sì, la Madonna non ha niente da fare e così è venuta a vedere cosa facciamo io e te”.
Ho lasciato Ivanka in quel luogo e ho voluto tornare a casa. Ma quando ero vicina alle prime case ho sentito dentro di me una chiamata così forte a tornare indietro. Quando sono tornata ho visto Ivanka allo stesso posto.
Lei mi ha detto: “Guarda adesso, per favore”. In mezzo ad una distesa di sassi ho visto una Signora con un vestito grigio lungo con un Bambino in braccio.
Tutto era strano, perchè sulla collina non andava nessuno. Non c’era la stradina che hanno fatto i pellegrini con i piedi. Non sarebbe andato nessuno con un abito lungo ed un Bambino in braccio.
Sentivo assieme tutte le emozioni che esistono: paura e gioia; non capivo se ero viva o morta. C’era confusione dentro di me.
Sono scappata senza guardare se Ivanka era dietro di me o dove era. Volevo solamente scappare.
A casa ho trovato mia nonna. Le ho detto subito: “Penso di aver visto la Madonna”. Lei mi ha risposto: “Prendi il Rosario, vai in camera tua e prega. Lascia la Madonna in cielo dov’è”. Non avevo forza per discutere e di spiegarle. Volevo fare così; volevo stare sola in preghiera.
Solo così ho avuto pace.
Il giorno seguente ho aiutato i miei zii come tutti gli altri giorni e non ho avuto la possibilità di vedere gli altri veggenti. All’ora in cui il giorno prima avevo visto la Madonna ho sentito di nuovo quella chiamata dentro di me. Ho detto ai miei zii che dovevo andare sotto la collina, perchè qualcosa mi chiamava e io non capivo. Sono venuti con me, perchè avevano la responsabilità e volevano sapere cosa stava succedendo. Quando siamo venuti sotto la collina quasi metà di questo paese era lì. Con ogni veggente era venuto qualcuno.
Abbiamo visto la Madonna allo stesso posto. Questa volta non aveva il Bambino in braccio.
Quel giorno, il 25 giugno 1981, è stato il primo giorno che siamo andati vicino alla Madonna. Lei si è presentata e ha detto: “Figli Miei, non dovete avere paura di Me. Io sono la Regina della Pace”.
Così sono iniziate le apparizioni giornaliere.
Abbiamo avuto pochi giorni le apparizioni sulla collina, perchè, come vi ho detto, in Jugoslavia c’era il comunismo. Sono arrivati i poliziotti coi cani e hanno circondato la collina. Chi andava sulla collina finiva in prigione.
In questi primi giorni la Madonna ha fatto vedere dei segni e quasi tutti in paese hanno visto qualcosa. Ci sono state subito due guarigioni impossibili.
La croce del Križevac spariva e si poteva vedere la Madonna vestita di bianco. Un ragazzo di 24 anni, quando ha visto che non c’era più la croce e al suo posto c’era la Madonna vestita di bianco, era emozionato e ha detto ad alta voce: “Guardate: non c’è più la croce. C’è la Madonna!” Per questo motivo è andato sei mesi in prigione. Sotto il comunismo devi stare zitto, perchè per loro Dio non c’è.
In cielo è apparsa la scritta “Pace”. Anche questa è stata vista da tanti.
In quel periodo era parroco padre Jozo. Quando i poliziotti sono andati da lui a dirgli di chiudere la chiesa ha risposto: “Ho visto con i miei occhi dal Križevac alla chiesa in cielo la scritta ‘Pace’. Io non posso chiudere la chiesa. Di me potete fare quello che volete”. Anche lui è finito in prigione due anni e mezzo.
La gente del paese, vedendo quello che accadeva e conoscendoci come bambini, ci ha creduto e ci ha aiutato. Abbiamo avuto ogni sera l’apparizione in un posto diverso e non si sapeva mai prima dove saremmo andati.

Ho avuto le apparizioni tutti i giorni fino a Natale del 1982. A Natale la Madonna mi ha dato il decimo segreto e mi ha detto che non avrei più avuto le apparizioni giornaliere. Mi ha detto che avrei avuto l’apparizione una volta l’anno il 18 marzo e che l’avrei avuta per tutta la vita. Mi ha detto che avrei avuto apparizioni straordinarie. Queste sono iniziate il 2 agosto 1987 e durano anche adesso. Non so fino a quando avrò le apparizioni il 2 del mese. Queste apparizioni sono anche una preghiera per i non credenti.
La nostra Madre Celeste non dice mai “non credenti”, perchè quando dici ad una persona “sei non credente” tu hai giudicato. Lei non giudica mai e dice: “Quelli che non hanno ancora conosciuto l’Amore di Dio”.
Lei chiede il nostro aiuto. Quando dice “nostro” non pensa solo a noi sei veggenti; pensa a tutti i Suoi figli, a tutti coloro che sentono Lei come Madre. Dice che possiamo cambiare i non credenti, ma solo con la nostra preghiera e il nostro esempio. Vuole che nelle nostre preghiere quotidiane mettiamo loro al primo posto. Tante brutte cose che succedono nel mondo arrivano dai non credenti.
Ci dice: “Figli Miei, quando pregate per loro voi pregate anche per voi stessi e per il vostro futuro”.
Ci chiede anche il nostro esempio. Non vuole che andiamo in giro per il mondo a predicare; vuole che con la nostra vita parliamo, che i non credenti possano vedere in noi Dio e il Suo Amore.
Vi prego di prendere questa cosa veramente sul serio. Se poteste vedere una sola volta le lacrime che ha nei Suoi Occhi per i non credenti sono sicura che preghereste con tutto il cuore.
Lei dice che questo tempo che stiamo vivendo è tempo di decisioni e noi, che diciamo di essere figli di Dio, abbiamo una grande responsabilità.
Quando la Madonna ci chiede preghiera per i non credenti vuole che proviamo a pregare come Lei: prima dobbiamo sentire amore per loro. Sentirli come nostri fratelli e sorelle che non sono fortunati come noi di conoscere l’Amore di Dio. Quando senti questo puoi pregare per loro. Mai giudicare. Mai criticare. Mai sforzare. Semplicemente pregare per loro, amarli e dare il nostro esempio. Il nostro esempio dice tanto, perchè ognuno di noi ha un non credente vicino: o in casa o un vicino di casa o sul posto di lavoro. Quel non credente guarda noi, la nostra vita, il nostro comportamento. Noi dobbiamo chiederci se vede in noi Dio e il Suo Amore, perchè ne risponderemo davanti al Signore.
Racconto sempre un esempio, una cosa che è successa a me. Avete visto che la chiesa qui a Medjugorje è sempre piena. Una sera sono venuta a Messa e siccome ho tanti problemi con la schiena e le ginocchia, ho visto un posto su una panca e mi sono seduta. Appena mi sono seduta i pellegrini italiani che erano vicino si sono messi a sgridarmi. Voi siete un popolo dal temperamento forte. “Come ti permetti! E’ la nostra panchina!” Mi sono alzata in silenzio e stavo per andare. E’ arrivata una signora di quel gruppo e mi ha riconosciuta. Lo ha detto subito agli altri che sono una dei veggenti e subito mi hanno offerto tutta la panca.
(risata generale)
Perchè vi dico questo? Se fossi stata una non credente che la Madonna ha invitato a Medjugorje e magari quella era la prima volta che mettevo piede in chiesa dove ci sono quelli che dicono di conoscere l’Amore di Dio e mi trattano in questo modo, cosa pensate che io, da non credente, entrerò mai più in una chiesa? Di chi sarà la responsabilità?
Questo è ciò che la Madonna vuole dire. Tutti noi, io, tu, voi, possiamo imparare a parlare bene. Ma non è quello che la Madonna vuole. Lei vuole che la nostra vita parli, che si veda che siamo diversi, che sentiamo l’Amore di Dio e vogliamo condividerlo con gli altri.
In queste apparizioni a Medjugorje il più importante messaggio che la Madonna ripete è la santa Messa. Non solo la domenica.
Quando eravamo bambini, all’inizio delle apparizioni Lei ci ha detto: “Se doveste scegliere tra vedere Me e andare alla santa Messa dovete sempre scegliere la santa Messa, perchè durante la santa Messa Mio Figlio è con voi”.
In tutti questi anni di apparizioni non ha mai detto “pregate che Io vi do”. Ha sempre detto: “Pregate che possa pregare Mio Figlio per voi”. Sempre Gesù è al primo posto.
Tanti pellegrini quando arrivano a Medjugorje pensano che noi veggenti siamo privilegiati; basta dire a noi perchè Dio ascolti in modo maggiore che gli altri. Pensano che noi possiamo benedire. Alcuni pensano che basti toccarci. Tutto questo è sbagliato.
Mi dovete credere: per la Madonna, come Mamma, non esistono figli privilegiati. Per Lei noi tutti siamo figli e ci sceglie per cose diverse. La Madonna ha scelto noi sei per dare i messaggi. Ma solo per questo. Lei sceglie ogni uomo.
Ha detto nel messaggio del 2 gennaio in cui si rivolge a voi: “Cari figli, Io vi ho invitati. Aprite il vostro cuore. LasciateMi entrare, perchè possa fare di voi degli apostoli”.
Tutti abbiamo la stessa importanza per Nostra Madre. Non ci sono quelli che Lei ascolta di più e quelli che ascolta meno.
Una Mamma non può fare così; non può fare preferenze tra i figli.
Questo l’ho imparato subito all’inizio delle apparizioni.
Io sono l’unica dei sei veggenti che non è nata e vissuta qua a Medjugorje. I miei genitori sono di qua, ma quando si sono sposati sono andati a vivere a Sarajevo e io sono cresciuta con loro. Qui a Medjugorje venivo durante le vacanze, perchè avevo i familiari.
Quando sono cominciate le apparizioni e i comunisti volevano zittire tutto mi hanno riportato a Sarajevo. Non volevo, ma nessuno mi ha domandato.
Qui la situazione era molto diversa che a Sarajevo. Qui sono sempre stati 100% croati e questi sono cattolici. Anche i poliziotti sono cattolici e quando ci portavano via per gli interrogatori gridavano, bestemmiavano, ma niente altro. A Sarajevo c’erano veramente i comunisti musulmani. Venivano tutti i giorni a casa mia. Distruggevano tutto e mi portavano via con loro. Io avevo solo 15 anni e non sapevo mai se sarei tornata o meno e cosa mi avrebbero fatto. Nessuno poteva aiutarmi. Io pensavo: “La Madonna mi aiuterà. Mi dirà qualche cosa”.
Ma quando avevo l’apparizione mi diceva le stesse cose che diceva agli altri veggenti qua. Niente su di me e sulla mia situazione. Mi sentivo sola e abbandonata.
Ma dopo con la preghiera e il digiuno ho capito. Per la Madonna non ci sono privilegiati. Se hai una croce prendi il Rosario e prega e non ti lascia sola. Quando ho capito questo tutto ciò che avveniva lo sopportavo con forza.
Tante persone qui a Medjugorje sono venute a dirmi: “Io sono guarita. Io ho ricevuto la grazia”. Non conoscevo quelle persone. Non ho chiesto per loro. Loro avevano il cuore aperto e hanno chiesto l’aiuto alla Madre Celeste e Lei ha chiesto aiuto a Suo Figlio.
Vi dico questo per dirvi che quando avete bisogno della Mamma non vi servono i veggenti. Vi serve solo il cuore aperto, perchè la Madonna dice: “Aprite il vostro cuore. Io sarò con voi”.
Dipende solo da noi. Quanto vogliamo che Nostra Madre stia con noi?
Se c’è qualcuno che è privilegiato, da come ho capito io e da come potete vedere dai messaggi del 2 del mese, sono i nostri fratelli sacerdoti che chiama “pastori”. Lei non dice mai cosa essi devono fare; dice cosa noi dobbiamo fare per loro.
Lei dice: “Figli Miei, loro non hanno bisogno del vostro giudizio e critiche. Hanno bisogno delle vostre preghiere e amore, perchè Dio giudicherà loro come erano come sacerdoti, ma giudicherà voi come era il vostro comportamento verso i sacerdoti”. Aggiunge: “Se perdete il rispetto per loro piano, piano perdete il rispetto per la Chiesa e per il Signore”.
Durante l’apparizione del 2 del mese ci da la Sua benedizione e dice: “Io vi do la Mia benedizione Materna, ma la più grande benedizione che potete ricevere sulla terra è quella che vi danno i vostri pastori. Quando loro vi benedicono Mio Figlio vi benedice”. Ha anche detto: “Non dimenticatevi di pregare per i vostri pastori. Loro hanno le mani benedette da Mio Figlio”.
Per questo vi prego: quando tornate nelle vostre parrocchie fate vedere come deve essere il nostro comportamento verso i sacerdoti. Se il vostro parroco non fa come voi pensate che debba fare non andate in giro a giudicare. Prendete il Rosario e pregate per lui, perchè col giudizio fate male a voi stessi e a coloro che vi ascoltano. Con la preghiera aiutate loro e voi stessi.
In questo mondo c’è così tanto giudizio. Si giudica tutto e tutti e così poco amore.
La Madonna vuole che veniamo riconosciuti per il nostro amore e non che facciamo quello che solo il Signore può fare. Solo Lui può giudicare.
Mi spiace che non possa dirvi di più di quello che la Madonna ci sta preparando in tutti questi anni, ma vi posso dire una cosa: C’è un tempo che stiamo vivendo. Noi lo chiamiamo “nostro tempo”. Ci sarà il tempo del trionfo del Cuore di Nostra Madre, perchè Lei ha detto: “Quello che ho iniziato a Fatima lo finirò a Medjugorje. Il Mio Cuore trionferà”.
Tra questi due tempi c’è un ponte. Questo ponte sono i sacerdoti.
Per questo la Madonna insiste così tanto negli ultimi tempi sulla preghiera per loro. Quel ponte deve essere molto forte in modo che lo possiamo attraversare tutti.
La Madonna ha detto che trionferà con loro. Senza i nostri sacerdoti non c’è il trionfo del Cuore di Nostra Madre. Loro sono gli unici che possono aprire le porte del Paradiso per noi.
La Madonna vuole la preghiera nelle nostre case. Dice che non c’è nulla che può unire di più la famiglia della preghiera assieme.
Dice che i genitori hanno una grande responsabilità, perchè sono loro che devono mettere la radice della fede nei cuori dei figli. Lo possono fare solo se pregano assieme e vanno alla santa Messa assieme. Non possiamo parlare ai figli dell’importanza della santa Messa se loro non vedono che è al primo posto per noi. Non possiamo parlare dell’importanza della preghiera se non vedono noi come preghiamo.
Per questo la Madonna dice che i genitori hanno una grande responsabilità. I bambini fanno solo quello che vedono in casa. Devono vedere che per mamma e papà Dio è al primo posto, dopo viene tutto il resto.
Racconto sempre un esempio che è accaduto a casa mia con mia figlia Maria. Voi che siete qui avete visto Maria, è quella che serviva ieri. Ci sono due figlie: Veronica e Maria. Maria è quella più grande.
Questo è accaduto quando lei era piccola, aveva due anni.
Io non raccontavo a lei delle apparizioni, perchè credevo che a quell’età non si potesse capire.
Un giorno stava giocando in camera con una sua amichetta. La bimba ha detto: “Mia madre guida la macchina”. Siccome io non guido Maria è rimasta in silenzio qualche secondo e poi ha detto: “Non è una grande cosa. La mia mamma parla con la Madonna tutti i giorni!”
Senza che avessi detto niente lei aveva capito, perchè aveva visto cosa succedeva in casa.
Dopo la Madonna vuole una cosa che non posso dire a voi pellegrini italiani rimanendo seria.
Sono cresciuta con la Madonna e Lei mi ha insegnato tante cose. Una di queste è che per Dio, per Gesù, per la Madonna non esistono nazioni. La Madonna non dice mai: “Cari italiani, cari croati…” Lei dice sempre: “Cari figli”.
Io penso che Medjugorje sia l’unico posto al mondo dove non si dica: “Questo è il mio paese, il mio stato, la mia patria”. Qui c’è la Mamma di tutto il mondo.
Ma per me è molto interessante guardare come ogni nazione reagisce ad un messaggio della Madonna.
Quando devo dire a voi italiani che la Madonna chiede il mercoledì e il venerdì il digiuno a pane e acqua so di perdere tempo, perchè so che è inutile.
Gli unici che brontolano e fanno mille domande siete solo voi. Devo dire la verità.
Gli americani mi chiedono solo una cosa: “Si può prendere il caffè la mattina?” Loro bevono quel mezzo litro di caffè lungo. Io rispondo con una faccia molto seria: “Certo che si può, ma molto presto. Prima che la Madonna si alzi!”
Dobbiamo scherzare. Avete visto che anche ieri la Madonna ci ha detto che Gesù chiede a noi allegria.
Per voi pellegrini italiani quanto è duro il digiuno il mercoledì e il venerdì. Mi chiedono se si può sostituire con la pasta in bianco, col pane con olio di oliva.
Dopo i mondiali di calcio è venuta qui la nazionale italiana. Io parlavo loro dei messaggi e quando ho parlato del digiuno uno di questi, mi hanno detto che è famoso, mi ha detto: “Penso che tu non abbia capito bene. Penso che la Madonna dicesse a te di fare digiuno! Non a tutti noi”.
Ho risposto: “Può darsi che non abbia capito bene”.

Adesso se volete chiedermi qualcosa provo a rispondere alle vostre domande.
(applauso)
Viene cantata l’Ave Maria

D: La domanda riguarda l’apparizione di ieri. La Madonna ad un certo punto ci chiede di essere testimoni dell’Amore per dare la nostra vita e testimoniare che il Padre celeste è il Padre di vita e non di morte. Con gli eventi che accadono - profughi che muoiono, attentati… - come posso diventare testimone dell’amore quando attorno a me c’è tanto odio e tanta violenza?
R: Come si può? Con amore! Se tu dici che sei credente, se dici di essere di Gesù, come puoi fare una domanda così? Con la preghiera e col digiuno provo a vedere in tutti Gesù. Credo che in ogni persona ci sia un poco di bene. Con l’amore, la mia preghiera e l’esempio cerco di far sì che l’amore vinca e non il male.
Credo che Gesù viva con me. Lui mi aiuterà. Io devo provare a vivere come vuole Lui.
Nessuno di noi può dire: “Io sono bravo. Faccio tutto come vuole Dio. Prego come vuole Dio”.
Io ho paura di gente che dice così. Qualcosa non và bene.
Tutti proviamo. Tutti siamo sulla strada della santità. Provo a vivere come vogliono Gesù e la Madonna e credo che così posso aiutare tante persone. Se tutti proviamo a vivere come vuole Dio allora non giudichiamo,critichiamo e quindi possiamo cambiare questo mondo.
La Madonna ci dice che non c’è nulla che con la preghiera e il digiuno non possiamo cambiare.
Allora se credi comincia a pregare e… Per il digiuno è un pò più difficile…

D: Ci puoi raccontare quando eri con Jakov e lui ha detto che la Madonna non diceva la verità quando parlava della Sua bellezza?
R: Era sempre Jakov. Lui era piccolo. Aveva 9 anni e mezzo. Quando abbiamo avuto l’apparizione abbiamo posto alla Madonna una domanda da bambini: “Ma come è possibile che sei così bella?” Lei ci ha risposto con un bellissimo sorriso: “Perchè amo. Se voi volete essere belli amate”.
Quando la Madonna se n’è andata Jakov ha guardato noi veggenti e ha detto: “Io penso che Lei non dica la verità”.
Lo abbiamo sgridato: “Come ti permetti a dire che la Madonna non dice la verità?”
Lui ha risposto seriamente: “Guarda noi veggenti. Noi potremo amare tutta la vita, ma non saremo mai belli come la Madonna”.
Non aveva capito di quale bellezza la Madonna stava parlando.
Io dico che anche adesso non capisce tanto.
(risata generale)

D: Perchè la Madonna non si fa vedere da tutti noi?
R: Tutti La volete vedere come me. Questa domanda non dovevi farla a me, ma alla Madonna. Io sono come te. Sono solo una serva di Dio. Provo a fare quello che vuole Dio.
E’ molto, molto più importante vedere la Madonna con il cuore che con gli occhi. So che voi pensate: “E’ facile dirlo per lei, perchè lei La vede con gli occhi”.
Conosco persone che hanno visto la Madonna con gli occhi, ma non hanno capito niente.
Se il cuore non vede tutto è inutile. Voi tutti potete vedere la Madonna col cuore. Basta che il vostro cuore sia aperto e pieno di amore.
Per favore non dite grazie a noi veggenti. La Madonna ci ha insegnato che non dobbiamo attenderci il “grazie”.
Quando leggo i messaggi della Madonna vedo che prima c’è Dio, Gesù, lo Spirito Santo, i sacerdoti e solo dopo Lei mette Se Stessa. Così insegna anche a noi l’umiltà. Noi non dobbiamo pensare di essere importanti.
Per questo, per favore, diciamo sempre grazie solo al nostro Dio., perchè tutto quello che succede è frutto del grande Amore del nostro Padre Celeste che manda la Madre in mezzo a noi per aiutarci a trovare la strada giusta.
Per favore non ditemi grazie. Ditelo solo a Dio. Al posto di dirmi grazie pregate per me, perchè possa fare in modo corretto tutto quello che la Madonna vuole da me. E’ molto facile sbagliare.
Io prego per voi dal momento in cui siete venuti. Così siamo sempre assieme nella preghiera. Questo è quello che vuole la nostra Madre Celeste.

D: La Madonna parla del rapporto nostro con lo Spirito Santo? La vita nello Spirito come suggerisce la Madonna di viverla? Una seconda domanda: mi sono consacrato nel 1989 al Cuore Immacolato di Maria secondo le indicazioni date a Fatima. Come si deve vivere ogni giorno questa Consacrazione?
R: Se guardiamo i messaggi del 2 del mese per la Madonna Dio, Gesù e lo Spirito Santo sono uno.
Io non sono una teologa. Ho una fede semplice. Per me al primo posto c’è l’Amore.
Questo è quello che mi insegna la Madonna.
Ho capito che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono un’Unità, il nostro Dio.
Con la santa Messa, la preghiera e il digiuno invochiamo lo Spirito Santo, la pace, l’Amore e Gesù che scendano su di noi.
Questo è quello che ho capito.
Anch’io mi sono consacrata al Cuore Immacolato della Madonna. La mia vita è la Madonna.
Per me è semplice. Tutti i giorni mi alzo verso le 5 e subito dico il Rosario. Subito parlo con Lei. Parlo, prego. Ma non ho l’apparizione. Le dico tutto come ad una Madre e Le chiedo di stare con me. Le chiedo di aiutarmi, affinchè tramite me i pellegrini possano sentire un poco di Lei.
Anche durante il giorno provo a vivere come vuole Lei, in modo che non mi vergogni se mi guarda e mi sente.
Anche la sera dico le mie preghiere e ringrazio la Madonna per tutto.
Parlo con il cuore. Le dico cosa ho sbagliato, se sono stata nervosa, arrabbiata, cosa potevo fare di diverso. Chiedo perdono a Gesù.
Dopo prego nuovamente la Madonna che mi aiuti nel giorno seguente.
E’ semplice. Non so se sbaglio o no, ma sono contenta con la mia preghiera.
Vedo che anche nei momenti difficili e dolorosi trovo pace. Se Gesù da pace ad una peccatrice come me forse sono sulla strada giusta.

D: Sono sacerdote da tanti anni. Confesso e parlo con le persone. Avverto che tanta gente ha paura di Dio Padre, mentre la Madonna era innamorata del Padre. Quasi è meglio andare dalla Madonna, perchè Dio Padre… Ci puoi dire qualcosa? Dio è Amore, Amore, Amore.
Ci puoi dire qualcosa per noi e per quelli che vivono questa paura?
R: Adesso la Madonna si arrabbia con me. La Madonna ci dice sempre di chiudere la bocca quando si parla dei sacerdoti. Ma io devo dire che è un pò colpa vostra.
Quando ero a catechismo dicevano: “Hai sbagliato. Dio Padre ti punirà!” Io avevo tantissima paura di Dio.
La Madonna ci ha insegnato in un modo diverso. Dio è Amore. E’ Padre. Ci ha detto: “Tutto il tempo che Io sto con voi vi indica quanto Dio vi ama, quanto Dio vuole aiutarvi, quanto il Padre Celeste fa per voi”.
Ci insegna sempre che Dio è Amore e veramente è così. Di un Padre non si ha paura. Un Padre si ama, si rispetta e si prova a fare come vuole Lui.
La vera fede non è quella dovuta alla paura, perchè quando passa la paura và via anche la fede. La fede vera viene dal cuore e dall’amore. Questo ci insegna la Madonna: Dio è Amore.
Non dovete avere paura del Padre. Credete in Lui. Aprite i vostri cuori, perchè Lui fa tutto per voi. Anche Gesù e la Madonna. Loro sono Amore. Non c’entrano paura, castigo e vendetta.
Dio perdona. Come un padre sulla terra. Se un figlio sbaglia e si butta in ginocchio e ti dice ‘padre perdonami, ho sbagliato’ che padre sarai se non perdoni?
Pensate ancora di più al Padre Celeste cosa farà se chiediamo perdono di ciò che abbiamo sbagliato.
Sul fatto che molti vadano tramite la Madonna al Signore io scherzo e dico che anche in una famiglia normale per chiedere al papà si và tramite la mamma, perchè lei sa come fare col papà.

D: Stiamo passando un periodo particolare per tutto ciò che sta avvenendo nel mondo. Vorrei sapere se la Madonna si è mai espressa al riguardo.
R: E’ quello che sto dicendo dall’inizio. Bisogna pregare per tutti quelli che non hanno ancora conosciuto l’Amore di Dio. Solo uno che non conosce l’Amore di Dio può uccidere. Solo uno che non conosce l’Amore di Dio può fare male al suo fratello.
Per questo la Madonna viene ogni 2 del mese. Per quello prega. Per quello chiede a noi che siamo apostoli dell’Amore di creare un altro mondo: un mondo d’Amore e non di morte e vendetta.
La Madonna ha detto che non c’è niente che non possiamo cambiare col digiuno e la preghiera.
Siamo abituati a dare sempre la colpa agli altri e a non guardare noi stessi. Non posso dare la colpa ad un altro se io non sono cambiata, se non sento l’amore per tutti. Provo a cambiare me stessa e poi provo a cambiare mio fratello e il mio vicino. Ma solo quando ho cambiato me stessa.
Porto sempre l’esempio di un ragazzo di Milano di una trentina di anni. E’ venuto qua e mi ha detto: “Ero non credente. Un vero non credente. Nella mia vita non avevo mai detto ‘Dio mio’. Per me non esisteva e quindi non Lo nominavo. Quando sono venuto qua a Medjugorje in due giorni la Madonna mi ha cambiato. Quando sono tornato a Milano sono andato al bar a bere il caffè dove vado ogni mattina e c’erano i miei amici. Loro mi guardavano strano. Ho chiesto loro: ‘Cosa c’è?’ Mi hanno risposto: ‘Tu sei diverso. Prima eri prepotente, arrogante. Adesso sei calmo e pieno di amore. Hai gli occhi diversi. Ho risposto loro: ‘Ho conosciuto Dio!’?
E’ questo che la Madonna vuole.
Tu devi mettere le radici nei cuori dei tuoi figli. Quando crescono e vanno via di casa vogliono provare a vivere una vita diversa, contraria a quella che hanno insegnato i genitori. Ci provano. Con il nostro esempio, con il nostro amore, con le nostre preghiere loro torneranno. Torneranno, perchè noi abbiamo messo le radici. Questo è importante.
Dico sempre alle mamme: non giudicate i figli, non li criticate, non li sforzate. Così fate il contrario. Metteteli nelle Mani della Madonna. Date l’esempio e aspettate. Col giudizio e con le critiche non succede niente.
Con l’amore e le preghiere si cambia il mondo.
Facciamo vedere con l’esempio cos’è una famiglia e quante cose belle ci sono in una famiglia, quanto si vive bene e d’amore in una famiglia.
Nient’altro: solo il nostro esempio e le nostre preghiere.

D: all’inizio avete avuto difficoltà a pregare e a digiunare? Che consigli puoi dare?
R: Non abbiamo avuto difficoltà a pregare e a digiunare, perchè tutto quello si faceva già.
In ogni casa, già prima delle apparizioni, si diceva il Rosario. Il più anziano lo guidava. Per esempio da noi era la nonna.
E non era solo il Rosario. Dopo si pregava per i viaggiatori, per i malati… Non si fermava mai. Non potevi andare in un’altra casa, perchè anche lì pregavano. Allora dovevi finire.
Se passavi per il paese sentivi solamente “Ave Maria”, “Santa Maria”.
Anche il digiuno si faceva già.
Si lavorava tantissimo dalle 5 del mattino fino a sera. Si lavorava il tabacco e l’uva. Si faceva il digiuno il venerdì già prima delle apparizioni.

D: Da quando vado a lavorare in negozio con il Rosario mi prendono per pazza. Vivo in un mondo frenetico e senza valori. Si lavora anche la domenica.
R: Dici che da quando hai cominciato a pregare il Rosario ti prendono per pazza. Io non capisco questo. Sono stata in Italia tantissime volte. Per me l’Italia è come la mia patria. Conosco così tante persone che mi sento a casa. Conosco così tanti che pregano, dicono il Rosario.
Non è che tu sei pazza. Dipende da come tu lo presenti. Se adesso vado in giro e dico a tutti “prega, prega” e dico il Rosario davanti a tutti è normale che mi prendano per pazza. Anch’io penserei che una è pazza se si comporta così.
Ma se con la mia preghiera faccio vedere che sono diversa, che sento l’Amore di Dio, che ti voglio aiutare come un fratello, che ti amo, chi potrà dire che sono pazza?
Io sono cresciuta sotto il comunismo. Dicevo il Rosario a Sarajevo sotto il comunismo. Tutti sapevano che ero credente. Nella mia camera c’era il Rosario e la statua della Madonna. Nessuno ha pensato che fossi pazza. Pensavano che ero un nemico dello stato, ma non una pazza.
Non poniamo il discorso in questi termini.
Allora tutti quelli che credono e pregano sono pazzi. Non è vero!

D: Io trovo sempre più persone nei centri commerciali e le chiese vuote.
R: Questo è vero. Ma è uno sbaglio nostro. Per questo la Madonna invita sempre alla Messa. Gesù è con noi.
Tanti, per esempio, pensano che la Madonna fa i miracoli, la Madonna fa tutto. Non è vero.
Anche ieri la Madonna invitava ad andare da Gesù.
I sacerdoti mi hanno detto che qui a Medjugorje ci sono state più di 700 guarigioni. La maggior parte sono successe in chiesa, non sulla collina. E’ Gesù che fa i miracoli, non la Madonna.
Le chiese non sono piene…
Per questo siete voi gli apostoli della Madonna, per questo chiede aiuto a voi.
Vi porto l’esempio di un sacerdote che era qui un mese fa da un luogo vicino a Roma. Mi ha detto: “Non volevo sentire niente riguardo a Medjugorje. Per me non esisteva. Quando mi parlavano di Medjugorje non volevo ascoltare. Ho visto che in poco tempo la mia chiesa era sempre piena. Ho chiesto loro: ‘Da dove venite? ‘Da questa parrocchia’. ‘Ma non vi ho mai visti prima’. ‘Sa padre, Medjugorje…’ Allora ho visto che dovevo andare in questa Medjugorje a vedere cosa succede, perchè ho visto la mia chiesa piena”.
Ecco cosa vuole la Madonna: che voi andiate a Messa.
Quando dico ai genitori che dovete essere d’esempio ai figli…
Se piove, c’è temporale e dici loro “ma oggi è brutto tempo possiamo andare a Messa un altro giorno”, allora i figli capiranno che non è così importante andarci. Ma se io vado ugualmente i miei figli si mettono nel cuore che alla Messa si và atutti i costi, perchè è al primo posto.



Fonte IdM (di Andrea Bianco)

Commento di Padre Livio al Messaggio a Mirjana del 2 ottobre 2016

Messaggio a Mirjana del 2 ottobre 2016

"Cari figli, lo Spirito Santo, per mezzo del Padre Celeste, mi ha reso Madre: Madre di Gesù e, per ciò stesso, anche vostra Madre.  Perciò vengo per ascoltarvi, per spalancare a voi le mie braccia materne, per darvi il mio Cuore e invitarvi a restare con me, poiché dall’alto della Croce mio Figlio vi ha affidato a me.  Purtroppo molti miei figli non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio, molti non vogliono conoscere Lui. Oh figli miei, quanto male fanno coloro che devono vedere o comprendere per credere!  Perciò voi, figli miei, apostoli miei, nel silenzio del vostro cuore ascoltate la voce di mio Figlio, affinché il vostro cuore sia sua dimora e non sia tenebroso e triste, ma illuminato dalla luce di mio Figlio. Cercate la speranza con fede, poiché la fede è la vita dell’anima. Vi invito di nuovo: pregate! Pregate per vivere la fede in umiltà, nella pace dello spirito e rischiarati dalla luce. Figli miei, non cercate di capire tutto subito, perché anch’io non ho compreso subito tutto, ma ho amato e creduto nelle parole divine che mio Figlio diceva, Lui che è stato la prima luce e l’inizio della Redenzione.  Apostoli del mio amore, voi che pregate, vi sacrificate, amate e non giudicate: voi andate e diffondete la verità, le parole di mio Figlio, il Vangelo. Voi, infatti, siete un vangelo vivente, voi siete raggi della luce di mio Figlio. Mio Figlio ed io saremo accanto a voi, vi incoraggeremo e vi metteremo alla prova. Figli miei, chiedete sempre e soltanto la benedizione di coloro le cui mani mio Figlio ha benedetto, ossia dei vostri Pastori. Vi ringrazio!"

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 ottobre 2016

I messaggi della Madonna sono cibo fortificante per la nostra fede e per la nostra anima, dovremmo averli sempre con noi.

La Madonna, nei messaggi che invia attraverso la veggente Mirjana, ci parla di se stessa molte volte e ci invita ad imitarla: “anch’io ho fatto il cammino di fede come voi. Mi sono abbandonata a Dio, ho creduto a Dio, mi sono fidata di Dio. Anche voi fate lo stesso. Anch’io ho patito e sofferto, anche voi soffrite sopportando con pazienza!” La Madonna ci rivela pian piano la sua vita, perché noi andiamo a capire che è nostra Madre, perché andiamo ad accoglierla come Madre, perché andiamo ad imitarla nella sua vita di discepola di Cristo, oltre che Madre di Dio.

Mi ricordo l’espressione di Papa San Giovanni Paolo II che diceva: “la Madonna ha fatto un pellegrinaggio nella fede, anche Lei ha camminato nell’oscurità della fede”. E oggi ci dice: Figli miei, non cercate di capire tutto subito, perché anch’io non ho compreso subito tutto, ma ho amato e creduto nelle parole divine che mio Figlio diceva”.

Negli ultimi messaggi la Madonna ci rivela passaggi importanti della sua vita che ha già rivelato ai veggenti, in modo particolare a Vicka.

La Madonna inizia il messaggio ricordando due eventi, quello dell’Annunciazione, quando appunto lo Spirito Santo l’ha resa Madre di Gesù e quindi Madre nostra e l’evento della Croce, quando siamo stati affidati a Maria, quando Gesù ha detto “Donna ecco tuo figlio” e noi eravamo tutti rappresentati da San Giovanni.

Vediamo dunque questi passaggi che bisogna leggere e ripetere per tutto il mese di Ottobre insieme al messaggio del 25 settembre.

La Madonna dice: lo Spirito Santo, per mezzo del Padre Celeste, mi ha reso Madre: Madre di Gesù e, per ciò stesso, anche vostra Madre”. Questo è l’evento degli eventi della sua vita, quello dell’Annunciazione e, proprio per questa maternità operata dallo Spirito Santo, vengo per ascoltarvi, per spalancare a voi le mie braccia materne, per darvi il mio Cuore e invitarvi a restare con me, poiché dall’alto della Croce mio Figlio vi ha affidato a me”.

La Madonna, in poche righe meravigliose, ci rivela la sua missione materna che è iniziata nel momento dell’incarnazione, quando, diventando Madre di Gesù, è diventata nostra Madre. È stata consacrata in questa missione da Gesù che ci ha affidati a Maria e Lei ha svolto questa missione in tutto il corso della storia fino ad oggi e la sta svolgendo in questo momento.

Lasciamoci abbracciare da Maria, lasciamoci stringere al suo Cuore, stiamo con Lei, camminiamo con Lei, rivolgiamoci a Lei.

Tutti sono suoi figli, non solo i cattolici, difatti dice: Purtroppo molti miei figli non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio, molti non vogliono conoscere Luie questa è la spada che le trafigge l’anima.

Infatti la Madonna dice: Oh figli miei, quanto male fanno coloro che devono vedere o comprendere per credere!, perché ormai il Vangelo arriva a tutti, ma molti invece di credere alle parole del Vangelo predicate dalla Chiesa, non accolgono e non credono, come San Tommaso vogliono mettere il dito, vogliono capire tutto prima di credere, apportano sempre nuove ragioni o per non credere o per combattere la fede e quindi in questo modo rimangono fuori dalla porta della fede attraverso la quale si può entrare solo con l’umiltà e l’affidamento.

Poi si rivolge a noi: “Perciò voi, figli miei, apostoli miei, nel silenzio del vostro cuore ascoltate la voce di mio Figlio”, viveteLo e portateLo agli altri. Gesù parla al cuore con l’ispirazione, l’illuminazione dello Spirito Santo, con la voce della coscienza, “affinché il vostro cuore sia sua dimora e non sia tenebroso e triste”, come il cuore di quelli che volendo vedere e comprendere impediscono a Gesù di entrare, ma illuminato dalla luce di mio Figlio”. Di fronte a quelli che non credono, portando pretesti per non credere e rimanendo nella tenebra e nella tristezza, noi siamo quelli che aprono il cuore e lasciano che Gesù prenda dimora, ci istruisca, ci illumini e che siamo strumenti nelle sue mani.

Poi la Madonna dice a noi: Cercate la speranza con fede, poiché la fede è la vita dell’anima”, chi crede in Gesù sa che Gesù è il Signore, è il Redentore, il nostro Salvatore che ci prepara alla Vita Eterna.

La speranza è la fede proiettata verso il futuro. “La vostra fede alimenta la speranza, non siate tristi e disperati, ma siate quelli che anche sotto la croce credono e sperano, perché la fede è la vita dell’anima”.

La non fede, l’incredulità, è la morte dell’anima, è il deserto dell’anima, è l’inverno dell’anima. La fede è la vita dell’anima, quella che la fa fiorire!

La Madonna ci invita, proprio perché la fede non sia un fiore che muore, a innaffiare questo fiore con la preghiera e ci dice: Vi invito di nuovo: pregate! Pregate per vivere la fede in umiltà, nella pace dello spirito e rischiarati dalla luce”. La fede è quel fiore che va alimentato con una preghiera fatta con umiltà, con pace, rischiarati dalla luce di Gesù.

Poi la Madonna dice: Figli miei, non cercate di capire tutto subito, Dio non ci rivela tutto subito, sia per quanto riguarda il suo piano su di noi che su tutta l’umanità. La Madonna, specialmente per ciò che riguarda la nostra vita personale, ci fa fare un passo per volta, un gradino per volta, ci fa fare un passo, dopo il quale ce ne fa fare un altro, e dice: “anch’io non ho compreso subito tutto”, anche Lei ha fatto, come diceva San Giovanni Paolo II, un “pellegrinaggio nella fede”, è avanzata nella fede, però ha amato subito Gesù suo Figlio e il Padre che glielo ha donato: “ma ho amato e creduto nelle parole divine che mio Figlio diceva, Lui che è stato la prima luce e l’inizio della Redenzione”.

La Madonna, in altri messaggi, ci ha detto che anche Lei nella casa di Nazareth era discepola di suo Figlio; mentre insegnava a suo Figlio quella conoscenza che si trasmette a ogni bambino, le cose del mondo per vivere nella storia, nella famiglia, suo Figlio invece la istruiva nelle cose di Dio ed è stato per Lei la prima luce e l’inizio della Redenzione!

Quindi la Madonna, dopo aver detto che: “molti miei figli non accolgono la fede con umiltà e vogliono capire e comprendere prima di credere”, ci dice: “voi invece accogliete la fede con umiltà, con pace e non pretendete di capire tutto subito, perché anch’io non ho compreso tutto subito, ma ho amato e creduto nelle parole divine che mio Figlio diceva”.

Credendo, la fede aumenta e aumentando la luce della fede comprendiamo meglio. Poi la Madonna si rivolge a noi dicendoci: Apostoli del mio amore, voi che pregate, vi sacrificate, amate e non giudicate”; solo Dio giudica la situazione delle anime, giudica le persone. Noi possiamo giudicare i comportamenti: se uno uccide, diciamo che non è lecito uccidere, perché quell’atto è contrario ai comandamenti di Dio, è contrario all’amore! Ma l’atteggiamento del cristiano non è tanto puntare il dito, quanto affidare quella persona alla misericordia divina; “amate e non giudicate”, il giudizio non deve riguardare le persone, che solo Dio giudica, ma possiamo giudicare i comportamenti, con amore.

Voi andate e diffondete la verità, le parole di mio Figlio, il Vangelo, facciamolo con amore nella nostra vita quotidiana.

La missione di pregare, sacrificarsi, diffondere la verità con carità, questo è il compito di tutti noi che siamo gli apostoli dell’amore di Maria.

“Voi, infatti, siete un vangelo vivente, voi siete raggi della luce di mio Figlio”. Che Dio ci conceda questa grazia di diventarlo!

Mio Figlio ed io saremo accanto a voi, vi incoraggeremo e vi metteremo alla prova”. La prova nel senso ampio della parola: “vi daremo la possibilità di dimostrare quello che sapete fare”, cioè la prova dell’apostolato.

Figli miei, chiedete sempre e soltanto la benedizione di coloro le cui mani mio Figlio ha benedetto, ossia dei vostri Pastori”.

La Madonna vuole che tutti noi siamo in comunione con i nostri pastori, attenzione a queste parole: “chiedete sempre e soltanto”. I pastori che dovete seguire sono i Sacerdoti, i Vescovi e il Santo Padre.

Questa unione con i pastori della Chiesa è uno dei motivi che ritornano continuamente nei messaggi della Madonna, specialmente a Mirjana. Il diavolo cerca di aizzare una parte della Chiesa contro i pastori della Chiesa e c’è una parte di persone che sparano a zero contro il Papa.

Anche i pastori possono avere i loro limiti, li aveva Pietro, gli Apostoli, ma Gesù ha detto: “chi ascolta voi, ascolta Me, chi disprezza voi, disprezza Me”, e state attenti ai mercenari, ai mercenari dalla penna facile, che sono contro i pastori!

Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

giovedì 6 ottobre 2016

Omelia della santa Messa serale Medjugorje, 1 ottobre 2016

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: "Sradicati e vai a piantarti nel mare", ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: "Vieni subito e mettiti a tavola"? Non gli dirà piuttosto: "Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu"? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare"».
Parola del Signore.


Fratelli e sorelle, una storia nota racconta come uno scalatore voleva salire su una vetta molto conosciuta. Ha iniziato la sua avventura dopo diversi anni di preparazione. Siccome voleva lode e gloria solo per sé ha deciso di salire da solo.
Ha iniziato a salire. Il tempo passava ed è diventato tardi. Al posto di prepararsi per la notte ha proseguito finché è diventato buio. A pochi passi dalla cima è scivolato e ha cominciato a precipitare. In quel momento di paura orrenda davanti ai suoi occhi è passato come un film: ha visto i momenti belli e brutti della sua vita. Ha potuto solamente esclamare: “Signore, aiutami!” Pensava di essere vicino alla morte ormai.
All’improvviso ha sentito uno scossone forte alla corda a cui era legato e il suo corpo è rimasto sospeso nell’aria. Era sospeso nel vuoto tenuto solo dalla corda.
Ha sentito una Voce profonda venire dall’alto: “Che cosa vuoi che Io faccia?” “Salvami, o Dio!” “Veramente credi che Io possa salvarti?” “Certo che lo credo”. “Allora taglia la corda a cui sei legato”.
All’improvviso è calato il silenzio. L’uomo non ha tagliato la corda, perchè ha avuto paura.
La guardia racconta che lo hanno trovato il giorno dopo morto e congelato. Il suo corpo era appeso alla corda. Era a soltanto tre metri dalla terra.
Fratelli e sorelle, spesso siamo come questo alpinista. Invochiamo il Signore che ci aiuti, che ci liberi, ma quando dobbiamo fare qualche passo o qualche sforzo ci fermiamo perchè non abbiamo fiducia nella Sua potenza.
Questo alpinista non aveva fiducia nella Parola di Dio. Non ha avuto il coraggio di tagliare la corda e questo senz’altro lo avrebbe salvato. Si appoggiava sulla propria ragione piuttosto che a Dio. Perciò ha fatto una brutta fine.
Credo che tutti noi ricordiamo nella nostra vita momenti in cui avevamo una fede forte e eravamo fieri di ciò. Ricordiamo anche momenti in cui eravamo gente di poca fede: non credevamo a Dio, ma a noi stessi.
Colui che crede è fedele e sta su una roccia solida che non può essere distrutta nè dal vento nè dalla pioggia nè dai fulmini, perchè costruita su Dio.
Senz’altro ci ricordiamo dei momenti in cui abbiamo testimoniato la nostra fede, ma ricordiamo anche altri momenti in cui siamo fuggiti da Gesù. Abbiamo avuto vergogna e ci vergognamo tutt’oggi di essere stati così.
Nella storia della Chiesa ci sono tanti santi che avevano una fede forte come san Francesco d’Assisi, santa Chiara, san Domenico, santa Teresa di Gesù Bambino di cui la festa è oggi. E tanti altri santi conosciuti e sconosciuti.
Noi, come loro, abbiamo ricevuto la fede dai nostri genitori. Ma la fede deve crescere con gli anni, perciò, da adulti, ci si aspetta un passaggio radicale da parte nostra.
Molti di noi vanno in chiesa, ma con le scarpe della Prima Comunione. Siamo cresciuti, ma le scarpe sono quelle. Molti pensano di credere abbastanza e di avere la pienezza della fede.
Facciamo questa sera la verifica interiore per vedere se siamo in questo gruppo di persone.
Nelle comunità parrocchiali spesso quelli che si ritengono i più buoni sono il freno per le novità, per i movimenti spirituali nuovi. Dicono: “Finora era così. Lasciamo stare così”.
Ma dove arriva lo Spirito Santo, la Sua forza, la Sua potenza devono esserci cambiamenti. Non cambiamenti degli altri, ma di noi stessi.
Il cambiamento avverrà se riconosceremo davanti a Dio come siamo. Non dobbiamo disprezzare la nostra spiritualità, ma non dobbiamo nemmeno credere di essere già santi.
Nel Vangelo abbiamo sentito la frase “Signore, accresci in noi la fede”. Gli apostoli hanno riconosciuto di essere piccoli e deboli. Nell’umiltà pregano Gesù di accrescere la loro fede.
Credo che nella nostra vita spirituale o umana siamo tutti caduti in qualche crisi: crisi matrimoniale, esistenziale, di fede…
Tutte le crisi che abbiamo avuto hanno avuto un unico ruolo: di crescere ancora di più.
Le crisi non sono invito ad una fuga. Se c’è una crisi matrimoniale vuol dire che il marito e la moglie non collaborano come facevano all’inizio. Questo non è un invito alla separazione, ma è un invito a prendere il Rosario tra le mani e cominciare a pregare insieme. E’ il momento che il marito dica alla moglie: “Non ti lascerò, perchè sull’altare ho giurato davanti a Dio di vivere tutta la vita con te. Voglio continuare”. La moglie deve dire: “Ti ho scelto e assieme a te voglio far crescere i nostri figli e voglio rimanerti fedele fino alla morte”.
Se qualcuno è entrato nella crisi spirituale non ha ricevuto il segno di fuggire da Dio, dalla Chiesa e di smettere di pregare. E’ il contrario. La crisi è l’invito a mettersi in ginocchio e a tornare al primo Amore, cioè a Dio.
Facciamo un paragone con la vita di tutti i giorni.
Quando guidiamo la macchina se vediamo che la spia della benzina si accende nessuno di noi si fermerà e abbandonerà la macchina, ma guideremo avanti fino a giungere al benzinaio. Rifatta benzina potremo continuare a guidare la macchina.
Gesù, come risposta ai discepoli che Lo invitano ad accrescere la loro fede, dice: “Se aveste fede quanto un granello di senape potreste dire a questo gelso: ‘Sradicati e vai a piantarti nel mare’. Vi obbedirebbe” Sappiamo che le radici sono profonde.
Non parla ai discepoli della quantità, ma della qualità della fede. Se mettiamo la nostra fede, piccola come un granello di senape, nelle Mani di Dio potremo fare tutto.
L’uomo quando ha la fede può cadere spiritualmente quando comincia ad essere orgoglioso. Questo succede quando facciamo paragone con gli altri o se diventiamo gelosi che Dio ha dato ad altri i doni che noi non abbiamo. Perciò una delle leggi principali nella vita spirituale è quella che è vietato fare paragoni con gli altri.
Se vogliamo fare paragoni con qualcuno dobbiamo farlo con Gesù Cristo, così vediamo dove siamo noi.
Nel mondo in cui viviamo tutto gira attorno a lodi, ringraziamenti. Tutti vogliono essere esaltati, essere ai primi posti, essere visti, essere nei mass media. Se questo non succede si casca nella depressione, si prendono pastiglie, ci si comporta male.
Ma Gesù ci mostra un’altra via.
Nella seconda parte del Vangelo c’è la parabola in cui il padrone parla ad un servo e dice: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi”.
Gesù ha detto in un altro luogo: “Io non sono venuto per essere servito, ma per servire. Anche voi fate lo stesso”.
Lui invita i Suoi discepoli ad un’altra via. La via dell’umiltà. Chi ha questa virtù ha anche tutte le altre: l’amore, la fede, la speranza, lo spirito di preghiera.
Tutti i santi nella storia della Chiesa cattolica hanno avuto questa virtù.
Carlo Carretto, nelle sue lettere dal deserto, scrive: “Per tanti anni ho pensato di essere qualcuno nella Chiesa. Immaginavo la Chiesa come un tempio che si reggeva su tanti pilastri: piccoli e grandi. Ogni pilastro era sulle spalle di un cristiano. E io pensavo che le mie spalle reggevano anche un pilastro, anche se piccolo. Abbiamo ripetuto sempre che Dio e la Chiesa hanno bisogno degli uomini e noi ci abbiamo creduto. Abbiamo creduto che l’intero edificio è sulle nostre spalle. Ora sono qui in ginocchio. Sono qui sulla sabbia della grotta. Sulle mie spalle ho sentito il peso di quel pilastro. Forse proprio adesso era il momento di fare una verifica. In verità mi sono tirato indietro, come se volessi liberarmi da un peso. Cosa è successo? Tutto è rimasto immutato. Nulla nella grotta si è rotto. Dopo 25 anni ho capito che sulle mie spalle non c’è proprio niente e che il pilastro era Non reale. Era creato dalla mia fantasia e dalla mia superbia. Ho camminato, ho corso, ho lavorato credendo di sostenere qualcosa, ma in realtà non sostenevo nulla. Il peso del mondo intero era sulle spalle di Cristo Crocifisso ed io ero un nulla”.
Fratelli e sorelle, anche questo esempio di umiltà e di conoscenza di Carlo Carretto ci può esortare a chiedere in questa santa Messa questa sera di donarci una tale umiltà, perchè l’uomo umile, l’uomo che si appoggia a Gesù Cristo, nonostante tutte le difficoltà comincerà ad operare e ad esortare gli altri ad operare.
Il testimone autentico non è mai passivo. Non sta mai fermo. in lui c’è una santa inquietudine che lo spinge ad operare e a cambiare se stesso. Lo spinge ad aiutare gli altri e a vivere questa vita in pienezza.
Gesù parla di un servizio umile. La nostra società ci insegna altri valori: devi essere primo, non servire, usa gli altri, calpesta gli altri. Nei giornali, su internet, su Facebook o anche sul posto di lavoro quando qualcuno dice di essere fedele iniziano subito gli attacchi e dicono: “Questo fa parte della vita privata. Non vogliamo che si parli di Dio”.
Sempre negli stessi mass media abbiamo i maghi che parlano degli oroscopi e seguono satana. Loro sì che possono andare sui mass media. Per loro non vale la regola che si tratta di una questione privata. Loro possono operare e noi no. Perchè è così? Perchè il maligno e tutti coloro che lavorano con lui hanno paura di Gesù. Gesù non è stato condannato solo 2000 anni fa, ma viene condannato tutte le volte che si parla contro di Lui, contro la Chiesa, il Papa, i vescovi, i cardinali, i sacerdoti.
Sicuramente noi membri della Chiesa non siamo santi. In noi è santo solamente lo Spirito Santo e ciò che facciamo lo facciamo solamente perchè Lui lo fa in noi. Noi facciamo qualche opera di male grande o piccola. Ma questa non è la Chiesa. E’ il male a cui noi abbiamo ceduto.
Sfruttate questo vostro pellegrinaggio per un cambiamento.
Siamo ad ottobre. Questo è il mese della Madonna.
E’ importante sopratutto per due date: il 7 celebriamo la Madonna del Rosario e il 13 è l’anniversario dell’ultima apparizione a Fatima.
La Madonna e la Chiesa ci esortano continuamente a pregare il Rosario.
La Madonna, dandoci il Rosario, ci ha messo tra le mani l’arma più potente con la quale possiamo vincere. Sono benedette tutte quelle famiglie che pregano il Rosario.
Questa sera ti domando: dove è il tuo Rosario? E’ nella tua tasca? E’ nella tua mano? E’ sullo specchietto della macchina? E’ nella tua camera da letto? Quando lo hai preso l’ultima volta e quando lo hai pregato l’ultima volta? Non importa, ma prendilo di nuovo e inizia a pregare. Non da solo, ma con la tua famiglia.
Molti hanno smesso di incontrare Gesù. Hanno abbandonato il Rosario. Se una persona abbandona il Rosario è il segno che la fede in lui si sta spegnendo.
Papa Giovanni Paolo II diceva: “Il Rosario è la mia preghiera preferita”.
Il Rosario ci mette in unione con Gesù per mezzo del Cuore di Sua Madre Maria.
Fratelli e sorelle, la fede è la vita e la possono trasmettere soltanto le persone vive.
Questa sera, radunati attorno all’altare di Cristo, diciamo: “Vogliamo essere le Tue membra vive. Vogliamo trasmettere la Tua Parola ed essere i Tuoi figli amati. Membra che porteranno la pace in questo mondo inquieto”.
Amen.

Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

Omelia della Santa Messa serale a Medjugorje, 30 settembre 2016

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse:
«Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, cari pellegrini, oggi è la memoria di san Girolamo.
E’ nato nel 340 a Stridone in Dalmazia. Proviene da una famiglia patrizia e cristiana. Giovane di natura irrequieta giunse a Roma per approfondire gli studi. I genitori ricchi lo hanno mandato a studiare a Roma dove ha studiato filosofia con maestri eccellenti. Essendo molto intelligente imparava molto velocemente. Sopratutto conosceva bene il latino e il greco.
Vivendo in una città in cui la società era malvagia anche Girolamo è caduto. Ha vissuto la sua giovinezza nel peccato. Secondo le usanze dell’epoca non era ancora battezzato. Un gran desiderio interiore lo attirava alle tombe dei santi Pietro e Paolo e alle tombe dei martiri nelle catacombe per riflettere sulla fede e vita cristiana.
Dopo l’influsso negativo dei maestri pagani e della vita malvagia è arrivata la malattia che lo ha richiamato sulla via giusta. A 18 anni è stato battezzato e ha cominciato a vivere una vita piena di virtù.
Per un ragazzo vivace, intelligente e ricco era difficile vivere le virtù. Per questa ragione san Girolamo fugge dalle occasioni peccaminose e va in Francia. Lì perfeziona i suoi studi. Ha incontrato dei religiosi. Gli è talmente piaciuto il loro stile di vita che ha deciso di diventare religioso anche lui.
In questa decisione ha perseverato fino alla fine della sua vita.
Ritorna in Italia, poi va in Grecia, a Costantinopoli e ad Antiochia. Lì ha approfondito gli studi biblici e perfezionato la lingua ebraica. Dopodiché va nel deserto, dove tanti monaci vivevano da soli.
Qui ha imparato ciò che non potevano dargli le scuole filosofiche. Ha imparato la rinuncia, ad amare Dio, la perfezione cristiana. Ha imparato la vita spirituale da altri padri monaci.
Ha vissuto da solo nel deserto. Ha fatto penitenza e ha subito tante prove.
E’ rimasto nel deserto per 5 anni e ha studiato la Sacra Scrittura imparando l’ebraico. La sua preoccupazione più grande era la conversione spirituale.
Cercava di espiare i propri peccati. Tutti i giorni piangeva per i suoi peccati. Nonostante tutta la penitenza e la preghiera spesso sentiva le voci del mondo che aveva lasciato. Nemmeno nel deserto i peccati di prima lo lasciavano in pace. Davanti ai suoi occhi aveva le immagini terribili degli eventi precedenti. Vedeva davanti a sé le immagini di orge.
Girolamo soffriva davanti a queste prove. Prendeva una pietra, si batteva il petto e diceva: “Vattene satana. Abbi pietà di me, Signore. Abbi pietà di me!”
Quando non poteva trovare aiuto si buttava in ginocchio davanti a Gesù e con le proprie lacrime bagnava i Suoi piedi.
Dalla sua cella andava nella valle a pregare e a fare penitenza corporale finché le prove non cessavano.
Passati gli anni di sofferenze spirituali e di inquietudini Girolamo è stato ordinato sacerdote.
Quando è arrivato il momento di consacrare al Signore la sua vita ha preso in mano la matita per scrivere l’autenticità della fede cristiana.
Il papa Damasco lo apprezzava tantissimo e lo ha voluto come proprio segretario.
Quando il papa è morto Girolamo ha abbandonato Roma e con gli amici è andato in Terra Santa, dove ha visitato tutti i luoghi santi per poter comprendere meglio la Sacra Scrittura. Girolamo è rimasto in Terra Santa fino alla sua morte.
Si è ritirato in una grotta vicino a quella della nascita di Gesù. Questa è stata la sua ultima dimora. Per trent’anni ha vissuto nella preghiera e nel lavoro silenzioso sulla traduzione della Sacra Scrittura in latino. Egli ha lavorato 15 anni su quest’opera. Come conoscitore della Bibbia ha fatto un grande favore alla Chiesa. Ha contribuito tanto alla spiegazione della Sacra Scrittura.
Girolamo era l’uomo più colto della sua epoca.
Gli chiedevano consigli papi, vescovi, sacerdoti e fedeli.
Egli ha dovuto soffrire tanto anche da parte di coloro ai quali ha fatto tanto bene. I suoi nemici lo hanno perseguitato con calunnie, ma lui ha lottato come un leone per la gloria di Dio.
L’amore di Girolamo verso la Sacra Scrittura e verso la Chiesa meritano un gran rispetto.
Nella vecchiaia la sua salute non è stata buona. Era debole di vista e sofferente.
E’ morto nel Signore nel 419 quando aveva 80 anni.
La Chiesa lo ricorda come uno dei 4 più grandi padri occidentali.
Cari fratelli e sorelle, cari pellegrini, abbiamo analizzato un pò la persona di san Girolamo, il quale si è dedicato alla Sacra Scrittura, cioè alla Parola di Dio.
Il messaggio è questo: per noi cristiani è importante anche oggi, dopo tanti secoli, vivere di questa Parola di Dio. E’ il nutrimento per la nostra vita spirituale e il farmaco per la nostra anima.
Mettiamo nel cuore queste Parole di Gesù riportate nel Vangelo di Luca: “Guai a te Corazin, guai a te Betsaida, perchè non hai risposto alla Voce di Dio”.
Questa parola “guai”, parola pesante, è forse anche per noi, ma non riguarda san Girolamo, perchè lui ha risposto alla Voce di Dio e ha vissuto una vita di conversione.
Anche a noi viene rivolto l’invito di vivere la via della conversione, la via nella quale potremo ascoltare la Voce del Signore per rispondere alla Sua chiamata. Se faremo così saremo autentici fedeli.
Così potremo portare il Signore a tutti gli altri.
Amen.


Fonte: IdM (registrazione audio di Flavio Deagostini – trascrizione A cura di Andrea Bianco )

Messaggio del 2 ottobre 2016 a Mirjana

“Cari figli, lo Spirito Santo, per mezzo del Padre Celeste, mi ha reso Madre: Madre di Gesù e, per ciò stesso, anche vostra Madre. Perciò vengo per ascoltarvi, per spalancare a voi le mie braccia materne, per darvi il mio Cuore e invitarvi a restare con me, poiché dall’alto della croce mio Figlio vi ha affidato a me. Purtroppo molti miei figli non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio, molti non vogliono conoscere lui. Oh figli miei, quanto male fanno coloro che devono vedere o comprendere per credere! Perciò voi, figli miei, apostoli miei, nel silenzio del vostro cuore ascoltate la voce di mio Figlio, affinché il vostro cuore sia sua dimora e non sia tenebroso e triste, ma illuminato dalla luce di mio Figlio. Cercate la speranza con fede, poiché la fede è la vita dell’anima. Vi invito di nuovo: pregate! Pregate per vivere la fede in umiltà, nella pace dello spirito e rischiarati dalla luce. Figli miei, non cercate di capire tutto subito, perché anch’io non ho compreso subito tutto, ma ho amato e creduto nelle parole divine che mio Figlio diceva, lui che è stato la prima luce e l’inizio della Redenzione. Apostoli del mio amore, voi che pregate, vi sacrificate, amate e non giudicate: voi andate e diffondete la verità, le parole di mio Figlio, il Vangelo. Voi, infatti, siete un vangelo vivente, voi siete raggi della luce di mio Figlio. Mio Figlio ed io saremo accanto a voi, vi incoraggeremo e vi metteremo alla prova. Figli miei, chiedete sempre e soltanto la benedizione di coloro le cui mani mio Figlio ha benedetto, ossia dei vostri Pastori. Vi ringrazio!”


Commento di P. Livio al messaggio del 2 Ottobre 2016 dato a Mirjana a Medjugorje



Međugorje, Domenica 2 ottobre 2016, preghiera di guarigione guidata da fra Vjeko Milcevic.

Međugorje, Domenica 2 ottobre 2016,
preghiera di guarigione
guidata da fra Vjeko Milcevic.

Benedizione oggetti sacri.
Dio ci ha scelto per la santità Lui sia con tutti voi
Fratelli e sorelle ascoltiamo il Vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 9-12)
«Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati».
Preghiamo.
Benedetto sei Tu o Padre origine e fonte di ogni benedizione che Ti compiaci della crescita spirituale dei tuoi figli: mostraci la Tua benevolenza e fa che […] ci impegniamo a conformarci all’immagine del figlio Tuo Gesù Cristo, perché tutto cooperi al nostro bene. Amen.
(Benedizione)
Canto: Alleluja…
Signore Gesù, [Traduzione assente dal minuto 3:29 al minuto 5:36]
Abbi pietà di noi.
Canto: Hvala Christe… Tisi mirnaš… Alleluja
Signore, accetta la nostra preghiera. Pregando davanti a Te, Ti diciamo: «Insegnaci a pregare!»
La Tua preghiera, Signore, era unione con il Padre, dichiarazione d’amore.
Molto spesso la nostra preghiera è l’elenco dei nostri bisogni, dei nostri desideri, senza il desiderio sincero di poter contemplare il Tuo volto.
In Te comprendiamo chi siamo e di che cosa abbiamo bisogno.
Fa’ che la nostra preghiera diventi quel semplice stare con Te, aperti al Tuo amore e alla Tua grazia.
Ecco, Signore: la porta del nostro cuore e della nostra vita è aperta!
Il Tuo amore possa visitarci, insegnarci a credere ed a pregare. Abbi pietà di noi!
Canto: Tu sei pace…, Grazie Gesù…, Alleluja…
Signore, Tu sei la nostra pace: inquieto è il nostro cuore finché non riposa in Te.
Ti preghiamo per la pace: per la pace nelle nostre vite, per la pace in ogni cuore ferito dalle guerre.
Ti preghiamo per la pace in questo mondo pieno di scontri, di terrorismo, per cui il sangue innocente viene versato.
Ti preghiamo per la pace nel cuore di ogni persona che soffre ingiustizia.
Tu sei stato preannunciato come “Principe della pace”.
Tu, Signore, hai detto ai tuoi discepoli e dici anche a noi, perché noi siamo tuoi discepoli e Tua Chiesa: «Vi do la mia pace, vi lascio la mia pace. Io non la dò come la dà il mondo».
Noi vediamo, Signore, che è così senza di Te: senza la Tua presenza non c’è la vera pace nel cuore umano.
Visitaci, Signore, con la Tua grazia. Benedici tutti noi! Donaci la Tua pace e abbi pietà di noi!
Canto: Thank you Jesus… You are our Peace … Alleluja
Signore, chiediamo il Tuo amore e la Tua benedizione per tutti i fratelli e sorelle che portano la croce della malattia.
Ti preghiamo per tutti coloro che soffrono nell’anima e nel corpo.
Ti preghiamo per tutti coloro che credono di avere una croce troppo pesante, per tutti coloro che soffrono a causa della malattia dei loro cari.
Signore Gesù, Tu sei l’amore crocifisso!
Ti preghiamo soprattutto per i genitori dei bambini ammalati.
Com’è grande il mistero del Tuo amore! … perché Tu sei l’amore che ha attraversato la morte per donare a noi la vita, la vita in pienezza.
Spesso, Signore, non comprendiamo: né la Tua né la nostra croce ma sappiamo e crediamo che il Tuo amore guarisce ogni ferita, ferita delle nostre cadute, dei nostri peccati e dà la risposta al senso della nostra sofferenza.
Fa che ci appoggiamo al Tuo amore, alla Tua spalla, alla Tua croce, per poter trovare la forza per la nostra vita.
Maria, Tu che sei stata donata a noi sotto la croce, donata come Madre, accompagna tutti i sofferenti e moribondi.
Signore, Ti preghiamo per i nostri fratelli e sorelle ammalati: se è la Tua santissima volontà e se è per il bene dei tuoi fedeli, dona loro la guarigione che Ti chiedono pregandoTi e guardando Te, nostro Signore.
Anche noi acclamiamo dicendo: «Gesù figlio di Davide, Gesù figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi!»
Kyrie eleison… Christe eleison…
La Tua benedizione, Signore, di pace, di riconciliazione e di guarigione scenda su tutti noi, su tutti coloro che sono nella nostra preghiera, sulla Chiesa e sul mondo intero. Lo chiediamo a Te che vivi nei secoli dei secoli: Padre + e Figlio e Spirito Santo. Amen.

Fonte:
https://www.youtube.com/watch?v=-yVfGwb6S7Y <https://www.youtube.com/watch?v=-yVfGwb6S7Y>
Inviato da: Patrizia Mascarucci  fonte IdM

Messaggio straordinario dato a Ivan a Vienna il 27 settebre 2016

Martedì 27 settembre 2016  a VIENNA, nella cattedrale,dalle  ore 16 alle ore 21, si è svolto un incontro di preghiera promosso dal Cardinale Christoph Schönborn per la pace, è già l'ottavo anno. Gli ospiti per questo incontro : Ivan Dragičević e Jelena Vasil, Juan Manuel Kotelo regista, Milona von Habsburg per Mary's meals, Comunità Cenacolo Melinda Dumitrescu e tanti altri.

Messaggio dato a Ivan:

“Cari figli, anche oggi vi invito a pregare in questo tempo per tutti coloro che soffrono, che vivono le loro Vie Crucis. Pregate per loro, affinché accettino la croce come volontà di Dio ed affinché Dio si glorifichi attraverso di loro”.


Fonte: medjugorjetuttiigiorni.blogspot.it  da IdM

Messaggio straordinario a Ivan del 20 settembre 2016

"Cari Figli, sono felice perché posso constatare e vedere quanti miei figli si sono radunati e pregano insieme con il Santo Padre per la Pace. Anche Voi siete presenti in questa preghiera e anche Voi state pregando per questa Pace, necessaria a questo mondo inquieto. Perciò perseverate ancora e pregate per la Pace. La Pace nei Vostri cuori. Grazie cari figli perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata".

Fonte: News letter di Radio Maria

Video Adorazione Eucaristica del 1.10 2016 a Medjugorje

 

 

 

Adorazione Eucaristica del 1 Ottobre 2016 presieduta da Fra Perica Ostojić

Canto: Dođi, dođi nam Gospode... o dođi Gospode!
kumbaya my Lord, kumbaya... o Lord, kumbaya!

Vieni a noi, Signor, vieni a noi... Signore, vieni a noi!
   Komm zu uns, o Herr, komm zu uns...o Herr, komm zu uns!

   kumbaya my Lord, kumbaya... o Lord, kumbaya!


Signore, Padre di misericordia, nel Tuo Figlio Tu ci hai rivelato il Tuo Amore, l’Amore che è presente qui, ora, in questo Sacramento.

Voglio affidarTi tutto: tutte le mie gioie ma anche tutti i miei dolori.

Canto:  Isuse vjerujem… vjerujem u Te

             Jesus I believe... I believe in you

             Gesù io credo in Te... Gesù io credo in Te....


Signore Gesù, Tu sei presente qui! Per questo Ti prego: toccami con la Tua Grazia affinchè ogni mio gesto, ogni mio movimento, ogni mia parola, siano riflesso della Tua Presenza.

Canto:  …Guariscimi o mio Signor... Con il Tuo Sangue guariscimi, guariscimi, o mio Signor...


Signore, grazie per la Tua Presenza!

Grazie perchè Tu ci aspetti, sempre!

Signore, guarda i nostri peccati, guariscici dai  nostri dolori, dalle nostre debolezze e sii più forte di tutto il male!

Canto: Veni, Sancte Spiritus...

Tantum ergo...Orazione.

Canto: Gesù, Gesù, Gesù...

Kyrie, eleison... Benedizione eucaristica. Dio sia benedetto...

Canto finale: Gospa, Maika moia, Kralica mira...  

                       Zdravo, Kralice mira! Zdravo, Maiko ljubavi!...

                       Zdravo... Marijo...

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=6X_J6MK-HUM

mercoledì 5 ottobre 2016

Angolo teologico – Riflessione sui Messaggi di Medjugorje di Don Renzo Lavatori (22) – Messaggi a Marija del 25 settembre 2016 e a Mirjana del 2 ottobre 2016

 

Messaggio a Marija del 25 settembre 2016

"Cari figli, oggi vi invito alla preghiera. La preghiera sia per voi vita. Soltanto così il vostro cuore si riempirà di pace e di gioia. Dio vi sarà vicino e voi Lo sentirete nel vostro cuore come un amico. Parlerete con Lui come con qualcuno che conoscete e, figlioli, sentirete il bisogno di testimoniare, perché Gesù sarà nel vostro cuore e voi sarete uniti in Lui. Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Messaggio a Mirjana del 2 ottobre 2016

“Cari figli, lo Spirito Santo, per mezzo del Padre Celeste, mi ha reso Madre: Madre di Gesù e, per ciò stesso, anche vostra Madre. Perciò vengo per ascoltarvi, per spalancare a voi le mie braccia materne, per darvi il mio Cuore e invitarvi a restare con me, poiché dall’alto della croce mio Figlio vi ha affidato a me. Purtroppo molti miei figli non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio, molti non vogliono conoscere lui. Oh figli miei, quanto male fanno coloro che devono vedere o comprendere per credere! Perciò voi, figli miei, apostoli miei, nel silenzio del vostro cuore ascoltate la voce di mio Figlio, affinché il vostro cuore sia sua dimora e non sia tenebroso e triste, ma illuminato dalla luce di mio Figlio. Cercate la speranza con fede, poiché la fede è la vita dell’anima. Vi invito di nuovo: pregate! Pregate per vivere la fede in umiltà, nella pace dello spirito e rischiarati dalla luce. Figli miei, non cercate di capire tutto subito, perché anch’io non ho compreso subito tutto, ma ho amato e creduto nelle parole divine che mio Figlio diceva, lui che è stato la prima luce e l’inizio della Redenzione. Apostoli del mio amore, voi che pregate, vi sacrificate, amate e non giudicate: voi andate e diffondete la verità, le parole di mio Figlio, il Vangelo. Voi, infatti, siete un vangelo vivente, voi siete raggi della luce di mio Figlio. Mio Figlio ed io saremo accanto a voi, vi incoraggeremo e vi metteremo alla prova. Figli miei, chiedete sempre e soltanto la benedizione di coloro le cui mani mio Figlio ha benedetto, ossia dei vostri Pastori. Vi ringrazio!”.

 

Commento teologico

I
due messaggi (A = 25 settembre 2016 e B = 2 ottobre 2016) presentano un sorprendente collegamento che consente una lettura parallela, mettendo insieme le frasi di uno con l’altro, secondo una visione sinottica che abbraccia alcuni orientamenti spirituali perfettamente in sintonia.
Li analizziamo uno ad uno.

1. Anzitutto scaturisce nuovamente un invito pressante alla preghiera: “oggi vi invito alla preghiera” (A) e “vi invito di nuovo: pregate” (B). L’insistenza sulla preghiera, con cui la Vergine Maria intesse ogni suo messaggio, fa pensare che la preghiera costituisce un elemento vitale per la vita cristiana, di cui non si può fare a meno. Di fatto se diminuisce la preghiera, immediatamente si indebolisce la fede e con ciò si ripiomba inevitabilmente nella dimensione terrena e materialistica, che si avvinghia all’essere umano fino a renderlo schiavo delle ansie e preoccupazioni che si accavallano su di lui e lo opprimono fino alla depressione e al pessimismo. In tal modo il cristiano perde lo slancio del suo animo verso Dio e verso i valori dello spirito, si disorienta e non ha più il controllo dei propri sentimenti e della obiettività delle cose e dei fatti. Si chiude in sé stesso e va dietro ai tanti pensieri più o meno che lo attanagliano e ci si immerge come se fossero la sostanza della vita, mentre sono appannaggio di illusioni e delusioni. Da qui nascono altri effetti collaterali deleteri come il nervosismo, l’aggressività, l’angoscia, la tristezza, un malessere generale che disturba l’armonia e la serenità, riversandosi poi sugli altri in maniera conflittuale e nevrotica, possessiva o dispregiativa. La Vergine ci dice la necessità di saper ritrovare ogni volta l’aggancio con Dio attraverso la preghiera semplice e umile, costante e fiduciosa. Per mezzo di essa la creatura umana si eleva nuovamente verso una visione più sana ed equilibrata degli avvenimenti e delle realtà terrene, sapendo dare ad ognuna di esse il peso che meritano senza cadere in atteggiamenti che vanno fuori dei binari e del retto agire, causando solo disordine e stordimento. L’invito della Madonna dunque va accolto con tutta l’apertura del nostro animo per fare della preghiera il centro e il basamento, la sorgente da cui poter attingere forza e distensione per una vita più fiduciosamente cristiana ed umana.

2. Ma come deve essere capita e valutata la preghiera? Quale il suo autentico valore? La Vergine lo dice espressamente: “la preghiera sia per voi vita. Soltanto così il vostro cuore si riempirà di pace e di gioia” (A) e similmente: “pregate per vivere la fede in umiltà, nella pace dello spirito e rischiarati dalla luce” (B). Si vede il legame strettissimo tra la preghiera e la fede, in quanto ambedue formano “la vita dell’anima” (B). In effetti la preghiera alimenta, rafforza, purifica, vivifica la fede, mentre la fede mostra l’efficacia della preghiera per mezzo dei suoi effetti benefici, in modo che acquisti in noi una sempre maggiore attrattiva e impulso. In altre parole si può dire che la preghiera, aprendo il cuore all’amore di Dio e alla sua potenza, consente di stabilire un filiale rapporto con il Padre celeste, a cui ci si abbandona come bimbi da Lui abbracciati, sorretti, guidati, causando così un autentico atteggiamento di fede. D’altra parte la fede, quale affidamento totale in Dio, permette al cristiano di stare costantemente attaccato al Padre in uno stato di perenne invocazione del suo aiuto e di espressioni di lode e ringraziamento per i suoi doni come il perdono, la provvidenza e soprattutto l’amore. Si stabilisce una relazione interpersonale tra l’orante e il Padre che li lega come due amici o due persone che si vogliono veramente bene in un abbraccio intenso di colloquio e di fiducia reciproca. La stessa cosa avviene con il Figlio Gesù e lo Spirito Santo in uno stretto coordinamento che unisce la creatura umana alle tre Divine Persone. Questa intimità tra cielo e terra, tra il divino e l’umano, costituisce il senso più profondo della preghiera e della fede, secondo quanto la stessa Vergine esprime: “Dio vi sarà vicino e voi Lo sentirete nel vostro cuore come un amico” (A) e ancora: “nel silenzio del vostro cuore ascoltate la voce di mio Figlio” (B) per entrare in dialogo con Lui e sentire la dolcezza della sua compagnia. Quale meravigliosa esperienza è quella di una preghiera così intima e viva, da cui proviene una fede solida e soave. Ambedue, preghiera e fede, si coalizzano per formare una ferrea struttura del cristiano, il quale, se resta fedele alla preghiera, si matura nella fede e la fede si alimenta di luce e pace per una preghiera viva e gioiosa. Ricordiamoci che preghiera e fede camminano insieme e non si possono separare. Non illudiamoci di avere fede senza il sostegno della preghiera né pensiamo di poter pregare senza lo slancio della fede.

3. Un altro aspetto interessante è dato dall’incitamento alla testimonianza della propria fede e dell’amore sincero verso i fratelli e le sorelle che incontriamo ogni giorno sul nostro cammino: “figlioli, sentirete il bisogno di testimoniare” (A) e con simili parole: “apostoli del mio amore, voi che pregate, vi sacrificate, amate e non giudicate: voi andate a diffondere la verità, le parole di mio Figlio, il Vangelo” (B). Non si può tenere solo per sé stessi il tesoro prezioso dell’amore di Gesù e delle sue parole luminose, ma occorre espanderlo al di fuori della propria soggettività sia nell’ambito familiare sia in quello sociale e lavorativo o ricreativo. Ovunque ci troviamo, dobbiamo portare la luce, la gioia, il conforto del Vangelo. Altrimenti perdiamo il merito di fare fruttificare i talenti ovvero i doni o le grazie che Dio ci ha elargito nella sua generosità. Questo è un elemento da sottolineare, perché constatiamo una certa chiusura interiore o uno scorretto pudore che ci impedisce da mostrare umilmente agli altri la nostra fede e il nostro modo di essere cristiani. Solo quando si va in chiesa o in una assemblea di gruppo, allora ci si fa vedere credenti e praticanti. Invece la fede sincera e la sua testimonianza prendono tutta la vita sia in chiesa sia in casa sia al lavoro o per la strada o anche al bar e al ristorante o nei locali della sofferenza come nell’ospedale o nelle case per gli anziani. Per questa ragione la Vergine usa una frase molto incisiva: “voi, infatti, siete un vangelo vivente, voi siete i raggi della luce di mio Figlio” (B). Parole stupende e suggestive ma quanto mai impegnative! Noi ne siamo ben lontani. Esse comportano che non dobbiamo dividere la fede secondo scompartimenti chiusi o secondo momenti e situazioni varie. Siamo cristiani tutto d’un pezzo, sempre e dovunque. Soprattutto nel tempo tenebroso e disordinato in cui viviamo, quando l’incredulità, l’ateismo e il materialismo predominano e sconvolgono l’ordine dell’umana e cristiana esistenza. Qui dobbiamo testimoniare con coraggio e carità la nostra fede e annunciare la verità di Gesù, il suo Vangelo salutare. Questo vuole la Madonna da noi e non possiamo esimerci dall’obbedire ed eseguire i suoi materni consigli.

4. Certamente non è facile vivere una fede così intensa e totalizzante in questo mondo perverso. Per confortarci e darci un valido sostegno, Maria aggiunge alcune frasi che ci offrono un forte incoraggiamento: “io sono con voi e vi amo tutti con il mio Cuore materno” (A) e similmente: “mio Figlio e io saremo accanto a voi, vi incoraggeremo e vi metteremo alla prova” (B). Queste tenerissime espressioni ci commuovono e accrescono la nostra devozione filiale a Maria SS.ma. Si dice anche che vi sono delle “prove”, perché la vita non è facile e i momenti di sofferenza e di tentazione sono frequenti. Tuttavia non dobbiamo sentirci soli e sventurati, anzi proprio in quelle situazioni di pesantezza e di amarezza la vicinanza della Vergine si fa più attenta e premurosa, come dice affettuosamente: “vengo per ascoltarvi, per spalancare a voi le mie braccia materne, per darvi il mio Cuore e invitarvi a restare con me, poiché dall’alto della croce mio Figlio vi ha affidati a me” (B). Si percepisce il sentimento tenerissimo della Madre, che allarga le braccia per accoglierci come suoi figli diletti e benedetti e addirittura ci dona il suo Cuore affinché ne possiamo sentire i battiti più intimi e dolci per farci capire fino in fondo il suo amore sconfinato. Se ben riflettiamo su queste parole, non si può fare a meno di provare dentro di noi un senso di serenità, di sicurezza e di dolcezza. Per un figlio l’abbraccio materno costituisce un’esperienza di un sapore unico che rivela una grande realtà: sentirsi amati in maniera totale e incondizionata. Da ciò deriva una vita intessuta d’amore che sa affrontare la durezza dell’esistenza con la consapevolezza che quell’abbraccio non finisce mai e sempre ci sorregge e ci consola come bimbi bisognosi di aiuto e di affetto. Tanto più questo vale nei confronti di Maria, la Madre di Cristo e Madre nostra. Ella ci tiene a sottolinearlo: “lo Spirito santo per volontà del Padre Celeste mi ha reso Madre di Gesù e, perciò stesso, vostra Madre” (B). Si tratta della maternità divina con cui Lei ha accolto nel suo grembo verginale il Figlio eterno di Dio, donando a Lui la perfetta natura umana. Pertanto il Verbo di Dio, fatto carne, condivide la nostra situazione e noi siamo legati a Lui quali membri della medesima famiglia umana. Ne segue che Maria è pronta a diventare anche madre degli uomini. Tale maternità si compie sotto la croce quando Gesù affida il discepolo Giovanni alla Madre come fosse suo figlio, accanto al Figlio crocifisso. Questo è il mistero ineffabile da cui scaturisce l’amore materno di Maria per ciascuno di noi. Ella fa notare però che “molti miei figli non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio, molti non vogliono conoscere Lui” (B). È il grido accorato della Madre celeste che dovrebbe giungere nella profondità del nostro cuore, per risvegliarci e renderci pronti ad accogliere tale infinito salvifico amore. Per raggiungere lo scopo non occorre fare molti ragionamenti complicati, ma semplicemente ricorrere alle Parole santissime di Gesù crocifisso: “ecco la tua Madre”. Maria stessa ci consiglia di non andare dietro a speculazioni razionali ma di affidarci nella fede pura al Signore nostro Dio, come Ella stessa ha fatto nella sua vita terrena lasciandosi condurre dalla divina volontà senza pretese umanistiche e fantasiose.

Grazie, o Vergine Madre, della tua disponibilità a istruirci nella fede e a sollecitare la nostra adesione piena e generosa. Perdona i nostri ritardi, i dubbi, la durezza del cuore, i ragionamenti vani e tortuosi, l’orgoglio, la ricerca delle tenebre piuttosto della luce radiosa di tuo Figlio. Liberaci da tanti legacci che ci impediscono di essere e di vivere nella libertà di figli docili e fedeli. Resta accanto a noi e portaci per mano al fine di poter attuare un cristianesimo coraggioso e fiducioso. Oggi, nei tempi burrascosi in cui viviamo, abbiamo più che mai bisogno del tuo abbraccio materno. Vogliamo lasciarci cullare e sostenere dalle tue braccia affettuose, dove troveremo sempre il tuo appoggio benevolo con cui possiamo riprendere ogni giorno il nostro cammino di santificazione per congiungerci a Te nel regno beato del paradiso. Amen

Don Renzo Lavatori


don_renzo_lavatoriDon RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.